Il clima più fresco e la natura rigogliosa fanno dell’alto Casertano una delle mete più ambite dai turisti. Dal parco regionale al santuario di Santa Maria degli Angeli passando per l’antica AllifaeChi l’ha detto che ‘estate’ è sinonimo di ‘mare’? Mai come in questo periodo può essere la montagna la meta ideale per una gita fuori porta e, ovviamente, in Terra di Lavoro quando si dice montagna si dice Matese. Il massiccio congiunge territori tra loro molto diversi, quello calcareo, aspro e splendente, composto da creste e profonde valli, e quello argilloso, dalle forme morbide e sinuose del versante adriatico. Clima continentale ad alta quota e mediterraneo a valle favoriscono l’alto grado di biodiversità del territorio. Peculiarità del parco sono i laghi: il Matese a 1000 metri, il più alto d’Italia, il Gallo e il Letino che vengono usati perlo più per l’energia elettrica. Le grotte di Lete riservano ai visitatori grandi sorprese: le cascate della galleria superiore e le stalattiti e stalagmiti e le farfalle dagli occhi fosforescenti all’interno delle cavità. Il Parco del Matese è il paradiso degli escursionisti e degli sportivi: mountainbike, trekking, sci d‘erba e alpino, deltaplano, ma anche passeggiate a cavallo e escursioni speleologiche. Interessanti cittadine e borghi storici circondano il parco: San Lorenzello, Cusano Mutri, Cerreto Sannita e tanti altri che propongono interessanti itinerari culturali e artistici, enogastronomici e di artigianato. Gli amanti dell’arte non potranno non fare una sosta nella chiesa di Santa Maria degli Angeli. Il Santuario, cui si accede per un viale ombroso, costeggiato da una Via Crucis, risale al ‘600, ma fu consacrato nel 1768. Il complesso, conosciuto anche come Eremo della Solitudine, è costituito dall’edificio principale ed alcune cappelle sparse nel bosco: S. Michele, in alto quella di Sant' Antonio, fatta costruire dalla duchessa Acquaviva; San Pietro di Alcàntara; Natività e San Giuseppe, oggi distrutte, e quella dedicata a San Giovan Giuseppe. Nel 1779 fu fatto il lastricato dinanzi la chiesa ed il giardino sottostante; altri restauri furono realizzati nel 1975-76, coi quali sono state rifatte tutte le strutture interne. L'interno, costituito da due cappelle barocche, fino a qualche tempo fa custodiva una tavola napoletana del '500. Oggi si ammirano, esclusi qualche improponibile anticaglia ed alcune imitazioni di cattivo gusto (come la Sacra Sindone), alcuni cimeli riguardanti San Giovan Giuseppe (la maschera di cera ed il bastone che volò nel duomo di Napoli) ed il velo di monacazione appartenuto a S. M. Maddalena de’ Pazzi; fra le reliquie insigni si ammirano i corpi dei santi martiri Petronio, Flaviano e Vincenzo. Infine, tappa ad Alife, antica Allifae, città di origine sannitica, occupata dai romani nel 326 a.C. Dell’antico insediamento sono tuttora visibili le tracce di edifici di età repubblicana ed imperiale.

5.7.11







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