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venerdì 27 maggio 2011

"Affaire rifiuti". L'inchiesta sta giungendo al capolinea. Si va verso un nuovo terremoto giudiziario per politici e chi vi ha gravitato intorno

Il Presidente della Commissione Bicamerale d' inchiesta Gaetano Pecorella ha ascoltato in audizione il pool di magistrati sammaritani che conducono le indagini, definendo lo scenario "da brivido"
Indagini serrate da parte della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere sui fatti dei “Mondezzai Casertani” e le collusioni di alcuni personaggi vitulatini. Infatti, attraverso alcuni verbali della Commissione Bicamerale d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, siamo riusciti a farci un concetto sul lavoro svolto dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che lavora in stretto contatto con quella di Napoli ed in particolare con la Direzione Distrettuale Antimafia. La quasi totalità delle dichiarazioni rese dal procuratore capo di Napoli Giovandomenico Lepore e dal suo collega di Santa Maria Capua Vetere Corrado Lembo (ascoltato insieme con i sostituti Donato Ceglie, Antonella Cantiello e Silvio Marco Guarriello) è stata secretata. Sono le decisioni adottate dalla delegazione della commissione bicamerale d’inchiesta sulle ecomafie. Uno scenario che Gaetano Pecorella, presidente dell’organismo parlamentare, non ha esitato e definire “da brivido”.
Siamo riusciti a recuperare un documento ufficiale della Camera dei Deputati di circa 16 pagine, nelle quali si riesce a comprendere il delicato e costante impegno dei 3 magistrati che formano il “pool-inchiesta” sul Consorzio Unico di Bacino delle Province di Napoli e Caserta, di cui è stato Direttore Generale il vitulatino Antonio Scialdone. In allegato vi proponiamo il documento in formato pdf, scaricabile e stampabile, nel quale ci sono le dichiarazioni: del Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, dott. Corrado Lembo; della dott.ssa Antonella Cantiello, Sostituto procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere; dott. Donato Ceglie, Sostituto procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere; dott. Guarriello Silvio Marco, Sostituto procuratore della Repubblica di Santa Maria. Ricordiamo che il primo ad essere sentito della Commissione Bicamerale d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, fu proprio Antonio Scialdone, che all’epoca dei fatti era il Direttore del Consorzio Unico di Napoli e Caserta, ascoltato unitamente al Prefetto Biagio Giliberti, all’epoca Commissario della Provincia di Caserta.
L’inchiesta in questione, aperta alla fine del mese di marzo 2010, su uno stralcio di un’altra avviata nel 2008 ed ancora più complessa, con sette indagati iniziali e già diverse perquisizioni effettuate, è stata più volte prorogata ed al momento non sono ancora giunti gli avvisi di conclusione delle indagini, ma proroga dopo proroga con i faldoni che si sono finiti di riempire con altre notizie di reato e di altre nomi di persone indagate, oramai sono passati circa 14 mesi ed a breve potrebbe esserci l’epilogo di una prima e non ultima puntata di una faccenda oramai nota a tutti. Difatti, uno degli indagati, sarebbe stato disponibile anche ad effettuare delle “collaborazioni” con la giustizia al fine di ottenere in cambio dei benefici processuali. Il noto personaggio vitulatino, infatti, per il momento è soltanto un “dichiarante di giustizia” e di cose da raccontare tra le Procure di Napoli e Santa Maria Capua Vetere né avrebbe così tante da riempire intere stanze dei Palazzi di Giustizia. La Bicamerale d’inchiesta svolge indagini sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, sulle organizzazioni in esse coinvolte o ad esse comunque collegate, sui loro assetti societari e sul ruolo svolto dalla criminalità organizzata, con specifico riferimento alle associazioni di tipo camorristico; individua le connessioni tra le attività illecite nel settore dei rifiuti e altre attività economiche, con particolare riguardo al traffico dei rifiuti; verifica l’eventuale sussistenza di comportamenti illeciti da parte della pubblica amministrazione centrale e periferica e dei soggetti pubblici o privati operanti nella gestione del ciclo dei rifiuti, anche in riferimento alle modalità di gestione dei servizi di smaltimento da parte degli enti locali e ai relativi sistemi di affidamento;verifica l’eventuale sussistenza di attività illecite relative ai siti inquinati nel territorio nazionale; verifica la corretta attuazione della normativa vigente in materia di gestione dei rifiuti pericolosi e della loro puntuale e precisa caratterizzazione e classificazione.
Alfredo Di Lettera
LEGGI L'AUDIZIONE DEI MAGISTRATI E SCARICALA SE VUOI

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