domenica 31 ottobre 2010

SUPERENALOTTO/ Da ieri sera in Italia ci sono 70 nuovi milionari. Ad Avellino, Napoli e Salerno 5 vincite da 2,5 milioni

Con un acquisto di una quota dal costo di 24 euro cadauna, il sistema costava 1680 euro, settanta persone hanno vinto due milioni e mezzo di euro. Il prossimo jackpot parte da 45,5 milioni di euro...

Da ieri sera in Italia ci sono 70 nuovi milionari. di questi, uno è irpino. Ieri, ifatti, è stata messa a segno la più grande vincita della storia del nostro Paese: oltre 177,7 milioni di euro realizzati con un 6 al Superenalotto. A vincere non è stato un singolo giocatore, ma un sistema a caratura da 70 quote dal costo di 24 euro ciascuna (per un totale di 1.680 euro) che le singole ricevitorie hanno scaricato dalla «Bacheca Sisal». Ogni quota vince qualcosa come 2 milioni e 538 mila euro. Il sistema della «Bacheca Sisal» non era raggiungibile soltanto dalle normali ricevitorie ma anche tramite il superenalotto on line. La quota vincente ad Avellino è stata venduta presso la Totoricevitoria del Sole via Tagliamento. Questa la combinazione vincente 4 – 26 – 40 – 54 – 55 – 67. Jolly: 41; Superstar: 78. La provincia più fortunata, dopo Latina con 25 quote vendute a Sperlonga, è Roma e provincia (9); segue Milano e provincia (5) per un totale di 7 quote in Lombardia, Napoli e dintorni (3) cui si aggiungono altre due quote nella regione (ad Avellino e Salerno). Quattro quote sono state vendute in Toscana, 3 in Calabria e altrettante in Emilia Romagna, una a Cagliari, una a Torino, una a Pordenone, una in provincia di Pesaro e Urbino.

Ecco di seguito la lista:

2 Bar Miliardo Piazza Santa Maria Beltrade MILANO

2 Tabaccheria Tototredici Viale Legnano PARABIAGO (MI)

1 Re Tabacchi di Fontana Elena Corso De Gasperi TORINO

1 Tab Ricevitoria Lucky Di Mele via Gramsci SETTIMO MILANESE (MI)

1 Bar Al santuario Corso Europa RHO - MI

1 Bar Tabacchi Sport Corso Bartesaghi ERBA - CO

1 Tabaccheria Zanetti Strada Pavese MORTARA - PV

1 Bar stazione servizio SS 11 KM 122 Vittuone - MI

1 Hobby fumetto via De Paoli PORDENONE - PN

1 Bar birreria Mistral via Buozzi TORRILE - PR

1 Bar dal Bucaro via Provinciale MONTECALVO IN FOGLIA -PU

1 Tabaccheria stazione via statale SCANDIANO - RE

1 Tabaccheria Eldorado via dei Martiri RIMINI - RN

1 Tabaccheria Innocenti via del Bosco S.CROCE SULL'ARNO -PI

1 Cartoleria Sartori corso Mazzini S.CROCE SULL'ARNO - PI

1 Tabaccheria Alunni viale Regina Elena CORTONA - AR

1 Il Binarietto bar via Franco Baghini ORBETELLO - GR

1 Totoricevitoria europea via Pantelleria CAGLIARI - CA

1 Caffe' dello stadio 1958 viale Pio X CATANZARO - CZ

1 Tabaccheria Converso via Aldo Moro ROSSANO - CS

1 Tabaccheria Tommasini viale Gramsci CROTONE - KR

1 Barrios cafe' circonvallazione Clodia Roma - RM

1 Ellegi via Simone de Saint bon ROMA - RM

1 Tabacchi Giuseppucci via torre clementina FIUMICINO - RM

1 Edicola Maialetti via Umberto 1 FORMELLO - RM

1 Bar degli specchi via dei Savelli ROCCA PRIORA - RM

1 Bar via Prenestina Polense ROMA - RM

1 Tabacchi via Gioberti ROMA - RM

1 Piccolo bar via Danimarca POMEZIA - RM

1 Tabaccheria Enzo via Casale del Finocchio ROMA - RM

1 Lotto Napolitano corso Umberto NAPOLI - NA

1 Totoricevitoria del Sole via Tagliamento AVELLINO - AV

1 Caffetteria San Pietro via Magellano GIUGLIANO IN CAMPANIA - NA

1 Bar Nunzio via Pioppaino Castellammare di Stabia - NA

1 Sali e Tabacchi piazza Giovanni Paolo II PELLEZZANO - SA

Per incassare una somma del genere e rimanere anonimi ci si può rivolgere a un notaio, che però potrà richiedere fino al 3% della vincita. In alternativa, si può inoltrare la scheda vincente all’ufficio premi della Direzione Generale, via Alessio di Tocqueville 13, 20154 Milano. La vincita di ieri sera è la più alta mai registrata e supera quella di 139 milioni divisi tra due vincitori di Parma e Pistoia il 9 febbraio scorso. Caduto il jackpot si riparte già da martedì prossimo con un jackpot di 45,5 milioni di euro.

Caiazzo, il Cimitero è rimasto quasi come era due mesi

Un solo bagno in previsione di folla. E il luogo sacro è ancora off –limits per i diversabili.
Il week –end per onorare i defunti è appena all’inizio, ma le polemiche fioccano per i disservizi lamentati dai cittadini che da qualche giorno stanno preparando le tombe per onorare i propri cari defunti. E così si ritorna all’antico, ovvero ai classici canonici problemi fino ad oggi irrisolti, parcheggiatori abusivi, “scalatori abusivi” e servizi alla cittadinanza davvero ridotti all’osso, come ad esempio il bagno ubicato all’interno del camposanto, unico per tutti i sessi alla faccia delle discriminazioni, è fino a ieri pomeriggio in condizioni davvero “precarie”. Eh si, perché il bagno qui è una necessità, atteso che chi vi giunge a piedi ed ha un’impellenza, il primo esercizio pubblico dista qualche chilometro dal cimitero. Appena si arriva con la vettura (e qui un’altra nota dolente perché non è dato sapere, sempre secondo le lamentele, se ci sarà ed in quali orari ci sarà il servizio navetta), si viene accolti dal solito parcheggiatore che prende in “prestito” il suolo pubblico in quei due –tre giorni di afflusso, per un obolo che varia da uno a due euro. Una volta inerpicatisi poi all’ingresso del cimitero, strada non asfaltata e quindi a rischio noce del collo, il suolo in alcuni punti ha avuto un rigonfiamento ed è plausibile che anche un normodotato rischia quanto meno di inciampare e farsi male. Ma il nesso di recarsi al Cimitero qual è? Ovviamente deporre fiori sulle tombe e per farlo in molti casi c’è bisogno di una scala, quelle pesantissime in metallo che presenziano in tutti gli antichi cimiteri del sud. Ebbene anche in questo caso per la scala è previsto un obolo con servizio però, cioè chi si impossessa delle scale, offre anche il deposito dei fiori nel portafiori, evitando quindi la fatica di far salire fin sopra i parenti dei defunti. Tutto tacito, tutto nella consuetudine, così come è diventata una consuetudine per chi non deambula e peggio ancora siede su una sedia a rotelle, entrare alla parte vecchia del Cimitero, dove l’unico accesso è formato da scalini, anzi scaloni con gradini anche di 50 centimetri. Insomma, senza voler fare luoghi comuni e, soprattutto volendo analizzare anche i proclami lanciati ante –autunno dall’Amministrazione Comunale, al Cimitero caiatino è cambiato poco o nulla, forse niente. Altro capitolo che però non investe l’Amministrazione Comunale ma la coscienza di qualche incivile, riguarda il furto di fiori dalle tombe. Anche questo si sta registrando in alcuni, sporadici casi, soprattutto se chi in precedenza li ha depositati è un forestiero che ultima il suo giro e quindi non torna più a breve a Caiazzo. E con quello che costano in questo periodo garofani e crisantemi, viene da capire se chi ruba i fiori è indigente, ma compie in ogni caso un gesto incivile e incondivisibile. Nei prossimi giorni sapremo come è andata la maratona cimiteriale caiatina.

sabato 30 ottobre 2010

Piedimonte Matese. Terza settimana della memoria. Incontri e riflessioni in città

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Piedimonte Matese. La sezione "Italia Nostra" del Matese lancia un significativo allarme sull'eolico

"Il grande bluff delle pale eoliche!" Ugo Iannitti presidente del sodalizio matesino: "Chi ci stiamo portando in casa nostra?"
Da qualche giorno anche sul Matese si comincia a sentir parlare di eolico, di “Wind Farm”- nome bellissimo e fuorviante come se il vento fosse coltivabile come in una vera fattoria -, di aereogeneratori, di pal(l)e eoliche e chi più ne ha più ne metta. La realtà è che anche da noi sta arrivando la lobby dei produttori di vento e tempesta, dei venditori di aria fritta. L’eolico viene presentato come la panacea “verde” per la soluzione del problema elettrico dell’Italia, quando invece i dati reali della produzione di energia e del vantaggio per la nostra economia sono poco più che fallimentari. Le statistiche fatte trionfalmente circolare dalla società Terna Spa, che ricordiamo è la società che in Italia si occupa della trasmissione dell’energia, dicono che ogni pala eolica installata ha prodotto energia, ergo ha “girato”, in media per sole 1500 ore all’anno, su un totale di ore possibili di funzionamento di 8760. Ma questo noi del Matese lo sappiamo già, basta farsi un giro a Ciorlano e vedere delle 10 pale quante sono in funzione anche quando il vento soffia con furore siberiano. Ma allora dov’è il guadagno? Non c’è per i clienti, cioè noi, ma c’è, eccome se c’è, per chi li costruisce e per chi li gestisce. La magia sta nei cosiddetti “Certificati verdi”, che di verde hanno solo il colore. In base al Protocollo di Kyoto tutti i paesi industrializzati devono ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera; se non ce la fanno possono continuare ad immettere la stessa quantità impegnandosi a compensare le emissioni con la produzione di energia da fonti alternative. In pratica l’acciaieria “X” può evitare di ridurre l’inquinamento che produce se prova di aver fatto qualcosa per l’ambiente. Come lo prova? Attraverso l’acquisto del “Certificato Verde” da un produttore di energia da fonti alternative che, attenzione, non gli vende l’energia, ma solo il certificato. Il produttore di energia ha cioè dichiarato al GSE Spa di produrre tot ed in cambio ha ottenuto i certificati, pagati con un prelievo diretto sulla nostra bolletta. Potrebbe cambiarli direttamente in contanti, ma se li vende all’acciaieria, che ha bisogno di dimostrare di fare qualcosa per ridurre l’inquinamento, riesce a spuntare un prezzo molto più alto.
In base a questo meccanismo un produttore “inefficiente” riesce a vendere la scarsa energia prodotta ad un prezzo magicamente moltiplicato: la Alerion Spa, società proprietaria dell’85% di Ciorlano, ottiene 76,7 euro al Mhw dalla vendita di energia elettrica e ben 91,1 euro al Mhw dalla vendita di certificati verdi. Vediamo i presunti vantaggi per il territorio. Lavoro? Praticamente nulla, forse qualche operaio per i 2/3 mesi della costruzione. Ristoro economico per i comuni interessati? Il meno possibile, e comunque le nuove linee guida del Decreto Ministeriale del 10 settembre scorso dicono espressamente che “non è dovuto alcun corrispettivo monetario in favore dei Comuni interessati”. Comunque sarebbe una piccola mancia rispetto al giro di denaro, che chiaramente per territori quasi spopolati rappresenta in ogni caso una forte esca. Rischi per gli imprenditori ? Nulli, l’Italia è obbligata a comprare l’energia prodotta al prezzo agevolato. Tutto questo ha naturalmente attirato sull’affare una varia umanità. Senza scomodare le inchieste in corso in tutta Italia ( Governatore della Sardegna e inchiesta P3, ‘ndrangheta in Calabria etc), verifichiamo chi è che ha presentato nel nostro territorio le varie proposte. Nei comuni di Gallo Matese, Letino, Capriati, Alife, Gioia Sannitica, Fontegreca, sono state presentate 9 domande di installazione di parchi eolici. Una è stata bocciata (Tisol Srl) perché insistente su Area Parco Naturale. La Windy Electricity Srl, Ex Benfil Srl, si occupava prima di produzione tessile ad Airola, riconvertita dopo cassa integrazione e vicissitudini varie, nel 2009 ha dichiarato 0 (zero) ricavi. La Sciara Srl, appartente al Gruppo De Vizia, ha dichiarato nel 2009 0 (zero) ricavi. La Coenergy Srl (6 domande) ha dichiarato nel 2009 0 (zero) ricavi. E’ evidente che si tratta di società il cui unico scopo è esclusivamente l’ottenimento della autorizzazione alla costruzione del parco eolico. Una volta ottenuta la VIA si vende la società e saranno altri, dotati di capitali ben più cospicui, a costruire e gestire il business. E’ proprio quello che è successo a Ciorlano, dove la Dotto Srl ha venduto subito l’85 % alla Alerion Clean Power Spa. Guardiamo invece agli effetti negativi. Lo skyline delle nostre montagne verrebbe stravolto: le pale sono previste di altezza variabile tra i 65 ed i 105 metri, di cui alcune nel territorio di Alife, visibili quindi dall’intera pianura. Per la costruzione, sui crinali di zone impervie, è necessario costruire ex novo grandi strade asfaltate in grado di far passare i TIR che trasportano i generatori. Il Matese è territorio tutelato soprattutto per la sua valenza di zona migratoria tra l’habitat Medio-Europeo ed il Mediterraneo. Vuol dire che le nostre zone sono piene di uccelli migratori, con ben quattro aree “speciali”, due SIC e due ZPS, che ci rendono unici in Campania. Pensiamo che a Spinazzola, nelle Murge, la quantità di uccelli “ghigliottinati” dalle pale è tale che è addirittura previsto un addetto alla pulizia delle carcasse sul terreno. Quale sarà l’effetto da noi? La presenza di pale eoliche ha già prodotto una nuova malattia, la “Wind-Turbine Syndrome”, collegata alla presenza costante e continua di un rumore di fondo, di cui già parlano i contadini calabresi intervistati nel documentario di Rai News 24 “Le Mani sul Vento”. Ma allora cosa ci guadagna il nostro territorio ? La Sezione del Matese di Italia Nostra ritiene che non ci sia nulla da guadagnare e che ci sia tutto da perdere. Il 10 settembre scorso il Ministro dell’Economia, On. Giulio Tremonti, ha dichiarato testualmente: ”il business dell’eolico è uno degli affari di corruzione più grandi, è un business ideato da organizzazioni corrotte che vogliono speculare” A questo punto c’è una domanda, più di ogni altra, che tutti dobbiamo farci: chi ci stiamo mettendo in casa? Italia Nostra chiede a tutti coloro che hanno a cuore le sorti del nostro territorio di farsi la stessa domanda, assicurando che non resterà inerte.
Ugo Iannitti presidente Italia Nostra -Sezione Matese

Caiazzo. La Provincia riapre i termini per permettere l'ingresso nell'albo dei Commisari ad Acta anche ai geometri.

Il primo cittadino caiatino: "Sono soddisfatto per aver centrato l'obiettivo in nome dell'intera categoria."
La Provincia ha accolto la richiesta, saranno riaperti i termini e potranno entrare a far parte dell’Albo Commissari ad acta della Provincia di Caserta anche i geometri. Non può che dirsi soddisfatto il sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto, in qualità di consigliere provinciale e soprattutto di componente del consiglio direttivo dei Geometri. A meno di 15 giorni dalla richiesta di integrazione al bando sottoscritta e inoltrata a nome della categoria dal presidente Paolo Parente e dallo stesso Giaquinto, sono arrivate in queste ore buone notizie dal capoluogo di Terra di Lavoro. Un risultato frutto dell'attivismo del Consiglio del Collegio, che di fronte ad una problema sollevato dalla categoria si è immediatamente adoperato per risolverlo, della cooperazione tra enti e del perfetto ruolo di trait d’union di Giaquinto. Ricordiamo che il Collegio, nel caso in cui la proposta non fosse stata accolta, avrebbe formalizzato al Tar l’opposizione contro la deliberazione numero 33 del 23 luglio scorso della Giunta Provinciale che aveva infatti deciso di revocare le precedenti delibere, l’attuale albo e di disporre l’immediata divulgazione di un avviso da parte del settore Urbanistica. Lo stesso avviso che però riguardava soltanto gli Ordini di Architetti, Ingegneri e Avvocati e ciò si traduceva nella non inclusione dei geometri nella lista. Ecco perchè Giaquinto, in rappresentanza dei “colleghi”, è corso ai ripari. “La nostra è una categoria importante nella società – sostiene Giaquinto - e lo sanno anche i tantissimi utenti che, quotidianamente, sono a nostro confidenziale contatto, anche come semplici consulenti. Si tratta di una professione solida e tuttora ancorata ad una decennale tradizione di insediamento sul territorio e nella società. Non poteva essere esclusa, parliamo di una categoria che nel Casertano conta più di 1500 iscritti. L'incisività e la tempestività del consiglio all'interno del Collegio e la perfetta sinergia con l’Ente Provincia hanno difeso i geometri aprendoli alla possibilità di entrare a far parte della lista dei commissari ad Acta”.
Caiazzo Rinasce: Bravo sindaco -consigliere provinciale! Ora, oltre ad essere già stato nominato difensore ideale per i bambini dall'Unicef, ci aspettiamo che l'ordine ti nomini anche difensore ideale per i geometri in provincia di Caserta!!!

CAMORRA/ Scoperto un bunker per ospitare fuggiaschi in casa del fratello di "Bell'omm"

La scoperta l'hanno fatta gli uomini della Squadra Mobile. Il bunker in ogni caso non era stato abitato di recente
Un bunker, costruito da poco tempo, probabile rifugio di elementi legati al clan dei Casalesi, e' stato scoperto dalla Squadra Mobile di Caserta in un deposito di materiale edile a Casal di Principe. L'operazione e' stata condotta, nell'ambito di speciali servizi disposti dal questore, Guido Longo, d'intesa con la Dda ed in collaborazione con i reparti Prevenzione crimine e militari dell'Esercito di rinforzo. L'intervento rientra nelle attivita' finalizzate alla cattura di latitanti. Il rifugio e' costituito da una ampia camera da letto, munita anche di un bagno ed accessibile attraverso una botola, una scala a pioli ed un cunicolo. La struttura che comunque non presentava tracce recenti di presenza di persone e' risultata nella disponibilita' di Nicola Apicella, di 53 anni, con precedenti di polizia, fratello di Pasquale, soprannominato 'Bell'omm', affiliato alla fazione dei casalesi guidata da Francesco Schiavone, detto Sandokan e dal figlio di quest'ultimo, Nicola. Pasquale Apicella e' in carcere da tempo dove sta scontando la pena dell'ergastolo, inflittagli nel processo Spartacus, nel quale sono stati coinvolti, tra gli altri, capi e gregari dell'organizzazione.

EMERGENZA RIFIUTI/ La parola all'Asia. Parla l'Amministratore delegato Daniele Fortini: "Non è colpa nostra questa situazione..."

"L'avevamo prevista e dico di più a Natale torneranno un'altra volta i rifiuti in strada..." A Terzigno anche i rifiuti della provincia di Caserta
"Avevo previsto questa crisi dei rifiuti. E dopo ottobre, se le cose non cambiano, ci sara' una nuova emergenza a Natale" Parola di Daniele Fortini, ad di Asia Napoli, la municipalizzata dei rifiuti del capoluogo partenopeo messa nel mirino per la gestione della discarica di Terzigno. Il presidente del consiglio ha inviato a Napoli Guido Bertolaso e ha annunciato che la municipalizzata verra' sollevata dalla gestione dell'impianto per far posto "ai professionisti della Protezione civile". Fortini pero' non ci sta e attacca a testa bassa. "Le cause della crisi dei sono molteplici: mancano gli impianti, la provincializzazione dei rifiuti e' stata un errore ed e' un errore anche la fretta che troppo spesso e' lo strumento che si adopera ad uso delle esigenze dei media". Ma soprattutto smentisce che la cava Sari sia stata gestita male e che la sua azienda sia stata per questo sollevata dall'incarico ".
L'Asia Napoli ancora gestisce la discarica di Terzigno, "non abbiamo avuto nessuna comunicazione del contrario" dice Fortini che ribadisce: "l'impianto e' stato gestito al meglio delle condizioni possibili: se non fosse cosi' e cioe' se la discarica avesse bisogno di essere bonificata, la magistratura l'avrebbe gia' sequestrata. Tra luglio ed agosto sono stati portati a Terzigno molti rifiuti, circa 1800 tonnellate, anche quelli destinati ad altre discariche come quella di Lo Uttaro a Caserta: chi decide cosa e quanto portare a Terzigno non siamo noi, ma l'ufficio flussi della regione e la struttura del sottosegretario all'emergenza". Di qui miasmi e cattivi odori, ma nessun allarme: "Si tratta pur sempre di rifiuti", dice sottolineando come la discarica di Terzigno sia stata "piu' volte visitata da Bertolaso, dalla Asl dall'Arpac e non risulta fossero stati rilevati problemi: i miasmi sono inevitabili se si decide un sovraccaricamento dei rifiuti fino a 1800 tonnellate di cui 1000 di frazione trito vagliata. Il resto l'hanno fatte le proteste che hanno impedito ai camion che dovevano portare la terra di copertura di entrare nell'impianto" "Ognuno deve assumersi le proprie responsabilita' - precisa Fortini - il termovalorizzatore di Acerra, gli impianti e le discariche sono di competenza delle province e alla regione spetta il piano rifiuti che non c'e'" dice Fortini a margine di un convegno a Roma.
Nel sottolineare la carenza impiantistica che registra la regione Campania Fortini sottolinea: "La frazione umida dei rifiuti prodotta in Campania va in giro per l'Italia a costi esorbitanti: ogni anno facciamo una gara per trovare la destinazione. Le destinazioni sono Padova, Catania, Perugia, la Toscana…" elenca Fortini che sottolinea: "Se in Campania ci fossero impianti di compostaggio potremmo risparmiare fino al 40 per cento delle spese". Ma intanto Asia punta alla costruzione e gestione del termovalorizzatore di Napoli est che avra' una capacita' di smaltimento effettiva "di 350-360 mila tonnellate di rifiuti". Un impianto con un forno a griglia mobile che sara' un po' piu' piccolo di quello di Acerra che, una volta portato "ad un'efficienza dell'80-85 per cento potra' smaltire 520 mila tonnellate". Per il termovalorizzatore di Napoli est e' stata gia' costituita una societa' ad hoc e si dovra' cercare il partner industriale. "Abbiamo gia' acquisito dalla regione, a titolo oneroso, il diritto di superficie dei suoli su cui sorgera'".
Ilaria Proietti

Castel Campagnano. Polemica infinita tra i due principali protagonisti della politica locale. Adesso è Campagnano che replica a Di Sorbo

L'ex sindaco, attuale capogruppo di minoranza, non lesina parole per l'articolo pubblicato in precedenza su caiazzorinasce dal sindaco del paese Giuseppe Di Sorbo. Terza puntata
Il Capogruppo di minoranza del comune di Castel Campagnano, Nicola Campagnano (foto a sx), replica al Sindaco Giuseppe Di Sorbo (foto a dx), a seguito delle calunniose affermazioni fatte da quest’ ultimo nel suo recente articolo, riproponendo un pubblico dibattito, per fare finalmente chiarezza sulla questione urbanistica (e non solo!). Il male della mia terra sono le bugie…e la cattiveria con la quale si raccontano…si è sempre fatto così…e fin quando ne avrò la forza, non mi negherò mai di combatterle! Da 3 anni a questa parte, le bugie, si sono vestite di un volto nuovo, e a dir la verità, questo nuovo abito, le ha rese più credibili, ma si sa, le bugie hanno le gambe corte…e nel nostro caso, hanno anche perso i capelli! Ebbene, nell’articolo scritto di risposta al mio, sulla questione urbanistica, con particolare riferimento a Squille, non ho potuto leggere altro che balle e calunnie, balle che offendono la storia di ognuno di noi e della nostra comunità, dilaniata dal sistematico ricorso, da parte degli avversari, alla menzogna per soddisfare una incontenibile voglia di protagonismo e nascondere la propria incapacità amministrativa! (Che sono balle è ampiamente spiegato nei miei post precedenti, su tali argomenti, reperibili sulla libera bacheca facebook di “Noi dell’Onda”) Sempre nel suddetto articolo, nulla si è scritto riguardo il fatto che quest’anno, l’amministrazione Di Sorbo non è stata capace di portare a termine la procedura per il finanziamento per il PUC. Ciò sta significare che, non solo è stato cancellato quanto costruito dalla mia amministrazione, ma niente in questi 3 anni disorbiani si è fatto, niente si sta facendo, e niente si sta progettando di fare per il futuro! Ed ancora, nulla è stato smentito di quel che ho scritto nella mia lettera agli Squillesi, cosa che ne conferma la veridicità, e cioè della presa in giro della popolazione della frazione (e non solo!). Il Sindaco deve proprio aver perso le staffe con la mia lettera agli Squillesi, succede sempre così quando viene messo di fronte alle sue responsabilità amministrative! Al consiglio comunale a volte fa sorridere. La verità fa sempre male quando si è abituati a fondare il proprio comportamento politico su cose non vere o sulla mistificazione della realtà. Nel suo articolo, ha mostrato la sua vera pelle politica, mettendosi a nudo con una incomprensibile violenza verbale (definendomi “impostore” , “cancro” etc)…e ponendo definitivamente fine a quel suo ipocrita buonismo di maniera che gli ha permesso di convincere tanti elettori con tante belle storie che non hanno avuto fin’ora niente di concreto! Non dovrebbe esser poi tanto fiero di averci battuto due volte di seguito…se questo è il modo in cui ha vinto. Ha dimenticato che rappresento con i miei amici ancora 533 elettori, e siamo maggioranza nel capoluogo. Tali termini offensivi offendono tutti questi elettori. Non a caso, è proprio di questi giorni, il tentativo di imbavagliare la minoranza, creandole serie e inaccettabili difficoltà nell’accesso, e soprattutto nel rilascio delle copie degli atti amministrativi, dimenticando, che in tal senso, il consigliere di minoranza, ha gli stessi diritti del consigliere di maggioranza, e che, per tali atteggiamenti, sul comune, si avverte un clima poliziesco, e nella nostra comunità, si respira un’aria pesantissima. Nell’ articolo scritto dal Sindaco Giuseppe Di Sorbo, non si è avuto il coraggio di fare il mio nome, nonostante il riferimento a me fosse chiaro. Si, perché di questo si tratta, di paura, della paura di affrontarmi e affrontarci, adesso, come anche in campagna elettorale, quando l’attuale Sindaco ha sempre evitato e rifiutato, ora con una scusa, ora con un’altra, un bel dibattito libero con me ed il mio gruppo, dove la parole, con gli atti alla mano, cominciano ad avere un peso diverso, e le bugie, vengono finalmente smascherate! Il Sindaco mi chiama impostore?! Il suo giudizio mi è indifferente, non riesco neanche ad offendermi. Ciascun cittadino sa se sono o sono mai stato un impostore, se ho mai raccontato una bugia. La qualità del mio impegno pubblico è ampiamente nota e apprezzata anche oltre i confini del comune e del comprensorio caiatino. Nonostante ciò, io sono sempre disponibile (e questo è ancora una volta un invito ufficiale!) a tenere un dibattito libero e pubblico, con contraddittorio e con atti alla mano, così vedremo chi è l’impostore, se un impostore c’è, chi è il cancro, se un cancro c’è, chi sta disaggregando una comunità, chi ha innescato un processo di involuzione politica , sociale, economica, e forse anche morale. Questa comunità non avrà mai pace se qualcuno non corregge la cattiva abitudine di raccontare la propria verità ( errando, perché la verità è una , ed è quella documentata!) , se non ci si confronta con lealtà sui problemi, se non si abbandona l’illusione di poter costruire la propria fortuna sulla demonizzazione dell’avversario. E’ un malcostume politico, che va sradicato, e tutti coloro che hanno un sincero senso di responsabilità e di amore per questo paese, hanno il dovere di impegnarsi in tal senso.
Il capogruppo di minoranza Nicola Campagnano

venerdì 29 ottobre 2010

TG DI ITALIANEWS.INFO DELLE ORE 20.30 DEL 29 OTTOBRE 2010

Caiazzo. Problema traffico. Ancora caos negli orari di punta nel centro storico e lungo la provinciale 336

E per molti residenti di altri Comuni dell’alto casertano attraversare la città è diventato un incubo.
Altro che turismo ed altro che attrattiva per i residenti dei Comuni limitrofi alla città di Caiazzo, capoluogo nel bene e nel male dell’agro caiatino. Infatti il caos che si registra nell’orario di punta è indescrivibile, atteso che si formano code di macchina in ogni dove nella piccola cittadina, partendo dalla provinciale 336 che conduce a Caserta e Piedimonte Matese, per finire nel centro storico, dove sono ubicate le Scuole Superiori. A tutto ciò si aggiunga il caos via Latina e il divieto di sosta non rispettato da nessuno e la frittata è fatta. Ma andiamo con ordine. All’orario di entrata e uscita dalle scuole, l’incrocio tra il Rione Garibaldi e la provinciale all’altezza di via Cattabeni è praticamente un ingorgo continuo, che fa il paio con l’ingorgo creato sempre dall’altro lato della città e sempre lungo la stessa provinciale all’altezza di Via Caduti sul lavoro, dove c’è il plesso scolastico delle medie. Anche qui lunghe fila di auto parcheggiate lungo la strada principale e auto che sopraggiungono da sopra e sotto la stessa arteria, molto pericolosa perché ad alta percorrenza veicolare, che rischiano seriamente di investire i pedoni che all’ora delle scuole in decine e decine l’attraversano. Stesso capitolo in via Latina, laddove è stato istituito il divieto di sosta all’altezza dell’ufficio postale, fino sopra all’incrocio, riservando alcuni posti ai non deambulanti, vergognosamente occupati in maniera sistematica da automobilisti incivili. Poi si passa al centro storico, via Aulo Attilio Caiatino dove all’uscita delle scuole, gli studenti dell’Isiss sono loro malgrado, sottoposti a vere e proprie roulette russe con veicoli che transitano (in qualche caso anche spediti) nel budello centrale, facendo balzare tutti i pedoni sugli scalini e nei vicoletti prospicienti la strada. Insomma è tutto “un fai da te” la questione traffico caiatina, con la viva speranza che nessuno ci rimetta l’osso del collo, perché, soprattutto in orario scolastico di chiudere il centro storico non se ne parla proprio, magari se qualcuno deve scaricare qualcosa in casa propria, adotta a suo modo la chiusura “privata”.

PIZZO E CAMORRA/ Ai napoletani e casertani costa 950 milioni di euro l'anno. Gli studi della fondazione Chinnici

E con l'approsimarsi delle festività natalizie arrivano per i commercianti le prime scadenze... Nemmeno l'Alto Casertano esce indenne da questa ricerca
Il costo medio annuo sopportato dal sistema produttivo napoletano e casertano in considerazione delle estorsioni subite dagli imprenditori e' di circa 950 milioni di euro. Ogni anno, in questo modo, si sottrae alla ricchezza prodotta una percentuale pari quasi al 2% della stessa. E' quanto emerge dallo studio ''I costi dell'illegalita' - Camorra ed estorsioni in Campania'', realizzato dalla Fondazione Rocco Chinnici con il contributo della Compagnia di San Paolo, in collaborazione con l'Universita' degli Studi di Palermo e l'Universita' Federico II di Napoli e con il patrocinio di Confindustria Campania. La ricerca e' stata presentata nel corso di un convegno al complesso di Monte Sant'Angelo dell'ateneo federiciano al quale hanno preso parte, tra gli altri, il procuratore capo di Napoli Giandomenico Lepore, il procuratore capo di Salerno Franco Roberti, l'ex prefetto Alessandro Pansa, il presidente onorario della Fai Tano Grasso, il presidente della Fondazione Chinnici gen. Antonino Rametta, il coordinatore Giovanni Chinnici, Aristide Del Grosso di Confindustria Campania e la vicepresidente di Confindustria Cristiana Coppola, i coordinatori dello studio, i sociologi Giacomo Di Gennaro (Universita' Federico II di Napoli) e Antonio La Spina (Universita' degli Studi di Palermo). Il campione preso in considerazione risulta composto da 785 casi di racket registrati nelle province di Napoli e Caserta tra il 1990 e il 2009. Ad esclusione del settore delle costruzioni, dove le imprese sono soggette a un prelievo estorsivo che dipende dall'opera realizzata. Le imposizioni periodiche si collocano tra i circa 25/50 euro mensili di diversi ambulanti e piccoli alimentari del napoletano e i circa 30.000 euro mensili di una grande societa' di smaltimento rifiuti nel Casertano, mentre per le soluzioni una tantum si passa dai 50 di un piccolo autolavaggio fino ad arrivare agli oltre 230.000 di una grossa impresa commerciale nel settore della pesca del Napoletano. Il prelievo medio mensile per l'intero campione risulta pari a 1.208 euro. Le stime dell'estorsione media per impresa estorta e dell'estorsione sul valore aggiunto prodotto per provincia evidenziano il maggiore peso del fenomeno nel Casertano invece che nel Napoletano: si tratta infatti di circa 10 mila euro l'anno per le imprese casertane e di oltre 8 mila euro l'anno per quelle napoletane. Le percentuali del prelievo estorsivo sul valore aggiunto prodotto nelle due province analizzate rivelano come il peso del racket sulle attivita' economiche non sia affatto irrilevante, infatti una quota media pari all'1,65% della ricchezza prodotta viene catturata dai clan camorristici sottoforma di sola estorsione monetaria, arrivando a quasi il 2% nella provincia di Caserta. Infine, mentre in Sicilia la media del prelievo estorsivo troncata al 5% era di 500 euro, nelle province campane prese in considerazione e' di 794, dunque notevolmente piu' elevata.

Progetto Cipe, sbloccati i fondi per le scuole. L'Alto Casertano è beneficiato da numerosi interventi in altrettanti plessi scolastici

Finalmente si avvia ad una soluzione l'annoso problema che riguarda le infrastrutture di molti plessi scolastici dell'Alto Casertano. Ecco l'elenco completo dei beneficiari.
Nella giornata odierna presso il Palazzo del Governo di Caserta si è tenuta una riunione relativa ai fondi CIPE riguardante gli edifici scolastici provinciali e comunali per la realizzazione di lavori di messa in sicurezza, prevenzione e riduzione rischio, connesso alla vulnerabilità degli elementi, anche non strutturali, approvati dal CIPE con delibera numero 32 del 13 maggio 2010. L’incontro è servito a sottoscrivere delle convenzioni tra il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per la Campania e il Molise, la provincia di Caserta e i Comuni di:
  • Castel Campagnano,
  • Mignano Montelungo,
  • San Nicola La Strada,
  • San Marco Evangelista,
  • Arienzo,
  • Castel Volturno,
  • Carinaro,
  • Alvignano,
  • Recale,
  • Castel Volturno,
  • Gricignano d’Aversa,
  • Valle Agricola,
  • Riardo,
  • Vairano Patenora,
  • Cesa,
  • Raviscanina,
Il tutto per il concreto avvio dell’attività di progettazione degli interventi.

Piedimonte Matese. Il Senatore Carlo Sarro ai microfoni di Teleluna: "Fini a differenza di Cosentino ha avuto un processo brevissimo..."

Il Senatore, ex sindaco del capoluogo matesino ai microfoni di Giovanni De Stasio fa il punto della situazione politica a livello nazionale e provinciale
Non è che la sorte del premier Silvio Berlusconi sia nelle sue mani, sarebbe azzardato. Ma che in parte lo sia è così. Lo dice quasi sottovoce il senatore Carlo Sarro nel corso della rubrica televisiva “Botta e Risposta” che andrà in onda stasera alle 22,30 su Teleluna 1. Il senatore Sarro, noto avvocato amministrativista, già sindaco di Piedimonte Matese, è autorevole componente di due importanti commissioni parlamentari: quella antimafia e quella per gli affari costituzionali. Ed è proprio in questa commissione che si sta discutendo il lodo Alfano. Ultimamente Sarro ha raggiunto, con il 97 per cento delle presenze, un record parlamentare. Sempre magmatica e aleatoria la scena politica italiana.
Gli interrogativi all’ordine del giorno? Si va ad elezioni anticipate; si varerà un governo tecnico o la legislatura avrà il suo epilogo naturale?
“Le dico che il Governo sta normalmente esplicando la sua azione e la stessa cosa sta facendo il Parlamento. Stiamo lavorando regolarmente e quotidianamente. Capisco che tutti i mass media siano più concentrati su dissidio Berlusconi-Fini. Agli Italiani sono sempre piaciuti questi grandi duelli. Sono convinto che la legislatura avrà la sua durata naturale. Ma lo impone soprattutto l’etica politica. Cioè quella di rispettare la volontà degli elettori a favore del premier Berlusconi e del programma. Fare diversamente significherebbe violare l’articolo 1 della Costituzione. E poi non si dimentichi che gli elettori hanno votato una scheda sulla quale era scritto il nome Silvio Berlusconi. Ciò significa che il popolo ha voluto Berlusconi e,sono convinto, che vorrà Berlusconi”.
Il Governo tecnico uno spauracchio? “Viene sistematicamente agitato per raggiungere un accordo”.
Quello di Fini responsabile unico del Pdl e Berlusconi capo del Governo? “Non so se Fini abbia chiesto questo. Io ripeto ancora che la volontà popolare va rigorosamente rispettata. Altrimenti sarebbe ribaltone. So che Fini si è discostato di molto dal nostro programma e dai nostri valori”.
Secondo lei chi ha ragione nella polemica tra il politologo Ernesto Galli Della Loggia ed il presidente Fini? Il primo dice al secondo: “non si critica il fatto che tu abbia cambiato, ma devi spiegare, specialmente nella tua veste di Presidente della Camera, perché hai cambiato. “E’ una domanda molto pertinente fatta da uno dei più prestigiosi politologi . La verità è inconfutabile: Fini ha sviluppato un’opposizione verso il Governo ancora più ostile della vera opposizione”.
Quando voterete il Lodo Alfano in Commissione affari costituzionali? “La settimana prossima e sono fiducioso sul voto favorevole. Ma mi preme ricordare che finora i finiani hanno votato la totalità dei provvedimenti. Al Senato, il cui capogruppo è Pasquale Viespoli, persona perbene, i rapporti tra i finiani sono buoni e tranquilli”.
Donna Assunta Almirante feroce con Fini: “Fini ha tradito ieri Giorgio Almirante, oggi Silvio Berlusconi. Ogni volta che apre la bocca mi fa venire i nervi”. “A chi viene dalla destra, le nuove posizioni di Fini, fa venire le orticarie. Ormai le distanze sono siderali”.
Secondo lei si farà il “Partito della Nazione” tra Casini, Fini, Montezemolo, Rutelli ed altri? “Da un simile guazzabuglio non può nascere alcunchè di positivo. Il bipolarismo con la semplificazione del quadro politico, è stata una grande conquista. Con questi siamo alla negazione del bipolarismo”.
Ernesto Galli Della Loggia ammonisce: “Oggi in Italia, senza Berlusconi, non ci sono più partiti, non c’è più nulla. C’è solo una grande palude parlamentare”. Che ne pensa? “Analisi, per certi versi, anche condivisibile. Nella sinistra manca una figura carismatica come Berlusconi che è il vero Maradona della politica mondiale”.
Un giornale ha portato la notizia che lei faceva parte di un gruppo di senatori che stavano per lasciare il Pdl. E’ vero? “Il tutto nasce da un equivoco. C’è un altro senatore di nome Sarro che fa parte di quella schiera dei pontieri. Ho subito smentito una mia eventuale fuoriuscita dal Pdl”.
Sulla polemica tra il ministro Carfagna ed il suo coordinatore regionale del partito Cosentino, per chi si schiera? La Carfagna è stata sempre amica di Bocchino, nemico principale del suo compaesano Cosentino. “Io resto sempre un convinto sostenitore di Nicola Cosentino che ha fatto raggiungere al nostro partito risultati storici. L’ultimo risultato straordinario il trionfo alla Regione. Si continua a strumentalizzare le sue vicende giudiziarie. Purtroppo, Cosentino non ha trovato una giustizia come l’ha trovata Fini. Altro che processo breve, è stato brevissimo. E nascondendo l’ipotesi di truffa”.
Chi vede bene come candidato-sindaco di Caserta? “Le personalità che sono in campo hanno tutti i requisiti per avere la nomination. La scelta dovrebbe cadere su una personalità autorevole ed aggregante”.

Alvignano. Il Baritono Francesco Landolfi vola in Austria per vestire i panni del Conte Luna ne "Il Trovatore" di Verdi

L'artista alvignanese nel prestigioso teatro di Klangenfurt sarà impegnato in dodici serate i cui posti sono già tutti esauriti
Nuovamente in scena il baritono di Alvignano Francesco Landolfi che a Klagenfurt (Austria) vestirà i panni del Conte di Luna nella conosciutissima opera del parmense Giuseppe Verdi. L’artista casertano sarà l’unico che rappresenterà l’Italia in un cast a dir poco stellare, un cast composto inoltre da Dinara Alieva e Beatrix Fodor in “Leonora”, Larissa Schmidt e Bernadette Wiedemann nel ruolo di “Azucena”, Karina Akopyan in “Inez”, Daniel Magdal e Gastone Rivero in “Manrico”, Antono Graner in “Ruiz”, Alexander Nagy in “Ein Bote”, Alexandar Nossikoff in “Ferrando”, Krassimir Tassev e Mikael Babajanyan. Il direttore d’orchestra sarà Peter Marschik, la regia è affidata ad Andrejs Zagars, mentre il Maestro del Coro sarà Gunter Wallner. Ben dodici le recite previste in cartellone, con il tutto esaurito e precisamente il 30 ottobre, il 4, 6, 10, 12, 14, 16, 20, 24, 26 ed il 4 e 15 dicembre prossimi. Il Trovatore, musica di Giuseppe Verdi e libretto del partenopeo Salvatore Cammarano che morì un anno prima della prima rappresentazione dell’opera, fu messa in scena per la prima volta nel 1853 al Teatro “Apollo” di Roma ed insieme alla “Traviata” e “Rigoletto” fanno parte della famosa trilogia popolare verdiana. Ancora una prova per il giovane talento dell'Alto Casertano che tra l'altro lunedì scorso è stato impegnato nello “Stiffelio” di Giuseppe Verdi al “Regio di Parma” per il Teatro “Comunale” di Bologna e che si è apprestato a spostarsi con tempestività Oltralpe, per raggiungere la capitale della Carinzia, città che conta ben centomila abitanti.

Vitulazio. Dopo l'ordinanza del sindaco anti -lucciole comminate sanzioni in città per 40mila euro in pochi mesi!

E qualche giorno fa arrestata una prostituta perchè ha cercato di aggredire i Carabinieri. E' stata rinchiusa nel carcere di Pozzuoli
Vitulazio, un paese - come tanti - dove la presenza di prostitute sul territorio comunale ha creato per anni problemi al traffico e imbarazzo alle istituzioni. Il 9 giugno scorso, però, il sindaco Achille Cuccari ha emesso un’ordinanza – la numero 51 – che vieta agli automobilisti di fermarsi sulle strade pubbliche (o aperte al pubblico) per contrattare prestazioni sessuali a pagamento o anche soltanto per chiedere informazioni, con le «lucciole» o comunque con persone il cui atteggiamento o l’abbigliamento possono far pensare che sono dedite alla prostituzione. La violazione dell’ordinanza, confermata anche dall’ingresso delle donne nell’auto, comporta una multa di cinquecento euro. In quasi cinque mesi, i carabinieri della locale stazione, guidati dal maresciallo Crescenzo Iannarella, e i vigili urbani, applicando la disposizione, hanno comminato multe per un ammontare di quarantamila euro e individuato decine di prostitute. L’azione degli uomini dell’Arma e della polizia municipale ha portato alla quasi marginalizzazione della prostituzione su un’arteria come la statale Appia, per anni la zona più «esposta» del comune. Con appostamenti e continui controlli, carabinieri e polizia urbana hanno spesso colto in flagrante i clienti, proprio mentre si trovavano in auto con le donne. L’ultima azione, in ordine di tempo, è stata portata al termine dai carabinieri del posto, i quali hanno tratto in arresto una prostituta di origine albanese. P.B., diciottenne immigrata clandestina e senza fissa dimora, è stata fermata sulla strada statale Appia nella serata di mercoledì. La donna ha cominciato a ingiuriare i militari e successivamente li ha aggrediti. È stata bloccata e tratta in arresto. È accusata di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, oltre che di essersi rifiutata di fornire le generalità. Infine dovrà rispondere anche di immigrazione clandestina. Dopo gli accertamenti di rito, è stata portata nel carcere femminile di Pozzuoli.

EMERGENZA RIFIUTI/ Gli operai del Consorzio di Caserta chiedono gli stipendi altrimenti stanotte bloccano tutto

Quelli di Napoli hanno ricevuto oltre due milioni di euro, mentre la Provincia di Caserta per i 1300 dipendenti del CUB non ha fatto assolutamente nulla...
Chiedono di essere ricevuti dal capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, per affrontare la questione degli stipendi non corrisposti e il possibile danneggiamento della loro posizione per una proroga del rientro alla normalita' per la gestione dello smaltimento dei rifiuti. Sono i lavoratori dei Consorzi di bacino di Napoli e Caserta che, dopo aver manifestato davanti alla sede della Regione Campania, si sono spostati in prossimita' della Prefettura di Napoli dove e' in corso la riunione tra il capo della Protezione civile e i sindaci dei Paesi vesuviani. ''Sono due mesi e andiamo verso il terzo mese per stipendi non pagati per il consorzio di Napoli - dice Vincenzo Guidotti, leader del Sindacato Azzurro - la Provincia di Napoli ha stanziato i fondi per gli 800 lavoratori pari a 2.250.000,00 quella di Caserta non ha fatto niente per i 1.300 lavoratori e continua a servire i Comuni morosi''. ''Stanotte - ha concluso - cominceremo con i blocchi selvaggi agli impianti di Caserta perche' l'Amministrazione provinciale va punita''.

Vairano Patenora. Sigilli al Poliambulatorio da parte dei Nas dei Carabinieri

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della Federazione della Sinistra di Vairano sulla vicenda del poliambulatorio:
'Stranamente,come un fulmine a ciel sereno, i NAS hanno sequestrato il POLIAMBULATORIO ASL di Vairano Scalo. A darcene notizia sono stati alcuni pensionati che recandosi presso la struttura per fare gli accertamenti di routine l’hanno trovata chiusa con il sigilli giudiziari. Abbiamo voluto rendercene conto direttamente recandoci sul posto e con grande amarezza abbiamo preso atto delle stanze mediche messe sotto sequestro da parte dei NAS. Nel dare uno sguardo sommario siamo rimasti impressionati dalla vista di un secchio di colore giallo, evidentemente posizionato dai dipendenti per evitare danni maggiori, che raccoglieva l’acqua di penetrazione che gocciolava sul pavimento. Quello che ci sorprende è che la cosa,il grave stato della struttura, è conosciuta da tempo ed è stato oggetto di vibrate proteste,lamentele e in ultimo di proposte di soluzione, approvate in Consiglio Comunale, che la Federazione della Sinistra, e non solo,ha denunciato come soluzioni di comodo ai limiti della legalità dell’interesse privato. Si ricorderà in proposito che la soluzione paventata fu quella di trasferire il poliambulatorio in comodato presso un edificio privato, totalmente abusivo sotto il profilo urbanistico,oggetto di parallela inchiesta Giudiziaria, con l’aggravante che questo eventuale spostamento veniva condonato l’illecito al proprietario con in più il regalo di fargli risparmiare una notevole somma per oneri urbanistici. La cosa ci sembra molto strana e oltretutto non si può non sottolineare che per Legge la prima e assoluta Autorità Sanitaria è il sindaco del Comune; come mai non è intervenuto sin ora con propria autonoma Ordinanza? Chi ha ordinato l’intervento dei NAS? Non siamo animati da alcuna cultura del sospetto, ma è legittimo avere il dubbio, per gli antefatti ricordati, che il tutto non sia stato provocato dalla conosciuta tecnica delle lettere anonime, a volte fatte artatamente e di comodo, per provocare le conseguenze sperate e addirittura con copertura di legalità per atto urgente. Se è così chiediamo alla Procura di fare chiarezza e avviare opportune indagini scientifiche al fine di rintracciare la provenienza di eventuale atto anonimo, anche con il nostro aiuto di indirizzo se necessario, e in tal senso avviamo la costituzione di apposita Associazione di Costituzione di Parte Civile ai sensi della Legge 383. Nel merito poi, al di la dei nostri legittimi sospetti che speriamo rimangano tali e siano infondati, non vi è dubbio che occorre prendere atto della gravità di quanto accaduto, soprattutto nella nostra realtà sociale, priva di degne strutture sanitarie, si chiude l’Ospedale di Teano, quello ex di Roccaromana è ora solo tana per ratti e il TAR ha ultimamente sentenziato che nell’Alto Casertano occorrono più medici e operatori sanitari. La Sanità campana è allo sbando; nemmeno un piccolo aiuto per tanti anziani per orientarli nella nuova complicata Normativa Farmaceutica e di spesa sanitaria. Proprio e soprattutto per questo, lo ribadiamo, la scelta inconfutabile,difronte alla chiusura del Poliambulatorio, occorre prevenire la minaccia che potrà rimanere chiuso per sempre spostandolo immediatamente con la massima urgenza presso la struttura ASL, nuova di zecca, in località Panoramica di Marzanello, provvista anche di parcheggio,sicurezza pubblica e tale da impedire interessi speculativi privati degli sciacalli sempre appostati. Evitiamo di fare anche con la Sanità quello che è accaduto già per le Scuole'. Sezione Enrico Berlinguer Vairano Patenora.
Per la sezione Gianpiero Martone e Ruotolo Andrea

Vairano Patenora. Sui sigilli al poliambulatorio interviene Lino Martone: "Strano siano stati chiusi i Reparti più idonei!"

Martone ha appreso dei sigilli dalla Federazione di Sinistra vairanese: " Spostati servizi specialistici a Teano dove i locali sono più fatiscenti?"
Ieri sono venuto a conoscenza di un comunicato della sezione vairanese della Federazione della Sinistra che dava notizia del sequestro del poliambulatorio ASL di Vairano ed esprimeva alcuni fondati dubbi e sospetti su tale avvenimento. Mi sono prodigato a darne diffusione alla stampa, anche se a ora tarda, tramite la mia posta mail certificata, nell’interesse della Comunità Sociale dei campi che rappresento poiché la più in difficoltà nei rapporti con la PA e nell’utilizzo dei servizi sociali sempre più carenti. Di tale notizia che vi riallego non è stata data alcuna informazione, spero per l’ora tarda di diffusione e non la eventuale mancata conferma da parte delle Autorità interessate o addirittura che ne abbiano richiesto l’occultamento. Stamane mi sono recato di persona sul posto e la prova fotografica che vi allego è inconfutabile. Il poco personale che è rimasto in servizio sul posto mi ha accolto con entusiasmo pregandomi di contribuire a diffondere la vicenda e avvalorando tutti i sospetti che sono stati espressi La cosa strana è che sono state sigillate solo tutte le stanze mediche dei servizi specialistici, ossia GERIATRIA,OTORINO,ANGIOLOGIA,UROLOGIA,OCULISTICA,DERMATOLOGIA,
FISIOTERAPIA,ODONTOIATRIA,NEUROLOGIA,ORTOPEDIA,ENDOCRINOLOGIA, COMPRESA LA RADIOLOGIA, GIA’ ASSENTE PER MANCANZA DEL RADIOLOGO, spostandoli tutti guarda caso a TEANO e in locali di fortuna assai più approssimati di quelli con gli attuali sigilli. Invece sono rimasti operativi e aperti al pubblico a Vairano, guardate un po’, i corridoi dove sgocciola acqua dal tetto e i pazienti non vi hanno riparo e, sentite bene, la vetrina centrale per le prenotazioni e il pagamento del tiket, tra l’altro stamane priva dell’addetto assente per giustificati motivi e non sostituito. Rispetto a questo quadro di cose i sospetti espressi più che legittimi sono obbligatori, poiché il tutto si lascerebbe facilmente prefigurare come azione strumentale provocata al fine di affermare un volgare ricatto: Rischiate che il Poliambulatorio scompaia per sempre e vada definitivamente a Teano se continuate a osteggiare la possibile soluzione presso un edificio privato e con un grande affare dello stesso alle spalle della Collettività. Ma questa volta qualcuno ha fatto male i conti perché tutta la zona e i contadini non possono stare fermi difronte a tale eventuale prepotenza; la seconda dopo la prima riforma di tanti anni fa dove scomparve la prima ASL a Vairano. Personalmente, a nome dell’Organizzazione che rappresento, mi recherò di persona a presentare un documentato esposto alla Procura e come Organizzazione ci adopereremo perché si costituisca una specifica Associazione di scopo ai sensi della Legge 383 per costituirsi parte civile nel procedimento. Invitiamo l’Amministrazione Comunale, il Sindaco, La Regione, l’ASL di Caserta, a provvedere immediatamente per la messa in servizio della struttura ASL, nuova di zecca, inutilizzata da anni, in zona Panoramica di Marzanello, evitando di fare la fine di quella analoga in comune di Francolise oggi occupata da immigrati senza casa. Contribuiremo a dar vita a un immediato coordinamento di tutte le forze sociali e politiche della zona per dare una immediata e determinata risposta di lotta con una manifestazione a breve.
Per il coordinamento campano Lino Martone

Caiazzo. Un 60enne chiede accompagnamento e arretrati, ma gli vengono bocciati. Il caso in Cassazione conferma la bocciatura.

L’accompagnamento si concede per malattie specifiche e non a chi soffre di patologie con casi di invalidità sporadiche
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 21281 del 15 ottobre 2010, ha stabilito che le condizioni di non autosufficienza, richieste ai fini dell'attribuzione dell'indennità di accompagnamento, siano costantemente riferibili al soggetto assistibile, non rilevando i deficit a carattere episodico. Il principio di diritto è stato enunciato dalla Suprema Corte su ricorso proposto dall'assistibile, il signor Antonio S. 60enne di Caiazzo contro la pronuncia della Corte d'Appello di Napoli, che aveva riconosciuto all'uomo sì il diritto al beneficio assistenziale ma con decorrenza successiva rispetto a quella da lui ritenuta corretta. Il Giudice del gravame basava la sua decisione sul fatto che i disturbi lamentati dall'assistibile non avevano particolare incidenza sulla sua autosufficienza e che l'invalidità complessiva e la necessità di assistenza non potevano considerarsi persistenti anche per il periodo anteriore alla data fissata. La Suprema Corte, rigettando il ricorso e sottolineando che le condizioni di non autosufficienza, richieste ai fini dell'attribuzione dell'indennità di accompagnamento, consistono, alternativamente, “nell'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore oppure nell'incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita senza continua assistenza”, precisa, come da costante giurisprudenza, che “ai fini della valutazione non rilevano episodici contesti, ma è richiesta la verifica della loro inerenza costante al soggetto, non in rapporto ad una soltanto delle possibili esplicazioni del vivere quotidiano, ovvero della necessità di assistenza determinata da patologie particolari e finalizzata al compimento di alcuni, specifici, atti della vita quotidiana, rilevando, quindi, requisiti diversi e più rigorosi della semplice difficoltà di deambulazione o di compimento degli atti della vita quotidiana e configuranti impossibilità.” Si irrigidisce quindi l’attribuzione di ulteriori indennità di accompagnamento nei riguardi di persone non deambulanti o con handicap anche gravi. Nell’ultimo biennio solo a Caiazzo, secondo le fonti del Patronato Aspi, sono state respinte quattordici domande per ottenere l’indennità di accompagnamento e sette già riconosciute in precedenza, revocate. Anche per le pensioni di invalidità civile si è abbattuta in maniera decisa la mannaia Inps, atteso che diciotto domande, però nell’agro caiatino quindi anche in altri Comuni viciniori non sono state accolte.
Alessandro Maria Pacella

Piedimonte Matese. Accesa polemica su un forum di Frasso Telesino paese natio del Vescovo Valentino Di Cerbo.

“Il Vescovo della Diocesi di Cerreto avrebbe impedito a don Valentino di celebrare messa a Frasso…”
Il Vescovo della Diocesi di Alife –Caiazzo dimorante nella Curia di Piedimonte Matese, Mons. Valentino Di Cerbo, è finito, suo malgrado, al centro di un acceso dibattito tra i suoi concittadini di Frasso Telesino, paesino in provincia di Benevento, ai confini con la provincia di Caserta laddove il prelato è stato parroco e ne è originario. Secondo arguti e forbiti commenti pubblicati su un forum locale, il Vescovo della Diocesi di Cerreto Sannita, Michele De Rosa, competente proprio su Frasso, non avrebbe concesso al suo neo –collega Di Cerbo (nominato Vescovo quest’anno, ndr) di celebrare messa nella sua vecchia e amata Chiesa della Madonna del Campanile, ubicata appunto a Frasso e dove “don Valentino”, come ancora lo ricordano le centinaia di fedeli a lui rimasti affezionati, per anni ha curato le anime di quella parrocchia. Il fatto è emerso grazie ad alcuni commenti pubblicati sul sito ”Vivi Frasso“, ma a questo punto tutti i fedeli di Frasso Telesino, in particolare quelli appartenenti alla parrocchia della “Madonna del Campanile”, hanno chiesto ai due vescovi di rendere nota la verità e, quantomeno, di smentire le voci che stanno rimbalzando da tempo oltre le stesse mura del paese, fino a giungere anche nell’alto casertano, tanto è che alcuni dei fedeli che sostengono a spada tratta il loro “don Valentino” sono pronti ad organizzare una fiaccolata, magari coinvolgendo anche e proprio i cittadini di Piedimonte Matese, dimora istituzionale del Vescovo della Diocesi Alife -Caiazzo. Ma cosa é accaduto realmente? Sono solo voci di popolo che non hanno nulla di fondato, oppure c’é qualcosa di vero in tutto ciò? C’è da registrare che il nuovo pastore diocesano Alife -Caiazzo, è già entrato a piè pari nei cuori di tutti i parrocchiani dell’alto casertano, tanto è che ogni manifestazione pubblica, religiosa e festiva, la sua presenza è assidua in ogni dove e soprattutto, ultimamente, anche nella Cattedrale di Caiazzo, Diocesi antica prima di essere riunita con Alife in un solo corpo ecclesiale. Insomma c’è da scommettere che se fiaccolata sarà, molti, moltissimi sono pronti a partire anche dalla sua attuale sede. Ma in fondo in fondo, l’auspicio per i cattolici di Frasso è che si sia trattato di un mero equivoco e soprattutto che il loro “don Valentino, ritorni, seppur sporadicamente, a clebrare messa nella Chiesa della Madonna del Campanile.

giovedì 28 ottobre 2010

CAMORRA/ Il Ministro Maroni non solo ha dimostrato civiltà e dato un esempio, ma ha fatto capire davvero che la palle!

Il titolare del Viminale oggi in aula a Santa Maria Capua Vetere come testimone contro il sanguinario boss Giuseppe Setola
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha deposto come testimone in aula a Santa Maria Capua Vetere (Caserta) contro il boss dell'ala stragista casalese Giuseppe Setola e altri affiliati della strage degli immigrati di Castelvolturno. Il 18 settembre del 2008 sei extracomunitari furono uccisi a colpi di kalashnikov e pistole nel corso di un agguato avvenuto all'interno di una sartoria della localita' domizia. Il ministro Maroni rispondendo alle domande dei pm della Direzione distrettuale antimafia Alessandro Milita e Cesare Sirignano ha ricordato la decisione di inviare nel casertano, all'indomani della strage, 400 poliziotti e 500 militari per ingaggiare ''una guerra alla Camorra'' che ''sarebbe durata fino alla definitiva sconfitta dei clan''. Il ministro dell'Interno ha detto infatti che ''la presenza straordinaria sul territorio e' ancora attiva''.
Maroni ha poi detto che ''ci fu il rischio di un'escalation di violenza come reazione alla strage ma fu scongiurata anche grazie all'invio di piu' uomini sul territorio''. Secondo il ministro ''l'immediata reazione dello Stato disinnesco' una bomba che avrebbe potuto esplodere con conseguenze pericolossime''. Maroni ha poi aggiunto: ''In quei giorni ci fu il rischio di uno scontro non tra due bande ma tra due comunita'''. Maroni ha poi ribadito cio' che disse all'epoca della strage e cioe' il massacro poteva intendermi come un atto di terrorismo perche' da un lato ''mirava a imporre il terrore'' alla comunita' africana e dall'altro ''volle imporre il disordine per dimostrare che in quel territorio lo Stato non c'era'' e la Camorra ci si poteva sostituire. Maroni ha poi sostenuto che in quell'emergenza si corse il rischio che venissero colpiti anche rappresentanti delle istituzioni. E, a proposito della forte presenza di clandestini tra gli immigrati protagonisti delle manifestazioni, anche violente, che seguirono la strage, Maroni ha detto che, "pur facendo rispettare la legge sulle espulsioni tenemmo conto della gravita' della situazione e non volemmo dare l'impressione che lo Stato scatenasse una guerra che sarebbe stata percepita dalla comunita' africana come un'azione razzista nei confronti delle vittime della strage".
Nella foto il Ministro dell'Interno Roberto Maroni mentre esce dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, scortato dal Questore Longo e dal Colonnello dei Carabinieri Nardone

Caiazzo. Dopo lo sblocco dei fondi avvenuto a Piedimonte Matese all'Ufficio di Piano, l'Ente caiatino mette a disposizione i fondi dovuti.

Sarà quindi attuato il Piano di Zona 2010. Anche il sindaco Giaquinto non manca di ringraziare il presidente del Consiglio Regionale Paolo Romano
Dalle parole ai fatti: sono stati messi in pagamento dalla Regione Campania i fondi dovuti agli Ambiti sociali territoriali per l'attuazione dei Piani di zona del 2010. Nell'approvazione del decreto di liquidazione da parte della struttura tecnica di supporto al Commissario ad acta per il piano di stabilizzazione finanziaria, il presidente del consiglio regionale Paolo Romano e l’assessore all'Assistenza sociale, Ermanno Russo, hanno annunciato così il provvedimento che rende disponibili i fondi vantati dagli Ambiti. Soddisfatto del risultato, anche perché ha seguito dall’inizio la vicenda e più volte si è recato a Napoli con altri delegati del territorio dell'Alto Casertano per cercare di sollecitare soluzioni, il consigliere provinciale e sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto. “E' il risultato della sinergia e della comunione di intenti da parte di esponenti istituzionali del territorio. Con altri colleghi mi sono recato spesso a Napoli e insieme abbiamo monitorato e tenuto sotto controllo il caso – spiega il sindaco Giaquinto – Inoltre abbiamo ritrovato nella persona del presidente del consiglio regionale Romano una persona disponibile e attenta alle nostre richieste, la risposta della giunta Caldoro c'è stata e le promesse sono state mantenute. Ora bisogna aspettare soltanto i tempi tecnici a che gli operatori ricevano materialmente il dovuto – continua – ma per ora quello che conta è che la continuità nell'assistenza ed la serenità agli Ambiti con i loro operatori sono state finalmente assicurate”. I delegati della Regione Campania hanno riconosciuto l’importanza del settore ma soprattutto hanno garantito che tali servizi non saranno soppressi. “Siamo soddisfatti è evidente la centralità dei Piani Sociali di Zona e l’impegno degli operatori – aggiunge Giaquinto – Insieme con le istituzioni territoriali erogano servizi assolutamente indispensabili a garantire i diritti sociali delle categorie più svantaggiate e a promuoverne l’inclusione sociale”.
Nella foto Romano e Giaquinto

Piedimonte Matese. Nominati i dirigenti provinciali della Giovane Italia. Dentro anche Giuseppe Di Lorenzo

L'alto casertano è ben rappresentato però anche a livello nazionale, con il giovane Andrea Boggia, dirigente nazionale del partito
Nei giorni scorsi il presidente e il coordinatore provinciale della Giovane Italia, Dario Mattucci e Amedeo Baldascino, hanno provveduto, di intesa, alla designazione della Cabina di Regia Provinciale, che guiderà l’organizzazione giovanile del PDL nella Provincia di Caserta.Gli otto dirigenti provinciali che affiancheranno Mattucci e Baldascino sono: Gianluca Abbruzzese, Giuseppe Di Lorenzo, Claudio Landi, Giampiero Diana, Marco Lettieri, Mario Diana, Nicola Montefusco e Giorgio Di Matteo. L'organizzazione giovanile casertana sarà rappresentata anche in seno alla Cabina di Regia Regionale, attraverso Antimo Ferraro e Mimmo Martino, e in Direzione Nazionale, con Andrea Boggia e lo stesso Baldascino.
L'INTERVENTO - "Provvederemo nei prossimi giorni – comunicano Mattucci e Baldascino - a convocare la Cabina di Regia Provinciale per la prima riunione organizzativa e per definire tempi e modalità per la designazione dei responsabili comunali. L’assetto organigrammatico rappresenta l’avvio di una nuova stagione politica di entusiasmo e partecipazione, perché la gioventù del centrodestra ritorni ad una militanza di passione e di idealità, sostenendo campagne tematiche e valoriali che sono già al vaglio della Direzione Nazionale. Con un movimento giovanile forte e radicato, contribuiremo concretamente all’ulteriore crescita del PDL casertano".
Nella foto il dirigente nazionale della Giovane Italia Andrea Boggia (a sx) con Angelo Polverino e Carlo Sarro

Gallo Matese. E' ormai un giallo la strage di carpe nel lago situato nel Parco del Matese

Centinaia di carcasse venute a galla, mistero sulla moria delle specie. Le ipotesi di sversamento di inquinanti/GUARDA IL VIDEO
È allarme ambientale nel cuore del Parco del Matese. Le sponde del lago di Gallo trasformate in un cimitero di pesci. Le cause della strage non sembrano ancora essere chiare. L’ipotesi di inquinamento dovuto a sostanze nocive immesse nell’acqua si fa sempre più strada. Il sindaco del piccolo centro matesino, ha emesso un’ordinanza che vieta qualsiasi utilizzo dell’acqua del lago e dei torrenti che da esso derivano. Inoltre è stata richiesta, sotto il controllo del Servizio Veterinario, la bonifica delle sponde del bacino dalle carcasse delle carpe morte a tutela della fauna selvatica. Un allarme che riguarda molti altri comuni della zona come Fontegreca e Capriati al Volturno e che si estende anche al sottostante fiume Volturno dove le acque del lago di Gallo arrivano, attraverso il fiume Lete. Centinaia le carcasse di esemplari quotidianamente vengono a galla.
IL MISTERO - Sconosciuti, per ora, i motivi che stanno determinando l’emergenza. Le ipotesi più probabili sono quelle legate alla presenza di una sostanza inquinante, sversata illegalmente nel bacino, oppure di una infezione batterica. Saranno le analisi affidate all’Arpac a chiarire, nei prossimi giorni, ogni aspetto della delicata vicenda. Intanto la gente è preoccupata e chiede chiarezza. «Le carpe che vivono nel lago di Gallo Matese — riferisce Ivan Ricciuti che ha girato un filmato per documentare l’accaduto — stanno pian piano morendo. Sulle sponde si stanno riversando le carcasse di numerosissimi esemplari. È l’ennesima strage che si verifica in questo lago — spiega Ricciuti — ma a preoccupare tutti noi è l’assenza di certezza sulle cause del disastro». «Per colpa di qualcuno, la vita nel lago — conclude Ricciuti — si sta azzerando».
L'ABBASSAMENTO DELL'ACQUA - Preoccupa inoltre il costante abbassamento del livello dell’acqua che, in caso di inquinamento chimico, potrebbe determinare una maggiore concentrazione delle sostanze velenose. Sarebbero oltre un migliaio, finora, i pesci morti e recuperati. Sull’acqua è ben visibile una strana melma verdognola che potrebbe indicare proprio lo stato di cattiva salute dello specchio d’acqua. Il caso di Gallo Matese non sembra essere unico nel panorama nazionale; infatti, anche nel lago di Liscione — a Guardialfiera in provincia di Campobasso — da giorni si cerca di capire la causa della morte di centinaia di pesci.
Giancarlo Izzo
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Piedimonte Matese. Ponte di Tutti i Santi, pattuglie a piedi dei Carabinieri vigileranno sulla sicurezza dei cittadini.

Piano straordinario di controllo del territorio dei militari dipendenti della Compagnia matesina coordinata dal Capitano Salvatore Vitiello
Per il ponte di Tutti i Santi la Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese, seguendo anche le direttive ricevute dai vertici provinciali e regionali dell’Arma, ha predisposto un piano straordinario di controllo del territorio che vedrà l’impiego di pattuglie a piedi, sia per aumentare la percezione di sicurezza sia per favorire un maggior dialogo con la cittadinanza e gli esercenti locali. Le pattuglie a piedi vengono impiegate prevalentemente nel centro storico e nei pressi del cimitero cittadino anche in occasione della commemorazione dei defunti che vedrà l’affluenza di un numero considerevole di visitatori. Con l’impiego delle pattuglie a piedi, si vuole in particolare puntare sulla prevenzione dei reati, quali borseggi, furti e altri reati che creano maggior allarme tra la popolazione. Tutte le pattuglie saranno costantemente radiocollegate con la Centrale Operativa di Piedimonte Matese, che garantirà la presenza di personale altamente specializzato per rispondere a tutte le richieste di aiuto che dovessero pervenire dai cittadini o dai numerosi visitatori, attraverso il numero unico di emergenza “112”. Questa tipologia di servizi a favore della sicurezza dei cittadini e dei commercianti, come già positivamente collaudato in precedenti occasioni, assicura il Capitano Salvatore Vitiello, Comandante della locale Compagnia, sarà riproposto anche in futuro.
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Alife. Sel AltroMatese per il rilancio del territorio Matesino

Antonietta Fortini è entrata a far parte dell’Assemblea Nazionale di Sinistra Ecologia Libertà
Terminato il primo congresso provinciale Terra di Lavoro di Sinistra Ecologia Libertà svoltosi venerdì 15 ottobre e domenica 17 presso il Jolly Hotel di Caserta. La conclusione dei lavori è terminato con il delineamento definitivo degli organismi e i delegati per il congresso nazionale e regionale.
Per l’altocasertano rappresentato dal circolo intercomunale AltroMatese sono stati eletti tra i 51 componenti del coordinamento provinciale Amato Sisto Antonio (Alife) e Pasquale Natale (Sant’Angelo di Alife) nominati invece come delegati al prossimo congresso regionale Pasquale de Pasquale (Dragoni) e il sindaco di Letino Antonio Orsi, che è stato nominato anche delegato al congresso nazionale svoltosi a Firenze in questi giorni, dove la dott.ssa Antonietta Fortini (nella foto), portavoce del circolo intercomunale, è entrata a far parte dell’assemblea Nazionale del neo partito. Infine, Michele Vecchio (Sant’Angelo di Alife)è tra i nove componenti della commissione di vigilanza provinciale.
Tra i numerosi e validi interventi dei compagni e compagne,è intervenuto anche il sindaco Orsi Antonio,che ha voluto richiamare l’attenzione del neo partito sulla questione dell’alto casertano ed in particolare di quella del Matese, un territorio che spesso e volentieri è dimenticato dall’attenzione delle istituzioni e dei partiti stessi. Orsi ha ricordato problemi che attanagliano gli abitanti del versante matesino che vanno dai tagli alle scuole materne nei paesi montani, ai problemi con i trasporti pubblici,aggiungendo anche autolesionismo che noi della provincia di Caserta facciamo nel denunciare che tutto il territorio della Terra di Lavoro è inquinato senza escludere quelle oasi come il Matese, penalizzandola nell’aspetto turistico e ambientale. Per concludere ha invitato il partito ha porre la sua attenzione all’iter di approvazione, che si ritrova nei trenta giorni che si possono porre osservazioni all’ente provinciale, del nuovo piano di coordinamento territoriale provinciale (PTCP),che sarà la linea guida della pianificazione territoriale della provincia nei prossimi anni.
Infine Michele Argiento, ha letto un documento a nome dei compagni del circolo intercomunale AltroMatese dove si chiedeva al provinciale di prendere come esempio l’associazione Per La Sinistra Matese, un percorso politico, quello dell’associazione, fatto dal basso da semplici cittadini che vogliono risposte da questa sinistra, che ha visto nelle scorse elezioni candidati due dei suoi membri De Pasquale per le provinciali e Fortini per le regionali.

PUNTI DI VISTA/ Da Caiazzo, Alessia Marotta fa il punto della situazione inerente le problematiche giovanili

Poco lavoro per i giovani e soprattutto quel poco che c'è non è nemmeno consono ai titoli di studio acquisiti con anni di sacrificio sul campo
Che la degradazione in Italia tocchi vette vertiginose è sotto gli occhi di tutti. Che dire il malcontento è un inno al pessimismo ma per quanto possa essere triste o inappagante in realtà permette ancora di avere un quadro obiettivo di una nazione in declino morale e politico. La macchina burocratica e procedimentale sempre più lenta, esausta, contraddittoria, per non parlare di quella giuridica e giurisprudenziale e per non toccare ancora un argomento di natura prettamente politico-istituzionale in realtà crea dissesto e confusione in una società che attende risposte concrete. La disoccupazione giovanile tocca quasi 1 giovane su 4 e almeno 2 su 4 non trovano un lavoro che è consono al titolo di studi intrapreso. Se si creassero più posti di lavoro, creando apparati amministrativi efficienti ed efficaci e si razionalizzassero strade in ambito pubblico e privato basate su criteri meritocratici forse non avremmo questa condizione di stasi economica e lavorativa. Ma la grande delusione deriva dal problema ambientale che riconosciuto come diritto inviolabile in tutte o quasi tutte le Costituzioni europee come quella spagnola o greca ed in quelle extraeuropee, riconosciuto a livello internazionale e comunitario in realtà non trova riconoscimento a livello teorico e pratico in unico posto, in un’ unica particella di territorio italiano cioè la Campania. Qui la disorganizzazione politica ed istituzionale nonché la mancanza di leggi certe e di controlli ha portato il nostro territorio in questa condizione di sporcizia e lerciume generale. Il malcostume collettivo è da non sottovalutare perché molte persone non capendo il significato, ancora oggi, della raccolta differenziata preferiscono trasgredire le regole o ancora buttare una carta per terra anziché allungarsi di un metro e buttarla nell’ apposito contenitore di cui sono dotate le strade o le piazze urbane. Ma non è una sola questione di cultura o malcostume ma è un conflitto di interessi, è un do ut des, è una incompetenza ed inefficienza politica che ha condotto a livelli esasperanti questa condizione. Non voglio peccare di moralismo con queste righe , non voglio fare la giustiziera o ancora la politologa ma semplicemente constatare l’ amarezza di una cittadina e studentessa italiana che non vuole abbandonare la propria Regione o Provincia ma che in questa lotta ci crede, come crede nelle potenzialità e risorse di questa Campania felix e che auspica ad un cambio generazionale fatto di giovani che come me vogliono ancora crederci.
Alessia Marotta

Calvi Risorta dal paese dove Setola faceva "affari" arriva il riscatto. Primo Premio per la legalità!

Le eccellenze che lavorano per la gente tra la gente saranno premiate il prossimo 30 ottobre. Le forze dell'ordine sugli scudi
L’associazione Nazionale Polizia di Stato di Santa Maria Capua Vetere, retta dal presidente Michele Tavano, in collaborazione con il portale calvirisortanews organizza la prima edizione del premio legalità e sicurezza pubblica in Campania, nella cittadina calena. Nel corso della manifestazione sarà conferito il premio legalità e sicurezza pubblica, al Comando Compagnia della Guardia di Finanza di Marcianise, che ha curato le indagini patrimoniali, che hanno permesso la cattura del noto boss dei Casalesi Giuseppe Setola. Invitata anche la dottoressa Paola Izzo, magistrato in servizio presso la Procura della Repubblica di Cosenza. Tra le sue specializzazioni: la persecuzione dei reati che attengono violenze sessuali, colpe professionali, e infortuni su lavoro. Da sottolineare che il magistrato in parola è originario di Calvi Risorta. Gli organizzatori hanno pensato bene, di conferire un riconoscimento anche all’appuntato dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Pepe, all’appuntato degli agenti di custodia Nicandro Izzo e all’appuntato della Polizia stradale di Salerno, Luigino Nassa: tutti originari di Calvi Risorta, vittime del dovere. Tra i premiati figurano alcuni allievi della scuola media di Calvi Risorta, guidati dalla Professoressa Carmela Izzo, già vincitori del premio internazionale Montessori “Favolando” della fondazione Chiaravallo Montessori, VIII edizione, lo scorso maggio. Inoltre sarà conferito il premio legalità anche alla polizia stradale del distaccamento di Caianello. Altro premio alla sezione Dia di Napoli, da conferire alla Dottoressa Silvana Giusti per l'importante contributo nelle investigazioni poste in essere per mettere in evidenza l'ampio patrimonio immobiliare accumulato da Setola e celato in vari modi grazie a prestanomi e affiliati.
Premio speciale, stavolta al coraggio, alla generosità di chi lavora ogni giorno per la 'legalità sulle strade dell'Alto Casertano' al Sovrintendente capo Emilio Zanniti e all’Assistente capo Domenico Celenta (in servizio presso la Polstrada di Caianello) per aver salvato una vita umana, rischiando la propria, nel corso del quotidiano servizio.La manifestazione si terrà Sabato 30 Ottobre 2010, alle 11,00 presso il Centro Interparrocchiale Don Milani sito nella frazione Petrulo di Calvi Risorta in provincia di Caserta. La motivazione del Premio che richiama la volontà di “riscatto e di rivincita dello Stato sulla camorra” è particolarmente espressiva di un sentimento di riconoscimento verso il lavoro delle forze dell’ordine e di quanti lottano, quotidianamente per la difesa della legalità e della crescita umana e civile della popolazione. Parteciperà il noto scrittore e autore del suo ultimo lavoro editoriale “ La Bestia” Raffaele Sardo.

mercoledì 27 ottobre 2010

Piedimonte Matese. Arrivano i fondi all'ufficio di Piano del Comune per i servizi sociali. Intervento decisivo di Paolo Romano

Il sindaco del capoluogo matesino vuole così ringraziare il Presidente del Consiglio Regionale per il suo intervento risolutore
dopo il sit –in presso gli uffici della Regione Campania a Napoli, guidato in prima persona dal sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello, accompagnato nell’occasione anche dal sindaco di Caiazzo, Stefano Giaquinto, per un doveroso sostegno alle problematiche che attanagliano gli uffici sociali dei Comuni dell’alto casertano, ieri pomeriggio il Presidente del Consiglio Paolo Romano che in quella sede si assunse l’onere di sbloccare i fondi pro- uffici sociali, ha chiamato proprio il primo cittadino matesino per rendergli noto che finalmente arriveranno a breve i fondi previsti nel bilancio regionale 2010 per l’ufficio di Piano. Ovviamente proprio Vincenzo Cappello, lieto della notizia e soprattutto sollevato poiché negli ultimi tempi presso gli uffici comunali di Piedimonte Matese si è registrata una vera e propria processione di persone che chiedevano lumi, ha voluto ringraziare in prima persona il Presidente Romano. “ Voglio ringraziare il Presidente del Consiglio Regionale Paolo Romano –afferma Cappello – per l’impegno profuso in questa vicenda. Posso senz’altro affermare che senza il suo incisivo intervento i fondi non sarebbero stati sbloccati ancora. Ovviamente la lieta notizia è anche per gli altri sindaci dei Comuni rientranti in ambito C/6, ma ad onor del vero la situazione si è sbloccata solo dopo il nostro diretto intervento presso gli uffici della Regione Campania.” Il sindaco poi conclude il suo intervento aggiungendo. “Tengo a specificare quanto già detto in precedenti incontri con Romano ‘travisati’ da qualcuno ma in questo caso il tempo mi ha dato ragione, ossia l’importanza della collaborazione istituzionale tra due cariche il sindaco e il Presidente dell’assise Regionale. Quindi ne io e ne lo stesso Paolo Romano abbiamo donato una matrice politica a questi recenti interventi, bensì abbiamo collaborato nel solo ed esclusivo interesse della cittadinanza dell’alto e medio casertano. Per quanto mi riguarda con questi presupposti continuerò sempre a farlo”

Pillole dall'Alto Casertano. Piana di Monte Verna, Caiazzo e Castel di Sasso

Piana di Monte Verna. Seduta consiliare svolta in scioltezza. Approvato il bilancio di riequilibrio
Si è svolta la seduta consiliare per l’approvazione del bilancio 2010, unico argomento all’ordine del giorno, oltre ovviamente alla approvazione dei verbali della precedente seduta. Nessun problema quindi per l’Amministrazione monocolore, ovvero senza minoranza consiliare, fatta eccezione per qualche consigliere comunale del gruppo che ultimamente ha manifestato qualche mal di pancia. Il Conto Consuntivo dell’Ente retto dal sindaco Raffaele Santabarbara (nella foto) presenta un avanzo di amministrazione di €. 2.772,86.
Caiazzo. Un camioncino nel fare manovra abbatte un palo antisosta in pieno centro storico.
Attimi di paura l’altro giorno, allorquando un furgone che trasporta merci per i negozianti del centro storico caiatino, nel fare manovra ha abbattuto un palo antisosta posizionato nei pressi di un ristorante in via Aulo Attilio Caiatino (nella foto). Un istante prima erano transitate alcune persone proprio in quel punto e per puro caso non sono state investite dall’infrastruttura spezzata dal veicolo. L’incidente ripropone con veemenza l’utilità o meno di questi paletti posizionati per le strade cittadine e sulla loro pericolosità
Castel di Sasso. Trattore finisce fuori strada per scansare una mucca…
Un trattore condotto da un 58enne di Castel di Sasso (nella foto il centro di Sasso), all’altezza della località “Defenza” è finito fuori strada perché in una curva si è ritrovato di fronte una mucca. L’uomo, un po’ per lo spavento ed un po’ per l’improvvisa apparizione dell’animale non è riuscito a frenare la corsa del veicolo da lui guidato e per evitare l’animale è andato a finire nelle campagne prospicienti la provinciale che conduce a Liberi. Qualche metro più avanti, dove c’è una scarpata pericolosissima, e si sarebbe potuta registrare una tragedia