giovedì 30 settembre 2010

TG DI ITALIANEWS.INFO DELLE ORE 21.00 - 30 SETTEMBRE

Caiazzo. Curatrice fallimentare si appropriò della somma di 13 milioni di vecchie lire, sottraendola agli eredi. Condannata per peculato

La Curatrice fallimentare non era d'accordo e aveva chiesto la condanna molto leggera per "appropriazione indebita". Ed invece i tre gradi hanno raggiunto una unica senteza, più grave, peculato.
Un caso finito fino alla Corte di Cassazione, che si è pronunciata la settimana scorsa con la sentenza n. 34335 depositata il 23 settembre, stabilendo che il comportamento del curatore che si appropri in maniera indebita dell’eredita giacente, integra il reato di peculato e non quello di appropriazione indebita per la qualità di pubblico ufficiale rivestita dalla curatrice ereditaria. La vicenda ebbe luogo a Caiazzo nel 1998, allorquando un imprenditore locale, dopo la sua scomparsa vide parte della propria eredità amministrata dalla curatrice fallimentare R.D.R. nominata dall’ufficio fallimentare del Tribunale di Latina per alcuni beni immobili che lo stesso caiatino possedeva, oltre ad un conto corrente postale sul quale vi erano depositati 13 milioni delle vecchie lire. La dottoressa estinse alcuni debiti residui e liquidò gli eredi sottraendo loro le quote della somma depositata. Vi fu immediata querela da parte dei figli dell’imprenditore, i quali nei primi due gradi di giudizio innanzi al Tribunale di Latina prima e alla Corte di Appello poi (a cui si rivolse proprio la curatrice fallimentare), videro riconosciuti i loro diritti lesi dalla donna condannata per il reato di peculato. Il terzo round si è disputato qualche mese fa, sempre per il ricorso della curatrice fallimentare che aveva spiegato che a quella somma gli eredi avrebbero rinunciato e la Cassazione ha invece confermato la condanna per il reato previsto dall’art. 314 del codice penale, (peculato), “per essersi appropriata, avendone la disponibilità in ragione del suo servizio, di 13 milioni di lire dal conto del de cuius.” In primo e in secondo grado i giudici di merito l’avevano condannata per il reato di peculato, e non di appropriazione indebita in quanto la curatrice rivestiva la qualità di pubblico ufficiale o incaricata di pubblico servizio, ed era quindi deputata a compito di salvaguardia del patrimonio in attesa della sua destinazione finale, e cioè le casse dello stato, seppure era vero che alla somma avevano rinunciato gli eredi. La donna aveva motivato il ricorso sulla base dell’erronea applicazione della legge penale da parte dei giudici di merito, in quanto, si sarebbe trattato, al più, di appropriazione indebita con la conseguenza che per prescrizione, doveva essere prosciolta. Aveva infatti negato la sua qualità di pubblico ufficiale, in quanto la nomina sarebbe stata illegittima e i compiti connessi alla funzione di curatrice avrebbero avuto natura strettamente privatistica.

Alvignano. La Comunità si deve adeguare all’aumento della tassa sui rifiuti imposta dalla Provincia. Il sindaco Angelo Di Costanzo:

“Non dipende dalla nostra volontà, sui rifiuti il Comune non può entrarci con interventi diretti…”
Un ricorso al Tar da parte di dodici Comuni della provincia di Caserta e la rimozione del sindaco di Casigliano, non sono bastati per far retrocedere di un millimetro il presidente dell’Ente Provincia Domenico Zinzi che firmò a suo tempo il decreto numero 9 del 25 maggio scorso che aveva aumentato da 88 a 138 euro a tonnellata la tariffa per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati. E così, atteso che la tariffa è dovuta direttamente dai cittadini all’Ente che la esige, il Comune di Alvignano resta solo osservatore. Ricordiamo che Zinzi a suo tempo ribadì: “ La piena legittimità di un provvedimento tanto doloroso, quanto necessario, e la Giustizia Amministrativa ha confermato la correttezza del nostro operato.” Detta tariffa però era stata decisa dall’allora Commissario straordinario Biagio Giliberti, nell’anno della vacatio istituzionale post presidenza Sandro De Franciscis e lo stesso Zinzi appena insediato è andato a confermarle. Ovviamente il provvedimento è impopolare e soprattutto abbastanza gravoso alle tasche dei cittadini di Alvignano così come di tutti i Comuni della Provincia di Caserta che ha imposto una tassa altissima. Ma il sindaco Angelo Di Costanzo afferma: “Questo incremento di aliquota noi saremo costretti ad applicarla perchè non possiamo intervenire con le casse del comune in quanto la legge attuale prevede che tutti i costi del servizio, sia di raccolta che di smaltimento, devono essere a carico dei cittadini, l’aliquota comunale e’ stata abolita già da tempo, all’epoca riuscimmo a non aumentare, facendo operazioni di economia generale sui servizi.” Lo stesso Di Costanzo però tiene a ribadire: “Per quelle che sono di nostra competenza, posso assicurare che non imporremo nuove tasse e le tariffe di quelle in vigore restano invariate. Certo il raddoppio della tassa sulla raccolta dei rifiuti indifferenziati si farà sentire soprattutto nell’economia delle famiglie in difficoltà, ma si tratta pur sempre di decisioni piovute dall’alto.” Intanto sempre dagli ambienti provinciali, c’è almeno la rassicurazione che si sta lavorando ad un ciclo integrato dei rifiuti, per tentare di riuscire ad ottenere una diminuzione della tariffa, sebbene gli ultimi eventi che hanno coinvolto l’intera gestione rifiuti, lasciano presagire che i tempi saranno abbastanza lunghi.
Nella foto il Corso di Alvignano

Caiazzo, L’Associazione “Latte Buono delle Colline Caiatine” è realtà. Duro lavoro di Nunzio Valentino e della C.I.A. caiatina

Il responsabile zonale Angelo Santabarbara è soddisfatto per il finanziamento ricevuto dalla Regione Campania. Al progetto aderiscono numerosi Comuni del Circondario
Con Decreto Dirigenziale numero 622 la Regione Campania ha approvato e finanziato nell'ambito del Piano di Sviluppo Rurale “Misura 115 tipologia b” l’associazione “Latte Buono delle Colline Caiatine” con sede in Caiazzo alla Via G.B.Cattabeni presso la Confederazione Italiana Agricoltori (C.I.A.).L’attività fin qui svolta ha dato prevalenza alla natura logistica ed organizzativa con la scelta di uno staff tecnico da impiegare nella realizzazione del progetto con visite mirate alle aziende zootecniche che producono latte alimentare destinato al mercato del fresco. Dello staff tecnico fanno parte un medico veterinario, un dottore zoonomo, un esperto informatico contabile Qualità e Sicurezza ed infine un perito agrario. Qual è il fine dell’Associazione appena sorta? Si tratta di creare e divulgare un marchio, già individuato, che possa garantire il consumatore sulla provenienza e sulla genuinità del prodotto. Quindi, a tal proposito è stato predisposto un planning operativo a cui i tecnici devono attenersi nello sviluppo delle proprie attività, nonché un calendario di intervento con la scelta di aziende pilota da monitorare con frequenza costante. A questo proposito notiamo che l'attività è abbastanza avanzata e gli agricoltori allevatori mostrano moltissimo interesse verso questo progetto il cui deus ex machina è il dott. Nunzio Valentino (nella foto) dinamico tecnico nonché Sindaco del Comune di Castel di Sasso. A quello che rappresenta più di un progetto, cioè guarda ad una futura unione di agricoltori e allevatori, vi partecipano allevatori di Caiazzo, Ruviano, Castel Campagnano, Piana di Monte Verna, Castel di Sasso, Alvignano, Pontelatone, Liberi, Bellona e Castel Morrone.

Piedimonte Matese. Un settembre di tutto rispetto per la Compagnia dei Carabinieri guidata dal Capitano Salvatore Vitiello

L'Arma, non solo del capoluogo matesino, ma anche nellle Stazioni dipendenti, ha eseguito 19 arresti e 50 denunce...
19 arresti, 50 persone denunciate e decine di sequestri, questo il bilancio dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese nel mese di settembre appena concluso. Una serie di brillanti operazioni portate a termine dai militari delle sette Stazioni che hanno competenza territoriale su diciannove comuni dell’alto casertano, Piedimonte, Alvignano, Alife, Ailano, Prata Sannita, Capriati Al Volturno e San Gregorio Matese insieme al personale del Nucleo Operativo e Radiomobile. I 19 arresti eseguiti riguardano prevalentemente persone responsabili di reati contro il patrimonio e la persona, come furti e rapine e reati in materia di immigrazione clandestina. L’operazione più eclatante è stata quella che ha portato alla cattura di due pericolosi banditi responsabili di una rapina a mano armata ai danni di un distributore di benzina nella zona di Ailano.Interessanti anche i risultati relativi alle denunce a piede libero, ben 50 persone dovranno rispondere a vario titolo di reati che vano dall’inquinamento ambientale allo smaltimento illecito di rifiuti, dalla truffa a reati di falsità, dal porto abusivo di armi alle lesioni personali, dai reati in materia di sicurezza stradale a quelli contro la salute pubblica, dai reati in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro ad altri reati contro il patrimonio e la persona. Altre denunce sono scattate nei confronti di soggetti responsabili del reato di “stalking”, per detenzione illegale di stupefacenti e per il reato di clandestinità. Nel corso delle operazioni, sono finiti sotto sequestro dieci chilogrammi di stupefacenti, un fucile calibro 12, tre cantieri edili per un valore di oltre mezzo milione di euro, uno studio dentistico composto da più locali per un valore di ottocentomila euro; sottoposti a sequestro anche numerosi veicoli e documenti vari; chiuso un agriturismo per mancanza delle necessarie autorizzazioni amministrative. Infine sono ben dieci i pregiudicati nei cui confronti sono state emesse misure di prevenzione mentre è di oltre ventimila euro il valore della refurtiva recuperata.

Caiazzo. Il sindaco Stefano Giaquinto "saluta" l'indipendenza di Stefano Maennillo: "Una scelta matura e responsabile!"

Il primo cittadino si dice soddisfatto della decisione del consigliere di minoranza Stefano Mennillo, il quale implicitamente a sua volta, ha mostrato apprezzamenti per alcuni provvedimenti adottati dalla maggioranza...
Ha riconosciuto pubblicamente alla maggioranza i risultati conseguiti fino a questo momento, ha definito la politica del 'no' portata avanti dagli ormai ex colleghi un atteggiamento non più conforme al momento storico che si sta vivendo e ha dichiarato di essere dalla parte del confronto e della crescita del paese. Queste le motivazioni che hanno spinto il consigliere comunale di minoranza di Caiazzo Stefano Mennillo a dichiararsi indipendente, una decisione ufficializzata nel corso dell'ultima seduta di consiglio comunale che sembra aver spiazzato il gruppo di opposizione ignaro probabilmente della decisione. “Una scelta matura e responsabile – commenta a caldo il sindaco Stefano Giaquinto – da parte di un consigliere che, nonostante lo scranno che occupava, si è mostrato dal primo momento disponibile e propositivo nell'ottica di una politica costruttiva per la città di Caiazzo. Mi auguro – continua Giaquinto – che col tempo possa avvicinarsi sempre più al mio gruppo sia dal punto di vista amministrativo che politico”. Una decisione frutto di una compattezza soltanto apparente del gruppo guidato dall'avvocato Ciro Ferrucci che invece non ha sbigottito la maggioranza che, anzi, ha continuato la seduta e approvato tutti i punti previsti all'ordine del giorno. La minoranza invece ha abbandonato l'aula quando il presidente dell'assise Antonino Puorto ha dato lettura di una nota della Corte dei Conti circa bilanci di previsione degli scorsi anni. Una comunicazione che non era nemmeno prevista nell'ordine del giorno, che poteva anche non essere letta e per la quale non erano previsti interventi, ecco perchè il presidente dell'assise non ha accolto la richiesta di Ferrucci di intervenire in merito. L'opposizione ha deciso quindi di abbandonare l'aula e di lasciare sola la maggioranza, minoranza che non ha fatto quindi opposizione nel corso dell'assise come avrebbe dovuto e che a questo punto non era così interessata a conoscere le risposte della maggioranza circa interrogazioni che proprio il team di Ferrucci aveva presentato. Tra i punti approvati, ricordiamo infine, il riequilibrio di bilancio (approvazione avvenuta nel pieno rispetto dei tempi considerato il termine del 30 settembre), la costituzione della commissione pari opportunità e la presa d’atto e approvazione della convenzione e del regolamento della Stazione Unica Appaltante Provinciale (Suap).

La Guardia di Finanza sequestra tre piantagioni di cannabis. Arrestati tre responsabili

Era stata così studiata bene che i tre arrestati avevano costruito anche una serra in caso di cattivo tempo
Al termine di laboriose investigazioni svolte nel territorio di Mondragone, la Guardia di Finanza ha individuato, sottoposto a controllo e sequestrato tre diverse piantagioni di canapa/cannabis pervenendo all’arresto di tre cittadini italiani responsabili della coltivazione. Parte di queste piantafinierano, addirittura, insediate su terreni demaniali. L’operazione, denominata “No-Production” , è stata avviata nel trascorso mese di maggio prendendo spunto da analisi preventive svolte sullo stato del territorio e utilizzando i risultati dell’intensa attività di controllo anticriminalità realizzata nel corso dell’anno, anche mediante l’ausilio delle unità del IX Reggimento Fanteria Trani.
Guidati dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, militari specializzati della Guardia di Finanza di Mondragone, dopo avere individuato e sottoposto a vigilanza precise porzioni di territorio sulle quali erano state predisposte coltivazioni in batteria, di piante di canapa, hanno condotto una serie di fulminee operazioni repressive in Mondragone, Carano di Sessa Aurunca e Cancello ed Arnone, che hanno portato all’identificazione e all’arresto in flagranza di reato di tre responsabili e al sequestro di quasi 2 tonnellate di prodotto. In una circostanza è stata rinvenuta anche una struttura organizzata comprendente una vera e propria serra destinata a preservare la piantagione di canapa dall’eventuale maltempo.
I tre Ciro Polvetti, di 48 anni, Antonio e Paolo Mauriello di 24 e 22 anni, di Mugnano di Napoli. sono stati associati presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere a disposizione dell’AG procedente. Gli arresti in flagranza di reato sono stati tutti convalidati dal Giudice per le Indagini preliminari. Nel corso delle attività repressive, con il coordinamento del Comando Regionale di Napoli, sono intervenuti dall’alto due elicotteri del Reparto Operativo Aeronavale - Sezione Aerea di Napoli che, nel corso delle operazioni condotte a terra dalle Fiamme Gialle, hanno finalizzato la ricerca individuando la terza piantagione sottoposta immediatamente a sequestro.

TG DI ITALIANEWS.INFO DELLE ORE 21.00

Piedimonte Matese. Blitz antidroga all’Istituto Tecnico Commerciale di Piedimonte, due studenti nei guai, sotto sequestro alcune dosi di “hashish”.

I militari hanno dovuto constatare che nonostante tanti messaggi, i giovani continuano a far uso di droghe. Due sedicenni nei guai...
Blitz antidroga dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile poco dopo le 13.00, nei pressi della Ragioneria in Via Caso di Piedimonte Matese. Uomini dell’Arma in borghese e in divisa hanno effettuato una serie di controlli con il preciso obiettivo di stringere la morsa intorno a spacciatori e consumatori di droghe nei pressi degli istituti scolastici. Proprio nel corso di una perquisizione, due studenti, entrambi sedicenni, sono finiti nei guai per detenzione illegale di sostanze stupefacenti. Infatti in loro possesso sono stati rinvenuti alcuni involucri contenenti “hashish”. La droga ovviamente è finita sotto sequestro mentre nei confronti dei due, che sono stati fermati ed accompagnati in caserma, è scattata una denuncia alla competente Autorità Giudiziaria ed Amministrativa. Le indagini dei Carabinieri continuano per accertare se la droga fosse destinata all’uso personale o al mercato dello spaccio locale. Durante, quest’ultimo blitz, sono stati in tutto controllati, circa una quindicina di giovani studenti.

Caiazzo. Bagarre in Consiglio Comunale. E’ successo di tutto e di più.

E volano gli "stracci" tra il capogruppo di minoranza e il presidente del Consiglio. L’opposizione alla fine abbandona l’Aula! La Corte dei Conti: “Nei bilanci del 2007 -2008 e 2009 sono emerse gravi anomalie e irregolarità”
Una seduta consiliare che non ha lesinato sorprese e soprattutto ha fatto emergere nuovi equilibri in Consiglio Comunale. Innanzi tutto la seduta si è aperta con una dichiarazione di indipendenza dal resto della minoranza consiliare del Consigliere Comunale Stefano Mennillo, il quale dando notizia al Presidente del Consiglio Antonino Puorto, ribadiva la stima incondizionata nei confronti del capogruppo consiliare di minoranza Ciro Ferrucci, ma pur tuttavia, non si riconosceva in quel gruppo “Caiazzo Città Viva” per il modo di fare la politica. Ovviamente a molti è rimbalzato alla mente il forte legame politico che c’è sempre stato e c’è tuttora, tra lo stesso Mennillo e l’altro capogruppo di maggioranza (in effetti sulla carta ve ne è uno, ma sono di fatto due, ndr) ovvero Nicola Sibillo il quale potrebbe essere lui il regista di questa repentina quanto ignota alla stessa minoranza fino ad un minuto prima che iniziasse il Consiglio Comunale manovra di indipendenza. Nei prossimi giorni si saprà qualcosa. Tornando alla seduta consiliare il presidente del Consiglio Puorto, leggeva agli astanti una nota giunta dalla Corte dei Conti lo scorso 20 settembre, in cui l’organismo giuridico intimava a tutti i consiglieri comunali, sia di maggioranza sia di minoranza, di rivedere i bilanci comunali del 2007 -2008 e 2009 dai quali secondo quanto riferito anche dallo stesso capogruppo di minoranza Ciro Ferrucci “emergono anomalie e gravi irregolarità…” ovviamente proprio Ferrucci, sbigottito al pari di altri suoi colleghi chiedeva la parola e soprattutto spiegazioni sul perché una cosa così importante che potrebbe ripercuotersi anche sui consiglieri comunali che erano all’oscuro di tutta questa vicenda, non sia stata notificata a vista, già il 20 o al massimo il 21 settembre scorso agli stessi. Il presidente Puorto negava la parola e Ferrucci, alquanto contrariato chiedeva alla segretaria di mettere a verbale che aveva chiesto la parola per entrare nel merito di una discussione così importante e che all’opposizione era stata tenuta letteralmente nascosta per quasi dieci giorni. A quel punto Puorto ribadiva alla stessa segretaria di mettere a verbale il suo diniego e la serata si arroventava ulteriormente, giungendo al suo culmine con l’abbandono dall’aula consiliare del gruppo di minoranza composto da Antimo Cerreto, Francesco Perrone, Amedeo Insero e Ciro Ferrucci. Lo stesso Stefano Mennillo restava invece in aula per continuare da solo con la stessa maggioranza la seduta consiliare. Ferrucci ha così commentato: “Innanzi tutto rispettiamo la decisione di Mennillo che a noi era del tutto sconosciuta. Nei prossimi giorni lo sostituiremo come vicecapogruppo e intanto in merito ai fatti registrati questa sera, posso solo sintetizzare a caldo che siamo allibiti e soprattutto restiamo basiti dal fatto che questa maggioranza non ci vuole partecipi alla vita amministrativa del Comune”

mercoledì 29 settembre 2010

Piedimonte Matese. Benedizione "Urbi et Orbi" del Senatore Carlo Sarro: "Il Comune? Non può uscire dal Consorzio rifiuti..."

Sarro non può intervenire poiché, giustamente, è impegnato al Senato della Repubblica, però su alcuni punti del Consiglio Comunale, ed uno in particolare che sta a cuore anche a Cosentino, la immondizia, interviene...
Lettera del Senatore della Repubblica Avv. Carlo Sarro (Pdl) al Presidente del Consiglio Comunale Renato Ricca alla vigilia della seduta convocata per domani mattina. Nel preannunciare la sua assenza giustificata ai lavori consiliari perché impegnato nell’aula di Palazzo Madama nel voto di fiducia al Governo Berlusconi, il Senatore Sarro ha messo in guardia i consiglieri di maggioranza e di minoranza sulla legittimità della proposta di delibera dell’amministrazione del sindaco Vincenzo Cappello per uscire dal Consorzio Unico di Bacino delle Province di Napoli e Caserta.
Di seguito il testo integrale della nota:
Ill.mo Signor
Presidente del Consiglio Comunale
di Piedimonte Matese SEDE
e p.c.
Al Signor Segretario Generale
del Comune di Piedimonte Matese SEDE
Signor Presidente,
in relazione alla convocazione del Consiglio Comunale, fissato per domani 30 settembre 2010 alle ore 9,30, Le partecipo la mia impossibilità ad intervenire a causa della contemporanea adunanza dell'Assemblea del Senato della Repubblica chiamata a pronunciarsi, con voto di fiducia, sulle comunicazioni del Signor Presidente del Consiglio dei Ministri.
Tuttavia, in merito al quarto argomento iscritto all'ordine del giorno (recesso dal Consorzio Unico di Bacino delle province di Napoli e Caserta), desidero rappresentarLe la dubbia legittimità di una simile determinazione in considerazione della natura obbligatoria del Consorzio Unico, che evidentemente preclude ai singoli consorziati il recesso unilaterale dal vincolo consortile, nonchè per la limitazione imposta dall'art. 4 del Decreto legge 172/2008 il quale consente ai comuni facenti parte del Consorzio di affidare autonomamente il servizio in questione purchè gli stessi servano un bacino di utenza pari ad almeno 15.000 abitanti, circostanza che nella specie non ricorre. Del resto la possibilità di recesso, sempre in ragione della natura obbligatoria del Consorzio, è stata ripetutamente esclusa dalla giurisprudenza amministrativa (TAR Campania, Napoli, Sez. I, 11/12/2006, n. 10471; Cons. Stato, Sez. VI, 19/1/2010, n. 160).
In ogni caso, conformemente all'avviso espresso in data odierna dal Dipartimento della Protezione Civile con nota prot. DPC/CD/0000734, si ribadisce che l'affidamento del servizio, da parte delle singole Amministrazioni comunali, non è praticabile in assenza di gravi situazioni di peculiare criticità, debitamente rilevate dall'U.T.G. di Caserta, nonchè in difetto dei presupposti normativamente previsti, tra i quali rientra sicuramente il limite demografico ex art. 4 D.L. 172/2008. Vorrà comunicare il contenuto della presente missiva ai Signori Consiglieri.
Con viva cordialità.
Roma, 29 settembre 2010
Sen. Avv. Carlo Sarro

Adesso anche i dipendenti della SMA la compagine capitanata dal matesino Achille Natalizio scendono in strada a protestare...

Un sit-in dei dipendenti della Società Meteorologia e Ambiente si è svolto in Viale Elittico. La società è mista pubblico privato
Dalla Firema alla Sma, non passa giorno che a Caserta vada in scena una manifestazione di protesta con annessi blocchi stradali e paralisi del traffico veicolare. Ieri è toccato a Viale Carlo Terzo. Oggi a viale Ellittico dove hanno protestato i lavoratori della Società Meteorologia e Ambiente, amministrata da Achille Natalizio.
I dipendenti sul piede di guerra, tutti iscritti all’Usb-Lavoro Privato, a partire dalle dodici hanno presidiato la carreggiata per protestare contro le procedure d licenziamento collettivo, che verranno avviate a partire dal 28 febbraio del 2010. Nel corso del sit-in è stato diffuso un volantino in cui si ricorda all’opinione pubblica casertana che “dopo un'odissea di nove anni in cui noi lavoratori della Sma abbiamo svolto con perizia e professionalità il servizio antincendio boschivo in tutto il territorio campano, ci viene dato il benservito senza tanti complimenti. La dirigenza della società getta sul lastrico intere famiglie monoreddito, dopo sprechi e illeciti a non finire e più volte denunciati”. In particolare, gli operai dell'Usb denunciano che la tanto “decantata stabilizzazione si è rivelata un fuoco fatuo, l'illusione trasformatasi in delusione. E' necessario che si faccia chiarezza sulle responsabilità, e si trovino in tempi ragionevoli soluzioni per i lavoratori”. La compagine societaria capitanata da Natalizio è una Spa costituita da Sma (che detiene il 51% delle azioni) e Regione, avente come principale finalità la prevenzione ed il contrasto degli incendi nelle aree boschive della Campania e come riferimento la nuova legislazione in materia

Sgominata una banda di albanesi dedita al furto ed alle estorsioni

Tre albanesi erano diventati specialisti nell'intrufolarsi nelle abitazioni e depredarle. Rubavano anche trattori per poi chiedere il pizzo per restituite i mezzi agricoli. Uno è in galera due sono irreperibili...
Una banda di albanesi, specializzata in furti in abitazioni ed estorsione, e' stata sgominata dai carabinieri a Macerata Campania, nel casertano. L'indagine e' stata coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, Sezione reati criminalita' organizzata diretta dal procuratore aggiunto Luigi Gay. Un'ordinanza di custodia cautelare a carico di tre albanesi e' stata emessa dal giudice delle indagini preliminari. Solo uno dei tre e' stato arrestato, gli altri due sono irreperibili. In carcere e' finito Eduard Tasha di 25 anni. Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti di furto in abitazione e di estorsione. Tasha e' stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere. Secondo gli investigatori i malviventi dopo avere rubato alcuni trattori avrebbero poi proposto il pagamento di una tangente ai proprietari per riavere indietro i loro mezzi. Ogni richiesta era sempre accompagnata dalla minaccia che in caso del mancato pagamento della somma di denaro richiesta i trattori sarebbero stati dati alle fiamme.
Spiegano gli inquirenti della Procura che a differenza degli automobili e delle moto "i trattori si caratterizzano per alcune peculiarita' che ne renderebbero in astratto meno conveniente il furto ma che di converso connotano di particolare appetibilita' l'estorsione". Infatti i mezzi agricoli sono estremamente costosi e mantengono la loro utilita' e capacita' operativa anche per decenni per cui i proprietari in caso di furto subiscono un danno economico rilevante. Cio', ovviamente, rende molto praticabile per la criminalita' la via estorsiva. Nel corso dell'indagine gli investigatori hanno fatto uso di intercettazioni telefoniche e ambientali. E' emerso che gli indagati programmavano i furti dei trattori proprio in funzione delle successive richieste estorsive. Tasha gia' in passato sarebbe stato indagato per motivi analoghi ma anche per furti in abitazione e ricettazione.

La Provincia di Caserta delibera 90mila euro per delle verifiche sismiche già effettuate qualche mese fa!

E' sempre il consigliere provinciale Angelo Brancaccio a tirar fuori le beghe che si stanno verificando preso l'Ente di Corso Trieste: "Zinzi ha violato i dettami di Brunetta, deliberando 90mila euro ad una Univeristà a lui tanto cara..."
“Con la delibera numero 40 credo che la giunta provinciale abbia ottenuto un particolarissimo record: quello cioè di aver prodotto un atto amministrativo in antitesi esatta a tutte le norme vigenti”. A denunciare questa situazione è il commissario e consigliere provinciale dei Popolari per il Sud Angelo Brancaccio. “I colleghi consiglieri e i dirigenti mi scuseranno se non evidenzierò tutte le illegittimità amministrative, ma ho avuto modo di visionare la delibera solo in maniera sommaria e veloce – ha detto – siamo di fronte al conferimento di un incarico tecnico alla solita Università di Caserta, facoltà di architettura, tanto cara al nostro presidente. Ebbene la Provincia ha affidato l’incarico di verificare la tenuta sismica degli edifici scolastici di sua proprietà non facendo altro che ripetere un incarico che era già stato portato a termine e in maniera egregia da un pool di esperti indicati dal commissario Giliberti. Tra le altre cose, questi esperti hanno consegnato alla Provincia un piano di interventi da ventiquattro milioni di euro per mettere in sicurezza gli edifici scolastici. E noi cosa facciamo? Anziché reperire i fondi affidiamo una consulenza fotocopia….”. Brancaccio va poi nel tecnico. “Questo incarico non figura nel piano delle consulenze che l’amministrazione deve predisporre ogni anno e non presenta alcun parere dei revisori dei conti, così come richiamato nella delibera stessa – ha detto – ancora una volta viene violato il decreto Brunetta sulle consulenze che prevede rigide prescrizioni in questa materia. Per evitare che giunta e presidente cadano nuovamente in errore, mi premunirò di donare a ciascun componente dell’esecutivo copia del decreto nella speranza che lo leggano”. Ma Brancaccio sottolinea come le irregolarità non finiscano qui. “Zinzi non solo ha predisposto una consulenza che non c’è nel piano annuale, ma ha anche vincolato l’ente per i prossimi tre anni con una convenzione da novantamila euro, modificando il bilancio pluriennale con una delibera di giunta, commettendo una grave irregolarità dal momento che siamo di fronte ad un atto di esclusiva pertinenza del consiglio – ha spiegato – ultimo, ma non ultimo, l’ente ha già predisposto un acconto di trentamila euro sui novanta che deve, contro ogni logica della finanza pubblica”.

Tragico scontro frontale sulla Domitiana, muore bimbo di 4 anni, ferita la mamma.

Le due automobili si sarebbero scontrate a forte impatto. Le condizioni del piccolo sono apparse subito gravi
È stato trasportato alla clinica Pineta Grande di Castelvolturno, dove è arrivato in gravissime condizioni, e purtroppo, nonostante le cure e gli sforzi immediati dei medici, non ce l’ha fatta. Un bimbo di quasi quattro anni, li avrebbe compiuti a novembre, è morto in seguito a un incidente stradale in cui è rimasta coinvolta l’automobile guidata dalla madre. La donna, una ventottenne originaria di Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina, viaggiava sulla statale Domitiana, nel territorio di Mondragone, a bordo della sua Fiat Punto.
Erano circa le 23.30 di lunedì scorso e il piccolo era seduto accanto a lei. Secondo una prima ricostruzione di quanto accaduto, effettuata dai carabinieri della stazione di Mondragone, accorsi sul posto, la donna, a un certo punto del viaggio, si sarebbe scontrata con un’altra autovettura, una Lancia Y che era guidata da un quarantaquattrenne di Castel Volturno. Le due automobili si sarebbero scontrate frontalmente: la donna, secondo quanto è emerso dai primi rilievi effettuati dai militari, viaggiava in direzione Roma e pare stesse svoltando a sinistra, in direzione Pineta Prisconte, in località Mondragone. A quel punto è avvenuto l’impatto con l’altra automobile, proveniente dalla direzione opposta. Impatto che è stato purtroppo fatale per il piccolo figlio della donna.
Nello scontro tra le due autovetture, pare che la Lancia Y abbia sfondato parte della fiancata destra e della parte anteriore dell’automobile guidata dalla donna. Le condizioni del piccolo sono apparse subito molto gravi: condotto d’urgenza alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno, èmorto dopo un paio d’ore. Sua madre stava tornando da Napoli, dove aveva accompagnato il bambino dal padre. A sera, stava rientrando a casa, in provincia di Latina. Ha riportato contusioni ed escoriazioni per cinque giorni di prognosi, il quarantaquattrenne con cui si è scontrata per tredici giorni. La salma del bimbo è rimasta a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre proseguono le indagini dei carabinieri di Mondragone per accertare l’esatta dinamica del tragico incidente.
Marilena Mincione

Piedimonte Matese. Carabinieri e i loro colleghi dell' Ispettorato del Lavoro all'opera in città. Sequestrato un cantiere in pieno centro

Blitz dei Carabinieri per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro, sotto sequestro un cantiere edile ubicato in via Scorciarini Coppola
Continuano senza sosta le attività dei Carabinieri finalizzate a garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro, questa mattina un blitz dei Carabinieri di Piedimonte Matese con i militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta ha portato al sequestro di un cantiere edile in via Scorciarini Coppola, di Piedimonte Matese, ove erano in corso lavori di ristrutturazione di un edificio, per un valore complessivo di circa 150.000,00 euro, senza che venissero rispettate le più elementari norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro e dove è stata inoltre accertata la presenza di lavoratori in nero. Il responsabile dell’impresa edile di Piedimonte Matese è stato deferito alla competente Autorità Giudiziaria. Alcuni giorni fa per gli stessi motivi, ad Alife, furono sottoposti a sequestro due cantieri edili per un valore complessivo di circa 500.000,00 euro, ove erano in fase di realizzazione fabbricati ad uso abitativo, i titolari delle imprese anche in quel caso sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Questo tipo di controlli che riguardano la sicurezza sui luoghi di lavoro e la regolarità occupazionale degli stessi lavoratori, con l’obiettivo principale di porre un freno al triste fenomeno delle morti bianche, continueranno a ritmo serrato anche nei prossimi giorni.

Alife. Manifesto della minoranza consiliare del Gruppo "Leali" al vetriolo

I quattro consiglieri di minoranza accusano la maggioranza di poca trasparenza e soprattutto a seguito delle loro reiterate richieste su fatti prettamente amministrativi, nessuno si è preoccupato di dare una risposta.
Dopo quindici mesi di attività amministrativa, fatta nei banchi dell’opposizione e sul territorio, riteniamo opportuno informare la cittadinanza su quanto da noi fatto finora ma, soprattutto, su quanto ottenuto, nel rispetto di quel tanto invocato principio della trasparenza. L’attuale maggioranza, al primo punto del programma elettorale per il quale è stata votata, si impegnava testualmente a garantire una: “Gestione amministrativa trasparente e collegiale del Comune, nel rispetto delle leggi vigenti e dello Statuto Comunale”. Vediamo cosa è successo!
Come gruppo di opposizione, insieme al Partito Democratico di Alife, abbiamo comunicato pubblicamente con la popolazione attraverso sette manifesti:
1. CRONACHE DI UN DISASTRO ANNUNCIATO: IL PROLOGO, in cui si denunciavano perplessità sulle modalità di gestione di piano traffico, mensa scolastica e affidamento degli incarichi.
2. (OP)POSIZIONE E (PRO)POSIZIONE, manifesto che tentava di aprire con la maggioranza un dialogo propositivo nell’interesse comune, ferma restando l’attività di vigilanza da parte dell’opposizione.
3. DR. JEKYLL E MR. HYDE, scritto con il capogruppo di “Vivi Alife” all’indomani del Consiglio Comunale dove la maggioranza votò contro se stessa, bocciando un provvedimento in tema di bilancio.
4. REGALO DI NATALE, dedicato agli effetti del Piano Traffico ed alla crisi del settore commerciale alifano.
5. IL MERCATO: PROBLEMA O OPPORTUNITA’?, in cui ci si opponeva alle decisioni assunte in tema di “mercato settimanale”.
6. IL GIORNO DELLA MEMORIA, affisso il 27 gennaio, per ricordare le vittime dell’eccidio nazista (a fronte dell’assordante silenzio dell’Amministrazione).
7. OLTRE L’OSTACOLO, dedicato alla crisi etica e morale della politica alifana.
A questo va aggiunto il manifesto di cordoglio per l’uccisione del Sindaco di Pollica – Acciaroli, Angelo Vassallo, pure questo passato nell’indifferenza più totale della maggioranza.
Andiamo avanti. Abbiamo formalmente richiesto la convocazione di due consigli comunali, uno destinato alla questione della privatizzazione dell’acqua, l’altro riguardante le aliquote ICI applicate dal Comune di Alife sulla seconda casa per proporne l’abolizione.
RISULTATO: NULLA!
Sono state presentate delle puntuali osservazioni sulla proposta di variante al PRG: tali valutazioni evidenziavano enormi perplessità sia sulla forma che sulla sostanza della variante. Alle osservazioni, presentate nei tempi stabiliti dalla normativa, non è stata mai data risposta! Né tantomeno si è dato seguito alla procedura di approvazione della variante stessa.
Ma veniamo alle diverse tematiche oggetto di richiesta di documentazione o interrogazioni presentate dal nostro gruppo di opposizione:
.violazione della normativa sulla trasparenza amministrativa (legge Brunetta),
.quantificazione delle spese legali (presentata, reiteratamente, il 18 dicembre 2009, il 17 marzo 2010 ed il 27 agosto 2010),
.adesione alla Stazione Unica Appaltante (per favorire la trasparenza nella gestione delle gare d’appalto),
.provvedimenti per la messa in sicurezza (temporanea) del Cinema Volturno,
.stato di attuazione della variante al PRG,
.autorizzazioni necessarie allo spostamento del mercato,
.provvedimenti adottati in termini di spesa in conto cassa,
.lettera di chiarimenti sul Bilancio 2008 presentata dal Revisore dei Conti al Sindaco F.F.,
.determine e mandati di pagamento a favore di tutti gli Amministratori Comunali.
Vi interessa sapere le risposte ricevute? NESSUNA!!!
Quanto sopra riportato è stato GIA’ FATTO. Ci facciamo carico in questi giorni di pretendere, in nome della tanto invocata trasparenza amministrativa, quanto richiesto e vi terremo aggiornati su eventuali sviluppi.
ALLA FACCIA DELLA TRASPARENZA!
I Consiglieri Comunali del Gruppo “Leali per Alife”
Emilio Del Giudice
Luigi Isabella
Alfonso Santagata
Giuseppe Santagata

Carabinieri Nas all'opera. Sequestro record nel casertano di fitosanitari. Il controvalore è di 30 milioni di euro!

La merce era custodita in maniera promiscua. Tre milioni e 900mila prodotti sottoposti a sequestro, custoditi in quattro capannoni
I carabinieri del Nas di Napoli hanno sequestrato nel Casertano quattro capannoni-deposito contenenti circa 3 milioni e 900mila prodotti fitosanitari per un valore di 30 milioni di euro. Il provvedimento e' stato adottato, a conclusione di un controllo ''per mancanza dei requisiti di igienicita' e sicurezza la merce era conservata in stato di promiscuita' senza la valutazione della classe tossicologica di appartenenza''.
Inotre le griglie previste dalla legge per la raccolta di liquidi tossici che possono accidentalmente fuoruscire dalle confezioni ''risultavano ostruite da vario materiale''. Ai titolari del deposito i carabinieri per la tutela della salute hanno anche contestato la mancanza, nei servizi igienici riservati al personale, della prescritta vaschetta con il sistema idrico 'salvaocchi'. I locali, infine, hanno spiegato i carabinieri, sono risultati non sufficientemente areati.

Piedimonte Matese. In rete il video a cura del professore Occhibove della prima festa del "Catozzo"

Organizzata dal quartiere Vallata, nell'arco di tre settimane, l'evento si chiude il prossimo 2 ottobre.
Il quartiere "Vallata" ha organizzato in meno di 20 giorni la Prima Festa del catuozzo che si svolge in località Pioppitelli, "n copp i' Chiuppetell". Un tuffo nelle tradizioni del nostro passato, quando il carbone era l'unico carburante possibile per uso domestico ! L'evento, patrocinato dalla Comunità Montana del Matese, dal Parco Regionale e dal Comune di Piedimonte Matese ha attratto numerosi giovani oltre che scolaresche che hanno potuto così vivere in prima persona la trasformazione della legna in carbone, poco o affatto noto ai più. Ogni sera, intorno al catuozzo è festa. Si suonano antiche melodie e si balla come una volta, come solo gli emigrati e pochissimi di noi ricordano ancora ! Il presente video è la sintesi parziale di una serata. Dal 18 settembre, data di creazione del "catuozzo", occorre aspettare il 2 ottobre per l'estrazione del carbone di cui una piccola parte sarà utilizzata per la brace necessaria ad una grigliata davvero memorabile!
VIDEO REALIZZATO DAL PROFESSOR FERNANDO OCCHIBOVE


Caiazzo, rinviato il processo a carico di tre medici accusati di omicidio colposo.

L’udienza nei confronti di Alfonso Marra, Anna Maria Sgambato e Antonio Sparaco si terrà l’11 novembre prossimo
Tre medici in servizio all’Ospedale di Piedimonte Matese, sono coinvolti in un processo che li vede accusati di omicidio colposo. Anna Maria Sgambato 59enne di Piedimonte Matese, Alfonso Marra 56enne di Caiazzo e Antonio Sparaco 52enne di Santa Maria Capua Vetere, secondo l’accusa formulata dai parenti di un’anziana paziente, Sebastiana Chierella, giunta al Pronto Soccorso l’11 gennaio del 2007, non avrebbero prestato la dovuta perizia nel curarla tempestivamente, tanto che la donna sarebbe rimasta per quattro ore circa nei locali al pian terreno, laddove nel frattempo, secondo la denuncia del figlio sarebbe stata colpita da altro ed ulteriore infarto. Il figlio della donna, aveva più volte sollecitato l’intervento dei cardiologi, ma da quando si evince nelle carte processuali, questi avrebbero fatto presente che posto non ce n’era in reparto, salvo poi venir fuori quando effettivamente le condizioni di salute della signora Sebastiana peggiorarono repentinamente a seguito di un secondo attacco cardiaco. Ieri mattina si sarebbe dovuta svolgere l’ultima udienza presso il Tribunale di Piedimonte Matese, ma la Giudice, dott.ssa Paola Lombardi ha rinviato il processo al prossimo 11 novembre per impedimento dell’avvocato Giaquinto, difensore della dott.ssa Sgambato. Gli altri due imputati, ovvero il dott. Marra e il dott. Sparaco sono assistiti rispettivamente dall’avvocato Amedeo Insero e dall’avvocato Renato Jappelli mentre gli avvocati della parte costituitasi parte civile sono Antonio Calderelli e Vincenzo Russo. Ieri in aula tra le altre cose, era presente anche il figlio della signora deceduta in ospedale tre anni orsono.
fonte Nuova Gazzetta di Caserta

Piana di Monte Verna, aggredì l’ex moglie e un suo conoscente che la stava accompagnando a casa. 18 mesi di reclusione per Andrea Anziano.

L’uomo in preda alla rabbia, mal sopportava che la sua ex moglie si stesse rifacendo una vita e l’aggredì insieme ad un suo amico nel cortile di casa sua.
Aggredì la sera del 25 giugno con schiaffi e pugni la sua ex moglie Antonietta Mastroianni 49enne di Piana di Monte Verna, sotto l’uscio di casa sua, mentre questa rientrava in compagnia di un suo conoscente, Antonio Russano, colpito anche lui dalla furia di Andrea Anziano, 48enne ed anche esso residente a Piana. Probabilmente, dopo il divorzio con la moglie, Anziano non accettava di allontanarsi dal talamo coniugale e già in precedenza aveva tentato diversi raid nel cortile dell’abitazione della Mastroianni. Il processo si è svolto ieri presso il Tribunale di Piedimonte Matese e Anziano, difeso dall’Avvocato Alfonso Iovino è stato condannato a diciotto mesi di reclusione ed al pagamento delle spese processuali, nonché anche ad una provvisionale nei confronti di Mastroianni e Russano di 800 euro, atteso che si erano costituiti nel processo parte civile. C’ da aggiungere che Andrea Anziano per questi fatti, fu oggetto di un ordine di custodia cautelare, emesso dal Giudice di Santa Maria Capua Vetere subito dopo i fatti poiché l’ex moglie si disse vittima di una vera e propria operazione di stalking da parte del coniuge operata puntualmente e con disarmante stillicidio da quando si erano separati e poi divorziati. A quel punto, visto che in effetti c’era la probabilità che Anziano reiterasse i reati a lui ascritti, la magistratura dispose dapprima la custodia cautelare e poi i domiciliari. Solo così la donna, riuscì a vivere per così dire una vita “normale”. Il fatto fece scalpore nel piccolo paese di Piana di Monte Verna e molti parenti della stessa donna si dissero preoccupati per la sua incolumità. Con la condanna di ieri, l’incubo per Antonietta Mastroianni è finalmente terminato.

martedì 28 settembre 2010

Pillole dall'Alto Casertano. Caiazzo, Piana di Monte Verna, Alvignano, San Potito Sannitico e Ruviano

Caiazzo. Weekend di festa in città. Solenni festeggiamenti in onore di Maria Santissima del Rosario alla Parrocchia San Nicola de Figulis - San Pietro del Franco
Questo il programma: Ore 8.30: Santa Messa Piana Ore 10.00 Santa Messa Solenne accompagnata dalla Schola Cantorum per i benefattori e gli emigranti Durante la Santa Messa solenne supplica alla Madonna di Pompei ORE 11.30 Chiesa di San Pietro Santa Messa seguita dalla supplica alla Madonna di Pompei Ore 15.00 Arrivo della Banda Musicale che girerà per le vie della Città Ore 17.00 Solenne Processione Con la Statua di Maria SS. del Rosario accompagnata dalla banda musicale ore 17.30 accensione dell'artistica illuminazione ore 18.30 Santa Messa con panegirico ore 20.30 Piazza Portanzia Alunni del Sole in concerto Ore 23.00 Spettacolo pirotecnico.
Piana di Monte Verna, appello dell’Associazione Storica del caiatino affinché riprendano i lavori a Monte Santa Croce
Si ritorna a parlare di tombaroli a Piana di Monte Verna e l’Associazione Storica del caiatino, si rivolge con un appello ai cittadini di Piana di Monte Verna e Villa Santa Croce: “Ci rivolgiamo ai cittadini di Villa Santa Croce, di Piana di Monte Verna, e del territorio caiatino: cooperiamo per la tutela e la promozione del nostro patrimonio culturale; collaboriamo con le istituzioni affinché sia possibile riprendere i lavori di ripristino a Monte Santa Croce, così da proteggere definitivamente l’area archeologica.” L’auspicio è che l’appello venga accolto in tempi rapidi.
Alvignano, i neo 40enni si sono incontrati ed hanno festeggiato presso un ristorante di Castel Campagnano
Domenica 26 Settembre si è svolta la grande festa dei quarantenni (Classe 1970) residenti ad Alvignano e non. Gli interventui non hanno mancato di ringraziare gli organizzatori di questo magnifico evento, ovvero Sergio Civitella, Nicola Simone e Massimiliano Di Matteo che con la loro bravura hanno fatto si che la rimpatriata riuscisse brillantemente e, soprattutto, nel migliore dei modi, con cena al ristorante "La Collinetta presso Squille, seguito da balli, canti e fuochi pirotecnici tutto in allegria. Un ritrovo gioioso per gli amici ed ex compagni di scuola quindi che si sono dati appuntamento ai... 50 anni!!!
San Potito Sannitico, week –end con aperitivi culturali. Si presentano due libri
La Pro Loco di San Potito Sannitico, ospiterà il 2 e 3 Ottobre 2010 la II edizione della rassegna nazionale “Ottobre Piovono Libri”, organizzando un weekend letterario, all'insegna della lettura e della cultura. Sabato 2 Ottobre, Palazzo Pietrosimone ore 19:00 Aperitivo letterario – Nadia Verdile presenta “Abbiamo perduto la bussola”;sarà presente l'illustratrice Titti Russo.Domenica 3 Ottobre, Palazzo Piertosimone ore 19:00 Aperitivo letterario – Laura Cesarano Jouakim presenta “Gesù, il buddha e la legge della vita”.
Ruviano, Via Antonio Andrea Petrazzuoli, ma non è una strada nuova, ma una forma di protesta di Bianca Del Vecchio esponente comunista
Se in politica si agisse come ha agito nella fattispece Bianca Del Vecchio, giovane esponente comunista e avversaria politica dell’Amministrazione Comunale, sicuramente tanta tensione non la si vivrebbe. La donna ha infatti creato un cartello stradale con su scritto: “Via Antonio Andrea Petrazzuoli” attuale vicesindaco di Ruviano ed esponente nella Giunta Municipale in rappresentanza della frazione Alvignanello. La Del Vecchio insomma non solo non glielo ha mandato a dire, ma gli ha indicato anche la “via”.

Sanità, in Campania arriva la stangata. Firmato il decreto: ecco il superticket!!!

Si cambia già dal prossimo 1° Ottobre. Cinquanta euro per un pronto soccorso "codice bianco" e per il ticket in farmacia si passa da 1,5 euro a 3,5 euro per ogni ricetta. Insomma ci faranno barba, shampoo e capelli, mentre per gli sprechi fatti da "chissachì" la Regione adotta il metodo partenopeo: "CHI HA AVUTO HA AVUTO E CHI HA DATO HA DATO..."
Da venerdì scatta l’aumento dei ticket. Il presidente della Regione Stefano Caldoro, commissario della sanità, ha firmato il decreto che introduce i nuovi importi. «Si parte», conferma il subcommissario Giuseppe Zuccatelli. L’aumento riguarda le ricette dei farmaci, le visite specialistiche e i «codici bianchi» dei pronto soccorso. Con queste misure la Regione intende fronteggiare il pesante deficit della sanità anche in vista del vertice del 13 ottobre a Roma. Per quanto riguarda i farmaci, il decreto prevede un rincaro di 2 a ricetta che si aggiungono all’euro e 50 centesimi che già si pagano dal 2004.In totale, il ticket passa a 3,5 euro. La misura più forte riguarda i «codici bianchi». Si passa da 25 a 50 euro, un rincaro del cento per cento. «È una misura anti-evasione», la definiscono i tecnici del commissariato. Con l’aumento del ticket Palazzo Santa Lucia intende agire su un doppio binario: da un lato fare cassa, dall’altro porre rimedio alla cattiva prassi dei ricorsi impropri ai pronto soccorso. Il metodo che classifica in colori i livelli di emergenza assegna al «codice bianco» il carattere di «nessuna urgenza». In sostanza, non è necessario recarsi al pronto soccorso. Basterebbe rivolgersi al proprio medico. Purtroppo non sempre è così. Anzi, secondo i dati del commissariato alla sanità i ricorsi impropri sfiorano il milione di casi. Insomma negli ospedali campani c’è un eccesso di «codici bianchi» che condiziona l’attività dei medici e sul piano gestionale non garantisce un corretto uso delle risorse umane, strutturali ed economiche. In Campania si ricorre ai pronto soccorso per eludere i tempi lunghi delle liste d’attesa ma anche per la notoria difficoltà a rintracciare il medico di famiglia in tutte le ore della giornata (fuori orario di studio spesso i medici non rispondono neanche al telefono).Attualmente il «codice bianco» prevede un ticket di 25 euro ma in realtà la percentuale di chi paga è bassissima. Da qui la decisione di raddoppiare il costo fino a 50 euro. «Ma si tratta di un ticket omnicomprensivo», spiega Zuccatelli. L’importo è infatti comprensivo sia della visita che di eventuali prestazioni specialistiche (per esempio analisi di laboratorio, diagnostica strumentale). «Speriamo che questa misura - aggiunge il sub-commissario - sia un deterrente contro l’assalto ai pronto soccorso».Il decreto firmato ieri da Caldoro introduce infine un nuovo ticket, quello per le visite specialistiche, per le quali si pagheranno 5 euro. Il decreto salvaguarda le fasce deboli perchè l’aumento non riguarderà disoccupati, pensioni minime e sociali, reddito Isee fino a 10mila euro tenendo conto delle condizioni familiari. Il gettito previsto è calcolato in 200 milioni l’anno. Attraverso queste misure la Regione intende far fronte al pesantissimo debito della sanità che ammonta a circa 5,5 miliardi di euro. Con questo decreto e con l’applicazione del piano ospedaliero Caldoro vuole presentarsi con le carte in regola al vertice del 13 ottobre. L’obiettivo è ottenere lo sblocco delle risorse: in gioco ci sono 500 milioni di fondi Fas e 2,5 miliardi di risorse ordinarie. Nel frattempo, nella sanità regna la confusione. Da tre settimane i farmacisti sono in sciopero: protestano per il ritardo nei pagamenti. Problemi pure nella specialistica. Per lo sforamento dei tetti di spesa i centri privati per la riabilitazione e la diagnostica d’immagine fino al 31 dicembre prossimo forniranno le prestazioni soltanto a pagamento.
Paolo Mainiero

Vairano Patenora. Alunni disabili senza insegnanti di sostegno. I genitori scrivono al Ministro Gelmini

Protesta all'istituto «Garibaldi»: "Solo cinque insegnanti per nove allievi con difficoltà"
Grave carenza di docenti di sostegno in organico. Esplode la protesta dei genitori degli studenti dell’istituto comprensivo «Garibaldi» che si appellano alla Costituzione e citano le sentenze della Corte Costituzionale. L’istituto — uno dei più grandi dell’intero territorio — oltre a servire il comune di Vairano Patenora accoglie anche gli alunni provenienti da Caianello. I genitori dei ragazzi diversamente abili hanno inoltrato un documento ai vertici scolastici regionali, al ministro della Pubblica Istruzione, Gelmini e ai presidenti di Provincia e Regione. Il documento scaturisce da una riunione alla quale ha preso parte — fra gli altri— il dirigente scolastico, il responsabile dell’Asl di Teano, il sindaco di Caianello, Marino Feroce e tutti i genitori degli alunni disabili.
Il dibattito si è reso necessario per esaminare la problematica dell’assegnazione dei docenti di sostegno agli alunni data l’assoluta inadeguatezza dell’organico del sostegno assegnato all’istituto Garibaldi. Appena cinque docenti più un insegnante per nove ore a fronte di ben nove alunni gravemente disabili i quali vanno aggiunti altri due ragazzi con difficoltà visivo-uditivo. Ad aggravare la situazione, evidenziano i genitori, c’è il particolare determinato dalla distanza; infatti la scuola media è costituita da tre distinti plessi, distanti alcuni chilometri l’uno dall’altro e ubicati a Vairano Patenora (3 alunni diversamente abili), Vairano Scalo (7 alunni), Caianello (2 alunni). Pertanto i genitori richiedono con urgenza l’integrazione di tale organico di sostegno, evidenziando che per alcuni dei casi presenti nell’istituto scolastico Garibaldi, la legge prevede una assistenza continuativa altamente specializzata per tutto l’orario scolastico (30 ore settimanali) di lezione.
Le mamme e i papà dei bimbi meno fortunati si appellano a una sentenza, la numero ottanta dello scorso febbraio, della Corte Costituzionale precisando che la costituzione italiana prevede l’uguaglianza nel diritto all’istruzione di tutti i cittadini italiani in età scolare. La protesta per la carenza degli insegnati di sostegno è raccolta e amplificata da tutti i genitori degli alunni del Garibaldi che evidenziano come tale carenza arrechi danno a tutti gli studenti.
Giancarlo Izzo

Caiazzo. Borse di studio per l'anno 2009/2010. Le domande si possono presentare entro marzo

Ancora aiuti per le famiglie di Caiazzo. A comunicarlo il sindaco Giaquinto. Le richiesta va presentata all’Ufficio Pubblica Istruzione del Municipio
comunicato stampa
Ancora aiuti per le famiglie. Il Comune di Caiazzo ha previsto infatti l’assegnazione di borse di studio in favore degli alunni che nell’anno scolastico 2009/2010 abbiano frequentato le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado statali e paritarie ubicate nel comune di Caiazzo o la scuola secondaria di I e II grado, pubblica e paritaria. Altra condizione è che abbiano sostenuto, nell’anno precedente, una spesa diversa da quella per l’acquisto testi scolastici di almeno € 51.65. Il limite di reddito ISEE per accedere al beneficio è invece di €.10.633.00, l’entità del sussidio è fissata inoltre in € 130.00 per tutte le tipologie di scuole ed è assegnato per ciascun figlio, indipendentemente dal rendimento scolastico. “Non essendoci fondi regionali sufficienti a coprire l’intero fabbisogno degli aventi diritto – spiega il sindaco Stefano Giaquinto - l’ufficio, come stabilito dalla normativa regionale, redigerà un’apposita graduatoria sulla base del reddito liquidando le borse di studio nei limiti dello stanziamento”. La richiesta del beneficio va consegnata all’Ufficio Pubblica Istruzione situato al piano terra della casa comunale, dove è possibile anche ritirare la modulistica, e deve riportare il visto e timbro della scuola frequentata dall’interessato nell’anno scolastico 2009/2010. Il termine ultimo per la presentazione della domanda è fissato al entro e non oltre il 14 marzo 2011. Per informazioni il responsabile del procedimento è Felice Imperato, l’ufficio è aperto al pubblico lunedì e mercoledì dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15.30 alle18, tel. 0823/615734.

Piedimonte Matese. Arrestati due algerini poichè sospettati di aver commesso dei furti nell'alto casertano

Operazione di servizio all'alba di stamani. Ad Alvignano denunciato un 28enne mentre guidava un veicolo sottoposto precedentemente a sequestro.
E’ di due arresti in flagranza di reato, una persona denunciata a piede libero, decine di controlli e perquisizioni con il sequestro di un fucile calibro 12, il bilancio di una operazione di contrasto ai fenomeni di microcriminalità predisposta questa mattina all’alba dalla Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese, al comando del Capitano Salvatore Vitiello. Ad agire i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile e quelli della Stazione di Ailano, con i Marescialli Giuseppe Calabrese e William Salvatore e gli Appuntati Scelti Luigi Imbriglia e Giuseppe Cambio, i quali hanno setacciato palmo a palmo i territori dei comuni matesini. Nell’estrema periferia di Piedimonte Matese gli uomini dell’Arma hanno rintracciato due pregiudicati sospettati di essere autori di alcuni furti commessi nell’alto casertano. Si tratta di Tharen Tamirh, 37enne e Gaymel Mory, 28enne, entrambi di origine algerina, i quali risultavano colpiti da un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale. I due pregiudicati hanno anche tentato una breve fuga a piedi ma sono stati immediatamente bloccati e trasferiti presso le camere di sicurezza dell’Arma dove ora si trovano in stato di arresto a disposizione della competente Autorità Giudiziaria. Ad Alvignano invece, i militari della locale Stazione diretti dal Luogotenente Nicola Marsilio e dal Maresciallo Piero Di Fusco, hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, un 28enne del posto, il quale è stato sorpreso alla guida della sua Fiat Punto, nonostante l’autovettura fosse stata già precedentemente sottoposta a sequestro in quanto il giovane era finito nei guai perché sorpreso alla guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. Il reato di cui ora dovrà rispondere è di violazione ai doveri inerenti la custodia di cose sottoposte a sequestro. Il veicolo in questo caso è stato confiscato ed affidato ad una ditta autorizzata in custodia giudiziaria. Sempre tra Piedimonte Matese, Gioia Sannitica, Alife, Ailano, Alvignano e Dragoni sono stati attuati vari posti di blocco durante i quali sono state eseguite verifiche su 115 veicoli in transito e identificate 135 persone, numerose inoltre le perquisizioni per la ricerca di armi, droga e refurtiva. Proprio durante una perquisizione, nei pressi di un casolare abbandonato ubicato nella periferia di Dragoni, è stato rinvenuto e sottoposto a sequestro un fucile calibro 12 sul quale ora vengono svolti accertamenti per risalire alla provenienza dell’arma.

CAMORRA/ Arrestato l'avvocato Santonastaso. Durante il processo Spartacus lesse la lettera ritenuta minatoria in aula

Si trattò di un vero e proprio proclama contro la Capacchione, Saviano e il giudice Cantone, scritto da alcuni boss coinvolti nel processo di appello Spartacus
L'avvocato Michele Santonastaso, che durante il processo di appello Spartacus lesse il proclama contro Roberto Saviano, Rosaria Capacchione ed il giudice Raffaele Cantone, e' stato arrestato questa mattina dagli agenti della Dia di Napoli assieme a Michele Bidognetti, fratello del boss Francesco e al capoclan del quartiere Vomero Luigi Cimmino. In particolare, il legale avanzo' istanza di ricusazione del Collegio giudicante leggendo una lettera, a nome dei suoi assistiti, capi del clan dei Casalesi e imputati nel processo, secondo la quale la Corte si lasciava influenzare dalle opinioni dello scrittore, della giornalista e del magistrato. La lettera fu interpretata come minatoria e da allora sono state intensificate le misure a tutela dei tre. I tre arrestati di questa mattina sono accusati di corruzione, falsa testimonianza e falsa perizia nell'ambito di un'inchiesta coordinata dai pm Antonello Ardituro, Francesco Curcio e Alessandro Milita. L'inchiesta verte sugli espedienti adoperati per agevolare affiliati alle organizzazioni criminali Bidognetti, Cimmino e La Torre; quest'ultimo clan e' attivo nella zona di Mondragone. All'epoca quella lettera letta in aula fece il giro d'Italia e addirittura si parlò di quell'episodio anche a Bruxelles al Parlamento europeo.
caiazzorinasce.net
Processo Spartacus in appello "Gestione poco chiara dei pentiti". Minaccia in aula, parla l'avvocato Michele Santonastaso ( di Giorgio Amadori )
Nell'aula bunker del carcere di Poggioreale a Napoli giovedì 13 marzo è scoppiato un putiferio. L'avvocato Michele Santonastaso. difensore dei boss della camorra Francesco Bidognetti e Antonio lovine, ha letto ai giudici, tutto d'un fiato, 60 pagine con cui chiedeva di trasferire, per legittimo sospetto, il processo Spartacus contro il clan dei Casalesi. Il legale ha snocciolato intercettazioni e documenti, sconosciuti ai più, per dimostrare come i pentiti concordassero tra loro le proprie testimonianze. Non basta. Nelle trascrizioni d quattro telefonate, un collaboratore di giustizia, Carmine Schiavone. come riportato da Panorama, riferiva di pressioni “per accusare Berlusconi”. Ma tutto questo è passato in secondo piano. Il motivo? L'avvocato Santonastaso ha commesso una ingenuità e ha firmato le sue accuse a giornalisti (tra cui Roberto Saviano. autore del saggio Gomorra ) e magistrati (in particolare il pubblico ministero Raffaele Cantone) per nome e per conto dei due boss che difendeva. E le carte segrete del difensore sono immediatamente diventate per media e inquirenti un attacco della camorra alle istituzioni. Risultato: una cronista citata nell'atto e finita sotto scorta e la procura ha affidato a un gruppo di magistrati l'incarico di ricostruire i fatti e verificare l'entità delle presunte minacce. Stigmatizzate persino dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Ecco l'intervista realizzata da casertasette all'avvocato Santonastaso
D)Avvocato Santonastaso, un bel pasticcio?
R)E’ proprio così. Anche perché su 60 pagine, dalla stampa sono state sottolineate solo poche espressioni come “giornalista prezzolata” o «magistrato alla ricerca di pubblicità». Forse oggi non le userei più.
D)Il problema è che quelle parole sono finite in boccaa due boss della camorra.
R)La richiesta di rimessione la potevo fare solo per conto dei miei assistiti.
D)Ma poteva evitare di indicare i nomi dei giornalisti. Adesso dovranno vivere sotto protezione.
R)Nell’istanza che è un atto giudiziario e non un bando ho citato tre articoli che lanciavano sospetti di collusione con la camorra su giudici e avvocati. Anche i cronisti dovrebbero misurare le parole.
D)E’ vero che ha lasciato la difesa dei suoi clienti acausa delle polemiche?
R)La mia decisione nasce da una riflessione: le carte che ho depositato dimostrano che i collaboratori di giustizia subiscono pressioni e sollecitazioni e che quindi e impossibile una difesa serena.
D)Vuole scatenare altre polemiche?
R)No, ma mi lasci spiegare. I documenti provano chenumerosi pentiti, durante i processi, a cavallo delle udienze, erano in contatto tra loro, concordavano dichiarazioni accusatorie, riferivano di presunti accordi presi tra giudici e pm. E che fa la procura? Sembra che indaghi sulla mia istanza.
D)Ammetterà che il tono era sbagliato...
R)Probabilmente sì. Solo che a scrivere ero io e non i miei clienti. I Casalesi non hanno minacciato nessuno, non avrebbero potuto farlo tramite me. Non conoscevano neppure una parola della mia richiesta. L'ho terminata mercoledì notte, chiuso nel mio studio, e poi giovedì, l’ho letta in aula. Purtroppo le polemiche hanno oscurato la sostanza del mio lavoro. E ora sugli episodi che ho denunciato, compresa la vicenda che riguarda Berlusconi, c’è il rischio che non indaghi più nessuno”.
(Nota di Ferdinando Terlizzi) Nelle 60 cartelle lette dall’avvocato Santonastaso in aula per chiedere la legittima suspicione del processo d’appello – detto Spartacus – in favore dei suoi assistiti Francesco Bidognetti e Antonio Iovine, c'è chi ritene che non vi è una sola parola o un solo rigo di minacce nè contro i giornalisti né contro un preciso pubblico ministero. Chi si faccia a leggere – ben collegando il cervello con la bocca – riporterà chiara l’impressione che vi è stata una interpretazione (affrettata, errata o voluta ) da parte di molti. La chiave di lettura di tutta l’istanza è raccolta nell’accusa dei due imputati nei confronti di chi ha manovrato i pentiti a proprio piacimento. Ma questo nessuno lo ha riportato o scritto… Per quanto riguarda l’ipotesi formulata dall’avvocato Santonastaso – che starebbero indagando contro di lui e non contro i sospettati di abusi vari – dobbiamo assolutamente dargli ragione e in proposito ci viene in mente il comportamento di un piemme della procura sammaritana degli anni Ottanta, il quale si scriveva lettere anonime e indagava a suo piacimento. Non solo – ma – appena riceveva una querela per diffamazione – specialmente contro un giornalista dell'epoca – iniziava immediatamente una indagine contro il querelante. Niente di nuovo sotto il sole caro avvocato Santonastaso…

Caiazzo, pericolo amianto nelle stalle caiatine. La C.I.A. interviene e mette a disposizione degli agricoltori, tecnici convenzionati

Lancia l'allarme la Confederazione degli Agricoltori: "No all'amianto!"
Importante appuntamento svolto si venerdì scorso presso la Confederazione degli Agricoltori caiatini nella sede zonale di Caiazzo (C.I.A.) laddove si è registrata anche un'affollata assemblea di coltivatori per esaminare e risolvere il problema che riguarda la rimozione e lo smaltimento dell'amianto contenuto nelle coperture in eternit sui capannoni agricoli e sulle stalle. L'incontro, importantissimo, è stato presieduto da Angelo Santabarbara, componente della Giunta Provinciale dell'Organizzazione e dal dott. Nunzio Valentino, tecnico della stessa e Sindaco di Castel di Sasso. La relazione tecnica è stata tenuta dagli Ingg. Daniele Manzella e Angelo Mazzarella. I due esperti hanno informato i presenti sulla natura dell'amianto, sulla sua pericolosità, sull'imposizione che la legge fa al detentore di denunziarne all' A.S.L. territorialmente competente il possesso . La C.I.A. per venire incontro ai produttori e per far si che essi rispettino le norme di sicurezza nei luoghi di lavoro e la salubrità dell'ambiente inizierà fin da oggi con i sopraluoghi alle azienda che già ne hanno fatto richiesta, con i tecnici convenzionati, per risolvere nel più breve tempo possibile un annoso problema a salvaguardia della salute di tutti. Secondo una ricerca approfondita nel solo Mezzogiorno d’Italia il 30% di stalle e aziende agricole sorte ante anni 80’ detengono ancora tetti e materiale eternit pericoloso. Nell’alto casertano, l’ultimo sequestro di tale materiale, fu fatto dalla Guardia di Finanza presso la sede della ex Cirio ad Alife, laddove furono rinvenute moltissime lastre di amianto utilizzate negli anni 60 e 70 per ricoprire le stalle. Ora fortunatamente l’area è stata bonificata dalla nuova gestione e pericolo non dovrebbe essercene più. Però l’amianto nelle aziende agricole caiatine e di quelle dei paesi prospicienti è ancora una realtà purtroppo e che ora la stessa C.I.A. vuol provvedere a far smaltire nei tempi più brevi possibili.

lunedì 27 settembre 2010

POLITICA/ Angelo Brancaccio vs. Domenico Zinzi. Altro round dell'appassionante saga politica.

Il coordinatore provinciale di Popolari per il Sud Angelo Brancaccio, consigliere provinciale, chiede al suo presidente Domenico Zinzi: "Come voterai in occasione della fiducia a Berlusconi mercoledì alla Camera?"
“Sono curioso di capire come voterà l’onorevole Zinzi alla Camera mercoledì in occasione della delicata seduta in cui, di fatto, si sancisce se c’è una maggioranza politica che governa il paese”. A porsi il quesito è il commissario e consigliere provinciale dei Popolari per il Sud Angelo Brancaccio. “Come forza che fa parte del centrodestra e che riconosce nel Pdl il partito leader della coalizione come Popolari per il Sud, riteniamo che in parlamento si debba votare a favore del governo Berlusconi senza se e senza ma – ha detto – la stessa convinzione la dovrebbe esprimere anche il presidente e deputato Zinzi, visto che è, in Provincia di Caserta, elemento di sintesi e leader di una coalizione che si regge solo ed esclusivamente grazie ai voti del cartello della maggioranza Berlusconi”. Brancaccio teme come, questa sintesi, sia una fatto esclusivamente locale, visto che, già in passato il presidente ed il suo partito si sono schierati contro la coalizione per questioni che non riguardano l’ente di corso Trieste. “Il voto contro Nicola Cosentino, coordinatore regionale del partito che regge l’amministrazione provinciale, ha già dimostrato come Zinzi viva una condizione politica al di qua del Garigliano e un’altra appena entra a Roma – ha detto – un voto contro il governo Berlusconi farebbe passare un messaggio politico distorto che non fa bene ad un territorio come il nostro. Sarebbe come dire che in un derby Milan-Inter Ibrahimovic può giocare il primo tempo con i rossoneri e il secondo con i nerazzurri. Mi auguro che Zinzi non si porti in giro la casacchina di ricambio e la tiri fuori prima e dopo il ponte del Garigliano”.

Baia e Latina. La Pro Loco informa i cittadini della possibilità di partecipare al bando per volontari

Sono quattro quelli che saranno assunti per un anno e guadagneranno 433 euro al mese. Il bando anche sul sito della Pro Loco di Baia e Latina
Il Presidente della Pro Loco Amici del Volturno di Baia e Latina Antonio Diodato (nella foto), comunica che è stato pubblicato dall’Ufficio Servizio Civile Nazionale il Bando 2010 per la selezione di n. 4 volontari da impiegare nel progetto di servizio civile AMBIENTE_COMUN(E) presso la Pro Loco “Amici del Volturno di Baia e Latina (Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.70 del 3 settembre 2010 4° serie speciale concorsi ed esami). Area tematica: “Educazione e promozione culturale”. Il progetto si pone l’obiettivo di offrire ai giovani volontari l’opportunità di essere educati alla cittadinanza attiva, alla solidarietà sociale e al volontariato. Promuovere una cultura della “cittadinanza attiva” e responsabile che veda i volontari di servizio civile come protagonisti attivi appartenenti ad un contesto, capaci di influenzarlo positivamente, rendendolo più rispondente ed attento ai bisogni dei cittadini. Diffondere una corretta informazione sul tema dei rifiuti tramite la partecipazione dei cittadini per costruire un percorso locale e territoriale condiviso e diffondere le “buone pratiche” di cittadinanza attiva, monitorare i percorsi naturalistici Provinciali e Comunali per verificare l’esistenza di rifiuti abbandonati, segnalando l’intervento di rimozione agli organi competenti, in modo da consentire agli abitanti e ai turisti di poter effettuare passeggiate ecologiche, degne di tal nome. Possono partecipare alla selezione tutti i cittadini italiani che alla data di scadenza del bando abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e non superato il ventottesimo anno di età. Gli aspiranti devono avere i seguenti requisiti: essere cittadini italiani, godere dei diritti civili e politici, non essere stati condannati con sentenza di primo grado per reati e/o delitti non colposi, essere in possesso di idoneità fisica ed essere in possesso di diploma di Istruzione Secondaria di Secondo Grado. La durata del servizio è di dodici mesi e a ogni volontario spetterà un assegno mensile di € 433,80. La documentazione necessaria alla presentazione delle domande e tutte le informazioni dettagliate per la compilazione sono scaricabile dai seguenti siti http://www.prolocobaiaelatina.blogspot.com/ http://www.serviziocivile.it/ Le domande vanno presentate entro il 4 ottobre 2010.

Camigliano. Non ce l'ha fatta il sindaco Cemmane ad essere reintegrato. Il Tar Lazio gli ha bocciato il ricorso

Il sindaco di uno dei Comuni più virtuosi della Campania sulla questione raccolta differenziata, fu rimosso dal Prefetto di Caserta in quanto disobbediente alla legge 26/2010 che invita i Comuni a far gestire la monnezza ai privati
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, ha dato “torto” all’ingegnere Vincenzo Cenname, destituito dall’incarico di Sindaco del Comune di Camigliano, con un apposito decreto emanato in data 3 Agosto 2010, dal Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano, su segnalazione del Ministro dell’Interno, On. Roberto Maroni, poiché resosi responsabile di una grave e reiterata inerzia nel trasmettere alla provincia i dati relativi alla tassa sui rifiuti. Dopo la manifestazione del 22 Settembre scorso, che si svolse nel centro di Caserta, con un corteo che si concluse fuori al Palazzo di Governo, con l’adesione di centinaia di persone, il Sindaco “disobbediente”, sperava in un suo reintegro alla carica di Sindaco del Comune di Camigliano, ma così non è stato. Infatti, i Magistrati della Prima Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, in data 24 Settembre, si sono pronunciati negativamente sul ricorso proposto dall’ingegner Vincenzo Cenname, difeso dall'avvocato Pasquale Marotta, contro: il Ministero dell'Interno, in persona del Ministro, On. Roberto Maroni; l’Ufficio Territoriale di Governo della Provincia di Caserta, in persona del Prefetto, S.E. Ezio Monaco; la Presidenza del Consiglio dei Ministri,in persona del Presidente, On. Silvio Berlusconi; la Provincia di Caserta, in persona del legale rappresentante, On. Domenico Zinzi; il Comune di Camigliano. Nel corso dell’udienza si costituivano a sostegno dell’ingegner Vincenzo Cenname, anche 451 camiglianesi, capeggiati dal Professor Giuseppe Valle, Presidente del Consiglio Comunale di Comunale, rappresentato dagli avvocati Raffaele Russo ed Emilio Russo.
Sia l’ingegner Cenname che i 451 cittadini, costituitosi nel “giudizio” per chiedere l'annullamento previa sospensione dell'efficacia del decreto del Presidente della Repubblica del 3.8.2010, notificato il 6.8.2010, con il quale è stata disposta la rimozione del Sindaco Cenname dalla carica di Sindaco del Comune di Camigliano e, per l'effetto, lo scioglimento del relativo Consiglio Comunale, della relativa nota di trasmissione emessa dalla Prefettura di Caserta in data 5.8.2010 prot. n. 1719; della relazione del Ministro dell'Interno del 30 luglio 2010, allegata al D.P.R. impugnato; della nota del 18.6.2010 emessa dal Prefetto di Caserta richiamata nella relazione del Ministero dell'Interno; di ogni altro atto preordinato, collegato, connesso e conseguente, ivi compreso l'atto di diffida prot. n. 7410 del 9.4.2010 adottato dal Prefetto di Caserta. Si legge dall’ordinanza dei Magistrati della Prima Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, si legge: Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero dell'Interno, U.T.G. - Prefettura di Caserta, Presidenza del Consiglio dei Ministri e Presidenza della Repubblica; Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente; Visto l'art. 55 cod. proc. amm.; Visti tutti gli atti della causa; Ritenuta la propria giurisdizione e competenza; Relatore nella camera di consiglio del giorno 23 settembre 2010 il dott. Antonella Mangia e uditi per le parti i difensori avv. Pasquale Marotta per parte ricorrente e l'avv. Russo per gli intervenienti ad adiuvandum; Considerato che, ad un sommario esame, il provvedimento impugnato appare adottato in conformità al disposto di cui all’art. 11, commi 3 e 5, del d.l. 30 dicembre 2009, n. 195, convertito nella legge 26 febbraio 2010, n. 26; Ritenuto che non sussistono le ragioni richieste dalla legge per l’accoglimento della sospensiva; Ritenuto, ancora, che, in relazione alla presente fase cautelare, le spese di giudizio debbano seguire la soccombenza ed essere, pertanto, liquidate in € 500,00 a favore delle Amministrazioni costituite in giudizio. Per questi motivi Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima) respinge la su indicata domanda incidentale di sospensione. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese della presente fase cautelare, come liquidate in motivazione.
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 23 settembre 2010 con l'intervento dei magistrati: Elia Orciuolo, Presidente; Domenico Landi, Consigliere; Antonella Mangia, Consigliere, Estensore. A questo punto, dopo l’ordinanza del Tar del Lazio, l’ingegner Vincenzo Cenname, continua a restare rimosso dal suo incarico di Sindaco del Comune di Camigliano, per non aver applicato la legge 26/2010 la quale stabilisce che, superata l’emergenza rifiuti, la gestione del ciclo, in Campania, venga affidata a società provinciali. Cenname, è colpevole di non aver trasmesso gli archivi afferenti alla Tarsu e alla Tia alla Provincia di Caserta, così come previsto dalla legge, e per tali motivi il presidente Napolitano ha firmato il decreto per la sua rimozione dalla carica di primo cittadino. Cenname aveva portato Camigliano al 65% di differenziata e aveva attuato una serie di provvedimenti che hanno eletto il paese di 1800 anime a comune virtuoso.
Alfredo Di Lettera

Calvi Risorta. Furto con scasso ai danni di un automobilista al Cimitero. Sulla vicenda indagano i Carabinieri

Una signora di 60 anni si era recata nel luogo sacro per portare fiori sulla tomba del defunto marito e le hanno rubato la borsa contenente l'intero stipendio, telefonino e documenti.
Al cimitero c’è chi va per pregare, chi per deporre fiori sulle tombe e chi, purtroppo, per rubare. Ignoti hanno approfittato del fatto che una donna era al composanto per spaccare il vetro della sua autovettura e quindi per rubare la borsa che si trovava all’interno del mezzo lasciato in sosta nel parcheggio antistante. Il furto con scasso è avvenuto Sabato scorso intorno alle 09,30 al cimitero di Calvi Risorta. Nessuno ha sentito o visto nulla e del fattaccio avvenuto si è accorta la proprietaria dell’auto quando è uscita dal cimitero. La vittima e di Calvi Risorta, in effetti, si tratta di C.T. di 60 anni. Era andata a portare fiori freschi sulla tomba del marito, scomparso qualche tempo fa, e ha pensato di fare prima lasciando la borsa in macchina. Pochi minuti sulla tomba del caro marito, il tempo di mettere i fiori freschi e dire una preghiera sono bastati ai malviventi per una rapida ricognizione e per mettere a segno il furto frantumando il cristallo del finestrino. In quel momento nel parcheggio c’erano alcune autovetture e quella presa di mira dai ladri era in sosta vicino all’entrata.Alla richiesta di aiuto della donna le altre persone che si trovavano all’interno del cimitero sono accorse accanto all’auto ma non hanno potuto far nulla se non consolarle moralmente. Ovviamente la vittima si e subito recate alla stazione dei Carabinieri di Calvi Risorta, diretta dal Maresciallo dell’Arma Massimo Petrosino, per presentare denuncia contro ignoti. Come sembra alla vittima gli e stato portato via l’intero stipendio, che aveva prelevato un ora prima del fatto di minicriminalità, presso le Poste Italiane centrale di Calvi Risorta. Oltre allo stipendio nella borsa c’era anche il telefonino e, molto più importante, i documenti. La vittima ha vissuto veramente butti momenti di paura per quanto accaduto.
Vito Taffuri

Caiazzo. Decisione irremovibile del sindaco Stefano Giaquinto. Stop ai sacchetti non biodegradabili entro il 4 ottobre prossimo

Il sindaco di Caiazzo ha emesso l’ordinanza, provvedimento annunciato con un anno di anticipo. In corso la distribuzione delle sportine ecologiche, il 29 arriveranno anche agli ambulanti. Multe che possono arrivare fino a 500 euro per i trasgressori
comunicato stampa
La campagna di informazione per dire “addio” a Caiazzo ai tradizionali sacchetti di plastica è iniziata da aprile scorso con la sottoscrizione da parte dei rappresentanti del Comune, di Città Slow, di Legambiente e della società produttrice Novamont della 'Carta degli impegni' per garantire la partenza del progetto nel giro di poco tempo. Poi a luglio Palazzo Mazziotti, nell’ambito della Fiera La Maddalena, ha ospitato il convegno “No plastic bag, una raccolta differenziata di qualità per una gestione ecocompatibile dell’ambiente”: al quale hanno partecipato tra gli altri il presidente della Provincia Zinzi, l’assessore provinciale all’Ambiente Arena e il presidente di Legambiente Campania Buonomo. Il tutto rafforzato da interventi del sindaco Stefano Giaquinto, degli assessori all’Ambiente Antonio Chichierchia e alle Attività Produttive Antonio Di Sorbo, da comunicati stampa e servizi televisivi con un unico obiettivo: informare i commercianti circa la legge nazionale che dal primo gennaio 2011 bandirà l’uso delle sportine di plastica e più nello specifico di un’ordinanza che avrebbe rispettato la norma e consentito quindi soltanto l’uso di sacchetti biodegradabili. Questa ordinanza è stata emessa dal primo cittadino Stefano Giaquinto in questi giorni e ha fissato entro il 4 ottobre il termine per la messa in soffitta delle buste che per anni hanno accompagnato i nostri acquisti per lasciare spazio a sacche ecologiche. E proprio in virtù di questo provvedimento nel piccolo centro di Terra di Lavoro è iniziata da giorni dagli addetti alla raccolta dei rifiuti “porta a porta” la distribuzione dei sacchetti di nuova generazione, sacchetti che mercoledì 29 settembre saranno consegnati anche durante la fiera settimanale ai venditori ambulanti. “Quello di mettere al bando i sacchetti di plastica - ha spiegato il primo cittadino Stefano Giaquinto - è da considerarsi un ulteriore tassello per risolvere il problema dei rifiuti, una piaga che continua anche in questi giorni a martoriare i territori campani. Caiazzo è stato il primo comune a procedere in tal senso, con un anno di anticipo rispetto alla legge che entrerà in vigore nel 2011. Se poi qualche megalomane (tra l’altro ci troviamo di fronte ad un caso isolato e non all’intera categoria) ha acquistato in questo periodo un grosso quantitativo di buste non considerando le nuove normative o pur sapendo che da gennaio dovrà disfarsene, è un problema suo”.