L’uomo è stato rinvenuto dal personale del 118 intervenuto sul posto, privo di sensi, colpito a quanto pare da una spranga in ferro. I motivi da addurre probabilmente ai posti delle bancarelle assegnate
Un giovane extracomunitario è stato rinvenuto a terra svenuto e privo di sensi, perché a quanto pare sarebbe stato coinvolto in un’animata rissa con altri commercianti ambulanti che frequentano il mercato settimanale del martedì. A chiamare l’ambulanza è stato un cittadino che riferiva di aver assistito appunto ad un grosso parapiglia tra extracomunitari e commercianti dell’agro –napoletano dal quale poi aveva la peggio proprio un giovane 22enne di orgine marocchine H.B. colpito da un corpo contundente alle spalle. La discussione sarebbe nata, stante alcun notizie frammentarie, atteso che è avvenuta intorno alle 7.00 del mattino, per via dell’occupazione da parte degli stessi extracomunitari di un posto assegnato da sempre ad alcuni commercianti italiani, segnatamente pare siano della provincia di Napoli. Questi avrebbero chiesto in un primo momento ai loro colleghi “marocchini” di togliere la bancarella perché il posto era assegnato e quindi pagato, e gli stessi avrebbero fatto, è il caso di dire “orecchie da mercante”. A quel punto sarebbe quindi nata una grossa discussione passando subito alle vie di fatto. Sul posto quindi personale del 118 intervenuto, constatava che a terra vi era il giovane e gli riscontravano un presunto trauma cranico, da accertare, dovuto con ogni probabilità ad un colpo contundente, pare appunto uno delle spranghe in ferro utilizzate per sistemare le bancarelle di vendita.
Dragoni, si catapulta con la sua vettura a causa di uno sbandamento. In ospedale un cittadino del posto Un signore di Dragoni R.V. ha visto evidentemente la morte negli occhi Lunedì sera intorno alle 20 e 30 circa, all’altezza di Baia e Latina, mentre era alla guida della sua Fiat Stilo. L’uomo infatti, improvvisamente perdeva il controllo del veicolo terminando la corsa contro un muro prospiciente la strada provinciale che conduce a Dragoni. Il botto forte attirava l’attenzione di alcuni residenti che allertavano il 118 che a sua volta inviava un equipaggio con l’ambulanza. R.V. veniva quindi trasportato in ospedale, dove tuttora è ricoverato per fratture in vari punti del corpo e trauma cranico. Piedimonte Matese. Anche Fareambiente lancia la proposta di trasformare il Parco Regionale in Interregionale. Convegno a Venafro “Trasformare il Parco regionale del Matese che oggi abbraccia un vasto territorio della Campania, in un parco interregionale allargandolo ai comuni molisani interessati, è una grande scommessa.” Scommessa che il presidente nazionale di Fareambiente Vincenzo Pepe (nella foto) vuole lanciare proprio da Venafro che, tra l’altro, si contende una porzione dell’Oasi Le Mortine con il parco regionale del Matese. “A settembre, dichiara in una nota il presidente di Fareambiente Vincenzo Pepe, lancerò la proposta del parco nazionale del Matese dal comune di Venafro.”
Marchette, episodi contorti cercando di voler far passare inettitudine a tutti i costi per verità e non da ultimo il comportamento da “barboncini” scodinzolanti e con la lingua fuori se il padrone si arrabbia…
Su una cosa Saviano, il Roberto nazionale, ha avuto ragione e cioè che nel mondo del giornalismo, al pari di altri ambienti, ogni cosa ha il suo prezzo. Ovvio e scontato dirà il lettore tra se e se, ma, non è proprio tanto ovvio e ne scontato che uno pseudo giornalista potrebbe mettere all’asta anche il corpo della madre per un incarico pagato con soldi nostri. Sappiate che tra le tante cose, l’addizionale Irpef comunale e regionale serve anche a questo, cioè a far fronte alle spese varie previste nelle delibere che le… prevedono! Scusate il gioco di parole. Fatta la premessa veniamo ai fatti. Da più parti ormai, si sente dire che c’è in circolazione nella nostra nazione, un vero e proprio “pennivendolo” che prima della notizia, cerca il contratto. Ovviamente contratto=marchetta e quindi anche la cronaca in quella determinata zona della nostra bella Italia va a farsi friggere, perché se mi offri 4-5000 e in alcuni casi anche 7-8.000 euri l’anno per sfornarti comunicati favorevoli, col “CI A DOPPIA ZETA O” che mi cimento nel fare articoli contro, o perlomeno a fare una fotografia che cristallizzi quel determinato momento storico che si vive in quel determinato posto…E fin qui, come direbbe D’Annunzio: “Vafancul e la legge del mercato e delle marchette”. D’altro canto chi non le ha mai fatte alzi la mano (gli casca…). Le cose più orripilanti però restano due, sul piano etico e morale, cioè: 1) Nel momento in cui mi assicuro la pecunia a mia volta assicuro al “gabbato” che articoli contro sul mio sito (parlo di caiazzorinasce che è meglio va…), non ne usciranno mai, salvo poi che arrivi lo scassaminchia e riesce a farli pubblicare lo stesso, perché se è vero che talune cose sono impubblicabili perché talmente mielose e pastettate è anche vero che talaltre le devi pubblicare per forza, perché indicano un fatto di cronaca vero, almeno se vuoi continuare a fare informazione in un modo decente e dignitoso. E qui scatta la rappresaglia da infame, o se vogliamo da vigliacco. Cioè per presunzione e conoscenza diretta faccio un nome a casaccio, magari buttando fango addosso a chi non mi lascia il campo libero (di fare marchette a ufo) e spiego al mio padroncino come farebbe un cane scodinzolando e con la lingua fuori: “E’ stato quello! E’ stato quello! Dagli addosso!” Ovviamente il mio padroncino che fa, per non fare figure di merda, che già ne ha fatte tante, grazie anche all’articolo de quo, inizia a biascicare. Pazienza fin qui tutto nella norma. 2) Non solo sono un “marchettaro” schifato un po’ da tutti (è qui è anche doveroso affermarlo perché può capitare che chi è schifato non lo sa nemmeno), ma mi cimento andando in giro a criticare e bollare come cazzate articoli che raccontano verità scomode!!! E qui che si passa il segno, ed è qui che molti di quelli che in questi anni sono stati letteralmente “triturati” da questo pennivendolo, auspicano nella Giustizia Divina, se non altro potrebbe sopperire alle defajance della Giustizia terrena. Viva Iddio che è arrivato internet, cosicché se caiazzorinasce e qualche suo redattore si cimenta in marchette e sporcizie varie, qualcun altro si crea lo stesso strumento e può così rispondere ed interagire.
Che dire, bisogna solo sperare che prima o poi si giunga alla luce di questo dannato tunnel. Se penso che uno come Gianluigi Guarino, caro amico e vero pigmalione di molti giornalisti “seri” è andato in carcere per non aver controllato gli articoli mi viene la febbre gialla, sapendo che lo stesso Guarino ai pennivendoli veri non ha mai lesinato biasimo e soprattutto promesse di calci nel culo…
P.S.: OGNI RIFERIMENTO A FATTI E O EPISODI SOPRA NARRATI SONO "PURAMENTE" CASUALI...
Il consigliere di minoranza, portò all'attenzione dell'assise due delibere sui cui contenuti non era chiara per lui, la spesa effettuata
Quello che ha denunciato Daniele Cirioli (nella foto), non è una situazione ordinaria, bensì “straordinaria” dovuta al fatto che si tratta di uno dei pochi casi, o forse un caso unico in provincia di Caserta di chiedere spiegazioni e chiarimenti su alcune delibere che a lui risultano poco chiare. Nell’occasione scriviamo di due delibere: una da 7.000 euro destinata ad acquistare libri, ed invece poi servita a ripagare un supermercato del posto per l’acquisto di 235 chilogrammi di banane più 270 litri di olio e l’altra da 600 euro diventata poi improvvisamente di 6000 euro perché uno degli assessori che è stato incaricato dal sindaco pro –tempore Iannelli, doveva recuperare l’indennità persa tra l’anno 2009 e 2010. Ma andiamo con ordine. Nel primo caso vengono acquistate derrate alimentari per 7.000 euro stanziati per l’acquisto di libri e stampati vari. Il problema, o meglio, se non altro la curiosità che la cifra non viene destinata ad una libreria tipo “Feltrinelli” o qualche grosso centro del capoluogo, notoriamente più fornito e meno caro, no. Dell’acquisto viene investito un supermarket del posto che, a sua volta presenta una parcella successivamente per derrate alimentari di pari importo. Il sindaco pro –tempore Roberto Vitelli, ha spiegato che si è trattato di un mero errore riconducibile al funzionario comunale che distribuisce fondi presso l’Ente Municipale alifano e che, tutt’al più sarà lo stesso funzionario successivamente a risarcire di un eventuale danno. Poi la seconda delibera, quella per intenderci che in città conoscono tutti ed è sulla bocca di tutti, riguarda il rimborso ad un assessore comunale (attualmente in carica) che al pari degli altri percepiva metà della sua indennità, pari a circa 650 euro al mese, a fronte dei previsti 1300, salvo poi per disposizione del sindaco Iannelli, almeno stante quanto dichiarato anche dal sindaco facenti funzioni Maddalena Di Muccio ascoltata dagli inquirenti della Guardia di Finanza venerdì scorso per circa due ore, di rimborsargliela per intero, atteso che l’assessore in questione risultava disoccupato.
Il presidente del sodalizio Pasquale Di Meo: "Ci aspettiamo anche molti commenti dagli internauti..."
Basta navigare in internet e digitare l’indirizzo della Pro Loco Raiano http://lnx.prolocoraiano.net/modules/news/ per avere a portata di mouse gli scatti più suggestivi e affascinanti della 14esima edizione della Festa della Cultura Contadina, la kermesse dedicata all’antica tradizione agricola, al folklore e alla valorizzazione enogastronomica dei prodotti tipici della Media Valle del Volturno che si è svolta a Ruviano dal 16 al 18 luglio. La manifestazione, patrocinata dall’amministrazione e curata nei dettagli dal presidente della Pro Loco Pasquale Di Meo, anche quest’anno ha superato l’esame a pieni voti: tantissimi i visitatori che hanno affollato il caratteristico borgo, altrettanto numerosa la partecipazione di cittadini di tutte le età che si sono messi in gioco e hanno dedicato tempo e sacrificio per una tre giorni che ormai rappresenta un appuntamento fisso nel cartellone degli eventi estivi della Provincia di Caserta. “Ci aspettiamo dagli internauti delle opinioni sulle foto appena pubblicate, sull’usabilità del sito - sostiene il presidente Di Meo - e, perché no, visti i contenuti e le informazioni presenti su Ruviano e le sue bellezze la programmazione di un weekend in terra nostra”. E non solo. Sul portale è possibile anche rispondere al sondaggio “Ti è piaciuta l’edizione 2010 della Festa della Cultura Contadina”. Quattro le possibili risposte, il risultato servirà agli organizzatori per capire dove si è fatto bene e dove bisogna migliorare. L’edizione 2011 è in infatti già in fase di allestimento. Per ora i registi dell’evento assicurano di continuare sulla scia della rievocazione di antichi riti, sulla valorizzazione dei prodotti e sul “rispolvero” di mezzi agricoli ormai superati ma non dimenticati.
Un 40enne nigeriano, parte integrante oramai di una banda di corrieri della droga del litorale domizio, aveva occultato un involucro con la droga ben nascosto nello stomaco. Plauso ai Carabinieri che non si sono arresi ai primi esami radiografici
I carabinieri del reparto territoriale di Aversa (Caserta) hanno arrestato nella piazza antistante la stazione delle ferrovie di Aversa un immigrato nigeriano regolare, Edoibor Osage, di 40 anni residente a Castel Volturno, che nascondeva nello stomaco circa 70 ovuli contenenti un chilo e cinquanta grammi di eroina. La presenza degli ovuli nello stomaco dell'extracomunitario e' stata rilevata grazie alla tac disposta dai militari dell'Arma dopo l'esito negativo della radiografia. Nonostante il rigonfiamento dello stomaco, infatti, gli esami radiografici ai quali abitualmente vengono sottoposte persone sospettate di nascondere ovuli contenenti droga, avevano dato esito negativo. ''Verosimilmente - ha spiegato il capitano Domenico Forte, che ha coordinato l'operazione - che il nigeriano abbia ingerito, come da tempo stanno facendo i cosiddetti 'Body packer' - una sostanza opacizzante che rende difficoltoso o addirittura impossibile il rilevamento di corpi estranei con l'ecografia o la radiografia''. Il valore di mercato della droga sequestrata e' di circa 100mila euro. I carabinieri di Aversa dall'inizio di quest'anno hanno sequestrato in operazioni mirate a contrastare il traffico di sostanze stupefacenti oltre 60 chilogrammi di droga, in prevalenza cocaina ed eroina.
"'Vogliamo piu' disabili!'. L'invocazione surreale - scrive Gian Antonio Stella sul CORRIERE DELLA SERA - che spinse un gruppo di precari ad assediare il Provveditorato di Caserta chiedendo un aumento degli insegnanti di sostegno appare esaudita: la crescita dei portatori di handicap e' dieci volte superiore a quella degli studenti.
Una notizia da brividi se non ci fosse un sospetto. Che l'impennata sia dovuta alla scoperta da parte di chi aspira alla cattedra di un'equazione: piu' handicappati, piu' assunzioni. Soprattutto nel Mezzogiorno. La clamorosa denuncia e' contenuta in un dossier di Tuttoscuola. 'Nell'anno scolastico 2009-10 gli alunni disabili inseriti nelle scuole statali di ogni ordine e grado hanno superato le 181 mila unita' (il 2,3 per cento della popolazione studentesca), con un incremento di oltre 5 mila rispetto all'anno precedente', scrive la rivista diretta da Giovanni Vinciguerra. Peggio: 'Negli ultimi cinque anni sono aumentati del 12,3 per cento, mentre nello stesso periodo la popolazione scolastica aumentava dell'1,2'. Un decimo. Sgomberiamo subito il campo: quello dei portatori di handicap, come dimostra tra gli altri il libro di Matteo Schianchi La terza nazione del mondo — I disabili tra pregiudizio e realta', e' un tema serissimo. Che toglie il sonno ai genitori dei ragazzi affetti da qualche disabilita', costretti ad affrontare il percorso scolastico troppo spesso senza un'assistenza adeguata.
Il sito Internet di riferimento della Fish, la federazione italiana per il superamento degli handicap, www.superando.it, segnala a ripetizione casi di seria difficolta'. Certo, grazie a Dio e' cambiato tutto rispetto a quando i nostri nonni erano malvisti al loro ingresso negli Stati Uniti perche' provenienti da una nazione a rischio con una mortalita' infantile cosi' alta che l'eta' media dei morti negli ultimi decenni dell'Ottocento era di sei anni e mezzo e Regina Armstrong scriveva su Leslie's Illustrated nel 1901 che 'c'e' una gran quantita' di malattie organiche in Italia e molte deformazioni, molti zoppi e ciechi, molti con gli occhi malati'. E' cambiato tutto, ma il problema c'e'. Proprio perche' il problema esiste, pero', suona offensivo il modo in cui alcuni ne approfittano. Come accadde tempo fa ad Agrigento, dove il Circolo della legalita' mando' una lettera al ministero sottoscritta da 550 addetti e un esposto alla Finanza per denunciare l'abuso della legge 104. Legge che, a tutela dei dipendenti che abbiano invalidita' superiori a un certo limite o debbano farsi carico di un parente disabile, dice che hanno la precedenza in graduatoria per avere un posto piu' vicino a casa. Norma giusta. Ma utilizzata, stando alla denuncia, da troppi furbi: 'Praticamente il 100 per cento dei posti nelle 'materne' e' stato assegnato negli ultimi tempi grazie alla legge 104. C'e' una dilagante e prepotente disonesta' che coinvolge non solo chi usufruisce dei benefici della Legge, ma anche chi consente queste pratiche fraudolente'.
Di piu': 'Il sistema sta dilagando'. Dice oggi il dossier Tuttoscuola - riporta Stella sul CORRIERE DELLA SERA - che 'nel 1995-96, con una popolazione scolastica complessiva superiore a quella attuale, gli alunni con disabilita' erano 108 mila. In quindici anni sono aumentati di quasi il 70 per cento. I docenti di sostegno, che in quell'anno erano 35 mila, sono diventati ora piu' di 90 mila'. Quasi il triplo: 'Allora vi era un docente di sostegno ogni tre alunni disabili; oggi c'e' un docente ogni due'. Sia chiaro: e' bene che i ragazzi piu' sfortunati vengano aiutati. E sotto questo profilo la legge italiana e' migliore di tante altre al mondo. E lo riconosce anche la rivista di Vinciguerra: 'E' cresciuto molto negli ultimi 10-15 anni lo sforzo dello Stato verso un settore che sotto molti aspetti rappresenta un fiore all'occhiello' della nostra scuola.
Ormai 'l'Italia investe circa 3 miliardi di euro l'anno solo per il personale di sostegno'. E quell'esercito di 90 mila insegnanti specializzati e' maggiore piu' di tutti gli psicologi (70 mila) e i pediatri (14 mila) messi insieme. Che ci sia qualcosa che non va lo dice la mappa, da cui emergono squilibri sorprendenti': 'Ci sono piu' studenti disabili al Centro e nel Nord Ovest, ma lo Stato destina gli insegnanti di sostegno (a tempo indeterminato o precari) soprattutto al Sud e nelle Isole. E tra questi offre posti stabili (immissioni in ruolo a tempo indeterminato) molto di piu' proprio al Sud e nelle Isole che nel resto del Paese: il 52 per cento dei posti fissi sono assegnati infatti nel Meridione'. Dove vive circa il 27 per cento degli italiani e dove risultano (sulla carta) il 40 per cento degli alunni bisognosi di un appoggio. Dice la legge che ogni 100 insegnanti di sostegno 70 devono essere stabili ma questa percentuale sale all'89 per cento in Campania e in Sardegna e crolla al 56 per cento in Lombardia e in Veneto, si impenna al 91 per cento in Basilicata e precipita al 55 per cento in Emilia Romagna. Perche' differenze cosi' abissali? Tuttoscuola risponde che dipende 'probabilmente in buona misura dai diversi criteri utilizzati dalle Asl per la valutazione delle disabilita'' e questo nonostante 'la legge richieda l'utilizzo dei parametri internazionali dell'Organizzazione Mondiale per la Sanita': e non a caso la manovra finanziaria di inizio estate ha introdotto la responsabilita' per danno erariale da parte dei medici preposti'. Quanto al 'numero di docenti di sostegno e, tra questi, di quanti sono assunti stabilmente, si tratta di decisioni prese dal Ministero dell'istruzione'. Di piu': la sproporzione negli ultimi anni 'si e' accentuata'.
Esclusa l'ipotesi che Maria Stella Gelmini abbia un occhio bonario per le clientele meridionali - prosegue Stella sul CORRIERE DELLA SERA - con le quali ha bisticciato spesso, la spiegazione e' una sola: c'e' qualcuno negli uffici assai disponibile a fare piacerini agli amici e agli amici degli amici. C'e' chi dira' che anche qui si tratta di un 'risarcimento' al Mezzogiorno, come lo chiamava Mastella. Ma che c'entra il riscatto del Sud coi 'furbetti del sostegnino'? Spiega il dossier che il posto d'insegnante di sostegno e' in realta' una scorciatoia, tanto piu' in questi tempi di magra e di riduzione del personale, per la conquista della cattedra a vita. Basti dire che 'dei 10 mila posti di docente per le nuove immissioni in ruolo 2010-11, piu' della meta' (5.022) sono per posti di sostegno'. Posti che dopo 5 anni, una volta guadagnata l'assunzione, si possono abbandonare per 'passare all'insegnamento tradizionale'. Ma come si diventa insegnanti di sostegno? Penserete: chissa' quanti studi! No: basta frequentare 'un semestre aggiuntivo all'universita', per 400 ore totali. E non sempre la preparazione e' all'altezza: per gli alunni con disabilita' visiva, ad esempio, non e' raro imbattersi in docenti di sostegno che non conoscono l'uso del Braille, la scrittura per ciechi'".
La vittima è un marocchino 25enne residente a San Marcellino. L'incidente è capitato nei pressi di Roccaraso, il camion che guidava si è ribaltato improvvisamente.
Un camionista e' rimasto ucciso in un incidente sulla statale 17, in Abruzzo. La vittima e' un venticinquenne marocchino, Ajroub El Bouazzaoui, residente a San Marcellino. Ieri intorno alle 20 stava percorrendo la strada da Sulmona verso Castel di Sangro al volante di una motrice che trainava un rimorchio carico di balle di fieno. per conto di una ditta di Aversa. Dopo lo svincolo di Roccacinquemiglia, nei pressi di Roccaraso, al termine della galleria "la Difesa", l'uomo ha perso il controllo del mezzo che si e' ribaltato. Il padre del titolare della ditta che viaggiava con lui, ha riportato numerose fratture ed e' stato ricoverato all'ospedale di Castel di Sangro. Nell'urto il carico di fieno un'autovettura che sopraggiungeva nel senso opposto, ma i tre occupanti sono rimasti illesi. I vigili del fuoco hanno dovuto tagliare le lamiere della cabina del mezzo per estrarre il corpo del camionista. Da una prima ricognizione l'incidente sarebbe stato causato dalla velocita', anche se non e' escluso lo scoppio di un pneumatico. La salma e' stata trasportata all'obitorio dell'ospedale di Sulmona, dove su disposizione della Procura della Repubblica di Sulmona si terra' l'autopsia.
La Regione avvia la sua sostituzione al Parco del Matese e "tromba" anche Aveta a Roccamonfina. Gli interessati: «A rischio i fondi aree protette»
La Regione Campania avvia la sostituzione dei presidenti dei parchi regionali. Pronti a lasciare Giuseppe Falco, numero uno del parco regionale del Matese, e Raffaele Aveta, che guida il parco regionale di Roccamonfina Foce del Garigliano, benchè nominati appena nel febbraio scorso. Avrebbero dovuto restare in carica cinque anni, invece, la nuova giunta regionale ha deciso diversamente. Infatti, con deliberazione n. 594 del 2 agosto 2010 avente per oggetto «Presidenti dei Parchi e delle Riserve Naturali regionali della Campania» pubblicata sul Burc n. 59 di ieri , il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, constatato che per la nomina dei presidenti dei parchi e riserve naturali regionali la competenza nel rilascio del parere è istituzionalmente della Commissione consiliare permanente per gli affari generali e che non risulta espresso il formale parere da parte della stessa commissione, ha ritenuto necessario avviare una procedura pubblica volta alla selezione dei soggetti idonei a ricoprire il ruolo di presidente dei parchi.
CRITICHE AL GOVERNATORE CALDORO - Caldoro ha indetto una nuova selezione pubblica dei soggetti idonei e ha dato mandato di predisporre ed avviare la nuova procedura pubblica, prevedendo che nei conseguenti atti gestionali venga dato particolare risalto al possesso da parte dei candidati di titoli atti a dimostrare la comprovata ed elevata qualificazione professionale in materia naturalistica ed ambientale. I presidenti Falco e Aveta annunciano ricorso al Tar e criticano fortemente la decisione di Caldoro. «È importante sottolineare - precisa Aveta - che la nostra nomina è avvenuta tramite una procedura avviata circa due anni fa, quindi ben oltre il periodo sospetto dei 45 giorni della gestione Bassolino invocato dal presidente Caldoro. Di fatto, precisa Aveta, l’atto deciso dalla giunta regionale impedisce agli enti di funzionare a tutela del territorio. Il rischio serio è quello di perdere i fondi per le aree protette. Al territorio di Roccamonfina erano destinati e già programmati circa cinque milioni di euro. Ancora una volta - conclude Aveta - si penalizzano le zone interne». Sulla stessa linea Giuseppe Falco - numero uno del Parco del Matese - che ha evidenziato l’impossibilità di seguire i progetti avviati per un importo complessivo di dieci milioni di euro.
Controlli serrati dei vigili nella struttura di via Palmieri su sollecitazione del sindaco. “I campetti sono nati per essere messi a disposizione di cittadini che rispettano le regole”
comunicato stampa
Ci sono ragazzini ma anche adulti che senza autorizzazione s’intrufolano nel centro polivalente di via Palmieri di San Giovanni e Paolo: a dirlo gli agenti della polizia municipale di Caiazzo coordinati dal comandante, il maresciallo Pietro Del Bene, su sollecitazione del primo cittadino Stefano Giaquinto. Controlli serrati, eseguiti nel weekend appena trascorso e che stanno continuando in queste ore, che hanno pizzicato “in flagranza” caiatini (della frazione e non) con la passione del calcio ma non del rispetto delle regole. “Il campo con annessi servizi li abbiamo realizzati per metterli a disposizione dei cittadini – ha precisato il sindaco informato costantemente dei fatti dai caschetti bianchi - ma di cittadini che rispettano la burocrazia e soprattutto le opere pubbliche. Basta inoltrarci una richiesta e noi l’accoglieremo con soddisfazione. Lo ha fatto per esempio in primavera il Csi – conclude Giaquinto - il torneo si è svolto e non si è verificato alcun disagio”. L’ingresso forzato nei campetti intanto è stato punito, i cittadini sono stati infatti raggiunti da una denuncia. Sta di fatto che il fenomeno diventa sempre più frequente e, cosa ancora più grave per gli amministratori, è che all’interno della struttura non entrano “abusivamente” soltanto cittadini desiderosi di dare un calcio ad un pallone ma anche vandali che, probabilmente non sapendo come altro trascorrere la serata, arrecano danni e distruggono un bene che invece l’amministrazione ha pensato per tutt’altro uso. E non solo. Proprio nel corso dell’ultimo sopralluogo eseguito dai vigili urbani alla presenza dell’assessore al ramo Salvatore Fasulo ragazzini scoperti senza permesso non hanno calato il capo e ammesso la colpa, hanno addirittura replicato, tra l’altro a persone adulte, con toni e termini poco garbati. Una struttura, quella di San Giovanni e Paolo, che insieme alle scuole rifatte e all’accogliente piazzetta – tutte opere targate amministrazione Giaquinto - hanno cambiato il volto della frazione, ma se poi la collaborazione dei cittadini è nulla, entra in gioco la delusione e gli obiettivi decadono. Intanto per i danni procurati fino a questo momento i vigili hanno sporto denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.
Caiazzorinasce: Che qualche testa calda abbia rovinato o compiuto l'atto vandalico è normale, paese che vai usanza che trovi, tanto per non andare lontano. Ma da qui a dare la parvenza del classico pugno duro contro quattro ragazzetti sembra alquanto spropositato. Forse, magari, basterebbe che qualche lavoratore socialmente utile in giorni prestabiliti vada ad aprire l'impianto, lo curi a dovere e perchè no... lo prenda proprio in gestione per recuperare qualche spesa, sperando che la solita "Cornacchia" spilla soldi di San Giovanni non veda nell'impianto "l'affare" e non vada quindi a piazzarci...il becco!
Al Cocos Park di Marcianise la giovane matesina conquista la finale per "Miss Yacht Club" a Posillipo
Si chiama Shaila D'Allestro, ha diciassette anni ed è stata meritevole della fascia di Miss Moto Nautica tra le partecipanti al concorso Miss Yacht Club, International luxury beauty contest e nautic culture, l'esclusivo concorso internazionale di bellezza in Europa, l'unico dedicato alla nautica internazionale, che collabora con i più prestigiosi yacht club, marine, porti turistici. L'evento, presentato e animato dal famoso Erennio De Vita, conduttore di Miss Italia in Campania, si è svolto in uno scenario davvero elegante, nel parco acquatico Cocos Park, sito in Marcianise, ove l'acqua delle piscine e il verde delle piante attorno si fondono per rendere tutto più leggiadro. La serata, che ha visto protagoniste ragazze e ragazzi, ha avuto inizio verso le 23 circa, poichè l'attesa della fine della partita di calcio nella quale si sono sfidate il Napoli e la Fiorentina, con esito paritario, era la priorità per tutti, candidati e pubblico, staff e giuria. I partecipanti, ragazzi e ragazze, di cui molti minorenni, alunni di scuole superiori, con molte aspirazioni e sogni nel cassetto, hanno sfilato due volte, in costume da bagno e in abiti giornalieri e la D'Allestro, ha avuto punteggi abbastanza alti, sia per la prima uscita sia per la seconda. Tra la giuria, una personalità di rilievo, il parrucchiere che ha curato e cura ancora oggi l'immagine di molti personaggi famosi, cantanti come Massimo Ranieri, presentatori come Paolo Bonolis: Tony Al Parlamento, il quale è stato anche chiamato, come altri in giuria, a premiare una delle ragazze, Dalila D'Alessandro, che ha portato a casa la fascia di Miss Motta. La serata è stata animata anche da qualche candidata che si è esibita nel canto di qualche canzone, Luigia Cecere, la quale ha meritato il titolo di Miss Canzone, da una bambina di nove anni, da un tono di voce altissimo e molto intonato, che ha cantato anche lei due canzoni ed è terminata con lo spettacolo del Mago Doris, il più piccolo al mondo per età. Il ragazzetto, dodicenne, durante la sua presentazione ha dichiarato apertamente e molto serenamente: " La magia non esiste, è solo questione di trucco e di bravura nel saperlo applicare", frase questa, che ha fatto parlare un po' tutti, pubblico e giuria, in quanto davvero molto spontanea e leale. I suoi giochi di prestigio sono stati interessanti ed attiravano l'attenzione di tutti anche perchè il ragazzino si è proposto nel modo giusto fin dall' inizio ed accompagnava ad ogni sua mossa un sorriso che traspariva anche dagli occhi, tipico dei bambini che hanno in sè l'emozione della vita attraverso il gioco e che trasmettono ai grandi. Davvero terapeutico e simpatico! E tra una premiazione e un saluto si è giunti alle 2.30 di notte, con l'ultimo annuncio di De Vita, che ricordava a tutti la finale di questa gara di bellezza, che si terrà a Posillipo, nella residenza reale di Villa Floridiana, tra il 4 e il 5 settembre, in cui sarà selezionata la Miss Yacht Club, che parteciperà alla finalissima nella prestigiosa Villa Berloni a Canderola di Pesaro, il prossimo 10, 11 e 12 settembre. Intanto, ancora tanti auguri alla bellissima Shaila D'Allestro. Michela Vigliotti
"Atti palesemente illegittimi in contrasto con la legge 'Brunetta'" Così Brancaccio lancia l'ennesimo affondo al presidente - padroncino Zinzi, come lo definisce nel suo intervento. Caiazzorinasce: "Sia lodato De Franciscis..."
"Ma non avevamo nominato i professori universitari in giunta per avere una maggiore efficacia di intervento e una riduzione dei costi di gestione? A guardare gli ultimi incarichi firmati dal presidente della Provincia Domenico Zinzi, si direbbe che la scienza infusa dei nostri luminari sia gia' svanita con un appesantimento robusto dei costi di gestione del personale". Commenta cosi' il commissario e consigliere provinciale dei Popolari per il Sud Angelo Brancaccio le altre sei nomine di staff effettuate dal numero uno della Provincia di Caserta. "Cosi' come nel precedente caso, gli incarichi sono stati assegnati, senza un bando di evidenza pubblica, senza una selezione, con atti palesemente illegittimi perche' in contrasto con la legge Brunetta - ha spiegato Brancaccio -. Anche questa volta, non posso esimermi da segnalare, cosi' come ho fatto per la prima infornata, tutti gli atti alle autorita' competenti. Provvedero' ad effettuare questa operazione lunedi' prossimo". Gli incarichi, secondo la denuncia, sono stati affidati a: Annunziata Flaminio, inserita nello staff di Carlo Puoti, Massimo Carfora Lettieri, in quello di Gianni Mancino, Gianfranco Saggiomo, in quello del professore Pasquale Malangone, Maurizio Carusone, Alfredo Apuzzo, che saranno sotto le dirette competenze del presidente della Provincia, Nunzia Borrelli che, invece, e' entrata nello staff dell'assessore Luigi Maffei. "La smania di Zinzi di accaparrarsi tutti gli spazi di gestione per dare sfogo al suo ego di padroncino di corso Trieste non finisce qui - ha sottolineato Brancaccio - il nostro presidente ha deciso di affidare attraverso dei bandi, un incarico da ventimila euro per una consulenza in materia di risorse idriche e gestione del ciclo integrato delle acque che ha la durata di appena quattro mesi. Stessa durata, quattro mesi, ma compenso piu' elevato venticinquemila euro per un incarico di consulenza in materia di Strategie per la valorizzazione delle risorse ambientali". Altro discorso, meritano le agenzie. "Mentre per il museo Campano si sceglie di nominare un professionista esterno in piena logica con la politica adottata sino a questo momento, forse perche' il dipendente che esercita il ruolo di direttore non si inquadra in nessuna logica vicina al presidente - ha concluso l'esponente mastelliano - per l'Agisap, si decide di non toccare nulla, perche' quel ruolo e' ricoperto da un importante dirigente dell'Udc".
Caiazzorinasce: Certo a rivedere gli interventi di Zinzi in campagna elettorale e leggendo ciò che sta combinando da presidente della Provincia, viene solo da dire sic et simpliciter: "Sia lodato De Franciscis!" E siamo solo a cinque mesi dall'inizio di questa legislatura. Fra qualche altro mese, va a finire che chi si reca in Provincia per una pratica di competenza loro, rischia di sentirsi dire dopo l'occupazione del palazzo da parte dei marcianisani: "Uaglioooò ...CHEGGHIEEEE'!!!"
Incredibile decesso di un operaio 40enne di Casertavecchia. Era nel portico di casa sua a godere di un pò di frescura ed improvvisamente è stato punto da un'ape. Morto repentinamente. La moglie distrutta dal dolore
Un dopo cena come tanti. Nella tranquilla frazione di Sommana di Caserta, a due passi dal borgo di Casertavecchia. Antonio Rivetti, 40 anni operaio edile sposato senza figli, era sotto il portico della sua abitazione a prendere il fresco. È stato un attimo. La puntura di un calabrone. Si è sentito subito male e la disperata corsa in ambulanza verso l’ospedale di Caserta è stata inutile. È morto mentre i sanitari del pronto soccorso cercavano di rianimarlo adottando tutte le terapie utili in questi casi. La moglie non ha più lacrime per piangere: «Era sereno, stavo riordinando la cucina, ho sentito le sue grida di aiuto. Sono subito accorsa, ho chiamato i vicini. Poi l’attesa dell’ambulanza che mi è sembrata interminabile. Non ci posso credere, non può essere vero». Nella piazzetta di Sommana il giorno dopo gli anziani sulla panchina non parlano d’altro. Voce bassa, occhi segnati dalla commozione: «È cresciuto qui - dice Pasquale - lo conoscevamo tutti. Un grande lavoratore, un bravo ragazzo. Era un soggetto allergico, ma chi poteva immaginare una fine del genere.
Era stato punto altre due volte dagli insetti. Gonfiori, malesseri ma niente di grave per fortuna. Ora invece». Via Conte Landolfo è una stradina piccola e leggermente in salita che dalla piazzetta porta verso la montagna. L’abitazione di Antonio è a poche centinaia di metri, subito dopo un rinomato ristorante. Un portone in ferro su cui ora campeggia il manifesto a lutto. Oltre si apre una corte di quelle antiche. Di fronte c’è l’abitazione della famiglia Landolfo con un piccolo portico che precede di qualche metro l’ingresso. Un’anziana inquilina racconta nei dettagli quel che è successo: «Ho sentito urlare, non capivo cosa succedeva. Poi la moglie di Antonio urlava «aiutatemi, aiutatemi». È accorsa subito gente. Antonio era disteso su una sedia sdraio, con le braccia dietro la nuca. Il calabrone lo ha punto proprio sotto un’ascella. Una cosa assurda».Il via vai di parenti e amici si fa più intenso. Sono in tanti a stringersi intorno al dolore della famiglia Rivetti. I genitori dell’operaio abitano a due passi, nella stessa strada. Per loro un dolore insopportabile per una tragedia inspiegabile.
Servono urgentemente i dossi o almeno i dissuasori di velocità...
Sta diventando molto pericoloso attraversare la strada nel pieno centro di Caiazzo, ed in particolar modo in via Cattabeni e Piazza Portavetere. L’altra sera una persona anziana per un miracolo non è stata investita mentre usciva dal Bar Campania e si stava recando nei prospicienti giardini pubblici. Una vettura il cui autista, vuoi l’oscurità, vuoi che non sono presenti nemmeno i dissuasori della velocità, non si è avveduto che un signore stava attraversando sulle strisce pedonali, diventate nel frattempo impercettibili e per pochi millimetri non lo metteva sotto. Oltretutto la velocità del veicolo sembra non fosse nemmeno confacente per la zona ove circolava, ossia in pieno centro appunto. La gente chiede sicurezza, visto che la zona è attraversata dalla Strada Provinciale 336 che da Caserta conduce a Piedimonte Matese e nel beneventano, per cui è la percorrenza dei veicoli, soprattutto mezzi pesanti è densissima. E ogni tanto un po’ a causa dei marciapiedi che sono divenuti già obsoleti, appena rifatti e un po’ perché non sono presenti attrezzature di sicurezza quali dissuasori di velocità o meglio qualche semaforo pedonale, ecco che chi attraversa per accedere ai giardini pubblici, rischia l’osso del collo. Anche una madre che passeggiava col bimbo in carrozzina, per un miracolo non lo ha visto trascinare da un camion che circolava in pieno giorno anch’esso a velocità sostenuta, per quanto è stato affermato da alcuni testimoni. Insomma si chiede un minimo di sicurezza senza attendere necessariamente che ci scappi la tragedia. Per la cronaca durante questo periodo festivo i ciclomotori e motocicli hanno continuato imperterriti a tenere scacco ai pedoni impennando coi loro veicoli e mettendo a repentaglio la sicurezza di molti avventori giunti dai paesi limitrofi, che sono rimasti a bocca aperta nel constatare le acrobazie di giovani centauri in maniera impudente e soprattutto impunita.
Nella foto un punto cruciale di attraversamento della strada in pieno centro caiatino
I roghi all'interno del campo sportivo e la denuncia al Comune di alcuni cittadini
Raccolta differenziata al 65% di bruciato. Cittadini infuriati a Caianello per alcuni episodi accaduti negli ultimi tempi con cumuli di rifiuti diventati cenere. Quello che appare potrebbe essere un incredibile sistema di smaltimento dei rifiuti che potrebbe essere stato messo a punto nel piccolo comune ai piedi del vulcano di Roccamonfina. Ironizzando si potrebbe parlare di una gestione diretta, fatta in casa, che costa veramente pochissimo e che «riduce in cenere» molti materiali. Ecco come: i diversi cumuli di immondizia sparsi sul territorio vengono, ogni tanto, raccolti e poi ammassati all’intero del campo sportivo di Caianello. Poi, dopo qualche tempo, ricoprendo tutto con del frascame — ad esempio quello ricavato dalla potatura dei pini che circondano parte della struttura sportiva — i rifiuti vengono "inceneriti" con una bella fiammata. Semplice ed economico. Purtroppo non è ecologico e produce un forte inquinamento. Di certo le domande di molti cittadini, davanti ai cumuli di immondizia trasformati magicamente in cenere, sono davvero tante: chi ha ordinato una cosa simile? Chi ha materialmente proceduto? L’amministrazione comunale era a conoscenza di quanto stava accadendo? Perché nessuno ha vigilato? Sono tutte domande a cui può dare una risposta solo la stessa amministrazione cittadina per chiarire ai cittadini — sempre attenti alla differenziata— che i loro sforzi non finiscono in fumo. Così come sembrano andare in fumo tanti buoni propositi sia degli amministratori che dei cittadini. Caianello, importante snodo viario dove la statale proveniente dal beneventano permette ai pugliesi di raccordarsi con l’autostrada Napoli-Milano, è stato premiato negli anni scorsi anche come comune riciclone, proprio per l’alta percentuale di differenziata. Poi le tante emergenze regionali che hanno azzerato ogni risultato.Oggi l’attuale amministrazione comunale sta tentando di riconquistare i fasti di un tempo. Gli ultimi roghi che si sono sviluppati nei pressi del campo sportivo hanno fatto sorgere qualche dubbio in diversi cittadini soprattutto per il rapporto costo-qualità del servizio. Negano ogni responsabilità gli amministratori che affermano di non essere al corrente degli incendi e che mai avrebbero ordinato di bruciare l’immondizia.
Interventi in via Monte di Caiazzo in sinergia con gli agenti del maresciallo Del Bene. Giovani in azione anche in manifestazioni che hanno animato l’estate in città
Caiatini “di giallo vestiti” anche quest’estate con impegno e un meritevole senso di responsabilità hanno fronteggiato l’emergenza incendi. Ci riferiamo ai ragazzi della Protezione Civile oramai parte attiva e integrante del tessuto civile e sociale del territorio comunale di Caiazzo. “Una delle azioni più incisive e continuative, di cui la Protezione Civile si è resa protagonista durante l’ultimo periodo, è stata l’emergenza incendi”, precisa il sindaco Stefano Giaquinto in qualità anche di delegato al settore riferendosi in particolare a tre roghi verificatisi in via Tre Monti, situazioni che avrebbero potuto provocare una brutta ferita al territorio. Ma estate significa anche feste, iniziative culturali, tutte manifestazioni che, se non dotate di un soddisfacente apparato in grado di regolare il flusso della viabilità, rischierebbero di mandare in tilt il traffico. “La Protezione Civile anche nelle ‘grandi occasioni’ (vedi la Fiera della Maddalena e il Festival Jovinelli) si è sempre prodigata attraverso i suoi volontari – conclude Giaquinto - In sinergia con gli attivi agenti del comando Municipale coordinati dal maresciallo Pietro Del Bene hanno esercitato e continueranno ad esercitare un serio controllo del traffico contestualmente alle varie manifestazioni”. Vale pena perciò citarli tutti. Il gruppo coeso ed eterogeneo è composto da Barbara Albano, Andrea Mongillo, Antonella D’Agostino, Domenico Lista, Lorenzo Sangiovanni,Antonio Ruffo e Salvatore Signore. Intanto proprio per la Protezione Civile l’amministrazione comunale ha messo a disposizione due mezzi nuovi e, nel pieno rispetto di normative regionali, sta pensando di accorpare uomini e mezzi in un’unica, efficiente e più soddisfacente sede.
L'auto con cui il malvivente 28enne scappava insieme ai suoi complici, è precipitata fermandosi al fianco dei binari. Un treno in arrivo l'ha travolta dopo che gli occupanti erano scappati.Il romeno è stato fermato in un secondo momento dai Carabinieri, perchè era scappato a piedi nelle campagne di San Felice a Cancello. Sui suoi complici non ha voluto aprir bocca...
Un giovane romeno Sorin Cipotaru di 28 anni e' stato arrestato dai carabinieri a San Felice a Cancello nel Casertano. Il malvivente dopo avere tentato di compiere un furto si e' dato alla fuga in auto ma ha provocato un incidente ferroviario. E' successo la scorsa notte a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria di San Felice a Cancello. Il romeno si trovava a bordo di una vecchia auto, la quale e' sbandata proprio nel tratto in cui la strada si trovava nei pressi di un terrapieno, sopraelevato di qualche metro rispetto alla sede ferroviaria. La vettura ha compiuto un volo di due-tre metri ed e' andata a sbattere sui binari mentre stava arrivando un treno regionale. Il convoglio non procedeva a forte velocita' e il macchinista e' riuscito a rallentare la corsa evitando che l'impatto fosse molto piu' violento. Il romeno e' riuscito a mettersi in salvo e a fuggire nelle campagne casertane. Subito dopo sono intervenuti i carabinieri di San Felice a Cancello che hanno chiesto l'intervento di ambulanze e vigili del fuoco in previsione di trovarsi dinanzi a delle persone ferite. Fortunatamente non e' stato cosi': i vigili del fuoco hanno provveduto alla rimozione dell'auto. Subito dopo sono scattate le ricerche del fuggitivo.
I carabinieri di San Felice a Cancello hanno poi scoperto che poco prima il romeno con alcuni complici e' poi riuscito a fuggire aveva tentato di rubare all'interno di una casa rurale ma erano stati scoperti dal proprietario che li aveva messi in fuga. I militari hanno dato la caccia nella notte ai fuggitivi riuscendo a bloccare Cipotaru. Proseguono le ricerche dei complici del romeno. I vigili del fuoco hanno lavorato nel cuore della notte per ore per disincagliare l'auto dal treno. Il traffico ferroviario e' ripreso nella notte. L'auto guidata dal romeno e' stata sequestrata. Cipotaru ha ammesso di avere tentato di rubare nella casa rurale e la fuga in auto culminata con l'incidente ferroviario. Riguardo ai suoi complici l'indagato e' rimasto muto. I carabinieri potrebbero arrivare alla loro identificazione attraverso le impronte digitali repertate sulla vettura.
Diverse pattuglie hanno intensificato i controlli su strada, anche per prevenire abusi e soprattutto incidenti stradali. Giro di vite con il nuvo testo unico.
I Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese hanno intensificato i controlli in materia di sicurezza stradale, per prevenire gli incidenti stradali che proprio durante il periodo estivo, quando centinaia di vacanzieri si mettono in viaggio, tendono purtroppo ad aumentare. Il nuovo codice della strada, varato alcuni giorni fa, ha introdotto importanti novità, ad esempio i neopatentati non potranno assolutamente bere alcolici prima di mettersi alla guida, così come tutti coloro che lavorano al volante, autisti, tassisti e camionisti; è prevista la prova pratica obbligatoria per il conseguimento del patentino per i ciclomotori; divieto assoluto per i locali notturni di vendere alcolici dalle tre di notte; le minicar non potranno superare i 45 km/h e sarà obbligatorio l’uso delle cinture anche per questo tipo di veicolo; gli ultraottantenni per il rinnovo della patente dovranno sottoporsi ad una visita medica specialistica biennale; dopo aver commesso tre gravi infrazioni è previsto il ritiro definitivo della patente di guida. Queste sono solo alcune delle principali novità del nuovo codice della strada. Durante quest’ultimo week-end, caratterizzato dal grande flusso di veicoli per il rientro dalle vacanze, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile e quelli delle Stazioni dislocate sul territorio hanno istituito numerosi posti di blocco lungo le principali arterie stradali che attraversano i vari comuni del comprensorio matesino, Piedimonte Matese, Alife, Alvignano, Ailano, Prata Sannita, Capriati al Volturno, Dragoni, Gioia Sannitica ed altri territori limitrofi. Nel corso delle attività sono stati sottoposti a controllo 115 veicoli in transito e identificate 140 persone. 20 sono state le contravvenzioni contestate per un importo totale di oltre 2.500,00 euro e il conseguente decurtamento di punti sulle patenti di guida. Tra le infrazioni più frequenti risultano quelle per il mancato rispetto dei limiti di velocità e della segnaletica stradale, il mancato possesso dei documenti di guida o di circolazione, la mancata revisione del veicolo, il mancato uso delle cinture di sicurezza e l’utilizzo del telefonino cellulare durate la guida. Ritirati anche 4 tra documenti di circolazione e di guida, sottoposti a sequestro 2 veicoli privi di copertura assicurativa e 3 ciclomotori perché condotti da minorenni sprovvisti del casco protettivo. Questo tipo di operazioni, assicurano i Carabinieri, continueranno sistematicamente nei fine settimana per prevenire il così detto fenomeno delle “stragi del sabato sera”.
Gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria di Caserta hanno denunciato all'Autorità Giudiziaria nove individui per truffa associazione a delinquere e reati finanziari.
Prosegue l’impegno della Guardia di Finanza di Caserta a contrasto delle frodi nel settore dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA). In tale contesto, gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria di Caserta hanno scoperto una sofisticata evasione fiscale da parte di soggetti ed aziende operanti nel settore dell’import-export di bevande, in particolare birra, mediante l’emissione di Fatture per operazioni inesistenti (FOI) e l’utilizzo di false lettere d’intento, accertando un danno all’erario per oltre 13 milioni di euro. L’attività investigativa è stata avviata in occasione di un sequestro preventivo di bevande nei confronti di una società di Sparanise (Ce), operante nel settore della vendita all’ingrosso di bibite anche alcoliche, a seguito della riscontrata discordanza tra il luogo di consegna e la ditta destinataria indicata sui documenti di trasporto, esibiti dal vettore incaricato della spedizione. Le successive ed approfondite indagini hanno consentito ai finanzieri di accertare l’esistenza di un sodalizio criminale, creato ad arte dall’amministratore della predetta società, il quale avvalendosi della collaborazione e consulenza di un noto commercialista della provincia di Caserta, ha costituito quattro ditte individuali, intestate a soggetti originari della provincia di Napoli nullatenenti, cosiddette “teste di legno”, tutte aventi sede legale ed amministrativa presso lo studio del prefato professionista, al fine di perpetrare una truffa ai danni dell’Erario. Il disegno criminoso è stato attuato mediante l’utilizzo e l’emissione di FOI e il rilascio di false dichiarazioni d’intento, da parte delle quattro fittizie imprese commerciali, consentendo in tal modo, alla citata società di Sparanise, di crearsi un credito di imposta inesistente, nonché un “plafond” necessario per acquistare merce in esenzione d’I.V.A. indebitamente. In particolare, grazie al sistema di frode attuato, era in grado di immettere sul mercato bevande a prezzi concorrenziali, evadendo il pagamento dell’I.V.A., pari al 20% del costo del prodotto, il tutto a discapito delle casse dell’Erario, nonché in spregio delle regole che vigilano sul rispetto del principio di concorrenzialità e del corretto andamento del mercato. Nell’occasione, le Fiamme Gialle di Caserta hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere nove persone per associazione a delinquere, truffa ai danni dello Stato e reati finanziari.
Si credeva un fenomeno in declino, ma si registra una nuova ondata…di abusi.
Continuano i problemi per alcuni cittadini caiatini dovuti alle cosiddette “bollette pazze” e per quelle non pagate che spesso sfociano in decreti ingiuntivi e pignoramenti. Sono sempre più frequenti, infatti, i casi di persone che si trovano coinvolti in azioni giudiziarie che nel migliore dei casi fanno lievitare notevolmente le spese. Si tratta di una vera e propria “filiera” che parte dalla singola bolletta della luce, dell'acqua o del gas sino alle “minacciose comunicazioni con cui le società che hanno acquistato i crediti dalle municipalizzate comunicano le azioni giudiziarie”. L'art. 1260 del Codice civile a dispone che “il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito, anche senza il consenso del debitore, purché il credito non abbia carattere strettamente personale, o il trasferimento non sia vietato dalla legge”. Il problema, dunque è nel meccanismo che si innesca per portare a compimento il recupero del credito. In un caso, oggetto della comunicazione inviata ad un cliente di Caiazzo, R.D.A. è una bolletta del novembre 2004 di 131,24 euro, che risulta non pagata. Poi, segue la dicitura “essendo risultati vani i precedenti tentativi di definizione bonaria, la informiamo che si sta per promuovere azione giudiziaria”. Successivamente si comunica che “previo ordine del Tribunale si procederà all'asporto dei beni pignorati e della relativa vendita”. Infine, la richiesta effettiva. “E' consentito sospendere l'instaurando procedimento giudiziario di pignoramento, con immediato versamento che dovrà essere effettuato senza ritardo, per l'importo pari a 323,91 euro”. L'importo della bolletta iniziale è dunque praticamente triplicato e la minaccia del sequestro dei beni è usato come deterrente. A prescindere da ogni verifica sul credito di partenza. Altro caso che fa riflettere riguarda un’anziana signora di 69 anni, L.T. che si è vista pignorare la casa per un presunto debito, risalente al 2003, di 1300 euro. Anche qui le solite lettere che minacciavano l’alienazione e la vendita del bene all’asta, salvo poi la richiesta classica che permetteva lo svincolo da tutti i debiti versando non solo 2440 euro, ma anche ulteriori 677 euro per cancellare l’ipoteca all’Ufficio Catasto e Conservatorie, perché appunto la casa risultasse libera da vincoli. La donna però in questo caso, ha prodotto ricorso che le è stato riconosciuto e dovrebbe riottenere almeno i soldi spesi per l’accensione dell’ipoteca da parte della società che lamentava il debito, appunto i 677 euro.
Un soggetto ha causato danni al vicino, rovinando un canale di irrigazione. Una donna in via Aldo Moro ha minacciato altre signore intimidendole e facendo ricorso al "clan dei casalesi". Un ventenne di viale della Libertà prometteva alla vicina di uccidergli il cane. Giornata di ordinaria "follia" per i militari dell'Arma.
Nel corso di una serie di operazioni e indagini coordinate dalla Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese, dieci persone sono finte nei guai per reati contro la persona ed il patrimonio. I militari della locale Stazione hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere una donna, 42enne, la quale per futili motivi ha aggredito altre tre donne che abitano nel suo stesso palazzo in via Aldo Moro, minacciandole ripetutamente di morte anche alla presenza di bambini, “vi debbo sparare”, “vi manderò i casalesi e vi farò camminare sulla sedia a rotelle”, e altre frasi oscene avrebbe urlato la 42enne nei confronti degli altri condomini. Sempre a Piedimonte Matese, una 40enne di Alife è stata denunciata in quanto per questioni di viabilità ha procurato lesioni guaribili con giorni sette di prognosi nei confronti di un 20enne di Gioia Sannitica. Per maltrattamenti in famiglia è finito invece nei guai un 45enne di Piedimonte Matese, che in più occasioni dopo aver abusato di bevande alcoliche, avrebbe aggredito violentemente la moglie 36enne alla presenza delle tre figlie minorenni e minacciandola ripetutamente di morte. Sempre per lo stesso motivo, un 35enne di Gioia Sannitica è stato denunciato per le continue aggressioni nei confronti delle due sorelle più giovani e della madre 70enne, al fine di farsi consegnare somme di denaro per acquistare bevande alcoliche ed ubriacarsi. Per il reato di danneggiamento è finito nei guai un 69enne di Piedimonte Matese che per futili motivi ha parzialmente demolito un canale per la raccolta di acque del suo confinante, provocandogli un danno economico di svariate migliaia di euro. Sempre per danneggiamento e minaccia aggravata, a Piedimonte in via della Libertà, un 20enne del posto, è stato denunciato in quanto ha prima danneggiato l’impianto idrico della propria vicina e poi minacciato di uccidergli il cane perché lo infastidiva. Ancora a Piedimonte Matese, per accaparrarsi la pensione della madre 90enne, è scoppiata una lite furibonda tra due sorelle di 55 e 64anni, alla quale si è aggiunto poi anche un fratello, sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno sedato gli animi ne è scaturita successivamente una denuncia per minacce e lesioni personali tra le contendenti. A San Potito Sannitico, per problemi di confine tra due proprietà, una 50enne del posto ha aggredito la sua vicina 65enne afferrandola per i capelli e provocandogli contusioni ad un braccio, con una prognosi giudicata guaribile in due giorni. Anche in questo caso è scattata una denuncia per minacce e lesioni. Infine, sempre a Piedimonte, per appropriazione indebita e altri reati contro la persona, è stato denunciato un 42enne. L’uomo dopo aver percosso la moglie, si è impossessato della sua auto Mercedes classe B, abbandonando il tetto coniugale.
Qui fu girato da Mario Monicelli il film "La grande guerra". Ma saranno proiettati anche documentari storici del regista americano John Huston. Il paese dell'Alto Casertano fu totalmente distrutto dalle bombe...
In un luogo simbolo, teatro di una delle battaglie più cruente della seconda guerra mondiale: tra case e palazzi che ancora conservano le ferite dei combattimenti avvenuti tra l'autunno del 1943 e la primavera del 1944, per ricordare e promuovere il reportage giornalistico incentrato sui temi della guerra, oggi come allora. Al Parco della memoria storica di San Pietro Infine, per la prima volta, una sei giorni dedicata alle arti visive, al cinema e a documentari di guerra, organizzata dal Comune, dal 30 agosto al 4 settembre prossimo. Il primo festival internazionale sul giornalismo in aree di crisi si intitola, infatti, «Storie nella storia» e vedrà la partecipazione di autori cinematografici, attori ed esperti dell'informazione nei teatri caratterizzati da eventi bellici. Durante la rassegna saranno proiettati film e documentari di registi come Jean Renoir, Robert Aldrich, Stanley Kubrick, Francis Ford Coppola, Steven Spielberg, ai quali seguiranno riflessioni sulla guerra e sul ruolo di denuncia che il cinema e il giornalismo hanno avuto nel raccontare i drammi prodotti dagli eventi bellici. Proprio lunedì, a partire dalle 20.30, verrà proiettata l'intervista a John Huston, autore de «La battaglia di San Pietro». A seguire il film «La grande guerra» di Mario Monicelli girato, appunto, a San Pietro Infine con Alberto Sordi e Vittorio Gassman, considerato uno dei capolavori della storia del cinema che unisce alle atrocità della trincea, le tinte ironiche e struggenti dei personaggi. Il piccolo paese dell'Alto Casertano fu, infatti, teatro di un pesante bombardamento: l'abitato venne totalmente distrutto nel corso del secondo conflitto mondiale, così come la vicina Venafro colpita anch'essa dalle bombe degli alleati. Tutti i centri che praticamente vanno da Cassino a Isernia subirono le conseguenze dello sfondamento della Linea Gustav. Luoghi, dunque, della memoria storica che conservano ancora segni evidenti della distruzione. Da segnalare l'importante documento cinematografico «Ritorno a San Pietro Infine» di Carlo Alberto Pinelli che sarà proiettato martedì alle 20.30. Ai convegni e ai tavoli tematici parteciperanno, tra gli altri, Luigi Bizzarri, capostruttura Raitre de «La grande storia», Maria Carla Pennetta, produttore esecutivo; Marina Basile, premiata dall'Istituto di studi storici «8-16 dicembre 1943» per il miglior documentario sulla guerra, Serena Grandi e Francesco Baccini interpreti di «Zoè»; Lamberto Lambertini, regista di «Garibaldi da Caprera a Caprera» realizzato per le celebrazioni dell'Unità d'Italia e Paolo Peluffo, coordinatore per la presidenza del Consiglio dei ministri degli eventi per il 150esimo anniversario.
Nella foto il Parco della memoria, parte del paese vecchio bombardato e abbandonato
Il boia della camorra lamenta la violazione dei diritti dell'uomo. Evidentemente quando lui ammazzava le sue vittime, forse, chiamava prima un prete e poi le giustiziava. la Corte ha accettato subito il ricorso per esaminarlo. Pensate invece a quante persone hanno fatto un'ingiusta detenzione o sono stati perseguitati da mille vessazioni in Italia. Stanno ancora aspettando!!! Questo l'articolo apparso su "Il Mattino" oggi.
Si appella alla Corte europea dei diritti dell’uomo, si ispira ai principi della tradizione giuridica europea, quella - per intenderci - della migliore cultura illuministica. Ad invocare «giusto processo», «rispetto per le regole», non è un anonimo cittadino convinto di aver subìto torti nel corso di un dibattimento, ma il presunto protagonista della svolta stragista dei casalesi: Giuseppe Setola rompe un anno e mezzo di silenzio e chiede giustizia alla Corte europea.
Lui, il presunto stragista, l’incubo dei nordafricani di Castelvolturno, il terrore di imprenditori e testimoni di giustizia: l’uomo che dovrà difendersi dall’accusa di aver commesso 18 omicidi in pochi mesi, a partire dalla terribile primavera del 2008. Condannato all’ergastolo in via definitiva - inappellabile «fine pena mai» -, Giuseppe Setola non ci sta e si rivolge alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Ventisette pagine, firmate dal penalista napoletano Salvatore Maria Lepre, per chiedere la fissazione di un’udienza in grado di dare una spallata alla ricostruzione dei giudici italiani: per chiedere, in soldoni, la revisione del processo sull’omicidio di Genovese Pagliuca, delitto consumato il 19 gennaio del 1995 nella piazza di Teverola, da un commando messo in piedi dai vertici del clan Bidognetti.
È il primo ergastolo per il presunto stragista, in attesa che si definiscano altri processi, tra cui l’eccidio dei nigeriani di Castelvolturno. Un verdetto che Setola non esita a definire «aberrante», al termine dell’istanza spedita ai giudici di Strasburgo. Chiaro il ragionamento nella richiesta di revisione: ben sei pentiti sostengono che l’omicidio Pagliuca venne deciso da Aniello Bidognetti, ma anche che Giuseppe Setola non fosse presente al momento del delitto. Anzi: su questo punto la batteria di collaboratori di giustizia sembra concordare in pieno. Ed è qui che l’imputato batte i pugni: «Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente», si legge nell’esposto, e «il ricorrente ritiene che la decisione finale adottata dalla Corte di Cassazione, violi questo dettato dell’articolo sei della convenzione europea dei diritti dell’Uomo».
Dribbling in piena regola dei giudici nazionali, per chiedere un intervento diretto delle toghe di Strasburgo. Si parte dalla ricostruzione della dinamica del delitto, una storia che per la verità riproduce scene già viste, qui tra Napoli e Caserta: Aniello Bidognetti decide di uccidere Pagliuca, «reo» di aver minacciato di morte il nipote, ma anche di essere entrato nel clan avversario dei Picca. Si muovono due auto piene di killer e armi da guerra, uno stop in casa della convivente del boss, poi la decisione finale: basta un’auto di killer per uccidere Pagliuca, mentre - stando al racconto dei pentiti - l’altra auto può fare ritorno a casa. Fatto sta che nella seconda vettura, quella che non andò a stanare Pagliuca, c’era anche Setola, che non avrebbe partecipato così concretamente all’omicidio, pur avendo offerto la propria disponibilità da buon soldatino di Bidognetti.
Ecco cosa si legge nell’esposto, riferendosi all’interpretazione della Cassazione: «La Suprema corte italiana, anche nei casi di istigazione, in cui ha riconosciuto la responsabilità del complice morale, lo ha fatto allorquando questi era, in ogni caso, presente sul luogo del commesso delitto, mentre nella vicenda del Setola, allorquando in maniera esponenziale le maglie della configurabilità del concorso morale e, quindi, arretrando in maniera assolutamente aberrante la soglia della punibilità, ha condannato all’ergastolo un soggetto che nemmeno era presente al momento dell’omicidio». Insomma, Setola si rivolge alle toghe dell’Unione europea, insistendo sul rispetto dei diritti umani: basta un «previo accordo» per accordare l’ergastolo a chi non era presente sul luogo dell’omicidio e non vantava neppure il ruolo di mandante? Domanda su cui si sono espressi i giudici italiani, in una vicenda che potrebbe riaprirsi, con l’intervento (tutt’altro che scontato) di Strasburgo. La parola passa ora alla Corte, dopo l’istanza del presunto stragista che, secondo la Dda di Napoli, uccideva persone inermi, sfoderando rabbia e odio razziale.
Leandro Del Gaudio
ASCOLTATE IL "VESSATO" SETOLA ALL'OPERA DURANTE UNO DEI SUOI TANTI RAID
Otto ordinanze di custodia cautelare per altrettanti soggetti che inducevano giovani ragazze albanesi, con l'inganno, alla prostituzione. La base era in provincia di Caserta.
E' in corso di svolgimento tra le province di Caserta, Avellino e Salerno una operazione della Polizia per smantellare un'associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e alla riduzione in schiavitu' di alcune donne di nazionalita' albanese. Gli agenti della squadra mobile della questura di Salerno, diretti dal vice questore Carmine Soriente, su ordine della Dda e della Procura di Napoli, stanno eseguendo dieci misure cautelari, fra cui otto ordinanze di custodia cautelare in carcere, nei confronti di quattro cittadini albanesi, tre di nazionalita' romena e tre italiani. Fra i destinatari dei provvedimenti figurano anche due donne.
Venivano introdotte clandestinamente in Italia con la promessa di un lavoro dignitoso. Ma una volta giunte sul territorio nazionale finivano inesorabilmente sulle strade del salernitano dove erano costrette a prostituirsi. Stamani il blitz della polizia, in diverse aree della Campania, per assicurare alla giustizia i componenti di una organizzazione criminale dedita alla riduzione in schiavita' e allo sfruttamento della prostituzione. I vertici erano personaggi albanesi che al momento risultano irreperibili. Tre le persone tratte in arresto: due cittadini albanesi ed un italiano. L'indagine, che ha portato all'emissione delle dieci misure cautelari da parte della Dda di Napoli e della Procura di Napoli, risale ai primi mesi del 2006, quando la squadra mobile della questura di Salerno diede vita ad una offensiva per contrastare il fenomeno della prostituzione nel capoluogo salernitano. Dal lavoro investigativo e' emerso che le giovani albanesi giungevano in Campania dove venivano sistemate in alcune abitazioni di Parete ed Aversa, nel Casertano, e a Serino nell'Avellinese. Da qui, dove finivano in uno stato di vera e propria' schiavitu', erano costrette a prostituirsi lungo le strade del Salernitano. Le persone tratte in arresto questa mattina sono: un italiano, residente nel Casertano, e due cittadini di nazionalita' albanese, tra cui una donna, dedita al controllo sulla strada delle giovani prostitute. Nel corso delle indagini e' emerso anche che due degli indagati avrebbero contratto matrimoni fittizi con altrettante cittadine albanesi.
Arriva il Colonnello Vincenzo Amendola al posto del Colonnello Francesco Saverio Manozzi destinato al Comando Generale di Roma a dirigere l'Ufficio Operazioni Aeronavali.
Alle ore 10,30 di lunedì 30 agosto 2010, alla presenza del Comandante Regionale Campania della Guardia di Finanza, Gen. D. Giuseppe Mango, avrà luogo l’avvicendamento del Comandante Provinciale delle Fiamme Gialle di Caserta. Dopo due anni, il Col. t. ST Francesco Saverio Manozzi, destinato ad assumere a Roma l’incarico di Capo Ufficio Operazioni Aeronavali del Comando Generale, passerà le consegne al Col. t. ST Vincenzo Amendola nel corso di una cerimonia che si svolgerà presso la Caserma “Finanziere Domenico Bovienzo”, sede del Comando. Il Colonnello Amendola, 43 anni, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma ed è titolato di Scuola di Polizia Tributaria al termine del biennio di formazione del 31° corso di alta formazione dei quadri dirigenziali della Guardia di Finanza. Il nuovo Comandante, ammesso a frequentare l’Accademia del Corpo nel 1987, in precedenza ha prestato servizio presso il Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Milano dal 1992 al 1997, il Comando Generale fino al 2002 e, da ultimo, dopo il corso di Polizia Tributaria, presso il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma, ove ha ricoperto l’incarico di Comandante del Gruppo Tutela del Risparmio. I rappresentanti della stampa, ove interessati a partecipare alla suddetta cerimonia, potranno preannunciare la loro presenza via e-mail all’indirizzo iannotta.leonardo@gdf.it.
Il consigliere comunale con delega agli acquedotti: "Lettera scritta in fretta e furia, perchè ero inalberato per il disservizio causato ad un concittadino. ma ne ho scritte tante altre pro -cittadinanza che lamentava disservizi con l'acqua..."
"Cari lettori di Caiazzo Rinasce rispondo alla pubblicazione del 27/08/2010 (leggi qua) con gli allegati di cui sopra. N.B.: Anche se i mezzi sono del tutto imprecisi, l’intento è perfettamente onesto. A chi ha avuto bisogno di un professore Universitario per la lettura della mia lettera consiglio la frequenza, insieme a me, di un corso serale, mi occupo io dell’iscrizione! Per qualsiasi delucidazione in merito sono a disposizione per la traduzione anche se non sono professore universitario. Ah!: 'Io e Voi speriamo che ce la caviamo...'" Così il consigliere comunale di Gioia Sannitica Carlo Marotti vuole dire la sua sulla lettera che è stata pubblicata ieri sul nostro portale ed evidenzia 'alcuni' errori grammaticali. "L'ho scritta a quattro mani perchè volevo una risposta immediata da coloro che gestiscono la rete idrica nel nostro Comune. Del resto non era la prima sollecitazione e quindi diciamo pure che mi ero stufato dell'andazzo e a quel punto avevo chiesto la sospensione dell'appalto." Marotti tiene a specificare che nella sua frazione 'Carattano' vige una sorta di uno per tutti e tutti per uno e quindi egli si sentiva quanto meno responsabile implicitamente, poichè in primis è consigliere con delega agli acquedotti, ma soprattutto è consigliere della frazione. "Sono fatto così -conclude Marotti - se prendo un impegno lo porto a termine e voglio anche chiarire una volta e per sempre che l'errore di quella lettera è dettato dal fatto che per l'ennesima volta non avendo avuto risposte esaustive immediate, la rabbia e un pò di delusione mi ha indotto a sbagliare, seppure il principio però è quello giusto, visto che sto ricevendo numerosi attestati di solidarietà proprio dai miei concittadini e da qualche amico della provincia di Caserta. ma questo è un altro discorso, perchè la questione acqua invece non sarà tralasciata e ne parlerò nei prossimi giorni con il sindaco Mario Fiorillo."
L’operazione scaturita dalle dichiarazioni del consigliere comunale di minoranza Daniele Cirioli, pubblicate anche sul suo blog
La Guardia di Finanza di Piedimonte Matese, coordinata dal Luogotenente Liberato Liliano, è intervenuta ieri intorno alle 13.00 presso il Municipio di Alife, su delega della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, per effettuare un sequestro di documentazione, ma anche di alcuni computer in uso in alcuni uffici particolari e di rilevante importanza amministrativa. Il blitz è scattato dopo che un consigliere comunale di minoranza Daniele Cirioli, ha fatto un esposto articolato anche alla Corte dei Conti, nonché alle varie Autorità competenti, dal quale si evince che siano stati distribuiti soldi a pioggia e senza alcun costrutto, o senza una logica. Nel corpo dell’esposto preparato dallo stesso Cirioli, oltre alla famosa vicenda delle banane ed altre spese fatte dall’Ente con soldi pubblici, vi è un passaggio preciso che parla di una somma elargita ad un funzionario comunale per oltre 50mila euro esclusi quindi gli emolumenti derivati dallo stipendio. Questo il passaggio dell’esposto che Cirioli: “Ci sarebbero tante altre censure da rilevare. Per esempio sull’elargizione di contributi straordinari in denaro; sull’affidamento di prestazioni in completa violazione di norme previdenziali, fiscali e sui contratti di lavoro; sul mancato pagamento di straordinari ai dipendenti comunali; sulla completa inesistenza di debiti fuori bilancio. Ma l’ultima obiezione la sollevo sull’attribuzione personale di risorse finanziarie. Un fatto gestionale che, se lo volete davvero approvare stasera (nella seduta di Consiglio per l’approvazione del bilancio, ndr), richiede quanto meno il chiarimento del perché un Funzionario abbia avuto diritto, in aggiunta alla retribuzione, a somme extra che nel 2008 superano i 50 mila euro, senza tasse né ritenute previdenziali. Chiedo chiarimento sui mandati di pagamento n. 103 dell’8 febbraio; n. 216 del 13 marzo; n. 280 del 20 marzo; n. 324 del 1° aprile; n. 474 del 23 aprile; n. 594 del 12 giugno; n. 696 del 25 giugno; n. 717 e n. 718 del 2 luglio; n. 736 del 17 luglio; n. 941 del 26 agosto; n. 955 del 1° settembre; n. 1270 del 21 ottobre e n. 1477 dell’11 dicembre. Mandati attraverso i quali, nella maggior parte a ragione di “impegni futuri esercizi ex art. 183 del Tuel”, un Funzionario ha intascato 55.419 euro in aggiunta alla sua ordinaria retribuzione.” Sembra che lo stesso consigliere comunale, unitamente ad altri dipendenti dell’Ente, sia stato sentito nei giorni scorsi dai militari inquirenti, i quali avrebbero poi, provveduto a formalizzare tutte le dichiarazioni acquisite e inviato il dossier alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, dove sarebbe stato aperto un procedimento penale. Del blitz effettuato ieri dalla Guardia di Finanza ne sta parlando tutto il comprensorio matesino e soprattutto gli stessi cittadini alifani, ancora scossi per la recente ed improvvisa scomparsa del loro compianto sindaco, Fernando Iannelli.
E nella frazione Vallelunga per lo spezzamento delle strade ed il taglio delle erbacce vige il “fai da te”.
“Amministrazione a due velocità” Così molti cittadini di Gallo Matese lamentano alcuni disservizi che attualmente continuano a verificarsi. “Che il comune –prosegue la missiva - viva una profonda crisi politica non è una novità, ma che i cittadini, non riconoscendosi più nell’operato dell’amministrazione Confreda, si organizzino in comitati cittadini autogestiti, è sicuramente un evento degno di nota. É triste osservare ad esempio che gli abitanti della frazione Vallelunga si siano dovuti organizzare in proprio, per ripulire le strade della piccola frazione da erbacce e sterpaglie visto che sia il comune che gli operai della Comunità Montana (baif) da tempo non provvedono più alla pulizia delle strade e delle piste campestri. Verrebbe da pensare che questa attività non può essere garantita per mancanza di fondi: se ciò fosse l’amministrazione Confreda dovrebbe spiegare ai cittadini di Vallelunga come mai il centro di Gallo è stato diligentemente ripulito”. Inspiegabile è anche l’assenza dei baif, che in passato si occupavano della manutenzione delle strade rurali, ormai rese impraticabili dalla presenza di sterpaglie e rovi che invadono le carreggiate. “É probabile che questa mancanza di attenzione – prosegue il documento - sia dovuta al fatto che gli abitanti della piccola frazione alle scorse elezioni hanno deciso di non recarsi alle urne, manifestando fin da subito il proprio dissenso verso le scelte amministrative che si andavano a costruire. Gli stessi non hanno esitato a protestare in massa, recandosi presso la sede comunale, per mettere in risalto l’ormai cronico problema della carenza idrica, disagio che si manifesta soprattutto nei mesi estivi, e non ultime le proteste per il rincaro della tassa sui rifiuti. È curioso osservare come una amministrazione decida di operare non per i ‘cittadini’, ma solo per i ‘pro’ cioè solo per quella piccola parte che ha espresso un consenso, dimenticandosi di tutti gli altri”.D’altronde, quando si amministra con una maggioranza numerica, e non elettorale, ricordiamo ai più, che l’attuale compagine amministrativa vede la presenza di quattro consiglieri eletti con una lista civica che alle scorse elezioni ha preso 6 voti e si ritrova in maggioranza a seguito delle dimissioni di cinque consiglieri eletti.
Partecipano il sindaco del paese Giuseppe Di Sorbo e il sindaco di Castel di Sasso Nunzio Valentino, unitamente al vicepresidente CIA Angelo Santabarbara, fulcro della confederazione nell'agro caiatino e nell'alto casertano...
Domenica prossima 29/08/2010 ad iniziativa del circolo A.N.S.P.I. di Squille, della Pro Loco,dell'azienda Agrituristica Selvanova, del Comune di Castel Campagnano e della C.I.A. (Confederazione Italiana Agricoltori) di Caiazzo si terrà a Castel Campagnano la I Giornata dell'agricoltura. Scopo della manifestazione è quello di vive insieme un momento di fraternità, di condivisione e di gioia all'insegna della riscoperta del rapporto che lega l'uomo al lavoro dei campi in una dimensione cristiana di gratificazione e sostentamento. Il programma prevede alle ore 17,00 il raduno delle macchine agricole in Piazza XIV ottobre, alle ore 18,00 la Santa Messa celebrata nella chiesa madre dedicata alla Madonna della Neve, alle ore 19,00 la benedizione delle macchine, alle ore 19,30 corteo dei mezzi agricoli da Castel Campagnano alla Frazione Squille alla Località rotabile. Alle ore 20 nella Piazza di Castel Campagnano ci sarà un intrattenimento con sorpresa finale. Alla manifestazione parteciperanno il Sindaco di Castel Campagnano Giuseppe Di Sorbo e per la C.I.A. di Caiazzo Nunzio Valentino, sindaco di Castel di Sasso, nonché il Vice Presidente Provinciale della C.I.A. Angelo Santabarbara.
Il sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello, si adegua anche alla nuova normativa elettorale che prevede la riduzione degli assessori. Da sette passano a sei, esce anche Riselli.
Nessuno salterà dalla sedia, leggendo i nomi che compongono la nuova Giunta Municipale nominata con decreto numero 16575 dal sindaco di Piedimonte Matese, avv. Vincenzo Cappello. Ne Alfredo De Rosa, ne Emilio Iannotta ne tampoco qualche dissidente dalla minoranza, tipo Iannarelli, ma solo i soggetti che hanno aderito al programma elettorale che Piedimonte Democratica approvò nel 2007 quando si insediò. Quindi spazio a Benny Iannitti e Domenico Ferraiuolo (nella foto il primo a sx il secondo a dx) che sostituiscono i loro colleghi Augusto Massi e Antonio Ferrante, i quali rimagono in ogni caso parte integrante e soprattutto elementi fondamentali della maggioranza consiliare, così come anche l'altro consigliere comunale Pino Riselli, il quale pur non detenendo più la delega, è organico al gruppo. Il sindaco infatti, si voluto adeguare ad una normativa che andrà in vigore prossimamente, quindi in maniera preventiva Cappello ha ridotto il numero degli assessori da sette a sei. La nuova Giunta Municipale è così quindi composta: Vicesindaco Costantino Leuci. Assessori Fernando Catarcio, Domenico Ferraiuolo, Benedetto Maria Iannitti, Attilio Costarella e Corrado Pisani. Resteranno, presumibilmente le deleghe anche ad Alfredo De Rosa e, forse, qualche delega in più sarà destinata ad altri consiglieri comunali di maggioranza. Il capogruppo di Piedimonte Democratica rimane Fabrizio Pepe, mentre il presidente del Consiglio Comunale è e resta Renato Ricca. L'avvicendamento in Giunta è dovuto soprattutto ad un ricambio naturale tra i vari componenti perchè questa legislatura è al giro di boa. Adesso il nuovo organismo si dovrà occupare di portare avanti il programma elettorale, in vista della scadenza naturale del mandato, prevista per il 2012. nessun coupe de theatre come si era da più parti paventato, ma il semplice ricambio per dar modo agli altri consiglieri eletti, di poter apportare il loro contributo alla gestione del Comune. Ovviamente va specificato che si tratta di una Giunta Comunale a costo zero, cioè sindaco, vicesindaco e assessori nopn percepiscono alcuna indennità, destinandola ad opere di interesse pubblico. Le deleghe per i neo assessori saranno assegnate la settimana prossima.
Il consigliere provinciale di Popolari per il Sud si è recato presso la sede della Provincia all'ex Saint Gobain, ma ha fatto un buco nell'acqua. Lunedì nuova tappa e nuova denuncia alla Procura della Repubblica... “Ho avuto la possibilità di toccare con mano che i miei interventi di denuncia sui misfatti della provincia siano seguitissimi da parte dei dipendenti. Non riesco a trovare altra spiegazione, altrimenti, alla decisione della dottoressa Ventre, la custode degli atti relativi alla nomina dei due dirigenti del Comune di Marcianise (Laviscio e Costagliola) di mettersi in ferie proprio oggi, quando era prevista la mia visita annunciata dalla stampa”. E’ netto il commissario e consigliere provinciale dei Popolari per il Sud Angelo Brancaccio nel commentare quello che è successo stamattina negli uffici della Saint Gobain. “Il dato singolare è che, non solo la dottoressa Ventre, ma tre funzionari di uno stesso settore sono in ferie, scelta, quanto mai approssimativa per un ente complesso sul piano amministrativo come la Provincia – ha spiegato Brancaccio – chi mi conosce sa che non sono questi miseri sotterfugi ad impedirmi di raggiungere i miei obiettivi. E, così, ho chiesto al dipendente Tamburrino di poter visionare gli atti. Mentre in un primo momento ha tergiversato, dicendo di non sapere dove fossero, dopo aver contatto l’ex capo del personale Giorgio Crovella che gli ha rivelato quello che aveva tutti i crismi di un arcano, l’ottimo Tamburrino ha cominciato a fare melina, senza permettermi di esercitare la mia funzione di consigliere provinciale. Ho consigliato all’integerrimo dipendente di fare un corso di aggiornamento attraverso il quale ripassare quelle che sono le prerogative dei consiglieri”. Ma in questa mattinata strampalata Brancaccio ha, comunque, trovato una nota positiva. “Mi fa piacere che il direttore generale abbia riconosciuto come sia quanto mai anomalo che tre funzionari dello stesso settore siano in ferie contemporaneamente – ha detto – anzi lo ringrazio per aver lasciato il suo ufficio a corso Trieste ed aver raggiunto la Saint Gobain dopo essere stato contattato da me per aiutarmi nelle mie ricerche”. Alla fine della mattinata, comunque il leader dei Popolari per il Sud non è riuscito a consultare gli atti. “Lunedì all’apertura degli uffici sarò di nuovo lì per far valere il mio diritto – ha detto - Speriamo di non trovare sorprese con qualche atto mancante”. La terribile mattinata del consigliere provinciale si è conclusa con la mancata consegna dei documenti relativi alle consulenze per le nomine di staff. “Il termine ultimo per consegnare questi atti era il giorno 20 agosto – ha detto – ma è stato deciso di far trascorrere oltre un mese di tempo così come prevede la legge. Per questa ragione non posso esimermi dal segnalare tutte queste anomalie agli organi competenti”.