sabato 31 luglio 2010

Piedimonte Matese. Controlli di Carabinieri e A.S.L. presso esercizi pubblici, riscontrate ancora violazioni in materia amministrativa

I militari si sono soffermati soprattutto a valutare l'aspetto igienico sanitario dei locali ispezionati. Sanzioniati gli esercizi non in norma
A distanza di nemmeno quarantotto ore dall’ultimo blitz che ha portato i Carabinieri di Piedimonte Matese e funzionari dell’A.S.L. ad accertare irregolarità amministrative e mancanza di alcune autorizzazioni igienico sanitarie in ben quattro bar gelateria del centro, la task force è tornata ad operare nel capoluogo pedemontano con una serie di controlli finalizzati in particolare alla tutela della salute pubblica, dopo che privati cittadini con varie segnalazioni avevano lamentato occupazioni abusive del suolo pubblico ed altre irregolarità da parte dei gestori di alcuni esercizi pubblici. Questa volta sono stati tre i bar dove sono state riscontrate difformità amministrative in merito all’installazione nell’area pubblica prospiciente i locali di pedane con tavolini e sedie e la mancanza delle previste autorizzazioni sanitarie da parte dell’A.S.L., per quanto riguarda tali installazioni che occupano il suolo pubblico. Tali illeciti amministrativi comporteranno sanzioni che saranno successivamente applicate da parte delle autorità competenti. I controlli si sono poi estesi anche durante la notte per verificare il rispetto del divieto di somministrare bevande alcoliche da parte dei bar e altri locali di ritrovo dopo le tre di notte, norma introdotta anche dal nuovo Codice della Strada. A seguito di questi controlli, intorno alle quattro del mattino è scattata una denuncia a piede libero nei confronti di S.C., 40enne, il quale è stato sorpreso proprio mentre si metteva alla guida della sua auto in stato di ebbrezza alcolica. I militari del Nucleo Radiomobile avvalendosi dell’apparato etilometro in dotazione hanno accertato che il tasso alcolemico superava di ben tre volte il limite consentito. Per il 40enne è scattato anche l’immediato ritiro della partente di guida e il sequestro del veicolo, mentre gravi sanzioni amministrative saranno applicate, dopo i successivi accertamenti che saranno svolti dagli stessi Carabinieri, nei confronti del gestore che aveva somministrato le bevande alcoliche.

Caiazzo... FERMATE L'OROLOGIO!!! CHIST' E' CAIAZZ'

Il nuovo video ufficiale della città più bella dell'Alto e Medio Casertano!!! Peppe Califano, Gaetano Chichierchia e tanti altri amici hanno realizzato una vera e propria opera d'arte! E' questo sarà l'inno ufficiale di CAIAZZORINASCE.NET

Nuovo piano Asl. Tetto di spesa anche alla radioterapia. Lo Snami si ribella: "E' vergognoso!"

Il sindacato dei medici attacca le decisioni intraprese in Regione, secondo le quali, c'è il cancro di Seria A e quello di Serie B. Anche a Piedimonte Matese guardano con interesse l'evolversi della situazione
Vergognoso mettere un tetto di spesa anche per la radioterapia dei malati di cancro. Una misura indicata dall'Asl di Caserta nei budget che i medici di famiglia sarebbero tenuti a rispettare per le prestazioni ai pazienti nelle strutture accreditate. Lo denunciano il presidente provinciale del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), Pasquale Orlando, e il responsabile del sindacato dei medici di famiglia, Filippo D'Addio, in una lettera inviata al commissario della Asl campana, all'associazione per i diritti del malato, e al procuratore generale di Santa Maria Capua Vetere. I medici di famiglia della Asl, a cui e' stata notificata la 'scheda di budget', sottolineano che la decisione e' stata presa unilateralmente dalla Asl, senza nessun consulto con i professionisti. Inoltre, dicono i camici bianchi, la "notifica di questa scheda budget puo' avere importanti ripercussioni sull'assistenza Sanitaria nel territorio aziendale, con possibile nocumento della salute dei cittadini". Da qui la richiesta di chiarimenti sull'"intenzioni dell'Asl sull'uso che i medici di assistenza primaria dovranno fare questo documento, sulle conseguenze che cio' provochera' sui pazienti e sulle altre strutture sanitarie accreditate, sulla normativa che l'Amministrazione ritiene sia alla base degli iter di controllo per il rispetto del budget che intende attivare".
La conclusione del sindacato e', comunque, che i medici si riterranno, autorizzati a continuare l'assistenza, anche in presenza di sforamento del cosiddetto budget, restando a carico dell'Azienda l'onere di provare, secondo la normativa vigente, l'eventuale inappropriatezza delle prestazioni erogate, per non far pagare ai cittadini ammalati l'improvvida iniziativa intrapresa dall'Asl di Caserta. Il budget, che riguarderebbe esclusivamente le prestazioni erogate dalle strutture private accreditate, penalizza in modo evidente i cittadini residenti in zone, come il casertano, dove vi e' una diffusa carenza di strutture pubbliche che possano erogare servizi di elevata specializzazione (come la radioterapia, ad esempio), costringendo gli stessi ad estenuanti viaggi, proprio quando sono nella situazione di maggiore fragilita'. Questo tetto di spesa e' visto, quindi, dai camici bianchi come l'ennesimo taglio all'assistenza sanitaria.

CAMORRA/ Operazione di servizio dei Carabinieri ancora in corso dall'alba. Sgominato il clan Ucciero

Nove presunti apparternenti al clan dei Casalesi, gruppo Ucciero, sono stati arrestati dai carabinieri del Comando provinciale di Caserta. Il clan Ucciero, di nuova costituzione, nasce dalle ceneri della stessa cosca ma raccoglie appartenenti ad altri gruppi della fazione casalese. Attivo a Villa Literno, il clan era specializzato nelle estrorsioni. I carabinieri casertani hanno accertato che la cosca e' nata in carcere e gli ordini venivano impartiti dai capi, detenuti, attraverso l'utilizzo di 'pizzini' consegnati ai gregari.
Sgominato il clan Ucciero, attivo a Villa Literno (Caserta) e collegato al clan dei Casalesi, dai carabinieri del Comando provinciale di Caserta. I militari hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare a carico di 9 persone. Un decimo provvedimento di diveto di dimora nelle province di Caserta e Napoli e stato consegnato ad un decimo indagato. Gli arrestati sono accusati di associazione mafiosa, porto e detenzione illegale di armi ed estorsione. L'indagine e' stata coordinata da opm della direzione distrettuale antimafia diretta dal procuratore aggiunto Alessandro Pennasilico. L'attivita' di indagine e' stata avviata a settembre dello scorso anno a seguito dell'arresto di Gaetano Ziello, 31 anni poi divenuto collaboratore di giustizia e Costantino Garofalo. I due furono bloccati mentre si trovavano all'interno di un cantiere di una societa' edile vincitrice di una gara d'appalto per la riqualificazione del centro urbano di Villa Literno per un importo di 3 mln e mezzo di euro. I due camorristi pretendevano una tangente in nome e per conto di 'Capaspaccata' soprannome di Massimo Ucciero capo dell'omonimo clan, protagonista di una sanguinosa faida con la famiglia Bidognetti tra la seconda meta' degli anni '90 e i primi anni del 2000. L'attivita' investigativa ha consentito agli inquirenti di ricostruire l'organigramma della cosca "promossa, organizzata, diretta e avviata -spiega il procuratore aggiunto Alessandro Pennasilico- alcuni mesi dopo l'arresto del boss Giuseppe Setola capo dell'ala stragista del clan dei Casalesi, fazione Bidognetti.
Secondo gli inquirenti a capo del clan si sarebbe posto Massimo Ucciero "stanco dei lunghi anni di faida -spiegano alla Dda- con l'avverso gruppo bidognettiano e duramente colpito nel 2004 dalla morte per omicidio del fratello Domenico". Capaspaccata avrebbe quindi stretto un'alleanza mentre si trovava rinchiuso nel carcere di Melfi (Potenza) con Giuseppe Dell'Aversano. Ucciero si e' poi alleato con Gaetano Ziello, 30 anni, pur essendo stato quest'ultimo, sostengono gli inquirenti, coinvolto in diversi omicidi ai danni di personaggi del vecchio gruppo Tavoletta-Ucciero e in passato fedelissimo di Bidognetti. I carabinieri del Comando provinciale di Caserta avrebbero scoperto altri elementi di novita' nel modus operandi "dell'ipotizzata associazione" come l'utilizzo per la riscossione delle tangenti e gli acquisti di armi da parte del direttivo della cosca di Villa Literno, ad opera di pregiudicati provenienti da Casapesenna e San Cipriano d'Aversa. Si tratta di pregiudicati come Gaetano Ziello di 31 anni, Costantino Garofalo, Costantino Diana e Renato Piccolo. Un altro elemento di novita' scoperto dagli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia di Napoli e' stato l'utilizzo dei pizzini con i nomi delle vittime da sottoporre a estorsione "veicolati nel corso dei colloqui in carcere da famigliari detenuti considerati gregari -spiegano alla Dda- nell'ambito del clan e quindi sottoposti a controlli meno pressanti da parte delle forze dell'ordine". I boss riuscivano quindi a fare arrivare all'esterno del carcere la lista di commercianti e imprenditori di Villa Literno con indicazione per ognuno di essi della cifra da estorcere a Natale, Pasqua e Ferragosto.

Caiazzo. Ancora in attesa dei fondi delle calamità del 2002, arriva anche la beffa.

L’Inps chiede documentazione dopo otto anni a coltivatori che sono in alcuni casi anche deceduti!
Otto anni e mezzo fa, precisamente nel mese di aprile, a Caiazzo si registrò una vera e propria calamità naturale, ovvero una gelata primaverile che distrusse praticamente tutto ciò che rappresentava per gli agricoltori il futuro raccolto di quell’annualità. La Cia di Caiazzo si mosse in tempo e richiese al Ministero dell’Agricoltura, retto dal Ministro pro- tempore Alemanno, misure di risarcimento per aiutare appunto tutti gli agricoltori danneggiati. Ebbene, come si evince dal comunicato della stessa Cia caiatina: “In seguito a calamità naturali che colpirono la nostra area come la siccità e le gelate primaverili che distrussero i frutteti già in fiore nei giorni del 6 e 7 aprile 2002, in Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, a seguito di una manifestazione indetta da noi appartenenti alla C.I.A. sotto il Dicastero romano, emise un decreto che prevedeva tra le altre cose la riduzione dei contributi dovuti dai coltivatori diretti per se stessi e per la mano d'opera assunta nella misura del 50% per tutte le aziende ricadenti in zona montana e svantaggiata che avessero subito un danno almeno del 20%, e la riduzione dei contributi dovuti dai coltivatori diretti per se stessi e per la mano d'opera assunta nella misura del 50% per tutte le aziende ricadenti in altri comuni che avessero subito un danno non inferiore al 30%.” Ordunque la manifestazione degli agricoltori sortì il suo effetto? Così il comunicato prosegue: Le organizzazioni di categoria si affrettarono a predisporre un modello di richiesta che fecero pervenire alla sede provinciale INPS di Caserta, debitamente sottoscritto dagli aventi diritto. A distanza di anni gli agricoltori e i datori di lavoro agricolo si vedono recapitare ai propri domicili richieste di interruzione dei termini di prescrizione e verifica dei contributi eventualmente pagati. Come è possibile, ci chiediamo, rinvenire le ricevute dei contributi eventualmente versati, atteso che molti contribuenti sono nel frattempo addirittura deceduti?” La C.I.A. interprovinciale di Caserta si attiverà nella prossima settimana per chiedere un incontro alla sede INPS di Caserta per addivenire ad un chiarimento in merito e concordare le necessarie soluzioni.

Piedimonte Matese. I soldi per il “Reddito di Cittadinanza” e per altre misure sociali ancora fermi in Regione.

E nell'attesa che le persone in difficoltà economiche rientrino nelle "grazie di Cesare" i Comuni tutti, vivono difficoltà abnormi
E’ iniziata in maniera silenziosa la “guerra dei poveri”. L’sos arriva dal Comune di Piedimonte Matese e segnatamente dal massimo rappresentante dell’Ente, il sindaco Vincenzo Cappello, letteralmente preso tra due fuochi, quello della mancata erogazione dei fondi da parte della Regione Campania, per misure sociali definite “tampone” e quello della disperazione di molte famiglie che quotidianamente ormai prendono d’assalto l’ufficio del primo cittadino in cerca di spiegazioni. L’ultima tranche dei fondi previsti nel cosiddetto strumento “Reddito di Cittadinanza” inerente il secondo semestre del 2009 non è ancora arrivata alle casse comunali e molte famiglie che facevano affidamento su quelle poche centinaia di euro sono letteralmente piombate nella disperazione. “Ovviamente il ‘front office’ per la gente in difficoltà è il Municipio –afferma il sindaco Cappello descrivendo ciò che si vive in questi giorni in città – è chiaro che molte persone che vivono le difficoltà quotidiane, per non parlare di quelle straordinarie – prosegue il primo cittadino - vengono presso la casa comunale, convinti in buona fede che i soldi li abbiamo fermati noi. Non più tardi di qualche settimana fa, parlai personalmente con il Presidente del Consiglio Paolo Romano che venne a farci visita e gli spiegai proprio questo, cioè che i fondi bloccati in Regione, già deliberati, devono necessariamente essere liberati. Lo stesso Romano si prese l’impegno di sollecitare lo sblocco e siamo ancora tutti in attesa.” Oltre la formale difficoltà a recepire i fondi per il Reddito di Cittadinanza, altre cose non vanno giù al sindaco Cappello, così come ad altri suoi colleghi amministratori dell’alto casertano, con i quali indistintamente dal colore politico si sta creando una vera e propria Unione dei Comuni. Così il sindaco spiega: “ La Regione Campania con le rimesse ci ha lasciati ancor più in difficoltà. Abbiamo anticipato tre rate di mutuo che a piccoli Comuni come i nostri, costano davvero sacrifici, ed anche su questo l’Ente guidato da Caldoro è stato manchevole. Il nuovo Governatore della Campania ha creato letteralmente un muro di gomma con le Istituzioni presenti sul territorio e segnatamente con noi rappresentanti comunali. Abbiamo perso ogni punto di riferimento e ci troviamo in mezzo a due fuochi.” L’Assessore Comunale di Alife Menicillo, durante un informale incontro con Romano, gli ha sollecitato qualche sera fa, lo sblocco per i fondi previsti dai Canoni di locazione, il problema quindi è visto in maniera bipartizan da entrambi gli schieramenti: “Certo perché i primi a dover fornire spiegazioni – chiude Cappello – siamo noi sindaci! Per cui basta con le passerelle politiche è ora che la Giunta Caldoro dia risposte concrete al bisogno della gente e non al nostro che rinunciamo perfino all’indennità in favore del sociale…”
Nella foto il Presidente del Consiglio Regionale Paolo Romano e il sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello (al centro) accompagnati dal Comandante della Tenenza della Guardia di Finanza Liliano (a sinistra) e dal Comandante della Stazione dei Carabinieri Lo Russo (a destra)

Prime espulsione dei finiani. A Benevento un consigliere cacciato per aver proferito una barzelletta su Berlusconi!!!

Non è poi così marziale questa legge...Basta guardare il lato positivo!
Gli è costata la richiesta di espulsione dal partito la barzelletta con ingiurie e offese al presidente Berlusconi, inviata per email qualche settimana fa dal 'finiano' vicecapogruppo vicario del PdL al Comune di Benevento ad alcuni colleghi consiglieri comunali e, forse per errore, anche al vicecoordinatore vicario e 'berlusconiano' Roberto Capezzone. Il gesto ha scatenato un clima teso tra alcuni iscritti sanniti del Popolo della Liberta, che ne hanno chiesto l'espulsione.
"Indignati per il comportamento di questo consigliere comunale finiano - dicono alcuni iscitti al Pdl, vicini alla coordinatrice provinciale Nunzia De Girolamo - in applicazione all'articolo 45 dello statuto del Popolo della Libertà chiedono al Collegio dei Probiviri di espellere e/o deferire il consigliere comunale che si è reso protagonista di questo vergognoso atto di denigrazione nei confronti del presidente Berlusconi, ancora più grave perché alla fine dello scritto si chiedeva di inviarlo anche ad altri, ovvero di propagandare ingiurie e offese al presidente del Popolo della Libertà".




venerdì 30 luglio 2010

La Guardia di Finanza sequestra tre tonnellate di sigarette di contrabbando

Le Fiamme Gialle del Gruppo di Aversa, nell’ambito di una attività di controllo del territorio finalizzata alla repressione dei traffici illeciti in genere, hanno fermato al casello autostradale di Nola un tir occultante un impressionante quantitativo di T.L.E. di contrabbando.
Oltre tre le tonnellate di bionde sottoposte a sequestro, occultate con un innovativo metodo teso a bypassare anche i controlli dello scanner spesso presente ai varchi di confine. L’attività ha avuto inizio alle prime ore della mattina, allorquando le pattuglie dei baschi verdi di Aversa, deputate al controllo di tutto il territorio casertano, hanno individuato un TIR con targa lituana all’interno dell’area di servizio di San Nicola la Strada in direzione Napoli.
L’autista del mezzo, dopo essere sceso dal bilico, si guardava intorno con fare circospetto e iniziava una fitta serie di telefonate, alcune delle quali apparivano ai militari operanti particolarmente concitate, atteso l’evidente gesticolare dell’uomo ed il tono della voce particolarmente sostenuto. Le Fiamme Gialle, pertanto, seguivano il TIR al fine di verificare la direzione che lo stesso prendesse. Non appena l’automezzo ha imboccato l’uscita per Nola, i Baschi Verdi sono intervenuti e hanno effettuato il controllo dei documenti di trasporto.
Immediatamente, i Finanzieri comprendevano che l’accertamento doveva essere approfondito, in quanto sulla lettera di vettura era riportato il trasporto di vetri infrangibili, per un peso totale di oltre 30 tonnellate, da consegnare ad una ditta di Sant’Antimo (NA). L’accertamento richiesto alla Sala Operativa di Caserta dai militari operanti evidenziava che la ditta indicata era effettivamente esistente, ma non all’indirizzo riportato nei documenti di trasporto. Inoltre, la dichiarata società destinataria della merce non aveva per oggetto sociale la produzione ed il commercio del vetro.
Condotto presso il Gruppo di Aversa, l’automezzo è stato controllato con estrema perizia dai militari intervenuti, che individuavano un doppio fondo, ricavato tra il primo e l’ultimo vetro trasportato, all’interno del quale erano occultati migliaia di pacchetti di sigarette di varie marche. L’autotrasportatore, D.L. di anni 40 e di cittadinanza lituana, è stato tratto in arresto e dovrà rispondere del reato di contrabbando di TLE, con l’aggravante delle modalità di occultamento tese ad eludere i controlli di polizia. Dell’attività in corso è stata notiziata la Procura della Repubblica di Nola. I pacchetti di sigarette sottoposti a sequestro sono risultati oltre 160.000, per un peso complessivo di oltre tre tonnellate. L’organizzazione criminale, che si suppone radicata in Italia e che operi stabilmente tra Napoli, Sant’Antimo e Aversa, ha avuto una perdita consistente che si avvicina al milione di euro. L’ennesimo intervento operato nello specifico comparto operativo da parte del Gruppo di Aversa conferma come il fenomeno abbia riassunto contorni e risvolti preoccupanti che non possono essere trascurati, affinché non si ritorni all’epoca degli anni 80 e 90, allorquando in ogni angolo della strada erano presenti banchetti per la vendita di sigarette di contrabbando.

Parco Regionale del Matese. L'Europarlamentare Aldo Patriciello lo vuole Interregionale. Vuole coinvolgere anche il territorio del Molise

Così il deputato molisano oggi: "Il Parco interregionale del Matese: occupazione, salvaguardia dell’ambiente e lotta all’abusivismo edilizio"
Venerdì 30 luglio, in occasione della inaugurazione della sede di Fareambiente Molise a Venafro e della recente nomina del coordinatore per il Molise del movimento ambientalista, Marco Fusco, l’europarlamentare del PdL, Aldo Patriciello, è intervenuto sul tema della istituzione dell’area protetta sul versante molisano del Matese: “Trasformare il Parco Regionale del Matese che oggi abbraccia un vasto territorio della Campania, in un parco interregionale allargandolo ai comuni molisani interessati, è una grande scommessa. Quest’oggi abbiamo la possibilità di accelerare questo processo, raccogliendo le istanze e le sollecitazioni che arrivano da più parti anche in prospettiva dell’istituzione di un parco nazionale. Il recente appello della Lega Sannita e il richiamo ai risvolti positivi anche in termini occupazionali, mi trova concorde nell’iniziare a discutere di questa possibilità. E non vanno dimenticati altri aspetti strettamente connessi con la tutela del paesaggio, come l’abusivismo edilizio che potrà essere efficacemente contrastato. Sono diversi i soggetti istituzionali da coinvolgere in questo progetto. L’apertura della sede molisana di Fareambiente potrà essere una sorta di laboratorio sulla tematica della salvaguardia ambientale alla quale l’Europa dedica molte risorse: i fondi Life con una dotazione pari a oltre 2.100 milioni di euro da utilizzare fino al 2013 sono un esempio. Ma i Comuni possono contribuire anche aderendo al Patto dei sindaci, impegnandosi a raggiungere gli obiettivi della politica energetica stabiliti dalla Commissione europea”.
All’incontro hanno partecipato i responsabili del coordinamento di Fareambiente Caserta e il presidente nazionale Vincenzo Pepe.

Caiazzo. Apre la Fabbrica in Provincia di Caserta e molti caiatini aderenti a S.E.L. sono presenti

A Caiazzo Gaetano Chichierchia e a Caserta Pietro Paolo Falvo, stanno organizzando le "Fabbriche di Nichi". L'Alto Casertano, il capoluogo e l'agro aversano pronti a una tre giorni di convegno a Settembre
Sinistra in attività, nasce la più attesa, nasce la "Fabbrica di Caserta". Dopo l’alto casertano ed Aversa l’intento di discutere di "buona politica, delle azioni da mettere in campo, e del futuro di una comunità in cui - così come ha spiegato Pietro Paolo Falvo, membro del coordinamento della Fabbrica - la politica non ha saputo rispondere alle esigenze dei cittadini". Questo l’intento che la fabbrica di Caserta, nata in seguito alla novità culturale e politica delle "Fabbriche di Nichi", vale a dire del presidente della Regione Puglia, Vendola, si prefigge di portare sul territorio grazie all’apporto di coloro che vogliono entrare a far parte della Fabbrica. L’area politica di riferimento è quella di sinistra ed in particolare di Sinistra ecologia e libertà, ma la Fabbrica è "concepita come spazio di discussione - ha aggiunto Falvo - in cui chiunque può portare il proprio contributo di idee in riferimento alla città di Caserta. Vogliamo dare voce ai giovani senza creare una nicchia di discussione di soli tesserati a partiti". La fabbrica di Caserta, in altre parole, è concepita come un laboratorio programmatico che va oltre gli attuali partiti, uno spazio creativo, dove si attiva un processo di rete e partecipazione. Il primo passo dopo il deposito dello statuto che avverrà ad inizio della settimana prossima, insieme alla conferenza stampa di presentazione, "sarà quello - ha concluso il membro del coordinamento fabbrica Caserta - di coinvolgere tutte le associazioni per mettere in campo idee, proposte, informazioni e contenuti di ogni genere per diffonderle a tutta la città". L’organigramma della fabbrica è già pronto e la prossima settimana sarà reso noto dal coordinamento che ha voluto precisare che le fabbriche di Caserta e quelle già nate dell’alto casertano e di Aversa devono considerarsi distinte da quelle di Vendola e quindi legate al progetto SeL. La prima uscita, così come hanno anticipato gli organizzatori, sarà a settembre con una tre giorni di convegno, nel corso dei quali tutte le associazioni di Caserta si confronteranno sui temi della città e sulle proposte da portare avanti.
Il portavoce di Sinistra Ecologia e Libertà per la città di Caiazzo, ma anche per l’intero collegio provinciale, è Gaetano Chichierchia (nella foto con Nichi Vendola), da sempre impegnato a sinistra a favore dei diritti di democrazia e di libertà. Chichierchia che ha partecipato alla tre giorni organizzata a Bari da Nichi Vendola e che con il leader nazionale ha instaurato un buon rapporto di amicizia ha dichiarato : "Ho aderito da subito a SEL poiché ritengo che la vera sinistra, quella scevra da ogni condizionamento, quella che piace ai giovani e che sa ascoltare i bisogni reali della gente, è quella di Nichi Vendola. La mia tessera a SEL è infatti la numero 7 ed è stata richiesta il 25 aprile di quest’anno perché è una data storica per la nostra Nazione. Credo fermamente che Vendola possa rappresentare la buona politica, quella intesa come servizio al cittadino, in contrapposizione alla politica spettacolo del centrodestra, per cui lo sosterremo con tutte le nostre forze nel suo cammino per vincere, ancora una volta, le primarie nel centrosinistra. Ho incontrato Vendola prima a Roma e poi a Bari ed abbiamo anche concordato un appuntamento per settembre in provincia di Caserta. La provincia di Caserta, parlo ovviamente della sinistra, anche quella socialista, ha ormai fatto la propria scelta perché finalmente c’è un Leader da contrapporre alla destra. Mi auguro che il PD sappia cogliere questa bella occasione che è Vendola e che non continui a far prevalere le solite manfrine interne, che qualcuno vuole solo per mantenere la propria poltrona anche se dall’opposizione. Caiazzo sarà una bella realtà per SEL poiché tantissimi giovani stanno aderendo”.

Calvi Risorta. Chiude l'Ufficio di Polizia Municipale? Secondo calvinews che denuncia all'opinione pubblica il misfatto...si

Il direttore della testata calena, Vito Taffuri, fa emergere una situazione di disagio grave per i cittadini di Calvi Risorta. Ecco perché...
di Vito Taffuri
Il comando della Polizia Municipale di Calvi Risorta, diretta dal Capitano dr.ssa Anna Caianiello, e a mezzo servizio. E’ il primo ufficio di polizia in Italia, che non segue una programmazione per il periodo di ferie di luglio e agosto. Nel frattempo la porta dell’ufficio dei caschi bianchi rimane chiusa. Inutili i tentativi di bussare. Si prova a telefonare, ma nessuno risponde.
Per il momento il comando di polizia municipale, e “Chiuso per ferie e per malattia” fanno sapere dai piani superiori del comune. Pare, infatti, che dei quattro dipendenti a cui è affidato l’ ufficio, una sia in ferie, due in malattia mentre la comandante senza organizzare un piano ferie, si concedeva un meritato periodo di vacanza.
Non è un problema di poco conto. Mantenere chiuso un ufficio della polizia municipale, è più di un semplice disagio. E’ anche una mancanza nei confronti degli utenti che non sanno a chi rivolgersi. A questo punto ci chiediamo: non era meglio fare una programmazione visto, che l’estate e ancora lunga. Speriamo che almeno il primo cittadino troverà la giusta giustificazione di quanto accaduto.
In quest’occasione e venuto meno anche, la programmazione politica da parte dell’amministrazione comunale, retta da Antonio Caparco, che non ha saputo in ogni caso, garantire i servizi primari per i cittadini caleni. Non finisce qui come sembra anche la segreteria del comune e chiusa al pubblico, nonostante ci siano due impiegate. Insomma, e mai possibile che accadano simili cose a Calvi!

Fini -Berlusconi rottura definitiva. Ma nell'alto casertano "Pagnottista"...Chissenefrega!!!

Il Presidente della Camera in conferenza stampa ha dato l'annuncio ufficiale. Silvio Berlusconi gongola fino a che non gli spiegano che ha perso la maggioranza relativa sia alla Camera che al Senato!
Alla fine tuonò, piovve, venne la neve, nuvole e quant'altro. Insomma la tiritera che andava avanti ormai da circa un anno nel Pdl è arrivata al capolinea. Fini da una parte e il Berluska dall'altra. ma come andrà a finire ora? A livello nazionale come dicono a Roma per il Pdl... so cazzi!
Infatti la maggioranza richiesta su 630 parlamentari alla Camera è di 316 membri. Adesso con l'uscita di scena dei finiani la maggioranza dei "Berluscones" è di 310 membri effettivi, atteso che Bocchino e company formeranno un gruppo di 34 onorevoli a parte che di volta in volta falcidieranno tutto ciò che sarà possibile, per mandare a mare i piani del Pdl.
La maggioranza richiesta al Senato invece, su 315 senatori effettivi (più 6 a vita che certamente non vedono di buon occhio il signor B), è di 162 membri, mentre con l'uscita di scena dei 14 finiani ora conta 160 senatori. E qui dovrebbe entrare in gioco il centro -sinistra, laddove ha la forza di coalizzarsi! Infatti, è parere comune che Berlusconi pure con 100 deputati in meno alla Camera, in ogni caso riesce a mettere spalle al muro gli sfanfarrati del Pd, Idv e Udc. A proposito degli spropositi, vuoi vedere che esce Fini e quel furbetto di Pierferdy Casini ne prende il posto? Non si sa mai! Con la politica dei tre e quattro forni che i centristi hanno abituato la platea politica sarebbe il minimo. Il massimo se Fini si dimette da Presidente della Camera ed eleggono Casini!!!
Nell'alto casertano- Qui nell'alto casertano non cambia assolutissimamente nulla! Infatti al Governo potrebbe andarci anche Fidel Castro che di benefici in tanti anni di Seconda Repubblica, da queste parti non ne hanno mai visti. Poi il puro e semplice idealismo di molti politici "denoijartri" è rimasto legato al vecchio P.E.P. (Partito Ex Pagnottisti) che cercano di rilanciare in tutti i modi. A Caserta qualcosa potrebbe cambiare, poiché in Campania Bocchino e Carfagna hanno voce in capitolo e limitando la diaspora solo alla Provincia di Caserta, il primo a fare le valigie è il Senatore Pasquale Giuliano. A livello regionale il Pdl invece ha già fatto non solo le valigie a Cosentino, ma gli ha fatto per sicurezza anche il check -point? Provare per credere a Settembre ci sarà di che scrivere...

Il Consiglio dei Ministri scioglie il Comune di Gricignano d'Aversa

La proposta del Ministro dell'Interno Maroni. Prorogate anche altre gestioni commissariali nel resto d'italia. Al voto a Gricignano, probabilmente, il prossimo mese di Maggio
Il Consiglio dei ministri ha deciso, su proposta del ministro dell'Interno, di sciogliere il consiglio comunale di Gricignano d'Aversa (Caserta) e di prorogare le gestioni commissariali gia' in atto nei comuni di Sant'Onofrio (Vibo Valentia), San Ferdinando e Taurianova (Reggio Calabria), dove sono state riscontrati condizionamenti da parte della criminalita' organizzata. E' quanto si legge nel comunicato finale di Palazzo Chigi.
La prima data utile per votare a Gricignano d'Aversa è la prossima primavera, ovvero nel mese di Maggio 2011.
Nella foto l'ex sindaco di Gricignano d'Aversa Lettieri

Piedimonte Matese. Partono i primi controlli dei Carabinieri dopo l'approvazione del nuovo Codice della Strada

Occhio alla penna, perchè in alcuni casi chi sgarra rischia il carcere. L'Arma continua comunque con i controlli a tappeto
I Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, al comando del Capitano Salvatore Vitiello, alla vigilia del grande esodo di agosto, hanno intensificato i controlli in materia di sicurezza stradale, per prevenire gli incidenti stradali che proprio durante il periodo estivo, quando centinaia di vacanzieri si mettono in viaggio, tendono purtroppo ad aumentare. Il nuovo codice della strada ha introdotto importanti novità, ad esempio i neopatentati non potranno assolutamente bere alcolici prima di mettersi alla guida, così come tutti coloro che lavorano al volante, autisti, tassisti e camionisti; è prevista la prova pratica obbligatoria per il conseguimento del patentino per i ciclomotori; divieto assoluto per i locali notturni di vendere alcolici dalle tre di notte; le minicar non potranno superare i 45 km/h e sarà obbligatorio l’uso delle cinture anche per questo tipo di veicolo; gli ultraottantenni per il rinnovo della patente dovranno sottoporsi ad una visita medica specialistica biennale; dopo aver commesso tre gravi infrazioni è previsto il ritiro definitivo della patente di guida. Queste sono solo alcune delle principali novità del nuovo codice della strada. Dalle prime ore di questa notte i Carabinieri del Nucleo Radiomobile e quelli delle Stazioni dislocate sul territorio hanno istituito numerosi posti di blocco lungo le principali arterie stradali che attraversano i vari comuni del comprensorio matesino, Piedimonte Matese, Alife, Alvignano, Ailano, Prata Sannita, Capriati al Volturno, Dragoni, Gioia Sannitica ed altri territori limitrofi. Nel corso delle attività sono stati sottoposti a controllo 120 veicoli in transito e identificate 145 persone. 22 sono state le contravvenzioni contestate per un importo totale di oltre 2.500,00 euro e il conseguente decurtamento di punti sulle patenti di guida. Tra le infrazioni più frequenti risultano quelle per il mancato rispetto dei limiti di velocità e della segnaletica stradale, il mancato possesso dei documenti di guida o di circolazione, la mancata revisione del veicolo, il mancato uso delle cinture di sicurezza e l’utilizzo del telefonino cellulare durate la guida. Ritirati anche 4 tra documenti di circolazione e di guida, sottoposti a sequestro 2 veicoli privi di copertura assicurativa e 3 ciclomotori perché condotti da minorenni sprovvisti del casco protettivo. Questo tipo di operazioni, assicurano i Carabinieri, continueranno sistematicamente per tutto il mese di agosto.

Assolto l'oculista Adamo Lauritano dall'accusa di lesioni gravissime. Un 41enne perse un occhio dopo un intervento

Un paziente effettuò un intervento ad un occhio con il laser ad eccimeri. Perse l'occhio e imputò la causa al medico che lo operò. Ed invece la causa era da ascriversi ad altro...
Oculista assolto perché il fatto non sussiste dall'accusa di lesioni gravissime dal giudice penale Paola Coronella della sezione distaccata di Caserta del tribunale che ha emesso tale sentenza lo scorso 16 luglio 2010. Si tratta di Adamo Lauritano classe ’56 residente a Marcianise, difeso dall’avvocato Renato Jappelli, sostituito per delega in aula dal legale Dario Mancino. Una ultima perizia richiesta dal magistrato ha confermato di fatto le tesi difensive.
I fatti di cui al procedimento penale risalivano al lontano 22 ottobre del 2002 e ruotavano attorno al caso di un uomo, Marco P., classe ’69 infermiere di Capua, che, secondo l’accusa, caduta in sede di giudizio, avrebbe perso la funzionalità dell’occhio sinistro a seguito di un intervento con laser ad eccimeri per la correzione della miopia che Lauritano eseguì presso il proprio studio privato sito a San Nicola La Strada. La tesi dell’accusa era osteggiata dalla difesa la quale aveva sostenuto in aula che l’uso da parte dell’infermiere capuano di un anestetico contro il dolore (controindicato dopo l’intervento e usato arbitrariamente dalla persona offesa), dopo l’intervento perfettamente riuscito, avrebbe provocato le lesioni che hanno portato alla cecità completa all’occhio sinistro. In aula nel corso del processo fu ascoltata in qualità di teste della difesa, tale Lucia Della Valle, che conosceva bene l’infermiere perché lavorava con lui all’interno di un laboratorio di un centro medico, la quale in aula riferì che la persona offesa si metteva un anestetico nell’occhio per il dolore e ciò dopo poco tempo che aveva subito l’intervento con il laser per la correzione della miopia. Ascoltato anche un medico di Grosseto, come teste della difesa, che eseguì in un momento successivo un trapianto di cornea che però non sortì gli effetti desiderati essendo la situazione nel frattempo già ampiamente compromessa. L’infermiere rimase infatti comunque cieco all’occhio sinistro. Il caso giudiziario si è chiuso con l’assoluzione piena dello stimato oculista che non è quindi colpevole. Il fatto non sussiste.

Mozzarella di bufala brasiliana. Confagricoltura contro Coldiretti. "La notizia è ...una bufala!"

Arriva subito la smentita all'articolo di ieri in cui Coldiretti annunciava che la mozzarella di bufala campana sarebbe stata prodotta nei prossimi giorni con latte di bufala brasiliano. Per Confagricoltura smentisce Michele Pannullo
"La notizia pubblicata dal Financial Times e ripresa da molti organi di stampa italiano sul presunto utilizzo di latte congelato di bufale brasiliane per produrre mozzarelle in Campania e'... una bufala". A sottolinearlo in una nota il presidente di Confagricoltura Campania Michele Pannullo che denuncia "un nuovo scandalo creato ad arte, che crea un ulteriore danno di immagine al comparto bufalino campano e arriva poco tempo dopo il tentato 'scippo' della creazione della mozzarella, attribuita ai Longobardi". Secondo quanto riferito da Pannullo, il direttore di Confagricoltura Caserta Tommaso Picone dall'Agenzia delle Dogane interregionale di Campania e Calabria ha ricevuto la comunicazione ufficiale che non vi sono importazioni di latte o derivati dal Brasile di su tutto il territorio nazionale e "non risultano destinate in Campania le importazioni effettuate di prodotti di specie, con altra origine o provenienza". "Si gioca sugli equivoci e lo si fa sulla pelle dei produttori di latte. La mozzarella di bufala di campana dop puo' essere prodotta esclusivamente con latte di bufale delle province di Napoli, Caserta, Salerno, Avellino, Foggia, Roma, Latina. E' falso, quindi, che con latte congelato brasiliano i trasformatori possano produrre questo particolare latticino. Il fatto che dei furbetti chiamino qualsiasi tipo di formaggio fresco 'mozzarella' e' uno scandalo. Se i consumatori acquistano la mozzarella di bufala campana con il marchio dop mangeranno un prodotto sano, controllato e con latte fresco proveniente dalla Campania o dalle province limitrofe", chiosa la nota.

giovedì 29 luglio 2010

Caiazzo. Il palco non è pronto e provvidenziale arriva la pioggia. Polemiche per la prima serata al festival Jovinelli.

E lo spettacolo dell' ‘onnipresente’ Mantovanelli rinviato a data da destinarsi…
E’ successo il parapiglia martedì sera durante la serata di esordio del Festival Jovinelli. Infatti in scaletta era prevista l’esibizione dei ragazzi di Costanza Pacelli titolare della Forever Dance una scuola di danza classica di Alvignano che aveva pronto un repertorio in omaggio alla musica classica. Ed invece, sembra a quanto è dato capire anche dalle email di numerose mamme infuriate, che sia il palco, sia l’attrezzatura elettrica non erano ancora pronte per l’orario di inizio. Ovviamente i primi ad essere delusi erano proprio loro, i ballerini in erba, così come ad iniziare a perdere la pazienza, fattore consequenziale, anche i genitori degli stessi ragazzi. Il tira e molla sembra sia durato qualche ora, finché proprio il sindaco di Caiazzo, Stefano Giaquinto, dopo un breve “confabulazio” con l’organizzazione è salito sullo stesso palco annunciando che la serata era rinviata a giovedì 29 luglio, ovvero ieri sera, al posto della serata prevista in scaletta che vedeva l’esibizione dell’onnipresente artista Franco Mantovanelli e la sua chitarra band. Le mamme soprattutto hanno puntato l’indice verso l’assessore Tommaso Sgueglia che, da quando si è insediato al Municipio, ovvero nel 2003, ha sempre curato con parsimonia e attenzione l’edizione del Festival Jovinelli, riuscendo a coinvolgere addirittura la figlia dell’artista di origine caiatina e la nipote, recandosi in quel di Roma insieme al professore Marcuccio per consegnar loro una targa ricordo, due anni fa. In ogni caso alcuni genitori fanno notare che l’organizzazione almeno nella prima serata non è stata confacente alle aspettative che ruotavano attorno a questo evento, che: “come al solito tanto pubblicizzato, ma nei fatti poco curato, se è vero come è vero che il palco e l’attrezzatura elettrica non erano ancora pronti per ospitare i ragazzi della scuola danza, primi ad essere delusi e soprattutto i primi a risentire di una poca attenzione nei loro confronti da parte di chi ha messo in piedi tutto questo teatrino…” Il diretto interessato Tommaso Sgueglia non ha inteso replicare, solo per non fomentare sterili polemiche, ma ci ha pensato un addetto della ditta che cura le luci e la scenografia: “Il motivo del ritardo è semplice e non si riesce a comprendere il perché di tanta acredine. Alle 7 di sera è iniziato a piovere e noi proprio eravamo nel dubbio se montare o meno l’attrezzatura, perché se la pioggia aumentava rischiavamo di danneggiare tutto. Una lampada a noi costa circa 500 euro e se l’acqua la fulminava o peggio si registrava un corto circuito, come l’avremmo messa? Noi non siamo bestie e penso che abbiamo il diritto di salvaguardare anche quelle poche cose che ci permettono di tirare avanti…”
Nella foto Piazza Giuseppe Verdi proscenio naturale del Festival Jovinelli

Ruviano, inaugurata la nuova Piazza nella frazione di San Domenico. Roberto Cusano la “promise” durante la sua legislatura…

L'attuale sindaco, già nella trascorsa legislatura in veste di vicario del suo predecessore lavorò alla realizzazione della nuova piazza della frazione
E’ stata inaugurata mercoledì scorso alle ore 19.30 a Ruviano presso la popolosa contrada di San Domenico, la nuova piazza realizzata dall’Amministrazione Comunale. All’evento sono intervenute numerose persone a dimostrazione di quanto importante e sentita sia stata la realizzazione di questa opera pubblica molto attesa dai residenti. Il sindaco Roberto Cusano nel suo breve discorso ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito negli anni affinché questo progetto divenisse realtà ed in modo particolare gli Amministratori ed al Comitato San Domenico. E’ intervenuto all’inaugurazione anche il parroco della piccola cittadina, don Ovidio Del Rio Alboreda che ha provveduto alla benedizione del luogo e insieme ai presenti ad un momento di preghiera. Quest’opera pubblica , iniziata nel 2005, è oggi finalmente fruibile per gli abitanti della contrada, che in questi giorni daranno vita nel sito appena inaugurato alla “sagra dell’Anguilla” e, subito dopo, la stessa piazza sarà l’ideale proscenio per la festa del patrono San Domenico di Guzman. L’ennesimo obiettivo amministrativo raggiunto dall’Amministrazione Comunale di Ruviano, retta dal sindaco Roberto Cusano, che così, quasi a fine legislatura, raccoglie i frutti di quattro anni di duro ed incessante lavoro amministrativo, nonostante le innumerevoli difficoltà legate alla crisi economica che ha investito la Regione Campania e che ha avuto ripercussioni negative sulla realizzazione di tutte le opere pubbliche dei comuni campani.

Pillole dall'Alto Casertano. Caiazzo, Piana di Monte Verna e Ruviano

Ruviano, a fuoco un fienile nella frazione di San Domenico. Tanto spavento e una settantina di rotoballe in fiamme. Intervengono i pompieri
Un fienile a fuoco la notte scorsa a Ruviano, più segnatamente nella frazione di San Domenico, dove nei pressi di una masseria erano appoggiate circa una settantina di rotoballe. La causa è al vaglio dei Vigili del Fuoco intervenuti prontamente sul posto per domare l'incendio, ma in ogni caso al momento è escluso il dolo. Più che altro una disattenzione, atteso che l'autocombustione appare difficile in quanto l'aria e il clima erano abbastanza freschi. Ad ogni buon modo, non sono stati registrati ulteriori danni a cose e persone, quindi il danno maggiore per il proprietario dell'abitazione è stato la perdita delle rotoballe.
Caiazzo. Il Municipio comunica che dal prossimo 2 agosto, gli uffici restano chiusi nel pomeriggio. Normale attività istituzionale la mattina dal lunedì al venerdì.
Gli uffici comunali di Piazzetta dei Martiri a Caiazzo resteranno chiusi, come consuetudine vuole per gli enti pubblici di tutta la provincia di Caserta il pomeriggio nel mese di Agosto. Dal 2 al 31 quindi le attività normali demandate all’Ente saranno svolte negli orari mattinali dalle ore 08.00 alle ore 13.00. Ovviamente l’Ente garantisce le emergenze, ovvero il servizio di Protezione Civile e soprattutto il servizio di Polizia Municipale i quali saranno presenti in lungo e largo per il territorio, con turnazioni specifiche.
Piana di Monte Verna. Il Comune sopprime l’Ufficio Gare. Istituita una Commissione Giudicatrice.
Vista la propria delibera di G.M. n. 76 del 21.06.2010, con la quale l'organo collegiale, nel revocare le proprie delibere n. 53 del 20.04.2009 e n. 113 del 09.10.2009, dava contestualmente atto della soppressione dell’Ufficio Gare, restando affidata ai Responsabili del Settore competenti per materie, secondo l'organizzazione dell'Ente, la presidenza delle gare e concorsi da svolgersi presso il Comune di Piana di Monte Verna, la Giunta Comunale di Piana di Monte Verna ha deciso che si dovrà procedere alla nomina di una Commissione Giudicatrice, presieduta dal Responsabile del Settore competente, che opererà secondo le norme stabilite dalla legge e dal regolamento.
Piana di Monte Verna. L’Azienda Cirio Agricola, costruirà un impianto per la produzione di energia elettrica alimentato a biogas.
La Giunta Municipale di Piana di Monte Verna, ha dato l’ok all’Azienda Cirio Agricola per la costruzione di un impianto a biogas per produrre energia elettrica in località Fagianeria dello stesso Comune. Il responsabile dell’Azienda Paolo Grendene, ha avanzato analoga richiesta alla Provincia di Caserta, che a sua volta abbisogna del parere favorevole del Comune pianese, i cui rappresentanti in Giunta, con apposita delibera lo hanno concesso. L’impianto permetterà di produrre circa 625,00 kw di energia elettrica, con un notevole risparmio sulla bolletta per la Cirio Agricola.

Nozze Zinzi -Avecone. Il Presidente della Provincia accompagna la figlia all'altare per darla in sposa all'odontoiatra di Alife

Alessandro Avecone oggi sposa Maddalena Zinzi, conosciuta dagli amici con il nomignolo Mara. Presente anche Pierferdinando Casini
Rito nuziale oggi pomeriggio alle 17 nel duomo di Casertavecchia, ricevimento in serata a Napoli in un noto hotel del lungomare. Le nozze di Maddalena (per gli amici Mara) Zinzi, figlia del deputato Udc e presidente della Provincia Domenico, saranno improntate al rispetto della tradizione e della riservatezza com’è nel profilo di una famiglia che, pur al centro della scena pubblica, non ama il clamore e preferisce i toni pastello. Ricercatrice universitaria alla facoltà di Studi politici della Sun, Mara Zinzi convolerà a nozze con Alessandro Avecone, odontoiatra originario di Alife, rampollo a sua volta di una famiglia di odontoiatri molto nota nella zona. Ricco anche il parterre di personalità politiche di primo piano attese oggi per i festeggiamenti sebbene chi si è incaricato dell’organizzazione della cerimonia fa sapere che la rosa degli invitati è stata ristretta al massimo: in tutto circa 300 persone. Il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro sarà presente soltanto in chiesa, poi dovrà assentarsi per altri impegni. Attesi tutti i vertici nazionali dell’Udc, il leader del partito Pier Ferdinando Casini, il segretario Lorenzo Cesa e il presidente Rocco Buttiglione, tutti amici di vecchia data di Domenico «Mimì» Zinzi, con il quale condividono da anni azione politica e impegno istituzionale. Ci saranno, tra gli altri, anche i deputati Nunzio Testa e Michele Pisacane, gli assessori regionali Pasquale Sommese e Giuseppe De Mita, il preside della «Jean Monnet» Gian Maria Piccinelli insieme con i docentri Domenico Amirante e Vincenzo Pepe, presidente nazionale della Fondazione «G.B. Vico».

Piedimonte Matese. Blitz dei carabinieri contro l’inquimanento ambientale, arresti, denunce e sequestri.

I militari della Stazione di Prata Sannita coordinata dal Maresciallo Aiutante Giuseppe Sileo, hanno sequestrato una discarica abusiva a Pratella
Vasta operazione dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese contro il devastante fenomeno dell’inquinamento ambientale. Infatti un ennesimo blitz è stato portato a termine per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti. A Pratella, i militari della Stazione di Prata Sannita, hanno sottoposto a sequestro una discarica abusiva, si tratta di un’area dove venivano sversati e depositati rifiuti di ogni tipo, fusti e filtri contenenti olii esausti, parti e carcasse di veicoli, pneumatici fuori uso e rottami ferrosi. I sigilli alla discarica sono stati apposti questa mattina dai Carabinieri che ora sono impegnati ad accertare a chi appartenga il terreno e in particolare di chi siano le responsabilità dello smaltimento illecito. Una informativa è stata intanto inviata alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Ad Alvignano, i militari della locale Stazione hanno intercettato un camion Fiat Iveco che trasportava oltre cinque quintali di rifiuti speciali anche di tipo pericoloso. Elettrodomestici in disuso, batterie, fusti e filtri di olio motore esausti, reti metalliche ed altri rottami ferrosi altamente inquinanti. Il responsabile, un rumeno proveniente dall’hinterland napoletano, D.A., 29enne, risultava sprovvisto di qualsiasi autorizzazione relativa alla gestione, allo smaltimento e al trasporto dei rifiuti, pertanto nei suoi confronti è scattata una denuncia alla competente Autorità Giudiziaria. Sulla provenienza e la destinazione del mezzo con il pericoloso carico, finiti sotto sequestro, sono ora in corso ulteriori indagini. Il materiale è stato intanto affidato ad una ditta specializzata per il regolare smaltimento. Nel corso dei controlli che hanno riguardato tutto il comprensorio matesino e i territori limitrofi, i Carabinieri delle Stazioni di Alvignano e San Gregorio Matese, hanno anche proceduto all’arresto in flagranza di due immigrati clandestini, Darou Gueye, 40enne, di origine senegalese, e Naur Rajem, 35enne, di origine algerina, i quali sono risultati entrambi colpiti da una ordinanza di espulsione dal territorio nazionale. Sono stati così trasferiti presso la Casa Circondariale in attesa di comparire nei prossimi giorni davanti ai giudici del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per essere processati per direttissima. I militari stanno ora svolgendo ulteriori indagini per accertare l’eventuale coinvolgimento dei due fermati in altre attività illecite sul territorio casertano.

Rimini. Sequela di arresti da parte dei Carabinieri per furto, spaccio di droga e resistenza a Pubblico Ufficiale. Dentro due casertani

Antonio Falco 28enne e Giuseppe Fisio 25enne entrambi di Maddaloni, spacciavano droga lungo il litorale romagnolo. Entrambi sono ora in carcere
Due sono finiti in manette per spaccio in discoteca, due per furto e uno per violazione di domicilio e resistenza a pubblico ufficiale. Sono cinque le persone arrestate dai carabinieri della Compagnia di Riccione, in provincia di Rimini, in un apposito servizio anticrimine. A Misano Adriatico i carabinieri della locale stazione hanno arrestato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti due casertani sorpresi a cedere droga in una discoteca del posto. In manette sono finiti Antonio Falco, 28enne di Maddaloni domiciliato a Riccione e gia' noto alle forze dell'ordine. Dopo aver avvicinato un giovane all'interno del locale si e' diretto con lui verso il parcheggio. Falco e' stato trovato in possesso di 8 involucri di mdma, per un peso complessivo di grammi 2,4, una dose di marijuana e 105 euro in contanti ritenuti provento di spaccio. In casa aveva altri 8 grammi di mdma e 3 di marijuana e un bilancino di precisione. Per lo stesso reato e' finito in carcere Giuseppe Fisio, 25enne di Maddaloni. I militari di Riccione lo hanno controllato mentre attendeva di salire sull'autobus diretto al locale da ballo. Seguito sino all'interno della discoteca e' stato bloccato mentre cedeva una dose di cocaina a un giovane marchigiano. Addosso aveva 6 grammi di un cocktail di medicinali che avrebbe ceduto come sostanza stupefacente e 190 euro ritenuti provento di spaccio.
Nel tratto di arenile antistante la zona Marano, i militari del Radiomobile e quelli della stazione di Riccione hanno arrestato per furto aggravato un marocchino di 39 anni che ha cercato di rubare la borsa a una coppia sdraiata su un lettino. E per lo stesso reato e' stato arrestato Francesco Bruno, 25enne gia' noto alle forze dell'ordine. Inseguito da un bagnino dopo il furto di una borsa e' stato poi bloccato dai carabinieri. Addosso aveva 5 grammi di hashish, 2 telefoni cellulari e 1.245 euro. Nel camping dove aveva una tenda sono stati trovati altri 7 telefoni cellulari, 4 paia di occhiali da sole, 1 macchina fotografica, 1 fotocamera digitale, 1 console Nintendo, 2 lettori mp3, 2 orologi da polso, 1 chiave di autovettura e varie borse, tutto provento furto. Infine e' finito in manette per violazione di domicilio e resistenza a pubblico ufficiale Nelio Viturino Barbosa, trans brasiliano di 32 anni, clandestino. E' stato bloccato dopo aver distrutto un appartamento di via Tasso affittato da alcuni turisti. L'uomo e' risultato inottemperante al decreto di espulsione emesso dal prefetto di Milano nell'aprile di sei anni fa.

Piedimonte Matese. Carlo Sarro in una intervista a De Stasio afferma che la base del Pdl vuole Cosentino… Ma lui nell’alto casertano ci vive ancora?

Non solo molti esponenti si sono allontanati dalla linea filo –aversana adottata dal coordinatore regionale, ma lo stesso Senatore in città non lo vedono da mesi. Su quali basi fonda le sue considerazioni?
“Ritengo che l’onorevole Cosentino abbia ampiamente dimostrato le sue doti di leader politico, conseguendo risultati assolutamente insperabili appena qualche anno fa: non si è mai visto che un dirigente che ha al suo attivo tanti e tali successi debba abbandonare il livello di responsabilità che riveste per una congiura di palazzo che si avvale di qualche delatore e di qualche copertura giornalistica per gettare discredito. In ogni caso quello che i detrattori di Cosentino non lo considerano è che in Campania migliaia di amministratori e dirigenti di partito a vario livello, unitamente alla base dei nostri militanti (quelli che materialmente sul territorio rappresentano il Pdl ed il suo straordinario consenso) vogliono fermamente Nicola Cosentino alla guida del partito”.
Parole e musica di Carlo Sarro ai microfoni di Giovanni De Stasio a cui ha rilasciato un’ampia intervista pubblicata oggi su Buongiorno Caserta. Senza voler entrare nel merito, vorremmo chiedere al Senatore Sarro, ex sindaco di Piedimonte Matese e che di lui, stante quanto dichiarato anche da qualche consigliere comunale pedemontano suo alleato sulla carta, in città è rimasta solo la targa affissa sul portone del suo studio, su che basi fonda queste considerazioni? Evidentemente Sarro non è nemmeno a conoscenza che l’intero alto casertano non vuole più, democraticamente, Nicola Cosentino coordinatore regionale e Pasquale Giuliano coordinatore provinciale del Pdl. L’ultimo coup de teathre con la nomina dei coordinatori cittadini in alcuni comuni del matesino, ha dato il colpo di grazia alla credibilità del partito stesso nell’intera area. Infatti non bastava la colonizzazione degli Enti provinciali da parte di soggetti (rispettabilissimi per carità) dell’agro aversano e più segnatamente vicini alla premiata cricca Giuliano –Cosentino che ha visto insediarsi nei punti chiave Golia alla vicepresidenza della Provincia, Goglia al Consorzio Rifiuti, Romano all’Asl di Caserta ed è solo l’inizio… ma la destituzione dai circoli comunali di persone che sul territorio veramente si sono fatte il “mazzo” a raccogliere tessere non è andata giù a nessuno! A Castello Matese, gli esponenti locali del Pdl sono ancora curiosi di conoscere Pontieri, così come ad Ailano la manovra di defenestramento a Rega è tutta un quiz. E che dire dell’insediamento di Sarro proprio a Capriati al Volturno? Provate a chiedere a Iacovone…Caro Senatore, veda se lei da mo ai prossimi tre anni ha modo di fare una passeggiata a Piedimonte Matese, abbia la bontà di guardarsi un po’ intorno…

Prende forma il nuovo vertice Asl. A Caserta un aversano (ovviamente), mentre a Napoli un commercialista

Domani le nomine ufficiali del dottor Ferdinando Romano all'Asl di Caserta e del dottor Achille Coppola, presidente dell'ordine dei Commercialisti di Napoli nel capoluogo campano
Verrà conferito nella giornata di domani l’incarico di commissario dell’Azienda sanitaria locale Uno al dottor Ferdinando Romano, originario di Aversa. Classe 1949, Romano è laureato presso l’università degli studi di Napoli, Facoltà di Medicina; si è poi specializzato, tra le altre cose, in chirurgia oculare presso l’ateneo di Genova. Negli anni ha ricoperto diversi incarichi apicali, tra cui quello di dirigente di primo livello dell’Asl Frosinone , dirigente II livello dell’Asl Ce 2. Da 1999 ad oggi ha ricoperto l’incarico di direttore dell’unità operativa di oculistica del San Sebastiano e Sant’Anna di Caserta. Quest’ultimo, succederà a Gambacorta nella gestione dell’Asl della Provincia di Caserta. La nomina, ovviamente, verrà conferita dalla giunta Caldoro. Per l’Asl di Napoli 1, invece, è quanto mai imminente la nomina di Achille Coppola, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti della provincia di Napoli. Nei giorni scorsi, la giunta di Palazzo Santa Lucia non era riuscita a trovare la quadratura del cerchio in questa delicata partita per il rinnovo dei vertici delle Asl. Nell’ultima riunione, infatti, l’esecutivo si è limitato — in materia di sanità — ad affrontare i criteri e la tipologia contrattuale per la scelta di coloro che dovranno condurre la gestione delle aziende sanitarie nell’alveo di un cronoprogramma rigorosissimo che prevede alcuni vincoli e una serie di verifiche, tra cui quella che stabilisce «entro 30 giorni dall’assunzione dell’incarico dello stato di attuazione delle direttive e dei provvedimenti adottati, con specifica attenzione agli obiettivi indicati nel piano di rientro» (spesa farmaceutica e del personale) e «nel termine di 60 giorni» la presentazione di «un piano di emersione delle consistenze al 31 marzo 2010, ovvero il conto economico, lo stato patrimoniale e le consistenze giuridico contabili» per la certificazione reale del debito. Ora, con le nomine di Romano e Coppola, il puzzle della sanità in Campania, inizia a prendere forma.
Nella foto l'Asl di Caserta

Catia, Asia e Caserta piangono Pierdavide: «Non conoscerà il figlio che deve nascere»

Pierdavide De Cillis abitava a San Marco Evangelista dove era sposato con la signora Catia, figlia di uno stimato imprenditore locale. A Casa dei genitori del militare anche il sindaco di Bisceglie a rendere testimonianza di cordoglio al papà e alla mamma...
«Era in missione dall’aprile scorso e doveva tornare mercoledi prossimo. Non vedrà mai il figlio che Catia ha in grembo. Tutto questo è mostruoso». Stefano è un ragazzone e piange senza lacrime Davide che ha sposato la nipote Catia, 33 anni, incinta del secondo figlio. È all’esterno del villino a due piani di via Rosa Luxenburg a San Marco Evangelista, una manciata di chilometri da Caserta, dove la giovane coppia viveva dall’ottobre 2006, quando aveva corononato con il matrimonio un amore dolce e intenso. All’ingresso della casa, sul muro, sono incisi i due nomi: Davide e Catia. Un via vai di parenti e amici prova a dare conforto a Catia. Alcuni militari in divisa, colleghi di Davide, proteggono come possono quell’immenso dolore. Da Bisceglie, provincia di Bari, il caporal maggiore Pierdavide De Cillis era stato destinato a Caserta, alla caserma del 21mo Reggimento Genio Guastatori. Lei, figlia di un imprenditore edile di San Marco, molto conosciuto e stimato in paese, lo aveva incontrato per caso ed era nato l’amore. Poi il matrimonio, la prima figlia Asia che ora ha 3 anni, una vita felice con il rammarico di quel lavoro che purtroppo portava Davide troppo spesso lontano da casa e dagli affetti. Ma lui era sempre allegro, innamorato dell’esercito, pronto a sminuire con la moglie e i familiari i rischi che correva in Afghanistan. Ieri pomeriggio la tragedia si è materializzata attraverso due militari che, con tatto e gentilezza, hanno comunicato ai genitori di Catia quanto era accaduto. Ma lei era in casa, ha capito subito, e da quel momento in poi l’ansia quotidiana con cui conviveva da sempre si e purtroppo rivelata fondata. Nel peggiore dei modi. In pochi minuti la notizia della morte del militare si è diffusa in paese. Saracinesche abbassate e silenzio innaturale all’esterno dei bar. Poi il pellegrinaggio verso quel villino a due piani, a testa bassa, sfilando davanti ai due nomi incisi nel muro: Davide e Catia. E la vedova dell’altro italiano rimasto ucciso, Mauro Gigli, ha detto tra le lacrime: «Doveva tornare in licenza la prossima settimana».
Claudio Coluzzi
Il sindaco di Bisceglie, in provincia di Bari, Francesco Spina, e' andato a trovare poco fa i genitori di Pierdavide De Cillis. L'abitazione della famiglia del militare, che era di stanza al 21° Reggimento Genio di Caserta, si trova in via Sant'Andrea. Bisceglie piange un altro militare morto in un attentato subito da una missione italiana: qualche anno fa Carlo De Trizio, maresciallo aiutante dei carabinieri, perse la vita in un attentato in Iraq nell'aprile del 2006 a Nassiriya.

Incredibile ma vero! La mozzarella di bufala campana con il latte brasiliano! Allarme di Coldiretti

Importazione in Campania dal Brasile di latte di bufala congelato,da parte della fazenda Ilha Grande Investments che alleva bufali su un'estensione di 80 mila ettari in Brasile. Un progetto che, se vero, dovrebbe partire ad agosto e prevede la consegna di 20mila chili al giorno di latte di bufala in Campania.
L'impiego di latte congelato proveniente dalle bufale allevate in Brasile e' un inganno per i consumatori e gli allevatori italiani se non viene indicato chiaramente in etichetta sulle mozzarelle messe in vendita. E' quanto afferma la Coldiretti in riferimento all'importazione in Campania dal Brasile di latte di bufala congelato,da parte della fazenda Ilha Grande Investments che alleva bufali su un'estensione di 80 mila ettari in Brasile. Un progetto che, se vero, dovrebbe partire ad agosto e prevede la consegna di 20mila chili al giorno di latte di bufala in Campania. In attesa dell'introduzione dell'obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima impiegata latte utilizzato in tutte le mozzarelle, per garantirsi l'origine nazionale i consumatori possono acquistare mozzarella di bufala campana garantita dal marchio a denominazione di origine (Dop) ottenute sula base di uno specifico disciplinare approvato dall'Unione Europea. Dal 12 giugno 1996, la mozzarella di bufala campana - spiega la Coldiretti - ha ottenuto il riconoscimento del marchio a Denominazione di origine protetta (Dop) sulla base di un disciplinare che definisce i metodi di produzione e delimita l'area di provenienza nell'intero territorio delle province di Caserta e Salerno, nei comuni di Amorosi, Dugenta e Limatola in provincia di Benevento, e in quelli di Acerra, Giugliano, Pozzuoli, Qualiano, Arzano, Cardito, Frattamaggiore, Frattaminore e Mugnano di Napoli in provincia di Napoli, oltre che in alcuni comuni delle province di Frosinone, Latina, Roma, Foggia e Isernia. Con la certificazione comunitaria e' stata riconosciuto da parte dell'Unione Europea il legame storico con il territorio e - conclude la Coldiretti - tutelato l'uso della denominazione nei confronti di prodotti di imitazione.

CAMORRA/ Un 77enne gestiva le casse del clan dei casalesi. Arrestato stamani

Vincenzo Alfieri è destinatario di un ordine di custodia cautelare. I suoi due figli Nicola e Massimo Alfiero attualmente si trovano al regime del 41 bis
Le forze dell'ordine hanno arrestato nella sua casa di Mondragone Vincenzo Alfiero, 77 anni, originario di Casal di Principe, legato storicamente al clan dei Casalesi e gia' condannato nel processo Spartacus I. Alfiero e' destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere, richiesta dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, per associazione per delinquere di stampo camorristico. Stando alle indagini e alle testimonianze di recenti collaboratori di giustizia, l'anziano gestiva la cassa del clan dei Casalesi. Era legato negli anni Ottanta e Novanta a Mario Iovine, poi ucciso in Portogallo nel 1991. I suoi figli, Nicola e Massimo Alfiero - il primo considerato anello di congiunzione tra i Mondragonesi e i Casalesi, il secondo legato al killer Giuseppe Setola - sono entrambi detenuti in regime di 41 bis.

Caiazzo la Cia caiatina a Roma per il sit –in sulle quote latte.

Santabarbara responsabile zonale di Caiazzo: “Mortificati da questo governo!”
Si è svolto in Piazza di Montecitorio l'ennesimo sit-in indetto dalla Direzione Nazionale della C.I.A. per sollecitare il Governo a risolvere una volta e per sempre il problema del pagamento delle multe sul superamento delle quote latte, della proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali nelle zone di montagna e svantaggiate e un "bonus gasolio" che consentisse agli agricoltori di tirare un sospiro di sollievo. “L'unico provvedimento assunto è stato quello di prorogare il pagamento delle multe sulle quote latte – afferma Angelo Santabarbara responsabile zonale della Cia di Caiazzo che poi fa notare - Come dire i furbi vengono premiati e gli onesti mortificati. Non vi è alcun dubbio che questa maggioranza di Governo sia ostaggio della Lega Nord la quale aveva tutto l'interesse a salvaguardare i suoi elettori allevatori della Padania che guarda caso sono gli stessi che ,guidati dal leghista Robusti nelle varie manifestazioni fatte al nord, non trovavano di meglio che spandere liquame e letame sugli uomini delle forze dell'ordine le quali avevano il torto di stare lì a fare il loro dovere.” Il provvedimento di rinvio è passato anche se il nuovo Ministro dell'Agricoltura Galan era contrario. I soldi il Governo li ha trovati, per la proroga degli oneri sociali no e per il gasolio neanche una risposta. “Ci pare quanto mai assurdo - continua Santabarbara - che lo Stato, cioè i cittadini sono costretti a pagare una multa di milioni di euro e rischiare l'infrazione dell'Unione Europea con tutti i problemi economici e anche di immagine per il nostro Paese. Gli allevatori onesti le quote le hanno comprate per non superare il tetto loro assegnato, i furbi continuano ad essere protetti dalla Lega Nord e il Governo più che mai insensibile alle richieste della gente dei campi,rimane alla mercé di una forza politica che ne condiziona le scelte." La Cia caiatina, maggiormente colpita dalle problematiche inerenti la produzione del latte, sempre attraverso il suo massimo rappresentante chiude con un monito: “Noi come Organizzazione di categoria degli agricoltori ribadiamo la nostra contrarietà alla scelta del Governo ritenendo che la litigiosità che lo distingue non giova a nessuno ed uno spettacolo per niente edificante.”

Addio S.U.N. da oggi in poi l'Università si chiamerà: "Università di Caserta - Terra di Lavoro"

Oggi in Consiglio Regionale è stato approvato l'ordine del giorno. Felice anche il presidente del Consiglio Paolo Romano presente ieri sera a Gioia Sannitica in un incontro con amici e sostenitori...
Cambia nome la Seconda Universita' di Napoli, la Sun, che si chiamera' 'Universita' degli studi di Caserta 'Terra di Lavoro'. E' quanto prevede un ordine del giorno approvato oggi dal Consiglio regionale della Campania, dal momento che la dislocazione dell'ateneo ha interessato soprattutto il territorio casertano. Approvato anche un ordine del giorno, IV Commissione, presieduta da Domenico De Siano, sulla Compagnia Regionale Marittima Corema. L'odg impegna il governo regionale ad attivarsi affinche' la nuova Caremar sia di proprieta' maggioritaria pubblica e affinche' la gara per l'affidamento del servizio avvenga in maniera trasparente e garantendo la massima partecipazione. Dall'aula arriva l'ok per garantire la libera circolazione delle Forze dell'ordine sui mezzi di trasporto pubblico, per attivare le procedure di controllo sulla bevanda Kdrink, per evitare rischi di assunzione di droghe da parte dei giovani e per istituire una commissione consultiva in relazione al processo di liberalizzazione delle concessioni demaniali per stabilimenti demaniali.
Paolo Romano: "Approvato l'odg presto sarà operativo il nuovo acronimo" - Il Presidente del Consiglio Regionale Paolo Romano ha regalato la chicca ai suoi sostenitori ieri sera in un locale di Gioia Sannitica, annunciando che l'ordine del giorno per il cambio del nome all'Università casertana era cosa fatta.

Caserta muoiono due militari in Afghanistan. Uno era di stanza nel capoluogo Terra di Lavoro

I due militari del Genio morti oggi a Herat nel corso di un'operazione di disinnesco di un ordigno esplosivo sono il primo maresciallo Mauro Gigli - nato il 3 aprile 1969 a Sassari ed effettivo al 32/o Reggimento Genio di Torino (Brigata Alpina Taurinense) - e il Caporal Maggiore Capo Pierdavide De Cillis, nato il 25 febbraio 1977 a Bisceglie (Bari) e appartenente al 21/o Reggimento Genio di stanza a Caserta. Sono 29 i morti italiani nel conflitto Afghano dal 2004 ad oggi...
Abitava a Villar Perosa il primo maresciallo Mauro Gigli, 41 anni, del 32/o reggimento genio di Torino, morto oggi in Afghanistan mentre con un collega, il caporal maggiore capo Pierdavide De Cillis, 33 anni, in forza al 21/o Reggimento Genio di stanza a Caserta, era impegnato nel disinnesco di un ordigno. Gigli, sposato e con due figli piccoli, era originario della Sardegna ma viveva da anni nel paese piemontese. Nella sua abitazione si trova ancora il generale Francesco Figliuolo, che attualmente e' al comando della Brigata Taurinense a Torino.
C'e' anche l'ipotesi che il secondo ordigno, quello che ha causato la morte dei due militari italiani in Afghanistan, sia stato fatto esplodere a distanza: quindi un attentato in piena regola. L'ipotesi, per ora solo un'ipotesi, non e' stata esclusa dagli ufficiali che si sono recati a Villar Perosa a comunicare la morte del primo maresciallo del genio della Brigata Taurinense Mauro Gigli. Saranno gli accertamenti tecnici a dirlo. I due militari rimasti uccisi, Gigli ed il caporal maggiore capo Pierdavide De Cillis, del 21/o Reggimento Genio di stanza a Caserta, avrebbero disinnescato un primo ordigno e, successivamente, mentre erano alla ricerca di altri Ied, cioe' di bombe improvvisate, c'e' stata l'esplosione mortale, ma non e' ancora chiaro se questa sia stata innescata da un congegno a distanza, rivelandosi cosi' una trappola, oppure da altre cause. Sulla professionalita' di Gigli nessuno dubbio. ''Era uno tra i piu' bravi artificieri che abbiamo a Torino. Forse il migliore'', ha detto il generale Francesco Figliuolo, che comanda la Taurinense.
Con la morte oggi di due soldati, di un team specializzato nella rimozione di ordigni esplosivi improvvisati, sale a 29 il numero degli italiani morti in Afghanistan, dall'inizio della missione nel 2004. Il 25 luglio muore, forse suicida, un militare italiano. Si sarebbe sparato un colpo d'arma da fuoco all'interno del suo ufficio, a Kabul. Sull'episodio stanno indagando i carabinieri della polizia militare. Il 23 giugno muore a Shindand, nell'ovest dell'Afghanistan, il caporal maggiore scelto Francesco Saverio Positano. Il militare ha perso l'equilibrio ed è caduto da un mezzo blindato, riportando un forte trauma cranico. Apparteneva al 32esimo Reggimento Genio, della Brigata Alpina Taurinense. Il 17 maggio, un veicolo blindato salta in aria per l'esplosione di un ordigno nella provincia di Herat. Muoiono il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, e il caporal maggiore Luigi Pascazio, 25 anni. Le vittime appartenevano al 32.esimo reggimento Genio della brigata Taurinense. Il 26 febbraio viene ucciso Pietro Antonio Colazzo, un funzionario della Aise, l'Agenzia di informazione e sicurezza esterna, nel corso di un attentato suicida compiuto dai talebani a Kabul contro due 'guest house'. Il 15 ottobre 2009 un militare del Quarto Reggimento alpini paracadutisti muore in un incidente stradale avvenuto sulla strada che unisce Herat a Shindad. Il 17 settembre 2009 sei militari muoiono in un attentato suicida a Kabul, rivendicato dai talebani. Le vittime, del 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore di stanza a Kabul, sono Antonio Fortunato, Matteo Mureddu, Davide Ricchiuto, Massimiliano Randino, Roberto Valente e Gian Domenico Pistonami. Il 14 luglio 2009 muore, in un attentato a 50 chilometri da Farah, il caporalmaggiore Alessandro Di Lisio, 25 anni. Paracadutista dell'Ottavo Genio Guastatori della Folgore, faceva parte di un team specializzato nella bonifica delle strade. Il 15 gennaio 2009 muore Arnaldo Forcucci, maresciallo dell'Aeronautica, per arresto cardiocircolatorio. Il 21 settembre 2008 muore per un malore a Herat il caporalmaggiore Alessandro Caroppo, 23 anni, dell'Ottavo reggimento bersaglieri di Caserta. Il 13 febbraio 2008 muore in un attacco il maresciallo Giovanni Pezzulo, 44 anni, del Cimic Group South di Motta di Livenza. L'attentato avviene a una sessantina di chilometri da Kabul, nella valle di Uzeebin, mentre i militari italiani sono impegnati in attività di distribuzione di viveri e vestiario alla popolazione della zona. Rimane ferito il maresciallo Enrico Mercuri.
Il 24 novembre 2007 muore in un attentato suicida nei pressi di Kabul il maresciallo capo Daniele Paladini, 35 anni. Altri tre militari rimangono feriti. Il 4 ottobre 2007 muore al Policlinico militare del Celio l'agente del Sismi Lorenzo D'Auria. Il militare era stato gravemente ferito il 24 settembre 2007 durante un'operazione delle forze speciali britanniche per cercare di liberarlo. Due giorni prima, D'Auria era stato sequestrato assieme a un altro sottufficiale del servizio di sicurezza militare e a un collaboratore afgano. Il 26 settembre 2006 perdono la vita i caporalmaggiori Giorgio Langella, 31 anni, e Vincenzo Cardella, in seguito all'esplosione di un ordigno lasciato lungo una strada nei pressi di Kabul. I due militari appartenevano alla 21esima compagnia del Secondo Reggimento alpini di Cuneo. Il 20 settembre 2006 muore in un incidente stradale, a sud di Kabul, il caporalmaggiore Giuseppe Orlando, 28 anni. Faceva parte della 22/a compagnia del Secondo Reggimento alpini di Cuneo. Il 2 luglio 2006 il tenente colonnello Carlo Liguori, 41 anni è stroncato da un attacco cardiaco ad Herat. Il 5 maggio 2006, in seguito all'esplosione di un ordigno lasciato lungo una strada nei pressi di Kabul, muoiono il tenente Manuel Fiorito, 27 anni, e il maresciallo Luca Polsinelli, 29 anni, entrambi del Secondo Reggimento Alpini. I due soldati si trovavano a bordo di due veicoli blindati "Puma", a sud-est della capitale afgana, quando sono stati investiti dall'esplosione. L'11 ottobre 2005 muore il caporalmaggiore capo Michele Sanfilippo, 34 anni. Sanfilippo, effettivo al Quarto Reggimento Genio Guastatori di Palermo, viene ferito con un colpo alla testa, partito accidentalmente, nella camerata del battaglione Genio a Kabul. Muore poco dopo il ricovero in ospedale. Il 3 febbraio 2005 l'ufficiale di Marina Bruno Vianini perde la vita nello schianto di un aereo civile sul quale viaggiava, tra Herat e Kabul. Il capitano di fregata aveva 42 anni. Il 3 ottobre 2004, il caporal maggiore Giovanni Bruno, 23 anni, del Terzo reggimento alpini, è vittima di un incidente stradale mentre si trova a bordo di un mezzo dell'esercito nel territorio di Sorobi, a 70 chilometri da Kabul. Nell'incidente rimangono feriti altri quattro militari.

mercoledì 28 luglio 2010

Piedimonte Matese. Controlli dei Carabinieri unitamente a funzionari dell'Asl nei locali cittadini. Multati alcuni esercizi commerciali

Controlli amministrativi e igienico-sanitari nei locali pubblici. La task force di Carabinieri e A.S.L., ha fatto emergere irregolarità per quattro bar gelateria.
Questa mattina blitz dei Carabinieri della locale Stazione e di funzionari dell’A.S.L. che hanno proceduto ad una serie di controlli finalizzati in particolare alla tutela della salute pubblica. L’operazione è scattata a seguito di alcune segnalazioni di privati cittadini, che lamentavano occupazioni abusive del suolo pubblico ed altre irregolarità da parte dei gestori di alcuni esercizi pubblici. L’obiettivo principale del blitz è stato il centro della cittadina pedemontana, piazza Roma, dove sono stati eseguiti accertamenti amministrativi e igienico sanitari in vari locali pubblici, in particolare bar e gelaterie. Nei confronti di ben quattro delle attività controllate sono state riscontrate difformità amministrative in merito all’installazione nell’area pubblica prospiciente i locali di pedane con tavolini e sedie e la mancanza delle previste autorizzazioni sanitarie da parte dell’A.S.L., per quanto riguarda tali installazioni che occupano il suolo pubblico. Tali illeciti amministrativi comporteranno sanzioni che saranno successivamente applicate da parte delle autorità competenti. Questo tipo di operazioni proseguiranno nei prossimi giorni e saranno estesi ad altre aree del matesino con verifiche anche presso ristoranti, pizzerie, pasticcerie e altri locali pubblici, al fine di garantire la massima sicurezza nel settore alimentare e più in generale per la salute dei cittadini.

CAMORRA/ Sotto chiave l'impero di Giovanni Sciacca, imprenditore in odore di clan. La Dda e la Finanza sequestrano beni per 130 milioni di euro!

All'alba la Guardia di Finanza, ha apposto i sigilli a 22 aziende commerciali (tra cui Agrimeccanica e Miramare Resort), 25 terreni e 7 fabbricati, tra Lazio, Campania e Molise. Messo sotto chiave l'impero del 51enne Sciacca.
Beni per 130 milioni di euro sono stati sequestrati dai militari della Guardia di Finanza di Mondragone su disposizione della Dda di Napoli. I beni, sequestrati questa mattina nel corso di un'operazione coordinata ed eseguita con l'impiego di 70 militari e 40 autovetture del comando provinciale della Guardia di Finanza di Caserta e dallo Scico di Roma, erano nella disponibilita' di Giovanni Sciacca, di 51 anni, di Mondragone. L'imprenditore e' ritenuto legato al clan ''La Torre'', un'organizzazione - smantellata negli anni da arresti di capi e gregari e dal sequestro di beni mobili ed immobili - ritenuta ormai gravitante nell'orbita dei casalesi. L'accusa nei confronti dell'imprenditore e' traffico internazionale di stupefacenti e riciclaggio. Il provvedimento di sequestro preventivo dei beni e' stato emesso dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli. Complessivamente i militari della Guardia di Finanza hanno sequestrato 22 aziende commerciali, 25 terreni e sette fabbricati distribuiti tra Lazio, Campania e Molise, per un valore complessivo di 130 milioni.
CHI E' GIOVANNI SCIACCA - Giovanni Sciacca, l'imprenditore di 51 anni al quale sono stati sequestrati beni per circa 130 milioni di euro, fu arrestato il 22 giugno scorso, perche' ritenuto coinvolto in un traffico internazionale di stupefacenti, che dal Venezuela, attraverso Mondragone, era consegnata in Calabria, ad esponenti della ndrangheta della locride. Insieme con Sciacca , nel corso dell'operazione denominata ''Tamanaco'', dal nome dell'albergo venezuelano nel quale avvenivano le contrattazioni tra trafficanti colombiani e venezuelani ed italiani, furono arrestate altre 15 persone da Militari del dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria di Catanzaro, dal Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalita' Organizzata di Roma ,con la collaborazione della Tenenza di Mondragone (Caserta). Oltre all'esecuzione di 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere furono sequestrati 700 chilogrammi di cocaina pura al 93 per cento e beni per oltre 80 milioni di euro. Sciacca, secondo le risultanze delle indagini avviate nel febbraio di due anni fa, e' accusato di trasferimento fraudolento di proventi derivanti da attivita' illecita. Le Fiamme Gialle, nell'attivita' investigativa ,coordinata dalla Dda partenopea, hanno ricostruito il complesso sistema societario di fatto riconducibile a Sciacca, molto articolato, con ramificazioni in Calabria, nel basso Lazio, in Olanda e Venezuela, nel settore del traffico internazionale di stupefacenti. Il sequestro operato oggi ha interessato, tra Campania, Lazio e Molise 22 societa' operanti in svariati settori commerciali, tra i quali ristorazione, alberghiero, promozione immobiliare, commercio detersivi, commercio autoveicoli, edilizia, coltivazione piante e fiori, imballaggi legno, produzione macchine ed utensili, impiantistica elettrica; quote societarie per un valore nominale di circa 500.000 euro; 7 fabbricati; 25 terreni; 13 automezzi. Tra i beni sequestrati una societa' di imballo legnami, un residence a 5 stelle sul mare , il ''Residence Miramare Small Village'', con annessa piscina privata, situato alle pendici del Monte Petrino, nell'antica area romana della Sinuessa.