I due militari del Genio morti oggi a Herat nel corso di un'operazione di disinnesco di un ordigno esplosivo sono il primo maresciallo Mauro Gigli - nato il 3 aprile 1969 a Sassari ed effettivo al 32/o Reggimento Genio di Torino (Brigata Alpina Taurinense) - e il Caporal Maggiore Capo Pierdavide De Cillis, nato il 25 febbraio 1977 a Bisceglie (Bari) e appartenente al 21/o Reggimento Genio di stanza a Caserta. Sono 29 i morti italiani nel conflitto Afghano dal 2004 ad oggi...Abitava a Villar Perosa il primo maresciallo Mauro Gigli, 41 anni, del 32/o reggimento genio di Torino, morto oggi in Afghanistan mentre con un collega, il caporal maggiore capo Pierdavide De Cillis, 33 anni, in forza al 21/o Reggimento Genio di stanza a Caserta, era impegnato nel disinnesco di un ordigno. Gigli, sposato e con due figli piccoli, era originario della Sardegna ma viveva da anni nel paese piemontese. Nella sua abitazione si trova ancora il generale Francesco Figliuolo, che attualmente e' al comando della Brigata Taurinense a Torino.
C'e' anche l'ipotesi che il secondo ordigno, quello che ha causato la morte dei due militari italiani in Afghanistan, sia stato fatto esplodere a distanza: quindi un attentato in piena regola. L'ipotesi, per ora solo un'ipotesi, non e' stata esclusa dagli ufficiali che si sono recati a Villar Perosa a comunicare la morte del primo maresciallo del genio della Brigata Taurinense Mauro Gigli. Saranno gli accertamenti tecnici a dirlo. I due militari rimasti uccisi, Gigli ed il caporal maggiore capo Pierdavide De Cillis, del 21/o Reggimento Genio di stanza a Caserta, avrebbero disinnescato un primo ordigno e, successivamente, mentre erano alla ricerca di altri Ied, cioe' di bombe improvvisate, c'e' stata l'esplosione mortale, ma non e' ancora chiaro se questa sia stata innescata da un congegno a distanza, rivelandosi cosi' una trappola, oppure da altre cause. Sulla professionalita' di Gigli nessuno dubbio. ''Era uno tra i piu' bravi artificieri che abbiamo a Torino. Forse il migliore'', ha detto il generale Francesco Figliuolo, che comanda la Taurinense.
Con la morte oggi di due soldati, di un team specializzato nella rimozione di ordigni esplosivi improvvisati, sale a 29 il numero degli italiani morti in Afghanistan, dall'inizio della missione nel 2004. Il 25 luglio muore, forse suicida, un militare italiano. Si sarebbe sparato un colpo d'arma da fuoco all'interno del suo ufficio, a Kabul. Sull'episodio stanno indagando i carabinieri della polizia militare. Il 23 giugno muore a Shindand, nell'ovest dell'Afghanistan, il caporal maggiore scelto Francesco Saverio Positano. Il militare ha perso l'equilibrio ed è caduto da un mezzo blindato, riportando un forte trauma cranico. Apparteneva al 32esimo Reggimento Genio, della Brigata Alpina Taurinense. Il 17 maggio, un veicolo blindato salta in aria per l'esplosione di un ordigno nella provincia di Herat. Muoiono il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, e il caporal maggiore Luigi Pascazio, 25 anni. Le vittime appartenevano al 32.esimo reggimento Genio della brigata Taurinense. Il 26 febbraio viene ucciso Pietro Antonio Colazzo, un funzionario della Aise, l'Agenzia di informazione e sicurezza esterna, nel corso di un attentato suicida compiuto dai talebani a Kabul contro due 'guest house'. Il 15 ottobre 2009 un militare del Quarto Reggimento alpini paracadutisti muore in un incidente stradale avvenuto sulla strada che unisce Herat a Shindad. Il 17 settembre 2009 sei militari muoiono in un attentato suicida a Kabul, rivendicato dai talebani. Le vittime, del 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore di stanza a Kabul, sono Antonio Fortunato, Matteo Mureddu, Davide Ricchiuto, Massimiliano Randino, Roberto Valente e Gian Domenico Pistonami. Il 14 luglio 2009 muore, in un attentato a 50 chilometri da Farah, il caporalmaggiore Alessandro Di Lisio, 25 anni. Paracadutista dell'Ottavo Genio Guastatori della Folgore, faceva parte di un team specializzato nella bonifica delle strade. Il 15 gennaio 2009 muore Arnaldo Forcucci, maresciallo dell'Aeronautica, per arresto cardiocircolatorio. Il 21 settembre 2008 muore per un malore a Herat il caporalmaggiore Alessandro Caroppo, 23 anni, dell'Ottavo reggimento bersaglieri di Caserta. Il 13 febbraio 2008 muore in un attacco il maresciallo Giovanni Pezzulo, 44 anni, del Cimic Group South di Motta di Livenza. L'attentato avviene a una sessantina di chilometri da Kabul, nella valle di Uzeebin, mentre i militari italiani sono impegnati in attività di distribuzione di viveri e vestiario alla popolazione della zona. Rimane ferito il maresciallo Enrico Mercuri.
Il 24 novembre 2007 muore in un attentato suicida nei pressi di Kabul il maresciallo capo Daniele Paladini, 35 anni. Altri tre militari rimangono feriti. Il 4 ottobre 2007 muore al Policlinico militare del Celio l'agente del Sismi Lorenzo D'Auria. Il militare era stato gravemente ferito il 24 settembre 2007 durante un'operazione delle forze speciali britanniche per cercare di liberarlo. Due giorni prima, D'Auria era stato sequestrato assieme a un altro sottufficiale del servizio di sicurezza militare e a un collaboratore afgano. Il 26 settembre 2006 perdono la vita i caporalmaggiori Giorgio Langella, 31 anni, e Vincenzo Cardella, in seguito all'esplosione di un ordigno lasciato lungo una strada nei pressi di Kabul. I due militari appartenevano alla 21esima compagnia del Secondo Reggimento alpini di Cuneo. Il 20 settembre 2006 muore in un incidente stradale, a sud di Kabul, il caporalmaggiore Giuseppe Orlando, 28 anni. Faceva parte della 22/a compagnia del Secondo Reggimento alpini di Cuneo. Il 2 luglio 2006 il tenente colonnello Carlo Liguori, 41 anni è stroncato da un attacco cardiaco ad Herat. Il 5 maggio 2006, in seguito all'esplosione di un ordigno lasciato lungo una strada nei pressi di Kabul, muoiono il tenente Manuel Fiorito, 27 anni, e il maresciallo Luca Polsinelli, 29 anni, entrambi del Secondo Reggimento Alpini. I due soldati si trovavano a bordo di due veicoli blindati "Puma", a sud-est della capitale afgana, quando sono stati investiti dall'esplosione. L'11 ottobre 2005 muore il caporalmaggiore capo Michele Sanfilippo, 34 anni. Sanfilippo, effettivo al Quarto Reggimento Genio Guastatori di Palermo, viene ferito con un colpo alla testa, partito accidentalmente, nella camerata del battaglione Genio a Kabul. Muore poco dopo il ricovero in ospedale. Il 3 febbraio 2005 l'ufficiale di Marina Bruno Vianini perde la vita nello schianto di un aereo civile sul quale viaggiava, tra Herat e Kabul. Il capitano di fregata aveva 42 anni. Il 3 ottobre 2004, il caporal maggiore Giovanni Bruno, 23 anni, del Terzo reggimento alpini, è vittima di un incidente stradale mentre si trova a bordo di un mezzo dell'esercito nel territorio di Sorobi, a 70 chilometri da Kabul. Nell'incidente rimangono feriti altri quattro militari.