"Perché la gente di Alife ce l’ha con me? Perché dopo 10 anni 'tutto il Paese' ha chiesto al Funzionario Accarino di fare un accertamento sulla mia abitazione di piazza Vescovado? Che cosa ho fatto di male agli alifani? Non lo so..." Così Cirioli sul suo portale parla alla gente della sua città...Con un lungo intervento sul su sito http://www.vivialife.it/ il consigliere comunale Daniele Cirioli rende noto di aver chiesto al tecnico comunale di anticipare gli accertamenti senza attendere la Procura della Repubblica. Questo uno stralcio dell'intervento del politico alifano. Per due mesi (maggio e giugno) mi ero un poco allontanato dall’attività amministrativa a motivo del completamento dei miei percorsi di studio (accertabile dagli atti ufficiali in data 14 giugno 2010 presso l’Università di Modena e Reggio Emilia). Questo stesso blog di ViviAlife ha come ultimi aggiornamenti il 17 maggio e il 2 giugno. Succede sempre così: non fidarti del cielo sereno…che eccoti un acquazzone! E che acquazzone! Su piazza Vescovado. Non solo su di me (peggio: non sul Consigliere comunale), ma sulla mia famiglia. Pazienza.
Ringrazio anche un Assessore che mi ha detto – spero sinceramente – di “dissociarsi” dall’iniziativa del Funzionario Ata. Quest’Assessore fa da controcanto a un altro Assessore che, solo qualche settimana fa, lo sentivo “sbraitare” in piazza: “vedrete chi è Cirioli!!!”. Era una minaccia? Boh! Silenzio assoluto invece da parte dell’altra ala dell’Opposizione (Leali per Alife). Non una telefonata e nemmeno un sms. Lo dico perché questo mi ha fatto molto male. Sarò anche il “Sandokan” dell’edilizia abusiva di Alife (cosa che deve comunque ancora essere provata), ma una parola di conforto non la si nega a nessuno... Come il “galateo Politico” prescrive, ho fatto “silenzio” nei primi giorni dopo “l’attacco” per dare spazio alla voce di altri (alla Politica, per esempio). Ieri ed oggi ho aperto i giornali, i siti internet, i blog... Silenzio assoluto. Allora (come al solito) parlo io!
Tra i risultati di questa vicenda ce n’è uno che, forse, ha a che fare con il “criticone” che sono nel Consiglio comunale: è probabile, infatti, che non potrò candidarmi alle prossime elezioni comunali! Può essere questa una ragione della reminescenza (dopo 6 anni) sui miei lavori di piazza Vescovado? E’ “fantapolitica”, ma potrebbe essere. Mi spiego. Una volta che verrà fatto l’accertamento tecnico (in una lettera consegnata oggi al Funzionario Accarino, che pubblico di seguito, chiedo che questo accertamento venga fatto “immediatamente” senza attendere il via libera della Procura), se dovessero risultare delle irregolarità (“chi è senza peccato scagli la prima pietra”), si instaurerà un contenzioso, una lite amministrativa, tra me e il Comune. Quando ci sarà questa lite e quanto durerà non lo so. Quello che è certo è che “chi abbia una lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo con il Comune” non può candidarsi a Consigliere comunale, né a Sindaco. Quindi, sono fatto fuori!
QUESTO INVECE IL TESTO DELLA LETTERA INVIATA DA CIRIOLI AD ACCARINO
Oggetto: Richiesta di autorizzazione di accertamenti tecnico urbanistici relativi ai lavori di cui alla Concessione Edilizia n. 4119 del 22/02/2002 in ditta Cirioli Daniele, in Alife in Piazza Vescovado di cui alla nota protocollo n. 6560 del 10 giugno 2010 del Comune di Alife, a firma del Responsabile dell’Area A.T.A., geom. Claudio Accarino. Richiesta chiarimenti ex legge n. 241/1990.
Gentilissimo geometra Claudio Accarino,è con sommo rammarico che mi vedo costretto a rivolgermi a Lei in veste così ufficiale e formale; ma le circostanze dei fatti accaduti e dei risvolti che gli stessi possono riservare per il futuro mio, della mia famiglia e della comunità tutta di Alife non consentono altre vie.Il giorno 27 giugno u.s. due quotidiani locali – Corriere di Caserta e Gazzetta di Caserta – hanno dato notizia di una Sua missiva, inoltrata alla Procura della Repubblica e al Comando stazione dei Carabinieri di Alife, in cui Lei – si dice – abbia fatto richiesta di autorizzazione per accertamenti tecnico urbanistici sui lavori che ho effettuato presso la mia abitazione di piazza Vescovado, in virtù della Concessione Edilizia n. 4419 del 22/02/2002.Lei può immaginare lo stupore e il clamore che tale notizia ha potuto arrecare a me stesso e alla mia famiglia; stupore e clamore aggravato dal fatto che di tale Sua iniziativa io non ne ero a conoscenza e non ancora ho ricevuto alcuna ufficiale comunicazione nel momento in cui Le scrivo. Cosa grave è il fatto che questa Sua richiesta, indirizzata come in essa si legge alla Procura della Repubblica e al Comando Stazione Carabinieri di Alife, sia finita in mano ai due quotidiani. E’ grave ed al tempo stesso preoccupante perché, volendo escludere che sia stato proprio Lei oppure Alcuni della Procura della Repubblica o Alcuni del Comando Stazione dei Carabinieri di Alife ad inviare questa missiva alla stampa locale, denota una carenza di “sicurezza” delle informazioni e dei dati di cui Ella è il Responsabile, non solo nella sostanza degli stessi ma anche ai fini della privacy dei cittadini tutti di Alife.Nella Sua missiva – copia della quale è “finita” anche tra le mie di mani – leggo che Lei ha proceduto alla richiesta di autorizzazione “…avendo riscontrato dall’esterno dello stesso fabbricato, la realizzazione di taluni lavori non ammessi dal vigente Piano regolatore Generale…”. Le sarei molto grato se volesse usare la gentilezza di spiegarmi quando e come ha avuto modo di effettuare questi riscontri e se il “riscontro dall’esterno”, che ha fatto sulla mia abitazione, rientra nella sua ordinaria attività di lavoro come Responsabile A.T.A. del Comune di Alife.Leggo ancora che la Sua richiesta di autorizzazione è stata dovuta perché sollecitata dall’intero Paese (“…onde poter effettuare le verifiche necessarie che tanto stanno facendo parlare in questo Paese”.). A voler escludere che Lei stia operando sulla base di segnalazioni anonime e/o solamente verbali, chiederei l’ulteriore cortesia di volermi meglio aggiornare su questo.Ma la vera ragione per cui Le scrivo è un’altra.Le dico francamente che ho molto apprezzato questa Sua iniziativa perché è un’iniziativa rivolta nei confronti di un Consigliere comunale: se non fosse per questo – mi dica se condivide – non riuscirei nemmeno a giustificare il perché la stampa ne abbia dato tanta evidenza. Su un punto però, mi trovo in disaccordo con il Suo modo di operare; e questo è un aspetto che mi preoccupa perché, se adesso è toccato a me, domani potrebbe capitare a un concittadino ed è una cosa che andrebbe evitata. Mi spiego. La Sua missiva è una richiesta di autorizzazione legale ad accedere presso la mia abitazione. E’ un atto che, generalmente, viene fatto quando risulti impossibile eseguire un accertamento su un immobile perché i proprietari non ne permettono l’accesso. Questo il punto: io non le ha mai negato l’accesso alla mia abitazione per effettuare verifiche. L’amarezza, da parte mia e della mia famiglia, resta quindi sul fatto che, se Lei avesse usato questa modalità (diciamo) “ordinaria” per fare gli accertamenti presso la mia abitazione, forse si sarebbe potuto evitare il clamore della notizia dei quotidiani, notizia peraltro non corrispondente a verità, ingiuriosa ed offensiva per le parole usate nei mie riguardi e della mia famiglia che, come Lei ben può capire, mi spingono anche a querelare quanti possono ritenersene responsabili.Le chiedo dunque la cortesia di volere programmare immediatamente gli accertamenti tecnici presso la mia abitazione di piazza Vescovado, senza attendere l’autorizzazione legale. Compatibilmente coi Suoi impegni, mi faccia sapere data e ora che più Le sembrano opportune e troverà aperta non solo la mia abitazione ma anche la disponibilità mia e della mia famiglia, affinché Lei possa svolgere appieno le Sue funzioni. Se veramente, come Lei già sostiene nella missiva, ho mancato in qualche adempimento, formale o sostanziale, Le dico che sono pronto a mettervi riparo e ad accettarne tutte le conseguenze, in un doveroso clima di imparzialità, cioè secondo legge, usi e costumi propri della nostra Comunità.Resto in attesa di risposta.
Caiazzorinasce...
Difficilmente entriamo nel merito di situazioni come quella che oggi vedono il consigliere comunale Daniele Cirioli, oggetto di una richiesta di accertamento. Certo anche la richiesta di per se, così formulata, nelle motivazioni appare singolare se non altro. Ma un altro punto è quello che noi sentiamo non di criticare, per carità, ma quantomeno per noi è opinabile. Che cosa significa: "Chi non mai peccato scagli la prima pietra?" E soprattutto i "peccati" non si pesano, non hanno una diversa qualifica, forse rilevanza si, ma sentirsi dire chi non ha mai peccato scagli la prima pietra, per lo meno per noi risulta davvero un'affermazione opinabile appunto e soprattutto, pur meritevole di rispetto in quanto opinione altrui, non condivisibile. Infine, ma non da ultimo, stante quanto emerge dalle pubblicazioni del sito dello stesso dott. Cirioli, (
http://www.vivialife.it/) il documento alla stampa era facilmente prelevabile proprio dallo stesso portale e ancor più in quel documento si evince chiaramente il nome ed il cognome della congiunta del consigliere comunale. Ci siamo permessi di entrare appena nel merito, solo perchè la vicenda è oggetto di cronaca ed è pubblica. Per il resto ci riportiamo alla cronaca dei fatti, fornendo quanto più notizie possibili.