mercoledì 30 giugno 2010

Piedimonte Matese. La minoranza consiliare fa la fine dell’ “asso di coppa”. Un componente presente in aula e si è pure dissociato!!!

A memoria d’uomo, non si ricorda un Consiglio Comunale in un medio Comune dove si vota il bilancio previsionale, con una minoranza “latitante”. Senatore Sarro se ci sei batti un colpo!
Oggi 30 giugno 2010, il Consiglio Comunale di Piedimonte Matese si è riunito nell’ultimo giorno utile per illustrare e votare il bilancio previsionale dell’anno in corso. Quindi un appuntamento, anzi uno dei due appuntamenti annuali, quello del bilancio previsionale e quello del bilancio consuntivo che rappresentano in Comuni normali l’occasione per vedere al completo l’intera assise comunale. Ebbene oggi a Piedimonte Matese la minoranza consiliare senza mezzi termini, non ha rispettato il patto con il proprio elettorato. Assenti in toto tutti i componenti eccezion fatta per Michele Iannarelli, il quale con un documento presentato alla segretaria comunale ed al Presidente del Consiglio, si è pure dissociato dagli ex alleati. Insomma passi per un De Girolamo inebriato dalla vittoria di Paolo Romano, passi per un Martino che forse non ne vuole più sapere di lottare da solo, passi anche per Cestaro che nemmeno si vede più da tempo, ma il Senatore, il grande assente, ovvero colui che prima di Cappello attuale sindaco, ha retto per due legislature le sorti di Piedimonte Matese proprio da sindaco, dov’era? Abbiamo tralasciato la figura di Giovanni Ferrante, un galantuomo, con rispetto parlando per tutti, poiché impegnato fuori regione. Ma questa minoranza, specchio del malessere politico che vive nell’Alto Casertano il Pdl, vuole davvero fare opposizione in Consiglio Comunale? La risposta, forse, l’ha data lo stesso Iannarelli, visto poi a fine Consiglio Comunale nell’ufficio del sindaco, brindare sportivamente a Sant’Attilio, il nome dell’assessore Costarella che per l’occasione ha portato una bottiglia di champagne. Eccola la lettera di Iannarelli:
“Oggetto: Dichiarazione di indipendenza.
Dopo un’attenta e profonda riflessione sull’attuale condizione del Gruppo di appartenenza ed alla luce dei risultati conseguiti dall’Esecutivo è maturata la decisione di rendermi indipendente, al fine di poter offrire il mio modesto bagaglio di esperienza alla nostra Città, senza condizionamenti o vincoli, per un più responsabile servizio alla cittadinanza. Dichiararmi indipendente significa iniziare una politica del confronto con la maggioranza, in un’ottica di collaborazione tutte le volte che ciò si renderà necessario e opportuno per la crescita, lo sviluppo ed il miglioramento della mia Città. La mia azione politica sarà, dunque, guidata da un leale confronto con tutte le organizzazioni politiche e sociali del territorio nonché da una seria iniziativa politica perché soltanto in questo modo sarà possibile concretizzare un vero progetto di crescita per la nostra Piedimonte.”
Nella foto primo a sx il consigliere Iannarelli insieme alla ex minoranza consiliare

Piedimonte Matese. Il sindaco di Caiazzo e consigliere provinciale Stefano Giaquinto, accompagna l'assessore Gimmi Cangiano in città

Visitato il Centro per l'impiego di Piedimonte Matese. Giaquinto però ha memoria corta. Quando scrivemmo che essendo l'unico rappresentante del medio e alto casertano in Consiglio Provinciale e per tale motivo poteva essere uno dei papabili nel Consiglio di Amministrazione del Parco Regionale del Matese, se lo presero le "tarantole". Oggi viene in visita a Piedimonte Matese, per altro, non competente su Caiazzo e promette di sostenere le nostre zone. Ideale nobile e poi è da lui...Ma Zinzi che oggi ha depauperato il Corpo delle guardie provinciali del Matese, lo sa?
L'assessore provinciale al Lavoro Gimmi Cangiano e il consigliere provinciale di maggioranza nonché primo cittadino della città di Caiazzo Stefano Giaquinto hanno visitato questa mattina (mercoledì 30 giugno 2010) il “Centro per l'Impiego” di Piedimonte Matese. Ad accoglierli nella nuovissima e attrezzata struttura pedemontana, la responsabile degli uffici Rosa Italiano e rappresentanti tecnici e istituzionali del territorio accorsi sul posto per l'occasione, tra questi il funzionario regionale Michele Santoro, il vicesindaco di Fontegreca Elisabetta Cambio e un delegato dell'amministrazione di San Gregorio Matese. Una visita ufficiale per testare il territorio e per tessere i primi contatti in vista di una programmazione attenta e mirata all'occupazione e alla formazione dei giovani dell'Alto Casertano da parte dell'ente di Corso Trieste. E non solo. “E' la dimostrazione di quanto gli eletti della squadra guidata dal presidente Zinzi, indipendentemente dal ruolo assunto, abbiamo un comune obiettivo – spiega il consigliere Giaquinto – ovvero quello di far crescere e rivitalizzare Terra di Lavoro e in particolare quella fetta di provincia, rappresentata dalla Media Valle del Volturno e dall'Alto Casertano, che detengono bellezze e preporative che non possono essere trascurate e devono essere incoraggiate”. Un confronto costruttivo e positivo che è soltanto l'inizio di un percorso che il consigliere Giaquinto, in attesa del conferimento di uno specificio incarico, intende portare avanti coinvolgendo tutti i territori e tutti i settori, in sinergia con gli assessori e i consiglieri provinciali.
QUESTO IL COMUNICATO ALL'EPOCA DELL'ARTICOLO IN CUI FU AUSPICATO CHE GIAQUINTO UNICO ELETTO NEI TRE COLLEGI, CAIAZZO -ALIFE - PIEDIMONTE MATESE RAPPRESENTASSE LA PROVINCIA NEL PARCO REGIONALE DEL MATESE
Il neo consigliere provinciale, parla di congetture che confodono l'elettorato...
“Non siamo stati ancora convalidati, non c'è stato ancora l'insediamento ufficiale, eppure c’è chi avanza già ipotesi infondate su nomine e deleghe. Si tratta di congetture senza effettivo riscontro che non fanno altro che confondere l'elettorato”. E' la secca smentita del sindaco di Caiazzo, nonché neo eletto consigliere provinciale per il Pdl nel collegio numero 5, Stefano Giaquinto al presunto conferimento di una carica in quota Corso Trieste al Parco Regionale del Matese. “Sono in attesa di decisioni del partito - chiarisce Giaquinto – Tutto il territorio saprà in tempo reale di cosa dovrò occuparmi non appena saprò io stesso il ruolo che andrò a ricoprire. Adesso posso soltanto garantire il mio impegno e la mia abnegazione e ringraziare ancora una volta i 3870 elettori che mi hanno dato fiducia e che credono nella mia persona”.
Caiazzorinasce 30.06.2010:
Sindaco - Consigliere Provinciale, Lei sa quanto la stimiamo, senza secondi fini e soprattutto perchè ha dimostrato negli ultimi due anni che la gente la ama. Prima a Caiazzo nel 2008 con oltre 2500 voti in città ed ora, sei mesi orsono, con i 3870 voti del collegio. Però, nel stimarla per il confronto sempre aperto che ha avuto con la stampa e con il suo elettorato, le facciamo presente che anche stavolta, caiazzorinasce.net, aveva ragione. Con immutata stima ci permettiamo di farle notare che fino ad oggi, quei pochi giorni di Governo Zinzi, sono serviti qui nell'Alto Casertano addirittura a far rimpiangere Sandro De Franciscis!!!!

Piedimonte Matese. Ancora smaltimenti illeciti di rifiuti. I Carabinieri della Stazione di Alife beccano quattro trasgressori

Trasporto e smaltimento illecito di rifiuti speciali, blitz dei carabinieri, quattro persone denunciate, oltre cinque quintali di materiali inquinanti sottoposti a sequestro. Meno di sei mesi fa avrebbero rischiato anche l'arresto...
Lotta senza quartiere quella intrapresa dai Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese contro il devastante fenomeno dell’inquinamento ambientale. Infatti ancora una operazione è stata portata a termine per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti. Una pattuglia di militari della Stazione di Alife, hanno intercettato nella periferia del centro matesino, un furgone Ford Transit ed un Fiat Ducato che trasportavano complessivamente oltre cinque quintali di rifiuti speciali anche di tipo pericoloso. Elettrodomestici in disuso, batterie, fusti e filtri di olio motore esausti, reti metalliche ed altri rottami ferrosi altamente inquinanti. I responsabili, quattro rumeni provenienti dall’hinterland napoletano, R.C., 23enne, M.G., 38enne, S.A., 34enne e C.M., 27enne, risultavano sprovvisti di qualsiasi autorizzazione relativa alla gestione, allo smaltimento e al trasporto dei rifiuti, pertanto nei loro confronti è scattata una denuncia alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Sulla provenienza e la destinazione dei mezzi con il pericoloso carico, finiti sotto sequestro, sono ora in corso ulteriori indagini. Il materiale è stato intanto affidato ad una ditta specializzata per il regolare smaltimento. Dall’inizio dell’emergenza rifiuti in Campania, i Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese hanno eseguito nell’ambito dei servizi predisposti per contrastare i fenomeni di inquinamento ambientale, circa 50 tra arresti e denunce, mentre sono state sottoposte a sequestro 18 discariche abusive, per un totale complessivo di oltre 800 quintali di rifiuti speciali anche di tipo pericoloso, altamente tossici ed inquinanti, 21 infine i camion sottoposti a sequestro, poiché utilizzati per il trasporto illegale dei rifiuti. Le località maggiormente interessate dal fenomeno e su cui si è concentrata l’azione dei militari, sono state individuate nei comuni di Piedimonte Matese, Alvignano, Dragoni, Alife, Ailano, Raviscanina, Capriati al Volturno, Prata Sannita, Pratella e Ciorlano, in questi ultimi tre comuni sono stati anche scoperti sversamenti abusivi da parte di aziende zootecniche, poi sottoposte a sequestro, che inquinavano il fiume Volturno.

CAMORRA/ Nove arresti da parte della Squadra Mobile e dei Carabinieri. Esponenti dei casalesi stavano per riscuotere la rata estiva del pizzo

Lavoravano per conto del boss Nicola Schiavone. Il Gip ha emesso nove ordini di carcerazione per gli affiliati che chiedevano il pizzo a imprenditori e stavano passando all'incasso per la rata estiva...
Nove persone sono state accusate, sulla base di indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, di chiedere le estorsioni a imprenditori e commercianti nella zona di Aversa, San Marcellino e Trentola per conto di Nicola Schiavone, figlio del boss dei Casalesi Francesco. Il gip di Napoli ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Bartolomeo Cacciapuoti, 37 anni; Bernando Ciervo, 28 anni; Gaetano De Biase, detto "burzone", 43 anni; Giancarlo Esposito, detto "Gnagnariello"; Pietro Falcone e Salvatore Orabona, noti per essere stati bersaglio di un attentato compiuto due anni fa dal killer Giuseppe Setola; Antonio Maione; Agostino Paciello e un marocchino, Mohamed Ismail Niel, 27 anni. I nove, alcuni dei quali gia' detenuti, rispondono a vario titolo di associazione di stampo mafioso, lesioni personali, porto e detenzioni di armi, reati aggravati dall'avere agito con metodo mafioso e al fine di agevolare il clan. Il gruppo ha chiesto il 'pizzo' a imprenditori nelle zone controllate dal clan dei Casalesi, fazione Schiavone, subentrato al gruppo di Francesco Bisognetti detto "Cicciotto e'mezzanotte", dopo il declino di quest'ultimo. Le rate variavano da imprenditore a imprenditore e le scadenze erano sempre le stesse: Natale, Pasqua e Ferragosto. La Squadra mobile di Caserta e i carabinieri li hanno arrestati prima della riscossione di quella estiva.

Richiamati a Caserta gli agenti della Polizia Provinciale. Il Matese e Roccamonfina sguarniti di un'adeguata vigilanza ai rispettivi Parchi

Richiamati da Roccamonfina e Piedimonte Matese gli agenti della polizia provinciale che vigilavano nelle aree protette dei due Parchi regionali.Decisione intrapresa in vista dell’Estate quando le montagne sono oggetto dei probabili 'fuochi piromani'.
I sindaci del Matese in coro: "Complimenti alla premiata coppia Zinzi & Picaro!"
Che l’Alto Casertano nei pensieri dei nuovi governanti di centro –destra stia così come Fini è nei pensieri dei “Berluscones” è chiaro e lampante. Ed infatti arrivano i primi provvedimenti del neo Direttore Generale della Provincia di Caserta, dott. Raffaele Picaro che in data 23 giugno ultimo scorso con un’ordinanza, la numero 1611/D.G. ha disposto l’immediato rientro a Caserta degli agenti della Polizia Provinciale distaccati a Roccamonfina e Piedimonte Matese, chiudendo di fatto le sedi. L’opera degli agenti, nella prevenzione degli incendi, ora che è arrivata l’Estate, era peculiare. Così come anche l’opera di prevenzione per atti di vandalismo, disboscamenti selvaggi e quant’altro a tutela dell’ambiente del Parco Regionale del Matese era altrettanto preziosa. Ed ecco invece che i nuovi “Dirigenti” di punto in bianco, nella fattispecie Picaro, decide di trasferire i dipendenti Antonio Di Roberto, Salvatore Rinaldi, Giovanni Ronghi, Antimo Pisaturo, Alberico Boiano, Carlo Biondi, Giovanni Guadelli, Carmine Natale, Francesco Gambardella inquadrati nella categoria “C” con il profilo di guardia provinciale, con effetto immediato prestino servizio presso il Corpo della Polizia Provinciale di Caserta. Stesso discorso ovviamente anche per gli impiegati a Roccamonfina. Il loro nuovo ruolo, pare a quanto è dato sapere, sarà quello di vigilare l’immondezzaio di Lo Uttaro ed altre discariche sterminate in lungo e largo, manco a dirlo nell’agro aversano e nell’agro marcianisano, zona d’origine dei nuovi regnanti. Insomma, prima di tutto la monnezza e poi, forse, i monti dell’Alto Casertano che adesso senza un’adeguata vigilanza, momentaneamente possono anche andare a fanc...o! Se qualcuno ci avesse detto, sei mesi orsono, che nel giro di 180 giorni appunto, avremmo rimpianto l’Esule di Tuoro, avremmo chiamato l’ambulanza e gli infermieri per un T.S.O.. Ed invece, abbiamo e stiamo ancora oggi scoprendo che al peggio (politicamente parlando s’intende) non c’è mai fine! SI SALVI CHI PUO’…
I sindaci del Matese stanno preparando un documento, ma intanto rivolgendosi al Presidente della Provincia e al Direttore Generale affermano in coro: "Complimenti alla premiata coppia Zinzi & Picaro per la loro lungimiranza e soprattutto per aver risolto un 'loro problema' creandone uno 'più grande' a noi dell'Alto Casertano..."
Nell'immagine alcuni agenti della Polizia Provinciale mentre eseguono un controllo ad un cacciatore, altro ruolo importante appunto, quello di polizia venatoria.

Alife. Replica il consigliere comunale Cirioli alla vicenda del paventato abuso edilizio che lo rigaurda

"Perché la gente di Alife ce l’ha con me? Perché dopo 10 anni 'tutto il Paese' ha chiesto al Funzionario Accarino di fare un accertamento sulla mia abitazione di piazza Vescovado? Che cosa ho fatto di male agli alifani? Non lo so..." Così Cirioli sul suo portale parla alla gente della sua città...
Con un lungo intervento sul su sito http://www.vivialife.it/ il consigliere comunale Daniele Cirioli rende noto di aver chiesto al tecnico comunale di anticipare gli accertamenti senza attendere la Procura della Repubblica. Questo uno stralcio dell'intervento del politico alifano.
Per due mesi (maggio e giugno) mi ero un poco allontanato dall’attività amministrativa a motivo del completamento dei miei percorsi di studio (accertabile dagli atti ufficiali in data 14 giugno 2010 presso l’Università di Modena e Reggio Emilia). Questo stesso blog di ViviAlife ha come ultimi aggiornamenti il 17 maggio e il 2 giugno. Succede sempre così: non fidarti del cielo sereno…che eccoti un acquazzone! E che acquazzone! Su piazza Vescovado. Non solo su di me (peggio: non sul Consigliere comunale), ma sulla mia famiglia. Pazienza.
Ringrazio anche un Assessore che mi ha detto – spero sinceramente – di “dissociarsi” dall’iniziativa del Funzionario Ata. Quest’Assessore fa da controcanto a un altro Assessore che, solo qualche settimana fa, lo sentivo “sbraitare” in piazza: “vedrete chi è Cirioli!!!”. Era una minaccia? Boh! Silenzio assoluto invece da parte dell’altra ala dell’Opposizione (Leali per Alife). Non una telefonata e nemmeno un sms. Lo dico perché questo mi ha fatto molto male. Sarò anche il “Sandokan” dell’edilizia abusiva di Alife (cosa che deve comunque ancora essere provata), ma una parola di conforto non la si nega a nessuno... Come il “galateo Politico” prescrive, ho fatto “silenzio” nei primi giorni dopo “l’attacco” per dare spazio alla voce di altri (alla Politica, per esempio). Ieri ed oggi ho aperto i giornali, i siti internet, i blog... Silenzio assoluto. Allora (come al solito) parlo io!
Tra i risultati di questa vicenda ce n’è uno che, forse, ha a che fare con il “criticone” che sono nel Consiglio comunale: è probabile, infatti, che non potrò candidarmi alle prossime elezioni comunali! Può essere questa una ragione della reminescenza (dopo 6 anni) sui miei lavori di piazza Vescovado? E’ “fantapolitica”, ma potrebbe essere. Mi spiego. Una volta che verrà fatto l’accertamento tecnico (in una lettera consegnata oggi al Funzionario Accarino, che pubblico di seguito, chiedo che questo accertamento venga fatto “immediatamente” senza attendere il via libera della Procura), se dovessero risultare delle irregolarità (“chi è senza peccato scagli la prima pietra”), si instaurerà un contenzioso, una lite amministrativa, tra me e il Comune. Quando ci sarà questa lite e quanto durerà non lo so. Quello che è certo è che “chi abbia una lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo con il Comune” non può candidarsi a Consigliere comunale, né a Sindaco. Quindi, sono fatto fuori!
QUESTO INVECE IL TESTO DELLA LETTERA INVIATA DA CIRIOLI AD ACCARINO
Oggetto: Richiesta di autorizzazione di accertamenti tecnico urbanistici relativi ai lavori di cui alla Concessione Edilizia n. 4119 del 22/02/2002 in ditta Cirioli Daniele, in Alife in Piazza Vescovado di cui alla nota protocollo n. 6560 del 10 giugno 2010 del Comune di Alife, a firma del Responsabile dell’Area A.T.A., geom. Claudio Accarino. Richiesta chiarimenti ex legge n. 241/1990.
Gentilissimo geometra Claudio Accarino,è con sommo rammarico che mi vedo costretto a rivolgermi a Lei in veste così ufficiale e formale; ma le circostanze dei fatti accaduti e dei risvolti che gli stessi possono riservare per il futuro mio, della mia famiglia e della comunità tutta di Alife non consentono altre vie.Il giorno 27 giugno u.s. due quotidiani locali – Corriere di Caserta e Gazzetta di Caserta – hanno dato notizia di una Sua missiva, inoltrata alla Procura della Repubblica e al Comando stazione dei Carabinieri di Alife, in cui Lei – si dice – abbia fatto richiesta di autorizzazione per accertamenti tecnico urbanistici sui lavori che ho effettuato presso la mia abitazione di piazza Vescovado, in virtù della Concessione Edilizia n. 4419 del 22/02/2002.Lei può immaginare lo stupore e il clamore che tale notizia ha potuto arrecare a me stesso e alla mia famiglia; stupore e clamore aggravato dal fatto che di tale Sua iniziativa io non ne ero a conoscenza e non ancora ho ricevuto alcuna ufficiale comunicazione nel momento in cui Le scrivo. Cosa grave è il fatto che questa Sua richiesta, indirizzata come in essa si legge alla Procura della Repubblica e al Comando Stazione Carabinieri di Alife, sia finita in mano ai due quotidiani. E’ grave ed al tempo stesso preoccupante perché, volendo escludere che sia stato proprio Lei oppure Alcuni della Procura della Repubblica o Alcuni del Comando Stazione dei Carabinieri di Alife ad inviare questa missiva alla stampa locale, denota una carenza di “sicurezza” delle informazioni e dei dati di cui Ella è il Responsabile, non solo nella sostanza degli stessi ma anche ai fini della privacy dei cittadini tutti di Alife.Nella Sua missiva – copia della quale è “finita” anche tra le mie di mani – leggo che Lei ha proceduto alla richiesta di autorizzazione “…avendo riscontrato dall’esterno dello stesso fabbricato, la realizzazione di taluni lavori non ammessi dal vigente Piano regolatore Generale…”. Le sarei molto grato se volesse usare la gentilezza di spiegarmi quando e come ha avuto modo di effettuare questi riscontri e se il “riscontro dall’esterno”, che ha fatto sulla mia abitazione, rientra nella sua ordinaria attività di lavoro come Responsabile A.T.A. del Comune di Alife.Leggo ancora che la Sua richiesta di autorizzazione è stata dovuta perché sollecitata dall’intero Paese (“…onde poter effettuare le verifiche necessarie che tanto stanno facendo parlare in questo Paese”.). A voler escludere che Lei stia operando sulla base di segnalazioni anonime e/o solamente verbali, chiederei l’ulteriore cortesia di volermi meglio aggiornare su questo.Ma la vera ragione per cui Le scrivo è un’altra.Le dico francamente che ho molto apprezzato questa Sua iniziativa perché è un’iniziativa rivolta nei confronti di un Consigliere comunale: se non fosse per questo – mi dica se condivide – non riuscirei nemmeno a giustificare il perché la stampa ne abbia dato tanta evidenza. Su un punto però, mi trovo in disaccordo con il Suo modo di operare; e questo è un aspetto che mi preoccupa perché, se adesso è toccato a me, domani potrebbe capitare a un concittadino ed è una cosa che andrebbe evitata. Mi spiego. La Sua missiva è una richiesta di autorizzazione legale ad accedere presso la mia abitazione. E’ un atto che, generalmente, viene fatto quando risulti impossibile eseguire un accertamento su un immobile perché i proprietari non ne permettono l’accesso. Questo il punto: io non le ha mai negato l’accesso alla mia abitazione per effettuare verifiche. L’amarezza, da parte mia e della mia famiglia, resta quindi sul fatto che, se Lei avesse usato questa modalità (diciamo) “ordinaria” per fare gli accertamenti presso la mia abitazione, forse si sarebbe potuto evitare il clamore della notizia dei quotidiani, notizia peraltro non corrispondente a verità, ingiuriosa ed offensiva per le parole usate nei mie riguardi e della mia famiglia che, come Lei ben può capire, mi spingono anche a querelare quanti possono ritenersene responsabili.Le chiedo dunque la cortesia di volere programmare immediatamente gli accertamenti tecnici presso la mia abitazione di piazza Vescovado, senza attendere l’autorizzazione legale. Compatibilmente coi Suoi impegni, mi faccia sapere data e ora che più Le sembrano opportune e troverà aperta non solo la mia abitazione ma anche la disponibilità mia e della mia famiglia, affinché Lei possa svolgere appieno le Sue funzioni. Se veramente, come Lei già sostiene nella missiva, ho mancato in qualche adempimento, formale o sostanziale, Le dico che sono pronto a mettervi riparo e ad accettarne tutte le conseguenze, in un doveroso clima di imparzialità, cioè secondo legge, usi e costumi propri della nostra Comunità.Resto in attesa di risposta.
Caiazzorinasce...
Difficilmente entriamo nel merito di situazioni come quella che oggi vedono il consigliere comunale Daniele Cirioli, oggetto di una richiesta di accertamento. Certo anche la richiesta di per se, così formulata, nelle motivazioni appare singolare se non altro. Ma un altro punto è quello che noi sentiamo non di criticare, per carità, ma quantomeno per noi è opinabile. Che cosa significa: "Chi non mai peccato scagli la prima pietra?" E soprattutto i "peccati" non si pesano, non hanno una diversa qualifica, forse rilevanza si, ma sentirsi dire chi non ha mai peccato scagli la prima pietra, per lo meno per noi risulta davvero un'affermazione opinabile appunto e soprattutto, pur meritevole di rispetto in quanto opinione altrui, non condivisibile. Infine, ma non da ultimo, stante quanto emerge dalle pubblicazioni del sito dello stesso dott. Cirioli, (http://www.vivialife.it/) il documento alla stampa era facilmente prelevabile proprio dallo stesso portale e ancor più in quel documento si evince chiaramente il nome ed il cognome della congiunta del consigliere comunale. Ci siamo permessi di entrare appena nel merito, solo perchè la vicenda è oggetto di cronaca ed è pubblica. Per il resto ci riportiamo alla cronaca dei fatti, fornendo quanto più notizie possibili.

Piedimonte Matese. Questa sera la seduta di Consiglio Comunale. Bilancio previsionale e Piano di Recupero Urbano

E’ in programma per oggi il consiglio comunale sulle finanze e i lavori pubblici. All’ordine del giorno anche la programmazione delle politiche sociali nell’ambito della 328 e la ristrutturazione dei debiti
Il mese di giugno si chiude con la seduta di consiglio comunale convocata, questa sera, per la approvazione del bilancio di previsione 2010. E’ questo l’adempimento di maggiore rilievo all’attenzione dell’assemblea riunita dal presidente ed ex assessore provinciale Renato Ricca. Da segnalare anche la programmazione degli interventi previsti nel piano sociale intercomunale ex “328” di cui Piedimonte è capofila come ambito "C6" unitamente al passaggio consiliare per l’approvazione del progetto definitivo del nuovo asse stradale di collegamento nell’ambito del programma di recupero urbano di via Aldo Moro: si tratta di un intervento che è stato stralciato dal resto della progettazione, nel corso della conferenza dei servizi svoltasi nell’ottobre 2009, perché occorre modificare il tracciato dell’opera infastrutturale. Il Pru (piano di recupero urbano) è stato anche oggetto di due atti deliberativi della giunta comunale in relazione alla selezione degli imprenditori privati e per gli interventi finanziati da risorse regionali. Il piano ha una storia più che decennale alle spalle per il ridisegno e la riqualificazione complessiva del quartiere che gravita intorno a via Moro, una delle linee di maggiore espansione edilizia- abitativa nei decenni scorsi. Altro punto all’ordine del giorno la nomina del regolamento per la costituzione ed il funzionamento della commissione di vigilanza dei locali di pubblico spettacolo . I consiglieri esamineranno anche alcune partite debitorie ereditate oltre al programma per il conferimento degli incarichi di collaborazione e consulenza. La seduta però inizierà con gli adempimenti ulteriori connessi alla vendita o valorizzazione del patrimonio comunale disponibile e non funzionale alle attività istituzionali. In aula alle 19. L'attuale seduta consiliare si svolgerà a distanza di pochi giorni dal consiglio al terimine del quale all’unanimità maggioranza di centro-sinistra e minoranza Pdl hanno approvato l'estensione anticipata dei cosidetti contratti a finanza derivata che furono stipulati dall’amministrazione Sarro per ristrutturare la massa debitoria. L’altro ieri l’ufficio finanziario del comune ha dato applicazione alla delibera con la pubblicazione della determina di recesso del contratto sottoscritto con la ex Bnl con il pagamento di circa 80.000 euro. Anche in altre due occasioni i consiglieri Pdl hanno votato insieme alla maggioranza eccetto il consigliere ed ex assessore Nicola De Girolamo, a proposito della cosidetta privatizzazione del servizio idrico e sulla vertenza delle scuole di montagna.
Michele Martuscelli

Funerali in forma privatissima, con la colonna sonora degli U2 per Pietro Taricone

A Terni sono arrivati anche molti suoi amici da Caserta. Pietro è stato vestito con la tuta da paracadutista, accompagnato nel suo ultimo viaggio dalla moglie Kasia Smutniak.
"Il riposo del guerriero, Pietro Taricone, vestito con la tuta da paracadutista per questo ultimo atto. Difficile immaginare tutta la sua vitalita' racchiusa in quella cassa di legno chiaro abbracciata dallo sguardo pieno di lacrime dalla moglie Kasia Smutniak, uno splendore devastato dal dolore. Nella cappella dell'ospedale di Santa Maria di Terni - scrive LA STAMPA - sono pochi i parenti e gli amici che pregano per salutarlo. Pietro Taricone non aveva voluto essere schiacciato dalla visibilita' mediatica in vita e la famiglia ha preteso che questa sua scelta venisse rispettata anche oggi, giorno dell'addio, quando lo piangono mamma Rita,i suoi fratelli, la moglie Kasia e la figlia Sophie, sei anni, che e' stata lasciata a casa protetta anche dalla tv. Difficile spiegarle che il suo papa', amatissimo, e che si occupava di lei con una tenerezza assoluta, come racconta uno zio, non c'e' piu'. Oggi dovevano festeggiare l'onomastico di Pietro, una ricorrenza che al sud e' piu' importante del compleanno. 'San Pietro lo avra' accolto alle porte del Paradiso', dice Fabio, un amico arrivato da Caserta. E forse Pietro ride di questo suo volerlo trasformare in santo. Lui che della sua vita aveva fatto un vessillo di liberta' e anticonformismo. Liberta' dai giornali, da quello che pensa la gente come quando aveva deciso di perdonare e raccontare del tradimento subito. La sua piu' grande dimostrazione di virilita'. Un amore quello con Kasia difeso contro tutti e da tutti e oggi e' lei che ricambia tenendolo lontano dalle telecamere, accarezzandolo con le sue lacrime, chinando la testa quando Don Dumitru, il cappellano, guarda i presenti e li avverte: 'Divertitevi ma preparatevi a morire'. In serata Kasia dichiarera': 'Era una persona speciale, unica, molto sensibile. Io sono stata la piu' fortunata perche' l'ho avuto per otto anni tutto per me. Sophie ancora non sa nulla, la preparero' io'. Mamma Rita e papa' Maurizio si stringono annichiliti, nulla gli e' stato risparmiato, neanche l'aver appreso della disgrazia dalla tv. Erano fieri di quel figlio e lui era fiero di avergli dimostrato di non essere uno scansafatiche, come aveva dichiarato recentemente. 'Non lo conoscevo personalmente, ma era un uomo con un cuore nobile e coraggioso', ha detto Don Dumitru Podac. Nessun affollamento di vip qui all'ospedale di Terni, cosi' ha voluto la famiglia. Tra le poche facce note quella del produttore Domenico Procacci e quella di Marina La Rosa, colei che dopo il 'Grande Fratello' ha dato un senso nuovo all'espressione gatta morta, una passioncella in diretta tv di Taricone con cui era rimasta amica. 'Niente telecamere', ha pregato uscendo dall'ospedale. 'Pietro era uno che divorava la vita e ammiravo il suo coraggio'. 'Nessuno ha snobbato Pietro, in tanti colleghi hanno telefonato e hanno rispettato il volere della famiglia', ha spiegato Rolando Ravello, nel cast della nuova 'Squadra' insieme a Taricone". "Tante invece le persone comuni, la gente che e' arrivata per rendere omaggio al guerriero, un personaggio rimasto nel cuore della gente piu' che negli annali della tv e del cinema. Dario andava allo stesso liceo: 'Lo ammiravamo per quello che era diventato', dice. 'E perche' non se la tirava. Quando lo incrociavi era sempre gentile'. Beatrice ha vent'anni, solo dieci quando Pietro scalava la vita al 'Grande Fratello'. 'E' stato il mio primo amore di bambina, non perdevo una puntata', dice accanto alla madre che l'ha accompagnata e che annuisce sotto il sole che picchia. Persone che rispettano la volonta' di privacy della famiglia, ma che rimangono attaccati a quel muro di mattoni rossi dell'ospedale come se da un momento all'altro qualcuno potesse cambiare il finale di questa storia. In serata l'arrivo di Pietro a Trasacco, il paese di origine della famiglia, il luogo delle vacanze, dei ricordi, di nonna Iole e anche dell'appartenenza. Perche' Pietro si sentiva parte di quella terra, la Marsica, da cui ha ereditato i tratti ruvidi, da 'orso'. Gino Fosca, il sindaco, cugino del padre dell'attore, ha annunciato il lutto cittadino per il cittadino onorario piu' amato. Il guerriero marsicano che ascoltava 'With Or Without You' degli U2: 'Attraverso la tempesta noi raggiungiamo la riva. Tu dai tutto ma io voglio di piu', io ti sto aspettando cuore nobile e coraggioso'. La colonna sonora della sua storia d'amore".
IL SUO MESSAGGIO IN FAVORE DEL CANILE DI CASERTA NELLA PUNTATA DI STRISCIA LA NOTIZIA



Caiazzo, furto in casa di un imprenditore delle pompe funebri.

E nella vicina San Giovanni e Paolo c’è fermento per la presenza di troppi extracomunitari.
Uno stimato imprenditore delle pompe funebri caiatine è l’ennesima vittima di ladri che qualche giorno fa, approfittando della sua assenza perché sembra si sia recato in un Comune vicinioro per effettuarvi un funerale, alcuni ladri si sono intrufolati nella sua abitazione, sita in via Guadanelle e lo hanno ripulito. La strada in questione è prospiciente alla provinciale 330 che conduce anche alla frazione di San Giovanni e Paolo, da dove altre famiglie sono in fermento, sembra per la spropositata presenza di cittadini extra –comunitari o provenienti dai paesi dell’ex Unione Sovietica e dalla Romania. E infatti, questi due fattori, potrebbero essere collegati tra loro, visto che nelle ore del furto perpetrato a casa dell’impresario di pompe funebri, sarebbero stati avvistati proprio cittadini dell’est Europa. A San Giovanni e Paolo intanto, lamentano episodi a dir poco sgradevoli, in quanto un residente, armatosi di coraggio ha voluto uscire fuori dal coro di omertà e soprattutto di paura che vige nella popolosa frazione. Questi alcuni passaggi della sua missiva: “Io sono nato e vivo a San Giovanni e Paolo, uguale la mia famiglia da piu' di sette generazioni. Questa era una frazione tranquilla, ideale per crescere i figli, ideale per farsi una famiglia e viverci tutta una vita, ma ora non è più così, abbiamo una vera invasione di Rumeni, Ucraini e Polacchi.” Il signore che scrive, neanche a dirlo è un impiegato che è nativo di questa frazione da generazioni e generazioni e lo si evince soprattutto per il suo cognome, qui diffusissimo. “Non sono razzista, mio padre ha lavorato 30 anni all'estero, ma siamo arrivati ormai che qui di sera c'è il coprifuoco – continua il residente aggiungendo - rischi di incontrare questi signori ubriachi da fare pena. Tuttavia alcuni ‘santiannesi’ (acronimo per indicare i residenti della frazione,ndr) si sono fatti furbi, affittando in alcuni casi, le loro abitazioni ed anche delle stamberghe agli extracomunitari anche irregolari, persone che non sono venuti in Italia per lavorare.” Aggiunge poi “Io sono un padre di famiglia,ho paura per le mie figlie, ho paura per mia moglie,di notte non si dorme più, abbiamo paura, più di una volta me li sono trovati in casa, più di una volta hanno derubato me e i miei vicini, piccoli furti, ma la cosa non può, non deve continuare così.” Alla fine il cittadino chiude con un invito a svolgere attivamente controlli: “Necessitano controlli più approfonditi,vi assicuro che sono molti quelli irregolari,bisogna punire coloro che affittano case,anche a prezzi esorbitanti a costoro, naturalmente ci sono pure le brave persone che sono venute in Italia per lavorare onestamente.” Alla fine il cittadino di San Giovanni e Paolo si rivolge al sindaco, invitandolo a maggior attenzione alla frazione, non solo durante le consultazioni elettorali, ma adottando ogni strumento utile in suo possesso.

martedì 29 giugno 2010

Calvi Risorta. Ricattarono un benzinaio estorcendogli oltre 70mila euro. Richieste condanne pesanti per gli imputati

Pene che variano dai sette agli undici anni a seconda del ruolo avuto nel delitto di estorsione e ricatto, contestato agli imputati.
Dura requisitoria della dott.ssa Del Ponte che ha chiesto condanne pesanti per alcuni ricattatori che cercavano di spillare soldi ad un benzinaio di Calvi Risorta. Il Pubblico Ministero ha valutato richieste di reclusione in 11 anni per Giovanni Caserta, di Francolise, difeso dall’avvocato Raffaele Gaetano Crisileo; 7 anni di carcere per Vitaliano Polito di Calvi Risorta, difeso dall’avvocato Gianluca Di Matteo, e Nunzio Viscione di Carinola, difeso dall’avvocato Rossella Luglio; 9 anni, invece, per Remo Benincasa di Teano, difeso dall’avvocato Ignazio Maiorano. Gli imputati, tutti in regime carcerario, sono accusati di concorso in estorsione aggravata ai danni di un benzinaio di Calvi Risorta, al quale estorsero oltre 70mila euro in più tranche, minacciando di rivelare ai suoi familiari una sua relazione extraconiugale. L’indagine venne fuori a seguito di alcuni sospetti della moglie del benzinaio, che si rivolse ad un carabiniere in servizio presso la stazione di Calvi Risorta. Di qui, partì l’inchiesta, con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, captazioni ambientali. In questi minuti, è in corso l’ultima arringa dei difensori. La sentenza della seconda sezione del tribunale, presidente Alberto Pacelli, è prevista tra un paio di ore.
A TRA POCO PER GLI AGGIORNAMENTI

Crisi Call-Center la mappa dei posti a rischio in tutta Italia. A Caserta e provincia la situazione è drammatica

Ecco una scheda che fotografa la crisi occupazionale dei call center in Italia, regione per regione, secondo la mappa diffusa dalla Slc-Cgil. In Campania sono sfumati già 300 posti ed altri 680 stano per saltare in provincia di Caserta
PIEMONTE: ci sono 1.200 persone in cig tra Novara, Torino, Trino Vercellese e Biella, mentre altri 800 posti sono a rischio nelle aree di Torino e Ivrea.
LOMBARDIA: 1.150 lavoratori in cig in deroga a zero ore fra Milano e Monza. Circa 350 contratti a tempo 350 contratti a tempo determinato non sono stati rinnovati per la crisi di Voicity Holding e del calo di volumi registrato da Almaviva. Ulteriori 1950 posti sono a forte rischio in provincia di Milano (Telecontacto, Media Call), nel bresciano e nel bergamasco. - LIGURIA: circa 1000 posti a rischio (Call&Call, Argos, ecc.) fra Genova e La Spezia dovuti a rinnovi di commessa in forse, a cui occorre aggiungere la contrazione gia' registrata a La Spezia in Comdata (circa 200 unita'), azienda che permane in forti difficolta' finanziarie.
TOSCANA: la crisi della Answers di Pistoia e' stata solo in parte risolta: ci sono ancora 360 persone in cig per le quali non e' certo il reintegro totale in tempi brevi. Lavoratori in cigs sono presenti a Pisa, Arezzo e nella provincia fiorentina (per un totale di posti a rischio di circa 450 unita').
LAZIO: 265 procedure di licenziamento in corso (65 a Kronos a Pomezia, il resto dichiarate da Teleperformance a Roma, oggi in contratto di solidarieta'). Altri 250 posti di Omnia Network sono a forte rischio se non si chiarisce la vicenda della commessa InpsInail, ad oggi di fatto ancora non assegnata. A rischio anche i volumi di E-Care a Roma (per circa 300 addetti).
ABRUZZO: procedura di licenziamento per circa 300 lavoratori da parte della Transcom SpA. Crisi in parte superata grazie ad accordo con la E-Care SpA, ad oggi vi sono ancora 75 lavoratori della Transcom in cig che rischiano di non rientrare nel circuito produttivo se non si sblocca l'assegnazione della commessa InpsInail. In crisi occupazionale l'azienda 3G di Sulmona (400 operatori) e altre aziende minori in provincia di Pescara (180 addetti).
SICILIA: a Trapani 650 persone coinvolte dal tracollo di Phonemedia, a Palermo 100 lavoratori licenziati da Omnia Network e 130 dipendenti in mobilita' tra Catania e Agrigento. Sempre su Palermo, nel secondo semestre del 2010, bisognera' verificare la situazione della Alicos (gruppo Almaviva) e di 4You, dove ''il calo dei volumi delle commesse Alitalia, Wind ed Enel dovuto anche a una politica di delocalizzazione delle attivita' all'estero, mette a rischio circa 5.500 posti di lavoro''. Inoltre a Catania, oltre alla crisi di Ratio Consulta (150 lavoratori in Cigs), si registrano possibili difficolta' per le strutture operanti presso Mister Bianco (circa 900 addetti). - CALABRIA: fra Catanzaro e Vibo Valentia sono gia' andati persi 2.500 posti a seguito della crisi Phonemedia. Altri 700 posti sono a forte rischio a causa della crisi di aziende minori: possibili difficolta' dovute alla commessa di H3g si annunciano per un centinaio di dipendenti in cigs di Datel Telic.
PUGLIA: si contano gia' 500 lavoratori in cig in deroga a zero ore a causa delle crisi Phonemedia e Voicity, mentre gia' dichiarati sono 650 licenziamenti alla Teleperformance di Taranto e difficolta' per altri 550 addetti si profilano fra le province di Lecce e Foggia.
SARDEGNA: la crisi si concentra a Cagliari: 450 lavoratori di Video On Line2 sono senza stipendio da diversi mesi e altre due aziende hanno dichiarato uno stato di crisi che coinvolge altre 190 persone.
CAMPANIA: 300 posti sono sfumati per la crisi di Voicity e difficolta' si profilano per 680 persone nel casertano e per 285 a Salerno

CAMORRA/ Trecento euro per ogni novecento che percepivano di stipendio gli operai del suo ex Albergo. Questo è Borrata arrestato oggi dalla D.I.A.

All'operazione di servizio ha preso parte anche la Guardia di Finanza della Tenenza di Mondragone. Francesco Borrata con metodi mafiosi pretendeva di gestire ancora le strutture che lo Stato gli aveva confiscato.
Nella mattinata di oggi 29 giugno 2010, il C.O. D.I.A. di Napoli ha dato esecuzione all’ ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P., su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della procura della Repubblica di Napoli, nei confronti di BORRATA Francesco, cl.1953, del figlio Giuseppe, cl. 1983, di Casal di Principe (CE), e di MOLFINI Luciano, cl. 1946, assicuratore, residente nel quartiere napoletano di Posillipo, ritenuti responsabili di una serie di episodi delittuosi che ruotano intorno alle vicende relative ad una struttura alberghiera sita in Castelvolturno (CE), sotto amministrazione giudiziaria in quanto sequestrata nel 2004 e confiscata nel 2005 dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sezione Applicazione delle Misure di Prevenzione - ritenuta nella disponibilità di BORRATA Francesco, pregiudicato per associazione mafiosa (“clan dei casalesi”), già sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.
Le approfondite indagini svolte dalla D.I.A. di Napoli, supportate da servizi di sorveglianza elettronica, hanno accertato che BORRATA Francesco, utilizzando metodi tipicamente mafiosi, con l’ausilio del figlio Giuseppe e del MOLFINI, malgrado il provvedimento adottato dal Tribunale Sammaritano, ha tentato di assumere la gestione della struttura confiscata, nella quale vengono svolti corsi di formazione per il personale marittimo, minacciando il titolare della società responsabile dei corsi, che dal 2004 ha stipulato un contratto di comodato per la conduzione di una parte dell’albergo, di danneggiamenti ed azioni lesive qualora non avesse contratto un patto societario clandestino. Tale vicenda ha determinato l’imputazione di tentata estorsione continuata, aggravata dal metodo mafioso. BORRATA Francesco e MOLFINI Luciano sono indagati, inoltre, del delitto di cui all’art. 12 quinquies l.356/92, per aver fittiziamente attribuito a prestanome, tra cui alcuni familiari del MOLFINI nei confronti dei quali non è stata emessa misura cautelare, le quote sociali ed il complesso aziendale della società HOTEL KING, struttura alberghiera anch’essa sita a Castelvolturno (CE) di cui il MOLFINI risultava amministratore unico, apparentemente non riconducibile al BORRATA, ma da questi, di fatto controllata. Attraverso tale struttura alberghiera, il BORRATA aveva tentato, con la complicità del MOLFINI, di ottenere dall’amministrazione giudiziaria la locazione dell’albergo confiscato. Fallito il tentativo, aveva tentato di ottenere dall’imprenditore responsabile dei corsi o la cessione dell’affitto o l’acquisizione in forma occulta di una quota della società affittuaria. L’intento del BORRATA era quello di costringere l’imprenditore a stipulare un contratto in base al quale, la struttura alberghiera facente capo al MOLFINI avesse la possibilità di gestire direttamente la predetta struttura sotto amministrazione giudiziaria. Per raggiungere tale scopo, già di per sé illecito in quanto volto a vanificare il provvedimento di sequestro e confisca adottato dal Tribunale sammaritano, il BORRATA minacciava in più occasioni l’imprenditore, palesando, più volte, la possibilità di “far saltare in aria” la struttura alberghiera.
Il G.I.P., nella medesima misura cautelare, ha disposto anche il sequestro preventivo dell’hotel KING, eseguito nella mattinata odierna dalla D.I.A. di Napoli con l’ausilio della Guardia di Finanza, Tenenza di Mondragone, che ha collaborato nella fase delle indagini per i relativi accertamenti. Di contorno a tali attività sono emersi, nell’ambito delle indagini, non meno gravi comportamenti di natura estorsiva ed usuraria attuati da BORRATA Francesco e dal figlio in danno dei dipendenti della struttura alberghiera confiscata.
In particolare, i due costringevano sistematicamente, con azione metodologicamente mafiosa, alcuni dipendenti dell’albergo confiscato a consegnare loro un terzo dello stipendio (pari ad € 300,00 sulla retribuzione di € 900,00 ad essi corrisposta dall’amministratore giudiziario).
E’ stato accertato, infatti, che i dipendenti, dopo aver ricevuto l’assegno relativo alle loro competenze professionali, venivano accompagnati in banca e, dopo il cambio degli assegni, venivano costretti a consegnare agli indagati parte del proprio stipendio.Nell’ambito dell’attività svolta, è emersa, infine, una vicenda di natura usuraria di cui si è reso responsabile BORRATA Francesco e che vede come vittima un altro dipendente della struttura confiscata. In particolare, il BORRATA Francesco, approfittando dello stato di bisogno del dipendente, gli elargiva un prestito a tassi usurari, pretendendo la cessione della sua autovettura a fronte del mancato pagamento.

Sospesa l'attività a Terni. La salma di "O' Guerriero" sarà tumulata a Trasacco in Abruzzo

E' stata messa a disposizione dei familiari per il funerale la salma di Pietro Taricone, morto la scorsa notte all'ospedale di Terni dopo un incidente con il paracadute. Il magistrato che coordina le indagini ha infatti deciso di non disporre l'autopsia. Sospesa l'attività di paracadutismo a Terni
Gli inquirenti che si stanno occupando della morte di Pietro Taricone valuteranno nelle prossime ore se disporre l'autopsia o autorizzare la riconsegna del corpo ai familiari. Dopo l'incidente alla procura di Terni e' stato aperto un fascicolo come ''atti relativi'', cioe' senza ipotesi di reato o indagati. Le indagini sull'incidente paracadutistico nel quale e' morto l'attore sono condotte dalla polizia di Terni. L'ipotesi maggiormente presa in considerazione dagli investigatori per spiegare la caduta e' quella di un possibile errore nella fase di frenata. Secondo alcune testimonianze acquisite dal personale della questura, Taricone avrebbe cominciato la manovra a circa 20 metri d'altezza e non ai 100 previsti, dopo un lancio da circa 1.500 metri. Il paracadute a vela si e' comunque regolarmente aperto alla quota prevista di 1.200 metri. Gli investigatori non escludono altre ipotesi per spiegare quanto successo, come quella legata a un colpo di vento che avrebbe fatto avvitare il paracadute. L'ex concorrente del Grande Fratello e' comunque finito a terra a una velocita' ben superiore rispetto a quella prevista. L'incidente e' avvenuto nel primo pomeriggio di ieri presso l'aviosuperficie di Terni, dove tra aprile e marzo altri due paracadutisti erano morti in seguito a incidenti durante il volo.
L'Atc che gestisce l'aviosuperficie e il Comune di Terni proprietario dell'area hanno deciso di sospendere momentaneamente l'attivita' paracadutistica. Un provvedimento preso in attesa che si concludano gli accertamenti disposti dalla magistratura. ''Riteniamo che la sospensione dei lanci - ha detto il presidente dell'Atc Sergio Sbarzella - fosse doverosa in attesa che si concludano le inchieste in corso. Anche se quella che ha coinvolto Taricone appare come una tragica fatalita'. Una volta che sara' tutto chiarito valuteremo come riprendere l'attivita' paracadutistica''.

Matrimonio finito (da mooo'!) tra Forza Italia e An. Marco Cerreto avrà la vicepresidenza della Provincia di Caserta...

Nell'articolo di fondo del giornalista Giovanni De Stasio, traspirano trame e sotterfugi adottati tra gli ex alleati di un tempo. La carica di vicepresidente della Provincia assume un rilievo importantissimo in seno al Governo di Terra di Lavoro, visto che Zinzi, in ossequio alla sua obiettività che impone il no alle doppie cariche in Giunta, mentre lui l'ha conservata e come la sua (Parlamentare e Presidente, hai visto mai in questi periodi di crisi...), sarà spesso a Roma "per difendere gli interessi della Provincia" (dice lui) e quindi il vicepresidente sarà alquanto operativo...
La vera verità è che il processo decisionale, che è indubbiamente all’ordine del giorno della politica non solo nazionale ma anche mondiale, è il problema che ora affligge anche il Pdl casertano, una volta archetipo di unità sostanziale e di velocità decisionale. Insomma, il “modello Pdl casertano” non è più tale. Non c’è più la compattezza e la celerità della decisione. Allora, anche il Pdl casertano vive un’accentuata contrapposizione interna? Il “matrimonio” è finito. Un divorzio causato dal logoramento causato dallo scontro tra le due anime interne? Quella ex Forza Italia e quella ex Alleanza Nazionale? In verità non si è proprio allo scontro vero e proprio, perché un certo faire play vige sempre e, poi, i rapporti personali consolidatisi negli anni, fanno in modo che il tutto non faccia parte di faide interne, ma rientri in una logica di vivace dialettica interna.
Questa la situazione esistente nel Pdl casertano. La fotografia di questa dicotomia interna è stata la riunione del coordinamento provinciale che non si riuniva da molto tempo. “Erano tre mesi – dicono dall’interno – che non si riuniva il coordinamento. E’ naturale?”. La riunione è stata presieduta dal coordinatore provinciale il senatore Pasquale Giuliano, presidente della commissione lavoro del Senato. Al suo fianco il vice collega senatore Gennaro Coronella. Gli altri presenti? Eccoli: il senatore Carlo Sarro, il deputato Giovanna Petrenga, il presidente del Consiglio regionale Paolo Romano, il consigliere regionale Angelo Polverino (presidente della commissione affari generali), l’ex consigliere regionale Giuseppe Sagliocco, i sindaci di Capua Carmine Antropoli e di Cellole Tonino Lepore, Michele Griffo e Gerardo Trombetta. Sono intervenuti un po’ tutti con diagnosi e terapie diversificate. E’ pleonastico dire che tra le due anime non c’è sintonia.
Un esempio? Eccolo: il vice coordinatore Coronella, al fine di rinvigorire l’azione politica del partito, aveva chiesto l’azzeramento di tutti quei coordinamenti territoriali che non avevano funzionato. Ossia, non avevano esplicato un’azione politica all’altezza del compito. E si parlava esplicitamente del circolo di Caserta che, oltrettutto, sarà nella prossima primavera chiamata alle urne per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale. Scontata la reazione dell’onorevole Petrenga, coordinatore cittadino, che difendeva l’operato del coordinamento casertano. Ed allora andare allo scontro ed alla conta? No, questa la mediazione, come si legge nel documento approvato: “nominare con priorità assoluta, in tempi brevissimi, i coordinamenti cittadini nelle città che ne sono privi”. Quindi, il circolo di Caserta non si tocca, anche se il consigliere regionale Polverino proprio non è d’accordo. L’ex sindaco di Trentola Ducenta Michele Griffo ha accusato il suo partito di non averlo difeso per l’azzeramento della sua nomina nel consiglio di amministrazione dello Iacp. Pronta la risposta di alcuni: “Ma guarda che quando sei stato nominato alle case popolari mica il coordinamento se n’è occupato”. E da qui da oggi in poi di cambiare metodo: tutte le nomine, e saranno molte, che si dovranno fare nei vari enti strumentali a partire dal consorzio idrico, dovranno essere decise dal coordinamento provinciale. Nel comunicato si dice di “assicurare un’adeguata rappresentanza del Pdl all’interno degli enti strumentali”. Gli incarichi dovranno essere coofirmati dal coordinatore provinciale Giuliano e dal suo vice Coronella.
E per la questione vice presidente della Giunta provinciale: Nicola Golia, ex Fi, o Marco Cerreto, ex An? Ed ambedue sono assessori della Giunta provinciale pilotata da Domenico Zinzi. Allora, chi dei due avrà anche la delega a vice presidente? Il coordinamento ha dato mandato ai due massimi vertici provinciali. Ma questa la novità: che dovrà essere già assessore provinciale. Insomma, il diktat è tra Golia e Cerreto. Ma sarà sicuramente scelto il secondo. Lo confermano voci romane.

Sessa Aurunca. Nonno torna fra i banchi di scuola: esame di licenza media a 85 anni!

Girolamo Invelito ha coronato il suo sogno: durante il ventennio non potè studiare, il padre non era fascista
Ritorna fra i banchi di scuola dopo 72 anni per conseguire la licenza media. Coronato così un sogno inseguito per una intera esistenza. Girolamo Invelito, 85 anni, è riuscito, pochi giorni fa a convincere la commissione d’esame rispondendo in maniera precisa a tutte le domande. Bravo anche in matematica. Per svolgere i compiti assegnati ha preferito fare tutto a mente, niente calcolatrice quindi. Nato il cinque dicembre del 1925 nella frazione Lauro, del comune di Sessa Aurunca, Invelito aveva conseguito la licenza elementare nell’anno 1937. Un ritardo causato dalla ripetizione di un anno conseguente la mancata concessione dei libri di testo (il sussidiario). Il padre, infatti, non era tesserato del partito fascista e quindi non aveva diritto a libri di testo. Il successivo anno, per consentire al figlio di studiare, il papà di nonno Girolamo prese la tessera, di nascosto del padre, del partito fascista pagando l’adesione a rate.
Successivamente la lontananza (dieci chilometri) dal centro di Sessa, ove erano ubicate le scuole medie e l’avvento della guerra, gli impedirono la prosecuzione degli studi. Da sempre appassionato di lettura di settimanali e quotidiani è padre di quatto figli, nonno di otto nipoti e altrettanti pronipoti. La licenza media è stata conseguita presso la scuola media "Petronio" di Castelforte (in provincia di Latina) lo scorso 17 giugno. Un esame dove è sembrata più forte la commozione dei presenti che del vetusto alunno. La dirigente scolastica ha elogiato la tenacia dell’ottantacinquenne, consacrandolo a maestro di vita. «Era troppo forte in me — precisa con un sorriso pieno di soddisfazione Invelito — il rimpianto di non essere riuscito a conseguire la licenza media». «Ora — continua l’ottantacinquenne— sono orgoglioso del mio risultato che fa onore anche a tutta la mia famiglia. La mia esistenza, caratterizzata dal duro lavoro e vissuta fra mille sacrifici, totalmente dedicata alla famiglia, non mi aveva mai dato lo spazio necessario per studiare». «Alla prima occasione — insiste Invelito — non ho esitato a iscrivermi e a centrare l’obiettivo. Oggi posso dire di aver realizzato il mio sogno».
Per i familiari di nonno Girolamo la sorpresa è stata doppia; nessuno, infatti, sapeva dell’iscrizione dell’uomo al corso serale che Girolamo ha frequentato riuscendo a tenere segreta la cosa ai figli e ai nipoti. «È stata un grande emozione— precisa Girolamo — volevo verificare come era cambiata la scuola dopo circa 75 anni. Devo dire che è cambiata, poiché, ai miei tempi si usava mazza e panella». «Strumenti — conclude — che dovrebbero essere usati ancora oggi». «Siamo veramente orgogliosi di nostro nonno — commenta Michele, uno dei nipoti— e sorpresi perché non sapevamo nulla di questa storia fino alla mattina degli esami».
Giancarlo Izzo

E' Morto Pietro Taricone, "O Guerriero". Aveva dato lustro alla sua Caserta

Troppe le ferite riportate dal giovane attore casertano. E' deceduto stanotte in Sala di rianimazione all'ospedale di Terni. Oggi era il suo onomastico...
Non ce l'ha fatta. E' morto in sala di rianimazione dopo un intervento lungo 9 ore per improvvise complicazioni Pietro Taricone, vittima ieri di un incidente col paracadute. E' deceduto dopo le 2 all'ospedale S. Maria di Terni dove era stato soccorso. Il lancio col paracadute era avvenuto intorno alle 13.40 di ieri sull'aviosiuperficie Alvaro Leonardi. A pochi metri dal suolo sembra che l'attore abbia ritardato la manovra di frenata "bassa" arrivando a velocita' sostenuta a terra. Era il secondo lancio della giornata durante un corso per paracadutisti esperti. Taricone, 35 anni, non aveva mai ripreso conoscenza dal momento della caduta. In ospedale vicino a lui c'era la moglie Kasia Smutniak, che si era lanciata dallo stesso aereo subito dopo di lui. All'aviosuperficie di Terni quest'anno si sono gia' registrati due incidenti mortali: il 3 aprile scorso quando un giovane di 27 anni e' morto scontrandosi con un altro paracadutista rimasto a sua volta gravemente ferito e il 1 maggio quando a Paolo Capretti, 38 anni, non si e' aperto il paracadute d'emergenza. La polizia di Terni sta cercando di fare luce sull'accaduto. Le indagini sono in corso e la salma dell'attore e' stata messa a disposizione della magistratura. Sara' l'autorita' giudiziaria a decidere se disporre l'autopsia. L'ipotesi piu' probabile e' che l'attore, appassionato di sport estremi, sia stato vittima di una sua errata manovra. Taricone, casertano assurto alla notorieta' nella prima edizione del "Grande Fratello" dove era stato battezzato 'o guerriero, amato dal pubblico per la sua coinvolgente simpatia, ha interpretato varie fiction tra le quali "La squadra" e "Tutti pazzi per amore" e film importanti come "Radio West" di Alessandro Valori e "Maradona, La mano de Dios" di Marco Risi. Con la compagna attrice Kasia Smutniak lascia la figlia Sophie. Vicino a loro in questo momento i familiari piu' stretti.

Valle Agricola. Danneggiano il monumento ai Caduti di tutte le guerre e incendiano la bandiera nazionale.

Giovani vandali in preda ai fumi d'alcol? No, un impiegato comunale e il titolare di una impresa edile!!! Dopo una breve indagine subito scoperti dai Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese...
I Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere i due responsabili di un gravissimo atto di vandalismo, verificatosi ieri sera nel comune di Valle Agricola. Con un oggetto contundente era stato danneggiato il monumento ai caduti di tutte le guerre posto nella piazza centrale del comune dell’alto casertano e subito dopo era stato dato fuoco ad una bandiera nazionale posta nelle immediate vicinanze del monumento. Immediatamente è stato attivato l’apparato investigativo dell’Arma, in poche ore i militari della Stazione di Ailano hanno identificato i due responsabili del gravissimo episodio. Si tratta di due 40enni del posto, un impiegato comunale e un suo amico titolare di una piccola impresa edile. Secondo le indagini dei Carabinieri, i due sotto l’influenza di bevande alcoliche non avevano trovato di meglio per divertirsi che quello di sfogarsi compiendo atti vandalici sul monumento e incendiando la bandiera tricolore. I due, che sono stati fermati ed accompagnati in caserma per le formalità di rito, dovranno ora rispondere dei reati di danneggiamento aggravato e vilipendio alla bandiera nazionale.
Nella foto il centro di Valle Agricola

Caiazzo. Rissa all’alba nei giardini pubblici della città. Botte da orbi tra ragazze.

I contendenti sembra siano persone di passaggio che si sarebbero soffermati in città e poi avrebbero dato corso ad episodi poco edificanti.
Ancora un episodio increscioso si è verificato al primo albeggiare nei giardini pubblici di Caiazzo, adiacenti la centralissima Piazza Portavetere. Stante quanto raccontato da alcuni residenti, un gruppo di giovani ragazze, non del posto, alle prime ore del mattino, intorno alle 4.00, evidentemente in preda anche ai fumi dell’alcol, se le sono date di santa ragione, fino ad arrivare a menarsi all’altezza della coppa rotatoria. Insomma un episodio davvero non proprio edificante, che sembrava essere solo un lontano ricordo di qualche anno addietro, quando a sfidarsi a singolar tenzone, sempre in pieno centro storico erano giovani locali con gruppi di rumeni. Stavolta però a quanto sembra si tratta di tre ragazze e un ragazzo non del posto che si sarebbero menati, lamentando qualche interesse personale non appagato. Anche se non è certo il motivo di quanto avvenuto, ma stante qualche raffazzonata testimonianza di alcuni che vivono proprio nel centro caiatino e che sono stati svegliati all’alba da urla e strepitii, potrebbe trattarsi di qualcosa appunto di futile, e ciò non fa altro che aggravare ulteriormente la posizione dei partecipanti alla rissa, perché in ogni modo a quanto è dato capire, gli “astanti” hanno danneggiato anche qualche suppellettile pubblica. Ma non è solo l’ultimo episodio di vandalismo in ordine di tempo quello verificatosi all’alba di ieri mattina. Infatti altri giovani, nelle ultime settimane si sono cimentati ad imbrattare muri di case private, Chiese ed edifici pubblici con simboli che qualcuno, forse allarmato un po’ troppo, ha pensato addirittura che si trattasse di simbologia satanica, andando davvero al di là di ogni pessimistica valutazione e immaginazione. Infatti l’imbrattare muri di molti edifici, è più che altro un modo per lasciare un segno e probabilmente per cercare visibilità compiendo gesti a dir poco scellerati e poco attinenti al buon vivere. Ad ogni modo, si è creato nuovamente allarme negli ambienti sociali caiatini, dopo la rissa occorsa all’alba di ieri e molte persone, soprattutto genitori, sono in apprensione per i loro figli adolescenti, per paura che possano essere coinvolti dalla solita testa calda, in questo caso forestiera, in qualche guaio.

Piana di Monte Verna. Ultimata la graduatoria per il Contrasto alla povertà e le ore assegnate. Ecco i nomi e gli importi

Progetto da novemila euro e prevede la distribuzione media di 180 ore per ognuno dei partecipanti.
Ultimata la graduatoria inerente il progetto “Azione integrata di contrasto alla povertà, alla marginalità e al sostegno del reddito”, da svolgersi sulla base del regolamento approvato nel Coordinamento Istituzionale dell’Ambito C6 ex Legge n. 328/2000. La somma totale che sarà assegnata attraverso una ripartizione di ore è di 9.100 euro omnicomprensive per le assicurazioni di responsabilità civile ed Inail. Le domande pervenute al Municipio sono complessivamente nove ed il termine scadeva il 4 giugno scorso. Questi risultano coloro che usufruiranno delle ore e la graduatoria di merito finale. Considerato che entro la suddetta data del 04.06.2010 sono pervenute n. 9 (NOVE) istanze, come di seguito indicate:
Mastroianni Alberto nato a Capua l’11.02.1968 primo con punti 23 ed usufruisce di 193 ore. Barbiero Angelo nato a Piana di Monte Verna l’01.06.1949 con punti 21 ed usufruisce di 195 ore. Diana Gaetano, nato a Santa Maria Capua Vetere l’08.06.1974 punti 20 e 195 ore. Rubino Giuseppe nato a Piana di Monte Verna il 06.10.1949 195 ore. Cesaro Antonietta nata a Caserta il 05.07.1970 punti 19 e 185 ore. Giusti Francesco nato a Piana di Monte Verna il 23.07.1952 punti 19 e 185 ore. Ponsillo Lucia nata a Caiazzo il 19.04.1969 punti 18 e 185 ore. Zuppa Guido nato a piana di Monte Verna il 18.03.1955 punti 12 e 185 ore, infine Mastroianni Francesco nato a Piana di Monte Verna il 03.10.1956 punti 10 e 185 ore. Ogni ora lavorativa, il Comune paga 5 euro cadauna e i lavori devono essere eseguiti entro il 31 dicembre prossimo. Infatti tutti i soggetti inseriti nella graduatoria saranno chiamati a svolgere lavori socialmente utili per la comunità pianese, secondo un calendario stabilito dal Municipio in collaborazione con l’Assistente Sociale. L’auspicio e che questo strumento al pari di altri non venga soppresso dalla Regione, poiché si tratta di un vero contributo in aiuto delle fasce deboli.

lunedì 28 giugno 2010

Lotta alla prostituzione: 12 verbali elevati nello scorso week-end. Un verbalizzato è di Caiazzo

L'uomo 50enne, è caduto nelle grinfie degli agenti che cercavano di far rispettare un'ordinanza del sindaco di Marcianise, città dove è avvenuto lo sfruttamento meretricio. Le pattuglie hanno infatti ispezionato attentamente le aree territoriali periferiche, concentrandosi particolarmente sulla zona Asi
Sono circa dodici i verbali elevati durante l’operazione congiunta delle forze dell’ordine e della polizia municipale condotta in ossequio all’ordinanza del sindaco Antonio Tartaglione di contrasto alla prostituzione. Alla perlustrazione, fortemente voluta dal primo cittadino, ed effettuata nelle ore serali dello scorso week end, hanno partecipato: i carabinieri, coordinati dal maresciallo Diliberto, gli agenti di polizia, coordinati dal commissario Cecere, ed i vigili urbani, condotti dalla comandante Guglielmina Foglia.
L’ORDINANZA - Le pattuglie hanno ispezionato attentamente le aree territoriali periferiche, concentrandosi particolarmente sulla zona Asi. Durante l’operazione sono stati individuati una dozzina di trasgressori all’ordinanza sindacale che, come è noto, vieta anche solo di intrattenersi, fermandosi o consentendo la salita a bordo di un veicolo, nonché di concordare prestazioni sessuali con soggetti che esercitano il meretricio sulla pubblica via. Ai contravventori è stata comminata una sanzione pecuniaria di 450 euro. Continuano dunque i controlli per arginare l’increscioso fenomeno della prostituzione su strada nell’ottica di decrementare la percezione di insicurezza della cittadinanza, nonché di contrastare l’interesse criminale, interessato allo sfruttamento del meretricio.
UN CITTADINO DI CAIAZZO TRA I VERBALIZZATI - Si tratta di un impiegato che sovente fa il giro della zona industriale marcianisana. Fa clamore non perchè sia di Caiazzo, anzi, proprio perchè a Caiazzo è un pò giudicato da tanta gente sul piano morale "Il Grillo parlante"...Come si dice non espettorare mai in cielo, che poi tutto ritorna in "faccia"

Piedimonte Matese. Presentata la coppa del Mondo di Parapendio sul Matese. Sono 150 i concorrenti da tutto il Mondo!

E' l'evento dell'anno, sportivamente parlando, la coppa del Mondo di Parapendio che si svolgerà sul Matese dal 3 al 10 luglio prossimo.
Il rilancio del Matese nella tutela dell’ambiente e nella promozione del turismo sostenibile - sottolinea il presidente della Provincia Domenico Zinzi in occasione della conferenza stampa di presentazione dei mondiali di parapendio al palazzo della Provincia di Caserta- si identifica in iniziative come quella che vedrà per una settimana da tutto il mondo gli specialisti di una disciplina spettacolare ma nello stesso tempo essenziale nel suo stretto legame con l’uomo e la natura, da cui trae forza e propulsione senza controindicazioni nell’impatto ambientale. Il Matese va tutelato -prosegue- cercando solo di migliorare le infrastrutture legate al turismo ed alla mobilità per consentire a chi vuole effettuare gite e passeggiate nella natura di arrivare agevolmente nei luoghi desiderati. Tra i miei obiettivi lo studio di un collegamento in funivia tra Piedimonte Matese, raggiungibile in treno, e le zone adiacenti il Lago e ancora più in alto. Il presidenze Zinzi ha concluso il suo intervento ribadendo un concetto su cui è tornato spesso in occasione di eventi analoghi e cioè che gli eventi e le attività sportive sono una eccellenza di Terra di Lavoro che se marciasse con gli stessi parametri in altri settori non sarebbe agli ultimi posti nelle classifiche di rendimento economico. Su questi temi gli ha fatto eco il presidente del Comitato Provinciale Coni Michele De Simone che, nell’evidenziare l’unicità della prova di Coppa del Mondo di parapendio, che porterà sul Matese, riconosciuto dagli specialisti di questo sport come area ideale di svolgimento per le efficaci correnti ascensionali, ha ricordato come da queste attività vengano suscitati positivi contraccolpi non solo sull’immagine della nostra provincia, ma anche sull’economia. E a tale proposito ha citato l’esempio dei recenti campionati italiani di pallavolo, patrocinati dal "pool dello sport" realizzato con Confindustria, che hanno prodotto ben tremila presenze alberghiere nel capoluogo, ribadendo, sul piano dei costi e ricavi, come sia più conveniente investire, per ritorni sull’industria turistica, sui eventi che, concretamente l’alimentino e la facciano crescere. Sul rilancio del Matese attraverso un turismo sostenibile è intervenuto il presidente dell’Ente Parco, Giuseppe Falco, che ha plaudito alla felice intesa operativa raggiunta con il presidente della Provincia sui temi di sviluppo dell'entroterra, mentre i sindaci di San Potito Sannitico Angelo Conte, di Castello del Matese Antonio Montone e di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello hanno auspicato maggiori e stabili sinergie tra i Comuni per rafforzare i grandi progetti di sviluppo e valorizzazione del Matese. E’ intervenuto, quindi, per il team che organizza l’evento, e cioè il Club Parapendio Le Streghe, Antonio Orsini, che ha illustrato le caratteristiche tecniche della prova di Coppa del Mondo, unica in Italia, che vedrà in lizza circa 150 concorrenti da tutto il mondo attesi negli alberghi ed agriturismi del Matese con i loro accompagnatori e con lo staff dirigenziale della Federazione Internazionale Volo Libero. Le prove in programma si svolgeranno dal 3 al 10 luglio e, nell’ambito della manifestazione, sono previste numerose attività collaterali, tra cui la visita ai centri storici del Matese, feste in piazza a Castello del Matese e San Potito Sannitico e lunedì 5 luglio nel Chiostro San Domenico a Piedimonte Matese l’effettuazione del convegno “Matese in volo una opportunità di sviluppo turistico” con la partecipazione di esponenti istituzionali, esperti del settore, dirigenti mondiali del volo libero. E a tale proposito il Sindaco di San Potito Sannitico Angelo Conte ha ricordato come da anni il suo Comune appoggia le iniziative promosse dal club del parapendio che, dopo varie manifestazioni di carattere nazionale, ha avuto il riconoscimento di questo grande appuntamento mondiale.

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Telese Terme. Il giovane 36enne Ricciotti, morto nelle terme, deceduto per insufficienza cardio -respiratoria

Stamani conferito dal Giudice, l'incarico per svolgere l'autopsia sul corpo dell'operaio e chiarire il mistero della sua morte.
Sarebbe morto per un’insufficienza cardio respiratoria Sandro Ricciotti, il 36enne trovato morto nelle antiche terme Iacobelli di Telese Terme nei pressi di una sorgente di acqua sulfurea. Questo quanto emerso dai primi esami effettuati sul corpo. L’uomo secondo il coroner non presentava particolari patologie. Questa mattina il sostituto procuratore della Repubblica Giovanni Tartaglia Polcini ha conferito l'incarico dell'autopsia al prof. Fernando Panarese che l'ha eseguita presso la sala mortuaria dell'ospedale Rummo. Decisivi per stabilire con certezza le cause del decesso saranno gli esami tossicologici. Bisognerà accertare cosa ha ingerito nelle ore precedenti il decesso. Scarsamente considerata l'ipotesi di una intossicazione dovuta all'anidrite solforosa che anche se a livello di sorgente, difficilmente può raggiungere concentrazioni letali. Ricciotti era in compagnia di altri tre amici tra cui una donna che l'hanno visto all’improvviso accasciarsi al suolo. Le indagini sono svolte dai carabinieri.

Gravissimo incidente a Pietro Taricone "O Guerriero". Si lancia col paracadute e si avvita. Condizioni disperate

I medici stanno lottando per strapparlo alla morte. Un colpo di vento all'origine del disastro. Tutta la Provincia di Caserta e il capoluogo in apprensione per il loro idolo...
Gravissimo l'attore trentacinquenne Pietro Taricone. E' ricoverato all'ospedale di Terni dove e' stato sottoposto a un intervento chirurgico dopo le lesioni e l'emorragia interna causate da un incidente col paracadute. Il lancio e' avvenuto intorno alle 13.40 sull'aviosiuperficie Alvaro Leonardi. A pochi metri dal suolo c'e' stato un problema per cause ancora da accertare. Forse una manovra sbagliata ha provocato l'avvitamento del paracadute e la caduta dell'attore che e' arrivato al pronto soccorso di Terni in stato di non coscienza. In ospedale si trova attualmente la moglie Kasia Smutniak e il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo. All'aviosuperficie di Terni quest'anno si sono registrati due incidenti mortali: il 3 aprile scorso quando un giovane di 27 anni e' morto scontrandosi con un altro paracadutista rimasto a sua volta gravemente ferito e il 1 maggio quando a Paolo Capretti, 38 anni, non si e' aperto il paracadute d'emergenza. Taricone, casertano assurto alla notorieta' nella prima edizione del "Grande Fratello" dove e' stato battezzato 'o guerriero, ha interpretato varie fiction tra le quali "La squadra" e "Tutti pazzi per amore" e film importanti come "Radio West" di Alessandro Valori e "Maradona, La mano de Dios" di Marco Risi. Dall'attrice Kasia Smutniak ha avuto la figlia Sophie.
BREVE BIOGRAFIA DI "O GUERRIERO"
La prima edizione de 'Il Grande Fratello' e' stata il suo trampolino di lancio: non e' passato inosservato in quel caso, il ragazzotto tutto muscoli, bella presenza e ironia. Dei ragazzi che fecero parte di quella edizione che poi vinse Cristina Plevani con cui, si dice, ebbe un flirt, Pietro Taricone e' senza ombra di dubbio quello che ha avuto piu' successo. Nato a Frosinone il 4 febbraio 1975, all'epoca del GF fece appunto parlare di se' per la prestanza fisica e per quel 'Taricone style' che si creo' intorno alla sua figura e anche per quel presunto rapporto sentimentale che lo ha unito alla Plevani che fece anche gridare allo scandalo (si parlo' di un rapporto sessuale consumato in diretta nella 'Casa'). Il cinema e la televisione hanno poi fatto il resto regalando allo spettacolo un nuovo attore. Cosi' sono arrivate le parti in 'Distretto di polizia', 'Radio West' e 'Maradona, La mano de Dios', Feisbum! 'Maledetto tag', per la regia di Dino Giarrusso (2009). Taricone e' cresciuto a Caserta dove, conseguita la maturita' scientifica, si e' iscritto alla facolta' di Giurisprudenza senza completare gli studi. Prima di intraprendere il mestiere di attore ha svolto diverse attivita', tra cui quella di amministratore di condominio. La prima apparizione successiva al Grande Fratello e' stata al Maurizio Costanzo Show, nell'ambito della rubrica 'Uno contro tutti', andata in onda in prima serata il 10 gennaio 2001 facendo registrare alla trasmissione una media di quasi 10 milioni di telespettatori. Uscito dalla 'Casa', e' apparso senza veli sul mensile Max e ha interpretato alcune fiction televisive. Ha partecipato come ospite d'onore al Gala' della pubblicita' del 2001 e al videoclip di Syria 'Se tu non sei con me' (2002), in cui ha vestito i panni di Superman. E' stato testimonial della campagna abbonamenti della pay-tv per il secondo Grande Fratellconducendo anche il quiz 'L'intruso'. Fra i film vanno sicuramente ricordate le sue partecipazioni a "Il segreto del successo", regia di Massimo Martelli (2003) "Ricordati di me", diretto da Gabriele Muccino, e quel "Radio West" sul cui set ha conosciuto la sua compagna Kasia Smutniak, da cui ha avuto una figlia, Sophie, nel 2004. Nel 2006 e' stato tra i protagonisti della serie tv di Canale 5, ambientata nel mondo dei Vigili del Fuoco, "Codice rosso", accanto ad Alessandro Gassman ed Ilaria Spada. Ha partecipato in veste di opinionista, nel reality condotto da Alba Parietti, Wild West e, in veste di giurato, nel reality Uno due tre stalla di Barbara d'Urso. Ha condotto una rubrica intitolata 'Pietro la notizia', nel programma "Niente di personale", su La7. A teatro, ha recitato in "Piu' o meno alle tre" di Andrej Longo, regia di Emanuela Giordano (2003). In televisione, oltre alle fiction sopra citate, e' stato fra i protagonisti di serie come Don Gnocchi - L'angelo dei bimbi, regia di Cinzia TH Torrini; "Saturday Night Live from Milano", regia di Lorenzo Lorenzini; "Crimini - Il covo di Teresa", regia di Stefano Sollima "La nuova squadra", "Tutti pazzi per amore" "La nuova squadra 2", "Tutti pazzi per amore 2" e "Crimini 2 - Bestie", regia di Andrea Manni; "La famiglia Gambardella", regia Claudio Norza e Nanni Marino. Ha partecipato anche al cortometraggio "Superstition",per la regia di Luciano Federico.

Rapinatrice operante soprattutto nell'Alto Casertano. Arrestata giovane 25enne

Bianca Lucariello è accusata dei reati di rapina, furto e lesioni commessi tra Caianello e Teano nel 2005, ad appena 20 anni!
Nell’ambito dei servizi di prevenzione e repressione dei reati in genere, personale della Polizia di Stato del Commissariato P.S. di Aversa ha proceduto in Villa di Briano all’arresto di Bianca Lucariello, classe 1985, dunque 25 anni, in ottemperanza ad ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli, a seguito di condanna in ordine ai reati di rapina, furto aggravato e lesioni personali, per fatti commessi in Caianello e Teano nel 2005, dovendo espiare la pena di mesi sei e giorni quindici di reclusione.
La Lucariello annovera numerosi precedenti per fatti analoghi commessi in province diverse. La predetta, dopo gli adempimenti di rito, veniva condotta presso la Casa Circondariale di Pozzuoli per l’espiazione della pena.

domenica 27 giugno 2010

Piedimonte Matese. Controlli serrati dei carabinieri nel week-end appena trascorso

Controllati 90 mezzi e 120 persone. Multe per un importo di 2.000 euro complessivo. Insieme alla Compagnia anche gli uomini delle Stazioni dipendenti
I Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, hanno attuato una serie di operazioni di controllo straordinario del territorio, durante il week-end. Lungo le arterie principali che attraversano i vari comuni del comprensorio matesino i militari hanno istituito numerosi posti di blocco, anche durante le ore notturne. Gli uomini del Nucleo Radiomobile e quelli delle varie Stazioni, hanno presidiato strade e piazze dei diciannove comuni ricadenti nelle rispettive giurisdizioni, tra i quali Piedimonte, Alife, Alvignano, Dragoni, Ailano, Prata, Capriati, San Gregorio, Gioia Sannitica e altri. Nel corso delle attività sono stati sottoposti a controllo 90 veicoli in transito e identificate 120 persone. 13 sono state le violazioni riscontrate alle norme del Codice della Strada, per un importo totale di oltre 2.000,00 euro e il conseguente decurtamento di punti sulle patenti di guida. Tra le infrazioni rilevate risultano quelle per il mancato rispetto dei limiti di velocità e della segnaletica stradale, il mancato possesso dei documenti di guida o di circolazione, la mancata revisione del veicolo, il mancato uso delle cinture di sicurezza e l’utilizzo del telefonino cellulare durate la guida, fino anche alla guida in stato di ebbrezza alcolica, accertata mediante l’utilizzo dell’apparato etilometro in dotazione alle unità di pronto intervento. Sono state inoltre ritirate 4 tra patenti di guida e carte di circolazione, sottoposte a sequestro 2 autovetture e una moto privi di copertura assicurativa e 3 ciclomotori perché condotti da minorenni sprovvisti del casco protettivo. Nel corso dei servizi, in particolare nei centri storici dei vari comuni, sono state impiegate anche pattuglie a piedi.
Si riepilogano in sintesi i risultati conseguiti:
- Mezzi controllati: 90;
- Persone identificate: 120;
- Violazioni al C.d.S.: 13;
- Importo totale: Euro 2.000,00;
- Patenti di guida e carte di circolazione ritirate: 4;
- Veicoli sottoposti a sequestro: 6.

Caiazzo. Gli sforzi dell'assessore Antonio Chichierchia sono stati premiati da Legambiente. Caiazzo comune riciclone

La premiazione nazionale di Comuni Ricicloni, l'iniziativa di Legambiente, patrocinata dal Ministero per l'Ambiente che premia le comunità locali, amministratori e cittadini che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti e raccolte differenziate avviate a riciclaggio,si terrà a Roma il prossimo 6 luglio.
La Città di Caiazzo è stata invitata a ritirare il premio assegnato da una giuria composta da rappresentanti di Legambiente, Anci, Fise Assoambiente, FederAmbiente, CONAI, COMIECO, COREVE, CIAL, COREPLA, RILEGNO, Consorzio Italiano Compostatori, Centro di Coordinamento RAEE, Achab group e Novamont. Nato nel 1994 il premio è oramai un appuntamento consolidato, a cui aderiscono un numero sempre maggiore di Comuni, che vedono nell'iniziativa di Legambiente un importante momento di verifica e di comunicazione degli sforzi compiuti per avviare e consolidare la raccolta differenziata, e più in generale un sistema integrato di gestione dei propri rifiuti. Un importante traguardo per la città di Caiazzo da ascrivere esclusivamente all’impegno dell’assessore all’Ambiente Antonio Chichierchia, il quale, come si suol dire, ha veramente bruciato le tappe tanto da meritarsi il titolo di assessore dell’anno 2009. Chichierchia, che politicamente fa capo al gruppo guidato da Nicola Sibillo, è stato eletto al Comune di Caiazzo il 13 aprile del 2008. Assessore dal 30 aprile dello stesso anno, in piena emergenza rifiuti, ha fatto decollare la raccolta differenziata porta a porta il 30 settembre del 2008, nel mese di dicembre del 2009 ha ritirato il premio di comune virtuoso e il prossimo 6 luglio ritirerà quello di comune riciclone. “ Mi ritengo molto soddisfatto del lavoro fin qui svolto, ha dichiarato l’assessore Chichierchia, perché il riconoscimento che Legambiente ha voluto conferire alla nostra città non solo è ambito da tanti comuni, ma certifica la qualità del nostro impegno. Un impegno sempre crescente poiché altre iniziative sono in cantiere e altre sono già realtà. Mi riferisco al sistema integrato di videosorveglianza presso l’isola ecologica, che è il fiore all’occhiello di questo territorio tanto che nei prossimi giorni assumerà rilevanza sovra comunale per quanto attiene al conferimento dei RAEE . Comuni come Piedimonte Matese, Piana di Monte Verna, Formicola, Pontelatone, hanno fatto richiesta per conferire apparecchiature elettriche ed elettroniche presso la nostra piattaforma comunale. Ovviamente è da dire che il premio di Comune Riciclone è da condividere innanzitutto con i cittadini di Caiazzo, che in fatto di differenziazione dei rifiuti stanno dando prova di grande maturità e soprattutto con la squadra addetta alla raccolta differenziata, composta da persone altamente qualificate e dotate di un grande senso di responsabilità e di spirito di sacrificio. Personalmente credo che ancora molto si può fare per la tutela dell’ambiente e per questo ricordo l’appuntamento del prossimo 24 luglio allorquando si terrà un importante convegno a conclusone del progetto No Plastic BAG, in collaborazione con Legambiente e Novamont, nel corso del quale saranno distribuiti gli shopper in mater bi che andranno a sostituire per sempre quelli in polietilene”.
ECCO L'ATTESTAZIONE DEL PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO. CLIKKA PER INGRANDIRLA

Caiazzo, Il Mid e Roberto Diiorio ascoltati dal Senatore Azzollini, presidente al Senato della Commissione Bilancio.

Bloccata la manovra che prevedeva l’innalzamento dal 74 al 85% di invalidità per ottenere la pensione minima.
A piccoli passi, così Roberto Diiorio, rappresentante del Mid (Movimento Italiano Disabili) ha condotto la sua piccola battaglia ed è riuscito qualche giorno fa ad essere ascoltato dal Senatore Antonio Azzollini presidente della Commissione Bilancio del Senato che ha promesso un cambiamento in favore proprio della categoria dei diversabili. Così Diiorio spiega: “Un primo traguardo, la mobilitazione delle associazioni delle persone con disabilità sta producendo un risultato di notevole rilievo: il Presidente della Commissione Bilancio del Senato, Antonio Azzollini, e relatore degli emendamenti di Maggioranza, ha annunciato l’abrogazione del primo comma dell’articolo 10 del Decreto Legge 78/2010.” Il Decreto Legge in questione è la manovra tanto vituperata in Italia che prevedeva drastici provvedimenti restrittivi anche per i diversabili, come spiega Diiorio dopo l’incontro con Azzollini: “Quel passaggio della Manovra prevedeva l’innalzamento della percentuale di invalidità (da 74 a 85%) ai fini della concessione dell’assegno mensile agli invalidi civili parziali (256,67 euro mensili). Vengono sostanzialmente accolte le motivazioni espresse, in modo circostanziato, da FAND e FISH in queste settimane. Si trattava di una misura del tutto ininfluente per il contenimento della spesa pubblica (30 milioni di euro di risparmio) e che colpiva i “veri invalidi”, privi di reddito e disoccupati, creando sperequazioni e discriminazioni. Nonostante questo successo, FAND e FISH - le due Federazioni che raggruppano le maggiori e più significative associazioni italiane di persone con disabilità e dei loro familiari - proseguono nella loro mobilitazione, pur sospendendo la manifestazione unitaria prevista per il primo luglio prossimo.” Ora l’attenzione e la vigilanza civica delle due Federazioni sono concentrate sui tagli alla spesa sociale (878 milioni in meno di trasferimenti alle Regioni per la sola assistenza) che porteranno ad un’ulteriore stagnazione delle politiche sociali a favore delle persone non autosufficienti. Infine Diiorio chiude il suo intervento: “Va evidenziato che, dopo l’annuncio dell’abrogazione del comma 1 dell’articolo 10, rimangono nell’immaginario comune i disastrosi effetti della campagna mediatica, funzionale alla Manovra, che ha mescolato ai proclami contro il fenomeno delle “false invalidità” lo stigma, non sempre latente, nei confronti delle persone con disabilità vera. Sono danni su cui le Federazioni dovranno impegnare risorse ed energie in termini di comunicazione e sensibilizzazione: iniziare daccapo quello che da anni tentano di comunicare.”