lunedì 31 maggio 2010

TG DELLE ORE 20.30 DI ITALIANEWS. INFO

Provincia Caserta, scontro nel Pdl: Cosentino esautora Giuliano.

E l’Udeur pronta a passare all’opposizione se Zinzi concede l'assessorato al Nuovo Psi. Il partito di Mastella si sta confederando con Mpa e Adc.
Nel Pdl scoppia il caso Cosentino-Giuliano. Le trattative per la formazione della giunta provinciale i vertici campani e casertani dei berlusconiani avrebbero fatto finire l’idillio tra il sottosegretario all’Economia e il senatore, presidente della Commissione Lavoro a Palazzo Madama. Il coordinatore regionale, infatti, avrebbe di fatto esautorato Giuliano, intervenendo in prima persona per la risoluzione della crisi. Non a caso negli ultimi giorni si sono susseguiti incontri e colloqui tra Cosentino e il presidente dimissionario della Provincia, Domenico Zinzi.
Un intervento a “gamba tesa” che potrebbe indurre Giuliano a lasciare il timone del Pdl casertano, anche perché la sua sponsorizzazione di Domenico Ciaramella finora non ha sortito gli effetti sperati. Sul fronte dei cespugli del centrodestra, l’Udeur annuncia battaglia: “Siamo disponibili a restare fuori dall’esecutivo, ma nella giunta non deve entrare nessun partito minore, altrimenti andiamo all’opposizione”, questa in sintesi la posizione dei mastelliani. Espressa a chiare lettere dal commissario e consigliere provinciale dell’Udeur Angelo Brancaccio: “La scelta degli uomini che formeranno la giunta dovrà avvenire attraverso un metodo chiaro e politico, e su questo non faremo sconti a nessuno. Non accetteremo, all’interno della giunta, la presenza di altre forze minori legittimate da ingerenze regionali o nazionali. Per noi questo sarebbe un atto di discriminazione politica imperdonabile. Nel caso in cui dovesse avvenire una cosa del genere – tuona Brancaccio -, valuterò la possibilità di passare all’opposizione, ruolo che mi è più congeniale e, nel quale, mi sento sicuramente più a mio agio”.
L'ago della bilancia è l'assessorato al Nuovo Psi. Se il Presidente concede la poltrona al partito di Caldoro e Grimaldi, l'Udeur e, probabilmente, Adc ed Mpa passano nel gruppo di opposizione, atteso che i tre movimenti si stanno confederando tra loro. Ma quello che è più che mai stucchevole rigaurda le pretese di Zinzi che per gli altri partiti valgono e per il suo no, atteso che tra i papabili assessori dell'Udc figura una altro trombato, ovvero Puoti, candidato all'Europarlamento lo scorso anno ed oggi in auge per una poltrona.
CAIAZZORINASCE: Siamo alle comiche...non finali, ma è appena l'inizio! E noi pensavamo che al peggio, politicamente parlando (De Franciscis) c'era un limite. Questi son capaci di nominare Chiccho Ceceri assessore provinciale...

CAMORRA/ Arrestato dai Carabinieri in flagranza di reato mentre riscuoteva il pizzo

Manette per Francesco Madonna ras del clan marcianisano Piccolo -Letizia, denominato "Quaqquaroni" e contrapposto ai "Mazzacane" dei Belforte
I carabinieri del Comando provinciale di Caserta hanno arrestato, in flagranza di reato, per estorsione aggravata dal metodo mafioso Francesco Madonna (nella foto), 37enne affiliato al clan camorristico dei Piccolo-Letizia, detto anche "dei quaqquaroni", attivo nella zona di Marcianise in contrapposizione al clan Belforte. L'uomo e' stato bloccato all'uscita di un'attivita' commerciale immediatamente dopo aver ritirato una rata di 'pizzo' di 800 euro dalla vittima, che nei giorni scorsi era stata avvicinata e minacciata qualora non avesse pagato. I carabinieri avevano raccolto segnali sul territorio dai quali emergeva una ripresa "dei quaqquaroni" delle attivita' estorsive in danno di commercianti ed imprenditori di vari comuni dell'hinterland casertano; i Piccolo-Letizia stanno cercando di coprire gli spazi lasciati liberi dai Belforte, clan decimato da arresti anche di elementi apicali.

Mamme assassine. Quando chi da la vita, decide poi di toglierà. La depressione è alla base di tutto. Stasera se ne parla al tg di italianews.info

A Roma una madre lancia dal balcone il figlio di sei mesi. A Castel di Sasso, esattamente dieci anni fa, una mamma si uccise con i propri figlioletti usando il gas di scarico della macchina... Ecco i casi più eclatanti avvenuti in Italia negli ultimi dieci anni
Ha buttato la sua bambina di appena sei mesi dal balcone a Passo Corese, nel reatino. La piccola ora è in condizioni disperate al Gemelli di Roma, la madre è stata arrestata: dietro il terribile gesto l'ennesimo caso di depressione post partum. E' solo l'ultima di una serie di tragedie che vedono madri uccidere i propri figli: da Annamaria Franzoni, la mamma di Samuele, alle storie più recenti. Tanti, troppi i casi che si registrano, mese dopo mesi, episodio dopo episodio, in Italia: molti di essi restano nelle cronache ma anche nell'immaginario collettivo per l'efferatezza e l'incomprensibilità del delitto. Il 27 aprile del 2010 a Benevento una madre sofferente di disagio psichico ha cercato di suicidarsi uccidendo invece sua figlia in modo atroce: l'ha messa sul sedile posteriore della macchina e le ha dato fuoco. Una settimana prima a Gela una madre ha tenta il suicidio, non riuscito, ma è riuscita a uccidere i due figli, annegandoli. Il 24 novembre del 2009, a Castenaso, alle porte di Bologna, una madre ha ucciso i due figli, un bambino di sei anni e una bambina di cinque, poi si è suicidata buttandosi dal secondo piano della palazzina dove abitava. La tragedia è stata 'architettata' da una trentaseienne del posto con problemi depressivi per una separazione in vista dal marito.
Il 24 novembre del 2009, a Castenaso, alle porte di Bologna, una madre ha ucciso i due figli, un bambino di sei anni e una bambina di cinque, poi si è suicidata buttandosi dal secondo piano della palazzina dove abitava. La tragedia è stata 'architettata' da una trentaseienne del posto con problemi depressivi per una separazione in vista dal marito. Appena un mese prima, a Genova, una madre di 35 anni aveva ucciso il proprio bambino di appena tre settimane, strangolandolo nel lettino con il cavetto di alimentazione del cellulare. Poi si era suicidata. Quella volta le cause erano forse da addebitare al contesto disagiato in cui viveva la donna, aggravato da una 'depressione post partum' e dall'essere disoccupata.
Il 20 luglio, a Parabiago, in provincia di Milano, un'altra mamma ha ucciso il figlio di 4 anni, anche lei lo ha strangolato, stavolta con un cavo elettrico. La donna, di 36 anni, Marcella Sardeni, soffriva di depressione ed era in cura in un centro psicosociale della zona: a trovare il piccolo, agonizzante, sono state la madre e la sorella della donna, che erano andate a trovarla perchè non rispondeva al telefono. La mamma era accanto al bimbo, in stato di choc. Il 9 settembre del 2005 a Merano un bambino di quattro anni è stato ucciso a coltellate dalla madre, Christina Rainer, 39 anni, che poi ha tentato il suicidio gettandosi da una finestra del secondo piano: il piccolo è stato ucciso in cucina, sul tavolo ancora un panino con la marmellata appena sbocconcellato. Sempre nel 2005, il 17 marzo, una neonata di due mesi è stata trovata uccisa con una coltellata in una casa della Romanina, quartiere a sud di Roma, dove viveva con i genitori: anche qui la madre, di 23 anni, dopo averla uccisa ha tentato il suicidio. Ancora, il 18 maggio del 2005, a Casatenovo in provincia di Lecco, Maria Patrizio, 29 anni, ha raccontato di essere stata aggredita in casa mentre faceva il bagnetto al figlio di 5 anni, scivolato nell'acqua e morto. Il marito ha avallato il racconto, poi rivelatosi falso: a uccidere il piccolo è stata la donna, che poi, due settimane dopo, ha confessato. A ritroso, il 7 luglio del 2004 a Vieste, in provincia di Foggia, Giuseppina Di Bitonto, 33 anni, casalinga, uccide i suoi due figli, una bambina di 5 anni e un maschietto di quasi 2, soffocandoli con del nastro adesivo e poi si suicida nello stesso, atroce modo. Il 3 giugno del 2003 una peruviana di 29 anni ha prima strangolato e poi finito affogandola in un water dell'ospedale di desio, in provincia di Milano, la figlia di tre mesi, che era ricoverata per una caduta dalla carrozzina.
Tra i casi più drammatici, quello di due bimbi uccisi il 24 giugno del 2002 dalla madre che li ha annegati nel laghetto di Les Illes a Saint Marcel, nei pressi di aosta: a perdere la vita due bimbi di 4 anni e di 21 giorni, la madre poi ha tentato il suicidio. Ancora, il 12 maggio del 2002 in provincia di Sondrio una 31enne ha fatto annegare la figlia di 8 mesi nella lavatrice, innescando un ciclo di lavaggio: aveva problemi psichici. Ha 'fatto scuola' il caso Cogne: il 30 gennaio 2002 muore il piccolo Samuele Lorenzi. I soccorritori, chiamati dalla madre, Annamaria Franzoni, lo trovano con gravissime ferite alla testa: il piccolo morirà poco dopo. La madre viene accusata dell'omicidio ma nega e, dopo un calvario giudiziario, il tribunale di Aosta la condanna a 30 anni di reclusione. Lei continua a professarsi innocente. Sempre più indietro, il 29 giugno 2001 a Cretone, una frazione di Palombara sabina in provincia di Roma, una donna macedone di 36 anni, sposata con un italiano, colta da un raptus, uccide con 30 coltellate i suoi due figli, di 6 e 5 anni. Il 12 settembre 2001 a Limidi di Soliera, in provincia di Modena, un uomo di 43 anni, al rientro a casa, trova il figlio autistico di 14 anni ucciso, soffocato da un sacchetto di plastica stretto attorno alla testa e la moglie, Paola Mantovani, 39 anni, legata e gettata in piscina. La donna dice di essere stata aggredita da una banda di rapinatori, ma in realtà è stata lei ad uccidere. L'11 agosto del 2000 a Castel di Sasso, in provincia di Caserta, una maestra di 36 anni, Anna Pendolino, in crisi depressiva, si uccide con le tre figlie di sei, due e un anno, saturando l'interno della macchina con i gas di scarico.

Caiazzo. Piccoli campioni crescono. Gli aquilotti del Csi vincono il torneo "Aquilotti 2009-2010"

Battuta la compagine di Piedimonte Matese, i giocatori in erba allenati dal coach Gaetano Santoro sognano ora di poter calcare un giorno il parquet del Palamaggiò
Gli aquilotti del CSI Caiazzo Basket con largo anticipo si sono aggiudicati il torneo “Aquilotti anno 2009/2010. I piccoli giocatori dall’età di 10/11 anni sotto la guida del Coach Santacroce Vincenzo e nelle ultime che per forza maggiore ha dovuto abbandonare la squadra e consegnarla al nuovo Coach Santoro Gaetano, si sono aggiudicati il torneo con largo margine sulle inseguitrici, perdendo un uno solo incontro contro la agguerrita squadra del Piedimonte Matese. Gli aquilotti con impegno e dedizione costante hanno conseguito seppur piccolo traguardo, riuscendo a razionare gli impegni di scuola/famiglia, significando che nessun obbiettivo è irraggiungibile sognando di giocare forse un giorno al mitico Palamaggiò di Castelmorrone.
Nella foto la squadra, i dirigenti e il coach Santoro

"Ciampate del diavolo" di Tora e Piccilli su "Voyager" di Raidue

Il Comune dell'Alto Casertano, ai confini con il Lazio, stasera sarà oggetto di studio della famosa trasmissione condotta da Roberto Giacobbo
A quindici anni dalla clamorosa scoperta dello Scipionyx Samniticus, chiamato Ciro, il cucciolo di dinosauro, scoperto casualmente nell'area fossilifera di Pietraroia, in provincia di Benevento, nato 113 milioni di anni fa in pieno Cretacico Inferiore: altra sensazionale scoperta, pochi anni fa fatta in Campania, sempre più felix per ritrovamenti fossili, e precisamente a Tora e Piccilli, un paesino dell'alto casertano, ai confini con il Lazio- che sorge lungo le pendici del complesso vulcanico di Roccamonfina, dove furono individuate le orme dell'Homo Heidelbergensis, il "Nonno di Neanderthal"- ovvero tracce dell'uomo più antico d'Europa, chiamato Alfredo.
DOPO "ALFREDO" VENTIMILA GENERAZIONI - Uno degli spettacoli più straordinari che un paleoantropologo possa immaginare: una serie di impronte lasciate sulla lava in via di raffreddamento, circa 350 mila anni fa (equivalenti a 20 mila generazioni) - che si collocano alla frontiera tra due mondi, dirette verso la specie umana, lasciandosi alle spalle il buio dell'evoluzione. Ed in quest'atmosfera irreale che uno, due o tre ominidi attraversarono abbastanza velocemente il sito. Istantanee, forse di tre giovani, impegnati in un gioco! Slittati, caduti e rialzatisi, per proseguire il cammino. Il mito, il mistero di un piede nudo, affondato nella dura pietra.Orme ben note alla laboriosa gente del posto, che le ha riconosciute e chiamate finora come le "Ciampate del Diavolo". Un mix di inquietudine, dubbi e paura. Paura di ciò che non si conosce.
AFFASCINANTE LEGGENDA - Ma il diavolo stavolta nulla c'entra! Un team di esperti, ha cancellato l'affascinante leggenda, amata, conservata, "demonizzata" e tramandata di generazione in generazione, dalle sparute anime del paesino casertano. "Tutto il paese, circa milleduecento abitanti, ha sempre visto queste orme"- spiega Alfredo Julianis (nel riquadro della foto), memoria storica del luogo- " con grande fantasia e titubanza, ereditata dalle persone anziane del posto, per la serie: non è vero ma ci credo! Iulianis per anni ha sostenuto che le "Ciampate", furono lasciate dai Sanniti, provenienti dal Molise.
HOMO HEIDELBERGENSIS - Orme di un ominide, vissuto da queste parti, 350 mila anni fa, appartenute all'Homo Heidelbergensis - la "crudele" spiegazione dell'arcano, scoperto da tre esperti: il professor Mietto, dell'Università di Padova, esperto di orme antiche; Marco Avanzini, del Museo di Scienze Naturali di Trento; Giuseppe Rolandi, vulcanologo dell'Università Federico II di Napoli, che scacciano definitivamente lo spettro di Satana, da queste verdeggianti colline. Uno spettro paradossalmente, custodito gelosamente per secoli. La fine di una leggenda, in questo angolo di Paradiso incontaminato della provincia di Caserta. La fine di un gioco, di un divertimento "proibito" ai bambini, proprio per questo amato. Infilare i piedi nelle orme impresse sulla lava, "lasciate dal diavolo in fuga", considerato finora dai saggi del luogo, di cattivo presagio. Elemento "indigeno" , superstizione, retaggio culturale, che hanno contribuito a tenere viva e vegeta l'antica leggenda.
OMINIDE DI 350 MILA ANNI FA - Studi che proseguono, con l'intento di "scansionare" al meglio quelle orme lasciate dal "nonno" di Neanderthal, un ominide, alto un metro e cinquanta, che dalle orme lasciate è stato "catalogato" dagli esperti, come "Homo Erectus"- battezzato simpaticamente Alfredo, il nome dello storico locale da anni sponsor number one delle orme. Cinquantasei impronte, che potrebbero condurre a nuove scoperte. Un affascinante viaggio, a spasso nel tempo, nelle orme cristallizzate di Tora e Piccilli, oggi distante dal mare dozzine di km, ma che un tempo ammirava dalla "finestra"! Una scoperta che potrebbe aprire nuovi orizzonti per la specie umana, che permetterà di avere molte più informazioni e certezze, riguardo lo studio "parentale" sull'uomo. Agli abitanti ed amministratori del posto (orfani dell'incubo satanico) - non rimane che rimboccarsi le maniche per salvaguardare le cinquantasei "fotografie", della vita del passato, "scattate" migliaia e migliaia di anni fa. Magari recuperarandone altre. Per evitare che curiosi e turisti della domenica, armati di martello, possano procurare alla storia paleogeografica italiana danni ingenti. Un turismo nel sito modulato, da vendere alla Bit di Milano, per promuovere un sito ambientale, storico e archeologico invidiabile: un pacchetto che potrebbe trainare fortemente l'economia locale, creando un indotto alternativo al comprensorio.
Giuseppe Sangiovanni

Telese Terme troppi rifiuti ed il Comune si adegua varando un nuovo piano

Cifre significative, 1,46 chilogrammi pro capite da parte dei residenti ogni giorno, mentre la percentuale della differenziata è bassa.
L'Amministrazione comunale di Telese Terme affronta il problema rifiuti e lo fa in uno degli incontri previsti di dialogo aperto con i cittadini telesini. I dati sulla raccolta enunciati dall’assessore al ramo Gianluca Aceto mettono in evidenza quanto il problema sia nella cittadina termale molto più serio di altre realta limitrofe. Telese Terme produce 1,46 kg pro capite al giorno, dato giustificato solo in parte dalla presenza delle case di cura, delle terme, delle tante attività commerciali e della grande distribuzione. La produzione pro capite, infatti, è superiore alla città di Benevento e comparabile ad una metropoli. La produzione complessiva, tra Rifiuti solidi urbani e ingombranti e Raee nel 2009 è stata di circa 3.500 tonnellate. Nel primo quadrimestre del 2010 la raccolta differenziata si attesta al di sotto del 27%, mentre entro il 31 dicembre le leggi impongono il raggiungimento del livello minimo del 35%, pena l'esclusione da molti finanziamenti europei. Aceto spiega che «nel secondo semestre 2010 occorrerà recuperare il ritardo e che la situazione è ancora più difficile se si considera che nelle prossime settimane dovranno essere smaltite ulteriori 350 tonnellate di indifferenziati, stoccati dal 2007, in occasione di una delle numerose emergenze». Si tratta di un quantitativo pari al 10% di rifiuti prodotti in un anno nel Comune di Telese, che graveranno, in termini di calcolo di raccolta differenziata, sul 2010. Intanto, si è appreso, che il costo del conferimento dei rifiuti indifferenziati allo Stir di Casalduni è passato da 88 euro senza Iva a tonnellata a €.109,9 più Iva, in pratica 120 euro. Diviene quindi indispensabile aumentare la raccolta differenziata per far gradualmente diminuire il conferimento presso lo Stir di Casalduni. Tra le iniziative che l'Amministrazione comunale ha pensato di adottare ci saranno quasi certamente quella di modificare il sistema di raccolta puntando sulla separazione dell’organico, e l'implementazione del servizio attraverso la raccolta di pile, farmaci ed oli usati. Inoltre sarà valutata l'opportunità di raccogliere separatamente gli indumenti usati in modo da alleggerire letteralmente il peso dei rifiuti convogliati allo Stir di Casalduni. L’amministrazione comunale, quindi, al più presto presenterà un piano per partire con le nuove modalità di raccolta, cercando di recuperare il tempo perduto finora.
Vittorio Vallone

Valle Agricola. Tragedia nel piccolo Comune ai confini con il Molise. Una 75enne muore dopo una caduta dal balcone

Il tragico evento si è verificato ieri sera intorno alle 23.00. E' un mistero la dinamica dell'incidente.
Il piccolo centro di Valle Agricola, Comune dell'alto casertano ai confini con il Molise è stato scosso ieri sera da un tragico episodio occorso ad una donna di 75 anni A.A. deceduta a seguito di un impatto violento dopo la caduta dal balcone della sua abitazione, pare situato al quarto piano. L'episodio si è verificato intorno alle 23.00 nell'abitazione della signora sita in via Garibaldi. La donna, da una prima indiscrezione, sembra si sia affacciata per prendere una boccata d'aria e improvvisamente è rovinata giù dal balcone appunto. L'impatto è stato fatale ed ha reso vani i soccorsi dei medici della zona. In un primo momento si era quindi pensato ad un malore improvviso e la signora appoggiandosi alla ringhiera avrebbe in qualche modo potuto perdere l'equilibrio finendo in modo rovinoso sul terreno sottostante la casa. Qualcuno aveva anche ipotizzato un gesto estremo della signora a seguito di qualche momento di depressione. Però la salma è stata restituita ai familiari per far svolgere le esequie e quindi ciò dovrebbe in qualche modo allontanre questa ipotesi, sebbene c'era poco da indagare sulla vicenda, in quanto la dinamica è apparsa in ogni caso subito chiara.
Nella foto il centro storico di Valle Agricola

La Guardia di Finanza sgomina un'associazione a delinquere specializzata nell'alterare Slot Machine

Perquisizioni e arresti anche nel casertano, laddove le fiamme gialle hanno scoperto la centrale che forniva i software per taroccare le macchinette mangiasoldi
Gli uomini della Compagnia di Siena e dell'Ufficio delle Dogane di Arezzo hanno sgominato un'associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, al peculato, alla frode informatica, all'evasione fiscale ed al gioco d'azzardo mediante l'utilizzo fraudolento di videogiochi da sala., 14 arresti, 21 soggetti denunciati, 50 perquisizioni, e numerosi sequestri di slot machine, denaro contante, titoli mobiliari, beni immobiliari, cocaina ed opere d'arte. Nel corso delle operazioni sono state eseguite oltre 50 perquisizioni in Valle d'Aosta, Lombardia, Toscana, Veneto, Liguria, Lazio e Campania; operati diversi sequestri che hanno riguardato: denaro contante per un valore pari ad oltre 250 mila euro, titoli finanziari per decine di milioni di dollari, immobili, centinaia di macchinette da gioco. Sequestrata anche cocaina purissima per un quantitativo pari a 13 gr. e sostanze da taglio trovate all'interno di un'abitazione di uno dei componenti dell'associazione a delinquere, nonche' opere d'arte (150 quadri d'autore). L'indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Firenze, ha permesso di scoprire un gruppo di societa' riconducibili a soggetti residenti nelle province di Siena, Firenze, Arezzo e La Spezia che, utilizzando apparecchi da intrattenimento e divertimento modificati, alteravano sia i reali incassi dei congegni, diminuendo cosi' le possibilita' di vittoria dell'ignaro avventore, sia il funzionamento delle macchine stesse, trasformando gli apparecchi in videogiochi illeciti previa clonazione delle relative schede. La Procura ha richiesto ed ottenuto 14 misure cautelari (6 in carcere, 8 agli arresti domiciliari) emesse dal GIP del tribunale di Firenze che sono state eseguite nelle zone di Siena, Arezzo, Firenze, La Spezia e Padova. Le indagini hanno messo in luce il coinvolgimento anche di soggetti del napoletano e casertano che rifornivano gli indagati degli strumenti hardware e software necessari per condurre gli affari illeciti. Con poche migliaia di euro societa' compiacenti del gruppo si approvvigionavano dei mezzi informatici necessari per alterare il sistema elettronico delle varie slot machine. In numerosi casi e' stato addirittura possibile individuare apparecchi che, oltre ad essere alterati, erano del tutto scollegati alla rete telematica dell'Amministrazione dei Monopoli di Stato, permettendo la realizzazione di incassi completamente sottratti all'erario, omettendo il versamento del PREU (prelievo erariale unico), meglio noto come "tassa sui videogiochi", per legge pari al 12.7 % del volume di gioco complessivamente realizzato.
Diversi i sistemi fraudolenti adottati: alterazione del rapporto delle vincite rispetto al volume di gioco, mancato collegamento alla rete informatica dell'Amministrazione dei monopoli per impedire la lettura degli incassi e conseguente applicazione del PREU (prelievo erariale unico), clonazione delle schede delle slot gioco, false comunicazioni di malfunzionamenti e relative dismissioni di macchinette invero ancora perfettamente funzionanti ma dislocate in luoghi diversi da quelli dichiarati. Dopo diversi mesi di appostamenti e pedinamenti gli investigatori sono risusciti ad ottenere una mappa degli esercizi (bar, luoghi di ritrovo, sale da gioco, etc. etc. etc.) in cui le slot machine venivano di volta in volta collocate. Oltre 1000 le macchinette disseminate nei vari esercizi pubblici. Enormi gli incassi e guadagni illecitamente ottenuti quantificabili in oltre 35 milioni di euro. Oltre 50 milioni il volume delle giocate. Non a caso alcuni dei soggetti coinvolti possedevano auto di lusso come Ferrari, Bentley, Lamborghini e Porsche, numerosi immobili, quote societarie. Tali valori, sono stati in parte sequestrati per la successiva confisca, ovvero saranno a breve esaminati dalle Fiamme Gialle che procederanno alla tassazione dei proventi illeciti accumulati nel tempo. A capo dell'organizzazione criminale una famiglia (marito, moglie e due figli), che si avvaleva della consulenza aziendale e finanziaria di un abile e spregiudicato manager, di esperti informatici per alterare il funzionamento delle slot machine e di un buon numero di "incassatori" deputati al ritiro delle somme presso i vari esercizi pubblici. Tutti soggetti diversamente coinvolti nel medesimo disegno criminale. All'operazione hanno fornito piena collaborazione diversi uffici delle Dogane e dei vari Reparti del Corpo della Guardia di Finanza dislocati nelle aree territoriali maggiormente interessate, impegnando oltre 150 unita', circa 50 mezzi tra cui anche reparti di volo delle Fiamme Gialle di stanza a Pisa ed unita' cinofile giunte da Livorno.

Caiazzo. Oggi la Giunta Comunale convocata Venerdì scorso si riunisce per il Piano Parcheggi

Alcuni componenti della maggioranza non sono però in sintonia tra di loro
E’ proprio il caso di scriverlo, sembra che a Caiazzo in merito alla questione parcheggi, ci sarebbe chi la vuole cotta e chi la vuole cruda. Ed oggi se ne parla nella riunione di Giunta convocata dal sindaco Stefano Giaquinto venerdì scorso. Il Parcheggio “multimediale” (come lo hanno definito in città) per il quale intanto sarebbero state liquidate già le spettanze dovute ai preposti che lo hanno progettato e reso cantierabile non è ancora pronto, sebbene da marzo ogni giorno è utile e dovrebbe essere dato in gestione ad una cooperativa che provvederà a gestirlo e, soprattutto, incassare quanto richiesto per la sosta di un’ora minimo. Così come anche gli altri spazi della città saranno affidati in gestione a privati e quindi a pagamento. Per la centrale Piazza Portavetere invece, dove insistono alcune attività commerciali tra le quali anche quella storica che appartiene ad un diretto congiunto del Presidente del Consiglio Comunale, Antonino Puorto, è allo studio o quanto meno qualcuno vorrebbe, che il parcheggio fosse libero con disco orario, cioè al massimo un parcheggio di venti minuti, come dire giusto il tempo di consumare… un caffè! Molti in seno all’Amministrazione Comunale non hanno ben compreso quindi quali saranno i parcheggi a pagamento e quali no. Ciò che è chiaro però che in vista della Fiera della Maddalena, evento cult dell’anno a Caiazzo che precede di qualche giorno il Festival Jovinelli, altra kermesse che attira molti turisti in città, Giaquinto sta facendo una corsa contro il tempo per avere a disposizione quindi, tutti i parcheggi attualmente in dotazione, ovvero quelli vecchi e quello appena costruito, circa un centinaio di posti, che dovrebbe decongestionare quindi di veicoli, proprio la città di Caiazzo. E questo è l’auspicio anche dei commercianti caiatini (Com.Cai.) che chiedono appunto che i parcheggi siano subito fruibili.

Piana di Monte Verna, al via la giornata nazionale per lo sport

Per la prima volta il Comune ospita l'evento organizzato su scala nazionale dal Coni. Motore dell'iniziativa il consigliere comunale delegato Rocco De Crescenzo
Il sei giugno 2010 sarà una giornata all’insegna dello sport a Piana di Monte Verna, infatti il Comune per la prima volta ha aderito a questa importante rassegna sportiva organizzata dal CONI, giunta alla VII edizione. Aprirà la rassegna alle ore 09:00 un saluto del Sindaco Raffaele Santabarbara, del delegato allo sport Rocco De Crescenzo e del coordinatore territoriale CONI Antonio Sgueglia, poi fino alle 14:00 presso l’ex campo sportivo comunale, il circolo U.S. ACLI ed il campetto dell’oratorio saranno svolte attività quali calcetto, basket, pallavolo, corsa veloce, salto in lungo, salto in alto, bocce, circuiti per bambini della scuola dell’infanzia e diverse altre discipline. Per realizzare la rassegna sono state coinvolte le scuole dell’infanzia, le scuole primarie, le secondarie di primo grado, l’A.s.d. pianese, l’U.S. Acli Monteverna, l’U.S. Acli Associazioni di idee, l’Associazione Sportiva Club Rains e la Palestra Meeting Club di Raffaele Bencivenga; in più collaboreranno gentilmente la C.I.A. (Confederazione Italiana Agricoltori), l’A.N.L.C. mediante il Circolo cacciatori di Piana di Monte Verna e lo stabilimento Parmalat di Piana di Monte Verna.
A rendere ancora più ricca la manifestazione, in mattinata l’Associazione Sportiva Club Rains svolgerà una serie di sorvoli con deltaplani, aerei ed autogiro. A concludere la kermesse sarà un piacevole rinfresco all’interno dell’oratorio. A tutti i partecipanti sarà data una medaglia ed una t-shirt con il claim che caratterizza questa VII edizione della giornata dello sport: “ Sport, il miglior allenamento per la vita”.

domenica 30 maggio 2010

Provincia/ La Giunta è quasi fatta. Domani mattina Zinzi scioglie le riserve. Alto Casertano dimenticato e mortificato

Ne il sindaco di Caiazzo, Stefano Giaquinto, ne il sindaco di Alvignano, Angelo Di Costanzo, avranno ruoli nel futuro Governo provinciale. Zinzi ha scelto Aversa e Caserta per i ruoli gestionali. L'Alto Casertano peggio che con la Giunta De Franciscis, il quale almeno negli ultimi tempi nominò Renato Ricca assessore e permise a Dario Puorto di diventare consigliere provinciale...
È davvero quasi fatta, questa volta. Perché a meno di (improbabili) colpi di scena e di lungaggini dell’ultima ora - queste un po’ meno improbabili - la giunta della Provincia sta per essere annunciata. Parto difficile, e tanto da richiedere le dimissioni del neopresidente (prassi non nuova a corso Trieste), ma pare felice. «È solo questione di dettagli», si sente ripetere nell’entourage sia di Domenico Zinzi che di quello, più defilato ma ugualmente protagonista, del sottosegretario all’economia Nicola Cosentino. Vediamo allora quali sono i «punti assodati» e quelli ancora no, tenendo presente che il termine che la legge consente per il ritiro delle dimissioni (venti giorni) scade il 9 giugno. E senza dimenticare che esistono compensazioni - su altri tavoli - che spiegano il silenzio o l’assenso di alcune forze in campo. Partiamo comunque dalla scansione numerica. Dopo un estenuante braccio di ferro - sulle proporzioni in cui dividere la giunta ma soprattutto su «cosa» mettere nel piatto - Udc e Pdl sono venuti alla seguente conclusione: dei 10 assessori, 5 toccano al Popolo delle libertà e ai cespugli suoi alleati, 2 ai centristi e 3 saranno pescati nel mare magnum dei prof e degli esperti (e quindi dovrebbero, per definizione, essere «neutri», segni di eccellenza e graditi a tutta la maggioranza). Sui nomi nessuno vuole sbilanciarsi ma si sa che buona parte della trattativa si concentra proprio lì. Dei vari rebus il più vicino alla soluzione sembra essere quello dell’Udc. Che potrebbe portare in giunta Carlo Puoti e Gianni Mancino (quest’ultimo all’assessorato all’urbanistica, viste le competenze e la pregressa esperienza comunale). Già quando si tocca il tasto «esperti» le cose sono meno chiare. Assodato (pare) il nome di Umberto Arena gli altri due sono «fra coloro che son sospesi». La coda del ragionamento sui tecnici si annida, infatti, nell’ultima sezione, quella degli assessori targati Pdl. Delle cinque caselle disponibili una dovrebbe andare al Nuovo Psi, un’altra alla componente An (Marco Cerreto, pare certo, direttamente collegato ad Angelo Polverino), due sicuramente agli ex Forza Italia e il quinto - si era detto - potrebbe essere non un politico ma un tecnico di area Pdl. In questo modo, anche ipotizzando una vicepresidenza An, gli ex alleanzini rimarrebbero un po’ compressi (e potrebbero far rilevare che l’esperto d’area in ogni caso si può sempre mettere a carico della quota unitaria dei tecnici). Difficile in verità anche la praticabilità dell’ipotesi 2-2-1 perché in questo caso la vicepresidenza (che pare fortemente ancorata al partito) sbilancerebbe ancor più gli equilibri interni. Su un punto non si tornerà indietro: sul no ai sindaci-assessori. Una trincea che risolve qualche problema a Zinzi ma ancor più, a ben vedere, ai suoi alleati del Pdl.
ALTO CASERTANO..."ZERU TITULI!" - Ovviamente dopo la batosta elettorale, è arrivata anche quella politica, che ha visto da Piedimonte Matese, passando per Vairano Patenora, l'agro sidicino e finire il cerchio a Caiazzo e Piana di Monte Verna, senza nemmeno un rappresentante in Giunta Provinciale. E, ovviamente ancora, chi ha fatto il pieno è la zona dell'agro aversano, in attesa che incameri altre presidenze in enti strutturali legati alla Provincia (vedi l'attesa pacata di Brancaccio - Udeur) e Caserta centro. L'Alto Casertano nelle intenzioni di Zinzi è davvero l'appendice della Provincia di Caserta. L'ultima speranza per dirla alla "Nunzia De Girolamo" almeno per i nostri figli, è che venga creata davvero una nuova Regione, il Molisannio e che l'Alto Casertano tanto e sempre vituperato, serbatoio di voti per gente appunto come Zinzi prima e De Franciscis ancor prima, sebbene questi almeno la soddisfazione a Ricca di nominarlo assessore gliela concesse, venga inglobato nella nuova entità. Francamente ci siamo rotti le scatole di vedere fondi pubblici andare sempre e solo ad appannaggio di aree che li utilizzano poi non sempre in maniera lineare...Intanto, da dopodomani, se vogliamo veder cambiata una lampadina lungo la provinciale 330 o 331, dovremo andare a prostrarci presso i signori feudatari di Marcianise o Aversa. Piaccia o non piaccia...CHEST'E'!

Piedimonte Matese. Terza edizione della Gran Fondo del Volturno. Un'organizzazione impeccabile. Ha vinto Ciccarese ciclista di Lecce

A premiare il vincitore, oltre al sindaco Vincenzo Cappello ed al presidente della Comunità Montana Matese Fabrizio Pepe è intervenuto il neo -presidente della Provincia Domenico Zinzi
Si è disputata questa mattina la terza edizione della “Gran Fondo del Volturno”, gara ciclistica amatoriale organizzata dall’associazione Centroeventi, in collaborazione con i quotidiani Corriere di Caserta e Cronache di Napoli, sotto l’egida dell’UsAcli e del Coni. Su un percorso ondulato e caratterizzato dalla salita di Miralago e dalla discesa di Fontegreca sono stati 221 gli atleti a darsi battaglia per conquistare l’ambito trofeo. La gara si è decisa allo sprint che ha visto impegnati dieci corridori. Il successo è andato per la seconda volta consecutiva al leccese Fabio Ciccarese (Gsc Grottaglie) che ha preceduto sul traguardo di Piedimonte Matese il ciclista di Pomigliano d’Arco Carmine Galletta (Eurorida-Calcagni-Busico-Letizia). Presente alla kermesse anche il presidente della Provincia Domenico Zinzi: “Ripartendo dallo sport possiamo ridare a Terra di Lavoro uno slancio importante. In più abbiamo una zona come il Matese che è certamente la parte bella e da valorizzare della provincia di Caserta”. Sulla stessa linea anche il sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello: “Siamo onorati di aver ospitato anche quest’anno un evento così bello ed importante. Anche per la prossima edizione saremo lieti di ospitare questa manifestazione e cercheremo di fare ancora di più di quanto fatto finora”. Infine l’intervento del presidente della Comunità Montana Fabrizio Pepe: “Un’organizzazione perfetta che sta permettendo la rivalutazione di un territorio come il nostro che è assolutamente bellissimo e che invito tutti a visitare”.
Nella foto Ciccarese, vincitore della terza edizione della "Gran Fondo del Volturno" ed il presidente della Provincia Domenico Zinzi

Piedimonte Matese. Resoconto mensile per l'Arma dei Carabinieri coordinata in città dal Capitano Salvatore Vitiello

Sedici arresti, sessanta persone denunciate all’Autorità Giudiziaria e decine di sequestri durante le operazioni dei Carabinieri nel mese di maggio.
Le operazioni eseguite dai Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese nel mese di maggio, hanno portato all’esecuzione di sedici arresti, per reati che vanno dalla estorsione all’usura, dal traffico e spaccio di sostanze stupefacenti alla immigrazione clandestina, dal furto alla ricettazione. Tutti reati considerati tra quelli di maggiore allarme sociale, contrastati in modo efficace grazie all’impegno ininterrotto delle Stazioni dislocate sul territorio matesino e dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile. Oltre ai sedici arresti, sono scattate anche sessanta denunce alla competente Autorità Giudiziaria nei confronti di persone resesi responsabili a vario titolo, di reati che vanno dall’assenteismo nella pubblica amministrazione alla falsità in atti pubblici, abuso d’ufficio e interruzione di servizio pubblico o di pubblica necessità; dai reati contro l’inquinamento ambientale, come il trasporto e lo smaltimento illecito di rifiuti speciali a quelli in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro; reati contro la sicurezza stradale, come la guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’influenza di stupefacenti; dalla truffa anche tramite internet alle molestie telefoniche; dai maltrattamenti in famiglia o verso i minori, ad altri reati contro la persona ed il patrimonio, nonché reati di clandestinità o in materia di armi e droga. Nel corso delle varie operazioni sono finiti sotto sequestro oltre cinque quintali di rifiuti speciali, altamente tossici, con relativo mezzo di trasporto, un’area di circa 500 mq interessata da un cantiere edile dove sono in fase di costruzione immobili per un valore di 400.000,00 euro; sequestrati inoltre 150 tra CD e DVD contraffatti e centinaia di dosi di stupefacenti, tra “hashish”, “marijuana”, “cocaina” ed “eroina”. Infine sono ben tredici i pregiudicati nei cui confronti sono state emesse misure di prevenzione, mentre considerevole è il quantitativo di materiale ritenuto di particolare interesse per le attività di indagine tuttora in corso sottoposti a sequestro.

Caianello. Autobus in fiamme sull'autostrada. Paura per i passeggeri, ma nessun ferito

Sul posto la Polizia Stradale e i Vigili del Fuoco che hanno messo in sicurezza i passeggeri del pullman in fiamme.
Autobus in fiamme sull'autostrada A1, nel tratto casertano tra Caianello e Napoli: tanta paura ma, secondo quanto confermato dalla polizia stradale, nessun ferito tra i passeggeri. Sul posto stanno arrivando anche i Vigili del fuoco: da accertare le cause dell'incendio. I passeggeri sono stati tutti messi al sicuro; la polizia stradale sta fornendo loro assistenza.
A bordo del bus che e' andato in fiamme sull'A1, 34 turisti che da Roma erano diretti a Reggio Calabria. Secondo una primissima ricostruzione dei vigili del fuoco, le fiamme sono state causate da un problema al motore. L'incidente e' avvenuto a pochi metri di distanza dall'area di servizio di Teano dove la polizia stradale, a piedi, sta ora conducendo i passeggeri. La ditta del bus dovrebbe inviare sul posto un mezzo sostitutivo.

Alvignano. Nessuna sentenza del Consiglio di Stato che si pronuncerà solo il 6 Luglio prossimo in merito alla questione Cimitero

Polemiche infinite che vedono da un lato Offreda e dall'altro l'Amministrazione Comunale, coinvolti in un contenzioso per i lavori di ampliatura del Cimitero.
Sarà emessa solo il prossimo 6 luglio la sentenza definitiva del Consiglio di Stato sull’appalto dei lavori di ampliamento del Cimitero Comunale. Nonostante le solite voci distorte diffuse artatamente da ambienti politici contrari all’attuale amministrazione comunale retta dal sindaco Angelo Di Costanzo, che hanno evidenti interessi economici nella realizzazione dell’importante opera pubblica fortemente voluta proprio dall’attuale giunta Di Costanzo, attraverso l’assessore delegato Luigi Giannetti, al termine dell’udienza di martedì scorso il Consiglio di Stato non ha assolutamente accolto il ricorso presentato dall’Impresa di Costruzioni Offreda snc di Alvignano contro l’aggiudicazione dell’appalto alla ditta Pro.Cost. srl, ma ha unicamente rinviato la decisione finale all’udienza di merito fissata per i primi di luglio, allorché i giudici amministrativi saranno chiamati a confermare o revocare la sentenza del Tar della Campania emessa lo scorso marzo che bocciò sonoramente il ricorso di Offreda e diede ragione al Comune di Alvignano che aveva escluso dalla gara la stessa Impresa di Costruzioni Offreda snc. Pur rimanendo sospesa l’efficacia della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale di Napoli, dunque, il Consiglio di Stato non ha mai accolto il ricorso di Offreda e, quindi, il Comune non ha perso alcuna causa, anzi finora ha vinto dinanzi al Tar a discapito della impresa ricorrente. Purtroppo, però, l’intera vicenda sta rallentando un’opera fondamentale per l’intera cittadina e danneggiando notevolmente la popolazione che attendeva da decenni la costruzione di nuovi loculi e cappelle gentilizie e che ora, invece, per colpa dei ricorsi dell’Impresa Offreda, vede allungarsi ulteriormente i tempi per l’ampliamento del cimitero comunale. I cittadini stanno chiedendo da tempo la costruzione dei nuovi loculi, ma il Comune non ha colpe atteso che, dopo anni di immobilismo, l’attuale amministrazione Di Costanzo era riuscita finalmente a redigere il progetto e ad appaltare i lavori di realizzazione di oltre 800 loculi cimiteriali e di circa 130 cappelle gentilizie alle spalle dell’attuale complesso funerario per un importo di un milione e mezzo di euro, fino a che l’Impresa Offreda non ha bloccato tutto con ricorsi prima al Tar, dove ha perso, e ora al Consiglio di Stato. Ad ogni modo, nonostante il rinvio a luglio della sentenza, dal Comune rassicurano i cittadini sul fatto che l’opera si farà comunque entro i prossimi due anni atteso che nessun ostacolo potrà mai fermare il programma amministrativo dell’attuale compagine di governo.
Enzo Perretta

Sarà realizzato a Grazzanise il centro di espulsione della Campania (CIE)

Un dossier riservatissimo all’attenzione del ministro dell’Interno Maroni. Dentro ci sono le schede sulla possibile localizzazione in Campania del nuovo centro di identificazione ed espulsione. Il centro sarebbe nell’area di Grazzanise.
Non c’è nessuna conferma - nessuna istituzione locale pare abbia ricevuto input dal ministero - ma alcune fonti bene informate indicano nell’area prossima all’aeroporto militare il luogo dove nei prossimi mesi verrebbe realizzata la struttura. Maroni ha chiesto la massima riservatezza. È tuttavia la risposta all’interrogazione parlamentare (che in sintesi pubblichiamo al lato) a portare sostanzialmente all’area di Grazzanise. «Vogliamo realizzare una struttura, un Cie (un centro di identificazione ed espulsione) in ciascuna delle regioni italiane, perché i clandestini si possono trovare ovunque. Prevediamo - aveva detto Maroni - entro la fine di quest’anno di realizzare i centri o di cominciare la realizzazione dei centri in quattro regioni: Veneto, Toscana, Marche e Campania. Abbiamo già individuato delle aree, lontane dai centri abitati, vicino agli aeroporti, in strutture pubbliche dismesse, naturalmente da ristrutturare, per esempio le caserme. Nelle prossime settimane incontrerò i presidenti di queste quattro regioni per valutare le nostre proposte e definire con loro la sede più idonea in ciascuna di queste regioni».In Campania le aree lontane dai centri abitati e con aeroporto è una sola: Grazzanise, giacchè Capodichino è praticamente nel centro di Napoli, e Pontecagnano nel salernitano è comunque in un’area densamente abitata. Resta Grazzanise. Ma sempre nel casertano c’è un’altra scelta Capua: esiste un’aviosuperfice, l’aeroporto Oreste Salomone, dove già arrivano i G222 dell’Aeronautica mentre a poca distanza c’è il campo profughi ora in disarmo.
Grazzanise. Oltre all’aeroporto - che è base del nono stormo dell’Aeronautica Militare, un gruppo elicotteristico che assicura il supporto aereo alle forze speciali - c’è la disponibilità di beni confiscati che sono stati assegnati come proprietà del Comune. Si tratta di due aziende bufaline molto grandi confiscate a Francesco Schiavone e Vincenzo Apicella.
Capua. Attigua alla caserma del Raggruppamento unità addestrative dell’Esercito c’è l’aeroporto «Oreste Salomone». Considerato che nell’area della caserma non ci sarebbe posto per le strutture del Cie, potrebbe essere utilizzato l'ex campo profughi. Ma per il suo impiego sevirerebbero lavori di ristrutturazione importanti considerato che gli immobili sono in totale stato di abbandono e di degrado. Tuttavia l’area è gestita dal ministero dell’Interno anche se è già stata acquisita dal Comune.
San Nicola la Strada. Spesso tra le ipotesi si è fatta anche quella dell’l'area delle «casermette», l’ex caserma Brignole ai confini tra Caserta e San Nicola la Strada, cioè in piena area urbana e comunque lontana da un’aeroporto.
Nella foto l'Aeroporto di Grazzanise
Gianni Molinari

Pillole dall'Alto Casertano. Caiazzo e Letino

Caiazzo, oggi S.E.L. in piazza a raccogliere firme per dire no alle privatizzazioni
Per affermare il principio che l’acqua è un bene di tutti, perciò non si vende, stamani in piazza Portavetere, dalle ore 10,00, il gruppo Sinistra Ecologia e Libertà di Caiazzo raccoglierà le firme per chiedere l’abrogazione dell’art. 23 bis della legge 133/2008 che privatizza i servizi di rilevanza economica , nonché dell’art. 150 e parzialmente del 154 del Codice dell’Ambiente . “Invito i cittadini a firmare perché l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale. Un bene essenziale che appartiene a tutti. Nessuno può appropriarsene né farci profitti”. Questo ha dichiarato Nicola Sibillo (nella foto col gruppo al completo), capo storico del gruppo, che oggi sarà in piazza al fianco del consigliere regionale Gennaro Oliviero, del consigliere provinciale Domenico Ragozzino e degli assessori comunali Antonio Chichierchia, Giuseppe De Biase e Stefano De Matteo. "Attraverso il referendum vogliamo restituire questo bene essenziale alla gestione collettiva, vogliamo una gestione collettiva e pubblica dell’acqua per conservare questo prezioso bene alle future generazioni, perché questa è una battaglia di libertà che "si scrive acqua ma si legge democrazia”. Ciò è quanto a dichiarato l’assessore all’Ambiente Chichierchia che ha basato tutto il suo impegno politico all’insegna del rispetto e della difesa ambientale e del territorio caiatino. I cittadini che firmeranno oggi saranno poi chiamati a sostenere con il proprio voto il referendum che dovrebbe svolgersi nella prossima primavera per togliere l’acqua dal mercato dei profitti.
Festival del folklore a Letino. Il gruppo "Aria Nova" di Ruviano c'è. Il Presidente della Pro - Loco Di Meo sugli scudi
Il pensiero che prima era solo un eco, ora diventa realtà. Finalmente c'è la data ufficiale per il grande evento del folk Casertano, che si terrà nei giorni 24 - 25 luglio 2010 a Letino e che vedrà come protagonisti i gruppi del comitato Fitp - Caserta (“Aria Nova” di Ruviano, “I Quattu Pizzi” di Valle Agricola, “I Novi Soles” di San Gregorio Matese, “Ri Tinazzoli” di Letino, “I Figli di Lauro” di Lauro di Sessa A., “A' Cetta di Casanova” di Carinola, “Gli Sbandieratori Borgo Fontana di Fontanafredda” di Roccamonfina), affiancati da gruppi provenienti da tutte le parti d'Italia. L'evento, fortemente voluto a Letino dalla Fitp - Caserta rappresentata dal Presidente Pasquale Di Meo (nella foto), dalla Fitp Campania del Presidente Enzo Cocca e dalla Fitp Nazionale guidata dal Presidente Benito Ripoli, avrà come sostenitori e collaboratori, l'Unpli Caserta con il sempre presente Presidente Franco Pezone. Il Festival Casertano del Folklore, questo il nome dell'evento, racchiuderà in esso una grande ed importantissima manifestazione, la Scalinata del Folklore, da cui nasce ogni anno il Calendario artistico della Fitp. Oltre ad immergersi quindi nel bellissimo scenario naturale del Parco del Matese, appartenente ad una provincia, quella di Caserta, che sicuramente è da invidiare, ci si ritroverà in un'atmosfera spettacolare, in cui rivivranno gli antichi mestieri, i balli ed i canti della tradizione locale e non solo e si potranno gustare gli squisiti sapori di un tempo.
Strade rurali, tre progetti ammessi a finanziamenti Por. Le arterie interessate sono:via Lavandaio, via Bosco di Caiazzo e via Tesauro
Interventi per la sistemazione e la messa a nuovo di strade rurali di Caiazzo: è questo in sintesi l’oggetto di importanti progettazioni che sono rientrate in finanziamenti previsti dal Por Campania. Un gruppo di lavori che interesseranno, entro il mese di settembre, tre strade di comunicazione delle aree meno centrali della città e saranno finanziati dalla Regione Campania con un contributo di ben 250mila euro ciascuna. Tre le delibere di Giunta che l'Esecutivo retto dal primo cittadino e consigliere provinciale Stefano Giaquinto hanno approvato gli interventi di “sistemazione, adeguamento e ripristino funzionale” di strade percorse quotidianamente dai cittadini che si trovano in periferia. Le strade interessate sono: Via Lavandaio (Ponte Commissario), via Bosco di Caiazzo e via Tesauro (Sant’Andrea). “Siamo soddisfatti di essere rientrati tra i pochi comuni di Terra di Lavoro ammessi a finanziamento - ha detto il sindaco Giaquinto (nella foto) - cerchiamo in questo modo di dare più attenzione a quelle aree meno centrali che necessitano di ammodernamento, così da migliorarne la funzionalità e la fruizione da parte della cittadinanza”. Intanto sono già in corso i bandi per l'affidamento dei lavori.

L'Associzione per la Sinistra nel Matese ha preso piede. venerdì scorso formato il direttivo coi rappresentanti di ogni Comune

Antonietta Fortini, candidata alle scorse regionali e tra i rappresentanti per il Comune di Letino.
Nell'ambito dell'incontro che si è svolto venerdì scorso, 28 maggio 2009, sono nel seno dell'assemblea dell'Associazione il presidente Michele Argiento ed il Consiglio direttivo così composto Piedimonte Matese è rappresentato da Vincenzo Ragucci, Daniele Cinotti e Emanuele Facchiano Alife è rappresentato da Giuseppe Nasciano e Sisto Antonio Amato; Gioia Sannitica è rappresentata da Vittorio Massaro, Angelo Massaro, Marco Massaro; Letino è rappresentata da Antonietta Fortini; Dragoni è rappresentata da Pasquale de Pasquale, Romualdo Rossi; Alvignano :Domenico Mormile e Michele Argiento; Raviscanina: Armando Arturo Vendettuoli; Sant'angelo d'Alife : Gianfranco Manera , Giugno Arturo ed Ermanno Zazzarino; Baia e Latina è rappresentata da Angelo Pascarella; Gallo Matese da Toni Palumbo; L'Associazione ha lo scopo di impegnarsi per costruire una nuova Sinistra nel territorio del Matese che susciti speranza e chiami all'impegno politico, che lavori ad un progetto per il territorio e sappia mobilitare anche chi si sente deluso, distratto o distante dalle esperienze politiche vissute. Vogliamo una sinistra che non sia più ceto politico ma luogo di partecipazione, di ricerca e di responsabilità condivise ed è una Sinistra dei diritti civili, delle libertà e dell'uguaglianza e del rispetto delle differenze. L'associazione aspira a diventare un contenitore politico di tutte le anime di sinistra nell'intero territorio del Matese per la creazione di una sinistra federalista del Matese.

sabato 29 maggio 2010

Piedimonte Matese. Al II° Circolo Didattico si è svolta la Festa dell’Europa. La Dirigente Scolastica Teresa Luongo sugli scudi.

Presenti il Capitano Vitiello, il Luogotenente Liliano e il vicesindaco Costantino Leuci
Nel pomeriggio del 28 maggio la “Festa dell’Europa” presso il II° Circolo di Piedimonte Matese G.G. D’Amore, guidato dalla Dirigente scolastica dott.ssa Teresa Luongo, si è svolta in un clima di grande coinvolgimento. Presenti Autorità civili e militari, tra cui il vicesindaco di Piedimonte Matese, prof. Costantino Leuci, il Comandante dell’Arma dei Carabinieri, Capitano Salvatore Vitiello e il Comandante della Guardia di Finanza Luogotenente Liberato Liliano. Bandiere, addobbi, mostra dei lavori degli alunni, lezioni aperte di informatica e scienze, utilizzo della lavagna magnetica interattiva. Tutto ciò alla presenza anche di un folto pubblico a testimonianza dell’ottimo lavoro che il Corpo docenti ha svolto durante l’anno scolastico 2009/2010. Famiglie, autorità locali e personale scolastico hanno condiviso un momento di grande soddisfazione nell’apprezzare i prodotti didattici degli alunni che hanno frequentato i corsi PON, le cui tematiche principali sono state quelle inerenti l’ambiente e le competenze digitali. E’ stata una vera emozione vedere i bambini impegnati nell’esecuzione di piccoli esperimenti scientifici, nella proiezione di presentazioni in power point da loro stessi realizzate e nella presentazione della mostra dei lavori, fatta di numerosissimi cartelloni.
La Festa
si è svolta in collaborazione con “EUROPE DIRECT “ di Caserta di cui la scuola condivide il progetto. La Dirigente Scolastica, dott.ssa Luongo, in apertura, ha evidenziato l’importanza dell’evento e la grande opportunità che L’Europa offre alle scuole. E’ toccato poi al Capitano Vitiello dare rilievo ed importanza ai temi inerenti la legalità e soprattutto insinuare in ogni piccolo cittadino quel senso civico che non può prescindere appunto dalle primarie. Il Luogotenente Liliano si è invece soffermato proprio sull’importanza dei PON strumenti utili, anzi indispensabili per lo sviluppo oggi, delle moderne scuole che oramai devono guardare solo ed esclusivamente in chiave europea, appunto gli Stati Uniti d’Europa.

Gioia Sannitica. Arrestato Raffaele Brillante 56 anni perchè ritenuto un usuraio dagli inquirenti

Secondo l'accusa, Brillante ha ripetutamente vessato un 62enne ex Ufficiale dell'Aeronautica militare, estorcendogli a più riprese soldi indebitamente
Un indagine coordinata dalla Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese e condotta dai militari della locale Stazione ha portato questa mattina all’arresto di Raffaele Brillante, 56enne di Gioia Sannitica, perché resosi responsabile dei reati di usura ed estorsione. Alcuni mesi fa i militari avevano accertato che il 56enne, approfittando dello stato di bisogno, dovuto a gravi difficoltà economiche in cui versava un pensionato di Piedimonte Matese, un 62enne, ex Ufficiale dell’Aereonautica e anche avvocato, si faceva dare in corrispettivo del prestito di una somma di denaro di 2.000,00 euro, una somma pari a 4.200,00 euro e successivamente in corrispettivo di un’altra somma di denaro di 2.000,00 euro, una somma pari a 3.600,00 euro e costringendo inoltre la vittima a promettere il pagamento di dodici rate mensili da 200,00 euro, applicando così tassi usurai. Inoltre aveva in più occasioni minacciato la vittima di gravi ritorsioni in caso di mancato adempimento delle obbligazioni usuraie e addirittura in una circostanza all’interno di un esercizio pubblico nel centro di Piedimonte Matese, lo aveva aggredito provocandogli lesioni giudicate guaribili con sette giorni di prognosi. Le risultanze di una complessa ed articolata attività investigativa, sono state racchiuse dai Carabinieri in una dettagliata informativa inviata alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’usuraio estorsore. Il mandato di cattura è stato eseguito dai Carabinieri con un blitz effettuato nel centro della cittadina pedemontana dove il 56enne è stato rintracciato, a suo carico risultano già altri precedenti per reati di estorsione, usura, esplosioni di arma da fuoco in luogo pubblico e reati contro l’ambiente. L’uomo è stato così trasferito presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

Controlli a raffica dei Carabinieri sui cantieri edili del casertano. Multe salatissime e cantieri chiusi

I carabinieri della compagnia di Maddaloni hanno eseguito dei controlli nelle fabbriche e nei cantieri del Casertano contro il lavoro nero. I militari hanno ispezionato 9 cantieri edili a Valle di Maddaloni 3 dei quali impegnavano lavoratori in nero. A Maddaloni sono stati chiusi altri due cantieri con lavoratori senza contratto. A Santa Maria a Vico e' stato trovato un altro cantiere dove operavano lavoratori non contrattualizzati. Infine altre 3 aziende sono state chiuse a San Felice a Cancello: 6 operai sono stati sorpresi mentre erano al lavoro ma erano tutti irregolari. Complessivamente i militari hanno elevato verbali per 65mila euro.
A Maddaloni e Valle di Maddaloni, i carabinieri delle locali Stazioni e del N.I.L. hanno controllato ben 9 cantieri edili, 3 dei quali sono risultati avere lavoratori in nero. A Maddaloni, presso 2 cantieri in via Viviani e via Starzalunga, sono stati trovati 9 operai intenti a lavorare e 5 di essi sono risultati in nero. Per i rispettivi titolari delle imprese edili sono scattate contravvenzioni per complessivi 20.000 euro ed è stata disposta la sospensione amministrativa dell’attività. Anche a Valle di Maddaloni il cantiere controllato in via Sannitica è risultato avere 1 lavoratore irregolare su 3, pertanto l’impresa edile è stata chiusa e sono state contestate sanzioni amministrative per 5.000 euro.
A Santa Maria a Vico i controlli della locale Stazione assieme ai Carabinieri del N.I.L. hanno consentito di rilevare gravi irregolarità in entrambi i cantieri ispezionati, uno in via S. Apollonia ed un altro in via Nazionale. 2 lavoratori su 6 sono risultati in nero. Anche in questo caso sono state elevate contravvenzioni ai rispettivi titolari, per 10.000 euro, ed entrambe le attività sono state sottoposte a chiusura amministrativa.
A San Felice a Cancello, i carabinieri della locale Stazione e del N.I.L. hanno controllato tre ditte operanti su un cantiere edile in viale della Repubblica. I 6 operai trovati a lavorare sono risultati tutti irregolari, per cui sono state elevate contravvenzioni per circa 30.000 euro e le ditte sono state chiuse. Tutti questi cantieri e queste attività d’impresa, per poter riaprire dovranno regolarizzare la posizione occupazionale e contributiva dei loro dipendenti e operai, altrimenti si esporranno a sanzioni ancora più gravi.

Operazione di servizio della Guardia di Finanza. Arrestato il titolare di un laboratorio artigianale. Faceva le Hogan false

Ennesimo opificio individuato dalle fiamme gialle della Sezione Mobile Nucleo pt di Caserta. L'uomo, D.M.A. 37 anni, è stato tratto in arresto e condotto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere. Un altro colpo al mercato delle Hogan false.
In applicazione della recente normativa (legge n. 99 del 23 luglio 2009) che ha modificato la disciplina penale di contrasto alla contraffazione e tutela del made in Italy, i militari della Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza hanno arrestato il responsabile dell’ennesima fabbrica clandestina di scarpe contraffatte “scovata” nell’agro-aversano, così concretizzando nuovamente l’intensa azione repressiva contro le imprese della “filiera del falso”, fortemente voluta ad inizio anno dal Comando Provinciale di Caserta. Ad essere ritenuta configurata è stata la circostante aggravante di cui all’art. 474 ter del codice penale, prevista nei casi in cui i delitti di contraffazione di marchi e brevetti siano commessi in modo sistematico, ovvero attraverso l’allestimento di mezzi e attività organizzate. In particolare, i militari della Sezione Mobile, al termine di indagini scaturite a seguito di una chiamata al “117”, numero di pubblica utilità destinato dal Corpo alle segnalazioni dei cittadini, hanno individuato all’interno di un laboratorio artigianale ubicato in un’area rurale del Comune di Trentola Ducenta (CE) 8 persone intente alla produzione di calzature mediante l’utilizzo di macchinari ad alta tecnologia, adoperati per la riproduzione sia di tomaie che di scarpe completamente rifinite, tutte riportanti, palesemente contraffatte, le effigi distintive della nota griffe “HOGAN“. Nell’immediatezza dei fatti, il signor D.M.A. di anni 37, originario della provincia di Caserta, rivendicava la piena proprietà e disponibilità della fabbrica, nonché dei materiali e delle attrezzature ivi custodite ed utilizzate per la fabbricazione delle scarpe. La situazione logistica e la presenza degli operai intenti alla lavorazione delle calzature che si palesava agli occhi dei militari era l’inequivocabile espressione di una strutturata organizzazione dedita alla contraffazione e, pertanto, svolta in modo sistematico.
L’attività di servizio condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria conduceva al sequestro dell’opificio, esteso per circa 250 mq., nonché dell’intero campionario dei prodotti rinvenuti e consistenti in 500 scarpe completamente finite, 100 scarpe in corso di lavorazione, 2 clichè in ottone recanti il marchio della griffe contraffatta per l’impressione in rilievo del segno distintivo e circa 6.000 pezzi di materiale di consumo distinto tra fondi in gomma, tomaie e sottopiedi. Sequestrati anche 24 macchinari utilizzati nelle varie fasi in cui si articolava l’intera filiera produttiva. Successivi approfondimenti hanno consentito di appurare che gli 8 lavoratori sorpresi nell’attività illegale, tutti di nazionalità italiana, sono risultati in “nero” e più precisamente non in regola con le posizioni contributive ed assistenziali, circostanza questa che renderà necessario approfondire le indagini anche sotto l’aspetto amministrativo, allo scopo di ricostruire la posizione fiscale del titolare della ditta che, già dai preliminari accertamenti, si sarebbe reso responsabile dell’inosservanza degli obblighi dichiarativi dei proventi connessi all’attività svolta. Non di minor rilievo sono risultate, altresì, le condizioni di precarietà e l’assenza dei minimali requisiti richiesti dalla vigente normativa di settore in tema di sicurezza dei luoghi di lavoro, che inducevano i militari operanti a richiedere l’ausilio tecnico di personale del Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’ASL territorialmente competente per l’accertamento delle connesse responsabilità. Per le gravi violazioni accertate D.M.A., ritenuto responsabile dell’organizzazione logistica e lavorativa della fabbrica dei prodotti contraffatti sequestrati, è stato associato presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione della magistratura inquirente. Continua, quindi, l’incessante azione delle Fiamme Gialle sul territorio della provincia di Caserta per tutelare il consumatore dall’acquisto di prodotti non sicuri, in quanto privi delle reali certificazioni di qualità delle materie prime utilizzate nel processo di lavorazione, nonché l’economia del settore calzaturiero da fraudolente alterazioni della libera concorrenza di mercato, quale diretta conseguenza dell’immissione nei circuiti di vendita di prodotti contraffatti a basso costo.

Caiazzo, Raffaele “Lello” Marciello, orgoglio caiatino. Sotto contratto a 15 anni con la Ferrari!

Il padre e la madre sono di Caiazzo ed emigrarono in Svizzera. gli zii materni e paterni vivono invece ancora in città. Ora il figliol prodigo è una celebrità. L’Ingegnere Luca Baldisserri della Ferrari: “Se tutto va bene Lello fra due anni, quando ne avrà 17, proverà in Formula 1!”
Baby piloti, è il loro momento. Dopo aver fatto crescere Lewis Hamilton, la McLaren ha già ingaggiato l’olandese Nyck de Vries, 14 anni. Cambiano i tempi e il mondo: il fuoriclasse Juan Manuel Fangio aveva debuttato nel Mondiale quando ne aveva compiuti 39. Luigi Fagioli aveva vinto la sua ultima gara, nel 1951, ultracinquantenne. Ora il più giovane vincente di sempre è Sebastian Vettel che si impose nel 2008 a Monza quando aveva 21 anni e 73 giorni. Prima di mandare alla ribalta il tedesco, la Red Bull aveva messo sotto contratto ben 116 piloti. La via da seguire è quella delle scuole, ad altissimo livello e in tenera età. Come la Driver’s Academy Ferrari, che cura preparazione fisica, mentale e ovviamente tecnica dei piloti sinora prescelti.Fra questi c’è Raffaele Marciello. Il volto è quello di un ragazzino perbene, serio e un po’ timido. Ma quando va in pista, è una furia, persino cattivo, un incubo per i rivali. Ha solo 15 anni ed è il più giovane pilota della storia ad aver siglato un contratto, a lungo termine, con il Cavallino.Raffaele, detto “Lello”, è nato a Zurigo e vive a Caslano, borgata nei pressi di Lugano. Il padre, Claudio, è dirigente in un ditta di trasporti, la mamma Licia fa la casalinga e si occupa di Siria, la secondogenita dodicenne, entrambi i genitori sono di Caiazzo, sebbene la famiglia è emigrata anni fa dalla Campania prima che nascessero i due bambini. E lui, Marciello, ci tiene molto a quest’origine, tanto è vero che sottolinea: “Ho il passaporto e licenza italiani”. Papà aveva una gran passione per lo sport automobilistico ed è questo il motivo per cui a quattro anni e mezzo Lello ha guidato un kart: “Mi è piaciuto subito. È stato un colpo di fulmine, da allora ho sognato di correre. A otto anni ho disputato la mia prima gara. Nel 2003 e nel 2005 ho vinto due campionati svizzeri di kart. Poi ho ottenuto risultati brillanti in prove internazionali, anche nella Coppa del Mondo.” Una carriera rapidissima quella di Marciello, chiamato per una serie di test in diverse categorie. “Ho provato la Formula Bmw - racconta il ragazzo -, poi la Formula Renault. Avevo anche un invito in F3. Ma alla fine ho preferito il campionato di Formula Abarth, che mi sembra più adatto. Dopo alcune giornate di prove ho iniziato la stagione gareggiando nel circuito di Misano con la Tatuus del team JD Motorsport”. Due corse e campo sbaragliato: vittoria nella prima partendo dalla seconda posizione e terzo, sul podio, nella seconda, affrontata dal settimo posto sullo schieramento di partenza. Nella stagione Marciello sarà impegnato in altri sei doppi round di gare. Il prossimo a Magione il 6 giugno, quindi Imola, Varano, Vallelunga, Mugello e Monza, con una partecipazione anche nel famoso circuito di Spa. “La Formula Abarth - spiega il giovane pilota - mi ha attirato perché non è troppo impegnativa sotto l’aspetto economico e mi pare decisamente più potente di altre categorie simili. Il turbo del motore Fiat si sente. Ti aiuta a uscire più forte dalle curve. La monoposto tiene bene ma proprio per questo dopo qualche giro ti può anche mettere in difficoltà per l’usura delle gomme. Diventa dura dominare la macchina, ma così è decisamente più affascinante e divertente”. L’accordo con la Ferrari ha consentito a Lello non soltanto di affiancare piloti più esperti, ma anche si seguire un programma intensivo. “Sono nella situazione ideale - conclude Marciello -. Ho potuto conoscere il mio idolo Robert Kubica, ma anche Alonso e sono diventato amico di Alguersuari e Buemi. Ho provato il simulatore del Cavallino a Maranello. Molto interessante, ma onestamente preferisco i brividi e le sensazioni della pista. Le mie caratteristiche? Imparo in fretta i circuiti, credo di andare subito forte, sono combattivo come lo ero con i kart.” Obiettivo finale? La Formula 1, ovviamente. L’Ingegnere Luca Baldisserri della Ferrari: “Se tutto va bene Lello fra due anni proverà in Formula 1!”
L'ingegnere Luca Baldisserri:
"Raffaele tra 2 stagioni proverà la F1"
L’ingegnere Luca Baldisserri (nella foto), che è stato anche responsabile in pista della Ferrari, ora dirige la Driver’s Academy di Maranello, nata quest’anno, ora in pieno sviluppo alla ricerca di talenti da lanciare in F1.
Come procede il vostro programma? «Al momento abbiamo cinque piloti: Lucien Bianchi, Randolph Maisano, Mirco Bortolotti e Raffaele Marciello. Quest’ultimo è il più giovane, quindicenne, ma stiamo contattando un ragazzino di 11 anni per sviluppare un piano speciale. È un investimento, lo scopo è di trovare giovani dotati ma anche di portare piloti preparati in F1 a costi più ridotti».
Marciello sembra molto promettente. «In questi mesi lo abbiamo tenuto sotto controllo. È sicuramente un talento. Molto aggressivo, capace di interpretare le piste prima degli altri, sensibile in ogni condizione, con il bagnato, lo sporco e con gomme fredde».
Cosa ha di particolare? «Ha fatto senza fatica il salto dal kart alla monoposto, non ha paura della velocità».
Sul piano mentale? «Fa squadra, con noi è gioioso, aperto. Unico difetto: vuole sempre andare forte anche quando non sarebbe del tutto necessario».
Quando potrà fare un test un test con la F1? «Se tutto va bene, fra meno di due anni, quando ne avrà compiuti diciassette..

Pietravairano il Tar blocca il progetto dell'Amministrazione Comunale per la realizzazione dei parcheggi in centro

Costruzione del parcheggio nel centro storico, il Tribunale Amministrativo dà ragione alla sig.ra Emilia Bilotti
Con la sentenza n. 9184/2010 del 26 maggio scorso la V sezione del Tribunale Amministrativo della Campania ha di fatto bocciato il progetto dell'amministrazione comunale di Pietravairano guidata dal sindaco Francesco Zarone di realizzare due parcheggi, il primo in pieno centro storico ed il secondo nella frazione San Felice. La decisione è stata assunta a seguito del ricorso presentato dalla signora Emilia Bilotti, proprietaria di uno dei terreni interessati dal provvedimento e che in tale vertenza era difesa dall'avvocato Patrizia Cifonelli. L'amministrazione civica, difesa nel procedimento dall'avvocato Luigi Maria D'Angiolella, è risultata soccombente in quanto il Tar ha rilevato come l'ente pubblico nella fattispecie in esame abbia mancato di comunicare alla sig.ra Bilotti preventivamente l'avvio del procedimento ablatorio. Nel caso di specie la comunicazione è intervenuta successivamente, rivelandosi del tutto inutile ed inficiando di conseguenza il relativo procedimento, nella misura in cui la citata violazione di legge ha impedito a parte ricorrente, per come interessata, di partecipare utilmente al procedimento per collaborare alla determinazione del contenuto del provvedimento finale. In particolare la sig.ra Bilotti è stata impossibilitata a presentare osservazioni, o comunque soluzioni alternative, in ordine al progetto dell'Amministrazione Comunale di realizzare un parcheggio a servizio del Centro Storico e della Frazione San Felice. All'indomani della pubblicazione della sentenza della V sezione del Tar l'avvocato Cifonelli sottolinea che "è nostro auspicio che l'amministrazione comunale prenda atto di quanto stabilito dall'autorità giudiziaria. Non ho alcun motivo per dubitare che ciò avvenga anche perché ricordo benissimo che in campagna elettorale il motto della compagine oggi al governo era "legalità, trasparenza e democrazia". Non ritengo, inoltre, secondario il fatto che grazie a questa sentenza del Tar si eviterà al momento di procurare danni irreversibili sull'ambiente circostante, incontaminato e tranquillo, nel quale si fanno notare anche ulivi vetusti e che, dal quindicesimo secolo, fa corona al monumentale Convento Santuario di Santa Maria della Vigna delle Suore Clarisse dell'Immacolata, già appartenuto ai Domenicani ed ai Francescani".

CAMORRA/ "Qui ho sepolto fanghi e amianto". Confermate le rivelazioni del pentito...

Confermate le dichiarazioni di Gaetano Vassallo. Già nel 2008 l'Espresso realizzò uno speciale sulle operazioni fatte dal camorrista, per altro grande accusatore anche di Nicola Cosentino
«Le recenti informazioni ricevute dal collaboratore di giustizia sul conferimento di rifiuti nelle discariche Resit e Novambiente …corrispondono a quanto da noi anticipato… Possiamo affermare che quanto ora raccontatoci da Vassallo per questi luoghi e per quegli anni è attendibile»: le conclusioni del professor Balestrieri, consegnate al Pm Alessandro Milita, che con il pool della Dda coordinato dal procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho cura le indagini partite dalle dichiarazioni del pentito, sono nette: il manager dei rifiuti non ha mentito quando ha raccontato chi, come e quando ha avvelenato la Campania. Molto di più, in verità, ha detto il Buscetta dei rifiuti, accusando tra gli altri diversi politici di essere stati in affari con i Casalesi: tutte vicende giudiziarie ancora aperte. Vassallo racconta di aver seploto veleni agli Schiavi, a Masseria del Pozzo, alla Scafarea, a San Giuseppiello, nei campi di Ischitella e perfino sotto l’asse mediano. Nell’aprile del 2008 accompagna magistrati e forze dell’ordine nella terra dei fuochi e discarica dopo discarica, buca dopo buca, ha raccontato cosa la terra ancora nascondeva. Agli Schiavi, spiega, ho nascosto i fanghi industriali e l’amianto; la strada è stata costruita sui rifiuti speciali provenienti dal Nord, nei campi abbiamo lasciato i liquami come concime. Nel triangolo della morte, dice, hanno scaricato illegalmente decine e decine di imprese: la Pool Ecologia e la Delca, la Di Puorto di Torre di Lago, la Ecologia srl di Sant’Arsenio, la Nocera di Nettuno, la Vanni di Viareggio, la Del.Ca di Capannoli, la Ideco di Pisa, la Tra.Sfe.Mar di La Spezia, la Recuperi Carnevale di Velletri, la Ecolmaci di Cisterna di Latina. E poi le ditte campane. La Ecologia ’89 di cui si è occupato il processo Adelphi. Dalla Acna sarebbero arrivati venti camion con a bordo ottomila quintali di fanghi. La Ecologia dei fratelli Bruscino (secondo Vassallo hanno infettato la Campania con fanghi tossici e ceneri provenienti dalle centrali Enel), a Crystal, la Perna (ceneri spente dell’Enel di Brindisi,) la Tortora («trasportava e scaricava rifiuti liquidi speciali soprattutto nel periodo estivo anche nei fossi laterali ai margini delle strade interpoderali adiacenti alle mie discariche», dice Vassallo), la Viltex avrebbe portato, invece, tessuti e balle di indumenti provenienti da Ercolano e da fuori regione, soprattutto da Pistoia. E poi la Siser, di Generoso Roma, la Rfg di Elio Roma, la Minale, la Colucci Appalti, la Bortoni, la Csmi. Tutte ditte che trasportano rifiuti e che dovrebbero curarne il compostaggio: in realtà fanghi, ceneri e liquidi tossici vengono semplicemente intombati. È il famoso giro di bolla.

Caiazzo, fermati quattro giovani in possesso di hashish. Ancora un’operazione di servizio della Guardia di Finanza.

Quattro giovanissimi, di cui due appena maggiorenni fermati mentre facevano uso di droghe leggere.
Ancora un’operazione di servizio della Guardia di Finanza di Piedimonte Matese, guidata dal Luogotenente Liberato Liliano, al fine di reprimere e prevenire l’uso da parte soprattutto dei giovanissimi, di sostanze proibite e stupefacenti. Stavolta nelle maglie dei finanzieri sono finiti quattro ragazzi, due coppiette che se ne stavano in auto a Caiazzo a consumare droga di tipo hashish, molto in voga soprattutto fra i più giovani come prima scritto. I militari in servizio di prevenzione e repressione dei traffici illeciti, notavano che i ragazzi R.S. appena 18enne, C.D. 20enne, Z.R. anche ella appena 18enne, C.A. 19enne, erano intenti a prepararsi alcune canne per poi fumarle. Quindi intervenivano tempestivamente i finanzieri che provvedevano ad identificare i soggetti e segnalarli alle Autorità preposte. Tra l’altro alla conduttrice del veicolo è stata ritirata anche la patente di guida perché appunto guidava sotto gli effetti di sostanze psicotrope e quindi per un bel po’ dovrà circolare a piedi. All’interno del veicolo, veniva confermato il sospetto dei militari operanti, ovvero che vi era della sostanza stupefacente pronta per essere usata, di tipo hashish, per cui i finanzieri successivamente conducevano i quattro ragazzi in Caserma a Piedimonte Matese per gli atti consequenziali. Gli accertamenti degli stessi, continuano per cercare di capire, dove i ragazzi dell’alto casertano sono adusi a rifornirsi di droghe leggeri e pesanti, atteso che il fenomeno sembra in continuo aumento. Infatti nel giro di un mese è il quarto intervento da parte della Guardia di Finanza, solo nell’agro caiatino, laddove i militari hanno anche arrestato quindici giorni orsono un altro giovane che deteneva, probabilmente al fine di cederla, una grossa quantità di hashish appena acquistata. Si preannunciano controlli sempre più serrati e soprattutto mirati anche nell’agro caiatino, da parte delle fiamme gialle, le quali in qualche modo stanno ponendo in essere un repulisti atteso da tanto, troppo tempo…
Tratto dal Corriere di Caserta

TG DELLE ORE 20,30 DI ITALIANEWS.INFO

venerdì 28 maggio 2010

Piedimonte Matese. La replica di Gianluigi Santillo alle accuse mossegli dalla Procura della Repubblica

"Ai giudici l'onere di dimostrare che ho sbagliato!" Così Santillo ex presidente del Consorzio rifiuti Ce/1 replica ai rilievi e soprattutto conferma che l'avviso di garanzia c'è si stato, ma lui si sente tranquillo: "Ho assunto gente che aveva bisogno di lavorare!"
Arriva in giornata la replica di Gianluigi Santillo alle accuse di cui si è dato conto su stampa e web rivoltegli nei suoi riguardi dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Ecco le dichiarazioni dell'ex sindaco di San Potito Sannitico, legatissimo all'Udeur ed ai Mastella:
"In riferimento agli articoli pubblicati questa mattina su molti quotidiani, desidero con la presente fare una mia personale dichiarazione. È vero, nella giornata di ieri i Carabinieri di Piedimonte Matese mi hanno notificato un avviso di garanzia per le assunzioni giudicate «pilotate e fuori legge». Faccio politica dal 1990. In questi venti anni sono stato consigliere comunale e sindaco del comune di San Potito Sannitico, Presidente del Consorzio CE/1. L’unico in provincia di Caserta, mi piace sempre ricordarlo, a raggiungere e di gran lunga superare le percentuali di raccolta differenziata previste dalla normativa vigente, l’unico in piena emergenza rifiuti a non essere mai stato associato alla camorra. De Gasperi sosteneva che il significato della parola politica era il dare una risposta alle esigenze dei cittadini: è questo l’obiettivo da me perseguito dai miei primi passi in politica. Quando nel 2008, il governo ha voluto sciogliere i Consorzi di bacino e farne un unico calderone, tutto il buon lavoro fatto da me, dai miei collaboratori e da tutti i dipendenti del Consorzio CE/1 è stato in un attimo vanificato. Da allora, sul mio curriculum, essere stato il Presidente di ente valido ed efficiente quale il Consorzio CE/1 è una macchia, perché alla parola «Consorzio Rifiuti» l’opinione pubblica associa inevitabilmente la parola «camorra». Sarcasticamente potrei affermare che questo avviso di garanzia era quasi atteso. In venti anni di politica non mi era mai stato notificato niente del genere e non ero mai stato accusato od inquisito per nulla. Purtroppo, sempre più spesso, per un uomo che decide di intraprendere la carriera politica, l’avviso di garanzia od il coinvolgimento in una causa penale è una tappa obbligata. E per questo non voglio muovere alcuna critica alle forze dell’ordine ed agli inquirenti, che, sono sicuro, faranno il loro dovere e nei quali ripongo molta fiducia. Il crimine da me commesso è l’assunzione di onesti lavoratori, molti dei quali padri e madri di famiglia. Se ho sbagliato le modalità, toccherà alla magistratura dimostrarlo."
GIANLUIGI SANTILLO

ALTO CASERTANO/Bloccata la tratta ferroviaria Vairano Patenora - Cassino. Rinvenuti ordigni bellici

Sul posto personale dell'esercito italiano, atteso che le bombe sono pericolose ed ancora efficienti
Circolazione ferroviaria sospesa dalle 11.25 sulla linea Napoli-Cassino, tra Vairano, nel Casertano, e Cassino, nel Lazio, per il ritrovamento di ordigni bellici in prossimita' dei binari. I residuati sono stati scoperti durante lo scavo per lavori di palificazione della linea ferroviaria. Per garantire la mobilita', in attesa dell'intervento degli artificieri, Trenitalia (Gruppo FS) ha attivato servizi sostitutivi con autobus fra le stazioni di Vairano e Cassino.
Si tratta di bombe a grappolo e sono devastanti. Sulla tratta Vairano-Cassino, secondo quanto si e' appreso, sono state trovate delle bombe a grappolo risalenti alla seconda guerra mondiale, mentre nei pressi di Mignano Montelungo (Caserta), una bomba da mortaio. Per rimuovere gli ordigni e' stato chiesto l'intervento degli artificieri dell'Esercito, quelli del 6/o e del 21/o reggimento Genio. Le bombe ritrovate risultano tra le più devastanti, sebbene sono datate di circa sessant'anni, erano ancora in piena efficienza

Caiazzo. Ora sono i cittadini a chiedere spiegazioni per il parcheggio multipiano. Ci sarà qualcuno al Comune che gliele darà...?

Una lettera di un attento lettore, che si firma come disinformato, ma invece ha mostrato non solo arguzia e padronanza della materia, ma, addirittura snocciola dati e cifre che invitano ad una riflessione e soprattutto, se chi Governa reputa anche questi un cittadino al pari degli altri cittadini caiatini, una risposta. Noi attenderemo ansiosi. Ecco il testo integrale della missiva:
"Da semplice cittadino di questa città mi sono sempre chiesto se all’interno di una pubblica amministrazione allorquando vengono assunte delle decisioni tutti i responsabili partecipano al parto. Me lo chiedo perché a vedere dall’esterno ciò non sembrerebbe vero e, se mi riesce, intendo spiegarlo con il caso che sto per riportare. Nel lontano 2005 è stato approvato il progetto per la realizzazione del parcheggio multipiano di Parco della Rimembranza per l’importo di Euro 2.500.000,00. Nell’anno 2007 sono stati affidati i lavori per la realizzazione dell’opera per l’importo complessivo di Euro 1.828.706,45. E fino a questo punto tutto parrebbe chiaro all’occhio del comune cittadino, anche perché da diversi mesi l’opera è stata conclusa tant’è che risulta collaudata e il relativo tecnico risulta anche liquidato dal responsabile del servizio comunale. Ho usato il condizionale perché a ben leggere gli atti, determine n. 84-85-86-87 del responsabile del servizio tecnico, pare che domani mattina il cittadino di Caiazzo può parcheggiare tranquillamente la proprio auto nel mega parcheggio multipiano che fa bella mostra (o) in piazza Portavetere. Invece così non è. Ma allora mi chiedo quelli del Comune vedono un’altra realtà diversa da quella che vediamo noi cittadini? Vi invito a leggere gli atti che ho citato, a comprendere ad esempio quale perizia di variante e suppletiva e di assestamento è stata approvata con atto n. 76/2009 sempre a firma dello stesso responsabile.
Tutti sanno che il Comandante della Polizia Municipale ha comunicato, con una nota, che l’ingresso del parcheggio non è di facile accesso alle automobili, praticamente con l’auto non si riesce ad entrarvi. E’ a conoscenza di tutti che il parcheggio non è servito da energia elettrica (forse se ne sono dimenticati) per cui non può funzionare. Ed allora come lo si sarebbe collaudato? E’ fatto noto che la fornitura di energia elettrica deve attraversare via Ponte ed allora perché non lo si è fatto prima che la Provincia rifacesse il manto stradale.
E nonostante tutto questo le determine sopra richiamate sono tutte di liquidazioni di spettanze ai tecnici, e mica solo a loro. Una rilevante somma economica, (19.000,00+13.000,00+13.000,00+20.000,00+30.000,00+30.000,00) vi invito ad esaminarla, viene riservata al responsabile del procedimento ed ai vari suoi collaboratori. Non intendo aggiungere altro se non domandarmi se i responsabili comunali, e non parlo dei politici, parlano tra di loro prima di assumere un provvedimento. Secondo me non lo fanno e secondo voi? Può darsi che io da cittadino poco istruito all’arte amministrativa non abbia ben compreso il significato degli atti che ho citato, ed allora,per favore, me lo spiegate?"
LETTERA FIRMATA