Casini: decisivi ovunque. Crolla l'affluenza: un terzo degli elettori non ha votato. Bossi: "Sinistra sparita"Testa a testa all'ultimo voto nel Lazio e in Piemonte, mentre in Puglia vince il governatore uscente e candidato del centrosinistra Nichi Vendola. Il centrodestra guadagna sicuramente due regioni Calabria e Campania, e si conferma con ampio margine in Lombardia (Formigoni al 55,1%) e Veneto (con Zaia al 61,7%). Il centrosinistra vince come previsto in Toscana, Umbria, Emilia Romagna, Marche, Basilicata e Liguria. Al momento si profila dunque, secondo le prime indicazioni dei seggi, un 7 a 4 per il centrosinistra (ma si partiva da un 11 a 2). Lega in crescita al Nord: in Piemonte il partito di Umberto Bossi, secondo le proiezione Pragma Emg per la Rai sale al 15%, in Veneto si attesta al 37% (contro il 22 del Pdl) e in Lombardia al 26%. Buona affermazione dei candidati sostenuti da Beppe Grillo, soprattutto in Emilia dove il movimento del comico genovese si attsta al 7%. Crolla l'affluenza. Non ha votato più di un terzo degli elettori. A Roma fortissimo astensionismo: -17 punti rispetto alle comunali del 2008, -13 sulle regionali del 2005. Nel Lazio Emma Bonino (centrosinistra), dopo 2.609 sezioni scrutinate su 5.266, è in vantaggio con il 50,09%, mentre Renata Polverini (Pdl) si ferma al 49,35%. In Piemonte il candidato del centrodestra, Roberto Cota (Lega), quando sono state scrutinate 2.287 sezioni su 4.835 è al 47,52% mentre la presidente uscente, Mercedes Bresso, arriva al 47,12%. In Puglia vince Nichi Vendola del centrosinistra su Rocco palese del Pdl, mentre in Calabria Giuseppe Scopelliti è largamente in vantaggio su Agazio Loiero del centrosinistra. In Campania Stefano Caldoro batte nettamente VIncenzo De Luca. Roberto Formigoni (Pdl) si conferma poi presidente della Lombardia, battendo Filippo Penati del Pd, così come, rispettando le previsioni della vigilia, per il centrosinistra Vasco Errani vince in Emilia Romagna, Enrico Rossi in Toscana e Catiuscia Marini in Umbria. In Liguria il governatore uscente Claudio Burlando sostenuto dal centrosinistra si impone su Sandro Biasotti, sostenuto dal centrodestraLuca Zaia (Lega) stravince in Veneto. Gianmario Spacca del centrosinistra si conferma nelle Marche e Filippo Vinto (Pd) vince in Basilicata su Nicola Pagliuca.Un terzo degli elettori non ha votato. Alle elezioni Regionali ha votato il 64,22% degli elettori. Il dato fornito dal Viminale è definitivo ma relativo solo alle nove regioni di "competenza" del ministero dell'Interno (Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata). Rispetto alle precedenti elezioni, quando aveva votato il 72,01% degli aventi diritto, si registra dunque un calo di quasi otto punti della partecipazione al voto. I dati relativi alle altre quattro regioni interessate al voto di ieri e oggi non sono molto dissimili da quelli forniti dal Viminale, anche se si situano tutti e quattro al di sotto del 64%. In Toscana ha votato il 60,92%, nelle Marche il 62,82%, in Puglia il 63,17% e in Calabria il 59,25%. Forte anche il calo del Lazio, dove la diminuzione è stata superiore al 10% per cento: è andato alle urne il 64,1% degli aventi diritto al voto, contro il 75, 3% del 2005.«Non ci sarà battaglia nel Pdl, è la sinistra che è andata a picco, è andata ko. Adesso facciamo le riforme», lo ha detto Umberto Bossi, parlando nella sede del partito in via Bellerio a Milano e sottolineando che «la Lega ha vinto». «Il problema per la sinistra è che è sparita al Nord. Hanno perso la loro gente, hanno perso il contatto con la gente. Sono spariti», ha aggiunto il leader della Lega.«La sinistra è sparita laddove ci sono i lavoratori perché si è dedicata agli immigrati con troppa attenzione. Si è dedicata al proletariato esterno e i lavoratori l'hanno mandata al quel paese...», ha poi aggiunto il leader della Lega ai microfoni di Skytg24. «È una grande vittoria - dice infatti - soprattutto a Torino dove la sinistra ha applicato il potere». «Siamo decisivi ovunque, dove abbiamo scelto i candidati migliori», ha commentato Pier Ferdinando Casini ai microfono del Tg1. «Andremo avanti per la nostra strada, perché se si votasse domani, con questa destra populista e la sinistra in queste condizioni, porteremmo avanti il nostro progetto, perché il Paese ci chiede coerenza». Casini esprime preoccupazione per il sensibile dato sull'astensionismo: «Dimostra che la nostra analisi sul bipolarismo trova conferma: la gente è infatti disamorata e non va a votare, con una campagna elettorale di questo tipo. A destra prevale la Lega, con un successo travolgente. La sua egemonia inciderà - secondo Casini - ancor più sul governo, mentre Di Pietro e i grillini metteranno in crisi il Pd».«C'è preoccupazione per l'astensione, un dato negativo su cui tutti devono riflettere», ha detto il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, che invita a riflettere sul calo dei votanti sottolineando però che se «il risultato sarà favorevole per il centrosinistra vorrà dire che l'astensione ha colpito il centrodestra».Il dato dell'astensionismo è «un segnale preoccupante», ma in Italia comunque si va al voto «di più che negli altri paesi», non è come in Francia, ha commentato Rosy Bindi, ospite dello speciale elezioni del Tg3. «È un campanello d'allarme per la politica e le istituzioni, sarà interessante vedere come è distribuito nel paese», ha aggiunto Bindi.Il Pdl: astensione colpa dell'odio. «In questo momento siamo tutti costretti a fare esercizi di cartomanzia ma io quello che posso dire fin da ora è che siamo dinanzi ad un dato di astensione massiccio e per questo esprimo preoccupazione. Io sono tra quelli che dice che gli elettori hanno sempre ragione e se hanno scelto così avranno i loro motivi», ha commentato Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. «La mia lettura - prosegue Capezzone - è che usciamo da tre mesi di odio con il presidente Berlusconi oggetto di una pressione costante. Credo che di fronte a questo tanta gente non ossessionata dalla politica e tanti moderati abbiano pensato che, se questo è il rodeo, non si partecipa. Comunque - conclude - ogni Regione in più è un risultato importantissimo perché noi partiamo da 11 a 2 per il centrosinistra quindi ogni conquista è fondamentale».Di Pietro: Pd rifletta, hanno perso tempo con Udc. «È arrivato il momento di lanciare un'opa politica per il buon governo del 2013». Antonio Di Pietro usa una metafora economica per invitare il Pd a un confronto «sulle cose da fare per creare una alternativa al governo Berlusconi». Dalla sede nazionale dell'Idv, dove sta seguendo i risultati delle regionali, l'ex pm chiede a Bersani «pari dignità» e non dimentica che il Pd «ha perso molto tempo per flirtare con l'Udc. Deve tornare ad un matrimonio con una moglie ostica che sa usare e il mattarello come è l'Idv». «Il centrosinistra oggi vede la Toscana come la sua capitale, quindi la Toscana da oggi ha una responsabilità ancora più forte», ha detto il sindaco di Firenze Matteo Renzi, commentando l'andamento dello spoglio elettorale in Toscana che vede nettamente in vantaggio il candidato del Pd. «La Toscana - ha aggiunto - ha questa responsabilità attorno a questo presidente, che si chiama Enrico Rossi, ed è il punto di riferimento di questa scommessa».