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lunedì 1 marzo 2010

VERSO LE PROVINCIALI/ Emerge uno spaccato decisamente disarmante da questa campagna elettorale caiatina…

Alcuni candidati sembra provengano da Marte, eppure vivono e amministrano Caiazzo da lustri. Intanto due iniziative su tutte tengono banco e un pool di consulenti esterni le sta valutando. L'aeroporto di Grazzanise spostato a Caiazzo e far arrivare il mare fino alla periferia caiatina. Su questo ultimo progetto alcuni ragazzi caiatini già si stanno cimentando con un corso di bagnino...
Sotto l’aspetto squisitamente politico, senza indugio alcuno ci sentiamo di affermare che la campagna elettorale per le prossime elezioni provinciali sta scadendo nell’assurdo, o meglio nel “panassurdo” volendo usare un termine del famoso psicologo e fantasiologo Carrese. Improvvisamente candidati che amministrano da lustri Caiazzo, si accingono ad ulteriori promesse solenni, la fine dei disagi vedi l’acqua a San Giovanni e Paolo, ed il rilancio della città con una settimana dedicata alla festa dell’olio (che in realtà è una due giorni) come volàno per il turismo. Ci voleva una candidatura alla Provincia per parlare di rilancio e di fine disagi? Ma il centro storico caiatino, sempre più morente e sempre più intasato da auto in sosta selvaggia in maniera del tutto impunita, quello si che andrebbe rilanciato. Per fare una delibera a chiudere finalmente via Caiatino al traffico chi ci vuole il Presidente della Repubblica? E’ possibile che non si riesce a capire che proprio il centro storico di una città è il suo cuore pulsante? Ciò che vale per la maggioranza, ovviamente vale anche per la minoranza che francamente, oltre ad una opposizione dura (di facciata sembra a noi poveri cittadini) non è andata al di la di proclami e interrogazioni, molte delle quali fine a se stesse. E il buon ragioniere che promise sfracelli per la questione di Largo delle Fornaci, avrà pensato ora di andare a recuperare i carteggi a capire finalmente come è andata a finire? Insomma più che di rilancio, la candidatura alle provinciali appare una ulteriore opportunità per qualcuno di compiere un passo avanti nella scaletta politica. Tutto il resto va bene (anzi va male) così. E su una cosa siamo dispiaciuti davvero, che la campagna elettorale che stiamo vivendo un po’ tutti è di breve durata, perché sennò, qualche politicone della zona (non diciamo chi per amore di Patria), oltre a promettere posti in un fantomatico supermercato che sicuramente non è quello di Iacoessa, scommettiamo che sarebbe riuscito a promettere altre due formidabili iniziative per il rilancio di Caiazzo? Quali? Una, la prima, l’aeroporto di Grazzanise spostato appunto nella pianura di Cesarano zona più adatta per il decollo e l’atterraggio di qualche MD80 o DC9 - l’altra, udite udite il mare a Caiazzo!!! Utopie? Ma quando mai!!! Soprattutto per il mare a Caiazzo, con le moderne tecnologie, secondo voi ci vuole tanto ad abbattere mezza provincia di Caserta, spianare qualche pianura qua e la e soprattutto costruire anche qualche cabina? Tse! Siamo proprio arretrati noi comuni e fessi elettori!!!

Piazza Carlo III, dubbio sorveglianza: è contesa tra bersaglieri e borbonici

Sindaco e assessore propongono il presidio dell'esercito, l'associazione borbonica pensa a guardie d'onore
Piazza Carlo III quasi completata, un ultimo ritocco alla pavimentazione lato viale Dohuet e, finalmente, lavori non più "in corso" dopo diciotto anni dal loro inizio, quasi quanti Luigi Vanvitelli ne impiegò per l’interno complesso commissionatogli dai Borbone. Acquisita la piazza al patrimonio municipale, resta il problema della sua custodia, della necessaria tutela delle aiuole disegnate come nel 1700. Come impedire scorribande di giovinastri, di squadre improvvisate di calcetto, di comitive pronte a tavolate di pic-nic su quel ben di Dio di verde e praterie? Il sindaco Nicodemo Petteruti non ci dormiva da tempo, l’assessore Antonio Ciontoli la soluzione la cercava con l’impegno di chi affronta un Sudoku, poi - lampadina accesa come nei fumetti - s’è intravista una soluzione. E la si è proposta al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che di frequente si riunisce in prefettura. Questa: una postazione fissa nella vasta piazza con presidio diurno e notturno dei bersaglieri della Brigata Garibaldi e degli avieri della Scuola Specialisti.
I primi hanno già dimostrato quanto sono bravi a rendere sicure le strade dell’hinterland, i secondi ci abitano vicino, nella nuova caserma di viale Ellittico e poi avendo il Comando nella reggia ne hanno dimestichezza. Bersaglieri e avieri promossi "guardiani" di piazza Carlo III? Abbiamo la fondata convinzione, e speriamo di sbagliarci, che al ministero della Difesa la richiesta lascerà sbigottiti i "superiori comandi". «Ma come - si chiederanno - abbiamo da anni abolito le sentinelle alle caserme e le rimettiamo ai giardini di Caserta? E che è, il Quirinale?».
C’è un’altra soluzione. Sono anni che l’associazione borbonica di Pompeo De Chiara sollecita il permesso di "decorare" la reggia con una guardia d’onore in divise d’epoca, stivali, sciabole e feluche. Due piccioni con una fava: guardiania e coreografia. Immaginiamo già i turisti a darci sotto con le fotografie, come con i Centurioni al Colosseo. Vi garba?
Franco Tontoli

In Provincia di Caserta un diploma? Certo con 3.400 "euri" te lo compri...

Eccezionale scoop di Italia Uno. Nel tg delle 12.25 di oggi mostra come si può comprare il diploma di ragioniere in provincia di Caserta!!!
In Provincia di Caserta non ci vuole molto per prendere il diploma di ragioniere, infatti basta pagare! E' quanto a dimostrato Studio Aperto nell'edizione delle ore 12.25 con un filmato realizzato a telecamere nascoste. Vantando una raccomandazione ossia spacciandosi per il nipote di un assessore ed essendo pronti a pagare anche il doppio, si supera il primo scoglio, quello di essere gia' a febbraio. Comincia cosi' la rincorsa al diploma con un certificato medico che spieghi perche' siamo in ritardo nell'iscrizione. Falsificate un po' di carte, risultiamo iscritti dall'inizio dell'anno. E per i compiti? Il segretario fa la copia dei test che avremmo dovuto fare gia' con la soluzione "questo e' il compito, la data e' in bianco… le domande sono dietro… qua ci sono le risposte all'esercizio…", mentre a volte li fa il professore come ci dicono sempre nella scuola: "qui metti solo le firme che lo compila il professore… uno e' di matematica e poi c'e' economia aziendale…" Per la frequenza? Ci dicono che basta andare a scuola un paio di volte a settimana! L'ultimo scoglio e' l'esame di maturita' ma anche qui non c'e' problema, ci consigliano le materie su cui avere un po' di nozioni e alla fine si arriva al prezzo per il diploma? "Sono 3.400 euro e il diploma finito! E' chiaro…"

Caiazzo. Ancora un blitz dell'Avvocato Pasquale Marotta. Sospesa gara d'appalto per quattro milioni di euro!!!

Il professionista caiatino interviene sulla gara per la realizzazione della cittadella universitaria ad Aversa. Il TAR sospende la procedura di gara.
L’aggiudicazione della gara espletatasi per la realizzazione degli ottanta alloggi per gli studenti all’ex scuola media ‘Manzoni’ è stata sospesa dal Tar Campania. La gara, di quattro milioni di euro, curato dall’Adisu, era stata aggiudicata alla ditta ‘Sava’ di Napoli a fine dicembre scorso. In gara anche la ditta ‘GaP’ di Aversa, dell’ing. Luca Diana, che, attraverso il noto avvocato amministrativista casertano, Pasquale Marotta, ha subito impugnato il procedimento e presentato ricorso al Tribunale Amministrativo della Campania che ha concesso la sospensione cautelare. Il presidente dell’8° Sezione, ha sospeso il provvedimento di aggiudicazione fino al 10 marzo, in cui ha fissato la discussione del ricorso. Il provvedimento è stato impugnato perché, secondo il legale del consorzio ‘GaP’, è stata violata la parcondicio: la ‘Sava’ avrebbe redatto la relazione di verifica strutturale contenente le relative migliorie violando le ipotesi previste nel progetto posto a base dell’appalto, nonché le norme sismiche vigenti, utilizzando parametri diversi (relativi ai materiali e ai fattori di conoscenza) da quelli contenuti nella relazione sismica posta a base di gara. La tesi sostenuta nel ricorso, dunque, è che la commissione di gara, invece di attribuire punteggio 0 relativamente alla verifica della relazione strutturale presentata dalla ditta ‘Sava’, ha consentito che questa fosse ‘promossa’ alle fasi successive di gara, violando la par condicio oltre, ‘come si è detto, le norme sismiche. E alla fine è stata proprio la Sava ad aggiudicarsi l’appalto milionario per la realizzazione di alloggi per gli studenti universitari che frequentano le facoltà aversane della Sun, nell’ immobile di via Castello. Ma se il Tar dovesse dar ragione alla GaP, sarebbe quest’ultima a dover provvedere alla realizzazione. La struttura, l’ex scuola media ‘Alessandro Manzoni’ di via Castello’ in cui dovranno essere realizzati gli alloggi universitari, è stata individuata da tempo. L’amministrazione comunale ha ceduto in comodato d’uso gratuito all’Adisu l’edificio nel quale saranno destinati fondi regionali per circa 7 milioni di euro per costruire la struttura che ovviamente agevolerebbe ancora di più studenti non aversani. Mentre a carico della Sun è destinata la ristrutturazione complessiva dell’edificio. Per la qual cosa la Seconda Università degli studi di Napoli “ha già presentato un progetto che ha completato l’iter ed è stato approvato - ha spiegato alcuni giorni fa l’assessore Rino Rotunno -. In seguito il Comune ha concesso anche il permesso a costruire, a questo punto manca solo la stipula della convenzione che potrebbe essere firmata a giorni’. La disponibilità dei finanziamenti metterà la Sun nella condizione di avviare al più presto i lavori che dovrebbero dirsi conclusi per il settembre del 2012.

PILLOLE DI CRONACA. Rapine in trasferta, da Napoli a Caserta con il classico metodo del filo di banca/ Bus non raccolgono immigrati alle fermate

Tre pluripregiudicati arrestati dalla Squadra Mobile. D'Angelo, Savarese e Giannicolo.
Identificati e arrestati dalla Squadra Mobile di Caserta il capo e i componenti della banda dedita a rapine a mano armata con la tecnica del cosiddetto 'filo di banca' che nei due anni scorsi tra Caserta, Parete e Casapulla rapinavano clienti che da poco avevano prelevato denaro da banche e uffici postali. Le loro vittime avevano con se' somme oscillanti tra le 5mila e 15mila euro. Tre le ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite, e in manette tre pluripregiudicati di Napoli: Rosario Savarese, 48 anni, ritenuto il capo dell'associazione a delinquere dedita a rapine a mano armata; Carmine D'Angelo, 46 anni, e Vincenzo Giannicolo, 32 anni. Della banda facevano parte altre sette persone gia' arrestate. Appostamenti, acquisizioni di filmati e servizi di intercettazioni hanno fatto emergere con chiarezza i ruoli di ogni componente del gruppo e di Savarese. I tre arrestati, a differenza degli altri affiliati, hanno agito con pistole in pugno in almeno tre casi.
Bus non si fermano per immgirati centro sociale "Insurgencia". C'è anche un filmato che lo testimonia
I giovani del centro sociale Insurgencia denunciano che i conducenti dei mezzi del trasporto pubblico della Ctp, nel Casertano, non effettuano le fermate lungo il percorso, quando vedono gli immigrati. Un gruppo di militanti si e' recato oggi nella sede dell'azienda per protestare con la direzione. ''Abbiamo mostrato un video al direttore generale - spiega uno degli attivisti Antonio Musella - frutto di una settimana di riprese fatte dagli autobus e dalle fermate. E abbiamo cosi' documentato che su alcune linee, in particolare la M1N, la M1B e M4, gli autisti non si fermano quando vedono in attesa soltanto gli immigrati. Questo accade a Castel Volturno e a Mondragone, dove gli immigrati all'alba prendono l'autobus per andare al lavoro, nella fascia oraria compresa dalle 6 alle 9''. ''Su 10 autobus - aggiunge - 8 non si fermano, pur avendo posti a bordo. Due non si effettuano la fermata, ma sono pieni. Un ingegnere ha ammesso di conoscere il problema. E' assurdo pero' che si perpetui questa forma di discriminazione, da apartheid. Servono evidentemente piu' mezzi e vanno sensibilizzati gli autisti''.

Vairano Patenora. Botte alla partita di calcio tra tifoserie. Due tifosi e un carabiniere contusi

Alla fine della partita, terminata 2 a 2 si sono registrati gravi scontri tra le due tifoserie i cui rapporti non sono mai stati ottimali
Due tifosi del Vairano ed un carabiniere restano contusi, questo è il bilancio dei gravi scontri avvenuti a fine partite tra le opposte tifoserie. Il big match del campionato di terza categoria tra il Vairano ed il Real Teano finisce con un giusto pareggio ma quello che è accaduto fuori dal comunale di Vairano Patenora è davvero sconvolgente. Una ventina di ultras del Real Teano a fine gara si dirigono verso il settore ospitato dai supporters locali e alla loro uscita vengono a contatto. Sono dieci minuti di scontri molto duri che vedono conivolti un nutrito gruppo di persone. Calci, pugni e bastonate la fanno da padrone ed il bilancio è il seguente: due tifosi del vairano feriti, un carabiniere colpito al volto e un teanese fermato. Già a fine primo tempo alcuni facinorosi del Real avevano cercato il contatto con la tifoseria di casa ma l’intervento delle forze dell’ordine era riuscito ad evitarlo.
Si era a conoscenza del fatto che la partita era delicata e le tifoserie molto calde ma non pensavamo che una partita di calcio potesse trasformarsi in tanta violenza. Certo le polemiche accese non hanno fatto altro che fomentare gli animi.
Per la cronaca la gara termina con il risultato di 2-2 ed i ragazzi di mister Vastano restano saldamente alla guida della classifica
teano news

VERSO LE REGIONALI/ Teano, si presenta il candidato Governatore per il centro -destra Stefano Caldoro

Stefano Caldoro era insieme a massimo Grimaldi e l'europarlamentare Aldo Patriciello. Ed oggi tocca a Zinzi con Buttiglione. Sarà infatti il presidente dell’Udc, l’ex ministro Rocco Buttiglione ad aprire oggi la campagna elettorale di Domenico Zinzi, candidato del centrodestra alla presidenza della Provincia di Caserta. L’appuntamento è alle 18, al Vanvitelli. Ieri Zinzi, accompagnato da Angelo Consoli e Gabriella D’Ambrosio, candidati Udc alla Regione, è stato in alcuni comuni della zona atellana e dell’agro aversano. Il deputato ha inteso iniziare il suo cammino elettorale da due zone che «nel recente passato - ha detto - sono state eccessivamente trascurate». Il primo appuntamento a Sant’Arpino; la seconda tappa del tour è stata Lusciano. «La provincia di Caserta è stata del tutto abbandonata da Bassolino e dalla sinistra», ha detto.
Nessun giro di parole, nessun contorcimento mentale ma solo pochi concetti, molto chiari, come quello di «unire, per pura necessità, il governo regionale con il governo nazionale» e una serie di «obiettivi sicuramente raggiungibili, in grado di cambiare le sorti di un territorio che oggi ha bisogno di volti nuovi». Questa la direzione indicata, ieri sera a Teano, dal candidato Pdl alla presidenza della Regione Campania, Stefano Caldoro, ai militanti sidicini e dei Comuni del vasto circondario. In sala il classico pubblico sicuramente, anche in senso numerico, delle grandi occasioni, ma anche avaro di applausi e che ha voluto riservare, di converso, i suoi segnali di entusiamo e approvazione solo alle battute più puntute e ai passaggi conclusivi dei relatori. E questo Caldoro - giacca grigio fumo, cravatta in tono e un garofano che gli spunta dal taschino (a sottolinerare le sue radici socialiste e riformiste) - in politica dal 1985 come consigliere regionale della Campania, lo ha intuito bene. E non ha deluso le aspettative dei più. «Ricordatevi che avete avuto un presidente provinciale che a un certo punto è scappato via - ha detto al pubblico di villa Claudia nella frazione San Marco, considerata per certi versi, assieme a Teano centro, la roccaforte del Pd dell’Alto Casertano e luogo di sperimentazione di una giunta comunale politicamente assai eterogenea - e una classe politica che in campo sanitario ha pensato solo a sistemare i suoi pupilli e grandi elettori». Ancora più attenzione, stavolta soprattutto da parte dei sindaci presenti, tra i quali Enrico Parente di Grazzanise, quando il sostenitore della forma di governo locale definiuta delle Città metropolitane, ha liberato i cavalli di battaglia della campagna elettorale. In primo piano l’aeroporto di Grazzanise, «una storia antica alla quale bisogna mettere la parola fine, portando a termine un progetto atteso da decenni, assieme alla rivalutazione del territorio costiero». Dunque, un repertorio di parole articolate in punta di fioretto rispetto ai fraseggi riservati più avanti ai protagonisti «dello sfascio della sanità in Campania. Il centrosinistra ha accumulato debiti e poi operato dei tagli sbagliati - ha detto ancora Caldoro che nel 2000 è stato consigliere di amministrazione della Cassa depositi e prestiti - ma toccherà a noi tagliare le teste giuste, quelle dei coplevoli di un deficit annuale da un miliardo di euro». Messa da parte la sanità, è stata la volta dei rifiuti e della «crisi infinita, con l’immagine del Sud precipitata sotto terra». Insieme a Caldoro per il meeting del centrodestra, anche l’eurodeputato Aldo Patriciello e il consigliere regionale uscente del Nuovo Psi Massimo Grimaldi. Anche sul tema della disoccupazione, Caldoro, componente della Commissione Cultura e Istruzione della Camera, ha voluto illustrare la sua singolare formula a trattamento differenziato: «Il guanto di velluto per i giovani da aiutare in questa regione, tra le più giovani d’Italia, e il pugno di ferro per i gruppi di disoccupati organizzati di stampo veterocomunista». Nei passaggi conclusivi Caldoro ha poi sottolineato «l’impostanza riservata alla città di Caserta nei programmi di sviluppo messi in campo dal Pdl e dalle forze del centrodestra» annunciado una sua prossima visita, a breve scadenza, in compagnia del ministro dell’Interno Roberto Maroni, sui terreni confiscati alla camorra e quindi anche nell’Alto Casertano, tra Pignataro Maggiore e Teano. Oltre alla sua presentazione, la mission di Caldoro contemplava anche il lancio del candidato locale, originario della vicina Nocelleto di Carinola, Massimo Grimaldi, che si è definito «nemico della camorra» e ha voluto esaltare il ruolo svolto delle donne in questa tornata elettorale.
Elio Zanni

VERSO LE REGIONALI/ Vincenzo De Luca ai campani: "Scegliete voi di che morte morire o di che vita vivere!

Il candidato Governatore: "C'è camorra dappertutto! A Napoli in alcuni condomini, i residenti costretti a pagare il pizzo per stare tranquilli..." E poi ancora: "Il nuovo del Pdl? Mastella, la moglie, De Mita e Pomicino!"
''Non mi sono mai rassegnato a vivere in una terra dove domina la paura e la violenza. In alcuni quartieri di Napoli vengono addirittura pagate le tangenti nei condomini per stare tranquilli. E' arrivato il momento di combattere questa drammatica situazione. Io non ho padroni ne' padrini e non ho cambiali da pagare a nessun camorrista''. Cosi' il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca candidato del centro sinistra alla presidenza della Regione Campania, parlando alla platea di imprenditori nella sede di Confindustria Salerno. ''Ora - aggiunge - sta a voi scegliere di che morte morire o, se vinco io, di che vita vivere. Questa e' l'ultima occasione per vivere da cittadini liberi. Potete scegliere tra lo sviluppo o la preistoria politica fatta di De Mita, Mastella, la moglie di Mastella, Cirino Pomicino e altri che per quarant'anni ci hanno offerto solo una palude burocratica - clientelare''. ''Io portero' la rivoluzione, cambiero' tutto - prosegue De Luca - e nulla sara' come prima. Ne e' un esempio il fatto che gia' in campagna elettorale ho dichiarato con forza che non ci sara' nessuna spartizione di potere. Mentre d'altra parte, infatti, si accapigliano per le assegnazioni di vari assessorati, io dico che non daro' niente a nessuno. Io parlo ai cittadini, indipendente che siano di destra o di sinistra''. ''Chiunque crede in questa rivoluzione puo' votarmi, altrimenti deve scegliere quell'altro, di cui non ricordo mai il nome, ma che e' comunque un amico, tanto una brava persona, seppure un po' gracile, un po' tenero, insomma'', conclude De Luca.

VERSO LE REGIONALI/ E con un blitz notturno Cosentino inserisce Conte

Roberto Conte, consigliere regionale del Pd è stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi per concorso esterno in associazione di stampo mafioso. Caldoro e Carfagna: «Nome impresentabile»
Stefano Caldoro la candidatura di Roberto Conte proprio non se l’aspettava. Frutto di «un blitz» notturno, dicono i fedelissimi, di cui sarebbero stati protagonisti il coordinatore regionale pdl Nicola Cosentino e il presidente della provincia Luigi Cesaro. Loro a inserire, all’insaputa di Caldoro che lo aveva già bocciato, il consigliere regionale ex Verdi, poi Margherita, infine espulso dal Pd, e adesso in corsa con il Pdl nella lista «Alleanza di popolo», nonostante sia condannato in primo grado per concorso esterno in associazione di stampo mafioso. Una decisione che rischia di rovinare l’immagine del candidato governatore, che assieme alla capolista Mara Carfagna sta puntando tutto su etica e moralità. La ministra delle Pari opportunità nei giorni scorsi ha più volte tuonato contro le candidature «impresentabili». Ma nonostante questo alcuni indagati sono stati inseriti ugualmente: dentro Alberico Gambino, sindaco supervotato di Pagani, sospeso per una condanna a un anno e mezzo per peculato; dentro Fernando Zara, consigliere provinciale del Pdl a Salerno, arrestato in passato due volte, condannato in primo grado per corruzione e in attesa dell’appello. E Roberto Conte, appunto. Candidatura che Carfagna ha appreso a New York (dove è andata per un paio di giorni di vacanza), e che ha bollato come «indecente». Così ieri Stefano Caldoro ha colto l’occasione di un convegno pubblico per prendere le distanze da Conte: «Abbiamo delle liste straordinarie — ha detto alla presenza dei senatori del Pdl Gasparri e Quagliariello —. Avevamo deciso, con il gruppo dirigente, di non candidare Roberto Conte. Chiedo quindi che sia ritirata la candidatura di Conte e che la lista che lo ha proposto prenda le distanze da questa candidatura nata notte tempo. Sono voti che non vogliamo. Anzi, se questi voti dovessero risultare decisivi io non avrò esitazioni a rinunciare alla carica di presidente». A imbarazzare molti è il curriculum di Conte: nell’aprile 2009 ha ricevuto un ordine di custodia cautelare con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni della Regione Campania. Nel gennaio 2008 fu indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Conte, secondo l’accusa, avrebbe fornito «un contributo esterno rilevante alla vita e alle attività dell’organizzazione camorristica dei Misso del quartiere Sanità». In particolare «avrebbe stipulato un patto illecito con Misso in forza del quale il sodalizio criminale offriva ampio sostegno in termini economici di mezzi e persone per garantire l’elezione di Conte, esercitando intimidazione e controllo del territorio». Nel 2007 risultò indagato nel corso dell’Operazione Canaglia: indagine che portò all’arresto di 13 persone tra dirigenti, funzionari e dipendenti del Comune di Napoli e del Consiglio regionale. Tante le reazioni su questo caso. «Quella di Roberto Conte è una candidatura che disgusta e mette paura. Chi lo ha voluto candidare? Di chi sono i voti che prenderà?», chiede Gennaro Migliore, della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà. Enigmatico, invece, Gaetano Quagliariello: «Sulla candidatura di Roberto Conte ritengo che la politica ha sbagliato».

UN MESE DI FEBBRAIO COI FIOCCHI PER CAIAZZORINASCE!

Oltre 67.000 visitatori e 140.000 pagine viste. Il severo "Google Analytics" ha fatto le pulci al nostro portale. E noi siamo felici del sensibile miglioramento che ci spinge a lavorare ancora di più...