mercoledì 8 dicembre 2010

Sant'Angelo in Formis. Lo scempio dei ponteggi messi nella Basilica per lavori inesistenti. Uno scandalo che dura da due anni

Anche Peppino Di Capri, amante del luogo e degli affreschi bizantini, si è indignato. Il rettore don Francesco Duonnolo: "La Soprintendenza latita e la Chiesa non è più fruibile!"
I ponteggi stanno lì da due anni, in balia del tempo che inutilmente passa, la basilica di Sant’Angelo in Formis, uno dei gioielli più belli della nostra terra, è in attesa di interventi, prima che risolutivi, chiarificatori. «Nel febbraio 2008 – dice don Francesco Duonnolo, rettore della basilica – furono istallati i primi ponteggi. Collocati tra gli archi che dividono la navata centrale da quella laterale destra, non davano molto fastidio all’occhio e alla fruibilità. Poi nell’ottobre 2009 sono stati ampliati e ad oggi occupano metà della navata centrale». I lavori sono di competenza della soprintendenza che – dice il sacerdote – latita da troppo tempo. «Il rigonfiamento di pareti e travi - continua don Francesco – rese necessario un puntellamento per garantire la stabilità dell’edificio. Infatti, furono ravvisati problemi statici di cui ad oggi non sono state ancora accertate le cause». In effetti sotto la basilica, costruita su un antico tempio romano, vi sono falde acquifere ma non si sa se la mancanza di staticità è data dalle falde oppure dal peso eccessivo del restaurato tetto. «Per stabilire le cause – aggiunge amareggiato don Duonnolo – la soprintendenza deve far esaminare la struttura.
Lo scorso 17 febbraio, l’arcivescovo Bruno Schettino e io fummo ricevuti dalla soprintendente Paola David ed ella ci disse che avrebbe provveduto ad istituire una commissione di studio per fare la diagnosi. Da allora tutto è rimasto lettera morta. Non abbiamo avuto più alcuna notizia, eppure garantì che i soldi per istituirla li aveva già nelle sue disponibilità». La prima costruzione della basilica viene fatta risalire all’epoca longobarda. Nel X secolo la chiesa fu donata ai monaci di Montecassino, che volevano costruirvi un monastero. All’abate Desiderio di Montecassino, che divenne papa Vittore III, si devono gli affreschi di scuola bizantino-campana che decorano l'interno e che costituiscono uno tra i più importanti e meglio conservati cicli pittorici dell'epoca nel sud Italia. «In questo luogo – fa notare il sacerdote – si celebravano, mediamente, duecento matrimoni l’anno. Dallo scorso anno ne hanno disdetti 185». Intanto, sul sito dell’Arcus, la società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo sostenuta dal ministero dell’Economia e da quelli per i Beni le attività culturali e per le Infrastrutture, si leggono stanziati per Sant’Angelo in Formis 1 milione di euro, divisi in due trance di 500mila euro da utilizzare a partire dal 2011. «Come si potranno usare questi soldi se non si sa di che interventi la basilica necessita? E come mai da quasi tre anni nessuno inizia a studiare il caso? Dobbiamo necessariamente fare la fine di Pompei per ricevere quell’attenzione che è dovuta non tanto e non solo ai beni artistici, ma anche a quelli che sono patrimonio spirituale di tutta la collettività?». Certo è che il ponteggio allestito nella basilica non è gratuito, ha necessariamente un costo, considerevole, che grava sulle casse della soprintendenza. Così, mentre da qualche parte si decide chi deve far parte della commissione di studi, si perdono tempi preziosi che sappiamo tutti poter essere fatali in certe circostanze. «Peppino di Capri – ha aggiunto don Francesco - sta realizzando un Q-disc di canzoni che sarà distribuito a breve. Si tratta di quattro brani di famose melodie natalizie che sono state rielaborate e arrangiate per l’occasione e che prevedono per il coro la partecipazione dei ragazzi dell’associazione culturale CapuaCineArt. Un’attenzione per questo luogo che nessuna istituzione pare abbia mostrato finora». E, tra promesse di intervento e mancanza di diagnosi dei bisogni della basilica, il ponteggio continua a fare bella mostra di sé da tre anni, annullando quasi completamente le entrate della chiesa e potenziando a dismisura il rischio di cedimento dell’intero edificio.
La solidarietà di Peppino di Capri: "Io mi sono innamorato di questa opera d'arte!" - Parla con la sua naturale ritrosia quando si tratta di raccontare il lato B (tanto per rimanere nella terminologia dei 45 giri anni Sessanta), quello della solidarietà che, avverte, non andrebbe mai pubblicizzata. Ma alla fine Peppino di Capri racconta: «Ero stato invitato ad una serata ed i fondi raccolti con il concerto sarebbero stati destinati a restaurare una navata. Mi è sembrato doveroso devolvere anche il mio compenso per questa causa». Un artista per l'arte? «Certo, quando ti trovi davanti a tale bellezza, messa a rischio dall'incedere del tempo, non puoi assolutamente rimanere indifferente e senti di dovere fare qualcosa». Ma dopo la serata la storia continua, ora ci sarà addirittura un Cd. «Sì, dopo la serata, quasi come una magia, si è instaurato un vero e proprio legame con questo luogo, ed anche con il parroco don Francesco che, attraverso il mio tastierista, suo amico, mi ha voluto coinvolgere in un'altra operazione, quella di incidere un Cd con canti natalizi. Ho accettato con molto entusiasmo, però ho pensato di realizzare un Cd diverso, facendo cantare circa quindici bravissimi bambini delle scuole del luogo, che abbiamo scelto dopo un'attenta selezione e che dovevano accompagnarmi in quattro brani natalizi "White Christmas", "Happy Christmas", "Last Christmas" e la più amata dai bambini "Jingle Bells" però in versione rock. Tutte e quattro rigorosamente in lingua originale, cioè in inglese. E poi all'interno, per far conoscere questa meraviglia architettonica di Capua, una foto stilizzata della basilica di Sant'Angelo in Formis». Quando sarà distribuito? «Per ora abbiamo realizzato un'edizione limitata che sarà distribuita agli amici di Sant'Angelo nei giorni di Natale, anche perché ormai la grande distribuzione natalizia è già ultimata. Mi auguro che il lancio su larga scala possa avvenire per il Natale del 2011. Comunque devo dire grazie ai miei piccoli colleghi del coro, sono stati bravissimi, anche se tutto è nato in una suggestiva notte di Ottobre dove mi sono innamorato del luogo».
Nelle foto. In alto com'era la Basilica e nelle due foto sottostanti come si presenta oggi...
Servizi a cura di Nadia Verdile e Anna Maria Boniello

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Il tutto perchè si aspettano i LAVORI DI SOMMA URGRNZA per affidare l'incarico sempre alla stessa ditta che ha operato fino ad oggi con una vertiginosa lievitazione dei prezzi.Semplice no?? Lo Stato paga(cioè noi) e loro poi dividono....DILIGENTI PAUCA !!!!