sabato 31 ottobre 2009

Firenze, donna 41enne originaria di Piedimonte Matese molestata e fatta oggetto di stalking dal suo ex, arrestato.

La donna si era trasferita al nord venti anni orsono per una delusione d'amore. Aveva allacciato una relazione con un 50enne originario di Lecce che, dopo averlo lasciato, continuava a molestarla. Gli uomini delle volanti coordinate da Roberto Sbenaglia sono intervenuti prontamente.
Non aveva accettato la separazione dalla convivente, una 41enne originaria della provincia di Caserta, precisamente di Piedimonte Matese, cittadina che aveva lasciato 20 anni orsono proprio per una delusione d'amore e si era rifatta una vita proprio a Firenze, dove poi è andato tutto per il peggio e l'uomo con cui conviveva, dopo averlo lasciato da mesi continuava a cercarla, aspettandola sotto casa, minacciandola e rivolgendole frasi offensive sia per telefono che via sms. La sera del 28 ottobre si e' verificato l'ennesimo episodio, di fronte al quale la donna ha deciso di chiamare il 113. Ancora una volta l'uomo, un 50enne originario di Lecce, si era presentato all'ingresso dell'abitazione, minacciando di farsi trovare l'indomani nei pressi del luogo di lavoro della donna, per poi suonare insistentemente il citofono. La Centrale operativa della Questura di Firenze ha inviato sul posto un equipaggio delle Volanti, dirette da Roberto Sbenaglia, che sono riuscite a bloccare l'uomo, ancora nelle vicinanze dell'abitazione della donna. Dopo aver ricostruito i fatti, per lui e' scattata la denuncia per stalking. Al fine di offrire un'assistenza qualificata alle vittime del nuovo reato di atti persecutori, il Questore di Firenze, Francesco Tagliente ha disposto una gestione accentrata presso la Divisione Anticrimine dei casi riscontrati da tutti gli uffici operativi della Questura. Attraverso l'impiego di personale specializzato, si mira a garantire il miglior approccio possibile con le persone che si rivolgono alla Polizia per chiedere aiuto.

Lesioni e maltrattamenti all'ex moglie, a giudizio Pasquale Damiano fratello dei proprietari del colosso ELDO

Secondo l'accusa il fratello dei titolari del marchio Eldo avrebbe picchiato ripetutamente l'ex compagna.
La moglie in lacrime in aula:
"Ha venduto le quote della società per risultare nullatenente e non dare assistenza a noi e ai figli!"
E' iniziato dinanzi alla sezione distaccata di Aversa del Tribunale di S. Maria C.V., il processo penale a carico di Pasquale Damiano, fratello dei titolari del famoso marchio Eldo. Deve rispondere dei reati di lesioni personali e maltrattamenti aggravati e continuati ai danni della ex moglie, Laura Esposito. Il Damiano, attualmente separato con provvedimento del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sezione civile, secondo la tesi accusatoria, dopo aver intrecciato una relazione amorosa con un'altra donna più giovane della moglie, aveva cominciato ad assumere atteggiamenti violenti, picchiando e maltrattando l'ex compagna. Le incomprensioni e le liti tra i coniugi erano diventate sempre più accese quando l'imputato aveva deciso di rendere pubblica la sua nuova relazione e di allontanarsi dalla casa coniugale per andare a vivere con la nuova compagna. Tale fatto e l'allontanamento dai figli nati dal matrimonio, in uno con gli atteggiamenti violenti, culminati con un grave episodio di lesioni del settembre 2006, avevano determinato il fallimento di ogni tentativo di conciliazione tra i coniugi, fino alla separazione ed alle reciproche querele sporte dalle parti. Già il gup del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si era espresso su questa vicenda, rinviando a giudizio, innanzi al Giudice Monocratico di Aversa, il Damiano, difeso in questo processo dagli avvocati Raffaele Costanzo e Vincenzo Pastena. L'altro giorno si è aperto il dibattimento con la testimonianza della persona offesa, l'ex moglie Laura Esposito, la quale si è costituita parte civile a mezzo dell'avvocato Enzo Guida. Lunga e sofferta è stata la testimonianza della signora, la quale ha ripercorso tutta la drammatica vicenda familiare, fatta di insulti e violenze, privazioni anche di tipo economico. Addirittura, secondo il racconto della signora Esposito, pur di non darle il mantenimento a lei ed ai figli, Pasquale Damiano avrebbe venduto le sue quote societarie a lui appartenute nell'ambito delle aziende di famiglie. Tutto ciò allo scopo di risultare disoccupato, nonostante la Eldo ha un fatturato milionario.La persona offesa, tra le lacrime, ha raccontato di incredibili episodi di violenza, anche recenti, pure questi denunciati, con il marito arrivato persino a fratturarle alcune costole.Il processo riprenderà il prossimo 17 dicembre con l'esame degli altri testimoni. Per quella data, salvo imprevisti, ci sarà anche la sentenza.
Interno18

Piedimonte Matese. Droga e immigrazione clandestina, 14 arresti e 50 denunce da parte dei Carabinieri

E' stato un "Ottobre rosso" per la Compagnia dell'Arma guidata dal Capitano Salvatore Vitiello. Risutlati conseguiti grazie anche alla fattiva partecipazione delle Stazioni dipendenti
E’ di 14 arresti, 50 persone denunciate e decine di sequestri, il bilancio dei carabinieri della compagnia di Piedimonte Matese, a seguito di brillanti operazioni portate a segno nel mese di ottobre contro vari fenomeni di criminalità e di illegalità nei territori del matesino e in quelli limitrofi. Risultati conseguiti grazie allo straordinario impegno dei militari delle stazioni e quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile.
I 14 arresti, riguardano nel dettaglio, un ricercato sul quale pendeva un mandato di cattura internazionale per reati di frode commessi all’estero; cinque persone responsabili di traffico e spaccio di stupefacenti; quattro per reati connessi al fenomeno dell’immigrazione clandestina e altri quattro per inquinamento ambientale come il trasporto e lo smaltimento illecito di rifiuti speciali anche tossici. Nel corso delle operazioni che hanno portato ai 14 arresti, sono finiti sotto sequestro decine di dosi di stupefacenti, in particolare “hashish” e “marijuana”; una maxi discarica abusiva nel comune di Piedimonte Matese ove vi erano depositati oltre 50 quintali di rifiuti speciali pericolosi e altri 25 quintali trasportati con un camion nella zona di Capriati. Le 50 persone denunciate all’Autorità Giudiziaria, dovranno invece rispondere a vario titolo di reati contro l’ambiente e la salute pubblica, come l’abusivismo edilizio e violazioni in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro; reati contro la persona ed il patrimonio, come ad esempio tentata estorsione, furto, ricettazione e il nuovo reato di “stalking” recentemente introdotto nel Codice Penale, nonché reati di clandestinità o in materia di armi. Anche nel corso di queste ultime operazioni numerosi sono stati i sequestri, come ad esempio un fabbricato abusivo in corso di realizzazione nella periferia di Dragoni o quello di un cantiere edile inerente lavori di ampliamento del cimitero di Alife. Sotto sequestro anche un fucile calibro 12, una pistola calibro 7,65 e decine di munizioni, recuperata infine refurtiva per un valore complessivo di oltre 20.000,00 euro. Un impegno eccezionale che ha visto l’Arma impegnata giorno per giorno, per contrastare a 360 gradi i vari fenomeni di criminalità e di illegalità diffusa, senza cioè tralasciare alcuna problematica relativa all’ordine e la sicurezza pubblica.

Caiazzo. Depredata l’abitazione del fratello dell’assessore Fasulo. I ladri gli portano via anche le due auto una Q7 e una Punto.

Il titolare della nota ditta di autotrasporti ha subito un ingente danno. Probabile opera di extracomunitari professionisti?
Si è trattato di un vero e proprio blitz, quello messo in atto da ladri professionisti in casa di Amedeo Fasulo, fratello dell’assessore comunale Angelo, residente in località Pantaniello, frazione di Caiazzo. Qualche notte fa, infatti, dei delinquenti si sono intrufolati nella casa di famiglia dell’uomo, contitolare della omonima ditta internazionale di trasporti la cui sede è Cesarano e, probabilmente, una volta dentro si sono impossessati delle chiavi della costosissima Audi Q7 e della Fiat Punto in uso alla consorte. Ma non è tutto, in quanto gli stessi malviventi approfittando delle tenebre e con vera e propria maestria hanno letteralmente razziato l’abitazione del Fasulo, asportando dalla stessa i preziosi di famiglia, vestiti e abiti dei coniugi e altro che capitava loro a tiro. Insomma un colpo davvero ad effetto, che ha fatto piombare un’onesta famiglia di lavoratori nell’angoscia più totale, soprattutto per le modalità poiché sembrerebbe che gli stessi malviventi abbiano scorazzato nella proprietà della famiglia Fasulo indisturbati. Toccherà ora ai Carabinieri di Caiazzo, guidati dal Maresciallo Aiutante Giuseppe Oliva, far luce su questo episodio che ha destato allarme in altre famiglie della zona, spesso e volentieri “attaccate” proprio dall’opera di ladri professionisti. Non da ultimo proprio il sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto è stato in più di una occasione oggetto delle mire dei delinquenti, i quali approfittando dell’area abbastanza discosta dal centro abitato, qual è appunto Cesarano, hanno razziato l’abitazione del primo cittadino caiatino è creato panico nella sua famiglia. In quel caso però, proprio i carabinieri di Caiazzo riuscirono in maniera tempestiva ad assicurare i delinquenti alla giustizia e riportare calma nei residenti della zona periferica. I ladri che agirono presso l’abitazione del primo cittadino erano extracomunitari dell’est e romeni. Nulla di più difficile che ad agire presso l’abitazione di Amedeo Fasulo, si possa trattare della stessa matrice di delinquenti provenienti dall’est Europa.

Caiazzo. Il Comune è partner per un corso professionale che si svolgerà in città

L’Amministrazione Comunale di Caiazzo metterà a disposizione i locali. Il sindaco Stefano Giaquinto: "Una possibilità di crescita culturale e di inserimento sociale."
comunicato stampa
L’amministrazione comunale di Caiazzo è partner nel progetto “Circolo di Studio a sostegno del sistema di educazione degli adulti”. Un progetto sostenuto dalla Regione Campania e avanzato dalla Formwork sas che l’ente guidato dal sindaco Stefano Giaquinto ha sorretto perché crede nella promozione di iniziative volte alla crescita culturale e allo sviluppo del territorio. La partecipazione del Comune nel progetto consisterà nella messa a disposizione di locali di proprietà comunale - nello specifico locali di Palazzo Mazziotti o in alternativa, in caso di indisponibilità, l’aula consiliare del Comune di piazzetta Martini Caiatini - per un totale di 30 ore per lezioni frontali. “Abbiamo concesso il nostro contributo perché crediamo nel ruolo di primaria importanza della formazione professionale – ha detto il primo inquilino di palazzo di città Giaquinto – formazione intesa come possibilità di crescita culturale, per l’autodeterminazione personale e l’inserimento sociale e lavorativo”.

Piedimonte Matese. Truffe carosello per evadere l'Iva. Coinvolto anche un cittadino del posto, già arrestato nei mesi scorsi dalla Guardia di Finanza

Paolo Sepe residente a Piedimonte Matese, fu arrestato a Giugno dagli uomini della Guardia di Finanza della locale Tenenza perchè coinvolto come prestanome nella truffa
Avrebbero simulato esportazioni di bevande per evadere l'Iva, attraverso il cosiddetto sistema della frode 'carosello' che avrebbe coinvolto 46 imprese, italiane e straniere, alcune mere 'cartiere', altre fallite. E' quanto ha scoperto il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Siena con un'inchiesta, avviata tre anni fa, che ora ha portato all'arresto di due persone in provincia di Siena e alla denuncia di altre 44 in varie parti d'Italia. Associazione a delinquere, frode fiscale, emissione ed utilizzo di fatture false, ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato i reati contestati. Le indagini, coordinate dalla procura di Siena e che hanno visto la collaborazione anche delle autorita' giudiziarie di Napoli, Bari, Pesaro e Cuneo, con accertamenti anche in piu' paesi europei, sono scaturite da alcuni pagamenti in contanti, definiti anomali, effettuati a una societa' della Valdelsa senese, che distribuisce all'ingrosso bevande, da parte di clienti partenopei. E' poi emerso, per le fiamme gialle, che la ditta del senese avrebbe ceduto la merce ad aziende, in prevalenza del Sud d'Italia, che, con documentazione falsa, attestavano di essere esportatori abituali per ottenere un'indebita esenzione di imposta, prevista per le esportazioni. In realta' le bevande sarebbero finite sul mercato nazionale, consentendo ai venditori prezzi al consumo sensibilmente inferiori a quelli di mercato. Il tutto grazie a fatturazioni false, per un valore di 15 milioni di euro solo quelle per consentire di immettere in Italia la merce. Riguardo alla frode al fisco, secondo la gdf l'azienda senese avrebbe realizzato un'evasione dell'Iva pari a 3 milioni di euro. Verifiche fiscali in altre ditte avrebbero portato ad accertare evasioni all'Iva per circa 20 milioni. Le imprese coinvolte operano nei settori del commercio di alimenti e del trasporto. I denunciati risiedono nelle province di Roma, Milano, Bologna, Napoli, Caserta (Piedimonte Matese), Bari, Brindisi, Lecce, Latina, Frosinone e Cosenza.
Nella foto Paolo Sepe arrestato nel mese di Giugno di quest'anno dalla Guardia di Finanza

venerdì 30 ottobre 2009

Piedimonte Matese. Seduta consiliare lampo. Assenza della minoranza che arriva dopo la discussione degli ordini del giorno. Polemiche in vista

Una seduta consiliare monocolore che ha visto attori in campo solo i consiglieri comunali di maggioranza ed il consigliere di minoranza (giunto dopo) Cestaro. Il capogruppo Ferrante: "blitz della maggioranza!" Il sindaco Cappello: "hanno mancato di rispetto ai loro stessi elettori!"
La seduta di Consiglio Comunale, richiesta per altro proprio dalla minoranza consiliare la si può definire tranquillamente una seduta lampo! Infatti all’appello del presidente del Consiglio Renato Ricca, mancavano i componenti guidati da Giovanni Ferrante che si è detto molto dispiaciuto e indignato per quanto avvenuto: “Siamo arrivati in Consiglio alle 17.34 – afferma Ferrante che poi aggiunge - la maggioranza aveva già preso tutte le decisione del caso facendo slittare a data da destinarsi i due argomenti importantissimi per la città. Un blitz, che dimostra la disonestà politica dell’attuale maggioranza. Ancora una volta Cappello e company dimostrano di non voler recepire le modifiche attuate dalla stessa commissione consiliare istituita nel luglio 2007. Il nostro gruppo non ha presentato nessuna modifica in più rispetto a quelle stabilite dalla stessa maggioranza. Inoltre l’attuale regolamento è vecchio ed obsoleto in primis perchè non ha recepito al suo interno né la legge 267 né il nuovo statuto comunale datato 2005. La maggioranza ha avuto ben 20 giorni per studiare la tematica e rinviare l’argomento con la scusa di un ulteriore lasso di tempo a disposizione di tutti per studiare al meglio l’argomento mi sembra una banalità. Per quanto riguarda il Forum dei Giovani vorrei precisare che siamo uno degli ultimi comuni del Matese a non avere ancora istituito questo strumento indispensabile per i giovani matesini”. Delusione e rabbia dunque per il gruppo di minoranza per la veloce presa di posizione della maggioranza che alle 17.30 visti i banchi della minoranza vuoti non avrebbe aspettato e subito rinviato gli argomenti forse, si spera, al prossimo civico consesso. Dal canto suo il sindaco Vincenzo Cappello ha invece affermato: “ La minoranza consiliare ancora una volta ha dimostrato una incapacità ‘disamministrativa’. Infatti gli argomenti all’ordine del giorno per i quali essi stessi hanno richiesto una seduta consiliare e non si sono poi presentati, sono stati rimandati, alla presenza del consigliere Cestaro, il quale, per altro, ha votato pure contro lo stesso rinvio a data da destinarsi. Piuttosto i colleghi di minoranza non hanno mancato di rispetto solo a noi, ma soprattutto ai cittadini presenti in aula che volevano la loro partecipazione. Il consigliere Pepe bene ha fatto a far notare ai convenuti la mancanza di etica da parte degli avversari politici. Dall’appello alla discussione degli ordini del giorno, non sono trascorsi quattro minuti, bensì oltre un quarto d’ora! Ad ogni modo i 'blitz' non ci appartengono e restiamo disponibili al sano confronto politico, anche e perchè in noi tutti è alto il senso civico ed il rispetto per il prossimo, sia esso anche l'avversario politico in quanto tale.”

Caiazzo. L’Amministrazione Comunale decide per l’attivazione del servizio di raccolta dell’olio vegetale.

Parla l'assessore Antonio Chichierchia: "Ulteriore passo avanti per tutelare il nostro ambiente!"
La Giunta Comunale con delibera n. 104 del 28-10-2009 ha stabilito che per incrementare ulteriormente la raccolta differenziata è opportuno attivare un servizio di raccolta dell’olio vegetale esausto presso l’Isola Ecologica Comunale di via Caduti sul Lavoro.
“Le rese di raccolta di olio esausto, ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Antonio Chichierchia (nella foto), rientrano nella sommatoria dei rifiuti urbani ai fini del calcolo della percentuale di raccolta differenziata per cui incrementando detta percentuale si perseguono gli obiettivi previsti dal D.Lgs. n. 152/06. L’olio vegetale rappresenta un rilevante fattore di danno ambientale se riversato negli scarichi idrici, mentre può figurare come una risorsa ambientale se viene destinato al riutilizzo industriale nella produzione del BIODIESEL. Il servizio è rivolto all'utente domestico ed alle attività commerciali, che verranno così sgravate da oneri burocratico – amministrativi. Presso l’Isola Ecologica nei prossimi giorni verrà installato un contenitore adibito nello specifico a contenere l’olio vegetale conferito direttamente dagli utenti, sia privati che commerciali quali ristoranti, bar, paninoteche, friggitorie. Nei primi giorni del mese di Novembre saranno distribuiti, a scopo dimostrativo, gratuitamente, 500 contenitori “echouse” di litri 5.5 da destinare all’utenza domestica. Ovviamente il servizio non avrà costi per il Comune di Caiazzo che invece percepirà un compenso per ogni tonnellata di olio conferito presso i centri di smaltimento. Un altro passo avanti per la tutela dell’ambiente, un altro servizio che si aggiunge a favore dell’utenza”.

Scandalo Arpac. Nonostante l'inchiesta e nonostante le indagini, la dott.ssa Eugenia Oliva ricorre al Tar per rientrare all'Arpac

L'avvocato caiatino Pasquale Marotta ci ha inviato una nota, con la quale si evince che il prossimo 5 novembre innanzi al Tar si terrà l'udienza per invalidare la non idoneità dell'ex assessore Udeur, oggi assessore Pd a Cesa...
Parte da Caiazzo la rincorsa ad un posto nell'Arpac da parte della dott.ssa Eugenia Oliva assessore al Comune di Cesa. La stessa infatti era nella cosiddetta lista di coloro che avevano beneficiato di una segnalazione per accedere all'Agenzia Regionale per l'Ambiente, salvo poi non riuscire ad accedere perchè intanto erano stati cambiati i criteri di valutazione, almeno stante secondo quanto rifeirsce l'ottimo avvocato della Oliva, Pasquale Marotta (nella foto), caiatino d.o.c. e molto noto negli ambienti per i suoi successi di amministrativista che hanno fatto anche giurisprudenza. Questo il testo inviatoci dal Professionista:
Spett.le redazione,
mi pregio comunicarVi che Giovedì 05/11/09, dinanzi al TAR per la Campania-Na (Terza Sezione) sarà discusso il ricorso da me presentato per conto di un concorrente che ha partecipato al concorso ARPAC oggetto di indagini penali per presunte irregolarità.
La concorrente, è la dr.ssa Eugenia Oliva, assessore comunale di Cesa, dirigente del PD (Partito democratico) e risulta tra i candidati che sarebbero stati segnalati dai politici (e segnatamente dall’ex segretario regionale dell’UDEUR Antonio Fantini).
Tale candidata, però, non è risultata vincitrice del concorso.
Di conseguenza, ha presentato, tramite il mio patrocinio legale, ricorso al TAR Campania-NA chiedendo l’annullamento del concorso.
Nel ricorso, ho evidenziato soprattutto che la composizione della Commissione concorsuale è stata completamente stravolta durante lo svolgimento della procedura concorsuale con la nomina di un nuovo presidente e dei commissari, i quali hanno modificati i criteri di valutazione già fissati della precedente commissione.

Caserta 30.10.2009

Avvocato Pasquale Marotta

Piedimonte Matese. L'acquisizione di Palazzo Ducale è realtà, grazie anche alla rinuncia delle indennità da parte degli amministratori

Si avvicina così il conseguimento di un traguardo importante per la città di Piedimonte Matese, un percorso che ha avuto avvio quando l'amministrazione ha acquistato un immobile adiacente al Palazzo, utilizzando fondi derivanti dalla rinuncia alle indennità di carica da parte del Sindaco e di tutti gli amministratori.
comunicato stampa
L'amministrazione comunale di Piedimonte Matese, retta dal sindaco Vincenzo Cappello, ha presentato ufficialmente, questa mattina in una breve conferenza stampa, la progettazione degli interventi di restauro dell'immobile denominato Palazzo Ducale che sarà presentata alla Regione Campania nell'ambito del bando “Edifici pubblici sicuri”, bando che concede il finanziamento di progetti finalizzati all'adeguamento statico-funzionale degli edifici pubblici destinati alla collettività. Il finanziamento consentirà l'acquisto dell'intero complesso e il suo recupero funzionale. Dopo l'ok del Consiglio Comunale riunitosi in data 20/10/2009, l'amministrazione procede dunque alla candidatura del progetto al finanziamento regionale.
Si avvicina così il conseguimento di un traguardo importante per la città di Piedimonte Matese, un percorso che ha avuto avvio quando l'amministrazione ha acquistato un immobile adiacente al Palazzo, utilizzando fondi derivanti dalla rinuncia alle indennità di carica da parte del Sindaco e di tutti gli amministratori. Soddisfatto il sindaco Cappello, che ha commentato: “E' un progetto ambizioso per la città di Piedimonte Matese, già uno dei punti cardine del programma elettorale di Piedimonte Democratica. Ci siamo adoperati per riuscire ad ottenere le giuste risorse, mi auguro che la Regione ci conceda questi finanziamenti”.
Al “Progetto di recupero, restauro, ed adeguamento statico e funzionale del Palazzo Ducale”, hanno lavorato l'architetto Francesco Canestrini della Soprintendenza ai beni archeologici di Caserta unitamente all'ingegnere Pietro Terreri (responsabile comunale di questo progetto). “Bisognava fare qualcosa per il Palazzo Ducale, è una parte importante della nostra storia provinciale - ha commentato Canestrini - “assieme all'ing. Terreri siamo riusciti a fare un rilievo dell'intera struttura del Palazzo, in modo da valutarne poi il restauro, che sarà svolto in maniera tale da salvaguardare la tipologia dell'edificio e le opere d'arte in esso custodite”.
Il progetto prevede una destinazione interamente pubblica della struttura, mirata alla rivitalizzazione del centro storico di Piedimonte Matese: si prevede un moderno polo culturale che oltre ad ospitare un museo della famiglia Gaetani e della storia del territorio, convegni e seminari, fungerà anche da centro informativo per la diffusione di notizie sulla cultura della Media Valle del Volturno e sugli itinerari turistici locali, nonché da vetrina per la produzione matesina ospitando laboratori artigianali e uffici di enti locali. Tutto ciò consentirà anche di dare alla struttura una sua autonomia finanziaria senza dover caricare le casse comunali dei costi di gestione della struttura.

Caiazzo. Non era uno scambio di incarichi tra i sindaci di Caiazzo e Alvignano, ma semplicemente una "Corrispondenza di amorosi sensi!"

Il nostro portale ha sbagliato nell'interpretare la frase dell'Avvocato Insero. Si tratta di amore puro e semplice tra i due sindaci Stefano Giaquinto e Angelo Di Costanzo, per altro mai attaccato dal gruppo "Caiazzo Città Viva"
Il comunicato stampa che il gruppo Caiazzo Città Viva ha diffuso, lascia spazio a poche interpretazioni. La colpa, se colpa c’è stata, di aver proferito le parole “corresponsione di amorosi sensi” da parte del consigliere comunale di opposizione Amedeo Insero è di caiazzorinasce! Ma veniamo ai fatti. Il contesto della frase è stato estrapolato da un discorso in pubblica piazza fatto da Insero, il quale affermava che gli incarichi ai tecnici di Caiazzo non venivano dati perché il Comune di Caiazzo gli incarichi li da all’Ingegnere Angelo Di Costanzo. Per la precisione, qualora l’audio non dovesse risultare di buona qualità (pur non finendo mai di ringraziare l’autore della registrazione, il quale in qualche modo ci ha messo con le spalle al sicuro) le parole proferite dall’Avvocato Amedeo Insero sono più o meno queste: “ Tantissimi Geometri di Caiazzo, nessun tecnico caiatino ha incarichi dal Comune di Caiazzo! Lo sapete questo o non lo sapete? Ma lo sapete Caiazzo a chi da gli incarichi? Il Comune di Caiazzo…All’Ingegnere Angelo Di Costanzo! Lo sapete? Non lo sapevate! E poi andate a vedere l’Ingegnere arhdflkfk…(incomprensibile) come si chiama? Angelo Di Costanzo in qualità di sindaco a chi da gli incarichi…andate a domandare! Vedrete che c’è una corrispondenza di amorosi sensi tra i nostri sindaci, quelli di Alvignano e quelli di Caiazzo che è incredibile! A me piange il cuore che giovani professionisti, ma anche non più giovani dal comune di Caiazzo non ricevono un incarico! Cioè dove vi siete laureati…Alfò dove ti sei laureato (rivolgendosi ad un vicino) la tua laurea è di serie Zeta non di Serie B atteso che viene l’ultimo degli Ingegneri di 28 anni e si prende la progettazione del Pip e i caiatini a bocca aperta!” Ora quello che dobbiamo dire noi, e quantomeno capire se abbiamo sbagliato, dove “artatamente” avremmo cambiato il senso delle frasi? Forse sintetizzando il titolo del post “Scambio di incarichi tra i sindaci di Alvignano e Caiazzo” quindi gli amorosi sensi corrisposti tra i due sindaci, parlando di incarichi, geometri e ingegneri, non era rivolto al fatto che i due - Di Costanzo e Giaquinto – si scambiassero incarichi, bensì che cosa? Oh, parliamoci chiaro in questa epoca “marrazziana” non vorremmo cadere in un altro equivoco più grosso di quello ingeneratosi con lo scambio di incarichi e compagnia cantata. Noi avevamo capito che si trattava di scambi di incarichi, anche e perché proprio i due sindaci sono felicemente sposati, per cui altro non capiamo noi comuni mortali “che facciamo dell’equivoco un mestiere”. Certo bisogna che ammettiamo che rispetto a cotanti professionisti, noi tutti di caiazzorinasce siamo anche “ciucci”. Infine, parlando di pagelle, sarebbe curioso sapere sempre dall’Avvocato Insero, quell’ingegnere definito “l’ultimo” di 28 anni, è tale perché ha presentato la domanda di partecipazione alla gara all'ultimo istante, oppure perché si tratta dell’ultimo in quanto tale per il punteggio conseguito dai suoi titoli? Sa', verrebbe da dire per sdrammatizzare un pò: "NOJO' VOLEVON SAVUAR PER ANDARE DOVE DOBBIAMO ANDARE PER DOVE DOBBIAMO ANDARE? Ovvero stavolta prima che rischiamo di sparare cazzate, nojo di caiazzorinasce domandiamo sommessamente…
Con osservanza, senza alcun livore e con immutata stima!
P.S.: Ribadiamo il concetto fin qui espresso:
  1. Noi di caiazzorinasce.info non abbiamo interesse alcuno a manipolare artatamente i discorsi degli altri, men che meno degli appartenenti al gruppo politico Caiazzo Città Viva.
  2. C'è massima stima nei confronti degli appartenenti al gruppo di minoranza e c'è, come c'è sempre stata, massima disponibilità a comunicare il loro operato alla cittadinanza caiatina.
  3. Resta una considerazione da fare, sic et simpliciter, sarebbe cosa gradita se quando si parla di terzi e soprattutto si tirano in ballo anche in pubblici comizi, dar modo a questi di replicare con lo stesso mezzo, del resto come noi abbiamo fatto con tutti, maggioranza e la stessa minoranza consiliare ancorpiù quando si è trattato di un articolo duro nei nostri confronti. Facciamo del confronto civile e aperto, il nostro cavallo di battaglia.

LEGGI IL COMUNICATO STAMPA PROFUSO DALLA MINORANZA CONSILIARE

Nell'immagine di repertorio, un comizio del gruppo Caiazzo Città Viva

Teano rubavano energia elettrica al Condominio e all'illuminazione pubblica. Nei guai un uomo e una donna

Uno degli arrestati residente a Roccamonfina, Salvatore Liccardi, nei guai anche per spaccio di droga
I carabinieri di Teano hanno tratto in arresto, in flagranza di reato Concettina Del Vecchio 48enne del posto, per furto di energia elettrica. Nella circostanza, i militari operanti, nel corso di attività investigative, tese ad acclarare allacci illeciti su rete erogatrice di energia elettrica, hanno accertato che la Del Vecchio aveva collegato abusivamente l’impianto elettrico della propria abitazione all’illuminazione pubblica. L’arrestata trattenuta presso le camere di sicurezza della stazione carabinieri di Teano, a disposizione della competente autorità giudiziaria, informata dalla stazione carabinieri di Teano. Nella stessa giornata i militari traevano in arresto per lo stesso reato, più detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, Salvatore Liccardi, 49 anni, residente a Roccamonfina. A seguito di un’attività d’indagine svolta dagli uomini guidati dal Maresciallo Augusto Proietti, nel corso perquisizione domiciliare, i militari operanti hanno rinvenuto all’interno di un cassetto 100 grammi circa di sostanza stupefacente tipo “marijuana”, già suddivisi in dosi. Nello stesso contesto, è stato accertato, inoltre, che Salvatore Liccardi aveva collegato abusivamente l’impianto elettrico della propria abitazione all’illuminazione condominiale. La droga sottoposta a sequestro. L’arrestato è stato associato presso la casa circondariale di San Tammaro - Santa Maria Capua Vetere, a disposizione della competente autorità giudiziaria

Piedimonte Matese: smaltimento illecito di rifiuti, i carabinieri arrestano due persone

I due soggetti entrambi ultra cinquantenni, trasportavano rifiuti speciali di tipo pericoloso, senza alcuna autorizzazione. Sono stati rinchiusi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere
Trasporto illecito di rifiuti speciali, blitz dei Carabinieri, due persone in manette. Nel corso di una vasta operazione predisposta dalla Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese, finalizzata all’attuazione delle misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella Regione Campania, nonché le misure urgenti di tutela ambientale emanate dal Governo, i militari delle Stazioni di Capriati a Volturno e Prata Sannita, hanno intercettato sulla Strada Provinciale che collega i comuni matesini, poco prima di Capriati, un camion che trasportava oltre venti quintali di rifiuti speciali anche di tipo pericoloso.
Si tratta di carcasse e parti di veicoli, batterie esauste, pneumatici, fusti e filtri di olio motore, elettrodomestici in disuso, rottami ferrosi e altro materiale altamente inquinante. I responsabili del trasporto, Alfredo Colurcio, 53enne, e Luigi Buonincontri, 55enne, entrambi originari di Aversa, già con precedenti specifici, risultavano sprovvisti di qualsiasi autorizzazione relativa alla gestione, allo smaltimento e al trasporto dei rifiuti, sono stati pertanto arrestati e dopo le formalità di rito espletate presso la caserma di Piedimonte Matese, trasferiti nella Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Sulla provenienza e la destinazione del mezzo con il pericoloso carico, finiti sotto sequestro, sono ora in corso ulteriori indagini da parte dell’Arma. Non é la prima volta che nel comprensorio matesino vengono intercettati carichi di questo tipo e per questo motivo altissima é l’attenzione da parte dei militari della Compagnia di Piedimonte Matese nello specifico settore. Solo tre giorni fa a Piedimonte Matese, due persone del posto sono finite in manette per deposito e smaltimento illecito di rifiuti speciali su un terreno di oltre 1.300 mq. ubicato a poche centinaia di metri dal cimitero. Nella circostanza é finita sotto sequestro l’intera discarica abusiva e oltre 50 quintali di rifiuti altamente tossici per la salute pubblica.
Nella foto il camion sequestrato dai carabinieri

Telese Terme, inchiesta tangenti. Resta in carcere il sindaco e gli altri sei arrestati

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha respinto la richiesta di scarcerazione. Con Giuseppe D'Occhio in galera anche Pasquale Giaquinto, responsabile dei Servizi Demografici del Comune di Telese, e gli imprenditori Almerico Fasano, Sergio Fuschini, Quirino Vegliante, Pietro Pacelli, ed Alberto Pilla, tutti di Telese Terme.
Restano in carcere il sindaco di Telese Terme, Giuseppe D'Occhio ed altri sei arrestati nell' ambito dell' inchiesta su appalti e tangenti a Telese Terme (Benevento). Questa la decisione della X sezione del Tribunale del Riesame di Napoli (presidente, Monica Amirante). Oltre al sindaco D' Occhio, arresto confermato per Pasquale Giaquinto, responsabile dei Servizi Demografici del Comune di Telese, e gli imprenditori Almerico Fasano, Sergio Fuschini, Quirino Vegliante, Pietro Pacelli, ed Alberto Pilla, tutti di Telese Terme. I giudici del Riesame hanno invece disposto la scarcerazione dell' imprenditore Francesco Pilla e concesso gli arresti domiciliari ad Antonio Antonuccio, responsabile dell' Ufficio tecnico comunale di Telese, ed agli imprenditori Gaetano Fasano Pasquale Iorio, e Luigi Vegliante di Solopaca. Le accuse, che portarono il 12 ottobre scorso all' emissione di 15 ordinanze di custodia cautelare del gip del Tribunale di Benevento sono di associazione a delinquere, corruzione continuata, turbativa d' asta, frode nelle pubbliche forniture, truffa ai danni di ente pubblico, falso ideologico, abuso d'ufficio, favoreggiamento reale e frode fiscale mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Dalle indagini avviate nel 2002 - coordinate dal procuratore della Repubblica di Benevento Giuseppe Maddalena, e condotte dalla Guardia di Finanza - era emersa l' esistenza di un sodalizio tra amministratori pubblici, funzionari, impiegati pubblici ed imprenditori per favorire l' aggiudicazione degli appalti ad un ristretto numero di imprese aggregate tra loro in un «cartello».

Piedimonte Matese.Comunicato Stampa sull'approvazione del SIAD da parte della minoranza consiliare

Il capogruppo Giovanni Ferrante preannuncia ricorso al Tar in merito alla redazione del Siad, ossia il Piano Commercio redatto dal Commissario ad Acta Polizio
comunicato stampa
Ancora una volta l'Amministrazione Cappello ha preso in giro i cittadini di Piedimonte e, in particolar modo, i tanti commercianti che pure avevano espresso tutta la loro preoccupazione sul redigendo piano commerciale. Infatti il commissario ad acta Fortunato Polizio (nella foto) ha deliberato l'approvazione del SIAD apportando alcune piccole riduzioni del numero delle medie strutture di vendita e, per l'occasione, l'Amministrazione comunale ha diffuso un proprio comunicato stampa in cui si è dichiarata soddisfatta del risultato ottenuto con il contributo determinante delle Associazioni di categoria. Ma a quale “vero” risultato ottenuto si riferisce l'Amministrazione Cappello? E a quale Associazione di categoria si riferisce, considerato che pubblicamente la Confesercenti, sia tramite il suo Vice Presidente provinciale che tramite il responsabile regionale, ha espresso in modo chiaro ed inequivocabile la propria contrarietà al piano commerciale così come presentato dal commissario? Avevamo chiesto ed ottenuto un'apposita convocazione del Consiglio comunale per discutere e proporre un atto di indirizzo che tutelasse i tanti commercianti di Piedimonte e, soprattutto, per impegnare il Sindaco a rappresentare la volontà del Consiglio e, di conseguenza, di tutta la cittadinanza in un incontro con il commissario ad acta proprio per chiedere di riconsiderare l'impostazione della bozza del SIAD tanto contestata. E questa è stata la risposta del Sindaco, della Giunta e di tutta l'Amministrazione che non hanno mosso un dito per tutelare e salvaguardare gli interessi economici dei commercianti e una corretta programmazione dello sviluppo economico della Città. Mentre, di fatto, hanno “voluto” e permesso che la redazione del piano commerciale fosse commissariata e che l'impostazione dello stesso venisse determinata da altri pur di non assumersi la responsabilità di fare delle scelte chiare ed importanti nell'interesse di tutti i commercianti e gli artigiani della Città e... non solo di pochi! Ci siamo impegnati per rappresentare le istanze di una intera categoria e, pertanto, continueremo il nostro lavoro a tutela dei commercianti e della nostra Città. Abbiamo portato alla luce del sole la discussione su un piano commerciale che, nelle intenzioni di questa Amministrazione, doveva essere approvato in sordina e a discapito della partecipazione democratica dei diretti interessati. A tal proposito abbiamo già inviato apposito ricorso al T.A.R. per ottenere l'annullamento dell'avvenuto commissariamento e per ridare al Consiglio comunale quella podestà di pianificare il territorio e di decidere la pianificazione commerciale della città che l'attuale Amministrazione comunale ha, invece, permesso venisse espropriata.

Camorra/Il clan dei casalesi a Blu Notte - misteri italiani stasera su Raitre

La famosa trasmissione di Carlo Lucarelli si occuperà dell'ascesa al potere degli uomini più pericolosi della camorra casertana
''Il clan dei Casalesi - Soldi, silenzio e sangue'' e' il tilolo della puntata di "Blu notte - misteri italiani", la trasmissione condotta da Carlo Lucarelli, in onda oggi su Ratre alle 21.10. Il 1 luglio 1998 si apre uno dei piu' importanti processi alla criminalita' degli ultimi anni in Italia. Paragonabile, se non superiore, per numero di imputati, delitti commessi e giro di affari criminali al Maxiprocesso di Palermo. E' stato praticamente ignorato dai media nazionali fino a che uno scrittore esordiente -Roberto Saviano - scrive ''Gomorra'', parlando - tra le altre cose - anche delle vicende trattate nel processo. Da allora tutti sanno cos'e' il Clan dei Casalesi. Tutti conoscono i soprannomi evocativi dei principali imputati: ''Sandokan'', ''Cicciotto 'e mezzanotte'', ''O fuggiasc'', ''Walterino''. O' ninno'', ''Bin Laden''. Sono questi i componenti di questa camorra di paese - piu' simile alla mafia corleonese che alla camorra di Napoli - che ha insanguinato e distrutto l'economia e l'ambiente di uno dei luoghi piu' belli e piu' ricchi della Campania. Dall'ascesa di Antonio Bardellino nella lotta contro la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo fino alla strage dei Ghanesi di Castelvolturno alla fine del 2008, Carlo Lucarelli, grazie anche alla testimonianza di eccezione di Roberto Saviano, ci racconta una delle organizzazioni criminali piu' pericolose e piu' ''imprenditoriali'' del mondo, capace di riciclare con furbizia e scaltrezza i proventi delle sue molteplici attivita' fino a costruire un vero e proprio impero finanziario internazionale.

Caiazzo. Due giovani di Piedimonte Matese denunciati alla Procura della Repubblica per possesso di droga.

Ritirate anche due patenti ad altrettanti automobilisti per guida in stato di ebbrezza
Continua, immarcescibile, l’opera di prevenzione e repressione da parte dei carabinieri di Caiazzo, coordinati dal Maresciallo Aiutante S.Ups Giuseppe Oliva per ciò che attiene la repressione dell’uso e della cessione di sostanze stupefacenti sul territorio. Nottetempo una pattuglia dei militari caiatini ha fermato una vettura con a bordo due ragazzi, poco più che 18enni, per un normale controllo. L’acume investigativo dei militari ha permesso di constatare che i due possedevano sette grammi di sostanza stupefacente, risultata poi essere marijuana. Ovviamente i carabinieri notato lo stato di agitazione dei due occupanti la vettura M.F. 18enne e C.D. 19enne procedevano ad un mirato controllo che dava poi esito positivo. I due possedevano droga per sette grammi e, avvisato il Magistrato di turno, disponeva per gli stesi la denuncia a piede libero. Ovviamente per gli stessi scatterà ad opera della Procura Samaritana anche la segnalazione alla Prefettura, per cui è giocoforza normale che automaticamente al conducente verrà revocata anche la patente di guida. Ma come se non bastasse, l’etilometro in dotazione ai Carabinieri di Caiazzo continua a produrre risultati. Infatti in questi ultimi due giorni sono state ritirate altre due patenti di guida ad altrettanti automobilisti beccati in stato di ubriachezza al volante. I Militari hanno proceduto agli atti dovuti ed anche per i due scatterà il ritiro della patente di guida da parte dell’ufficio territoriale del Governo, ovvero la Prefettura. Insomma circolare in maniera fuorilegge qua a Caiazzo è divenuto sistematicamente quasi impossibile, grazie all’opera di prevenzione dei Carabinieri di Giuseppe Oliva

giovedì 29 ottobre 2009

Non passa il riequilibrio, Petteruti a rischio! (Ma quanto costa la dignità?)

Giro di tentativi del sindaco di Caserta, ultima appendice di "Caserta è Libera" dell'esule di Tuoro, per non andare subito a casa...La popolazione casertana attende ora il miracolo della Prefettura!
Nicodemo Petteruti ha assistito all’ennesima debacle sotto i suoi occhi! La delibera sul riequilibrio di bilancio non ha ottenuto la maggioranza dei voti. Il punto all'ordine del giorno dell'Assise ha ottenuto 20 voti a favore e 20 contrari. Un esito inatteso dopo l'approvazione, in mattinata del conto consuntivo, che è passato con 21 sì e 18 no. Ora al sindaco Petteruti non resta altro che chiedere la riproposizione della delibera in Consiglio entro dieci giorni, per evitare lo scioglimento anticipato del civico consesso. Ma già in questi minuti sarebbe stata avviata dai consiglieri di opposizione la raccolta di firme per presentare contestualmente le dimissioni e mandare così a casa il centrosinistra. Per far "cadere" l'amministrazione servono che si debbano dimettere 21 consiglieri. Una buona decina tra loro, degni emuli dell'esercito di Franceschiello non ci pensano proprio ad andarsene a casa. Perchè? Semplicemente per il fatto che i voti li possono ben dimenticare se hanno il coraggio e la faccia di ripresentarsi alla prossime lezioni... Ma il caro Nicodemo Petteruti cosa aspetta ad andarsene via? Non ha capito che Caserta, capoluogo di provincia, non lo vuole? Adesso l’ultima speranza è riposta nel Prefetto, il quale potrebbe scegliere per il “sindaco” la via meno dolorosa e più breve, ovvero sciogliere il Consiglio Comunale…Dopo di che Caserta è davvero libera!
AGGIORNAMENTI: E' FINITA L'ERA E L'EPOCA PETTERUTI!!!!!!
Tutti dal prefetto Ezio Monaco (opposizione, sindaco, presidente del consiglio e segretario generale) al quale spetta la parola finale. L'amministrazione, come confermato a caldo dall'assessore al Bilancio Gianni Marrone, "giacchè la normativa non è chiarissima al riguardo", sta studiando le possibili soluzioni al caso. "La strada più percorribile - dichiara Marrone - è quella della convocazione di una nuova seduta di consiglio comunale. Ma, fermo restando che siamo in presenza di un problema squisitamente politico, sul piano tecnico seguiremo anche quelle che sono le indicazioni della Prefettura". Ciò che preoccupa Marrone sono i richiami - due per la verità - formalizzati dalla Prefettura, nei confronti dell'amministrazione Petteruti, per quanto concerne i ritardi accumulati nell'approvazione del riequilibrio di bilancio. "Vedremo, comunque, - taglia corto l'assessore - come superare questa impasse con l'ausilio dei nostri tecnici e della Prefettura stessa". L'opposizione, invece, canta già vittoria: la conferma nelle parole di Pio Del Gaudio, secondo il quale, al contrario, la normativa è chiarissima al riguardo: "Se l'amministrazione non riesce ad approvare nei tempi stabiliti il rendiconto di bilancio, torna a casa. Ed è il caso di specie, considerando che il 30 ottobre (data ultima) è domani e non è possibile attuare forzature per convocare, nel giro di 24 ore, una nuova seduta di consiglio comunale. Il che vuol dire - liquida Del Gaudio - che l'esperienza Petteruti si conclude qui".
Petteruti aggrappato agli specchi! Vai a casa!!!
E’ con un po’ di pena che ci apprestiamo a scrivere le ultime venti righe di racconto di quest’ennesima ingloriosa giornata della politica casertana. Davanti alla mancata approvazione del Riequilibrio di Bilancio, che è una propaggine del Bilancio di previsione e nulla più, davanti alla sfiducia politica pronunciata nei suoi confronti dal consigliere del Pd,Capobianco, che ha dichiarato di votare sì solo, in pratica, per rispetto ai propri elettori. Dopo questo, dopo essersi dimesso per scherzo due volte, ritirando il proposito dopo che la situazione della sua maggioranza era anche peggiorata rispetto allo stato che aveva dato innesco alle dimissioni stesse; dopo aver costruito una giunta, mettendoci al suo interno una collega docente universitaria del figlio e un amico del suo amico Bernasconi, l’ingegnere di quel gioiello orripilante di teatro Comunale; dopo che tutto questo è stato duramente criticato anche dai consiglieri che stasera hanno votato sì. Insomma, dopo tutto questo, il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti non ha preso la parola stasera in Consiglio, subito dopo il voto negativo. prendendo atto di un’evidenza politica , ancor prima che tecnico legale e ponendo fine a questo strazio che Caserta non merita, ma, cosa ha fatto, leggete un po’: seguito dal segretario generale del Comune De Cristoforo, ha attraversato piazza Vanvitelli per salire in prefettura. Per far che cosa? Per dire al prefetto che siccome il regolamento del Consiglio comunale prevede che le delibere non approvate ritornino in Consiglio per un successivo tentativo di approvazione, allora il Riequilibrio potrebbe essere ancora approvato con un’altra convocazione.E questa volta noi ci fermiamo qui. Diventa imbarazzante anche per me, che tenero non sono stato verso questo sindaco affondare ancora il coltello, sparare contro la croce rossa, raccontare di uno che scopre l’acqua calda e che assimila la delibera che approva il Bilancio e, dunque, il Riequilibrio di Bilancio a una qualsiasi altra delibera. L’acqua calda perché un regolamento del Consiglio non potrebbe prevedere altro, dato che, in caso contrario, un sindaco e un’Amministrazione comunale potrebbe cadere su qualsiasi quisquiglia, anche sul voto di approvazione del verbale della precedente seduta.La disciplina di approvazione del Bilancio ha una caratterizzazione specialissima, dirimente e niente c’entra con le delibere ordinarie e che è chiaramente definita dal punto di riferimento di ogni legge riguardante il funzionamento degli enti locali, e cioè il Testo Unico 267/2000 Ma mi rifiuto di pensare che Petteruti, dato che lo capirebbe anche un bambino dell’asilo, non sappia bene questo. E allora, silenzio e rispetto per il triste declino, politicamente patetico, di un sindaco che si arrampica sugli specchi pur di rimanere aggrappato alla sua poltrona. Scena triste, tristissima e anche piuttosto macabra per la città. Il prefetto Monaco, da parte sua, ha ascoltato Petteruti e De Cristofaro, incontrando successivamente anche i consiglieri di minoranza che gli hanno detto che pensare a qualcosa d’altro dallo scioglimento costituirebbe solo e semplicemente, un’illegalità. Ha detto a tutti che studierà con attenzione il caso e domani renderà nota la sua decisione. Se nominerà un commissario ad acta per il Riequilbrio di Bilancio, immediatamente farà partire anche la procedura per lo scioglimento del Consiglio comunale che interverrebbe entro una ventina di giorni, dunque non più tardi del 20 novembre, con decreto del presidente della repubblica. E questo porterebbe il Comune di Caserta al voto già a fine marzo in un mega election day in cui nel capoluogo si voterebbe contemporaneamente per le elezioni regionali, provinciali e comunali nella domenica delle Palme e nel lunedì santo, con eventuale ballottaggio per provinciali e comunali nelle giornale di domenica 11 aprile e lunedì 12 aprile.Di questo ed altro parleranno quelli del Pdl domani mattina alle 12,00 nella sede cittadina del partito in corso Trieste. Dietro al tavolo, pronti a rispondere alle domande dei giornalisti, il segretario cittadino Giovanna Petrenga e tutti i consiglieri comunali.
A domani.
Gianluigi Guarino

Racket del 'caro estinto', 8 arresti. Bustarelle a 2 centralinisti del Melorio, in combutta con imprese contigue ai Casalesi.

Dentro il titolare della Concordia e la titolare di Dorelli & Ferrara. Ennesimo successo del Capitano Carmine Rosciano
Sono 9 le persone destinatarie nel casertano di misure cautelari, 8 arrestate (per 4 concessi i benefici dei domiciliari) e una con divieto di dimora, nell'ambito di un nuovo filone di inchiesta dei magistrati di Santa Maria Capua Vetere sull'illecita concorrenza nelle pompe funebri. Tra gli arrestati, titolari di imprese di settore, un collaboratore e due centralinisti dell'ospedale di Santa Maria Capua Vetere, indagati a vario titolo per corruzione e illecita concorrenza mediante violenza, minacce e tentata estorsione. Gia' lo scorso gennaio l'operazione "Thanatos" aveva smantellato con 22 ordinanze di custodia cautelare e 8 divieti di dimora una organizzazione criminale del territorio che condizionava il mercato delle onoranze funebri che operava con meccanismo analogo. Regali e bustarelle ai due centralinisti, hanno scoperto gli inquirenti in questa tranche di inchiesta denominata "Requiem", servivano a due imprese, "Vecchione" e "Dorelli&Ferrara", per vedersi segnalare salme giacenti nell'obitorio dell'ospedale, in modo da avvicinare i parenti e concludere l'affare. Due degli indagati, Vincenzo Martino e Vincenzo Palazzo, entrambi ora in carcere, considerati contigui al clan dei Casalesi, cercavano anche di mettere in piedi una sorta di consorzio di societa' di pompe funebri che agisse in monopolio nel casertano, arrivando a minacciare la titolare dell'impresa "Vecchione", che risponde di corruzione, per obbligarla ad aderire al consorzio. Sequestrate tre imprese a loro due riconducibili, cosi' come sedi di negozi e uffici nonche' beni aziendali delle due che corrompevano i centralinisti.
L'associazione per la tutela dei consumatori Codacons in una nota sottoliena che "il racket del caro estinto e' diffusissimo in tutta Italia. Gia' nel 2001 scoppio' uno scandalo a Torino e nel 2008 scoppio' prima a Bari e poi a Milano. Si ricordera', inoltre, che nel 1992, tangentopoli inizio' proprio con una inchiesta sul 'caro estinto' al Pio Albergo Trivulzio. Insomma, non e' solo Caserta". Per questo il Codacons chiede di estendere le indagini a tutti gli ospedali d'Italia. "Troppo spesso infermieri, centralinisti o personale delle camere mortuarie di ospedali si affrettano a chiamare le loro pompe funebri amiche in cambio di una tangente" prosegue la nota; secondo una stima del Codacons, il 'pizzo' sulla salma varia in media da 150 a 350 euro, a seconda della citta' e del costo complessivo del funerale. "In pratica, considerato che un funerale medio (loculo a parte) costa circa 3.500 euro, la tangente varia dal 4 al 10%". Il business del 'caro estinto' poi, sempre secondo l'associazione, ha un giro d'affari di 3 miliardi e mezzo di euro per piu' di 5mila imprese funebri. I funerali con tangente incorporata costano mediamente il 30% in piu' rispetto al normale.
In manette e in carcere sono finite tre persone: Vincenzo Martino, 44 anni di Casal di Principe, Vincenzo Palazzo, 59 anni di Grazzanise e Gaetano Cerreto, 30 anni, di Marcianise. Ai domiciliari, invece, Immacolata Dorelli, 55 anni, titolare della nota impresa funebre Dorelli & Ferrara di Santa Maria Capua Vetere. Il 44enne Maurizio Merone di Santa Maria Capua Vetere, dipendente dell’impresa funebre Vecchione e, infine, i due centralinisti dell’ospedale Melorio, Raffaele Santillo, 64 anni e Antonio Monaco, 44enne di Curti.
GUARDA L'INTERVISTA DI MINGIONE PER TG LUNA


Alvignano. Furti e droga, quattro persone finiscono nei guai a seguito di una operazione dei Carabinieri.

Gli uomini diretti dal Luogotenente Nicola Marsilio hanno denunciato due persone alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.
Operazione dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, diretta dal Capitano Salvatore Vitiello, con il duplice obiettivo di contrastare il fenomeno dei furti e quello dello spaccio di droga. A seguito di una attività di indagine della Stazione di Alvignano, al Comando del Luogotenente Nicola Marsilio, è scattata nei confronti di due persone una denuncia alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere poiché coinvolte nella commissione di furti. Il primo A.I., 50enne, di San Nicola La Strada, e ritenuto responsabile del favoreggiamento di alcuni furti sventati dai Carabinieri, in abitazioni ubicate nella periferia del comune di Dragoni. Le indagini dei militari hanno permesso di accertare che il 50enne, già conosciuto dalle forze dell’ordine, aveva messo a disposizione degli autori materiali, la propria autovettura per commettere i furti. Il veicolo è stato sottoposto a sequestro per ulteriori accertamenti. Per il furto di una borsa è finito invece nei guai E.C., 30enne, della provincia di Frosinone. Secondo le indagini dei Carabinieri, l’uomo si sarebbe impossessato di una borsa contenete vari oggetti di valore, documenti e una somma contante di circa 500,00 euro sottotratta ad un commerciante di Alvignano. Per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Piedimonte Matese, al comando del Maresciallo Giuseppe Calabrese, hanno invece dato esecuzione ad un “avviso di garanzia” emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di due nordafricani S.G., 45enne, ed S.Y., 30enne, entrambi domiciliati in Villa Literno. Il provvedimento dell’Autorità Giudiziaria è scattato a seguito delle indagini dei Carabinieri che hanno permesso di individuare i due, quali presunti fornitori di sostanze stupefacenti, in particolare “hashish”, nelle piazze dei comuni matesini.

Verso le regionali/ L’Udc e l’accordo con il Pd. Si può fare a patto che sia imposto il ticket Zinzi – Squeglia!

Il partito di Pierferdinando Casini punta alla doppia carica, grazie alla regia di Ciriaco De Mita. Esce rafforzatissima la figura di Domenico Zinzi. E per la carica di sindaco di Napoli spunta nell'accordo Udc - Pd anche la figura del senatore Raffaele Calabrò
“Mira al cuore e chissà che non riesci a colpire almeno la spalla!” Antico editto che ritorna d’attualità oggi, volendo sintetizzare il discorso di Ciriaco De Mita che sta traghettando in porto la nave Udc con richieste politiche che trovano una loro logicità. Si tratta appunto del tanto paventato accordo tra Pd e Udc voluto dai primi per arginare il Pdl alle prossime regionali e provinciali campano/casertane. Ovviamente è una delle tante ipotesi che sta prendendo piede negli ambienti Udc “irpini”e cioè si all’ accordo con il Pd, ma con un ticket forse davvero un po’ troppo oneroso per Enzo Amendola, neo segretario del partito democratico che dovrebbe concedere le due presidenze al partito di De Mita, seppure contorniate da assessorati e vicepresidenze forti dello stesso Pd. Ma andiamo al dunque. Ci sono due modi di interpretare questo nuovo scenario. Il primo questa richiesta è un modo come un altro per costringere i vertici del Pd ad affermare: “No grazie! Andiamo avanti pure noi da soli!” e quindi l’Udc si libererebbe di uno scrupolo di coscienza anche e soprattutto con l’Idv che invece piuttosto che un nuovo corso bassoliniano ben vedrebbe due presidenze (alla regione e alla provincia di Caserta) assolutamente neutre. Invece il secondo modo di interpretare questa richiesta è appunto quella di mirare a 100 e cercare di ottenere almeno 50, atteso che anche il Pdl ultimamente ha difficoltà a candidare lo stesso Zinzi alla presidenza della Provincia di Caserta, candidatura legata alle sorti di Nicola Cosentino alla Presidenza della Regione Campania.
C’è una terza ipotesi che vede le primarie tra Udc – Idv – SL e Pd
scegliere il candidato alla presidenza di Palazzo Santa Lucia, magari in uno scontro elettorale tra Ennio Cascetta e lo stesso Domenico Zinzi e in caso di vittoria del primo cedere proprio al secondo la presidenza della Provincia di Caserta in maniera del tutto indolore. Quel che è certo che le manovre di De Mita stanno facendo assumere consistenza politica proprio a Zinzi che da probabile candidato presidente alla Provincia di Caserta con il Pdl, si ritrova così a papabile alla Presidenza della Regione e certo alla Presidenza della Provincia con l’appoggio del Pd. Ovviamente anche Pierino Squeglia esce rafforzato da queste manovre, magari accaparrandosi un assessorato esterno proprio alla Regione Campania in caso di vittoria del Centro –Sinistra. Infine, ma non da ultimo, l’Udc continua in ogni caso a fungere da “sirena” per gli scontenti del Pdl. E cedendo la presidenza della Regione nel ragionamento “fantastico e fantasioso” fin qui fatto, potrebbe ottenere la “sindacatura” di Napoli con un nome di primo livello. Chi? Raffaele Calabrò, ex assessore regionale alla Sanità, considerato l’uomo giusto dall’area cattolica che ruota attorno a Paolo Cirino Pomicino, Alfredo Vito, Erminia Mazzoni.
Nella foto sopra Squeglia De Mita e Zinzi. Sotto Amendola e De Mita. L'ex presidente del Consiglio dei Ministri in questa fase politica si sta dimostrando un formidabile "stratega", tant'è che hanno coniato per lui un nuovo acronimo: "La volpe di Avellino"

Racket del "Caro-Estinto": coinvolti centralinisti dell'ospedale di Santa Maria Capua Vetere

Ancora arresti e provvedimenti coercitivi nei confronti di soggetti che facevano delle tragedie altrui la loro fortuna...
I carabinieri stanno eseguendo nel casertano, sia nel capoluogo di terra di lavoro che a Santa Maria Capua Vetere, una serie di provvedimenti cautelari nei confronti di dipendenti e titolari di agenzie di pompe funebri nell'ambito di una inchiesta su illecita concorrenza attraverso corruzione o minacce e tentate estorsioni. Regali e 'bustarelle' a due centralinisti dell'ospedale samaritano consentivano ad alcune ditte di accaparrarsi i riti funebri di pazienti deceduti nel nosocomio. Coinvolte nelle indagini anche due persone ritenute contigue al clan dei Casalesi, che hanno esercitato pressioni e minacce ai danni del titolare di una impresa funebre per costringerlo ad aderire a un consorzio che gestisse in monopolio il settore nel comune di Santa Maria Capua Vetere. Contestualmente alle misure restrittive, eseguiti anche sequestri di beni a aziendali e delle sedi di cinque imprese funebri. Sette persone sono finite in manette. L'operazione è il prosieguo delle indagini di un'operazione conclusa a gennaio scorso, con l'arresto di 22 persone e con provvedimenti di obbligo di dimora per altre otto.
Nell'immagine l'Ospedale melorio di Santa Maria Capua Vetere
LEGGI QUA L'OPERAZIONE DEL 22 GENNAIO SCORSO

Caiazzo, dura replica del gruppo "Caiazzo Città Viva" in merito agli articoli apparsi sul nostro portale

"L’estrapolare da un ampio contesto alcune frasi, il cui senso avrebbe potuto dar adito a facili allusioni, è stato un gioco di bassissima lega che appartiene a chi dell’equivoco ne fa un mestiere!"
Anche se il video del comizio del Gruppo “Caiazzo Città Viva” lascia pochi spazi alla libera interpretazione, tuttavia a seguito dei soliti articoli apparsi sui blog che hanno, come sempre fatto il “doppioriporto”, dando così un senso assolutamente non veritiero di quanto sostenuto dai consiglieri di minoranza, appare opportuno, senza che ciò costituisca in alcun modo rettifica o smentita di quanto affermato, fare alcune precisazioni onde stroncare sul nascere inutilie sterili polemiche. Nel corso del comizio, tra le tante altre cose, è stato affermato che il comune di Caiazzo aveva dato un incarico all’ing. Angelo Di Costanzo. Detta affermazione non ha inteso minimamente essere un attacco all’ing. Di Costanzo estraneo alle vicende di cui ci si è occupati ed il cui incarico (determina UTC n. 137 del 10/6/2008) è per altro legittimo dal punto di vista formale, ma ha voluto porre all’attenzione dei cittadini di Caiazzo una questione molto sentita dagli stessi. Ed invero la pubblica denunzia ha posto l’accento sul fatto che la stragrande maggioranza degli incarichi pubblici conferiti ai tecnici (e non solo), vengono affidati a professionisti non caiatini, pur annoverando tra i nostri concittadini, tecnici (e non solo) di primissimo livello che in questo paese hanno deciso di abitare, vivere, far crescere i propri figli ed investire i propri risparmi. L’aver citato l’ing. Di Costanzo è voluto essere solo un esempio fra tanti del modus operandi dei nostri amministratori. Mai e poi mai è stato affermato “scambio di incarichi tra i sindaci di Alvignano e Caiazzo”, così come artatamente e maliziosamente intitolato dal blog Caiazzorinasce ma semplicemente di scambio di “corresponsione di amorosi sensi”. L’estrapolare da un ampio contesto alcune frasi, il cui senso avrebbe potuto dar adito a facili allusioni, è stato un gioco di bassissima lega che appartiene a chi dell’equivoco ne fa un mestiere !!!
Nell'immagine il Consigliere Comunale appartenente al Gruppo Caiazzo Città Viva Antimo Cerreto

mercoledì 28 ottobre 2009

Caiazzo, nomadi al mercato e uno di essi tenta di sfilare anche il borsellino ad una signora.

“Non se ne può più!” E anche gli stessi ambulanti sono stufi: “Se non stai attento ti depredano!”
Giornata di mercato settimanale ieri a Caiazzo, uno degli ultimi strumenti idonei a destare l’interesse dei cittadini locali e del circondario per una passeggiata nell’antico centro storico, almeno a detta degli stessi commercianti. Eppure proprio ieri, in particolar modo, si è registrata una vera e propria invasione di nomadi questuanti, i cosiddetti zingarelli, rigorosamente minorenni e forse alcuni di essi non superavano nemmeno i dodici anni. Ovviamente la vicenda ha destato ulteriore scalpore, perché da queste parti è si vero che sono abituati ad assistere a richieste di denari da parte di rom, ma in una misura come ieri e soprattutto piccoli bambini, non è capitato quasi mai. Uno di questi bambini, secondo la signora P.A. avrebbe con mano lesta, tentato di sfilare anche il borsellino dalla sua borsa, ancorché rimasta aperta per un pagamento che la donna stava facendo presso una bancarella. E proprio uno degli addetti, notando la scena inveiva contro il ragazzino ed il padre presente a distanza ravvicinata, intimandogli di mollare l’obiettivo. Ovviamente i due nomadi vistisi scoperti se la davano a gambe levate, non prima però di aver prelevato correndo verso l’uscita del centro un capo di abbigliamento da sopra una bancarella e quindi recuperare qual cosina. La signora, ovviamente scossa, inveiva per il fatto che riteneva i controlli dei preposti scarsi o non sufficientemente idonei ad assicurare un minimo di tranquillità: “Non se ne può più – afferma la donna – è già la terza volta che tentano di sfilarmi il portafogli. La prima volta ci riuscirono, ed ero al mercato di Alvignano, ma le altre due volte ringraziando Dio no.” Il problema comunque è vissuto anche dagli stessi ambulanti: “Se non fai attenzione questi sono capaci di depredare un’intera bancarella in pochi minuti. Oggi a Caiazzo sono rimasto davvero sconcertato perché dimostrano di non temere nulla!”

Teano, studente 16enne pestato a sangue dai compagni di scuola. Una vergogna indicibile

Sia la vittima che gli aggressori sono di Pignataro Maggiore e frequentano l'Istituto Alberghiero
Grave episodio di bullismo nei pressi della stazione ferroviaria di Teano. Aggredito e picchiato selvaggiamente un ragazzo che frequenta la seconda classe dell’Istituto Alberghiero. Anche il gruppo di aggressori - tutti di Pignataro Maggiore - è iscritto alla stessa scuola. Secondo alcune indiscrezioni raccolte in paese, la spedizione punitiva sarebbe scattata perchè la vittima - un ragazzo con meno di sedici anni - avrebbe osato rivolgere lo sguardo ad una ragazza, probabilmente, corteggiata da uno del gruppo di bulli. Proprio per punire l’affronto è stata attuata la spedizione punitiva che è scattata ieri mattina. La vittima è stata attesa all’uscita della stazione ferroviaria; senza esitazione è stato circondato da diversi ragazzi che hanno iniziato ad insultare e minacciare lo studente di Sparanise. Poi, improvvisamente, sono scattate le percosse.
Alcuni colpi hanno centrato la vittima in pieno volto. Probabilmente qualcuno indossava un tirapungi di ferro; per questo le conseguenze per il sedicenne sono state devastanti: l’intera arcata dentale superiore è stata spappolata. Sotto la violenza dell’aggressione il ragazzo è svenuto; l’enorme quantità di sangue fuoriuscito dalle ferite, per un attimo, ha fatto temere il peggio. Successivamente, soccorso da alcune persone del posto, il ragazzo ha ripreso conoscenza. Dopo pochi minuti, sul luogo dell’aggressione, arrivava l’ambulanza del 118 che provvedeva a trasportare il ferito presso l’ospedale civile di Caserta. Qui, i medici intervenivano immediatamente per ricomporre la frattura e ricollocare i denti al 16enne. All’episodio avrebbe assistito anche un carabiniere fuori servizio; probabilmente, anche grazie al suo tempestivo intervento, le conseguenze dell’aggressione non hanno avuto effetti più drammatici. Le indagini dei carabinieri della locale stazione sono riuscite ad individuare l’aggressore. Nei suoi confronti è scattata la denuncia a piede libero per le gravissime lesioni causate. Ai fatti hanno assistito - impotenti - numerosi ragazzi; nessuno di loro ha avuto però il coraggio di intervenire per difendere la vittima. L’episodio ripropone il grave fenomeno del bullismo che si manifesta non soltanto nella scuola ma in qualsiasi luogo di aggregazione.
Giancarlo Izzo
Questo pattume adesso resti in carcere! E' il commento più pulito pervenuto al nostro portale. "Speriamo ora che questi delinquenti che hanno in ogni caso tentato un omicidio, siano processati e marciscano in galera, almeno per i prossimi 40 anni. Oppure in alternativa, consegnateli ai genitori del ragazzo pestato a sangue per sette giorni!"
Gianfranco R. Pignataro Maggiore

Caiazzo. Fino al 10 Novembre è possibile chiedere il sussidio previsto dal contrasto alla povertà

L’amministrazione di Caiazzo partecipa al piano sociale di zona dell’ambito C6. Le domande presso l’ufficio Anagrafe entro il 10 novembre
Piano sociale di Zona dell’ambito C6 per il contrasto della povertà: anche il Comune di Caiazzo partecipa. L’obiettivo è garantire i bisogni primari, soprattutto attraverso il ricollocamento sociale delle persone con disagi ed emarginate. L’iniziativa, portata avanti i Servizi sociali dell’Ente retto dal sindaco Stefano Giaquinto, prevede infatti, oltre all’aiuto finanziario mensile, la possibilità, tramite un programma mensile concordato con i servizi sociali, di un reinserimento nella società. Per partecipare al bando occorre essere residenti a Caiazzo da almeno 12 mesi, o se cittadini non appartenenti all’Unione Europea o apolidi, di almeno tre anni, in situazione di difficoltà economiche e sociali in quanto privi del reddito o con reddito inferiore alla soglia (fa fede la dichiarazione ISEE), ai 5mila 726 euro. A parità di condizione sarà data priorità a soggetti e/o nuclei familiari che rispondano ai seguenti ulteriori parametri: nuclei con un figlio minore, con presenza di anziani non autosufficienti, persone abilmente diverse, con problemi legati alla dipendenza o affette da patologie che richiedono un trattamento farmacologico con costi onerosi. L’importo del contributo ammonterà a 250 euro mensili per ciascun nucleo familiare per la durata di due mesi. La scadenza del progetto è fissata al 31 dicembre 2009. I soggetti che intendono partecipare dovranno presentare domanda utilizzando esclusivamente la modulistica disponibile presso l’Ufficio Anagrafe del Comune di cui è responsabile Renzo Mastroianni (responsabile del procedimento è invece Felice Imparato). Le domande di ammissione dovranno essere corredate di autocertificazione attestante il possesso dei requisiti, il modello Isee, lo stato di famiglia, la certificazione circa l’eventuale stato di disoccupazione, le ultime 3 bollette utenze domestiche, la certificazione catastale dell’abitazione e/o di altre proprietà immobiliari, la documentazione relativa allo stato di handicap, copia dei libretti di circolazione di automobili e/ o motocicli, copia del contratto di fitto e/ o ricevute di pagamento del canone di locazione. Dovranno essere consegnate entro e non oltre il 10 novembre

Celebrata la prima giornata della legalità a Caserta, alla presenza del Capo della Polizia

Snocciolate cifre incredibili. Un reato su tre è commesso da immigrati. Le forze di polizia patiscono la crisi economica al pari di altri settori."Caserta è comunque un laboratorio da esportare!" ha affermato Manganelli
"Io credo che l'incontro con gli studenti sia da considerare un successo per il solo fatto che sia avvenuto, vedere dei rappresentanti delle istituzioni in questa terra costituisce gia' motivo di curiosita' nei confronti del tema della camorra e della legalita', magari dieci anni fa se ne parlava di meno". Cosi' il capo della polizia Antonio Manganelli esordisce nella tavola rotonda della prima "Giornata della legalita' casertana", voluta dai Maestri del lavoro di Roma. Manganelli ha auspicato la "rinascita di questo territorio" incontrando gli studenti delle scuole che hanno posto delle domande su temi scottanti quali bullismo, camorra e rifiuti, dopo la sfilata dei Bersaglieri e la proiezione di un filmato realizzato dagli studenti del liceo Manzoni di Caserta. "La provincia di Caserta e' un laboratorio sperimentale di un modello - spiega - che il ministro Maroni esporra' al governo una serie di iniziative che intendiamo esportare anche in altre zone del nostro paese. La camorra e' un'organizzazione criminale non difficile da debellare, e' piu' difficile sradicare una cultura camorrista. Il percorso e' lungo, ma non bisogna avere fretta. Un anno fa a Casal di Principe ho promesso ai casalesi che sarebbero stati orgogliosi di essere chiamati 'casalesi' senza alcun riferimento al clan. Siamo partiti con grande determinazione, ma troppo spesso la tifoseria e' solo partecipe e a scendere in campo per tirare calci al pallone sono sempre gli stessi. Dopo un anno registro un miglioramento delle condizioni. Per essere realmente impegnati contro la criminalita' basta essere buoni amministratori locali, comportarsi con dignita' nella quotidianita'. L'inopportunita' di eleggere persone che abbiano sentenze passate in giudicato a volte e' un'eleganza istituzionale, altre volte e' un atto dovuto". Ad un'alunna della scuola elementare di Recale che ha chiesto al capo della polizia come sia possibile che nei pressi della sua scuola ci sia una discarica abusiva che provoca la riproduzione di mosche che entrano in classe, Manganelli ha risposto: "La camorra e' anche questo. Non solo omicidi, ma anche rifiuti, droga. Su questo fronte la polizia e la magistratura, con le indagini, stanno ottenendo risultati mai conseguiti prima in queste zone. Prometto che faro' una tiratina di orecchie a chi gestisce la cosa pubblica e a chi, prima del mio arrivo qui, non ha risposto a questa domanda". A una specifica domanda del moderatore, il giornalista Gigi di Fiore, il capo della polizia precisa che "non e' vero che la Campania e' al primo posto di persone sotto scorta, e neanche al secondo", e quanto allo scrittore Roberto Saviano, aggiunge, "non aveva il dovere di esporsi al pericolo. La sua sciabola era la sua penna. Ha avuto il coraggio di fare il suo mestiere con onesta'".
Un reato su tre è commesso da clandestini. Sul fronte della lotta alla criminalita' commessa da stranieri, il capo della polizia Antonio Mnganelli, a Caserta per una tavola rotonda per la prima "Giornata della legalita' casertana", sottolinea che, secondo i dati in suo possesso sulla situazione negli istituti di pena italiani, "la presenza degli extracomunitari e' del 35% delle persone detenute. Il 30% dei reati sono commessi da extracomunitari. Questo significa che 1'autore di reato su 3 e' un cittadino extracomunitario e sono quasi tutti clandestini. Chi delinque, di solito, e' il piu' debole".
Le forze dell'ordine vivono la crisi, così come tutto il loro sistema."Le dinamiche sindacali hanno una loro storia particolare fatta anche di queste provocazioni, ma l'intento e' quello di poter fare sempre meglio". E' la risposta 'a caldo' del capo della Polizia Antonio Manganelli a chi, a Caserta, gli domanda un commento sulle proteste dei sindacati di polizia. "Le forze dell'ordine stanno vivendo un momento di straordinario successo sotto il profilo della lotta al terrorismo e della criminalita' organizzata e dell'immigrazione clandestina. E' anche vero, pero' che stiamo attraversando, come azienda del sistema sicurezza, la stessa difficolta' economica che attraversano tutti gli altri comparti del nostro paese, dall'Universita' alla Sanita'", sottolinea. "Certo - conclude Manganelli - se avessimo piu' uomini e mezzi potremmo fare di piu'".

Scuola: il dirigente scolastico Diamante Marotta rassicura sulle graduatorie a Caserta

Spiraglio di luce nel mondo della scuola. Grazie agli aiuti della Regione Campania e Provincia di Caserta è stato possibile il recupero di molti precari. Il dirigente scolastico del Liceo scientifico-classico «Quercia» di Marcianise, Diamante Marotta caiatino d.o.c., anticipa la pubblicazione delle graduatorie e i criteri in base ai quali avverrano le scelte.

GUARDA L'INTERVISTA DI TG LUNA AL PRESIDE DINO MAROTTA





Alife, ubriaco alla guida della propria auto, semina il panico sulla Strada Provinciale

Sottoposti a sequestro anche veicoli senza assicurazione e ciclomotori condotti da parte di minori senza fare uso del casco. Giro di vite dell'Arma.
Era completamente ubriaco alla guida della propria auto Lancia Lybra, un operaio di San Potito Sannitico (CE), A.N., 40enne, quando i Carabinieri del Nucleo Radiomobile lo hanno sorpreso sulla Strada Provinciale, nel tratto Alife - Piedimonte Matese. Incurante dei limiti di velocità e del buio della notte che limitava la visibilità, erano da poco passate le due, metteva con il suo comportamento di guida, in gravissimo pericolo l’incolumità e la sicurezza stradale.
A seguito del controllo degli uomini della “benemerita” A.N. é risultato positivo al test per rilevare l’eventuale assunzione di alcol, mediante l’utilizzo di un nuovo sofisticato apparato etilometro. Il limite massimo del tasso alcolemico, superava di ben cinque volte quello previsto dall’attuale normativa. Per lui a questo punto sono scattati una serie di provvedimenti che vanno dal ritiro immediato della patente di guida al sequestro del veicolo e ad una denuncia alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per guida in stato di ebbrezza. Massimo in questi ultimi tempi il livello di attenzione dei Carabinieri nei confronti di un fenomeno che sta assumendo dimensioni davvero preoccupanti, infatti i militari della Compagnia di Piedimonte Matese nel corso dei vari servizi predisposti, in particolare nelle ore notturne, hanno già denunciato negli ultimi mesi ben venti persone responsabili di guida in stato di ebbrezza dovuta all’assunzione di alcol o di sostanze stupefacenti, con il conseguente ritiro dei documenti di guida e il fermo dei veicoli. Nel corso di altri controlli, tra Piedimonte Matese e i comuni limitrofi, sono state inoltre riscontrate decine di violazioni alle norme sulla circolazione stradale, in particolare sono finiti sotto sequestro alcuni veicoli privi di copertura assicurativa e ciclomotori i cui conducenti non indossavano il previsto casco protettivo.
Nella foto il Maresciallo Aceto e il Capitano Vitiello, rispettivamente comandante della Stazione dei Carabinieri di Alife e della Compagnia di Piedimonte Matese

Cesa: De Mita apre al Pd? Non credo trovi consensi nell'Udc della Campania

Il leader Udc: «In Campania si parte già alleati del Pdl. E comunque resta la linea di principio: andare da soli»
Il leader nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa (nella foto), pesa le parole: ricama pre­amboli, erige premesse, distingue con cer­tosina perizia dialettica «le dinamiche ter­ritoriali » dalla «linea politica nazionale». Ma poi inchioda il pensiero ad un punto di chiarezza: «Forse oggi è prematuro indica­re chi sono i nostri alleati per le prossime elezioni regionali. Ma in Campania, se do­vessimo stringere un rapporto di collabo­razione, credo sia naturale far riferimento al recente orientamento emerso in occasio­ne delle consultazioni provinciali di Napo­li, Salerno e Avellino: ritengo che sarebbe la cosa più naturale andare con il Pdl».
Ieri, tuttavia, De Mita in un’intervista a Il Mattino ha quasi suggerito un’apertu­ra al Pd. Come la spiega?
«Premetto che noi rimaniamo alternati­vi sia al centrodestra che al centrosinistra perché è questo l’unico modo per costrui­re un partito che superi il bipolarismo e i due blocchi politici condizionati, da una parte, dal populismo della Lega, e, dall’al­tra, da quello di Di Pietro. Detto questo, a Napoli, alle ultime provinciali, dopo esse­re andati da soli, abbiamo stretto un’allean­za con il Pdl. C’è un orientamento che tut­tora spinge verso il centrodestra. Ora pro­cederemo alle assemblee regionali, tra cui quella campana, prevista per metà novem­bre, e affronteremo definitivamente anche questi nodi».
A livello nazionale voi suggerite di an­dare da soli. Poi, a livello locale, lasciate le mani libere ai vostri dirigenti territo­riali. Non crede che il vostro sia un atteg­giamento un po’ troppo ondivago?
«Se si va da soli non c’è alcuna ombra di ambiguità».
Certo, ma ora ha finito di dire che c’è un orientamento dell’Udc emerso di re­cente in Campania che spinge natural­mente verso il centrodestra.
«Nel caso in cui ci troveremo a schierar­ci a favore di un’aggregazione politica piut­tosto che per un’altra pretenderemo di sa­pere chi sarà il candidato presidente della Regione e quali saranno i programmi da condividere, dato che contiamo su priori­tà politiche fondamentali alle quali non po­tremo mai derogare».
Lei è d’accordo su Cosentino o su Vie­spoli candidato presidente del centrode­stra in Campania?
«Non credo che siamo giunti già alla fa­se della verifica politica di questi argomen­ti ».
In Campania chi è l’interlocutore poli­tico legittimato a trattare con gli eventua­li alleati: De Mita, coordinatore dell’Unio­ne di centro, o il segretario regionale del­l’Udc, Zinzi?
«Quella campana è una realtà comples­sa. De Mita è il coordinatore dell’Unione di centro. Ma c’è anche un gruppo dirigente. Quando convocheranno l’organismo poli­tico, il coordinamento, parleranno e discu­teranno sul da farsi. Probabilmente si so­no già confrontati. Da quanto si sa, gli altri esponenti di vertice del partito pare che ab­biano un’opinione diversa da quella di chi li coordina. Detto questo, io ho un mio me­todo di lavoro che è quello della condivi­sione delle decisioni da prendere. Poi, ognuno può dire ciò che vuole e pensarla come crede».
Resta la difficoltà generata dalla so­vrapposizione degli organismi dell’Udc e del coordinamento dell’Unione di cen­tro.
«L’Udc è il motore dell’Unione di centro. Anche io, ormai, godo di competenze più limitate in vista della costruzione del nuo­vo soggetto politico. Ma ribadisco: le deci­sioni inerenti le alleanze da organizzare in vista delle prossime elezioni regionali non possono essere assunte così, all’improvvi­so e da un uomo solo, ma occorre rinviare la scelta a dopo la discussione nell’assem­blea programmatica. Insomma, occorre un discorso ampio, allargato, una discus­sione approfondita, prima di poter indica­re un orientamento politico definitivo».
Angelo Agrippa

«I carabinieri? Nun ce fanno fatica'» Leit motiv che sta spopolando a Napoli e nell'agro aversano...

Un neomelodico, Gianni Dany, dedica la canzone «'e carrub» al rapporto tra chi vive nell'illegalità e la Benemerita...
I carabinieri - «'e carrub» nello slang - sono quelli che «ti vengono a arrestà». Perciò, quando a lampeggianti accesi arrivano 'e carrub in strada «non si compra e non si vende, nun te fanno fatica'». Tradotto: l'Arma non è proprio la benvenuta per chi, a Napoli, vivacchia nelle "piccole" illegalità di ogni giorno. È il ritornello cantato da Gianni Dany. Hit che gira a ripetizione sulle reti locali. Nel videoclip del neomelodico il messaggio, per così dire, politicamente scorretto, è lampante, anche se immerso in un clima festante e ironico di balletti e sorrisi: le retate e i controlli della Benemerita impediscono al popolino, di napoletani e immigrati, di svolgere i traffici di ogni giorno, quelli meno puliti. Il tutto giustificato dal sempiterno «tengo famiglia».
Nel filmato si inquadra persino un attore che finge di spacciare dell'hashish a un cliente in motorino. L'invocazione del refrain è alla Madonna. «Pensaci tu». Anche se in realtà suona come uno «Scanzaci tu». Dalle incursioni dei carrub'. Gianni Dany mesi fa ha affrontato anche una tema scottante di carattere etico: il caso Eluana Englaro, schierandosi contro la pratica dell'eutanasia.
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