mercoledì 30 settembre 2009

Piedimonte Matese. L'Ospedale farà parte del circuito "Ospedali Riuniti" creato dal Commissario Asl

Non è prevista alcuna soppressione degli Ospedali. Piuttosto diverranno "riuniti" e molti di loro potranno interagire. Così il Commissario Asl Antonio Gambacorta all'incontro con i sindaci
«Nessuna soppressione di strutture ospedaliere, semmai una sorta di ospedali riuniti». Con questa premessa ha esordito il commissario dell’Asl di Caserta, Antonio Gambacorta, al vertice tenutosi stamattina tra la direzione aziendale, i sindaci di Aversa (Ciaramella), Marcianise (Tartaglione), San Felice a Cancello (De Lucia), Santa Maria Capua Vetere (Giudicianni), Capua (Antropoli), Sessa Aurunca (Di Meo), Teano (Picierno), Villa di Briano (Magliulo), Piedimonte Matese (Cappello) e Maddaloni (Farina) ed i direttori sanitari dei rispettivi ospedali.
Gambacorta, dopo aver visitato tutti i nove ospedali di competenza dell’Azienda sanitaria di Caserta e, dopo averne accertate le pur esistenti eccellenze e pur note carenze, ha voluto coinvolgere in prima persona i primi cittadini, affinché, con una sorta di concentrazione tra essi, proponessero congiuntamente ai Direttori ospedalieri, un piano di razionalizzazione e riorganizzazione ottimale al fine di superare le attuali difficoltà anche di ordine economico dettate dal Piano di rientro regionale. Così da poter prevedere una efficace sinergia e concentrazione, ad esempio, tra gli ospedali di Sessa Aurunca e Teano, tra gli ospedali di Marcianise Maddaloni e San Felice o tra gli ospedali di Santa Maria Capua Vetere e Capua.
Nella foto l'Ospedale AGP di Piedimonte Matese

Camorra. Pizzo per l'interporto Maddaloni - Marcianise. I giudici hanno chiesto condanne durissime per i responsabili

16 anni per Gaetano Piccolo, 7 anni e mezzo per Pasquale Aveta e 4 anni e mezzo per Nicola Alfiero. Gli altri imputati nel processo che si e' discusso davanti alla prima sezione - presidente Raffaello Magi, a latere Valeria Bove e Roda De Ruggiero - sono tutti collaboratori di giustizia.
Requisitoria durata oltre un'ora quella del pm della procura antimafia partenopea Marco Del Gaudio davanti alla prima sezione della corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere nel processo per le estorsioni all'interporto 'Sud Europa' di Marcianise-Maddaloni. L'indagine inizio' con il ritrovamento nel 2005 di un elenco di imprenditori che pagavano il pizzo al clan Belforte, alleato dei Casalesi, inserito in un file di un computer trovato a casa di Golino Reparato. Otto gli imputati legati al gruppo dei Casalesi. Oggi il pm ha chiesto 16 anni per Gaetano Piccolo, 7 anni e mezzo per Pasquale Aveta e 4 anni e mezzo per Nicola Alfiero. Gli altri imputati nel processo che si e' discusso davanti alla prima sezione - presidente Raffaello Magi, a latere Valeria Bove e Roda De Ruggiero - sono tutti collaboratori di giustizia. Si tratta del pentito Michele Froncillo per il quale il pm ha chiesto la condanna a 4 anni; 2 anni per Giuseppe Pettrone, 4 anni per Antonio Gerardi, 2 anni per Piero Amodio e 3 anni per Domenico Cullono. Imprese edili di grosso calibro, amministratori di hotel e dirigenti: erano queste le vittime del racket taglieggiate dal gruppo camorristico. Nel processo e' emerso che Francesco Santucci e Michele Tarabuso, imprenditori impegnati nella costruzione di capannoni all'interporto di Marcianise-Maddaloni, avevano pagato al clan 400 milioni di lire nel corso di 7 anni. Francesco Boccardi, titolare dell'hotel Vanvitelli di Caserta, aveva pagato 40 milioni di lire l'anno e dal 2001, con l'entrata in vigore dell'euro, 25 mila euro divisi in rate natalizie, pasquali ed estive. Tra gli imprenditori c'era anche Francesco Del Bene - titolare della Metano sud - che tra il 2003 e il 2006 aveva versato nelle casse del clan 35 mila euro l'anno.

Alvignano. Francesco Landolfi in tour con “La Boheme”

Il baritono calcherà le scene dei teatri più importanti del Nord Italia. Primo appuntamento domani sera nei panni di "Marcello" al Teatro Sociale di Como
Di nuovo in scena il baritono di Alvignano Francesco Landolfi (nella foto). Questa volta al Teatro “Sociale” di Como a partire da domani 1 ottobre per una nuova produzione della “Boheme”, capolavoro lirico di Giacomo Puccini rappresentato per la prima volta nel lontano 1 febbraio del 1896 al Teatro “Regio” di Torino. Il giovane talento alvignanese vestirà i panni di uno dei protagonisti, “Marcello" e sarà accompagnato dall’Orchestra “I Pomeriggi Musicali” di Milano diretta dal Maestro Damian Iorio, dal Coro del Maestro Antonio Greco e dal Coro di Voci Bianche del Teatro “Sociale” di Como. La regia sarà affidata invece ad Ivan Stefanutti. Replica prevista nella città lariana il prossimo 4 ottobre. Il tour lirico proseguirà, poi, con ben tre spettacoli al Teatro “Ponchielli” di Cremona il 9, l’11 ed 13 ottobre. Il capolavoro pucciniano farà tappa successivamente anche al Teatro “Fraschini” di Pavia il 16 ed il 18 ottobre e si concluderà al Teatro “Grande“ di Brescia, con altre due repliche, programmate per il 23 e 25 ottobre. L’artista Landolfi è stato selezionato in quanto vincitore assoluto, per il ruolo di “Marcello”, della sessantesima edizione del Concorso Lirico Europeo “Aslico” 2009.

Parla Nicola Cosentino: "in caso di candidatura alla presidenza della Regione Campania lascerò Parlamento e incarichi!"

«Da un anno sotto processo mediatico senza che mi sia stata contestata una multa»
Il sottosegretario all’economia e coordinatore regionale del Pdl, Nicola Cosenti­no, si dice pronto a chiedere al parlamento di accettare le sue dimissioni da deputato, nel ca­so in cui dovesse essere candidato alla presi­denza della Regione Campania. L’annuncio del leader del centrodestra è di quelli che farà di­scutere, anche perché, spiega l’interessato, «trova motivazioni nel fatto che se mi sarà chie­sto di impegnarmi nella delicata e importantis­sima sfida delle prossime elezioni regionali, vorrei rinunciare a qualunque privilegio: sia es­so lo scudo dell’immunità parlamentare che quello di poter ritornare, in breve tempo, a se­dere immediatamente tra i banchi della Came­ra» .
Lo fanno tutti: qualcuno potrebbe com­mentare che lei esagera. No? «Esagero io e non coloro che da oltre un an­no mi processano sui giornali senza che, fino­ra, mi sia stata contestata una sola contravven­zione per infrazione al codice della strada? L’in­civiltà mediatica alla quale siamo arrivati age­vola la formulazione di giudizi senza processi e conduce alla proditoria declamazione di con­danne senza imputati».
Allora, perché si gioca tutto con la possibi­lità di candidarsi alla presidenza della Regio­ne Campania? «Ho sentito il ministro Maroni, qualche gior­no fa. Ha detto che per un leghista è più impor­tante essere eletto sindaco di un Comune o im­pegnarsi nelle amministrazioni territoriali che diventare ministro. Ho riflettuto a lungo su questo. E devo dire che è un ragionamento che da sempre ho sentito come mio. Ancora di più ora, da quando il presidente Berlusconi insiste, facendo benissimo, nel sollecitare la nuova classe dirigente del centrodestra ad assumersi dirette responsabilità politiche nell’ammini­strazione dei territori».
Quindi, è pronto a mettere sul piatto della bilancia anche gli altri incarichi? «Certo, sarò pronto a rimettere anche il mio incarico di sottosegretario e quello di coordina­tore regionale del Pdl».
Il Pdl non appare così compatto: con Boc­chino, l’altro giorno, al palazzo Reale di Na­poli, lei non ha scambiato neanche un saluto di circostanza. Così con Caldoro... «Alt! I miei rapporti con tutti i miei colleghi parlamentari sono più che buoni. Anzi, spero che al più presto potremo tutti assieme contri­buire nel migliore dei modi a realizzare il so­gno che il centrodestra insegue da quindici an­ni in Campania: cambiare la marcia alla nostra Regione».
Ci sarà l’alleanza con l’Udc? «Io credo che l’esperienza delle elezioni pro­vinciali sia stata più che significativa, sia per noi del Pdl che per l’Udc: l’alleanza ha funziona­to e funziona. L’elettorato dell’Udc, inoltre, è omogeneo a quello tradizionale che vota cen­trodestra».
Chiarisca una volta per tutte cosa sa di que­sta inchiesta del pool antimafia di Napoli che, si dice, la riguardarebbe. «Vorrei saperne di più anch’io. Un anno fa chiesi di essere ascoltato dai magistrati, ma la richiesta non ha avuto seguito per motivi di ca­rattere tecnico-processuale, il che significa che nulla di penalmente rilevante sarebbe emerso a mio carico. In conclusione, appare chiaro co­me i pettegolezzi giudiziari artatamente costru­iti sul mio conto abbiano ricevuto smentita do­cumentale in sede giudiziaria e, anzi, offro, an­cora una volta, la piena disponibilità a fornire ogni spiegazione».
L’ex parlamentare azzurro Alfredo Vito ha detto di temere ripercussioni politiche gravi per il centrodestra se dovessero essere con­fermate queste indiscrezioni giudiziarie. «Un sussurro del genere alligna sul concetto secondo cui la Politica deve cedere non già alla iniziativa giudiziaria, di cui il sottoscritto è ignaro, ma ad un pregiudizio giornalistico fat­to proprio da qualche mio ex collega. E poi, co­sa vuole che dica: ognuno ha la sua storia, per­sonale e politica. Sono quattro anni che con la famiglia sono andato via da Casal di Principe. Alle elezioni politiche non sono mai stato can­didato nell’agro aversano. Ho fatto sempre poli­tica alla luce del sole. Ma non è neanche giusto che Casal di Principe, città che vive un profon­do dramma sociale, nella trasfigurazione ideo­logica del massimalismo di sinistra diventi, og­gi, un marchio d’infamia per chiunque sia nato da quelle parti. Il governo Berlusconi, del quale mi onoro di far parte, è il primo governo della storia repubblicana ad aver affrontato con con­sapevolezza il problema della criminalità orga­nizzata nell’agro aversano. E lo ha fatto sapen­do bene che qualunque cura per essere efficace ha bisogno di rimuovere le cause del male, sen­za, tuttavia, far morire l’ammalato. L’agro aver­sano ha bisogno di più Stato, di maggiore atten­zione istituzionale, di interventi esemplari di repressione e recupero sociale; non di essere espulso, talvolta pregiudizialmente, dal consor­zio civile come se si trattasse di un luogo di ap­pestati ».
Quindi, tutto quanto riguarda le indiscre­zioni giudiziarie farebbe parte solo del ‘‘fuo­co amico’’? «Chiamiamolo amico! C’è chi imputa a me la responsabilità di non essere stato ricandidato. Ma dovrebbero sapere che queste scelte sono maturate nell’ambito di precise indicazioni na­zionali che ancora oggi insistono, giustamen­te, nel richiedere l’affermazione di una nuova classe dirigente, con lo scopo di promuovere un profilo dirigente affidabile e autenticamen­te alternativo alla sinistra del malgoverno».
Angelo Agrippa

Pietravairano. Appalti e legalità, si del Consiglio Comunale alla Stazione Unica

Il sindaco della città Francesco Zarone: "atto dovuto soprattutto dopo la bufera che ha investito il Comune"
A poco più di quattro mesi dallo scandalo degli appalti truccati, che ha portato all’arresto di alcuni politici e imprenditori locali, tra cui l’ex sindaco Dario Rotondo, il Comune di Pietravairano comincia il suo faticoso percorso verso il ripristino della legalità nel settore pubblico attraverso l’adesione alla Stazione unica appaltante provinciale, che avrà il compito di gestire gli appalti di lavori pubblici superiori a 250 mila euro e quelli di servizi e forniture con un importo maggiore di cinquantamila euro. La volontà di aderire al nuovo organismo voluto dal ministro Maroni per contrastare il malaffare e la penetrazione della criminalità nelle maglie dell’amministrazione pubblica è stata espressa, nel tardo pomeriggio di ieri, dal consiglio comunale, che ha ratificato all’unanimità lo schema di convenzione predisposto dalla Prefettura di Caserta. «È il primo passo verso un futuro di legalità e trasparenza - dichiara il sindaco Francesco Zarone (nella foto), vincitore delle elezioni amministrative dello scorso giugno - Dopo la bufera giudiziaria che si è abbattuta sul nostro Comune soltanto pochi mesi fa, la decisione di aderire alla stazione unica appaltante provinciale, oltre ad avere un alto valore simbolico, rappresenta un chiaro e concreto segnale di svolta nella gestione dell’amministrazione pubblica». A conferma della volontà di Zarone di garantire la massima trasparenza a livello politico e amministrativo, c’è anche la decisione di convocare il consiglio non prima delle 18, in concomitanza con l’orario di chiusura degli uffici: «In passato le assise venivano convocate la mattina, scoraggiando così la partecipazione della cittadinanza - spiega il sindaco - Una cattiva abitudine, questa, che abbiamo deciso di cambiare, convocando il consiglio a un orario più consono alle esigenze di coloro che lavorano». Le gravi irregolarità commesse nelle procedure di assegnazione degli appalti pubblici nel Comune di Pietravairano erano state al centro, lo scorso maggio, dell’inchiesa «Longa Manus» condotta dalla Guardia di Finanza di Piedimonte Matese, che ha portato a nove arresti e ben ventisette denunce.
Carmine D'Angelo

Castel di Sasso, protestano i consiglieri comunali di minoranza e invocano più trasparenza

Botta e risposta tra Giuseppe Perinella, capogruppo della lista di opposizione che chiede "più trasparenza!" sugli atti pubblici. Il sindaco Nunzio Valentino: "Sappiamo come amministrare e non abbiamo nulla da nascondere!"
Protesta a oltranza, a Castel di Sasso, da parte dei consiglieri della minoranza consiliare. Due i motivi di contestazione: mancato rispetto dello statuto comunale e carenza di informazioni. A infiammare gli animi tra i banchi dell’opposizione è Giuseppe Perinella, capogruppo della lista «Valorizzazione di Castel di Sasso». «Già nel corso del recente consiglio comunale del 25 settembre - riferisce Perinella - non abbiamo partecipato alla discussione prevista dall’ordine del giorno, non essendo stati rispettati i termini di convocazione». Ulteriori contestazioni, contenute in una lettera trasmessa, lunedì, al prefetto di Caserta Ezio Monaco, riguardano talune richieste disattese in merito all’estrazione di copie delle delibere del consiglio comunale e della giunta e qualche informazione negata sui conti di bilancio. Secca la replica del sindaco Nunzio Valentino che qualifica lo stato di agitazione dei consiglieri di minoranza come «puro ostruzionismo politico dettato da interessi personali».
La risposta del sindaco Nunzio Valentino non tarda ad arrivare
"Vorrei utilizzare lo spazio che gestite sul sito per fare delle precisazioni, se permesse e possibili."
Il Consiglio Comunale del 25/09/2009 è stato convocato entro i termini dettati dallo statuto comunale (FACCIAMO POLITICA DA PIU' DI 20 ANNI E QUALCOSA LO ABBIAMO IMPARATO). I consiglieri di minoranza hanno partecipato all'appello del Consiglio sanando così ogni eventuale irregolarità di convocazione (semmai ce ne fossero state). Hanno deciso di allontanarsi dalla discussione e questo è un diritto legittimo, ma è vergognoso addurre responsabilità che non appartengono nè all'Amministrazione nè al Segretario Comunale.I documenti che i consiglieri lamentano di non aver ricevuto si riferiscono ad atti acquisiti al Comune in circa 50 (cinquanta) anni di attività e qualunque persona che avesse frequentato almeno un poco un ufficio amministrativo saprebbe che ottenere copia di questi atti richiede un tempo congruente alla richiesta formulata (nello specifico si chiede copia dei beni immobili in disponibilità al comune, dettagliato elenco delle strade comunali, elenco degli interventi realizzati su una strada, etc. etc. etc.). Tuttavia gli uffici comunali stanno lavorando per consegnare alla minoranza quanto richiesto. Oltre a queste precisazioni doverose di tipo "tecnico" vorrei precisare che la minoranza comunale di Castel di Sasso ha conseguito un risultato elettorale quantizzabile in percentuale del 13% circa: sarebbe il caso di chiedersi perchè hanno ottenuto un risultato così basso atteso che alla competizione elettorale concorrevano solo 2 liste? Inoltre i consiglieri di minoranza, nessuno dei quattro residenti in Castel di Sasso, hanno davvero a cuore l'interesse della comunità e del territorio o stanno utilizzando il loro stato giuridico di consiglieri per perseguire qualche fine personale? Sono domande legittime a cui la nostra morale ed il nostro senso civico si rifiutano di dare risposte. Il comportamento dell'amministrazione comunale di Castel di Sasso continuerà ad essere trasparente e corretto come lo è stato in questi 30 anni trascorsi, non temendo smentite o false illazioni da chicchessia.
Nella foto a sx il sindaco Nunzio Valentino e a dx Giuseppe Perinella

Elezioni provinciali. Riccardo Ventre: "Non bisogna solo vincere, ma c'è bisogno anche di saper amministrare!"

Il Popolo della Libertà affila le unghie. In vista delle prossime consultazioni elettorali, l'onorevole Riccardo Ventre, ex parlamentare europeo, anticipa le strategie del Centrodestra per conquistare nuovamente la Provincia di Caserta. Ventre, ex presidente dell'Ente di Corso Trieste, conferma come «la scelta del candidato alla poltrona più importante debba essere fatta dai territori».
GUARDA L'INTERVISTA REALIZZATA DA TELELUNA


Caiazzo. Successo di adesioni al raduno DiversaMente Abile organizzato a Bucciano

Domenica 27 Bucciano si è “animata”: tanti i disabili che hanno partecipato. Passeggiate a cavallo e su 4X4. Giaquinto: “Caiatini, un popolo di generosi”
comunicato stampa
E’ riuscita anche grazie alla collaborazione e alla generosità di numerosi caiatini la manifestazione “DiversaMente Abile” organizzata dall’associazione “Caserta Fuoristrada Village” e patrocinata del Comune retto dal sindaco Stefano Giaquinto. Una giornata di svago, il Solidarity Day che Caiazzo ha ospitato per la seconda volta, all’insegna di passeggiate su fuoristrada e tra i suggestivi percorsi della periferia caiatina di Bucciano. Un raduno di 4X4 che ha visto la partecipazione di un consistente gruppo di diversamente abili - circa 15 ragazzi, tra questi anche i ragazzi della Casa Famiglia - che hanno provato l’ebbrezza di viaggiare in jeep e, ciliegina sulla torta, di cavalcare un cavallo e un asinello messi a disposizione dal generoso Ivan Saiano. Hanno condiviso auto e fuoristrada, il loro tempo libero e forte entusiasmo anche Raffaele Cervera, Salvatore De Matteo, Angelo Mone, Enrico Caruso, Michele Acito, Giuseppe Ferrucci, Giuseppe Palma e tanti altri. “Ringrazio quanti hanno collaborato per rendere la domenica speciale – ha affermato il primo cittadino Giaquinto soddisfatto – Una sinergia che dimostra quanto i cittadini di Caiazzo sono un popolo di generosi e altruisti e sanno regalare a chi ne ha bisogno, senza clamore e protagonismo, momenti di spensieratezza e allegria meravigliosi”. Bilancio più che positivo dunque per la manifestazione di domenica 27 settembre che sicuramente l’anno prossimo sarà ‘bissata’.

Piedimonte Matese. Manifesto murale della maggioranza consiliare sull'abbandono della minoranza dall'aula.

Piedimonte Democratica ha biasimato il comportamento del gruppo che fa capo al consigliere Giovanni Ferrante

Ruviano. Giovanni Cusano su Roberto Cusano: “Giudicate il sindaco a cose fatte e non a metà percorso!”

Stampella politica per il sindaco di Ruviano Roberto Cusano, dal suo omonimo del Pd Giovanni Cusano
Giovanni Cusano (nella foto), dirigente provinciale del Pd casertano, interviene sulla polemica innescata a Ruviano da alcune notizie apparse sugli organi di stampa inerenti la politica locale. Secondo l’esponente politico ruvianese, “e’ necessario giudicare l’operato di un amministratore, per le cose che fa per la comunità. Dunque – aggiunge Cusano - un giudizio definitivo sull’operato del sindaco di Ruviano, Roberto Cusano, lo daremo sulle cose fatte”. “Del resto - spiega Cusano – il sindaco di Ruviano si regge con il contributo di tre consiglieri ed un assessore espressione del Pd, è giusto che continui il suo lavoro con l’appoggio e l’incoraggiamento di tutti noi”. “Un lavoro di squadra che non può vedere esclusa Marcella Fazzone. L’attuale Segretaria della locale sezione del Pd, ha svolto un’importante compito in un momento difficile per il partito, fino al lusinghiero risultato per la mozione Bersani, risultato per cui abbiamo lavorato in sintonia e con convinzione”. “Vedere tante persone riunite a parlare costruttivamente di politica e progetti – continua Cusano - è di incoraggiamento per quanti si sono adoperati alla costruzione di questo strumento politico che mi lascia la consapevolezza che il Partito Democratico a Ruviano ha un futuro” . Infine lo stesso Cusano aggiunge “Non bisogna dimenticare che siamo tutti nello stesso partito. Non si devono introdurre nella nostra discussione elementi che possono incrinare la nostra comunità. Vogliamo, invece, tutti quanti dare più forza al progetto e uscire dalla nostra discussione con un’unità rafforzata”. Chiude così il suo intervento il dirigente del Pd “Tutte le altre valutazioni - conclude Cusano - sono il frutto di artate ricostruzioni giornalistiche fondate solo su qualche volontario o involontario suggeritore”.

martedì 29 settembre 2009

Cassazione: Sequestro per Autovelox senza gara appalto respinto ricorso Comandante dei Vigili sotto inchiesta in Campania

La Suprema Corte è stata perentoria. Senza la procedura regolare, gli autovelox sono illegittimi. Continua in tutta la Campania la querelle degli autovelox
Scatta il sequestro per gli autovelox delle societa' che hanno avuto la concessione del servizio di rilevamento della velocita' senza che sia stata espletata la relativa gara d'appalto. Lo sottolinea la Cassazione respingendo il ricorso di G. L., comandante dei vigili dell'Unione dei comuni salernitani di San Pietro al Tanagro, Sant'Arsenio e San Rufo, indagato per abuso d'ufficio e turbata liberta' degli incanti dalla Procura di Sala Consilina. ''La circostanza che il contratto di affidamento del servizio sia stato stipulato prima ancora che si concludesse la procedura di aggiudicazione della gara - scrive la Cassazione nella sentenza 38141 - e' sintomo univoco che questa era stata orientata verso un obiettivo prestabilito, con palese lesione del principio della libera concorrenza''. Inizialmente il gip di Sala Consilina, nel novembre 2008, aveva detto 'no' al sequestro ritenendo che mancasse la prova dei reati contestati. Su reclamo del pm, la Corte di Appello di Salerno, lo scorso gennaio, aveva messo i sigilli agli autovelox 'Velomatic 512' in dotazione alla societa' 'Garda Segnale'. Ora la Cassazione ha confermato che la firma 'prematura' dell'accordo basta come prova per supportare il sequestro di autovelox sospettati di essere poco 'puliti'.

Pietramelara. In azione gli uomini del Nipaf - Corpo Forestale dello Stato. Denunciato un bracconiere 54enne

Nuova operazione del Corpo Forestale dello Stato nell’ambito di un’area protetta ricadente all’interno del territorio di competenza del Comando Stazione di Pietramelara.
Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato del Comando Stazione di Pietramelara, unitamente al personale dei Comandi Stazione di Piedimonte Matese, e di Formicola, e ad una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri della Compagnia di Capua, dopo vari appostamenti e perlustrazioni, sorprendevano un bracconiere in agro del comune di Riardo, all’interno della Zona di Ripopolamento e Cattura “Vairanese”, che è interdetta alla caccia, questi, “D. M. F.” di anni 54, veniva denunciato a piede libero, gli veniva sequestrato il fucile, un Beretta automatico calibro 12, con relativo munizionamento a pallettoni; inoltre veniva rinvenuto un cinghiale, abbattuto con cartucce a pallettoni (il piombo spezzato è proibito per la caccia al cinghiale e di tutti gli ungulati). La zona di Ripopolamento e Cattura “Vairanese”, deputata alla riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale e alla cattura della stessa per l'immissione sul territorio, vasta 1.072 ettari, si estende tra Pietramelara e Riardo, al confine con Pietravairano, zona di grande valenza naturalistica. Il territorio, prevalentemente pianeggiante, con insediamento di aziende zootecniche, è coltivato a mais ed erbai. La parte collinare è in prevalenza ricoperta di vegetazione arbustiva, ma si nota la presenza di: roverella, biancospino, carpino bianco, robinia e leccio, quest’ultimo, rappresenta fonte di nutrimento per molte specie che si cibano dei suoi frutti. Sono presenti il cinghiale, il tasso, la martora, il riccio, il toporagno comune, la talpa, il moscardino, il ghiro, l'arvicola ed il topo selvatico, la volpe, la donnola e la faina. Numerose le specie di uccelli, fra i più comuni la poiana, il nibbio bruno, il gheppio, la civetta, il barbagianni, il cuculo, picchio verde il picchio rosso, lo sparviero, la ghiandaia, gufo comune, gazza, astore, merlo, beccaccia e molti passeriformi. La presenza di numerosi acquitrini in località Pantani favorisce il passo di numerose specie acquatiche si notano aironi, germani reali, garzette, alzavole ed altre specie tipiche palustri. Le indagini sono attualmente ancora in corso per identificare gli altri responsabili della battuta di caccia al cinghiale illegale, e servizi mirati proseguiranno per prevenire ulteriori reati di bracconaggio in tutta la zona.

Alto Casertano. "Li voti" per andare in Regione e Provincia? Tanti, tantissimi, più di quanto si possa immaginare…

Quattro possibili candidati nell'alto casertano. i sindaci di Ruviano, Piedimonte Matese e Alvignano Roberto Cusano, Vincenzo Cappello, Angelo Di Costanzo e l'ex sindaco di Alvignano Domenico Bove.
Dopo i voti ai vari esponenti politici del nostro territorio, l’Alto Casertano, proviamo un po’ per scherzo e un po’ per “calcolo” a capire quanti voti ci vogliono per andare ad occupare uno scranno ai vari parlamentini e parlamentoni, oggetto dei desideri dei nostri “politichi” . Cominciamo dalla Regione Campania e dai papabili candidati che sono in lista di attesa. Vincenzo Cappello (Pd) sindaco di Piedimonte Matese. Se lo schieramento del suo partito sarà vincente, facendo un calcolo che per ogni 40.000 voti sul territorio casertano scatta un seggio, se la può giocare con circa 15.000 consensi. Se invece lo schieramento ove si colloca il Pd non risulterà tra i vincenti la quota sale di almeno 2-3.000 voti. Angelo Di Costanzo (PdL) sindaco di Alvignano. Stesso discorso fatto per Cappello, con l’aggiunto in entrambi i casi (vincente o perdente) di circa 2.000 -3. 000 voti atteso che l’ultima volta il quorum di Forza Italia e Alleanza Nazionale (la PdL non esisteva ancora) era elevatissimo. Domenico Bove (A.d.C.) ex sindaco di Alvignano. Qua entra in gioco un ragionamento da fare complesso, basato sui calcoli. Se il suo movimento in Terra di Lavoro otterrà gli ambiti 40.000 consensi, allora un seggio può scattare in caso di apparentamento con lo schieramento (centro –destra o centro –sinistra) vincente. Nel caso in cui non si riesca ad ottenere il quorum minimo in Provincia di Caserta, si va alla conta con le altre province della Campania. L’A.d.C. è molto forte soprattutto ad Avellino, Patria del Patron Francesco Pionati, quindi lo stesso ex primo cittadino di Alvignano deve gioco –forza dare una prova di consensi su tutto il territorio casertano. Roberto Cusano (Udeur) sindaco di Ruviano. Potrebbe, alla fine, essere il cavallo vincente del partito se è vero come è vero che Angelo Brancaccio vira alla provincia di Caserta e Nicola Ferraro potrebbe non essere ricandidato con il movimento di Clemente Mastella. Brancaccio deve sciogliere però una riserva importantissima, ovvero per quanto è dato sapere, vorrebbe candidare a Palazzo Santa Lucia addirittura un suo diretto congiunto (la figlia Tania?) se così fosse le sue risorse politiche, ovviamente, si concentrerebbero su di esso, mentre senza parenti in campo, Brancaccio, amico di Fabio Sgueglia, una mano a “Robertino” gliela darebbe volentieri, soprattutto se in campo scendesse proprio Nicola Ferraro, il quale, a sua volta è appoggiato da un altro ex candidato Udeur alle scorse regionali, ossia Adriano Telese ex sindaco di Santa Maria a Vico. Bisogna però specificare un dato di fatto importantissimo e che già più volte abbiamo fatto sul nostro portale. Se si va al voto con la legge attuale, ovvero 6 candidati di sesso maschile e 3 di sesso femminile, per Di Costanzo il discorso fin qui fatto a nulla potrebbe valere, perché la candidatura se la dovrebbe andare a giocare con Domenico Ventriglia, Paolo Romano, Angelo Polverino, Giuseppe Sagliocco (oppure Domenico Ciaramella), Giorgio Magliocca, Massimo Grimaldi (quota Aldo Patriciello) e probabilmente Marco Cerreto. Ovviamente tutto questo se sarà Nicola Cosentino candidato alla carica di Governatore. In caso di un blitz di Mara Carfagna, lo stesso Di Costanzo godrebbe invece di un assessorato esterno alla Provincia di Caserta. Complesso è il discorso anche per le elezioni all’Ente di Corso Trieste, che andremo ad affrontare prossimamente…
Nella foto da sx verso dx Vincenzo Cappello, Angelo Di Costanzo, Domenico Bove e Roberto Cusano

Prime reazioni per la parola "frocetti" pronunciata da Nicola Cosentino alla riunione del PdL

Imma Battaglia (Gay Project): "Cosentino esempio di cattiva politica 'da lui frase ingiuriosa e omofoba, non e' degno di rappresentare i napoletani'"
"Ma chi e' questo Nicola Cosentino che sale alla ribalta per aver lanciato l'epiteto 'froci'? Eppure sembra che Cosentino ambisca a ruoli istituzionali come presidente della regione Campania, occupandone gia' uno, quella di sottosegretario all'economia. Ancora piu' grave e' che alla sua invettiva 'Basta con questa politica fatta da froci che credono di poter decidere, stando a Roma, il destino politico della Campania e di Caserta', la platea dei suoi sostenitori abbia risposto con un applauso e che altri espponenti del suo partito oggi cerchino di trovare una giustificazione anziche' censurare questo comportamento come merita". Lo afferma, in una nota, Imma Battaglia, presidente Di' Gay Project "La frase di Cosentino e' ignorante, ingiuriosa e omofoba. E in tempi in cui ci si aspetta dalla politica una risposta seria su questo piano, sembra ancora piu' grave. Cosentino dovrebbe come minimo vergognarsi. Non e' piu' tollerabile un linguaggio cosi' scurrile e becero da parte dei politici. Soltanto per questo motivo un politico non dovrebbe occupare ruoli pbblici, e Cosentinio, lo dico da napoletana, non e' degno di rapparesentare i napoletani, popolo di grande cultura e tradizione", conclude Battaglia.

Camorra/ Caccia ai casalesi. Cinque mosse per batterli. Iovine e Zagaria gli obiettivi

Il questore Longo: «Nuovi 007 e appalti controllati, così funziona il modello Caserta»
I posti di blocco, in­nanzitutto. Ché se per due poliziotti (o carabinieri, o finanzieri) è affare pe­ricoloso fermare le auto sospette in terra di Gomorra, dove tutti hanno il grilletto facile, quando le spalle sono coperte dai fucili spianati dei militari i controlli diventano più sicuri. Le perquisizioni, poi, quelle dove si gioca contro il tempo. E dove i minuti persi per radunare gli uo­mini necessari possono essere fondamentali: oggi, per guada­gnare qualche giro di lancette sul­l’orologio, basta sollevare la cor­netta del telefono e puf , ecco pron­ta una camionetta con i bersaglie­ri pronti a intervenire. E ancora, gli uomini quasi triplicati, la riunio­ne fissa in Prefettura per organizzare il controllo del territorio, i 40 agenti investigativi inviati a Casal di Princi­pe, i 30 mandati a Casapesenna, casa di Michele Zagaria, le ditte controlla­te prima dell’appalto e non dopo, i contatti quotidiani con le procure e — soprattutto — una «corsia prefe­renziale » con il ministero dell’Inter­no.
Il «modello Caserta» varato dal Vi­minale — quello che verrà applicato nel piano nazionale antimafia — è tut­to questo. Guido Longo (nella foto), questore di Caserta specializzato nella caccia ai latitan­ti. Fino ad oggi per spiegare il «mo­dello » s’è detto che altro non era che una migliore sinergia tra le for­ze dell’ordine... «Be’, bastasse questo sarebbe suffi­ciente mandare in una città questore, comandante dei carabinieri e coman­dante della finanza che vanno d’ac­cordo. No, il modello Caserta è rappresentato da tante piccole e grandi rivoluzioni operative». Iniziamo dalle grandi... «Gli uomini, innanzitutto. La squadra mobile è passata da 40 a 110 agenti. C’è una sezione di criminalità organizzata distac­cata direttamente a Casal di Principe, 40 investigatori puri. E ce ne sono altri 30 a Casapesen­na, il paese del superlatitante Miche­le Zagaria.
Questo significa più intelli­gence, più notizie, più indagini. E poi c’è il controllo del territorio: noi ab­biamo 20 pattuglie in più, i carabinie­ri 23, la finanza 12. Adesso poi torne­ranno anche gli uomini distaccati al­l’Aquila per l’emergenza terremoto: solo i nostri sono 60. E a questi si af­fiancano tutti quelli dell’esercito». Ecco, dicono che senza l’esercito il piano non sarebbe applicabile. È vero? «Il modello Caserta c’è perché c’è l’esercito. Il suo ruolo è determinan­te, consente di impiegare sul territo­rio più agenti e può mettere a disposi­zione in pochissimo tempo una quan­tità di uomini e mezzi che non avrem­mo per diverse operazioni». Quali? «I posti di blocco, innanzitutto. Pri­ma c’erano due o tre agenti, oggi ac­canto a loro ci sono tre militari. Circo­stanza che ha prodotto un maggior numero di controlli e di arresti, oltre ad alleviare oggettivamente eventuali rischi. E poi ci sono le perquisizioni: radunare gli uomini richiede tempo, oggi con una telefonata arrivano i mi­litari e si è subito operativi. Basti pen­sare ai metal detector: prima neppure c’erano, adesso tra noi e i bersaglieri siamo dotati di tutte le tecnologie».
E carabinieri e finanza? «Il piano integrato funziona. Lo co­struiamo sotto la supervisione del prefetto, ci riuniamo anche quattro volte la settimana: oggi ognuno ha le sue zone, i suoi orari, i suoi compiti». Dicono che ci voleva un ministro del Nord per sferrare l’offensiva ai Casalesi... «Non sono valutazioni che spetta­no a me. Io registro ciò che ho trova­to, e cioè un’attenzione massima al ca­so Caserta». Quanto pesano le visite di Rober­to Maroni? «Tantissimo. Diciamo che adesso c’è una linea rossa tra Caserta e il Vi­minale, una sorta di corsia preferen­ziale. Penso che oggi in Italia non ci siano zone così attenzionate». Basterà a liberare Caserta dalla ca­morra? «Quel che viene messo in campo oggi a Caserta non è semplicemente un piano. È una sorta di clima . E coin­volge tutto. Il rapporto con i magistra­ti, innanzitutto. Ci sono il coordinato­re del pool antimafia di Napoli Federi­co Cafiero de Raho, i pm di Santa Ma­ria Capua Vetere: lo scambio di infor­mazioni è bidirezionale, offrono deci­ne di spunti investigativi. E poi quel­lo con il Servizio centrale operativo della polizia: Caserta riceve un enor­me flusso di informazioni, e tutta que­sta attività non visibile dall’esterno concorre a creare l’atmosfera nella quale si sviluppa il modello Caserta». Dicono che l’hanno mandata qui per arrestare Michele Zagaria e An­tonio Iovine, due fantasmi... «Nessuno è un fantasma». E allora perché fino a oggi nessu­no li ha presi? «Evidentemente qualcosa non ha funzionato».
Gianluca Abate

Piedimonte Matese: criminalità, bilancio positivo dei Carabinieri a settembre

Sulle "orme" del Colonnello Carmelo Burgio, il Capitano Salvatore Vitiello e i suoi uomini hanno effettuato un vero e proprio "repulisti" nel mese appena finito
Tredici arresti, 50 persone denunciate e raffica di sequestri, nel mese di settembre, da parte dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, coordinati dal Capitano Salvatore Vitiello. A portare a segno brillanti operazioni contro vari fenomeni di criminalità e di illegalità diffusa, sono stati i Militari delle Stazioni dislocate nel comprensorio matesino e quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile.
I 13 arresti, eseguiti tutti in flagranza, riguardano reati che vanno dallo spaccio e traffico di stupefacenti alla immigrazione clandestina, dal furto alla tentata estorsione, dal trasporto e smaltimento illecito di rifiuti tossici ad altri reati contro il patrimonio e la persona. Nella rete è finito anche un pericoloso latitante, ricercato da oltre due anni per traffico di droga, in particolare eroina e cocaina. Le 50 denunce all’Autorità Giudiziaria, sono invece scattate nei confronti di persone responsabili a vario titolo di reati contro l’ambiente e la salute pubblica, come l’abusivismo edilizio e violazioni alle norme igienico sanitarie; di reati in materia di sicurezza stradale, come la guida in stato di ebbrezza alcolica; reati in materia di droga, come le violazioni alla legge sulla detenzione illegale di stupefacenti, nonché reati di clandestinità, ricettazione, incendio, appropriazione indebita, danneggiamento, lesioni, minacce, occupazione abusiva e altri tipi di reati, dal quale si evince come il contrasto dell’Arma ai vari fenomeni di criminalità ed illegalità, sia stato a 360 gradi, cioè senza tralasciare alcuna problematica relativa all’ordine e alla sicurezza pubblica. Nel corso dei numerosi blitz, che hanno portato agli arresti e alle denunce a piede libero appena elencate, sono stati posti sotto sequestro 4 fabbricati, costruiti abusivamente e in luoghi sottoposti a vincoli paesaggistici, tra i comuni di Ailano, Valle Agricola e Dragoni, per un valore complessivo di circa 400.000,00 euro. Ad Alvignano, sotto sequestro 10 quintali di rifiuti speciali anche di tipo pericoloso ed un camion utilizzato per il trasporto illecito. Tra Piedimonte ed Alife, per motivi di salute pubblica, sottoposti a sequestro oltre 4 quintali di prodotti alimentari. Provvedimenti di sequestro hanno riguardato anche un considerevole quantitativo di dosi di “hashish” e piante di “marijuana”. Infine è stata recuperata refurtiva per un valore complessivo di oltre 15.000,00 euro.

Caiazzo non dimentica Salvo D’Acquisto: arriva la fanfara del decimo Battaglione Carabinieri di Napoli

La cerimonia di commemorazione sabato 3 ottobre a partire dalla 17.30. Il sindaco Giaquinto: "Una manifestazione per ricordare un gesto d’amore"
comunicato stampa
L’Amministrazione comunale di Caiazzo e la locale Sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri non dimenticano il sacrificio del vice brigadiere Salvo D’Acquisto. Sabato 3 ottobre sarà celebrato infatti a Caiazzo il ricordo del giovane carabiniere che si immolò per salvare delle vite umane. La cerimonia avrà inizio alle 17.30 in piazza Portavetere con l’arrivo della Fanfara del 10° Battaglione Carabinieri Campania di Napoli alla presenza di Associazioni, Scuole e Autorità locali con gonfaloni e bandiere. Alle 18 l’alzabandiera: onori e deposizione di una corona al monumento ai Caduti di tutte le guerre. Seguirà il saluto del sindaco Stefano Giaquinto e delle autorità civili e militari. Alle 18.30 prevista nella Cattedrale la celebrazione della santa messa officiata da Monsignor Antonio Chichierchia con canti del coro polifonico “S. Maria Assunta” diretta dal maestro Alfonso Carullo, nel corso della quale non mancherà il saluto del presidente della sezione caiatina dell’associazione nazionale carabinieri. Per chiudere concerto di musica classica della Fanfara diretta dal maestro Marco Smarra (Maresciallo Sostituto Ufficiale Pubblica Sicurezza). Alla cerimonia parteciperà anche il dottor Alessandro D’Acquisto. “Una manifestazione per ricordare un meraviglioso gesto di generosità e amore – sostiene il primo cittadino Giaquinto – Il risultato di una vita dedicata al dovere verso la Patria, alla dedizione al prossimo, al rispetto dei valori cristiani di bontà e carità”.

lunedì 28 settembre 2009

Piedimonte Matese. Consorzio Asi Caserta, via libera al piano triennale delle opere pubbliche. Il Matese in prima linea

Nasce l'Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata (APEA) nell'aglomerato industriale del Matese. Dodici milioni di euro la spesa prevista
Via libera dal consiglio generale dell’Asi al piano economico e finanziario per l’anno 2010 e al piano triennale delle opere pubbliche 2010-2012. In particolare, per quanto concerne il Ptop, è stato approvato il progetto “Riqualificazione ambientale e paesaggistica ed infrastrutturazione primaria del comparto Asi di Capua Nord – Volturno Nord». Progetto che prevede quattro milioni di euro per l’infrastrutturazione primaria dell’agglomerato Volturno Nord, mentre per il comparto Capua Nord, si procederà alla costruzione della rete fognaria, delle strade interne e della pubblica illuminazione, per un ammontare di circa 2.000.000 di euro.
Ma nel calderone del Piano triennale bollono altre iniziative tra cui, i lavori di riqualificazione ambientale del viale principale di accesso all’agglomerato industriale di Marcianise (per un milione e mezzo di euro); l’adeguamento della security nell’area di sviluppo industriale di Caserta, un’iniziativa con cui si punta a creare un costante e stretto rapporto di collegamento nel tempo tra le iniziative private (consortili, di area, di distretto) e le Istituzioni Statali (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, ecc.) per garantire e ottimizzare le attività di prevenzione ed eventualmente di repressione. Infine, vanno segnalati i lavori di realizzazione della rete fognante e dell’asse stradale nell’agglomerato industriale di Marcianise, interventi per i quali saranno necessari 872.937 euro. «Il processo di riqualificazione degli insediamenti produttivi risponde ad esigenze sempre più urgenti e pressanti che provengono dal mondo industriale - sostiene il presidente dell’Asi, Pietro Cappello - nel futuro economico della zona industriale di Marcianise appare sempre più forte il ruolo dei servizi alle imprese, suscettibili di un’ulteriore e consistente crescita sul territorio, attraverso la piena valorizzazione del sistema delle interconnessioni. L’agglomerato è connesso al sistema autostradale in maniera diretta attraverso l’uscita Caserta Sud della A1 Napoli- Milano e della A30 Caserta- Salerno A questo si aggiunga il completamento delle interconnessioni tra la Sp 335 (ex Ss 265 Ponti della Valle) e la viabilità consortile e a scorrimento veloce e l’apertura del casello autostradale dell’A30 sulla sp335 in tenimento di Maddaloni». Su tale arteria, infatti, è previsto il rifacimento dell’asse stradale in accordo con i moderni standard stradali europei, rispondenti alle esigenze di sicurezza, velocità, manutenzione della strada e regimentazione delle acque meteoriche. E’ prevista, inoltre, la realizzazione e l’installazione degli impianti di illuminazione. In cantiere, anche la realizzazion di un comparto pilota con modello “Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata (Apea)” nell’agglomerato industriale Matese (12.000.000 euro). Ai lavori, coordinati dal direttore Carlo D’Andrea e introdotti dal Presidente Piero Cappello (nella foto) hanno preso parte, tra gli altri, i componenti del Comitato direttivo, Marco Passaretta, Mario Sepe, Giacomo Zacchia, Paolo Natale e Giuseppe Perretta; i sindaci, di Aversa, Domenico Ciaramella, e di Maddaloni, Michele Farina. Per il collegio dei revisori, il presidente Daniele Cefalo, i componenti Lorenzo Cappuccio e Gennaro Iodice.

Caiazzo. La minoranza consiliare torna all'attacco della maggioranza: "Vogliamo spiegazioni sull'Isola ecologica!"

Molte sono le cose che non vanno secondo il gruppo guidato da Ciro Ferrucci, che denuncia all'opinione pubblica come l'isola Ecologica e la sua gestione abbia subito segli stravolgimenti
Con disposizione del Settore Socio-Demografici e Commercio di cui al prot. 11665 del 23/09/2009 Si dispone circa l’orario di apertura della cosiddetta “Isola ecologica” e di trasferimenti e mutamenti organizzativi ritenuti necessari e conseguenti evidenziato che l’atto è basato sulle disposizione impartite dall’Amministrazione comunale di cui non è indicato il dispositivo,data e protocollo; la disposizione richiama genericamente una pletora di leggi e regolamenti senza indicare le norme cui fa riferimento la legittimità dell’atto; la disposizione amministrativa non chiarisce specificità e contesto dell’atto stesso; l’atto opera un trasferimento di fatto di dipendenti ed Lsu da un ufficio ad altro ufficio del Comune senza giustificativo dell’ufficio di provenienza e/o del responsabile dell’ufficio di provenienza e senza citare l’eventuale deliberato della Giunta che legittima il responsabile di servizio all’azione intrapresa; la disposizione usa quale principio organizzativo la “rotazione in ordine alfabetico”; l’atto attesta che in questo Ente era concesso, evidentemente a taluni, di poter usufruire di orari di ingresso “ad personam” piuttosto che orari di servizio armonizzati secondo le esigenze organizzative; la disposizione dovrebbe chiarire il perché, se sono state ritenute apprezzabili le ragioni di eventuali deroghe all’orario di ingresso “uniformato”, venga a cadere questo principio per l’Isola Ecologica pur se si coinvolgono nella rotazione ben 20 persone; I sottoscritti consiglieri comunali interrogano il sindaco, l’assessore competente per sapere e conoscere, ai sensi delle vigenti leggi, Quale atto di indirizzo politico organizzativo della Giunta comunale supporti la disposizione; A quali norme specifiche fa riferimento l’atto per impartire le conseguenti disposizioni; Quali sono le funzioni, i ruoli ed i compiti cui saranno chiamati dipendenti ed LSU e in particolare il mansionario specialistico dei servizi tecnici integrati cui saranno chiamati gli LSU come da art. 3 del D.Leg.vo 81/00; Quali provvedimenti inerenti sono stati adottati per trasferire al Responsabile di Servizio gli obblighi in materia di Antinfortunistica, Sicurezza, Trattamento dei dati personali; Quali attività di formazione professionale sono state programmate per permettere ai lavoratori trasferiti di svolgere correttamente il “lavoro sostitutivo” citato nella disposizione e non meglio definito; Sulla base di quale principio di correttezza e funzionalità amministrativa è stato usato il principio “in ordine alfabetico” che impone al Comune di formare alla mansione 22 persone per sostituirne una sola che, occasionalmente si assenti, tanto più che nella disposizione è già prevista una compresenza di due risorse; Sulla base di quale norma o di atto del Comune, il responsabile di servizio può modificare la composizione di un altro ufficio disponendo dell’altrui personale; Sulla base di quale principio di buon senso organizzativo per coprire un servizio di 36 ore settimanali si coinvolgono n. 1 dipendente e 22 Lavoratori socialmente utili impegnati per un totale di 450 ore settimanali, sottraendoli ad attività per le quali sono già formati ed attivi; Protocollo e data degli ordini di servizio dei responsabili degli altri settori del Comune che dispongono l’assegnazione dei Lavoratori socialmente utili al lavoro sostitutivo presso l’Isola Ecologica; Se e con quale modalità il personale “disposto” sarà chiamato ad interagire con gli altri lavoratori non meglio definiti nei ruoli che già operano presso l’Isola ecologica; Si richiede risposta scritta.
Nella foto il dott. Antimo Cerreto, componente del gruppo di opposizione in Consiglio Comunale "Caiazzo Città Viva"

Piedimonte Matese. Parla il Presidente del Consiglio Comunale Renato Ricca.

“L’Amministrazione non è in panne ed io non vado in nessun altro partito! La mia personale storia politica parla per me…”
In merito al post pubblicato ieri sulle colonne del nostro portale, interviene direttamente il Presidente del Consiglio Renato Ricca, con l’intento di precisare alcuni fondamentali passaggi. Innanzi tutto, la seconda carica Istituzionale per importanza nel Comune di Piedimonte Matese, precisa che non c’è alcun dissidio con l’attuale gestione e soprattutto con il sindaco Vincenzo Cappello, e che le interpretazioni fornite dal post che abbiamo pubblicato ieri sono del tutto erronee. “E’ dal 1983 che vivo in prima persona la politica – afferma Ricca – e nessuno mai mi ha regalato nulla! I consensi che ho conseguito sul campo sono frutto del mio lavoro e di come io viva a contatto stretto proprio con l’elettorato. Per cui non sono assoluto d’accordo con quanto è emerso dall’articolo pubblicato ieri su caiazzorinasce. Voglio anche rassicurare che da parte mia c’è e ci sarà sempre quella coerenza politica che mi contraddistingue e non mi farebbe mai accettare cariche o candidature in altri partiti, qualora sia stata mai veritiera anche questa ipotesi del tutto giornalistica più volte paventata.” Ricca non ha partecipato alle consultazioni e soprattutto al Consiglio Comunale per motivi suoi privati, ma si limita comunque a specificare che non vi è alcun distinguo con la linea politica del primo cittadino di Piedimonte Matese. “Cammino con la schiena diritta e gli impegni presi in campagna elettorale, così come nelle altre che mi hanno visto in prima linea e soprattutto mi hanno premiato proprio con i consensi, non li ho mai disattesi. Alla luce di questi fatti e non di supposizioni o elucubrazioni che seppur elaborate in uno stato di democrazia, hanno in ogni caso fornito una linea distorta dei fatti e quindi sono del tutto infondate. Se la gente o il partito non mi vuole o non avrebbe voluto la mia presenza, l’avrei saputo direttamente e non sarei certamente scappato. Per cui non ritengo di cospargere il capo di cenere e soprattutto non ho sponsor che abbiano spinto le mie candidature di volta in volta, semmai è il caso di affermare che è proprio il contrario, ovvero che il sottoscritto ha fatto da traino per altri candidati. I risultati, del resto, sono sotto gli occhi di tutti, visto che ho ottenuto in qualche consultazione comunale oltre 800 consensi personali, quindi non capisco il nesso e soprattutto la questione de ‘Li voti’.” Come buon senso e costume vuole, noi di caiazzorinasce.info prendiamo atto delle precisazioni che il Presidente del Consiglio Renato Ricca ha doverosamente ritenuto opportuno fare, quando da noi è stato interpellato, soprattutto nei riguardi del suo vasto elettorato. Ciò contribuisce ulteriormente alla crescita del dialogo e a mantenere alto il senso di civiltà dello stesso esponente politico.

Camorra. I carabinieri sulle tracce di Antonio Iovine, nascosto secondo una informativa a Gaeta

O' Ninno avrebbe i giorni contati, secondo una inchiesta fatta dal quotidiano pontino "La Provincia" che riporta la notizia di una informativa dei Carabinieri.
Un nascondiglio nel golfo di Gaeta per Antonio Iovine, il super latitante da tredici anni del clan camorristico dei Casalesi. Lo sostiene una informativa dei carabinieri di Caserta che stanno dando la caccia, insieme ai colleghi della provincia di Latina, al boss ritenuto elemento apicale della cupola di cui fanno parte anche Francesco Sandokan Schiavone e Michele Zagaria, l'altra 'primula rossa ' del clan ricercato da quindici anni. Secondo quanto viene confermato dal quotidiano di Latina 'La Provincia' che riporta la notizia dell'informativa dei carabinieri con ulteriori dettagli, il boss dei casalesi, detto 'o ninno', avrebbe insediato la propria base proprio nel sud pontino.
ASCOLTA LA TELEFONATA DI ZAGARIA E IOVINE A CARLO PASCARELLA, ALL'EPOCA AL CORRIERE DI CASERTA

ASCOLTA GLI AGGUATI DI SETOLA INVIATO DA IOVINE E ZAGARIA


L'EDITORIALE DI EMILIO DI CIOCCIO*/ Carfagna: "Pronta a candidarmi". E Cosentino rivendica il diritto di prelazione

L'uscita di Bocchino sul Corriere del Mezzogiorno: "Se ha detto frocetti è incandidabile!" e le parole dell'ex velina: "Pronta a candidarmi!" Offuscano il cielo di Casal di Principe, città natìa del leader regionale della Pdl Nicola Cosentino
Per mesi, a chi le domandava se fosse intenzionata a candidarsi, ha risposto diplomaticamente: “No, grazie. Palazzo Santa Lucia non è il mio sogno”. Oggi, evidentemente, qualcosa è cambiato, complice anche il pressing che una parte del Popolo della Libertà (l’area di Italo Bocchino, per intendersi) sta attuando nei suoi confronti, a tal punto che Mara Carfagna, pubblicamente, ha comunicato di essere pronta ad affrontare una sfida esaltante, ovvero “espugnare” Palazzo Santa Lucia, feudo di Antonio Bassolino e dunque della Sinistra da più di un decennio. Una dichiarazione, quella del ministro per le Pari opportunità, che non lascia adito a dubbi: "Ho già detto – chiarisce la Carfagna, oggi a Napoli, a margine di un appuntamento del Popolo della Libertà sulla questione meridionale - che sono disponibile, nel senso che se mi si dovesse chiedere di candidarmi non potrei tirarmi indietro”. Rispetto al “no grazie”, ribadito a più riprese anche in presenza del premier Silvio Berlusconi al quale si deve l’imprimatur della candidatura, quello della Carfagna è più di un semplice passo in avanti; anzi, è un qualche cosa in più, rispetto ad una semplice manifestazione di disponibilità. Ma la diretta interessata, incalzata dalle domande dei giornalisti, glissa e preferisce non andare oltre, altrimenti la sua potrebbe sembrare una vera e propria auto-candidatura, piuttosto che una “disponibilità” a scendere in campo: “D’altronde, - aggiusta il tiro la Carfagna - i nomi che sono stati già fatti sono tutti autorevoli (Nicola Cosentino, Stefano Caldoro, Gianni Lettieri, ndr). Ragion per cui, - taglia corto il ministro - credo sia giusto che il confronto avvenga nel partito sia a livello regionale che nazionale". Quest’ultima precisazione della Carfagna, in realtà, dagli addetti ai lavori è stata letta come un invito, per non aggiungere altro, a non spingere troppo sul pedale dell’acceleratore; invito rivolto soprattutto al coordinatore regionale in carica del Popolo della Libertà Nicola Cosentino che non ha fatto mai mistero - tranne che in pubbliche occasioni - di essere intenzionato a correre per la presidenza della Regione e di aver acquisito una sorta di “diritto di prelazione”, rispetto ad altri candidati, considerando che è a lui che si deve la crescita esponenziale di Forza Italia prima e del Pdl poi, in occasione delle recenti tornate elettorali. Diritto di prelazione che, a livello romano, è stato smontato pari pari da Italo Bocchino che, per spirito di servizio, nel 2005 si candidò contro le truppe corazzate di Bassolino, e che, oggi, rivendica un peso maggiore nelle scelte decisionali del partito, forte anche dell’asse costruito con la stessa Carfagna oltre che del pieno sostegno del presidente della Camera dei Deputati, nonché “numero due” del Pdl nazionale, Gianfranco Fini. Un asse, quello tra la Carfagna e Bocchino, che si scontra con la posizione privilegiata di Cosentino in Campania, che ha chiamato a raccolta i suoi, invitandoli a mettere le proprie firme in calce ad una sottoscrizione “per Cosentino candidato presidente alla Regione”. Chi la spunterà in questa disputa? Considerando il nervosismo di questi giorni, esploso al Crowne Plaza di Caserta, durante gli stati generali del Pdl di Terra di Lavoro, Cosentino si è reso conto che la strada per la candidatura è tutt’altro che in discesa e che, forse, alla fine potrebbero spuntarla i suoi antagonisti. In politica, si sa, mai dire mai e allora ecco che ognuno si gioca le sue carte. A questo punto che vinca… il migliore
*Emilio Di Cioccio, direttore di Lunaset

Fiume Volturno. Ritrovato un ordigno bellico inesploso dell'ultima guerra.

A fare la scoperta due minorenni di 15 anni, i quali sono accorsi immediatamente dai carabinieri per segnalare la cosa. La scoperta è avvenuta a Brezza.
Due ragazzi grazzanisani, Luigi Tessitore di anni 15 e Gerardo Cantiello suo coetaneo, nel pomeriggio di ieri, domenica 27, sulla sponda sinistra del fiume Volturno a monte del ponte che collega il centro alla frazione Brezza, mentre si dilettavano a guardare il lento fluire delle acque, sono stati incuriositi dalla presenza, sotto un blocco di cemento, di un vistoso oggetto metallico formato da una specie di grossa pera sormontata da una sorta di lamiera.
Attenti, ma prudenti, i due giovani hanno provato a scavare ai lati per individuare meglio lo strano marchingegno e, quando hanno sospettato che si poteva trattare di un ordigno, immediatamente hanno posto fine all’esplorazione recandosi subito a denunciare lo straordinario ritrovamento presso la locale caserma della Benemerita. Cordialmente il piantone li ha accolti, avvertendo nel contempo il maresciallo in servizio. Luigi e Gerardo, con circostanziati riferimenti, hanno raccontato l’accaduto e premurosamente si son dichiarati disponibili a seguire i militi sul posto che essi avevano ben memorizzato. Il drappello è giunto nella località indicata ed è emerso presto che era lì nel letto un residuato bellico, probabilmente una bomba inesplosa nella tragica notte fra il 30 settembre e il 1° ottobre 1943. Di qui l’avviso alla massima autorità cittadina responsabile della sicurezza e l’esigenza di avanzar repentina richiesta di disinnescamento e rimozione al competente Reparto dell’E.I. che in tempi brevi vi provvederà. S’è configurato, in tal modo, l’ennesimo episodio di pericoloso ritrovamento, per fortuna senza conseguenze, di ordigni che giacciono nel fiume dal secondo conflitto mondiale e che non sono stati ancora eliminati con una doverosa operazione di complessiva bonifica. Sono stati lo sguardo intraprendente ed il tempismo di due diligenti ragazzi a scongiurare quella che poteva tramutarsi in una disgrazia per altri meno avveduti. Dunque, si ripropone seriamente il bisogno di un’iniziativa forte del Comune e degli altri Enti preposti intesa a pianificare un progetto di sicurezza e riqualificazione di una zona fluviale da restituire al diporto e alla pesca sportiva. La polizia muncipale, ha immediatamente provveduto con cautela a transennare il rischioso sito.

Dopo la sortita del Coordinatore Regionale del Pdl Nicola Cosentino, si è creato un velo di imbarazzo nello stesso partito

Cosentino tenta una smentita, ma poi deve fare dietro -front atteso che la parola "frocetti" l'hanno udita 1200 persone. Italo Bocchino: "Se ha pronunicato quella frase Cosentino è incandidabile!"
di Adolfo Pappalardo per Il Mattino
Nicola Cosentino smentisce di aver detto una frase del genere. E soprattutto quell’epiteto usato a mo’ di disprezzo: «Froci». Eppure i presenti -1200 persone - l’hanno sentito. Nitidamente. E, al termine, parlamentari e sindaci del Pdl del Casertano si sono alzati in piedi per applaudirlo. «Basta con questa politica fatta da froci che credono di poter decidere, stando a Roma, il destino politico della Campania e di Caserta», urla il sottosegretario all’Economia (e possibile candidato per la presidenza della Regione) che, prima di lanciarsi nell’invettiva, si era guardato attorno e aveva premesso: «Tanto la posso dire: siamo tra di noi, siamo tra amici». Ma non è proprio così. Un passo indietro. Due sere fa Cosentino riunisce 25 parlamentari campani del Pdl per discutere l’approvazione di un documento da presentare ai coordinatori nazionali e a otto ministri, lunedì a Napoli.
Imbarazzo nel Pdl per il caso Cosentino. Verdini: «Bisogna abbassare i toni»
di Gerardo Ausiello per Il Mattino
«Bisogna abbassare i toni». Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, scende in campo per mettere fine alle polemiche esplose in questi giorni a Napoli sulla scelta del candidato alla presidenza della Regione. Un appello che il parlamentare rivolge a tutti, nessuno escluso. «Dobbiamo placare gli animi - dice - Il nostro obiettivo è vincere le prossime elezioni e dobbiamo concentrare le forze in questa direzione». Sulla frase choc pronunciata dal sottosegretario Nicola Cosentino («A Roma decidono i froci»), Verdini non ha dubbi: «Ho parlato al telefono con Nicola, mi ha spiegato tutto. Quelle parole gli sono scappate, è stato solo un momento di nervosismo, nulla di più». Da qui l’invito a mettere fine alle fibrillazioni, rivolto anche a chi nutre qualche perplessità sulla candidatura dello stesso Cosentino a governatore. Poi Verdini si sofferma sulla necessità di rilanciare l’azione del Mezzogiorno, a partire dalla Campania. Un tema al centro del convegno sul Sud, organizzato dai gruppi parlamentari del Pdl, in programma oggi a Napoli (al quale non saranno presenti per impegni di organizzazione del partito i tre coordinatori): «È un’iniziativa che dimostra la nostra attenzione alla questione meridionale. Le politiche del governo vanno in questa direzione».Il dibattito tiene banco fra i parlamentari campani. Per Vincenzo Nespoli «quella di Cosentino è stata solo una battuta, non voleva offendere nessuno. Le attribuirei un significato goliardico più che politico. Il vero nodo è che la classe dirigente locale ha tutta l’autorevolezza per esprimere il candidato». E d’accordo Marcello Taglialatela, coordinatore cittadino del Pdl: «Abbiamo dato una prova positiva alle Provinciali e meritiamo una seconda occasione alle Regionali - chiarisce - La nostra classe dirigente può e vuole essere ancora protagonista». Al fianco del sottosegretario si schiera, poi, Gennaro Coronella: «È stato solo un ragionamento volto a difendere le capacità dei politici legati al territorio. In questo senso le impostazioni dall’alto sarebbero un errore». Secondo il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, «quella frase è stata un po’ troppo enfatizzata. Va contestualizzata, non è stata certamente un insulto». Per Stefano Caldoro, invece, «bisogna approfittare dell’incontro di oggi per discutere dei problemi del Meridione evitando altre questioni. L’argomento delle candidature, infatti, non è all’ordine del giorno». Italo Bocchino, vicecapogruppo vicario del Pdl alla Camera, non ha dubbi: «Ogni scelta verrà assunta da Berlusconi d’intesa con Fini. Il nostro - afferma - non è un partito federale, ma ha una struttura centrale che decide su indicazione del territorio. Se Cosentino vuole candidarsi, ha tutto il diritto e l’autorevolezza per farlo. In caso contrario ci sono altre opzioni». Infine Amedeo Laboccetta: «Non ho firmato alcun documento - dice in riferimento all’appello dei 25 parlamentari a favore del coordinatore regionale del Pdl - perché non condivido il metodo adottato. È giusto ascoltare le istanze del territorio, tuttavia le questioni che riguardano Napoli e la Campania vanno discusse a Roma perché sono questioni nazionali. Ecco perché oggi non parteciperò al convegno a Palazzo Reale. Nessuna forma di snobismo nei confronti dei colleghi, sia chiaro. Sarò invece a Roma per discutere delle questioni napoletane con Fini».
Italo Bocchino: "Non conosco il tenore dell'intervento di Cosentino, ma se ha pronunciato quella frase è incandidabile!"
Italo Bocchino invece prende le distanze e attraverso il Corriere della Sera - Corriere del Mezzogiorno ha affermato: «Il partito deciderà secondo statuto. Non conosco il contesto delle frasi pronunciate da Cosentino e non so se le ha dette. Ma se dav­vero avesse usato la parola 'fro­cetti' sarebbe incandidabile».
Nella foto sopra Cosentino e Verdini. In basso Italo Bocchino e Mara Carfagna, probabile candidata alla Regione Campania in qualità di Governatrice

Caiazzo, canoni locazione 2009, pubblicato il bando

La documentazione dovrà essere spedita in Comune entro il 25 ottobre. All’esame delle istanze provvederà una commissione specializzata
comunicato stampa
Pubblicato il bando per la concessione dei contributi integrativi ai canoni di locazione per l’anno 2009. Anche il Comune di Caiazzo guidato dal sindaco Stefano Giaquinto andrà incontro alle esigenze dei “cittadini residenti che siano titolari di contratti ad uso abitativo, regolarmente registrati, di immobili ubicati sul territorio comunale e che non siano di edilizia residenziale pubblica”. “Per beneficiare – si legge nel bando – devono ricorrere precise condizioni, pena la non ammissione al concorso. (…) La selezione dei beneficiari avverrà mediante la formulazione di una graduatoria distinta per eventuali riserve in funzione di un coefficiente derivante dal rapporto tra canone, al netto degli oneri accessori, e valore ISEE dell’anno precedente a quello di riferimento. A parità di punteggio sarà data priorità ai concorrenti in base alle seguenti condizioni: soggetti nei confronti dei quali risulti emesso provvedimento di rilascio dell’abitazione e che abbiano preceduto un nuovo contratto di locazione ad uso abitativo; nuclei familiari senza fonti di reddito; ultra 65enni; famiglie monoparentali; presenza di uno o più componenti disabili; numero dei componenti del nucleo familiare”. All’esame delle istanze e alla predisposizione della graduatoria provvederà una commissione tecnica costituita dal geometra Giuseppe Grasso, (responsabile del Settore Politiche del Territorio con funzioni di presidente e segretario), Antonio Gentile, (funzionario dell’amministrazione della Provincia di Caserta, componente) e Pasquale De Cicco (funzionario dell’Iacp di Caserta, componente). Le domande di partecipazione, corredate della documentazione di rito e da redigere secondo lo schema predisposto dal Comune, devono essere spedite a mezzo raccomandata entro 30 giorni dalla pubblicazione del bando (avvenuta il 25 settembre 2009), quindi entro e non oltre il 25 ottobre 2009 in Municipio. Per ulteriori informazioni l’orario al pubblico dello Sportello Unico per l’Edilizia è il lunedì e il mercoledì dalle 8.30 alle 12 e dalle 16 alle 18.
Nella foto realizzata da Francesco Papa, il centro urbano di Caiazzo

Caso autovelox, la pronuncia del Riesame: restano sotto sequestro le apparecchiature

Il verdetto del tribunale di Santa Maria Capua Vetere sulle impugnazioni dei Comuni e delle ditte coinvolte
Rimangono sotto sequestro gli autovelox considerati 'taroccati' dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Procu­ra che ne aveva disposto il sequestro preven­tivo, eseguito lo scorso 5 agosto in un’opera­zione condotta dalla Polstrada di Caserta e dalla compagnia dei carabinieri di Capua, co­me primo esito di un’indagine che ha messo sotto il mirino più di 200 persone, tra cui molti sindaci, assessori e comandanti delle polizie municipali. Tutti indagati. Il Riesa­me di Santa Maria Capua Vetere si è pronun­ciato sui ricorsi avanzati dai rappresentanti dei Comuni e delle ditte coinvolte (che si oc­cupavano dell’installazione e del funziona­mento delle apparecchiature), conferman­do integralmente l’impianto accusatorio for­mulato dalla Procura, sia per quanto riguar­da l’affidamento dei contratti alle ditte ester­ne (considerato illecito), sia le modalità di accertamento delle infrazioni.
Il Riesame ha ritenuto necessario, inoltre, un ulteriore ap­profondimento dell’aspetto relativo alla truf­fa in danno degli automobilisti, a cui la Pro­cura starebbe già provvedendo. E se restano sotto sequestro le somme (bloccate ad ago­sto) spettanti alle ditte private, sono state re­stituite ai comuni quelle derivanti dal paga­mento delle sanzioni e di loro diretta perti­nenza, perchè, applicando il codice penale, si è ritenuto che «Gli Enti comunali devono essere considerati soggetti diversi da coloro (amministratori e funzionari) nei cui con­fronti si svolgono le indagini», come spiega la Procura in una nota.
«Le somme — com­menta Michele Pascarella, comandante del­la Polizia stradale di Caserta — vengono re­stituite ai comuni con l’impegno di utilizzar­le per metà per la sicurezza degli utenti del­la strada e per l’altra metà come entrate. Da questa sentenza esce rafforzato l’impianto accusatorio e fondate le ipotesi investigati­ve. Ipotesi che si basavano sulla irregolarità delle procedure sulla verbalizzazione da par­te dei comuni che operavano con le ditte. Eventuali attività degli autovelox portebbe­ro alla ripetizione dei reati contestati, ecco perché rimangono sotto sequestro». Con buona pace di molti automobilisti.
Marilena Mincione

Nicola Stabile è stato rieletto presidente dei farmacisti Campania

Cambio in "rosa" per la delegazione casertana con l'ingresso di Donatella Andrisani che va ad affiancare il caiatino Vincenzo De Lucia, Ferdinando Foglia e Ernesto Panaro.
Nicola Stabile e' stato riconfermato alla guida di Federfarma Campania. La rinnovata assemblea dell'Unione regionale dei titolari di farmacia lo ha rieletto presidente. Al suo fianco, per il prossimo triennio, il vicepresidente Luigi Lavorgna, attuale presidente di Federfarma Benevento. Confermati il segretario Ernesto Panaro di Federfarma Caserta e il tesoriere Giovanni Capone di Federfarma Avellino. L'assemblea regionale dei farmacisti campani, insediatasi in occasione dell'elezione dei vertici dell'Unione, presenta diverse novita'. Nella rappresentanza di Avellino c'e' l'ingresso di Mario Flovilla che va a far compagnia a Luigi Cardillo, Giovanni Capone e Giacomo Caprio. Benevento, invece, ha confermato Luigi Lavorgna, Tommaso Cusano e Maurizio Manna. Cambio in "rosa" per la delegazione casertana con l'ingresso di Donatella Andrisani che va ad affiancare Vincenzo De Lucia (nella foto), Ferdinando Foglia e Ernesto Panaro. Sono cinque le "new entry" per la delegazione napoletana con Isabella D'Atri, Raffaele Cantone, Giustino De Tommasis, Sergio Franceschelli e Giuseppe Lavarone che lavoreranno al fianco di Michele Di Iorio, Antonio Iuliano, Luciano Attanasio e Massimo Petrone. La delegazione salernitana, oltre ai riconfermati Leonardo Accarino, Carmelo Conte e Francesco Lupo, e' composta da Dario Pandolfi e Vincenzo De Francesco.

Piedimonte Matese. In azione i Carabinieri che effettuano numerosi sequestri e denunce

E ad Alvignano, i militari della locale Stazione guidata dal Luogotenente Marsilio, hanno denunciato un 60enne del posto per danneggiamento.
Una serie di operazioni eseguite dai Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, al comando del Capitano Salvatore Vitiello, hanno portato nelle ultime ore all’emissione di varie denunce e sequestri nei confronti di persone resesi responsabili di reati che vanno dalla detenzione di sostanze stupefacenti alla guida in stato di ebbrezza, dal danneggiamento al furto ad altri reati contro il patrimonio e la persona. A Piedimonte Matese, in via Aldo Moro, due giovani del posto A.R., 27enne, e C.A., 26enne, sono stati deferiti per detenzione illegale di sostanze stupefacenti dai militari del N.O.R.M., diretti dal Maresciallo Giuseppe Calabrese. A seguito di una accurata perquisizione i militari hanno rinvenuto nella disponibilità dei due alcune dosi di Hashish, che sono finite sotto sequestro. Le indagini continuano per accertare se la droga fosse destinata all’uso personale o allo spaccio locale di stupefacenti. Sempre a Piedimonte, gli uomini del N.O.R.M., hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza alcolica L.V., 27enne, residente in via Aldo Moro a Piedimonte Matese. E’ stato sorpreso alla guida della propria autovettura in stato di ubriachezza, mettendo così in gravissimo pericolo la circolazione stradale e la sicurezza dei pedoni. Il controllo eseguito con l’utilizzo dell’etilometro in dotazione, ha consentito ai militari di accertare che il tasso alcolemico superava di ben quattro volte il limite massimo previsto dalla normativa vigente. Per il giovane é scattato anche il sequestro del veicolo e il ritiro della patente di guida. Ad Alvignano, i Carabinieri della locale Stazione, diretta dal Luogotenente Nicola Marsilio, hanno denunciato un pensionato del posto S.M., 60enne, il quale per problemi di confine della proprietà con un suo vicino, ha danneggiato la recinzione in metallo che delimitava i terreni. Tra Alvignano e Piedimonte Matese, nei confronti di tre persone é stata avanzata la proposta della misura di prevenzione che prevede il foglio di via obbligatorio con l’ordinanza del divieto di ritorno per la durata di tre anni. Si tratta di due rumeni, M.N. e L.N., entrambi 30enni, che non sapendo giustificare la loro presenza nel territorio del comune di Alvignano, ed avendo a loro carico precedenti per furto e altri reati contro il patrimonio e la persona, sono stati raggiunti dal provvedimento emesso dai militari dell’Arma. Stessa sorte é toccata a F.B., 48enne, di Napoli, anche lui con numerosi precedenti a carico, sorpreso mentre si aggirava durante la notte, senza un giustificato motivo, nel centro abitato di Piedimonte Matese. Infine ad Alife, i militari hanno recuperato una autovettura Fiat Tempra, asportata tre giorni fa ad un commerciante della provincia di Isernia. L’auto é stata restituita al proprietario che ha voluto ringraziare personalmente i militari che si sono prodigati per ritrovare il veicolo.

domenica 27 settembre 2009

Piedimonte Matese. Il Pd al voto ed è un plebiscito per Bersani e Amendola. La "long story" Cappello - Ricca

Nella sede del Pd di Piazza Roma c'era anche Ezio Cappello, zio del sindaco Vincenzo. Chi invece ci doveva essere...è mancato! Renato Ricca in forte diaspora con il Pd...
A nulla sono valse le Convenzioni del Pd in altri Comuni. Renato Ricca ha deciso, come la migliore narrativa recita, che egli vuole e deve essere il don Chisciotte di un Pd che oramai è diventato a livello nazionale, regionale e provinciale il Titanic, ovvero un uomo solo contro tutti e quei tutti che cercano la scialuppa di salvataggio su di una nave che sta andando a picco! Avrebbe dovuto tentare il "colpaccio" in quella fatidica settimana che l'esule di Tuoro lo nominò assessore provinciale (sempre grazie ai Cappello) ed invece no. Un partito il Pd che stasera a Piedimonte Matese, ha visto correre al voto, meste, anche le casalinghe della piccola cittadina, e che lo ha relgato ai margini della politica cittadina, lui che aveva scelto la mozione "Franceschini". Bersani, su 196 votanti ha ottenuto 193 voti, dicasi lo stesso per Amendola. Adesso il Presidente del Consiglio del Comune più importante del Matese, cosa farà? Tornerà col capo cosparso di cenere alla base, oppure tenterà la sorte nell'Udc, facendo la coda e soprattutto andando a stringere accordi proprio con chi "li voti" li tiene davvero? Renato Ricca, parlandone sul piano squisitamente politico, ha fallito! Ha scelto il momento sbagliato, nel luogo sbagliato, ovvero ha visto che le pecore sono scappate ed è scappato! Si proprio lui che era uno dei pastori è scappato insieme alle pecore! Due sono le soluzioni per questo soggetto ibrido (politicamente parlando, s'intende) che ha avuto anche un passaggio nell'Udeur, partito che non lo candiderà mai alla Provincia, così come non lo candiderà il Pd e il Pdl. Transitare nell'Udc che nel Matese ha "fame" di soggetti che rivestono una carica politica, appunto, oppure tornare alla "base" e prendere atto che politicamente deve iniziare un nuovo percorso, soprattutto un percorso fatto di contatti con la gente, perchè senza la gente intorno a te, sul piano strettamente politico, non sei nessuno! In una cittadina del Matese, tanti anni orsono soleva dire un famoso politico, di cui non facciamo il nome, ma solo il cognome, Cappello: "Ci vogliono li voti per andare avanti!" Caro Renato, simpaticamente parlando, se ti sganci dai Cappello, chi te li da "li voti?" Buona fortuna, ma non girarti mai indietro, perchè vuol dire che hai cambiato idea!!!

Caiazzo. Ritrovato un murale risalente al 15° secolo dopo Cristo. La scoperta è stata giudicata importante

Il ritrovamento all'esterno della Chiesa dell'Annunziata in pieno centro storico. La pittura risale all'epoca della costruzione della stessa Chiesa. Appello alla Soprintendenza perchè intervenga tempestivamente
L'Associazione Storica del Caiatino ha accolto con giubilo la notizia del ritrovamento d'una pittura murale all'esterno della chiesa dell'Annunziata (precisamente a ridosso dell'entrata laterale).
La pittura, risalente a quanto sembra, all'epoca di fabbricazione della chiesa (anni '80-'90 del XV secolo), è un'ulteriore importante testimonianza non solo del "circuito" artistico presente a Caiazzo all'epoca (tenendo presente anche della quasi contemporaneità di questa fabbrica con l'altra altrettanto fondamentale, la Cappella Egizi con la Vergine di Francesco Cicino), ma anche del grande valore che il patrimonio d'interesse culturale caiatino possiede.
Ci si augura, pertanto, che la Soprintendenza agisca subito, mettendo in sicurezza ciò che resta della pittura murale, prevedendone - se necessario - anche lo stacco, onde salvarlo dagli agenti atmosferici e dallo smog. Un'azione che deve essere compiuta immediatamente, così anche da permettere la fruizione del reperto e lo studio approfondito.
A noi caiatini tocca, ora, l'importante compito di restituire valore a quest'opera, nè distruggendola coi flash per l'ansia di possederne una foto, nè lasciandola al suo destino di decomposizione (così come già successo per il meraviglioso Albero Francescano di Madonna delle Grazie). Il nostro dovere è ora quello di vigilare tutt'insieme - istituzioni, associazioni e cittadini - affinchè quest'opera, e altre, siano restituite alla città, e possano divenire testimonianza tangibile di senso civico, civiltà e attenzione. Nel nome, solo e sempre, del futuro della Città.
Nella foto l'ingresso della Chiesa dell'Annunziata a Caiazzo

Piedimonte Matese. Puliamo il Matese: missione compiuta ! Grande successo dell’iniziativa di Legambiente

Gli studenti e il Comune pedemontano protagonisti della giornata di volontariato. Anche i Baif della Comunità Montana e la Protezione Civile c'erano...
Ancora una volta la Legambiente interviene in occasione della giornata di Puliamo il Mondo, per ripulire aree strategiche del Parco Regionale del Matese, cercando di renderlo più adeguato a raccogliere un turismo di qualità e di dare un contributo concreto alla soluzione dell’emergenza-rifiuti, oggetto di tante polemiche estive tra Enti Locali e Associazioni.
Quest’anno, grazie all’adesione della Città di Piedimonte Matese, i volontari coordinati dal Circolo Legambiente del Matese e dal CEDA Rete INFEA, sono intervenuti sabato 26 nelle aree montane di Campo Maiuri e Bocca della Selva dove, anche se il Comune ha garantito per tutta l’estate un regolare svuotamento dei contenitori, vi erano rifiuti sparsi sui prati da turisti incivili ma anche rifiuti ingombranti abbandonati purtroppo da locali. Il lavoro maggiore è stato svolto da circa 100 alunni del 1° e 2° Circolo Didattico e delle Scuole Secondarie di I grado “Ventriglia” e “Vitale”, che hanno partecipato con entusiasmo alla manifestazione guidati dai loro docenti, grazie a dei bus messi a disposizione dall’Amministrazione Comunale, raccogliendo decine di sacchetti di rifiuti (alla fine ne erano più di 80) ed effettuando la raccolta differenziata di plastica e lattine, per recuperare materiali riciclabili e contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2.I tanti rifiuti ingombranti invece (ruote di trattori, materassi, reti per letti, ecc.), sono stati rimossi grazie all’intervento degli operatori ecologici del Consorzio Rifiuti CE1, della Ditta Paciello e di alcuni BAIF della Comunità Montana Zona del Matese.
Ma l’intervento più significativo, che sarà sicuramente apprezzato da molti amanti della montagna , è stata la rimozione a Campo Maiuri, grazie all’intervento della Ditta Malinconico, dei resti di un servizio igienico in cemento abbandonato da più di un decennio, eliminando finalmente una struttura antiestetica e ricettacolo di rifiuti. La manifestazione, fortemente voluta dal Sindaco Vincenzo Cappello, che è salito a Matese per assistere al lavoro dei volontari e ringraziarli a nome dell’Amministrazione, è stata possibile grazie all’impegno dell’Assessore all’Ambiente, Pino Riselli, e alla Pubblica Istruzione, Costantino Leuci.Un contributo prezioso è stato anche offerto, oltre che dai soci di Legambiente coordinati dal Presidente Nando Pirro, anche dai volontari delle Associazioni “Sci Club Fondo Matese” e “Freestyle Matese Snowboard” e del Gruppo Comunale di Protezione Civile di Piedimonte Matese. Una manifestazione riuscita, quindi, grazie al contributo di tanti: un esempio di collaborazione tra Enti locali, scuole e associazioni da ripetere.Vogliamo sottolineare che per noi, e crediamo anche per i bambini, Legambiente che ha organizzato e tutti i volontari che hanno partecipato, il vero obiettivo non era quello di pulire il bosco, ma lanciare un messaggio a tutti quelli che lasciano i rifiuti e a coloro che hanno il compito e il dovere di ritirarli sistematicamente. Ne sono stati ritirati una grande quantità ma ce ne sono ancora tantissimi.
Ci auguriamo che il messaggio venga recepito dai rappresentanti delle varie Amministrazioni, soprattutto da quelle che non hanno aderito alla manifestazione.