venerdì 31 luglio 2009

Teano. Tutti in soffitta a caccia di tradizioni. Ci vogliono i costumi d'epoca della nonna!

"Tutti in soffitta e… fuori i costumi d’epoca dal baule della nonna". Un invito perentorio quello rivolto dal presidente ai cento e più animatori dell’associazione culturale «Il Campanile» di Teano. Storia e sapori, kermesse nel segno di Garibaldi
Il gruppo, infatti, quest’anno animerà il centro storico con una singolare iniziativa che coinvolgerà i cittadini. E siccome la manifestazione programmata per i primi due giorni di agosto, sabato e domenica, si chiama «Storia, sapori e mestieri, dai sidicini a Garibaldi» dalle soffitte e dai sottoscala dovranno saltare fuori anche i cosiddetti ferri del mestiere. Ossia: fusi per filare la lana, pialle per il legno, forge, martelli, zappe, forconi, pizzi e merletti. In cambio degli indumenti e degli utensili, così riesumati dagli armadi di famiglia, agli anziani verrà assegnato il non facile compito di riprodurre con rigore certosino i piatti tipici della tradizione locale. «Tutto a favore dei circa venticinquemila visitatori che ogni anno onorano il nostro ormai ultradecennale appuntamento - precisa il presidente Valter Giarrusso che non dimentica di ringraziare i soci che gratuitamente, tutto l’anno, offrono la loro preziosa collaborazione - Il nostro intento non è solo quello di tutelare gli antichi mestieri ma di farli rinascere. C’è poi l’aspetto turistico: contiamo di attirare con la nostra kermesse un numero sempre crescente di visitatori». Ricadute anche per il Museo archeologico con oltre mille visite registrare nella scorsa edizione. Per la riuscita dell’evento sono scesi al fianco del Campanile lo stesso Comune di Teano con l’assessorato al Turismo retto da Rosaria Pentella, la proloco Teanum Sidicinum e la proloco Teano e Borghi. Lo «start up» il primo agosto con l’apertura degli stand dove saranno protagonisti i prodotti locali e artigianali. A seguire, l’inaugurazione di una mostra di fotografica con stampe, ceramiche e personaggi del presepe. Al calar del sole scende in campo il gruppo danza «Musokan» e poi, tuffo nei sapori con gli stand enogastronomici dedicati ai piatti della cucina teanese. Nel menu tipo: antipasto contadino, gnocchi con funghi porcini e salciccia, pettole e fagioli, pizza, frutta e dolci. E nel rispetto dei gusti del Generale Garibaldi: il baccalà preparato da veri esperti. Ecco il preludio degli «Antichi mestieri» e sullo sfondo gli artisti di strada, i Bottari-Suoni Antichi, il Campania gruppo sax, One-man-band, Ragnoband, il sax di Paolo Rigliari, la ’Teano canzoni’ ed altro ancora. Domenica è il giorno del mercatino dell’olio, del vino con formaggi e salumi. Ma anche del museo contadino e delle escursioni alla sorgente dell’acqua ferrata. E per finire corteo storico, sbandieratori e archibugieri. Storia e tradizioni, un mix irresistibile per il turismo estivo.
Elio Zanni

Camorra/Casalesi in vacanza, il Lido Timone di Castelvolturno meta preferita

Anche le mogli dei boss hanno diritto alle ferie. E’ giusto, soprattutto ora che è estate e molti dei loro mariti sono in carcere.
Ebbene: gli investigatori, grazie alle rivelazioni dei pentiti, sono riusciti a sapere quale è lo stabilimento balneare preferito dalle consorti dei boss: il lido Timone di Baia Verde, a Castelvolturno. Un motivo c’è: maxi-tangente pagata al clan Bidognetti (nella foto il capoclan "Cicciotto") dal proprietario Franco Di Maiulo, circa dieci milioni di vecchie lire al mese, e abbonamento gratuito per le donne dei “capi”. Tra le ospiti “illustri” le mogli di Walter Schiavone, di Domenico Bidognetti e del defunto boss Giulio Luise. Hai voglia a prendere il sole sul bagnasciuga. C’è da scommettere che in questi casi tutti sono ben mimetizzati tra la folla generale di bagnanti. Nulla di male, ovviamente, questa è una curiosità balneare, di inizio estate. Solo che il pentito Giuseppe Cecoro alla Dda ha rivelato anche i particolari della maxi-tangente versata al clan dal proprietario: “A riscuotere il pizzo andavano Tommaso Vitolo, Giovanni Russo e a volte Luigi Caterino”, ha sottolineato il collaboratore di giustizia. Proprio qualche giorno fa il questore di Caserta Guido Longo ha sottolineato l’esigenza che i commercianti e gli imprenditori collaborino con maggiore incisività con le forze dell’ordine denunciando gli aguzzini e gli estorsori della camorra. E, infatti, come nel caso, dell’estorsione ai danni del proprietario del lido Timone, la polizia ha dovuto scoprirla da sola. Nessuno denuncia, è fin troppo comodo ottenere protezione e serenità versando la cosiddetta “tassa della tranquillità”. C’è da vedere cosa ne pensano però i gestori dei lidi che non pagano la tangente e sono costretti a subire attentati e minacce.
Carlo Pascarella

Teano. Il Colonnello Fernando Verdolotti è il nuovo Comandante Regionale della Guardia di Finanza del Molise

Docente all'accademia delle Fiamme Gialle, ha 50 anni , è sposato, ha due figli e due lauree, è iscritto all'albo dei revisori contabili. E' anche e soprattutto uno dei maggiori esperti di frodi alimentari.
Si e' insediato oggi a Campobasso il colonnello Fernando Verdolotti (nella foto). L'ufficiale, che e' anche docente all'accademia della Guardia di finanza e alla Scuola di polizia tributaria del Corpo, e' da oggi il nuovo comandante regionale delle Fiamme Gialle in Molise. Il colonnello Verdolotti, che prende il posto del colonnello Giovanni Liverini, e' nato a Teano 50 anni fa, e' sposato e padre di due figli. Laureato in giurisprudenza e in scienze della sicurezza economico-finanziaria, il neo comandante regionale della Guardia di Finanza e' anche in possesso di un master in diritto tributario d'impresa oltre ad aver frequentato il corso superiore di polizia tributaria ed altri inerenti materie fiscali, giuridiche ed economiche. Verdolotti e' anche iscritto nel registro dei revisori contabili ed e' componente del Comitato tecnico, istituito al ministero delle Politiche agricole e del Comitato interministeriale per la lotta contro le frodi comunitarie nell'ambito del Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie. Oltre a cio' il colonnello Verdolotti e' insignito dell'onorificenza di ufficiale dell'ordine al merito della Repubblica e si pregia della croce d'oro per anzianita' di servizio e della medaglia militare d'oro al merito di lungo comando.

Piedimonte Matese: Operazione Estate Sicura dei carabinieri. Numerose denunce e una grossa opera di prevenzione

Nel corso dell’operazione denominata “Estate Sicura” che ha visto impegnati per tutto il mese di luglio i Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, sono state in tutto 50 le persone arrestate o denunciate all’Autorità Giudiziaria nel contrasto ai vari fenomeni di criminalità e di illegalità diffusa.
Il raggiungimento dei brillanti risultati grazie alle attività condotte egregiamente dai militari delle stazioni dislocate nel comprensorio matesino e da quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile. Gli arresti eseguiti tra Piedimonte, Alvignano, Alife e altri territori dei comuni limitrofi, quasi tutti in flagranza di reato, sono in totale 14 per reati che vanno dallo spaccio di droga, all’immigrazione clandestina e ai reati contro il patrimonio e la persona, come i furti e altri di maggior allarme sociale. Sono 36 invece le denunce all’Autorità Giudiziaria, scattate nei confronti di persone responsabili a vario titolo di reati contro l’ambiente e la salute pubblica, come l’abusivismo edilizio e violazioni alle norme igienico sanitarie; di reati in materia di sicurezza stradale, come la guida in stato di ebbrezza alcolica; reati in materia di immigrazione clandestina e droga, come le violazioni alla c.d. Legge Bossi-Fini e per violazioni alla Legge sugli stupefacenti, nonché reati di sfruttamento della manodopera clandestina, ricettazione, truffa, commercio illegale di CD musicali contraffatti e violazione alle leggi sulle armi. Nel corso dei numerosi blitz dell’Arma, che hanno portato agli arresti e alle denunce a piede libero appena elencate, sono stati posti sotto sequestro nella zona di Alvignano, immobili costruiti abusivamente, per un valore complessivo di oltre duecentomila euro; locali adibiti a studio dentistico nella zona di Prata Sannita, per un valore di trecentomila euro, sono finiti sotto sequestro, poiché privi delle autorizzazioni sanitarie. Sotto sequestro per motivi igienico sanitari, in un locale nel centro di Piedimonte Matese, oltre 15 kg. di alimenti tenuti in cattivo stato di conservazione. Ad Ailano, sotto sequestro una piantagione di marijuana, mentre tra Piedimonte e altri comuni circostanti, sequestrate centinaia di dosi di sostanze stupefacenti, il tutto per un peso complessivo di circa 3 kg. e mezzo di droga. Ancora tra Alife ed Alvignano, sotto sequestro 3 fucili e decine di munizioni, mentre a Capriati sono finiti sotto chiave 158 CD contraffatti. Infine recuperata refurtiva per un valore di oltre ottantamila euro.

Estorsione nel Casertano, due arresti tra i Casalesi di cui uno, 80enne, pure rimbambito. Aveva sbagliato la miccia!

Gli uomini della squadra mobile e del commissariato di Aversa hano ammattato un 60enne, che insieme all'anziano tentò di far esplodere un ordigno per intimidire imprenditore edile del posto
Agenti della Squadra Mobile di Caserta e del Commissariato di Aversa hanno eseguito stamane due decreti di fermo emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di Luciano Morrone, 60 anni, e Nicola Cellulare, di 79, entrambi di Lusciano, comune poco distante da Aversa. I due, ritenuti affiliati al clan dei casalesi, sono accusati di tentata estorsione aggravata dalle modalita' mafiose nei confronti del titolare di un'impresa di costruzione nel cui deposito, il 22 luglio scorso, fu collocato un potente ordigno di fattura rudimentale, che pero' non esplose per un difetto della miccia. Nicola Cellulare per l'avanzata eta' ha ottenuto il beneficio degli arresti domiciliari; il complice e' stato chiuso nel carcere di S. Maria Capua Vetere.

Caiazzo. Chiude il centro storico al traffico ma la popolazione lo vuole chiuso in maniera permanente

Molti residenti inalberati perchè secondo loro la volontà di pochi prevarica sulla ragione di tanti
Con la chiusura estiva del centro storico, solo nei fine settimana però, si apre un nuovo e annoso fronte di polemiche tra commercianti (pochi) che non gradiscono il provvedimento e i residenti (maggioranza della popolazione) che vedono di buon occhio non solo la chiusura nei week-end estivi, ma anzi vorrebbero via Aulo Attilio Caiatino (nella foto) zona limitata al traffico per l’intero anno. La spiegazione è semplicissima poiché l’antica strada romana è poco più che un budello e nonostante tutto, molti automobilisti, addirittura gli stessi commercianti, parcheggiano dove capita la loro vettura rendendola una strada più che mai pericolosa e inquinata. Ma vi è di più, poiché via Caiatino conduce direttamente alle Scuole Superiori caiatine e quindi anche durante l’anno scolastico è molto frequentata dai pedoni e dagli stessi studenti che in più di un’occasione hanno rischiato davvero di essere arrotati da veicoli in transito. Qualche tempo fa, si pensò di rendere l’arteria un centro commerciale a cielo aperto, tant’è che l’apoteosi di quel progetto furono proprio le insegne uguali per tutti i commercianti ubicati nel centro. Ma, per quanto è dato sapere, il diktat di pochi esercenti che ancora oggi si ostinano, secondo i residenti inalberati, a voler il transito dei veicoli e magari il parcheggio temporaneo proprio davanti alla loro attività ha avuto la meglio sulla volontà degli stessi abitanti in via Caiatino che non ne possono più di vivere undici messi e tre settimane l’anno situazioni caotiche sotto la propria abitazione. Lo stesso dicasi anche per le persone che si accingono a visitare da turisti il centro, magari in compagnia dei loro bambini e vorrebbero anche soffermarsi a degustare qualcosa nei ristoranti tipici della zona. Tutto è reso vano dal transito appunto di veicoli a tutte le ore del giorno e della notte. “A volte, l’Amministrazione Comunale deve avere anche il coraggio di adottare decisioni che sebbene al momento possono risultare impopolari, per pochi, alla fine però potrebbero dare i frutti a tutti!” Chiosa uno dei tanti residenti di via Caiatino invitando il sindaco ad intervenire

giovedì 30 luglio 2009

Dragoni, quarantenne denunciato dopo aver pestato i familiari

I militari della Stazione di Alvignano, coordinata dal Luogotenente Marsilio sono intervenuti appena in tempo
In preda ad un raptus minaccia di morte il cognato e la sorella nel corso di un acceso diverbio per la contesa di alcune proprietà. Non solo: l’uomo ha anche pestato a sangue i familiari, che sono stati medicati all’ospedale di Piedimonte e sono stati giudicati guaribili in dieci giorni. Denunciato L.R., 40 anni, di Dragoni, città dove si è verificato ieri sera l’episodio. I carabinieri di Alvignano gli hanno anche sequestrato un fucile calibro 12 e delle munizioni evitando così una tragedia

Caiazzo. Una forte provocazione da parte di alcuni disabili nel momento in cui hanno trovato i parcheggi loro riservati occupati

La provocazione nel paesino dell’alto casertano: "Prendi il mio parcheggio ma anche il mio handicap!"
Pianeta disabili, un pianeta dimenticato nel mondo. Ignoranza, inciviltà, malcostume, in realtà, continuano a creare grandissimi disagi, alle categorie protette, tali, solo sulla carta. Parcheggi per diversamente abili, perennemente occupati da normodotati, auto e moto che occupano marciapiedi e scivoli, fermate occupate dai cassonetti dei rifiuti, barriere di divieto, marciapiedi alti, impossibili da scavalcare.
Persone ignorate, cittadini di serie C, umiliati e cancellati da amministratori poco sensibili. Per cercare di mettere la parola fine all’estenuante calvario, parenti di disabili del comune di Caiazzo- hanno messo in atto una singolare provocazione. “Se proprio vuoi prendere il mio posto, prendi anche il mio handicap”. La frase scritta su di un cartoncino affisso sui cartelli stradali che indicano i parcheggi riservati ai disabili. Una frase, cruda, forte- per sensibilizzare le coscienze umane, per spingere la gente a riflettere-una frase diretta ed efficace che potrebbe risultare più terapeutica, di centinaia di multe, mai elevate dai preposti- da anni beati spettatori del fenomeno. Un invito esplicito, per far capire che lasciando la propria auto sul posto riservato ai diversamente abili, si commette una vergognosa inciviltà.
Giuseppe Sangiovanni

Rivolta Udeur/2^ puntata. L'onda lunga arriva anche a Napoli dal neo eletto consigliere provinciale

Donato Capone appena eletto nelle fila del partito caro a Clemente Mastella si è iscritto nel neo Consiglio Provinciale nel gruppo misto. Il leader ceppalonico rischia di fare la fine del gigante d’argilla! Intanto il nostro post di ieri ha suscitato una marea di polemiche.
Stavolta per davvero rischia di ritrovarsi un partito svuotato l’Europarlamentare Clemente Mastella, il quale, secondo l’accusa mossagli dall’intera base casertana dell’Udeur, appoggiata in toto da quella napoletana capitanata da Antonio Fantini e Cristiana Fevola segretaria provinciale Udeur Napoli, ha tirato davvero la corda all’infinito. Mastella dalle colonne del Corriere del Mezzogiorno (leggi qua) si è autocandidato in maniera del tutto autarchica stante i mugugni sanniti a sindaco di Benevento. Ma non è solo questa ultima ipotesi a far scatenare la rabbia degli iscritti, poiché la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la successiva candidatura della moglie, Sandra Lonardo, a consigliere regionale sempre nel collegio beneventano, andando di fatto a segare le gambe a Ferdinando Errico che è l’attuale consigliere uscente del partito e certamente non ha chiesto di essere defenestrato. E, a proposito di defenestramenti non è andato giù nemmeno quello dello stesso Fantini segretario regionale del partito, dimessosi per correttezza nei confronti del leader dell’Udeur, salvo poi non essere stato nemmeno da quest’ultimo indicato nel consiglio nazionale a Roma. Insomma la base Udeur lamenta una gestione da parte della dinasty Mastella più che mai nepotista e soprattutto ad uso e consumo delle esigenze che la stessa ha giorno dopo giorno. Ovviamente a Caserta, molte perplessità le hanno anche il leader provinciale Pino Maccauro e il segretario amministrativo provinciale Fabio Sgueglia, ai quali si devono aggiungere i consiglieri regionali Angelo Brancaccio e Nicola Ferraro. L’ipotesi Sudd, paventata nell’altro nostro post non è tanto remota, soprattutto per Brancaccio che rientrerebbe nel Pd dalla porta principale, dopo esserne stato estromesso per i noti accadimenti giudiziari occorsi nella famosa inchiesta napoletana che lo portò all’arresto. Alla vigilia delle elezioni provinciali e regionali l’Udeur rischia di perdere tutto il potere di negoziazione politica con l’attuale suo interlocutore, il Pdl, in quanto svuotandosi dei suoi grossi elettori provinciali e regionali correrebbe il rischio di essere trattato come un piccolo movimento locale e non più come era nelle velleità di Mastella qualche mese fa, la “Lega Lombarda della Campania”. Insomma con un paio di dichiarazioni apparse sulla stampa riguardanti il duo Lonardo – Mastella, si è scatenato letteralmente il caos. E chi all’orizzonte inizia a fregarsi le mani, nel vero senso della parola, è l’attuale presidente della Regione Antonio Bassolino, il quale incamerando un buon 97% degli uomini Udeur casertani e napoletani nel suo movimento Sudd, colmerebbe davvero un grosso gap elettorale che lo vedeva partire in svantaggio alle prossime elezioni.

Caiazzo. Il popolo di Facebook accorre in soccorso dello Jovinelli. Accolto l'appello del sindaco Giaquinto per la sottoscrizione

Sono già oltre 100, in meno di 48 ore, gli iscritti del social network che hanno aderito. Il sindaco Giaquinto consegnerà il documento nelle mani del sindaco di Roma
Sono già oltre cento gli iscritti al social network Facebook che hanno aderito in meno di 48 ore alla sottoscrizione avviata dal sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto per dire “no” alla chiusura dello storico teatro Ambra-Jovinelli di Roma (nella foto). Un’iniziativa ultramoderna per difendere la creatura del caiatino don Peppe Jovinelli (che tra l’altro in questi giorni Caiazzo sta ricordando con un Festival a lui dedicato), che va ad aggiungersi alla delibera approvata il 27 luglio dalla giunta comunale. L’amministrazione promette che farà appello “al Comune di Roma, alla Provincia, alla Regione Lazio, al Presidente del Consiglio, ai Ministri dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e ai parlamentari campani affinché venga convocato in tempi brevi un tavolo congiunto per trovare un’intesa volta alla salvezza dello storico teatro”. Nelle mani del primo cittadino della Capitale sarà recapitata inoltre la sottoscrizione di facebook “ecco perché – il sindaco Giaquinto lancia un appello – dobbiamo essere tanti. Aderite e suggerite il gruppo ai vostri contatti perché l’unione fa la forza”. Basta essere iscritti a Facebook e cercare ‘Sottoscrizione sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto Salviamo lo Jovinelli’. Un’importante iniziativa per sostenere il “Tempio del Varietà”, un momento dello spettacolo che ha ospitato macchiette e sketch di attori di calibro come Sordi, Rascel, Fabrizi, Macario e lo stesso Totò.

Caiazzo. Si è suicidata la Console tedesca che è stata più volte in città per la commemorazione di Monte Carmignano

Intorno alle 6 di stamattina la console di Germania a Napoli, Angelika Volkel, 51 anni si è lanciata dal balcone al secondo piano della propria abitazione in via Petrarca, sulla Collina di Posillipo. La donna è intervenuta più volte a Caiazzo in occasione della commemorazione della strage di Monte Carmignano.
La Volkel era da tre anni al consolato di Napoli. Sulla sua scrivania ha lasciato un biglietto di scuse ai familiari e ai suoi collaboratori del consolato.La console di Germania viveva da sola mentre aveva i genitori in patria e un fratello negli Usa. Nella non lunga lettera, scritta in lingua tedesca ha chiesto scusa per il gesto che stava per compiere ai suoi collaboratori del consolato. Ha parlato genericamente di un "malessere" che l'affliggeva ma non e' ancora chiaro a cosa si riferisse con precisione se ad una grave malattia oppure ad problema depressivo. Poi ha lasciato un numero di telefono, quello del fratello, invitando chi l'avesse ritrovato a contattarlo per dargli la notizia della sua morte. Tra i primi ad arrivare in via Petrarca il vicequestore Renato De Bernardo, dirigente del commissariato Posillipo e un funzionario del consolato di Germania a Napoli. Angelika Volkel è intervenuta più volte a Caiazzo in occasione della commemorazione della strage di Monte Carmignano e in città era conosciuta ed apprezzata soprattutto per il discorso toccante che fece nella manifestazione del 2007.
Nella foto il sindaco Stefano Giaquinto con il Console tedesco Angelika Volkel a Caiazzo

Archeologia, siti sconosciuti e restaurati ad Alife, Piedimonte Matese e Mondragone

Diventano scenari per un progetto di valorizzazione di un comprensorio ricco di te­stimonianze storico-artistiche.
A giugno era toccato al Teatro Romano di Teano. E ora, col primo agosto, il pro­getto casertano dei «Teatri di Pietra» apre al turi­smo e alla cultura altri tre siti ar­cheologici «inediti» nell’area dell’Alto Casertano. Si tratta del Parco Archeologico del Monte Cila a Piedimonte Matese, del­l’Anfiteatro Romano di Alife e del Parco Archeologico dell’Anti­ca Appia a Mondragone. Insie­me ai teatri antichi di Teano e di Sessa Aurunca, formano una re­te cofinanziata da Ue e Regione in accordo con i Comuni interes­sati, e diventano scenari per un progetto di valorizzazione di un comprensorio molto ricco di te­stimonianze storico-artistiche, finora rimasto ai margini delle maggiori correnti turistiche. «Posti sconosciuti, eppure meravigliosi»: così li ha definiti l’attrice Elisabetta Pozzi, tra le protagoniste dell’imminente sta­gione estiva. Ora si punta a fare di questo vasto patrimonio un «unicum» scandito peraltro su un marcato policentrismo cultu­rale ed economico.
«I teatri anti­chi e le aree archeologiche», di­ce Aurelio Gatti, direttore artisti­co di Teatri di Pietra, «costitui­scono una dorsale di cultura ed emozione che, salvaguardata, può moltiplicare gli investimen­to nella ricerca, nello spettacolo, nelle arti, ma anche nello svilup­po sostenibile del paesaggio e dei centri storici. Di qui si è svi­luppato il progetto Teatri di Pie­tra, con l’obiettivo di creare un sistema integrato, per la fruizio­ne delle aree archeologiche attra­verso lo spettacolo». Dell’Anfiteatro romano di Ali­fe ( l’antica Allifae ), individuato già dal 1967 grazie a foto aeree e a saggi di scavo, si dice che fosse il quarto più grande dopo il Co­losseo quelli di Pompei e Ca­pua. Realizzato in epoca augu­steo- tiberiana proprio sul mo­dello del primo anfiteatro di Ca­pua, dopo il sisma del 62 d.C. fu completamente ricostruito e am­pliato fino al numero di 13-15 mi­la posti. Ora i restauri consento­no di ammirarne la caratteristi­ca ellisse. Il monumento aveva un asse maggiore di 48 metri e uno minore di 38, ed era situato lungo la via per la città di Teleria (oggi via Caduti sul Lavoro).
Quanto al Parco archeologico urbano «della Starza», esso rap­presenta un importante momen­to di crescita per una comunità impegnata a superare la «triste fama» di Mondragone, il cui no­me è ormai quasi esclusivamen­te associato a fatti di cronaca ne­ra. L'area è stata oggetto di una campagna di scavo tra fine anni ’90 e inizio 2000, che ha portato in luce diverse sepolture italiche con corredi funerari (oggi in cu­stodia alla Soprintendenza), una fornace intatta, due cisterne, un tratto di strada lastricata in pie­tra (probabilmente una traversa dell’antica Via Appia, che dista in linea d’aria poche centinaia di metri). Nel parco è stato ricavato un percorso che si snoda dalla fornace, costeggia il manufatto romano e termina vicino al trat­to di strada lastricato, con pan­nelli esplicativi, panchine e aiuo­le. Tra non molto dovranno an­che partire i lavori sull’area del­l’Appia Antica, con la creazione di un percorso eco-compatibile; altrettanto verrà fatto per un sen­tiero attrezzato verso il pianoro di Rocca Montis Draconis, men­tre è in via di ristrutturazione la sala grande del museo che ospi­terà la Venere di Sinuessa.
Infine, il Monte Cila, sulle cui pendici sovrastanti il centro sto­rico di Piedimonte Matese sono incastonate le Mura Megalitiche datate al VII-VI secolo avanti Cri­sto: tre cinte dallo spessore di circa due metri. Nata come un grande insediamento sannitico arroccato sul monte e difeso ap­punto da mura megalitiche, Pie­dimonte fu espugnata dai Roma­ni nel 326 avanti Cristo. Con la conquista romana, le popolazio­ni sconfitte incominciarono ad abbandonare le fortezze monta­ne per spostarsi in pianura, sal­vo poi farvi ritorno a causa delle invasioni saracene dell’VIII e IX secolo, e a volte tornando a edifi­care proprio sulle precedenti for­tificazioni sannite. L’attrice «Sono posti sconosciuti, eppure meravigliosi»: così li ha definiti l’attrice Elisabetta Pozzi, tra le protagoniste della stagione di prosa.
Francesca Gargiulo
La scheda dei tre siti
Parco archeologico Monte Cila Piedimonte Matese - Il Monte Cila costituisce uno dei maggiori e più antichi siti archeologici dell’Alto Casertano. La strategica posizione nell’ambito del territorio matesino, riconosciuta fin dall’Età del Bronzo, fu particolarmente utilizzata nel IV secolo a.C., epoca in cui insieme con il vicino recinto fortificato di Castello Matese e con altre cinte fortificate dell’Alto Casertano entrò a far parte di un ampio sistema montano di difesa territoriale creato per proteggere il territorio dall’avanzata romana nel Sannio antico.
Parco archeologico di Mondragone - Nei territori delle attuali Mondragone, Cellole e Sessa Aurunca si estendeva il celebre e ricco Ager Falernus, colonizzato dai Romani nella seconda metà del IV sec.a.C. con l’attraversamento della Via Appia, la Regina Viarum (312 a.C.), e con la deduzione della colonia marittima di Sinuessa, teatro nel 133 a.C. di una rivolta servile stroncata con l’esecuzione di 4000 schiavi. In località La Starza sorge un grandioso complesso del I sec.a.C. con criptoportico a tre bracci e ambienti minori sul lato settentrionale che viene attribuito al Pagus Sarclanus, un piccolo centro abitato di cui in zona si sono rinvenuti vari resti.
L’Anfiteatro di Alife, pur intuito dagli studiosi locali, è stato in parte posto in luce solo recentemente sia pure al livello di fondazione e sottofondazione. Realizzato in epoca augusteo-tiberiana utilizzando come modello il primo anfiteatro di Capua antica (la moderna Santa Maria Capua Vetere), dopo il disastroso sisma del 62 d.C., che danneggiò in particolare Pompei e l’area vesuviana, fu completamente ricostruito e fu ampliato il numero dei posti a sedere per una capacità complessiva di 13.000/15.000 posti. Spogliato delle decorazioni in marmo tra il V ed il VII sec. d.C., nell’IX secolo fu in parte utilizzato per abitazioni e nel X secolo come cimitero di tre nuclei familiari distinti. Infine , nell’XI-XII secolo, all’epoca del dominio Normanno, al centro dell’arena fu installata una fornace per la calce e si procedette alla sistematica demolizione delle strutture murarie in elevato.
Vito Faenza
Nella foto l'Anfiteatro di Alife

Caiazzo. Molti incivili si prodigano ancora oggi ad occupare i pochi posti auto riservati ai diversamente abili in città.

Sono soprattutto gli addetti ai lavori, commercianti e residenti ad occupare indebitamente le strisce gialle
Checché se ne dica molta gente a Caiazzo continua a comportarsi in maniera incivile, mostrando tanta indifferenza nei confronti delle fasce deboli e delle persone diversamente abili. In questo caso parliamo dei pochi posti auto riservati ai disabili che nel centro storico si contano sul palmo di una mano. Ebbene anche quei parcheggi sono sistematicamente occupati da commercianti e da persone del posto, in barba ad ogni regola di civiltà. La denuncia, correlata con tanto di fotografie anche stavolta proviene dall’ “indomabile” Roberto Di Iorio, armato di macchinetta fotografica è andato in giro per la città a controllare appunto che chi occupava il parcheggio riservato ai disabili ne avesse diritto, ed invece è emerso un dato davvero sconcertante. I quattro parcheggi erano appunto occupati da residenti e commercianti locali con “nonchalance”. “ Una strana cittadina, Caiazzo –afferma Di Iorio nel commentare quanto da lui scovato in giro per Caiazzo - nella quale, per tentare di far risolvere i problemi, devi urlarli ai quattro venti ed a squarciagola per farli conoscere a tutti, altrimenti, nessuno si muove! Dato che di problemi ce ne sono tanti, io continuo imperterrito ad urlare, speriamo che anche questa volta qualcuno possa sentirmi e decidersi a fare qualcosa! Mi sono arrivate svariate segnalazioni, riguardanti i parcheggi con le strisce gialle, riservati proprio ai disabili! Purtroppo c’è sempre il furbo e l’incivile che occupa questi posti, fregandosene che sono posti riservati a persone malate!” Di Iorio poi, lancia un invito alla Polizia Municipale ad intervenire ed anche una provocazione a coloro che indebitamente occupano i parcheggi riservati “Ebbene, mi sono fatto un giro a controllare e a fotografare, purtroppo le lamentele erano esatte, mentre fotografavo, qualcuno mi ha minacciato e qualcuno ha rimosso l’auto come un fulmine. Mi rivolgo alla Polizia Municipale di Caiazzo, cerchiamo di multare queste persone, cerchiamo di far capire una volta per tutte il significato di ‘posto riservato ai disabili’! Mi rivolgo pure a quelle persone che la civiltà la tengono sotto i piedi, non parcheggiate nei parcheggi riservati, se proprio volete parcheggiare, siete obbligati a prendervi pure le patologie invalidanti di coloro che hanno il diritto di parcheggiarvi! Speriamo che ci possa essere un maggiore e più mirato controllo!”
Nelle immagini scattate dallo stesso Di Iorio, alcuni veicoli che occupano le strisce gialle

Piedimonte Matese. Il Pdl chiede al Comune la restituzione della quota versata per il servizio di depurazione

Manifesto murale per le vie della città con la quale viene informata la cittadinanza a vedersi restituita la quota per la depurazione a decorrere dal 1° Ottobre 2009
Nei mesi scorsi il Comune di Piedimonte Matese ha ricevuto, sulla scia delle pressanti interrogazioni e lamentele avanzate dal P.d.L., una valanga di istanze volte ad ottenere il rimborso di quanto indebitamente pagato dai cittadini Piedimontesi per il mancato servizio di depurazione. In merito a tali legittime domande di rimborso, il Governo BERLUSCONI ha varato un provvedimento legislativo (D.L. 280/08 convertito con legge nr. 13 del 27/02/2009), con il quale, in attuazione di quanto affermato nella sentenza nr. 335 del 10/10/2008 della Corte Costituzionale, ha riconosciuto il diritto di ogni cittadino a vedersi restituita la quota versata per il servizio di depurazione, a decorrere dal 1° ottobre 2009, qualora gli utenti non abbiano potuto fruire di tale servizio. Noi vigileremo affinchè l'Amministrazione Cappello non continui a prendere in giro i cittadini, così come per il recente passato, e provveda alla restituzione di quanto indebitamente riscosso.
Nella foto il coordinatore cittadino del Pdl Biagio Molitierno

Elezioni Regionali e Provinciali, Agosto di fuoco e da Settembre inizia il tiro incrociato.

La Pdl va avanti con i main sponsor Sarro pro Di Costanzo Cosentino pro Petrenga. In Provincia tutto in alto mare…
Qualcuno, lasciando un commento qualche settimana fa, scrisse testualmente. “aspettate che ne avrete da scrivere tra qualche mese!” E quel qualcuno ha avuto una lungimiranza incredibile, visto che a poco meno di sette mesi dalla tornatissima elettorale Regione, Provincia e forse Comune di Caserta, sta accadendo tutto e il contrario di tutto! Se come scriviamo sotto in ambito Partito Democratico è spuntato con veemenza Sudd, nella Pdl si va avanti con i main sponsor per dirla in maniera cestistica, cioè il nome di chi sponsorizza legato alla città e così politicamente il nome del calibro romano per il politico locale. E così Carlo Sarro, senatore ed ex sindaco di Piedimonte Matese, è il main sponsor di Angelo Di Costanzo a Palazzo Santa Lucia e ancora Nicola Cosentino sosterrebbe Giovanna Petrenga al Comune di Caserta. I nove della Pdl, nel collegio casertano, che se la giocheranno per la Regione dovrebbero essere gli uscenti Paolo Romano, Giuseppe Sagliocco, Angelo Polverino e Massimo Grimaldi con tre volti femminili se la nuova legge va avanti e restano quindi due caselle libere. Una sicuramente andrà ad appannaggio del sindaco di Curti Domenico Ventriglia e l’altra al momento appesa proprio tra Di Costanzo e un candidato di espressione Caserta centro. Alla provincia di Caserta il discorso è totalmente diverso, primo perché bisognerà capire se la Santa Alleanza tra Pdl e Udc si farà, visto che non più tardi di tre giorni orsono, Pierferdinando Casini leader dell’Unione di Centro ebbe a dichiarare che in Campania non gli sarebbe dispiaciuto un apparentamento con il Pd. E quindi, di conseguenza Addio candidatura Zinzi, almeno in quota Centro – Destra e il tavolo salterebbe. Chi, almeno per quanto riguarda l’Alto Casertano ha il vestito cucito addosso, ovvero la candidatura con il Pdl certa alla Provincia di Caserta è l’ex sindaco di Alife Roberto Vitelli e il sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto. Nel capoluogo matesino resta ancora in sospeso tutto, in attesa anche e soprattutto di carpire le mosse di Aldo Patriciello che da queste parti ha messo come si suol dire… cappello.
Nell'immagine dal basso centrale Ventriglia, Sagliocco, Grimaldi, Polverino e Romano

mercoledì 29 luglio 2009

Rivolta nell’Udeur. Pronto un documento da presentare alla segreteria nazionale. La base pronta a transitare nel movimento “Sudd” di Antonio Bassolino

Mastella vuole candidare la moglie Sandra Lonardo alla Regione mentre egli stesso vuole candidarsi a sindaco di Benevento! Anche Antonio Fantini molla!
Gli antichi editti non sbagliano mai: “Chi troppo vuole, alla fine nulla stringe!” E così Clemente Mastella, dopo un periodo forzato di breve esilio e, tornato in auge grazie a Silvio Berlusconi, adesso in gran spolvero inizia ad accampare nuovamente “pretese familiari” per i posti di Comando. Infatti la base dell’Udeur, è letteralmente in rivolta dopo aver appreso che Sandra Lonardo sarà candidata alla Regione Campania in danno del consigliere regionale uscente Fernando Errico mentre lo stesso Clemente Mastella si è autocandidato alla carica sindaco di Benevento! Insomma, per la serie tutto a me e stì c…i a te, si sono incontrati stasera mercoledì 29 luglio presso la Sala Multimediale del Comune di Napoli, ubicata in via Verdi 35, circa 200 esponenti dell’Udeur provenienti dalla provincia di Caserta e Napoli per fare il punto della situazione. Ed è stata una riunione per certi versi carica di livore politico nei confronti del leader nazionale del partito Mastella, per il quale è pronto un documento stilato dalla base che non lascia presagire nulla di buono. A ciò si aggiunga che Antonio Bassolino ha formalmente spalancato le porte ai mastelliani nel suo nuovo Movimento “Sudd” (Sinistra Unita Democrazia e Diritti) e la coincidenza inizia a prendere consistenza. Nell’alto casertano, precisamente a Piedimonte Matese, il sindaco Vincenzo Cappello è stato regista del passaggio del sindaco di Faicchio Mario Borrelli proprio nella frangia Sudd del Pd e si appresta a chiudere importanti accordi con esponenti udeurrini per ciò che attengono le prossime strategie politiche riguardanti l’alto casertano. Gli unici che in questo momento non possono permettersi “sbottonature” sono loro i due consiglieri regionali “casertani” dell’Udeur, ovvero Nicola Ferraro e Angelo Brancaccio che però stasera hanno in ogni caso inviato il loro messaggio di saluto all’assemblea napoletana “Contro Mastella”. Tra le righe, spunta anche Antonio Fantini, ex segretario regionale dell’Udeur che ha rinunciato alla carica dopo i noti problemi giudiziari che lo hanno coinvolto con la condanna subita dalla Magistratura per il caso terremoto. Fantini al momento sta tentando la via dei circoli, ovvero sulla scorta di quanto fece Forza Italia nel 1993, creare un movimento interno all’Udeur in attesa poi del bipartitismo definitivo, ovvero Pdl e Pd con la base Udeur pronta ad aderire in massa in questo ultimo partito, ovviamente area Bassolino e ottenere finalmente quella visibilità finora negata da Mastella e consorte letteralmente inchiodati alle loro poltrone.
Nell'immagine in senso orario dal basso: Clemente Mastella, Antonio Fantini, Antonio Bassolino, Vincenzo Cappello e Ferdinando Errico

Caiazzo.Multato per eccesso di velocità, assolto dal Giudice di Pace. Sentenza pilota destinata a far discutere.

La sentenza del Magistrato ha ribaltato il verbale comminato dai Carabinieri in Puglia ad un cittadino caiatino.
Un cittadino di Caiazzo S.G. , il 24 Marzo dello scorso fu multato da una pattuglia di Carabinieri in Melendugno, provincia di Lecce, ai sensi dell’articolo 141 del codice della strada, per non aver regolato la velocità in modo da non costituire pericolo in prossimità di intersezione stradale. Con detto verbale al signor S.G. era irrogata la sanzione amministrativa di € 74,00 oltre alla decurtazione di cinque punti della patente di guida. Successivamente alla notifica del verbale, il caiatino si affidò allo studio legale Raffaello Esposito di Martina Franca e ricorse al Giudice di Pace di Lecce per contestare la sanzione, cosa che puntualmente avvenne e in questi giorni è giunta anche a fine la vicenda. Infatti con la sentenza emessa dall’Ufficio del Giudice di Pace di Lecce, sembra consolidarsi l’orientamento della Corte di Cassazione che, con la sentenza n° 21816/2008, contesta la validità degli accertamenti effettuati dalle Forze dell’Ordine sulla base di semplici rilievi visivi. Secondo quanto affermato dai Giudici di Piazza Cavour, infatti, non è necessario sporgere querela di falso per contestare quanto affermato da un vigile. In base a quanto statuito dalla predetta sentenza della Cassazione, e richiamato dal Giudice di Pace di Lecce nella sentenza di cui trattasi, “l’efficacia di piena prova sino a querela di falso non sussiste né con riguardo ai giudizi valutativi che esprima il Pubblico Ufficiale, né con riguardo alla menzione di quelle circostanze relative a fatti i quali, in ragione delle loro modalità di accadimento repentino, non si siano potuti verificare e controllare secondo un metro sufficientemente obiettivo e abbiano potuto dare luogo ad una percezione sensoriale implicante margini di apprezzamento”. Nella sentenza emessa dal Giudice di Pace di Lecce, la contestazione sarebbe stata rilevata erroneamente, in quanto il processo formativo del verbale opposto si sarebbe basato su una percezione soggettiva di un veicolo in movimento. Il verbalizzante, infatti, non avrebbe dato prova di quanto contestato al ricorrente con il verbale opposto Nel giudizio ex art. 22 e 23 legge 689/81, si realizza una inversione dell’onere della prova in favore del ricorrente, atteso che la P.A., assumendo la veste sostanziale di attrice è chiamata a provare, ai sensi dell’art. 2697 del codice civile, la fondatezza dei fatti e delle motivazioni poste a fondamento del provvedimento impugnato e, quindi, la sussistenza della pretesa sanzionatoria. Insomma una vittoria su tutti i fronti del caiatino S.G. che non dovrà nulla nemmeno

Acquisizione illegale di dati sensibili e tabulati: Arrestati 3 impiegati Telecom

Coinvolta l'intera rete telefonica della Regione Campania nelle intercettazioni illecite. Numerose anche nell'alto casertano?
La Guardia di Finanza sta eseguendo a Napoli tre arresti e numerose perquisizioni nei confronti di un addetto alla vigilanza e dipendenti Telecom responsabili di introduzione abusiva nel sistema telematico, rivelazione di segreto istruttorio e truffa telematica.Dipendenti infedeli della società telefonica addetti al Sag, Servizio autorità giudiziaria, hanno estratto illecitamente dal sistema informatico dati sensibili e tabulati di utenze telefoniche intestate a persone ignare. L'addetto alla sorveglianza arrestato era dipendente di una azienda privata che gestisce il servizio per conto di Telecom; l'uomo era talmente in confidenza con i due dipendenti Telecom arrestati con lui, da utilizzare le loro password per accessi abusivi al sistema Sag ed estrapolare i dati sensibili e i tabulati con le chiamate in entrata e in uscita da utenze telefoniche. A documentare l'illecito traffico, anche telecamere sistemate in alcuni uffici dopo che l'indagine è partita. Le persone monitorate dall'organizzazione erano residenti in tutta la Campania, anche nell'alto casertano quindi. Le indagini proseguono per verificare a quali fini e per conto di chi venivano effettuati i controlli illeciti.
AGGIORNAMENTI
Intercettavano persone per conto dei Casalesi
Avevano trovato il modo di accedere a banche dati protette della Telecom scoprendo così anche chi era intercettato dalla magistratura. Due dipendenti della Telecom ed un vigilante che lavoravano presso il Servizio Autorità Giudiziaria dell’azienda a Napoli sono stati arrestati. I tre, Maurizio De Simone, Alfonso Testa e Raffaele Veneruso, sono accusati di introduzione abusiva nel sistema telematico, rivelazione del segreto istruttorio e truffa telematica. In particolare, gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, hanno accertato che sono stati estratti, dal sistema informatico, dati sensibili, tra i quali tabulati di utenze telefoniche intestate a soggetti ignari.
C'erano anche i Casalesi - L’attività investigativa iniziata nel 2008 con il pedinamento della guardia giurata Raffele Veneruso, già indicato da alcuni altri dipendenti indagati nell’operazione Sim e’ Napule, ha portato a scoprire gli altri due dipendenti della Telecom coinvolti nella nuova inchiesta della Procura di Napoli, denominata ‘Sim intercettate – doppio ascolto’. L’addetto alla vigilanza rappresenta l’anello di congiunzione e anche il canale informativo della criminalità organizzata napoletana, con una possibile vicinanza anche con alcuni esponenti del clan dei Casalesi. Veneruso ha fatto anche da autista ad una nota escort napoletana che ha più volte incontrato Giuseppe Setola durante la sua recente latitanza. Durante le indagini è stato perquisito anche lo studio di un avvocato napoletano che risulta aver ricevuto dagli uffici del S.A.G. elenchi di numeri telefonici intestati ad una società operante in provincia di Napoli. La guardia giurata gestiva anche un traffico di gioielli ed orologi di valore insieme a soggetti gravitanti in ambienti camorristici della zona orientale di Napoli.
Piena collaborazione da Telecom Italia ha fornito alle autorità inquirenti la massima collaborazione per l'individuazione dei soggetti responsabili dei comportamenti illeciti fin dall'avvio, più di un anno fa, dell'attività investigativa della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Come da accordi con la Procura di Napoli, la funzione degli uffici di Napoli dei Servizi per l'Autorità Giudiziaria di Telecom sarà soppressa immediatamente e la relativa attività di supporto all'autorità giudiziaria verrà assicurata dagli uffici romani nella medesima funzione. Telecom Italia fa sapere anche che l'istituto di vigilanza per cui lavorava l'addetto alla sorveglianza, arrestato, non è più fornitore dell’azienda.

Piedimonte Matese, scoperto uno studio dentistico abusivo a Prata Sannita dagli uomini della Compagnia Carabinieri e Nas

Blitz congiunto dei militari coordinati dal Capitano Salvatore Vitiello e dai Nas. Ancora una volta sventato un pericolo per la salute pubblica.
I carabinieri di Piedimonte Matese insieme a quelli del Nas hanno scoperto nel centro di Prata Sannita uno studio dentistico completamente abusivo, privo delle prescritte autorizzazioni sanitarie. Il titolare e un suo collaboratore sono stati denunciati alla procura di Santa Maria Capua Vetere perche' ritenuti responsabili in concorso tra loro, di esercizio abusivo della professione, in quanto svolgevano la loro attivita' in assenza della specifica abilitazione professionale. I locali adibiti a studio dentistico, del valore di oltre 300mila euro, sono stati sottoposti a sequestro giudiziario. I clienti provenivano da varie localita' tra cui Piedimonte, Alife, Ailano e altri comuni del casertano circostanti.

Caiazzo. Fioccano le prime sanzioni per deposito di immondizia non autorizzato. Beccati un pescivendolo di Piedimonte e un commerciante caiatino

Non solo i privati quindi che hanno comunque abbandonato indiscriminatamente l'immondizia, ma anche alcuni esercenti dell'alto casertano
Nei giorni scorsi la Polizia Municipale, a seguito di sopralluogo, ha rinvenuto nei pressi dell’Isola Ecologica buste di plastica contenenti rifiuti solidi urbani al cui interno sono stati ritrovati documenti che hanno permesso di identificare i relativi trasgressori. Ai sensi del Decreto Legislativo 152/2006 gli Agenti hanno provveduto ad elevare verbale di accertamento di violazione comminando agli indisciplinati cittadini una sanzione amministrativa da applicarsi in un minimo di € 100,00 ad un massimo di € 600,00. Era ora che qualcosa si muovesse in tal senso poiché sono ancora molti i cittadini che non hanno ben compreso il grado di civiltà offerto loro dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Un Servizio che nel Comune di Caiazzo offre grandi vantaggi in quanto per le strade non si vedono più quei cassonetti maleodoranti ed ingombranti di un tempo. Non si capisce ancora però il perché alcuni cittadini, nonostante l’Isola Ecologica sia aperta tutti i giorni, tranne il Mercoledì pomeriggio e la Domenica , dalle ore 8,00 alle ore 12,00 e dalle 16,00 alle 18,00, dov’è possibile conferire tutto ciò che è riciclabile, carta, cartone, plastica, vetro, abiti usati, gomme, alluminio, ingombranti, ferro, materiale legnoso, frigoriferi, televisori, monitor, batterie esauste, farmaci scaduti ecc., continuano ad abbandonare rifiuti per strada. “E’ un grande segno di inciviltà che va punito” afferma un cittadino soddisfatto del blitz e residente proprio in via caduti sul Lavoro. Dal Comune arriva intanto la notizia che nei prossimi giorni sarà aperto un punto nel centro storico per la distribuzione dei sacchetti occorrenti per la raccolta differenziata. Infine ma non da meno tra coloro che hanno abusato, nel senso che hanno abbandonato indiscriminatamente la loro spazzatura, risultano un pescivendolo di Piedimonte Matese e un commerciante caiatino.
Nella foto il Comandante della Polizia Municipale di Caiazzo Pietro Del Bene

Imponevano videopoker illegali, i carabinieri di Santa Maria Capua Vetere smantellano organizzazione

Il Pizzo delle slot machine è stato bloccato dai militari che da questa mattina stanno eseguendo ventuno fermi
Dalle prime ore dell'alba, i carabinieri di Santa Maria Capua Vetere stanno eseguendo ventuno decreti di fermo emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili di "Associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, usura, illecita concorrenza con violenza e minaccia ed altro". L'operazione ha consentito di smantellare un gruppo camorrisitico che si occupa dell'imposizione violenta di videopoker nella città di Santa Maria Capua Vetere ed in molti altri comuni della provincia di Caserta. Nei mesi scorsi, i componenti del gruppo si sono resi protagonisti di efferati scontri con opposte bande criminali per affermare il controllo del territorio, creando una situazione di vero e propio allarme sociale. Sequestrate centinaia di macchinette videopoker, dodici autoveture, conti correnti ed un bar riconducibili ai membri dell'organizzazione.
AGGIORNAMENTI
Il comunicato della Direzione Distrettuale Antimafia
L’indagine è stata avviata agli inizi di quest’anno con la finalità di disarticolare un’organizzazione criminale di tipo camorristico, dedita all’imposizione di videopoker negli esercizi commerciali ubicati prevalentemente a Santa Maria Capua Vetere e nei comuni limitrofi. Attraverso riscontri di polizia giudiziaria ed attività tecniche, si è accertato che i componenti di tale organizzazione (gerarchicamente strutturata con al vertice il pregiudicato locale AMATO Salvatore cl.’56, coadiuvato da quattro luogotenenti con alle dipendenze manovalanza autoctona, albanese e rumena), oltre ai reati di cui sopra, si rendevano protagonisti di frequenti scontri con altre bande criminali del posto, avvalendosi anche dell’utilizzo di armi, per affermare in maniera crescente il loro controllo del territorio. Tale situazione aveva inciso notevolmente sulla situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica nel comune di Santa Maria Capua Vetere, tanto da indurre l’Amministrazione locale a portare la vicenda all’attenzione delle autorità provinciali di pubblica sicurezza
Il gruppo criminale otteneva guadagni molto ingenti attraverso- l’imposizione dei videopoker, non solo nei bar, ma anche all’interno di altre attività commerciali aperte al pubblico, quali rivendite tabacchi, edicole, negozi di frutta e verdura, ecc., estromettendo altre ditte concorrenti;- la truffa perpetrata ai danni dei giocatori attraverso la possibilità di controllo “da remoto” delle vincite, sempre percepite da soggetti inviati a tale scopo dall’organizzazione presso le attività commerciali ove la macchinetta stava per raggiungere il livello di “saturazione” (tecnica del cd. “scoppio”); è in corso d’accertamento anche l’ipotesi di un’eventuale truffa ai danni dei Monopoli di Stato mediante la manomissione del funzionamento delle schede per apparecchiature videopoker; - il reimpiego del denaro percepito in prestiti concessi ad elevatissimo tasso usurario, in maniera generalizzata.
Il livello di violenza e di pericolosità esercitato dalla banda era talmente elevato ed indiscriminato che le vittime di brutali spedizioni punitive potevano essere non soltanto i titolari di attività commerciali presso cui erano imposti i videopoker o i debitori che non riuscivano a pagare gli interessi usurari o gli appartenenti a gruppi criminali opposti, ma qualsiasi cittadino che fosse venuto in contrasto con uno dei componenti, fosse anche soltanto per una questione di viabilità o per uno sguardo di troppo. Oltre ai provvedimenti di cattura, sono stati eseguiti i sequestri di un centinaio di apparecchi videopoker, dodici autovetture, conti correnti bancari ed un bar, tutti riconducibili al gruppo criminale.
La figura del pregiudicato AMATO Salvatore è quella che maggiormente spicca tra le persone arrestate. In passato sono stati accertati suoi stretti legami con il clan BELFORTE di Marcianise. Nel marzo ’99 suo figlio Carlo fu selvaggiamente ucciso durante il Mak P del Liceo Scientifico, festa cui parteciparono anche rampolli di esponenti di vertice del clan dei Casalesi. A Santa Maria Capua Vetere l’AMATO ha sempre goduto di una sostanziale autonomia che gli ha permesso di crearsi un proprio gruppo criminale, mascherato dietro il “paravento legale” delle imprese specializzate nella distribuzione di videopoker. Le modalità con cui veniva esercitata tale attività imprenditoriale gli hanno consentito di accumulare nel corso degli anni introiti milionari, di fronte ai quali impallidiscono anche i guadagni che altre organizzazioni criminali ottengono mediante attività illecite di altro genere, quali il traffico di droga o le estorsioni.
Inoltre, il rischio di essere perseguiti dalla legge in questo ramo d’impresa era sicuramente minore alle attività criminose “tradizionali”: l’AMATO si professava imprenditore, con alle dipendenze una folta manovalanza di malviventi stranieri, albanesi e rumeni, regolarmente assunti da un punto di vista legale, sempre pronti ad assecondare tutte le direttive del “capo”.
Il capo-settore in questo caso era l’albanese HASBAJRAMI Fatos inteso “Andrea”, che l’AMATO ha accolto in casa propria come un figlio dopo la morte del figlio Carlo. Con tali premesse, il gruppo criminale ha sempre più allargato il proprio campo d’azione, costringendo gran parte degli operatori commerciali del territorio a collocare nei propri esercizi le “macchinette” delle imprese riconducibili all’AMATO, monopolizzando l’intero settore e confidando nella ovvia omertà dei titolari delle attività commerciali, il cui contributo in quest’attività d’indagine è stato pressoché inesistente.
Nel mese di febbraio scorso., inoltre, allorquando sono stati commessi dei furti all’interno di esercizi commerciali ove erano allocate alcune macchinette, l’AMATO ha predisposto “ronde notturne” attuate dai propri dipendenti con il compito di controllare che non fossero commessi ulteriori furti.
Oltre ai guadagni percepiti attraverso la percentuale dovuta alle imprese concessionarie della distribuzione delle macchinette, l’organizzazione lucrava anche attraverso sistemi ingannevoli di controllo “da remoto” delle vincite: in pratica, avendo la possibilità di controllare attraverso terminali informatici quando una macchinetta era sul punto di erogare eventuali vincite, fiancheggiatori dell’organizzazione venivano inviati a “giocare” su quel determinato apparecchio, fino a quando non percepivano la vincita.
L’illusione dei tanti clienti che affidano al gioco le proprie speranze di vincita erano assolutamente vane: non avrebbero mai vinto. Tale “inganno” veniva, in alcuni casi, compiuto anche attraverso la complicità di qualche gestore di attività commerciale che ospitava la macchinetta, tenendo spento l’apparecchio fino a quando non fosse arrivato un adepto, al fine di evitare che terzi “impropriamente” potessero percepire la vincita. Gli ingenti introiti derivanti da tale attività venivano quindi riutilizzati in prestiti concessi a tassi usurari elevatissimi: in particolare, specializzati nella “vendita dei soldi” erano i fratelli dell’AMATO ed il convivente della figlia di uno di essi, a nome BARRACANO Antonio cl.’83, soggetto altamente pericoloso per la violenza che accompagna quasi tutte le sue azioni.
Vittime ne sono state in particolare i titolari di attività commerciali restii in un primo momento ad allocare le macchinette nei propri esercizi, e per tale motivo “persuasi” dal BARRACANO; coloro che non riuscivano a rispettare, anche di una mezzora, la scadenza dei pagamenti degli interessi usurari; chi malauguratamente avesse avuto con lui screzi per motivi banali, quali una mancata precedenza.In diverse circostanze, il gruppo criminale si è reso protagonista di spedizioni punitive di particolare gravità, di cui se ne riportano alcune a titolo esemplificativo: - nel luglio 2008 furono distrutti macchinari e pestati due medici all’interno del locale Pronto Soccorso, ritenuti colpevoli di non aver prestato in maniera solerte le cure del caso ad uno dei fratelli di AMATO Salvatore;- in data 26 febbraio scorso furono arrestati undici componenti della banda AMATO, che avevano attuato una spedizione punitiva al rione I.A.C.P. ai danni della famiglia PAOLELLA;- in data 6 maggio scorso. tre nomadi furono selvaggiamente picchiati mentre sedevano davanti ad un bar, in quanto uno di essi aveva avuto una discussione con un componente della banda.
Nel panorama criminale della provincia casertana, Santa Maria Capua Vetere non ha mai avuto un vero e proprio clan federato alle organizzazioni camorristiche tradizionalmente dominanti in Terra di Lavoro: vi sono sempre stati gruppi criminali che hanno operato in condizione di “vassallaggio” sia nei confronti del clan dei Casalesi che nei confronti del clan Belforte di Marcianise; inoltre le estorsioni ad attività imprenditoriali e commerciali sono state commesse da pregiudicati provenienti ora da Casal di Principe, ora da Marcianise. E’ stato l’ultimo luogo di residenza del pregiudicato sanciprianese CATERINO Sebastiano (ivi assassinato nell’ottobre 2003, ultimo omicidio di camorra in città) legato alla fazione perdente scissionista DE FALCO – QUADRANO, ed inoltre negli ultimi anni è diventato luogo di forte espansione economica della camorra casalese da un punto di vista edilizio, imprenditoriale e commerciale. In tale contesto, AMATO Salvatore ha, con il tacito consenso dei clan tradizionali, imposto il suo predominio imprenditorial-criminale sulla città del Foro. Con l’operazione eseguita dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, si può senza ombra di dubbio affermare che è stato stroncato l’unico gruppo camorristico organicamente strutturato, con proprie basi e radici in Santa Maria Capua Vetere.
ELENCO PERSONE ARRESTATE:
1. AMATO Salvatore cl. 1956; 2. AMATO Antonio cl. 1962;3. AMATO Giuseppe cl. 1952; 4. VARVELLA Alfonsina cl.1959; 5. VARVELLA Claudio cl. 1965;6. AMATO Rosa cl.1977;7. CASERTANO Maria Giuseppa cl. 1964;8. AMATO Rosa (intesa Rossella) cl. 1986;9. BARRACANO Antonio cl. 1983;10. D’ONOFRIO Angelo cl. 1987;11. D’ONOFRIO Pasquale cl. 1982;12. PAOLELLA Giovanni (inteso “O’ TABU’ ” oppure “O’ CASALESE”) cl. 1979;13. NAPPA Raffaele cl. 1980;14. DI DONATO Pasquale cl. 1981;15. HASBAJRAMI Fatos (inteso Andrea) cl. 1984, albanese;16. HASBAJRAMI Vilson (inteso Soni) cl. 1988, albanese;17. NEDELCU Ananie (inteso “Alessandro il magro”) cl. 1985, rumeno;18. NEDELCU Vasile cl. 1983, rumeno;19. LUCACI PETRU Madalin cl.1986, rumeno;20. BODNARIU Alexandru Ionut (inteso “Alessandro il Chiatto”) cl. 1983, rumeno;21. APATREI Virgil (inteso “Virgilio”) cl. 1985.
ECCO L'ELENCO COMPLETO OVE SONO STATI SEQUESTRATI I VIDEOPOKER

Caiazzo. Il Comune ha bonificato la famosa fontana di Camporalonga. Ha funzionato la “spina” Roberto Di Iorio

Il paladino dei diversamente abili denunciò attraverso queste colonne e su Youtube il degrado del sito
La “Fontana di Camporalonga”, meglio conosciuta come Fontana Murata, è stata bonificata ed i rifiuti rimossi. A cura dell’assessorato alla tutela del verde pubblico Stefano De Matteo e dell’assessorato all’ambiente Antonio Chichierchia, l’area interessata è stata ripulita dai rifiuti di ogni genere. Rifiuti abbandonati da delinquenti senza coscienza che approfittando del buio hanno scaricato ogni sorta di immondizia presso una fonte di acqua tanto antica quanto ambita dai residenti del circondario caiatino. Questi delinquenti, perché di questi si tratta, possono ritenersi soddisfatti dell’opera compiuta. E’ tempo che i cittadini prendano coscienza della necessità di tutelare e preservare il territorio comunale dai vandali, dai furbi, da quelli che con il loro incivile gesto delinquono, contravvenendo ad una precisa disposizione di legge. Una legge chiara e ben precisa che prevede addirittura il carcere per chi abbandona in strada rifiuti ingombranti. Proprio in questi giorni il Comando di Polizia Municipale ha inviato ad alcuni residenti accertamenti per illecito amministrativo poiché colti con le mani nel sacco intenti ad abbandonare rifiuti non pericolosi o perché, all’apertura delle buste contenenti immondizia, sono stati identificati mediante indizi che hanno fanno risalire al legittimo proprietario del rifiuto abbandonato. Un appello deve necessariamente essere lanciato ai cittadini onesti che a Caiazzo sono la maggioranza, affinchè denuncino chi commette simili reati, poiché a volte tra i rifiuti abbandonati possono ritrovarsi rifiuti tossici, nocivi alla salute, all’ambiente. Rifiuti nocivi soprattutto per i bambini che sovente giocano inconsapevolmente accanto ad essi. Denunciare è un atto di civiltà ! E’ impossibile che nessuno vede, che nessuno sente ! A volte i rifiuti, anche pericolosi, provengono da zone limitrofe alla nostra e il più delle volte si tratta di rifiuti costosi da smaltire in piattaforma e questi costi sono a carico della comunità caiatina. Ecco perché è importante segnalare ogni abuso al Comando di Polizia Municipale oppure al Comando Carabinieri. Anche presso la Fontana Murata, nel cumulo di immondizia, sono stati ritrovati oggetti ed altro che potrebbero far risalire al proprietario del rifiuto e di conseguenza a chi lo ha abbandonato.

martedì 28 luglio 2009

Caiazzo. Roberto Di Iorio scrive una lettera aperta al Sindaco della città Stefano Giaquinto

Riceviamo e pubblichiamo:
Carissimo signor Sindaco,
ho ricevuto la sua missiva,il quale oggetto era “RIQUALIFICAZIONE DEL CENTRO STORICO DI CAIAZZO” premetto che io personalmente finchè non vedo, NON CREDO! Data l’esperienza passata che “qualcuno” mandò due operai con una caldarella a "riqualificare Via Domenico Messeri ", che poi piu’ che riqualificata, diciamo che è stata, momentaneamene e scarsamente “attoppata”! Diciamo le solite pezze che lei fa per mettere per Caiazzo per "riparare" i guasti! Sindaco Giaquinto, lei mi scrive del rifacimento di Via Domenico Messeri e sono d’accordo, dato che non si può piu’ camminare, ma mi chiedo, per riparare le voragini negli altri vicoli, non mi dica che dovremo aspettare il prossimo Sindaco! Poi lei aggiunge delle famose mura ciclopiche, testimonianza dell’antica civiltà Caiatina! Sono anni e anni che parlo delle antica mura, senza mai essere ascoltato, piu’ che simbolo di antica civiltà, io direi che è simbolo dell’attuale “inciviltà”! Gente che ci butta sotto sacchi di spazzatura, e li rimangono per intere settimane, solo quando gli animali le hanno totalmente sventrate, allora gli operai della N.U. si decidono a pulire. Vengono a tutte le ore del giorno e della notte a urinare e a defecare, non ho mai visto nessuno che ci disinfettasse! Continuando con la sua missiva, lei menziona Largo Fossi, ma solo ora vi ricordate di Largo Fossi! Una bella pulita a qualla piazza se tutto va bene ci viene fatta tre o quattro volte l’anno! Solo in prossimità di evento! Non mi fraintenda, io sono pienamente d’accordo per quanto riguarda tutto ciò che valorizzi Caiazzo! Dato che ad ora non è stato fatto niente per “VALORIZZARE REALMENTE QUESTA CITTADINA” Sono felice quando si parla di "ACCESSIBILITA’ ", ma nello stesso tempo, le ricordo che c’è sempre quel “famoso” montacarichi da mettere in funzione, ai piedi delle scale della Cattedrale! Cerchiamo pure di “ABBANDONARE” un pochino Piazza Portavetere e pensare che Caiazzo non è solo LI! Ci sarebbero tante altre cose da dire, ma ci sarà tempo! Concludo dicendo che a CAIAZZO SONO TANTI E TANTI A NON ESSERE D’ACCORDO CON LO JOVINELLI, MA NATURALMENTE A LEI INTERESSA BEN POCO IL PARERE DELL’UMILE CITTADINO! MI AUGURO CHE QUESTA EDIZIONE SIA L’ULTIMA, DATO LO SQUALLORE RIPETITIVO E DATO IL DISPENDIO DI DENARO PUBBLICO! CONCLUDO SPERANDO CHE “”NON CI SIANO BIGLIETTI GRATIS PER NESSUNO”” NE PER IL SINDACO, NE PER IL VICE E NE PER PARENTI E AMICI! In attesa che Caiazzo ricominci a vivere e a funzionare come Dio comanda le auguro buon lavoro e se mi permette, vorrei darle un piccolo consiglio CONSULTI UN POCHINO DI PIU’ I CITTADINI DI CAIAZZO PRIMA DI PRENDERE O FAR PRENDERE DECISIONI IMPORTANTI PER LA CITTADINANZA, VEDRA’ CHE SAREMO IN TANTI AD ESSERLE PIU’ GRATI !!!
roberto.diiorio@alice.it
Naturalmente, qualora il sindaco vuole rispondere a Di Iorio, il nostro portale è a sua completa disposizione...
Nella foto Roberto Di Iorio

Alvignano. La City Manager del Comune di Caserta Donatella Angrisani, costretta a scavalcare il cancello al Centro Morrone

La city manager del comune di Caserta, ex sindaco di Alvignano, costretta a scavalcare un cancello elettrico per uscire dal giardino del Centro Morrone. Intorno alle 16 di oggi la dirigente si recava al centro radiologico di Parco Cerasola per effettuare una radiografia. Dopo avre oltrepassato il cancello elettrico regolarmente aperto, si recava nell'edificio che però aveva già chiuso i battenti.
L'Andrisani (nella foto) faceva quindi dietro front, sbuffando, e si accingeva a tornare in Comune quando il cancello si chiudeva inesorabilmente davanti al suo naso. Ineffabile come sempre e per nulla "smossa" la city manager iniziava a chiamare con il suo cellulare tutti i numeri possibili del centro radiologico...
Inutilmente...infatti la risposta inesorabile era sempre la stessa: richiamare negli orari di ufficio dalle 9 alle 16. A questo punto una "sana e dovuta" crisi isterica avrebbe fatto giustizia sommaria del fastidio provocato dal caldo soffocante e del tempo perduto inutilmente...(avrebbe potuto impiegarlo più proficuamente svendendo altri due immobili)... ma Donatella Andrisani guarda con orrore alle svenevolezze "rinascimentali" delle donne poco impegnate e tirandosi su con grazia la cintura dei pantaloni pensava bene di arrampicarsi sul cancello ed atterrare morbidamente (speriamo) dall'altra parte. Quindi... giusto il tempo di aggiustarsi gli occhiali appena appena "smossi" dal salto e via più veloce della luce a rassicurare il sindaco..."Calma Nicodemo...sono ancora qui..."

Droga, arrestati quattro trafficanti sull'A1 tra Caserta e Capua

Quattro persone arrestate e più di 250 chilogrammi di hashish provenienti dalla Spagna sequestrati. La guardia di finanza ha concluso ieri un'operazione contro il traffico internazionale di stupefacenti.
I militari del Nucleo Mobile del Gruppo di Formia, guidati dal Maresciallo Aiutante Antonio Merolla, hanno bloccato i trafficanti mentre cercavano di raggiungere la provincia di Napoli a bordo di due autovetture. Le indiagini erano iniziate venti giorni fa quando un noto pregiudicato della zona era stato fermato per un controllo. L'uomo era in compagnia di altri due malviventi a bordo di un'auto con targa spagnola e dopo qualche giorno era sparito nel nulla. Gli investigatori si erano messi sulle sue tracce e avevano scoperto che era andato in Spagna. Quando il malvivente è tornato in Italia hanno iniziato a pedinarlo. Il napoletano è stato intercettato oggi sull'A1, nel tratto compreso tra Capua e la barriera di Caserta Sud, alla guida di una Lancia e in compagnia di una donna di 31 anni, su un'altra vettura 'staffetta' (una Toyota) c'era invece un suo conoscente di Castelvolturno con un'altra donna, cognata della prima. Dopo essersi accorti di essere seguiti dalla Finanza, i due trafficanti si sono divisi, ma sono presto stati bloccati. Nella Lancia erano stati nascosti più di 200 panetti di droga, per un totale di 252 chili. Lo stupefacente, una volta immesso sul mercato, avrebbe fruttato oltre 2 milioni e 600 mila euro. I quattro sono stati arrestati per traffico internazionale di sostanze stupefacenti, in concorso tra loro. Si tratta di un durissimo colpo inferto allo smercio di sostanze stupefacente che in provincia di Caserta, soprattutto sul litorale domizio sta diventando un’autentica “piaga”. Tuttavia la risposta delle forze dell’ordine, anche questa volta non si è lasciata attendere ed è stata fruttuosa.

Piedimonte Matese. maltrattava la moglie con schiaffi e pugni davanti ai tre figli. Arrestato dai Carabinieri

Violenza in famiglia, arrestato dai Carabinieri coordinati dal capitano Salvatore Vitielloo, un operaio 43enne.
Un’altra triste vicenda, fatta di minacce e violenze all’interno delle mura domestiche è stata portata a galla a conclusione di una breve ma intensa attività investigativa dei Carabinieri della locale Stazione. Le risultanze investigative sono state integralmente raccolte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Ferdinando Zannino, 43enne, operaio di Piedimonte Matese, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e violenza privata. Da alcuni mesi, per futili motivi, aveva terrorizzato la propria moglie, una casalinga, 38enne, con continue minacce di morte, anche con l’utilizzo di un coltello, poi schiaffi, pugni e calci, per i quali la giovane donna era stata costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso del locale Ospedale civile. Momenti di terrore, che venivano tra l’altro vissuti alla presenza dei tre figli minorenni, anche loro traumatizzati dalle frequenti aggressioni. L’uomo è stato prelevato questa mattina all’alba dalla sua abitazione in una zona del centro cittadino e trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere dove ora si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Scuola: contro i tagli i docenti scelgono il part time

All'Ufficio scolastico provinciale record di domande per un impiego part time. A sottoscrivere le richieste sono soprattutto insegnanti e personale Ata.

Caiazzo. Fermati sul litorale laziale due giovani locali ed un terzo di Amorosi in possesso di hascisc. Denunciati dalla Guardia di Finanza.

I tre, apparentemente viaggiavano divisi, ma poi hanno ammesso che la sostanza era per uso personale. Segnalati alle Autorità competenti
Sono riusciti per un a questione di grammi a scansare il carcere, ma uno di loro T. M. ventenne dovrà salutare la patente di guida almeno per un paio di mesi, visto che sono stati beccati dalla Guardia di Finanza sul litorale laziale, in possesso di alcune dosi di hascisc, pronte all’uso e già confezionate. Tre giovani, due di Caiazzo in una vettura e un terzo di Amorosi che li seguiva a bordo di uno scooter, sono stati intercettati e fermati dalla Guardia di Finanza, mentre si recavano in un noto locale del litorale laziale, probabilmente per prendere parte ad un festino. Oltre T. M. che guidava la vettura è stato denunciato anche N.S. anch’egli poco più che ventenne, perché alcune dosi le deteneva nel suo marsupio. Dietro di loro viaggiava un trentenne, G. R., residente ad Amorosi in provincia di Benevento, il quale però aveva una sola modesta dose di hascisc, ma, presumibilmente si accompagnava ai propri corregionali per partecipare appunto a qualche festa privata, atteso che in un primo momento non dichiarava di fare uso di sostanza stupefacente, ma poi, quando i finanzieri, a seguito di una minuziosa perquisizione hanno scoperto l’hascisc nel marsupio di N.S. nel vano porta bagli della vettura in uso a T. M. si autoaccusava un terzo della droga. A conti fatti le sostanze stupefacenti rinvenute permettevano ai tre di sfuggire al carcere, ma non alla denuncia penale per detenzione illegale di droghe, atteso che in ogni caso la quantità non era ravvisabile per uso personale. Sembrerebbe però, che a seguito del blitz effettuato dalle fiamme gialle lungo la statale Appia, ci sia stato un riscontro anche presso l’abitazione ove si teneva la festa, ed anche in questo caso sono state rinvenute dosi di sostanze stupefacenti, per uso personale, addosso ad altri ragazzi del litorale laziale, perlopiù residenti nella zona, che si apprestavano a partecipare allo stesso “festino”, poi, ovviamente, bloccato dalle forze dell’ordine. Insomma una situazione classica che ha visto dei giovani riunitisi in vacanza e, darci dentro con le canne che unite a misture alcoliche, all’indomani provocano anche quelle tragedie ormai note come le stragi del sabato sera.

Guardia di Finanza. sequestrati 7 milioni di euro falsi

Le fiamme gialle, agli ordini del Colonnello Francesco Saverio Manozzi hanno rinvenuto le banconote in tagli da 50 euro
La Guardia di Finanza di Caserta, nell'ambito di un'indagine nel settore della falsificazione di monete coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha scoperto una stamperia clandestina di banconote e ha sequestrato circa 7.300.000 euro falsi. Il denaro contraffatto, in tagli da 50 euro, era pronto per essere immesso sul mercato nazionale e comunitario. Due persone sono state arrestate in flagranza di reato. I dettagli dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 10 presso i locali della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.
AGGIORNAMENTI
Una stamperia clandestina di banconote è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Caserta, che ha anche sequestrato 7 milioni e 300 mila euro, in tagli di 50 euro , pronti per essere immessi nel mercato italiano e comunitario. Nel corso dell'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di S.Maria Capua Vetere, i militari hanno anche arrestato in flagranza di reato due persone. L'attività illecita si svolgeva a Gricignano d'Aversa (Caserta), in una tipografia funzionante da tempo che apparentemente svolgeva lavori normali. Dietro le quinte, come hanno scoperto gli uomini delle Fiamme gialle dopo un lungo lavoro di indagine, si celava invece la stamperia clandestina. A detta degli investigatori, le banconote false erano di elevata qualità e avrebbero fruttato sul mercato il 20-25 per cento del valore nominale. Finora la stamperia si era dedicata solo ai tagli da 50 euro, ma c'erano già i cliché e l'altro materiale per realizzare anche biglietti da 20. Nonostante le misure di protezione della tipografia, che aveva sede in un casolare dotato di cancello mobile e videosorvegliato da telecamere, i militari della Guardia di Finanza sono riusciti a fare irruzione nella stamperia sorprendendo in flagranza di reato due uomini, che sono stati arrestati: si tratta di Giuseppe Simioli, 52 anni, di Calvizzano (Napoli) e di Mario Torromacco, 34 anni, residente a Carinaro (Caserta). La Gdf ha inoltre sequestrato tutti gli apparecchi ad alta tecnologia usati per la stampa delle banconote, e naturalmente gli euro falsi. Questi ultimi erano realizzati con ottima fattura: in particolare la buona imitazione degli ologrammi avrebbe reso difficile riconoscere la falsità delle banconote.

Caiazzo. I vicoletti del centro storico scambiati per orinatoi a cielo aperto. L’inciviltà delle persone non ha freno.

Molta gente, anche del posto, scambianoo i vicoletti del centro storico per orinatoi pubblici. E c'è anche chi si presta ad altro
Sarà per gli scarsi controlli, sarà che la città offre un senso di tranquillità ben oltre l’immaginabile di questi tempi, ma sicuramente a farla da padrona, stavolta, è l’inciviltà della gente anche qualcuno del posto, ovvero di alcuni caiatini che ancora oggi si ostinano a scambiare i vicoletti interni di Caiazzo per latrine a cielo aperto. In estate il fenomeno è più sentito che mai, visto che molte persone usano dormire con finestre e balconi aperti, salvo poi alle prime calure dell’alba che per quel puzzo indicibile di orina che arriva fino ai piani alti delle stesse abitazioni e resta per circa due – tre giorni la gente, soprattutto coloro che non posseggono un condizionatore d’aria, devono barricarsi letteralmente in casa per rifugiare al fenomeno di un olezzo disgustoso. Questo accade a Caiazzo in pieno centro storico e checché se ne dica, la colpa non è certamente degli Amministratori o delle forze dell’ordine, ma, come sopra scritto, è un merito da ascrivere a molta di quella gente che incurante di essere nel 2009 usa appunto i vicoletti caiatini come bagni privati. Addirittura al Rione Garibaldi, da circa cinque anni, i residenti di un condominio ove insistono anche alcuni studi medici e fisioterapici, molte volte si trovano ad aprire il portone della palazzina e constatare con vivo ribrezzo un vero e proprio lago anche e soprattutto in estate, provocato da persone che scambiano il portoncino della palazzina per un bagno pubblico! “Qualche sera fa, erano appena le 22.00 – afferma un residente del popoloso quartiere situato in pieno centro storico – ho dovuto usare un secchio d’acqua dal balcone della mia abitazione per scoraggiare un signore, presumibilmente del circuito della Fiera della Maddalena, che non avendo a disposizione un bagno, ovvero non avendolo trovato, si apprestava a fare delle deiezioni dietro la mia vettura parcheggiata sotto casa!” In pratica le persone, pur usufruendo dei servizi in città, grazie ai bar e ai locali aperti al pubblico che certamente non si tirano indietro in caso di bisogno, preferiscono adottare ancora l’antico sistema, ovvero la camporella e i vicoletti caiatini, i quali grazie alle luci tenue ben si prestano per ispirare a bisogni fisiologici di compagnia, a discapito delle persone che a pochi metri stanno dormendo con il balcone aperto.
Foto di repertorio gente che "espleta"

Casagiove: arrestato Vincenzo Capone latitante del clan Grimaldi. Era tra i cento ricercati più pericolosi d'Italia

Un latitante, Vincenzo Capone, 37 anni, esponente del clan camorristico dei Crimaldi di Acerra, inserito nell'elenco dei cento ricercati piu' pericolsi d'Italia, e' stato arrestato la scorsa notte a Casagiove (Caserta) dai carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna (Napoli), guidato dal tenente colonnello Fabio Cagnazzo.
L'uomo e' stato sorpreso a bordo di un'auto guidata dalla sua convivente, Laura Pizzo, 31 anni. Il suo nascondiglio era stato individuato da alcuni giorni e Capone era stato tenuto sotto osservazione e pedinato. Era latitante dal marzo scorso, quando venne emesso nei suoi confronti dalla magistratura un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, successivamente tramutato in ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le verifiche eseguite successivamente all'arresto, hanno permesso ai carabinieri di individuare l'abitazione in uso al latitante, lontana poche centinaia di metri dal luogo in cui e' stato rintracciato. Sono in corso ulteriori verifiche per accertare la titolarita' dell' appartamento e a quale titolo il latitante ne avesse la disponibilita'.
AGGIORNAMENTI
Il suo nascondiglio era stato individuato da alcuni giorni e Capone era stato tenuto sotto osservazione e pedinato. Era latitante dal marzo scorso, quando venne emesso nei suoi confronti dalla magistratura un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, successivamente tramutato in ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le verifiche eseguite successivamente all'arresto, hanno permesso ai carabinieri di individuare l'abitazione in uso al latitante, lontana poche centinaia di metri dal luogo in cui e' stato rintracciato. Sono in corso ulteriori verifiche per accertare la titolarita' dell' appartamento e a quale titolo il latitante ne avesse la disponibilita'.

lunedì 27 luglio 2009

Piedimonte Matese Eletto il Presidente dell'Assemblea del Parco Regionale del Matese. Si tratta di Ermanno Masiello

Il primo cittadino di Raviscanina ha ottenuto dodici consensi contro i sette del rappresentante di San Gregorio Matese, Antonio De Lellis, e un voto per il sindaco di Letino Antonio Orsi.
Ermanno Masiello (nella foto), sindaco di Raviscanina, area Partito Democratico, è il nuovo presidente dell'Assemblea dell'Ente Parco, in sostanza rappresenterà i sindaci della Comunità Montana del Matese in seno al Parco Regionale presieduto da Giuseppe Scialla. I voti in suo favore sono stati dodici, contro i sette del rappresentante di San Gregorio matese, cioè il sindaco Antonio De Lellis e un solo voto invece ad appanaggio del sindaco di Letino Antonio Orsi. Si rafforza quindi l'area Pd del matesino con questa ulteriore importante nomina, dopo la riconferma ottenuta da Fabrizio Pepe alla presidenza della Comunità Montana del Matese, all'indomani del rinnovo dei Consigli Comunali orbitanti nell'organismo appunto matesino. Implicitamente è un importante risultato per lo stesso sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello il quale, forse, è l'unico dirigente del Pd ad essere riuscito a resistere e soprattutto respingere l'onda d'urto delle scorse elezioni che hanno sancito uno strapotere del centro -destra in Campania. In definitiva il Pd del matesino, almeno per quanto riguarda il risultato dei posti di comando, resta saldamente in sella.