domenica 31 maggio 2009

Caiazzo, Piana di Monte Verna, Ruviano. Si è scatenata una vera e propria Orda Barbarica perpetrando furti a raffica.

Tra le vittime un Carabiniere, un Vigile Urbano e l’ex sindaco di Ruviano Giovanni Cusano.
Quello che è avvenuto la notte scorsa nell’agro caiatino, a memoria d’uomo, probabilmente, non si è mai verificato. Una banda, perché tale forza nel compiere azioni criminose della portata che andiamo a spiegare, la può detenere solo una banda ben organizzata, ha depredato in lungo e in largo e soprattutto in maniera indisturbata, tre Comuni della zona confinanti tra essi, Caiazzo, Piana di Monte Verna e Ruviano. Ma andiamo con ordine. A Caiazzo è stato flagellato il quartiere di Santa Lucia, zona periferica della città che si estende fino a Ruviano, dove ad essere colpito è stato l’ex sindaco del paese Giovanni Cusano, mentre tornando appunto a Caiazzo, ad essere colpito ed a subire danni sono stati i genitori di un appartenente alla forze dell’ordine, ovvero un Vigile Urbano in servizio allo stesso Comune caiatino, i cui familiari sono stati sorpresi nella nottata. Dopodiché gli stessi ladri, in maniera tranquilla hanno messo a segno altri colpetti nella zona, per poi decidere di terminare la loro scanzonata scampagnata di furti e danni alla povera gente, recandosi a Piana di Monte Verna, ove si sarebbero intrufolati in un appartamento utilizzando una scala e, una volta all’interno prelevare le chiavi di due veicoli di proprietà della famigliola che vi abitava e andarsene in maniera indisturbata all’altro lato del paese, ovvero sempre Piana di Monte Verna, laddove la vittima predestinata era nientemeno che un Carabiniere in servizio a Caserta, al quale, stante le prime indiscrezioni gli avrebbero allo stesso modo della famiglia in precedenza, sottratto le chiavi all’interno della sua abitazione e si sono portati via la sua vettura, un Suv di notevole valore. Insomma l’agro caiatino continua a rappresentare per ladri, spacciatori e malintenzionati un vero e proprio albero della cuccagna, ove a piacimento tra opere vandaliche, furti e cazzotti alle persone anziane, si può venire a prelevare di tutto e di più e senza che in alcun modo si riesca a scoprire o quanto meno a prevenire siffatte opere poste in essere da vere e proprie Orde barbariche. Tuttavia, bisogna spezzare una lancia in favore delle forze dell’ordine, che durante la giornata sono impegnatissime a multare e sequestrare motorini i cui conducenti non indossano il casco o che non montano lo specchietto retrovisore allo stesso veicolo, per cui un’opera di prevenzione altrettanto brillante, quanto importante sul territorio c’è ed è facilmente constatabile da tutti, anche se l’episodio susseguitosi la notte scorsa lancia un vero e proprio segnale angosciante al resto della cittadinanza dell’intero agro caiatino, cioè che il pericolo di essere colpiti da chiunque e a qualsiasi ora c’è ed è reale. Provare a chiedere alla sequela infinita delle vittime dei reati sopra descritti.

L'Europarlamentare Aldo Patriciello stasera a Mondragone per incontrare l'elettorato

L'Onorevole Aldo Patriciello, candidato al rinnovo del Parlamento europeo, incontrerà domani 1 giugno 2009, elettori e simpatizzanti presso la sezione PDL di Mondragone (CE) Piazza Umberto I, alle ore 18.30.
Ancora un incontro con l'elettorato da parte dell'onorevole Aldo Patriciello, deputato al Parlamento Europeo (Gruppo PPE/DE). Il politico molisano di origine, ma campano di adozione attualmente ricopre la carica di Vice Presidente della Commissione Industria, Telecomunicazioni, Ricerca ed Energia. Inoltre è membro della Commissione per il controllo dei bilanci e membro sostituto della Commissione per i trasporti e il turismo e della Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l’Unione dei Maghreb arabo (compresa la Libia). Il suo forte impegno per lo sviluppo del tessuto produttivo del Sud e la passione che lo lega alla sua terra lo hanno spinto a ricandidarsi alle elezioni 2009 per il rinnovo del Parlamento Europeo. Stasera quindi sarà a Mondragone in Piazza Umberto I° alle 18.30

Pensionato molesta una minorenne nel parco della Reggia: arrestato

Si è abbassato la cerniera dei pantaloni ed ha iniziato a masturbarsi davanti ad una minorenne. Il fattaccio è accaduto non in una zona di periferia qualsiasi di Caserta, ma all’interno del Parco della Reggia.
E così, alle sedici circa, i militari del nucleo radiomobile della compagnia dei Carabinieri di Caserta, nel corso di un servizio di controllo all’interno del Palazzo Vanvitelliano, dedicato proprio alla tutela ed alla sicurezza dei turisti, hanno arrestato in fragranza di reato Salvatore Diletto, originario di Napoli, classe 1941. Secondo una prima ricostruzione dell’ignobile episodio, mentre si trovava a bordo di un autobus per la visita dei Giardini Reali, l’uomo ha iniziato a masturbarsi davanti ad una minorenne di appena quindici anni. Ma assieme alla ragazza, c’era anche la madre, che ha cercato subito soccorso. Allarmato dalle urla della donna, Diletto ha tentato di darsi alla fuga, ma è stato poi fermato dai militari che erano stati allertati proprio dalla madre. Un intervento quanto mai tempestivo, in quanto solo così è stato possibile evitare che la situazione generasse. Dopo le formalità di rito l’uomo è stato associato presso il carcere di Santa Maria, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria con l’accusa di atti osceni in luogo pubblico e molestie sessuale.

Piedimonte Matese. Blitz della Guardia di Finanza in tutta l’area di competenza elevati verbali per scontrini e ricevute.

Controlli serrati delle fiamme gialle
Infatti nell’ultimo week-end, gli uomini della Tenenza guidati dal Luogotenente Liberato Liliano, hanno dato vita ad una operazione di servizio rientrante nel cosiddetto piano dei controlli a massa, disposti dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta retto dal Colonnello Francesco Saverio Manozzi, atto a prevenire e reprimere tutti gli illeciti amministrativi-economici-finanziari. La Finanza ha dispiegato nelle giornate dell’ultimo fine settimana numerose pattuglie lungo tutto il territorio di competenza che comprende ben 28 Comuni, da Piana di Monte Verna a Piedimonte Matese, passando per Gioia Sannitica e Capriati al Volturno. Proficui sono stati anche i risultati, atteso che è emerso che nonostante gli assidui controlli, molti commercianti ancora oggi non “battono cassa”, nel senso che non emettono documentazione fiscale. Un caso eclatante è stato quello di un artigiano scoperto nella circoscrizione di servizio della Tenenza che non ha mai provveduto ad installare alcun misuratore o blocchetto delle ricevute fiscali, nel senso che lavorava praticamente “free- fisco”. In ogni caso le nuove tipologie dei controlli posti in essere proprio dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, permetteranno ai finanzieri di approfondire ulteriormente ed in maniera chirurgica il tenore di vita di molti soggetti che pur dichiarando reddito zero, viaggiano a bordo di lussuose vetture e/o risultano possidenti di numerosi beni immobili.

Caiazzo. Consiglio Comunale trafelato, ma comunque passa tutto ciò che era previsto

Seduta consiliare “canonica” ed “accademica”, nel senso che per il primo appellativo è passato tutto ciò che era previsto all’ordine del giorno, coi soli voti della maggioranza consiliare ovviamente, visti gli argomenti all’ordine del giorno...
...per l’accademico invece si è assistito ad uno dei tanti discorsi che vede il Comune di Caiazzo oggetto di invettive anonime e quindi ha visto convergere maggioranza e minoranza consiliare su un unico documento di condanna alle reiterate illazioni gratuite e senza patrocinio, come sovente capita di assistere a Caiazzo. E’stato tributato anche un doveroso omaggio alla segretaria comunale Carmela Barbiero, al suo ultimo Consiglio caiatino prima di prendere possesso della stessa carica al Comune di Castelvolturno. Le novità di questa seduta ci sono e sono anche sostanziose. Innanzi tutto l’ex sindaco di Caiazzo Nicola Sorbo è stato nominato in quota minoranza consiliare membro della Commissione Edilizia, mentre in quota maggioranza sono stati indicati i seguenti professionisti, Massimiliano Pepe, Antonio De Marco e Alfredo Lombardi. L’indicazione fornita dal gruppo di Ciro Ferrucci (opposizione) ha lasciato tutti basiti, senza nulla togliere alla valida figura istituzionale dello stesso Sorbo che in città da più parti gli è riconosciuta, poiché molti erano indotti a credere che lo stesso Ferrucci avrebbe invece nominato Josè Sangiovanni, tecnico e candidato proprio con il gruppo Caiazzo Città Viva alle scorse elezioni amministrative. Mentre alle tante interrogazioni consiliari presentate dal gruppo di Ciro Ferrucci, ancora non vi è allo stato attuale traccia di alcuna risposta da parte dell’Amministrazione Comunale, per cui i casi sono due o il sindaco ha risposto in maniera esaustiva ed in forma riservata, oppure la stessa minoranza consiliare non ha intesso più di tanto calcare la mano. Infine, ma non meno importante, il bilancio di previsione è passato, dopo la lettura di numerose pagine, operazione questa pretesa dalla minoranza, con il solo voto della maggioranza.

Piedimonte Matese. Aumentano gli sforzi da parte del C/6 per fornire servizi ai disabili

Diventa realtà il progetto “MONTabilmenteMARE” ideato dagli Ambiti Territoriali C6, di cui Piedimonte Matese è comune capofila, C7 e C9 per garantire il diritto di fruizione di mare e montagna a soggetti disabili, in relazione alle legge regionale 328 del 2000 che regolamenta il sistema di interventi e servizi sociali.
di Michele Menditto
Il programma, unico nel suo genere all’interno della provincia di Caserta, è stato attentamente valutato dalla Regione Campania, e con Determina Dirigenziale 485 del 26 maggio la Giunta ha concesso il finanziamento di 198mila euro per la sua attuazione. Ciò consentirà ai diversamente abili di fruire di servizi e prendere parte ad iniziative centrate su visite a località montane e marittime che si trovano tra i comuni facenti parte dei tre Ambiti Territoriali, località tra cui vi è pure il Parco Regionale del Matese. Soddisfatto il sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello per il finanziamento concesso dalla Regione a “MONTabilmenteMARE”, “un passo importante per il territorio, soprattutto per Piedimonte che è capofila dell’Ambito. Un mio ringraziamento va al consigliere Domenico Ferraiuolo, per la sua preziosa collaborazione, e alla dottoressa Francesca Palma per la professionalità dimostrata”. Il programma, a cui hanno aderito numerose associazioni di volontariato più il club velico italiano “Mascalzone Latino”, si svolgerà nel periodo che va da giugno a dicembre di quest’anno, e prevede un ventaglio di attività molto ricco: ci sono infatti corsi di vela, attività subacquee, colonie marine estive, corsi di canottaggio, pescaturismo, percorsi naturalistici e settimana bianca con corsi di sci.
Nella foto il Consigliere delegato alla 328 Domenico Ferraiuolo

Caiazzo. Disciplinato il parcheggio dei veicoli. Finalmente arriva il disco orario

Cambiano le regole della sosta sul lato del Monumento ai Caduti e dei Giardinetti. Il sindaco: “Intanto restano in città tre ampie aree completamente gratuite”
A Caiazzo cambiano le regole della sosta: da lunedì 1 giugno sul lato del Monumento ai Caduti e dei giardinetti di piazza Portavetere arriva il disco orario. Disposto con una ordinanza dal Comando di Polizia Municipale, coordinato dal maresciallo Pietro Del Bene, il provvedimento è atto a favorire un ricambio e una rotazione più frequente delle auto, proprio per permettere un maggiore flusso di potenziali clienti per le attività commerciali dislocate sul percorso. Un rimedio questo deciso dai caschetti bianchi in collaborazione con l'amministrazione comunale retta dal sindaco Stefano Giaquinto per porre dunque fine all'uso quasi privato dei posti auto, una soluzione che va ad aggiungersi e a disciplinare in modo uniforme la sosta lungo l’arteria che attraversa il cuore del piccolo centro della Media Valle del Volturno. Il primo cittadino ricorda infine, a chi non vorrà preoccuparsi del disco orario, del box auto e vuole approfittare dell’occasione per fare due passi, che “restano in città tre ampie aree dove parcheggiare l’auto senza sborsare nemmeno un euro, ovvero Rione Garibaldi, Foro Boario e Largo Fossi”.
Nella foto il Monumento ai Caduti in guerra di Caiazzo, ubicato in Piazza Portavetere

Ruviano, domani iI I° Galà del Suino Casertano, del Vitigno Pallagrello e del Caso Peruto.

Si terrà domani 1 giugno 2009 a Ruviano (CE) il I° Galà del Suino Casertano, del Vitigno Pallagrello e del Caso Peruto, organizzato dal Comune di Ruviano, l’Associazione Saperi e Sapori della Campania, l’Associazione RARE, il Consorzio Allevatori della razza suina casertana, la ProLoco Raiano e l’UNPLI di Caserta, un occasione imperdibile per conoscere i tre prodotti d’eccellenza del territorio casertano.
Si inizia alle ore 9.00 presso l’area SIC “Sito di Interesse Comunitario”di Alvignanello di Ruviano con il taglio del nastro ed il saluto delle Autorità. Si procederà poi alla scoperta degli Itinerari Verde, Grigio e Bianco che porteranno attraverso esperte guide alla conoscenza delle tipicità del vitigno Pallagrello, dell’allevamento semibrado di suini di razza casertana e delle fasi di lavorazione del Caso Peruto.
Nel pomeriggio, alle ore 17.00, presso il Complesso Scuola Media, via Nazionale 83 di Ruviano si assegnerà il premio “Campaniae varietas vitae” che si propone di attribuire un riconoscimento ad un'iniziativa, un'attività da tutelare, una persona, un gruppo, un'associazione, un ente pubblico o privato, quale valorizzazione dell’ingegno, del “saper fare” e della cultura nel settore agroalimentare della Regione Campania. Successivamente verrà presentata dal direttore Nando Cirella ed il presidente di Ager Photo Antonio Calamo il 1° numero della rivista AgriCultura e Innovazione, trimestrale di agricoltura, zootecnia, prodotti tipici, ambiente e turismo.
La serata si concluderà con il convegno “La tipicità locale quale strategia di sviluppo del territorio”. Dopo i saluti di Roberto Cusano e Mario Petrazzuoli, Sindaco e Assessore all’Agricoltura di Ruviano, Alberto Rossetti, Presidente Associazione Saperi e Sapori della Campania, Pasquale di Meo, Presidente ProLoco Raiano, Giovanni Migliozzi, Presidente Consorzio Allevatori della razza suina Casertana e Francesco D’Orsi, Direttore ARAC, si entrerà nel vivo del convegno moderato da Andrea Petrazzuoli, Vice Sindaco di Ruviano, con gli interventi di Vittorio Barbieri, Giuliana Andreozzi e Vincenzo Peretti, docenti dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Carlo Ferrara e Maria Luisa Stirpe del Servizio Veterinario ASL CE, Marco Cerreto, Consulta Nazionale dell’Agricoltura, Marcello De Simone, direttore Coldiretti Caserta, Vincenzo Galietti, Fabio Di Meo e Vincenzo Coppola esperti rispettivamente del territorio, di vitigno pallagrello e caso peruto e Franco Pezone, Presidente UNPLI Caserta.
Nella foto il centro di Ruviano

Caiazzo. Nomade per forza, riposa al cimitero. L'assurda storia di un uomo che, senza casa è costretto a dormire in macchina!

Franco Falso una vita all'estero, in Canada e poi torna per godere dell'agognata pensione e il fratello, nel frattempo, gli aveva venduto casa e terra!
servizio e foto di Gianni Gosta
Ha scelto l’ambito cimiteriale caiatino per riposare tranquillamente almeno qualche ora durante le afose notti di fine maggio il sessantacinquenne di Santi Cosma e Damiano, in provincia di Frosinone, che sembra nato per ribadire la veridicità dello storica locuzione latina “nomen omen”, traducibile in sorte segnata dal nome o meglio dal cognome che, nella fattispecie, in una parola sintetizza la drammatica storia di cui il nostro si dice vittima: Falso. Franco Falso infatti racconta di essere costretto a girovagare per racimolare almeno un tozzo di pane da quando, tornato dal Canada dove era emigrato negli anni sessanta, ha scoperto che il piccolo appezzamento di terreno ricevuto in eredità dal padre, sul quale intendeva costruire l’abitazione in cui trascorrere la vecchiaia, era stato venduto, a suo dire con artifici, da un fratellastro al vicino, che vi aveva già costruito una strada. A Vancouver l’uomo era riuscito a realizzarsi, dopo anni di duro lavoro in Germania e in Svizzera, mettendo su un’impresa di costruzioni che gli aveva consentito di racimolare la somma necessaria a realizzare il sogno di una vita: tornare al paese natio e trascorrere la vecchiaia dove era nato. Un desiderio che l’uomo aveva confidato anche al vicino, che gli aveva proposto la vendita del terreno in occasione di una delle sue periodiche rimpatriate ma dopo la sua partenza questi si sarebbe accordato con un fratellastro che, dichiarando di aver sempre coltivato quel terreno per oltre venti anni, lo avrebbe rivendicato per usucapione e quindi ceduto al vicino. Inevitabile la denuncia e l’avvio di una complessa vertenza giudiziaria, che avrebbe ridotto sul lastrico Franco Falso, che però del “falso autentico” si dice vittima, al punto da essere costretto a girovagare con una “Tipo” mezza sgangherata ma che per lui è tutto. Camera da letto, soggiorno, deposito, cucina, bagno e… farmacia. Già: per giunta l’uomo è seriamente malato, ma acquistare i farmaci diventa un problema serio, soprattutto quando i pochi euro racimolati in un giorno non bastano per acquistare un tozzo di pane e la benzina necessaria a spostarsi da un paese all’altro, sempre in cerca di nuovi benefattori, da quando il sindaco del suo paese lo avrebbe cacciato, a quanto riferito, addirittura in malo modo. Almeno per qualche giorno però il problema “mobilità” non si pone in quanto il viandante si è fermato, temporaneamente, nell’ambito antistante il cimitero di Caiazzo dove non solo può parcheggiare liberamente, ma anche stendere il materasso e riposare in pace, con e senza allegoria, nonché lavarsi l’indomani prima di riprendere il giro di case e negozi, contando sulla benevolenza innata dei caiatini e degli stessi visitatori del cimitero. Prima o poi però sarà costretto a cambiar aria, riprendendo la vita di ramingo per forza, finché non ritroverà il suo angelo custode, speriamo per lui non prima della pace eterna.


create animated gif

sabato 30 maggio 2009

Guardia di Finanza. Arrestati due soggetti in possesso di 145 grammi di eroina

Le linee di indirizzo operativo del Comando Provinciale Caserta, volte, tra l’altro, alla prevenzione ed alla repressione del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti, fanno registrare ancora un importante risultato.
Presso il Casello autostradale di Napoli Nord, infatti, una pattuglia di baschi verdi del Gruppo di Aversa, durante un normale posto di controllo intimavano l’ALT ad un Alfa Romeo diretta verso Roma, su cui viaggiavano due soggetti.
L’autovettura che sembrava inizialmente rallentare per favorire i controlli, accelerava improvvisamente continuando la sua marcia.
A quel punto i militari si mettevano immediatamente all’inseguimento.
Vistisi braccati, i due soggetti si liberavano di una busta di cellophane lanciandola dal finestrino convinti di riuscire a sfuggire all’arresto liberandosi del “prezioso” carico.
I Baschi verdi, invece, dopo aver recuperato l’involucro rincorrevano nuovamente il mezzo che nel frattempo aveva acquistato un cospicuo margine di vantaggio.
Solo dopo un’estenuante corsa le Fiamme Gialle riuscivano ad affiancare l’Alfa in fuga costringendola ad accostare al margine della strada, anche al fine di evitare che altri mezzi potessero essere coinvolti nello scenario operativo.
I due soggetti, P.A. marchigiano di anni 23 e S.C.M.J., dominicano di anni 20, sono stati tratti in arresto in quanto all’interno dell’involucro gettato durante il tentativo di fuga sono stati rinvenuti 150 grammi di eroina tipo bianca, c.d. thailandese.
La rilevanza del risultato è determinato proprio dalla tipologia di sostanza rinvenuta atteso che l’eroina bianca è la più ricercata sul mercato in considerazione del suo elevato grado di purezza e la possibilità pertanto di ricavarne un maggior numero di “tagli”.
Tale peculiarità ne rende oneroso anche l’acquisto sulla piazza, essendo il suo prezzo medio fissato a circa 60 euro al grammo.

BEPPE GRILLO PRESENTA

L'INTOCCABILE!


Alife. Manifesti murali che controricambiano le considerazioni del sindaco uscente Roberto Vitelli

Il comitato Pro - Via Olivetole e via Pacifico (Olpac) al primo cittadino. Avremmo avuto bisogno di più assistenza invece di...

LA CURIOSITA' - Cassazione: solo da maggiorenni si è liberi di scegliere tra il cognome di mamma e quello di papà

La Suprema Corte tratta il caso di un giovane diciannovenne di Salerno che vuole "abiurare" il cognome del padre e adottare quello della madre. Lo può fare perchè maggiorenne
A cura dell'Avvocato Roberto Cataldi
Per poter scegliere liberamente se chiamarsi con il cognome di mamma o di papà bisogna attendere di essere maggiorenni. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione occupandosi del caso di un ragazzo di Salerno che per ben 19 anni si era chiamato con i nomi alterni dei due genitori. Solo ora la Corte di Cassazione gli ha dato il via libera per decidere liberamente e di recarsi quindi all'anagrafe per avvalersi ''autonomamente e personalmente dei rimedi amministrativi in tema di cambiamenti e modificazioni del nome e del cognome'' cosi' come disposto dall'ordinamento dello stato civile in base del Dpr 396 del 2000. Detto così può apparire tutto molto semplice ma per il giovane l'iter giudiziario è stato lungo e difficile. Come ricostruisce la Cassazione (sentenza 12147/2009), alla nascita il riconoscimento era stato fatto solo dalla madre mentre il padre si era fatto vivo (per il riconoscimento) solo a distanza di 4 anni. Il Tribunale per i minorenni di Salerno e la corte d'Appello inizialmente avevano stabilito che il ragazzo dovesse portare solo il congome paterno. Il caso finiva in Cassazione che sottolineava la necessità di valutare se effettivamente ''l'interesse esclusivo del minore'' fosse quello di avere un solo cognome o se non fossero maturi i tempi per chiamarlo con il cognome della madre. IL caso tornava alla Corte d'appello e veniva riesaminato. La nuova pronuncia stabiliva che il ragazzo dovesse mantenere il cognome materno. Ancora una volta la vicenda tornava in Cassazione e, poi, nuovamente alla Corte d'Appello che questa volta stabiliva che il giovane, oramai 17enne dovesse utilizzare entrambi i cognomi. Con una terza ed ultima decisione la Cassazione ha ora deciso che il ragazzo divenuto maggiorenne potra' finalmente decidere autonomamente di chiamarsi, come lui da sempre aveva desiderato: con il ''solo cognome materno''.

Guardia di Finanza. Scoperta l'ennesima fabbrica di scarpe false della Hogan a Teverola

Le fiamme gialle hanno denunciato a piede libero L.P. originario di Caserta. Anche 33 macchinari finiscono sotto chiave. Il fenomeno della contraffazione da queste parti è allarmante
Ancora un blitz anticontraffazione della Guardia di Finanza di Caserta. I militari della Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Tributaria hanno fatto irruzione in un laboratorio artigianale nel comune di Teverola, sorprendendo numerose persone impegnate nella lavorazione di calzature riportanti il marchio di fabbrica della nota griffe Hogan, palesemente contraffatto. L’attività delle fiamme gialle è stata resa particolarmente difficoltosa dal fatto che il locale è risultato ben occultato tra le vie del comune ed in particolare anche dal sistema di videosorveglianza, che garantiva la necessaria sicurezza per prevenire e gestire eventuali interventi delle forze dell’ordine. I finanzieri hanno denunciato alla locale procura di Santa Maria Capua Vetere L.P., originario di Caserta, per il reato di contraffazione. Sequestrate oltre 200 paia di scarpe abilmente contraffatte recanti il marchio della nota griffe, circa 55mila prodotti tra accessori e semilavorati necessari per l’assemblaggio delle calzature, 2 clichè in ottone recanti il marchio Hogan, 33 macchinari necessari alla lavorazione delle tomaie ed al confezionamento delle scarpe e l’intero locale, che si estendeva per circa 150 metri quadri. Constatato anche il mancato rispetto delle prescrizioni in materia contributiva, assistenziale e previdenziale per 7 lavoratori risultati non regolarmente assunti. In corso accertamenti dell’Asl sulle eventuali responsabilità del proprietario in ordine al mancato rispetto della normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.

Piedimonte Matese, lotta al crimine: bilancio di maggio più che positivo per i Carabinieri. 15 arresti e 30 denunciati

Oltre ai 15 arresti anche 30 persone denunciate. Inoltre raffica di sequestri, da parte dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, coordinati dal Capitano Salvatore Vitiello.
A portare a segno brillanti operazioni contro vari fenomeni di criminalità e di illegalità diffusa, sono stati i Militari delle Stazioni dislocate nel comprensorio matesino e quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile, diretti rispettivamente dai Luogotenenti Luigi Lo Russo e Nicola Marsilio, e dai Marescialli Giovanni Aceto, Giuseppe Ratta, Giuseppe Sileo, Paolo Bernabei, Giovanni Orsi e Giuseppe Calabrese.Dei 15 arrestati in flagranza, 8 riguardano reati contro il patrimonio, la persona e in materia di armi. Sotto sequestro una pistola calibro 9, due caricatori, un fucile calibro 12 e decine di munizioni. Sequestrato inoltre altro materiale illecitamente detenuto e recuperata refurtiva per un valore di oltre 20.000,00 Euro; 4 gli arresti per trasporto o smaltimento illecito di rifiuti speciali, nella circostanza sottoposti a sequestro oltre 35 quintali di rifiuti anche tossici, un’area adibita a deposito di circa 500 mq. e due camion utilizzati per il traffico illecito dei rifiuti. 3 infine le persone finite in manette per reati collegati al fenomeno dell’immigrazione clandestina. 30 invece le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria, poichè responsabili a vario titolo di reati contro l’ambiente e la salute pubblica, come l’abusivismo edilizio e violazioni alle norme igienico sanitarie; di reati in materia di sicurezza stradale, come la guida in stato di ebbrezza alcolica; reati in materia di immigrazione clandestina e droga, come le violazioni alla c.d. Legge Bossi-Fini e per violazioni alla Legge sugli stupefacenti, nonché altri reati, come ad esempio quelli contro la famiglia. Nel corso delle operazioni che hanno portato alle denunce a piede libero appena elencate, sono stati posti sotto sequestro 7 fabbricati costruiti abusivamente e in luoghi sottoposti a vincoli paesaggistici, come il Parco Regionale del Matese, per un valore complessivo di oltre 200.000,00 mila Euro; altro importante risultato nella lotta all’inquinamento ambientale è stata la scoperta di due scarichi abusivi che finivano per inquinare il fiume Volturno. 4 le attività commerciali nel settore alimentare sanzionate per violazioni in materia di igiene e sanità. Sotto sequestro anche un considerevole quantitativo di sostanze stupefacenti, oltre 100 infatti sono state le dosi di “hashish” recuperate dai Carabinieri

Castel Campagnano, disabile 75enne denuncia di aver subito un tentativo maldestro di furto in Ospedale a Piedimonte Matese.

Il settantacinquenne sostiene di essere stato allegerito anche di una modesta somma di denaro. Sul caso è stata sporta denuncia
Un signore di 75 anni M.P. residente a Squille, frazione di Castel Campagnano, ha lanciato un gravissimo j’accuse nei confronti di un assistente ospedaliero in servizio all’Ospedale di Piedimonte Matese. Secondo quanto riferito dallo stesso, ricoverato presso la struttura pedemontana per un problema di salute, avrebbe subito un maldestro tentativo di furto del suo portafogli da parte di un presunto portantino in servizio nel nosocomio. M.P. veniva colto da una crisi di asma e chiedeva di essere messo su una sedia a rotelle perché non riusciva a reggersi in piedi, anche a causa della sua mole. Uno dei portantini in servizio si precipitava su di lui, fingendo di preoccuparsi per lo stato di salute e aiutarlo a sollevarsi dalla sedia a rotelle, sennonché durante l’apice della crisi asmatica subita dal 75enne, secondo quanto riferito dallo stesso, l’assistente avrebbe approfittato per sfilargli il portafogli dalla tasca posteriore. Tuttavia e per fortuna dello stesso anziano, questi si accorgeva della manovra e iniziava ad inveire contro lo stesso al quale chiedeva di restituire il maltolto, cosa che parzialmente avveniva, secondo la denuncia sporta poi ai Carabinieri dal 75enne, visto che il portafogli veniva ritrovato sotto la stessa sedia a rotelle, ma senza la modesta somma di denaro in esso custodita. Da indiscrezioni trapelate, anche se poi gli stessi inquirenti faranno chiarezza, sembrerebbe che lo stesso ausiliario non sia nuovo a queste “avventure” ed anzi avrebbe precedenti specifici in merito. Fatto sta che l’episodio ha destato molto scalpore nei presenti e qualcuno a denti stretti ha anche affermato che la fortuna dello stesso ausiliario è dovuta al fatto che non c’erano parenti prossimi dell’anziano perché altrimenti lo avrebbero anche conciato per le feste.

Piedimonte Matese, replica l'Amministrazione Comunale a Sarro: "Propaganda elettorale la sua!"

L’Amministrazione Comunale della Città di Piedimonte Matese legge con meraviglia sugli organi di stampa le dichiarazioni (per la verità a puro sfondo elettorale) rilasciate dal senatore Carlo Sarro.
comunicato stampa
Infatti, sostiene il senatore di rilanciare in Piedimonte Matese un polo culturale in linea con la sua millenaria tradizione; e ne individua le direttrici: recupero definitivo di Palazzo Ducale, fruizione e valorizzazione dei progetti integrati territoriali Monti Trebulani-Matese (ex abbazia dei Padri Celestini, ex Convento di San Domenico, Parco Archeologico di Monte Cila), valido impulso alla riapertura del museo civico con il ritorno del suo più prestigioso reperto denominato ‘Corridore del Cila’. Le opinioni del senatore possono essere condivise da questa Amministrazione Comunale che si sta adoperando per ciascuna di esse in silenzio, laddove non si cerchi di sfruttare la cosa con moventi di chiaro stampo elettoralistico. Tant’è che la scorsa settimana la famiglia Gaetani, proprietaria del secondo piano di Palazzo Ducale, è stata ricevuta in Comune, alla presenza di funzionari della Soprintendenza, per definire una proposta di alienazione del bene che, così, diventerebbe interamente di proprietà pubblica. L’Amministrazione ricorda al distratto senatore che, esercitando nel 2007 il diritto di prelazione per i beni storici ed architettonici vincolati, con i fondi derivanti dalla rinuncia alle indennità di funzione degli stessi amministratori comunali, è stato acquisito alla proprietà comunale un immobile facente corpo con Palazzo Ducale di più di 320 metri quadrati: cosa che in passato, quando gli amministratori intascavano le proprie indennità, non era possibile (peraltro il senatore ha minacciato di impugnare la delibera di Consiglio Comunale che un anno dopo perfezionava la deliberazione della Giunta). Ricorda ancora che, se la programmazione dei P.I.T. è stata fatta dalla sua amministrazione, l’inizio dei lavori, il loro compimento e parte della loro inaugurazione (vedi parco archeologico) sono stati eseguiti dall’amministrazione attuale; la quale ha apportato ai progetti originari sostanziali modifiche, poi approvate dalla Regione Campania con perizie di variante (peraltro gli ultimi due P.I.T. – Celestini e San Domenico – sono ai nastri di partenza). Così in San Domenico l’implementazione del recupero degli affreschi quattrocenteschi del chiostro maggiore che ha interessato non solo le lunette ma anche le pareti ricoperte da una spessa coltre di vernice e nerofumo; così nel parco archeologico, dove sono stati implementati gli scavi che, se non hanno dato apprezzabili risultati, dati i limiti temporali ristretti imposti dal P.I.T., perlomeno hanno pianificato i progetti di riqualificazione futuri, già peraltro da questa amministrazione ideati e candidati a finanziamento nel parco progetti della Regione. Così nell’ex Abbazia dei Padri Celestini, ove una certosina scelta dei materiali di restauro ha ridato maggiore decoro al tempio seicentesco. Per quanto attiene al ‘Corridore del Cila’ (di cui il senatore parla spesso), statuina bronzea del V-IV secolo a. C. ritrovata nel 1928 sul Monte Cila, ritraente un giovane efebo nudo nell’atto di correre o di danzare, anche in questo caso l’Amministrazione comunale opera in silenzio. Tant’è che con diverse missive della metà dello scorso anno e di quello in corso si è richiesto il calco del ‘Corridore’ laddove non fosse stato possibile ottenere l’originale; e giovedì 21 Maggio il Sindaco Vincenzo Cappello, accompagnato dall’Assessore delegato Attilio Costarella, sono stati ricevuti in Napoli presso il Museo Archeologico Nazionali dal Prof. Pietro Giovanni Guzzo, Soprintendente per i beni archeologici di Napoli e Pompei, che hanno ringraziato per la fattiva collaborazione offerta (dato che oltre cento reperti dell’ex Museo Alifano sono già in Piedimonte a disposizione della Soprintendenza di Caserta e Benevento competente per territorio, in attesa dell’allestimento d’una mostra tematica sui siti fortificati del Matese nell’ex Convento di San Domenico, sede storica del Museo), ed al quale hanno chiesto il prestito del ‘Corridore’ per la medesima mostra. Ma si sono guardati bene dal richiedere il ritorno in Piedimonte dei reperti di Alife o di altri paesi vicini, come invece ha fatto il senatore sollevando un vespaio di polemiche. L’Amministrazione ringrazia, come ha già ringraziato, il senatore per aver scritto al ministro Bondi sulla restituzione a Piedimonte dei reperti museali; anche se, in verità, dopo un primo contatto con la Soprintendenza per i beni artistici con sede in Palazzo Reale a Caserta, le opere offerte (tele) sono in larga parte non restaurate, non di proprietà comunale, ma del fondo culto. In definitiva, l’Amministrazione comunale fa voti perché il senatore rivolga istanza al Ministro dei Beni Culturali affinchè stanzi fondi consistenti per l’allestimento espositivo dell’ex Museo Alifano, le cui prestigiose collezioni arricchirebbero a dismisura il percorso di un turismo culturale all’interno del Parco Regionale del Matese.
Nella foto l'assessore comunale Attilio Costarella

Caiazzo da quando il parcheggio a pagamento è stato abolito, vige la sosta selvaggia in città

Un residente in pieno centro storico per uscire di casa ha dovuto attendere 50 minuti!
C’era una volta a Caiazzo la sosta disciplinata da una cooperativa che nel bene e nel male a seconda di come andavano le cose, riusciva in qualche modo a regolamentare anche i parcheggi pubblici, sebbene a pagamento. Da quando la cooperativa è stata sciolta per mancanza o meglio perché son venuti meno i requisiti, a Caiazzo parcheggiare nell’ambito del centro storico è diventato pura utopia. Infatti dalla mattina presto e fino a sera inoltrata la gente che arriva in città per delle compere o svolgere semplici commissioni il più delle volte ci rinuncia perché trovare un posto auto è praticamente impossibile. Ma vi è di più, poiché molti automobilisti non paghi di parcheggiare ove capita, in qualche occasione se ne fregano anche dei passi carrabili regolarmente tassati e i relativi importi puntualmente corrisposti al Comune, per cui come è capitato ieri mattina ad un signore che abita proprio nel centro città, si attende anche tre quarti d’ora per uscire dalla propria abitazione con il proprio veicolo! E per poco i due non venivano alle mani, atteso che l’automobilista indisciplinato, per non dire altro, alle rimostranze del proprietario del garage lo provocava e gli rispondeva anche male. Altra discussione forte poi, la si è avuta nei giorni scorsi anche al Rione Garibaldi, laddove i residenti sono letteralmente stremati dalla strafottenza degli automobilisti che, soprattutto in orario scolastico pretendono di raggiungere l’atrio della Scuola Elementare con il proprio veicolo per prelevare i figli. Ebbene anche in questo caso uno dei residenti protestava vivamente con un ausiliario del traffico, inviato dal Municipio proprio nei pressi delle scuole per evitare ingorghi e traffico, cosa che invece, secondo gli abitanti del popoloso quartiere caiatino, puntualmente invece si verifica. “C’è un divieto di transito a tutti gli autoveicoli e puntualmente non viene fatto rispettare, perché il polso è alquanto debole!” Sosteneva un residente durante un serrato confronto con l’ausiliario de quo, il quale a sua volta cercava di speigare che in ogni caso la mole di vetture era grossa e quindi gioco –forza dovevano parcheggiare per quella fatidica mezz’ora al Rione Garibaldi. In ogni caso qualcuno dei presenti ha scattato delle foto e ha preannunciato l’invio delle stesse alla Prefettura di Caserta. Vedremo come andrà a finire questa ennesima vicenda di traffico caiatino.

VERSO LE EUROPEE. Rivellini a Piedimonte Matese accompagnato da Sarro e Polverino

Domenica pomeriggio, 31 Maggio, alle ore 17.00, il candidato al Parlamento europeo del Pdl Enzo Rivellini visiterà la città di Piedimonte Matese, accompagnato dal consigliere regionale Angelo Polverino e dal Senatore Carlo Sarro.
da Azioni Giovani Piedimonte Matese
Ad attenderlo presso il locale circolo del partito di Silvio Berlusconi ci saranno i vertici locali del Popolo della Libertà, i militanti, gli amministratori e tanti semplici cittadini. «La candidatura dell’On. Rivellini è una opportunità immensa per il nostro territorio: egli, nelle sue precedenti visite, ne ha apprezzato le peculiarità e riconosciuto le potenzialità, osservando quanto ancora abbia da esprimere di positivo, in termini di sviluppo e produttività economica, il comprensorio Matesino, troppo spesso abbandonato dall’azione politica nefasta del centro-sinistra campano» . Ad affermarlo è Andrea Boggia, dirigente giovanile del PDL, che sottolinea: «la visita di domenica rappresenta una sorta di impegno che il nostro candidato alle Europee, ora consigliere regionale, ha intenzione di prendere con questo territorio». «Enzo Rivellini è espressione diretta della Campania, del Sud, del Mezzogiorno. E porterà la parte sana della Campania, del Sud, del Mezzogiorno in Europa».

Piedimonte Matese. Il Prc presenta il candidato alle Europee Mimmo Loffredo

Sabato 30 maggio alle ore 21 il circolo Prc di Piedimonte Matese incontra gli abitanti di Via Aldo Moro. L'iniziativa si terrà nei pressi della chiesa di S.Rita.
Domenica 31 maggio, dalle ore 10:30, il Partito della Rifondazione Comunista circolo di Piedimonte Matese sarà presente in P.zza Carmine con un banchetto di adesione ai Gap. Nell' occasione verrà distribuito pane a prezzo calmierato ai soci che ne faranno richiesta. Al Gap di domenica, sarà presente il compagno Mimmo Loffredo candidato alle elezioni europee con la lista comunista ed anticapitalista. Loffredo è un lavoratore della Fiat di Pomigliano d'Arco.

venerdì 29 maggio 2009

Rapina a mano armata alla stazione: in cella 20enne di Bellona

Domenico Papale 20 anni è stato riconusciuto grazie al sofisticatissimo strumento in dotazione alle forze dell'ordine denominato weblase. Durante la perquisizione presso la sua abitazione sono stati rinvenuti tutti gli strumenti utilizzati per le rapine
I carabinieri della Stazione di Casavatore hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziari, per i reati di rapina a mano armata, Domenico Papale (nella foto), 20 anni, residente a Bellona, già noto alle forze dell'ordine. Durante le indagini i militari dell’Arma hanno accertato che il 9 maggio scorso, a bordo di un treno per Caserta fermo nella stazione ferroviaria di Napoli, il giovane aveva commesso due rapine a mano armata ai danni di un 15enne di Casavatore ed un 18enne di Afragola, che erano stati minacciati con un cacciavite e costretti a consegnare i telefonini. Le vittime hanno individuato e riconosciuto il 20enne di Bellona mediante il sistema informatico weblase in uso all’Arma dei carabinieri. Nell'abitazione del 20enne casertano sono stati rinvenuti e sequestrati gli indumenti indossati il giorno della rapina ed il cacciavite con il quale aveva minacciato le vittime. Domenico Papale, dopo l'arresto, è stato riunchiuso nel carcere napoletano di Poggioreale.

Piedimonte Matese nei giorni 31 maggio e 1 giugno la cooperativa Effatà presenta il progetto Museo diffuso..

…un viaggio tra l’arte e la storia, la cultura e la bellezza dei Monumenti più importanti della Diocesi di Alife-Caiazzo
Nei giorni 31 Maggio e 1 Giugno, dalle ore 20.00 alle ore 22.30, la Società Cooperativa Effatà presenterà a Piedimonte Matese (CE) i percorsi didattico-museali realizzati nella Basilica di Santa Maria Maggiore e nella Cappella di San Biagio attraverso pannelli esplicativi. L’iniziativa si inserisce tra le attività del Progetto Museo diffuso della Diocesi di Alife-Caiazzo. È, questa, una campagna di valorizzazione e promozione del cospicuo patrimonio storico-artistico e monumentale di pertinenza della Diocesi di Alife-Caiazzo, attraverso una strategia comunicativa immediata ma rigorosa. Le tappe precedenti del Progetto Museo diffuso hanno visto protagoniste la con-cattedrale S. Maria Assunta di Caiazzo e le chiese di Ave Gratia Plena di Piedimonte Matese e San Sebastiano di Alvignano. L'attività svolta per quest'ultima chiesa ha portato il fiore inaspettato: l'attribuzione al napoletano Nicola Maria Rossi della bellissima pala d'altare, a testimoniare l’attenta attività di ricerca condotta da Effatà. Sulla stessa scia di tale felice novità si pongono le interessanti scoperte che hanno riguardato la Basilica di Santa Maria Maggiore: è stato possibile giungere all'attribuzione di una serie di dipinti ad importanti protagonisti dell'arte napoletana del XVIII secolo. La presenza dei pannelli nella Cappella di San Biagio punta a promuovere e valorizzare un importante ciclo di affreschi, testimone del crogiolo di culture diverse che si incontrano nella pittura tardogotica di inizio Quattrocento in Italia Meridionale, attestando così la centralità artistica di questi nostri luoghi. Nell'occasione della presentazione dei pannelli, saranno effettuate le visite guidate nei due Monumenti in collaborazione con l'Associazione Koiné. Il Progetto Museo diffuso della Diocesi di Alife-Caiazzo si avvale del contributo della Conferenza Episcopale Italiana per i Beni Culturali Ecclesiastici, Fondi 8xmille.

Caiazzo. Sfalcio siepi, Giaquinto si affida a coltivatori e aziende “esterni”

Bando affisso all’Albo Pretorio, c’è ancora tempo per formulare l’offerta. E intanto il sindaco ordina anche ai proprietari terrieri di pulire fossi e cunette
stralcio del comunicato stampa pervenutoci
E’ stato affisso all’Albo Pretorio Comunale e la domanda è ancora aperta per ditte e imprenditori agricoli iscritti alla Camera di Commercio l’avviso pubblico per l’esecuzione dei lavori di sfalcio di siepi. L’Amministrazione comunale di Caiazzo capitanata dal primo cittadino Stefano Giaquinto, considerata infatti l’impossibilità di utilizzare personale dipendente e vista la legge numero 97 del 31 gennaio del 1994, si affiderà a “coltivatori singoli o associati che conducono aziende agricole ubicate nei comuni montani, impiegando esclusivamente il lavoro proprio e dei familiari e macchine ed attrezzature di loro proprietà”. “Un intervento necessario ed urgente rilevato da un sopralluogo effettuato lungo le strade comunali e a seguito di numerose segnalazioni di cittadini circa la presenza di erba, rovi, spine e dei disagi che esse comportano”, spiega il sindaco Giaquinto il quale invita le ditte e gli imprenditori che hanno i requisiti a formulare l’offerta per l’esecuzione dei lavori. E sempre a proposito di siepi il primo inquilino del palazzo di città ha disposto, con ordinanza numero 40, ai proprietari di appezzamenti esistenti ai lati delle strade soggette ad uso pubblico, di tenere regolate le siepi, di pulire i fossi e le cunette, lavori che devono essere eseguiti entro il 13 giugno 2009. Scaduto questo termine, si procederà senza ulteriore avviso alla esecuzione d’ufficio e le relative spese saranno poste a carico dei proprietari inadempienti, salvo l’applicazione delle sanzioni amministrative.

Piedimonte Matese. La città in festa per il passaggio dei campioni su due ruote. Il Giro d'Italia!

L'intera città tinta di rosa ieri pomeriggio. Il Giro d’Italia, che festeggia con questa edizione i suoi primi cento anni di vita, ha attraversato il capoluogo matesino nel corso della diciottesima tappa, 182 km da Sulmona, in Abruzzo, a Benevento.
servizio e foto di Michele Menditto
Ormai alle sue ultime battute (restano solo tre tappe prima del traguardo finale nella Capitale), la gara ciclistica più importante del Paese è tornata a salutare Piedimonte dopo sedici anni dall’ultima volta, ponendola sotto i riflettori delle emittenti televisive nazionali e sotto gli occhi di tutta l’Italia. In fibrillazione gli appassionati e i cittadini accorsi numerosi per l’evento ai bordi delle strade con tanto di cappellini e magliette rosa, e le immancabili macchine fotografiche, curiosi ed emozionati di vedere dal vivo i corridori sfrecciare lungo le arterie cittadine. Giungendo da Alife, lungo la Strada Provinciale 331, i partecipanti hanno fatto il loro ingresso in città, correndo lungo via Caso per imboccare poi via Sannitica e dirigersi quindi verso Benevento, punto d’arrivo, con un gruppetto di 25 ciclisti in fuga seguito dal resto dei partecipanti tra i quali era possibile vedere la maglia rosa Denis Menchov e i suoi più temuti avversari per la vittoria finale, gli italiani Di Luca e Pellizotti. Un evento questo del Giro di grande portata, che si è verificato a poca distanza di tempo da un’altra importante competizione su due ruote (la seconda edizione della “Gran Fondo del Volturno”), per il quale Piedimonte è stata preparata puntigliosamente dall’amministrazione comunale, che qualche giorno prima aveva predisposto lavori di sistemazione del manto stradale e di messa in sicurezza per quei tratti sui quali sarebbe passata la carovana rosa, al fine di eliminare qualsiasi imperfezione dell’asfalto o ostacoli che potessero mettere in difficoltà i corridori. Inoltre scuole chiuse e uffici pubblici invitati dall’amministrazione alla chiusura anticipata, per limitare gli eventuali disagi e pericoli ai cittadini e agli studenti, in particolare nelle ore di punta, visto che la chiusura del traffico era prevista per le 13. Il sindaco Vincenzo Cappello e il presidente della Comunità Montana Fabrizio Pepe non hanno nascosto soddisfazione per l’arrivo della carovana rosa in città, “un evento storicamente e culturalmente rilevante- ha commentato il primo cittadino - che certamente ha dato tanta visibilità al nostro territorio consentendo di mostrarne tutte le bellezze, come sempre più spesso sta accadendo negli ultimi tempi, richiamando l’attenzione di visitatori e favorendo così l’economia locale”.

Omicidio di Veronica Abbate. La Cassazione annulla la condanna e ordina nuovo processo

Sarà una diversa sezione della Corte di Appello di Napoli ad emettere la sentenza per l'omicidio di Veronica Abbate, una studentessa di Mondragone uccisa nel 2006 dal suo fidanzato, Mario Beatrice, ex allievo maresciallo della Guardia di Finanza.
La prima sezione della Corte di Cassazione, infatti, ha annullato la condanna a 18 anni, inflitta all' imputato in secondo grado lo scorso anno, ordinando un nuovo processo dinanzi ad un diverso collegio giudicante della Corte di Appello di Napoli. In primo grado, l'ex allievo della Gdf fu condannato a 30 anni di reclusione: la riduzione della condanna a 18 anni,in Appello, determinò i ricorsi presentati dal procuratore generale e dalla parte civile che contestarono l'esclusione dei motivi abietti e dell'uso dell'arma.
COMMENTO: Senza nulla togliere e senza nulla aggiungere, Veronica Abbate (nella foto) sei nei cuori di tutti...

Caserta. L'autista che travolse il quindicenne a Fermo che morì dopo l'impatto è stato arrestato

Il 37enne è accusato anche di omissione di soccorso e fuga. Il Gpi ha firmato l'ordine di custodia cautelare
E' stato arrestato su ordine del Gip di Fermo per omissione di soccorso e fuga, il camionista casertano di 37 anni che il 23 maggio scorso, alla guida di un Maxi Ducato Fiat, travolse e uccise un quindicenne di Montotto di Monterubbiano (Fermo), che viaggiava in sella ad un ciclomotore.
L'uomo non si era fermato a prestare soccorso al ferito, deceduto due giorni dopo l'incidente per le gravissime ferite riportate. M. D., nato e residente in Campania, è stato rintracciato grazie alle indagini della polizia stradale di Fermo, svolte in collaborazione con i carabinieri. Prima di allontanarsi dopo aver lasciato a terra esanime il quindicenne, aveva detto ad un amico del ragazzo che viaggiava su un altro motorino di chiamare i soccorsi. L'incidente era avvenuto lungo la Strada provinciale 56. Ricoverato prima a Fermo e poi nella rianimazione dell'ospedale regionale di Ancona, il ragazzino è morto il 25 maggio. I genitori hanno donato i suoi organi.

Cancello Arnone, giovane agricoltore muore schiacciato da mototrebbiatrice

Ancora una morte bianca. Un giovanissimo agricoltore ha perso la vita mentre stava arando i campi a Cancello Arnone: è stato travolto da un mezzo agricolo e per lui non c’è stato scampo.
Era troppo giovane per finire in un modo tanto orribile Domenico Diana, che avrebbe compiuto 20 anni ad agosto e viveva a Castelvolturno, in via Nuova al civico 53. Il giovane si è recato di buon’ora in via Trifoglio a Cancello Arnone, una località di campagna, in quella zona è ubicato un appezzamento di terreno di proprietà della sua famiglia. Come ogni mattina il giovane stava lavorando sul suo terreno e stava usando un arnese agricolo, la mietitrebbiatrice, una grossa macchina che serve per mietere imponenti quantità di cereali e frumento. Ma all’improvviso, quando erano circa le 11, qualcosa è andato storto, la trebbiatrice si è inceppata, il poveretto è sceso dal mezzo, ha cercato di riparare il guasto. La macchina si è rimessa in moto all’improvviso, il giovane era davanti e non è riuscito a schivarla. Il povero Domenico è stato travolto dal micidiale arnese. Il poveretto è rimasto sotto il mezzo per un tempo che sembrava interminabile, poi è stato scoperto da un familiare. Immediatamente è stata allertata la centrale operativa del servizio sanitario 118 che ha avvertito e mandato sul posto, sollecitamente, l’ambulanza locale. Gli operatori hanno caricato il 19enne, ancora vivo, e lo hanno trasportato d’urgenza alla clinica Pinetagrande di Castelvolturno. Il poveretto era gravemente ferito, c’erano poche speranze, i sanitari di turno all’ambulanza, hanno cercato di tenerlo in vita con le tecniche di massaggio cardiaco. All’arrivo al pronto soccorso della clinica, i medici hanno capito che c’era poco da fare, il poveretto era gravissimo, era stato schiacciato da un arnese pesantissimo ed il cuore era in condizioni drammatiche. I professionisti hanno tentato di tutto, ma il poveretto è deceduto per le gravi ferite riportate.

giovedì 28 maggio 2009

Piedimonte Matese. Mattia Fetta scrive e il sindaco Vincenzo Cappello smentisce. Il primo cittadino si riserva di querelare...

Ancora una volta il primo cittadino di Piedimonte Matese costretto a rincorrere articoli di stampa non veritieri. Stavolta è pronto a denunciare tutto perchè si sente "vessato".
Ancora un episodio di cronaca che vede il sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello al centro di una campagna stampa che, almeno stante la lettera di viva protesta inviata dallo stesso alla Gazzetta di Caserta, valoroso quotidiano di Terra di Lavoro, lo vedrebbe al centro di una campagna stampa diffamatoria, atteso che stamani 28 maggio, è stato pubblicato in terza pagina un articolo a firma di Mattia Fetta, il quale sostiene che la stessa famiglia Cappello in vista delle prossime elezioni Europee, è spaccata. Ovviamente il primo cittadino di Piedimonte Matese non ci sta e quindi ha deciso di chiedere l'ennesima smentita che domani dovrebbe essere pubblicata sulla Gazzetta di Caserta. Questa la lettera:
" Con riferimento all'articolo "Democratici alla frutta - Un pezzo dei Cappello a ruota con De Mita lascia il Pd in coma", apparso sia in prima che in terza pagina del Suo quotidiano in data 28 maggio 2009, corre l'obbligo, a norma dell'articolo 8, legge 47/1948, di chiederLe l'immediata smentita di ciò che ha riportato l'articolista (Mattia Fetta), in quanto l'informazione contenuta nel predetto articolo non trova alcuna corrispondenza nella realtà dei fatti. Tengo, infatti a precisare che i Cappello, che si annoverano tra i fondatori del Pd nella nostra zona, non hanno alcuna intenzione di lasciare tale compagine politica e che, quindi, anche in questa tornata elettorale per le Europee sono e continueranno ad essere impegnati al fianco dei Candidati del Partito Democratico. Certo viene spontaneo chiedersi per quale recondita ragione il Suo giornale tenta di turbare il regolare svolgimento della campagna elettorale pubblicando notizie fantasiose e prive di alcun fondamento, quasi a voler influenzare la scelta dell'elettorato. Mi riservo, alla luce di quanto sopra, di procedere anche legalmente nei confronti dei responsabili. Tanto al fine di non ingenerare nel lettore una rappresentazione falsa e tendenziosa degli eventi. Distinti saluti".
Piedimonte Matese 28 maggio 2009 il sindaco Vincenzo Cappello
La politica e le marchette...
Roberto Saviano durante la trasmissione "Che tempo che fa" attaccò duramente alcuni quotidiani di Terra di Lavoro che, in barba ad ogni regola del buon giornalismo, secondo quanto affermava lo stesso pseudo giornalista plurimilionario, violavano la legge. Noi non siamo stati d'accordo perchè i giornali in questione sono giornali che raccontano fatti vissuti in prima linea ed anzi andrebbero premiati, per ciò che hanno portato all'evidenza e soprattutto perchè proprio Saviano non dovrebbe dare lezioni di giornalismo, visto che il suo best -seller "Gomorra" lo ha letteralmente scopiazzato proprio dagli articoli di stampa di Corriere - Gazzetta e Cronache. Tuttavia, se il dottor Pasquale Clemente, grande giornalista con la "G" maiuscola non interviene, magari ponendo fine alla carriera di qualche "pennivendolo" che la notte sogna e all'una del pomeriggio, appena sveglio, scrive e poi, quindi, quelle elucubrazioni riescono addirittura a trovare ospitalità su un nobile quotidiano, saremo sempre punto e a capo.
Con viva osservanza e massimo rispetto per tutti i protagonisti di questo ennesimo capitolo di "non giornalismo"



AGGIORNAMENTI AL 29 MAGGIO 2009

E QUESTA E' LA RICHIESTA DI SMENTITA PERVENUTA ANCHE DA RENATO RICCA, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Con riferimento all’articolo “Democratici alla frutta – Un pezzo dei Cappello a ruota con De Mita lascia il Pd in coma”, apparso sia in prima che in terza pagina del Suo quotidiano in data 28 Maggio 2009, corre l’obbligo, a norma dell’art. 8, Legge 47/1948, di chiederLe l’immediata smentita di ciò che ha riportato l’articolista (Mattia Fetta), in quanto l’informazione contenuta nel predetto articolo non trova alcuna corrispondenza nella realtà dei fatti. Tengo, infatti a precisare che lo scrivente, già Assessore nella passata Amministrazione Provinciale, non ha alcuna intenzione di lasciare tale compagine politica e che, quindi, anche in questa tornata elettorale per le Europee sono e continuerò ad essere impegnato al fianco dei candidati del Partito Democratico.
Mi riservo, alla luce di quanto sopra, di procedere anche legalmente nei confronti dei responsabili.Tanto al fine di non ingenerare nel lettore una rappresentazione falsa e tendenziosa degli eventi. Distinti saluti.

Piedimonte Matese, 29/05/2009. Il Presidente del Consiglio Comunale (P.I. Renato RICCA)

Alvignano. Cade da un’impalcatura, 22enne in fin di vita

Drammatico incidente occorso presso la rivendita di mangimi di Pacelli in via Genovesi. Gianfranco Carullo è precipitato da un'altezza di dieci metri. Sistemava gli scaffali dell'azienda. Ricoverato in condizioni disperate all'Ospedale di Caserta
Terribile infortunio sul lavoro, un giovane è in fin di vita. E’ accaduto ad Alvignano. Gianfranco Carullo, 22 anni, del posto, lavora in una grande e rinomata ditta di mangimi del luogo, la società “Pacelli”, che si occupa di vendita di prodotti ed accessori per l’agricoltura e la zootecnia. La sede si trova in via Genovesi, al civico 16; ieri mattina è andato a lavorare puntuale come sempre e si trovava all’interno dell’azienda, in un reparto lontano dalla distribuzione al dettaglio. Le sue mansioni? Fare un po’ di tutto. E’ rimasto parecchio tempo nel reparto a riordinare gli scaffali che si trovano nella parte alta del mangimificio. Nella circostanza ha allestito una impalcatura dell’altezza di circa dieci metri. Il giovane è salito per svolgere le sue mansioni, ma, per motivi ancora da accertare, il poveretto è scivolato ed è caduto a terra battendo la testa. Dal racconto di una dipendente del mangimificio, pare che il poveretto in quel momento fosse da solo nel reparto, ma soltanto alle 11 è stato trovato a terra, svenuto, ferito, agonizzante. Sembrava che fosse passato troppo tempo e il personale ha cominciato a chiedersi dove fosse finito Gianfranco. E’ stato chiamato più volte ma quando il giovane non ha risposto, il titolare si è preoccupato. Allora i titolari sono andati a cercarlo nel reparto dove sapevano si potesse trovare il 22enne e lo hanno trovato in condizioni precarie. I titolari erano sotto shok dopo il ritrovamento del dipendente. Subito è stata allertata la centrale operativa del servizio sanitario 118 di Caserta e, in pochi minuti è giunta l’ambulanza da Piedimonte Matese. Il poveretto ha fatto un volo tremendo e le sue condizioni sono apparse subito gravissime. Gli operatori sanitari hanno caricato il malcapitato sull’ambulanza e lo hanno trasportato all’ospedale matesino. Al pronto soccorso è stato subito chiaro che il giovane versava in gravissime condizioni e si è optato per il suo trasferimento in un ospedale attrezzato in modo più idoneo alle sue condizioni. E’ stato allertata l’eliambulanza per trasferire Gianfranco al Cardarelli di Napoli, ma poi è stato deciso di trasportarlo all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico d’urgenza. Al nosocomio casertano il giovane è stato in seguito ricoverato nel reparto di rianimazione e si trova in prognosi riservata. Si attendono i risultati dell’operazione e la famiglia prega che tutto vada per il meglio. Purtroppo il giovane ha subito un tremendo trauma cranico. Sul posto, poco dopo, per i rilievi e capire la dinamica della tragica vicenda, sono arrivati i militari dell’arma di Alvignano. Le indagini in corso sono atte a capire cosa è effettivamente successo. Certo è che il poveretto non aveva alcun elmetto di protezione che potesse attutire il colpo alla testa. Il titolare dell’azienda, Alberico Pacelli, è sotto shock, così come tutto lo staff della nota ditta. I carabinieri indagano sulle condizioni di lavoro del giovane. Gianfranco lavora lì solo da qualche mese.

Ecomafie, i Belforte ottenevano commesse anche dalla Recam.

Il clan controlla i comuni di Marcianise, Caserta e San Nicola la Strada, sequestrate aziende e beni
Eccole le Ecomafie. L'inchiesta sul clan Belforte di Marcianise (cinque arresti, 43 indagati, 50 milioni di beni sequestrati) è uno spaccato su quello che é avvenuto in Terra di Lavoro, e non solo, nel corso di questi anni. I magistrati della Dda hanno accertato, con l'aiuto dei carabinieri del Noe e della Guardia di Finanza, che dal 98 e fino al 2004 questa banda casertana ha fatto arrivare in Campania un fiume di veleni. Non solo questo clan aveva ricevuto anche incarichi dalla Recam, la società pubblica che è stata incaricata di effettuare le bonifiche nei siti inquinati proprio dalle ecomafie. Ancora di più: durante le crisi dell'immondizia i Belforte e i loro accolito pretendevano ed ottenevano tangenti sul fitto dei contenitori. Un paradigma perfetto, si inquinava, si ricevevano incarichi da chi dioveva disinquinare, si facevano proventi sulla crisi della spazzatura. È la prima volta che questo meccanismo «perfetto» viene messo in luce da una inchiesta che mette insieme sia le attività propriementer «mafiose», sia quelle legate al ciclo dei rifiuti. Non a caso l'operazione è stata chiamata «giudizio finale» e non a caso investe un'area dove l'inquinamento da diossina ha raggiunto livelli incredibili anche per gli incendi di materiali contenenti cloro come pneumatici o plastica.
Il pizzo veniva imposto a società che operavano nel settore dei rifiuti, ma anche a ale società che hanno fittato per mesi ai comuni i grandi contenitori dove stipare l'immondizia. Naturalmente questo sistema perfetto non prevede differenziata, inceneritori, metodi di smaltimento diversi da quello della discarica, legale o abusiva: Un clan agguerrito che aveva costituito società di «carta» per evadere l'Iva e emettere fatture false e ne sono state emesse tante da evadete l'imposta sul valore aggiunto per 4 milioni di euro, quasi otto miliardi delle vecchie lire. Il totale de valore dei beni e delle aziende sequestrate al clan e ai loro prestanome ammonta, hanno sostenuto i magistrati nel corso della conferenza stampa, nella quale sono stati illustrati i primi risultati dell'inchiesta, a ben 50 milioni di euro.
Il fiume di veleni che è stato smaltito dai Belforte proviene essenzialmente da centro nord, una massa di scorie pericolose e nocive alle quali nessuno a posto un freno e che ha messo in ginocchio la Campania. Forse alla luce di questa inchiesta si spiegano le aperture di discariche, le crisi, l'impossibilità per quanto riguarda i rifiuti di rientrare in una situazione di normalità. Troppo grandi gli affari, troppo soldi in circolazione, troppi interessi, anche politici su questo grande bussines. E come si era appena intravisto nelle inchieste che riguardavano i fratelli Orsi e il consorzio Eco4, oggi si vede meglio e questa inchiesta fa capire perché é tanto difficile combattere la camorra.

Alife. Nasce l’Unione dei Commercianti “Allifae”.

Una nuova associazione è stata costituita in Alife. Si tratta dell’ Unione commercianti “Allifae” che è stata costituita a dire il vero nei primi giorni di Aprile e che successivamente ha dato vita anche agli organi dirigenti dell’associazione di promozione delle tematiche legate all’attivtà commerciale e promozionale.
Gli associati hanno eletto, all'unanimità, come loro presidente il signor Fappiano Luigi. Il signor Fappiano Luigi (gestore dell'edicola storica di Alife) fa sapere i motivi per cui è nata l'associazione. L'associazione di cui fanno parte un nutrito gruppo di commercianti del centro storico di Alife è nata per perseguire Principalmente i seguenti scopi:
1)Promuovere l'immagine dei propri punti vendita, con iniziative comuni (pubblicità sui quotidiani, promozioni tipo raccolte punti,che contribuiscano a fidelizzare il cliente.
2)Organizzare eventi e dibattiti socio culturali.
3)Promuovere manifestazioni fieristiche.
4)Collaborare con autorità,enti, ed associazioni alla risoluzione delle problematiche del commercio.
5)Garantire consulenza legale gratuita, per questioni inerenti le attività commerciali esercitate dai soci.
L'associazione è già al lavoro per organizzare eventi che movimenteranno l'estate Alifana a ridosso delle festività patronali. Il presidente dell'associazione in questo delicato momento della vita amministrativa della città, coglie l'occasione per fare gli auguri di una serena campagna elettorale ai tre candidati a sindaco delle imminenti elezioni comunali.

L'Asl lancia l'allarme: alimenti pericolosi dopo l'incendio pneumatici

Dopo il rogo al deposito dell'Interporto, tutti i prodotti alimentari nel raggio di 10 km sono sotto controllo. Molti commercianti dell'alto casertano si servono presso gli ingrossi di frutta di Valle di Maddaloni e San Tammaro, ove giungono la frutta e gli ortaggi coltivati nella terra dei fuochi
Sono pericolosi tutti gli alimenti prodotti nel raggio di dieci chilometri dal deposito di penumatici, che ha preso fuoco lo scorso 11 maggio a Maddaloni. Lo ha annunciato l'Asl di Caserta. In una missiva riservata agli allevatori, l'Unità veterinaria di Maddaloni ha diffidato dal «somministrare ai propri animali alimenti che ricadono nel raggio di 10 km dal luogo dell'incendio». L'allarme diossina dà un altro duro colpo agli allevatori della provincia di Caserta, già in ginocchio per la crisi del prezzo del latte.
LA DENUNCIA DEL SINDACATO - Il «sindacato agricoltori allevatori bufalini e bovini» denuncia i ritardi con cui si sono state condotte le operazioni per lo spegnimento dell'incendio. A loro avviso, non solo si è fatto poco per limitare i danni ma «nessun aiuto, nessun incontro di orientamento - lanciano l'allarme gli allevatori - una iniziativa, nessun impegno visibile per salvaguardare lavoro e risorse». Il comunicato dell'Asl li indigna ulteriormente: « E' solo il solito mezzo sbrigativo che può anche assumere l’ultimo impiegato di un qualsiasi ufficio pubblico». Rivolgono una serie di domande: «Perché è stata individuata un’area entro un raggio di 10 Km? E' fondata su quale elemento tecnico scientifico? Se parlate di alimenti prodotti nella zona perché allora diffidate solo gli allevatori? E tutto il resto? Vi siete resi conto che gli animali presenti non sono solo bovini e bufalini, ma ovini, equini, cani e gatti, polli, suini, uccelli?».

Scoperto un arsenale del clan dei casalesi a Casal di Principe

Un piccolo arsenale della camorra e' stato scoperto dai carabinieri di Casal di Principe, nel corso di una perquisizione nell'abitazione di Antonio Salzillo, di 26 anni, che e' stato arrestato e chiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.
I militari, in particolare, hanno trovato tre passamontagna, una pistola calibro 9x21 con 11 colpi di cui uno in canna, un fucile mitragliatore, un fucile a pompa e un fucile 'Remington', e numerosi proiettili. Le armi sequestrate saranno ora sottoposte ad esame balistico per verificare se siano state gia' utilizzate in agguati. Antonio Salzillo e' figlio di Mario, arrestato per favoreggiamento nel 2006, durante la cattura di Antonio Diana, esponente di spicco della fazione dei casalesi ritenuta capeggiata da Francesco Schiavone, detto ''Sandokan''. L'operazione che ha portato alla scoperta dell'arsenale nell'abitazione di Antonio Salzillo, e' stata coordinata dai carabinieri della locale Compagnia, diretta dal capitano Alfonso Pannone, nell'ambito delle indagini sulle attivita' dei casalesi, ed in particolare del gruppo capeggiato da ''Sandokan''.

Caiazzo. Con l'arrivo dell'estate il primo cittadino Stefano Giaquinto emana un'ordinanza di divieto di introdurre fiori freschi al Cimitero

Il divieto è stato emanato con ordinanza. La stagione torrida è alle porte. Il sindaco: "Per prevenire il diffondersi di odori e il proliferare di insetti e animali".
Con l’arrivo della stagione torrida il sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto fa divieto assoluto di introdurre fiori freschi nel cimitero comunale. “La decomposizione rapida di fiori e piantine data dall’alta temperatura accentua il diffondersi e la permanenza di odori sgradevoli e il proliferare di insetti e altri animali. Ai fini del decoro e dell’igiene del luogo sacro e per preservare il cimitero, tutti coloro che nel periodo estivo, e precisamente dal 2 giugno 2009 all’8 settembre 2009, andranno a visitare i propri cari defunti, non dovranno portare sulle loro tombe fiori freschi, corone e ceri”, spiega la fascia tricolore invitando naturalmente tutti i cittadini alla collaborazione e al rispetto dell’ordinanza. Per il controllo e l’attuazione di questo provvedimento - ordinanza n. 41 del 21 maggio 2009 - sono incaricati il personale addetto al servizio di custodia del cimitero, il comando di Polizia Municipale.

Operazione di servizio congiunta della Guardia di Finanza e dei Carabinieri che danno vita al "Giudizio Finale"

Ammonta a 50 milioni di euro il valore dei beni sequestrati da carabinieri e guardia di finanza nell'ambito dell'operazione 'Giudizio Finale' nei confronti del clan Belforte.
Cinque le misure cautelari emesse e 43 gli indagati. Secondo quanto accertato dagli investigatori dal '98 fino al 2004 l'organizzazione criminale operante soprattutto nel Casertano ha provveduto allo smaltimento illecito di tonnellate di rifiuti provenienti soprattutto dal Centro-Nord.
Anche una societa' collegata al clan avrebbe ottenuto commesse da una societa' pubblica, la Recam, incaricata di provvedere ad alcune bonifiche. Tra gli indagati, secondo quanto hanno reso noto gli investigatori, risulta anche un ex funzionario della stessa societa'. Sono stati i carabinieri del gruppo operativo ecologico di Napoli ad accertare che l'organizzazione criminale ha imposto il pizzo anche ad alcune societa' operanti nel settore dei rifiuti nel corso dell'ultima crisi che ha investito la Campania: l'organizzazione chiedeva il pizzo sul fitto dei contenitori. La guardia di finanza, invece, che ha condotto le indagini patrimoniali ha accertato un'evasione d'Iva, attraverso la costituzione di societa' ''cartiere'', per 4 milioni di euro.
I DETTAGLI DELL'OPERAZIONE DI SERVIZIO - All'inizio del 2007, nell' ambito del procedimento penale istruito dalla D.D.A. di Napoli, i Carabinieri del Comando per la Tutela dell'Ambiente di Napoli e Roma raccolsero elementi investigativi che inducevano a ritenere che gran parte dei rifiuti speciali prodotti nella provincia di Caserta erano di fatto gestiti dalla criminalita' organizzata di tipo camorristico; in particolare dal clan dei "Mazzacane", egemone nei comuni di Marcianise, S. Nicola la Strada, Capodrise ed aree limitrofe facente capo ai fratelli Belforte Domenico e Salvatore , storicamente contrapposti al clan dei casalesi nel controllo delle suddette aree. Dopo circa tre mesi, vi fu un primo sviluppo delle indagini che porto' al fermo di indiziato di delitto di quattro persone, tra le quali il figlio del capo clan dei "Mazzacane", resisi responsabili dei reati di violenza e minaccia nonche' falsita' ideologica in atti pubblici e corruzione in atti giudiziari, con il fine di ottenere falsa documentazione medica da utilizzare per la scarcerazione della moglie del capo clan Belforte Domenico, Buttone Maria (operazione "Pronto soccorso").
In data 04.04.2008 - scrivono in una nota i Noe - , nell'ambito del medesimo procedimento penale, venne emanata ulteriore delega, diretta ai Noe CC. di Caserta, Roma ed alla G. di F. di Marcianise per la parte strettamente riguardante gli accertamenti patrimoniali. A seguito di tale ulteriore attivita' investigativa il 20 e il 21 ottobre del 2008, venivano tratti in arresto e sottoposti a fermo di indiziato di delitto, 5 soggetti riconducibili al clan "Mazzacane", che avevano posto in essere un'attivita' estorsiva ai danni di un titolare di impianto di recupero rifiuti ubicato in Caserta (operazione "Pizzo sul pizzo" ). Il 4 dicembre sempre del 2008, venivano sottoposti a fermo di indiziato di delitto, ulteriori 2 soggetti riconducibili al clan "Mazzacane" , ritenuti responsabili di un'attivita' estorsiva posta in essere ai danni di un ulteriore titolare di impianto di recupero rifiuti, ubicato sempre nella provincia di Caserta (operazione "Scacco al re" ). Tutti gli elementi investigativi raccolti nell' ambito del procedimento penale di cui sopra, sono confluiti in un'annotazione conclusiva, redatta dai Noe CC. di Caserta e Roma e dalla Compagnia della G. di F. di Marcianise, depositata nel mese di marzo 2009 presso l'autorita' giudiziaria delegante. L'annotazione, che ha visto il deferimento di 43 soggetti (a carico dei quali sono stati ravvisati, a vario titolo, reati che vanno dall' associazione per delinquere di tipo camorristico al concorso esterno con tale associazione, dalla ricettazione al riciclaggio, dal reimpiego di denaro all'attribuzione fittizia di beni mobili ed immobili di fatto riconducibili all'associazione), ha portato alla emissione da parte del Tribunale di Napoli - Ufficio G.I.P. Dr. Alessandro Buccino Grimaldi, previo accoglimento della richiesta dei P.M. titolari delle indagini, di 5 ordinanze di custodia, all'emissione di numerosi sequestri di beni immobili (abitazioni, impianti industriali ecc.), nonche' al sequestro di conti correnti bancari, auto di lusso ed altro, per un valore complessivo di circa 45 milioni di euro.

mercoledì 27 maggio 2009

Caiazzo, la rampa di scala che conduce a largo Fossi continua a cedere in maniera impressionante.

Una signora, Rina Patricelli, rovina per terra e rischia l’osso del collo
E ancora attuale il problema della rampa di scale che conduce da largo Fossi zona ove è consentito il parcheggio, fin sopra al centro storico. Così come è ancora attuale il problema dei vicoletti che sono impervi da percorrere non solo per i disabili, ma anche e soprattutto per le persone anziane. Ma veniamo ai fatti. Ieri mattina una signora di Capua Rina Patricelli, 64enne si è recata presso la Fiera settimanale per cambiare alcuni cose che aveva acquistato precedentemente al mercato del lunedì che si svolge appunto a Capua e dove è presente un ambulante che si sposta anche a Caiazzo. La donna non trovando parcheggio in centro è stata quindi indirizzata proprio a Largo Fossi ove una vasta area offre appunto l’opportunità di poter parcheggiare il veicolo ed è situata a ridosso del centro città. Sennonché al ritorno dalle compere, la signora scendendo per le scale, inciampava e rovinava con il viso e con una spalla contro il muro di cinta composto per lo più da pietre. E manco a dirlo, la caduta veniva provocata, stante quanto affermato dalla donna, proprio perché era incappata in una delle tante pietre che si stanno staccando dalla parete. Solo grazie al pronto intervento del nipote che riusciva a stento trattenerla, la signora Patricelli non ruzzolava ulteriormente e quindi rischiava una conseguenza peggiore a quanto occorsole. La signora claudicante, riusciva a portarsi nei pressi del proprio veicolo, sempre accompagnata dai familiari anche e perché a caldo non accusava alcun malore, salvo il dolore per le escoriazioni. Purtroppo per lei,nel primo pomeriggio, come riferito anche dal marito il signor Vincenzo Martinelli, le condizioni della gamba destra peggioravano a tal punto che si gonfiava a vista d’occhio e si rendeva necessaria la corsa in Ospedale, laddove le veniva riscontrata oltre ad una forte contusione alla tibia, anche la lussazione della spalla. Ma vi è di più, perché la rabbia di queste persone che sono giunte a Caiazzo è montata ancora di più quando hanno saputo che da mesi, se non da anni, la situazione di pericolo era stata segnalata alle autorità preposte da Roberto Di Iorio, cittadino che vive in via Domenico Messeri e da sempre lamenta l’insicurezza del manto composto da pietre vive che in molti casi rappresentano una vera e propria condizione di pericolo, soprattutto e appunto per chi è claudicante o anziano. Insomma cronaca di un incidente annunciato e…probabilmente denunciato.
Nella foto la situazione delle scale. L'immagine fu inviata dieci giorni fa da Roberto Di Iorio

Automobilisti derubati con chewing gum. Due rom bloccavano il resto al casello

Una ragazza di 16 anni, del campo nomadi di Acerra e un ragazzo di 22 alla barriera autostradale di Caserta sud facevano affari d'oro
Anche con un chewing gum si può organizzare un furto. Questo inedito utilizzo della gomma da masticare l'ha sperimentato una ragazza rom di 16 anni del campo nomadi di Acerra. Insieme ad un connazionale di 22 anni avevano trovato un modo originale per guadagnare tra i 100 e i 150 euro al giorno.
Avevano preso di mira una serie di caselli autostradali automatici alla barriera di Caserta sud. Con un chewing gum hanno bloccato la fessura da cui la cassa automatica cacciava il resto. Gli automobilisti, dopo qualche minuto di attesa, pensando ad un guasto, preferivano proseguire oltre e non ritirarlo. La ragazza di 16 anni è figlia di una coppia già arrestata dalla Polstrada perché impiegati nell'accattonaggio.

Caiazzo, Sindacati Municipali e Comune, intesa in vista. Accolte molte richieste delle RSU.

Si chiude così una lunga diatriba e soprattutto, viene sdoppiato l'Ufficio Tecnico come da più parti chiesto per snellire la mole di lavoro dell'ingegnere Raffaele Marra...
Finalmente il braccio di ferro, se così si può definire, tra le rappresentanze Sindacali dei lavorato del Municipio di Caiazzo e lo stesso Ente comunale, sembrano volgere al termine. Già risolta la questione del 2% delle percentuale sui progetti che sarà spalmata a tutti i dipendenti comunali e non più ad appannaggio di sole due persone, come fin qui avvenuto, stante le denunce sindacali è in arrivo anche lo sdoppiamento dell’Ufficio Tecnico, con l’Ingegnere Raffaele Marra che si occuperà dei Lavori Pubblici e il Geometra Giuseppe Grasso, al quale dovrebbero andare l’Urbanistica e l’Arredo pubblico. Questo il comunicato stampa dei sindacalisti caiatini: “E’ stato siglato il preliminare di intesa tra l’amministrazione comunale di Caiazzo, rappresentata dal Sindaco Stefano Giaquinto,e le R.S.U. CGIL-CISL-UIL per la riorganizzazione degli uffici e servizi dell’Ente. Il Sindaco ha informato i sindacati della necessità di mettere mano all’organizzazione interna per una migliore distribuzione del lavoro. Queste le novità. I servizi Cultura, gestione di Palazzo Mazziotti e Ambiente verranno assegnati all’area Democrafica Attività Produttive
Una novità invece riguarda il settore tecnico. Il Sindaco ha comunicato che il settore tecnico verrà scisso in due settore : Urbanistica e Lavori Pubblici. Le nomine nei prossimi giorni. Il preliminare verrà ratificato nella seduta di Delegazione Trattante convocata per il giorno 29-5-2009.” Dal testo si evince che anche la figura del funzionario Renzo Mastroianni accresce nella competenze di gestione del suo ramo, atteso che ora si occuperà oltre dell’Anagrafe e dell’Area democrafica anche del settore cultura e soprattutto della gestione di Palazzo Mazziotti, vera patata bollente, poiché stante quanto più volte denunciato anche dalla minoranza consiliare, sia quella insediatasi nel 2008, sia quella uscita dall’Amministrazione lo stesso anno, il prestigioso sito, attualmente rende passive alcune voci di bilancio.
Nella foto Renzo Mastroianni, al quale il sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto ha riconosciuto altre importanti responsabilità al Municipio

Clamoroso a Caserta. Ruba un furgone dei Vigili Urbani che avevano appena parcheggiato!

Furto di un furgone a bordo del quale gli ausiliari del traffico erano stati accompagnati, nel pomeriggio, sui luoghi di servizio.Un furto in pieno giorno, in pieno centro storico, a pochi metri da Questura e Comune. Stupore, parapiglia psicologico e numeri al lotto!
Ci ha pensato la Squadra Volante coordinata dal Sostituto Commissario Raffaele Cicatiello, con una brillante e immediata operazione di polizia giudiziaria, a togliere la beffa dalla faccia ai vigili urbani.
Dopo il furto perpetrato del furgone, perpetrato in piazza Vanvitelli, la Sala Operativa ha disposto immediatamente un piano d’intervento per chiudere le vie di fuga della città. E subito in Questura accertavano che un pluripregiudicato di 40 anni, Renato Marino, già noto alla polizia, aveva preso possesso del furgone, dandosi poi ad una rocambolesca fuga per le vie cittadine all’altezza di viale Raffaello. Qui giunti, gli agenti intercettavano il furgone Peugeot con a bordo il malvivente. Questi, dopo aver opposto resistenza agli agenti, veniva bloccato e tratto in arresto. Nel cortile della questura i poliziotti riconsegnavano a vigili l'automezzo. Marino invece è stato associato alla casa circondariale di San Tammaro, ove tutti, forze di polizia compresi, sperano che vi resti per un bel pò di tempo...
Nella foto Renato Marino, autore del blitz e vittima del contro blitz di "Super Cicatiello"

Caiazzo, negata assistenza domiciliare ad una 90enne. L’anziana nonnina caiatina da mesi attende il servizio come previsto dalla Legge 328

Nel mirino l’ambito territoriale C6. L’inefficienza sarà denunciata alla Procura della Repubblica.
di Giuseppe Sangiovanni
Chi ha avuto a che fare con uffici pubblici, conosce benissimo il vocabolo burocrazia. In Italia di burocrazia si muore. Gli ultimi governi si sono attivati, per migliorare la funzione pubblica, ma- ancora non sono riusciti a snellire iter e procedure insopportabili per il disgraziato utente. Se a questo, si aggiungono deliranti e schizofreniche decisioni politiche, il disservizio è servito. Cittadini perenni vittime del “mostro burocrazia”, che sotto le mentite spoglie di impiegati, riferiscono alla vittima di turno, che le responsabilità sono di altre persone- per chiudere la pratica, quindi fornire il servizio. Come pressapoco successo alla signora Assunta Rispoli – 90enne nonnina , di Caiazzo- in attesa da tempo del servizio di (ADDGI)Assistenza Domiciliare Integrata per Disabili Gravi. Richiesta effettuata regolarmente dai congiunti dell’anziana donna, invalida al 100%, beneficiaria della legge 104: due condizioni che in un paese civile consentirebbero il giorno dopo di beneficiare dell’assistenza domiciliare- a lei negata da una serie di pastoie burocratiche e scelte allucinanti. “Tutto è cominciato alcuni mesi fa, dopo aver presentato la richiesta di attivazione Assistenza Domiciliare- racconta Giuseppe Sangiovanni- (giornalista freelance del posto), figlio della donna caiatina. Non avrei mai immaginato- di essere co-protagonista di una estenuante soap opera che oggi ha raggiunto livelli di guardia. Per mesi- dopo infinite telefonate ho incassato promesse, con risultati nulli. Responsabili del servizio dell’Ambito Territoriale C6, a palleggiarsi il problema. La solita risposta, la solita solfa: “ Il coordinamento istituzionale deve prendere visione e stilare una nuova graduatoria, poi ci sarà l’attivazione del servizio”- Le promesse ricevute dai burocrati(vittime di dirigenti)- di settimana in settimana, riferite a mia madre. Parlo di una donna che ha subito l’orrore e le umiliazioni di una guerra, il sudore e la fame del dopoguerra. Rabbia, sconforto, cattivi pensieri invadono la sua fragile mente - provata già da un’esistenza non facile. Giorni durissimi, notti insonni- con l’incubo di non riuscire ad usufruire dell’assistenza domiciliare. Si chiude a riccio, collera e ansia aumentano, la malinconia ben presto si trasforma in depressione”. A questo punto – il figlio – che dispone di buoni strumenti mediatici- rompe il silenzio e chiederà l’intervento dei giudici(e media nazionali)- per risolvere il caso. “Non volevo arrivare a tanto, mi hanno costretto: non si sottrae dignità in questo modo a persone della terza età”. Già ho atteso troppo. Non era mia intenzione trasformare proprio il caso di mia madre(personale) in caso nazionale- hanno giocato troppo- denuncerò – e chi ha sbagliato deve pagare. Ci penserà la Magistratura- a scovare burocrati acefali, responsabili di queste deliranti decisioni. Ai media nazionali, il compito di raccontare questa vergognosa storia.