giovedì 30 aprile 2009

Alife. Monumenti aperti per il Ponte del Primo Maggio. In città si riscopre la voglia di turismo

Fino alla prossima domenica sarà possibile visitare i monumenti riportati all'antico splendore dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici
Monumenti aperti in città in questo ponte del 1 maggio. Su iniziativa dell’amministrazione comunale retta dal sindaco Roberto Vitelli, dietro impulso dell’assessore al Patrimonio Storico e Archeologico Alessandro Parisi, e della Soprintendenza ai Beni Archeologici delle Province di Napoli e Caserta, da oggi a domenica sarà possibile visitare sia il Museo Archeologico Alifano ed il Mausoleo, che l’Anfiteatro romano ed il Criptoportico inaugurati lo scorso sabato dopo essere stati riportati alla luce a distanza di secoli sepolti sotto terra. Per tre giorni, dalle 9 alle 12 del mattino e dalle 16 alle 22 della sera, i visitatori potranno accedere all’interno delle aree dove si trovano gli imponenti monumenti archeologici alifani ed ammirarli in tutto il loro splendore, oltre che godersi i reperti unici custoditi all’interno del Museo. Testimonianze viventi della storia millenaria di una città che ora si mette in mostra nel primo week-end post recupero dell’amphiteatrum e del cryptoporticus di Alife Romana quale nuova scoperta. Il Criptoportico si presenta come un grande ambiente sotterraneo, con struttura ad “U”, con ciascun braccio suddiviso da un doppio ambulacro in due navate coperte da volta a botte e divise da pilastri rettangolari. I due bracci longitudinali misurano circa 28 metri, quello trasversale circa 45. Il monumento è ubicato nel quadrato nord-est della città romana, ed è stato realizzato tra l’età tardo-repubblicana e l’inizio dell’età imperiale. L’Anfiteatro Romano, individuato già dal 1967 grazie a foto aeree e a saggi di scavo, era il quarto più grande anfiteatro dopo il Colosseo, quello di Pompei e quello di Capua. Aveva un asse maggiore di 48 metri e un asse minore di circa 38 metri, ed è posto a sud-est poco al di fuori delle mura, lungo la via per la città di Teleria oggi denominata Via Caduti sul Lavoro.
Nella foto l'Anfiteatro alifano

Piedimonte Matese. Un mese ricco di soddisfazioni e soprattutto di brillanti risultati di servizio

Lotta alla criminalità e alla illegalità, 50 le persone arrestate o denunciate all’Autorità Giudiziaria dai Carabinieri, durante il mese di aprile.
Nel mese di aprile appena concluso, sono state in tutto 50 le persone arrestate o denunciate all’Autorità Giudiziaria, da parte dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, coordinati dal Capitano Salvatore Vitiello. A portare materialmente a segno una serie di brillanti operazioni contro vari fenomeni di criminalità e di illegalità diffusa, sono stati i Militari delle Stazioni dislocate nel comprensorio matesino e quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile, diretti rispettivamente dai Luogotenenti Luigi Lo Russo e Nicola Marsilio, e dai Marescialli Giovanni Aceto, Giuseppe Ratta, Giuseppe Sileo, Paolo Bernabei, Giovanni Orsi e Giuseppe Calabrese. Sono 16 gli arresti eseguiti in flagranza di reato, che nel dettaglio riguardano 14 persone responsabili di reati contro il patrimonio e la persona e per violazioni alle leggi sull’immigrazione clandestina; un pregiudicato arrestato per estorsione e una persona per smaltimento illecito di rifiuti speciali. Denunce all’Autorità Giudiziaria sono scattate invece, nei confronti di 34 persone, responsabili a vario titolo di reati contro l’ambiente e la salute pubblica, come l’abusivismo edilizio e violazioni alle norme igienico sanitarie; di reati in materia di sicurezza stradale, come la guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto effetto di stupefacenti; reati in materia di immigrazione clandestina e droga, come le violazioni alla c.d. Legge Bossi-Fini e per violazioni alla Legge sugli stupefacenti, nonché reati di sfruttamento della manodopera clandestina. Nel corso dei numerosi blitz dell’Arma, che hanno portato agli arresti e alle denunce a piede libero appena elencate, sono stati posti sotto sequestro immobili costruiti abusivamente e in luoghi sottoposti a vincoli paesaggistici, per un valore complessivo di oltre mezzo milione di euro; un locale è finito sotto sequestro per motivi igienico sanitari e proposta la chiusura per altri due esercizi; sempre per motivi igienico sanitari sottoposti a sequestro oltre cento chilogrammi di prodotti caseari; sotto sequestro infine varie tipologie di sostanze stupefacenti e recuperata refurtiva per un valore di oltre quindicimila euro.

Piedimonte Matese. Il senatore Carlo Sarro esprime viva soddisfazione per l'incontro avvenuto a Caserta con la Commissione Antimafia

Piena soddisfazione è stata espressa dal Senatore della Repubblica Carlo Sarro (Pdl) al termine della visita che la Commissione Antimafia ha svolto ieri a Caserta.
Presso il Palazzo della Prefettura di Piazza Vanvitelli, la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, presieduta dall’ex Ministro degli Interni Beppe Pisanu e con la presenza del Senatore Sarro (nella foto), che è l’unico parlamentare casertano a fare parte dell’importante comitato d’inchiesta, ha tenuto una serie di audizioni per comprendere le condizioni in cui versa Terra di Lavoro e le modalità, i mezzi e gli strumenti di lotta alla criminalità organizzata che sono attualmente a disposizione di forze dell’ordine e Magistratura, comprese carenze strutturali e in termini di unità di personale che dovranno essere colmate per garantire una sempre più efficiente e puntuale politica di prevenzione e repressione dei fenomeni malavitosi riscontrati sul territorio provinciale. La Commissione Antimafia ha ascoltato con attenzione il Prefetto di Caserta Ezio Monaco, il neo Questore Longo, i comandanti provinciali dei Carabinieri Burgio e della Guardia di Finanza Manozzi, il Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere Corrado Lembo, il procuratore aggiunto Gai ed il Responsabile della Direzione Investigativa Antimafia. “Ho motivo di ritenere, al termine della missione di tre giorni che ha interessato Napoli e Caserta-ha dichiarato il Senatore Sarro-che pur nella gravità del complessivo quadro criminale delineato nel corso delle audizioni, i livelli istituzionali presenti sul territorio e deputati a contrastare la criminalità, dimostrano con professionalità ed impegno quanto forte sia l’azione di lotta alla camorra in tutte le sue propaggini. In particolare, per Caserta, la commissione ha potuto constatare il forte livello di sinergia esistente tra azione investigativa, azione preventiva ed azione repressiva posta in essere dalle forze di polizia, dall’autorità giudiziaria e dalla Prefettura. All’esito delle audizioni, si è rafforzato in me il convincimento che tra le misure organizzative da garantire in tempi relativamente brevi, vi è la istituzione della Corte di Appello di Caserta con la contestuale costituzione di una direzione distrettuale antimafia che condorrebbe non poco, alla luce di quanto è emerso nel corso delle audizioni, alla lotta alla temibile camorra casertana. Sono certo che quanto prima, con il senatore Giuliano e gli altri parlamentari casertani, riprenderemo il progetto in questione anche in forza dell’ordine del giorno votato dal Senato della Repubblica nella seduta del 6 febbraio scorso. La visita, peraltro, è avvenuta nel momento in cui vengono sciolte amministrazioni, vi sono dimissioni di sindaci e si registra l’avanzamento di indagini che interessano talune rappresentanze istituzionali della nostra provincia. Ciò dimostra, ancora una volta, che la lotta alla camorra non deve conoscere soste che, soprattutto, in questa battaglia, non può mai abbassarsi il livello di guardia. Ci conforta, comunque, registrare i significativi risultati che gli inquirenti e le forze dell’ordine hanno saputo raggiungere nell’ultimo anno a dimostrazione dei loro eccellenti livelli investigativi e della loro altissima capacità professionale”.

Piedimonte Matese. Operazione dei Carabinieri. In manette due extacomunitari

I due cittadini arrestati per non aver ottemperato ad un decreto di espulsione. A Piedimonte Matese e Alife denunciati due cittadini dei rispettivi Comuni
Vasta operazione contro la criminalità locale portata a termine dai carabinieri della compagnia di Piedimonte Matese che hanno eseguito arresti, sequestri e denunciato diverse persone. In manette sono finiti due extracomunitari di orgine marocchina, Antoin Moruji di 31 anni, e Osay Mowan di 28 anni, sorpresi nei pressi di alcune abitazioni isolate nella zona periferica del comune matesino. I due sono stati arrestati perchè da oltre due anni non avevano ottemperato ad un decreto di espulsione dal territorio nazionale. I due sono sospettati di aver commesso diversi furi in abitazioni della zona. Sorpresi e portati in caserma anche altri quattro giovani di origine nordafricana, privi di regolare permesso di soggiorno: i quattro C.A. 30enne, F.A. 27enne, F.M. 21enne, S.P. 20enne sono stati denunciati e nei loro confronti sono state avviate le procedure di espulsione dall'Italia. A Piedimonte Matese, i militari del nucleo operativo hanno fermato due giovani trovati in possesso di hashish: si tratta di M.V. di 28 anni e S.L. di 21, entrambi del posto, denunciati per detenzione illegale di sostanze stupefacenti. I militari della Stazione guidata dal Luogotenente Luigi Lo Russo hanno deferito L.N. 60enne, il quale a seguito di una lite scaturita per motivi di confine di un fondo agricolo, minacciava con una pistola un suo vicino. E' stato poi accertato che la pistola, sottoposta a sequestro, era un giocattolo. Infine ad Alife, i militari della locale Stazioe al Comando del Maresciallo Giovanni Aceto, hanno denunciato A.M. 30enne, del posto. Per motivi di viabilità, l'uomo ha aggredito un automobilista colpendolo al volto e minacciandolo ripetutamente. La vittima ha riportato solo qualche contusione guaribile in pochi giorni.

Cronaca in pillole dalla Provincia di Caserta

Aggrediscono i poliziotti. In galera Claudio Loffredo, Angelo Luca e Andrea Traviso
MADDALONI Aggrediscono i poliziotti Sorpresi a smaltire illegalmente rifiuti aggrediscono gli agenti. Dopo una colluttazione con i poliziotti sono finiti in carcere i pregiudicati Claudio Loffredo, 37 anni, Angelo Luca, 59 anni e Andrea Traviso, incensurato di 37 anni. I tre maddalonesi sono stati colti in flagranza di reato dagli agenti del commissariato diretti dal vicequestore aggiunto Luigi Pecchillo e coordinati dal vicecommissario Vito Esposito. L’operazione di polizia ha consentito di sequestrare una discarica abusiva estesa per 80 metri, nonché un mezzo pesante ed un escavatore


ROCCAMONFINA Arrestato per scarico di rifiuti Nel primo pomeriggio di ieri, i carabinieri della stazione hanno arrestato Gaetano Iossa, 65 anni, accusato di smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi in assenza di autorizzazione. L'uomo, imprenditore edile, è stato colto in flagrante mentre, a bordo di un autocarro, scaricava materiale di risulta e scarti edili per un totale di 65 quintali, in viale San Bartolomeo. L'area e l'autocarro sono stati sottoposti a sequestro, Iossa è agli arresti domiciliari.


PARETE Sigilli a impianto di imballaggi I carabinieri del Noe di Caserta hanno sequestrato un impianto all’interno di una ditta dedita alla produzione e commercializzazione di imballaggi in legno, denunciando il titolare per deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi, costituiti da scarti in legno, scarti da demolizione edile ed imballaggi, emissioni in atmosfera in assenza di autorizzazione, scarico illecito di acque reflue industriali e gestione illecita di rifiuti nella fase dello smaltimento.


FRIGNANO Allevatore denunciato I carabinieri del Noe di Caserta hanno denunciato il titolare di un allevamento di equini e bovini per gestione illecita di rifiuti nella fase dello stoccaggio e smaltimento. Nella circostanza, all’interno dell’area aziendale, è stata accertata la presenza di cumuli di deiezioni animali mischiate ad altro materiale.


CASERTA Autobotti col trucco I carabinieri del Noe di Napoli, in collaborazione con personale dell’Ufficio Metrico del capoluogo campano, a seguito di attività delegata dalla locale autorità giudiziara presso una ditta di Caserta, accertavano che su due autocarri e sei rimorchi di autobotti adibite al trasporto di gas medicale erano installati dei misuratori del tipo “Flowcom S8” sui quali si constatava l’assenza dei prescritti sigilli in piombo e l’alterazione di alcuni strumenti di misurazione.

Caiazzo, la minoranza consiliare torna all’attacco e chiede nuovamente la seduta consiliare, negata per motivi di ordine pubblico qualche mese fa.

Ferrucci chiede al sindaco anche una stanza al Municipio per il proprio gruppo.
Sembra sia finito il torpore che dava l’impressione di aver attanagliato la minoranza consiliare di Caiazzo, guidata dall’avvocato Ciro Ferrucci che qualche giorno ha preso carta calamaio e penna ed ha scritto al presidente del Consiglio Comunale di Caiazzo avvocato Antonino Puorto chiedendo in primis una seduta di Consiglio Comunale e poi, anche una stanza nella sede municipale ove permettere all’opposizione di esercitare la propria funzione. Questa la richiesta ufficiale e pepata di Ferrucci a Puorto: “Le scrivo nella qualità evidenziata in epigrafe (capogruppo consiliare, ndr) per manifestare il rammarico del Gruppo Consiliare di Opposizione, il quale, mio tramite, nel constatare la mancata convocazione del Consiglio da oltre quattro mesi ( l’ultima seduta si è tenuta il 18 dicembre dello scorso anno) Le ricorda le numerose richieste di discussione su argomenti più volte segnalati al protocollo degli uffici comunali, che impongono il confronto democratico nella sede Istituzionale da Lei presieduta. Voglia, pertanto, procedere ad un urgente convocazione del Consiglio Comunale per poter discutere gli argomenti segnalati dall’Opposizione, più volte richiesti all’Amministrazione, a tutt’oggi senza esito.” Poi lo sempre Ferrucci, accenna in un’altra richiesta ufficiale, il problema avanzato all’indomani delle elezioni svoltesi l’anno scorso, ovvero una sede per il gruppo consiliare Città Viva: “A nome del gruppo di Opposizione rammento alle SS. LL. l’impegno assunto per consentire adeguata accoglienza anche alla Minoranza presso la Casa Comunale, all’uopo rilevando che, con decorrenza 01.05.2009, la dipendente che attualmente occupa il locale attiguo all’Ufficio Servizi Sociali andrà in pensione, e, pertanto, detto locale potrà essere utilizzato, a giorni alterni, sia dal gruppo di Opposizione che dalla Assistente Sociale, che pure necessita di ufficio dignitoso. Ringrazio le SS. LL. per la sensibilità ce vorranno dimostrare in concreto. Molti distinti saluti.” Insomma si iniziano a registrare le stoccate di fioretto, in maniera a volte anche satiriche in alcuni punti, da parte della minoranza nei confronti della maggioranza consiliare. Giova ricordare che alcuni mesi orsono, verso la fine di gennaio la minoranza chiese una seduta consiliare straordinaria, avendo i numeri legali per farlo, e fu negata per motivi di ordine pubblico. La vicenda andò a finire sul tavolo del prefetto di Caserta, ed ora Ferrucci e company tornano all’attacco.
Nella foto Ciro Ferrucci a sinistra e Stefano Giaquinto a destra

Piana di Monte Verna. Siamo alle solite. Ritorna la lista “dei misteri”.

A meno di sette giorni non è dato sapere chi sono i candidati contro la lista di Santabarbara.
La si potrebbe chiamare “febbre elettorale” quella che ogni cinque anni scoppia a Piana di Monte Verna e vede da circa 30 anni trionfare il gruppo che fa capo a Raffaele De Marco che, di legislatura in legislatura, si è sempre sbarazzato dei vari sparring partner’s susseguitesi sui ring, ovvero nelle cabine elettorali. L’ultima, in ordine di tempo, vide la vittoria con uno scarto di oltre 500 voti, contro la definita da tutti in paese “lista misteriosa”. Il movimento oppositore si chiamava infatti “Insieme per il Rinnovamento Piana Villa” e fu presentato all’ultimo minuto al Municipio pianese con capolista Maria Carmela Mastroianni. La storia, forse anche in maniera grottesca sembra ripetersi anche oggi, evidentemente perché c’è ancora qualche elemento che si ostina a voler fare politica alla vecchia maniera, ossia a fari spenti e senza dichiararsi apertamente. Questo è almeno opinione comune in paese, che non vedono di buon occhio le cose fatte alla chetichella. E così anche Martedì scorso, la riunione del papabile capolista Geppino Buonomo è andata a folle. L’incontro era previsto stavolta a Villa Santa Croce, frazione che ha visto negli ultimi anni insediarsi al Municipio proprio il cognato di Buonomo, Andrea Mastroianni con 92 voti e Nicola Caruso con 76 voti epurato però dalla maggioranza uscente. Ed anche in questo caso non si è registrato affatto quell’auspicato proselitismo di elettori. Prende quindi sempre più corpo l’ipotesi che a meno di sette giorni dalla presentazione ufficiale delle liste, proprio Buonomo uscirà fuori per far posto ad un candidato di “bandiera” ovvero di Remo Mongillo attuale consigliere comunale di minoranza e detentore di consensi in paese. Mongillo potrebbe decidere di candidarsi in prima persona, oppure fiancheggiare una lista capeggiata da Franco Mazzarella in procinto di subentrare al dimissionario Andrea Mastroianni due anni fa ma rifiutò la nomina a consigliere comunale. Michele Mastroianni almeno per il momento si è chiamato ufficialmente fuori dalla competizione.
Nella foto Geppino Buonomo già cinque anni orsono in procinto di candidarsi come sindaco di Piana di Monte Verna e poi "misteriosamente" defenestrato

mercoledì 29 aprile 2009

Limatola. Espropri in pieno centro storico. Scoppiano le polemiche

Avviata dal Comune il procedimento di esproprio di alcuni ruderi e case disabitate che si trovano nel centro storico.
Nelle intenzioni del sindaco Mario Marotta (nella foto) c'è un progetto di recupero delle vie del borgo e della fruibilità del «museo diffuso della storia della civiltà locale» da finanziare con i fondi del POR Campania. Nella lettera inviata dal sindaco ai proprietari dei beni che si intendono espropriare si legge che «l'Amministrazione comunale intende realizzare un'opera di pubblica utilità che tende a perseguire una maggiore qualità urbana, un'integrazione funzionale con il tessuto urbano preesistente, il rispetto e l'incremento dell'area verde, l'inserimento di attrezzature collettive culturali nonché la salvaguardia e la valorizzazione del castello medievale». Gli interessati dall'esproprio vengono invitati a visionare il progetto preliminare depositato presso il Comune e a presentare osservazioni scritte entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione del sindaco. Il consigliere comunale di opposizione Pietro Marotta dell'Udc, pur ritenendo utile e indispensabile un intervento per la valorizzazione del centro storico, ha sottolineato che «l'opera definita pubblica nel progetto è dichiaratamente intesa a salvaguardia e valorizzazione di un bene, sebbene di interesse pubblico, di proprietà privata (il castello)». Questo avvio di procedura di esproprio, per Marotta, «calpesta i diritti e colpisce gli interessi dei nostri concittadini arrecando agli stessi notevoli danni economici sia per la sottrazione della proprietà che per le spese procedurali da affrontare nelle opportuni sedi tramite legali di fiducia». Molto discusso anche il piano di prevedere l'ampliamento di alcuni tratti di strada che consentirebbero l'accesso nel centro storico delle auto, stravolgendone la percorribilità a piedi o al massimo con gli animali da soma delle stradine che lo attraversano.

VERSO LE ELEZIONI. Riccardo Ventre: "Mi candido alla carica di Presidente della Provincia!"

L'Europarlamentare fuori dalla prossima competizione per Bruxelles si prepara alla campagna di "Ottobre" per ritornare a guidare Corso Trieste. "Riprenderò il percorso interrotto nove anni fa!"
I giochi sono fatti anche nel Pdl. Fuori l’europarlamentare uscente e già presidente della Provincia, Riccardo Ventre. Dentro la parlamentare Giovanna Petrenga. Sarà infatti la Petrenga a rappresentare la provincia di Caserta per il centrodestra nella pattuglia dei candidati della circoscrizione Sud alle Europee. In pratica si profila in provincia di Caserta uno scontro tra due donne: l’ex funzionaria della Soprintendenza Petrenga e la giornalista anti camorra Rosaria Capacchione, quest’ultima candidata come indipendente nella lista del Pd. Per il Pdl sarà candidata anche l’ex prefetto di Caserta, Stasi, ma il suo nome è stato inserito in quota provincia di Napoli, zona di cui la Stasi è originaria. La scelta di Giovanna Petrenga al posto di Riccardo Ventre è stata tutt’altro che indolore. Fino a ieri la casella riservata a Caserta è rimasta in bilico. Risolutorio un incontro tra Ventre e il presidente Berlusconi, durante la visita di quest’ultimo a Napoli, nel corso del quale il Cavaliere avrebbe confermato all’ex presidente della Provincia di Caserta che si sarebbe puntato su una persona diversa. Ventre punterebbe ora a una candidatura alla provincia di Caserta. Nell’immediato ci sono però le Europee e costituiranno un banco di prova per il candidato Petrenga che, per la prima volta, dovrà misurarsi con le preferenze visto che nell’ultima elezione il sistema elettorale prevedeva un listino bloccato. «Ho accettato le indicazioni del partito - commenta a caldo l’onorevole Petrenga anche ieri impegnata nei lavori della Camera - sarà una bella sfida ma le sfide non mi spaventano. Sono certa del sostegno di tutti coloro, e sono tantissimi, che credono nell’azione del governo Berlusconi e nella capacità del centrodestra di rappresentare degnamente le istanza dei cittadini, anche in Europa». Questa volta sarà però diversa, la campagna elettorale con le preferenze rappresenta un banco di prova diretto per i candidati... «Certo - risponde l’onorevole Petrenga - e per questo chiedo a tutti uno sforzo unitario per far in modo che anche le istanze del territorio casertano, campano e del sud Italia siano ben rappresentate in Europa. Da parte mia non posso che assicurare, fin da ora, un impegno ancora maggiore di quello profuso in circa un anno da parlamentare». Per quanto riguardo Ventre si parla da qualche giorno di una sua adesione all’Mpa. «Smentisco assolutamente - dice Ventre - apprezzo l’Mpa e i suoi dirigenti con cui ho un ottimo rapporto di amicizia ma io resto nel Pdl, partito in cui mi sento fortemente radicato. Mi candiderò però come presidente alla Provincia di Caserta e lo farò con un progetto che privilegi la casertanità ed includa il Pdl senza escludere coloro che nel Pd vorranno far parte di una coalizione tesa a far prevalere sempre e comunque il bene della collettività di Terra di Lavoro». Alla fine Ventre chiude: «Riprenderò quel percorso interrottosi nove anni fà».

VERSO LE ELEZIONI COMUNALI. Alto Casertano: Prato in pole a Capriati a Volturno, ad Ailano scontro tra sindaco uscente ed ex

E’ un giovane agronomo il candidato sindaco, più accreditato a sfidare il ritorno dell’ex sindaco Antonio Montoro alla massima carica di Fontegreca, dopo la parentesi del sindaco in carica Carmelina Imundi, moglie dello stesso Montoro.
di Michele Martuscelli - Buongiorno Campania
Il nome più ricorrente nel lavoro tra la minoranza ed un gruppo di giovani locali che ha abbracciato la parola d’ordine del rinnovamento e quella di Salvatore Altieri, anche se specifica che “ il confronto è ancora in corso per coordinare nuovi gruppi e la minoranza ed in questi giorni finali si vedrà chi può rappresentare al meglio questa esigenza di rinnovamento , oltre ad unire giovani ed opposizione ”, precisa Altieri alla sua prima esperienza in campo politico – amministrativo. Una lista civica che punta sulla collaborazione di altri giovani come Antonio Perrino, impegnato nelle piccole e medie imprese tramite il CNA o Mario Cambio, a Roberto Iemma.. Questo è quanto si profila nel comune che h a uno dei punti di forza del patrimonio ambientale, quella Cipresseta che è stata al centro di studi del CNR nazionale ed è entrata nella rete regionale dei centri clonali botanici. A pochi giorni dai primi fondamentalei adempimenti (5 maggio), quello della presentazione delle liste, vecchio e nuovo si intrecciano a Capriati Al Volturno famoso per l’oasi delle Mortine e per un museo dedicato a San Rocco inserita in un link europeo con gemellaggi con cittadine francesi. Un transizione che si rispecchia in questi giorni con le incognite del post-Graziano. Oggi è in programma il consiglio comunale (bilancio , piano opere pubbliche , tariffe , la concessione alla parrocchia di Santa Maria delle Grazie del villaggio Enel ed i primi eventuali passi di un Parco Eolico ). E questa doppia seduta 8l’altra riunione è per il 2 in seconda convocazione) si lega al frantumato scenario che si presenta oggi in ordine alle candidature. Il sindaco, per 10 anni, Antonio Graziano non è riuscito a gestire una successione, come testimonia il pullulare di iperattivismo pre- elettorale: liste come funghi. Tra i più quotati l’ex candidato sindacale Camillo Viccione, l’ex sindaco e consigliere provinciale, Antonio Iacovone e l’avvocato Adriano Prato (nella foto). Ad Ailano il sindaco in carica, Mario Lanzone, non solo ritenta la seconda candidatura ed il secondo mandato ma con molto probabilità avrà di fronte l’ex sindaco, Arturo Manera che sembrerebbe intenzionato a ri-scendere in campo direttamente contro la lista di maggioranza di “Palma Pacis” che sarà invariata.

Caiazzo, sorpresa a rubare anni fa, fu fermata dai Carabinieri.

Ora è stata dichiarata non imputabile dalla Cassazione
Una giovane rom sorpresa in un appartamento diversi anni fa dai Carabinieri, mentre tentava un furto con delle forbicine dalle punte deformate è stata assolta dalla Cassazione "per carenza di imputabilità". Secondo gli Ermellini la ragazza, una 16enne con precedenti per delitti contro il patrimonio, non può considerarsi pericolosa e per questo non appare giustificato richiuderla in un riformatorio. La decisione è della IV sezione penale della Corte (sentenza 17562/2009) che ha confermato il proscioglimento già disposto dal Tribunale dei minorenni. In sostanza non ricorrevano ''le condizioni particolari di pericolosità sociale della minore''. Di diverso avviso era stato il PM secondo cui ''tenuto conto dei mezzi usati per commettere il furto e dei precedenti dattiloscopici indicanti ulteriori condotte sospette nel settore dei furti in appartamento”, si rendeva necessaria la misura di sicurezza del ricovero in riformatorio. Nella parte motiva della sentenza la Corte spiega che ''il Tribunale li ha persuasivamente spiegato nel provvedimento che in concreto non era possibile formulare un giudizio prognostico di pericolosità proiettato sulla specie e sulla natura dei reati dei quali la minore potrebbe rendersi nel futuro autrice, in quanto la modesta offensività dell'oggetto da scasso utilizzato (forbicina con punte deformate le cui caratteristiche non avevano procurato allarme nemmeno nel proprietario), nonché i precedenti per delitti contro il patrimonio, non deponevano per una speciale pericolosità'' della minore tali da far ritenere per il futuro ''delitti implicanti l'uso di armi o di violenza personale, uniche due specifiche ipotesi contigue all'offensivita' del delitto'' di furto. In sostanza la linea dura contro minori protagonisti di furto può essere applicata solo quando ''il minore ha compiuto i 14 ma non ancora i 18 anni'' e in particolare se c'e' ''il concreto pericolo che questi commetta in futuro delitti con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale ovvero gravi delitti di criminalità organizzata''.

Piana di Monte Verna. Riunione flop della nascente lista in contrapposizione alla maggioranza uscente.

Geppino Buonomo: “La causa? Le intemperie…”
Visti i tempi che corrono ci limitiamo ad una semplice e “asettica” disamina di quanto è avvenuto nella “riunione non riunione” della nascente lista elettorale, che dovrebbe contrapporsi a quella che ha dato vita qualche giorno fa la maggioranza uscente. Innanzi tutto il numero dei partecipanti, aspiranti candidati compresi era di circa otto – nove. Il gruppo tra i propri ranghi annoverava due ex sindaci di Piana di Monte Verna, Claudio Mastroianni e Felice Santabarbara e tre ex consiglieri comunali, Franco Mazzarella, Nicola Caruso e Andrea Mastroianni. A loro si univano una coppia di cittadini pianesi con la loro bimba e il papabile alla candidatura a sindaco Geppino Buonomo il quale, visibilmente imbarazzato, affermava dopo qualche minuto che la riunione la si doveva aggiornare a data da destinarsi, causa le intemperie che non hanno “invogliato” molta gente a parteciparvi. Insomma un inizio non proprio incoraggiante, sebbene come sopra scritto, vista la caratura dei presenti, ci si attendeva la folla delle grandi occasioni, ed invece poi non è assolutamente successo nulla. Nemmeno il proprietario del Ristorante “Mister Poldo” era a conoscenza che in quella sede e in quella data c’era una riunione politica. C’è però chi in tutto ciò dona una sua chiave di lettura. Infatti oltre ai summenzionati intervenuti, del gruppo politico in contrapposizione a Raffaele Santabarbara candidato sindaco con la lista “Patto per Piana Insieme per l’Europa”, farebbero parte anche Michele Mastroianni e Remo Mongillo, il primo ex assessore comunale, il secondo consigliere comunale uscente e detentore di grossi consensi elettorali in paese. Mastroianni, pare, vorrebbe candidarsi in prima persona mentre Mongillo vorrebbe candidare a sindaco proprio Franco Mazzarella, in procinto di diventare consigliere comunale già lo scorso anno a seguito delle dimissioni di Mastroianni Andrea.
Nella foto da sinistra Andrea Mastroianni e Remo Mongillo

Ailano. Sequestrata dai Carabinieri una palazzina di quattro piani

Blitz dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, finalizzato a contrastare il fenomeno degli abusi edilizi e degli scempi di zone paesaggistiche.
Nel corso dei controlli coordinati dal Capitano Salvatore Vitiello, sono state passate al setaccio varie località del comprensorio matesino particolarmente sensibili sotto il profilo ambientale. E proprio in una zona periferica tra il Comune di Ailano e quello di Raviscanina, i militari della locale Stazione, diretta dai Marescialli Giuseppe Ratta e William Salvatore, hanno scoperto una palazzina su quattro livelli, da adibire verosimilmente ad abitazioni civili, in corso di realizzazione in totale assenza delle previste autorizzazioni e concessioni edilizie. L’intero fabbricato è stato sottoposto a sequestro giudiziario. Il proprietario, in qualità di committente dei lavori, un geometra, in qualità di direttore dei lavori, ed un imprenditore, esecutore materiale degli stessi, sono stati tutti denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Il valore dell’immobile sequestrato si aggirerebbe intorno ai trecentomila euro. Intanto nel vicino comune di Sant’Angelo d’Alife, il Sindaco, d’intesa con la competente Autorità Giudiziaria, ha emesso ordinanza di demolizione del fabbricato riproducente un castello medioevale, con annesso ponte levatoio e piscina, totalmente abusivo, per un valore di oltre trecentomila euro, sequestrato la scorsa settimana dai Carabinieri della Stazione di Alife, diretta dai Marescialli Giovanni Aceto e Andrea Porto, che contestualmente al provvedimento del sindaco, hanno anche notificato al proprietario, un commerciante della zona, ulteriore decreto di sequestro preventivo e avviso di garanzia emessi dai Giudici competenti del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Camorra. Arrestato a Casal di Principe Michele Bidognetti

L'uomo e' stato intercettato proprio mentre trasferiva gli ordini ricevuti dal fratello Francesco, detenuto con il regime del 41 bis, durante i colloqui in carcere, agli affiliati ancora presenti sul territorio.
La Dia di Napoli, nell'ambito dell'operazione "Principe" della Dia di Napoli contro il clan dei Casalesi e in particolare contro la famiglia Bidognetti-Setola, ha arrestato a Casal di Principe Michele Bidognetti (nella foto), attuale reggente dell'omonimo clan e fratello di Francesco Bidognetti, soprannominato "Cicciotto 'e mezzanotte", storico capo del gruppo camorristico.
Subentrato a Giuseppe Setola, Bidognetti è ritenuto essere l'amministratore del patrimonio del clan e portaordini per conto del fratello Francesco. E' stato fermato mentre trasferiva agli affiliati ancora presenti sul territorio gli ordini ricevuti dal fratello Francesco durante i colloqui in carcere. Nell'ambito dell'operazione "Pincipe, in esecuzione di provvedimenti emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia, sono stati anche sequestrati beni, intestati a presunti prestanome, per un valore superiore ai 5 milioni di euro: tra questiaziende agricole, molti appezzamenti di terreni, numerosi appartamenti e ville, acquisiti probabilmente attraverso il controllo monopolistico di interi settori imprenditoriali e commerciali. Tra i beni sequestrati c'è anche la villa di Assunta D'Agostino, convivente del collaboratore di giustizia Domenico Bidognetti, che l'aveva comprata con i proventi di estorsioni. La D'Agostino era stata sottoposta ad estorsione dal killer Giuseppe Setola: le era stato infatti imposto di vendere la villa, del del valore di oltre 350 mila euro, al prezzo di 30 mila. La famiglia Bidognetti sè venuta alla ribalta nei mesi scorsi a causa degli omicidi di marca stragista commessi nella zona aversana da Giuseppe Setola.

martedì 28 aprile 2009

La Guardia di Finanza ha eseguito degli arresti clamorosi a Caserta e in Provincia

Operazione delle fiamme gialle. Il settore è quello delle fonti rinnovabili. Nel mirino la costruzione della centrale a biomasse di Pignataro. Altri reati ipotizzati, sempre in associazione quelli di corruzione di pubblici ufficiali e falso in atti. Tra gli arrestati anche Franco Capobianco assessore provinciale uscente nella Giunta De Franciscis.
La Guardia di Finanza di Caserta ha dato corso ad un'importante operazione di servizio, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, inerente all’esecuzione di 23 misure di custodia cautelare nei confronti di soggetti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, alla corruzione, alla rivelazione di segreti di ufficio ed alla realizzazione di falsità in atti pubblici. I dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11,30 di oggi, martedì 28 aprile 2009, presso la sede della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, alla presenza del Procuratore Capo della Repubblica Dott. Corrado Lembo e del Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Col.t. ST Francesco Saverio Manozzi.
Tra gli arrestati ci sono l'ex assessore alle attivita' produttive della provincia, Franco Capobianco (nella foto), gli imprenditori dell'agro aversano Verazzo, titolari dell'appalto per il rifacimento di corso e Italo Verzillo, ingegnere ex pci - pds.
Questo è l'elenco degli arrestati
L’ex assessore provinciale Franco Capobianco (domiciliari), che avrebbe chiesto dei posti di lavoro, l’ingegner Italo Verzillo per aver redatto un certificato antisismico in base ad una legge del 2008 anziché del 2005; Franco D’Alonzo consigliere di maggioranza del comune di Pignataro Maggiore, due imprenditori laziali: Renzo Bracciali e Giampaolo Tombolillo; titolari di tre società del settore, tra cui la Biopower, Vincenzo Guerriero e Fulvio Scia, del settore attività produttive della Regione; Eugenio di Santo coordinatore segreteria settore attività produttiva Regione, i due imprenditori Giovanni e Tommaso Verrazzo, figlio e padre, titolari della società che, tra l’altro, ha eseguito i lavori su corso Trieste. Due funzionari del Genio civile: Michele Testa e Mario Pasquariello. Inoltre Renzo Fiorini di Roma, Giuseppe Esposito di Casoria, assessore in carica ai Lavori Pubblici del Comune di S.Maria Capua Vetere, i tecnici Italo Verzillo, Gianluigi Fregosi (Lecco) e Giacomo Scacciante (Vimodrone). Tre tecnici progettisti delle società fiinite sotto accusa: Giovanni Bassi, Marco Pietro Stella e Alessandro Salvini. Un consulente del gruppo Bracciali, Silvia Fiorani (di Roma) e un'altra dipendente: Margherita di Vincenzo. C'è anche il nome del il funzionario della Regione Giuseppe Ragucci. Le indagini potrebbero riservare ulteriori sorprese.
Altri indagati
Indagati anche l'assessore alle Attività produttive, Cozzolino e anche Gianfrano Nappi. Arrestato il coordinatore della segreteria particolare dello stesso Cozzolino, Eugenio Di Santo. Perquisita anche la casa del sindaco di Pignataro, Giorgio Magliocca
Le prime reazioni. Giorgio Magliocca Sindaco di Pignataro Maggiore: "Sono estraneo ai fatti, nonostante la perquisizione ricevuta..."
Sono dispiaciuto per quanto emerso dalle indagini portate avanti dalla procura di Santa Maria Capua Vetere circa l’insediamento della centrale a biomasse vergini nel territorio del comune che amministro; rimanendo, infatti, convinto, da un punto di vista politico, della bontà dell’operazione e del ritorno che ne dovrà ricevere la mia comunità. Sono anche convinto dell’estraneità ai fatti del consigliere comunale Franco D’Alonzo. Così come dichiaro la mia totale e sicura estraneità alla vicenda nonostante questa mattina abbia ricevuto una perquisizione che, ad amor del vero, i finanzieri hanno eseguito con la massima professionalità. Confido nella tempestività della Magistratura per far luce nel più breve tempo possibile sulla vicenda.
Guarda l'intervista realizzata da Teleluna al Colonnello Francesco Saverio Manozzi

Guarda l'intervista realizzata da Tele Luna al Procuratore Lembo


Piana di Monte Verna, la lista uscente di maggioranza è pronta. Quella che si contrappone … quasi.

In occasione della festa Giocosport il sindaco Raffaele De Marco ha presentato gran parte della nuova squadra. L'altra lista quella che si dovrebbe misurare con Santabarbara è in fase preparatoria
Domenica scorsa è stata l’occasione non solo per presentare la settimana del Gioco Sport, manifestazione sportiva che coinvolge i Circoli didattici di Alvignano e Caiazzo, ma anche l’occasione per la lista di maggioranza uscente di ripresentarsi all’elettorato con tutte le novità annesse che ci sono e… sono clamorose! Innanzi tutto il candidato sindaco indicato dalla lista “Patto per Piana Insieme per l’Europa” è Raffaele Santabarbara. Dietro questa candidatura c’è però una rinuncia, quella di Salvatore Farina indicato dal gruppo come l’erede di Raffaele De Marco e che ha visto appunto il figlio dell’ex compianto sindaco Mimì rinunciare per i suoi sopraggiunti impegni di lavoro. In ogni caso Farina è e resta un cardine della lista, come afferma lo stesso Raffaele De Marco: “Sono vicino alla famiglia Farina ed ho voluto anche io, fermamente, che l’amico Salvatore si candidasse in ogni caso, perché rappresenta un valore aggiunto al nostro gruppo.” Lo stesso sindaco però chiarisce anche un altro aspetto: “Che si tratti di Santabarbara sono nel contempo contento, visto che rappresenta un chiaro segnale di continuità che non io, ma l’intero gruppo ha voluto lanciare all’elettorato pianese.” Altri componenti della lista sono: Pasquale Lombardi, Nicola Mastroianni e Agostino Ferrajuolo che insieme ad Anna Pina Mercaldi e Luigi Matarazzo rappresentano Villa Santa Croce, poi ci sono le altre new entry che sono Ramona Giglio e soprattutto quella di Giustino Castellano figlio del compianto Bernardino sindaco di Piana di Monte Verna per 25 anni e Mentore politico proprio di De Marco negli anni 70’. Ovviamente candidato a consigliere comunale è lo stesso De Marco che non occuperà cariche “gestionali” nel futuro Consiglio Comunale, bensì quella di capogruppo della futura maggioranza, qualora si insedierà. E sempre con la stessa maggioranza uscente si candida anche Rocco De Crescenzo cognato di Mario Bruno segretario cittadino dell’Udeur. Ufficialmente contro la lista Patto per Piana si candida l’Insegnante Geppino Buonomo, sebbene si registra fermento da parte di altri avversari politici della maggioranza, in primis Felice Santabarbara del Pd e soprattutto Michele Mastroianni che proprio con De Marco ha ricoperto il ruolo di assessore comunale.
Nella foto il candidato sindaco della maggioranza uscente Raffaele Santabarbara

lunedì 27 aprile 2009

Casalesi, soldi riciclati in sale Bingo e scommesse. I ruoli ed i nomi degli arrestati

E’ stata sequestrata anche la sala Bingo di Sant’Arpino. Numerosi sono stati i collaboratori di giustizia che hanno contribuito alle indagini, con i riscontri poi eseguiti dalla polizia giudiziaria.
Tra i pentiti che hanno parlato ci sono i casertani Paolo Di Grazia, Emilio Di Caterino e Domenico Bidognetti. Importantissimo l’intreccio affaristico e societario fra il rappresentante del settore del gioco e delle scommesse della camorra Renato Grasso, vicino ai Casalesi, e quello di Cosa Nostra Antonio Padovani, arrestato alcune settimane fa e legato ai Madonia. Venivano costituite per il riciclaggio numerose società fittizie con la tecnica delle scatole cinese, molte erano interstate a prestanome, tra i quali la famiglia Grasso. C’erano rapporti costanti tra Mario Iovine “rifilì”, Vincenzo Pellegrino e Massimiliano Brusciano (per conto degli Schiavone), Michele Surace, referente per la Calabria. La camorra napoletana, i Casalesi e la mafia siciliana hanno approfittato dell’opportunità offerta dalla rilevante espansione del mercato dei giochi, determinata dai nuovi indirizzi politico-legislativi decisi a partire dal 2000, per reinvestire soldi sporchi derivanti dal controllo delle attività illecite come il lotto clandestino, i videopoker, la raccolta abusiva delle scommesse. Questo era il sistema denominato “Grasso”. Mario Iovine, va ricordato che è legato da vincoli di parentela con la primula rossa dei Casalesi Antonio “o ninno”. La camorra assicurava a Renato Grasso anche il monopolio del noleggio di videopoker e la sua disponibilità finanziaria fungeva da sorta di banca della camorra. Mario Iovine, a proposito di videopoker, da anni gestisce il business persino ad Acilia, in provincia di Roma. Come emissario per l’imposizione delle macchinette veniva usato il killer Enrico Martinelli. Sono stati sequestrati numerosi beni riconducibili a Iovine a Roma, Acilia, Nettuno ed Ardea. Per quanto riguarda i carabinieri coinvolti, favorivano non solo il figlio di Sandokan Nicola, ma anche Sebastiano Ferraro e Carmine Zagaria, fratello del superlatitante Michele. Questi gli arrestati: Gemano Acunzo, 42 anni, di Napoli; Antonio Ambrosiano, 55 anni, di Napoli; Pietro Bruno, 45 anni, di Bari; Massimiliano Brusciano, 42 anni, di Aversa; Marco Carravieri, 27 anni di Milano; Salvatore Caso, 45 anni, di Napoli; Francesco Ciotola, 31 anni, a Napoli; Luigi Cocuzza, 47 anni, Napoli; Giuseppe Crapetti, 39 anni, di Napoli; Luigi Di Serio, 44 anni, di Succivo; Rosario Di Sarno, 33 anni, di Napoli; Armando Esposito, 44 anni, di Napoli; Luigi Ferraro, 45 anni, di Casale; Mario Iovine, 60 anni, di San Cipriano; Salvatore Iovine, 44 anni, di San Cipriano; Antonello Luciano, 45 anni, di Napoli; Giandranco Maddalena, 40 anni, di Napoli; Vincenzo Maresca, 52 anni, di Napoli; Giuseppe Melfi, 48 anni, di Napoli; Vincenzo Pellegrino, 48 anni, di Villa di Briano; Giovanni Penniello, 56 anni, di Napoli; Ciro Sigillo, 51 anni, di Napoli; Salvatore Sposato, 51 anni, di Napoli; Antonio Vaccaro, 45 anni, di Napoli; Carmine Vaccaro, 58 anni, di Napoli; Enzo Vaccaro, 33 anni, di Napoli; Luigi Vaccaro, 56 anni, di Napoli; Salvatore Vendemini, 51 anni, di Napoli.

Clamoroso a Castelvolturno, si dimette il sindaco Nuzzo: "Sono solo"

Era stato eletto nell'aprile 2005 alla testa di una maggioranza di centrosinistra. Il sindaco annuncia un libro-dossier
Il sindaco di Castelvolturno, Francesco Nuzzo (nella foto), si è dimesso. "Le dimissioni sono irrevocabili - ha detto il primo cittadino del comune del litorale domiziano - e non penso di continuare l'attività politica". Il sindaco parla di "ricatti e litigi continui" nella maggioranza di centrosinistra, costituita dal Partito Democratico e due liste civiche che lo sostenevano, e di "solitudine" di fronte ai rischi patiti nella lotta alla camorra."Alla vigilia dell'approvazione di tre fondamentali provvedimenti, il piano urbanistico territoriale, il piano per il commercio ed il piano spiaggia che la città attende da decenni mi vengono a chiedere posti per figli, mogli e mariti. Sono profondamente amareggiato - aggiunge il sindaco - adesso la camorra potrà stappare bottiglie di champagne". Francesco Nuzzo, magistrato, pubblico ministero in servizio alla procura di Brescia, annuncia un libro-dossier. "Sarà un atto d'accusa" dice Francesco Nuzzo che era stato eletto nell'aprile 2005 alla testa di una maggioranza composta da Ds, Margherita e due liste civiche.

Policlinico: I dipendenti minacciano di lanciarsi dalla gru del cantiere

Dalle 7 di questa mattina gli ex dipendenti della Immobilgi sono tornati a protestare, alcuni di loro si sono persino arroccati sulla gru del cantiere minacciando di lanciarsi.

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Cassazione: in motorino senza il casco? Pagano mamma e papà

Condannata a pagare i danni una coppia il cui figlio trasportava sulla Vespa un amico che nel corso di un incidente si era fatto male. I genitori dell'amico infortunato avevano chiesto i danni per il figlio. Pagheranno la mamma e il papà del ragazzo proprietario e autista del ciclomotore
Se i figli sono indisciplinati e non indossano il casco quando vanno con il motorino, è tutta colpa della cattiva educazione che è stata loro impartita dai genitori e, in caso di incidente, mamma e papà dovranno pagare i danni. Il monito viene dalla Corte di Cassazione (sentenza 9556/2009) che applicando questo principio ha respinto il ricorso di due genitori condannati a risarcire il danno prodotto da un ragazzo che aveva avuto un incidente con la sua vespa su cui trasportava un'altro ragazzo poi dopo alcuni giorni il sinistro. I giudici di merito avevano già condannao i genitori del ragazzo (ancora minorenne) a risarcire i famigliari del trasportato per i danni morali patiti. La decisione è stata ora confermata da Piazza Cavour che ha sottolineato come "lo stato di immaturita', il temperamento e la cattiva educazione del minore possono desumersi anche dalle modalita' del fatto ed e' pacifico che il figlio non indossava il casco". Secondo la Corte in base all'articolo 2048 C.c. i genitori di un minorenne hanno "doveri di natura inderogabile finalizzati a correggere comportamenti non corretti e, quindi, meritevoli di costante opera educativa, onde realizzare una personalita' equilibrata, consapevole della relazionalita' della propria esistenza e della protezione della propria ed altrui persona da ogni accadimento consapevolmente illecito". Secondo la Corte, data una certa dimestichezza con i veicoli" che il ragazzo aveva nonostante fosse minorenne, e' evidente che il fatto che non indossasse il casco fosse da attribuirsi alla "cattiva educazione" impartita dai genitori. A nulla rileva, chiarisce ancora la Corte rispondendo ad uno dei rilievi avanzati dalla difesa, il fatto che il ragazzo abbia avuto due esperienze lavorative. Questo, scrive Piazza Cavour, "non e' sufficiente a fornire la prova liberatoria della presunzione della culpa in educando". Insomma, il fatto che il ragazzo non avesse il casco dimostra che non "era stata impartita al figlio un'educazione normalmente sufficiente ad impostare una corretta vita di relazione in rapporto al suo ambiente, alle sue abitudini, alla sua personalita'".

Alife. L'Istituto comprensivo partecipa all'importante Concorso "Arteteca"

Il prestigioso concorso è giunto alla III^ Edizione ed è organizzato dall' U.N.P.L.I - Caserta (Unione Nazionale Pro Loco d'Italia Comitato Provinciale di Caserta).
Alla 3^ edizione di ARTETECA, concorso di Arte, Artigianato, Tradizioni, Mestierie Folklore l' ICA di Alife partecipa con un progetto realizzato dalle Classi Quinte della sezione Scuola Primaria denominato : " Il passato racconta…" .
Il Progetto, realizzato nell'ambito delle attività didattiche-formative, ha come finalità il guidare gli alunni alla scoperta del patrimonio culturale del territorio di appartenenza, attraverso l'arte, le tradizioni, le usanze, i prodotti tipici. Gli alunni rivivono momenti del passato riproducendo lo svolgimentodi una giornata tipica del periodo con le stesse attività svolte dai loro antenati. In particolare, utilizzando anche abiti tipici dell'epoca, sono state riprodotte le giornate dei "cannavinari" (gli Ortolani) impegnati a vendere i prodotti tipici della fertile piana alifana, cipolle, pomodori ecc., anche nei mercati dei comuni viciniori dove si recavano partendo a notte fonda sui loro "traini" ( carretti) trainati da asini o cavalli; del le "masseriare" (donne delle case di campagna) alle prese con i prodotti delle loro attività, uova, polli ruspanti, olio, vino , ortaggi e verdure secche;degli artigiani impegnati a realizzare manufatti in legno, ferro battuto, terracotta, cesti intrecciati con i " vinci" (vimini);delle "lavandaie" che un tempo erano solite fare il bucato presso i lavatoi posti lungo i ruscelli, di cui è ricco il territorio alifano, ed in particolare presso il Torrente Torano, dove attingevano acqua potabile con i "secini" (anfore di terracotta);delle "ricamatrici" abilmente inpegnate nel ricamo, nei lavori ai ferri e all'uncinetto.Insieme alle attività lavorative riprodotto anche il divertimento più usuale , cioè il ballo! Quindi, in tipico costume locale, quadriglia ballata al suono dell'organetto. Fa da sfondo allo scenariola cinta muraria che circonda Alife, realizza in opus incertum del III sec. a. C., con in vista Porta Piedimonte, una delle quattro porte poste in corrispondenza dei due assi principali, il Decumano Massimo (da Porta Roma a Porta Napoli) ed il Cardine ( da Porta Fiume a porta Piedimonte). Tutte le attività svolte, foto e filmati sono state raccolte e sono disponibili in CD ROM.
Il progetto è stato realizzato e presentato su richiesta e positiva collaborazione del dinamico Presidente della Pro Loco di Alife, avv. Camillo Santagata. Sono 18 complessivamente le Scuole della Provincia di Caserta partecipanti al concorso che si svolgerà dal 2 al 10 maggio 2009 presso il Teatro Lendi di Sant'Arpino in occasione della XI^ Edizione della Rassegna Nazionale di Teatro Scuola "PulciNellaMente".

Scommesse sportive. Blitz anticamorra della Guardia di Finanza. 30 arresti disposti dall'Antimafia

Da questa notte 500 Fiamme Gialle del G.I.C.O. (Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata) di Napoli e dello S.C.I.C.O. (Servizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata) stanno eseguendo oltre 30 arresti disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo campano. Arrestati anche tre Carabinieri due dei quali in servizio alla Compagnia di Casal di Principe
Colpiti camorristi, mafiosi e imprenditori collusi e sequestrati in 13 città d'Italia beni e valori per oltre 150 milioni di euro. I reati contestati vanno dall'associazione di tipo mafioso, all'estorsione, alla truffa allo Stato, al riciclaggio di denaro sporco, alla corruzione di pubblici ufficiali. La Guardia di Finanza ha potuto così disarticolare un'organizzazione criminale che controllava imprese nel settore dei giochi pubblici, come il bingo e la raccolta di scommesse sportive ed ippiche, individuando in tre anni di indagini 87 responsabili.
LE INDAGINI E GLI ARRESTATI
Nell'ambito dell'operazione denominata 'Hermes' che si è svolta in numerose regioni d'Italia, la Guardia di Finanza ha eseguito 29 ordinanze di custodia cautelare emesse su richiesta della Dda di Napoli. Le accuse contestate sono di associazione camorristica, estorsione, riciclaggio, gioco d'azzardo, illecita concorrenza con minacce e violenza, interposizione fittizia nella titolarità di beni ed aziende. Sono circa 100 gli indagati, per lo più imprenditori impegnati nel settore del gioco e delle scommesse per riciclare il denaro di clan camorristici fra i quali il clan dei Casalesi, dei Misso, dei Mazzarella e di numerose cosche della città e della provincia di Napoli, nonché del clan mafioso dei Madonia. Sono state sequestrate 39 società commerciali e 23 ditte individuali. Il sequestro ha riguardato anche 100 immobili, 104 autoveicoli, 140 quote societarie per un valore di oltre 150 milioni di euro. Diverse le sale bingo sotto sequestro tra le quali quelle di Cassino, Milano viale Zara, Cernusco sul Naviglio, Lucca, Padova, Brescia, Cologno Monzese, Cremona, nonché altre sale in provincia di Caserta e Frosinone. La Finanza ha sequestrato infine la società Betting 2000, che sviluppa un alto volume di affari a livello nazionale nel settore delle scommesse sportive. Le indagini ruotano intorno alla organizzazione costituita da Renato Grasso, più volte, sin dagli inizi degli anni '90, coinvolto in inchieste per legami con clan della camorra e in particolare con il clan dei Casalesi. A lui, secondo le indagini, venivano affidate le somme di danaro fornite dalle organizzazioni malavitose che poi attraverso un sistema di ''scatole cinesi'' venivano impiegate nella realizzazione di sale bingo.
Nell'ambito dell'operazione 'Hermes' sono stati arrestati anche tre carabinieri. Il maresciallo Pietro Bruno è accusato di una fuga di notizie avvenuta nel novembre del 2006: il sottufficiale sarebbe entrato abusivamente nel server del Ros di Napoli per acquisire informazioni riservate sul conto di Renato Grasso, l'uomo intorno al quale ruota l'intera indagine, in relazione al suo coinvolgimento in un'indagine nei confronti del clan dei Casalesi. Il maresciallo è accusato di violazione del segreto di ufficio e corruzione.
Inoltre per favoreggiamento nei confronti di Nicola Schiavone, il figlio del boss Francesco, soprannominato Sandokan e di altri due importanti esponenti dell'organizzazione sono stati arrestati due militari in servizio presso la compagnia di Casal di Principe, Luigi Di Serio e Luigi Cocuzza. Gli arresti sono stati eseguiti dai militari dell'Arma in seguito ad indagini condotte dal Ros. Un affare esteso in quasi tutt'Italia con guadagni da capogiro: miliardi di euro all'anno che andavano a finire nelle casse della criminalità organizzata partenopea (Misso, Mazzarella) della casertana (i Casalesi), della 'ndrangheta e della mafia. E' quanto è emerso da una complessa indagine coordinata dalla Dda del capoluogo e portata a termine dalla Guardia di Finanza con 29 arresti eseguiti. Colpiti camorristi, mafiosi e imprenditori collusi, appartenenti alle forze dell'ordine (uno della polizia giudiziaria e due carabinieri, di Casal di Principe). Durante l'esecuzione dei provvedimenti restrittivi, colpito da un infarto, è morto uno degli indagati. Sono stati sequestrati beni e valori per oltre 150 milioni di euro, effettuati in 13 città d'Italia; 39 società commerciali e 23 ditte individuali. Il sequestro ha riguardato anche 100 immobili, 104 autoveicoli, 140 quote societarie per un valore di oltre 150 milioni di euro. Diverse le sale bingo sotto sequestro tra le quali quelle di Cassino, Milano(viale Zara), Cernusco sul Naviglio, Lucca, Padova, Brescia, Cologno Monzese, Cremona; in provincia di Caserta e Frosinone.La Finanza ha sequestrato, in particolare, la società "Betting 2000", che sviluppa un alto volume di affari a livello nazionale nel settore delle scommesse sportive. Oltre cento gli indagati, in maggior numero imprenditori impegnati nel settore del gioco e delle scommesse per riciclare il denaro dei clan, L'operazione è stata eseguita dai reparti "Gico" di Napoli e dello "Scico". Le accuse formulate nei confronti della maxi-organizzazione sono associazione di tipo mafioso, estorsione, truffa allo Stato, riciclaggio di denaro sporco, corruzione di pubblici ufficiali. Perno principale dell'holding criminale Renato Grasso, più volte, fin dagli anni '90, coinvolto in inchieste per legami con clan della camorra, all'inizio con i Sorprendente, di Fuorigrotta e poi con la mafia Flegrea, fino alla cosca delle case Nuove, roccaforte dei Mazzarella, per estendersi ai Casalesi, con il rapporto instaurato con Mario Iovine. Secondo le indagini, all'imprenditore ed a suo fratello Raffaele, latitante, sarebbero state affidate le somme di denaro fornite dalle organizzazioni malavitose che, attraverso un sistema di "scatole cinesi", sarebbero state impiegate nella realizzazione di sale bingo. Sempre secondo i risultati investigativi, Renato Grasso sarebbe stato abile a stabilire un rapporto stretto con la malavita organizzata occupando sempre più spazi per estendere la sua rete di installazione di video-gioche e di altri strumenti elettronici. Zone "cedute" dalla camorra che ne supportava, sosteneva l'attività dell'imprenditore in cambio del riciclaggio di soldi.

Faicchio, Un 79enne scompare nel nulla. Apprensione anche nella zona tra Gioia Sannitica, San Potito Sannitico e Piedimonte Matese.

E’ scomparso nella vicina Faicchio, l’ultima città della Provincia di Benevento a ridosso con la Provincia di Caserta il signor Carlo Palmieri, 79enne residente del paese sannita, il quale da venerdì pomeriggio non da più notizie di se.
di GianMarco Della Paolera
L'ultima volta è stato visto dalla moglie, intorno alle 12 in località Ceci, nei pressi dell'abitazione situata nella periferia del paese della Valle Telesina. L'uomo è pensionato e non in buone condizioni di salute. Sul posto dopo la denuncia di scomparsa da parte della moglie sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita agli ordini del Capitano Vincenzo Campochiaro e del luogotenente Pasquale Simeone oltre i Vigili del Fuoco con un elicottero e il personale di unità cinofila che hanno diramato le ricerche in tutta la zona Telesina a confine con quella Matesina. Palmieri era molto conosciuto anche nella vicina Gioia Sannitica. Solo pochi mesi fa dal piccolo paesino scomparve il giovane Biagio Di Meo il cui cadavere fu trovato qualche settimana dopo la scomparsa trucidato con un colpo di pistola alla nuca lungo le rive del fiume Volturno in tenimento del Comune di Alvignano (per quelle indagini che continuano da parte della Squadra Mobile di Benevento il caso è ancora aperto, ndr) Insomma ritorna alla cronaca il nome della città di Faicchio ancora per una persona scomparsa anche se le indagini proseguono serrate e i Carabinieri contano di chiuderle in breve tempo.

Caiazzo. Oggi è il gran giorno per il Pip. Aperte le buste per le offerte.

Dopo il blitz della signora Carmelina Russo che ha ritrovato le pratiche e così ha fatto gridare al miracolo, oggi finalmente si aprono le buste. Neanche Mike Bongiorno ha avuto tra le mani buste così interessanti per il futuro di Caiazzo
Oggi alle ore 16.00 si apriranno finalmente le buste e soprattutto si decideranno le sorti “tecniche” del Pip. Come ben si ricorderà, soprattutto da queste colonne demmo conto della procedura molto contestata da altri professionisti caiatini, in particolar modo l’Architetto Giovanni Marcucci che si recò all’indomani dell’indizione del bando presso il Municipio e, sia a lui che ad una altro professionista, gli fu riferito che il bando, poi diventato “fantasma” perché scomparse e poi ricomparse grazie all’intervento di Carmelina Russo all’indomani del suo intervento personale presso l’Ufficio Tecnico Comunale di Caiazzo, non era presente nei faldoni gestiti dal Responsabile del Provvedimento, ovvero il Geometra Giuseppe Grasso. Ne nacque una diatriba che tirò in ballo anche la segretaria comunale Carmela Barbiero la quale, in un primo momento e a denti stretti confermò agli stessi professionisti che chiedevano spiegazioni la “discrasia”, salvo poi ritirare tutto proprio quando il faldone miracolosamente rispuntò. Ciò è risultato davvero che un faldone è stato ritrovato a seguito di una denuncia pubblica effettuata anche attraverso la stampa e rilanciata dal dirigente regionale Udeur Fabio Sgueglia. Resta ancora da capire come abbiano potuto presentare un’offerta “ponderata” come previsto dal bando, quindi dalla legge, alcuni tecnici provenienti da fuori Caiazzo, i quali secondo attendibile fonte, hanno spedito l’offerta per posta, senza mai venire ad esaminare il carteggio da rielaborare, come del resto sarebbe facilmente riscontrabile dagli atti dell’Ente, dove ogni accesso agli atti e conseguente impegno temporale dei preposti va documentato e quindi si dovrebbe evincere anche e soprattutto da una relazione archiviata nel rispetto di un protocollo cronologico, benché interno e in uso al Comune. Ma eventuali irregolarità potrebbero essere sanate in sede di esame delle offerte, con l’esclusione di quelle non palesemente “ponderate”, per cui l’appuntamento si prospetta di rilevante interesse e l’opinione pubblica sta letteralmente con le orecchie puntate a terra per seguire l’evolversi.
Nella foto Mike Bongiorno Re delle buste...

Intensificata la Raccolta differenziata a Piana di Monte Verna.

Il sindaco Raffaele De Marco invita i cittadini a ritirare i nuovi sacchetti
L’Amministrazione Comunale di Piana di Monte Verna è costantemente attenta nel gestire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, nel pieno rispetto delle disposizioni impartite dal Governo centrale. Non è stato infatti un caso che il nostro territorio, durante il periodo di massima emergenza in Campania, si presentava sempre pulito e ordinato, risultati che si riescono a raggiungere con l’impegno e la partecipazione di tutti, perché è indispensabile che un’intera comunità collabori e rispetti le regole; dall’impegno dei cittadini nel separare correttamente i rifiuti da conferire al servizio di raccolta, agli operatori ecologici, lavoratori attenti e scrupolosi, per finire agli uffici comunali preposti che hanno il compito di coordinare le attività e di seguire amministrativamente i rifiuti fino al conferimento nei centri di raccolta e smaltimento. Il sistema di gestione differenziata dei rifiuti su tutto il territorio di Piana di Monte Verna sarà migliorato a partire dal prossimo mese di maggio. Tutti i cittadini residenti a Piana capoluogo potranno ritirare i nuovi sacchetti per la raccolta dei rifiuti, nei locali sottostanti Piazza ‘21 maggio 1860’, dal giorno 4 al giorno 8 maggio prossimo, dalle ore 8 alle 13, e, soltanto nei giorni 5 e 8 maggio, dalle ore 15 alle 17. I residenti nella frazione Villa Santa Croce invece potranno recarsi presso l’abitazione del signor Carmine Mastroianni, al civico 83 di via Villa Santa Croce, sempre dal quattro all’otto maggio dalle ore 9 alle12. La raccolta separata dei rifiuti subirà una piccola variazione di programma, dovuta alle richieste che ci sono pervenute dai centri di raccolta e smaltimento dei rifiuti: la frazione umida sarà ritirata nei giorni di lunedì, mercoledì e sabato, il secco indifferenziato sarà ritirato il martedì; plastica e metalli saranno ritirati il giovedì, mentre, il venerdì sarà la volta di carta e cartoni. Tutti i cittadini potranno depositare i rifiuti davanti alle proprie abitazioni dalle ore 22 alle 6 secondo il calendario sopra specificato.

domenica 26 aprile 2009

Caiazzo. Terremoto. Ultimo giorno di raccolta fondi per i terremotati dell'Abruzzo

I volontari della Protezione Civile scenderanno in piazza da stamattina. Il sindaco Stefano Giaquinto: “Contiamo sulla generosità viva e nella coscienza della nostra comunità”
Ultimo giorno di raccolta fondi e materiale di prima necessità per il popolo abruzzese. I volontari del Nucleo Protezione Civile di Caiazzo scenderanno in piazza Portavetere domenica 26 aprile dalle 8.30 alle 13, in via Palmieri dalle 11 alle 12.30 e in via Chiesa della frazione Cesarano dalle 10 alle 11.30. Abiti nuovi e coperte, generi alimentari a lunga conservazione, latte in polvere, alimenti omogeneizzati e prodotti per l’igiene dei bambini, farmaci, acqua in contenitori di PVC, danaro: sarà inviato tutto in Abruzzo, per aiutare le persone colpite e “annientate” dal terremoto. Le iniziative di solidarietà sono iniziate giovedì 16 aprile. “Contiamo sulla generosità dei caiatini - dice il primo cittadino Stefano Giaquinto in qualità di delegato alla Protezione Civile esortando i concittadini a fare donazioni - sul senso di solidarietà civile ed umana sempre vivo nella coscienza della nostra comunità. Ricordo che il centro di raccolta cui portare il materiale è anche la sede della stessa Protezione Civile situata in piazza Giuseppe Verdi” nei seguenti orari: dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 20.

Piedimonte Matese. Il 25 Aprile ricordato nel migliore dei modi coi comandanti delle Stazioni dei Carabinieri e della Guardia di Finanza

La giornata del 25 aprile, in cui si celebra la Liberazione, ha visto ieri a Piedimonte Matese una degna commemorazione.
di Michele Menditto
Un calderone di iniziative, messe in moto dall’amministrazione comunale, ha consentito infatti di ricordare con lucidità e decoro quella data del 1945 che segnò la fine in Italia dell’occupazione nazifascista, e tutti coloro i quali hanno sacrificato la propria vita in nome di valori quali la libertà, la giustizia, la pace. Di primo mattino, una solenne cerimonia ha raccolto i cittadini e le autorità civili, militari e religiose per depositare una corona di alloro ai piedi del monumento ai caduti di piazza Europa, in memoria delle vittime di ogni guerra. “Questa è una festa di alto valore nazionale che appartiene a tutti gli italiani, al di là di ogni colore politico; che non divide ma crea forte unione” ha asserito nel suo intervento il sindaco Vincenzo Cappello, sottolineando il valore della memoria, poiché “un popolo senza passato, non ha futuro”. Al microfono anche il presidente dell’Associazione Combattenti e Reduci Stefano Micelli, che con parole commosse ha ringraziato i presenti per la partecipazione e l’amministrazione comunale per aver promosso, per la prima volta, una solenne cerimonia nel giorno del 25 aprile.
E poi scarpette, tute da ginnastica e calzoncini per la stracittadina “Vivi la vita”, promossa dalla Pgs “Don Bosco” con la collaborazione della Diocesi e l’associazione sportiva “Matese Running”. I numerosi podisti, provenienti da tutta la Campania, hanno corso per le strade cittadine, partendo simbolicamente proprio da piazza Europa, dopo il taglio del nastro di partenza da parte del vescovo Pietro Farina, e raggiungendo il traguardo nei pressi dell’oratorio salesiano. Quest’anno vi hanno preso parte anche alcuni sportivi che hanno subito un trapianto di cuore, grazie al supporto del circolo piedimontese dell’Aido (Associazione italiana donatori organi).
Più avanti, in serata, appuntamento in piazza Roma per dare seguito alla riflessione e al ricordo, gettando un occhio verso il passato. Significative sono state le videointerviste, realizzate dai ragazzi del liceo “Galilei”, a chi è stato testimone della Liberazione, intramezzate dalla lettura di alcune lettere scritte dai condannati a morte della Resistenza, con il contributo anche della Pro Loco “Vallata”. Infine, film a tema con “Miracolo a Sant’Anna” di Spike Lee, al termine di una giornata i cui tante voci, immagini, racconti, hanno permesso di non dimenticare.

Inflenza suini attenzione alta. Nessun contaggio nell'Unione Europea. E' allarme mondiale!

Negativo ai test un paziente proveniente dal Messico, che ieri si era presentato allo Spallanzani di Roma con sintomi simili a quelli della febbre suina. Dieci casi segnalati in Nuova Zelanda. Messico: 81 morti, 1.300 casi sospetti. Chiese chiuse. La Farnesina sconsiglia i viaggi nelle zone a rischio. L'Oms: 'nuovo virus, situazione seria. Attenzione a livello internazionale'.
Il virus dell'influenza dei suini è nuovo e sconosciuto ma bisognerà aspettare le analisi sulle sue caratteristiche genetiche per avere le risposte sulla sua natura. Gli esperti stanno valutando i rischi di una nuova pandemia di influenza, la quarta dopo la Spagnola del 1918, l'Asiatica del 1957 e la Hong Kong del 1968. La velocità con la quale si sta diffondendo nelle ultime 24 ore fa pensare a un virus "potenzialmente pandemico", come ha rilevato oggi l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).
ESISTONO VARI TIPI DI INFLUENZA DA SUINI: Come tutti i virus influenzali, anche quelli che colpiscono i suini cambiano in continuazione. I maiali possono essere infettati anche dal virus dall'aviaria. Nel corso degli anni sono emerse diverse varianti del virus. Al momento esistono quattro principali virus influenzali di tipo A (H1N1, H1N2, H3N2 e H3N1) ma la maggior parte dei casi isolati appartengono al H1N1.I
SINTOMI: I sintomi dell'influenza da suino avvertiti dall'uomo risultano essere del tutto simili a quelli di una influenza "stagionale". Febbre alta, tosse, letargia e mancanza di appetito. Alcune persone colpite dal virus hanno anche riferito di mal di gola, nausea, vomito e diarrea.
NON SI TRASMETTE CON IL CIBO: Non è possibile ammalarsi di influenza da suini mangiando carne di maiale o prodotti derivanti da carne suina. Per evitare qualsiasi rischio è preferibile, comunque, cucinare la carne ad almeno 70 gradi
FASI DEL PIANO ANTI-PANDEMIA: delle sei fase di allerta previste nella scala di riferimento internazionale, quella indicata finora è la tre, che corrisponde a casi di trasmissione del virus da uomo a uomo nulli o molto limitati. Le fasi uno e due corrispondono, rispettivamente, alla fase interpandemica (basso o leggero rischio di casi nell'uomo). Con la terza fase scatta l'allerta pandemia. La fase successiva, la quarta, si riferisce a un aumento evidente di trasmissione del virus da uomo a uomo, con la comparsa di un virus mutato capace di infettare l'uomo. La quinta fase corrisponde ad un aumento significativo di infezioni da uomo a uomo e la fase sei è la pandemia vera e propria, con una sostenuta trasmissione del virus da uomo a uomo.
VACCINO: gli esperti sono già al lavoro. Il primo passo è conoscere tutte le caratteristiche del virus. Le sta analizzando da ieri il Centro Novartis Vaccines and Diagnostics di Siena diretto da Rino Rappuoli. Dal 1997 lo stesso gruppo di esperti sta lavorando a un vaccino pre-pandemia, basato sul virus H5N1 diffuso nel 1997 a Hong Kong e, grazie all'esperienza accumulata in questi anni, secondo Rappuoli sarà possibile produrre i primi milioni di dosi in meno di sei mesi. - FARMACI: secondo l'Oms non tutti i farmaci antivirali oggi disponibili sono efficaci contro il nuovo virus. Secondo quanto finora è noto del virus, questo è sensibile all'oseltamivirus, mentre è resistente all'amatadina e alla rimantidina.
SORVEGLIANZA CONTINUA: è la chiave per riconoscere in tempo l'arrivo della pandemia. L'Oms ha una rete di oltre 120 centri nazionali di riferimento in oltre 90 Paesi e ognuno di essi controlla l'andamento dell'influenza e isola i virus responsabili. Non appena viene identificato un virus insolito, questo viene immediatamente segnalato al programma globale dell'Oms sull'influenza.
MINISTERO SALUTE, PRESTO UN NUMERO VERDE "Resta alta la sorveglianza" del ministero del Welfaqre in merito ai casi umani di influenza 'suina verificatisi in Messico e negli Stati Uniti. ''Il Ministero sta monitorando ora per ora in costante contatto con gli organismi europei e internazionali l'evolversi della situazione in Messico e negli Stati Uniti", fa sapere il Sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio. Da ieri sono state allertate in particiolare la rete di controllo Influnet del Ministero, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, e le altre strutture per la sorveglianza del virus sul territorio. Gli Uffici di sanità marittima ed aerea del Ministero sono pronti a fornire informazioni per i viaggiatori diretti e provenienti dai Paesi in cui si sono verificati casi di influenza suina e si sta predisponendo l'attivazione di un numero verde dedicato di supporto per fornire informazioni a tali viaggiatori. Sono stati allertati anche gli assessorati alla sanità delle Regioni e delle Province e autonome, sottolineando l'opportunità di evitare inutili allarmismi. E' ancora in fase di valutazione, afferma il ministero, l'opportunità di assumere iniziative relative a controlli alle frontiere. Si segnala, infine, che l'Italia dispone di un preciso Piano concordato con gli altri Stati dell'Unione Europea di preparazione e risposta ad un'eventuale pandemia influenzale e di ampie scorte di farmaci antivirali da utilizzarsi in caso di necessità.
PRESTO VOLANTINO PER CHI VA IN MESSICO Il ministero della Salute, in base a quanto si apprende, sta approntando un volantino informativo che verrà distribuito in tutti gli aeroporti italiani dedicato ai cittadini in partenza per Città del Messico. Il documento conterrà informazioni sul virus da suini che ha colpito la capitale messicana e consigli pratici sui comportamenti a cui attenersi. Sono stati, inoltre, allertati i laboratori della Rete di sorveglianza dell'influenza. "Siamo pronti - spiega Antonina Dolei, docente di virologia all'Università di Sassari - ad attrezzare tutte le procedure per l'identificazione dei reagenti in base alle notizie sulla struttura genetica del virus provenienti dal Cdc di Atlanta. Nel caso in cui non dovessero essere identificati nell'arco di 48 ore lavoreremo per la loro creazione".

Elisbarchi e ricognizioni notturne. La Piana di Caiazzo come l’Afghanistan

Nella zona fluviale tra Caiazzo e Piana di Monte Verna, l'Esercito studia la guerra in Afghanistan. Scenario e conformazione orografica simili
La piana di Caiazzo come l’Afghanistan. Elisbarchi, discese dall’elicottero con il canapone, pattugliamenti e ricognizioni anche nel corso della notte. È durata quasi una settimana l’esercitazione che ha visto impegnati, da domenica a ieri mattina, settanta militari del 9° Stormo «Baracca» di Grazzanise e del 16° Stormo. Un addestramento coordinato dalla prima Brigata Aerea Operazioni Speciali di Padova, da cui dipendono i due reparti operativi. Cinque giorni tra Grazzanise, sede dell’aeroporto militare, e le colline della piana di Caiazzo, in particolare le zone più impervie di Castel Morrone, quelle che ricordano anche i teatri stranieri dove l’Esercito italiano svolge missioni di pace. Uno scenario operativo simulato per preparasi in vista del ritorno in Afghanistan. Il 9° Stormo «Baracca» ha utilizzato elicotteri HH-212A Ico, una versione dalle capacità operative implementate, mentre il 16° Stormo Protezione delle Forze e il Battaglione Fucilieri dell’Aria di Martina Franca sono stati coordinati da una direzione di esercitazione a guida della Prima Brigata Aerea Operazioni Speciali in attività addestrative diurne e notturne, impiegando simultaneamente tutti gli assetti a disposizione e addestrando in particolare la catena C2 (comando e controllo). Il 9° Stormo, oltre a supportare logisticamente tutta l’esercitazione nell’aeroporto, per la prima volta, ha anche creato e addestrato un proprio Soatg (Special Operations Air Task Group) in vista del prossimo rischieramento in Afghanistan. Il settore delle operazioni speciali, relativamente nuovo per l’Aeronautica Militare e orientato alle operazioni terrestri, è stato spiegato in una nota, «risulta estremamente importante nel contesto delle missioni internazionali a cui la forza armata è chiamata a operare». Inserita nell’ambito di una serie di esercitazioni organizzate dalla Prima Brigata aerea operazioni speciali, i cui nomi si ispirano al motto della Brigata stessa «Incocca, Tende, Scaglia», l’esercitazione ha dato l'opportunità di proseguire e perfezionare l’addestramento congiunto dei reparti dipendenti, con l’obiettivo di creare un pacchetto di forze in grado di coprire un ampio ventaglio di operazioni.

Piedimonte Matese, Mons. Pietro Farina scrive ai fedeli della sua nuova Diocesi di Caserta

Diocesi di Alife - Caiazzo. Il vescovo al popolo santo di Dio che è in Caserta
Carissimi fratelli e sorelle,
"La divina provvidenza con un disegno misterioso, dopo dieci anni trascorsi alla guida della Chiesa di Dio che è in Alife, mi ha riportato, come vescovo, in mezzo a voi, a cui mi legano vincoli di fede e di tradizione umana. Lasciare la mia attuale Diocesi che tanto mi ha aiutato a maturare nelle cose di Dio e nella conoscenza del cuore dell’uomo, mi fa soffrire molto. L’unica certezza che allevia questa mia sofferenza è che quanto è stato realizzato di bene non andrà certamente perduto e, per vie misteriose, contribuirà all’edificazione del Regno di Dio. Sento tutto il peso di questa grande responsabilità, che accetto di portare ponendo la mia fiducia nell’aiuto fedele del Signore e nella certezza della vostra amicizia. La comune origine sarà un motivo in più per rendere la nostra Chiesa sempre più bella, più generosa nel dire il suo “si” al progetto di Dio su di essa, come la Vergine Maria, nostra Madre, tanto venerata dal nostro popolo. A voi porterò in dote quanto ho maturato in questi dieci anni e la mia totale disponibilità al lavoro apostolico che mi viene chiesto da Gesù, Buon Pastore, in favore della Chiesa che è in Caserta. A tutti, al nostro caro vescovo Nogaro, ai sacerdoti, ai diaconi,ai religiosi, alle religiose, alle associazioni e a tutto il Popolo di Dio, un affettuoso abbraccio ed ogni benedizione."
Piedimonte Matese
+Pietro Farina Vescovo
Chi è Pietro Farina
Monsignor Pietro Farina è nato a Maddaloni, il 7 Maggio 1942, nella diocesi di Caserta e ha studiato alla Pontificia Università Gregoriana, ove ha conseguito la Licenza in Teologia e il Baccellierato in Scienze Sociali. Sacerdote dal 1966, fa parte dell'Istituto secolare dei Missionari della Regalità di Cristo, fondato da padre Agostino Gemelli. Prima di essere nominato, nel 1999, vescovo di Alife Caiazzo da Giovanni Paolo II, a Caserta è stato parroco, assistente diocesano di Azione Cattolica e rettore del Seminario Minore, infine anche vicario generale della stessa diocesi.
Farina si insedierà a Caserta il 4 luglio, giorno dell'anniversario della dedicazione della Cattedrale, scegliendo una data importante per il 'popolo casertano di Dio'. Succede a Mons. Raffaele Nogaro in pensione per sopraggiunti limiti di età.
Le prime reazioni ufficiali
Il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, ha fatto pervenire un messaggio di felicitazioni a monsignor Pietro Farina per la sua nomina a vescovo di Caserta. "Sono particolarmente lieto - scrive il governatore - per la sua nomina a vescovo della Diocesi di Caserta. La sua attività pastorale sarà sicuramente un contributo fondamentale alla crescita, oltre che spirituale, anche civile della comunità casertana. Il nostro pensiero - conclude Bassolino - va anche a monsignor Nogaro per il ruolo importante e di rilevante significato religioso e sociale svolto in questi anni".

sabato 25 aprile 2009

Calvi Risorta. Tutti i retroscena che hanno portato all 'ultimo blitz della Guardia di Finanza

L’ultimo accesso delle fiamme gialle è avvenuto lo scorso 22 aprile, quando i riflettori si sono accesi sulla determina n. 47 del 2 febbraio 2009-
da Calvi Risorta news. Articolo di Vito Taffuri
Oramai da mesi tiene banco, sulla stampa provinciale e nazionale, il caso dell’appalto affidato dal comune di Calvi Risorta, durante la gestione Zacchia, alla “General Impianti s.a.s.”, società riconducibile di fatto al killer della frangia stragista dei Casalesi, Giuseppe Setola, nella quale il fratello Pasquale – arrestato nel marzo del 2008 per l’estorsione nei confronti del pentito Gaetano Vassallo – ricopriva l’incarico di direttore tecnico. La Guardia di Finanza di Marcianise, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, si è infatti recata più volte presso gli uffici del comune – commissariato dal 29 dicembre 2008, dopo le dimissioni rassegnate da 9 consiglieri – per il sequestro di numerosi faldoni contenenti tutti gli atti relativi al suddetto appalto. L’ultimo accesso delle fiamme gialle è avvenuto lo scorso 22 aprile, quando i riflettori si sono accesi sulla determina n. 47 del 2 febbraio 2009, adottata dall’ing. Piero Cappello, capo dell’ufficio tecnico, scelto dall’ex sindaco Giacomo Zacchia e riconfermato dal Commissario prefettizio Vincenzo Lubrano.
Ma andiamo con ordine. Il progetto esecutivo di completamento dell’impianto polivalente – ambiziosa opera progettata e cantierata dall’amministrazione Caparco – venne approvato, dalla giunta del due volte sindaco, il 14 novembre 2003.
Il 14 giugno 2004 si insedia l’amministrazione Zacchia che soltanto il 25 agosto 2006, dopo quasi 3 anni, riesce finalmente ad aggiudicare l’appalto per i lavori di “completamento ed adeguamento della sala teatrale presso l’edificio polivalente”, finanziati con un mutuo concesso dalla Cassa Depositi e Prestiti per € 440.000,00, completamente a carico del bilancio cittadino. I lavori da parte della ditta dei fratelli Setola hanno inizio l’11 settembre 2006, benché il contratto tra l’impresa ed il comune fosse stato sottoscritto soltanto il 19 ottobre 2006; essi prevedevano, come cita la denominazione dell’opera, non solo il completamento dell’edificio, bensì anche dell’annessa sala teatrale progettata dalla giunta Caparco.

I lavori furono ultimati il 14 agosto 2007 ma, come attestato dallo stesso Cappello nella determina n. 47 del 2 febbraio 2009, sequestrata dalla Guardia di Finanza, in totale difformità delle disposizioni impartite dall’allora Responsabile Unico del Progetto, ingegnere Antonio Bonacci; emerge in particolare come l’impresa del boss non abbia effettuato o non abbia completato numerose lavorazioni previste dal computo metrico del progetto!

In particolare non risultano effettuati l’impianto di termo-condizionamento, i cordoni del marciapiede in tufo, la messa a dimora di cipressi, magnolie, querce ed altre piante ornamentali; la georete che avrebbe dovuto fare da argine alla pericolosa scarpata in terra, alta oltre 10 metri e soggetta a frane in caso di pioggia prolungata; l’impianto di diffusione sonora; gli arredi per la sala teatrale; il logo artistico, e via discorrendo. Tutta una serie di opere e lavorazioni che avrebbero messo in sicurezza e a norma l’edificio polivalente e dotato il paese di un teatro stabile. Ora il punto è che, ai sensi dell’articolo 136 del decreto legislativo n. 163/2006, il Responsabile Unico del Procedimento (cioè l’ing. Bonacci) avrebbe dovuto rescindere il contratto per grave inadempienza da parte della “General Impianti s.a.s.”, su segnalazione scritta da parte del Direttore dei lavori, vale a dire l’ing. Claudio Valentino di Caserta, già responsabile dell’ufficio tecnico dopo la designazione dell’ex sindaco Zacchia: ma così non è stato!

Tuttavia, non solo non è stato rescisso il contratto ma, quasi in modo bonario, si è allegramente deciso di sostituire le fondamentali lavorazioni per la messa in sicurezza dell’edificio con irrisori lavoretti, non previsti nel progetto e nel capitolato d’oneri: vale a dire interventi sull’impianto elettrico (che sarebbero invece di competenza del Consorzio GEA), la posa in opera di infissi, vetri e pavimentazione; la tinteggiatura esterna. Sostanzialmente veniva autorizzato di fatto lo stravolgimento del contratto, “barattando” una pennellata di vernice e la sistemazione di quattro vetrate, al posto del completamento dell’edificio polivalente e della sala teatrale, finanziati con un mutuo ventennale a carico dei cittadini caleni!

E pensare che già nel settembre del 2007, con una lungimiranza che ha dell’incredibile e che precede anche i futuri accertamenti dei tecnici incaricati, i consiglieri di opposizione Caparco, Marrocco, Capuano, Geremia, Taffuri e D’Onofrio inviavano un corposo dossier alla Commissione d’accesso, nel quale affermavano testualmente, proprio in merito all’edificio polivalente, come “I lavori eseguiti dalla ditta e liquidati dal comune siano sostanzialmente diversi da quelli previsti in progetto e andati a gara, ed in parte eseguiti in difformità delle norma specifiche”!!!Un’opera incompleta, dunque, e per questo senza i necessari requisiti di agibilità che, ciò nonostante, viene inaugurata in grande spolvero da Zacchia e autorizzando a titolo del tutto gratuito, alla Pro-Cales Basket di Giuliano Cipro, nipote dell’ex assessore ai lavori pubblici Remo Cipro, divenendo di fatto un edificio “monovalente” dove non si pratica calcetto, pallavolo, basket e si tengono rappresentazioni teatrali – come era nelle intenzioni della giunta Caparco – ma si pratica il solo basket, con esclusione di tutte le altre associazioni sportive presenti sul territorio. Come ciò sia potuto avvenire è presto detto: grazie ad un certificato di agibilità a porte chiuse, rilasciato dall’ing. Piero Cappello; una certificazione, cioè, che consentiva l’accesso temporaneo alla struttura dei soli tesserati, in attesa che la Commissione di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, deputata alla verifica di agibilità delle strutture e dell’annessa sala teatrale, effettuasse i dovuti sopralluoghi. Fatto sta che la verifica da parte della Commissione non è mai avvenuta – anche perché avrebbe dato esito negativo – e nel frattempo l’impianto ha ospitato addirittura il campionato di basket, permettendo l’accesso alla struttura di centinaia di spettatori, compreso l’assessore ai lavori pubblici, primo tifoso del nipote allenatore/giocatore, che presenziava alle partite chiudendo entrambi gli occhi sulla vicenda.
La cosa più strana di tutto questo contestato appalto – al di là di presunte illegittimità della gara, su cui stano ancora lavorando gli organi inquirenti – è che dal 20/10/2006 al 26/02/2007 il comune ha pagato la bellezza di 247.559,77 € alla ditta di Setola, sulla base delle certificazioni su 4 stati di avanzamento lavori emessi dal direttore dei lavori (il 20/10/2006 ed il 16/11/2006), e dal Responsabile Unico del Procedimento (il 22/01/2007 ed il 26/02/2007); salvo poi scoprire che i lavori effettivamente eseguiti – in totale difformità del progetto – erano complessivamente pari ad appena 186.436,49 €!!! Se analizziamo bene le cose, ci si accorge che con il pagamento del terzo acconto, avvenuto il 22/01/2007, il comune aveva già corrisposto alla ditta la somma di 215.694,77 € che il direttore di lavori ed il RUP – cioè gli ingegneri Valentino e Bonacci – avevano attestato come eseguiti dalla “General Impianti s.a.s.” dei fratelli Setola.
La “curiosità” degli osservatori più attenti non può non partorire, a questo punto, una serie di naturali interrogativi:
1 Come si fa ad attestare il 22/01/2007 che la ditta ha effettuato lavori per € 215.694,77, ad autorizzare il 26/02/2007 un ulteriore pagamento di 31.865,00 €, e ad accorgersi solo il 2 gennaio 2009 che i lavori eseguiti dalla ditta erano invece pari ad appena 186.436,49 €?
2 Perché la contabilità finale dei lavori, ultimati il 14 agosto 2007 – cioè due settimane dopo l’insediamento della Commissione d’accesso, chiamata a valutare eventuali infiltrazioni camorristiche – non venne immediatamente chiusa al termine dei lavori, ma fu eseguita solo il 31/07/2008, ad un anno di distanza dal “completamento” (o meglio dal mancato completamento) dell’opera?
3 Perché lo stato finale dell’opera è stato emesso solo il 2 gennaio 2009?
4 Perché prima dell’insediamento della Commissione d’accesso e della segnalazione dei consiglieri di opposizione si è stati così “permissivi”, e subito dopo leggermente più “rigorosi” nel controllo dei lavori male eseguiti sull’edificio polivalente?
5 Come ha potuto l’ingegnere Cappello rilasciare nel 2008 un certificato di agibilità su una struttura che egli stesso, nella determina n. 47 del 2 febbraio 2009, afferma essere stata completata solo al 78,93%?
6 Perché la richiesta di restituzione dei 67.235,61 €, indebitamente corrisposti alla “General Impianti”, è stata fatta solo il 2 febbraio 2009, cioè all’indomani del primo blitz della Guardia di Finanza di Marcianise su disposizione della DDA di Napoli?
7 Perché non è stato dato seguito alle vincolanti disposizioni del Protocollo di Legalità in materia di appalti – sottoscritto dal Commissario Lubrano con deliberazione n. 13 del 17 febbraio 2009, dietro invito degli ex consiglieri Antonio Caparco e Giovanni Marrocco – che prevedevano l’immediata rescissione del contratto stipulato con la “General Impianti s.a.s.”?
A queste domande darà risposta la DDA di Napoli nei prossimi mesi. Ma il paradosso è che ora i cittadini caleni, per i prossimi venti anni, dovranno restituire alla Cassa Depositi e Prestiti – grazie al pagamento dei tributi comunali, aumentati a dismisura dalla giunta Zacchia – il mutuo contratto, pagando la bellezza di mezzo milione di € per un’opera incompleta e mal realizzata dalla ditta del boss dei Casalesi. Ed ancor più forte, ora, appare la denuncia giornalistica fatta da Silver Mele nell’agosto del 2006, quando il creatore della web-tv Cales Channel mise in luce il rifiuto, da parte dell’amministrazione Zacchia, di far realizzare il completamento dell’edificio polivalente a costo zero per la cittadinanza; il tutto grazie ad un project financing i cui fondi sarebbero stati messi a disposizione da un imprenditore ben disposto come il dottore Iannucci, presidente del Camilla Cales, ovvero la squadra di calcio a 5 che, con la sua gloriosa militanza nel campionato nazionale di serie B, ha dato lustro alla cittadina calena in modo certamente migliore di quanto non abbia fatto il costoso e fallimentare appalto alla ditta del superkiller Giuseppe Setola, finito sulle prime pagine dell’Espresso e de “Il Giornale”.