Un avviso di conclusione delle indagini preliminari e' stato emesso dalla procura della Repubblica di Napoli nell'ambito dell'inchiesta che nel gennaio dello scorso anno porto' al coinvolgimento dell'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella. Tra gli indagati, che sono complessivamente 24, figurano lo stesso Mastella e la moglie Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale della Campania. L'avviso e' firmato dal procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore e dal pm Francesco Curcio. Nei confronti di Mastella vengono ipotizzati i reati di concorso in concussione e abuso di ufficio. Gli indagati entro 20 giorni hanno facolta' di presentare memorie o rendere dichiarazioni al pm, dopodiche' la procura potrebbe avanzare le richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione.A un anno e un mese dagli arresti e gli avvisi di garanzia che determinarono le dimissioni di Mastella da ministro della Giustizia e la caduta del governo Prodi, l'inchiesta sulla presunta lobby di potere che avrebbe favorito le nomine targate Udeur e' finalmente alle battute finali. I magistrati della procura di Napoli, che il giorno stesso dell'emissione delle misure cautelari avevano ereditato dai colleghi di Santa Maria Capua Vetere il voluminoso fascicolo dopo la dichiarazione di incompetenza territoriale da parte del gip casertano, hanno emesso oggi gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Un atto che consente agli indagati di presentarsi dai pm per rendere dichiarazioni o depositare memorie scritte, prima che la procura si pronunci sulle richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione. L'avviso e' stato notificato oggi a 24 indagati che devono rispondere di accuse che vanno dalla concussione all'abuso di ufficio, dalla turbativa d'asta alla rivelazione del segreto di ufficio.
Nel provvedimento, firmato dal procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore e dal sostituto Francesco Curcio, non compare piu' il principale reato contestato dai pm di Santa Maria Capua Vetere, ovvero l'associazione per delinquere di cui Clemente Mastella era stato ritenuto un promotore. Sono sette comunque le ipotesi di reato formulate a carico di Mastella, nella sua qualita' di leader nazionale dell'Udeur. ''Chi e' stato ministro della Giustizia ha il dovere, nonostante la grande amarezza di questo ulteriore momento, di accettare le varie fasi del processo alle quali guardo con serenita' e fiducia'', ha commentato il segretario nazionale dei Popolari Udeur. ''Come mi e' capitato in questi anni, anzi negli ultimi tre da quando ho assunto la mia funzione istituzionale di Guardasigilli, devo rilevare come nelle sedi giudiziarie di Catanzaro, Roma e Torino, alla fine sia sempre emersa la mia assoluta onesta' e sono certo che, anche questa volta, verra' riconfermata la correttezza del mio operato''. La prima accusa ipotizzata e' di concussione in concorso con il consuocero Carlo Camilleri, esponente campano del partito, e gli ex assessori regionali Luigi Nocera e Andrea Abbamonte per aver costretto, secondo i pm il presidente della Regione Antonio Bassolino ad assicurare la nomina a commissario dell'Area di sviluppo industriale di una persona designata da Mastella. Un altro episodio di presunta concussione si riferisce ai tentativi di costringere il dirigente di una Asl a concedere appalti, posti di lavoro e incarichi dirigenziali a appartenenti all'Udeur: per tale vicenda risultano indagati Mastella, la Lonardo (unico capo di imputazione contestato al presidente del consiglio regionale), il capogruppo regionale Udeur Fernando Errico, il consulente legale della Lonardo, Felice Casucci, il consigliere regionale Nicola Ferraro e l'assessore Abbamonte. Abuso di ufficio e rivelazione di segreto di ufficio: l'accusa e' contestata a Mastella, Ugo Di Maio, presidente di sezione del Tarr Campania, e a due presunti istigatori, Francesco Trusio e Vincenzo Lucariello. L'accusa si riferisce a un presunto interesse per un ricorso al Tar. Mastella e' inoltre indagato per due presunti abusi di ufficio per presunte irregolarita' a vantaggio di una Comunita' montana. Il leader dell'Udeur e' inoltre accusato di concussione per la nomina di un esponente locale del partito ad assessore ai lavori pubblici del comune di Cerreto Sannita.
Tra i capi di imputazione contestati a Mastella non compare piu' il reato di associazione per delinquere contestato nella prima fase delle indagini dai magistrati della procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) che subito dopo l'emissione delle misure cautelari e degli avvisi di garanzia nel gennaio dello scorso anno trasmisero gli atti a Napoli per competenza territoriale. Sono sette le ipotesi di reato formulate dai pm di Napoli a carico di Mastella, nella sua qualita' di leader nazionale dell'Udeur. La prima e' di concussione in concorso con il consuocero Carlo Camilleri, esponente campano del partito, e gli ex assessori regionali Luigi Nocera e Andrea Abbamonte per aver costretto, secondo l'accusa, il presidente della Regione Antonio Bassolino ad assicurare la nomina a commissario dell'Area di sviluppo industriale di una persona designata da Mastella. Un altro episodio di presunta concussione riportato nell'avviso si riferisce ai tentativi di costringere il dirigente di una Asl a concedere appalti, posti di lavoro e incarichi dirigenziali a appartenenti all'Udeur: per tale vicenda risultano indagati Mastella, la Lonardo (unico capo di imputazione contestato al presidente dek consiglio regionale), il capogruppo regionale Udeur Fernando Errico, il consulente legale della Lonardo, Felice Casucci, il consigliere regionale Nicola Ferraro e l'assessore Abbamonte. Abuso di ufficio e rivelazione di segreto di ufficio: l'accusa e' contestata a Mastella, Ugo Di Maio, presidente di sezione del Tarr Campania, e a due presunti istigatori, Francesco Trusio e Vincenzo Lucariello. L'accusa si riferisce a un presunto interesse per un ricorso al Tar. Mastella e' indagato per due presunti abusi di ufficio insieme con Lucariello, Domenico Umberto Principe e Carlo Camilleri e Abbamonte (quest'ultimo per un solo episodio) per presunte irregolarita' a vantaggio di una Comunita' montana. Mastella con Camilleri, Errico e Antonello Scocca, componente dello studio ingegneristico di Camilleri, risultano indagati per concussione per la nomina di un esponente Udeur ad assessore ai lavori pubblici del comune di Cerreto Sannita. Questo l'elenco completo dei destinatari degli avvisi di conclusione delle indagini: Andrea Abbamonte, Carlo Banco, Antonio Barbieri, Paolo Brunetta, Carlo Camilleri, Francesco Cardone, Felice Casucci, Ugo De Maio, Fernando Errico, Nicola Ferraro, Erminia Florenzano, Vincenzo Liguori, Alessandrina Lonardo, Vincenzo Lucariello, Clemente Mastella, Letizio Napoletano, Luigi Nocera, Angelo Padovano, Domenico Pianese, Domenico Umberto Principe, Antonello Scocca, Luigi Stefano Sorvino, Francesco Trusio e Giuseppe Urbano.
Clemente Mastella ha assicurato di essere fiducioso sull'esito dell'inchiesta della procura di Napoli nei suoi confronti. "Chi e' stato Ministro della Giustizia ha il dovere, nonostante la grande amarezza di questo ulteriore momento, di accettare le varie fasi del processo alle quali guardo con serenita' e fiducia", ha dichiarato in una nota. "Come mi e' capitato in questi anni - anzi negli ultimi tre da quando ho assunto la mia funzione istituzionale di Guardasigilli - devo rilevare come nelle sedi giudiziarie di Catanzaro, Roma e Torino, alla fine sia sempre emersa la mia assoluta onesta' e sono certo che, anche questa volta, verra' riconfermata la correttezza del mio operato", ha aggiunto.