sabato 28 febbraio 2009

Camorra. Appello dei genitori di don Peppino Diana: " Il 19 Marzo tutti in strada per dire no alla Camorra

Un appello rivolto a chi vuole combattere la camorra. A lanciarlo sono Gennaro Diana e Iolanda Di Tella, i due anziani genitori di don Peppe Diana, il sacerdote della chiesa di 'San Nicola' di Casal di Principe (Caserta), ucciso quindici anni fa dalla camorra.
Fu ucciso il 19 marzo, don Peppe, nel giorno del suo onomastico, mentre si apprestava ad officiare la Santa Messa. Il 19 marzo prossimo, proprio a Casal di Principe, la Giornata della Memoria e dell'Impegno, che sara' celebrata in Campania ad iniziativa dell'associazione 'Libera', ricordera' lui e le altre vittime dei clan. Ecco perche' la lettera dei Diana e l'appello. ''Vorremmo che tanta gente venisse a Casal di Principe per ricordare non solo il nostro Peppino, ma tutte le vittime innocenti della criminalita' organizzata - scrivono - Sono gia' tanti gli uomini e le donne che ci hanno fatto sapere, da ogni parte d'Italia, che giungeranno nelle piazze e nelle strade di Casale, per aiutare e sostenere quei cittadini che vivono qui e che non vogliono essere sopraffatti dal linguaggio della violenza e del sopruso''. ''Vorremmo che i lenzuoli bianchi che si srotolavano ai suoi funerali fossero ancora li', a scendere da balconi - concludono - per accogliere, come simbolo di rinnovamento e di speranza, tutti quelli che arriveranno a Casal di Principe''.

Caiazzo, Fabio Sgueglia tirato per la “giacca” interviene nelle polemiche tra comune e sindacati.

"Non c'erano i presupposti, ne le condizioni legali, almeno per quello che io ricordo quando ero consigliere comunale fino all'anno scorso, per ingaggiare un tecnico esterno!" Poi a sorpresa annuncia: “Appoggeremo Giaquinto alle Provinciali e non Puorto!”
“Ogni politico che si rispetti risponde sempre quando è chiamato in causa e quindi non sarò certamente io a trasgredire”. Così Fabio Sgueglia dirigente regionale e segretario provinciale organizzativo dell’Udeur nel suo intervento per la questione Comune- Sindacati. “Nel corso della mia ormai lunga militanza politica ho sempre avuto ben presenti alcuni capisaldi, alcune linee guide, a cui non ho mai rinunziato e ai quali neanche la morte mi farà venir meno. Anche se riconosco che essi non sempre sono compatibili con le caratteristiche del politico, quali: la sincerità , la legalità, l’onestà, la credibilità e l’attaccamento alla propria terra. Appena ci sarà l’opportunità terrò un pubblico comizio, per sviluppare queste tematiche. Oggi rispondo all’amico Sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto ricordandogli che in più occasione gli avevo chiesto di soprassedere alla nomina del tecnico comunale esterno Ing. Raffaele Marra, atteso che non se ne ravvisavano e non se ne ravvisano le condizioni legali per farlo”. Sgueglia poi ritorna sul tema tanto caro a lui, la legalità: Ho spiegato più volte anche nei comizi che nella nostra comunità caiatina era necessario ripristinare la legalità mettendo mano al contenzioso comunale, al controllo ed al rispetto dell’attività edilizie consentendo l’espansione urbanistica in modo armonico e non a “macchia di leopardo”, nonché al controllo della spesa pubblica, al controllo di gestione di Palazzo Mazziotti, al rispetto dei ruoli dei singoli dipendenti comunali, stabilendo una volta per sempre che il controllo sulla posta in entrata, specialmente quella della Polizia Municipale, spetta al funzionario incaricato e non all’organo politico. Stesso dicasi per il protocollo generale e per il controllo delle entrare e delle spese in tema di Bucalossi. Non essendo più consigliere comunale non ho avuto la possibilità di verificare se tutto ciò che ebbi a dire è poi stato realizzato”. Infine Sgueglia poi fa una rivelazione che è un leit – motiv da noi sempre annunciato, ovvero le candidature provinciali: “E’ chiaro che se tutto è andato così come il mio raggruppamento politico aveva auspicato, ne viene quale naturale conseguenza l’appoggio politico al Sindaco Giaquinto per le prossime elezioni provinciali. Ciò anche in virtù del fatto che è ormai venuta meno la fiducia che avevo riposto nell’amico Dario Puorto, il quale totalmente ha disatteso l’impegno elettorale assunto con il mio gruppo ed ha impedito nei fatti il proseguimento di un percorso politico anche per le comunali del 2008. Come vedete, miei cari amici, che a tutti i costi mi avete coinvolto in questa pubblica discussione, nulla è cambiato nel mio modo di agire ed il motto è sempre quello: sincerità, legalità,onestà e credibilità, punti cardini per una collaborazione attiva e fattiva.”

Piedimonte Matese. Per i Carabinieri è stato un mese di Febbraio con un carico operativo eccezionale.

Sicurezza e Legalità. 23 arresti in flagranza di reato e 40 le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria dai Carabinieri, durante il mese di febbraio.
Nel mese di febbraio appena concluso, sono state 23 le persone arrestate e 40 quelle denunciate all’Autorità Giudiziaria, da parte dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, coordinati dal Capitano Salvatore Vitiello, che hanno portato a segno una serie di brillanti operazioni contro vari fenomeni di criminalità. Nel dettaglio sono state in tutto 15 le persone arrestate per reati contro il patrimonio e la persona e per violazioni alle leggi sull’immigrazione clandestina; 6 le persone arrestate per reati di inquinamento ambientale, quali la gestione, il trasporto e lo smaltimento illecito di rifiuti speciali, nella circostanza sono state sottoposti a sequestro e affidati a ditte autorizzate per lo smaltimento, oltre una tonnellata di rifiuti in parte anche tossici e quattro camion con cui venivano trasportati. In manette anche due pericolosi pregiudicati, si tratta di un importante trafficante e fornitore locale di sostanze stupefacenti e dell’autore di numerose rapine che era evaso dagli arresti domiciliari. Per quanto riguarda le 40 persone denunciate all’Autorità Giudiziaria, si tratta in pratica di persone ritenute responsabili di una serie di reati, quali la detenzione illegale di armi, munizioni e di sostanze stupefacenti, nonché il furto e la ricettazione. Sottoposti a sequestro quattro fucili, centinaia di munizioni e alcune armi bianche, varie dosi di “eroina”, “marijuana” e “hashish” e recuperata refurtiva per un valore complessivo di circa 5.000,00 Euro. Rilevanti i successi anche nel contrasto al fenomeno della dispersione scolastica con denunce a carico di 16 genitori per inosservanza dell’obbligo dell’istruzione ai figli minori, così come nel campo della sicurezza stradale, con l’emissione di denunce a carico di persone responsabili di guida in stato di ebbrezza o perché sorprese alla guida senza aver mai conseguito la patente, sotto sequestro anche numerose auto e motoveicoli. Infine importantissimi successi anche nel settore dell’abusivismo edilizio e della prevenzione degli infortuni sul lavoro, con il sequestro di una palazzina con relativa piscina, in fase di costruzione senza le previste concessioni edilizie e di un intero cantiere situato su di un area di oltre 2.000 mq. ove erano in corso di realizzazione, impianti sportivi, auditorium, centro congressi e altre costruzioni per un valore di oltre un milione e mezzo di euro. Anche in questi ultimi casi i responsabili sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

Guardia di Finanza. Sequestrata oltre una tonnellata di sigarette di contrabbando

In carcere anche tre persone coinvolte nel traffico di T.L.E.
Durissimo colpo inferto dai Baschi Verdi del Gruppo di Aversa alle organizzazioni criminali che stanno tentando di reintrodurre il contrabbando delle “bionde” sulle strade dell’hinterland napoletano e dell’agro aversano.
A seguito di una mirata attività investigativa partita da una segnalazione anonima, le Fiamme Gialle hanno effettuato una serie di appostamenti volti ad individuare un magazzino posizionato tra Orta di Atella e Caivano in cui sarebbero state stoccate le sigarette di contrabbando.
L’acume investigativo dei militari ha permesso di notare per alcuni giorni degli strani movimenti effettuati da un furgone con targa francese.
Nella serata di venerdì, dopo aver individuato nuovamente il mezzo che transitava a forte velocità sulle strade di Orta di Atella, i baschi verdi hanno effettuato un lungo e delicato pedinamento per individuare il luogo dove lo stesso si dirigeva.
Giunto alle porte di Caivano, il furgone si è fermato dinanzi ad un deposito ove erano presenti tre persone in attesa del suo arrivo.
È stato proprio l’evidente stato di euforia manifestato dai soggetti che si trovavano nel magazzino ad aver dato conferma ai finanzieri di aver individuato il luogo di stoccaggio delle sigarette.
L’immediato intervento delle fiamme gialle ha permesso di identificare tutti le persone che erano presenti sul posto prima che le stesse si dessero a repentina fuga.
All’interno del magazzino venivano, tuttavia, rinvenute solo tre stecche di Marlboro di contrabbando.
Si decideva pertanto di condurre il furgone presso gli uffici del Comando Gruppo di Aversa al fine di individuare l’eventuale presenza di doppi fondi.
Il furgone, apparentemente, trasportava dei rotoloni di lana di vetro che occultavano la visuale del fondo del mezzo, in realtà carico di casse di “bionde”.
Infatti, dopo aver rimosso il carico di copertura i finanzieri hanno posto sotto sequestro 830 kg di Marlboro Rosse e 370 kg. di Marlboro Light per compressivi 1.200 Kg di T.L.E. di contrabbando.
I due autisti, A.V. di 28 anni e A.A. di 24 anni entrambi di nazionalità ucraina, nonchè il basista, O.S. di anni 38 anch’egli ucraino, sono stati arrestati e condotti presso la casa circondariale di Poggio Reale.
I due “braccianti” addetti allo scarico dell’illecita merce sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Napoli.
E’ sempre crescente l’impegno profuso quotidianamente dalle Fiamme Gialle in tale settore operativo di cui è sicuro ed esclusivo punto di riferimento per l’attività di investigazione, prevenzione e contrasto al fenomeno.
Nella foto i finanzieri che hanno effettuato il sequestro

Caiazzo. Pronti a scioperare al Municipio, La triplice investe il Prefetto di Caserta.

Intanto però, l'Ingegnere Marra risponde al sollecito sulla richiesta di ripartizione dei fondi che i sindacati avevano formulato con nota numero 962 del 26 Gennaio: "Mai pervenuta, ne il suo contenuto è noto al personale in forza all'ufficio Tecnico!" E' clamoroso, da un piano all'altro si è persa una pratica????!!!??? Noi gliela proponiamo in copia conforme, tante volte hai visto mai si dovesse smarrire nuovamente...
E’ guerra al comune di Caiazzo, almeno stante gli ultimi (legittimi) mal di pancia emersi dalla triplice sindacale che il 26 Gennaio u.s. inviò una richiesta con numero 962 di protocollo con la quale chiedeva la convocazione della delegazione trattante e soprattutto notizie in merito agli incentivi dei progetti di cui alla legge 109/94. Il Tecnico Comunale Raffaele Marra ha ieri comunicato con nota numero 2706 che non ha mai ricevuto detta richiesta. I sindacati comunali hanno inviato una missiva al Prefetto e alla stampa preannunciando sciopero. Questo il documento: Con la presente le sottoscritte OO.SS. portano all’attenzione della S.V. la grave situazione che si sta verificando presso il Comune di Caiazzo a danno delle rappresentanze dei lavoratori.
Con nota del 26-1-2009, prot. 962, le sottoscritte OO.SS. richiesero al Sindaco, alla Giunta Comunale, all’Assessore al Personale, ai Capigruppo Consiliari, al Segretario Comunale ai Revisori dei Conti, la convocazione della Delegazione Trattante ed il rilascio– urgente - degli atti di liquidazione riferiti alla ripartizione dei fondi di cui all’art. 18, comma 1 della Legge 11-2-1994 e succ. mod. A parere di queste OO.SS. non risulterebbe rispettato il Regolamento Comunale per la ripartizione dei suddetti fondi per cui, dovendo formulare un nuovo regolamento, anche alla luce della rimodulata normativa, si ritengono fondamentali gli atti richiesti con la nota 962/2009.
Nonostante i quotidiani solleciti ai preposti uffici e sebbene il Sindaco, come si evince dall’allegata nota ( sub 1), abbia disposto l’inoltro dell’istanza all’ufficio Tecnico e di Ragioneria, a poche ore dall’incontro fissato per trattare dei problemi del personale, il Responsabile ( tecnico esterno incaricato dal Sindaco) dell’Ufficio Tecnico ( beneficiario proprio di tale indennità) solo in data odierna, con nota che si allega ( sub 2) ha comunicato al Segretario Comunale di non essere mai venuto in possesso della richiesta sindacale.
A distanza di un mese, nonostante l’importanza e la delicatezza della tematica e nonostante il Sindaco abbia dato sua personale assicurazione circa il tempestivo rilascio degli atti, a tutt’oggi si continua ad omettere provvedimenti doverosi, consistenti nel rilascio di atti che, ad avviso di queste OO.SS. potrebbero riservare eclatanti sorprese.
Tanto premesso si chiede l’intervento della S.V. affinché queste OO.SS. vengano messe in condizioni di poter svolgere il mandato di rappresentanza ricevuto dai lavoratori onde evitare la proclamazione dello stato di agitazione del personale.
In fiduciosa attesa si porgono distinti saluti.
Nella foto uno dei tre rappresentanti sindacali, Gaetano Chichierchia della Cgil
FIGURA NUMERO 1 LA RISPOSTA DELL'ING. MARRA AL SOLLECITO DEI SINDACATI. CLIKKA PER INGRANDIRE



FIGURA NUMERO 2 LA NOTA NUMERO 962/2009 DEL 16 GENNAIO U.S. PROPOSTA DAI SINDACATI. CLIKKA PER INGRANDIRE

Piedimonte Matese. L'Amministrazione Comunale interviene sulle strade rurali

Le aree periferiche della città, saranno riassestate e soprattutto le arterie rimesse a nuovo.
di Michele Menditto
Interventi per la sistemazione e la messa a nuovo delle strade rurali più periferiche della città. Ecco in sintesi il contenuto di tre provvedimenti a cui è stato dato il via dall’amministrazione comunale di Piedimonte Matese, con i quali la Giunta guidata dal sindaco Vincenzo Cappello ha approvato la progettazione preliminare relativa a tutta una serie di lavori che interesseranno alcune vie di comunicazione site nelle zone più esterne del paese, al confine con i comuni circostanti, vie percorse quotidianamente dai cittadini. Gli interventi previsti dai provvedimenti della Giunta riguarderanno in primo luogo la sistemazione, l’adeguamento e il ripristino delle strade rurali situate nella zona sud-est del territorio comunale, ci si riferisce cioè alla frazione di Sepicciano e a tutta l’area confinante con il comune di San Potito Sannitico. I lavori interesseranno, sempre in questa area, le strade rurali Via delle Limate, Via Cupa e Via per Telese. Si interverrà per la sistemazione anche nell’estremità nord di Piedimonte Matese: l’atto giuntale fa infatti riferimento alle strade vicinali denominate S. Lucia, Madonna del Pozzo, Valle delle Monache, Monticelli e Valle Paterno, al confine con il comune di Alife.
È stato su spinta dell’assessore ai lavori pubblici Antonio Ferrante (nella foto) che l’Esecutivo ha approvato la progettazione redatta dall’ufficio tecnico comunale, mantenendo così viva l’attenzione nei confronti delle aree meno centrali della città, nell’ambito di quel progetto finalizzato ad un loro miglioramento nella funzionalità e nella fruizione quotidiana da parte della comunità, e che l’amministrazione di Cappello sta portando avanti per tenere in considerazione tutte quelle zone cittadine periferiche che necessitano di un recupero e di un ammodernamento, così com’è già accaduto per la località Pioppetelli, per la quale la Giunta ha approvato lo scorso gennaio un programma di lavori di riqualificazione e di reinserimento urbano.

Caiazzo, arriva l’Istituto Superiore grazie al Consigliere Provinciale Dario Puorto

Lo stesso però lancia un invito al Comune: " Adottare un criterio di individuazione del terreno ove sorgerà l'Istituto, che favorisca studenti e commercianti del centro storico"
Arriva finalmente l’ok a Caiazzo per la costruzione di un nuovo Istituto scolastico da adibire per le Superiori (Liceo e Geometra), grazie soprattutto all’interessamento del consigliere provinciale Dario Puorto (nella foto), che, in ogni caso fino all’ultimo si è battuto anche per far si che venisse insediato nelle Opere Pie, cogliendo così con una fava i cosiddetti due piccioni, ovvero ristrutturando un antico palazzo caiatino e donando una degna sede per l’Isiss. Ma non è stato possibile proprio perché le Opere Pie sotto certi aspetti non garantivano quei requisiti necessari ad ospitare le Scuole Superiori. Ed ecco che nell’ultima riunione di Giunta Provinciale alla quale Puorto ha presenziato su esplicito invito del Presidente Sandro De Franciscis, si è stabilito che verrà finanziato un Istituto ex novo. Abbiamo chiesto al consigliere Puorto cosa ora avviene. Questo il suo intervento: “ Caiazzo dopo tantissimi anni avrà un Istituto costruito ex novo e posso solo ritenermi più che soddisfatto, poiché con le tante emergenze che altresì in materia di infrastrutture scolastiche attanagliano la nostra Provincia, siamo riusciti a strappare un importante risultato per il nostro territorio.” Lo stesso Puorto, da appena pochi mesi insediatosi alla Provincia, ma già divenuto importante collaboratore del Presidente Sandro De Franciscis non manca di sottolineare che: “Ora tocca al Comune di Caiazzo individuare un’area idonea e soprattutto l’auspicio mio personale, ma credo di tanti altri genitori degli stessi studenti, che l’opera si possa realizzare su un’area prospiciente al centro storico caiatino, in maniera tale che si favoriscano appunto i ragazzi che possono così raggiungere a piedi l’Istituto e, nel contempo, gli stessi commercianti che non vedono depauperata la loro clientela, atteso che proprio l’Isiss è una delle principali fonti di guadagno di piccole attività commerciali.” A Puorto chiediamo a questo punto notizie in merito alle Opere Pie. “Avrei davvero voluto che il sito, uno dei più belli e prestigiosi di Caiazzo, ospitasse l’Isiss del futuro, ma non è stato possibile. D’altro canto, personalmente sono stato finanche a Roma per cercare di capire se quei vincoli posti in essere dai Vigili del Fuoco erano superabili, ma purtroppo il responso è stato negativo. Voglio sottolineare che pur volendo, la Provincia non ha alcuna voce in capitolo per ciò che attiene la ristrutturazione di antichi palazzi che rientrano a tutti gli effetti sotto la gestione del Comune. Dipendesse dal sottoscritto avrei fatto delle Opere Pie un ulteriore salotto della nostra splendida città, ma non abbiamo alcun potere gestionale.”

venerdì 27 febbraio 2009

Pignataro Maggiore. Un Maresciallo e quattro cronisti hanno salvato il paese dai clan

Nel grigio squadrato di piazza Umberto i tre bar sono aperti ma vuoti. Uno solo lascia intravedere figure di donne con abiti di Carnevale, ma l' insegna è spenta.
di Antonio Corbo
Tre partiti hanno una sede nel centro, ma chiusa. Nel paese definito "la Svizzera della camorra" è calato un silenzio di paura e lutto. «Hanno preso Pierino?», non ci credono. Quindici arresti hanno eliminato in una notte i capi e i gregari dei clan Lubrano e Ligato. Un blitz che fa scoprire una serie di attentati e minacce per fermare cronisti coraggiosi e coprire politici ma anche appalti oscuri. Non è festa neanche per chi vince: la caserma in via Principe di Napoli non apre, il pulsante rimanda al 112, il palazzotto verde senape con le grate sembra disabitato. Non si vedono neanche i giornalisti. Hanno denunciato molto per anni e scritto meno, perché i padrini avevano alleati in qualche redazione casertana. «Tagliavano gli articoli, li bocciavano, consigliavano argomenti meno pungenti», racconta Giovanni Conzo, il pm antimafia di Napoli che ha demolito le due cosche dell' Alto Casertano, in origine alleate di Riina e Provenzano, poi dei Nuvoletta di Marano, quindi dei casalesi ma con molte ritrosie. Enzo Palmesano e Carlo Pascarella, giornalisti professionisti, sono in prima fila durante la conferenza di Franco Roberti, il capo del pool anticamorra. «Come vedete, finita l' emergenza del gruppo di Setola e delle stragi si torna all' ordinarietà con la bravura dei carabinieri di Caserta, del colonnello Carmelo Burgio e dei suoi», Roberti è a Caserta per rimarcare questa operazione che nasce in un paese di ottomila abitanti, si sviluppa grazie al coraggio di quattro cronisti (gli altri due: Davide De Stavola e Salvatore Minieri) e la tenacia di Antonio Di Siena, il comandante della stazione, di Raffaele Gallo e Carlo Mincione, maresciallo e appuntato. Solo dieci carabinieri contro due clan feroci, dai metodi più subdoli. Hanno tentato di infangarli con lettere anonime, e di far arrestare dalla polizia il comandante. Nel copertone della sua Brava verde, vecchia di 13 anni, una bustina di coca. Si muoveva anche un free lance (F. C. ora militare dell' aeronautica in missione) parente di un boss. Convinceva editori e direttori a respingere articoli scomodi. È indagato, la sua abitazione perquisita nel blitz diretto dal capitano Costantino Airoldi. Ha rischiato l' arresto. Il gip Antonella Terzi ne ha concessi 15, tra Pignataro Maggiore, Pastorano, Capua, Vitulazio, Mignano, Marcianise, Giugliano. Racket con tangenti da 10 mila euro e due omicidi: Raffaele Abbate ucciso nel gennaio 2000, padre di un pentito, e Raffaele Lubrano, novembre 2002, figlio del capoclan Vincenzo, contrario all' ingresso dei casalesi nell' Agro Caleno. I clan erano tre: Lubrano, Ligato e Abbate. Il terzo si è escluso, con il pentimento di Antonio e l' omicidio del padre. Sono rimasti gli altri. Il capo storico dei Ligato, Raffaele, è all' ergastolo per il delitto di Francesco Imposimato, sindacalista, fratello dell' ex giudice istruttore Ferdinando. Il figlio, Pietro Ligato, "Pierino", a 33 anni era il reggente. Fu trovato da due cronisti nell' immobile confiscato, parlava con i costruttori della centrale elettrica. Via Contrada del Conte. Si rabbuiò, affrontò anche la sorella di uno dei cronisti, Giovanna Pascarella, titolare di un mobilificio dato alle fiamme. «Io lo so perché mi tartassa quel pazzo di Enzo Palmesano». Né Palmesano né il fratello Carlo Pascarella, caporedattore di "Buongiorno" all' epoca al "Giornale di Caserta", si sono mai fermati. «Anche se avevamo certe volte paura di uscire». L' ultima denuncia al sindaco di An, Francesco Magliocca, per un appalto: in gara, "la Cattolica", colpita da interdittiva antimafia. A chi scriveva "Svizzera della camorra" fu inviato un fantasioso monito. Una cartolina da Zurigo. «Attento, bello».
Nella foto una immagine dall'alto di Pignataro Maggiore

Si fingevano poliziotti per rapinare turisti. Denunciate 20 persone e sette arresti

Nell'operazione di servizio, condotta dai Carabinieri di Roma anche due casertani, uno di Santa Maria a Vico e uno di San Felice a Cancello
Si fingevano poliziotti e muniti di falsi distintivi perquisivano turisti a Roma e in altre citta' turistiche d'Italia per rubargli denaro, documenti e carte di credito. Venti persone, in gran parte extracomunitari, sono state denunciate dai carabinieri della stazione Roma Porta Cavalleggeri con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine e furti. Le denunce arrivano a conclusione di indagini iniziate circa un anno fa. Sette gli arresti in flagranza di reato gia' effettuati in precedenza nella capitale. I militari hanno anche perquisito la base operativa dei rapinatori a Ostia. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati passaporti, patenti internazionali e permessi di soggiorno, tutti rilasciati da autorita' spagnole e che, a seguito di accertamenti, sono risultati falsi o alterati. Sono stati inoltre posti sotto sequestro i finti tesserini, distintivi, cappelli, berretti e divise simili a quelle in dotazione alle Forze dell'Ordine, palette e lampeggianti blu usate dai rapinatori. Nel corso dell'indagine, sono stati identificati e denunciati anche due cittadini italiani del casertano, A.I. di 27 anni e R.S. di 33 anni, rispettivamente di Santa Maria a Vico e San Felice a Cancello che si occupavano di reperire i permessi di soggiorno falsi e di fornire al gruppetto di rapinatori auto che poi usavano per commettere i vari delitti, a Roma e in altre province del territorio nazionale.

Piedimonte Matese. Giro di vite dei Carabinieri contro la dispersione scolastica, sedici genitori nei guai.

I militari, coordinati nell'operazione dal capitano Salvatore Vitiello, hanno posto fine ad un fenomeno che preoccupava anche i vertici scolastici
Troppe assenze, davvero molte in soli pochi mesi di attività scolastica. Un fenomeno notato dapprima dalla scuola e poi, considerato che proseguiva nel tempo, ha messo sul chivalà i Carabinieri già da tempo impegnati ad arginare il drammatico problema della dispersione scolastica. In questi giorni l’attività svolta dai militari nel delicato settore, soprattutto quando il fenomeno riguarda alunni delle scuole dell’obbligo, ha portato ad indagare sedici genitori di studenti che dall’inizio dell’anno scolastico, solo sporadicamente si sarebbero visti seduti tra i banchi.
Teatro delle indagini coordinate dal Capitano Salvatore Vitiello, comandante della locale Compagnia, e condotte dai militari della Stazione di Alife diretta dal Maresciallo Giovanni Aceto, vari istituti scolastici ubicati nel territorio pedemontano ed alifano, dove un nutrito gruppetto di ragazzini avrebbe dovuto frequentare le classi delle scuole dell’obbligo. Ma gli studenti in questione si sarebbero fatti vedere solo in rarissime occasioni dall’inizio dell’anno, per poi gradualmente assentarsi costantemente. In un primo momento la cosa é passata in sordina; però quando le assenze sono diventate davvero troppe, sono entrati in azione i militari dell’Arma, i quali, al termine di una prima fase dell’attività investigativa hanno denunciato sedici genitori alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per inosservanza dell’obbligo di garantire l’istruzione ai figli minori. Un obbligo in molti casi disatteso soprattutto per la superficialità con cui viene ancora considerata la formazione scolastica. Un problema di esclusivo carattere sociale riscontrato anche nel comprensorio matesino, così come in altre zone del sud-Italia. Come si ricorderà, analoghe operazioni dei Carabinieri di Piedimonte Matese, già lo scorso anno, portarono all’emissione di decine di denunce a carico di genitori che omettevano l’obbligo dell’istruzione ai propri figli.
Al di là di tutto, comunque, l’attività di contrasto al fenomeno della dispersione scolastica non é conclusa. Le indagini, infatti, vanno avanti e, per i prossimi giorni non si escludono ulteriori sviluppi. Si sta in particolare cercando di fare luce anche sulle motivazioni che hanno indotto questi giovanissimi studenti a non frequentare la scuola. Un chiaro segnale dell’Arma impegnata su tutto il territorio con una costante opera di controllo dentro e fuori le scuole al fine di prevenire l’insorgenza di devianze minorili.
Nella foto il Maresciallo Aceto e il Capitano Vitiello

Provincia di Caserta. Guerra Sindacati - Ente. Giorgio Magliocca interroga il Presidente Sandro De Franciscis

Lo stato di agitazione indetto dalle organizzazioni sindacali per il giorno 20 marzo prossimo venturo approderà in consiglio provinciale.
Il capogruppo di An Giorgio Magliocca (nella foto a destra e a sinistra il presidente De Franciscis) ha, infatti, presentato una interrogazione consiliare, a cui il Presidente della Provincia dovrà dare risposta oralmente in consiglio provinciale durante la prossima seduta, per conoscere se corrispondono a verità le contestazione denunciate dai sindacati e quali provvedimenti l’amministrazione vorrà adottare per evitare ulteriori stati di protesta. “L’incapacità dell’amministrazione De Franciscis – ha dichiarato il rappresentante del partito di Gianfranco Fini – è arrivata fino al punto di metter sul piede di guerra dei dipendenti che nella loro storia non hanno mai manifestato contro l’ente di Corso Trieste. De Franciscis ha raggiunto anche questo ulteriore primato. Pertanto il sottoscritto chiede di interrogare il Presidente della Provincia per sapere – premesso che:
sui quotidiani locali di stamattina è riportata la notizia che nella giornata di ieri i dipendenti della Provincia di Caserta, riuniti dalle organizzazioni sindacali per affrontare le tante problematiche che attanagliano il loro settore, hanno deciso di indire per il giorno 20 marzo p.v. uno sciopero generale
i sindacati lamentano:
a) accodi faticosamente raggiunti che non vengono mai applicati;
b) compensi destinati al personale che rimangono nelle casse dell’Ente mentre i lavoratori soffrono continue penalizzazioni e mortificazioni;
c) mancanza di considerazione di tutto il personale che dimostra di preferire il ricorso a presunte professionalità, in realtà, semplicemente per gratificare amici e clienti;
i sindacati denunciano, inoltre, di vedere la macchina amministrativa andare verso lo sfacelo mentre pochi privilegiati continuano a danzare come durante il naufragio del Titanic.
Se corrisponde al vero quanto lamentato dalle organizzazioni sindacali e quali provvedimento vogliono essere adottati dall’amministrazione provinciale di Caserta per evitare ulteriori stati di agitazione.

Alife. Visita pastorale di Sua Eccellenza il vescovo Pietro Farina.

In città c'è una trepida attesa. Il Pastore è molto amato dai suoi Diocesani. Ci sarà il sindaco Roberto Vitelli ad attenderlo
Visita ufficiale stamani in Comune del Vescovo della Diocesi di Alife-Caiazzo Sua Eccellenza Monsignor Pietro Farina (nella foto). Nell’ambito del vasto programma di visite pastorali che lo porterà a girare in lungo ed in largo sul territorio della diocesi matesina e a visitare gli attori istituzionali e associazionistici presenti sul territorio, il Pastore inaugurerà il ciclo di incontri con i sindaci e le amministrazioni comunali partendo proprio dal comune capofila della comunità alifano-caiatina di fedeli. Ad accogliere Monsignor Farina, alle ore 10 nella Sala consiliare del Comune, sarà il sindaco Roberto Vitelli unitamente agli assessori, ai consiglieri e ai dipendenti che da giorni attendono questo avvenimento che segna sicuramente un momento molto qualificante dell’intera consiliatura che volge al termine. Il Vescovo si intratterrà con l’intera amministrazione comunale per uno scambio di idee ed opinioni sui temi di grande attualità e sulle problematiche che affliggono l’intero territorio comunale tanto a livello culturale quanto sotto il profilo sociale e di convivenza civile. Al termine dell’incontro ufficiale con il sindaco Vitelli e la sua amministrazione comunale, il Pastore si sposterà a Santa Caterina, nel centro storico della città, per altri incontri con i cittadini, per poi fare ritorno verso le 13 alla Casa comunale dove il primo cittadino offrirà un rinfresco in suo onore. “Siamo orgogliosi di ricevere la visita ufficiale del nostro Vescovo-ha dichiarato il sindaco Roberto Vitelli-perché la sua venuta al Comune rappresenta un ulteriore dimostrazione della centralità del nostro Ente a livello territoriale e, nel contempo, la vicinanza del Pastore alla comunità di fedeli alifani che lo ama e gli vuole bene sin dal suo insediamento. Per noi e per l’intera popolazione sarà una giornata di festa, sicuri di interpretare i valori che sottendono alla visita pastorale alle Istituzioni e ai Comuni che il Vescovo Farina inaugurerà proprio qui da noi”.

Vairano Patenora. Sarro inaugura la segreteria politica in città. Elezioni...in vista!

Arriverà finanche il sottosegretario di Stato Nicola Cosentino, accompagnato dal deputato Mario Landolfi. Insieme taglieranno il nastro... I sindaci di centro - destra a raccolta. Mancherà ufficialmente Angelo Di Costanzo sindaco di Alvignano. E' ancora fresco il suo voto favorevole per il bilancio alla Provincia...
Sarà inaugurata domenica mattina, con inizio alle ore 11, la segreteria politica del Senatore della Repubblica Carlo Sarro (nella foto) in Via Napoli 89 a Vairano Scalo, nel comune di Vairano Patenora. Alla presenza del Sottosegretario di Stato all’Economia Nicola Cosentino e del deputato e già Ministro delle Telecomunicazioni Mario Landolfi, verrà tagliato il nastro della sede dove d’ora in poi il rappresentante dell’Alto Casertano in seno al Parlamento Italiano incontrerà e riceverà in alcuni giorni della settimana gli elettori ed i cittadini del comprensorio vaiaranese. La benedizione sarà impartita dal parroco Don Luigi De Rosa, poi a seguire Sarro incontrerà gli amministratori locali, i dirigenti e gli attivisti del centrodestra territoriale, a partire dai sindaci di Vairano Patenora e padrone di casa Giovanni Robbio, di Pietravairano Dario Rotondo, di Pietramelara Luigi Leonardo, di Roccaromana Anna De Simone, di Giano Vetusto Antonio Feola, di Roccamonfina Letizia Tari, di Mignano Montelungo Roberto Campanile, di Rocca d’Evandro Carmine Domenicano, di Conca della Campania Domenico Cinquegrana e di Galluccio Filippo De Gregorio. L’apertura della segreteria politica in città rappresenterà il punto di raccordo e di collegamento tra il senatore Sarro, gli amministratori locali ed i cittadini al fine di programmare e lavorare al meglio allo sviluppo e al rilancio del territorio che, per la prima volta dopo oltre cinquant’anni, può contare su un proprio rappresentante nel Senato della Repubblica.

Caiazzo. Clamorosa proposta dei sindacati del Comune: “ Al settore tecnico Giuseppe Grasso, per risparmiare i soldi pubblici in incarichi esterni.”

La riunione in programma il prossimo 2 Marzo si preannuncia infuocata
In tema di riorganizzazione dell’apparato tecnico-amministrativo del Comune di Caiazzo, in vista della seduta di Commissione per il Personale che si terrà il 2 marzo c.a., registriamo l’intervento del rappresentante sindacale aziendale UIL Giordano Ferdinando (nella foto).
“Ribadisco e ripropongo le tematiche sinora espresse in tema di organizzazione dell’Ente, mirate esclusivamente al miglioramento dei servizi, all’efficienza amministrativa ed al risparmio economico e valorizzazione delle risorse umane”. Così Giordano nel suo inizia il suo intervento che poi prosegue: “Premesso che il Sindaco, con diversi decreti, di volta in volta reiterati, ha affidato l’incarico di responsabile dell’ufficio tecnico a persona esterna all’Ente senza ritenere di doversi confrontare con le OO. SS. alle quali non è sfuggito il dettato del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche"secondo il quale, le amministrazioni pubbliche definiscono le linee fondamentali di organizzazione degli uffici secondo i criteri della funzionalità rispetto ai compiti e ai programmi di attività, nel perseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità”. Lo stesso Giordano poi, intende formulare una proposta alla Giunta Municipale: “Ed è proprio riferito al principio dell’economicità che formalizzo la seguente proposta, non prima di aver chiarito, a grandi lettere, che l’affidamento da parte degli enti locali di incarichi esterni non solo deve essere adeguatamente motivato, ma deve tener conto per prima cosa delle professionalità interne all’Ente che potrebbero garantire ed assicurare i servizi che si intendono esternalizzare. Tutto ciò premesso annuncio che nel corso dell’incontro che si terrà il prossimo 2 marzo proporrò all’amministrazione comunale di nominare quale responsabile del Settore Tecnico con Posizione Organizzativa il Geometra Giuseppe Grasso, dipendente di ruolo, inquadrato nella Categoria D, che da oltre 29 anni svolge ininterrottamente la propria opera presso l’ufficio tecnico del Comune di Caiazzo”. La proposta così formulata da Giordano è abbastanza clamorosa, ma lo stesso, infine, ne spiega le motivazioni: “Ciò per il rispetto del principio dell’economicità cui l’Ente Pubblico deve necessariamente rispondere e per valorizzare la figura di un dipendente comunale che nel corso degli anni ha acquisito la giusta esperienza e capacità professionale. Al Sindaco sarà perciò richiesto di abrogare il Decreto N. 13 del 1°-7-2008 di nomina a tecnico esterno per la copertura del posto di responsabile dell’ufficio tecnico”.

giovedì 26 febbraio 2009

Teano. L'Europa spiegata ai giovani.Il Parlamentare europeo Aldo Patriciello spiega ai ragazzi i valori dell'Unione Europea

Parla Aldo Patriciello: "Un progetto a cui tengo in modo particolare"
Prosegue, dopo Piedimonte e Roccamonfina, facendo tappa, domani, all’Istituto Alberghiero di Teano, l’iniziativa formativa promossa e fortemente sostenuta dall’On. Aldo Patriciello (nella foto) deputato al Parlamento Europeo e Vice Presidente della Commissione ITRE (Industria, Telecomunicazioni, Ricerca ed Energia ).
Si tratta di una serie di incontri di elevato valore formativo, che l’eurodeputato Patriciello porta avanti da diversi mesi, volti ad approfondire la conoscenza delle istituzioni comunitarie da parte dei giovani in modo tale che questi ultimi avvertano l’Europa più vicina al loro mondo ed alle loro esigenze.
“E’ notizia di questi giorni – ha affermato l’On. Patriciello – che, secondo uno studio commissionato dal Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, i giovani italiani hanno poca o scarsa fiducia nella capacità da parte del Parlamento Europeo di svolgere un ruolo efficace nel superamento della crisi economica.
Alla luce di questo dato ritengo, ora più che mai, indispensabile, promuovere tra i giovani la conoscenza delle Istituzioni europee, la loro struttura, il loro funzionamento ed il loro ruolo.

E’ necessario – ha poi proseguito l’On. Patriciello – che i giovani comprendano a pieno cosa ha significato il raggiungimento dell’Unione Europea, il difficile percorso attraverso il quale si è giunti a questo risultato e soprattutto le importanti prospettive che da quel momento si sono aperte per i cittadini membri della Comunità Europea.”
A fare gli onori di casa sarà il preside dell’Istituto Prof. Raffaele Mannarelli ed ai docenti e gli alunni presenti saranno distribuiti gadget ed opuscoli informativi sull’Europa.
“Credo sia particolarmente significativo – ha infine concluso l’On. Patriciello – sostenere questo incontro a Teano. Proprio questa città è nella memoria di tutti il luogo in cui si è concluso il progetto risorgimentale di unificazione del nostro Paese.
Anche esso è stato, al pari del disegno europeo, un progetto in cui, all’inizio, assai pochi credevano ma che alla fine ha visto la luce.
Da qui ripartiamo con l’intento di far comprendere ai giovani che la dimensione del loro futuro non può che essere europea”

Piedimonte Matese. Si all'alienazione dei beni comunali. Lo ha decretato il Consiglio riunitosi in assise ieri pomeriggio

Una boccata d'ossigeno per le casse del Municipio che così risparmieranno anche sulle uscite per la manutenzione dei beni immobili
Il Consiglio Comunale del capoluogo matesino ha detto sì ai piani di alienazione e valorizzazione degli immobili comunali, uno dei punti all’ordine del giorno del civico consesso, riunitosi ieri pomeriggio per la prima volta nel 2009, e che il presidente Renato Ricca ha chiamato a raccolta in seduta straordinaria. L’Assise ha dato il via ai piani contenuti nelle due delibere che la Giunta retta dal sindaco Vincenzo Cappello (nella foto) aveva approvato lo scorso 20 Febbraio, riguardanti la vendita degli immobili occupati e non occupati di proprietà del Comune, per i quali l’ufficio tecnico ha eseguito un censimento affinché si avesse reale conoscenza del patrimonio comunale, anche in ottemperanza della legge 133 del 2008 che impone una ricognizione dei beni posseduti per un uso migliore. “Un simile censimento non veniva svolto dal 1992”, ha spiegato nella sua relazione il capogruppo di maggioranza Fabrizio Pepe, che ha pure dato merito all’amministrazione di aver dato impulso a questo progetto, che già rientrava tra gli impegni del programma elettorale. Per quel che riguarda gli immobili occupati, costituiti da alloggi residenziali di via Caso, via Don Bosco e via Coppola, verrà data agli inquilini l’opportunità di riscattare l’appartamento o di continuare a pagare l’affitto, mentre tra quelli non occupati sono stati individuati una serie di terreni e strutture che attualmente gravano sulle casse comunali benché inutilizzati, come accade per la struttura del macello sita in via Baden Powell o i locali nei pressi della scuola media “Ventriglia”. È prevista la messa in vendita di tali beni a soggetti privati in maniera tale da ricavare vantaggio economico, nuove risorse di bilancio da destinare ad investimenti e ad attività di carattere sociale. Pepe ha inoltre specificato che il piano specifico per la destinazione di questi proventi, e il regolamento che disciplinerà l’alienazione, torneranno successivamente in Assise. Anche il capogruppo di minoranza Giovanni Ferrante si è dimostrato concorde nell’approvazione dei due provvedimenti, mentre invece il consigliere Emilio Iannotta ha votato contro quello relativo alla vendita degli immobili non occupati. I membri del Consiglio si sono poi pronunciati positivamente e all’unanimità in merito alla relazione dell’avvocato Domenico Riccio, illustrata dal consigliere Benedetto Iannitti, sui contratti swap stipulati dalle passate amministrazioni di centro-destra, e sui quali era già intervenuta la Corte dei Conti.

Vairano Patenora. Maltratta moglie e figli, condannato dal giudice a due anni di reclusione

Il Tribunale monocratico di Carinola così a sentenziato stamattina ai danni di Mario Giuseppe De Rose, che dovrà anche risarcire i danni inferti ai suoi congiunti. La soddisfazione dell'avvocato di parte civile, Massimo Amato.
E' stato letto alla pubblica udienza del 26 febbraio dalla dott.ssa Ciancio presso il Tribunale penale di Carinola, il dispositivo della sentenza con cui Mario Giuseppe De Rose, di Vairano, è stato condannato a due anni di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali e risarcimento dei danni in favore delle costituite parte civili. Sette anni di processo, una sentenza di condanna nel 2005 dal Tribunale di Carinola già inflitta dalla dott.ssa Carapella, poi annullata dalla Corte di Appello di Napoli per un vizio di procedura, ed ecco che ieri moglie e figlio possono sentire nuovamente una pronuncia di condanna.
Il processo penale, ripreso con una nuova istruttoria, sentiti nuovamente i familiari -moglie e quattro figli- nonchè alcuni testimoni a discarico, si è alla fine conclusa con una nuova pesante condanna del padre e marito violento. Il giudice ha riconosciuto la penale responsabilità dell'imputato mitigando lievemente le richieste del pubblico ministero, il quale aveva chiesto la condanna a due anni e sei mesi di reclusione.Vita difficile si prospetta ora per l'imputato, che si vede nuovamente condannato questa volta non solo ad una pena ai limiti della sospensione condizionale, ma anche al pagamento delle spese processuali e al risarcimento danni per la cui quantificazione, peraltro, il giudice penale ha demandato al giudice civile ma non prima che l'imputato corrisponda una provvisionale di 5.000,00 euro in favore di ciascuno dei due familiari che lo denunciarono.Il magistrato penale ha così deciso, dando piena ragione alla moglie ed al figlio del Di Rose, per anni ed anni di malversazioni, umiliazioni e mortificazioni, così come raccontate in dibattimento sia dalle parti civili che dagli altri tre figli escussi come testimoni e venuti appositamente dal Settentrione ove ora vivono.Presenti ieri in aula -ad ascoltare la decisione del giudice- sia la moglie che il figlio danneggiati dal reato di maltrattamenti familiari (art.572 c.p.). L'imputato, presente in un primo momento nel plesso giudiziario, ha preferito poi rimanere abbandonare il tribunale prima che fosse chiamata l'udienza che lo vedeva protagonista.La decisione della condanna dell'imputato, sebbene tanto agognata dalla moglie e dal figlio, è stata da costoro accolta senza troppi sorrisi, segno evidente che la loro vittoria -seppur una soddisfazione ed un riconoscimento di tante malversazioni subite- non costituisce se non l'accertamento definitivo di una serenità distrutta dal carattere violento del capofamiglia.Non troppo convinto dell'esito tanto severo della decisione si è notato sul volto dell'avv.Vincenzo Russo, sostituto dei difensori dell'imputato, avvocati Ernesto De Angelis e Bartolomeo Spaziano. Piena soddisfazione viceversa è stata espressa dall'avvocato Massimo Amato, difensore delle parti civili, che ha nuovamente visto confermare le accuse mosse dai suoi assistiti nei confronti dell'imputato. Le ragioni della condanna potranno essere conosciute nel giro di un mese, termine che il giudice si è riservato per scrivere le motivazioni della sentenza.
casertace

Calvi Risorta. Il "topo" di Calvi era una "topa": si tratta di Livia Berchi nomade 47enne

Manette ai polsi ad un soggetto artefice della raffica di episodi criminosi che stanno assillando la città calena.
Si tratta di una donna, Livia Berchi 47enne nomade ma esperta del territorio provinciale che proprio alla mezza di oggi (erano circa le 12,45 quando è successo il fatto) ha tentato di penetrare in una abitazione di via 4 Novembre. La donna è stata beccata in flagranza di reato nei pressi dell’abitazione di proprietà della famiglia Elia. Non si ha notizia di eventuali complici della ladra che, naturalmente, non ha voluto dare indicazioni sui destinatari ricorrenti, usuali, della refurtiva. La Berchi subirà domani mattina un processo per direttissima a Santa Maria Capua Vetere per poi essere associata al carcere femminile di Pozzuoli. L’azione è opera del maresciallo dei carabinieri di calvi Risorta, il comandante Massimo Petrosino e dei suoi uomini ormai pronti a tutto pur di invertire la pericolosa rotta intrapresa dalla città che sembrava votata ad una escalation di criminalità con pochi precedenti. Indelebili e ancora reschi rimangono, infatti, gli episodi di queste ultime settimane, dalle due rapine in tabaccheria ai danni dei titolari Pitocchi e Izzo fino alla tentata terza rapina del negozio di Cardillo ex consigliere comunale ai tempi del sindaco Antonio Caparco. Un buon segnale quello di oggi, che ha trovato un plauso in decine di cittadini che hanno avuto modo di assistere all'arresto.
retenews

Piedimonte Matese.Controlli antidroga nei pressi degli istituti scolastici e altri luoghi frequentati dagli studenti.

Indagato per spaccio di “hashish” un giovane del luogo.
Blitz antidroga ad opera dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, al Comando del Capitano Salvatore Vitiello. Pattuglie dell’Arma in uniforme e in borghese, hanno eseguito controlli nei pressi di alcuni istituti scolastici di Piedimonte e altre zone del comprensorio, maggiormente frequentate dai giovani studenti. I militari della locale Stazione e del Nucleo Operativo e Radiomobile, diretti rispettivamente dal Luogotenente Luigi Lo Russo e dal Maresciallo Giuseppe Calabrese, hanno battuto palmo a palmo le vie adiacenti di scuole, piazze, giardini, locali pubblici e altri luoghi di ritrovo, avvalendosi della preziosa collaborazione di unità Cinofile Antidroga. Si tratta in effetti di cani in forza all’Arma dei Carabinieri, veri e propri poliziotti a “quattro zampe” altamente addestrati per la ricerca di sostanze stupefacenti. Nel corso dei controlli e delle perquisizioni, i militari hanno anche proceduto a dare esecuzione ad un “avviso di garanzia” emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di un giovane del posto C.R., 20enne, al quale viene contestato proprio il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo “hashish”. Al provvedimento emesso dall’Autorità Giudiziaria, si è arrivati proprio a seguito di una attività di indagine sul fenomeno dello spaccio di droga nei pressi delle scuole cittadine. Dall’inizio di quest’anno, sono già una decina i giovani della zona trovati in possesso di dosi di varie tipologie di droga e deferiti alle competenti Autorità dai Carabinieri della locale Compagnia.

Caiazzo, cittadino extracomunitario ritrova una borsetta rubata qualche giorno prima ad una caiatina e gliela restituisce.

L'episodio che vede il nobile gesto di Badre avrà risalto nazionale, attraverso due settimanali
Ammirevole gesto di un cittadino di origini marocchina. Trova una borsa da donna, nei pressi di un cassonetto dei rifiuti ubicato nelle campagne di San Giovanni e Paolo, e la consegna alla proprietaria. A catturare la sua attenzione la borsetta da donna nuova, balzata immediatamente agli occhi di Mohammed Badre (nella foto), ultraquarantenne, coniugato con una donna del posto. Il protagonista della bella storia, apre la borsetta e scopre che contiene: la patente, la carta d'identità, il codice fiscale e altri importanti documenti. Legge il nominativo e porta la borsetta alla disperata proprietaria. Una signora di Caiazzo, che si apprestava a denunciare il furto della sua borsetta, avvenuto nel parcheggio del cimitero caiatino, dopo la rottura del vetro della sua macchina. Ovviamente dietro questo gesto deplorevole del furto con scasso, per la signora si presentava un bel grattacapo rifare tutti quei documenti, oltre che rappresentava un ulteriore dispendio di soldi per i versamenti da rifare. Soldi da spendere e tempi di attesa, per la consegna dei nuovi documenti, evitati dal commovente gesto di Badre, recatosi a casa della vittima del furto, per consegnare la borsa contenente i preziosi documenti. Un ritrovamento fortuito che avrebbe meritato più del semplice grazie pronunciato dalla signora verso il cittadino straniero. La signora, potrebbe anche rimediare (con una offerta), visto anche il suo impegno sociale, mostrato da anni versi i più deboli! Non lo sappiamo se comunque lo ha già fatto, ma in ogni caso l’episodio impone un plauso ad un cittadino che ha così smentito il classico dei luoghi comuni, da sempre discriminante proprio per i cittadini extracomunitari, ovvero che non sono persone perbene. Mohammed Badre lo è come lo sono tutti i suoi concittadini che lavorano e vivono a Caiazzo e da sempre contribuiscono al bene della Comunità caiatina.

mercoledì 25 febbraio 2009

Udeur. Chiusa inchiesta per Mastella ed altri 24 indagati

Un avviso di conclusione delle indagini preliminari e' stato emesso dalla procura della Repubblica di Napoli nell'ambito dell'inchiesta che nel gennaio dello scorso anno porto' al coinvolgimento dell'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella. Tra gli indagati, che sono complessivamente 24, figurano lo stesso Mastella e la moglie Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale della Campania. L'avviso e' firmato dal procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore e dal pm Francesco Curcio. Nei confronti di Mastella vengono ipotizzati i reati di concorso in concussione e abuso di ufficio. Gli indagati entro 20 giorni hanno facolta' di presentare memorie o rendere dichiarazioni al pm, dopodiche' la procura potrebbe avanzare le richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione.
A un anno e un mese dagli arresti e gli avvisi di garanzia che determinarono le dimissioni di Mastella da ministro della Giustizia e la caduta del governo Prodi, l'inchiesta sulla presunta lobby di potere che avrebbe favorito le nomine targate Udeur e' finalmente alle battute finali. I magistrati della procura di Napoli, che il giorno stesso dell'emissione delle misure cautelari avevano ereditato dai colleghi di Santa Maria Capua Vetere il voluminoso fascicolo dopo la dichiarazione di incompetenza territoriale da parte del gip casertano, hanno emesso oggi gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Un atto che consente agli indagati di presentarsi dai pm per rendere dichiarazioni o depositare memorie scritte, prima che la procura si pronunci sulle richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione. L'avviso e' stato notificato oggi a 24 indagati che devono rispondere di accuse che vanno dalla concussione all'abuso di ufficio, dalla turbativa d'asta alla rivelazione del segreto di ufficio.
Nel provvedimento, firmato dal procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore e dal sostituto Francesco Curcio, non compare piu' il principale reato contestato dai pm di Santa Maria Capua Vetere, ovvero l'associazione per delinquere di cui Clemente Mastella era stato ritenuto un promotore. Sono sette comunque le ipotesi di reato formulate a carico di Mastella, nella sua qualita' di leader nazionale dell'Udeur. ''Chi e' stato ministro della Giustizia ha il dovere, nonostante la grande amarezza di questo ulteriore momento, di accettare le varie fasi del processo alle quali guardo con serenita' e fiducia'', ha commentato il segretario nazionale dei Popolari Udeur. ''Come mi e' capitato in questi anni, anzi negli ultimi tre da quando ho assunto la mia funzione istituzionale di Guardasigilli, devo rilevare come nelle sedi giudiziarie di Catanzaro, Roma e Torino, alla fine sia sempre emersa la mia assoluta onesta' e sono certo che, anche questa volta, verra' riconfermata la correttezza del mio operato''. La prima accusa ipotizzata e' di concussione in concorso con il consuocero Carlo Camilleri, esponente campano del partito, e gli ex assessori regionali Luigi Nocera e Andrea Abbamonte per aver costretto, secondo i pm il presidente della Regione Antonio Bassolino ad assicurare la nomina a commissario dell'Area di sviluppo industriale di una persona designata da Mastella. Un altro episodio di presunta concussione si riferisce ai tentativi di costringere il dirigente di una Asl a concedere appalti, posti di lavoro e incarichi dirigenziali a appartenenti all'Udeur: per tale vicenda risultano indagati Mastella, la Lonardo (unico capo di imputazione contestato al presidente del consiglio regionale), il capogruppo regionale Udeur Fernando Errico, il consulente legale della Lonardo, Felice Casucci, il consigliere regionale Nicola Ferraro e l'assessore Abbamonte. Abuso di ufficio e rivelazione di segreto di ufficio: l'accusa e' contestata a Mastella, Ugo Di Maio, presidente di sezione del Tarr Campania, e a due presunti istigatori, Francesco Trusio e Vincenzo Lucariello. L'accusa si riferisce a un presunto interesse per un ricorso al Tar. Mastella e' inoltre indagato per due presunti abusi di ufficio per presunte irregolarita' a vantaggio di una Comunita' montana. Il leader dell'Udeur e' inoltre accusato di concussione per la nomina di un esponente locale del partito ad assessore ai lavori pubblici del comune di Cerreto Sannita.
Tra i capi di imputazione contestati a Mastella non compare piu' il reato di associazione per delinquere contestato nella prima fase delle indagini dai magistrati della procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) che subito dopo l'emissione delle misure cautelari e degli avvisi di garanzia nel gennaio dello scorso anno trasmisero gli atti a Napoli per competenza territoriale. Sono sette le ipotesi di reato formulate dai pm di Napoli a carico di Mastella, nella sua qualita' di leader nazionale dell'Udeur. La prima e' di concussione in concorso con il consuocero Carlo Camilleri, esponente campano del partito, e gli ex assessori regionali Luigi Nocera e Andrea Abbamonte per aver costretto, secondo l'accusa, il presidente della Regione Antonio Bassolino ad assicurare la nomina a commissario dell'Area di sviluppo industriale di una persona designata da Mastella. Un altro episodio di presunta concussione riportato nell'avviso si riferisce ai tentativi di costringere il dirigente di una Asl a concedere appalti, posti di lavoro e incarichi dirigenziali a appartenenti all'Udeur: per tale vicenda risultano indagati Mastella, la Lonardo (unico capo di imputazione contestato al presidente dek consiglio regionale), il capogruppo regionale Udeur Fernando Errico, il consulente legale della Lonardo, Felice Casucci, il consigliere regionale Nicola Ferraro e l'assessore Abbamonte. Abuso di ufficio e rivelazione di segreto di ufficio: l'accusa e' contestata a Mastella, Ugo Di Maio, presidente di sezione del Tarr Campania, e a due presunti istigatori, Francesco Trusio e Vincenzo Lucariello. L'accusa si riferisce a un presunto interesse per un ricorso al Tar. Mastella e' indagato per due presunti abusi di ufficio insieme con Lucariello, Domenico Umberto Principe e Carlo Camilleri e Abbamonte (quest'ultimo per un solo episodio) per presunte irregolarita' a vantaggio di una Comunita' montana. Mastella con Camilleri, Errico e Antonello Scocca, componente dello studio ingegneristico di Camilleri, risultano indagati per concussione per la nomina di un esponente Udeur ad assessore ai lavori pubblici del comune di Cerreto Sannita. Questo l'elenco completo dei destinatari degli avvisi di conclusione delle indagini: Andrea Abbamonte, Carlo Banco, Antonio Barbieri, Paolo Brunetta, Carlo Camilleri, Francesco Cardone, Felice Casucci, Ugo De Maio, Fernando Errico, Nicola Ferraro, Erminia Florenzano, Vincenzo Liguori, Alessandrina Lonardo, Vincenzo Lucariello, Clemente Mastella, Letizio Napoletano, Luigi Nocera, Angelo Padovano, Domenico Pianese, Domenico Umberto Principe, Antonello Scocca, Luigi Stefano Sorvino, Francesco Trusio e Giuseppe Urbano.
Clemente Mastella ha assicurato di essere fiducioso sull'esito dell'inchiesta della procura di Napoli nei suoi confronti. "Chi e' stato Ministro della Giustizia ha il dovere, nonostante la grande amarezza di questo ulteriore momento, di accettare le varie fasi del processo alle quali guardo con serenita' e fiducia", ha dichiarato in una nota. "Come mi e' capitato in questi anni - anzi negli ultimi tre da quando ho assunto la mia funzione istituzionale di Guardasigilli - devo rilevare come nelle sedi giudiziarie di Catanzaro, Roma e Torino, alla fine sia sempre emersa la mia assoluta onesta' e sono certo che, anche questa volta, verra' riconfermata la correttezza del mio operato", ha aggiunto.

Caiazzo. La Cgil, Cisl e Uil sollecitano il Comune sulla questione del 2%

Le Organizzazioni sindacali si dimostrano intransigenti: "Andremo dal Prefetto!"
Questo il Comunicato Stampa integrale delle OO.SS. di Caiazzo:
Oggetto: Ripartizione fondo di cui all’art. 18,comma 1, Legge 11-2-1994 n. 109 –Nota prot. 962 del 26-1-2009 – Richiesta sollecito rilascio atti.
In più occasione queste OO.SS. hanno richiesto gli atti relativi alla ripartizione del fondo per i compensi incentivanti e, nonostante siano trascorsi i termini stabiliti dalla legge e dai regolamenti in materia, gli uffici competenti, ad oggi, non hanno fornito alcuna risposta.
I dati richiesti sono per queste OO.SS. necessari per la formulazione di una diversa proposta di regolamento, alla luce del D.M. 17-3-2008, N. 84, da sottoporre al vaglio della Commissione per il Personale convocata per il giorno 2 p.v.
In mancanza di tali dati queste OO.SS. ritengono infruttuoso l’incontro del giorno 2 Marzo c.a. per cui si chiede alla S.V. di farsi garante per un urgente rilascio ( a vista) di quanto richiesto con la nota prot. 962 del 26-1-2009.
L’argomento riveste suprema importanza per queste OO.SS. in quanto, da un primo e sommario esame, risulterebbe non rispettato in pieno il regolamento comunale approvato con Delibera n. 28 del 23-2-2004 e la ripartizione dei fondi parrebbe non corrispondere alle direttive di legge ed ai regolamenti in materia.
Queste sono le Osservazioni della Cgil:
“Chiederemo al Prefetto di essere sentiti, se necessario, per far emergere le reali difficoltà che sta attraversando in questo momento il Comune di Caiazzo “. Così esordisce Gaetano Chichierchia sindacalista aziendale della CGIL. “ Sinceramente non riesco a comprendere l’atteggiamento dell’amministrazione comunale che si sottrae al confronto con chi rappresenta i lavoratori, con chi cerca e propone nuove soluzioni per migliorare i servizi e ridurre le spese. Noi sindacalisti abbiamo proposto la chiusura infrasettimanale di Palazzo Mazziotti, laddove vi è spreco di risorse umane ed economiche e non abbiamo avuto risposta. Abbiamo proposto l’affidamento al personale degli accertamenti TARSU, con notevole risparmio per l’Ente ed enorme vantaggio per la cittadinanza, attraverso l’apertura di uno sportello del contribuente anche la domenica mattina, e non abbiamo avuto risposta. Abbiamo richiesto gli atti delle liquidazioni dei fondi di cui all’art. 18,comma1, legge 11-2-1994 n. 109 perché non li riteniamo conformi al regolamento comunale e non abbiamo avuto risposta. Che altro debbono fare i rappresentanti dei lavoratori per ottenere un confronto con chi gestisce ed amministra il Comune di Caiazzo? Vogliamo proporre all’amministrazione comunale di ripristinare nuovamente la commissione edilizia poiché attualmente il settore urbanistico risulta ingessato, fermo, d'altronde basta parlare con i tecnici locali per toccare con mano il disagio e la crisi in cui versa questo servizio comunale, retto da un tecnico esterno, di esclusiva nomina del Sindaco ( Decreto n. 26 del 29-12-2006 – Decreto di proroga n. 7 del 16-4-2008 – Decreto di proroga n. 13 del 1°-7-2008) e con un incarico pari al mandato sindacale. Con il ripristino della Commissione Edilizia si andrebbe a velocizzare il sevizio urbanistico che, e questo è fondamentale, potrebbero essere affidato quale responsabile ad uno dei tre geometri presenti presso l’ufficio tecnico dell’Ente. Perché pagare un tecnico esterno quando all’interno dell’Ente ci sono le professionalità per far fronte a tale esigenza? Il principio di economicità a cui l’Ente pubblico deve rispondere perché in questo caso non vale? Vorremmo che qualcuno ce lo spiegasse, ma pensate che qualcuno ci risponderà? Il Geometra Giulio Milano, con nota prot. 8185 del 17-7-2008 indirizzata all’assessore De Biase nel lamentare l’inerzia dell’ufficio urbanistico dell’Ente, data la mole di lavoro del tecnico esterno incaricato, si è dichiarato disponibile, senza alcun compenso, a collaborare per lo smaltimento delle pratiche arretrare per “aiutare, scrive Milano, noi professionisti che operiamo nel settore e che di questo sopravviviamo”. Neanche Milano ha ricevuto mai una risposta. Per tutto questo chiederemo al Prefetto di Caserta di essere sentiti”.
Gaetano Chichierchia Rapp. Aziendale CGIL

Pignataro Maggiore, tentano di dar fuoco l'auto del giornalista Vincenzo Palmesano

L'Ansa riferisce che secondo lo stesso cronista erano in due a tentare di bruciare la vettura
Ignoti, la scorsa notte, hanno tentato di dar fuoco all'automobile di Vincenzo Palmesano, giornalista del Casertano autore di diversi articoli sulla camorra, in particolare sui Ligato, clan colpito due giorni fa da 15 ordinanze di custodia cautelare. In due, poco dopo la mezzanotte, hanno cosparso di benzina la sua auto parcheggiata sotto la sua abitazione: grazie all' intervento dello stesso Palmesano e della sua famiglia, come lui stesso ricostruisce, solo il cofano e' andato a fuoco. Sul posto e' stata anche ritrovata una bottiglia con della benzina; sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Capua. ''Sono entrate in funzione le batterie del clan Lubrano-Ligato - dice Palmesano - essendo io reo di non voler stare in silenzio di fronte allo strapotere politico-mafioso della cosca Lubrano-Ligato''. Nell'inchiesta sul clan Ligato e' emerso che un giornalista compiacente, vicino alla cosca, si sarebbe adoperato per bloccare l'uscita di alcuni articoli ''scomodi'' di Palmesano. E' certa la natura dolosa dell'incendio perche', a quanto si e' appreso, poco distante dalla Volkswagen Passat di Palmesano, parcheggiata in strada, i militari hanno trovato una bottiglia in plastica contenente della benzina. Nell'ultima inchiesta della Dda di Napoli, che ha coinvolto 15 persone del clan Ligato-Lubrano, e' emerso che il giornalista Palmesano sarebbe stato invitato a non scrivere piu' dei Lubrano su un quotidiano locale negli anni 2003-2004.
Questo il Comunicato del giornalista anti clan Enzo Palmesano
“Per tutta la giornata da poco conclusa, 24 febbraio 2009, si sono messe in funzione contro di me le batterie giornalistiche e politiche, essendo io reo di non voler stare in silenzio di fronte allo strapotere politico-mafioso della cosca Lubrano-Ligato, nelle ore precedenti colpita dal blitz della Direzione distrettuale antimafia e dei carabinieri. Passata la mezzanotte e cominciato il 25 febbraio, sono entrate in azione le batterie camorristico-mafiose: alcuni personaggi hanno cosparso di benzina la mia autovettura e non hanno potuto appiccare il fuoco solo perché io e la mia innocente famiglia abbiamo dato prontamente l’allarme, mettendoli in fuga".
Arriva anche il messaggio di solidarietà del sindaco di Pignataro Maggiore Giorgio Magliocca
Esprimo a titolo personale, a nome dell’intera amministrazione comunale, totale e incondizionata solidarietà al giornalista Enzo Palmesano auspicando che il fronte anticamorra possa trovare la giusta unità in questa dura e difficile battaglia. Chiedo alle forze dell’ordine di trovare subito i responsabili di questi inquietanti episodi di intimidazione che hanno lo scopo di interrompere la fase di rinnovamento che è iniziata a Pignataro Maggiore e di cui ha parlato anche il Colonnello Burgio, Comandate Provinciale dei Carabinieri, nella conferenza stampa dell’altro giorno.
don Luigi Ciotti. Arriva a casa del giornalista Palmesano e gli porta solidarietà. Anche caiazzorinasce è vicina ad Enzo
Nel pomeriggio di oggi il presidente di 'Libera', don Luigi Ciotti, si e' recato a casa di Enzo Palmesano, a Pignataro Maggiore (Caserta), per esprimergli ''vicinanza e solidarieta''', dopo le intimidazioni e il fallito attentato incendiario delle ultime ore ai danni del giornalista. Don Ciotti ha avuto un colloquio con Enzo Palmesano sull'emergenza camorra nella citta' definita da qualche osservatore come 'la Svizzera dei clan' e ha voluto testimoniare la sua ''affettuosa e decisa partecipazione per i pericoli ai quali anche la innocente famiglia del giornalista e' esposta''. Don Ciotti ha quindi assicurato che il 'caso Pignataro' sara' al centro delle prossime iniziative di 'Libera' in provincia di Caserta e a livello nazionale.
Caro Enzo, anche noi di caiazzorinasce ti siamo vicini e ti sosteniamo, nella speranza che tutto questo schifo venga prima o poi debellato, anche nel nome di persone care che non ci sono più oggi...
Forza Enzo ed anzi, 10, 100,1000 Enzo Palmesano
Nella foto il giornalista Enzo Palmesano

Piedimonte Matese. Vasta operazione dei Carabinieri, tre persone arrestate e sei denunciate all’Autorità Giudiziaria.

Sul conto di tre arrestati pendeva un provvedimento di espulsione da oltre un anno
E’ di tre arresti in flagranza di reato e sei denunce a piede libero, il bilancio dell’ennesima operazione portata a termine dai Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, diretta dal Capitano Salvatore Vitiello, finalizzata a contrastare reati contro la persona ed il patrimonio e reati in materia di immigrazione clandestina. Ad agire una ventina di militari delle locali Stazioni dell’Arma, al comando del Maresciallo Giuseppe Sileo e dei Luogotenenti Nicola Marsilio e Luigi Lo Russo, che hanno passato al setaccio numerosi comuni del comprensorio matesino, tra i quali oltre che Piedimonte, anche Alife, Alvignano, Dragoni, Gioia Sannitica e Prata Sannita. A finire in manette sono stati tre pregiudicati di origine asiatica, Taj Winder, 30enne, Jait Parami, 21enne e Ruph Gurdev, 27enne (nelle foto), i quali sono stati intercettati nei pressi di alcune abitazioni isolate nella estrema periferia del territorio pedemontano, sul loro conto i militari hanno scoperto che da oltre un anno pendeva un provvedimento di espulsione, pertanto li hanno dichiarati in stato di arresto. Ovviamente le indagini proseguono per accertare se i tre stranieri fossero in procinto di compiere qualche reato. Sempre a Piedimonte sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere: G.S., 30enne, poiché ritenuto responsabile di un furto di alcuni prodotti esposti nei banchi vendita di un esercizio commerciale; D.E., 39enne di Piedimonte, responsabile di percosse e minacce, a seguito di una violenta aggressione scaturita per futili motivi nei confronti di G.C., 22enne, che riportava contusioni al volto; F.E., 70enne di Gioia Sannitica, denunciato per una serie di minacce ed aggressioni ai danni di due suoi familiari a causa di controversie legate ad alcuni diritti di eredità; S.N., 40enne di Piedimonte, denunciato perché responsabile di truffa aggravata ai danni di una giovane donna L.N., 30enne, anche lei di Piedimonte. Infine, dovranno invece rispondere di lesioni dolose A.G., 30enne e G.N., 50enne, entrambi coinvolti in una lite scaturita per un presunto debito di una somma in denaro pari a circa 5.000,00 Euro.

Caiazzo. Iniziano ad arrivare le prime fatture del gas. Alcuni utenti sperano in un aiuto da parte dell'Ente Comune

In ogni caso anche a Caiazzo è attivo il bonus sociale per le fasce debol che così possono ottenere uno sconto già sulle bollette Enel
Sono stati recapitati i primi “conti” inerenti la fornitura di gas per la città di Caiazzo. In alcuni casi bollette che giungono fino a 700 euro. In particolar modo un professionista ha ricevuto una bolletta da 580 euro, mentre una famiglia ne ha ricevuta una da 712 euro. Ovviamente la fatturazione in questione attiene diverse mensilità, quindi c’è la possibilità di ottenere anche una rateizzazione. Sulla questione l’altro giorno è intervenuto anche il Municipio di Caiazzo che, attraverso l’assessore Antonio Di Sorbo e lo stesso sindaco Stefano Giaquinto (nella foto), aveva lasciato trasparire una sorta di intervento in prima persona, ovvero non si è capito se si trattava di un semplice sollecito all’Eni Power Gas, o meglio, magari, di un contributo alle famiglie in difficoltà nel pagamento delle cospicue bollette di energia elettrica. Fatto sta che non appena arrivano le altre, molte persone si recheranno proprio presso la sede Municipale per cercare di capire se c’è un margine per ottenere un contributo comunale sul pagamento, oppure, nella fattispecie l’appello e la “messa a disposizione” dell’Amministrazione Comunale, segnatamente il duo Di Sorbo – Giaquinto, non era altro che un appello mediatico per sollecitare la Società ad inviare la fatturazione. “Molte persone a Caiazzo, hanno interpretato l’appello dell’assessore Di Sorbo, congiuntamente a quello del sindaco Giaquinto, come una ciambella di salvataggio per le bollette in arrivo – afferma un caiatino soddisfatto di questa iniziativa – speriamo che non si sia trattato di un equivoco, o peggio di un semplice sollecito alla Società emittente!”

Piedimonte Matese. Ancora un botta e risposta tra il Pdl e Piedimonte Democratica

Molitierno (Pdl) : "Affermazioni trionfalistiche dell'Amministrazione Comunale sulla questione delle assunzioni". Leuci (Piedimonte Democratica): "Ma quale stampa leggete?"
Questo il Comunicato integrale del Pdl di Piedimonte Matese a firma dell'Avvocato Biagio Molitierno:
"Abbiamo letto sulla stampa della trionfale dichiarazione con la quale l'amministrazione comunale annunciava ben 24 nuove assunzioni tra i dipendenti comunali, che andrebbero a coprire le cafenze di organico al fine di assicurare un sempre migliore serviizo alla cittadinanza.
Prescindendo dalla ovvia considerazione che saremmo tutti ben lieti se venissero veramente effettuate tali assunzioni che darebbero una buona prospettiva di lavoro ed occupazione a tanti nostri giovani, non possiamo però fare a meno di osservare come tali dichiarazioni siano in contrasto con il comportamento e con quanto, altrettanto clamorosamente, dichiarato dalla stessa amministrazione Cappello.
Vorremmo infatti sapere come potrà un comune sull'orlo del disatro economico, (ricordate i 25 milioni di euro di debiti lasciati dalle precedenti amministrazioni?), procedere a nuove assunzioni.
Vorremmo sapere, come si concilia un tale rafforzamento dell'organico comunale, con la deliberata esternalizzazione della riscossione dei tributi comunali per un periodo di tre anni.
Perchè affidare all'esterno la riscossione dei tributi comunali, con un aggravio di costi derivante dal compenso per il concessionario, quando, specialmente, con l'assunzione di nuovo personale il servizio di riscossione potrebbe essere in modo più conveniente essere svolto dallo stesso Comune?
Tutte queste cose sono difficilmente conciliabili, e ulteriore riprova del basso profilo politico ed amministrativo della amministrazione Cappello.
E questo è il comunicato inviato dal gruppo Piedimonte Democratica:
Non sappiamo quale sia la stampa che legge il coordinatore cittadino del Pdl, ma certo nelle dichiarazioni dell’Amministrazione non c’è nulla di trionfale, bensì la legittima soddisfazione per aver avviato, dopo tanti anni, un iter stabilito dalle leggi vigenti per arrivare a dotare la macchina comunale delle risorse umane necessarie ad un sempre migliore funzionamento.
Anche in questo campo, infatti, come in tanti altri, l’attuale amministrazione di centrosinistra sta faticosamente recuperando il tempo perduto e sta rimediando alle tante carenze amministrative delle giunte di centrodestra che avevano provocato alla Città una arretratezza dalla quale si comincia ad uscire.
A cominciare dalla pesantissima situazione finanziaria con la quale oggi l’amministrazione Cappello si sta misurando, analizzando con attenzione e senso di responsabilità la presumibile massa debitoria a carico dell’Ente ed anche le conseguenze del ricorso a strumenti di “finanza creativa” attuato dal Sindaco Sarro, di cui si parlerà proprio nel Consiglio Comunale di domani.
Allo stesso modo l’attuale amministrazione ha portato a termine la ricognizione della consistenza patrimoniale dell’Ente, dopo decenni in cui questo indispensabile strumento di conoscenza e di buona amministrazione non era stato attivato.
Insomma, stia tranquillo l’avv. Molitierno, perché fortunatamente oggi, a differenza del passato, ad amministrare la Città ci sono persone serie e responsabili che prendono i provvedimenti richiesti dalla legge e consentiti dalle condizioni delle casse comunali.
Nella foto a sinistra Biagio Molitierno e a destra Costantino Leuci

Pietravairano. Radiologo sparisce nel nulla nei pressi del Volturno... frenetiche ricerche in corso

Secondo le notizie diffuse dagli stessi familiari, aveva detto di uscire a raccogliere legna sul terreno di proprietà
Ormai già da due giorni non si hanno più notizie di Antonio Orsi (nella foto), 61enne originario del comune di Pietravairano uscito di casa, secondo le notizie diffuse dagli stessi familiari, ‘per raccogliere della legna su un terreno di proprietà’. Un terreno situato, a quanto pare, ai margini del fiume Volturno tra Pietravairano e Vairano Patenora. Un luogo pieno di insidie, soprattutto se attraversato di notte, al buio. Ed è proprio in queste condizioni ambientali che si sarebbe trovato l’uomo, nella vita tecnico di radiologia presso gli ambulatori Asl Ce1 della frazione Scalo di Vairano Patenora, che di fronte alle difficoltà di avviamento della propria automobile avrebbe deciso di far ritorno a casa o comunque di raggiungere la strada a piedi. Chi si sta occupando del caso della sparizione fa risalire l’orario dei fatti intorno alle 18 di ieri sera. Vale a dire a ridosso del tramonto. Della sparizione dell’uomo, sposato e con figli, ha dato notizia la consorte lunedì notte ai carabinieri di Vairano agli ordini del comandante Lucio Campanile che trascorse le ore previste per legge hanno avviato le prime ricerche. Sulle tracce del tecnico si sono però anche messi i vigili del fuoco di Teano e la protezione civile ‘Nova’ di Vairano. Per il momento non ci sono ulteriori novità, a parte la decisione appena assunta di chiamare una unità cinofila specializzata nel ritrovamento di persone disperse. Il Sindaco di Pietravairano, Dario Rotondo, ha chiesto aiuto in provincia per il rafforzamento delle unità di ricerca, per l’uso di un elicottero, mentre non smettono le esortazioni ai cittadini di non agire autonomamente per non complicare la situazione e non generare falsi allarmi. Preoccupazioni anche a Teano dove l’uomo è molto noto nei circuiti sanitari e sindacali. Ci sarà una intensificazione delle ricerche all’alba di domani.
casertace

martedì 24 febbraio 2009

Caiazzo, barista del centro storico coinvolto in una rissa. La gente è stanca: “Troppi romeni a fare baldoria…e fino all’alba!”

La questione dei romeni si potrebbe porre anche in piccoli centri come Caiazzo... Ma nessuno parla!
Non è dato capire se si sia trattato di un complimento pesante, oppure di una regolamento di conti aperto tra persone del posto ossia di Caiazzo con alcuni romeni che frequentano un bar in pieno centro storico, ma fatto sta che l’altra notte un barista è capitato nel bel mezzo di una discussione tra fazioni rivali e pare che abbia avuto anche la sua parte, nel senso che per dividere i contendenti e, soprattutto, buttarli fuori dal suo locale, pare sia stato anche lui colpito. Il fatto, potrebbe essere riconducibile anche ad alcuni apprezzamenti fatti dai romeni nei confronti di una collaboratrice dello stesso barista, finita suo malgrado al centro dell’attenzione, sia degli extracomunitari che di alcuni giovani locali, i quali a denti stretti lamentano che da molto tempo alcune zone di Caiazzo sono ormai in mano proprio ai romeni che a loro volta si riuniscono sporadicamente da tutto il circondario e capita spesso che gli stessi alzino un po’ troppo il gomito per il “raduno” improvvisato. Si viene a creare un mix esplosivo, che poi alla fine produrrebbe episodi di violenza, risse e confronti serrati tra i vari gruppi. Ritornando al fatto specifico, va detto che proprio il bar in questione non c’entra assolutamente nulla con tutto quello che è stato raccontato. Purtroppo però malgrado tutti gli accorgimenti e soprattutto la sobrietà dello stesso locale, capita che l’incidente possa scapparci, soprattutto quando, come nella fattispecie, se ne fa una questione campanilistica. L’episodio di per se si sarebbe concluso con una scazzottata tra alcuni ragazzi provenienti dall’est Europa ed altri del posto, ossia di Caiazzo, confortati da loro amici di Villa Santa Croce che a loro volta pure debbono subire in alcuni casi la presenza costante di romeni che spadroneggerebbero nella frazione di Piana di Monte Verna. Alcuni residenti di Caiazzo però fanno notare che: “A volte siamo costretti a subire schiamazzi fino all’alba e, il più delle volte si tratta proprio dei romeni che fanno baldoria quando si ritrovano in città!” Ovviamente i controlli serrati vengono svolti a tutte le ore anche dalla locale Stazione dei Carabinieri, la quale mette in campo vere e proprie ronde atte a prevenire fenomeni recrudescenti. Qualche volta però ci scappa fisiologicamente l’incidente…

Piedimonte Matese. Giovane fermato in trasferta per un furto di 7.000 uova

Il ragazzo aveva approfittato di un attimo di distrazione del camionista per rubargli 100 casse d'uova
Lo scorso 17 febbraio il furto di 7.000 uova subito da un autotrasportatore di Calenzano (Firenze), ieri il fermo di un ventiquattrenne, accusato di ricettazione delle uova rubate, prodotte da un'azienda del bolognese. Il giovane, originario della Campania, precisamente di Piedimonte Matese, laddove la sua famiglia d'origine tutt'ora vive, benchè nativo della Provincia di Napoli, e' stato bloccato dai carabinieri della stazione fiorentina di Campo di Marte: la sua auto corrispondeva a quella notata piu' volte da alcuni residenti fuori da un casolare abbandonato, sempre nella zona di Campo di Marte, dove e' stata recuperata la quasi totalita' del carico rubato. Nella stessa macchina sono state trovate anche sei confezioni di uova, per gli investigatori facenti parte di quelle trafugate. Proprio la segnalazione dei residenti sul via vai sospetto dell'auto, una Peugeot 306, vicino al casolare ha portato gli investigatori all'immobile dove e' stato poi rinvenuto gran parte del carico di uova rubato. Nessuna traccia invece del giovane, che pero', grazie all'individuazione della macchina, e' stato poi rintracciato vicino alla stazione centrale di Firenze. Il giovane e' stato sottoposto a fermo di pg. La vettura è intestata ad un congiunto di Piedimonte Matese, al quale è stato notificato il fermo da parte dell'Autorità Giudiziaria fiorentina.

L'EDITORIALE. Arresti per Camorra a Pignataro Maggiore. Interviene l'ex direttore del Corriere di Caserta Gianluigi Guarino

"Palmesano non lasciò il Corriere perché lo volle Lubrano! Le affermazioni fatte nel corso della conferenza stampa per gli arresti dei presunti camorristi pignataresi rendono necessario un mio chiarimento, dato che l'esecutore materiale di quell'omicidio professionale sarei stato proprio io."
".... L’idiota con l’anello al naso, lo gnoccolone esecutore di ordini sarebbe stato, invece, il sottoscritto che, stando a quello che si ascolta in un colloquio intercettato tra Cascella e Lubrano, “non leggerebbe nemmeno gli articoli pubblicati nel suo giornale”. Chiarisco un paio di cosette in replica alle suggestive tesi esternate da magistrati e inquirenti ieri mattina nel corso della conferenza stampa. Uno: il fatto che il collega Enzo Palmesano si nascondesse dietro quegli pseudonimi era noto a tutti a Pignataro e Sparanise. Né lo stesso Palmesano si preoccupava granché di mantenere segreto il fatto. L’identità di Enzo Palmesano era ampiamente nota anche all’autorità giudiziaria, in quanto il sottoscritto, in almeno una dozzina di casi, ha avuto il dovere di rivelarla agli uomini della polizia giudiziaria che sono venuti in redazione a notificare querele a raffica al sottoscritto e per conoscere e formalmente registrare dalla voce del gerente l’identità dell’autore di quegli articoli. Due: Francesco Cascella lo conoscevo bene. Saliva e scendeva dalla redazione del Corriere di Caserta in quanto faceva il giornalista a Telealternativa, televisione di cui il proprietario del Corriere era, al tempo, comproprietario e con la quale si operava in stretta sinergia professionale. Se è vero che Cascella qualcosa da ridire sugli articoli di Palmesano l’aveva, è anche vero che chi mi conosce sa bene che sono borioso, pieno di me, attaccabrighe, sconsiderato, irresponsabile e temerario a sufficienza per non darla vinta nemmeno allo spirito santo, figuriamoci a un camorrista, che è (e lo ripeto ancora dopo averlo già scritto nei mesi scorsi quando il furbetto Saviano strumentalizzò biecamente il Corriere per fare altra pubblicità al suo libro) figura antropologicamente estranea al mio codice di declinazione etnica di montanaro sannita."
Nella foto l'ex direttore del Corriere di Caserta Gianluigi Guarino

Guardia di Finanza. Sequestrati 85 chilogrammi di hashish al casello di Caserta Nord

Le fiamme gialle di Formia, con un vero e proprio blitz e grazie all'ausilio del sofisticato Silhouette Scann 300, vero e proprio apparecchio mobile che effettua raggi x in dotazione al Comando Provinciale di Napoli hanno rinvenuto 800 panetti di hashish. Arrestato un cttadino inglese e un napoletano per traffico internazionale di stupefacenti
Ottocento panetti di hashish di un peso complessivo di circa 85 chilogrammi sono stati scoperti all'interno di un'auto condotta da un insospettabile cittadino inglese di 61 anni. L'operazione della Guardia di Finanza di Formia si e' conclusa questa mattina ed ha portato all'arresto del cittadino inglese, David Green, e di Giovanni Pecoraro, napoletano di 43 anni, per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Nella giornata di ieri gli uomini delle Fiamme Gialle hanno notato, lungo il litorale di Formia, un'Audi con targa tedesca con a bordo un uomo che parlava animatamente al cellulare e che ha poi improvvisamente invertito la direzione di marcia in direzione Cassino. Dopo un lungo pedinamento i finanzieri hanno intercettato l'auto nei pressi del casello autostradale di Caserta e l'hanno fermata. Ad una prima perquisizione l'auto e' risultata pulita ma grazie alla collaborazione della Guardia di Finanza di Napoli e con l'utilizzo di una sofisticata apparecchiatura, Silhouette scann 300, e' stato possibile scoprire un doppio fondo in acciaio, rivestito con la tappezzeria originale dell'Audi, tra i sedili posteriori del veicolo e il vano portabagagli. Nel doppio fondo era nascosta una scatola sigillata che conteneva 800 panetti di hashish.
Nella foto il Silhouette Scann 300 in azione e un finanziere all'interno del mezzo