L'uscita di Bocchino sul Corriere del Mezzogiorno: "Se ha detto frocetti è incandidabile!" e le parole dell'ex velina: "Pronta a candidarmi!" Offuscano il cielo di Casal di Principe, città natìa del leader regionale della Pdl Nicola CosentinoPer mesi, a chi le domandava se fosse intenzionata a candidarsi, ha risposto diplomaticamente: “No, grazie. Palazzo Santa Lucia non è il mio sogno”. Oggi, evidentemente, qualcosa è cambiato, complice anche il pressing che una parte del Popolo della Libertà (l’area di Italo Bocchino, per intendersi) sta attuando nei suoi confronti, a tal punto che Mara Carfagna, pubblicamente, ha comunicato di essere pronta ad affrontare una sfida esaltante, ovvero “espugnare” Palazzo Santa Lucia, feudo di Antonio Bassolino e dunque della Sinistra da più di un decennio. Una dichiarazione, quella del ministro per le Pari opportunità, che non lascia adito a dubbi: "Ho già detto – chiarisce la Carfagna, oggi a Napoli, a margine di un appuntamento del Popolo della Libertà sulla questione meridionale - che sono disponibile, nel senso che se mi si dovesse chiedere di candidarmi non potrei tirarmi indietro”. Rispetto al “no grazie”, ribadito a più riprese anche in presenza del premier Silvio Berlusconi al quale si deve l’imprimatur della candidatura, quello della Carfagna è più di un semplice passo in avanti; anzi, è un qualche cosa in più, rispetto ad una semplice manifestazione di disponibilità. Ma la diretta interessata, incalzata dalle domande dei giornalisti, glissa e preferisce non andare oltre, altrimenti la sua potrebbe sembrare una vera e propria auto-candidatura, piuttosto che una “disponibilità” a scendere in campo: “D’altronde, - aggiusta il tiro la Carfagna - i nomi che sono stati già fatti sono tutti autorevoli (Nicola Cosentino, Stefano Caldoro, Gianni Lettieri, ndr). Ragion per cui, - taglia corto il ministro - credo sia giusto che il confronto avvenga nel partito sia a livello regionale che nazionale". Quest’ultima precisazione della Carfagna, in realtà, dagli addetti ai lavori è stata letta come un invito, per non aggiungere altro, a non spingere troppo sul pedale dell’acceleratore; invito rivolto soprattutto al coordinatore regionale in carica del Popolo della Libertà Nicola Cosentino che non ha fatto mai mistero - tranne che in pubbliche occasioni - di essere intenzionato a correre per la presidenza della Regione e di aver acquisito una sorta di “diritto di prelazione”, rispetto ad altri candidati, considerando che è a lui che si deve la crescita esponenziale di Forza Italia prima e del Pdl poi, in occasione delle recenti tornate elettorali. Diritto di prelazione che, a livello romano, è stato smontato pari pari da Italo Bocchino che, per spirito di servizio, nel 2005 si candidò contro le truppe corazzate di Bassolino, e che, oggi, rivendica un peso maggiore nelle scelte decisionali del partito, forte anche dell’asse costruito con la stessa Carfagna oltre che del pieno sostegno del presidente della Camera dei Deputati, nonché “numero due” del Pdl nazionale, Gianfranco Fini. Un asse, quello tra la Carfagna e Bocchino, che si scontra con la posizione privilegiata di Cosentino in Campania, che ha chiamato a raccolta i suoi, invitandoli a mettere le proprie firme in calce ad una sottoscrizione “per Cosentino candidato presidente alla Regione”. Chi la spunterà in questa disputa? Considerando il nervosismo di questi giorni, esploso al Crowne Plaza di Caserta, durante gli stati generali del Pdl di Terra di Lavoro, Cosentino si è reso conto che la strada per la candidatura è tutt’altro che in discesa e che, forse, alla fine potrebbero spuntarla i suoi antagonisti. In politica, si sa, mai dire mai e allora ecco che ognuno si gioca le sue carte. A questo punto che vinca… il migliore
*Emilio Di Cioccio, direttore di Lunaset





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