lunedì 28 settembre 2009

Caso autovelox, la pronuncia del Riesame: restano sotto sequestro le apparecchiature

Il verdetto del tribunale di Santa Maria Capua Vetere sulle impugnazioni dei Comuni e delle ditte coinvolte
Rimangono sotto sequestro gli autovelox considerati 'taroccati' dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Procu­ra che ne aveva disposto il sequestro preven­tivo, eseguito lo scorso 5 agosto in un’opera­zione condotta dalla Polstrada di Caserta e dalla compagnia dei carabinieri di Capua, co­me primo esito di un’indagine che ha messo sotto il mirino più di 200 persone, tra cui molti sindaci, assessori e comandanti delle polizie municipali. Tutti indagati. Il Riesa­me di Santa Maria Capua Vetere si è pronun­ciato sui ricorsi avanzati dai rappresentanti dei Comuni e delle ditte coinvolte (che si oc­cupavano dell’installazione e del funziona­mento delle apparecchiature), conferman­do integralmente l’impianto accusatorio for­mulato dalla Procura, sia per quanto riguar­da l’affidamento dei contratti alle ditte ester­ne (considerato illecito), sia le modalità di accertamento delle infrazioni.
Il Riesame ha ritenuto necessario, inoltre, un ulteriore ap­profondimento dell’aspetto relativo alla truf­fa in danno degli automobilisti, a cui la Pro­cura starebbe già provvedendo. E se restano sotto sequestro le somme (bloccate ad ago­sto) spettanti alle ditte private, sono state re­stituite ai comuni quelle derivanti dal paga­mento delle sanzioni e di loro diretta perti­nenza, perchè, applicando il codice penale, si è ritenuto che «Gli Enti comunali devono essere considerati soggetti diversi da coloro (amministratori e funzionari) nei cui con­fronti si svolgono le indagini», come spiega la Procura in una nota.
«Le somme — com­menta Michele Pascarella, comandante del­la Polizia stradale di Caserta — vengono re­stituite ai comuni con l’impegno di utilizzar­le per metà per la sicurezza degli utenti del­la strada e per l’altra metà come entrate. Da questa sentenza esce rafforzato l’impianto accusatorio e fondate le ipotesi investigati­ve. Ipotesi che si basavano sulla irregolarità delle procedure sulla verbalizzazione da par­te dei comuni che operavano con le ditte. Eventuali attività degli autovelox portebbe­ro alla ripetizione dei reati contestati, ecco perché rimangono sotto sequestro». Con buona pace di molti automobilisti.
Marilena Mincione

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