mercoledì 31 dicembre 2008

Speciale Comunità Montana "Monte Maggiore" Una chicca che nessuno mai avrebbe potuto svelarvi!

Esclusiva di caiazzorinasce.com! Alle 11.00 del mattino Nunzio Valentino sindaco di Castel di Sasso dirama un comunicato che lascia evincere di non prestarsi a nessun accordo politico per l'elezione del presidente della Comunità Montana "Monte Maggiore". Ma alle 15.00 giunge un secondo comunicato dello stesso primo cittadino che smenitsce totalmente il primo. Viva l'Italia!
Diciamo la verità, l'equidistanza premia e sempre! Abbiamo cercato in ogni modo di tenerci lontani dal bailamme dell'elezione del nuovo Presidente della Comunità Montana "Monte Maggiore" , finchè alle 11.00 del mattino del 30 Dicembre 2008 il sindaco Nunzio Valentino, primo cittadino di Castel di Sasso, ci invia una email con la quale ci spiegava che proprio lui e il suo Comune non aveva mai partecipato a logiche di spartizione e di Governo dell'Ente Montano, da quando questi era nato. Di fatto proprio Riccardo Ventre aveva sempre tenuto fuori il Municipio di Castel di Sasso da ogni iniziativa e soprattutto da qualsivoglia esperienza di delega a rappresentanti che lontanamente "odorassero" di appartenenza a Mimì Ragozzino, "Deus ex Machine" del Comune "Sassese", limitrofo a Formicola, feudo dei Ventre. E il 30 con tanto di indignazione (mattutina) Valentino scrissa questa prima email. Eccola integrale:
In merito alla elezione del nuovo Presidente della Comunità Montana Monte Maggiore di Formicola che dovrà indicare il successore di Raffaele De Marco, interviene il sindaco di Castel di Sasso Nunzio Valentino per fare chiarezza almeno sulle posizioni da lui assunte come rappresentante del Comune da lui guidato nell’Ente. “E’ doveroso un breve accenno per la questione che in questi giorni stiamo tutti vivendo per l’insediamento della nuova Giunta della Comunità Montana del ‘Monte Maggiore’” – afferma Valentino che aggiunge: “ Si sono lette molte cose sulla carta stampata, addirittura sono circolati i nomi dei candidati alla massima carica. Il Comune di Castel di Sasso è stato tenuto fuori dai giochi di potere intentati dai presunti protagonisti del nuovo esecutivo. Tuttavia è di queste ultime ore un’altra presunta verità e/o notizia che vede il Comune di Castel di Sasso coinvolto in una manovra politica segreta. Ebbene smentisco categoricamente ed in maniera totalmente inequivocabile che il Sindaco di Castel di Sasso, unico rappresentante in seno alla Comunità Montana si sia prestato a qualsiasi forma di accordo politico” chiosa il primo cittadino di Castel di Sasso sottolineando che: “ Il sottoscritto è estraneo a qualsivoglia strategia politica o amministrativa di prossima attuazione. Il Comune di Castel di Sasso, come è noto a tutti, da molti anni ha sempre assunto un ruolo non attivo nell’amministrazione dell’Ente Montano, rimanendo all’opposizione si costruttiva e molte volte propositiva nei confronti della stessa Giunta.” Poi il sindaco chiude l’intervento lanciando un monito ai suoi colleghi in seno al Consiglio della Comunità Montana in vista delle prossime elezioni del 2 Gennaio 2009: “La nuova maggioranza che si delineerebbe in questi giorni è consapevole che Castel di Sasso non si presta a nessuna manovra sottobanco, ma auspica esclusivamente che la nuova Giunta possa lavorare per costituire un gruppo amministrativo in cui l’interesse del territorio venga anteposto a qualsiasi altra logica di potere”
Ma alle 15.00 precise dello stesso giorno, il colpo di scena, ovvero proprio Nunzio Valentino insieme ad Antonio Carusone, Luigi Leonardo, Bruno Pagliaro e Giuseppe Vastano rispettivamente rappresentanti dei Comuni di Castel di Sasso, Pontelatone, Pietramelara, Dragoni e Liberi avevano meravigliosamente e, soprattutto, in nome dell'anti Ventrismo, trovato l'accordo mettendo proprio alle corde lui, Riccardo I° da Formicola! E che dire del tempestivo intervento del portavoce dei vari Comuni dell'alto casertano, ossia Enzo Perretta inviato speciale di un Angelo Di Costanzo che certamente, proprio lui, non piangeva per questa e altre manovre "correttissime" e si prodigava a redigere il comunicato stampa che ribaltava il precedente comunicato stampa e cioè questo, il bollettino delle 15.00: "I Sindaci e i rappresentanti dei Comuni di Pietramelara , Dragoni , Liberi , Pontelatone, e Castel di Sasso condividono un comune progetto in ordine al governo della Comunità Montana Monte Maggiore, e si impegnano ispirati unicamente da principi di buona politica a presentare lo stesso e sostenerlo nella prossima seduta del Consiglio della Comunità Montana Monte Maggiore che si terrà il giorno 02 gennaio 2009 in Formicola." Anche quest'ultimo comunicato, ovviamente, redatto dal sindaco di Castel di Sasso Nunzio Valentino che lo ha inviato anche a noi. Insomma questa è la prova provata che la coerenza politica da noi nell'alto casertano funziona e sempre, se non altro diamo atto, per almeno tre -quattro ore! E che dire del ri -transito di Di Costanzo proprio nel centro destra, finito nuovamente in braccio a Nicola Cosentino? (LEGGI QUA) Insomma abbiamo di che rallegrarci!!!
Nella foto a sinistra il vicesindaco di Castel di Sasso Mimì Ragozzino e il sindaco Nunzio Valentino

Caiazzo. Il sindaco Stefano Giaquinto interviene sulla questione dello sdoppiamento dell’Ufficio Tecnico

Il Primo Cittadino: “Non è previsto e c’è massima fiducia nello staff e nel Responsabile Raffaele Marra”
La parola d’ordine del sindaco di Caiazzo è una: “Massima fiducia nello staff che compone l’attuale Ufficio Tecnico”. Così, Stefano Giaquinto (nella foto), primo cittadino caiatino interviene direttamente per la questione paventata da più parti che vedeva l’Ufficio Tecnico retto dall’Ingegnere Raffaele Marra oggetto di un possibile sdoppiamento, cioè un professionista per l’arredo urbano e più segnatamente l’urbanistica e lo stesso Marra impiegato per le Opere Pubbliche. “Se c’è da rafforzare qualche settore – afferma Giaquinto – non è quello tecnico bensì altre articolazioni che però ne la legge ne la portata del nostro Comune che è un piccolo Ente, non permettono nuove assunzioni. Capisco anche però che c’è qualcuno esterno a questa Amministrazione che ha messo in giro questa voce, ma posso garantire che le decisioni le prendiamo nell’ambito della maggioranza consiliare e non certamente facendoci dire da persone esterne al nostro gruppo quello che dobbiamo o possiamo fare” Il sindaco poi lascia intendere che volendo, andrebbe a rinforzare il settore della raccolta differenziata e non, piuttosto, pagare un altro dirigente, visto che alle casse comunali non è consentito “ Abbiamo delle priorità in articolazioni anche più delicate, per esempio l’esigenza di rinforzare il servizio di raccolta differenziata, ma le restrizioni a cui tutti i piccoli comuni come il nostro sono soggetti, non permettono, purtroppo, di incorporare nuova forza lavoro. Certo, posso anche assicurare – continua Giaquinto – che l’operato fin qui svolto proprio dall’Ufficio Tecnico in primis il suo responsabile l’ingegnere Marra è più che soddisfacente, per cui all’orizzonte nemmeno potendo, questa Amministrazione ha pensato di ingaggiare altri tecnici. So però che questa voce proviene da ambienti esterni alla nostra maggioranza che, invece, viaggia in piena sintonia.”

martedì 30 dicembre 2008

Finanziaria Regione Campania. E' arrivato l'ok per i fondi ai piccoli Comuni

Dietro questa manovra c'è lo zampino di Fabio Sgueglia che così ha fatto piovere soldi anche a Piana di Monte Verna, Comune al di sotto dei 5000 abitanti.
L'Assemblea regionale della Campania prosegue nell'esame ed approvazione dell'articolato della finanziaria regionale. L'Aula ha da poco approvato l'art. 9 (su trentuno complessivi) e continuera' a lavorare per tutta la notte in modo da varare la manovra nei tempi previsti dalla legge. Fra i punti piu' significativi approvati quello previsto proprio dall'art. 9 con il quale si istituisce un 'Fondo di premialita'' di 9 milioni di euro in tre anni, denominato 'Fondo di promozione economica e sociale' (FoPES). Il fondo, per non meno del 50 per cento, e' riservato ai Comuni sotto i 5mila abitanti. La norma inserita in Finanziaria, nel dettaglio, stabilisce che ''accedono al Fondo, su domanda, gli Enti gia' utilmente collocati nelle graduatorie di ammissione a finanziamento nell'ambito del Programma 'PSR Campania 2007-2013''. La Finanziaria 2009 contiene altre positive novita' per i piccoli Comuni. In particolare - recependo un emendamento presentato dall'Udeur che fa proprie le richieste avanzate da centinaia di piccole amministrazioni comunali - i Comuni potranno vedersi accreditati dalla Regione, prima di ogni scadenza semestrale (entro maggio ed entro novembre di ogni anno), i ratei dei mutui contratti per la realizzazione di opere pubbliche. Passa quindi la linea di Fabio Sgueglia che dell'Udeur è dirigente regionale ed ha avuto il placet del segretario regionale Antonio Fantini

Piedimonte Matese. Un 2008 per i Carabinieri di tutto rispetto. Duecento gli arrestati

Per gli uomini coordinati dal Capitano Salvatore Vitiello bilancio più che positivo nella lotta alla criminalità e ad ogni forma di illegalità. 200 gli arresti e quasi 1000 le persone deferite all’Autorità Giudiziaria nel 2008.
Risultati operativi più che positivi nel 2008 per i carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, diretta dal Capitano Salvatore Vitiello (nella foto). Il bilancio è di tutto rispetto, 200 le persone arrestate e circa 1.000 quelle deferite all’Autorità Giudiziaria nella lotta alla criminalità e ad ogni forma di illegalità che non ha visto soste nemmeno in quest’anno che si avvia alla conclusione. Tutto questo grazie all’impegno degli uomini del Nucleo Operativo e Radiomobile, al comando del Maresciallo Calabrese e delle Stazioni di Piedimonte, Alvignano, Alife, Ailano, Prata, Capriati e San Gregorio, dirette rispettivamente dai Luogotenenti Lo Russo e Marsilio, e dai Marescialli Aceto, Ratta, Sileo, Bernabei e Orsi. Grazie alla capillare diffusione sul territorio che comprende ben 19 comuni dell’Alto Casertano e si estende su una superficie di 598 Kmq., una delle giurisdizioni più vaste del territorio nazionale, la sinergia tra i vari reparti, le capacità professionali dei militari e il loro adattamento alle più ardue e disparate situazioni, si sono raggiunti brillanti risultati che hanno suscitato il plauso dell’intera cittadinanza e delle autorità. Tra le tante operazioni di questo 2008, si annoverano quelle condotte contro la criminalità, attraverso le quali si è giunti anche alla disarticolazione di agguerriti gruppi criminali operanti, oltre che a livello locale, anche a livello nazionale e internazionale, nel settore del traffico e dello spaccio di stupefacenti, o quelle per reati contro la persona ed il patrimonio, in special modo relativi alla violenza sulle donne e sui minori, le devianze morali e la dispersione scolastica, questi ultimi forse minori rispetto agli altri prima menzionati ma di indubbia valenza sociale. Ma innumerevoli sono state inoltre le operazioni nel settore dell’ambiente e della salute pubblica, così come contro il fenomeno dell’assenteismo nella pubblica amministrazione o come nel campo della sicurezza stradale e dell’immigrazione clandestina. Ricordiamo qui di seguito solo alcune delle operazioni più eclatanti: nel mese di gennaio, viene stroncata una attività di traffico e spaccio di stupefacenti con l’arresto di esponenti di spicco di clan camorristici come quello degli “scissionisti” di Secondigliano e quello dei “Belforte” di Marcianise che rifornivano di droga decine di pusher che operavano nei comuni dell’Alto Casertano. Sequestrate nel corso delle indagini centinai di dosi di stupefacenti. A luglio finiscono in manette 13 persone che, con ruoli diversi, avevano costituito una vera e propria associazione per delinquere finalizzata a reati connessi alla prostituzione e all’agevolazione dell’uso di droga, che avvenivano in un locale notturno di Alife. Sequestrati nella circostanza beni mobili e immobili per un valore di oltre un milione di euro. Sempre a luglio un’altra maxiretata antidroga porta in manette otto spacciatori locali che si rifornivano da una banda di quattro pregiudicati di origine “ghanese” che importava droga dai paesi del Nord Africa. L’accusa per loro è di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. Ma forse l’indagine più importante è quella che ha portato durante tutto l’arco dell’anno all’arresto di 35 persone facenti parte di una vera e propria rete di ricettatori e bande di rom dedite ai furti in ville e abitazioni isolate. Il valore della refurtiva recuperata e restituita ai proprietari ammonta a circa ottocentomila euro. Si tratta in prevalenza di gioielli, pietre preziose, monili in oro, oggetti di valore economico ma soprattutto di grande valore affettivo. Tanti gli arresti e le denunce per contrastare i fenomeni di inquinamento ambientale molto sentiti dall’opinione pubblica, con il sequestro di fabbricati e discariche abusive per un valore complessivo di oltre due milioni e mezzo di euro. Tali successi operativi, sono stati conseguiti anche grazie ad una innovata strategia anticrimine che ha portato la Compagnia dei Carabinieri di Piedimonte Matese nell’ultimo biennio 2007 - 2008 all’arresto di oltre 420 persone colte per la maggior parte dei casi in flagranza di reato e a circa 1.700 persone denunciate all’Autorità Giudiziaria per varie attività illecite. A conclusione si renderebbe necessario porre in risalto anche tanti singoli episodi di esemplare altruismo, e sarebbe impossibile elencarli tutti, che hanno visto come protagonisti i Carabinieri che con la loro dedizione ed il loro impegno contribuiscono a dare ancora un senso di tranquillità e di speranza in un futuro migliore.

Santa Maria Capua Vetere, rapinano un banca ma erano monitorati! Cinque arresti della Squadra Mobile

Nella banda anche un paraplegico e una ex Guardia Giurata che ha giocato a calcio nell'alto casertano in diverse squadre una decina di anni fa...
Rapinano una banca in cinque ma vengono arrestati. Nella banda cerano anche un paraplegico ed una ex guardia giurata. Prima della chiusura dell'agenzia di Santa Maria Capua Vetere della Banca popolare di Bari, armati di coltelli sfuggiti ai metal detector, i rapinatori erano riusciti ad impossessarsi di 270 mila euro. Mentre tentavano di fuggire con il bottino sono stati tutti bloccati da agenti delle Squadre Mobili di Caserta, guidata dal vicequestore Rodolfo Ruperti, e di Avellino, diretta dal vice questore Pasquale Picone. Sono stati arrestati Crescenzo Mauriello, di 50 anni, di Calvizzano, Emilio Doda, pregiudicato di 52 anni, di Napoli, Gerardo Barbato, pregiudicato di 44 anni, ed ex guardia giurata di S.Maria Capua Vetere, Vincenzo Paudice, di 41 anni, di Napoli ex giocatore dilettante di calcio e che ha frequentato i campi dell'alto casertano una decina di anni orsono, Giovanni Durante, di 45 anni, di Mugnano di Napoli. Quest'ultimo rimase ferito tre anni fa, a Caserta, durante un altro tentativo di rapina nel corso della quale in uno scontro a fuoco con la polizia fu ucciso uno dei banditi, Umberto Tattarelli, di Barra (Napoli). I movimenti della banda erano monitorati da tempo dagli agenti della Squadra Mobile di Avellino: erano infatti ritenuti responsabili di altri colpi messi a segno in Irpinia. Nel corso dell'operazione di cattura, coordinata fra l'altro dai vice questori Alessandro Tocco, Antonio Sepe e Mario Vola, ed alla quale hanno partecipato agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria della locale Procura, sono stati esplosi a scopo intimidatorio anche alcuni colpi di pistola.

lunedì 29 dicembre 2008

Piedimonte Matese. L’Ente Parco ha illustrato i suoi 23 progetti. Ed a breve sarà assunta anche nuova forza lavoro.

Il professor Giuseppe Scialla premiato dal Consorzio Euro Park come rappresentante migliore dei Parchi della Nazione
Brindisi di fine anno ieri mattina al Parco Regionale del Matese, e nell’occasione è stata anche snocciolata l’attività svolta dall’Ente ed i conseguenti riscontri ottenuti dal Presidente, prof. Giuseppe Scialla. Infatti presso gli uffici di Piazza Vittoria a San Potito Sannitico Scialla ha indetto una conferenza stampa di fine anno per illustrare il bilancio ed evidenziare ai convenuti i progetti in cantiere. “Per rendere l’idea del Parco voglio dettagliare l’immediato futuro sotto 3 aspetti: campo istituzionale, pro- istutuzionale e i Pit. Per quanto riguarda quello Istituzionale lo Statuto del Parco non è stato ancora licenziato dalla Regione Campania. Per questo motivo la giunta non è stata ancora formalizzata. Ci sono state le dimissioni all’interno del nostro Cda per problemi di lavoro di Angelo Milo della Coldiretti. Ci dovrà essere anche la Sostituzione del delegato del Presidente della Comunità Montana cosiccome il Consiglio direttivo e dei revisori dei conti. Il bilancio dell’esercizio 2006-2008 dovrà essere ratificato. “La Regione ha tagliato molto infatti” - dichiara Scialla “e stiamo andando avanti proprio grazie ai Pit. Non abbiamo neanche le entrate dei tesserini. In più dovrebbe essere formalizzato il regolamento del Parco e il sistema Eco Label.” Verrà istituita l’informazione ambientale che viene imposta dall’Arpac per controllare la qualità dell’ambiente. “Abbiamo approvato anche il Parco Progetti dove prevedrà la creazione di un sito internet aggiornato minuto per minuto in grado di capire cosa succede nel territorio. Ho chiesto anche l’aumento di organico chiedendo alle due amministrazioni provinciali di Benevento e di Caserta per i due versanti nuovi dipendenti. Abbiamo istituito il progetto Carragent che lo curerà l’Ing. Gaetano Pizzuti al posto dell’Arch. Paolo Sacco. Molte anche le repressione contro gli abusi edilizi in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, la Guardia di Finanza e i Carabinieri che ogni giorno insieme monitoriamo il territorio.” Tra poco sarà istituto anche il progetto Miltrasl che provvederà attraverso un satellite di individuare gli abusi nel Parco. “Abbiamo anche introdotto animali all’interno del Parco come i caprioli e uccelli. Oltre naturalmente alla creazione di info-point su tutto il territorio. All’interno della struttura di San Potito continua Scialla sono state create due sale una multimediale per gli studenti e l’altra per il sistema per la comunicazione e useremo lotti finanziari. In tutto in quest’anno sono stati creati 23 progetti.” Infine, ma non meno importante sarà creato anche un software su internet in modo che con delle telecamere piazzate nel Parco si potrà scrutare in tempo reale da casa, attraverso una connessione internet, cosa succede. Questo progetto guarda anche ai disabili e dar loro modo di entrare virtualmente nel Parco del Matese. Il Parco è stato premiato dal Consorzio Euro Park a coronamento di tanta attività per il territorio.

Caiazzo, Ufficio Tecnico sarà diviso in due? L’Ingegnere Marra troppo oberato? E’ più di una ipotesi e se ne parla da tempo in città

L’anno 2008 che volge al termine ha riservato per la città di Caiazzo alcune importanti conferme.
Prima tra tutte quella del Primo cittadino Stefano Giaquinto che ha fatto man bassa di voti ad Aprile ed è stato quindi rieletto sindaco. Insieme a lui ovviamente anche altre importanti e delicate conferme, prima tra tutte quella del Tecnico Comunale, segnatamente dell’Ingegnere Raffaele Marra che con decreto sindacale accompagnerà Giaquinto durante tutta la legislatura. Però, stante quanto emerso dagli ambienti politici locali ed anche secondo un orientamento dell’assessore all’Urbanistica Geppino De Biase, nelle prossime settimane potrebbe verificarsi lo sdoppiamento dell’ufficio Tecnico, cioè Marra resterebbe responsabile degli interventi di manutenzione alle Opere Pubbliche e un altro tecnico verrebbe incaricato di curare l’Urbanistica e altri delicati settori che abbisognano di uno slancio soprattutto sotto l’aspetto di una risposta più immediata per la cittadinanza. Infatti emerge che Marra, professionista dalle indubbie doti è più che mai oberato dagli impegni, molteplici, ai quali deve far fronte. Ed ecco che anche la minoranza consiliare, aveva tempo fa fatto una proposta in tal senso per dare un concreto aiuto al delicato settore tecnico comunale, cioè far ruotare addirittura il professionista che si occupa della materia fulcro poi di tutta l’attività amministrativa di un Municipio. In tal senso si starebbe muovendo anche un altro politico locale, il responsabile dell’Udeur Fabio Sgueglia che vorrebbe proprio l’Ufficio Tecnico “rinvigorito” e rafforzato da altri tecnici. Insomma da tutte le direzioni emerge che proprio l’attività dell’articolazione ha più che mai bisogno di grosso slancio e soprattutto nuova linfa che dia un aiuto concreto all’attuale responsabile Marra. Risvolto della medaglia però è il compenso da corrispondere ad un altro tecnico. E qui bisognerà vedere se sarà decurtato quello dell’attuale tecnico(e soprattutto se si potrà fare) a compensazione di altri soldi da sborsare a colui che lo affiancherà e/o sarà pagato ex novo un altro stipendio. Insomma se di sdoppiamento si parla, ci sono tanti aspetti da verificare ancora.

Piedimonte Matese, Angelo Di Costanzo in prima fila all’arrivo di Nicola Cosentino. Paolo Romano assente

All'arrivo di Nicola c'era anche il suo "fidato" Angelo Di Costanzo, sindaco di Alvignano
Non avevamo dubbi e lo preannunciammo nel servizio di qualche giorno fa, quando il senatore Carlo Sarro inviò tramite il suo portavoce Enzo Perretta il comunicato che oggi a Piedimonte Matese giungeva Nicola Cosentino, coordinatore regionale di Forza Italia e sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Non avemmo dubbi nemmeno nel preannunciare che all’appuntamento sarebbe stato presente Angelo Di Costanzo consigliere provinciale eletto in Forza Italia e transitato poi nello Sdi, partito che all’indomani delle elezioni provinciali del 2005 è risultato vincente. Il sindaco – consigliere di Alvignano, infatti, era a Piedimonte Matese questa sera in prima fila ad accogliere il suo pigmalione “Nicola” per il messaggio augurale del 2009, che questi aveva portato direttamente da Casale per tutti i pedemontani. E così balzano agli occhi dei “festeggianti” l’assenza di Paolo Romano, capogruppo in Consiglio Regionale del PdL e, soprattutto, la presenza proprio di Di Costanzo che nello Sdi ha trovato semplicemente “asilo” nella speranza che nel 2005 ed anche nel 2006 (perché no), venissero esautorati sia Riccardo Ventre che Raffaele De Marco, anche quest’ultimo presente in ossequio alla sua coerenza di appartenenza al partito e, soprattutto di non aver peccato di salire sul carro del vincitore quando “Sandro” (il presidente della Provincia, ndr) vinse le elezioni proprio a discapito di Nicola. Il problema e uno e se lo pongono tutti gli elettori di centro – destra, Di Costanzo è tornato alla “base” oppure attende ancora fiducioso che Gennaro Oliviero lo richiami all’ordine? Intanto tra i presenti c'era anche Angelo Landino fedele fino alla morte di Paolo Romano, grande assente della serata

Caserta fine della "Pantomima". Il sindaco Nicodemo Petteruti ritira le dimissioni

Il Primo cittadino di Caserta aveva rassegnato le sue dimissioni il 10 Dicembre scorso. Stamani le ha ritirate
A meno di 24 ore dalla scadenza del ventesimo giorno utile per il ritiro delle dimissioni, il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti fa marcia indietro e 'per il bene della città' torna a sedere sulla poltrona di primo cittadino. Due documenti, uno del Pd e uno della giunta e dei consiglieri ed il sostegno di tanti cittadini hanno convinto la fascia tricolore a proseguire il suo mandato. Il sindaco ha reso noto la sua decisione questa mattina durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi assessori e consiglieri e il segretario del Pd Enzo Iodice. 'Parte una nuova fase dell'amministrazione, con una maggioranza più compatta e alla reciproca collaborazione comprensione: il bene comune è ancora la stella polare ha concluso Petteruti evidenziando anche le gravi difficoltà della città. 'La mia volontà è anche quella di condividere alcuni problemi dell'amministrazione comunale con i componenti della minoranza, come quelli della finanza locale in quanto più di una volta ho ascoltato consigli meritovoli di essere ascoltati'. Il sindaco Petteruti si era dimesso lo scorso 10 dicembre e aveva spiegato i motivi in una conferenza stampa tre giorni dopo.
casertasette
GUARDA LA CONFERENZA STAMPA. SERVIZIO DI CASERTACE

SECONDA PARTE


Napoli tutti gli uomini dell'Italia dei Valori. Accuse pesantissime anche per Porfidia

Sul partito guidato da Antonio Di Pietro "paladino" della Giustizia italiana si è scatenato un vero e proprio putiferio. Stoccate anche da Gasparri (PdL) querelato dall'ex Pm di Mani Pulite.
di Laura Viggiano per "Il Sole 24 Ore"
Lunedì tocca al tribunale del riesame, che valutarà le richieste di revoca o di modifica delle misure cautelari, decise dal Gip Paola Russo, per undici dei tredici indagati nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Napoli, che punta i riflettori su una serie di appalti pilotati nel capoluogo partenopeo e in altre parti d'Italia. Una rete di affari e piaceri dispensati, secondo i Pm della Dda Vincenzo D'Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli, a politici e non solo attraverso un presunto sistema ideato e gestito dall'imprenditore Alfredo Romeo (unico degli indagati in carcere).
La sezione del Riesame, cui è approdato Luigi De Magistris, comincerà dai ricorsi per la revoca degli arresti ai domiciliari per due ex assessori del Comune di Napoli, Felice Laudadio e Ferdinando Di Mezza. Invece dovrebbe essere fissata nella prima metà di gennaio l'udienza per la richiesta dei Pm di inasprire le misure a carico di otto indagati: i 4 ex assessori e 4 personaggi chiave dell'affaire, tra cui l'ex provveditore alle opere pubbliche di Campania e Molise Mario Mautone. Proprio dalle intercettazioni che riguardano quest'ultimo, pare probabile che scaturiranno con l'anno nuovo ulteriori filoni di indagine. Molto dipenderà dall'esito del Riesame. Certo è che dalle informative contenute negli atti depositati emerge una figura, quella di Mautone, «al centro di un sistema di potere molto forte... volano di una serie di raccomandazioni in tutti i settori pubblici». Un sistema che vede l'ex provveditore come punto di riferimento anche per 5 esponenti dell'Italia dei valori, compreso il figlio del leader del partito, Cristiano Di Pietro. Nessuno di loro risulta al momento tra gli indagati, come a proposito di Di Pietro jr sottolineava ieri un comunicato dell'Idv. Nelle carte dell'inchiesta-Romeo emergono però richieste precise avanzate da parlamentari in carica, come il deputato Nello Formisano e il senatore Aniello Di Nardo. Quest'ultimo in una telefonata ricorda a Mautone di un suo amico «che doveva essere chiamato» e non è stato più convocato per dei lavori di impiantistica di una galleria a Vico Equense. In un'altra conversazione segnala due architetti amici di Cristiano Di Pietro «ai quali non bisogna far prendere collera».
Americo Porfidia, deputato dell'Idv e sindaco di Recale, in provincia di Caserta, poi, è inserito tra le persone che hanno rapporti istituzionali con Mautone, e l'informativa degli investigatori precisa anche che a suo carico la Squadra mobile di Caserta ha aperto un procedimento penale per un'ipotesi di reato per associazione a delinquere di stampo mafioso. Cardiologo, deputato in carica, a Mautone si è rivolto per chiedere consiglio per investimenti pubblici nel casertano.L'intreccio di richieste che dalla Campania provava ad incidere su Roma sfocia anche in un emendamento da inserire in Finanziaria. Nell'ottobre 2007 Mautone chiede a Formisano una modifica per favorire un contributo a favore della "casa degli anziani" cui è interessato Francesco Manzi, consigliere regionale della Campania che fa riferimento al partito di Di Pietro.
Spicca, infine, una telefonata tra Mautone e Cristiano Di Pietro sul tema forniture pubbliche: per l'impresa che realizza l'impianto elettrico di una caserma a Termoli e per dove va a rifornirsi del materiale. I due parlano delle percentuali di ribasso per la gara d'appalto: percentuali ritoccate "al rialzo" su suggerimento di Mautone, avallato da Di Pietro junior.
Dal Pdl attacco di Maurizio Gasparri al leader dell'Idv: «Come ha fatto il babbo a sapere che erano intercettate le telefonate tra il pargolo e Mautone? Di Pietro non se la caverà». La replica di Di Pietro: «Gasparri insiste con le diffamazioni, pensando di farla franca solo perché è un deputato. Lo citerò in giudizio sperando che non voglia avvalersi dell'immunità parlamentare». Intanto oggi sarà ascoltato l'ex vicepresidente della Provincia di Napoli Antonio Pugliese (Sdi), accusato di aver fornito informazioni riservate a Romeo.
Porfidia indagato per Camorra
da "Il Tempo"
Non sono certo giorni facili per Antonio Di Pietro. Per la prima volta nella storia del suo partito il leader dell'Italia dei Valori è alle prese con quella che, anche i suoi, non esitano a chiamare «questione morale».
E lui è inevitabilmente finito sulla graticola. Certo, l'ex pm non ha alcuna colpa, ma è chiaro che, dopo questo scandalo, l'immagine del partito ne esce gravemente compromessa. Lui, però, non si ferma. Ieri è volato in Sardegna dove ha incontrato i vertici del partito garantendo il proprio sostegno alla ricandidatura di Renato Soru al vertice della Regione. Un'occasione per replicare alle dichiarazioni di Berlusconi («Il suo tentativo di dividere il centrosinistra e comunque lo spettro di allontanare l'Italia dei Valori è evidente») e per fermare la sua ipotetica corsa verso il Quirinale («È un organo di garanzia e come tale è bene che la presidenza vada sempre ad un persona che garantisca i diritti di tutti»).
Ma anche per tornare sulla vicenda che ha colpito anzitutto suo figlio. Certo, il leader dell'Idv, si limita ad una considerazione di massima: «Io non mi lamento del fatto che ciò che ho detto io o hanno detto i miei figli al telefono sia pubblicato almeno i cittadini sanno cosa ci siamo detti, sanno che non ci siamo detti alcun fatto costituente reato ed io ho la possibilità di spiegarlo. Quale miglior democrazia di questa?»
Insomma, Cristiano avrà anche tenuto un comportamento discutibile, ma non ha commesso reati. Quindi ben venga che le sue conversazioni vengano pubblicate. Non una parola, invece, sull'altro caso «scottante» che ha coinvolto l'Idv: il deputato Americo Porfidia indagato per camorra. La cosa, è ovvio, ha creato più di un imbarazzo, ma l'ex pm per ora non vuole prendere posizioni ufficiali.
Anche perché, fanno notare nel partito, non si conoscono ancora i contorni della vicenda. Oggi l'avvocato di Porfidia si recherà in Procura per saperne qualcosa di più. Dovesse confermarsi l'accusa l'Idv è pronto a sospendere il parlamentare. Ma è chiaro che, dopo, nulla sarà più come prima.
Politica & camorra, Porfidia si è autosospeso dal partito di Di Pietro
Il Sindaco - deputato: Sono una persona esemplarmente corretta, ma faccio questo per evitare strumentalizzazioni. Attendo tranquillamente l'esito del lavoro dei magistrati
''Pur nella consapevolezza della mia esemplare correttezza nella funzione di sindaco e di parlamentare, ritengo di auto sospendermi dall'Italia dei Valori, al fine di evitare qualunque ulteriore strumentalizzazione politica, in relazione ad alcune notizie di stampa. Attendero', fiducioso nei magistrati, l'epilogo di questa vicenda''. Lo scrive in una nota il deputato dipietrista Americo Porfidia, sindaco di Recale, che - come riportato negli ultimi giorni da diversi organi di stampa - risulterebbe coinvolto in una inchiesta sulla criminalità organizzata condotta dalla Dda di Napoli.
Gasparri attacca: "La decisione di Cristiano Di Pietro conferma i sospetti!"
Pol/Col/Adnkronos
"La decisione di Cristiano Di Pietro conferma la validita' dei sospetti e non cancella la vicenda. Andremo avanti come un carro armato sulla questione morale che travolge l'Italia dei cosiddetti valori". Lo dichiara il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. "Cristiano si occupava di architetti e fornitori di lavori pubblici, usando un potere derivato dagli incarichi di papa'. C'e' poi la inquietante vicenda delle intercettazioni. Chi ha avvisato Cristiano Di Pietro? Che dice il babbo? Continua intanto la paresi di Travaglio che non scrive delle indagini di camorra su un uomo di Di Pietro e ignora lo scandalo di famiglia. Di Pietro non si illuda. Fugge di fronte alla mia sfida ma ribadisco che prima o poi dovra' rispondere in pubblico di queste vicende. Non se la cavera' con la fuga del figlio che cosi' ammette i fatti", conclude Gasparri.
Nella foto Americo Porfidia sindaco di Recale e deputato al Parlamento con l'Idv

Sequestrato un arsenale pirotecnico dai Carabinieri di San Prisco

Oltre un quintale di prodotti pericolosi e 160 bombe per un totale di 32 chilogrammi. Denunciato un 24enne
Nella mattinata odierna i carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere hanno deferito in stato di liberta’, un 24enne, A. S., responsabile di “detenzione e commercio abusivo di materiale esplodente”. I militari della dipendente stazione carabinieri di San Prisco, nel corso di un servizio finalizzato al contrasto dei reati di illecita fabbricazione e vendita di artifizi pirotecnici, hanno eseguito una perquisizione nell’appartamento di San Prisco di proprieta’ del citato A.S., rinvenendo il seguente materiale pirico:
• kg. 113 di prodotti pirici di genere proibito;
• nr. 160 bombe carta prodotte artigianalmente per un peso totale di 32 kg.
Il materiale e’ stato posto sotto sequestro e, su disposizione della competente autorita’ giudiziaria, successivamente distrutto.

Il Sole 24 Ore ha stilato la classifica delle città Italiane. Al sud quadro desolante

La Provincia di Caserta rientra tra le ultime dieci province d'Italia. Al 97^ posto ex aequo con altre capitali del sud
Aosta prima, Caltanissetta ultima: e' questo il risultato della classifica 2008 sulla ''Qualita' della vita nelle province italiane'', realizzata dal Sole 24 Ore e giunta quest'anno alla 19ø edizione. L'anno scorso era sempre al nord la citta' italiana dove si viveva meglio e in Sicilia quella che deteneva il primato negativo: al primo posto si era piazzata, infatti, Trento; all'ultimo Agrigento. L'indagine annuale del Sole 24 Ore sulla province italiane in cui si vive meglio sara' pubblicata sul numero del quotidiano in edicola domani lunedi', 29 dicembre, e prende in considerazione sei macro-aree (tenore di vita; affari e lavoro; servizi, ambiente e salute; ordine pubblico; popolazione; tempo libero). Per ogni macro-area sono individuati sei indicatori specifici (per un totale, quindi, di 36 indicatori), quali, ad esempio, il Pil pro capite, la disoccupazione; le infrastrutture; i reati denunciati; gli acquisti di libri; il numero di associazioni di volontariato rispetto alla popolazione. La provincia valdostana conquista dunque quest'anno il primato, dopo la terza posizione raggiunta nell'edizione 2007 dell'indagine, quando si era piazzata dietro Trento e Bolzano. In particolare, Aosta raggiunge il vertice della classifica 2008 grazie alle buone performance in gran parte delle aree che compongono l'indagine: tempo libero (1/mo posto), tenore di vita (5/o posto), popolazione (6/o) affari e lavoro (10/mo posto). Leggermente meno brillante il risultato nei settori ordine pubblico (32esima posizione) e in quello riferito a servizi, ambiente e salute (67/mo). Sul versante opposto, Caltanissetta scende di sette gradini rispetto all'edizione 2007 dell'indagine del Sole 24 Ore, passando dalla 96/ma alla 103/ma di quest'anno. La provincia siciliana sconta piazzamenti nella parte bassa (o bassissima) della graduatoria in tutti i settori. In particolare, Caltanissetta consegue il 70/mo posto nell'ordine pubblico; il 79/mo nel tenore di vita; l'88/mo in servizi, ambiente e salute; il 100/mo in affari e lavoro; il 102/mo sia nella popolazione sia nel tempo libero. Alcuni indicatori statistici meglio illustrano la distanza tra i due estremi della classifica sulla Qualita' della vita 2008: ad Aosta, il Pil medio pro capite e' di oltre 34mila euro, a Caltanissetta non arriva alla meta' (16mila euro); il tasso di disoccupazione e' del 3,2% ad Aosta e si avvicina al 16% nella provincia siciliana; le rapine sono meno di 17 ogni 100mila abitanti nella provincia montana e oltre 48 a Caltanissetta; le associazioni di volontariato 1,24 ogni mille abitanti ad Aosta contro 0,34 di Caltanissetta. Lo scorso anno, nella top ten figuravano Trento, Bolzano, Aosta, Belluno e Sondrio, con Milano al sesto posto e Roma all'ottavo. Ad occupare le ultime dieci posizioni, tutte le citta' del sud: in ordine Bari (ex aequo con Caserta e Palermo), Vibo Valentia, Caltanissetta, Reggio Calabria, Taranto, Catanzaro, Catania, Foggia, Benevento ed, ultima, Agrigento.
MILANO E ROMA FUORI DALLA TOP TEN
Le due ''capitali'', Roma e Milano, escono dalla top ten della classifica stilata ogni anno dal Sole 24 Ore in base alla qualita' della vita nelle province italiane e pubblicata oggi dal quotidiano. Nell'edizione 2008 della ricerca si collocano infatti, rispettivamente, al 28/mo e 20/mo posto della classifica guidata questa volta da Aosta (lo scorso anno la ''regina'' era Trento) e chiusa da Caltanissetta (nel 2007 la maglia nera spetto' ad Agrigento). La ricerca prende in considerazione sei macro-aree: tenore di vita, affari e lavoro, servizi, ambiente e salute, ordine pubblico, popolazione, tempo libero. Queste le migliori dieci province della classifica 2008 e la posizione, tra parentesi, che occupavano nel 2007: 1 - AOSTA (3). 2 - BELLUNO (4). 3 - BOLZANO (2). 4 - TRENTO (1). 5 - SONDRIO (5). 6 - TRIESTE (9). 7 - SIENA (7). 8 - GORIZIA (22). 9 - PIACENZA (30). 10- PARMA (25).
Queste invece le ultime dieci della classifica, partendo dalla ''peggiore'', con tra parentesi, la posizione occupata lo scorso anno: 103 - CALTANISSETTA (96). 101 - AGRIGENTO (103)*. 101 - PALERMO (92)*. 100 - TRAPANI (90). 99 - FOGGIA (101). 97 - NAPOLI (86)*. 97 - SIRACUSA (83)*. 96 - CATANIA (100). 95 - TARANTO (98). 94 - CASERTA (92). * Province a pari merito con identico punteggio.
Nella foto il presidente della Provincia di Caserta Alessandro De Franciscis

Calvi Risorta. Cade l'Amministrazione Comunale. Da oggi il sindaco Giacomo Zacchia è un "ex"

Nove consiglieri comunali su 17 hanno formalizzato contemporaneamente le loro dimissioni, stamattina, al Comune.
da Asci Press Campania
Fuochi politici di Capodanno con due giorni d’anticipo per l’amministrazione comunale di Calvi Risorta retta da Giacomo Zacchia. Ma a festeggiare è l’opposizione e non la maggioranza. E’ accaduto infatti che nove consiglieri, stamattina alle 11 e pochi minuti, abbiano rassegnato le dimissioni sfiduciando il sindaco. Parte ora la procedura di scioglimento del consiglio come previsto per legge. Già da domani in municipio metterà piede il prefetto Ezio Monaco o un suo delegato; al momento è al lavoro una commissione per valutare gli atti: le nove dimissioni e gli equilibri consiliari evidentemente rotti in maniera irreparabile. Dalla casa comunale, stamattina, non si è allontanato nessun funzionario in attesa del decreto. Equilibri rotti dal passaggio dalla maggioranza all’opposizione di una donna consigliere: Gabriella Perrotta. La stessa era stata ‘cooptata’ da Zacchia dallo schieramento di minoranza con una serie di promesse fattive a favore della città. Promesse, evidentemente, non mantenute e la Perrotta ha cambiato opinione sul primo cittadino. Prima con una mossa dolce (la costituzione di una lista autonoma ‘Democrazia e Libertà’) poi con la rottura totale: le dimissioni a 160 giorni dal voto amministrativo. Ed ecco i nomi dei dimissionari: La stessa Perrotta e Piero Salerno confluito nella lista della prima. Casto Geremia e Massimo Taffuri (eletti nella lista di maggioranza e poi costretti sull’Aventino e quindi all’opposizione dallo stesso Zacchia). Due furono in grado di costituire una fronda dura di opposizione capace di raccogliere il consenso di altri colleghi e di molti liberi cittadini scontenti dell’azione politica di Zacchia. Nicola D’Onofrio e Giovanni Marrocco: il primo sempre critico di fronte all’autoritarismo del leader caleno e quest’ultimo ex presidente del consiglio comunale soppiantato dalla stessa Perrotta. E poi ancora e naturalmente l’ex sindaco Antonio Caparco mai domo e che non ha mai chinato la testa di fronte ad una sconfitta elettorale che ha sempre ritenuto ‘politicamente ingiusta - sono parole sue - per quanto fatto per Calvi durante la mia gestione’. Ed ecco gli ultimi (non per importanza) due nomi che hanno decretato la caduta di Zacchia. Si tratta di Claudio De Biasio e di Amedeo Martino. Dunque, sono stati gli stessi ‘estromessi’ per volontà del sindaco a infliggere il colpo di grazia all’amministrazione per cui, mai come in questo caso per Zacchia calzerebbe a pennello il vecchio adagio “chi di spada ferisce di spada perisce” come nella migliore tradizione machiavellica.

Siamo alle solite. E' già emergenza botti di Capodanno. Sequestri per tonnellate di materiale pericolosissimo

Si avvicina il Capodanno ed e' gia' emergenza "botti" con diversi sequestri in Italia. E la crisi economica? Centinaia di migliaia di euro spesi in fuochi illegali e pericolosi...
Oltre una tonnellata di fuochi illegali e' stata sequestrata a Roma dagli agenti del Commissariato Monteverde al termine di un controllo su un venditore ambulante nel mercato di Porta Portese. Gli agenti hanno sorpreso l'uomo a vendere giochi pirotecnici illegali su una bancarella ma i successivi accertamenti hanno permesso di sequestrare altri botti illegali a bordo della sua autovettura, nella sua abitazione nel quartiere Tuscolano, e in un magazzino sulla via Nettunense nei pressi di Velletri. Si tratta di materiale classificato di quarta e quinta categoria di cui e' vietata la vendita. L'uomo, romano di 65 anni, e' stato denunciato anche perche' e' risultato sprovvisto di qualsiasi autorizzazione per la vendita di giochi pirotecnici. Tra il diverso materiale sequestrato dagli agenti del Commissariato Monteverde una ventina di batterie di 100 missili ciascuno. Un ordigno chiamato 'Lilly Magnolia' del peso di 8 chili e 400 grammi definito pericolosissimo dagli esperti artificieri della Polizia di Stato. Sulla stessa batteria esplosiva viene indicato che l'esplosione deve avvenire almeno ad una quarantina di metri dagli edifici. Tra gli altri ordigni pericolosi sequestrati anche una bomba chiamata 'Rambo 31', composta da 46 grammi di polvere esplosiva compressi e che puo' provocare danni fino a due piani in un edificio. In Campania la Guardia di Finanza di Nocera Superiore, nel salernitano, ha sequestrato oltre 4 tonnellate di fuochi d'artificio illegali. Nell'ambito di servizi specifici e mirati controlli, i botti pericolosi sono stati trovati stoccati per terra all'interno di cartoni in un box-garage occulto ad Angri, nelle adiacenze di abitazioni, ed erano di varie tipologie classificate di IV e V categoria (parametro che ne evidenzia l'indice di pericolosita', rispetto a quelli di "libera vendita"). Complessivamnete si trattava di 17.613 fuochi d'artificio. E. B., 62 anni, e' stato denunciato per detenzione illegale di materiale esplodente. I finanzieri del Nucleo polizia tributaria di Salerno hanno anche rinvenuto e sequestrato una sorta di santabarbara, con oltre una tonnellata di fuochi pirotecnici custoditi senza alcuna misura di sicurezza, nel seminterrato di un'abitazione di una famiglia con bambino piccolo. Sequestrate anche varie attrezzature, tra cui anche diverse batterie di mortai e quantitativi di polveri piriche destinati alla fabbricazione e al confezionamento del materiale esplodente. Una persona e' stata denunciata per violazione della normativa sulla detenzione e fabbricazione di materiale esplodente. In Puglia i militari della Guardia di Finanza hanno sequestrato a Manfredonia (Fg) 50 "batterie" di fuochi pirotecnici. La scoperta e' avvenuta in un deposito controllato dai finanzieri, dove le confezioni erano custodite in violazione della normativa sulla prevenzione incendi e sicurezza dei prodotti. Una persona e' stata denunciata. Migliaia di "botti" illegali e anche fuochi d'artificio di uso consentito, la cui vendita e' pero' subordinata alle licenze, sono stati sequestrati dai carabinieri nel fine settimana durante controlli a Bari e in provincia. Complessivamente i militari hanno scoperto oltre 85 kg di fuochi pirotecnici di varia natura e tipo, e denunciato alcune persone per detenzione e vendita illegale di materiale esplodente.

Raviscanina, molestano le ragazze del posto e minacciano anche chi le difende

I due di nazionalità rumena hanno estratto una pistola e minacciato alcuni cittadini davanti ad un bar del paese.
Due rumeni sono stati arrestati nel casertano per aver minacciato con la pistola alcune persone che hanno tentato di difendere delle ragazze da loro molestate. Il fatto e' accaduto a Raviscanina, dove i carabinieri della compagnia di Piedimonte Matese sono intervenuti per bloccare Vasile Frandes, 23 anni, e Dumitru Moldovan, 20 anni, che all'esterno di un bar hanno estratto una semiautomatica per minacciare alcuni avventori con cui avevano avuto un diverbio a causa delle troppe attenzioni non gradite fatte a due ragazze. I due, con piccoli precedenti, devono ora rispondere di detenzione illegale di arma (sulla quale si stanno compiendo verifiche balistiche) e minaccia aggravata.

Piana di Monte Verna, quaranta anni e non li dimostrano. La classe del 68’ si è rincontrata sabato sera al Mister Poldo.

Tanta commozione nel ricordare anche chi, purtroppo, non c’era più…
Sono giunti da ogni parte d’Italia, ed anche dall’estero i sessantottini che 34 anni orsono diedero vita alle classi prima elementare di Piana di Monte Verna, allora Piana di Caiazzo. Giovanni Di Monaco è arrivato da Lucerna – Svizzera- ove vive da tanti anni, così come Angela Guarda da Perugia, Maria Pia Agresta da Milano e così via. I ragazzi del 68’ hanno festeggiato il raduno presso il Ristorante Mister Poldo, dove tra una portata e l’altra si sono letteralmente piegati dal ridere pensando ai tempi che furono. E così oltre ai sopra menzionati anche Pasquale Diana, Alessandro De Stasio, Luca Parillo, Claudio Valentino, Rosaria Ferrara, Lucia Mingione, Francesco Papa, Rosa Maria Santabarbara, Angela Scarpati, Teresa Santabarbara, Giovanni Tommaselli, il mitico Antonio Greco, l’altrettanto mitico Antonio Simeone, Rosanna De Crescenzo, Stefano Caruso, Rita Mastroianni, Tina Tazza, Maria Carmela Mastroianni, Donato Cafaro, Tommaso Gentile, Luigi Cafararo, Bruno Fournier, Michele Sorgente, Angela Mastroianni e Anna Rubino hanno snocciolato la loro vita raccontandosi tra loro anneddoti e come sono giunti alla fatidica soglia degli “anta”. E’ stata un’esperienza e una iniziativa senza precedenti quella che alcuni tra i partecipanti da mesi stavano organizzando per rincontrarsi e per stare un insieme. L’auspicio è dunque quello di passare ora il testimone ai “sessantanovini” pianesi che a far data dal prossimo Primo Gennaio entreranno a far parte del club degli anta anche essi. Ovviamente sono state ricordate anche le due maestre delle scuole elementari che purtroppo non ci sono più, ossia la Signora “Angelina” Mastroianni, scomparsa quattro anni orsono e la signora Ines Funaro invece scomparsa quest’anno. “E a loro soprattutto che si deve la volontà e la voglia di rivedersi” hanno affermato i convenuti aggiungendo “Perché loro soprattutto ci hanno inculcato educazione civica, valori morali alti e tanti sani insegnamenti” La serata si è conclusa con l’augurio di rincontrarsi per i prossimi quaranta anni con lo stesso spirito di sabato sera.

Caiazzo, Puc partecipato, il Gruppo Città Viva ottiene un vasto consenso con i questionari. L’iniziativa sarà ripetuta domenica prossima

Nessuno si aspettava tanta partecipazione da parte della gente. Alcuni hanno addirittura indicato altri tipi di domande da formulare!
L’iniziativa dei questionari per il Puc partecipato, intrapresa dal Gruppo consiliare “Caiazzo Città Viva” ha ottenuto un vasto consenso tra la cittadinanza locale. Infatti nonostante il freddo e le intemperie circa 130 persone hanno compilato i foglietti che proponevano i quesiti sottoposti ai residenti caiatini che vertevano dalla manutenzione dei luoghi pubblici (marciapiedi,strade,giardini,illuminazione) all’arredo urbano, ai negozi di generi di uso comune (alimentari,tabacchi,giornali,ecc.) poi alla viabilità e sicurezza stradale, quali possono essere le opportunità e le risorse di Caiazzo, come giudica la vivibilità di Caiazzo e poi più nello specifico il cittadino doveva indicare cosa desidererebbe venisse realizzato. Come detto molte persone sono intervenute e molte altre per scelta politica hanno in ogni caso preferito non compilare i questionari, evidentemente perché non condividevano l’iniziativa, ma dimostrando grande civiltà nel rispettarla. Anche il sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto ha preso il questionario per visionarlo, ed ovviamente però ha preferito non compilarlo. Pare infatti che l’iniziativa adottata dal gruppo che fa capo a Ciro Ferrucci era in ogni caso nei progetti della stessa maggioranza consiliare, come ebbe a dichiarare durante i comizi pre elettorali l’attuale presidente del Consiglio Antonino Puorto. L’assessore Angelo Fasulo per dovere di “ospitalità” ha invece inviato del thè caldo agli addetti del Gruppo Città Viva alla raccolta dei questionari. Ovviamente per “ospitalità” intendiamo in qualità di amministratore comunale, atteso che i ragazzi ai banchetti sono anch’essi caiatini. Va però segnalato il gesto del delegato che indirettamente non ha voluto far mancare il rispetto per l’iniziativa. Insomma sebbene da alcuni la proposta dei questionari è stata vista come un segnale di ingerenza nell’attività della maggioranza consiliare, da parte degli esponenti di quest’ultima potrebbe addirittura emergere invece la volontà di carpire le indicazioni che un significativo numero di caiatini ha dato attraverso gli stessi. E questo è un ulteriore gesto di convivenza e civiltà che viene da una piccola cittadina dell’alto casertano. In ogni caso visto che molta altra gente non è potuta scendere in piazza per il freddo ostile, l’iniziativa di proporre nuovamente i questionari sarà ripetuta anche domenica prossima e, oltretutto, gli stessi sono a disposizione dei cittadini caiatini anche sul sito internet dell’Associazione Caiazzo Città Viva.
Nella foto il presidente del Consiglio Comunale Antonino Puorto

domenica 28 dicembre 2008

Il senatore Sarro trova l'appoggio del PdL per il recupero della collezione archeologica

Il Coordinamento Cittadino del PdL esprime vivo apprezzamento per l'iniziativa annunciata dal Senatore Sarro di sensibilizzare il Ministro dei Beni Culturali, Senatore Sandro Bondi, in merito al trasferimento presso il Museo Civico di Piedimonte Matese delle collezioni archeologiche ritirate nel 1973, ed attualmente in deposito presso il Museo Archeologico di Napoli.
E' da anni che il Senatore Sarro lavora per la costituzione di un polo culturale nel Capoluogo matesino in linea con la tradizione della nostra Città; già da Sindaco ha promosso la realizzazione dell'auditorium di San Domenico, il recupero della Biblioteca Comunale, e la ristrutturazione e riqualificazione dei locali del Museo Civico, questo dopo un trentennio di degrado ed abbandono. Sempre nella sua qualità di Sindaco ha curato il recupero delle collezioni museali custodite dal compianto Prof. Dante Marrocco, Direttore del Museo Civico. In particolare, grazie all'intesa raggiunta con l'allora Presidente dell'Amministrazione Provinciale di Caserta, on. Riccardo Ventre, tradotta nel Protocollo di intesa del 20/02/2001, alla cui definizione lavorò attivamente l'allora Consigliere Provinciale, dott. Daniele Ferrucci, fu assegnato al Comune di Piedimonte un contributo straordinario di 400 milioni di lire, che permise di completare i lavori e rendere possibile, nel dicembre del 2004, la riapertura delle sale del Museo nell'occasione intitolato al suo fondatore Raffaello Marrocco. Con il suo autorevole intervento il Sen. Sarro, permettendo di recuperare anche le collezioni archeologiche, completa un lavoro iniziato nel 1999 (con la delibera n. 464 del 10 settembre), per il rilancio delle strutture culturali della nostra Città.
Nella foto il Ministro Sandro Bondi

Arrestato mentre ruba un'auto in un posteggio della Versilia

L'uomo, un 32enne, è originario della provincia di Caserta ma risiede da tempo a Viareggio
I carabinieri hanno arrestato la notte scorsa un uomo di 32 anni, originario di Caserta ma abitante nel comune di Viareggio (Lucca), sorpreso mentre rubava da un'autovettura parcheggiata in viale Europa, a Torre del Lago, due telefoni cellulari, due portafogli contenenti circa 500 euro e documenti. L'arresto e' maturato nel corso di uno specifico servizio di controllo del territorio attuato in Versilia per frenare il fenomeno dei furti e in particolare di quelli compiuti nelle auto posteggiate vicino a discoteche.

Caiazzo, spariscono i parcheggiatori regolari e rispuntano i parcheggiatori abusivi.

Ma in città si fa il gioco delle tre carte?
Si è fatto un gran dire e soprattutto si è scritto abbastanza sulla Cooperativa Santo Stefano che fino a qualche giorno fa deteneva la gestione dei parcheggi sulle strisce blu a Caiazzo. Alla fine, sempre quanto si è evinto da un provvedimento adottato dalla Polizia Municipale nella persona del suo Responsabile, l’ispettore Pietro Del Bene, nei confronti del sodalizio è scattato un procedimento amministrativo che al momento ha fatto si che venisse sospeso l’appalto e, nel contempo, i parcheggi nelle strisce blu ora “sarebbero” liberi. Quel “sarebbero” sta a significare che per il parcheggio in città nulla è più dovuto, ma sono ricomparsi i cosiddetti “gabellatori abusivi” come eufemisticamente vengono chiamati dai loro stessi concittadini quei soggetti che si sono insediati in una zona centralissima della città ed invece dei 50 centesimi chiesti dagli ausiliari, questi partono da un euro. Infatti in alcuni casi è capitato anche sentirsi richiedere due – tre euro per avere il “permesso” di parcheggiare la vettura quando si trattava di sostare più di un’ora. Tutta questa situazione alquanto imbarazzante per la città, soprattutto quando si tratta di persone che giungono da fuori, nasce dal fatto che una incisiva informazione all’automobilista non è stata fatta. Infatti le strisce blu sono ancora ben visibili ed automaticamente fanno scattare la molla nella mente di chi vive in città coi parcheggi a pagamento di andare alla ricerca del grattino o meglio dell’ausiliario. Ed anche in questo caso gli stessi parcheggiatori abusivi, secondo quanto riferito da alcuni testimoni, si sarebbero ben attrezzati, indossando la classica casacchina gialla, quella per intenderci in uso a tutti gli automobilisti, che va indossata solo quando la vettura va in panne lungo strade e autostrade. Insomma da una Coop definita “fantasma” perché aveva perso i requisiti per la gestione dei parcheggi, ad una Coop “reale” che sebbene non legittimata riscuote “effettivamente” i soldi dai cittadini.

Piana di Monte Verna, scompare stroncato da un ictus il direttore dell’ufficio Postale Sebastiano Fattore

La scomparsa del dirigente postale è stata improvvisa ed ha lasciato nel dolore tutti i suoi familiari di Alvignano
Un evento luttuoso e allo stesso tempo tragico, ha gettato una funesta ombra sulle festività natalizie della piccola Piana di Monte Verna, cittadina alle porte di Caserta. E’ scomparso improvvisamente, sembra stroncato da un infarto, il direttore dell’Ufficio Postale ubicato in via Masseria Corte all’ingresso del paesino, Sebastiano Fattore. Il funzionario, da circa un ventennio in servizio a Piana di Monte Verna, era stimato e ben voluto da tutti, tant’è che era un po’ l’angelo custode di molte persone anziane che riscuotevano mensilmente la loro pensione presso l’ufficio da lui diretto, dopo che ne aveva avuta l’eredità dal suo predecessore lo scorso anno. Sebastiano Fattore 53enne, era originario di Alvignano, dove viveva con la sua famiglia, moglie e figli distrutti dal dolore per l’improvvisa e inattesa morte del loro congiunto.

Caiazzo, fogne a cielo aperto che si incanalano direttamente nel Volturno.

I cinque consiglieri comunali dell'opposizione interrogano l’Amministrazione Comunale.
La Corte Costituzionale con la sentenza n. 335 del 08.10.08 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art.14,comma 1, Legge 5.01.94 n. 36, sia nel testo originario, sia nel testo modificato dall’art. 28 della Legge 31.07.02 n.179, nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi. Ciò premesso i Consiglieri comunali del gruppo Caiazzo Città Viva hanno ritenuto sottoporre una interrogazione al sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto e all’assessore al ramo, rendendo nel contempo edotti il Consiglio ed il Segretario del Comune, per conoscere quali zone di Caiazzo, centro e dintorni, frazioni ed agglomerati urbani periferici compresi – ad oggi – non sono serviti di sistema fognario efficiente e di depurazione funzionante, nonché per sapere quali provvedimenti urgenti sono stati assunti per adeguare il sistema di smaltimento e della depurazione delle acque reflue e degli scarichi comunali in genere, alla legislazione vigente. In particolare, dalla stessa interrogazione consiliare si evince che Ciro Ferrucci, Stefano Mennillo, Amedeo Insero, Francesco Perrone e Antimo Cerreto chiedono di conoscere l'iter procedurale ed esecutivo del sistema di fognatura e di depurazione della zona sud di Caiazzo e se risultano vere alcune lamentele degli abitanti di Cesarano, che riferiscono di un sistema “fognante” a cielo aperto e non conforme a legge, che, discendendo dalla zona sud di Caiazzo, raggiunge la predetta frazione, disperdendosi nei fossi di maltempo, fino a raggiungere il fiume Volturno, senza alcuna incanalazione in depuratori funzionanti, pur finanziati e progettati molti anni or sono dalle precedenti Amministrazioni. La minoranza si è mostrata inflessibile su quest’ultima circostanza che, se confermata sarebbe alquanto grave e pertanto ha richiesto agli organismi competenti una risposta scritta urgente per sollecitare proposte risolutive alle carenze esistenti ed alla problematica evidenziata.
Nella foto il Consiglio Comunale a Caiazzo

Piedimonte Matese. L'Italia dei Valori chiede un Consiglio Comunale per la questione acqua e Rifondazione Comunista appoggia l'iniziativa

Il Prc "Bollette dell’acqua e gestione del servizio idrico: giusto chiedere un consiglio comunale ad hoc."
Il Partito della Rifondazione Comunista-circolo di Piedimonte Matese esprime appoggio ed approvazione nei confronti della richiesta di un consiglio comunale ad hoc rispetto alla gestione del servizio idrico avanzata dall'Idv.
Tale seduta dovrebbe servire, a nostro avviso, da un lato a ribadire la più netta contrarietà a qualsiasi tentativo di privatizzazione di un bene inalienabile quale per l’appunto l’acqua, e dall’altro a mettere fine una volta e per tutte agli strumentali attacchi portati avanti dalle destre e basati, come spesso accaduto anche per altre questioni, su dei veri e propri capovolgimenti della realtà.
E’ infatti ovvio che la situazione in cui versa la nostra rete idrica e che ricade purtroppo sulla testa dei cittadini in particolare attraverso gli aumenti delle bollette, riflette solo e soltanto la pessima gestione del servizio tenuta negli scorsi anni dall’amministrazione di centro-destra che all’adozione del sistema tariffario non fece seguire tutta una serie di adempimenti, a cominciare dal completo censimento delle singole utenze.
Del resto ciò non ci meraviglia affatto se è vero come è vero che la stessa parte politica, a diversi livelli, considera l’acqua alla stregua di una merce qualsiasi come dimostra la legge 112 del ministro Tremonti che ne permette di fatto la privatizzazione.
Ben venga quindi un consiglio comunale che tratti nello specifico l’argomento e che permetta alla maggioranza tutta di far luce sulla questione e le consenta di illustrare pubblicamente le proposte che ha in cantiere per superare lo stato delle cose.
Nella foto il segretario cittadino del Prc Vincenzo Sisto

sabato 27 dicembre 2008

Natale...Ma non per tutti!

Siamo stati tra i pochi quest’anno a non formulare sentimenti augurali in occasione delle festività natalizie. La cosa è stata voluta, per coscienza, per obbiettività e soprattutto coerenza in considerazione di alcuni, fondamentali fattori. In primis la “festa” è tale quando nell’ambito di una Comunità “tutti” hanno motivo di fare festa. E per tutti anche quelle persone diseredate, sfortunate e quelle decine e decine di persone con famiglia a carico che, a causa di questa congiuntura economica e soprattutto dei predominanti interessi dei loro “capi”, hanno perso il posto di lavoro proprio alla vigilia di Natale. A Caiazzo (fonte teleradionews.altervista) una donna non ha i soldi per acquistare una bombola. Ad Alife cani randagi abbandonati in mezzo alla strada (fonte Agnese Ginocchio) a Piedimonte Matese persone con figli lasciate a se stesse senza una casa (fonte stampa locale). Sono solo tre casi che affrontano situazioni diverse tra loro ma collimano tutte in una sola direzione, la disperazione! E allora come si fa a fare festa, sapendo che in giro c’è ne tanta è quelle persone che ne soffrono non hanno neanche un Santo al quale rivolgersi? Noi…sinceramente non vediamo Natale, ma solo tanta tristezza nei piani bassi di questa società. Ai piani alti è un’altra cosa…la si festeggia e, in fondo in fondo chi se ne fotte se giù c’è fame e disperazione? L’obolo in Chiesa l’abbiamo dato, la cartolina per i bambini poveri in Kenia l’abbiamo acquistata, l’Sms per il solito Pozzo in Africa lo abbiamo mandato, insomma su quei 20 -25.000 euro di prebende mensili che alcuni recepiscono i soliti 4- 5 euro natalizi li hanno spesi, quindi la coscienza di queste persone si che è a posto! E soprattutto loro che devono festeggiarlo il Natale, perché con tanto ben di Dio che hanno a disposizione come si fa a non far festa! Ed a loro che si accingono a festeggiare in questo periodo, auguriamo di cuore… buon Natale!

"Una casa abusiva mi ha rovinato"

Casalnuovo, l´odissea di un cittadino nel paese dell´illegalità. Emergono fatti a dir poco raccapriccianti...
Lettera aperta di Luigi Iovino inviata a "Repubblica"
Mi chiamo Luigi Iovino, sono sposato da 27 anni con Lucia Leone, siamo genitori di tre figli, Carlo di 25 anni, Salvatore di 23 e Raffaele di 18. Una famiglia semplice, "normale", finita nella rete di una storia più grande di noi quando decise di rifiutare una casa costruita abusivamente. Un´aggressione, tuttora in atto, realizzata da persone note, colletti bianchi o buona borghesia che dir si voglia. Avvocati, giudici, notai, ingegneri, che in qualche modo sfuggono alla legge perché introdotti nelle istituzioni. La mia non è una denuncia generica, è una odissea giudiziaria che sa di frode. In cui farò nomi e cognomi, come già ho anticipato a "L´espresso" in edicola. A Casalnuovo, comune alle porte di Napoli, le "Opere di religione dell´Arcidiocesi di Napoli" e l´"Augustissima Arciconfraternita dei Pellegrini", entrambe sotto il controllo diretto della Curia, sono proprietarie di 40 appartamenti realizzati negli anni Novanta abusivamente dalla "Del Vecchio Costruzioni Spa", amministrata da Patrizia Boldoni, moglie all´epoca dell´ingegner Corrado Ferlaino, ex presidente del Napoli.
L´Arciconfraternita, con l´aiuto della società di Ferlaino e il consenso della Curia, ebbe licenza di costruire su un terreno non edificabile.Gli appartamenti realizzati furono 135, di cui un centinaio prima promessi a privati mentre erano in costruzione e poi venduti con l´aiuto di notai compiacenti. Uno di quei privati sono io: sottoscrissi la promessa versando 70 milioni di lire in caparra, seguiti da altri 30 milioni perché la documentazione edilizia appariva regolare. Ma non lo era. Quando il 16 dicembre 1994 mi fu consegnata la casa, non ancora ultimata, la società non era ancora in grado di regolarizzare la vendita e cominciai ad abitarla da consegnatario.Poco dopo fui invitato a stipulare il rogito, nello studio del notaio Nicola Capuano a Napoli, ma al momento della firma mi accorsi che i documenti catastali e amministrativi che la società presentava non garantivano la legalità del trasferimento del bene. Rifiutai di stipulare l´atto per l´evidente illegalità della situazione. Da quel giorno invece delle documentazioni che provassero la regolarità dell´acquisto ricevemmo offese e minacce. Per ottenere la restituzione dei soldi versati e il risarcimento danni, fui costretto a adire prima un arbitrato (che si disinteressò del caso) poi una causa civile conclusasi con una sentenza del tribunale di Napoli nel 2004 che, nonostante perizie e atti processuali rivelassero gli abusi, "assolse" i lavori. La sentenza fu emessa dal giudice Mauro Criscuolo della seconda sezione civile del Tribunale di Napoli. Dal giorno della sentenza, dopo altri accertamenti e nuove perizie che io e la mia famiglia disponemmo sui luoghi e sui documenti, scoprimmo che la società che ci voleva obbligare al rispetto del contratto in realtà stava tentando di assoggettarci a una truffa che aveva già portato a buon fine verso circa 100 altre famiglie e contro lo Stato.
Il tutto con l´aiuto di personale delle amministrazioni pubbliche di Casalnuovo di Napoli. Ho denunciato tutto. Non solo. Facemmo appello contro la sentenza e presentammo anche denunce più circostanziate al Comune di Casalnuovo, alla Procura di Nola (competente sugli abusi edilizi accertati) e al Tribunale di Napoli (competente per la frode giudiziaria). Nonostante che queste perizie, deposizioni e rilievi processuali ci dessero sempre ragione, i giudici sia di Nola sia di Napoli chiesero e ottennero l´archiviazione dei procedimenti penali. Oggi l´unico fascicolo ancora aperto in sede penale è alla Procura di Roma, contro personale di giustizia ed è clamorosamente registrato "contro ignoti" nonostante nella mia denuncia abbia fatto nomi e cognomi, pure confermati alla questura che per questo mi aveva chiamato. In sede civile siamo in attesa che la Cassazione discuta il nostro ricorso. Intanto, c´è un pm (solo lui) della Procura di Nola, il dottor Francesco Raffaele, che dietro una mia nuova denuncia ha deciso di andare fino in fondo. E dopo 15 anni dagli abusi questo magistrato ha accertato che la società del Gruppo Ferlaino aveva dichiarato il falso nel depositare l´istanza di condono degli immobili.
Da questa storia assurda emergono solo ora certezze che era già possibile sanzionare anni addietro. Intanto che il Comune di Casalnuovo non avrebbe mai potuto autorizzare la costruzione degli appartamenti su suolo che era agricolo. Che la Curia di Napoli non avrebbe dovuto dare il suo consenso alla costruzione. È un mistero poi come il Gruppo Ferlaino, come è noto al tempo in gravissime difficoltà finanziarie, abbia ottenuto dalla Banca di Roma un mutuo anticipato di circa 11 miliardi di lire per costruire su un terreno agricolo. Fatto è che nel pieno centro di Casalnuovo (comune oggi sciolto per infiltrazioni camorristiche per fatti analoghi scoperti nel 2006) furono lasciati costruire fabbricati totalmente abusivi, persino in grave difformità alle finte licenze edilizie che la società sventolava. Intanto però, la società Del Vecchio oggi si è liberata della quasi totalità degli immobili abusivi e le "Opere di religione dell´Arcidiocesi di Napoli" e l´"Arciconfraternita dei Pellegrini" (che ha tra i suoi confratelli avvocati, notai e magistrati, ex e in carriera) lucrano da 15 anni canoni di locazione su quelle case abusive. Non solo.Mentre gli illeciti edilizi e amministrativi hanno procurato arricchimenti del valore immobiliare di circa 40 milioni di euro oltre a svariati milioni sottratti all´erario, la mia famiglia dal 2004 si trova letteralmente in mezzo a una strada per gli effetti della sentenza emessa dal Tribunale di Napoli, che ci ha privato di tutti beni patrimoniali e del domicilio. Nella regione che ha il primato nazionale di case abusive, io, immobiliarista, sono senza una dimora perché rifiutai di intestarne una abusiva. Da 12 anni con la mia famiglia sono esposto a gravissimi esborsi per tentare di vedermi riconosciuto, in sempre più alti gradi di giudizio, il rimborso di 100 milioni di lire, tutti pagati, e il risarcimento del danno: cioè quanto ci spettava senza che fosse necessario ricorrere in giudizio. In un solo colpo siamo stati privati dei diritti sanciti da Dio e dalla Costituzione e impossibilitati ad assolvere ai doveri di tutela verso i nostri figli, ancora minorenni. Né io né mia moglie, tra mille difficoltà uniti da 30 anni, avevamo bisogno di conoscere la legge per amare e proteggere i nostri figli da chi (apparentemente) rappresenta lo Stato. All´avvocato di parte Roberto Morante, che venne a pretendere più volte l´esecuzione della sentenza, promisi che piuttosto che soggiacere all´ingiustizia mi sarei svenato fino a morirne.
Lo sto facendo, ricorrendo in ogni sede, civile e penale, ancor più dopo che un pm ha finalmente scoperto la verità. Grido il dramma che mi affligge in un deserto di persone assorte nei loro problemi. Il colonnello dei carabinieri Maruccia mi invitò da lui a parlarne ma poi non mi ha mai ricevuto. Al capo della Curia napoletana, cardinale Crescenzio Sepe, chiedo: «È a conoscenza degli abusi? Interverrà per difendere un cristiano onesto, in nome di Dio?». Di fronte all´arroganza dei tanti colletti bianchi che hanno trasformato in incubo la mia vita, non sono in grado di difendere la mia famiglia, né di assolvere i miei doveri di genitore. E non per mancanza di amore o capacità ma perché, mancando la giustizia, sono venute meno le regole di convivenza civile.

Guida in stato di ebbrezza? Confisca e vendita all'asta della propria vettura...


Con le nuove disposizioni normative che puniscono con maggiore severità chi si mette al volante in stato di ebrezza non si corre solo il rischio della sospensione della patente ma anche quello della confisca e della vendita all'asta della propria automobile.
E il più delle volte il prezzo dell'aggiudicazione è davvero irrisorio. In un'inchiesta di 'Quattroruote' (numero di gennaio) un giornalista racconta di aver partecipato a una vendita all'incanto di una grossa Suv confiscata a un automobilista colto ubriaco alla guida. La vendita si è tenuta presso la sua abitazione e l'auto è stata venduta per 10mila euro nonostante il suo valore commerciale fosse superiore del 60%. Le somme ricavate da queste vendite vanno a finire direttamente nelle mani dello Stato. Le vendite all'asta delle auto a quanto pare sono in continuo aumento e ciò non solo per le nuove norme del codice della strada ma anche per il continuo aumento di fallimenti, pignoramenti e finanziamenti interrotti per insolvenza. A quanto pare gli istituti delle vendite giudiziarie stanno ricevendo dai tribunali italiani, l'incarico di vendere all'asta centinaia di automobili e spesso queste vendite si concludono con un'aggiudicazione a prezzi molto inferiori rispetto al reale valore di mercato. Sulla base di quanto emerge dall'inchiesta di 'Quattroruote', oggi è persino possibile portarsi a casa una Fiat 'Punto' per appena 80 euro oppure una Mercedes 'Clk' per cinquemila. Sta di fatto che le aste delle auto, sempre più frequenti, risultano sempre più affollate.

Caiazzo, sarà un caso, ma sembra che ci sia la volontà di spostare tutte le manifestazioni dalla grande Piazza Verdi alla piccola Piazza Portavetere.

L'Agorà della città si è spostato nella centrale Piazza Portavetere a discapito di una Piazza Verdi che è molto più confortevole. Sarà così?
A molti sembrerà anche un caso, e quasi sicuramente lo è, però gli eventi e soprattutto le attrazioni più “mondane” sembra siano state trasferite tutte in Piazza Portavetere, agorà dell’agro caiatino perché raccoglie tutti i cittadini provenienti dall’alto casertano e dall’agro beneventano, ma anche una Piazza non proprio ad uso e dimensione di bambini, atteso che vede il transito lungo le due ali prospicienti di numerosi veicoli. E intanto proprio il centro storico di Caiazzo, via Aulo Attilio Caiatino e, soprattutto, Piazza Verdi appaiono dimenticate o meglio non considerate dalla gente e dall’Amministrazione Comunale, stante quanto riferiscono alcuni commercianti del posto, abbastanza delusi per come sono andate le cose in questo primo scorcio di festività natalizie. Infatti proprio Piazza Verdi, ovvero il punto di incontro più spazioso e relativamente tranquillo della città, va man mano desertificandosi come affermano i commercianti che esercitano nell’ambito la loro attività. Ma c’è di più, poiché proprio chi lavora nell’ambito commerciale ha chiesto e chiede a gran voce la chiusura, almeno nei week-end, del traffico veicolare per dare modo ai pedoni di ammirare in tranquillità e senza la paura di essere letteralmente “arrotati” da qualche automobilista che ancora oggi percorre il budello del centro storico a gran velocità. Eppure le più semplici ed elementari precauzioni per donare slancio alle attività economiche locali, secondo gli esponenti che giorno dopo giorno vedono assottigliato il loro volume d’affari, non vengono attuate, ed anzi a molti appare che si privilegi un po’ più di tanto proprio l’angustia Piazza Portavetere e non l’antico decumano centrale. C’è anche chi avrebbe ricevuto una strigliata dall’Amministrazione Comunale, come nel caso di un barista del centro storico che si è accollato la spesa di far levigare le pietre vive esistenti innanzi alla propria attività commerciale a proprie spese, per preservare in un certo qualmodo la sicurezza dei clienti. Ma anche questo a nulla è servito. E nulla da dire sul fatto che le giostrine per i bambini, montate proprio in piazza Verdi, sono state “fatte smontare” repentinamente? Di questa vicenda ce ne occuperemo però nei prossimi giorni.
Nella foto uno scorcio di Piazza Portavetere

Mastella: «Io al posto di Di Pietro jr? Chissà cosa m'avrebbero fatto...»

L'ex ministro: c'è doppiopesismo giudiziario, io cornuto e mazziato. Mai preso tangenti in vita mia
di Aldo Cazzullo per il Corsera
«Se avessi fatto io quel che ha fatto il figlio di Di Pietro? Non oso pensare cosa sarebbe successo. Invece per molto meno mia moglie Sandra è stata arrestata, e io ho dovuto lasciare il ministero della Giustizia, il partito, la carriera politica. Le nostre "non raccomandazioni", per altro presuntive, molto presuntive, non sono mai andate a buon fine. Dalle mie parti si direbbe: cornuto e mazziato. Invece quelle di Di Pietro junior erano raccomandazioni reali, vere, e realizzate. E' difficile, per il provveditore alle opere pubbliche, dire no al figlio del proprio ministro. Ha letto le intercettazioni? "Siccome è amico tuo, gli diamo il 10% invece del 7...". Eppure il padre è ancora al suo posto, e il figlio pure. Mica voglio l'arresto per Cristiano Di Pietro, per carità. Sono perdonista con tutti. I figli so' piezzi 'e core. Ma sia chiaro: tutti i figli, non solo i figli di. Siamo davanti a un vero e proprio doppiopesismo giudiziario. Mia moglie, e tanti miei amici, sono stati arrestati forse perché non erano figli di papà...».
Da quando è esploso il caso giudiziario in Campania, Clemente Mastella (sopra nella foto) ha taciuto. Almeno finora. «Io non mi permetto di fare valutazioni su Bassolino e Iervolino. Ma mi pare evidente che a volte si confonda il malaffare con la normale dialettica politica. E' il mio caso. Il meccanismo per cui io sarei il concussore di Bassolino, che si dichiara non concusso. I tempi sono talmente grigi che ci si deve difendere pure dall'accusa di aver conosciuto delle persone; così a un uomo perbene come Nicola Mancino viene contestato se avesse conosciuto o meno Saladino. Anche qui, il doppiopesismo. Quando a maggio dissi, ripetendo quanto aveva scritto un quotidiano, che Di Pietro conosceva bene Saladino, lui negò. Poi venne fuori che era vero. Ora, è consentito al leader della morale che più morale non si può dire bugie? E' consentito a un politico mentire impunemente? In America Gary Hart si giocò la Casa Bianca. In Italia a Di Pietro pare che tutto sia concesso. Sembra quasi che molti ne abbiano paura. Vedendo quel che mi è capitato, hanno anche un po' ragione».
«La realtà è che io ero e resto una persona perbene, e non ho mai preso una tangente in vita mia. Eppure sono l'unico leader di partito cui in questi quindici anni si è applicato il vecchio teorema per cui non potevo non sapere. Sono stato l'unico ministro della Giustizia al mondo intercettato in contemporanea, a Santa Maria Capua a Vetere come a Catanzaro, e forse anche in altre procure. Spiato, come hanno verificato i Ros dei carabinieri, anche irregolarmente. Leggo che Di Pietro, incredibile medium giudiziario, presentì un anno prima che "c'erano problemi con Mautone"; leggo che un uccellino parlava con lui come gli uccellini parlavano con san Francesco; leggo che riuscì, come gli antichi aruspici, a cogliere lo stormir di foglie. Se tutto questo fosse accaduto anche a me, avrei interrotto qualsiasi comunicazione, sarei divenuto più ermetico di un filosofo presocratico, sarei — mi consenta, per dirla con il Cavaliere — ancora al mio posto. Ma io non sono stato avvertito, anzi nel mio caso ci sono state manine che hanno messo e tolto, suggeritori occulti che sono andati al di là di ogni confine, morale e giuridico. Come si spiega altrimenti la presenza di un fotografo all'aeroporto militare, per riprendere me e mio figlio mentre saliamo a bordo di quel benedetto volo? Altro che complotto: mi hanno massacrato per eliminarmi. Ormai ne sono pienamente consapevole, e farò di tutto per dimostrarlo, in qualsiasi sede. In fondo mi battevo per far convivere magistratura e politica nelle loro autonomie; invece ha vinto chi vuole la guerra».
Mastella è il precursore dei guai che sta passando il centrosinistra al Sud, dalla Campania a Catanzaro, dove De Magistris aprì l'indagine su di lui e su Prodi. «A dir la verità, De Magistris disse a una persona di fiducia — e quando verrà il tempo dirò chi è e la chiamerò a testimoniare — che mi riteneva pulito, estraneo ai giochi sporchi. Da questo giro di soldi tra Bruxelles e il Sud Prodi era fuori, e io ero fuorissimo. Prodi è l'altra vittima di tutte queste vicende politiche e giudiziarie. Basta con questa storia che io sarei l'artefice della caduta. Altri hanno usato le mie disgrazie, umane, familiari, politiche, per togliermi il ministero e alla fine far fuori il governo ».
Chi? Berlusconi? O i capi della sinistra che non volevano più Prodi? «Non lo so. Credo che Berlusconi in questa vicenda non c'entri, anche se ne ha beneficiato, eccome se ne ha beneficiato. Il mio patto di fedeltà a Prodi è durato fino a quando non si è chiuso il complotto, che è stato scientifico. Ho scoperto proprio in questo periodo che in giro, durante le indagini — e non parlo di magistrati inquirenti — si chiedeva: "Ma lei perché sta in un piccolo partito? E' mai possibile che un piccolo partito debba decidere le sorti dell'Italia?". Intanto, proprio in questi giorni, il mio consigliere provinciale a Caserta, Giacomo Caterino, da cui è partita tutta la vicenda delle intercettazioni, uno che si è fatto venti giorni di galera e tre mesi ai domiciliari, è stato prosciolto dal gup. Lui stesso ha detto a un quotidiano locale: "Se non fossi stato amico di Mastella non avrei avuto questi problemi, è Mastella che volevano fregare". Il gip che si dichiarò incompetente ma determinò l'arresto di mia moglie nei giorni del conflitto tra me e De Magistris chiedeva all'Anm di convocare assemblee di solidarietà a Catanzaro, e mandava ai colleghi mail contro di me firmate "il Giudice condannato" o anche "The Condamned". Nelle intercettazioni io dicevo "fatti autorizzare a votare per me", ma ad Annozero trasmettevano solo il "fatti autorizzare", sottintendendo chissà quale malefatta...».
«Doppiopesismo tra me e Di Pietro, e doppiopesismo pure tra me e le giunte Bassolino e Iervolino. Ora dai vertici si chiedono dimissioni sia in Regione sia in Comune, con la motivazione che il consenso e l'azione di governo sarebbero viziati dall'illegalità, dall'immoralità. Un anno fa — quando io fui trattato come il capo di un'associazione a delinquere, il Provenzano di Campania, e il mio partito come una banda di criminali, come neppure la Dc di Tangentopoli —, i miei alleati se mi consideravano onesto avrebbero dovuto difendermi, montarmi la guardia, costruire una garitta davanti alla casa di Ceppaloni. Viceversa, non avendomi difeso, avrebbero dovuto chiedere le mie dimissioni e lo scioglimento del Parlamento. Eppure per me la gente si mobilitò, come si è mobilitata per il sindaco di Pescara. E la gente non va in piazza per i delinquenti. Non a caso, il sindaco è stato scarcerato con tante scuse; e solo adesso il Pd lo difende, in un primo tempo l'aveva abbandonato. Dopo tutto quello che è accaduto, sia chiaro che non posso essere l'attaccapanni cui appendere tutti i panni sporchi. Si arriva al punto che, per sputtanare Villari, dicono che è amico di Mastella; dimenticando che è stato amico di Buttiglione, di Rutelli, di De Mita, di Veltroni. Basta. Il male che mi è stato fatto è troppo grande. Nel 2009 si cerchino un altro capro espiatorio».

venerdì 26 dicembre 2008

Natale festa turbata da incidenti in casa, fuori e anche da incidenti di caccia!

Panettone, regali, ma anche tragedie. Il Natale, la festivita' piu' attesa dell'anno, e' stato turbato da tanti incidenti che hanno avuto teatri diversi, dalla strada alle quattro pareti domestiche.
La vicenda della donna di 32 anni morta stamani insieme a suo figlio di tre nell'incendio della loro baracca a Castelfusano (Roma), si aggiunge, infatti, a un lungo elenco di drammi natalizi. Ieri un giovane di 23 anni ha perso la vita nella sua auto sbandata in un fossato nel bresciano, un cittadino romeno di 29 anni e' morto investito mentre percorreva una strada provinciale a piedi e un autista 47enne di autobus e' deceduto nello scontro con un altro autobus a Roma a causa del malore di uno dei due guidatori. Un altro incidente stradale si e' trasformato in un grande gesto di generosita': i genitori di un giovane toscano deceduto alla vigilia di Natale hanno autorizzato un espianto multiorgano restituendo la speranza a piu' di una persona. Anche le le piste innevate hanno fatto registrare una vittima: uno sciatore di 51 anni e' morto a Obereggen in Alto Adige, travolto sotto gli occhi della figlia da uno sciatore-pirata che non si e' fermato a soccorrerlo. Pure in casa si sono sfiorate tragedie. A Genova notte di paura, ieri, per un medico e la sua famiglia che hanno dovuto abbandonare il loro appartamento per un incendio, provocato dall'impianto delle luci dell'albero di Natale; nessuno e' rimasto ferito, ma alcune famiglie che abitano nella palazzina sono state fatte sgomberare per alcune ore. Ad Ancona un peruviano di 35 anni ha tentato il suicidio, ferendosi ai polsi con un coltello da cucina, per amore: voleva tornare a tutti i costi insieme alla ex moglie, che invece non voleva saperne di riunire la famiglia. Qualcuno pero', per fortuna, ha dato l'allarme alla polizia, e l'uomo e' stato soccorso in tempo. Salvata dai carabineri, ai quali aveva telefonato dal cellulare per sfogare la sua disperazione, anche la mamma che a Livorno ha tentato di uccidersi alla vigilia di Natale, sopraffatta dal dolore per la decisione della figlia sedicenne di andare a vivere insieme al padre dopo la separazione dei genitori. Sono, invece, passati dagli auguri alle coltellate tre piombinesi: avevano trascorso la vigilia festeggiando in famiglia e dopo la mezzanotte avevano deciso di andare a fare gli auguri agli amici del bar, ma qualche bicchiere di troppo ha surriscaldato gli animi e cosi' tra i tre e' scoppiata una rissa che si e' conclusa con due feriti, due persone arrestate e una denunciata. Battuta di caccia tragica nel giorno di Natale in provincia di Arezzo: un uomo di 74 anni, Bruno Celli, fiorentino, e' stato ucciso da un colpo di fucile esploso accidentalmente dal nipote. Paura ma soltanto qualche escoriazione, invece, per le due donne anziane rimaste ferite ieri sera dal crollo di un cornicione interno della chiesa di Santa Barbara di Paterno' (Catania) mentre uscivano dopo avere partecipato alla messa. Una sequela di incidenti ai quali vanno aggiunte le tante storie di solitudine - di anziani e pensionati soprattutto - sulle quali spesso soltanto a Natale si accendono i riflettori. Vicende come quella di Valerio, un pensionato di 69 anni, mai sposato, senza figli, con una serie di problemi di salute, ritrovato nel suo appartamento di viale Certosa a Milano, morto da circa un paio di settimane, o dell'anziano di 75 anni, deceduto due giorni fa, alla vigilia di Natale, forse per infarto, nella sua abitazione a San Giorgio Lucano (Matera) ma il cui cadavere e' stato scoperto solo stamani dai carabinieri allertati dalla sorella dell'uomo, preoccupata perche' non sentiva il fratello da quattro giorni.
Natale triste e tragico per molte famiglie italiane. Nella foto di repertorio un incidente stradale