domenica 30 novembre 2008

Caiazzo, coraggiosa presa di posizione di un impiegato comunale che decide di esporsi in prima persona a favore di Di Iorio

Gaetano Chichierchia, abbraccia la battaglia del diversamente abile Roberto Di Iorio, il quale a sua volta chiama tutti a raccolta per il prossimo 7 Dicembre.
Dall'Agenzia di stampa caiatina Teleradionews abbiamo appreso e pubblichiamo anche noi, la lettera aperta che un impiegato comunale, Gaetano Chichierchia, ha scritto per appoggiare la battaglia che Roberto Di Iorio sta da anni portando avanti a Caiazzo, ovvero restituire dignità a chi nella vita è stato sfortunato. La decisione di pubblicare la lettera di Chichierchia nasce da due considerazioni. Il coraggio di una persona che non ha girato la faccia dall'altra parte di fronte alle sofferenze altrui e soprattutto il fatto che Chichierchia sebbene abbia un fratello, Antonio (che, per altro, non c'entra più di tanto in questa vicenda), ha dimostrato di essere più amministratore di tanti amministratori. Siamo sicuri, anzi siamo certi che anche in questo caso i commenti della gente saranno i soliti: "vuole mettersi in mostra, vuole stare al centro dell'attenzione etc. etc. etc.." Ebbene stavolta alle persone che pensano questo noi diciamo loro: "Avete perso una buona occasione per non mettervi in mostra e difendere gli interessi di una persona debole, sola e indifesa. Non bisogna attendere che la disgrazia capiti anche a noi per capire cosa significa non poter deambulare, tutt'altro! Altrimenti e questa è una considerazione tutta personale, in Chiesa che ca.....la ci andate a fare? Aspettiamo il Natale per fare quelle due -tre buone azioni? Natale dev'essere tutti i giorni, perchè Natale è soprattutto solidarietà!!!!" In ogni caso tanto di cappello a Gaetano Chichierchia e questo blog appoggerà tutte le iniziative che vorranno intraprendere sia lui che Roberto Di Iorio. Questa la lettera: “Caro Roberto, anch’io mi sento sconfitto. Da tempo seguo, in silenzio, le tue battaglie di civiltà e, purtroppo, devo darti ragione: nessuno ti ha ascoltato. Vuoi sapere il perché? Perché tu non sei un grande elettore, né sei figlio di un potente personaggio, né sei un uomo ricco. Hai solo la voce per gridare e la testa per pensare. Ma finchè la tua voce sarà l’unica non farà alcun rumore; ecco perché ti offro anche la mia, se tu vuoi. Scegli tu il giorno, l’ora ed il posto, meglio se davanti al bar del Presidente del Consiglio Comunale, Avv. Antonino Puorto, ed io sarò al tuo fianco per denunciare pubblicamente le tue esigenze, che sono poi quelle di tutti i diversamente abili di Caiazzo. Ma tu credi veramente che il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, l’Ingegnere Raffaele Marra, venga presso la tua abitazione per rendersi conto della situazione in cui versa il vicolo? Troppe altre faccende lo trattengono in ufficio. Questa città, che io immagino diversa, sta di fatto diventando la città dei balocchi, dove le cose serie vengono perse di vista e chi è deputato alla sua gestione, chiunque esso sia, insegue soltanto ambizioni proprie che non corrispondono, nella realtà di ogni giorno, ai bisogni della gente. Roberto, perché aspettare le votazioni per tirare le orecchie a quest’amministrazione comunale: qual è il problema, facciamolo da subito. Un abbraccio”.
QUESTO INVECE UN ALTRO E ULTERIORE INVITO CHE HA FORMULATO LO STESSO ROBERTO DI IORIO
Credevate realmente che io ROBERTO DI IORIO mi fossi arreso ?? Vi sbagliavate ! Non mi sono arreso alle varie patologie che hanno reso la mia vita un vero inferno, figuriamoci se mi arrendevo al MENEFREGHISMO COMUNALE!!! La mia vita da qualche anno non è piu' la stessa, trascino a fatica il mio corpo, tormentato da dolori di ogni genere, ed è stato questo che mi ha fatto capire la necessità di rendere LE CITTA' ACCESSIBILI E VIVIBILI AI DISABILI, purtroppo CAIAZZO non è assolutamente accessibile!!! Il Sindaco lo SA, il Vice lo SA, lo SA pure il responsabile dell'ufficio tecnico, MA NESSUNO HA MOSSO UN DITO!!! Ora BASTA!!! veniamo alle maniere forti, cominciamo a farci sentire in piazza, se la macchina organizzativa e il tempo lo permettono, Domenica 7 Dicembre, in Piazza Portavetere incontriamoci e parliamone in tanti, invito apertamente tutti i cittadini, tutte le associazioni che si occupano di disabilità, solidarietà e di barriere architettoniche, invito tutti gli "Amici di Beppe Grillo", invito tutti coloro che HANNO VOGLIA DI DIRE BASTA!!!

Caiazzo, Il mistero chiamato parcheggi. E un congiunto di una disabile caiatina chiama i Carabinieri

L'uomo da anni reclama più posti auto per disabili, avendo una sua familiare appunto con difficoltà deambulatorie
E’ successo un vero e proprio “casotto” Sabato sera a Caiazzo, laddove sono intervenuti anche i Carabinieri della locale Stazione guidata dal Maresciallo Giuseppe Oliva, in quanto sembrerebbe che il titolare di un negozio di fiori, stanco di dover attendere le “grazie di Cesare” come si usa dire da queste parti, per poter parcheggiare la vettura che usa per accompagnare una sua diretta congiunta invalida ha chiesto appunto l’intervento dei militari. La diatriba nasce dal fatto che a Caiazzo, in zona ove vive il nucleo familiare che ospita la disabile, i parcheggi sono tutti a pagamento. Per cui lo stesso caiatino è costretto ogni qualvolta che deve parcheggiare la sua vettura a recuperare un posto di fortuna. I pochi, anzi i pochissimi che sono segnalati, circa tre o quattro in tutto il perimetro caiatino, sono sempre occupati e puntualmente anche da persone che non hanno titolo a farlo. Per cui oltre all’incuria dei preposti, molte persone diversamente abili devono fare il conto anche con l’inciviltà di moltissimi automobilisti, che pur di non pagare 50 miseri centesimi occupano il più delle volte anche suoli privati. E parlando di parcheggi c’è da chiarire un altro aspetto, in quanto anche in questo caso, sembrerebbe che la convenzione con la ditta che gestisce le strisce blu a Caiazzo sia scaduta. Lo si evince da alcune indiscrezioni trapelate proprio dagli ambienti comunali ed anche da un parcheggiatore che avrebbe asserito che la multa per il grattino non corrisposto non è più applicabile. In ogni caso c’è la volontà da parte dell’Amministrazione Comunale di eliminare i parcheggi a pagamento a Caiazzo, vista anche e soprattutto a crisi che il commercio locale sta soffrendo. Per finire, ma non meno importante, il parcheggio multipiani che è in fase di costruzione nella zona antistante il Parco della Rimembranza sembra oramai divenuto una vera e propria chimera nell’immaginario locale. Infatti proprio per la crisi nera che affligge i commercianti, il più delle volte si è detto proprio che la causa è dovuta ai posti auto che non ci sono e soprattutto si è affermato che con la costruzione del nuovo parcheggio tutto sarebbe stato risolto. Già ma al momento a Caiazzo l’unica cosa che si sta risolvendo sono i contratti di locazione di molti negozianti che cessano la loro attività e consegnano licenza e chiavi di casa ai proprietari.

Piedimonte Matese, meno fiere, feste e scampagnate. Forse il Comune dovrebbe pensare alle infrastrutture e alla messa in sicurezza delle strade

In via Ercole D'Agnese, molti automobilisti percorrono l'arteria a velocità folle! E i marciapiedi creano danni fisici alla gente. Ieri due persone sono inciampate e una si è distorta la caviglia.
Ogni Comune che si rispetti, gestisce l’intero territorio in ogni suo fazzoletto. A Piedimonte Matese invece, c’è una parte della città, la zona antica, Largo San Domenico e via Ercole D’Agnese tanto per intenderci che è autogestita, nel senso che di interventi manutentivi alle infrastrutture nemmeno a parlarne. I marciapiedi sono fatiscenti, tant’è che solo ieri pomeriggio due persone sono inciampate ed una di essa si è procurata anche una forte distorsione alla caviglia. A ciò si aggiunga anche che via D’Agnese oltre ad essere un budello pericolosissimo è anche una vera e propria pista da rally. Infatti le auto che circolano il più delle volte lo fanno ad alta velocità, mettendo in serio rischio l’incolumità della gente. Ma non basta, perché a ciò si deve aggiungere anche che l’area è frequentata da molti bambini che ancora amano dare quattro calci ad una palla in mezzo alla strada, come avveniva qualche decennio fa e gli stessi rischiano seriamente di essere “arrotati” da qualche scalmanato che crede di percorrere la pista di un autodromo e non di una cittadina. Da mesi, se non anni, i residenti chiedono al Comune di installare dei dissuasori lungo tutta la strada, ma nessuno e dicasi nessuno, finora è mai intervenuto. Eppure la zona ospita anche le scuole per l’infanzia e quelle primarie, la gente in tal senso è ancora più adirata, perché ciò certifica appunto che c’è bisogno di dissuasori per proteggere loro i più piccoli. Un’altra particolarità vede l’ultimo tratto di via Ercole D’Agnese a senso unico, ma non per tutti! Infatti chi scende dalla Sorgente deve svoltare a sinistra, mentre i residenti nei pressi della Chiesa di Santa Maria Maggiore o meglio San Marcellino scendono tranquillamente in contro senso. E nel quartiere sono in molti a far notare che al Comune si pensa un po’ troppo a fiere, feste e scampagnate ma non si pensa invece a curare un po’ di più le infrastrutture cittadine, soprattutto in zone come Largo San Domenico che dovrebbero essere il fiore all’occhiello della città.
Nelle foto sopra, un rilievo del basolato e via D'Agnese

Scuola. Lite sul dimensionamento.

A Caserta tensioni e malumori tra i dirigenti, due ipotesi a confronto
di Diamante Marotta
Si preannuncia non facile il varo del piano di dimensionamento del comune di Caserta che coinvolge le scuole dell'infanzia, primarie e medie. Dopo i primi incontri con l'assessore all'Istruzione Giuseppe Casella i capi di istituto si sono più volte riuniti per formulare delle proposte condivise. Proposte che fanno discutere, suscitano malumori e scintille tra i dirigenti, e che prevedono, in un modo o nell’altro, la perdita di una dirigenza e alcuni «sacrifici» in particolare per il quarto e il quinto circolo. Ma andiamo nel dettaglio delle proposte. Due le ipotesi che sono servite di base alle ultime riunioni ma che ad oggi non hanno ancora trovato né una sintesi né un’alternativa. Questa è la prima (che sposa l’idea della «verticalizzazione»): il circolo di via Giannone non entra nel piano (765 alunni); il secondo circolo (che rispetto alla soglia dei 500 alunni è border line) unisce ai plessi di via Roma e via Barducci anche San Benedetto (724 alunni); un istituto comprensivo si forma con l’attuale terzo circolo di via Montale (materne ed elementari, 815 isritti) e la media Ruggiero di via Trento che è sotto la soglia dei 500 (così si arriva a 1067 alunni); un altro istituto comprensivo vien fuori con i plessi di via Ruggiero (materne), Buon Pastore (materne), Vanvitelli (elementari), Aldifreda (elementari), con la media Da Vinci, ora sottodimensionata (così invece si arriva a 762 alunni); istituto comprensivo «Parco degli aranci», elementari e media per complessivi 809 alunni; istituto comprensivo con i plessi di via Cilea (materne), Habitat (materne), Santa Barbara (materne), San Clemente, via Rossini (elementari), 633 alunni; la scuola media Giannone resterebbe da sola con i suoi 571 alunni; istituto comprensivo Alighieri, con la media di viale Medaglie d'Oro e la Lorenzini (elementari), 1102 alunni; istituto comprensivo con i plessi di Casola, Sommana, Tuoro, Casolla, 521 alunni; istituto comprensivo Collecini con San Leucio, Ercole, Vaccheria, Puccianiello, Sala e Casola (medie), 863 alunni. La seconda ipotesi prevede, invece, la seguente ridistribuzione plessi: il primo circolo De Amicis, 765 alunni, non viene toccato; secondo circolo con i plessi di via Roma e via Barducci (materne) acquista anche Aldifreda (elementari), 652; il terzo circolo didattico, via Montale, 815 non entra nel piano; quarto circolo didattico Lorenzini, via Ruggiero (materne), Buon Pastore Casola (materne ed elementari), Sommana, Lorenzini, Vanvitelli, Casella, 995; quinto circolo didattico: Parco Aranci, via Cilea, Habitat, via Rossigni, S.Barbara, 910; media Giannone, 571 sempre da sola; istituto comprensivo Alighieri, con la media di viale Medaglie d'Oro, San Clemente (materne, elementari), 906; scuola media «Vanvitelli e Da Vinci», con Casolla (medie), Tuoro (medie), Parco Aranci (medie), media Da Vinci, 803; istituto comprensivo Ruggiero resta con via Trento (medie), San Benedetto (materne ed elementari), Tuoro, 537; istituto comprensivo Collecini: San Leucio, Ercole, Vaccheria, Puccianiello, Sala, Casola, 863. Tutto rinviato, quindi, a domani mattina, quando i dirigenti scolastici torneranno ad incontrerarsi alla media Alighieri per tentare di trovare una proposta unitaria. L'ipotesi di piano dimensionamento dovrà essere poi inviata al comune di Caserta entro il 3 dicembre 2008 per essere approvata poi definitivamente dalla Provincia e dalla Regione.

Bombola di gas rischia di esplodere. Paura in un condominio di Caserta

Solo grazie al coraggioso intervento di un poliziotto del Commissariato di Maddaloni si è riusciti ad evitare il peggio. Un ragazzo si è lanciato dal primo piano
Tragedia sfiorata grazie alla determinazione di un poliziotto del Commissariato di Maddaloni che ha evitato lo scoppio di una di una bombola di gas che alimentava una stufa avvolta dal fuoco per cause ancora da accertare , che è stata lanciata sul pianerottolo dell'abitazione da uno degli occupanti dell'appartamento, un pensionato di 70 anni. Gli agenti di polizia, allertati dalla centrale operativa, hanno raggiunto l'edificio, spegnendo poi le fiamme e mettendo in sicurezza la bombola. Avvolta dalle fiamme, la bombola è rotolata per le scale, fermandosi in prossimità dell'ingresso del palazzo, un edificio di quattro piani in via Caudina. Un 27enne, preso dal panico si è lanciato dalla finestra della sua abitazione, al primo piano dell'edificio, riportando solo lievi contusioni alle gambe. Due condomini sono invece rimasti leggermente intossicati e dopo le prime cure in ospedale sono stati dimessi.

Movida a Caserta: un sabato tra lounge bar e ospedali

A causare l'incidente forse l'eccessivo abuso di alcool. Nelle prossime ore si conosceranno maggiori dettagli
di Luca Malese
È grave l'incidente che questa notte, intorno alle 4, ha coinvolto due automobili (irriconoscibili dopo l'incidente) nei pressi di piazza Mercato a Caserta. Si conclude così un'altra notte di movida casertana che dopo lounge bar, club e discoteche richiede l'intervento di ambulanze, carabinieri e carro-attrezzi dell'Aci. Anche se ancora non sono state verificate le cause reali del sinistro stradale, rimane l'alcool il primo indiziato del grave incidente stradale. Nelle prossime ore si conosceranno maggiori dettagli sull'incidente e sulle condizioni dei conducenti delle due auto coinvolte.

Alife. Sconfitto in finale il pugile Vittorio Parrinello conquista l'argento. Arbitraggio scandaloso

Soliti arbitraggi della boxe, Parrinello solo argento ai Mondiali militari.Il pugile di Alife è stato sconfitto in finale. Vibrate proteste dei tecnici italiani per alcuni colpi non segnalati dai giudici e non registrati, dunque, dalla macchinetta
Sconfitto in finale Vittorio Jahin Parinello dall'uzbeko Doniyarov Tulochboy ai Campionati Mondiali Militari, conclusi ieri a Baku in Azerbaijan. Anche nella categoria di 54 kg. ha influito il fattore campo, visto che quasi tutti i titoli in palio sono stati appannaggio dei pugili dell'Azerbaijan e dell'Uzbekistan, a conferma di direzioni arbitrali alquanto "casalinghe". Inevitabile, in questo clima, la sconfitta ai punti di Parinello, con i tecnici italiani a lamentarsi in più occasioni della mancata attribuzione di colpi evidenti da parte dei giudici di gara. Il pugile del Gruppo Sportivio Esercito era l'unico italiano ad aver raggiunto la finale e si è dovuto accontentare dell'argento che si aggiunge al bronzo conquistato dall'altro azzurro Di Savino. Ora l'allievo del maestro Corbo, portacolori della Matesina di Piedimonte, al rientro in Italia si preparerà ai campionati italiani in programma dal 9 al 13 dicembre a Milano.

Chi ha rubato la marmellata? Le cause al Tribunale di Marcianise...

Al monocratico tra rinvii a giudizio e giudizi rinviati. Tossicodipendente ruba un cane e tenta "cavallo di ritorno"
di Luca Malese per campaniareport
Giorni caldi per la provincia di Caserta, ancora una volta alla ribalta per fatti di cronaca. Solo negli ultimi quattro giorni sono state scoperte diverse truffe ai danni dello Stato, sequestrate discariche abusive e indagati avvocati per il caso “Crash Gost”. Ciò nonostante al tribunale monocratico di Marcianise si istruiscono processi che, se fossero lo specchio della società in cui viviamo, potremmo davvero dormire tutti con le porte aperte: un ladruncolo che, il marzo scorso, a Capua rubò una bilancia ad un fruttivendolo ed una donna che nel 2005 prese in “prestito” il fascicolo contenente graduatorie per avere sostentamenti economici. Ancora: all'epoca della fabbricazione del complesso “Big Maxicinema” un uomo tentò di rubare un trapano dal cantiere o, per chiudere in bellezza, un tossicodipendente che, dopo aver sottratto il cane al proprio padrone, ha tentato il “cavallo di ritorno”. Ci sarebbe quasi da essere fieri nel vantare una tipologia di reati del genere. Ovviamente non tutte le istruttorie sono così “divertenti”. Ma l'aspetto da considerare è un altro, poiché se pure queste siano cause, diciamo così minori, alla luce di una denuncia necessitano obbligatoriamente del loro spazio in aula. Il problema è la lentezza con la quale si affrontano: infatti, molti di questi processi vanno avanti anche da cinque, sei anni ed alcuni continuano ad essere rinviati, con tutte le spese che comportano allo Stato. A questo punto, tutti, al monocratico attendono impazienti l'arrivo del “poliziotto Jhonny Bassotto” che rivelerà finalmente chi ha rubato la marmellata!

Vitulazio, è arrivata la troupe di Report, il programma di successo condotto da Milena Gabanelli

La Rai ha visitato il Farmer Market ubicato all'interno del Centro Commerciale "Il Decumano".
Le telecamere del programma Report, condotto dalla giornalista Milena Gabanelli (nella foto), hanno fatto tappa a Vitulazio presso il Centro commerciale “Il Decumano” dove si trova il Farmer market della Coldiretti di Caserta a verificare i prezzi dei prodotti agricoli ed agroalimentari. Il servizio realizzato dai giornalisti di Rai Tre andrà in onda domani sera, domenica 30 novembre alle 21 e 30. «La questione dei prezzi dei prodotti agricoli è costantemente alla ribalta - afferma il direttore Marcello De Simone - infatti, il prezzo dal campo alla tavola, in alcuni casi, può anche triplicare sopratutto se si tratta di filiera lunga. A favorire la crescita dell’inflazione nell’agroalimentare e il calo dei consumi - aggiunge De Simone - sono soprattutto le distorsioni e i troppi passaggi esistenti nel percorso dei prodotti, durante il quale i prezzi moltiplicano e il centesimo si trasformano in euro. Il progetto della Coldiretti di Caserta, che sta lavorando ad una strategia per semplificare e razionalizzare la filiera, per rispondere alle esigenze degli agricoltori e nell'interesse dei consumatori, per affrontare l'emergenza inflazione, prevede un piano che vede il coinvolgimento delle imprese agricole, e si tratta del sistema dei farmers market. Un sistema che ha catturato l’attenzione di giornalisti che fanno un sistema d’informazione sotto forma d’inchiesta e che sono venuti sul posto a verificare i prezzi nel mercato esclusivo degli agricoltori presso il Decumano a Vitulazio, dove c’è una vendita diretta e senza intermediazioni dei prodotti».
casertasette

Alife. Mistero e dolore per la morte del Brigadiere dei Carabinieri Francesco Santangelo

Il 48enne è stato trovato nei pressi della sua abitazione in una pozza di sangue generata da una vasta ferita. L'ipotesi prevalente quella del malore
Ieri mattina l'esame autoptico del Brigadiere dei Carabinieri in servizio presso il Nucleo Operativo di Cerreto Sannita, Francesco Santangelo, 48 enne di Alife, trovato in una pozza di sangue, venerdì, alle prime ore del mattino. A trovare il corpo senza vita dell’uomo sono state la moglie Maria Luisa Rico e le figlie Monica e Lidia. Santangelo da come si apprende è stato trovato con una ferita a terra in Via Matteotti. Sembra che si sia trattato di un malore, ma ancora non si capiscono bene le cause poiché queste si potranno stabilire solo con gli esami autopici disposti dalla Magistratura sanmaritanae che sono stati effettuati ieri. Sul caso stanno indagando i Carabinieri di Alife, agli ordini del Maresciallo Giovanni Aceto sotto la direzione del Capitano Salvatore Vitiello della Compagnia di Piedimonte. Sul posto si sono recati anche i colleghi della Compagnia di Cerreto Sannita, con il Capitano Vincenzo Campochiaro e il luogotenente Pasquale Simeone. Il brigadiere, nel luglio scorso, fu uno dei protagonisti dell'Operazione Anaconda, che portò all’arresto di usurai di San Felice a Cancello e di altre persone del Beneventano. I funerali saranno celebrati oggi, domenica 30 novembre, presso la Cattedrale di Alife. A celebrare il rito funebre, sarà il Parroco della stessa Cattedrale di San Sisto, Mons. Domenico La Cerra.

Caiazzo. Una lettera anonima recapitata a Fabio Sgueglia, dirigente politico dell’Udeur finisce sul tavolo del Magistrato

L'ex consigliere comunale, dirigente regionale dell'Udeur ha inviato la missiva anche al Prefetto, ai Carabinieri ed all'intero Consiglio Comunale.
Che in città non tirasse buona aria per tante vicende che riguardano l’edilizia, si è avuto dimostrazione ieri, con una lettera anonima recapitata al dirigente regionale dell’Udeur Fabio Sgueglia (nella foto), ex consigliere comunale caiatino. In sostanza dal documento si evince che non sarebbe stato dato corso all’ordinanza 77/2005 del Tar Campania che imponeva il ripristino dello stato dei luoghi nella proprietà di Marcello De Julio, sebbene questi ha in ogni caso fatto ricorso al Consiglio di Stato. Sgueglia la lettera così come gli è pervenuta l’ha inviata al Prefetto, ai Carabinieri e a tutti i consiglieri comunali di Caiazzo, precisando anche che: “Nonostante il sottoscritto attualmente non eserciti pubbliche funzioni nel Comune di Caiazzo, pur impegnato in altri settori della vita pubblica e privata, è comunque ancora oggi punto di riferimento per una parte di cittadini di Caiazzo che si riconoscono nei principi della legalità e della trasparenza, segno che il lavoro fin qui svolto ha dato buoni frutti. Per questi motivi, per non tradire la fiducia dei caiatini, ho trasmesso sotto forma di esposto la lettera che parla dell’intera vicenda in questione, recapitata presso l’abitazione del sottoscritto in forma anonima e che contiene elementi tali da far ritenere necessario un approfondimento da parte delle SS.LL.” Lo stesso Sgueglia poi continua anche con un fermo invito al tecnico comunale ing. Raffaele Marra. “ In modo particolare il sottoscritto invita il Tecnico Comunale a valutare quanto sopra esposto al fine di adottare eventuali provvedimenti nell’interesse supremo del Comune di Caiazzo.” Fabio Sgueglia da consigliere comunale ha svolto tante battaglie pro-territorio e per la legalità. E tiene a ribadirlo: “Nel corso del passato mandato elettorale, nella qualità di rappresentante del popolo ho condotto una campagna di sensibilizzazione definita anche ‘della legalità’ soprattutto per esercitare il controllo sugli atti prodotti dall’amministrazione comunale.” Questo se vogliamo interpretarlo è un invito all’attuale minoranza consiliare a fare altrettanto. In ogni caso Sgueglia ha consegnato brevi manu la lettera pervenuta glia anche al sindaco Stefano Giaquinto, sebbene questi non ha voluto prendere alcuna posizione in merito, ma attende solo gli sviluppi della vicenda

Piedimonte Matese. Lotta alla criminalità. Undici arresti e decine di persone denunciate per vari reati dai Carabinieri nel mese di novembre.

400 arrestati e 1500 denunciati tra il 2007 e il 2008. Il capitano Salvatore Vitiello e i suoi uomini si sono mostrati dei "cecchini" infallibili! E la popolazione plaude all'opera meritoria dell'Arma
Sono undici le persone finite in manette e decine quelle denunciate all’Autorità Giudiziaria, durante una serie di brillanti operazioni portate a termine dai Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, al comando del Capitano Salvatore Vitiello, che hanno avuto come obiettivo principale quello di garantire sicurezza ai cittadini e di affermare la legalità su tutto il territorio. L’impegno dei militari delle Stazioni dislocate nel comprensorio matesino e quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile, diretti dal Maresciallo Giuseppe Calabrese, ha portato durante il mese di novembre, ai seguenti risultati: il 1° giorno del mese, a Piedimonte, viene arrestato per furto aggravato Gaetano Biondi, 27enne, pregiudicato di Gioia Sannitica. Il 3 novembre, a Prata Sannita, segue l’arresto per rapina aggravata del pregiudicato Vincenzo Russo, 50enne del posto. Il giorno successivo a Dragoni l’arresto di Kiant Kieven, 24enne di origine asiatica, responsabile del reato di immigrazione clandestina e sospettato di essere l’autore di alcuni furti. Stessa sorte il 6 novembre per un immigrato di origine nordafricana, Jon Ampson, 38enne, arrestato nella zona di Prata Sannita. L’8 novembre, nella periferia di Alife, per furto in abitazione, finisce in carcere una pregiudicata di origine rom, Marisella Sarov, 22enne. Il 14 novembre, ancora a Prata Sannita, finisce in manette un clandestino di origine nordafricana, Sagoo Kwasi, 25enne, che non aveva rispettato il decreto di espulsione emesso a suo carico. Il giorno successivo, su un provvedimento emesso dal Tribunale, l’arresto di Potito Vicco, 45enne, pregiudicato di Piedimonte Matese, riconosciuto responsabile di una serie di reati che vanno dall’evasione, alla violenza sessuale e alla corruzione di minorenni. Il 19 novembre, a Piedimonte Matese, per evasione dagli arresti domiciliari, finisce in carcere Donatella Passariello, 30enne del posto. La notte del 23 novembre, sempre a Piedimonte Matese, finiscono in manette per reati contro la persona ed il patrimonio, Alessandro Fusco e Gustavo Sgambato, entrambi 19enni del posto. Ancora a Piedimonte, il 27 novembre, le porte del carcere si spalancano per il pregiudicato Gaetano Colella, 18enne del posto, arrestato per tentata estorsione, danneggiamento aggravato e detenzione illegale di armi. Decine inoltre la persone denunciate all’Autorità Giudiziaria per una serie di reati contro l’ambiente, in particolare per ciò che riguarda l’abusivismo edilizio. Nella circostanza sono stati sottoposti a sequestro immobili in fase di realizzazione nel Parco Regionale del Matese, nonchè un centro commerciale in fase di realizzazione nei pressi di Piedimonte. Il valore complessivo dei sequestri effettuati supera i due milioni di euro. Rilevante infine anche l’attività svolta presso gli istituti scolastici della zona per prevenire l’insorgenza di fenomeni di devianza minorile. Nel corso di tali operazioni sono stati eseguiti controlli sulla dispersione scolastica, durante i quali sono stati denunciati otto genitori per l’inosservanza dell’obbligo di garantire l’istruzione ai figli minori. Tre giovani studenti sono invece stati deferiti per detenzione illegale di sostanze stupefacenti , nella fattispecie dosi di “marijuana” finite ovviamente sotto sequestro. E’ doveroso evidenziare un dato di assoluto rilievo per l’Arma di Piedimonte Matese, che con i risultati di questo mese, per il solo biennio 2007 – 2008, ha proceduto a oltre 400 arresti, di cui i 2/3 eseguiti in flagranza di reato, mentre oltre 1.500 sono state le persone denunciate per reati vari all’Autorità Giudiziaria.
Foto e Comunicato stampa pervenuto dall'Arma dei Carabinieri

Piana di Monte Verna, vernissage di lusso il prossimo 7 Dicembre a Santa Maria a Marciano.

Concerto di musiche medievali con il gruppo vocale “Rosa das Rosas”
La Chiesa di Santa Maria a Marciano, da poco inaugurata dopo un sontuoso restyling curato nei minimi particolari dal Vicario Generale della Diocesi di Alife – Caiazzo, Mons. Giulio Farina (nella foto), sarà lo scenario incantevole che il prossimo 7 Dicembre vedrà il gruppo vocale “Rosa das Rosas” dare uno spettacolo di canti e musica medievale. La Chiesa, vero gioiello dell’architettura gotica, conserva ancora al suo interno affreschi trecenteschi. Nella stessa serata, intorno alle 20.00 si terrà anche la presentazione della “Guida didattica della Chiesa di Santa Maria a Marciano” curata dalla dottoressa Angela Di Matteo, voluta fortemente dallo stesso Sacerdote di Piana di Monte Verna Mons. Farina. La guida corredata da trenta fotografie a colori, descrive in modo agile e comprensibile la sotria della Chiesa, la sua architettura, soffermandosi sui caratteri ed i significati storico – artistici degli affreschi ivi conservati. Il testo è sia un diretto e semplice riferimento per il visitatore interessato al monumento, sia un libro a misura di bambino, mirante a sollecitare negli alunni delle scuole la curiosità di visitare e conoscere meglio un bene culturale loro vicino. A tutto ciò si aggiunga l’opportunità del formato tascabile della guida, molto pratico, che ha contribuito a rendere una impostazione del testo necessariamente semplice e contenuto. Giova ricordare che Santa Maria a Marciano è stata chiusa al pubblico mezzo secolo fa e solo il mese scorso, come sopra citato, è stata riaperta. Il sito ha ospitato anche il Papa Urbano intorno all’anno mille, che giunse nella terra di “Cajazza” per convincere Pier delle Vigne a scendere in campo per la Crociata. Per cui si tratta di un appuntamento non solo di spessore sul piano culturale, ma anche suggestivo e immergerà il visitatore per una sera nel medioevo.

sabato 29 novembre 2008

Si e' suicidato l'ex assessore del Comune di Napoli Giorgio Nugnes, coinvolto nell'inchiesta della procura partenopea sugli scontri avvenuti nel quartiere di Pianura, nel gennaio scorso, durante le manifestazioni antidiscarica.
Nugnes (nella foto) era stato sottoposto agli arresti domiciliari il 6 ottobre scorso, misura in seguito sostituita dal divieto di dimora nel quartiere Pianura. Il 20 ottobre si era dimesso dal suo incarico. Aver contribuito all'organizzazione delle proteste, poi degenerate in vari episodi di violenza, che nel gennaio scorso divamparono nel quartiere Pianura contro la riapertura della locale discarica. Era questa l'accusa fornulata dai pm di Napoli nei confronti di Giorgio Nugnes, l'ex assessore comunale che stamani si e' tolto la vita. Nugnes, secondo i magistrati, avvalendosi delle informazioni sugli spostamenti delle forze dell'ordine - informazioni che otteneva grazie al suo ruolo istituzionale - avrebbe dato un contributo rilevante alla realizzazione dei blocchi stradali, circostanza confermata, a giudizio degli inquirenti, da alcune intercettazioni telefoniche. Posto agli arresti domiciliari il 6 ottobre scorso - misura poi trasformata in divieto di dimora a Pianura, con una successiva autorizzazione a trascorrere tre notti la settimana nell'abitazione di famiglia - Nugnes era stato interrogato il 13 ottobre dal gip Giordano e dal pm Ardituro, respingendo con fermezza tutte le accuse di ''regia'' degli scontri. Il 28 ottobre a Nugnes, al consigliere comunale Marco Nonno e ad altri 39 indagati nell'inchiesta era stato notificato un avviso di conclusione indagini, atto che con ogni probabilita' ha come conseguenza la richiesta di rinvio a giudizio.
IERVOLINO HA PIANTO PER LA NOTIZIA
Il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino, ha appreso piangendo la notizia del suicidio dell'ex assessore comunale Giorgio Nugnes mentre era impegnata nell'inaugurazione di due edifici scolastici. Profondamente commossa, il sindaco si sta recando con il suo vice, Sabatino Santangelo, nell'abitazione dove Nugnes si e' tolto la vita.
SECONDO L'ACCUSA ERA IL REGISTA DEGLI INCIDENTI DI PIANURA
Uno dei ''registi'' degli incidenti di Pianura, il quartiere alla periferia ovest di Napoli dove a gennaio scorso la protesta contro la riapertura della discarica degenero' in guerriglia urbana con scontri con le forze dell'ordine, assalti agli autobus, lancio di petardi, blocchi stradali. Con questa accusa il 6 ottobre scorso Giorgio Nugnes, esponente del Pd e assessore comunale alla Protezione civile, oggi morto suicida, fu arrestato nel corso di una operazione che coinvolse complessivamente 37 indagati tra cui un consigliere comunale di An, Marco Nonno, e alcuni leader della tifoseria ultra' del Napoli. Per gli inquirenti della Dda di Napoli e per gli investigatori della Digos a soffiare sul fuoco della rivolta popolare erano i due politici, entrambi residenti a Pianura, i quali, nonostante fossero schierati su fronti opposti, erano accomunati dall'intento di impedire la riattivazione del sito di Contrada Pisani. Mentre Nonno fini' in carcere, nei confronti di Nugnes furono disposti gli arresti domiciliari. Il motivo della diversa valutazione lo aveva chiarito il gip Luigi Giordano nella sua ordinanza di custodia cautelare: Nonno era ritenuto l'organizzatore e l'istigatore, in virtu' anche dei suoi stretti rapporti con gli esponenti del tifo violento, mentre Nugnes - sottolineo' il gip - aveva si' offerto ''un contributo concreto'' agli incidenti ma non appariva provato un suo ruolo di istigatore. A mettere nei guai l'assessore era stata soprattutto una telefonata del 3 gennaio quando Nugnes, parlando con Nonno, aveva avvertito degli spostamenti delle forze di polizia che si stavano recando a presidiare l'area di accesso alla discarica. ''Sono partiti...stanno a Fuorigrotta'', disse in un momento concitato Nugnes che per l'accusa avrebbe utilizzato informazioni ottenute grazie alla suo ruolo di amministratore. Successivamente, quando l'assessore venne a sapere di essere intercettato - scrissero i magistrati - assunse un atteggiamento assai piu' prudente, ostentando anche una ostilita' nei confronti del collega di Alleanza Nazionale. Nugnes, durante l'interrogatorio davanti al gip, respinse le accuse spiegando di aver ''visto, ma solo per un caso nel quartiere Fuorigrotta, i blindati delle forze dell'ordine che si stavano spostando verso Pianura''. Non ci sarebbe stato insomma alcun disegno ne' volonta' di rivelare notizie di cui era a conoscenza per il suo ruolo istituzionale. Le successive tappe della vicenda giudiziaria non furono del tutto sfavorevoli all'assessore, che si era dimesso dalla carica il giorno stesso dell'arresto. Il Tribunale del Riesame sostitui' infatti gli arresti domiciliari con la misura piu' attenuata del divieto di dimora nel quartiere Pianura. E alcune settimane dopo un nuovo provvedimento, con il parere favorevole della procura, venne incontro alle esigenze dell'indagato: tre giorni a settimana - lunedi', mercoledi' e venerdi' - poteva far ritorno nella propria abitazione dove all'alba di oggi si e' tolto la vita.
TENSIONI E URLA SOTTO LA CASA DI NUGNES
Momenti di forte tensione si stanno registrando in via Grottole, nel quartiere Pianura, sotto l'abitazione dell'ex assessore comunale Giorgio Nugnes, suicidatosi questa mattina. Un gruppo di persone - cittadini e amici di Nugnes - ha inveito contro cronisti e fotografi (''siete peggio delle iene'') spintonando con violenza quelli piu' vicini all'ingresso dello stabile. Urla sono state rivolte anche contro le istituzioni. Per riportare la calma sono intervenuti i carabinieri, che presidiano la zona.

Tangenti agli agenti del fisco. Indagato ottiene domiciliari e si dimette

Tra i "corruttori" anche il titolare di un'azienda di costruzioni del casertano. Ha confessato di aver dato soldi per consulenze...
Lascia il carcere l'assistente tributario dell'Agenzia delle entrate di Bologna arrestato con l'accusa di aver intascato mazzette per cancellare le irregolarita' fiscali di alcune ditte di costruzioni. Il Tribunale del Riesame del capoluogo emiliano gli ha concesso gli arresti domiciliari nonostante il parere contrario del Pm Flavio Lazzarini, titolare dell'inchiesta che vede indagati una decina di dipendenti dell'Agenzia delle entrate per reati che vanno a vario titolo dalla corruzione, tentata e consumata, alla truffa aggravata ai danni dello Stato (risultavano al lavoro mentre erano a giocare al tennis o a fare shopping). Nella stessa inchiesta sono indagati per corruzione tre fra amministratori e soci delle ditte coinvolte. Uno di questi, irreperibile al momento dell'esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip Andrea Scarpa, si e' costituito in settimana. Interrogato dal Gip, ha ammesso di aver dato denaro all'assistente tributario ma si e' difeso sostenendo di averlo fatto per pagare una sorta di consulenza fiscale. Un altro imprenditore, arrestato nel casertano, ha ottenuto gli arresti domiciliari. Nel frattempo l'assistente tributario ha rassegnato le dimissioni.

Camorra, imponevano il pizzo pre -natalizio. Quattro arrestati del clan Moccia. Tra loro anche un casertano

Tutti i pregiudicati sono ritenuti responsabili di concorso di estorsione, tentata estorsione e consumata estorsione. Hanno chiesto 15.000 euro ad una ditta edile per farla stare "tranquilla".
Volevano imporre il ''pizzo'' pre natalizio'' le quattro persone arrestate questa mattina dai carabinieri di Castello di Cisterna su disposizione della dda di Napoli: si tratta di Luigi Canfora, di 41 anni, di Nola,Raffaele Furino di 31, anche lui di Nola e attualmente in carcere, Luigi Francesco Vetrano di 55 anni di Camposano e Luca Mariniello di 42 di Ora di Atella (Caserta). Tutti sono ritenuti responsabili in concorso di estorsione, tentata e consumata, ai danni del titolare di una ditta edile al quale avevano chiesto la somma di 15.000 euro annui a titolo estorsivo per la ''tranquilla prosecuzione'' della attivita' da suddividere in tre trance (Natale, Pasqua e Ferragosto) reati aggravati dall'articolo 7 della legge ''Falcone'' avendo agito con metodi mafiosi e per agevolare le finalita' dell'organizzazione camorristica di appartenenza (il clan, facente capo a Ciro e Marcello Di Domenico, entrambi arrestati dopo un lungo periodo di latitanza, attualmente capeggiato da Mariniello, oggi sottoposto a fermo, cognato dei Di Domenico). Secondo quanto si apprende, il gruppo Di Domenico e' uno dei piu' temuti sodalizi ''satelliti'' del clan Moccia di Afragola

Caiazzo, Ancora Di Iorio e ancora via Messeri strada centrale caiatina ad essere oggetto di discussione.

Roberto diversamente abile racconta la sua storia " in via Messeri mi sento sconfitto...ma non è così
Monta la rabbia in Roberto Di Iorio, cittadino caiatino, residente in via Messeri. L’uomo lamenta il fatto che ha la strada che porta innanzi la propria abitazione versa ancora in uno stato precario. Questa la sua spiegazione: “Mi sono battuto in tutti i modi,per chiedere che venisse riparato un vicoletto, ho tentato di far capire l'importanza e soprattutto la necessità di rendere "accessibile" i paesi, le città, ho parlato di leggi, di sensibilità, di barriere architettoniche, ma non sono stato ascoltato, anzi,le "Istituzioni, mi hanno deriso"si sono prese gioco di me. Purtroppo battersi contro le barriere culturali è una battaglia persa in partenza, la ristrettezza mentale di alcuni politicucci provinciali è talmente patologica, da non riuscire a trovare un accordo civile, chi sono io e cosa ho chiesto ? Semplice, io sono un semplice cittadino, diversamente abile, vivo a Caiazzo, un piccolo paesino del casertano, ho chiesto alle Istituzioni Comunali e Provinciali di fare qualcosa per rendere vivibile e soprattutto accessibile ai disabili i vicoli e il cimitero di Caiazzo. Naturalmente non sono stato ascoltato, a dire il vero, qualcuno ha pensato bene di prendermi anche per i fondelli, mandando un paio di operai a mettere la solita “toppa” e niente altro! Ne il Comune di Caiazzo e ne la Provincia di Caserta si sono posti il pensiero “disabili”, almeno no a Caiazzo! Questa non è una mia sconfitta personale, ma una sconfitta di tutti quei cittadini onesti, che pagano regolarmente le tasse ma che non vengono presi in considerazione dalle Istituzioni ! Ricordatelo quando andate a votare !”

Caiazzo, piatti tipici del medio Volturno, resoconto del quarto appuntamento

Continua con successo il concorso “I Piatti Tipici del Medio Volturno”, iniziativa promossa dall’associazione Pro loco Caiazzo.
Il quarto appuntamento gastronomico del concorso si è tenuto ad Alvignano presso l’azienda agrituristica Verde Oliva, che già la scorsa edizione era entrata a far parte del Circuito dei Piatti Tipici del Medio Volturno. Hanno partecipato alla cena-degustazione circa 70 persone, compresa la giuria tecnica. In occasione della serata l’Agriturismo Verdeoliva ha ospitato le opere della scultrice Diana D’Ambrosio ed era presente l’intrecciatore di vimini Pasquale Petrazzuoli che ha realizzato al momento cesti e panieri.
Il menù proposto dal ristoratore Sabino Serra ha conquistato i giurati. Esso era composto da:
Antipasto: Girandola matesina, cioè una selezione di formaggi –caciotta di bufala e caciocavallo con confettura di olive caiazzane e pecorino scamosciato e stagionato con marmellata di mele annurche e menta, accompagnati da cicoria ripassata con aglio e peperoncino e una zuppa di fagioli e porcini per consentire l’assaggio dell’olio di nostra produzione.
Primo: Risotto al Casavecchia. L’origine dell’odierno vitigno del “Casavecchia”si fa risalire alla riscoperta presso un vecchio rustico (da cui la denominazione Casa-vecchia) di un ceppo unico sopravvissuto alle epidemie di filossera. Antenato di questo vitigno è l’antico trebulanum, citato da Plinio il Vecchio, e prodotto nel casertano per i soldati romani.
Secondo: Coniglio alla cacciatora ripieno di maialino e scarola imbottita. Amelia Fragola racconta nel suo “Antichi sapori del Sannio” le abitudini alimentari dei contadini delle antiche terre sannite: “Nella tradizione di queste zone, il pasto principale rimaneva quello serale, poiché durante la giornata uomini e donne erano in campagna a lavorare. Al rientro quindi la famiglia si riuniva il piatto forte era la pasta, seguita da verdure, uova o formaggio. La domenica poi bisognava santificare. Il pranzo era più elaborato e, oltre al primo piatto abbondante, c’era la carne, i polli ruspanti, i conigli imbottiti”. (Amelia Fragola 1990).
Dessert: Crostata di ricotta di bufala e limone.
Ricordiamo che il prossimo appuntamento del concorso si terrà il 4 dicembre presso il ristorante Rio delle Tavole di Caiazzo. Per essere protagonista nella scelta dei piatti tipici del Medio Volturno, entra a far parte della giuria popolare telefonando all’associazione Pro loco Caiazzo dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.30 e dalle ore 16.30 alle ore 18.00 al numero 0823.862761.
Nella foto il fiume Volturno

venerdì 28 novembre 2008

Guardia di Finanza. Sequestrati 22.373 mq di discariche abusive. Complessivamente quatro denunciati tra Marcianise e Maddaloni

Le Fiamme Gialle della Compagnia di Marcianise, nel corso di un servizio finalizzato alla prevenzione ed alla repressione dei reati in materia di polizia ambientale, hanno individuato in Marcianise e Maddaloni nr. 4 discariche abusive, della superficie complessiva di mq. 22.373, adibite a discariche abusive di inerti, rifiuti catalogati speciali e pericolosi consistenti, tra l’altro, in rottami ferrosi, pneumatici di varie misure, carcasse di elettrodomestici, plastica, nr. 02 autocarri in stato di abbandono, tralicci in cemento, residui di componenti bituminosi (asfalti stradali), tralicci in ferro e diversi altri residui di attività di demolizione, quantificati in circa 1.800 metri cubi di materiale.
Da un’attenta ricognizione dell’area è emerso che i suddetti rifiuti non sono il frutto di sversamenti occasionali, ma di ripetuti scarichi effettuati costantemente nel tempo, tali da far ritenere che i siti fossero stati volutamente adibiti a discarica non autorizzata, in violazione dell’art. 256 del D. Lgs. 152/2006.
Le aree sono stata sottoposte a sequestro preventivo ex art. 321 C.P.P. e gli autori, individuati in C.C. di anni 56 di Caserta, L.G. di anni 50 di Marcianise (CE), R.G. di anni 58 di Maddaloni (CE), D.I. di anni 39 di Marcianise (CE), sono stati denunciati all’A.G. di S. Maria C.V., in quanto ritenuti responsabili del reato di cui all’art. 256 D.Lgs 152/2006.
L’attività svolta dai finanzieri di Marcianise rientra in un più ampio contesto di interventi sistematicamente pianificati e, finalizzati ad individuare aree private sulle quali illecitamente vengono sversati rifiuti speciali e pericolosi. In questi casi il proprietario dell’area, oltre a rispondere del reato di “attività di gestione di rifiuti non autorizzata”, viene anche obbligato alla bonifica del sito, imponendo quindi una sorta di qualificazione dell’area.

L'Unpli chiede la mobilitazione per scongiurare la scomparsa del Servizio Civile Nazionale

Vincenzo Santagata si appella a tutti: "Petizione on-line promossa dall'Arci Servizio Civile per salvare il Servizio Civile: tra i firmatari figurano Mario Perrotti, nostro Responsabile Nazionale, e tanti altri che forse conoscete."
Questa la lettera di Santagata inviata alla stampa: "Come saprete, infatti, l'esiguo bilancio previsto quest'anno in finanziaria rende dubbio l'avvio di tutto il SC per il quale, tra l'altro, anche l’UNPLI ha appena presentato i progetti. Con il taglio drastico del 42% delle risorse economiche a disposizione per il Servizio Civile Nazionale, infatti, si è passati dai 299 milioni, stanziati per il 2008 dal precedente esecutivo, ai 171 previsti nella finanziaria per il 2009: il peggiore della storia recente del Servizio Civile Nazionale! Cifre che mettono addirittura a rischio la possibilità per i giovani italiani di partecipare nel 2009 a questa importante opportunità. Già quest'anno il Servizio Civile ha avuto una battuta d'arresto con soli 32.000 volontari rispetto ai 50.000 del 2007. A nulla sono valsi gli appelli che ormai da anni gli Enti, anche attraverso la CNESC (Conferenza Nazionale per il Servizio Civile), continuano a lanciare sulla necessità di uno stanziamento minimo di 400 milioni l'anno per un Sistema di Servizio Civile Nazionale che consenta l'avvio di 70.000 - 80.000 volontari l'anno. A nulla sono valse le numerose ricerche fatte in questi anni da Enti, Università, Istituti di ricerca, CNESC e dall'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile che hanno messo in risalto l'alto valore sociale, educativo e culturale del Servizio Civile Nazionale per i giovani, per i territori e per la società civile tutta quale strumento di coesione sociale e diffusione di una cultura di cittadinanza attiva, nonviolenza e solidarietà che oggi ci pare sia una delle poche, vere, emergenze nazionali. Ritornando alla petizione, in pochi giorni sono state raggiunte più di 5.000 firme! L’UNPLI ha aderito totalmente a questa iniziativa e, dunque, se girate quest'appello a tutti quelli che hanno svolto il SCN presso le vostre Pro Loco e a tutti quelli che conoscete, potremo raggiungere l’obiettivo delle 250.000 firme e, come è già accaduto per l’appello in difesa di Saviano, diventare un caso nazionale. E si sa che quando un fatto diventa un caso nazionale ed è preso in considerazione dai media non solo esiste, ma soprattutto “costringe” chi è demandato alla sua soluzione a porsi il problema.

mercoledì 26 novembre 2008

Alife, la Guardia di Finanza sequestra un capannone di 350 mq di eternit e un’area piena di rifiuti inquinanti. Perfino una vecchia 126!

Ennesimo blitz delle fiamme gialle di Piedimonte Matese, coordinate dal Luogotenente Liliano Liberato, per la prevenzione e repressione degli illeciti ambientali.
Nel caso specifico ad essere denunciata alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, una donna di Alife, proprietaria di un terreno ubicato in località San Michele. La signora infatti nel corso degli ultimi anni ha accumulato un cospicuo cumulo di rifiuti da risulta, materiale ferroso, gomme e perfino una vecchia Fiat 126 diventata arrugginita col passare degli anni e quindi simile ad una carcassa ferrosa. Ma quello che è più rimbalzato agli occhi degli inquirenti, nel momento in cui hanno messo a segno il blitz è stato un intero capannone di circa 300 metri quadri, completamente ricoperto di lastre di eternit mal conservato a causa delle intemperie e quindi altamente tossico, atteso che la particelle delle lastre grazie anche al vento venivano disseminate nella campagna circostante. Da tempi i militari di Piedimonte Matese, su precise disposizioni del Comando Provinciale di Caserta guidato dal Colonnello Francesco Saverio Manozzi hanno avviato minuziosa attività per la prevenzione e conservazione degli ambienti circostanti l’area matesina, definita all’unisono una delle perle naturali della provincia di Caserta e dell’intera Regione Campania. C’è da dire anche che nella fattispecie, la signora proprietaria del terreno era pur inconsapevole di detenervi una vera e propria bomba inquinante. Ad ogni modo l’intervento effettuato dai finanzieri non è fine a se stesso, poiché grazie alla segnalazione fatta alla Procura della Repubblica sammaritana, il Magistrato sicuramente disporrà, a spese della parte, la bonifica del terreno e soprattutto dell’eternit alloggiato sul capannone a mo di tetto. E’ il terzo, significativo intervento che la Guardia di Finanza di Piedimonte Matese ha fatto durante quest’anno ad Alife. In ordine di tempo la mega discarica ubicata all’interno dell’ex stabilimento Cirio, successivamente un area ove vi erano depositate migliaie di gomme e l’intervento effettuato nei giorni scorsi in località San Michele. Davvero un’opera di prevenzione encomiabile.
Nella foto il Comandante della Guardia di Finanza di Piedimonte Matese dott. Liliano Liberato
Tratto dal Corriere di Caserta

Truffa al Servzio Sanitario della Campania. I carabinieri stanno eseguendo sette arresti

Nei guai medici, farmacisti e collaboratori. Estraevano sostanze proibite dai farmaci dopanti e le rivendevano sul mercato nero
I carabinieri del comando provinciale di Napoli stanno eseguendo sette ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip nei confronti di medici, farmacisti e loro collaboratori, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni del servizio sanitario nazionale, falso, ricettazione, produzione e traffico di stupefacenti ed altri reati. Durante le indagini i carabinieri hanno scoperto che i sette, mediante la presentazione al servizio sanitario nazionale di ricette, si erano appropriati di specialita' farmaceutiche contenenti sostanze stupefacenti o anabolizzanti. Dall'estrazione in laboratori compiacenti di tali principi attivi e dalla successiva vendita sul mercato clandestino, oltre che dal rimborso delle ricette dal sistema sanitario nazionale, l'organizzazione si procurava ingenti guadagni.
A FRA POCO PER ALTRI AGGIORNAMENTI...

Limatola pace fatta tra Peppone e don Camillo, dopo l'ennesimo blitz di Giuseppe Sangiovanni e "Le Iene"

Il giornalista free-lance di Caiazzo ha traghettato lo staff di Mediaset nel paesino beneventano. Sindaco e Sacerdote si sono stretti la mano.
di Giuseppe Sangiovanni
Questa in sintesi la soap-opera in onda da qualche anno nel comune sannita- con i quattromila abitanti, spettatori della nuova divertente e fortunata serie del film di “Peppone e don Camillo”. I protagonisti del divertente “lungometraggio” girato nel terzo millennio a Limatola, il sindaco Mario Marotta, consigliere provinciale, stimato medico di base- che cura amorevolmente la salute di gran parte dei cittadini limatolesi, e don Giuseppe Giuliano, vulcanico parroco- della chiesa di San Biagio da diciassette anni, curatore d’anime dell’intera e laboriosa comunità. Pomo della discordia, un campo di calcetto, per il sindaco da demolire perché abusivo, per il prete di pubblica utilità. Una Jhad interminabile- quella combattuta dai due, ieri abbracciatisi davanti alle telecamere del biscione. Guerra finita? C’è da sperarlo...
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Furto di energia elettrica, arresti dei Carabinieri di Casal di Principe

Nei guai anche una insospettabile casalinga e un titolare di quattro esercizi commerciali.
Un pregiudicato, una casalinga ed un titolare di quattro esercizi commerciali: una macelleria, una pescheria, un supermercato e un bar, sono stati arrestati dai Carabinieri a Casal di Principe e a Villa Literno con l'accusa di furto aggravato di energia elettrica ai danni dell'Enel. Con allacciamenti abusivi alla rete dell'Enel o mediante manomissioni dei contatori garantivano in maniera gratuita ad abitazioni ed ai negozi la fornitura di energia elettrica. Gli allacciamenti abusivi o le manomissioni dei contatori sono un fenomeno assai diffuso sopratttutto nell'agro aversano ed i Carabinieri della Compagnia di Casal di Principe, diretta dal capitano Alfonso Pannone, nell'attivita' di contrasto a tale fenomeno, hanno arrestato tra Casal di Principe e Villa Literno , dall'inizio dell'anno 49 persone, alcune delle quali legate al clan dei casalesi.
L'INDAGINE PORTO' GIA' A CINQUE ARRESTI NEL GENNAIO 2008.
Articolo del 16 Gennaio 2008
L'indagine sui furti di energia elettrica è al suo secondo round dopo una prima operazione del giugno 2007 che ha spedito in carcere quindici persone tra cui il cugino di Francesco Schiavone, alias Sandokan. E non sono mancati, anche stavolta, nomi e cognomi eccellenti. Tra gli arrestati di ieri per il reato di furto aggravato di energia elettrica c'è anche Giuseppina Bardellino, sessantasette anni, sorella del boss deceduto Antonio Bardellino e di Ernesto, ex sindaco negli anni ottanta di San Cipriano D'Aversa. I carabinieri della compagnia di Casal Di Principe coordinati dal capitano Alfonso Pannone, in collaborazione con tre squadre di tecnici Enel, hanno eseguito controlli in via Victor Hugo e nelle zone limitrofe dove hanno trovato cassette di derivazione della rete elettrica pubblica raggiunte da allacciamenti abusivi che venivano poi collegati alle abitazioni senza contatore. Un modo per non pagare la bolletta ed essere un fantasma per l'ente che distribuisce elettricità in tutta Italia. Gli investigatori ed i tecnici hanno scoperto, in particolare, agganci ai fili d'illuminazioni di strade o sistemi più sofisticati con interruttori nascosti che consentono di regolare il consumo di energia elettrica. Insegnanti, casalinghe, operai, ma anche insospettabili pensionati sono ora agli arresti domiciliari. Oltre a Giuseppina Bardellino sono stati tratti in arresto due fratelli: Gennaro D'Angelo di sessantasei anni e Antonietta D'Angelo di sessantacinque, mentre il padre dei due di ottant'anni è stato denunciato in stato di libertà. E' finita in manette anche Miranda Pezzella, trentanove anni di Casal Di Principe e Antonio Ziello, cinquantuno di Villa Literno.
ALTRE CINQUE PERSONE IL 15 OTTOBRE FINIRONO IN "GATTABUIA"
Articolo del 15 Ottobre
Si tratta di Orsola Alaia, di 47 anni, Nicola Castaldo, 46, Anna Crispino, 45, Gaetano Crispino, 52, Carlo Cristiano, 45. Tutti, residenti in via Taranto, sono finiti agli arresti domiciliari, tranne Castaldo, associato al carcere di Santa Maria Capua Vetere perché con precedenti. Dall’inizio dell’anno sono 45 le persone arrestate dai carabinieri con l’accusa di alimentare le proprie abitazioni, ma anche esercizi commerciali, attraverso allaccia abusivi alla rete Enel. Una truffa che sembra essere sempre più “comune” a Casal di Principe e nei comuni viciniori di Casapesenna, San Cipriano d’Aversa e Villa Literno.

Campania felix o Campania inquinata? Impressionante resoconto dell'Arpac

Più di 2500 siti potenzialmenti inquinati. E la provincia di Caserta è seconda solo a Napoli con 815 aree a rischio...
Sono 2551 i siti potenzialmente inquinati in Campania: aree dove sono presenti discariche, abbandono incontrollato di rifiuti, sversamento non autorizzato di residui industriali. E' quanto rende noto l'Agenzia regionale protezione ambientale Campania (Arpac) che, grazie ai laboratori del centro regionale siti contaminati ha delineato una 'mappa delle zone avvelenate''. Dati, quelli dell'Arpac, di gran lunga superiori ai siti presenti nell'anagrafe nazionale che, invece, segnala 48 siti potenzialmente inquinati. E' soprattutto la provincia di Napoli a registrare il piu' alto numero di siti che potrebbero essere avvelenati: 1186 di cui 1011 privati e 175 pubblici. Segue la provincia di Caserta con 815 siti di cui 313 pubblici e 502 privati; Salerno con 320 siti (113 pubblici e 207 privati); Avellino con 125 siti (41 pubblici e 83 privati) e i 105 siti di Benevento,di cui 55 pubblici e 50 privati. Ad oggi, in Campania, ci sono 6 dei 55 siti di interesse nazionale considerati inquinati: Napoli Orientale; Litorale Domitio-Flegreo e Agro Aversano; Bagnoli-Coroglio; Litorale Vesuviano; Bacino idrografico del fiume Sarno e Regi Lagni.

Caiazzo, diritto di replica! A cura di Antimo Cerreto

Il consigliere comunale di opposizione del gruppo "Caiazzo Città Viva" entra nel merito della risposta fornita dal Municipio a seguito dell'interrogazione consiliare per i cittadini autotassitisi al Rione Garibaldi per pulirlo dalle erbacce.
di Antimo Cerreto
I cittadini pagano di tasca propria la pulizia del Rione Garibaldi, “Il Corriere di Caserta” pubblica la notizia il 10 agosto, qualcuno prova anche a smentire la notizia ( e non ci riesce), gli amici del Rione Garibaldi, prima e dopo aver messo mano alla tasca, incontrano più e più volte gli assessori per segnalare – non lamentare – la mancata pulizia. Di tutto questo,però, miracolosamente nulla trapela negli uffici del comune di Caiazzo. Come mai? Abitano lontano assessori e responsabili dei servizi? Si stanno cordialmente antipatici? O, forse, avendo la nostra Città il poco invidiabile Record del mondo di assessori (undici assessori su undici consiglieri) diventa difficile capire con chi stai parlando e di che si occupa? Più semplicemente, quando fai una squadra e metti tutti e undici a guardia della porta a chi viene voglia di fare goal? A nessuno. Chi era più motivato,più bravo sa che non ne vale la pena:hai lavorato, hai sgobbato e sempre a guardia di un bidone ti hanno messo. A chi piace il gioco di attesa hai dato una conferma formidabile che non ne valeva la pena……
IMMAGINE 1. ORIGINALE DELL'INTERROGAZIONE DEL GRUPPO CONSILIARE CAIAZZO CITTA' VIVA (CLIKKA PER INGRANDIRLA)



IMMAGINE 2. ORIGINALE DELLA RISPOSTA FORNITA ALL'INTERROGAZIONE, DA PARTE DELL'UFFICIO TECNICO COMUNALE CAIATINO (CLIKKA PER INGRANDIRLA)

martedì 25 novembre 2008

Caiazzo, non vogliono farle il contratto per la corrente elettrica. Cittadina romena denuncia episodio di discriminazione.

La donna non riesce ad ottenere la fornitura di energia elettrica e del gas perchè vogliono la bolletta della luce?!!!?!!
Una cittadina di nazionalità romena sta attraversando un momento particolarmente difficile a causa della burocrazia. La donna ha 33 anni e si chiama Liliana Mircea e da quattro anni vive a Caiazzo facendo la badante ad una coppia di anziani. La signora qualche mese fa asserisce di essersi recata presso un ufficio di un’azienda che fornisce energia elettrica e ha fatto regolare richiesta di allaccio presso un appartamento attiguo a quello dove lavora come badante. La donna ha tutte le carte in regola, atteso che è diventata cittadina comunitaria e per questo ha anche regolare carta d’identità e patente di guida, solo che l’azienda le ha mosso dei rilievi, in quanto non è residente nell’appartamento, ma all’interno andranno ad insediarsi la figlia di sei anni e la madre. E’ la stessa Liliana che spiega la sua versione dei fatti: “All’inizio del mese di Ottobre mi sono recata a Caserta per allacciare la luce, il gas e altre pertinenze per la piccola casetta che ho preso in fitto. Alcuni addetti allo sportello mi spiegavano che per allacciare la luce serviva dimostrare che io ci vivessi nell’appartamento e che avevo altre utenze intestate. Il problema però che per avere altre utenze intestate, necessariamente devo avere la luce in casa! Avevo anche proposto di sottoscrivere un contratto da non residente e sulle prime sembrava tutto ok. Purtroppo però qualche giorno dopo mi veniva riferito con una fredda telefonata che non potevano al momento allacciare la luce se non prima di aver effettuato le verifiche del caso.” La donna intanto, dopo aver superato tutti gli adempimenti nel frattempo ha fatto arrivare in Italia i suoi familiari. “Siamo al buio però e senza altre utenze! Io non voglio dire che si tratti di razzismo o cosa, però in ogni caso ho il sospetto che quanto meno siamo vittime di discriminazioni!” Ieri pomeriggio la signora si è rivolta ad un legale, per capire se in effetti è stato commessa qualche discriminante nei suoi riguardi e soprattutto per far accelerare le pratiche poiché con l’approssimarsi dell’inverno e senza luce e gas diventa difficile per chiunque sopravvivere, figurarsi poi per un’anziana e una bambina.

Provincia di Caserta. Pina Picierno corre in soccorso di Sandro. Interrogazione parlamentare su Magliocca!!!

La giovane deputata scopre oggi che Magliocca sarebbe "Colluso con la camorra!!!"
ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00641
Dati di presentazione dell'atto Legislatura: 16 Seduta di annuncio: 90 del 20/11/2008 Firmatari Primo firmatario: PICIERNO PINA Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO Data firma: 20/11/2008 Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma GRAZIANO STEFANO PARTITO DEMOCRATICO 20/11/2008 BOSSA LUISA PARTITO DEMOCRATICO 20/11/2008 PICCOLO SALVATORE PARTITO DEMOCRATICO 20/11/2008 Destinatari Ministero destinatario:MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE MINISTERO DELL'INTERNO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE delegato in data 20/11/2008 Stato iter:
IN CORSO Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-00641 presentata da PINA PICIERNO giovedì 20 novembre 2008, seduta n.090 PICIERNO,GRAZIANO, BOSSA e PICCOLO.
Al Ministro dell'Economia e dellefinanze, al Ministro dell'interno.- Per sapere - premesso che:
A Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta, sono da tempo attivi clan camorristici direttamente legati alla mafia siciliana e al clan dei casalesi, così come confermato da importanti inchieste giudiziarie ed alle deposizioni di numerosi collaboratori di giustizia;
le numerose inchieste hanno dato il via all'adozione di provvedimenti cautelari personali, trasformatisi, in seguito, in sentenze di condanna e provvedimenti ablativi di cospicui patrimoni di provenienza criminale;
le inchieste in questione hanno rivelato serie commistioni, e hanno provato l'esistenza di condizionamenti camorristico-mafiosi, tra i clan e parte delle istituzioni;
tali condizionamenti hanno riguardato, e riguardano, la gestione dei beni confiscati ai camorristi;
il sindaco e consigliere provinciale di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca, è stato rinviato a giudizio per corruzione, voto di scambio e falso, accusato da un dipendente comunale che in seguito a questa vicenda si è tolto la vita, dandosi fuoco;
Magliocca era stato accusato, tra lealtre cose, di aver avuto contatti, nel 2002, con il boss mafioso Lello Lubrano, capo indiscusso del clan Nuvoletta di Marano, poi ucciso per mano di killer riconducibili al clan dei casalesi, in un agguato il 14novembre 2002;
la magistratura, ai tempi, era già intervenuta nei confronti di Lubrano, confiscandogli diversi terreni a PignataroMaggiore;
l'omicidio di Lubrano modificò gli assetti camorristici di tutta la provincia e sancì la supremazia sul territorio del clan dei casalesi;
agli incontri con il Lubrano parrebbe fossero presenti altre persone già ascoltate dagli inquirenti, che, nel corso delle indagini, avevano riferito gli argomenti trattati durante l'incontro: gestione indiretta dei beni confiscati in cambio dell'appoggio elettorale;
nel maggio 2002, da consigliere provinciale, Magliocca vinse le elezioni amministrative e divenne sindaco di Pignataro Maggiore;
la gestione dei beni confiscati, nel territorio di Pignataro, è stata negli ultimi anni caratterizzata, a quanto consta agli interroganti, da scarsa trasparenza e rapidi dietrofront:emblematica è stata la vicenda relativa ad alcuni beni confiscati alclan Nuvoletta, che dovevano essere dati in gestione adun'associazione, l'«A.C.L.I. terra di Benevento» sospettata di rapporti non chiari, per stessa ammissione del sindaco (secondo il quale l'affidamento dei beni a tale associazione avrebbe significato fartornare i beni in mani poco chiare) con il clan dei casalesi;
nonostante questi timori, il sindaco, dopo poco, cambiò idea e stipulò proprio con l'ACLI una convenzione per la gestione dei beni inquestione;
in seguito, nel giugno 2007, venne pubblicamentedenunciato il mancato utilizzo dei beni confiscati, che sono, nei fatti, rimasti nella piena disponibilità dei boss, dei loro familiari e dei loro prestanome, come ad esempio un'estensione di terreno, chiamata «Cento Moggia», acquisita al patrimonio indisponibile del comune condeliberazione n. 182 del 18 dicembre 2001 della Commissione Straordinaria Prefettizia, ma che tuttora è coltivata solo per unapiccola a assoluta ente marginale;
sui terreni confiscati al boss Raffaele Ligato un blitz delle Forze dell'ordine nel 2007 ha sorpreso a lavorare nel pescheto persone che sono risultate in possesso di un«contratto di affitto» firmato dalla moglie del boss Ligato;
anche«Villa Ligato», villa bunker confiscata a Raffaele Ligato, condannato all'ergastolo per l'omicidio Imposimato, che risulta ad oggi essere adibita a caserma dei Carabinieri e della Guardia di finanza è rimasta,a quel che consta agli interroganti, nei fatti nella disponibilità dei an;
all'inizio del 2005, un incendio, a seguito del quale intervennero i vigili del fuoco e i Carabinieri fece emergere che la villa bunker, ormai solo sulla carta di proprietà del comune di Pignataro Maggiore, era in realtà adibita a deposito di automobili rubate;
nel 2007 il Giornale di Caserta pubblicò le foto della villa completamente devastata: risultò dunque che, per sfregio alle istituzioni, la camorra aveva ridotto a un rudere, praticamente distruggendo la villa bunker;
in seguito molti altri sono stati gli episodi che denunciano una, quantomeno, cattiva gestione dei beni confiscati, i quali, invece di essere restituiti allo Stato e ai cittadini del martoriato territorio del casertano, troppo spesso rimangono o proprio nelle mani degli stessi soggetti ai quali sono stati sequestrati, magari tramite loro familiari o affiliati, oppure in una «zona grigia» che non ne permette la giusta utilizzazione:
quali iniziative i Ministri interrogati intendano adottare al fine digarantire, con urgenza, la corretta gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, in conformità alle leggi dello Stato?
La risposta di Giorgio Magliocca
Il sindaco di Pignataro: Chi mi accusò di aver incontrato Raffaele Lubrano in un ristorante è già sotto processo per calunnia. Sui beni confiscati non ho mai cambiato idea. Per quel che riguarda il processo, sarò presto assolto: è una bufala
“Vogliono zittirmi sulla vicenda delle varie inchieste che sto portando avanti in Provincia di Caserta e che, evidentemente, hanno messo seriamente in difficoltà il centro sinistra casertano. Ma non ci riusciranno. “I fatti sono vecchi e sono stati già tutti verificati, in modo positivo per il sottoscritto, dagli organi competenti”.
In particolare, per quanto riguarda la presunta cena che avrei tenuto con un boss locale, è bene precisare che coloro che hanno fatto girare questa falsa notizia sono attualmente convenuti in un processo presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in cui il sottoscritto risulta parte offesa per danni alla sua reputazione ed alla sua onorabilità. I proprietari del famoso locale dove si sarebbe tenuto l’incontro hanno, infatti, dichiarato ed affermato che il sottoscritto non è mai stato presso il loro ristorante né da solo, né tantomeno con Raffaele Lubrano.
Relativamente, invece, al mio presunto cambio di opinione circa il non affidamento dei beni confiscati alla camorra ed affidati all’associazione Acli Terra di Benevento gli interroganti si sbagliano di grosso. Il sottoscritto non ha mai cambiato idea. Rimango sempre dell’avviso che quell’affidamento, che fu effettuato direttamente da parte dell’Agenzia del Demanio con il parere negativo del comune, determinò indirettamente il ritorno dei cespiti confiscati nelle mani della camorra locale. La convenzione fu, invece, firmata in quanto la Prefettura di Caserta con nota del 16 febbraio del 2003, a firma dell’allora Prefetto Schilardi, mi suggeriva di procedere alla stipula della convenzione nell’attesa della verifica da parte dell’autorità giudiziaria delle accuse che avevo mosso nei confronti del presidente di quella associazione. “Ciò - scrisse la Prefettura - per evitare che l’abbandono e l’incuria dei beni in argomento possa favorire azioni delittuose in danno degli stessi, ma anche perché la collettività abbia la percezione piena ed evidente dell’affermarsi delle regole dello stato di diritto”. Su tale punto, tra l’altro, la Picierno dimentica che lo zio, sindaco di Teano, ha anch’egli affidato i beni confiscati del suo paese all’associazione Acli Terra di Benevento. La Picierno, quindi, mi deve spiegare perché le rimostranza che muove verso il sottoscritto non valgono per lo zio.
Vi è poi la questione relativo al mancato riutilizzo dei beni confiscati. Anche questa accusa risulta falsa. Infatti, la mia amministrazione nel giro di poco anni ha realizzato interventi di riammodernamento delle strutture confiscate per oltre 3 milioni di euro. Opere tutte realizzate e finanziate dalla Regione Campania e dal Ministero degli Interni. Non solo. Come risulta dal verbale del 16 ottobre scorso del Presidio Operativo Misto, struttura di controllo della Prefettura di Caserta, i terreni confiscati di Pignataro Maggiore risultano tutti coltivati. In particolare, grazie alla raccolta effettuata sul pescheto adiacente la villa confiscata a Ligato, l’associazione “Icaro” e quella di “Libera” hanno trasformato le pesche in purea presso la zuegg di Avellino. In queste settimane tale prodotto sarà trasformato in succo di frutta presso l’azienda lattearia del Matese, sita in Gioia Sannitica, e nel mese di dicembre sarà pronto risultando il primo prodotto realizzato su un bene confiscato alla camorra in Regione Campania. E’ evidente che la Picierno e gli altri interroganti hanno ricevuto informazioni sbagliate sullo stato attuale dei beni confiscati a Pignataro Maggiore.
Le uniche cose vere risultano sono quelle relativa all’incendio e alla devastazione che si verificò presso l’ex villa Ligato. Fatti che prontamente e direttamente denunciai in qualità di sindaco alle autorità competenti.
Circa il mio rinvio a giudizio per i reati che scrivono gli interroganti, come già più volte dichiarato, ribadisco la mia serenità con la speranza che il processo possa finire al più presto per evitare ulteriori strumentalizzazioni da parte dei miei avversari. Se vi fosse un giornalista di buona volontà che potesse occuparsi delle carte di quel processo si renderebbe conto che è una grande bufala. Infine, mi sia consentito elencare, oltre a quanto già detto in precedenza, ulteriori atti che dimostrano la mia seria ed intransigente azione contro la camorra da quando faccio il sindaco di Pignataro Maggiore:
1) il 26 luglio 2002 ho emesso l’ordinanza n. 43 di chiusura dei vani siti in via Regina Elena in danno di Lubrano Raffaele. Vani che erano in stato di abbandono ed occupati da extracomunitari, manovalanza della malavita organizzata;
2) il 17 settembre 2002 ho emesso l’ordinanza n. 53 di chiusura di un esercizio commerciale sito in Piazza Umberto I in danno del signor Lubrano Raffaele. Esercizio commerciale che secondo le forze dell’ordine era luogo in cui avveniva lo spaccio locale della droga;
3) il 28/01/2003 ho emesso l’ordinanza n. 12 in danno dei detentori dei fondi confiscati alla sas Viticola Nuova di Nuvoletta Ciro & C. In particolare è necessario qui ricordare che tali beni, confiscati in data 22 gennaio 1993, nel mese di maggio del 1995 furono locati, per una durata di 13 anni, da parte dell’amministratore giudiziario, avvocato Walter Galoppo, ai signori Baiano Antonio di Marano, Amoroso Raffaele di Marano, Miraglia Mario di Giugliano e Pezzella Castrese di Marano. Tale contratto di affitto avrebbe potuto ostacolare l’acquisizione del bene al patrimonio indisponibile dell’ente, il sindaco Magliocca, pur tuttavia si assunse la responsabilità di far liberare i terreni affrontando direttamente la questione; Il 28 luglio 2003 durante l’acquisizione al patrimonio indisponibile del comune dei “100 moggi” confiscati ad Angelo Nuvoletta ai sensi della legge n. 575/1965 fu necessario operare uno sgombero materiale del bene. Il che avvenne grazie ad una grande operazione di polizia concordata in data 10 luglio 2003 presso la Prefettura di Caserta alla presenza di sua eccellenza il Prefetto e il Questore di Caserta come risulta dal verbale di consegna. In quella occasione vi furono delle forti rimostranze degli affittuari che minacciarono duramente il sindaco Magliocca. Nonostante ciò, Magliocca diede ordine di sgombrare i terreni (come risulta dalla nota del 28 luglio 2003 del comandante dei vigili urbani di Pignataro Maggiore comandante Alberto Parente che scrive: Si da atto che alla presenza dell’avvocato Leuci difensore del Miraglia viene edotto il Sindaco telefonicamente delle rimostranze di cui al punto 1,2, e 3 del presente atto il quale ribadisce l’ordine di rimuovere le pompe” che fino ad allora aveva ostacolato l’acquisizione dei cespiti al patrimonio del comune. Non solo, in quella occasione il sindaco personalmente piantò dei tabelloni per delimitare i terreni con su scritto “COMUNE DI PIGNATARO MAGGIORE – BENI CONFISCATI ALLA CAMORRA”;
4) Il 26 agosto 2003, grazie ad una grande operazione della polizia coordinata dal signor Prefetto e dal sottoscritto, fu sgomberata la villa sita in via del Conte di Ligato Raffaele, fino ad allora nel possesso della sua famiglia. Le operazioni furono coordinate dal sindaco Magliocca e dal Prefetto dalla sede comunale e dalla Prefettura;
5) Il 27 settembre 2003 fu inaugurato il Centro Pilota per la formazione di giovani in agricoltura sui terreni confiscati alla malavita organizzata. Non solo, i frutti prodotti su tali terreni furono confezionati e distribuiti in tutte le scuole con la dicitura “frutti nati sui beni confiscati alla camorra – Comune di Pignataro Maggiore.” Una distribuzione di cocomeri fu fatta anche in Piazza Umberto I e in Piazza Vanvitelli a Caserta con la presenza del Prefetto Schilardi.; A dicembre del 2003 Magliocca ha coordinato un’operazione congiunta dei carabinieri e dei vigili urbani per evitare l’apposizione di stelle di Natale imposte dalla camorra locale ai vari commercianti di Pignataro. Per questo fatto, ripreso anche dalla stampa locale, il 12 gennaio 2004 (come risulta dagli atti della stazione dei Carabinieri di Pignataro Maggiore) il Magliocca fu denunciato per diffamazione a mezzo stampa da parte del boss Raffaele Ligato;
6) Il 17 luglio 2004, in collaborazione con la Prefettura di Caserta, il comune di Pignataro Maggiore organizzò una manifestazione anticamorra alla presenza di tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine provinciale e del magistrato Russo della DDA di Palermo in commemorazione dell’anniversario della morte di Paolo Borsellino. Non solo.
7) In data 27 settembre 2007 ho firmato un protocollo d’intesa con la Prefettura di Caserta “per l’incremento della collaborazione istituzionale in materia di appalti” e per evitare infiltrazioni nella pubblica amministrazione da parte di ditte in odore di camorra nella realizzazione di lavori pubblici.
8) Con delibera di G.C. n. 174 del 16.10.03, ho istituito “l'Ufficio beni confiscati” in senso ai servizi comunali con compiti di curare i procedimenti dei vari casi di confisca e gestione dei beni.
9) Con decreto del 10 gennaio 2008 ho istituito e nominato un Presidio Operativo Misto, composto "da personale messo a disposizione del 'ente e dai soggetti assegnatari dei beni, coordinati dalle forze dell'ordine" , al fine "di assicurare la costante vigilanza dei beni confiscati in modo da evitare che gli sessi vengano utilizzati da soggetti senza titolo con particolare riferimento alla fase che precede l'effettiva destinazione degli stessi".
10) Nell’ultimo periodo ho personalmente denunziato azioni camorristiche perpetrate sul suo territorio da parte di alcuni gruppi criminali e, per tale motivo, secondo gli inquirenti, ho subito una forte intimidazione avendo ricevuto una busta anonima con dentro un proiettile ed un bigliettino con su scritto una frase inequivocabile “sindaco sei un uomo morto”. Per questo motivo la Prefettura di Caserta ha previsto una vigilanza armata saltuaria a tutela della mia persona e di quella dei miei parenti.

Caiazzo, panico al Rione Garibaldi. Prende fuoco una vettura e grazie al sangue freddo di un infermiere non avviene il peggio.

Panico al Rione Garibaldi nella mattinata di ieri. Una Renault di una ragazza, mentre era sotto carico per problemi alla batteria, ha improvvisamente iniziato ad infiammarsi. I cavetti che collegavano le due vetture infatti si sono surriscaldati e davano corso ad un principio di incendio, sedato da un residente, un infermiere caiatino che è accorso con l’estintore, mostrando sangue freddo. Fortunatamente non si sono registrati ulteriori danni, ma solo tanto panico.

Nella foto panorama di Caiazzo

Il figlio dell'imprenditore-coraggio: "Non mi danno lavoro"

Gli occhi diventano lucidi suo malgrado, scendono le lacrime. La voce si abbassa ma lui, Massimo, continua a parlare. Un discorso breve, due cartelle e mezzo gonfie d´amore per il padre, imprenditore coraggio Domenico Noviello, ucciso dalla camorra del racket. Oggi Massimo Noviello vive sotto scorta, potrebbe fare l'istruttore di guida per tutti i tipi di patenti "ma non posso mettere in pericolo i passeggeri"
Appena un accenno al dramma che vive oggi. E solo poco prima di concludere: «Oggi sono disoccupato, ho perso la mia libertà, il mio lavoro, ma per mio padre e per i miei figli non perdo il coraggio e la voglia di lottare». È un uomo a pezzi vestito di dignità, Massimo Noviello. Ma c´è qualcun altro che ha a cuore il suo caso e il potere di farlo esplodere davanti alle comuni coscienze. C´è il sottosegretario all´Interno Alfredo Mantovano, che è intervenuto ieri all´assemblea delle associazioni Antiracket organizzata da Tano Grasso. E che accusa: «Alcuni imprenditori dicono che lo vogliono assumere, ma poi quando sentono la sua storia si tirano indietro.
Non è un suo diritto, ma un nostro dovere aiutarlo». Il figlio dell´imprenditore coraggio che vive sotto scorta e che non trova lavoro. Sedici maggio a Baia verde. I killer della camorra casalese sparano venti colpi di pistola contro Domenico Noviello, titolare di una scuola guida dove lavorano anche i suoi tre figli. La sua colpa: aver denunciato il racket nel 2001, aver puntato il dito contro gli uomini di Francesco Bidognetti "Cicciotto 'e mezzanotte" facendone arrestare cinque.«Quando vidi il corpo di mio padre sull´asfalto - dice ora Massimo Noviello - ho rivisto in un attimo tutta la mia vita come una pellicola che si avvolge velocemente. E ho realizzato che le nostre vite sarebbero cambiate per sempre. Mio padre era un uomo solare, allegro, disponibile, generoso. Amava la sua casa, la sua famiglia, il suo lavoro. Paradossalmente amava la sua terra. Non era un eroe, era solo un uomo che credeva che un giorno le cose sarebbero cambiate e che valeva la pena restare esprimendo le proprie idee e i propri dissensi».
Si commuove, Massimo Noviello, ma continua: «Ho un solo rammarico: il giorno della messa funebre sentivo bisbigliare le persone e dire: "Lo sapeva che avrebbe fatto quella fine". A queste persone vorrei dire che 7 anni fa la mia famiglia ha scelto di non soccombere rinunciando così alla serenità. Mio padre conosceva il "sistema", tutti in famiglia eravamo consci del pericolo a cui eravamo esposti, eppure abbiamo deciso di ribellarci. Ed è per questo, per la solitudine che ci ha accompagnato, che oggi io ho perso mio padre». Ma che sarà oggi di Massimo Noviello? Vive sotto scorta, è lontano da casa sua. Cerca un lavoro. «La scuola guida non c´è più - si rammarica - Ma il paradosso è che sono abilitato a fare l´istruttore per tutti i tipi di patenti. Posso guidare un Tir o un autobus ma non troverò mai lavoro perché la scorta deve seguirmi e certo non posso mettere in pericolo eventuali passeggeri. Devo stare fermo in un posto per essere protetto. Lavorare in un ufficio. Ma nessuno mi ha offerto un posto».

Provincia di Caserta. Magliocca vs. De Franciscis, il sindaco di Pignataro Maggiore vince un altro round! Ammonizione Commissione atti Amministrativi.

Accesso negato agli atti di “Terra di Lavoro spa”, società interamente pubblica della Provincia di Caserta.
La Commissione per l’accesso agli atti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con un parere votato ad unanimità durante la seduta di ieri è intervenuta sulla questione sollevata dal consigliere provinciale di Alleanza Nazionale, avvocato Giorgio Magliocca, ed ha dichiarato l’illegittimità della delibera di giunta provinciale n. 154 del 20 ottobre scorso con la quale si istituiva un “apposito organo di controllo, presso la Direzione Generale dell’Ente” quale “unica” struttura attraverso la quale potersi interfacciarsi con la società interamente pubblica della Provincia di Caserta denominata “Terra di lavoro spa” ed esercitare il relativo controllo analogo previsto dall’articolo 113 bis del Testo Unico degli Enti locali. Non solo, la commissione ha anche intimato all’amministrazione De Franciscis di consentire ai consiglieri provinciali un accesso “immediato, diretto ed illimitato agli atti della predetta società interamente pubblica della Provincia di Caserta denominata “Terra di lavoro spa” così come stabilito dal combinato disposto degli articoli 43, comma 2 e 113-bis, comma 1 lettera c del Decreto Legislativo n. 267/00”. Esulta l’esponente del partito di Gianfranco Fini, il capogruppo di An in consiglio provinciale Giorgio Magliocca, che ha dichiarato: “Non avevo dubbi che la Commissione avesse deciso in tal senso. Quanto espresso dall’organismo di tutela è l’ulteriore prova che l’amministrazione guidata da De Franciscis opera in disprezzo di qualsiasi elementare norma giuridica. A chiacchiere dicono di essere a tutele delle regole e della legalità. Nei fatti, invece, fanno di tutto per non far esercitare i propri diritti finanche ai consiglieri provinciali. Ora attendo le scuse da parte del Presidente De Franciscis che con arroganza mi aveva vietato, insieme al direttore generale, di esercitare una mia prerogativa a tutela del buon andamento ed imparzialità dell’azione amministrativa”. L’accesso fu negato al consigliere Magliocca che voleva vederci chiaro rispetto ad alcune assunzioni effettuate presso “Terra di lavoro spa” a favore di alcuni parenti, amici e figli di alcuni esponenti della maggioranza consiliare.