venerdì 31 ottobre 2008

Camorra restano in carcere tutti i personaggi coinvolti nella maxi retata

Al vaglio del Riesame solo la posizione di Giuseppina Nappa, moglie del boss Francesco Schiavone Sandokan
Restano in carcere la maggior parte delle oltre cento persone - tra elementi di vertice, gregari e fiancheggiatori del clan camorristico dei casalesi - arrestate in una speciale operazione della Squadra Mobile di Caserta il 30 settembre scorso. Il tribunale del riesame di Napoli ha, infatti, confermato le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del tribunale di Napoli su richiesta della Dda partenopea. E' stata, invece, rinviata ai prossimi giorni la decisione riguardo la posizione di Giuseppina Nappa (nella foto portata via dai poliziotti), moglie di Francesco Schiavone, detto ''Sandokan'', accusata di guidare il clan insieme con il marito, detenuto da anni al carcere duro, ed ai nipoti Panaro Nicola Panaro, latitante, Sebastiano Panaro, Vincenzo Schiavone, detto ''Petillo'', ed a Mario Caterino, attualmente latitante, condannato all'ergastolo con la recente sentenza Spartacus. Gli indagati per i quali e' stato confermato il provvedimento restrittivo sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa e ricettazione aggravata dal metodo mafioso. Ad alcuni degli affiliati sono, inoltre, contestati i reati di omicidio, estorsione, rapina e detenzione di armi.

Piedimonte Matese. Settimana dedicata ai Caduti della Guerra Mondiale

Le celebrazioni del 4 Novembre, Festa nazionale dei combattenti e dei caduti in guerra, avranno nel comune di Piedimonte Matese lo spazio di un'intera settimana.
L'Amministrazione Comunale, di concerto con la sezione cittadina dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, guidata dal presidente cav. Stefano Micelli, ha programmato la prima edizione della 'Settimana della Memoria', un'insieme di iniziative che si dipaneranno lungo tutta la settimana che va dal 3 all' 8 Novembre. L'intento non sarà soltanto quello di onorare e ricordare i soldati italiani deceduti nei due conflitti mondiali e in missione di pace, ma anche il promuovere una certa cultura della memoria in quanto valore che educa alla cittadinanza, alla civile convivenza e alla solidarietà. «È la prima volta che avviene un evento simile a Piedimonte», ha detto il sindaco avv. Vincenzo Cappello, che ha fortemente voluto tale iniziativa, e si è detto sicuro della sua buona riuscita. Il programma prevede eventi di vario tipo, a cominciare dalla mostra storico-fotografica che si aprirà alle 18.00 di lunedì 3 Novembre, dal nome "Militari del Matese in guerra e pace", nel salone della Biblioteca Comunale. Si tratta di una mostra che ha già avuto precedenti in passato, ma «stavolta si è cercato di progettare un lavoro più completo, di più ampio respiro», ha detto il segretario dell'Associazione Combattenti. Le foto esposte saranno sottoposte a continua sorveglianza. In giornata si terrà anche l'esibizione della Fanfara dell'Esercito di stanza presso la caserma "G. Garibaldi" di Caserta. Il 4 Novembre, come di consueto, vedrà svolgersi la Festa delle Forze Armate, che coinvolgerà gli studenti, le autorità civili, militari e religiose. Dopo il raduno nel palazzo munici pale alle ore 9:30, si proseguirà con la deposizione della corona di alloro e la commemorazione degli uomini illustri della città. Alle 10:00 la banda musicale guiderà il corteo che, percorrendo le vie cittadine, giungerà al Monumento dei Caduti in piazza Giovanni Caso, dove avrà luogo la cerimonia commemorativa. Presenti, oltre ai membri dell'Associazione Combattenti e agli studenti, il sindaco Cappello e il presidente della Comunità Montana dott. Fabrizio Pepe. La celebrazione sarà conclusa dalla solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Rev.mo Don Alfonso Caso, Parroco di Santa Maria Maggiore. Le successive iniziative avranno luogo nel salone della biblioteca comunale. Mercoledì 5 Nov., a partire dalle ore 9:00, si terrà una proiezione cinematografica, riservata agli studenti delle scuole medie cittadine, su Giovanni Palatucci, beato della Chiesa cattolica ed er oe di guerra. A seguire, un dibattito guidato dal Luogotenente Liliano Liberato, Comandante di Tenenza della Guardia di Finanza, e membro del comitato promotore della settimana. Giovedì 6 Nov., il dott. Rosario Di Lello, il dott. Antonio Patella e il dott. Attilio Costarella modereranno il convegno sul tema "I militari del Matese in Guerra e Pace", alle ore 10:00, nel quale si parlerà di alcuni episodi locali relativi ai due conflitti mondiali, focalizzando l'attenzione non solo sui caduti morti per la patria, ma anche su coloro che si sono distinti per opere filantropiche. Il giorno successivo, venerdì 8 Nov., verrà presentato il libro "Alvignano e il suo arciprete", con la presenza del suo autore, dott. Mauro Nemesio Rossi, e il dott. Franco La Vecchia, della Pro Loco di Alvignano. Nella giornata di sabato 8 Nov. si terrà la manifestazione di chiusura del la 'Settimana della Memoria', seguita dalla premiazione del concorso scolastico "Non voglio la guerra che uccide la vita". Il concorso, indetto dall'amministrazione comunale e dall'Associazione Combattenti, è riservato agli alunni delle classi terze delle scuole medie cittadine, e prevede la stesura di un elaborato in forma di poesia, tema, racconto, diario, cronaca o lettera. Una giuria, composta dallo stesso sindaco Cappello, il Presidente dell'Associazione Combattenti e Reduci, il Presidente del Distretto Scolastico e dai presidi in pensione delle scuole medie cittadine, valuterà i migliori lavori, che riceveranno, oltre a una targa, un premio in denaro. «Gli studenti, e in giovani in generale, sono i principali interlocutori della manifestazione», ha spiegato il dott. Costarella, «affinché capiscano che la guerra è soltanto causa di distruzione».
Nella foto il Luogotenente Liliano Liberato, comandante della Guardia di Finanza di Piedimonte Matese che illustrerà le gesta del Beato Giovanni Palatucci

Pratella. Blitz del Corpo Forestale dello Stato. Sequestrati armi e richiami elettroacustici

Nell'ambito delle attività di controllo del territorio disposte dal Comando Provinciale di Caserta del Corpo Forestale dello Stato, nel corso di operazione finalizzata al contrasto del bracconaggio sono stati sequestrati 5 fucili da caccia, 5 richiami elettroacustici, alcune centinaia di cartucce e oltre venti volatili abbattuti.
L'operazione è stata condotta da personale del N.I.P.A.F. (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale) con l'ausilio di personale del Comando Stazione di Caserta. Alle prime luci dell'alba, all'interno di un'azienda faunistico-venatoria, sita in prossimità della sponda sinistra del fiume Volturno, sono stati sorpresi, appostati in distinte postazioni, quattro persone che esercitavano attività venatoria con mezzi illeciti; utilizzavano, infatti, richiami elettroacustici che riproducendone il verso attiravano stormi di allodole e di tordi che divenivano facilissima preda. Rilevante appare la circostanza che tre delle quattro persone sorprese avevano residenza nel "bresciano" a testimonianza della diffusione nel casertano di turismo venatorio praticato anche illecitamente. Cacciatori forestieri molto spesso hanno contatti locali che millantano protezione offrendosi quali conoscitori dei luoghi e di altro. Particolarmente nelle valli bresciane la caccia ai fringillidi è contrastata con l' "Operazione Pettirosso" assicurata ogni anno, in questo periodo, dal Corpo Forestale dello Stato. Molto richiesti sono, infatti, i fringillidi, appetiti per la preparazione della nota "Polenta e osei". Continua, ovviamente, l'attività, anche per accertare eventuali appoggi locali che potrebbe far capo ad una apposita rete di gestione per l'accompagnamento Nella stessa giornata, in comune di Roccaromana, nel prosieguo delle attività è stato scoperto e sequestrato richiamo acustico elettromagnetico in funzione riproducente il verso di uccelli "quaglie", alloggiato in un contenitore di acciaio fissato a grossa quercia con piattine in ferro.
Nella foto il Nipaf del Corpo Forestale dello Stato

Alife. Partirà mercoledì prossimo il servizio di refezione scolastica.

Gli atti deliberati dal sindaco Roberto Vitelli e dalla Giunta Municipale
Partirà regolarmente il prossimo mercoledì il servizio di refezione scolastica nelle scuole cittadine. Nella giornata di ieri, difatti, è stata aggiudicata la gara d’appalto con procedura d’urgenza che l’amministrazione comunale retta dal sindaco Roberto Vitelli, su proposta dell’assessore alla Pubblica Istruzione Antonio Amato, si è vista costretta ad indire dopo che le prime due gare erano state annullate a causa della mancata consegna della documentazione amministrativa completa da parte delle ditte partecipanti. Dopo un ritardo di alcune settimane, dunque, finalmente il servizio mensa partirà a favore della vasta popolazione studentesca alifana che frequenta le scuole materne, elementari e medie ubicate sul territorio comunale. La ditta vincitrice dell’appalto per mercoledì 5 novembre sarà pronta per somministrare quotidianamente i pasti agli scolari, secondo il menu concordato con l’Asl Ce/1, negli accoglienti ambienti ristrutturati dal Comune. Come si ricorderà, le due precedenti gare, di cui la prima bandita già ad agosto e svoltasi nello scorso mese di settembre, avevano avuto un esito infruttuoso a causa della irregolarità delle documentazioni e delle offerte presentate dalle ditte partecipanti e riscontrate dalla Commissione di gara in sede di verifica preventiva. Le cause certamente non sono riconducibili all’amministrazione comunale retta dal sindaco Roberto Vitelli che, anzi, era stata come sempre tempestiva nel programmare l’avvio puntuale del servizio per gli inizi del mese di ottobre, con una delibera di Giunta adottata già a metà agosto, attraverso anche la fissazione degli indirizzi per l’affidamento del servizio con regolare gara d’appalto bandita a fine agosto e svoltasi a metà settembre ma annullata per la carenza di documenti presentati a corredo dell’offerta economica più vantaggiosa per l’Ente da parte delle due ditte partecipanti, di cui una prioritariamente esclusa anch’essa per carenza di documentazione. Poi anche il secondo incanto era stato annullato per carenza di documentazione, fino alla terza gara dei giorni scorsi regolarmente aggiudicata tanto che mercoledì partirà la refezione nelle scuole.

Guardia di Finanza. Scoperta un'altra fabbrica abusiva di scarpe Hogan

Le fiamme gialle hanno fatto irruzione in un capannone di 300 mq ed hanno rinvenuto materiale abilmente contraffatto.
Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli ha scoperto una fabbrica di false "Hogan" ad Aversa, nel casertano, e sequestrato 91 paia di scarpe con marchio abilmente contraffatto. Durante un servizio di controllo del territorio, infatti, i finanzieri hanno assistito a una vendita di scarpe e non si sono lasciati trarre in inganno dall'ottima fattura del prodotto; quindi sono entrati all'interno del locale da cui era uscito l'acquirente e hanno sorpreso il titolare della fabbrica e un lavoratore in nero ancora intenti alla lavorazione di altre scarpe. Le Fiamme gialle, oltre al locale, di circa mq 300, hanno sequestrato 23 macchinari industriali, 13 carrelli, 2 banchi da lavoro, 1.208 suole, 216 tomaie, 140 forme per tomaie, 1 punzone, 10 fustelle metalliche, 42 adesivi con il noto marchio contraffatto. Nell'opificio erano presenti, ed a disposizione della clientela, non solo un campionario completo costituito da 91 paia di scarpe gia' confezionate e pronte per la commercializzazione, ma anche 2 dettagliatissimi cataloghi fotografici dei modelli prodotti e distribuibili sul mercato. Il titolare della fabbrica abusiva, P.N. di anni 48, originario della provincia di Caserta, e l'acquirente, R.S. di anni 32, napoletano, entrambi gravati da precedenti specifici, sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di S. Maria Capua Vetere per violazione contraffazione e ricettazione

Gioia Sannitica. Dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale Ugo Romano attacca gli ex compagni della maggioranza

“I cittadini che non meritavano tale affronto, sono certo sapranno, nel valutare l’accaduto, valutare e giudicare”.
L’affronto nelle parole del consigliere comunale uscente è quello della sostanziale sfiducia che parte dell’ex maggioranza ha dato all’ormai ex sindaco Mario Fiorillo, votando contro il conto consuntivo. Parole dure nei confronti degli ex compagni con l’appello a ripresentare Fiorillo alle prossime elezioni. “Con i recenti avvenimenti verificatosi in seno al Consiglio Comunale di Gioia Sannitica - ha scritto Romano - qualcuno ha inteso anteporre gli interessi di potere agli accordi di programma ed ai reali bisogni del territorio e quindi dei cittadini. I continui ricatti, del gruppo pretestuosamente costituito, hanno ingessato l’attività amministrativa dove la ricerca di mediazioni e le soluzioni di problemi immaginari avevano il solo scopo di distogliere l’attenzione dalle reali problematiche. Del resto – prosegue Romano - il capogruppo dell’ex maggioranza, benché sollecitato, nel dichiarare il voto contrario al bilancio consuntivo e riequilibrio di bilancio, non ha saputo indicare alcuna irregolarità, sia essa tecnica, politica o amministrativa, degna di fede, se non, con modi impacciati e voce tremula, fare vaghi riferimenti a richieste formulate al sindaco, che ai più sono apparse come veri e propri ricatti che richieste, tanto che tutte le mediazioni proposte dal sindaco, in ordine a tali richieste, sono state respinte dai proponenti, perché “…..coloro che hanno quel gusto di fare il male, ci mettono più diligenza, ci stanno dietro fino alla fine, non prendon mai requie, perché hanno quel canchero che li rode”. Sanno costoro il danno che il loro gesto arrecherà ai cittadini!!? Atteso che tre di loro non dovevano neanche sedere in aula! (per via degli avvicendamenti nel corso degli anni ndr) Amministrare non significa comandare. Non è pensando di controllare l’attività amministrativa che si creano i presupposti di sviluppo o soluzioni innovative e coraggiose. Non è mio costume puntare il dito, ma sarei curioso di sapere quali idee, atti o progetti hanno prodotto costoro, nella loro vita amministrativa, per il bene della comunità da loro mal rappresentata e danneggiata dal loro atto, portato a termine in combutta con la minoranza. ‘Rinascita Gioiese’, non è finita e facendo quadrato intorno al sindaco Fiorillo, si riproporrà con un approccio diverso, rispetto al passato, senza rifarsi a modelli precostituiti, con la consapevolezza che quando si amministra, la politica deve saper includere, trovando soluzioni e mediazioni, sintesi che rispondono ai bisogni materiali di tutti ed ai valori dell’intera comunità. Saprà rilanciare il grande potenziale umano in forza alla comunità gioiese, fornendo nuove idee e conoscenze per l’attività amministrativa in assoluta autonomia, ponendosi, come sempre, al servizio del cittadino con la consapevolezza che “ quelli che fanno il bene, lo fanno all’ingrosso: quand’hanno provata quella soddisfazione, ne hanno abbastanza, e non si voglion seccare a star dietro a tutte le conseguenze”.

Nulla osta Antimafia. Un vero e proprio tariffario alla Prefettura di Caserta!

Ancora rivelazioni choc dai pentiti e ancora ombre su Mario Landolfi e Nicola Cosentino i quali secondo i collaboratori di Giustizia sarebbero vicini ai clan
di Giuseppe Crimaldi - Il Mattino-
Il ruolo di insospettabili personaggi nel grande affare dell’emergenza rifiuti in Campania, le relazioni pericolose di alcuni politici con gli uomini del clan dei Casalesi. Ed ancora: la ricostruzione di date e incontri nel corso dei quali la camorra casertana sarebbe riuscita a condizionare non solo la concessione di appalti milionari, ma anche alcune campagne elettorali. È uno scenario inquietante quello che emerge dalla lettura dei nuovi verbali depositati dalla Dda di Napoli nell’ambito della udienza preliminare che si celebra davanti al giudice Enrico Campoli, chiamato a decidere se rinviare a giudizio il parlamentare di An Mario Landolfi ed i vertici del consorzio intercomunale di bacino Caserta 4. Una decina di verbali raccolti dal pm Alessandro Milita e da altri pm dell’Antimafia: contengono le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo e dell’imprenditore Sergio Orsi. Due i filoni principali. Il primo riguarda il presunto sistema di corruttela (con un vero e proprio tariffario) che avrebbe garantito ad alcune aziende riconducibili al clan dei Casalesi di ottenere i necessari certificati antimafia per poter operare. Pagine piene di omissis, ma dalle quali filtrano anche nomi e cognomi. Come quello di un ex vice commissario per l’emergenza rifiuti di Caserta. Vassallo racconta che «i fratelli Sergio e Miche Orsi (ucciso il primo giugno scorso da un commando di killer, ndr) lo incontrarono in un ristorante. A tavola si parlò del certificato antimafia che i due imprenditori non riuscivano ad ottenere». Vassallo accusa anche un ispettore del lavoro, membro della commissione per il rilascio dei certificati antimafia che fa capo alla prefettura di Caserta. Anche a lui si rivolsero gli Orsi - che operavano nel settore dei rifiuti - durante un incontro ad Aversa. I pareri delle forze dell’ordine erano tutti negativi. «Ciò nonostante - sostiene Vassallo - l’ispettore li rassicurò che avrebbe fatto “carte false” perché il certificato venisse rilasciato». Il funzionario, aggiunge Vassallo, «aveva chiesto anche a me più volte soldi che in due o tre occasione gli ho dato per il rilascio del certificato antimafia». Ma è il capitolo relativo ai presunti rapporti tra la camorra e due attuali parlamentari a riempire pagine e pagine di verbali. Si tratta del sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, e del deputato di Alleanza nazionale Mario Landolfi. Le accuse - sia chiaro - che sono in attesa dei necessari riscontri, sono state fermamente respinte dai due politici. Per Vassallo, in occasione della penultima campagna elettorale Landolfi avrebbe chiesto a personaggi vicini al clan dei Casalesi «assunzioni presso l’Eco/4, e in cambio si sarebbe detto a disposizione del clan al fine di consentire l’aggiudicazione di appalti, intervenendo su politici locali o per trasferimenti di affiliati detenuti».Anche Cosentino - dichiara il pentito - si sarebbe dato da fare per ottenere il trasferimento da un carcere all’altro di Salvatore Cantiello, detto «Carusiello». Vassallo sostiene anche un’altra circostanza: «Nei suoi spostamenti a Mondragone l’onorevole Landolfi si serviva di un affiliato al clan di Mondragone, che gli faceva da autista». Vassallo parla anche di Cosentino. Riferisce di incontri convocati da Francesco Bidognetti «per sostenere il candidato di Forza Italia in occasione delle elezioni provinciali»; di cene tenute in periodi preelettorali ai quali partecipavano noti camorristi di Terra di Lavoro. Poi aggiunge: «So che Cosentino aveva un interesse diretto nella società Eco/4, che avrebbe dovuto realizzare un termovalorizzatore a Santa Maria La Fossa. Poiché i rapporti interni tra Schiavone e Bidognetti erano mutati, Cosentino e i fratelli Orsi - conclude Vassallo - lasciarono il gruppo Bidognetti, passando con Schiavone».

Piedimonte Matese. Un mese da incorniciare per gli uomini coordinati dal Capitano Salvatore Vitiello

Sicurezza e legalità, nel mese di ottobre 16 le persone arrestate e 30 quelle denunciate per vari reati dai Carabinieri.
Nel mese di ottobre appena concluso, sono state 16 le persone finite in manette e 30 quelle denunciate all’Autorità Giudiziaria nel corso di una serie di brillanti operazioni portate a termine dai Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, diretta dal Capitano Salvatore Vitiello, che hanno avuto come obiettivo principale quello di garantire sicurezza ai cittadini e di ripristinare la legalità su tutto il territorio. L’impegno e la dedizione assoluta dei militari delle Stazioni dislocate nel comprensorio matesino e quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile ha portato nel dettaglio ai seguenti risultati: il 1° ottobre, a Piedimonte, finiscono in manette quattro immigrati di origine nordafricana, Ali Mohmoud, 21enne, Salah Mahmoud, 21 enne, Shaaban Walid, 22enne e Mohamed Abdel, 38enne, responsabili di immigrazione clandestina e sospettati di far parte di una banda specializzata in furti. Il giorno successivo a Dragoni, l’arresto per estorsione, minaccia aggravata e porto abusivo di armi di Giuseppe Frasso, 28enne, pregiudicato del posto. L’8 di ottobre, nel corso di una serie di controlli in vari comuni dell’Alto Casertano e zone limitrofe, finiscono in manette altri quattro immigrati clandestini che non avevano rispettato il decreto di espulsione emesso a loro carico. Stessa sorte per un altro cittadino extracomunitario, arrestato il 13 ottobre. Ancora a Piedimonte Matese, il 15 ottobre, finisce in manette il pregiudicato Potito Vicco, 45enne del posto, per il reato di evasione dagli arresti domiciliari a cui lo stesso si trovava sottoposto poiché responsabile di violenza sessuale e corruzione di minorenni. Il 21 ottobre, ad Alvignano, l’arresto di Paolo Romano Cervo, 41enne, per il reato di maltrattamenti in famiglia. Nel corso di un clamoroso blitz, la notte del 29 ottobre, a Piedimonte Matese viene sgominata una banda di pluripregiudicati provenienti dal napoletano e specializzata in furti in ville e abitazioni isolate. Nella circostanza sono finiti in carcere, Andrea Ceparano, 48enne, Giuseppe Musella, 55enne, e Giovanni Puzone, 38enne. Infine, la mattina del 30 ottobre, sempre a Piedimonte, arrestata per tentato omicidio Donatella Passariello, 30enne, la quale per futili motivi aveva accoltellato un’altra donna del posto. Una trentina inoltre le persone deferite, a vario titolo, per una serie di reati contro la persona ed il patrimonio, detenzione illegale di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di armi e munizioni. Sottoposte a sequestro varie dosi di “hashish” e “marijuana”, due fucili calibro 12 e decine di munizioni. Rilevanti anche alcune operazioni per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, a Dragoni scoperta una gestione illecita di rifiuti speciali; a Ciorlano sottoposta a sequestro per inquinamento ambientale una azienda zootecnica, mentre a Gioia Sannitica sono stati sottoposti a sequestro magazzini adibiti a deposito di alimenti e bevande.
Nella foto alcuni dei soggetti spediti a Santa Maria Capua Vetere dall'Arma

La Provincia di Caserta è strategica nei prossimi investimenti per le infrastrutture. Parola di Cascetta assessore regionale ai trasporti

Piano da 1 miliardo e 300 milioni di euro: 885 milioni dall'accordo Governo-Regione. Svolta per la Telese - Caianello che diventerà il principale collegamento tra il Tirreno e l'Adriatico
di Pietro Falco
L'assessore regionale ai Trasporti Ennio Cascetta, l'ha detto a chiare lettere: «Le infrastrutture sono una precondizione dello sviluppo e a Caserta stiamo giocando una partita fondamentale in tal senso, con una serie di interventi destinati a cambiare il volto del territorio». Non si riferiva solo all'aeroporto di Grazzanise. Ma a un pacchetto di opere già programmate per il potenziamento e l'adeguamento degli assi stradali, che richiederanno investimenti complessivi per più di un miliardo di euro.
ACCORDI DI PROGRAMMA - Il primo agosto scorso, Governo e Regione hanno siglato un accordo di programma per il finanziamento dei «lavori di adeguamento nel tratto Garigliano- Castel Volturno della statale 7 quater Domitiana, la cosiddetta "variante di Mondragone». L'impegno economico inserito nella legge Obiettivo ammonta a 378,6 milioni. In particolare: 202 milioni a valere nel Pnm 2007-2013; 136,60 milioni nelle disponibilità del Fas regionale 2007-2015; e 40 milioni di fondi Anas.
DA CAPUA A GRAZZANISE - Nello stesso accordo, inoltre, è stato previsto anche un intervento per il collegamento tra il casello di Capua dell'autostrada A1, Villa Literno ed il nascente aeroporto di Grazzanise. Un'opera fondamentale per l'intera area metropolitana Napoli-Caserta, perché destinata a consentire l'incanalamento del traffico verso la zona di Napoli ovest e il collegamento con la variante di Caserta, in modo da chiudere il «grande raccordo anulare» della Campania. I fondi necessari sono 315 milioni. La Regione ha confermato d'intesa con il governo centrale l'inserimento nel Pon 2007-2013 per 54,97 milioni di euro e nel Pnm 2007-2013 per 145,03 milioni di euro (200 milioni totali). Altri 115 milioni verranno da capitali privati attraverso un project financing. A breve dovrebbe essere sancito l'impegno ad avviare la progettazione con un protocollo d'intesa da sottoscrivere con la Provincia di Caserta e l'Anas.
TELESE-CAIANELLO - Ultimo, ma non meno importante, il raddoppio e la messa in sicurezza della Telese-Caianello (statale 372, Telesina), per realizzare l'asse viario veloce Campania- Molise costituito dal collegamento tra A1 (Caianello) e l'asse San Vittore-Termoli. L'accordo governo-Regione di agosto ha confermato il finanziamento di 368 milioni di fondi Fas e Fesr, ai quali si aggiungeranno oltre 300 milioni di capitali privati provenienti dal project financing bandito dall'Anas. L'obiettivo è dar vita alla «tangenziale delle aree interne », che permetterà il collegamento Tirreno-Adriatico.

Consiglio regionale, Cosimo Silvestro si autosospende da Italia dei Valori

I magistrati aprono un'inchiesta sulla vicenda dell'auto blu guidata da un imprenditore dalle amicizie pericolose
di Titti Beneduce - Corriere del Mezzogiorno -
Tutti i badge oggi in uso per accedere agli uffici del consiglio regionale saranno disabilitati. Ne saranno distribuiti di nuovi solo agli addetti ai lavori: consiglieri, dipendenti e «altri soggetti contrattualizzati per effetto di specifiche norme regionali, ad esempio gli addetti alla comunicazione e gli assistenti dei consiglieri». Lo rende noto il portavoce della presidente Sandra Lonardo Mastella. Dopo la denuncia del Corriere del Mezzogiorno arriva dunque il giro di vite: i collaboratori privati dei consiglieri, come Ciro Campana, considerato dagli investigatori vicino ad ambienti camorristici, non potranno più aveve libero accesso agli uffici e muoversi all'interno della struttura regionale. Ciro Campana, sul quale sono in corso indagini da parte del nucleo informativo del gruppo dei carabinieri di Castello di Cisterna, è collaboratore di Cosimo Silvestro, fino a ieri capogruppo di Italia dei Valori in consiglio regionale (si è infatti autosospeso). Silvestro gli ha anche messo a disposizione un'auto blu del consiglio, a bordo della quale Campana è stato controllato dai carabinieri.
In una nota inviata ieri in redazione, il consigliere ha smentito questa circostanza. Eppure quella che pubblichiamo a lato è la lettera autografa, oggi nella disponibilità dei carabinieri, con la quale Silvestro informa il dirigente del settore che Campana, in qualità di suo collaboratore, usa l'auto. Lui stesso ne cita il tipo e la targa. Il consigliere dell'Italia dei Valori ammette invece di avergli consegnato il badge, che l'ufficio di presidenza del consiglio regionale si accinge ora a ritirare: «Effettivamente — scrive Silvestro — il sig. Campana è in possesso di una badge magnetico rilasciato dagli uffici preposti della Regione, in quanto collaboratore esterno della mia segreteria. Ho conosciuto il sig. Campana dopo le elezioni regionali del 2005, in quanto lo stesso aveva riportato oltre 3000 voti, risultando il secondo dei non eletti nella lista di appartenenza. Nulla, invece, posso dire in ordine alle sue presunte frequentazioni, in quanto il mio rapporto con il suddetto è sempre stato esclusivamente di natura politica». Sempre a proposito dei badge, la presidenza del consiglio rende noto che « già in data 17 luglio 2008, facendo seguito ad un esposto scritto, con una nota all'allora dirigente del Personale, aveva invitato il settore a ‘'voler disporre una ricognizione effettiva dei badge per l'accesso alla struttura consiliare, atteso che il titolo d'ingresso risulterebbe rilasciato anche a persone estranee al consiglio''. Giorni fa — è scritto ancora nella nota —, nel corso della riunione dell'ufficio di presidenza, si è provveduto ad investire del problema il dirigente di settore. Si stanno perciò valutando le modalità per disabilitare tutti i badge attualmente in uso».
Sulla vicenda dell'auto e del badge, dopo quelli del nucleo informativo, che si occupano di misure di prevenzione anticamorra, si sono attivati anche i carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna: un'informativa sarà inviata nelle prossime ore alla Procura, sezione reati contro la pubblica amministrazione, coordinata dall'aggiunto Francesco Greco. Spetterà poi al pm delegato formulare le eventuali ipotesi di reato. Ciro Campana, 41 anni, arrestato nel '94 nell'ambito dell'operazione «Picasso» e assolto dopo un tormentato iter giudiziario durato dodici anni, è stato controllato di recente insieme con Carmine e Pietro D'Agostino, ritenuti legati agli ambienti criminali della zona di Pomigliano d'Arco. Imprenditore attivo nel settore della ristorazione (ma non solo), si è buttato più volte nella mischia politica. Nel 2005 si è candidato alla Regione con i Repubblicani di Giuseppe Ossorio, mancando per poco l'elezione. Continua a gravitare nell'orbita del centrosinistra, ma ha avuto una parentesi come assessore nella giunta di centrodestra che ha amministrato Casalnuovo durante il sacco edilizio; giunta decaduta nel dicembre dello scorso anno, quando il consiglio dei ministri, recependo il parere del prefetto Alessandro Pansa, ha sciolto il consiglio comunale. Sulla vicenda Campana è intervenuto il deputato di IdV Francesco Barbato: «La questione morale è una priorità per tutti i partiti, nessuno escluso. Già all'incontro nazionale di Vasto, un mese fa, avevo detto che nell'Idv circolano strane facce e che a costoro non avrei voluto nemmeno stringere una mano. Potremo essere un'alternativa possibile solo se saremo un partito diverso dagli altri, se no perché i cittadini dovrebbero continuare a votarci?».

Si allarga a macchia d'olio l'indagine per le truffe assicurative. Ancora altri indagati in un meccanismo perverso

Truffa alle assicurazioni c’è ancora una nuova trance dove addirittura figurano Giudici di Pace ed altri personaggi legati all’associazione a delinquere finalizzati a falsi incidenti. Salgono a 50 gli indagati!
di Prospero Cecere (prosperocecere.blogspot.com)
Non si fermano qui le indagini relative alle truffe all’assicurazioni. Infatti la seconda indagine che è sempre curata dal pubblico ministero Maurizio Giordano della procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere avrà i suoi risvolti quando presumibilmente Saranno conclusi gli interrogatori di garanzia. In tutto gli indagati sono 50. Ventisette che sono elencati nella prima ed altre 23 persone che sono ancora in osservazione. L’intera truffa si svolgeva soprattutto attraverso giudizi civili davanti ai tribunali di Caserta e Santa Maria Capua Vetere davanti ai giudici di pace i quali avrebbero avuto anche contatti con alcuni degli indagati. Ciò è ancora al vaglio della magistratura la quale ci vuole vedere chiaro e quindi aspetta le dichiarazioni di garanzia davanti al gip Giuseppe Meccariello , il giudice che ebbe il coraggio di firmare una delle ordinanze di custodia cautelare più rappresentative dal punto di vista politico , l’inchiesta del provincia gate. I falsi incidenti, invece, che sono stati contestati si consumavano attraverso appuntamenti anche fuori i locali pubblici con atti di corruzione . Quanto al reato di corruzione in atti giudiziari ed a quello di falsa testimonianza che sono strettamente connessi tra loro, si deve sottolineare che essi traggono origine dalle dichiarazioni rese in sede di interrogatorio da Nicola De Santis il quale ammetteva in pieno le proprie responsabilità e chiamava in causa, quali determinatori ed istigatori delle condotte illecite, lo Iodice ed il Casella . Riferiva, in particolare, il De Santis che si era incontrato con Nicola Iodice davanti 'al bar "Tazza d'oro" di Santa Maria C.V; che consegnò, in cambio di 500 euro, all'amico i propri documenti di identità e la documentazione relativa all'assicurazione ed alla vettura che lo IODICE assicurò che si sarebbe occupato interamente lui della pratica; che dopo qualche mese, ricevuta la lettera dall'assicurazione, contattò lo IODICE, il quale gli disse di recarsi dall'avv. CASELLA; che il suddetto legale gli consegnò una dichiarazione datata 15.3.2007 da portare alla compagnia assicuratrice; che non seppe più niente della pratica, essendo stato pagato a monte dallo IODICE per 500 euro in occasione del primo incontro;
Richiesto di spiegare le ragioni della conoscenza con lo IODICE, il DE SANTIS affermava che da quando aveva chiuso la rosticceria "La Perla" di Santa Maria C.V., che gestiva insieme alla madre, aveva attraversato un periodo di grandi difficoltà economiche, che lo avevano indotto anche a ricorrere al credito irregolare. Nei momenti di maggiore pressione dei creditori, non potendo fare fronte ai suoi impegni, si era prestato a prendere parte a sinistri falsi, avendo saputo con certezza che in città che IODICE Nicola poteva remunerare fino a 500 euro per tale attività illecita. Con costui aveva avuto tre compartecipazioni in sinistri falsi, le cui modalità erano analoghe: consegnava, infatti, i propri documenti di identità, il contratto assicurativo ed il libretto delle autovetture che dovevano apparire coinvolte (si era trattato in un caso della macchina della madre Coglia Lidia, in un altro della macchina della sorella De Santis Marianna), firmava, quando gli veniva richiesto delle carte, riceveva 500 euro e non aveva più notizie dell'esito della pratica, essendo il risarcimento evidentemente incassato dallo IODICE e dai suoi sodali, il DE SANTIS aggiungeva che in occasione del sinistro falso che vedeva apparentemente coinvolta l'autovettura della sorella Marianna aveva ricevuto la somma di 500 euro direttamente nello studio dell'avv. CASELLA. Infine, riferiva che nel mese di gennaio/febbraio 2007 lo IODICE ed il CASELLA lo contattarono affinchè li seguisse alla sede distaccata di Caserta, dove, in cambio della somma di 100 euro, gli fu fatto firmare, nel corso di un'udienza civile, un foglio precompilato, che, evidentemente, doveva essere il verbale che compendiava una testimonianza.
Nella foto il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere

Dragoni. Conferme e rinascite nella seconda giornata della Joy Cup

Il campionato amatoriale del C.S.I. sta attirando un nutrito interesse. Il calcio come si giocava un tempo...
Sembra già delinearsi la linea delle prime della classe del campionato C.S.I. 2008/2009. Comincia ad impressionare tutti infatti, il bel gioco messo in campo dal CALES, squadra di Calvi Risorta, composta da giocatori non più giovanissimi, ma capaci di un gioco di cui già si parla tra gli addetti ai lavori. Nella seconda giornata infatti, i Calesi si impongono sul proprio campo anche sul LATINA per 2 a 0, confermandosi in testa alla classifica. Il primato a bottino pieno dopo due giornate, viene però condiviso insieme alle due squadre di PIETRAMELARA -che ottengono entrambe un 2 a 1, rispettivamente sul PIETRAVAIRANO e sul GIOIA SANNITICA- e alla formazione di CASTELLO DEL MATESE che porta a casa i tre punti con un 2 a 1 sul campo del BAIA LATINA. Seguono in classifica, con 4 punti, il SAN POTITO, forte di un secco 2 a 0 ai danni dell’AILANO e la compagine dell’ALIFE, autentica sorpresa delle prime giornate che ottiene un bel pareggio(1 a 1) sul proprio campo, contro il REAL SAN GREGORIO. A quota 3 punti si piazza la NEWTEAM DRAGONI che ottiene un convincente 4 a 2 tra le mura amiche ai danni del PRINCE CLUB S.ANGELO, che purtroppo subisce la forte voglia di rivalsa dei Dragonesi dopo la brutta sconfitta subìta nella prima giornata e che nella prossima giornata avranno l’esame CALES
Come sempre sui campi del C.S.I., anche domenica si è assistito a pomeriggi di sano sport, senza isterismi vari che tanto fanno male a chi ama davvero il calcio, il GIOCO del calcio. Si spera che questa situazioni rafforzi la voglia di portare le famiglie intere intorno ai nostri campi verdi.
Giuseppe De Pascale

Piedimonte Matese, Vespa questo amore infinito! 200 chilometri per partecipare al raduno romano

Il raduno nazionale di Roma ha visto anche la partecipazione di quattordici appassionati del Vespa club matesino, presieduto da Antonio Capuano
di Pietro Rossi
Il Vespa Club Matesino presieduto da Antonio Capuano ha oltrepassato i confini regionali per approdare nella città "Eterna" in occasione del 60° anniversario del Vespa Club Roma.Quttordici vespisti, con rispettivi passeggeri alle 6.30 si sono messi in cammino verso Roma. Giunti sul posto fissato per il raduno alle ore 10.00, si sono percorsi circa 50 chilometri tra le vie più belle e note di Roma, dove il gruppo ha immortalato attraverso fotografie i luoghi più conosciuti e apprezzati della capitale. Il percorso è terminato in un noto locale dove c'è stata la premiazione e dove i partecipanti accompagnati da amici e familiari, hanno gustato il menù del vespista.

Caiazzo. Connubio 2004 Vestini Campagnano premiato con il Sole della Guida Veronelli

L'Azienda che da anni si è insediata a Caiazzo ottiene così un altro prestigioso riconoscimento dopo quello avuto dall'espresso
Sono state presentate, mercoledì 29 ottobre, le Guide Oro 2009 che annoverano gli Alberghi, i Ristoranti e i Vini di Veronelli, a Milano, presso l'Hotel Principe di Savoia. Davanti a un folto pubblico di giornalisti, produttori, ristoratori e albergatori i curatori Gian Arturo Rota (I Ristoranti), Gigi Brozzoni e Daniel Thomases (I Vini), Rocco Lettieri (responsabile Canton Ticino), introdotti da Ezio Indiani (general manager dell'Hotel Principe di Savoia) hanno presentato le novità delle Guide Oro 2009 e premiato i vini che hanno ottenuto il Sole e i ristoranti che hanno ricevuto le Tre Stelle. Il Sole è dato ai vini che più hanno emozionato, stupito o rallegrato, nel corso dell'anno, al di là del punteggio di degustazione. A ricevere questo prestigioso riconoscimento 2 vini campani: il Connubio 2004 di Vestini Campagnano e il Taurasi Riserva Centotrenta 1999 di Mastroberardino.Anno d'oro, quindi per ciò che riguarda i riconoscimenti, per i vini campani. In particolare vogliamo segnalare che per il Connubio 2004 si tratta del secondo riconoscimento per quest'anno. Dopo l'Espresso, infatti, ora anche la guida Veronelli premia l'azienda di Caiazzo in provincia di Caserta. Si tratta dei due riconoscimenti tra i più ambiti e sicuramente i più ardui da ottenere, a fronte dei centinaia di premiati dalle altre guide .

Amorosi, colpo da 7.000 euro in una gioielleria di via Telese

E a Cusano Mutri i ladri hanno asportato da un Tabacchi 50 stecche di sigarette e 150 euro, penetrando dal retrobottega. C'è il sospetto che si possa trattare di una banda di professionisti provenienti dall'agro napoletano
Ladri in azione la notte scorsa in Valle Telesina: a Cusano Mutri preso di mira un alimentari tabacchi di proprietà di un 60enne: attraverso una finestra, ignoti si sono introdotti nel locale, rubando circa 150 euro in contanti e 50 stecche di sigarette. Il colpo è davvero singolare se si considera che a pochi metri c'era l'abitazione di un'altra famiglia che non ha avvertito assolutamente alcun rumore. Ma peggio è andata ad Amorosi invece, laddove i ladri hanno effettuato un colpo in una gioielleria di Via Telese. I malviventi hanno forzato una saracinesca e, dopo aver praticato un foro in una vetrina, hanno portato via cinque orologi per un valore complessivo di 7mila euro. Anche in questo caso nessuno ha sentito alcun rumore, ne gli stessi autori hanno lasciato tracce significanti. Sui due episodi sono in corso le indagini dei carabinieri, anche se non sarebbero direttamente collegabili tra loro, vista anche la considerevole distanza dei due comuni beneventani (circa 30 chilometri) tra loro.

La vicenda del sottosegretario PdL Nicola Cosentino ancora una volta sull'espresso

Caso Cosentino, anche questa settimana l'espresso ritorna sulla vicenda, che è oggetto da mesi di un'inchiesta del settimanale.
Dopo il question time di mercoledì alla Camera, il sito web de l'espresso anticipa il testo di un articolo di Gianluca Di Feo che ribatte al ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, che ha difeso il sottosegretario, in risposta all'interrogazione (primo firmatario il leader Antonio Di Pietro) dell'Italia dei Valori (in aula, alla sinistra del deputatoAntonio Palagiano che riassumeva la posizione dei dipietristi, il casertano Americo Porfidia) sulle presunte collusioni con il clan dei Casalesi (ultime, quelle raccontate dallo storico pentito del clan, il pluriomicida Dario De Simone).
Guarda il servizio

Corte di Cassazione "Avviso ai naviganti" (via radio). E' reato sintonizzarsi sulle radio delle forze di polizia

Poco importa se si agisca per esigenze legate al lavoro di giornalista, per la Cassazione è sempre reato sintonizzarsi con lo scanner sulle frequenze delle forze dell'ordine per ascoltarne le trasmissioni radio.
Chi vuole semplicemente esercitare il diritto di cronaca, dunque, non si salva dalla condanna prevista dall'art. 617 bis c.p. che punisce chi installa apparecchiature atte ad intercettare comunicazioni. La Corte di Cassazione (sentenza n. 40249/2008) ha reso così definitiva la condanna nei confronti di tre giornalisti che, sia pur per ragioni di lavoro, si erano sintonizzati sulle frequenze della polizia. Secondo la Corte "integra gli estremi del reato di cui all'art. 617 bis c.p. l'installazione di un apparecchio radioricevente idoneo ad intercettare le trasmissioni della centrale operativa delle forze dell'ordine". I tre giornalisti si si erano rivolti alla Corte nel tentativo di ribaltare il verdetto della Corte d'appello di Milano sulla base della considerazione che "le comunicazioni tra la centrale operativa e le pattuglie delle forze dell'ordine non sarebbero connotate da segretezza, essendo diffuse 'in chiaro' per aria attraverso onde elettromagnetiche, per cui esse non sarebbero tutelate costituzionalmente e penalmente". I Giudici di Piazza Cavour hanno respinto la tesi difensiva rilevando che gli imputati non avevano negato "che gli strumenti sequestrati venivano utilizzati per l'attivita' giornalistica" e che il dolo si poteva desumere "dalla tipologia dell'apparecchiatura illegittimamente installata, descritta dai testi come idonea ad impedire o intercettare conversazioni su frequenze riservate al ministero della Difesa e in particolare utilizzate dal comando provinciale dei carabinieri". La Corte infine chiarisce che l'esercizio del diritto di cronaca, sussistendone i presupposti, potrebbe tutt'al piu' scriminare il reato di diffamazione, ma non i reati contestati.

Caiazzo, rubata vettura alla signora Annalisa Pasquariello.

Si stava recando a Messa nella Cattedrale per le celebrazioni di Santo Stefano. Il furto avvenuto in via Ponte
Santo Stefano amaro per una residente di Cesarano, frazione di Caiazzo. La signora Annalisa Pasquariello infatti, l’altro ieri mattina in occasione delle celebrazioni in onore del Patrono della città, aveva parcheggiato la sua vettura, una Toyota Yaris in via Ponte, appena dopo la fine della centralissima Corso Umberto I°, per recarsi nella Cattedrale. Subito dopo, ritornava dove aveva parcheggiato la sua vettura e faceva l’amara scoperta, ovvero che gli era stata rubata. Dopo il comprensibile sconforto, la donna si recava in Caserma per sporgere denuncia, anche se il furto appariva agli stessi inquirenti alquanto desueto, poiché erano anni che a Caiazzo non veniva rubata una vettura parcheggiata in pieno giorno e al centro città. Probabilmente colui (o coloro) che si è reso responsabile di questo crimine potrebbe essersi anche camuffato tra i venditori ambulanti provenienti dall’agro aversano e agro napoletano, anche se altre piste i Carabinieri della locale Stazione non si sentono di escludere. Fatto sta che questo episodio fa trasparire ancora una volta l’emergenza dei furti che si stanno susseguendo lungo tutto il territorio caiatino, sebbene finora si trattava di furti in appartamento e, in piena notte. Non da ultimo va registrata anche la presenza dei parcheggiatori abusivi, i quali magari, nulla c’entrano con il furto a danno della Pasquariello, ma in ogni caso per non pagare gabelle inducono molta gente a parcheggiare il proprio veicolo in zone discostate dal centro urbano, laddove i ladri d’auto hanno potuto come nel caso specifico avere vita facile. In ogni caso le speranze di recuperare il veicolo non sono tanto remote, poiché proprio gli uomini coordinati dal Maresciallo Giuseppe Oliva, in molte occasioni sono riusciti a recuperare i mezzi rubati a Caiazzo, grazie anche alla fitta rete di cui l’Arma dei Carabinieri è dotata su tutto il territorio. Aperte quindi tutte le piste per recuperare la Yaris rubata a Caiazzo Martedì scorso alle 11.00 circa del mattino.

Guardia di Finanza. Ennesima operazione di servizio contro la pedofilia. Perquisizioni anche nell'alto casertano

Le fiamme gialle, coordinate dal Generale Mario D'Alonzo, hanno effettuato una vasta operazione di servizio, Perquisite anche alcune abitazioni (tre) dell'alto casertano.
Oltre 50 perquisizioni domiciliari sono state eseguite dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Venezia, coordinate dal generale di brigata Mario D'Alonzo, in 13 regioni in un'operazione contro la pirateria musicale e la pedopornografia. Il blitz e' scattato al termine di un monitoraggio della rete internet, durante il quale i finanzieri del gruppo Tutela beni e servizi di Venezia hanno individuato persone che, attraverso il cosiddetto file sharing, condividevano illecitamente con altri utenti milioni di file musicali e video in formato elettronico tutelati dal diritto d'autore. Tra coloro che utilizzavano il file sharing figurano anche due persone ritenute dedite alla diffusione di file video a contenuto pedo-pornografico che sarebbe servito come strumento per 'catturare' in rete adolescenti. Dalle decine di diversi indirizzi ip, grazie anche alla preziosa collaborazione fornita dalla Federazione contro la pirateria musicale si e' risaliti, tramite i provider, ai nominativi dei soggetti che avrebbero svolto l'illecita attivita', ottenendo dal pm veneziano Giovanni Zorzi decreti di perquisizione tra Veneto, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Toscana, Lazio, Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Puglia, Sicilia e Calabria. Sequestrati quasi 2.000.000 di files audio/video duplicati abusivamente, circa 16.000 supporti ottici cd/dvd, 72 personal computer, 200 hard disk e applicate sanzioni amministrative per 3.200.000 euro.

Caiazzo, torna in auge Nicola Sorbo con una proposta davvero interessante e degna di nota

L’Associazione Città paesaggio propone un regolamento per la preservazione degli Ulivi secolari e degli elementi costitutivi del paesaggio caiatino
Se l’Italia è tra i pochi Paesi al mondo a riconoscere la tutela del paesaggio tra i compiti della Repubblica, il Comune di Caiazzo è tra i pochi in Italia a sancire nel proprio Statuto – al di là di specifici vincoli paesistici imposti dal Ministero per i Beni e le Attività culturali o da leggi in materia - che “per le caratteristiche ambientali di particolare pregio paesaggistico, il territorio comunale è vincolato ai sensi della legge 29.6.1939, n. 1497 e successive leggi modificative e integrative” (art. 3 dello Statuto). Le conseguenze di questo articolo non sono irrilevanti. Lo Statuto è norma primaria nella gerarchia delle fonti normative del Comune e il Consiglio comunale ha il compito di conformare i regolamenti ai principi statutari. Con la Convenzione europea del Paesaggio (Firenze, 2000) e il suo recepimento da parte dello Stato italiano con il D. Lgs n. 42/2004, l’ambiente rurale ha assunto valenza culturale e, dunque, meritevole di tutela in quanto i valori che esso esprime sono manifestazioni dell’identità dei luoghi. In questo contesto il paesaggio caiatino è senz’altro da riconoscere quale patrimonio unico di identità e cultura nel quale la comunità ritrova le proprie radici e i propri valori, ma è anche una risorsa che può assicurare benessere sociale ed economico alla città. E’ necessario dunque secondo quanto si evince dal documento stilato da Città Paesaggio, presieduta dall’ex sindaco Nicola Sorbo, apprestare le opportune azioni e i più idonei provvedimenti regolamentari e di governo del territorio per assicurare un uso accorto dei suoli agricoli e un’adeguata tutela della coltura dominante, quella dell’ulivo, secondo i principi della sostenibilità. Tra l’altro, conclude il presidente di Città Paesaggio, il Comune di Caiazzo sarà chiamato proprio nelle prossime settimane a predisporre alcune modifiche al Regolamento edilizio. Dal 2009 il certificato di abitabilità per le nuove costruzioni sarà subordinato alla certificazione energetica degli edifici. Infatti, il comma 289 dell’art. 1 della Finanziaria 2008, modificando l’art. 4 del Testo Unico dell’Edilizia (DPR n. 380/2001), dispone che, sempre dal 1º gennaio 2009, i regolamenti edilizi devono prevedere, ai fini del rilascio del permesso a costruire nuovi edifici, l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento. Per i fabbricati industriali, di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati, la produzione energetica minima dovrà essere di 5 kW. Sarà un’occasione storica per dare un segno tangibile di attenzione all’ambiente e al futuro della città di Caiazzo.
Nella foto Nicola Sorbo ex sindaco di Caiazzo e presidente di "Città Paesaggio"

giovedì 30 ottobre 2008

Caiazzo."Denunciare la camorra? Non conviene". Clamorosa protesta di due imprenditori che vogliono parlare con Maroni

Giuseppe Di Stefano di San Felice a Cancello davanti alla prefettura con Roberto Battaglia di Caiazzo: strangolati da banche e compagnie assicurative dopo la denuncia del racket dei clan. In piazza anche gli operatori della Pinetagrande
All'esterno della prefettura di Caserta, dove è in corso un vertice con le forze dell'ordine presieduto dal ministro dell' Interno, Roberto Maroni, si sono raccolti alcuni imprenditori, oltre ad un gruppetto di operatori sanitari della clinica Pinetagrande del litorale domizio. Gli imprenditori Roberto Battaglia, di Caiazzo, e Giuseppe Di Stefano, di San Felice a Cancello, hanno denunciato i clan camorristici che tentavano di metterli sotto estorsione e sono riusciti a fare arrestare alcuni esponenti della criminalità organizzata, ma subito dopo per loro si sono chiuse le porte del credito e delle assicurazioni. Le banche hanno chiesto un immediato rientro dei fidi concessi e le compagnie di assicurazione non hanno voluto rinnovare le polizze. I due imprenditori, che hanno già illustrato la propria situazione anche al presidente nazionale di Confindustria, Emma Marcegaglia durante la recente ''Giornata per la legalità'', svoltasi a Caserta, chiedono un incontro con il ministro Maroni.
''Sono orgoglioso di aver denunciato - ha detto Giuseppe Di Stefano ai giornalisti - ma devo riconoscere che non conviene. Avevo 52 dipendenti, ne ho dovuti licenziare la gran parte. Me ne restano sette. Tra poco dovrò trasferirmi all'estero''.
Medici, operatori sanitari ed impiegati della clinica Pinetagrande, invece, hanno esposto un grande striscione: ''La camorra ci ha ferito, la sanità della Regione ci sta ammazzando''. ''I tagli alla sanità privata decisi dalla Regione Campania - spiega Marco Zecca ai giornalisti - ci penalizzano duramente. Le convenzioni sono state ridotte retroattivamente a partire dal 2006. Per la nostra clinica, che di fatto è l'ospedale del litorale domizio, non ci sono più le condizioni per poter proseguire''.

Arrestato latitante ricercato per duplice omicidio. Era a colazione con la moglie!

Gli agenti della Sezione Omicidi della Squadra Mobile hanno acciuffato Ciro Prisco 36enne latitante mentre era con sua moglie Lena Aprea, appartenente all'omonimo clan
Gli agenti della sezione Omicidi della Squadra Mobile della Questura di Napoli hanno arrestato Ciro Prisco, di 36 anni, latitante dallo scorso mese di aprile, accusato del duplice omicidio dei fratelli Vincenzo e Mariano Capasso, avvenuto nel quartiere Barra lo scorso 4 aprile. Prisco e' cognato dei fratelli Aprea, capi dell'omonimo clan camorristico attivo nella zona orientale della citta'. L'uomo e' strato rintracciato nella propria abitazione in via Serino dove si era recato per incontrare la moglie con la quale stava facendo colazione. In via Serino, fu trovato riverso sul selciato il corpo di Vincenzo Capasso, di 20 anni, con diversi colpi d'arma da fuoco al torace e al capo mentre poco distante si trovava il fratello Mariano, di anni 17, ferito da due colpi d'arma da fuoco al fianco e alla spalla. Il giovane fu trasportato all'ospedale Loreto Mare dove poco dopo mori'. L'attivita' investigativa svolta dagli agenti della Squadra Mobile ha consentito di delineare sin da subito le responsabilita' di Ciro Prisco, arrestato oggi, e di Giuseppe Manco, 43enne, arrestato il 27 maggio, sempre dagli agenti della sezione Omicidi, in quanto destinatario di un decreto di fermo emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Napoli.
Lena Aprea, la moglie di Ciro Prisco (il latitante di 36 anni ricercato per il duplice omicidio dello scorso aprile dei fratelli Capasso) con la quale l'uomo stava facendo colazione prima di essere stanato dalla polizia, e' la sorella dei fratelli Aprea, capi dell'omonimo clan camorristico che opera nella zona orientale della citta'. Secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile, la sera del delitto, Mariano Capasso, appena 17 anni, una delle vittime, con il proprio cellulare contatto' il 113 e riferi' di essere rimasto ferito gravemente in un agguato. Soccorso e sottoposto a intervento presso l'ospedale Loreto Mare, mori' poco dopo. In base a un sopralluogo effettuato a casa di Ciro Aprea emerse che l'esecuzione camorristica avvenne nel suo appartamento. A Prisco sono contestati i delitti di omicidio aggravato e di detenzione illegale di una pistola.

Nel regno dei casalesi, due carabinieri corrotti

Soffiate e mancati controlli: maresciallo arrestato. Un altro indagato in un’inchiesta parallela. Oggi Maroni a Caserta
di Rosaria Capacchione
Un filo diretto tra controllore e controllati, tra Stato e camorra che spara. Un accordo economico che fruttava al maresciallo dei carabinieri uno stipendio di 500 o 1000 euro al mese, e in più telefonini di ultima generazione, computer portatili e altri oggetti di valore. Ne beneficiava Antonio Alluce, uno degli autori della stagione del terrore del clan dei Casalesi, e per lui il suo capo, Giuseppe Setola. Ma anche Mario Brancaccio, titolare del bar Tropical, che grazie ai favori del maresciallo gestiva in tutta tranquillità le macchinette del videopoker installate anni prima da Mario Iovine, cugino del «Ninno». Poteva anche tollerare, in tutta tranquillità, che nel locale e nel piazzale esterno venisse gestita da uomini del clan una lucrosissima attività di spaccio: lui era esentato dai controlli. Il ritratto che del maresciallo dei carabinieri Alfonso Bolognesi - 45 anni, di Pontecagnano Faiano, comandante della stazione di Pinetamare fino al 25 settembre scorso, arrestato la scorsa notte con l’accusa di corruzione aggravata dal favoreggiamento alla camorra così come il 54enne Mario Brancaccio - fa il pentito Oreste Spagnuolo è quello di un traditore, di una quinta colonna avida e cinica. Situazione imbarazzante e gravissima che sarà uno degli argomenti all’ordine del giorno, oggi, del comitato nazione per l’ordine e la sicurezza pubblica che si riunirà nel pomeriggio in prefettura, alla presenza del ministro dell’Interno Roberto Maroni, per la terza volta a Caserta in poche settimane. Bolognesi non si fa scrupolo di rivelare ad Alluce i nomi delle persone da arrestare - almeno due volte, è rilevato nel decreto di fermo della Dda di Napoli - e che grazie a lui si danno alla macchia. Si presta ad avallare un truffa assicurativa. Fa in modo che Luigi Ferrillo, uno dei due giovani arrestati per l’estorsione a Raffaele Granata, il titolare del lido La Fiorente ucciso a luglio, si consegni nelle sue mani per acquisire i meriti dell’operazione. Parla quasi ogni giorno con Alluce, e in una relazione di servizio lo indica come suo confidente. «Vende» il collega di Castelvolturno, Vincenzo Davide, indagato in un’altra inchiesta della Procura sammaritana, colpevole di aver invaso il suo territorio negandogli le informazioni necessarie ai suoi amici: è lui a fornire l’indiritto della Procura militare necessario ad Alluce e ai suoi per spedire la lettera anonima nella quale Davide viene accusato di cose che, in realtà, sono fatte da Bolognesi. Rivela segreti che servono a tutelare le indagini e i suoi colleghi del Nucleo operativo di Caserta. Riferisce Spagnuolo: «Alluce ci disse che aveva saputo dal maresciallo Bolognesi che funzionavano solo le seguenti telecamere: una all’altezza del bar Tropical di Castelvolturno, un’altra all’altezza del mobilificio Prezioso e una all’uscita di Castelvolturno. Tutte le altre non funzionavano. Bolognesi in cambio delle informazioni aveva avuto in regalo computer portatili, due telefoni Nokia di ultima generazione del valore di 400 euro cadauno comprati dal Tekno Service sulla Domiziana da Alluce su indicazione del maresciallo e altro». E non basta. «Alluce, ci fece sapere - continua Spagnuolo - che il maresciallo Bolognesi gli aveva riferito che i carabinieri di Caserta stavano là là per arrestare gli spacciatori che gestivano la piazza di spaccio del Villaggio Coppola per conto di Davide Granato (sfuggito al blitz del 10 ottobre scorso) e che dunque per un po’ di tempo doveva limitare la sua attività. Nell’ultimo fermo eseguito a settembre di Musciarella e altri (arrestati per l’estorsione al caseificio Ponte a Mare, ndr), Bolognesi non ci ha dato notizie anche perché, da quello che io so, già circolavano le voci su di una sua collusione con il nostro gruppo e anche perché l’arresto è stato effettuato dalla polizia». Le informazioni al gruppo di Alluce sono proseguite anche dopo il trasferimento di Bolognesi a Moncalieri, dove però non è mai andato. Lo stesso Alluce, Davide Granato e Luigi Tartarone, monitorati dai carabinieri fino a un’ora dal blitz del 10 ottobre, sono improvvisamente scomparsi dalla circolazione e sono tuttora latitanti.
Soldi e appartamenti...il prezzo del disonore
Se e quando le accuse al maresciallo Alfonso Bolognesi saranno confermate, saranno accuse tali da spiegare, almeno in parte, la sfiducia dei cittadini verso lo Stato. Nel decreto di fermo è contestata la corruzione aggravata dal favoreggiamento alla camorra. La motivazione assomiglia di più a quella di un tradimento: della divisa, dell’istituzione, della legge. I collaboratori di giustizia dicono che era lui, il comandante della stazione dei carabinieri di Pinetamare - la zona della strage e degli agguati della stagione del terrore - la talpa che rivelava le operazioni in corso, i telefoni controllati, le microcamere o le microspie installate, l’aggiornamento della mappa delle telecamere della videosorveglianza effettivamente in pensione. In cambio di soldi, naturalmente, e mettendo a rischio non solo l’attività investigativa ma anche la vita dei colleghi. Prima delle dichiarazioni di Oreste Spagnuolo, che portano la data del 7 ottobre, erano state proprio alcune telefonate intercettate nei giorni della strage a far sospettare di lui. Il suo trasferimento al Battaglione carabinieri, a Moncalieri, risale a sette giorni dopo il massacro della lavanderia Ob Ob. Pochissimo tempo prima era stato trasferito a Casoria anche il maresciallo Vincenzo Davide, che comandava la stazione di Castelvolturno. Sarebbe indagato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere per corruzione: avrebbe intestato a un suo familiare la proprietà di una ventina di appartamenti. È il destinatario della lettera anonima scritta da Spagnuolo e indirizzata alla Procura militare di Napoli. Dice il collaboratore di giustizia: «Il maresciallo Davide dava fastidio sul territorio, non faceva il carabiniere ma ”faceva il camorrista”, agendo con scorrettezza. Calcava molto la mano nei nostri riguardi. Era una cosa che infastidiva molto le persone della zona e vi era una lagnanza generale sul territorio. Setola aveva anche pensato di costringerlo a un appuntamento per parlarci sfruttando una donna che - a suo dire - ce lo aveva in pugno, non so dire per quale motivo». L’indagine sui due sottufficiali che operavano nella zona di Setola segue di poco più di un anno l’allontanamento di altri quattro militari: comandante e vice della stazione di San Cipriano d’Aversa, due carabinieri del nucleo radiomobile di Casal di Principe. Gli ultimi due avevano fermato il figlio del superlatitante Antonio Iovine e l’avevano lasciato andare via senza sequestrargli l’auto, che guidava senza patente, e senza neppure fargli una contravvenzione. Singolare e gravissimo l’episodio che riguarda, invece, i marescialli Pasquale Molitierno e Antonio Mingolla. A giugno dello scorso anno avevano cercato di bloccare l’auto con a bordo Pasquale Zagaria e i suoi avvocati. Erano preceduti da due militari del Ros con i quali aveva trattato la costituzione. L’intenzione era quella di giocare d’anticipo e arrestarlo, facendo saltare l’operazione dei colleghi. Piano ascoltato in diretta dalla Dda di Napoli, che aveva intercettato quella conversazione, e stoppato appena in tempo. Sono stati trasferiti in Sardegna e a Milano.
MARONI A CASERTA
Il ministro degli Interni Roberto Maroni sta presiedendo un vertice con le forze dell'ordine e la magistratura nella prefettura di Caserta. Alla riunione partecipano il capo della polizia, prefetto Antonio Manganelli, il comandante generale dei carabinieri, Gianfrancesco Siazzu, il procuratore della Repubblica di Napoli Giandomenico Lepore ed il procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo. La riunione e' cominciata poco dopo le 15. Ai giornalisti non e' stato consentito l'accesso nei locali della prefettura.
Nella foto il maresciallo Alfonso Bolognesi arrestato dai suoi colleghi

Guardia di Finanza. Sventata truffa colossale alla Tim. 50 milioni di euro e 35.000 sim "pezzottate"

L'operazione di servizio denominata dalle fiamme gialle "Sim'è Napule" trae la sua origine dal luogo ove è iniziata l'indagine. Risvolti anche in altre province della Campania
E' stata portata a termine la seconda parte dell'operazione 'Sim'e Napule', con l'esecuzione di 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere che si aggiungono agli 11 provvedimenti restrittivi gia' eseguiti nell'aprile di quest'anno. Le indagini dirette dalla Dda della Procura della Repubblica di Napoli e condotte dalla Guardia di Finanza sono partite da un esposto denuncia presentato da Telecom Italia Mobile: e' stata fatta ulteriore luce nei confronti di un'organizzazione criminale specializzata nell'intromissione nel sistema informatico e che ha consentito di realizzare una frode di 50 milioni di euro ai danni della compagnia telefonica. La frode si concretizzava nell'attivazione di circa 35 mila sim card telefoniche cellulari e nel successivo accreditamento su di esse di bonus di traffico non spettante. Le carte, al momento dell'attivazione, venivano intestate in alcuni casi a nomi di fantasia, o spesso anche a soggetti extracomunitari di difficile identificazione. Il nome 'Sim'e Napule' lega il nome delle schede telefoniche con l'origine geografica dell'indagine. Risvolti però sono stati scoperti anche nelle province di Caserta e Benevento

Direzione Investigativa Antimafia (DIA). Cambio al vertice. Arriva il Generale dei Carabinieri Girone.

Gli lascia il posto il Generale di Divisione della Guardia di Finanza Cosimo Sasso, in carica da tre anni.
Domani, 31 ottobre, il generale di Divisione della Guardia di Finanza Cosimo Sasso concludera' il mandato di direttore della Divisione Investigativa Antimafia (Dia), assunto l'1 agosto 2005, al suo posto e' stato designato il generale di Divisione dell'Arma dei Carabinieri Antonio Girone. Nell'ultimo triennio, sottolinea la Dia in una nota, la struttura investigativa interforze, nel quadro degli obiettivi strategici ed operativi affidati dal ministro dell'Interno e dal capo della Polizia, ha proseguito la propria attivita' lungo tre principali linee di azione: l'aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati; la prevenzione e la repressione dei tentativi di infiltrazione mafiosa nel ciclo degli appalti pubblici, con particolare riferimento alla realizzazione delle grandi opere; il contrasto al fenomeno del riciclaggio dei capitali di provenienza illecita.

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Il nostro blog, prima della chiusura del mese ha registrato 22.000 visitatori diversi con 37.000 pagine viste e oltre 800.000 accessi! A voi tutti diciamo grazie per la fiducia che ci avete donato, sperando come sempre di non tradire le attese. Esattamente un anno fa (27 Ottobre) installammo il contatore di accessi che oggi è arrivato a oltre 180.000 visite con circa 310.000 pagine visitate. Contiamo di migliore insieme a voi!

Piedimonte Matese. Rapporto lesbico, accoltella l'amica per gelosia, arrestata dopo quindici giorni

Agli arresti domiciliari una donna di trent'anni di Piedimonte Matese
Una donna di Piedimonte Matese D.P. 30enne residente in via Aldo Moro, che quindici giorni fa ha ferito a coltellate una ventitreenne N.S., alla quale era legata da un rapporto sentimentale, è stata arrestata dai carabinieri della locale Compagnia, in esecuzione di un provvedimento del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, con l’accusa di tentato omicidio. L’accoltellamento, provocato da motivi di gelosia, si verificò in una strada periferica di Piedimonte Matese. La giovane fu aggredita dalla trentenne che le inflisse alcune coltellate al basso ventre, senza, però, ferirla in maniera grave poichè la stessa N.S. intuite le intenzioni omicide della compagna si riparò con le braccia. Ricoverata in Ospedale fu dimessa poi con una diagnosi non pesantissima, tant'è che i provvedimenti giudiziari sono stati adottati solo nella giornata odierna. Adesso per D.P. il giudice ha disposto la misura degli arresti domiciliari presso la sua abitazione, appunto in via Aldo Moro. La storia burrascosa tra queste due donne è nota a tutti in città, tant'è che non era la prima volta che balzavano agli onori della cronaca, in quanto le scene di gelosia erano molto frequenti ed in alcuni casi, nel passato sono state coinvolte anche altre donne.

Onorevole dell'Italia dei Valori mette a disposizione la sua 159 per Ciro Campana, fermato con persone vicine alla camorra

Amico dei clan gira su un'auto blu del Consiglio regionale. L'uomo è stato fermato dai Carabinieri in compagnia di persone ritenute vicine alla camorra. La vettura gli è stata messa a disposizione dal Consigliere Cosimo Silvestro dell'Italia dei Valori.
di Titti Beneduce - tratto dal Corriere del Mezzogiorno
Gira su un'auto blu del consiglio regionale campano l'imprenditore pomiglianese Ciro Campana, arrestato nel '94 nell'ambito dell'operazione «Picasso», assolto nel 2006 ma fermato poi più volte in compagnia di pregiudicati vicini a clan camorristici. Controllato a bordo della vettura — un'Alfa 159 targata CY823YB — dai carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna, Campana è protagonista di un carteggio intercorso tra gli investigatori e la Regione. L'auto, hanno accertato i militari, gliela mette a disposizione il capogruppo dell'Italia dei Valori in consiglio regionale, Cosimo Silvestro, che gli ha anche fornito il badge magnetico per accedere agli uffici. Ciro Campana, 41 anni, imprenditore nel settore della ristorazione, è stato fermato alla fine del 2007 e poi di nuovo agli inizi di quest'anno in compagnia di Carmine e Pietro D'Agostino, ritenuti dagli investigatori contigui con la criminalità organizzata di Pomigliano d'Arco.
In politica è un eclettico: ora è collaboratore del partito di Di Pietro, ma alle elezioni regionali del 2005 era candidato con il numero 5 nella lista «Repubblicani — Democrazia per la pace» capeggiata da Giuseppe Ossorio; raccolse più di tremila preferenze, ma il seggio in consiglio regionale fu conquistato solo da Ossorio. Ma la cosa più singolare è che, nonostante la candidatura in un partito del centrosinistra e la collaborazione con il capogruppo dell'Italia dei Valori, Ciro Campana abbia avuto una parentesi da assessore in una giunta di centrodestra. E non in una giunta qualsiasi, bensì in quella che, guidata da Antonio Manna, di Forza Italia, ha retto il Comune di Casalnuovo fino allo scioglimento deciso per il sacco edilizio.
La nomina di Campana ad assessore è del novembre di un anno fa; il 21 dicembre ci fu lo scioglimento del consiglio comunale da parte del Consiglio dei ministri, che recepì la richiesta del prefetto, Alessandro Pansa. È lo stesso capogruppo di Italia dei Valori a chiarire per iscritto ai carabinieri che l'auto blu del consiglio regionale è stata messa a disposizione di Campana da lui: «Il dottor Campana Ciro — scrive Silvestro — collabora con la presidenza e la segreteria particolare del gruppo consiliare regionale Italia dei Valori. L'autovettura è usata frequentemente anche dalla segreteria particolare del gruppo». Informata dai carabinieri che Campana era stato fermato a bordo di un'auto blu, la presidente del consiglio regionale, Sandra Lonardo Mastella, aveva chiesto notizie ai suoi funzionari. Il responsabile del settore Amministrazione ed Economato, Girolamo Sibilio, le aveva chiarito che «al signor Ciro Campana, collaboratore esterno del gruppo IdV, non è stata concessa, da parte di questa ammini-strazione, nessuna autorizzazione sia al trasporto con propria autovettura di persone e cose per conto del consiglio regionale sia all'utilizzo di lampeggiante e/o palette di proprietà del consiglio regionale ». I carabinieri hanno fatto indagini a 360 gradi e dunque hanno chiesto alla presidenza del consiglio regionale se Campana sia un dipendente dell'ente. No, ha risposto Settimio Vinti, responsabile del settore Personale: «Ciro Campana non risulta nell'organigramma del consiglio regionale.
Lo stesso è in possesso di un badge magnetico, rilasciato da questo settore il 31 gennaio 2007, per l'accesso agli uffici del consiglio, in qualità di collaboratore esterno del presidente del gruppo Italia dei Valori, consigliere Cosimo Silvestro, come dalla richiesta con protocollo 35/07». La richiesta era firmata da Silvestro, che così scriveva: «Si comunica che il dottor Campana Ciro opera presso questa segreteria particolare quale collaboratore esterno, pertanto si chiede di munire lo stesso di badge magnetico per l'accesso agli uffici».
«Esprimiamo piena fiducia nel lavoro degli organi inquirenti». È il commento dei deputati e senatori dell’Idv della Campania «in merito alle notizie pubblicate dal Corriere del Mezzogiorno relative all’uso improprio di un’autovettura di servizio». «In attesa di una riunione del gruppo regionale, convocata per oggi (giovedì 30, ndr)», il ruolo di capogruppo in Regione, ricoperto finora dal consigliere Cosimo Silvestro, «è stato congelato». Ne dà notizia la segreteria regionale del partito che «ringrazia il consigliere Silvestro per essersi autosospeso da Italia dei Valori fino a quando non sarà chiarita l’intera vicenda».
Nella foto il manifesto di Di Pietro e a destra Cosimo Silvestro

Sciopero contro la riforma. Mobilitazione degli studenti e dei docenti. Caserta invasa.

«Noi non pagheremo la vostra crisi». È lo slogan dello striscione, firmato dai collettivi studenteschi casertani, che ha aperto il corteo partito stamani alle 9.30, dalla stazione ferroviaria di Caserta per manifestare contro la riforma della scuola contenuta nel decreto del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini.
di Diamante Marotta
Il corteo si snoderà per le strade del centro fino ad arrivare al Provveditorato, in via Ceccano. Studenti in piazza, quindi, anche a Caserta contro la riforma della scuola che prevede, tra l’altro, l’introduzione del maestro unico, la reintroduzione del voto in condotta e tagli alla scuola pubblica. La manifestazione è organizzata dai Collettivi Studenteschi Casertani «No Pasaran», Rete dal Basso, Cub Caserta, Cobas Scuola, Comitato Precari Scuola Primaria, Collettivi Universitari Casertani. «Tagliare fino a privatizzare è la soluzione che il governo propone per la crisi - si legge nel documento a firma unitaria dei comitati studenteschi e comitati docenti precari - siamo stufi di essere il capro espiatorio su cui i governi fanno i tagli alla spesa. Non tutti potremo permetterci un’istruzione. Se il sistema capitalista è in crisi a noi non importa. Non vogliamo pagare noi. Non vogliamo che il diritto all’istruzione, già così com’è molto precario, sia sacrificato sull’altare degli interessi politico-economici». In particolare precari e studenti contestano al decreto legge della Gelmini i tagli ai fondi per la scuole pubbliche e università, la reintroduzione del maestro unico, il dimensionamento delle scuole nei piccoli centri montani, il taglio del personale Ata, l’accorpamento delle classi di concorso, la reintroduzione del voto in condotta e le assunzioni in ruolo promesse ai docenti precari. Una giornata di mobilitazione che vedrà coinvolte tutte le scuole della provincia perché in concomitanza con lo sciopero nazionale di tutto il personale della scuola indetto da Cgil, Cisl e Uil e dai sindacati autonomi Snals e Gilda che, dopo diversi anni, si ritroveranno tutti uniti per la stessa causa. Sciopereranno anche gli Unicobas, i collaboratori coordinati e continuativi (Co.co.co) e i lavoratori parasubordinati (ex Lsu) del comparto scuola. Intanto, nelle scuole superiori si stanno svolgendo assemblee di istituto nelle quali gli studenti discutono e si confrontano sulla proposta della riforma. Nessuna autogestione o occupazione. Il direttore dell’Usr, Alberto Bottino, ha inviato una circolare ai dirigenti scolastici delle scuole secondarie superiori della Campania di informare quotidianamente l’ufficio scolastico regionale in caso di agitazioni studentesche. Come previsto c'è stata stamattina una grande e allargata adesione che si riallaccia alla manifestazione romana dove tantissime sono state le adesioni da parte di docenti, personale ata e dirigenti scolastici della provincia di Caserta.
RIFORMA GELMINI IN PILLOLE
Stop agli sprechi Il decreto legge 137/2008 si accompagna alle misure previste nel dl 112, collegato alla Finanziaria, che prevede tagli agli organici e alla didattica che nel prossimo triennio puntano a far risparmiare alle casse dello stato 7,8 miliardi di euro: tra il 2009 e il 2012 verranno soppressi oltre 87 mila posti di docente praticamente in tutti gli ordini di scuole. Nel prossimo anno la “sforbiciata” sarà più consistente (- 42mila posti), poi nel 2010 se ne elimineranno circa 25.500 e l’anno successivo poco meno di 20mila.
Riorganizzazione
Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e gli esponenti del governo hanno più volte precisato che non di licenziamenti si tratta, ma di una riorganizzazione che di fatto precluderà la possibilità della riconferma per migliaia di docenti con rapporto di lavoro precario. I tagli non risparmieranno nemmeno gli Ata ovvero il personale non docente, il cui organico complessivo verrà abbattuto del 17 per cento: 44.500 tra direttori amministrativi (- 10mila), collaboratori scolastici (- 29mila), amministrativi e assistenti tecnici (- 4mila) tutti appartenenti al personale non docente. Prima dell’intervento del governo Berlusconi, i tagli previsti dal precedente governo assommavano a 20mila dipendenti. Rientrare nella media europea. La scuola conta circa 1 milione e 100mila occupati, la riduzione complessiva quindi riguarda oltre il 10 per cento del personale del comparto istruzione. L’obiettivo ultimo che si è posto il governo con il dl 112 è quello di avvicinare il rapporto alunni-docenti a quello della media Ue: attualmente in Italia è pari a 8,94, mentre con l’attuazione dei tagli nel 2012 verrebbe portato a 9,94. I calcoli fatti, tuttavia, si basano sul presupposto che il numero degli alunni resti invariato: se, invece, il numero aumenterà (confermando il trend degli ultimi anni) i tagli diminuiranno, al contrario se gli alunni dovessero diminuire il decremento di cattedre e posti potrebbe essere ancora più consistente. Nel mese di ottobre il ministero ha anche presentato il piano programmatico del decreto: un piano che prevede, tra le altre cose, la riduzione dell’offerta formativa a 28-30 ore settimanali nei licei e a 32 negli istituti tecnici e professionali; ma anche la ridefinizione dei parametri per la formazione delle classi (dove in media verranno così collocati più alunni di ora). Nel progetto attuativo è inserito poi l’accorpamento delle classi di concorso di accesso all ‘insegnamento, in modo da poter utilizzare con più facilità i docenti in esubero spostandoli da una materia all’altra (comunque affini), e la soppressione o l’accorpamento degli istituti con meno di 50-100 alunni complessivi.
Torna il maestro unico, aumenta il tempo pieno.
Nel dl 137, convertito oggi in legge dal Senato, sono invece contenute principalmente disposizioni riguardanti lo svolgimento dell’attività didattica. Ad iniziare dalla riduzione a 24 ore del modello base d’insegnamento alla primaria: un ritorno al passato che permetterà l’attivazione del maestro unico e l’abbandono, dopo alcuni decenni di sperimentazione, del modulo basato su tre maestri per due classi. La soppressione di “mezzo” docente per classe permetterà così alle ex elementari di dare il proprio contributo ai tagli sottraendo a fine manovra, rispetto all’attuale organico, tra i 20 e i 30mila posti. Il governo ha sostenuto che con il suo sistema il tempo pieno verrà confermato e rafforzato: su richiesta delle famiglie, infatti, le scuole potranno predisporre classi a tempo prolungato (27-30 ore) o pieno (40 ore), ma i maestri disposti a svolgere ore in più dovranno essere retribuiti attraverso il cosiddetto fondo d’istituto scolastico.
Torna il dieci e lode.
Nella nuova legge ci sono altre novità: l’inserimento in graduatoria degli ultimi aspiranti docenti abilitati presso le scuole di perfezionamento, i cosiddetti corsisti Ssis ed un piano straordinario per accelerare gli investimenti nel campo dell’edilizia scolastica e della sicurezza. Il passaggio ai voti espressi in decimali nella secondaria di primo grado (la “media inferiore”) e nella scuola primaria, dove però restano in vita anche i giudizi sintetici. Approvata anche, per “promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale definito dalla Carta Costituzionale”, la nuova disciplina “Cittadinanza e Costituzione”. Meno bocciature alle elementari. Dopo le polemiche sull’interpretazione dall’ art. 3 del decreto (`Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all’esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di disciplinè), che avrebbe potuto essere interpretato come un’indicazione a bocciare gli alunni di elementari e medie manche con un solo cinque in pagella, arriva un emendamento (proposto da alcuni deputati della Lega tra cui Paola Goisis) che fa chiarezza: nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado la bocciatura degli alunni dovrà non solo essere decisa all’unanimità dal consiglio di classe, ma anche essere collocata nei casi di eccezionalità e “comprovati da specifica motivazione”. La singola valutazione, relativa ad ogni materia o (come alle elementari) gruppo di materie, non sarà inoltre assegnata dal singolo docente, ma sempre e comunque “assunta a maggioranza dal consiglio di classe”.
Edilizia scolastica.
Al fine di porre rimedio alle emergenze strutturali in cui versano migliaia di scuole, si “destina un finanziamento di interventi per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici ovvero di impianti e strutture sportive dei medesimi” attraverso la proroga fino al prossimo 30 novembre di risorse che, dopo “l’individuazione degli interventi”, verranno stabilite dal ministro dell’Economia assieme a quello del Miur. Approvati anche specifici `Provvedimenti per la sicurezza delle scuolè finalizzati a snellire le procedure per l’utilizzo dei fondi disponibili, ma anche a rendere più stabili nel tempo i finanziamenti statali: al piano straordinario per l’edilizia scolastica previsto dalla legge finanziaria del 2003 è destinato annualmente un importo non inferiore al 5% delle risorse assegnate al programma delle infrastrutture strategiche, fino al completo esaurimento degli interventi previsti. Gli interventi verranno attuati sulla base delle priorità definite da un “soggetto attuatore” che assicurerà la “messa in sicurezza di almeno cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che presentano aspetti di particolare criticità sotto il profilo della sicurezza sismica”.
Giro di vite alla riedizione dei libri.
Le nuove edizioni dei libri di testo scolastici si adotteranno differentemente a seconda del ciclo di studi: alla primaria la cadenza di rinnovamento dei testi sarà quinquennale, come già previsto nella bozza iniziale del dl, mentre nella scuola secondaria di primo e secondo grado la cadenza diventa di sei anni. Permane la possibilità, per i docenti e le case editrici, di adottare nuove edizioni di testi qualora siano subentrate, anche prima dei termini stabiliti, “eventuali appendici di aggiornamento”.

Faicchio derubato il Supermercato Sisa

I ladri hanno approfittato della pausa pranzo e si sono intrufolati dal retrobottega. Quasi tremila euro il bottino. Interviene la Polizia di Stato
Martedì pomeriggio furto a un supermercato. È accaduto alla via Odi di Faicchio. I ladri sono penetrati nel supermercato attraverso una porta porta posteriore e hanno preso di mira le tre casse portando via l’incasso della mattina circa 2800 euro. Alla riapertura del supermercato il titolare Eugenio Tomaso accortosi del furto ha dato l’allarme facendo accorrere sul posto gli agenti della Volante del commissariato di Telese Terme.

Vitulazio. Arrestato Scialdone per violazione degli obblighi di dimora

Il pregiudicato invece di sostare al paese di residenza è stato beccato dai Carabinieri di San Prisco a Curti. Spedito al carcere di Santa Maria Capua Vetere
I carabinieri della stazione di San Prisco hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di aggravamento di misura cautelare, emessa in data 28 ottobre 2008 dalla corte d'appello di Napoli, nei confronti del 35enne pregiudicato Pascal Gaetano Emile Scialdone, residente a Vitulazio. Il predetto, sottoposto all'obbligo di dimora nel comune di residenza a seguito di sentenza di condanna emessa in data 31 gennaio 2008 dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per "tentata rapina aggravata", e' ritenuto responsabile di "violazione degli obblighi imposti dall'Autorità Giudiziaria", poiche' lo scorso 7 ottobre 2008 e' stato sorpreso dai militari operanti nel centro abitato di Curti a bordo di un motociclo con targa coperta. Dopo le formalita' di rito, l'arrestato e' stato associato alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

Piedimonte Matese. Carlo Sarro smentisce di aver fatto il pianista al Senato: "Tutte falsità!"

In merito alle notizie apparse sulla stampa nei giorni scorsi e relative ad un ipotetico ruolo di “pianista” svolto nella seduta del Senato della Repubblica svoltasi lo scorso giovedì nel corso delle votazioni degli emendamenti al Decerto Gelmini sulla riforma della scuola, il Senatore della Repubblica del Popolo della Libertà Carlo Sarro smentisce totalmente la notizia e, al fine di ripristinare la verità dei fatti, chiarisce quanto segue:
“I recenti articoli, apparsi sulla stampa locale, che riferiscono di un mio presunto coinvolgimento in un episodio di irregolare andamento delle votazioni svoltesi nella seduta pomeridiana del Senato del 23 ottobre scorso, nascono da una ricostruzione, a dir poco romanzata, fatta dal quotidiano “La Repubblica”, noto per il suo spirito di partigianeria; nessun altro quotidiano o emittente televisiva ha riferito di simili cose! Fortunatamente dei lavori del Senato esiste il resoconto stenografico, facilmente consultabile sul sito www.senato.it, che riporta la fedele descrizione dei fatti così come realmente accaduti; è sufficiente consultare tale documento per rendersi conto della mistificazione compiuta! Quel giorno all'esame dell'Assemblea vi erano gli emendamenti al decreto Gelmini presentati dall'opposizione; tutti sistematicamente respinti dall'Aula. La minoranza, particolarmente innervosita, ha cercato, a più riprese l'incidente, iniziando a contestare l'assenza di alcuni Senatori di maggioranza. Nello specifico, il Sen. Sergio Vetrella, presente ai lavori, si era momentaneamente allontanato dall'Aula nel corso di una delle votazioni; dai banchi della minoranza, notando il suo posto vuoto, si è cominciato a protestare: quindi, il Presidente Schifani, ha fatto procedere ad un controllo da parte dei Senatori Segretari, e non dei Senatori Questori quasi a voler descrivere un clima di investigazione che non appartiene al nostro ramo del Parlamento, che hanno semplicemente ritirato dalla postazione la scheda del Sen. Vetrella, che, non appena rientrato in aula, ha ripreso regolarmente a votare. Il presidente Schifani ha definito l'episodio una “banalità”; in ogni caso negli atti del Senato, non vi è alcun riferimento al mio nome o dichiarazione di una mia responsabilità diretta o indiretta. È, quindi, di assoluta fantasia la descrizione dei fatti come operata dal giornalista de La Repubblica, per cui non c’è stato alcun imbarazzo da parte mia che ero regolarmente in aula per le votazioni. Cosa ben più grave, con conseguente mio imbarazzo, se invece fossi risultato assente, venendo così meno al mandato conferitomi da tantissimi piedimontesi ed elettori matesini”.
A SARRO GLI FA DA SPONDA BIAGIO MOLITIERNO, COORDINATORE DEL PDL A PIEDIMONTE MATESE CHE ATTACCA IL PD
“L'iniziativa del PD locale, dimostra, ancora una volta, come costoro siano campioni della mistificazione, gli stessi infatti, evidentemente privi di argomenti seri su cui discutere, anziché utilizzare le fonti ufficiali e veritiere hanno preferito riproporre ricostruzioni propagandistiche di una testata giornalistica palesemente schierata. I Cittadini di Piedimonte possono essere certi di avere un proprio rappresentante in Senato, che, sta lavorando con impegno e serietà, tanto da ricevere in soli cinque mesi dall'elezione, importanti e prestigiosi incarichi parlamentari, ed il cui lavoro, in questo breve lasso di tempo, ha già cominciato a portare I suoi frutti al territorio. Nulla di più lontano dai tempi in cui I rappresentanti politici locali erano presenti sulla stampa nazionale perchè associati a fatti di cronaca giudiziaria, ovvero riportavano condanne penali, ed altre amenità di questo genere.
Questo I cittadini di Piedimonte lo sanno, ed è ciò che conta veramente”.
Nella foto il Senatore Carlo Sarro