giovedì 31 luglio 2008

Bassolino colonizza il Matese: con l'appoggio di Natalizio un salernitano becca una super poltrona all'Ente Parco

Tanti malumori anche nel Pd locale. Penalizzati ancora una volta i professionisti della zona, che non hanno nulla da invidiare a quelli importati per volere del governatore
Achille Natalizio prende i classici “due piccioni con una fava”! Prima di partire per la luna di miele, infatti, ha dovuto benedire una nomina al Parco Regionale del Matese su ordine del Consigliere Regionale salernitano degli ex Ds Angelo Giusti, firmata dal Presidente della Regione Bassolino unitamente al Presidente del Parco Regionale del Matese Giuseppe Scialla.
Con Decreto n.125 del 24/06/08 il Presidente della Giunta Regionale della Campania Antonio Bassolino , nell’ambito delle DIRETTIVE CEE IN MATERIA DI PIM, FEOGA, FSE - ATTIVITÀ DI SUPPORTO ALL’AUTORITÀ DI GESTIONE DEL POR CAMPANIA ED AL DIPARTIMENTO DELL’ECONOMIA, ha nominato come Responsabile regionale per il Progetto Integrato “ Parco Regionale del Matese”, il dr. Francesco Santonastasi, amico del Consigliere Regionale Giusti, che da sempre conserva un rapporto simbiotico con il presidente della Sma. Santonastasi, a sua volta in grande feeling con Bassolino, che negli anni scorsi l’ha voluto al suo fianco nella sfigatissima gestione commissariale dei rifiuti. Per cui di favori, con un solo atto, Natalizio ne ha fatti due. La nomina, oltre che firmata da Bassolino, è stata controfirmata anche dal Commissario del Parco Scialla e dal dirigente amministrativo Antonio Montoro. Mentre è stato fatto fuori il Sindaco di Capriati al Volturno Silvio Vendettuoli, membro del direttivo provinciale del Pd, che non è, a quanto pare, n elle grazie del neo segretario provinciale Enzo Iodice.Come si può ricordare, il precedente project manager, Tiziana Occhino, ha presentato, per motivi personali, le dimissioni dall'incarico. Sul versante, della Comunità Montana, invece, si sta procedendo alla nomina di una “short list” in grado di affiancare Santonastasi. Anche se tutto questo potrebbe rappresentare un disegno di "don Antonio", ovvero nominare Santonastasi per poi affidargli il prossimo 21 novembre anche la poltrona di Commissario per mandare a casa definitivamente, e con le pive nel sacco, Giuseppe Scialla. Sulla chiacchierata nomina di Santonastasi però si stanno registrando lamentele da parte degli amministratori della Montana tra cui anche il vice-Presidente Angelo Ferrazzano, a cui non piace questo “modus operanti” ovvero quello che conduce alla nomina di "forestieri", atteso che la zona matesina è piena di tanti tecnici nostrani con capacità superiori a quelle dei "forestieri". Non si esclude che Ferrazzano possa preparare un documento assieme ad altri politici locali proprio per contestare questo metodo di vera e propria colonizzazione politica.
Gianmarco Della Paolera

Caiazzo, prima vittima delle vacanze. Si reca a Scauri e gli derubano l’appartamento mentre si trova in spiaggia.

L'intera famiglia rimasta in braghe di...costume!
Sicuramente saranno vacanze indimenticabili per S.N. cittadino di Caiazzo che ha trascorso una settimana al mare e l’altro ieri si è ritrovata l’abitazione presa in fitto svaligiata. L’uomo, insieme ai suoi familiari, aveva preso in fitto per il mese di Luglio un appartamento a Scauri e ogni fine settimana raggiungeva moglie e figli per un po’ di relax. L’ultima settimana di Luglio, il nucleo familiare l’ha trascorso a far compere per portare a Caiazzo dei gadget’s per gli amici. Sennonché Mercoledì mattina ultimo giorno di mare per la famiglia, al ritorno dalla spiaggia hanno fatto l’amara sorpresa. Qualcuno in pieno giorno si era intrufolato nell’appartamento e lo aveva letteralmente razziato, ovvero si erano portati via tutto, valige, abiti, gadget’s appena acquistati e addirittura perfino alcuni panni stessi ad asciugare su un balconcino che mena sulla via Appia, ovvero sulla strada centrale di Scauri. Il danno per la famiglia è stato notevole, poiché beffa nella beffa, avevano lasciato a casa circa 1300 euro in contanti e tutti gli oggetti di valore, oro, orecchini e due orologi per paura che sulla spiaggia qualcuno li poteva derubare. Insomma un colpo che ha fruttato ai malviventi non solo il contante, ma tra oggetti e monili altri 2.000 euro circa di valore. Addirittura S.N. col suo nucleo familiare, per far rientro a casa a Caiazzo, ha dovuto far intervenire un suo congiunto che gli portasse in quel di Scauri gli abiti per far si che non dovessero rientrare letteralmente in costume da bagno. Insomma una di quelle disavventure che non solo hanno rovinato la vacanza ad una onesta e laboriosa famiglia, ma per di più li hanno lasciati com’è il caso di dire in mutande, anzi in costume da bagno!
FONTE CORRIERE DI CASERTA
PUBBLICATO DAL CORRIERE DI CASERTA

Piedimonte Matese, la Guardia di Finanza becca un altro giovane che assumeva cocaina

Ormai è divenuto un fenomeno sociale di rilievo nell’alto casertano.
Laddove si immaginava qualche anno fa, che l’alto casertano era un’oasi di pace, pian piano in molti si stanno ricredendo. Infatti è stato beccato l’ennesimo giovane P.S. di 26 anni, residente a Napoli, che faceva uso di cocaina nei pressi di Piedimonte Matese. Il ragazzo, per altro, è anche un rappresentante di una nota ditta di abbigliamento e spesso e volentieri frequenta la città pedemontana. Questo la dice lunga sul fatto che non bastavano i viaggi dei corrieri locali, verso Scampia e Secondigliano, ma il più delle volte vengono anche da fuori a fornire la clientela locale che nell’intera area matesina sembra diventata quanto mai abbondante, soprattutto tra i giovani. Infatti solo le fiamme gialle di Piedimonte Matese, coordinate dal Luogotenente Liliano Liberato, nel giro di quest’ultima settimana ne hanno beccati quattro adusi alle sostanze stupefacenti. Il blitz è avvenuto l’altra sera nella periferia della città, laddove P.S. si era fermato per tirare su una “strisciata” come si suol dire in questi casi. La sua sfortuna è stata che proprio in quel momento una pattuglia della Guardia di Finanza in borghese, si trovava in transito per la strada periferica al confine tra Alife e Piedimonte Matese e lo beccava in flagranza. Ovviamente quel poco che era restato della cocaina, circa un grammo veniva sottoposto a sequestro, mentre lo stesso P.S. veniva segnalato alle Autorità competenti. E l’allarme non è destinato a cessare, anzi si protrae per questo mese di Agosto appena iniziato, visto che si preannunciano numerosi amanti del turismo leggero provenienti dal casertano e dal napoletano soprattutto e, tra questi, purtroppo, come capitato anche negli scorsi anni, non è difficile scovarne qualcuno che non solo fa uso di sostanze stupefacenti ma, magari, viene anche a fornire qualche suo collega della zona. Intanto le forze dell’ordine non abbassano la guardia, ed anzi per l’intero mese di Agosto, sia la Guardia di Finanza di Liliano, ma anche e soprattutto i Carabinieri coordinati dal sempre attento capitano Salvatore Vitello, hanno preannunciato un rafforzamento su tutto il territorio di competenza, delle pattuglie. E i risultati si iniziano a vedere.
PUBBLICATO SUL CORRIERE DI CASERTA
FONTE CORRIERE DI CASERTA

Caiazzo, oggi il sindaco Stefano Giaquinto incontra Silvio Berlusconi.

Con lui anche gli altri primi cittadini del collegio.
Stamani è una giornata di spolvero per il sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto ed altri suoi colleghi che intenderanno partecipare alla riunione convocata a Napoli dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La riunione istituzionale è stata indetta dal Premier con tutti i sindaci della Campania e, logicamente i Presidenti delle cinque Province. Insieme a Giaquinto partecipa anche il sindaco di Alvignano Angelo Di Costanzo, mentre il sindaco di Piana di Monte Verna Raffaele De Marco, delegherà il suo vicario Raffaele Santabarbara, poiché impegnato in un’altrettanta riunione di primo ordine presso la Comunità Montana Monte Maggiore di Formicola. In ogni caso, per coloro che saranno oggi a Napoli sarà una giornata sicuramente diversa dalle altre e, non è escluso, si potrebbe parlare anche di politica e prossime importanti candidature. Ovviamente non alla presenza di Berlusconi.
Nella foto il sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto
PUBBLICATO SUL CORRIERE DI CASERTA
FONTE CORRIERE DI CASERTA

Piedimonte Matese, ordine di Vincenzo Cappello al Consorzio CE1: "Rimuovete i rifiuti in città!" Ma il Consorzio non era sciolto?

Nel centro cittadino la crisi dei rifiuti si è acuita. Ordinanza del sindaco cappello che ne ordina la rimozione
Ordinanza n. 117 del 31.07.2008
Oggetto: Ordinanza contingibile ed urgente ai sensi dell’articolo 54, comma 2 del Decreto Legislativo n. 267/2000
IL SINDACO
VISTO il contratto stipulato in data 20 novembre 2007con il Consorzio Intercomune Caserta 1 con il quale veniva affidata la gestione del servizio integrato dei rifiuti e l’avvio della raccolta differenziata porta a porta;
Visto che il Consorzio Caserta 1 è di fatto confluito nel Consorzio Unico Interprovinciale;
RISCONTRATO che in data odierna, giovedì 31 luglio 2008, ore 12,00, così come verificato dal Comando Vigili Urbani, il servizio di raccolta e trasporto della frazione umida non è stato svolto se non in maniera molto parziale o pressoché nulla su tutto il territorio Comune di Piedimonte Matese;
RILEVANDO che quanto accaduto in data odierna sta determinando la condizioni dell’insorgere di situazioni di precarietà igienico sanitaria, anche in considerazione delle alte temperature del periodo;
RILEVATO, inoltre che la situazione di emergenza creatasi è attribuibile esclusivamente al Consorzio Intercomunale Caserta 1, nonostante il Comune abbia sempre provveduto al regolare pagamento dei canoni mensili;
VISTE le disposizioni recate dal Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006
VISTO quanto previsto dall’articolo 54, comma 2 del decreto legislativo n. 267/2000
ORDINA
Al Consorzio Unico Interprovinciale Ambito Caserta 1 con sede in S. Potito Sannitico (CE), alla Via Sannillo, di provvedere “AD HORAS” alla rimozione di tutti i rifiuti depositati lungo le vie del territorio comunale con l’avvertenza che in caso di inottemperanza si provvederà all’esecuzione d’ufficio a spese del Consorzio, fatto salvo per le decurtazioni previste dal vigente contratto di servizio.
La presente Ordinanza Sindacale viene trasmessa a mezzo FAX al Consorzio Unico Interprovinciale Ambito Caserta 1, al Comando di Polizia Municipale, al Comando Stazione Carabinieri di Piedimonte Matese, alla Prefettura di Caserta, al Responsabile dell’Ufficio ISA, al Sottosegretario per l’Emergenza Rifiuti in Campania, al Ministero della Salute, al Ministero dell’Ambiente ed al Presidente della Regione Campania.
Nella foto il sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello

Teano, vecchie bare abbandonate al Cimitero. La gente del posto: "Sono anni che stanno lì!"

di Gianni Del Monte
Vecchie bare aperte, accatastate in una cappella nel centro del camposanto, rifiuti sparsi dappertutto, erbacce che avvolgono molte tombe, alcune strutture pericolanti, l’ufficio del guardiano poco più di una grotta. E’ questo il quadro della situazione del cimitero che serve le frazioni di Versano e di Casale. Una struttura sulla quale già in passato era scoppiata violenta la polemica. All’ingresso della struttura alcuni cassoni stracolmi di rifiuti, all’intero la situazione non peggiora toccando “l’apice” nella vecchia cappella che anziché essere usata per pregare è divenuta una autentica discarica dove vengono accatastate le bare dopo la riesumazione dei cadaveri. “Sono materiali che si trovano qui da anni – hanno puntualizzato alcuni cittadini del posto – senza che nessuno mai si sia preoccupato di rimuoverle.” Camminare lungo i vialetti della struttura cimiteriale di Versano è davvero pericoloso: buche, erbacce e cumuli di terra e di materiali di risulta, rappresentano una autentica corsa ad ostacoli per chiunque. Se gli utenti non possono certamente gioire per il quadro generale della situazione in cui versa il loro cimitero, sta sicuramente peggio il guardiano della struttura. Il suo ufficio, infatti, è al limite dell’agibilità, l’umidità trasuda da ogni angolo, l’intonaco del soffitto può cadere da un momento all’altro. D’inverno, lo sfortunato addetto, è costretto a rifugiarsi n ella sua autovettura per trovare un po’ di riparo dal freddo. E’ forte l’indignazione dei cittadini per lo stato di abbandono in cui versano la gran parte delle strutture cimiteriali della città. Alcune sopraffatte dall’incuria più totale. Altre, invece, in uno stato di abbandono perenne nel quale non sono rispettate nemmeno le più elementari regole igieniche sanitarie. La gente vuole i fatti e chiede che, nel più breve tempo possibile, vengano presi provvedimenti tali da risolvere il problema di questi rifiuti speciali onde evitare ai cittadini uno spettacolo indegno e tutti i pericoli annessi. La drammatica situazione in cui versa la struttura cimiteriali delle frazioni di versano non differisce molto da quelle di altri camposanti della città ed in particolar modo da quelle del centro.

Piedimonte Matese, ancora un "assalto" del Pdl all'Amministrazione Comunale

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa pervenuto dal coordinamento del Pdl di Piedimonte Matese:
Patetiche bugie! Con la consueta mistificazione la maggioranza consiliare tenta di mascherare la palese verità così come emerge dagli atti amministrativi e processuali.
La sentenza del TAR ha dichiarato illegittimo il provvedimento di nomina della Commissione edilizia integrata adottato dalla maggioranza, nella seduta presieduta dal Vice Sindaco Leuci, su proposta dell'Assessore Costarella
Il Consiglio di Stato, pronunciandosi sull'appello proposto dal Comune, ha rigettato la richiesta di sospensione così motivando: “ Ritenuta l'insussistenza di una prognosi favorevole sull'esito nel merito dell'appello, non rilevandosi, a un primo esame, fondate le doglianza prodotte dal Comune di Piedimonte Matese.” Tale chiarissima motivazione non merita alcun ulteriore commento, e, crediamo, dovrebbe risultare comprensibile anche ai componenti della maggioranza consiliare. Se poi, veramente, ne sfugge loro il significato, mettano a frutto quanto pagato all'Avv. Lamberti, incaricato di proporre l'appello, per farselo spiegare. E' inutile, quindi, alzare polvere per nascondere la realtà dei fatti che condanna una condotta amministrativa censurabile e censurata in due gradi di giudizio, frutto unicamente della ottusa ostinazione della maggioranza. Dicano piuttosto il Sindaco Cappello, il Vice Sindaco Leuci e l'Assessore Costarella, quanto è costato ai cittadini di Piedimonte, il difendere, ad ogni costo, un banale capriccio. Perché l'Assessore Costarella non si accorge che il Sindaco, impegnandolo a disegnare bandiere, lo distrae dai suoi compiti facendo fare, di fatto, l'assessore a tecnici a lui personalmente legati? A tal proposito, senza andare tanto indietro nel tempo a scomodare i martiri dell'unità, ricordino i membri della maggioranza che essi militano in partiti che sono stati e continuano ad essere sodali di chi sfilava per le strade inneggiando a “10, 100, 1000 Nassirya”, non possono, quindi, dare lezioni di patriottismo a nessuno.
Nella foto Biagio Molitierno Pdl Piedimonte Matese
I coordinamenti cittadini di F.I. - A.N. - PdL

La "Pazziarella" della monnezza a Napoli ci è costato 780 milioni di euro l'anno!

Se moltiplichiamo la cifra per 14 anni di emergenza, arriviamo ad un paio di finanziarie. Ecco quanto ci è costato avere esponenti "capaci" del Partito Democratico al Governo della Campania. Grazie Bassolino!
L'emergenza rifiuti? È costata 780 milioni di euro l'anno. Questa la cifra quantificata dalla Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti nella passata legislatura. Lo rivela «Panorama», domani in edicola, spiegando che «questa cifra, moltiplicata per 14 anni (tanto è durata la crisi), equivale a un paio di leggi finanziarie». Oggi, però, scrive il settimanale mondadoriano, «non esiste piu' il Commissariato sui rifiuti. È stato sostituito dal sottosegretariato guidato da Guido Bertolaso. E i costi dell'operazione sono assai inferiori. Le spese sono contenute nella legge numero 123 del 14 luglio di quest'anno. Si tratta delle legge che istituzionalizza il Fondo per l'emergenza rifiuti. La dotazione generale ammonta a 150 milioni di euro. Poi ci sono le specifiche. Appena il 10 per cento è destinato alla copertura delle spese correnti».
Quaranta milioni di euro, continua il settimanale, servono per completare il termovalorizzatore di Acerra, incluse le somme per i fornitori che vantano crediti con le società appaltatrici; 10,9 milioni di euro sono destinati alla riconversione degli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti in strutture per il compostaggio e la raccolta differenziata. L'investimento più consistente, di 84 milioni di euro, è per l'attivazione di nuove discariche. Per la forza lavoro «viene stimata una spesa di 12 milioni di euro circa». Aggiunta qualche voce minore, restano 2.740.500 euro per «possibili nuove maggiori esigenze, per acquisizione di cave e di siti, e per indennizzi».
Capitolo al quale, conclude «Panorama», andrebbero sommati poi «gli importi derivanti da eventuali minori spese per gli altri interventi».
Luigi Bassolino

Il direttore genrale del Calcio Napoli sotto inchiesta. Fatture false.

Gli addebiti contestati risalgono però a quando era Team Manager dell'Udinense.
Il presidente dell’Udinese, Franco Soldati, l’allora direttore generale Pierpaolo Marino (oggi al Napoli) e il figlio del patron, Gino Pozzo, sono indagati dalla procura della Repubblica di Udine per i bilanci 2003, 2004 e 2005 della società bianconera friulana quando - secondo il pm Luigi Leghissa - l’Udinese emise fatture false per finte compravendite di giocatori con lo scopo di aumentare i costi della società per pagare meno tasse. La Procura friulana ha chiuso l’indagine preliminare e informato gli indagati che ora dovranno rispondere alle accuse. Poi il Pm dovrà decidere se chiedere al giudice l’archiviazione oppure il rinvia a giudizio. Nell’inchiesta, in particolare, sono finite le false compravendite dei giocatori Gonzalo Martinez e Ruben Maldonado (Venezia, poi finito al Napoli), Vittorio Micolucci, Valon Behrami e Rodrigue Boisfer (Genoa). In pratica l’Udinese aumentava i costi per l’acquisto di giocatori che poi in realtà vendeva per molto meno in modo da aumentare le poste negative del bilancio. Oltre che per emissione di fatture false i tre dirigenti dell’Udinese devono difendersi anche dall’ipotesi di reato di false comunicazioni sociali.

Piedimonte Matese, Operazione Estate Sicura: 34 arresti!

Bilancio più che positivo per i Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese in questa prima fase dell’operazione “Estate Sicura” che ha visto i militari impegnati su più fronti, dalla lotta alla droga e alla prostituzione a quella contro i furti e la ricettazione, nonché al contrasto dell’immigrazione clandestina e reati di ogni genere. Nel solo mese di luglio appena trascorso sono state 34 le persone finite in manette. Il primo del mese a Piedimonte finisce arrestato Angelo Iaquinto, 21enne, pregiudicato del posto, in violazione all’obbligo di dimora a cui era sottoposto a seguito di un furto in appartamento. Il giorno successivo, sempre a Piedimonte, finiscono in carcere, poiché sorpresi a rubare in una abitazione, Angelo Pagliaro, 20enne, ed il suo complice 17enne, N.E., entrambi del posto. Il 7 luglio, ancora a Piedimonte finiscono in manette 3 pregiudicati di origine marocchina, Abdelaziz Jadad, 29enne, Norddine Daoui, 32enne, e Brahim Nihro, 34enne, tutti responsabili di violazione alle leggi sull’immigrazione clandestina. Il 10 luglio ad Alvignano, l’arresto di Giuseppe Zullo, 26enne del posto, per lesioni personali nei confronti della propria nonna e resistenza nei confronti dei Carabinieri intervenuti. La notte del 13 luglio finiscono in manette 13 persone, i quali con ruoli diversi, avevano costituito una vera e propria associazione per delinquere finalizzata a reati connessi alla prostituzione e all’agevolazione dell’uso di droga, che avvenivano all’interno di un locale notturno di Alife, gestito da Giuseppe Fallarino, 59enne, e Maria Brattoli, 53enne, riconosciuti anche quali vertici dell’intera organizzazione. Segue il 16 luglio una maxi retata antidroga porta in manette ben 8 spacciatori, Donato Viscione, 33enne, Bartolomeo Di Muccio, 25enne, Luca Di Chello, 27enne, tutti di Piedimonte, Francesco Bianco, 30enne, e Luigi Iavarone, 34enne, entrambi di Alife, Gianluigi Vitaletti, 31enne, e Nicola Tedesco, 30enne, entrambi di Raviscanina, e infine Antonio De Caprio, 28enne, di Sant’Angelo d’Alife. L’accusa per loro è di spaccio di stupefacenti insieme ad una banda di quattro pregiudicati di origine “ghanese” che importava la droga dai paesi del Nord Africa, i quali dovranno rispondere anche di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga. Il 20 luglio vengono arrestati ad Alife, Antonio Annunziata e Nunzio Tortora, entrambi 44enni di Napoli, responsabili del reato di ricettazione di 5 chilogrammi di vari monili e oggetti in oro, per un valore di oltre settantamila euro, nonché una somma contante di trentamila euro, il tutto proveniente da vari furti commessi in ville e abitazioni anche al di fuori del territorio campano.Il 22 luglio a Piedimonte Matese, ennesima operazione antidroga, in manette Guido Varrecchione, 24enne, il quale aveva allestito presso la sua abitazione una sorta di mini market dello spaccio. Decine di dosi di “hashish” e “marijuana” venivano rinvenute già confezionate e pronte per essere immesse sul mercato locale della droga. La sera del 25 luglio, sempre a Piedimonte, in manette Damiano Grillo, 38enne del posto, il quale colto da un raptus di follia, armato di fucile e 43 munizioni calibro 12, minaccia di uccidere la moglie e i figli, strage evitata solo grazie al tempestivo intervento dei militari. Infine il 28 luglio, due pregiudicate di origine napoletana, Patrizia Gaetano, 28enne, e Giovanna Nastasi, 29enne, sono finite in carcere per una truffa tentata presso l’ufficio postale di San Gregorio Matese.

Sciolti tutti i Consorzi Rifiuti, adesso tocca alle alte cariche istituzionali

Ufficiali dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Prefetti metteranno mano ai certici degli ex Consorzi
Il gestore del Consorzio unico Alberto Stancanelli, nominato dal sottosegretario Guido Bertolaso, ha sciolto definitivamente i consorzi di bacino provinciali di Napoli e Caserta. Nominati i sei responsabili delle articolazioni territoriali, nella logica di razionalizzare le risorse e facilitare il passaggio delle competenze alle societa' provinciali. Entro sessanta giorni si provvedera' alla messa a punto del piano industriale per la definizione delle specifiche competenze per la raccolta differenziata con l'obiettivo di migliorare costi e funzionalita' del servizio. Per quanto riguarda i consorzi bacino Ce1 e Ce3, le competenze passano al Prefetto Domenico Bagnato, gia' commissario per l'emergenza rifiuti in Calabria nel 2006; per Ce2 al generale di divisione della Guardia di Finanza Roberto Mantino, gia' vicedirettore operativo della Dia; per Ce4 al generale di divisione dei Carabinieri Antonio Reho, gia' comandante del Noe presso il ministero dell'Ambiente; a Battista Aquino, in passato direttore dell'azienda sanitaria locale Calabria4, l'area di Naopli2 e Napoli4; al generale della Guardia di Finanza Lucio Macchia, Napoli5; al prefetto Francesco Forleo, gia' a capo del consorzio di bacino Napoli3, Napoli1 e Napoli3. Con lo scioglimento dei novi consorzi cesseranno dalle loro funzioni cinque presidenti, sedici consiglieri di amministrazione, quattro commissari e quattro sub commissari, 24 componenti di collegio di revisore dei conti e otto direttori generali. Entro sessanta giorni, poi, cesseranno anche i rapporti con tutti i consulenti dei consorzi disciogli.

Caiazzo. Il sindaco Stefano Giaquinto replica alla minoranza: “E’ inutile fare i notai sugli imprevisti!”

Replica del sindaco al j'accuse della minoranza. Tuttavia Giaquinto ritiene sempre aperto il canale del dialogo col gruppo che fa capo a Ciro Ferrucci
Ieri abbiamo pubblicato attraverso queste colonne, un duro attacco della minoranza consiliare al sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto, in merito alla questione Isola Ecologica e Raccolta differenziata quest’ultima che doveva attuarsi lo scorso 15 luglio, ma per cause dovute all’inadeguatezza dell’Isola Ecologica è stata posticipata di qualche mese. Giaquinto ha così commentato il filo pensiero del Gruppo Caiazzo Città Viva: “ Mi sembra che gli amici della minoranza, a volte, facciano un po’ troppa confusione. Da un lato porgono una mano per risolvere un problema (questione marciapiedi, ndr ) mentre poi dall’altro cercano l’affondo su questioni annose e non dipendenti da questa Amministrazione Comunale. Fare i notai sui problemi è semplice e, in pochi casi ma non certamente questo, produttivo.” Il sindaco poi passa alla disamina dei problemi dell’isola ecologica e della Differenziata. “ L’isola ecologica era si idonea ed è stata e tuttora è un vanto per la città. Successivamente e soprattutto a seguito di questa immane crisi, la si è dovuta adeguare per raccogliere una tipologia differenziata in tutto e per tutto dei rifiuti. Per cui c’era bisogno di ristrutturarla e soprattutto porla al servizio dei cittadini caiatini al meglio. Un conto è ospitare solo ingombranti che poi ‘sarebbero’ dovuti andare smaltiti giorno dopo giorno, un altro conto è ospitare tipologie di rifiuti a 360 gradi, parliamo sempre di materiali riciclabili ovviamente che stavolta gestiremo noi e senza il disciolto Consorzio Acsa Ce/3. I paesi viciniori si erano già organizzati pur senza avere l’Isola Ecologica, ma posso assicurare che noi godiamo di un vantaggio in più, avendo sul territorio un sito nostro al servizio della città che permetterà davvero un sensibile risparmio alle tasche dei cittadini”. Giaquinto chiude il suo intervento parlando della raccolta porta a porta: “Anche in questo caso è inutile strumentalizzare una data piuttosto che un’altra, se parliamo di appena uno –due mesi di differenza. Sarebbe dipeso da noi, avremmo iniziato anche prima del 15 Luglio. Ma purtroppo e riaffermo purtroppo, a gestire la raccolta fino a ieri era ancora l’Acsa Ce/3. Parlino gli amici della minoranza, quando sarà gestita dal nostro Ente. Rivolgo ancora un invito al gruppo Città Viva, di collaborazione, fattiva e costruttiva. Noi non precludiamo alcuni e soprattutto non nutriamo preconcetti di sorta!”
Nella foto il sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto

Sparano e tentano di uccidere. Ancora un fatto di sangue per una rapina!

Un agente della "Notturno" rischia la vita e versa in grave pericolo di vita all'Ospedale Cardarelli, per un pugno di euro che volevano rubare quattro balordi!
Una guardia giurata è rimasta ferita in una sparatoria avvenuta in via Diaz a Caivano. Vincenzo Angelino di 32 anni, dipendente della ditta Notturno, insieme ad un collega era intervenuto per bloccare quattro malviventi che avevano portato a termine una rapina in una tabaccheria. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della locale stazione, tre uomini con il volto coperto da un passamontagna ed armati di pistola, hanno fatto irruzione nel negozio per commettere la rapina. Un quarto rapinatore, che era rimasto all’esterno dell’esercizio a fare da palo, vedendo arrivare le guardie giurate ha avvertito i suoi complici che si sono dati alla fuga, ma hanno trovato sulla loro strada Angelino e il suo collega. Uno dei balordi ha sparato colpendo al collo Vincenzo Angelino che è stato subito trasportato all'ospedale Cardarelli di Napoli.La guardia giurata è ricoverata nel reparto di rianimazione ed è in prognosi riservata. Intanto i carabinieri stanno setacciando il territorio dell’hinterland napoletano per rintracciare i quattro rapinatori che sono fuggiti con il bottino della rapina. Ancora da quantificare la somma di denaro che è stata prelevata dalla cassa della tabaccheria.
AGGIORNAMENTI 31 LUGLIO
Arrestato uno degli autori della rapina. E' caccia aperta ai complici.
Questa notte a Castelvolturno, presso la clinica “Pineta Grande”, a conclusione di una serrata attività di ricerca dei responsabili della rapina ai danni di una tabaccheria di Caivano avvenuta ieri pomeriggio, i carabinieri hanno fermato Eduardo Fattore, 19 anni, di Somma Vesuviana, pregiudicato, responsabile, in concorso con altre persone in via di identificazione, di tentato omicidio e rapina. Il giovane sarebbe uno dei quattro rapinatori che dopo la rapina nella tabaccheria, aveva ingaggiato un conflitto a fuoco con due guardie giurate dell'istituto di vigilanza “Il Notturno” ferendone gravemente una, attualmente ricoverata presso la sala di rianimazione dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Eduardo Fattore, nella serata di ieri, si era fatto ricoverare presso la struttura ospedaliera del litorale domizio per curarsi una ferita da arma da fuoco ad una gamba. Il 19enne aveva denunciato ai sanitari di aver subito la lesione mediante l'esplosione di un colpo d'arma da fuoco, a seguito di un diverbio avuto con un cittadino extracomunitario, a Castelvolturno, in località “Lido Annarella”. Gli inquirenti, però, accertavano che il pregiudicato aveva mentito e che era invece rimasto ferito nella sparatoria di Caivano.Il pregiudicato era stato colpito da una delle due guardie giurate, che aveva esploso un colpo di pistola verso il giovane i fuga dopo la rapina nella tabaccheria. Fattore, piantonato presso la clinica “Pineta Grande” dai carabinieri della locale stazione, è stato giudicato guaribile in una trentina di giorni. I militari stanno setacciando il territorio per individuare i complici del 19enne che hanno fatto irruzione ieri pomeriggio nella tabaccheria di Caivano.

Questione parcheggi Rosa finita su Vero. Ciontoli scrive ai vari direttori. Ma caiazzorinasce ha lanciato la notizia!

Oggetto: In dolce attesa..... dei parcheggi.
Egregio Direttore,
dopo i bamboccioni ed i fannulloni arrivano i/le furbacchioni/e…Un gioco di parole, ovviamente, per ringraziare dell’attenzione riservata alla Città di Caserta dal Suo settimanale e dal giornale online CASERTACE che ha dato l'anteprima della notizia.
Un grazie per aver osservato il nostro lavoro sul tema reale della sensibilità dell’amministrazione che con LE STRISCE ROSA è voluta entrare nella semplificazione della vita di una gestante, introducendo elementi di innovazione, unici capaci di scardinare metodi e prassi da queste parti consolidate e cronicizzate.
L’amministrazione comunale di Caserta è però non solo quella delle strisce rosa, ma sta lavorando, già dal suo insediamento, sul campo della ricerca di elementi che possano accendere, con l’attenzione del cittadino, le ipotesi di risultato sperato. Abbiamo, infatti, varato parcheggi innovativi per moto in Corso Trieste, dossi zebrati visibili di giorno e di notte che, grazie agli occhi luminosi, rendono più sicura la strada specie per l’utenza debole; abbiamo evidenziato tutti gli ingressi delle scuole cittadine con una riproduzione gigante su asfalto del segnale di pericolo per attraversamento scolari; abbiamo introdotto dissuasori in plastica rinforzata, antiurto e pieghevoli, che ostacolano il passo agli invasori degli accessi alle strutture pubbliche, ingaggiamo lotte con i writers o meglio con i grafomani che imbrattano monumenti e palazzi con frasi banali e senza alcun senso. Ci siamo interrogati pubblicamente, per più tempo e senza esito, su chi fosse Ilaria, destinataria di una scritta gigante di amore che ha sfregiato il nostro Monumento ai Caduti. A lei abbiamo trasmesso il messaggio di pericolo, ossia di non fidarsi di un personaggio che nasconde nei suoi proclami profili di megalomania e di esibizionismo, privilegiando la bomboletta spray ai sentimenti puri, espressi in forma calorosa e tradizionale.
Un riguardo particolare viene costantemente riservato a chi deve controllare l’agire altrui. Quotidiano è il contatto con i singoli vigili ed ausiliari per avere da ciascuno il massimo del rendimento.
Sono azioni che abbiamo deciso di avviare affinché il cittadino si senta sicuro e protetto e soprattutto perchè recuperi il senso troppo affievolito delle istituzioni.
In una circostanza, non si è avuta remora nel segnalare al Sindaco di un comune della provincia, dopo constatazione diretta, un contromano effettuato da una pattuglia dei vigili urbani che, non solo ha indignato lo scrivente, ma ha anche fortemente indispettito gli sbalorditi osservatori.
Ed è proprio sul cambiamento di stile della vita e sui comportamenti che si cerca di incidere con determinazione, per produrre sostanziali modifiche di ruolo e di funzioni, in un territorio che deve veder crescere il senso della appartenenza e della propria identità, affinché ciascuno, con le pur giuste lamentele, sappia rimboccarsi quotidianamente le maniche, per condizionare in positivo il proprio futuro.
Purtroppo, anche le innovazioni, che altro non sono che la punta avanzata delle buone intenzioni, da cui si attendono le nuove pratiche di vita, risentono del comportamento prevalente di alcuni nostri conterranei, i quali, molto attenti nella richiesta del cambiamento, sono poi poco inclini a modificare stili ed atteggiamenti personali, al punto da invadere anche quei pochi posti rosa riservati alle donne in attesa.
"Non aspetta chi aspetta” fu lo slogan coniato in occasione della inaugurazione dell’irrituale ed innovativo segnale. Evidentemente lo slogan riferito alle future mamme è stato poi anche, talvolta, scambiato come opportunità da chi evidentemente “aveva fretta”? Chissà!!
Consapevoli che l’occhio attento e vigile, se percepito come forma di testimonianza di impegno, può aiutare a rendere comprensibili tutte le modifiche, si è anche constatato che nei pressi dell’Ospedale Civile, dove ci si reca con una maggiore attenzione al bisogno ed alla sofferenza, vi è un maggior rispetto per il diritto di parcheggio rosa, cosa che non accade nei pressi della farmacie, dove prevale la logica commerciale.
Vero è che è un diritto si rispetta e non si discute, ma non essendo contemplato nel Codice della strada e, quindi, non sanzionabile, rende il giudizio sul fine spesso opinabile.
Ed ecco il senso dell’analisi che serve senz’altro a codificare il segnale ed il relativo colore come un elemento di stile, di gentilezza e di bon ton che contraddistingue comunque il contravventore come un incivile ed un irriguardoso approfittatore di opportunità riservate ad altri.
I permessi rilasciati dal comune di Caserta sono stati 18 nell’anno 2007 e 16 dall’inizio dell’anno. Ovviamente per una Italia che vede scendere l’indice demografico siamo ben lieti di sostenere, la tendenza di un tasso di natalità e forse del valore dei sentimenti che, qui, con grande orgoglio continua a rimanere superiore alla media nazionale.
L’occasione è stata giusta per rimarcare, con i ringraziamenti per l’attenzione sulla nostra città, il significato di un segnale che si diffonde con grande rapidità (il sito del Corriere della Sera riserva una apposita sezione alle città che già hanno installato la nuova segnaletica) poiché alto è il valore del messaggio in esso contenuto e soprattutto utile risulta la garbata attenzione alla condizione di prossime mamme dalle quali sboccerà una nuova vita di un nostro futuro concittadino, a cui nella nota di accompagnamento all’autorizzazione concessa, che ha il valore massimo di nove mesi, amiamo sempre riservare il benvenuto.
COMMENTO:
Per dirla tutta, caro assessore Ciontoli, visto che Lei avrebbe dichiarato di non conoscere o conoscere poco Caiazzo, il servizio lo abbiamo lanciato noi!
Con affetto, va bene così... la notizia prima di ogni cosa!
LEGGI IL LANCIO

Piccirillo: nulla di penale dagli accertamenti della Finanza. "Pardi risponderà nelle opportune sedi"

Il patron di TvLuna, nel giro di 24 ore, controbatte alle pesantissime accuse contenute nell'interrogazione del parlamentare dell'Italia dei Valori e di altri 12 senatori
Scrive per conto di Pasquale Piccirillo l'avvocato Maurizio Messuri alla testata nostra consorella Casertace. Come la stessa aveva sollecitato ieri pomeriggio e confermato nello stesso articolo, diamo conto di quanto dichiara il patron del gruppo editoriale che comprende TvLuna, accomunato, per quanto riguarda Caserta, con Giuseppe Giordano, patron di CasertaMia, nelle questioni sollevate nell'atto ispettivo parlamentare di cui scrivevamo ieri: "Effettivamente il dottor Piccirillo, sia come imprenditore che come privato professionista, è stato oggetto di accertamenti della Guardia di Finanza", scrive il legale."Da tali complessi e penetranti accertamenti - precisa - stigmatizziamo che assolutamente nulla è emerso che abbia significato e rilevanza penale". E, infatti, anche casertac'è ieri scriveva che le pesanti accuse non erano suffragate da riscontri giudiziari."Di conseguenza - aggiunge - il paventato uso improprio delle sue testate televisive, addirittura in favore di clan camorristici menzionati nell’articolo in questione, è del tutto infondato, fantasioso e quindi, lesivo dei diritti di onorabilità, di immagine e decoro professionale del dottor Pasquale Piccirillo". Al girotondino e dipietrista Pancho Pardi, eletto nello stesso partito del parlamentare casertano Americo Porfidia, e agli altri 12 senatori con lui firmatari dell'interrogazione dell'8 luglio al ministro dell'Interno Maroni e a quello dello Sviluppo Economico Scajola, l'ultima dichiarazione: "Nelle opportune sedi si chiederà conto all’autore dell’interrogazione parlamentare circa le fonti cui si sarebbe ispirato per addivenire alle diffamanti affermazioni" in essa "contenute".

mercoledì 30 luglio 2008

Piedimonte Matese. Niente associazione con i narcotrafficanti. Liberi Di Chello e Iavarone

Il tribunale del Riesame di Napoli si è pronunciato oggi sul ricorso presentato dagli avvocati Giovanni Zannini e Angelo Raucci. L'operazione aveva dato scacco matto a un grande traffico di stupefacenti provenienti dal Sudafrica e smerciati a Castel Volturno
Cade il principio della partecipazione all’associazione dedita allo spaccio di sostanza stupefacente per la posizione dell’acquirente a sua volta rivenditore. Il Tribunale del Riesame di Napoli, accogliendo in pieno le tesi difensive degli avvocati Angelo Raucci e Giovanni Zannini, ha disposto l’immediata scarcerazione degli indagati Luca Di Chello e Francesco Iavarone, annullando la recente Ordinanza cautelare emessa dal GIP del tribunale di Napoli dottoressa Fallarino su richiesta della DDA di Napoli nella persona del PM dottor Antonello Ardituro, ritenendo che non sia sufficiente a configurare la partecipazione all’associazione, l’acquisto continuativo di sostanza stupefacente dal medesimo fornitore, necessitando la fattispecie del quid pluris idoneo a dimostrare il dolo specifico dell’acquirente ad agevolare, pertanto mantenere in vita l’associazione stessa. Nell’ambito del titolo cautelare impugnato, i Carabinieri di Piedimonte Matese, a seguito di una intensa attività di intercettazione telefonica, accertavano l’esistenza di un canale di spaccio imponente tra Castel Volturno e la cittadina dell’alto Casertano. Numerosi giovani della zona di Piedimonte Matese (tra cui lo Iavarone e il Di Chello), si recavano quotidianamente (tra il 2002 ed il 2003) da Piedimonte al comune di Castel Volturno dove, trovavano puntuale ad attenderli il cittadino nigeriano denominato Issaku, e ritenuto essere a capo di una imponente associazione di spacciatori che importavano droga dal Sudafrica per distribuirla sul litorale domitio e più in generale in provincia di Caserta. Contestati oltre 300 ipotesi di spaccio, a seguito di numerosi appostamenti da parte dei carabinieri di Piedimonte Matese, che si mossero su input del pm Matilde Brancaccio, sostiuto procuratore presso la Procura della Repubblica del Tribunale di S. Maria C.V.. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere era stata emessa nei confronti delle seguenti persone: Hashimu Issaka (detto ADAM), Shardow Yusif Fredericks (detto YUSSIF), Ibrahim Maria (detta MAMA), Viscione Donato, Bottone Francesco, Caso Gianluca, Vitaletti Gianluigi, Bianco Francesco, Di Muccio Bartolomeo. Per i giovani Di Chello Francesco e Iavarone Luigi, ieri sera si sono spalancate le porte del carcere di S. Maria C.V. e sono immediatamente ritornati a casa.
Nella foto Luca Di Chello

Caiazzo, l'assessore De Matteo "Superman"

Prendiamo simpaticamente spunto dall'articolo edito dalla testata Teleradionews, per riconoscere all'assessore De Matteo di essere stato prezioso, anzi preziosissimo, nel far riparare una conduttura in quel di via Guadanelle. E allora ci rifacciamo all'articolista che ha definito De Matteo "Superman".
CLIKKA SULL'IMMAGINE DEL SITO PER INGRANDIRLA

IL CASO. Alina: “Non posso scegliere ed avere il pediatra dell’Asl perché mio figlio è orfano di padre”

Nel settembre 2007 la potente moto su cui viaggiavano due fidanzati Valerio (deceduto) e Alina fu travolta da una macchina. E da allora invece di trovare sollievo nelladisperazione la poverina ha trovato altri guai con la burocrazia...
di Giuseppe Sangiovanni
Chi ha avuto a che fare con uffici pubblici, conosce benissimo il vocabolo burocrazia. In Italia di burocrazia si muore. Gli ultimi governi si sono attivati, per migliorare la funzione pubblica, ma ancora non sono riusciti a snellire iter e procedure insopportabili, per il disgraziato utente.
Cittadini perenni vittime del “mostro”, che sotto le mentite spoglie di impiegati, presentano alla vittima di turno e con sottile piacere l’ulteriore modulo o spiegando che una legge dell’ultimora gli ha fatto perdere i requisiti per chiudere la pratica. Come pressapoco successo ad Alina Cristina Purcea, rumena 24enne, prossima alla laurea in giornalismo, protagonista di una storia tragica e commovente. In sintesi la storia: La giovane donna dal 2005 è fidanzata con Valerio Angelino, 30 anni. I due , felici, vivono e lavorano in provincia di Caserta. Hanno già delineato programmi e progetti per il futuro. Ma il dodici settembre del 2007, tutto svanisce in pochi secondi Un giorno terribile. Un mercoledì nero. Poco prima delle 9,00 montano sulla Kawasaki 1000 e partono come al solito per andare al lavoro. Nessuno dei due pensa minimamente a quello che sta per accadere. Poche centinaia di metri e succede l’irreparabile. Ad uno dei tantissimi incroci, privi di segnaletica, di semafori e di rotonde, lo scontro con una macchina che attraversa l’incrocio con poca attenzione. Una botta tremenda che fa sbalzare Alina dalla moto- ritrovata dai soccorritori ad oltre venti metri dal luogo del violento sinistro. Per lei un forte trauma cranico e numerose fratture. L’amato Valerio muore all’istante. I soccorritori non potranno che constatarne la morte. Alina immediatamente trasportata nella Clinica Pineta Grande di Castelvolturno, sottoposta a Tac, a seguire un intervento chirurgico alla testa, per il devastante trauma cranico subito. Ma qualche settimana dopo arriva una bella sorpresa. Nel corso di esami ematici dopo un ritardo del ciclo mestruale, si scopre che Alina è incinta. Il suo viso si illumina. Sembra tutto un sogno. Non vede l’ora di comunicarlo a Valerio. Non sa nulla della sua fine. Ci penserà con le parole giuste la psicologa Emma Giannelli. Ma l’intero staff medico e paramedico della clinica sarà vicino alla giovane rumena- che nonostante la gravidanza giudicata dai medici ad alto rischio, porta a termine nonostante il dolore fisico(rifiutando gli antidolorifici per salvaguardare la vita del nascituro) e gli interventi chirurgici subiti. Il bimbo nasce lo scorso maggio- ed è registrato all’anagrafe con tre nomi: Giuseppe, come il nonno paterno, Alfredo come il dottore Alfredo Bucciero, il neurochirurgo che ha operato la sua mamma quando lui era stato concepito da poche settimane, e Antonio, come un amico dei suoi genitori. Ma dopo la tragedia e il lieto evento è il momento del mostro burocrazia. Alina si presenta all’Asl per la scelta del pediatra. “Suo figlio non ha diritto ad avere il pediatra, perché è orfano di padre” la sibillina e sconcertante risposta dell’impiegato di turno. Altrimenti lei deve esibire un contratto di lavoro”- cosa impossibile per Alina che in dodici mesi entra ed esce da cliniche ed ospedali per curarsi e sottoporsi ad interventi chirurgici-causati dal brutto incidente. Rabbia, sconforto, cattivi pensieri invadono la mente di Alina- che nei prossimi giorni tramite missiva racconterà tutto al Prefetto di Caserta, al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio.Tutta colpa di uno Stato, che molto spesso tratta i cittadini come acerrimi nemici. Senza pensare minimamente ad applicare qualche volta la legge con un pizzico di buonsenso.
Nella foto Alina con il piccolo Giuseppe Alfredo Antonio

Fiamme alle Poste di Telese Terme: incendio doloso

Sul posto i carabinieri della locale stazione che stanno indagando sul rogo. L’intervento dei pompieri ha impedito che i danni fossero di una certa entità.
Ancora un incendio doloso in provincia di Benevento. Questa notte, poco dopo le 3, ignoti hanno appiccato le fiamme presso l’ufficio postale di Telese Terme, in via Roma. Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri della locale stazione che stanno indagando sull’accaduto, alcuni balordi hanno utilizzato una fessura dello sportello bancomat per far penetrare del gas in uno degli uffici interni delle Poste. Molto probabilmente i malviventi hanno utilizzato una bombola di gas per sprigionare le fiamme. Scattato l’allarme, sul posto sono arrivati i vigili del fuoco del distaccamento di Bonea che hanno in breve tempo domato le fiamme che altrimenti si sarebbero sviluppate anche in altri locali dell’edificio postale. L’intervento dei pompieri ha impedito che i danni fossero di una certa entità. Sul posto ci sono ancora i carabinieri di Telese Terme che stanno eseguendo i rilievi del caso per accertare con esattezza la natura del rogo, che comunque appare chiaramente dolosa. Forse si è trattato di una semplice “bravata” di alcuni giovani, ma gli investigatori non esclduono nessuna pista investigativa, compresa quella di una vendetta personale da parte di qualche correntista delle Poste.
campaniareport

Due estorsori dei Nuvoletta catturati a Pignataro Maggiore

Tangente all'Acli Terra che gestisce i terreni confiscati allo stesso clan di Marano. Le indagini coordinate dal pm Conzo della Dda. Uno dei camorristi lavorava come coltivatore per l'associazione
Ore 6.30: avevano appena estorto cinquemila euro in contanti ad un'associazione che nel comune casertano di Pignataro Maggiore gestisce terreni agricoli confiscati alla camorra. I due sono stati arrestati in flagranza di reato dai carabinieri del comando provinciale di Caserta. Secondo i militari, coordinati dalla Dda di Napoli, le due persone arrestate farebbero parte del clan camorristico dei Nuvoletta di Marano di Napoli, lo stesso clan del quale l'associazione vittima dell'estorsione, l'Acli Terra Campania per la Legalità, gestisce i terreni confiscati.Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri del Comando provinciale di Caserta a Pignataro Maggiore e a Marano, alle porte di Napoli. I due indagati sono ritenuti contigui al clan Nuvoletta, un tempo egemone a Marano. Gli arrestati sono accusati di estorsione, aggravata dal metodo mafioso. Le indagini che hanno portato all'arresto dei due uomini sono state coordinate dal pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli Giovanni Conzo. I due estorsori sono stati associati rispettivamente presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere e Secondigliano . Le indagini avviate nel gennaio scorso, coordinate dal pm Giovanni Conzo della Dda, hanno consentito di scoprire l'attività estorsiva ai danni dell'associazione "Acli Terra Campania per la legalità" che gestisce a Pignataro Maggiore i terreni confiscati alla famiglia Nuvoletta. Gli appezzamenti erano soggetti all'imposizione del pizzo richiesto al responsabile dell'associazione sotto minaccia di impedire la lavorazione delle colture e di allontanare con violenza i braccianti agricoli. I carabinieri hanno arrestato Domenico Cesaro, che coltivava alcuni terreni agricoli per conto dell'associazione Acli Terra Campania, subito dopo che questi aveva riscosso la tangente di 5mila euro; è stato bloccato proprio fuori la sede dell'associazione.
IL COMMENTO DEL SINDACO DI PIGNATARO MAGGIORE GIORGIO MAGLIOCCA A WWW.CAIAZZORINASCE.COM
“Saluto con grande soddisfazione l’operazione della DDA di Napoli che stamattina, grazie alle preziose indagini del Comando Provinciale dei Carabinieri di Caserta, hanno fatto luce sulla complicata gestione dei beni confiscati alla malavita organizzata sul territorio di Pignataro Maggiore. Vicende che sono state più volte segnalate alle forze dell’ordine e alla Prefettura di Caserta. I fatti di queste ore dimostrano che le battaglie per la legalità possono affermarsi solo grazie alla collaborazione di tutte le istituzioni e le forze sane presenti su un territorio”. Lo ha dichiarato il sindaco di Pignataro Maggiore avv. Giorgio Magliocca a seguito dell’importantissima operazione della Dda di Napoli che stamattina ha portato in arresto due presunti affiliati del clan camorristico dei Nuvoletta per estorsione con metodo camorristico nei confronti dell’Acli Terra.
(nella foto l'arresto del capo clan di Pignataro Maggiore Lubrano)

Caiazzo. La minoranza attacca la maggioranza: “Sulla raccolta differenziata e l’isola ecologica, solo inesattezze!”

Terminata la preannunciata tregua…
E’ durato come un temporale di mezza estate l’intento di tendere la mano alla maggioranza da parte della minoranza consiliare che non più tardi di domenica scorsa tramite alcuni manifesti murali si era detta pronta a collaborare con sindaco e giunta per la questione dei marciapiedi. Adesso motivo della diatriba è la questione della raccolta differenziata, che doveva attuarsi entro il 15 Luglio scorso ma non è ancora partita, secondo quanto emerge anche da qust’ulteriore comunicato. “Ancora una volta la nostra città è stata tappezzata di manifesti provenienti dalla Casa comunale, con cui si è voluto distribuire ai cittadini il “Verbo”. Secondo tale ultimo messaggio, tutta la colpa della mancata raccolta differenziata, che ricordiamo a tutti sarebbe dovuta partire il 15 Luglio 2008, è da attribuire al Consorzio ACSA/CE 3, poiché i nostri solerti amministratori, hanno "scoperto" da poco che l'Isola Ecologica, (che solo qualche giorno fa era stata oggetto di vanto da parte del sindaco), è improvvisamente risultata non a norma e, pertanto necessita di urgenti lavori di adeguamento di natura strutturale”. Il comunicato della minoranza consiliare parafrasa un po’ anche Antonio Di Pietro, continuando nella disamina: “Direbbe un nostro caro quasi conterraneo e questo che ci azzecca! cosa c'entra l'inadeguatezza dell'Isola Ecologica con il problema della Raccolta Differenziata???Se cosi fosse, vorrebbe, allora, da chiedersi come mai comuni a noi vicinissimi (Piana di Monte Verna, Alvignano, Castel Campagnano etc. etc. etc.) da anni effettuano la Raccolta Differenziata pur essendo sprovvisti di Isola Ecologica? Si è mai accorto in tutti questi anni, il “Sindaco che c'è”, della inadeguatezza dell'Isola Ecologica?” Chiudono i consiglieri di minoranza affermando: “La sola ed unica "verità" è che i nostri amministratori, e l'assessore all'ecologia in primis, sono stati incapaci di affrontare e risolvere il grave problema della Raccolta Differenziata essendo, forse, troppo impegnati in altri settori”. Probabilmente quest’ultimo riferimento è riconducibile al clima “festaiolo” che vede la città tra Fiera della Maddalena e festival Jovinelli, al centro di importanti appuntamenti socio – culturali.

Piana di Monte Verna, rotazione in seno al Consiglio Comunale. Dentro Davide Santabarbara, esce Immacolata Mone.

Il Prossimo 31 Luglio nell’aula consiliare di Piana di Monte Verna si svolgerà la seduta per decretare alcune novità di rilievo. La più importante è quella che riguarda la rotazione dei consiglieri comunali Immacolata Mone (foto a destra) e Davide Santabarbara (foto a sinistra)con quest’ultimo che prende il posto della prima, la quale lascia per sopraggiunti impegni di lavoro. In ogni caso si tratta anche di una rotazione prevista e sempre attuata dal gruppo “Patto per Piana Uniti per l’Europa” nelle ultime due legislature che l’hanno visto governare il paese, proprio per dare modo ai componenti della lista di assumere incarichi nel Consiglio Comunale. Si parlerà anche dell’adesione del paese al Parco fluviale del Volturno, “Un programma strategico che mira al recupero delle sponde, della qualità delle acque, attraverso interventi di bonifica e tutela ambientale”. Così l’assessore provinciale all’Ambiente Maria Carmela Caiola ha definito il progetto che in provincia di Caserta vede coinvolti dodici Comuni nell’iniziativa, Alife, Alvignano, Baia e Latina, Caiazzo, Castel Campagnano, Castel di Sasso, Castel Morrone, Dragoni, Gioia Sannitica, Piana di Monteverna, Pontelatone e Ruviano, i quali hanno approvato o stanno per approvare le delibere di adesione al progetto promosso dalla Provincia. Insomma ultimi importanti appuntamenti per la Giunta targata Raffaele De Marco, in vista delle prossime elezioni comunali che nel 2009 indicheranno i nuovi componenti del Consiglio Comunale.

Caiazzo, non è saltata la sfilata di moda, ma solo problemi con la luce elettrica e nonostante tutto è riuscita.

La sfilata di moda prevista a Caiazzo domenica scorsa non è saltata, bensì si sono registrati solo dei problemi inerenti i continui black – out elettrici non riconducibili assolutamente a chi ha egregiamente organizzato l’evento. Anzi, nonostante tutto, la kermesse ha riscosso anche un notevole successo, atteso che il Chiostro Comunale ove si è svolto l’evento era pieno all’inverosimile, registrando in prima fila anche la presenza del sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto e la sua gentile consorte.

martedì 29 luglio 2008

Piana di Monte Verna, elargiti molti milioni di euro per attività di vocazione turistica. Anche un centro congressi!

Soldi a Pioggia in tutto l'alto casertano. E quanti Country House che apriranno! (?)
L'Area Generale di Coordinamento n. 13 Turismo e Beni Culturali - POR Campania 2000/2006 - Misura 4.5 - ha promulgato la graduatoria finale per il progetto rientrante nell'Azione A - II bando -D.D. n. 63 del 16/05/06 - "Regime di aiuto alle PMI del Settore Turistico, nell'ambito dei Progetti Integrati a vocazione turistica" - Approvazione della graduatoria definitiva dei progetti ammessi e dell'elenco dei progetti esclusi. Sono emersi numerosi progetti interessanti tra Piana di Monte Verna, Caiazzo, Pontelatone, Alvignano, Alife, Dragoni, Ruviano e Piedimonte Matese, che usufruiranno di quasi dieci milioni di euro concessi loro dalla Regione Campania. Ma vediamone alcuni da vicino, paese per paese:
Piana di Monte Verna: sorgerà un Centro Congressi a cura della Meeting Club di Ciccarelli Maddalena, poiché la moltitudine di professionisti che circolano in paese, effettivamente non hanno dove riunirsi e quindi sono stati stanziati e rilasciati oltre 800.000 euro.
Every Day In di Galluccio Anna ha ottenuto 1.300.000 euro però non è specificata per quale attività. Può darsi, ma possiamo anche sbagliare, che si tratti di un'attività che faccia da indotto al Centro Congressi.
Esclusi dai fondi FE.VI. srl e Rita Marotta poiché i loro progetti di aprire un Country House non sono risultati approvati.
Escluso anche Invest di Guida Massimo per la realizzazione di un albergo
Caiazzo: Zara Alfonsina ha ottenuto 1.494.000 euro per la realizzazione di un Country House. La città di Caiazzo è stata un pò penalizzata perché questo è l'unico progetto approvato, mentre sono esclusi dai fondi Piantadosi Domenico per l'attività di Affittacamere, Pegaso per l'attività di Country House, Testa Domenico Country House, Sangiovanni Margherita Country House, Il castello Medievale per un albergo.
Nei prossimi giorni conosceremo da vicino, singolarmente, ciscuno di questi bravi imprenditori che hanno dimostrato di avere peso, misure e qualità.
Molte altre interessanti iniziative sono state approvate nei paesi limitrofi. Per completezza della notizia leggi l'elenco completo di chi ha avuto i soldi e di chi è stato escluso dai finanziamenti.

Piedimonte Matese: Rapina, furti e droga, misure di prevenzione per quattro persone.

Ancora una brillante operazione di servizio messa a segno dagli uomini coordinati dal capitano Salvatore Vitiello
Ennesima operazione anticrimine messa a segno dai Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, diretta dal Capitano Salvatore Vitiello. A finire nella rete dei militari quattro persone. I primi due, sono pregiudicati che sono stati intercettati nei pressi della Stazione ferroviaria di Alife, mentre si trovavano a bordo di una Fiat Punto. Sul loro conto i Carabinieri hanno accertato un lunga serie di precedenti per rapina e furto in abitazione. Per N.I., 34enne, e E.S., 39enne, entrambi di Caivano (NA), é stata così emessa una misura di prevenzione che prevede il foglio di via obbligatorio con il divieto di ritorno per la durata di tre anni. Per i militari che li hanno fermati ed accompagnati in caserma per redigere e notificare nei loro confronti il provvedimento, non vi sono dubbi che i due pregiudicati fossero in procinto di portare a termine l’ennesima rapina. Invece nei confronti di E.A., 35enne, di Alvignano ed F.L., 30enne, di Piedimonte Matese, entrambi con precedenti per reati in materia di droga, i Carabinieri hanno dato esecuzione alla misura di prevenzione dell’avviso orale di Pubblica Sicurezza che impone loro di interrompere immediatamente la condotta criminosa, pena l’aggravamento della misura con l’applicazione della sorveglianza speciale e la relativa denuncia alla competente Autorità Giudiziaria.

Alvignano. Rapinatore in trasferta si fa sfilare il passamontagna e lo arrestano. In galera Paolo Fusco

Ha subito una rapina in casa, ma é riuscito a strappare via il passamontagna ad uno dei ladri, riconoscendolo poi dalle foto segnaletiche. Così i carabinieri di Capua (Caserta) hanno arrestato oggi il rapinatore, Paolo Fusco di 24 anni, pregiudicato di Alvignano, sempre nel Casertano. L'uomo è stato fermato e nel corso di una perquisizione in casa sua i militari hanno recuperato numerosi oggetti d'oro che i malviventi erano riusciti a portar via. La rapina era avvenuta in un appartamento nella periferia di Vitulazio. I due, entrati in casa da una finestra per rubare, sono stati sorpresi dal proprietario che hanno minacciato con un coltello facendosi consegnare oggetti d'oro e 500 euro in contanti. L'arrestato è stato condotto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. I carabinieri stanno indagando per identificare il complice.
(Nella foto il Comandante della Compagnia di Capua Capitano Francesco Conte)

Interrogazione choc del Senatore Francesco Pardi: "Teleluna e Pasquale Piccirillo vicini alla Camorra!"

Secondo quanto dichiarato dal Parlamentare, l'emittente casertana ed altre del napoletano, favorirebbero molti neomelodici appartenenti alla Camorra. "Risulterebbe l’emittente “Teleluna” essere oggetto di indagine per l’acquisto di frequenze da società sprovviste di concessione, il cui proprietario, Pasquale Piccirillo, risulterebbe alla Guardia di finanza legato al clan dei Casalesi." Ha dichiarato in aula il senatore.
Piccirillo replica: "Pardi risponderà nelle sedi opportune!"
QUESTO IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERROGAZIONE AL VAGLIO DEGLI INQUIRENTI:
Atto n. 3-00117
Pubblicato il 8 luglio 2008 Seduta n. 31
PARDI , DI NARDO , RUSSO , BELISARIO , GIAMBRONE , CARLINO , ASTORE , CAFORIO , DE TONI , LANNUTTI , LI GOTTI , MASCITELLI , PEDICA -
Ai Ministri dello Sviluppo Economico e dell' Interno. -
Premesso che:
sul monte Faito, situato nella regione Campania, insiste un’altissima concentrazione di ripetitori di frequenze, di proprietà di reti televisive, radiofoniche e per la telefonia, con rilevanza di carattere nazionale e locale. Le frequenze da qui irradiate sono considerate di grande pregio, in virtù della collocazione geografica favorevole garantita dall’altezza del monte;
il sistema di gestione frequenze radio-televisive della regione Campania si trova in una condizione di aleatorietà per non aver mai istituito un catasto delle frequenze, che risultano censite unicamente nel 1990, in forza della legge 6 agosto 1990, n. 233 (cosiddetta Mammì), senza più provvedere ad aggiornamenti nonostante lo sviluppo del sistema nazionale di telecomunicazioni. Secondo un’inchiesta pubblicata dal periodico “Left” del 6 giugno 2008, lo stato di incertezza sarebbe tale, da aver dato luogo ad una serie di indagini da parte della magistratura;
il pubblico ministero dottoressa Maria Rosaria Miniatolo avrebbe ritenuto necessario aprire un’indagine sul canale Uhf 22 irradiato dal monte, poiché considerato di carattere nazionale, ma di fatto sfruttato da un’emittente locale, denominata “Tele Akery”. Nonostante tale contingenza comportasse la confisca del canale e dell’impianto di trasmissione, l’ispettorato territoriale campano dell’ allora Ministero delle telecomunicazioni avrebbe deciso di attuare per l’emittenza solamente una contestazione in sede amministrativa, circostanza che avrebbe concesso a Tele Akery di ricorrere al TAR, ottenendo così il dissequestro dell’impianto e la possibilità di trasmettere fino alla soluzione della controversia;
anche i canali 67 e 36 sarebbero stati oggetto di indagine: si contesta che le frequenze non fossero realmente utilizzate dal concessionario figurante, “Telecolore”, al momento della vendita, contravvenendo alla disposizione che prevede la perdita della titolarità dell’emittenza in caso di mancato utilizzo per un periodo superiore a 6 mesi. Tale circostanza sarebbe aggravata da una nota ministeriale, che confermerebbe di non aver mai riscontrato il logo di Telecolore sulla frequenza in oggetto;
ancor più oscura e controversa la vicenda del gruppo "Tele A", che utilizzerebbe il canale 21 (che comprende Tele A+ e il satellitare Tele A sat): prima nella graduatoria del Comitato regionale radiotelevisivo (Corerat) campano per l’assegnazione dei contributi governativi all’emittenza pubblica locale, oggi risulta al centro di indagini perché “né censita né concessa”. Ed infine il canale 68, di “Napoli Camaldoli”, risulterebbe “utilizzato contemporaneamente da Tele A e La7”;
il ginepraio di frequenze irradiate dal monte Faito ha necessitato anche l’intervento dell’Autorità per le garanzie delle comunicazioni, intenta a verificare la titolarità delle emittenti “Italia Mia 1 e 2” a ricevere contributi pubblici, poiché risulterebbe la vendita, avvenuta nel 2005, delle frequenze loro assegnate;
l’inchiesta del periodico “Left” indica la proprietà di queste emittenze in capo a Giuseppe Giordano, già oggetto di indagine da parte della Guardia di finanza per i suoi rapporti con Mediatel, società specializzata in videopoker, i cui titolari, Francesco e Renato Grasso, sono oggi sottoposti a regime carcerario per connivenze camorriste con il clan Iovine;
da ultimo, risulterebbe l’emittente “Teleluna” ad essere oggetto di indagine per l’acquisto di frequenze da società sprovviste di concessione, il cui proprietario, Pasquale Piccirillo, risulterebbe alla Guardia di finanza legato al clan dei Casalesi;
tale è la carenza di vigilanza sulle frequenze che, già a partire dall’indagine denominata “Onde Libere”, vennero alla luce i legami tra criminalità organizzata ed emittenza privata, quando, con la lettura dei numeri del lotto, si passavano importanti informazioni sulla gestione dei traffici illeciti ai boss detenuti nei penitenziari. Inoltre, l’ex Ministro dell'interno Giuliano Amato aveva inteso sottolineare il grave collasso cui è sottoposta la supremazia del diritto, tanto che è invalsa la diffusione attraverso il genere musicale neomelodico, massicciamente diffuso dalle emittenti locali private di cui ampiamente riferito, di messaggi sconcertanti. Si tratta di un vero e proprio strumento di educazione per le nuove generazioni al culto dei boss camorristi e dell’illegalità, laddove, nelle parole dell’ex Ministro, si intende “fare del camorrista un eroe, del carcerato una figura positiva, e chi li denuncia un infame”. Ad avallare quanto espresso, non è raro incorrere in testi ideati da boss noti come Luigi Giuliano;
tali canzoni, i cui contenuti sono da considerarsi palese istigazione a delinquere, troverebbero spazio continuamente nei palinsesti di emittenti locali quali Tele Akery, Tele Vomero, Campania Tv, TeleA, Papele Tv, Tele Regione e Tele Luna;
considerato, inoltre, che Corerat opera in prorogatio, non avendo ottemperato alla legge 31 luglio 1997, n. 249, che prevedeva all’art. 1, comma 13, la costituzione del Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom), con la deleteria conseguenza di non essere legittimato ad operare come prima istanza di giudizio nella definizione di controversie tra utenti ed operatori, né di intervenire al fine di ordinare le irregolarità riguardanti le frequenze radiotelevisive,
si chiede di sapere:
se il Governo non ritenga di procedere con urgenza, e con quali provvedimenti, al censimento e al catasto delle frequenze nella regione Campania, anche con riguardo alle irregolarità già riscontrate dalla magistratura requirente;
quali provvedimenti intenda adottare per porre termine al regime di prorogatio del Corerat campano, al fine di gettare le basi per la costituzione del Corecom, organismo competente a sensi della legislazione vigente;
se non intenda manifestare pubblicamente la propria posizione avverso la propaganda culturale di prossimità col sistema camorristico, diffusa attraverso canzoni neomelodiche dalle emittenti di cui nelle premesse e stigmatizzare l’intollerabile istigazione a delinquere propugnata dal modello comportamentale celebrato dai cantanti neomelodici.
(NELLA FOTO SOPRA IL SENATORE FRANCESCO PARDI DELL'IDV)
NOTIZIE CORRELATE


pasquale piccirillo

Piccirillo: nulla di penale dagli accertamenti della Finanza. Pardi "risponderà nelle opportune sedi" Il patron di TvLuna, nel giro di 24 ore, controbatte alle pesantissime accuse contenute nell'interrogazione del parlamentare dell'Italia dei Valori e di altri 12 senatori
Ci scrive per conto di Pasquale Piccirillo l'avvocato Maurizio Messuri. Come avevamo sollecitato ieri pomeriggio e confermato nel nostro articolo, diamo conto di quanto dichiara il patron del gruppo editoriale che comprende TvLuna, accomunato, per quanto riguarda Caserta, con Giuseppe Giordano, patron di CasertaMia, nelle questioni sollevate nell'atto ispettivo parlamentare di cui scrivevamo ieri: "Effettivamente il dottor Piccirillo, sia come imprenditore che come privato professionista, è stato oggetto di accertamenti della Guardia di Finanza", scrive il legale."Da tali complessi e penetranti accertamenti - precisa - stigmatizziamo che assolutamente nulla è emerso che abbia significato e rilevanza penale". E, infatti, anche casertac'è ieri scriveva che le pesanti accuse non erano suffragate da riscontri giudiziari."Di conseguenza - aggiunge - il paventato uso improprio delle sue testate televisive, addirittura in favore di clan camorristici menzionati nell’articolo in questione, è del tutto infondato, fantasioso e quindi, lesivo dei diritti di onorabilità, di immagine e decoro professionale del dottor Pasquale Piccirillo".Al girotondino e dipietrista Pancho Pardi, eletto nello stesso partito del parlamentare casertano Americo Porfidia, e agli altri 12 senatori con lui firmatari dell'interrogazione dell'8 luglio al ministro dell'Interno Maroni e a quello dello Sviluppo Economico Scajola, l'ultima dichiarazione: "Nelle opportune sedi si chiederà conto all’autore dell’interrogazione parlamentare circa le fonti cui si sarebbe ispirato per addivenire alle diffamanti affermazioni" in essa "contenute".

Giunta provinciale di Caserta, De Franciscis cambia: "Più spazio a giovani e donne!"

I nomi probabili: Esposito, Ucciero e Diana. Del vecchio esecutivo si salverebbero Capobianco e Dell'Aquila.
Il varo entro giovedì. Mortificato l'Alto casertano, stante così le cose sono fuori Renato Ricca dalla Giunta e Dario Puorto dal Consiglio.
Non più semplice rimpasto, per coprire le caselle vacanti da mesi e sostituire un paio di assessori, tra quelli non di primissimo piano. Ma un'operazione assai più profonda e radicale, che passi attraverso il totale azzeramento dell'esecutivo per realizzare una sorta di palingenesi. E' questa l'ipotesi alla quale sta lavorando in queste ore Sandro De Franciscis. Una soluzione che il presidente della Provincia considera imprescindibile per riconquistare alla coalizione di centrosinistra i favori di una parte significativa dell'elettorato che si è lasciato ammaliare dai numeri ad effetto di Berlusconi. La strategia, in sostanza, non è dissimile da quella che lo ha indotto a chiudere definitivamente la stagione dei contrasti e delle polemiche con un congresso unitario, e con la nomina, per il Pd, di un segretario che godesse di una base di consenso quasi unanime. Ora più che mai serve una svolta vera, e non una semplice operazione di maquillage, per provare a strappare di nuovo al centrodestra la guida della Provincia, nel 2010, quando si tornerà al voto.
De Franciscis ne è convinto, e il nuovo segretario del Pd, Enzo Iodice, è anch'egli sulle stesse posizioni, insieme alla componente degli ex diesse. Il numero uno di corso Trieste immagina un esecutivo di alto profilo, con molti nomi non direttamente riconducibili ai partiti della coalizione, ma espressione del mondo dell'università, della ricerca, delle professioni. Inoltre, spazio ai giovani ed alle donne. Della vecchia Giunta si salverebbero — stando alle indiscrezioni — solo l'assessore alle Attività produttive, Franco Capobianco (ex ds), e quello all'agricoltura, il socialista Mimmo Dell'Aquila: entrambi non solo assai stimati dal presidente, ma legati a lui da un solido ed antico vincolo personale. Di Dell'Aquila, anzi, si sussurra che potrebbe conservare anche la delega di vicepresidente, assunta dopo le polemiche dimissioni di Adolfo Villani, nello scorso mese di dicembre.
A contendergliela, potrebbe essere il giovane ex diessino Nicola Ucciero, vero e proprio pupillo di de Franciscis, che fu candidato all'ultimo congresso dei diesse nell'aprile 2007 contro Ubaldo Greco, nella lacerante lotta che contrappose le due anime della Quercia e che si riverberò poi nella fase costituente del Pd. Il suo nome nel nuovo esecutivo, in ogni caso, appare praticamente certo. Così come quello di Lucia Esposito, che fu estromessa un anno fa dopo un lungo braccio di ferro iniziato dall'ex segretario della Margherita Pierino Squeglia, il quale la considerava più vicina a De Franciscis che al suo partito: ilpresidente della Provincia, che all'epoca fu costretto a sacrificarlaper ricomporre i rapporti con i dielle, stavolta non si lascerà sfuggire l'occasione di sanare quella ferita recuperandola in Giunta. Per il resto, si sa solo che la componente ex diesse avrebbe proposto un nome prestigioso come quello di Lorenzo Diana, già segretario della Commissione antimafia e responsabile nazionale del settore per la Quercia fino allo scioglimento del partito. Ma la disponibilità di Diana, che rappresenterebbe quindi all'interno dell'esecutivo un simbolo evidente della battaglia per la legalità, sarebbe ancora incerta. Lo schema definitivo, in ogni caso, dovrebbe prevedere 8 nomi di area Pd, 2 per i socialisti, uno per la sinistra alternativa (che ha un solo rappresentante in consiglio) ed uno per l'Italia dei valori. A meno di improbabili imprevisti, il varo della nuova Giunta dovrebbe avvenire entro giovedì.
Pietro Falco
COMMENTO:
Ancora una volta l'alto casertano è stato mortificato da scelte politiche "clientelari". Favorisco questo in danno di quello, poiché i voti provengono per la maggior parte dall'agro -aversano e dalla zona centrale del capoluogo. E così il valzer delle poltrone è tutto in danno all'agro-caiatino -formicolano e l'area pedemontana orfani, sebbene con un considervole numero di votanti e sebbene feudo (Piedimonte Matese - Alife) dei Cappello di un rappresentante in Giunta e uno in Consiglio Provinciale. E i risultati si vedono davvero tutti! Marciapiedi rappezzati a Caiazzo, una Provinciale (Pontelatone - Formicola) che è in attesa da un quadriennio di essere ultimata ed è scenario di incidenti, purtroppo anche mortali. Un rilancio economico che più che altro nell'alto casertano appare come una presa per il culo. Insomma, parliamoci chiaro a De Franciscis non gliene frega nulla, o per lo meno le scelte che sta facendo, questo dimostrano, dell'alto casertano. Scelte però che sono legittime, attenzione. Però una domanda ce la poniamo e la poniamo ai diretti interessati, ovvero al Circolo del PD di Piedimonte Matese e al Circolo PD di Caiazzo: "Con che faccia vi presenterete alle prossime provinciali, regionali e compagnia cantata a chiedere il voto per il PD?" ANIMO SIGNORI: "L'EPOCA RE' FESS' E' FINITA!"

Carinola, al concorso per Vigili Urbani partecipano in 400. Tutti bocciati!

Tutti diplomati o laureati, provenienti dai comuni dell’Alto Casertano. Ma nessuno di loro ce l’ha fatta a superare le selezioni
A quel posto di vigile urbano stagionale nel comune di Carinola ambivano in tanti: tre mesi di stipendio sicuro, eventualmente rinnovabili in base alle esigenze ed alle disponibilità economiche dell’ente, in una terra martoriata dalla disoccupazione non rappresentano certo un’opportunità da scartare a cuor leggero. E di fatti, a presentare domanda di partecipazione al bando pubblicato a fine giugno, erano stati ben 382. Tutti diplomati o laureati, provenienti da diversi comuni dell’Alto Casertano. Ma nessuno di loro, alla fine, ce l’ha fatta a superare le prove di selezione. Se non è un record, poco ci manca. Le prove – svoltesi giovedì scorso, con i partecipanti divisi in tre turni - consistevano in 30 quiz a risposta multipla e predeterminata, da concludersi entro il tempo massimo di 30 minuti. Le domande vertevano sulle tematiche canoniche che un vigile urbano si trova quotidianamente ad affrontare nell’esercizio delle sue funzioni, oltre che sulle normative di carattere generale: codice della strada; edilizia ed urbanistica; diritto degli enti locali; leggi sul commercio e polizia amministrativa; elementi di diritto penale; procedura penale; e pubblica sicurezza.
In base a quanto previsto dal bando, per ogni risposta esatta, ai concorrenti è stato assegnato un punto; ogni risposta errata, al contrario, ha fatto perdere un punto; e la mancata risposta ha comportato la sottrazione di mezzo punto. Per superare la selezione, ed entrare a far parte nel novero degli idonei tra i quali attingere a scorrimento per le assunzioni a tempo determinato (il numero non era stato predefinito, trattandosi di «graduatoria aperta» per un anno), occorreva conseguire almeno il punteggio di 21 trentesimi. Ma nemmeno uno dei 363 che si sono effettivamente misurati con i test (19 erano stati eliminati a monte per carenze documentali), c'è riuscito. Di più: solo tre o quattro sono riusciti ad avvicinarsi alla soglia minima di idoneità. La stragrande maggioranza ha dato una risposta errata a più di 14 quiz. Fino al caso limite di un concorrente che ha messo insieme uno sconfortante «meno 19».
«Troppo difficili le domande»: così, almeno, si sono giustificati i concorrenti sul blog cittadino (carinola.net). Uno di loro che si firma con lo pseudonimo di Matrix, si dichiara addirittura felice che nessuno abbia superato i test: «Ciò – scrive – non per demerito dei partecipanti ma per la cattiva organizzazione del concorso: perché il programma non era sufficientemente dettagliato e i quiz erano troppo insidiosi». Un esempio? «Mi pare impossibile che qualcuno conosca l’altezza massima prevista dal Codice della strada per i mezzi di trasporto», osserva Matrix nel forum, sottolineando di essere in possesso di una laurea in economia aziendale. Ma il presidente della commissione esaminatrice, il comandante del corpo dei vigili urbani di Carinola, Mario Tuozzi, obietta che «tutte le domande sono state tratte dai più comuni manuali in commercio per concorsi del genere». E d’altro canto, lo stesso Matrix sgombra il campo dalle illazioni su presunte irregolarità formulate da taluni suoi colleghi: «Io ho sostenuto la prova nel terzo turno e non ho riscontrato anomalie palesi, come ha scritto qualcuno nei post».
Pietro Falco

All'1,25 ha tremato la terra nell'alto casertano. Lieve scossa di terremoto

All'1.25 magnitudo di 2,8 a Letino, oltre che nelle province di Isernia e Campobasso
Una lieve scossa di terremoto è stata avvertita nella notte dalla popolazione tra le province di Isernia, Campobasso e Caserta. Lo rende noto la Protezione civile. L'epicentro è stato localizzato tra i comuni di Roccamandolfi, Castelpizzuto, Longano (Isernia), Letino (Caserta) e San Massimo (Campobasso). Non risultano al momento danni a persone o cose. Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l'evento sismico è stato registrato all'1.25 con una magnitudo locale di 2,8.

lunedì 28 luglio 2008

Caiazzo, e intanto si registrano ulteriori disservizi a go –go. La linea elettrica in città… è appesa ad un filo!

Una donna cade nel buio ed è costretta alle cure dell’ospedale. Nulla di grave però
Evidentemente qualcuno sulla città di Caiazzo avrà lanciato un sortilegio o una vera e propria “macumba” atteso che i disservizi, o meglio i servizi non resi ai caiatini sono divenuti un vero e proprio stillicidio. E ieri se sono accorti proprio tutti, atteso che presso il Chiostro del Municipio di Caiazzo si teneva una interessante sfilata di moda, organizzata da Angela Tebano ed è stata ripetutamente interrotta poiché la corrente elettrica è saltata in continuazione. Ma, nonostante tutto, si è riusciti ad andare avanti, seppure a singhiozzo. I danni che i continui black – out elettrici stanno procurando a molti cittadini sono davvero congrui. Basti pensare che un artigiano locale, ha avuto due motori danneggiati per i suoi costosi macchinari ed anche il registratore di cassa saltato. Ma c’è anche chi ci ha rimesso una bella caduta, fortunatamente dall’esito non drammatico, sebbene la signora T.M. 67enne è inciampata nei pressi della balaustra che affaccia sulla provinciale 336 che conduce a Piedimonte Matese, la quale vistasi al buio nei giardini pubblici ha pensato che forse era il caso di far ritorno presso la sua abitazione. Purtroppo un po’ la sconnessione del terreno, un po’ la claudicante andatura della signora, han fatto si che le capitasse l’incidente. La donna successivamente si è recata presso l’Ospedale Civile di Caserta, accompagnata dal figlio, laddove le è stata riscontrata una forte contusione alla mano destra e una decina di giorni di riposo forzato dell’arto. Tornando per un attimo alla sfilata di moda svoltasi in città, molti intervenuti sono rimasti estasiati, sia per l’organizzazione, perfetta in tutto, sia per la qualità dei capi esibiti da bellissime modelle, le quali non sembravano proprio alle prime armi, per ciò che atteneva il loro portamento e per la sicurezza nello sfilare mostrata. Peccato però che l’Enel ci abbia messo del suo. Non è ancora dato capire se costano di più i risarcimenti danni ai quali la compagnia soggiace ogni qualvolta si registra un black –out a Caiazzo, o se avessero fatto prima a rinnovare l’intera linea elettrica a Caiazzo, decisamente… appesa ad un filo!

Piedimonte Matese, 27enne denunciato per possesso di stupefacenti e la sua compagna arrestata

L’uomo è originario di Piedimonte Matese, ma viveva Napoli da tre anni con la sua compagna...arrestata!
Un uomo di 27 anni, A.G., originario di Piedimonte Matese è stato denunciato dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli che hanno anche arrestato la sua compagna Barbara Corsi di anni 30 per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I poliziotti, l’altro ieri pomeriggio, durante un sevizio di controllo e repressione delle piazze di spaccio, nel percorrere Via Bakù, hanno notato un’autovettura Fiat Doblò, con a bordo i due soggetti, che viaggiavano con andatura sospetta. A quel punto gli agenti, insospettitisi del loro comportamento, hanno invertito il senso di marcia per seguire il veicolo, che dopo poco si introduceva all’interno del complesso edilizio “Oasi del Buon Pastore”, luogo usualmente dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti. I poliziotti hanno subito monitorato la zona, attendendo che i due, a bordo dell’auto, riuscissero dal “complesso”, cosa che dopo pochi attimi avveniva. Corsi ed A.G. sono stati subito bloccati per poi essere controllati dagli agenti, i quali durante una perquisizione personale, hanno rinvenuto addosso alla donna, precisamente nascosti negli slip, due sacchetti in cellophane di diversa grandezza. Il sacchetto più voluminoso conteneva all’interno 50 cilindretti con tappo a pressione contenenti eroina con un peso complessivo di grammi 43,42, mentre nel secondo sacchetto vi erano 6 piccoli involucri in cellophane termo saldati con all’interno cocaina con un peso complessivo di grammi 1,47 e 4 cilindretti con tappo a pressione con all’interno sempre cocaina con un peso complessivo di grammi 4,07, droga che veniva poi regolarmente sequestrata unitamente all’autovettura di proprietà della Corsi. La donna, che si assumeva le responsabilità della detenzione è stata arrestata e trasportata a Pozzuoli, mentre A.G. su cui gravano forti indizi di corresponsabilità è stato denunciato a piede libero. La coppia conviva da tre anni a Napoli, sebbene lo stesso A.G. è nato e vissuto a Piedimonte Matese fino all’età dei 24 anni.