«Le intercettazioni che vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro da magnaccia»Antonio Di Pietro torna sulla questione intercettazioni attaccando duramente il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Le intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo» ha detto il leader dell'Italia dei Valori nel corso della conferenza programmatica del partito, a Campobasso.
«UN PADRETERNO» - «Berlusconi sta utilizzando tutto questo tempo in parlamento per farsi le leggi che servono a lui, soprattutto una legge che gli permette di non essere più processato, fosse manco il Padreterno» ha aggiunto Di Pietro, parlando del «lodo Schifani» sull'immunità alle alte cariche dello Stato. «Noi dell'Idv - ha confermato l'ex ministro - faremo un referendum per permettere ai cittadini di abrogare questa legge in modo che anche lui sia uguale agli altri».
«DEVO TREBBIARE» - L'ex pm ha scherzato arrivando a Campobasso dove i giornalisti lo attendevano per una conferenza stampa: «Dobbiamo fare subito - ha detto Di Pietro - perché dalle 6 di questa mattina sto trebbiando e devo continuare». Il leader dell'Idv ha scherzato sulla questione: «È questa la vera notizia del giorno». In effetti poco prima dell'arrivo di Di Pietro a Campobasso esponenti dell'Italia dei Valori di Montenero di Bisaccia hanno riferito di averlo visto sabato mattina presto mentre era al lavoro nel suo campo a Montenero.
BONAIUTI - «Il linguaggio rozzo e volgare di Di Pietro è al di fuori della politica, riguarda soltanto l'osteria». Lo afferma in una nota il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. «Ma come può - si chiede Bonaiuti - un partito democratico che si definisce la nuova sinistra accettare e seguire questa degenerazione?».
BONDI - Le parole di Di Pietro contro il premier scatenano anche le ire del ministro dei Beni culturali. «Il fatto più paradossale ma al tempo stesso illuminante dei nodi irrisolti, culturali prima ancora che politici, della vita politica italiana è rappresentato da un movimento autenticamente reazionario come quello di Antonio Di Pietro (che oggi si esibisce perfino con la trebbiatura del grano, probabilmente con il petto virilmente scoperto), ma capace di rappresentare le pulsioni più profonde della sinistra italiana, fino a indicarne la rotta e di dettarne le scelte politiche più importanti» ha detto Sandro Bondi.
ROTONDI - «L'onorevole Di Pietro confonde le prostitute con le veline e, di conseguenza, i magnaccia con gli agenti artistici. Fin qui, dunque, il suo insulto non è tanto al premier quanto alle veline che fanno un mestiere rispettabile e pulito. In generale il dibattito politico anche in questi casi un po' estremi farebbe bene a rinunziare a cadute maschiliste a quanto pare diffuse a destra e a sinistra. Oramai qualcosa di sinistra viene detta solo dal segretario della Democrazia Cristiana» ha dichiarato il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi.
NAPOLI - Più duro il commento del vicepresidente dei deputati del Pdl Osvaldo Napoli: «L'onorevole, si fa per dire, Antonio Di Pietro è un noto frequentatore di garconierre, per di più a scrocco. Nessuno ha mai pensato di farne elemento di polemica politica. L'Italia reale, per fortuna, è migliore di Antonio Di Pietro».
CALDEROLI - «Di Pietro non fa altro che acchiappare i voti in libera uscita dal Partito democratico, usando gli strumenti che gli sono propri. Il problema non è quello che dice Di Pietro, il vero problema è Veltroni e la sua gestione del Pd, che sta trasformando anche di Pietro in un leader». Lo afferma, in una nota, il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli.
VELTRONI - Ma gli attacchi all'esecutivo arrivano da più parti. Da Roma, dove Walter Veltroni partecipa all'assemblea degli Ecodem (gli ambientalisti del Pd). «Il governo fa solo cose spot - attacca il leader del Partito Democratico -. Un esempio? Il ponte sullo stretto. Conta solo il simbolo. Il ponte sullo stretto di Messina è soltanto un simbolo. È uno spot che copre il fatto che in Sicilia ci siano pessimi collegamenti ferroviari. Per il governo conta il simbolo e questo è un atteggiamento tipico di quelle democrazie deboli che dovevano raccontare cose che non corrispondevano alla realtà».
Ecco alcune intercettazioni del Ministro Urbani. Per cose minori hanno arrestato Sandra Mastella!«Aiuta Ida o saranno guai» «I capi? Due mezze calzette»
Ecco alcune delle intercettazioni messe online sul sito dell'«Espresso». L'ex ministro della Cultura Giuliano Urbani chiama l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà e gli chiede un aiuto per dei progetti che coinvolgono la sua compagna Ida Di Benedetto, ex attrice e ora produttrice (17 giugno 2007). U= URBANI; S= SACCA'; M: MORATTI (SINDACO DI MILANO); L= LEONE (VICEDIRETTORE RAI)
U: «Ti lanciavo un Sos per Ida, lei è in una situazione delicatissima per via della Sicilia, però ha tre spade di Damocle sulla testa, l'importante è che non diventino negative. Come sai, lei non ha mai avuto il contratto. Il regista è in Senegal...».
S: «Sì, sì, lo so».
U: «Le altre due cose sono la Venturi (un'autrice per la Di Benedetto, ndr) e quel contratto di attivazione di "Angelica" (una miniserie della Di Benedetto, ndr) ».
S: «Eh, "Angelica" ancora è un po' in alto mare».
U: «Ahi ahi ah... Perché anche lì stanno lavorando, ecco, è un po' un problema».
S: «È in alto mare perché c'è...».
U: «È successo un guaio?»
S: «No no no, assolutamente, è questa condizione aziendale di Cappon ingessato che ingessa tutto quanto, non c'è duttilità nei piani (...), lui è angosciato dai conti, angosciato è dire poco, è terrorizzato. D'accordo, è una situazione che ti può preoccupare, ma non terrorizzare...».
U: «Vedi tu se riesci comunque a sbloccare l'attivazione perché... non dico niente per telefono».
S: «Ne parliamo quando ci vediamo ».
U: «Più che parlarne, ci pensi però, eh? Purtroppo questa è una cosa che se non facciamo sono guai grossi...».«Quel provino lo facciamo»
Il sindaco di Milano Letizia Moratti chiama Agostino Saccà per chiedergli di un provino. Non si dice il nome della persona in questione, ma si suppone che si tratti dell'attrice Eliana Miglio, moglie di Paolo Glisenti, braccio destro del sindaco (19 giugno 2007).
S: «Ti volevo dire che quel provino poi lo stiamo facendo, e di stare tranquilla che stiamo facendo tutto il possibile, perché ti avevo sentito un po'...».
M: «Eh sì, perché...».
S: «Io ce la metto tutta, non è facile ma ce la metto tutta».
M: «Ti ringrazio, perché per me sarebbe davvero un grande aiuto a una situazione che... che...».
S: «Lo so, lo so, non è facile ma io ce la metto tutta. Poi ti volevo chiedere se con calma riuscivo a venire a parlarti. Perché io sto riflettendo anche con degli interlocutori importanti — Banca Intesa, Passera, Montezemolo — sulla possibilità di fare qualcosa di serio, di importante. Te ne volevo parlare, chiedere un consiglio... riguarda proprio me personalmente, come promotore, perché non è che devo restare per sempre in Rai».«Io o lui, lo dico a Berlusconi»
Il vicedirettore generale della Rai Giancarlo Leone chiama Saccà. Devono parlare con Del Noce per discutere della serie «Medicina generale». Saccà si dimostra infastidito dal momento che il serial va benissimo e non dovrebbe perciò essere messo in discussione (27 giugno 2007).
L: «Entro qualche giorno, credo lunedì, ci vediamo con Del Noce per fare il punto sulle attivazioni che ancora sono ferme. In particolare "Medicina generale"».
S: «E perché "Medicina generale"? È un successo... la considero una piccola provocazione... cioè su questo faccio...dopodiché me ne vado, metto una bomba sotto il palazzo (...) no no, o io o lui, mi sono rotto veramente i coglioni, o io o lui, lo porrò all'azienda, lo porrò a Berlusconi, lo porrò a tutti (...) io capisco su una cosa che non funziona, che non va, ma "Medicina generale" la considero un fiore all'occhiello (...)».
L: «Senti, l'altra cosa invece che ti volevo dire era che sono venuti da me il produttore, mi pare Saraceni, e la Maria Scicolone, che è la sorella di Sofia Loren... hanno il progetto di una fiction, che è la storia della famiglia Loren. Indipendentemente dal fatto che interessi o non interessi, poiché è Rutelli che li ha mandati, io ti avevo detto se comunque, per dare un segnale quantomeno di attenzione... ».
S: «Sì, davamo un'interlocuzione, vabbene, vabbene».«Con la Rai esplode tutto»
Agostino Saccà chiama Giuliano Urbani e gli racconta della sua conversazione con Silvio Berlusconi (28 giugno 2007).
S: «Io gli ho fatto pure quell'accenno, e mi è venuto bene, perché lui mi ha domandato: "Come si fa a ritirare su l'azienda?". "Bisogna cambiare direttore generale", gli ho detto io. "Proprio non funzionano quei due?", m'ha detto. "No", gli ho fatto io. "Ma è vero che litigano anche tra di loro?", mi ha chiesto. "Sì, non vanno più nemmeno d'accordo", ho risposto, "ma anche se andassero d'accordo in Rai dicono che due mezze calzette non fanno un paio di calzini". E lui ha fatto una risata... (...) Ha percepito la pericolosità della debolezza della Rai: se la Rai diventa troppo debole è tutto il sistema ad essere in pericolo ».
U: «L'equilibrio, l'equilibrio».
S: «Esplode tutto il sistema: questo lui l'ha capito con sufficiente preoccupazione. Non si deve far degradare la situazione. Mi ha chiesto: "Qual è la situazione del conto economico?". Io gliel'ho spiegata: rischiamo di perdere la metà del capitale e di indebitarci. Inizia una spirale dalla quale si rischia di non uscire, e a qual punto ci può essere chi dice: "Bene, bene, vendiamo una rete". E se si vende una rete della Rai è chiaro che esplode il sistema, cambia il sistema, non è che resta Mediaset così com'è ».
U: «Non potrebbe».
S: «Cambia tutto, entrano in campo altri competitor. Certo, il cambiamento ci sarà comunque, ma una cosa è governarlo, e un'altra è se ti pigliano di sorpresa».