lunedì 30 giugno 2008

Caiazzorinasce, VISITATORI UNICI QUOTA 100.000!!!!!!

E così siamo giunti a quota 100.000. Francamente e ne sono sicurissimo, nessuno si attendeva di raggiungere un così ragguardevole risultato in soli otto mesi di attività da quando abbiamo cioè adottato il contatore di statistiche. Abbiamo, nei nostri intenti, cercato di fornire più che altro un muro ove chiunque senzadistinzionealcuna potesse esprimere la propria opinione. Abbiamo cercato di raccontare qualche fatto avvenuto a livello locale, senza infarcirlo di inutili e disgustosi salamelecchi. Se qualcuno meritava gli abbiamo riconosciuto che meritava, se qualcuno non meritava, abbiamo scritto a chiari lettere quello che pensavamo, per quanto possa contare l’opinione nostra e dei nostri collaboratori. Senza temere smentita alcuna, siamo stati i primi a pensare a 360 gradi al lettore e non al politico di turno, per cui siamo stati anche i primi a mandare via internet per la prima volta nella storia di Caiazzo, le interviste dei candidati nella competizione politica appena trascorsa. Siamo stati i primi a mandare su internet stralci di interventi dei due gruppi scesi in campo a contendersi la leader ship e, viva Dio, questo lavoro ci è stato riconosciuto in Canada, in Argentina e negli States, laddove potevano conoscere seppure per un tempo risicato, le opinioni dei candidati. Così come nel resto del Mondo, molti caiatini che vivono da tempo all’estero hanno ricevuto gli auguri del loro sindaco Stefano Giaquinto. Insomma senza stravolgere nulla e senza avere alcuna presunzione, ma solo e tanta passione, qualche novità l’abbiamo portata anche noi nel panorama sociale locale. Per la prima volta abbiamo provato a far condividere a due Comunità tanto lontane ideologicamente e per stile di vita, ma da sempre vicine, cioè quella dell’agro caiatino e dell’agro pedemontano i tanti problemi che attanagliano l’intero alto casertano. Insomma ci siamo proposti, ci proponiamo e ci proporremo come una voce del coro e non una voce che vuole distinguersi dal coro, poiché anche agli altri siti che bene lavorano e forse altrettanto o meglio di noi, li guardiamo con stima, attenzione e soprattutto con spirito di collaborazione. Mi sia consentito un ringraziamento a Gino Morgillo direttore del sito campaniareport e a Gianluigi Guarino direttore del sito casertace che hanno creduto in noi come un avamposto per l’agro caiatino – formicolano. Grazie anche alla redazione del Corriere di Caserta che da sempre ci è vicina, ma banalmente, uno, dieci, mille, diecimila, centomila volte grazie a Voi che ci seguite e ci apprezzate, anche quando ci criticate, ne siamo fieri, perché per noi una critica vale mille volte un compiacimento! Serve per migliorarci!
P.S.: A GIUGNO ABBIAMO CHIUSO CON OLTRE 15.000 VISITE E 26.000 PAGINE VISTE

Caiazzo...LA PASSIONE SI SENTE!

Bilancio Asi: rilancio delle aree industriali di Aversa, Volturno e Matese

14 milioni di euro per l'area del Matese. Presto in cantiere anche il traforoche collega il Tirreno con l'Adriatico? Nell'area di Capua Nord ha preso il via il progetto di riqualificazione. Interventi anche nell'area industriale di Marcianise.
Via libera del consiglio generale dell'Asi al bilancio 2007. Il documento finanziario è stato illustrato dal responsabile del servizio, Pietro Santonastaso, che ne ha tracciato le linee essenziali, evidenziando “la piena rispondenza agli obiettivi prefissati, come risultato di un’accorta gestione finanziaria ed economica dell'ente che ha portato alla formazione di un utile netto di esercizio pari a 436.116 euro”. Il presidente Corrado Cipullo ha illustrato i punti fondamentali del documento contabile che sono la viabilità, sicurezza, servizi, vivibilità e risanamento ambientale: quattro filoni che s'integrano in unico obiettivo che è quello di rapportare l'assetto delle aree industriali ai livelli di eccellenza di gran parte degli insediamenti ospitati. Nell'area industriale di Marcianise, i lavori per la interconnessione “sono avanzati in maniera celere” ed è stata rimodulata la viabilità nella zona di accesso. Ciò ha reso il traffico maggiormente scorrevole, eliminando gli ingorghi che causavano code lunghissime e non pochi disagi per gli operatori dell'area. Nell'area di Capua Nord, invece, ha preso il via il progetto di riqualificazione e di recupero dei siti industriali che, con un investimento iniziale di circa 20 milioni di euro, punta alla realizzazione di un'area di eccellenza, che si candidi a diventare “il nuovo grande polo di attrazione per le attività produttive in Terra di Lavoro”.Accanto a questi progetti, il Comitato Direttivo ha approvato altri sette nuovi progetti per opere d'infrastrutturazione, per un investimento valutato intorno ai 40 milioni di euro. Gli interventi più significativi sono stati programmati nelle aree industriali di Aversa e Volturno Nord. Nel comparto di Aversa, in particolare, il progetto è finalizzato alla realizzazione della rete di trasporto e distribuzione del gas metano. L'importo complessivo è di oltre 2 milioni di euro. Per l'area del Volturno Nord, gli interventi sono più corposi, con un investimento programmato di circa 14 milioni di euro, da destinare al riassetto generale, alla riqualificazione ambientale ed alle infrastrutture idrauliche e stradali. Gli altri interventi programmati riguardano le aree industriali di Sessa Aurunca e del Matese. I progetti nell'area di Sessa Aurunca riguardano la realizzazione dello svincolo ferroviario e della rete viaria a servizio dell'agglomerato, nonché della rete idrica e fognaria. Analogo intervento d'infrastrutturazione primaria è previsto per l'Area del Matese. Gli importi complessivi dei progetti nei due agglomerati ammontano a circa 25 milioni di euro. Gli altri due importanti filoni dell'attività progettuale del 2007 riguardano la sicurezza e l’impiantistica pubblicitaria nelle aree industriali. Il piano sicurezza è imperniato su due progetti che prevedono un investimento complessivo di oltre 5 milioni di euro.
campaniareport

Le bellezze infinite dell'alto casertano, sul Corriere della Sera

di Giancarlo Izzo
Alto Casertano rappresenta l’ultimo polmone verde dell’intera provincia di Caserta. Scevro da qualsiasi problema di inquinamento, libero da fenomeni legati alla criminalità organizzata, l’area dell’Alto Casertano è un luogo ideale per trascorrere una vacanza in assoluto relax. La catena montuosa del Montemaggiore da un lato, il massiccio del Matese dall’altro e il vulcano spento di Roccamonfina racchiudono una suggestiva area caratterizzata da una scarsa antropizzazione. Un territorio di notevole pregio naturalistico tanto che esso è protetto da due parchi regionali, quello del Matese e l’altro di Roccamonfina ai quali si potrebbe aggiungere, presto, quello del Montemaggiore, inserito nell’ultima finanziaria dalla regione Campania. Tante le preziosità e le rarità che si possono scoprire in tutta l’area; alcune rarissime, come le coppie di bianconi— o aquila del serpente—un rapace che supera i due metri di apertura alare, l’aquila reale, il lupo, il gheppio, le poiane, il falco pellegrino, l’astore, il falco reale, il gatto selvatico, il cinghiale, il daino, il tasso e le tartarughe, il capriolo.Altrettanto importanti alcune specie vegetali come il falso pistacchio e le felce femmina, senza contare poi i faggi, le querce, i lecci e il castagno. L’alto Casertano non è solo natura: suggestivi borghi storici, castelli, roccaforti e tanti siti archeologici rappresentano la ciliegina sulla torta in una vasta area dove è possibile anche trovare alcune grotte ricche di stalattiti e stalagmiti e diversi eremi — come quelli di San Salvatore e di Fradejanni — che si possono raggiungere solo a piedi sopo una piacevole passeggiata all’ombra di boschi secolari. Da questi luoghi lo sguardo si estende su di un orizzonte vastissimo, che arriva - da un lato - fino al Vesuvio, al Tirreno, a Ischia, con all'orizzonte le Isole Ponziane, fino a Formia; mentre volgendo lo sguardo non è difficile scorgere l’Adriatico. Fra i 41 comuni che costituiscono l’alto Casertano, alcuni superano di poco i 500 abitanti. La zona attraversata dal fiume Volturno, è caratterizzata dall’alternarsi di montagne e colline; il paesaggio variegato e il clima salubre rendono l'Alto Casertano un’appetibile territorio di interesse turistico ambientale, naturalistico e archeologico. Mura ciclopiche, roccaforti, castelli, chiese, eremi, borghi medievali, sorgenti e prodotti tipici fanno dell’Alto Casertano una zona unica in tutta la Regione. Tutti i paesi vivono in una dimensione umana e le attività economiche principali sono quelle legate all’agricoltura, alla pastorizia ed all'artigianato, oltre al turismo. Il territorio dell’Alto Casertano è stato frequentato sin dalla preistoria; i ritrovamenti di manufatti preistorici da Capriati al Volturno, Prata, Pratella, Letino, Ailano, San Potito Sannitico e Piedimonte Matese lo testimoniano. Uniche nel panorama europeo le sorgenti d’acqua minerale effervescente i cui stabilimenti si trovano a Riardo e Pratella. Così come è unica in Europa la cipresseta di Fontegreca dove si può ammirare una rarissima specie di cipresso. Il carsismo ha reso inimitabili alcuni punto dell’Alto Casertano: l'abisso di Pozzo della Neve, profondo oltre 1.000 metri, il sesto in Italia, e le grotte di Letino e di Campo Braca sud del lago Matese. Le grotte di San Michele a Sant’Angelo d'Alife ed a Gioia Sannitica. Nel territorio del piccolo comune di Ailano, si possono osservare sorgenti solforose mentre tra Prata e Ciorlano un soffione.

Tragedia sui binari, lungo la tratta Benevento - Napoli. Muore 29enne

Automobilista travolto e ucciso da un treno ad un passaggio a livello non custodito
Un treno della linea interna Benevento-Napoli ha travolto e ucciso un automobilista di 29 anni. L'uomo di 29 anni, Biagio Savinelli di S.Felice a Cancello, è stato investito dal convoglio in una zona periferica del piccolo centro. Da una prima ricostruzione dell'accaduto, sembra che il macchinista del treno abbia tentato una frenata ma non e' riuscito a evitare la collisione. La giovane vittima, che stava attraversando i binari a un passaggio a livello incustodito, e' morto per le gravi lesioni riportate al bacino e al torace.

30 Giugno. Il minuto da 61 secondi!!!

Oggi viviamo un secondo in più, secondo gli orologi atomici
Capita dal 1972, in genere il 30 giugno ed il 31 dicembre, ogni qual volta si crea differenza tra tempo solare e tempo reale degli orologi, ma parliamo degli orologi atomici, dove non scappa nulla, con un differenziale superiore a 0,9 in valore assoluto, c’è la necessità di far scattare un 61° secondo per il primo minuto che arriva immediatamente dopo la mezzanotte.
Stiamo parlando del secondo intercalare (leap second), che non è nulla di più che un aggiustamento temporale degli orologi atomici per uniformare l’ora artificiale del tempo alla rotazione terrestre. Il fenomeno è prevedibile, ma non scientificamente determinabile con precisione anche perché la frequenza della rotazione terrestre non è proprio precisa. In genere si tratta di un secondo in positivo, quindi in più, ma la scienza è certa che qualche volta questo secondo si dovrà andare a sottrarre e quindi avremo un secondo in meno e quindi un minuto da 59 secondi. L’aggiustamento in verità sta avvenendo proprio dal 1972 con una certa frequenza ogni 18 mesi circa, l’ultimo aggiustamento era stato effettuato il 31 dicembre 2005. Ora si dovrà determinare, e lo si fa dal vivo, in tempo reale, se vi sarà la necessità per questa notte. Staremo attenti, anche perché guadagnare un secondo vuol dire dare vita agli anni, anche se stiamo parlando di ben poca cosa.
Vittorio Savino - Scienze e tecnologie

Piedimonte Matese, eletto il nuovo direttivo del Partito Democratico

E' stata presentata una lista unica. Nessuna difficoltà contrariamente a quanto occorso in altri paesi dell'alto casertano.
A Piedimonte Matese, ieri mattina, nella sede dell'ex Circolo della “Margherita” in Piazza Roma si è svolta dalle 10,00 fino alle 13,30, l’Assemblea del P.D. per l’elezione degli organi del partito. Ai lavori dell’assemblea, presieduta dal Sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello (nella foto), hanno preso parte numerose persone aprendo un importante dibattito a cui hanno partecipato il vicesindaco Costantino Leuci, il presidente della Comunità Montana Fabrizio Pepe, Luca Mattei, Manfredi Fossa e Giovanni Foggia. Dopo ampia discussione veniva deciso di formare una sola lista unitaria di 34 componenti, che veniva eletta come direttivo all’unanimità per acclamazione. Sono stati eletti nel nuovo coordinamento cittadino del Partito Democratico di Piedimonte Matese: Maurizio Iuliano, Pasquale La Cerra, Rosario Rossi, Giovanni Foggia, Alfonso Conte, Marcellino Di Franco, Giovanni Amendola, Carlo Loffreda, Luigi Ferritto, Luca Mattei, Marcellino Pepe, Ivan Filetti,Manfredo Fossa, Ernesto Lonardo, Carlo Virelli, Alberto Raucci, Mario Francomacaro, Francesca Tino, Gina Fattore, Giovanna Del Vecchio, Anna Raviele, Ida Iannotta, Rosanna Onori, Concetta Zappoli, Francesca De Rosa, Rosanna Buonantuono, Rosalia Iannotta, Luciana Cioffi, Anna Maria Sgambato, Maria Rosaria Fidanza, Anna Maria Ballarino, Luisa D’Angerio, Maddalena Ferrucci e Anna Fusco. Visibilmente soddisfatto il Sindaco Vincenzo Cappello, a chiusura dei lavori dell’Assemblea, ci ha dichiarato “ Esprimo tutta la mia soddisfazione per l’andamento dei lavori di questa Assemblea che vede eletto un Coordinamento Cittadino di 34 persone con la partecipazione di tutte le categorie sociali, con molti giovani e tante donne. I risultati raggiunti dal nostro partito nell’ultimo anno sono notevoli, basti pensare al passaggio nel nostro gruppo da qualche mese di alcuni consiglieri comunali indipendenti che hanno aderito al PD e ci hanno manifestato la loro fiducia. Oggi finalmente con questa Assemblea nasce il nuovo Coordinamento Cittadino del PD,nato da una lista unitaria eletta per acclamazione testimonianza della massima unitarietà del partito. Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati per questa fase di transizione che ci ha portato al rinnovo degli organi collegiali e rivolgo il mio sentito augurio di buon lavoro al nuovo Coordinamento Cittadino.”

Caiazzo. Il 4 luglio si terrà il concerto dei trio catanese Tapso II

Appuntamento al Covo del Brigante, ubicato in Pozzillo. L'ingresso è gratuito
Il 4 luglio 2008 a Caiazzo (Ce) concerto dei Tapso II, storica band di Catania, genere rock, indie, sperimentale con Stefano Garaffa Botta voce e chitarra dei Jerica's e dei Theramin, Giovanni Fiderio violino e tastiere di Mashroom e Jerica's, e Giancarlo Mirabella alla batteria. I Tapso II sono un trio votato alla sperimentazione sonora e alle melodie ricercate con ritmi precisi attorno ai quali s'incastrano chitarra e violino, organo e voceffettata. Ad aprire il loro concerto una band della Campania dal suono minimale, potente, ripetitivo con Sergio Albano (chitarra), che ha suonato con Rhys Chatham a Napoli, Lino Barbiero (batteria) e Massimo Gerardo Carrese (basso), entrambi ex The Most e Trialogo. Inizio concerto ore 22.00 "Al Covo del Brigante", via Pozzillo, Caiazzo (Caserta). Ingresso Gratuito. Per info www.fantasiologo.com - http://www.myspace.com/tapso

Segreteria provinciale Pd, vince Nicolais.Perdono Cozzolino e i bassoliniani

L'ex ministro eletto segretario provinciale con 194 voti, 40 più dell'assessore regionale
Vince Nicolais (foto a destra), perdono Cozzolino (foto a sinistra) e i bassoliniani. Il responso delle urne è chiaro: 194 delegati votano per l'ex ministro, 154 per l'assessore regionale appoggiato dagli uomini del governatore. L'ex ministro viene quindi eletto segretario provinciale del Pd, prendendo così il posto di Emma Giammattei e rendendo vana la «rivincita» tentata dopo la sconfitta, sette mesi fa, della loro candidata, Angela Cortese.
A pesare nell'affermazione di Nicolais un'area «ibrida» che contiene i consiglieri regionali Antonio Amato (ex fedelissimo di Bassolino) e gli ex margheritini Pasquale Sommese e Bruno Cesario. Nel bilancio di Nicolais decisivo anche l'appoggio del giovane presidente del Consiglio comunale, Leonardo Impegno.
Nicolais, al di là dell'abbraccio (ad uso fotografico) con Cozzolino si avvia a gestire una segreteria che dovrà avviare in profondità una fase di discontinuità verso l'esperienza e l'egemeonia bassoliniana nel partito. Accanto a lui potrebbero prendere posto i «giovani leoni» del partito da Impegno, a Francesco Dinacci a Roberto De Masi. Nella sua prima dichiarazione, Nicolais si mostra, come è suo stile, felpato: «Si tratta di condurre nel partito una grande battaglia di cultura politica». Ma c'è da essere sicuri che le novità saranno molte.

Patti formativi locali: 57 milioni di euro dalla Regione Campania

Tra i progetti che interessano l'alto casertano "Terra di Lavoro", "Ruralia" e la "Filiera bufalina"
Via libera della Giunta regionale della Campania alla delibera per il finanziamento di 25 Patti formativi locali. Complessivamente vengono messi a disposizione 57 milioni di euro da destinare, attraverso bandi, al finanziamento di progetti per l'aggiornamento professionale, per il sostegno alla nascita delle imprese e del lavoro autonomo, per l'integrazione dei lavoratori extracomunitari e per il potenziamento della formazione universitaria, in particolare nei settori ad alta innovazione e specializzazione.Saranno beneficiari degli interventi scuole, imprese, enti bilaterali, organismi formativi e di ricerca, servizi per l'impiego, enti pubblici e privati, università, centri di ricerca e di trasferimento tecnologico ed, infine, soggetti destinatari di voucher, borse e buoni individuali. “Oggi facciamo un investimento per rilanciare la crescita e lo sviluppo puntando sulle competenze e sul capitale umano, in particolare sui giovani” dice l'assessore regionale alle Attività Produttive, Andrea Cozzolino che aggiunge: “per reggere il confronto con mercati ed economie sempre più veloci e dinamiche, la Campania e il Mezzogiorno debbono spingere sulla qualità e l'innovazione dei loro sistemi territoriali. L’alleanza tra scuola, università, pubblica amministrazione, sistema creditizio e imprese è fondamentale per vincere questa sfida”.“In linea con i principali indirizzi partecipativi applicati in Europa - sottolinea l'assessore al Lavoro Corrado Gabriele - i Patti si sono trasformati in Campania in un innovativo banco di prova, un luogo di confronto costante che ha mostrato la capacità di intrecciare formazione, lavoro ed iniziative per lo sviluppo economico. La formazione finalizzata all’occupabilità in settori trainanti della nostra economia prova l'efficienza di buone pratiche ad ampio respiro come i Patti, unica esperienza in Italia che coinvolge istituzioni, realtà locali e tessuto imprenditoriale con finanziamento pubblico e cofinanziamento dal settore imprenditoriale”.Secondo l’assessore le oltre 4mila occasioni formative, per altrettanti inserimenti lavorativi possono diventare un meccanismo virtuoso “per segnare una positiva inversione di tendenza nel difficile panorama occupazionale della Campania”. In particolare, saranno finanziati i seguenti Patti formativi locali: Percorsi della Tradizione e dell'Arte Bianca e della Pianificazione in Campania, Filiera del Turismo in Cilento, Filiera Agroalimentare, Filiera turistica della provincia di Salerno, Filiera bufalina, Whow walcoming, hospitality e wellness nella filiera del turismo in Campania, Area Nolana, Società dell'informazione e della conoscenza nella Provincia di Napoli – ICT.Ed ancora: Termares - Costa del Vesuvio, Polo Orafo, Tras.Formazione, Distribuzione.Form, Terra di Lavoro, Sistema Moda, Ruralia', 'Logistica e Trasporti, Occupazione Aree Sviluppo Industriale della provincia di Napoli, Patto Acerra-Arzano-Pomigliano d'Arco, C.u.o.r.e. Comune di Benevento, Patto Valle del Sarno, Industriando, Patto Amalfitano Sorrentino, Filiera Aerospaziale della Campania, Produzione, logistica, trasporti e distribuzione e Sviluppo del territorio Provincia di Benevento.
(Nella foto Marco Fusco presidente del Consiglio della Comunità Montana Matese)
campaniareport

Caiazzo, il costo di una seduta di Consiglio Comunale è a costo zero.

Sia la Maggioranza che la Minoranza hanno manifestato l’intenzione di non ritirare il gettone di presenza.
Si fa un gran parlare dei costi dei politica, soprattutto a livello nazionale, però anche a livello locale molti si chiedono quanto costa “sic simpliciter” mantenere l’Amministrazione Comunale di Caiazzo? Un po’ ci ha aiutato l’assessore Antonio Di Sorbo (nella foto) da un decennio in Amministrazione Comunale, prima in minoranza ed oggi in maggioranza appunto, il quale però da otto anni ha messo nero su bianco che non vuole il gettone di presenza alle sedute di Consiglio Comunale. Il classico gettone di presenza consta in circa 14- 15 euro lorde per ogni Consigliere che partecipa. La minoranza consiliare nella prima seduta annunciò che rinunciava a percepire quei soldi, mentre l’Amministrazione Comunale uscente, ossia quella che ha governato Caiazzo dal 2003 al 2008 non ha mai ritirato il gettone per i propri consiglieri comunali presenti in Aula e così sembra che andrà anche per quella che si è insediata da appena due mesi, rinnovata per sei undicesimi. Per cui, a meno di false promesse, ma non è affatto in quella direzione che andavano gli intenti di tutti e sedici gli Amministratori Comunali, le sedute, politicamente sono a costo zero. Anche lo stesso Presidente del Consiglio Antonino Puorto, appena insediatosi annunciò che rinunciava alla sua indennità dovuta per la carica rivestita. Il discorso invece per gli assessori cambia un pochino, anche se come nel caso precedente i soldi sono diminuiti sensibilmente. Lo stesso Di Sorbo per esempio percepisce un indennità di 100 euro lorde che detratte della ritenuta d’acconto arrivano a 80 euro mensili. Però c’è anche un altro aspetto che non va sottaciuto, ed anzi è doveroso evidenziare. Proprio Di Sorbo per motivi istituzionali si è recato Deo gratias più volte a Napoli e a Caserta, per cui se non fosse che percepisce il suo stipendio da professionista, non si può certo affermare che ci campa con i soldi che il Comune gli riconosce. Tutto questo discorso nasce poiché molti cittadini ci chiedono e si chiedono quanto effettivamente costa la politica a Caiazzo? Le sedute consiliari sono a costo zero, e in ogni caso ci sono sedute che sono tappe obbligatorie, come quella del bilancio di previsione, oppure quella dell’approvazione dello stesso bilancio, per cui rimandare la seduta consiliare di tre giorni, ovvero dal 30 Giugno al 3 Luglio, per gli stessi caiatini non è cambiato alcunché. Infine, ma non meno importante, le indennità per un assessore si sono assottigliate di un terzo. Quindi chi non ha redditi andrà a percepire circa 200 euro lordi ogni mese, chi invece ha redditi come Di Sorbo 100 lordi ogni mese.

Ruviano, finimondo al congresso per l’elezione del direttivo Pd

Parla Pasquale Petrazzuoli ex assessore di Ruviano: “Una vergogna, quello che abbiamo assistito!”
Intanto è saltato tutto. Adesso bisogna attendere le decisioni da Caserta

Anche a Ruviano, come in altri centri di Terra di Lavoro è saltato il banco. Nessun eletto per il direttivo cittadino e soprattutto scaramucce tra contendenti, tant’è che racconta qualche simpatizzante Pd che due o tre soggetti stavano arrivando anche alle mani! Ma cosa è successo di concreto? Al momento per ciò che è dato capire, risulterebbero influenti le ingerenze di soggetti esterni al Partito Democratico, ovvero catapultati dal cielo e all’ultimo momento, cioè gente che il 14 Ottobre scorso, periodo delle primarie, apparteneva addirittura ad altri movimenti! Chi, più di tutti è infervorato è l’ex assessore Pasqualino Petrazzuoli (nella foto), il quale però precisa che: “Personalmente non avevo incarichi a pretendere e non ero in lizza per alcun posto nel direttivo, anzi, sono è resto un semplice simpatizzante del Pd. Però quello che è avvenuto ieri a Ruviano è davvero vergognoso e credo che alla fine, molti come me diverranno ex simpatizzanti se a Caserta non pongono un freno a persone che nulla hanno a che fare con il Pd!” Petrazzuoli è stato assessore nella Giunta che ha preceduto quella insediatasi due anni orsono guidata dall’attuale sindaco Roberto Cusano, dato anch’egli in pectore per un passaggio nelle fila del movimento di Walter Veltroni, corrente di Nicola Caputo, per cui parla proprio per “partito preso” atteso che da sempre è stato vicino alle posizioni di Vincenzo Fasulo, Marcella Fazzone e Mario Petrazzuoli (assessore in carica) che hanno dato vita alle primarie del 14 Ottobre ed intorno a loro si stava costruendo la spina dorsale del Pd di Ruviano. “Purtroppo però – aggiunge Pasqualino Petrazzuoli - soggetti che il 14 Ottobre nel partito nemmeno erano menzionati, poiché appartenenti ad altri movimenti, oggi solo per il fatto che si sono iscritti da qualche settimana, hanno ritenuto opportuno venire a rompere gli equilibri qui a Ruviano!” Petrazzuoli chiude la sua disamina rincarando la dose: “ E’ inutile lavorare anche sei sette mesi per costruire qualcosa intorno a quelle tre figure individuate in Fasulo, Fazzone e Petrazzuoli Mario, se poi dall’alto vengono perpetrate azioni di disturbo e soprattutto che sfasciano il lavoro di tanti simpatizzanti. Oggi (ieri per chi legge, ndr) tanti giovani che guardavano con attenzione e volevano partecipare attivamente alla costituzione del Pd, sono andati via letteralmente ‘ disgustati ’ da manovre oscure e poche lineari che si sono protratte anche con lunghe telefonate nella notte tra sabato e domenica scorsa. Sembrava quasi di assistere ad elezioni amministrative. In settimana produrremo dei manifesti murali e, indicheremo con tanto di nome e cognome, gli autori di cotanto modo di fare!”

Caiazzo. In occasione della Fiera perché non riaprire le Kere?

Caiazzo in occasione della prossima Fiera della Maddalena, molte persone vorrebbero visitare il Museo delle Kere, che pare abbia dimesso la sua attività.
Dopo qualche anno si ritorna a parlare dell’unico Museo esistente nell’antica città di Caiazzo, ovvero il “Museo etnografico “Kere” che è stato inaugurato nel luglio del 1997 su impulso dell’attuale direttore o gestore che dir si voglia prof. Augusto Russo. Da tempo infatti, l’attività di quelle che è stata per molti anni anche una istituzione in città viaggia a rilento, nel senso che della sua esistenza, anche nei paesi viciniori se ne è persa la conoscenza. Sul sito del Comune viene spiegato che l' idea di dar vita al Museo delle Kere prende le mosse dal 1990, con l'attuazione dell'art. 23 della legge regionale della Campania n.67/88 sull'occupazione giovanile, allorquando il prof. Russo coordinò un gruppo di giovani per una ricerca, durata 12 mesi, intorno alla civiltà e alla cultura contadina, passando attraverso la fondazione,dell'Associazione "Kere", gruppo di volontariato, con la finalità di istituire e gestire in Caiazzo un Museo Etnografico zonale - considerata l'omogeneità geografica, morfologica, litologica ed economica del Caiatino - della cultura e delle tradizioni contadine e popolari. Appena aprì i battenti i risultati furono più che mai soddisfacenti, registrando in tre anni oltre diecimila visitatori Molto è il materiale raccolto e/o censito come: aratri in legno e in ferro, vomeri, gioghi, erpici in legno e in ferro, falci, correggiati, rastrelli in legno e in ferro, seghe, misure per grano e per olio, torchi, contenitori per grano, per vino, per olio, madie, carri, falciatrici, calesse, ceste, utensileria per falegname, calzolaio, fabbro, ecc., mobili, indumenti, oggetti di vario genere e per usi vari. Circa 200 schedature per tipologia, circa 1000 fotografie, circa 1000 questionari compilati. Sono state, inoltre raccolte notizie sui seguenti argomenti: abitudini, attrezzature agricole, battesimo, canti popolari, cicli produttivi e fasi di lavorazione, erbe officinali per la cura di animali e uomini, feste, filastrocche, formule magiche, frantoi, giorni favorevoli e giorni sfavorevoli, malattie, matrimonio, mestieri, morte, mulini, pratiche cerimoniali, presagi, proverbi, racconti popolari, rapporti di lavoro, riti propiziatori, scongiuri, sogni, strumenti musicali, tempo libero, usanze. Insomma miglior biglietto da visita per la prossima fiera agricola della “Maddalena” non può essere che il Museo delle Kere aperto in forma permanente

domenica 29 giugno 2008

Casal di Principe. Le case della Camorra. Una ad una le abitazioni dei capi clan di Casale

Clikka su ognuna delle immagini per ingrandire le foto scattate dal SIG Osservatorio sulla camorra, con tanto di scorta della polizia di stato.

Abitazione di Antonio Iovine

Abitazione di Francesco Bidognetti "Cicciotto e Mezanot' "
Abitazione Famiglia Iovine


Abitazione Pentito Carmine Schiavone

Abitazione Pentito Carmine Schiavone. Portone crivellato di colpi


Abitazione di Sandokan


Abitazione Walter Schiavone. La famosa Villa uguale a quella del film Scarface

Abitazione Michele Zagaria

GUARDA IL VIDEO DELLA VILLA DI SCARFACE CLIKKA QUI

Piedimonte Matese. Pdl contro Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano

Ha davvero dell'incredibile quanto accade ai nostri agricoltori; da quest'anno, infatti, il Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano ha deciso di sospendere l'erogazione del servizio la domenica. Ciò accade per la prima volta in quanto in passato l'alimentazione delle reti, nel periodo estivo, era stata sempre garantita 24 ore su 24. Una simile decisione contrasta con le più elementari regole di una buona gestione del servizio e non vale certo a giustificarla la impossibilità di reperire fondi ( almeno questa sembrerebbe essere la motivazione ufficiale); di recente sono stati investiti milioni di euro per garantire una rete moderna, efficiente capace di soddisfare al meglio le esigenze irrigative del comprensorio: tutto ciò, però, serve a poco se poi l'impianto non viene alimentato ed i campi restano all'asciutto per circa 40 ore, poiché dopo l'interruzione della domenica e prima che il sistema torni a regime occorrono altre ore e quindi salta buona parte del lunedì. Ancora una volta viene a luce la gestione del Consorzio, che da anni è retto da un commissario di nomina regionale, sollecita nei momenti elettorali, inutilmente restrittiva verso gli agricoltori che, ricordiamo, pagano un canone per ricevere questo servizio! Nella giornata di ieri il Senatore Sarro (nella foto) investito della questione da una delegazione di agricoltori, si è rivolto al Prefetto chiedendo un intervento istituzionale che, di intesa con l'amministrazione regionale consenta di superare l'attuale situazione, ricercando una soluzione che sottragga gli agricoltori dalla causalità degli eventi meteorologici."

Da oggi esercito e forze dell'ordine al termovalorizzatore di Acerra

Militari e agenti addetti alla sorveglianza armata del cantiere. L'impianto costruito al 90%. Bertolaso: "Pronto entro fine anno!" Dal Nord Formigoni e Moratti disponibili a smaltire parte dei rifiuti campani. No dall'Umbria: "Abbiamo già dato". Veltroni attacca il governo: "Fate propaganda".
Esercito e forze dell'ordine sono entrati, questa mattina, nel termovalorizzatore di Acerra, su disposizione del sottosegretario incaricato di gestire l'emergenza rifiuti, Guido Bertolaso. Lo scopo è quello di presidiare il cantiere, al momento fermo (l'impianto non è completato).
A prestare servizio circa sessanta militari, supportati da polizia e carabinieri: da oggi sorvegliano l'area con le armi, come previsto dal decreto legge che autorizza la presenza di militari nei luoghi cruciali per la raccolta o lo smaltimento dell'immondizia, e quindi definiti siti "di interesse strategico nazionale". Obiettivo dell'operazione è "garantire l'integrità delle opere già realizzate". I lavori del termovalorizzatore sono stati completati per circa il 90%, mentre sono in corso di verifica tutte le possibili ipotesi mirate alla riapertura e alla conclusione dei lavori. Ieri Bertolaso ha detto che l'impianto sarà pronto entro la fine dell'anno. Sempre ieri, grazie al sostegno della Lega, c'è stata l'apertura delle regioni settentrionali ad accogliere i rifiuti campani. La disponibilità, finora, è venuta dal governatore della Lombardia, Roberto Formigoni; e anche il sindaco di Milano, Letizia Moratti, oggi ha dato il suo assenso: "Una risposta positiva era necessaria di fronte ad una emergenza nazionale", ha detto. Passando dal Nord al Centro, c'è da registrare il "no" dell'Umbria: "Abbiamo già dato - ha dichiarato l'assessore regionale all'Ambiente, Lamberto Bottini - qualche anno fa abbiamo già ricevuto quantità di immondizia da quella regione, e su quella vicenda non solo è ancora aperta una questione giudiziaria, ma non abbiamo ancora ricevuto la somma pattuita".
E sulla decisione della Lega di "sponsorizzare" lo smaltimento dei rifiuti campani nelle regioni del Nord è intervenuto anche il segretario del Pd, Walter Veltroni: "Quei rifiuti non sono rifiuti, sono uno strumento di propaganda quando governano gli altri, sono un problema quando governi tu. La mia domanda è una sola: perchè l'appello viene fatto oggi? Perché non nei mesi passati?. Se fosse giunto prima, avrebbe permesso di limitare o evitare la crisi".

Caiazzo, eletto il direttivo del Parto Democratico. Tutto all’unanimità e in un clima sereno.

Il nuovo segretario è Raffaele Ciaramella ex della Margherita.
In un clima assolutamente sereno e scevro da ogni dualismo si è votato ieri per eleggere il nuovo direttivo del Partito Democratico di Caiazzo. La votazione si è svolta presso il centro Culturale “De Simone” ed ha visto, nonostante il clima estivo, intervenire oltre cento elettori, per la precisione 114. Il direttivo eletto è così composto: Di Cerbo Emilia, Cusano Domenico, D’Agostino Antonio, Marcuccio Piera, Campagnano Maria, Friello Ennio, Musco Marinella,, Grasso Mario, Pannone Sara, Franco Nicola, Mastroianni Filomena, Mazzarella Stefano, Pendolino Anna, Ponsillo Luigi e Puorto Giuseppe. Ovviamente a guidare la lista così composta era il segretario uscente del Circolo della Margherita Raffaele Ciaramella (nella foto), eletto all’unanimità nuovo segretario del costituendo Partito Democratico. C’è da sottolineare che a Caiazzo è stata presentata in maniera armoniosa un’unica lista, per cui anche gli stessi elettori sono stati tratti da un eventuale impaccio, a dimostrazione che gli intenti tra ex Ds ed ex Margheritini confluiscono in un’unica direzione, riportare dalla base, il più grande Partito italiano in auge. E proprio da Caiazzo saranno indicati anche tre nominativi per il Congresso Provinciale, durante il quale indicheranno in funzione di delegati il nuovo segretario provinciale. Il primo è ovviamente quello di Dario Puorto, dirigente provinciale del Pd, mentre in settimana, massimo Martedì saranno indicati gli altri due nomi che andranno a Caserta ad eleggere il nuovo segretario provinciale del Partito. Infine, ma non meno importante, questo è il nuovo direttivo del Partito a Caiazzo. Segretario cittadino Raffaele Ciaramella; Vicesegretario cittadino: Marinella Musco; Delegato alle politiche giovanili sul territorio il giovane Andrea Costantino. Entro due settimane, lo stesso Ciaramella indirà il congresso cittadino e in quella sede saranno distribuite le ulteriori deleghe per gli altri componenti del direttivo. L’impegno prioritario al momento è la nomina a Caserta del nuovo direttivo, per cui anche nella sede caiatina è aperta una discussione più che mai democratica e soprattutto convergente.

Caiazzo, la fornitura elettrica di nuovo in tilt. La gente è davvero stufa. Venerdì sera la città intera rimasta senza luce.

E nel contempo gli sbalzi si susseguono ancora di più! Anche l’acqua è mancata Mercoledì. Cittadini stremati dallo stillicidio.
E’ davvero un’odissea ottenere a Caiazzo una fornitura di energia elettrica impeccabile? Sembra proprio di si a giudicare non solo dai continui e micro –sbalzi che causano danni per migliaia di euro, ma anche le continue interruzioni che lasciano a braccia conserte anche la categorie di commercianti caiatini. Venerdì sera, dopo che per un intero pomeriggio si continuavano a registrare minuscoli sbalzi, ovvero che improvvisamente la luce andava via e subito tornava a beneficio di tanti computer e condizionatori d’aria, la fornitura è stata interrotta in tutta la città per un’abbondante mezz’oretta. Tutto ciò si verificava all’ora di cena e quindi i disagi per molti cittadini erano davvero indicibili. Ma non è la prima volta durante quest’ultima settimana che la fornitura di energia elettrica fa le bizze a Caiazzo. Infatti anche Mercoledì alcuni quartieri sono rimasti senza luce, mentre, parlando anche della fornitura dell’acqua, nella stessa giornata, unitamente al servizio elettrico è venuta anch’essa meno. Insomma disservizi che viaggiano a braccetto, soprattutto per quanto attiene la fornitura d’acqua in estate, mentre per il servizio di fornitura elettrica non c’è problema, perché è tutto l’anno che si registrano molti guasti e soprattutto danni per molti euro. Un bar ubicato in pieno centro, la scorsa settimana a causa di uno sbalzo ha avuto la granitiera e la macchina del caffè letteralmente folgorata, mentre in altre abitazioni sono saltati molti climatizzatori, proprio per l’andirivieni della luce. Eppure la Società fornitrice qualche anno fa, inaugurò presso il Comune di Caiazzo uno sportello quiEnel. “Vuoi vedere”, ha affermato qualche cittadino, “che si sono dimenticati di aggiungere al cartello ‘ quiEnel’ un altro con su scritto “non c’è” e veniva fuori appunto l’indicazione quiEnel...non c’è! Insomma molti tendono a sdrammatizzare, per una sorta di assuefazione al problema, altri invece non riescono proprio a farne a meno di protestare. Soprattutto chi, ad esempio, abbisogna di energia elettrica per sostenere bombole di ossigeno e/o macchinari salva vita o anche chi lavora proprio con personal computer e altri macchinari che funzionano elettricamente

Ponza: giovane si butta dal motoscafo e viene ucciso dall'elica del mezzo

Gianmarco Lauro, 25 anni di Napoli, era sul natante, ma si era tuffato per raggiungere un gommone di amici
Incidente mortale in mare a Ponza. Un 25enne, Gianmarco Lauro, appartenente alla nota famiglia napoletana, è morto tranciato dall'elica di un motoscafo nelle acque antistanti la spiaggia del «Frontone» a Ponza. Secondo una ricostruzione dell'incidente fatta dalla Capitaneria di porto dell'isola dell'arcipelago pontino, il giovane era a bordo di un motoscafo in compagnia di alcuni amici quando si è tuffato per raggiungere un altro gruppo a bordo di un gommone. È quindi stato travolto, mentre nuotava, dal mezzo da cui si era tuffato e non da un gommone come si era appreso in un primo momento. Il corpo è stato recuperato da un sub esperto, Mario Pesce, titolare di un noto ristorante dell'isola. L'incidente è avvenuto davanti alla spiaggia del Frontone, una delle più ricercate dalle comitive di giovani e che ha un chiosco-bar e una discoteca tra i più frequentati dell'isola. La spiaggia, tutta ciottoli, si trova poco prima dell'ingresso del porto e si raggiunge prevalentemente a bordo di imbarcazioni.
L'INCHIESTA - Gianmarco Lauro era il pronipote del noto armatore Achille Lauro. Il conduttore del motoscafo, Arturo Dotoli, figlio di un noto costruttore campano, è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo; è un atto dovuto. Gianmarco Lauro era figlio di Achille Lauro e Filomena Improta; il padre ha appreso la notizia mentre era a Ischia, la mamma in Sardegna. Ora sono diretti sull'isola pontina. Le esequie saranno fissate subito dopo l'esame autoptico, che sarà eseguito domani.

sabato 28 giugno 2008

Caiazzo, parte da qui il blocco al Disegno di Legge Valiante. Fabio Sgueglia ottiene dai consiglieri regionali Udeur di abbandonare la discussione

Anche Forza Italia fuori dall’aula!
L’aveva detto e lo ha messo in atto. Fabio Sgueglia assessore alla Comunità Montana “Monte Maggiore” di Formicola ha fatto saltare il banco a Napoli, per ciò che attiene la discussione del famoso disegno di legge sulle Comunità Montane, approntato dal consigliere regionale Valiante e avallato dalla Giunta presieduta da Antonio Bassolino. Venerdì si stava discutendo già ad oltranza, quando ad un certo punto da Roma, ove si teneva il Consiglio Nazionale dell’Udeur, sono arrivati gli ordini di scuderia per il partito caro a Clemente Mastella. Non si salva Piana di Monte Verna? Abbandonare l’aula! E così è stato. Tutto ciò, ovviamente, era per far restare nell’ambito della Comunità almeno il paese del presidente attuale, ovvero Raffaele De Marco sulla cui figura sono risultati convergenti non solo l’intero PdL, ma anche lo stesso Udeur di cui Sgueglia è dirigente regionale. E lo stesso Sgueglia, è andato a parlarne direttamente con Mastella, dopo che il 30 maggio scorso si erano incontrati a Formicola Riccardo Ventre, Raffaele De Marco e la first lady del Consiglio Regionale, Sandra Lonardo Mastella. In quella sede si paventò addirittura una sorte di accordo politico in vista delle prossime elezioni provinciali e regionali, per cui non si è trattato di fantascienza, atteso che venerdì dall’aula consiliare della Regione sono usciti i partiti di minoranza, PdL e Nuovo Psi ed anche il partito più rappresentativo dopo il Pd, ovvero proprio l’Udeur. In merito al disegno di legge Valiante, parla proprio Fabio Sgueglia che afferma: “Avevamo già contestato tale assurda decisione. Però ora è assolutamente indispensabile amplificare le nostre rimostranze, coinvolgendo nella protesta tutti gli altri paesi interessati. In effetti, sarebbero ingenti i danni correlati all'eventuale esclusione di non solo di Piana di Monte Verna, ma anche Caiazzo e altri Comuni viciniori dall’ Ente montano del Monte Maggiore. Un esempio? L'impossibilità di ottenere la concreta erogazione di finanziamenti per importanti opere e servizi insieme ad altri comuni che, invece, sono stati ”confermati” nella Comunità montana dal disegno di legge regionale. In realtà si sta procedendo in modo estremamente caotico, per cui alcuni paesi sono contemporaneamente presenti in vari enti ed invece altri sono estromessi inspiegabilmente”. Insomma il primo round l’ha vinto Fabio Sgueglia, il quale però è atteso ora da Renato Brunetta che le Comunità Montane le vuole azzerare proprio tutte.

Caso Saccà, Di Pietro attacca Berlusconi: «L'impegno del premier? Piazzare veline»

«Le intercettazioni che vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro da magnaccia»
Antonio Di Pietro torna sulla questione intercettazioni attaccando duramente il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Le intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo» ha detto il leader dell'Italia dei Valori nel corso della conferenza programmatica del partito, a Campobasso.
«UN PADRETERNO» - «Berlusconi sta utilizzando tutto questo tempo in parlamento per farsi le leggi che servono a lui, soprattutto una legge che gli permette di non essere più processato, fosse manco il Padreterno» ha aggiunto Di Pietro, parlando del «lodo Schifani» sull'immunità alle alte cariche dello Stato. «Noi dell'Idv - ha confermato l'ex ministro - faremo un referendum per permettere ai cittadini di abrogare questa legge in modo che anche lui sia uguale agli altri».
«DEVO TREBBIARE» - L'ex pm ha scherzato arrivando a Campobasso dove i giornalisti lo attendevano per una conferenza stampa: «Dobbiamo fare subito - ha detto Di Pietro - perché dalle 6 di questa mattina sto trebbiando e devo continuare». Il leader dell'Idv ha scherzato sulla questione: «È questa la vera notizia del giorno». In effetti poco prima dell'arrivo di Di Pietro a Campobasso esponenti dell'Italia dei Valori di Montenero di Bisaccia hanno riferito di averlo visto sabato mattina presto mentre era al lavoro nel suo campo a Montenero.
BONAIUTI -  «Il linguaggio rozzo e volgare di Di Pietro è al di fuori della politica, riguarda soltanto l'osteria». Lo afferma in una nota il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. «Ma come può - si chiede Bonaiuti - un partito democratico che si definisce la nuova sinistra accettare e seguire questa degenerazione?».
BONDI - Le parole di Di Pietro contro il premier scatenano anche le ire del ministro dei Beni culturali. «Il fatto più paradossale ma al tempo stesso illuminante dei nodi irrisolti, culturali prima ancora che politici, della vita politica italiana è rappresentato da un movimento autenticamente reazionario come quello di Antonio Di Pietro (che oggi si esibisce perfino con la trebbiatura del grano, probabilmente con il petto virilmente scoperto), ma capace di rappresentare le pulsioni più profonde della sinistra italiana, fino a indicarne la rotta e di dettarne le scelte politiche più importanti» ha detto Sandro Bondi.
ROTONDI - «L'onorevole Di Pietro confonde le prostitute con le veline e, di conseguenza, i magnaccia con gli agenti artistici. Fin qui, dunque, il suo insulto non è tanto al premier quanto alle veline che fanno un mestiere rispettabile e pulito. In generale il dibattito politico anche in questi casi un po' estremi farebbe bene a rinunziare a cadute maschiliste a quanto pare diffuse a destra e a sinistra. Oramai qualcosa di sinistra viene detta solo dal segretario della Democrazia Cristiana» ha dichiarato il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi.
NAPOLI - Più duro il commento del vicepresidente dei deputati del Pdl Osvaldo Napoli: «L'onorevole, si fa per dire, Antonio Di Pietro è un noto frequentatore di garconierre, per di più a scrocco. Nessuno ha mai pensato di farne elemento di polemica politica. L'Italia reale, per fortuna, è migliore di Antonio Di Pietro».
CALDEROLI - «Di Pietro non fa altro che acchiappare i voti in libera uscita dal Partito democratico, usando gli strumenti che gli sono propri. Il problema non è quello che dice Di Pietro, il vero problema è Veltroni e la sua gestione del Pd, che sta trasformando anche di Pietro in un leader». Lo afferma, in una nota, il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli.
VELTRONI - Ma gli attacchi all'esecutivo arrivano da più parti. Da Roma, dove Walter Veltroni partecipa all'assemblea degli Ecodem (gli ambientalisti del Pd). «Il governo fa solo cose spot - attacca il leader del Partito Democratico -. Un esempio? Il ponte sullo stretto. Conta solo il simbolo. Il ponte sullo stretto di Messina è soltanto un simbolo. È uno spot che copre il fatto che in Sicilia ci siano pessimi collegamenti ferroviari. Per il governo conta il simbolo e questo è un atteggiamento tipico di quelle democrazie deboli che dovevano raccontare cose che non corrispondevano alla realtà».
Ecco alcune intercettazioni del Ministro Urbani. Per cose minori hanno arrestato Sandra Mastella!«Aiuta Ida o saranno guai» «I capi? Due mezze calzette»
Ecco alcune delle intercettazioni messe online sul sito dell'«Espresso». L'ex ministro della Cultura Giuliano Urbani chiama l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà e gli chiede un aiuto per dei progetti che coinvolgono la sua compagna Ida Di Benedetto, ex attrice e ora produttrice (17 giugno 2007). U= URBANI; S= SACCA'; M: MORATTI (SINDACO DI MILANO); L= LEONE (VICEDIRETTORE RAI)
U: «Ti lanciavo un Sos per Ida, lei è in una situazione delicatissima per via della Sicilia, però ha tre spade di Damocle sulla testa, l'importante è che non diventino negative. Come sai, lei non ha mai avuto il contratto. Il regista è in Senegal...».
S: «Sì, sì, lo so».
U: «Le altre due cose sono la Venturi (un'autrice per la Di Benedetto, ndr) e quel contratto di attivazione di "Angelica" (una miniserie della Di Benedetto, ndr) ».
S: «Eh, "Angelica" ancora è un po' in alto mare».
U: «Ahi ahi ah... Perché anche lì stanno lavorando, ecco, è un po' un problema».
S: «È in alto mare perché c'è...».
U: «È successo un guaio?»
S: «No no no, assolutamente, è questa condizione aziendale di Cappon ingessato che ingessa tutto quanto, non c'è duttilità nei piani (...), lui è angosciato dai conti, angosciato è dire poco, è terrorizzato. D'accordo, è una situazione che ti può preoccupare, ma non terrorizzare...».
U: «Vedi tu se riesci comunque a sbloccare l'attivazione perché... non dico niente per telefono».
S: «Ne parliamo quando ci vediamo ».
U: «Più che parlarne, ci pensi però, eh? Purtroppo questa è una cosa che se non facciamo sono guai grossi...».«Quel provino lo facciamo»
Il sindaco di Milano Letizia Moratti chiama Agostino Saccà per chiedergli di un provino. Non si dice il nome della persona in questione, ma si suppone che si tratti dell'attrice Eliana Miglio, moglie di Paolo Glisenti, braccio destro del sindaco (19 giugno 2007).
S: «Ti volevo dire che quel provino poi lo stiamo facendo, e di stare tranquilla che stiamo facendo tutto il possibile, perché ti avevo sentito un po'...».
M: «Eh sì, perché...».
S: «Io ce la metto tutta, non è facile ma ce la metto tutta».
M: «Ti ringrazio, perché per me sarebbe davvero un grande aiuto a una situazione che... che...».
S: «Lo so, lo so, non è facile ma io ce la metto tutta. Poi ti volevo chiedere se con calma riuscivo a venire a parlarti. Perché io sto riflettendo anche con degli interlocutori importanti — Banca Intesa, Passera, Montezemolo — sulla possibilità di fare qualcosa di serio, di importante. Te ne volevo parlare, chiedere un consiglio... riguarda proprio me personalmente, come promotore, perché non è che devo restare per sempre in Rai».«Io o lui, lo dico a Berlusconi»
Il vicedirettore generale della Rai Giancarlo Leone chiama Saccà. Devono parlare con Del Noce per discutere della serie «Medicina generale». Saccà si dimostra infastidito dal momento che il serial va benissimo e non dovrebbe perciò essere messo in discussione (27 giugno 2007).
L: «Entro qualche giorno, credo lunedì, ci vediamo con Del Noce per fare il punto sulle attivazioni che ancora sono ferme. In particolare "Medicina generale"».
S: «E perché "Medicina generale"? È un successo... la considero una piccola provocazione... cioè su questo faccio...dopodiché me ne vado, metto una bomba sotto il palazzo (...) no no, o io o lui, mi sono rotto veramente i coglioni, o io o lui, lo porrò all'azienda, lo porrò a Berlusconi, lo porrò a tutti (...) io capisco su una cosa che non funziona, che non va, ma "Medicina generale" la considero un fiore all'occhiello (...)».
L: «Senti, l'altra cosa invece che ti volevo dire era che sono venuti da me il produttore, mi pare Saraceni, e la Maria Scicolone, che è la sorella di Sofia Loren... hanno il progetto di una fiction, che è la storia della famiglia Loren. Indipendentemente dal fatto che interessi o non interessi, poiché è Rutelli che li ha mandati, io ti avevo detto se comunque, per dare un segnale quantomeno di attenzione... ».
S: «Sì, davamo un'interlocuzione, vabbene, vabbene».«Con la Rai esplode tutto»
Agostino Saccà chiama Giuliano Urbani e gli racconta della sua conversazione con Silvio Berlusconi (28 giugno 2007).
S: «Io gli ho fatto pure quell'accenno, e mi è venuto bene, perché lui mi ha domandato: "Come si fa a ritirare su l'azienda?". "Bisogna cambiare direttore generale", gli ho detto io. "Proprio non funzionano quei due?", m'ha detto. "No", gli ho fatto io. "Ma è vero che litigano anche tra di loro?", mi ha chiesto. "Sì, non vanno più nemmeno d'accordo", ho risposto, "ma anche se andassero d'accordo in Rai dicono che due mezze calzette non fanno un paio di calzini". E lui ha fatto una risata... (...) Ha percepito la pericolosità della debolezza della Rai: se la Rai diventa troppo debole è tutto il sistema ad essere in pericolo ».
U: «L'equilibrio, l'equilibrio».
S: «Esplode tutto il sistema: questo lui l'ha capito con sufficiente preoccupazione. Non si deve far degradare la situazione. Mi ha chiesto: "Qual è la situazione del conto economico?". Io gliel'ho spiegata: rischiamo di perdere la metà del capitale e di indebitarci. Inizia una spirale dalla quale si rischia di non uscire, e a qual punto ci può essere chi dice: "Bene, bene, vendiamo una rete". E se si vende una rete della Rai è chiaro che esplode il sistema, cambia il sistema, non è che resta Mediaset così com'è ».
U: «Non potrebbe».
S: «Cambia tutto, entrano in campo altri competitor. Certo, il cambiamento ci sarà comunque, ma una cosa è governarlo, e un'altra è se ti pigliano di sorpresa».

Alvignano. Udienza rinviata sul caso "Provinciagate" a Ottobre si decide tutto.

Per le presunte tangenti, la sorte di Bove e Romano, più quella di altri coimputati, sarà decisa dal Gup Pepe
Slitta a ottobre l’udienza preliminare, davanti al gup Antonio Pepe, sulle presunte tangenti al palazzo della Provncia di Caserta. Tra quattro mesi, dovranno comparire di nuovo davanti al giudice – accusati a vario titolo di falso, concussione, corruzione e turbativa d’asta – l’ex Dg della provincia Anthony Acconcia e altri amministratori e imprenditori: Mario e Domenico Bove, Antonio Simeone, Giacomo Caterino, Mario Coppola, Sergio Romano, Pasquale Di Lillo, Pasquale Palmieri, Renzo Ambroselli, Francesco Mastroianni, Roberto Civitillo, Antonio Di Leone, Giovanni Maiorisi. L’inchiesta, come si ricorderà, provocò un vero e proprio tsunami giudiziario sull’ente di corso Trieste. L’accusa: presunte gare truccate in cambio di danaro per l'assegnazione di opere pubbliche. Sei le persone arrestate (e due gli indagati) accusate a vario titolo di associazione a delinquere, turbativa d'asta, corruzione, tentata concussione, falsità ideologica. Un’inchiesta, dieci sottofascicoli che corrispondono ad altrettanti stralci e processi. Un’indagine unica, nata per caso nel maggio del 2005 e diventata lo scandalo che ha toccato la Provincia, travolto il direttore generale e un paio di assessori, lambito lo stesso presidente dell’ente di corso Trieste. Del quale due giorni fa il pm Alessandro Cimmino ha chiesto formalmente al gip Antonio Pepe di utilizzare alcune telefonate, conversazioni tra Sandro De Franciscis ed Anthony Acconcia, che risalgono all’epoca in cui era parlamentare dell’Udeur: cioè, fino alla primavera del 2006. Sono cinque, tutte concentrate tra la fine di dicembre del 2005 e gli inizi di gennaio del 2006; l’argomento principale è la nomina del manager dell’ospedale di Caserta, Luigi Annunziata. Conversazioni ritenute dagli avvocati, che hanno partecipato alla camera di consiglio, di scarsa o nulla rilevanza processuale. Una sola è stata ritenuta di un certo interesse, e cioè quella nella quale Sandro Franciscis riferisce di un suo colloquio con Clemente Mastella, del quale all’epoca era portavoce, al quale avrebbe chiesto rassicurazioni sulla camorra di Casale e sul ruolo di Nicola Ferraro. Il gip, che si è riservato, ha dieci giorni di tempo per decidere se accogliere o meno la richiesta del pm, ed eventualmente trasmettere gli atti alla giunta per le immunità della Camera.

Ogni anno vengono spesi 121 milioni di euro in permessi sindacali! Ecco quanto ci costano le (in)utili rappresentanze locali!

Il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, è stato di parola. Aveva deciso di mettere in rete, a disposizione dei cittadini, il costo che lo stato sopporta per consentire ai suoi dipendenti di svolgere l'attività sindacale. Un modo per rendere trasparente come vengono utilizzati le risorse faticosamente prodotte dagli italiani.
Così è stato. Ieri sul sito del dicastero dell'innovazione e della pubblica amministrazione sono stati pubblicati distacchi, aspettative e permessi sindacali. E soprattutto il costo che ricade sulla collettività. Non poco. Seppur legittimo e garantito dalle leggi dello Stato i sindacalisti che lasciano la scrivania vuota per dedicare la loro attività agli altri lavoratori costano oltre 121 milioni di euro, per un totale di quasi 1,4 milioni di giornate utilizzate a questi fini. I dati sono relativi al 2006, quelli del 2007 saranno pronti a settembre, e riguardano circa l'85% delle amministrazioni, che rappresentano il 96% dei dipendenti pubblici. Tra tutte le amministrazioni spicca l'andamento del comparto delle Regioni e degli enti locali. È lì che si conta il numero maggiore di giorni usufruiti dai sindacalisti e che emergono i maggiori costi per la pubblica amministrazione. I i dipendenti delle Regioni ed Autonomie locali sono costati nel 2006 29,8 milioni di euro seguiti da quelli del Servizio sanitario nazionale (22,6 milioni ) e della scuola (20,1 milioni). Per i soli distacchi retribuiti, ad esempio, il comparto delle Regioni e autonomie locali, vanta anche il rapporto maggiore tra numero di dipendenti e permessi usufruiti: a fronte di oltre 526 mila lavoratori, infatti, i dipendenti che hanno usufruito dell'istituto sono stati 671 per un totale di quasi 203 mila giorni usufruiti. Nella scuola, invece, a fronte di 1,1 milioni di dipendenti, i sindacalisti che hanno usufruito del distacco retribuito sono stati 545, con 177 mila giorni usufruiti. Nel complesso, e restando solo ai soli dati relativi agli istituti retribuiti, i distacchi sindacali hanno riguardato 2.582 dipendenti (compresi i lavoratori che hanno usufruito del distacco per meno di 1 anno). In totale sono state 830.598 le giornate di distacchi sindacali retribuiti di pubblici dipendenti, corrispondenti all'assenza dal servizio per un anno di 2.276 dipendenti (il dato è ottenuto dividendo il numero delle giornate di distacco per 365). Per i permessi sindacali retribuiti per l'espletamento del mandato sono state impegnate 263.466 giornate, corrispondenti all'assenza dal servizio per un anno di 1.198 dipendenti. A questi si aggiungono poi i permessi sindacali retribuiti per le riunioni degli organismi direttivi statutari per un totale di 115.868 giornate, corrispondenti all'assenza dal servizio per un anno di 527 dipendenti. Complessivamente, il costo stimato delle assenza per motivi sindacali è di 121.440.000 euro, dato che si ottiene calcolando una retribuzione media di 30 mila euro. Sempre in base a questa media retributiva risulta essere di oltre 67 milioni il costo per le aspettative e permessi per funzioni pubbliche elettive, corrispondenti all'assenza dal servizio in un anno di 2.239 dipendenti. Questi dati non rappresentano alcuna novità, ha però commentato il segretario generale della funzione pubblica della Cisl, Rino Tarelli, che ha invitato invece il ministro a riprendere le fila della riforma della p.a. e della contrattazione pubblica.

Cadavere di un uomo sulla tratta ferroviaria Caserta - Napoli. E' un mistero

Il cadavere di una persona è stato trovato sui binari ferroviari della tratta Napoli-Caserta, tra Poggioreale e Casalnuovo. A causa delle condizioni, al momento non è neanche possibile stabilire se si tratti di un uomo o di una donna né le cause della morte. A segnalare la presenza del cadavere è stato il personale di un treno che ha chiamato subito la stazione della Polfer di Cancello. Il traffico, conferma Ferrovie dello Stato, non ha subito forti disagi e rallentamenti. Indagini della Polfer sono in corso per stabilire cosa sia accaduto.

E dal Parco Regionale del Matese arriva una tenue replica sulle graduatorie "guida del parco"

“Da qualche giorno si susseguono sulla Stampa cartacea locale il diffondersi di notizie infondate, false e tendenziose, atte a disorientare i Lettori, a creare caos informativo e volte ad infangare l'immagine e l'operatività dell'Ente Parco regionale del Matese. In Particolare, due sono gli argomenti su cui si tergiversa: la partecipazione ai corsi di formazione e la nomina del futuro Presidente del Parco. Argomenti, questi, che si ritiene vengano sollecitati da quanti ignorano competenze e procedure, normativamente disciplinate, per l'utilizzo dei Fondi europei e che, a detta loro, non nutrono simpatie per l'attuale Presidente del Parco. Tale strumentale azione denigratoria verso l'Ente Parco, va definitivamente stroncata, riaffermando i principi di legalità e di corretta gestione dell’Ente. Al riguardo, infatti si precisa - una volta per tutte - che i corsi di formazione oggetto di discussione, sono disciplinati e gestiti da Convenzioni Regione Campania/Enti terzi, così come dispone la normativa comunitaria, nazionale e regionale vigente e non dall'Ente Parco. E' pertanto da considerarsi uno sfogo gratuito e disgustoso ogni diversa interpretazione dei fatti. Né possono farsi sconti di apprezzamenti a quei rappresentanti di istituzioni che sovvertono i fatti e che invece proprio per la carica che ricoprono, dovrebbero sapere bene la normativa in materia. Dichiariamo pertanto esaurita questa insana ed inutile polemica!. In merito al secondo argomento, da vox populi definito "lo sciacallaggio per la presidenza del Parco", si precisa che la selezione e la nomina dei Presidenti dei Parchi Regionali avverrà per titoli ed esperienze ambientaliste consolidate, secondo il disposto della L.R. 33/93, dopo la pubblicazione del relativo bando. La nomina non sarà pertanto "politica", seppur fatta dall'Organo di Giunta Regionale, ma sarà solo la maggiore quantità di titoli e di esperienze ambientaliste maturate a stabilire chi sarà il prossimo designato Presidente. Tutti potranno partecipare, avendone i requisiti, ma, senza facili illusioni, solo chi avrà più titoli ed esperienza vincerà (Sentenza di Consiglio di Stato).”

Setola, una carriera cominciata nel 1991 sempre all'ombra di Bidognetti

Fu arrestato per la prima volta in quell'anno dai carabinieri di Mondragone. Legatissimo ai figli del superboss, ha sempre avuto in Alessandro Cirillo, 'o sergent, una fedelissima spalla
La carriera di Peppe Setola ha inizio nel 1991, allorquando venne tratto in arresto dalla Compagnia carabinieri di Mondragone, per ricettazione. I militari della Compagnia di Fano nel 1992, lo arrestarono. Per 416 bis, associazione a delinquere di stampo camorristico, Setola è stato tratto in arresto nel 2000. E' stato un fedelissimo dei fratelli Aniello e Raffaele Bidognetti, figli del capoclan Francesco alias 'Cicciott e mezzanotte' e viene ritenuto, uno degli esecutori del ferimento di un perito delle assicurazioni, oltre che il sospettato numero uno degli ultimi delitti avvenuti tra Castelvolturno e Casal di Principe. Altro arresto di Peppe Setola il 2 aprile 2001, quando i carabinieri di Caserta, lo arrestarono a Pompei, insieme al suo "compare" di sempre Alessandro Cirillo, detto 'o sergent. L'accusa, in quel caso, era di favoreggiamento.
(Nella foto il rifugio scoperto dalla polizia l'altro ieri mattina a Casal di Principe. Qui si nascondeva il super boss Setola)

venerdì 27 giugno 2008

Caiazzo, Consiglio Comunale saltato per vizio di forma nella notifica al consigliere comunale Amedeo Insero.

La seduta consiliare prevista per Lunedì 30 giugno è stata rinviata a seguito di un vizio di forma nelle notifiche ai consiglieri comunali, in particolar modo al consigliere comunale Amedeo Insero, facente capo al gruppo guidato da Ciro Ferrucci. E’ lo stesso capogruppo a far presente che il suo collega Insero non ha proprio ricevuto la convocazione cartacea, dalla quale per altro, si evincono anche i punti all’ordine del giorno da discutere nella seduta. E siccome i consiglieri di opposizione sono molto attenti nelle sedute consiliari, ovviamente lo stesso Insero avrebbe avuto piacere di sapere e soprattutto conoscere cosa doveva andare a fare in aula consiliare Lunedì prossimo. Insomma la normalità che per un assurdo, diviene anormale allorquando la si fa notare. Ferrucci dal canto suo, porta a conoscenza anche che per ciò che attiene il suo gruppo, la popolazione caiatina nulla paga quando si svolgono le sedute di Consiglio Comunale, atteso che come è noto a tutti, dal primo Consiglio il gruppo Caiazzo Città Viva ha rinunciato ad ogni gettone di presenza e oltretutto anche nelle sedute di Commissioni, l’opposizione nulla ha a pretendere. “Non so a quali spese si faccia riferimento” afferma Ciro Ferrucci in merito al paventato aumento di costi per il Consiglio Comunale rinviato “ Noi della minoranza o si faceva il 30 Giugno o il 3 Luglio in ogni caso non percepivano alcunché. A meno che il gruppo di maggioranza per la sola ipotetica convocazione, ovvero se si svolge o meno il Consiglio, chieda il gettone di presenza, ma di fatto non è così! Si tratta soltanto di non dare informazioni corrette alla gente di Caiazzo e, soprattutto, cercare di creare un allarmismo sociale che non sta ne in cielo ne in terra!” In effetti, per quanto è dato sapere, le uniche spese che comporta una seduta consiliare sono quelle di elettricità, dovute al funzionamento del microfono, e magari se qualche consigliere comunale usa il bagno e adopera lo sciacquone come buon costume vuole. Per il resto, Ferrucci fa notare un altro particolare “ Piuttosto osservo che la macchina amministrativa comunale, ogni tanto si inceppa, atteso che non è stato notificato ad un consigliere comunale l’avviso di convocazione della seduta. E la colpa sarebbe nostra? Chiudo facendo notare che i paesi viciniori il bilancio già da tempo lo hanno portato in Consiglio, mentre qui siamo arrivati a Luglio! Non lo so se anche ciò è adducibile alla minoranza consiliare!”

Piedimonte Matese, i giovani di Azione Giovani contro il sindaco Cappello: “ La Polizia Municipale dev’essere più operativa!”

Il segretario di Azione Giovani, Andrea Boggia, è in disaccordo sulla disamina espletata dal sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello che con una nota stampa ha difeso l’operato dei vigili urbani, che invece è stato più volte giudicato, dal gruppo consiliare del PDL, insufficiente e inadeguato. “Cappello parla di una struttura ‘organica e disciplinata’ inventandosi poi un ‘aumento dei controlli urbanistici, commerciali e sulla viabilità urbana’” afferma Boggia che poi aggiunge: “Difende poi gli interventi della sua maggioranza in materia di Codice della Strada, compreso l’attivazione del servizio di sosta a pagamento (le famigerate “strisce blu”, che intanto Alemanno, sindaco di Roma sta eliminando) e conclude esprimendo la sua solidarietà per ‘ il buon servizio svolto dal corpo di Polizia Municipale ’ ”. Insomma Boggia allo stesso modo dei suoi alleati della PdL, è restio a dar credito alla disamina svolta dal sindaco di Piedimonte Matese, ed anzi conclude il suo breve intervento affermando e sottolineando: “Alla fine della lettura, mi sono domandato e chiedo: Ma perché, a Piedimonte esiste davvero un corpo di Polizia Municipale?” C’è da aggiungere anche che a Piedimonte Matese, ma anche in altri Comuni viciniori che hanno adottato le strisce blu a pagamento, le strisce bianche, ovvero quelle che delimitano le aree non a pagamento non esistono o se ce ne sono, bisogna trovarle con il lanternino. E quindi alla disamina del giovane Boggia gli fanno eco anche altri adepti del Circolo di Azione Giovani di Piedimonte Matese. Giandomenico fa presente che “Le strisce blu ad esempio "diventano" illegittime quando in loro prossimità, non sono istituite zone di sosta gratuita (le cosiddette "strisce bianche"). Voglio però precisare che, nella fattispecie romana, non è stato Alemanno ad eliminare le strisce blu, ma una sentenza del TAR del Lazio, che ha accolto un ricorso del Codacons”. Poi lo stesso giovane chiude il suo intervento rivelando che: “Per la tristezza degli automobilisti capitolini, le zone a pagamento "regolarizzate" torneranno nei prossimi giorni”.

Caiazzo, seconda edizione della “Cicoria Caiatina” in pieno centro storico.

Dopo tanti passaggi sulle reti nazionali, l’ortaggio è diventato molto ricercato.
Come la scorsa edizione, anche quest’anno Aldo Santoro terrà banco con svariati piatti tipici che avranno come ingrediente principale la “Cicoria caiatina” balzata alle cronache nazionali lo scorso anno, dopo alcuni passaggi alla Rai e a Mediaset. Anche Fiorello ne parlò a Viva Radio due e la kermesse fu un successo. La seconda edizione si terrà quest’anno in pieno centro storico, ovvero in via Aulo Attilio Caiatino, laddove domenica prossima, ovvero domani per chi legge, Aldo Santoro si cimenterà nel preparare pietanze con l’ortaggio caiatino divenuto una vera e propria prelibatezza. Santoro, ma anche altri imprenditori della ristorazione hanno dato ai loro piatti, la precedenza assoluta alla cicoria, facendo si che quasi divenisse un’icona della città caiatina, la quale grazie anche al colpo d’occhio che solo essa sa donare ai tanti turisti di passaggio offre l’utile ed il dilettevole, ovvero riesce a coniugare un ottimo pasto e una splendida veduta delle stupenda Caiazzo. Appuntamento da non perdere quindi per domani nel centro storico di Caiazzo, laddove si terrà la seconda edizione della manifestazione culinaria dedicata alla cicoria caiatina.

Entra nel vivo a Faicchio in pieno Parco del Matese la VII edizione della rinomata e suggestiva “Festa Medioevale”

Musici e Sbandieratori di Cori (Latina) e di Borgo San Nicolò, Archibugieri “Sant’Anna” di Cava dei Tirreni, gruppo storico e spadaccini “I normanni di Ruggiero” di Vairano Patenora, Palio degli Arcieri, Quintana Storica ed un suggestivo spettacolo finale con incendio del Castello Ducale per regalare al pubblico sensazioni uniche

Entra nel vivo a Faicchio, ridente centro del Parco del Matese, la VII edizione della “Festa medioevale”, suggestiva manifestazione organizzata dal circolo Acli “Il Tiglio”.
La kermesse, in programma sino a domenica 29 giugno, è incentrata anche quest’anno sull’allestimento di una serie di entusiasmanti iniziative che consentiranno a quanti presenzieranno all’evento di vivere un affascinante “viaggio nel tempo” stimolato anche dal suggestivo scenario naturale creato dal quattrocentesco Castello Ducale e dall’incantevole centro storico di Faicchio per l’occasione completamente imbandierato con i vessilli delle otto le contrade - Favicella, Caudara, Casali, Cortisano, Fontanavecchia, Macchia, Marafi e Massa – pronte anche quest’anno a contendersi l’ambito Palio incentrato sulla spettacolare Quintana (gara di abilità e destrezza nella quale si cimenteranno otto cavalieri, ciascuno rappresentante una delle otto contrade in gara), ma comprensivo di altrettante entusiasmanti sfide: Palio degli Arcieri, Palio della Botte, Tiro alla fune, Palo della cuccagna. Grande attesa ovviamente anche per l’esibizione degli Sbandieratori e dei Musici di Borgo San Nicolò e di Cori (Latina). Ma, sicuramente da non perdere, sarà anche l’esibizione degli Archibugieri “Sant’Anna” di Cava dei Tirreni, nonché quella del gruppo storico “I normanni di Ruggiero” di Vairano Patenora che si esibirà in uno spettacolo di spadaccini e nel sempre avvincente Palio degli Arcieri. Esibizioni che culmineranno nel suggestivo e spettacolare “incendio” del Castello Ducale in programma sabato sera.
Questo il programma dei prossimi giorni di festa:
Sabato 28 giugno (a partire dalle ore 19.00): Corteo Storico; Esibizione Sbandieratori di Cori; Palio degli “Arcieri”; Palo della Cuccagna; Corteo Storico; Spettacolo mangiafuoco e fachiri; spettacolo conclusivo con incendio del Castello;
Domenica 29 giugno (mattina - a partire dalle ore 9.00): Sala delle Armi del Castello Ducale convegno sul tema: "Alimentazione e Medicina Medioevale" (relatore Emilio Bove) e sul tema “Bestemmie, insulti e parolacce nel Sannio Medioevale” (relatore Rosario Di Lello”; Corteo Storico; Musici e Sbandieratori Borgo San Nicolò; Esibizione degli Archibugieri "Sant'Anna" di Cava dei Tirreni; Esibizione spadaccini "I Normanni di Ruggiero" di Vairano Patenora; Palio degli “Arcieri”; Corteo Storico;
Domenica 29 giugno (pomeriggio - a partire dalle ore 19.00): Corteo Storico; Palio della Quintana; Musici e Sbandieratori Borgo San Nicolò; Esibizione degli Archibugieri "Sant'Anna" di Cava dei Tirreni; Esibizione gruppo storico e spadaccini "I Normanni di Ruggiero" di Vairano Patenora; Proclamazione della contrada vincitrice del Palio.

Edilizia scolastica. Pronti dodici milioni. Caiazzo ancora al palo...

Vairano Patenora, Alife, Piedimonte Matese, ma di Caiazzo non c'è nemmeno l'ombra!
di Diamante Marotta
Capi d’istituto e docenti attendono il completamento e il potenziamento delle opere strutturali per molti plessi scolastici della Provincia. È questo l’auspicio - che ogni anno resta però solo parzialmente accolto - dopo l’annuncio da parte della Provincia degli investimenti nel settore scolastico previsti dal bilancio varato dall’ente di corso Trieste. Insomma, investimenti soprattutto nel settore istruzione ed edilizia scolastica dove sono previsti 12 milioni e 272mila euro, finanziati con la contrazione di mutui, per la messa in sicurezza di tutti gli istituti scolastici superiori, la ristrutturazione, l’ampliamento e la realizzazione di nuovi edifici in diversi comuni della provincia di Caserta. Tra gli interventi in programma la manutenzione straordinaria degli edifici scolastici (1 milione e 580mila euro stanziati), la realizzazione della nuova sede Itis «Falco» di Grazzanise (1 milione di euro), il completamento dell’Itcg di Vairano Patenora (1 milione di euro), la costruzione di un nuovo istituto a Maddaloni (2 milioni di euro), la costruzione dell’Itc di Orta di Atella (4 milioni di euro di cui 2 milioni di euro destinati all’acquisto del suolo), la costruzione dell’Istituto d’arte di Marcianise (2 milioni di euro), la costruzione del secondo liceo scientifico di Aversa (1 milione e 150 mila euro), il completamento dell’auditorium dell’Itcg «Bachelet» di Santa Maria a Vico (420 mila euro), lavori al liceo scientifico di San Cipriano d’Aversa (450 mila euro), messa in sicurezza di numerosi istituti in provincia (350 mila euro complessivamente). Questo, nelle linee guida, il piano di interventi previsto dall’amministrazione provinciale. Il documento contabile approvato dall’ente di corso Trieste, inoltre, prevede anche il completamento dell’Itcg «Lerner» di Marcianise, la palazzina uffici Itis «Giordani» di Caserta, l’ampliamento degli istituti Ipsia e liceo pedagogico di Sessa Aurunca. Sono in fase di completamento, invece, i lavori sia per la sistemazione della palestra dell’Ipsia di Alife, sia per l’ampliamento del liceo scientifico e istituto tecnico commerciale di Piedimonte Matese. Interventi importanti riguardano anche la sistemazione dei locali dell’ex sede dell’università di Capua da destinare all’istituto tecnico commerciale «Federico II». Sono di prossimo appalto, infine, i lavori per il completamento dell’Itc di Sparanise, per la realizzazione dell’Itc di Vairano Patenora, del nuovo istituto tecnico commerciale «Pavese» di Caserta, degli istituti Liceo pedagogico e Ipsia di Mondragone.

Alvignano. L'ichiesta che ha colpito Mimmo Bove e Sergio Romano. Oggi il Gip decide sul da farsi

Il Pubblico Ministero ha chiesto di utilizzare anche alcune intercettazioni di Sandro De Franciscis
Un’inchiesta, dieci sottofascicoli che corrispondono ad altrettanti stralci e processi. Un’indagine unica, nata per caso nel maggio del 2005 e diventata lo scandalo che ha toccato la Provincia, travolto il direttore generale e un paio di assessori, lambito lo stesso presidente dell’ente di corso Trieste. Del quale ieri il pm Alessandro Cimmino ha chiesto formalmente al gip Antonio Pepe di utilizzare alcune telefonate, conversazioni tra Sandro De Franciscis ed Anthony Acconcia, che risalgono all’epoca in cui era parlamentare dell’Udeur: cioè, fino alla primavera del 2006. Sono cinque, tutte concentrate tra la fine di dicembre del 2005 e gli inizi di gennaio del 2006; l’argomento principale è la nomina del manager dell’ospedale di Caserta, Luigi Annunziata. Conversazioni ritenute dagli avvocati, che hanno partecipato alla camera di consiglio, di scarsa o nulla rilevanza processuale. Una sola è stata ritenuta di un certo interesse, e cioè quella nella quale Sandro Franciscis riferisce di un suo colloquio con Clemente Mastella, del quale all’epoca era portavoce, al quale avrebbe chiesto rassicurazioni sulla camorra di Casale e sul ruolo di Nicola Ferraro. Il gip, che si è riservato, ha dieci giorni di tempo per decidere se accogliere o meno la richiesta del pm, ed eventualmente trasmettere gli atti alla giunta per le immunità della Camera. E sarà lo stesso Antonio Pepe a iniziare, questa mattina, l’udienza preliminare del troncone principale dell’inchiesta che aveva portato, lo scorso anno, all’arresto, ad altre misure cautelari o alla semplice denuncia a carico di Anthony Acconcia, Mario e Domenico Bove, Antonio Simeone, Giacomo Caterino, Mario Coppola, Sergio Romano, Pasquale Di Lillo, Pasquale Palmieri, Renzo Ambroselli, Francesco Mastroianni, Roberto Civitillo, Antonio Di Leone, Giovanni Maiorisi. Rispondono, a vario titolo, di falso, concussione, corruzione e turbativa d’asta.
Rosaria Capacchione

Mi chiamo Antonella, ero Antonio e sposo il mio fidanzato Lino. Storia casertana incredibile e...a lieto fine!

Lui la guarda con occhi sognanti, lei appare emozionata. In cinque minuti Lino Canta (nella foto con la neo moglie), operaio di 45 anni della «Firema trasporti», e Antonella Marinelli, 40 anni, studentessa di Beni culturali a Santa Maria Capua Vetere, diventano marito e moglie. Ieri la cerimonia nel municipio di Caserta. Un matrimonio d’amore con la particolarità che la sposa, fino a quattro anni fa, era un uomo. La svolta di Antonio, oggi Antonella a tutti gli effetti, e poi il colpo di fulmine per Lino. Una favola che si è consumata tra un bar di via San Carlo e Recale
Il corteo nuziale arriva al bar di Celestino, in via San Carlo, alle ore 17. Sotto il sole cocente che filtra tra i palazzi antichi del decumano, il cuore storico della città, scenario di vita popolare e storia, sembra spiare gli sposi. Le fotografie scattate dallo sposo al Capodanno di via San Carlo tappezzano le pareti della saletta interna del bar. Perché Lino Canta, con la sua passione per la fotografia analogica ed il blues, da Celestino è di casa. «È questa la foto che Antonella vide di me e che la fece innamorare - commenta Lino indicando la copertina che preparò per un suo disco –. Mi scrisse un messaggio dicendomi che mi avrebbe sposato, ed è stato così». Sono passati meno di due mesi dal primo incontro, e Lino ed Antonella Marinelli oggi sono marito e moglie. In fretta, per non sprecare il tempo perso a cercarsi in una vita non facile per entrambi. Troppo in fretta, per i parenti di lui che non hanno apprezzato i modi fulminei di decidere per la vita. «Mio padre ha 75 anni – spiega Lino – ed ha capito la mia fretta quando ha saputo la storia della mia sposa. Mio figlio diciottenne ama Antonella e non sa della sua storia, ma non credo sia importante per lui come per me. Il resto del mondo non mi interessa». Deciso e innamorato, Lino non stacca gli occhi da Antonella neanche per un attimo, lei che ha sempre creduto che l’amore con la A maiuscola fosse solo quello per la sua mamma. Ed Assunta Marinelli è lì al suo fianco, oggi come da sempre. «Mio marito è morto sapendo di avere tre figli maschi. Antonio era il più grande, poi sono arrivati Benedetto, 38, e Massimo, 26 anni. Ma io sapevo che il mio primo figlio era lei, ed oggi che la guardo così felice e bella, ringrazio il cielo che abbia trovato l’amore della sua vita. Io non ci credevo più, ma lei non ha mai smesso di cercarlo nei suoi mantra». Antonella ha trovato nel buddismo la sua dimensione spirituale, una forza che le è stata vicina anche quando, quattro anni fa è diventata donna, dopo dieci anni d’interventi chirurgici. «Questa ragazza mi è piaciuta subito – sottolinea Gerardo, 53 anni fratello dello sposo e secondo di sette figli – ma mi è dispiaciuto non sapere le cose da Lino direttamente. Avrei preferito che lui coinvolgesse di più la famiglia anche nei preparativi del matrimonio di cui io sono venuto a conoscenza solo domenica scorsa». Si beve, si brinda agli sposi che, dopo la cena alla residenza di Villa Porfidia a Recale, torneranno nella stanza d’albergo al Crowne Plaza dove, la prima notte, lasciarono una poesia e la promessa di ritornarci da sposati. «Stanotte lasceremo un'altra poesia di Hikmet – confida Antonella – affinché tra venti anni ritorneremo lì a festeggiare con un figlio».

Immigrazione clandestina, blitz a Caserta: arrestati 7 extracomunitari

Per i due senegalesi è scattata la denuncia di pirateria audiovisiva. Cinque sono stati tradotti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere
Blitz contro l’immigrazione clandestina portata a termine dai carabinieri del comando provinciale di Caserta. I militari dell’Arma hanno arrestato sette cittadini extracomunitari, nell’ambito di una speciale operazione di contrasto al fenomeno dell’immigrazione clandestina di prevenzione di diversi reati contro il patrimonio commessi a Caserta e provincia. Cinque degli arrestati, due di nazionalità albanese e tre marocchini, sono stati fermati e tratti in arresto con l’accusa di non aver ottemperato ad un precedente decreto di espulsione emanato nei loro confronti da diverse questure italiane. Gli altri due extracomunitari arrestati, entrambi del Senegal, sono stati invece trovati in possesso di numerosi cd e dvd contraffatti. Per i due senegalesi è scattata la denuncia di pirateria audiovisiva e già oggi verranno giudicati con il rito direttissimo dai giudici sammaritani. I cinque arrestati per inosservanza del decreto di espulsione, invece, sono stati tradotti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere in attesa di essere interrogati dai magistrati.

Scoperto il bunker del presunto killer Setola. E' stata forse la base operativa dell'omicidio Orsi

Blitz degli uomini della nuova sede della Squadra Mobile in via Fellini. In un cortile, una botola conduceva a un cunicolo dotato di locali arredati di tutto punto. L'ex bidognettiano sospettato per gli omicidi Noviello e Orsi
Lo Stato c’è e comincia pure a vedersi. Dopo l’arresto di un ricettatore di auto rubate, stanotte gli uomini della nuova sede della Squadra Mobile di Casale sono andati ad un passo da un colpo sensazione. Infatti, Nell’ambito dell’attivita infoinvestigativa finalizzata alla ricerca e alla cattura dei superlatitanti della camorra casalese, i poliziotti della squadra mobile, diretti dal vicequestore Rodolfo Ruperti, coadiuvati dagli uomini del Commissariato di Aversa, del Servizio Centrale Operativo di Roma, meglio conosciuto come Sco, e del posto fisso operativo di Casapesenna, individuato, in via Fellini, in una zona centrale di Casal di Principe, ove sono ubicate anche le abitazioni dei noti fratelli Setola, uno dei quali, precisamente Peppe Setola, è sospettato, insieme ad Alessandro Cirillo ‘o sergente, a Emilio Di Caterino, “capa grossa” e ai fratelli Vargas, tutti bidognettiani di strettissima osservanza, di essere pesantemente coinvolto negli ultimi omicidi più o meno eccellenti, un vero e proprio bunker sotterraneo ricavato all’interno di un laboratorio artigianale per costruzione di infissi in alluminio. In poche parole, non è azzardatissima la deduzione che porta a considerare questo rifugio una sorte di base operativa per i delitti di Noviello a Castelvolturno e di Orsi a Casal di Principe.
In serata gli agenti, circa trenta, hanno fatto irruzione nell’opificio, di cui e’ risultato titolare il pregiudicato Giovanni Cecoro, di 59 anni, da San Cipriano d’Aversa, ove hanno effettuato una perquisizione particolarmente accurata nel corso della quale, in un angolo dell’ampio cortile apparentemente adibito a deposito di materiale vario, hanno rinvenuto una botola in ferro che, una volta aperta, ha consentito loro di accedere in un ampio e lungo cunicolo che, dopo aver attraversato a ritroso l’intero cortile, conduceva all’interno degli uffici del laboratorio.
Inoltre, a circa meta’ cunicolo, che si presentava ben pulito, nonche’ illuminato e piastrellato, constatavano la presenza di un largo locale, munito di bagni, la cui esistenza non poteva avere altra funzione se non quella di poter essere adibito a rifugio di persone che non dovevano essere viste. Da un racconto del pentito Luigi Diana, pure lui ex killer di Cicciotto ‘è mezanott’, emerge il profilo inquietante di Peppe Setola.
“Tra l’89 e il 90 Enzo De Falco e Francesco Bidognetti hanno fatto carne da macello. Un duplice delitto a Villa Literno, l’omicidio del fratello di Gerardo Mauro il triplice omicidio di Sartana a Maddaloni, un duplice delitto a Villaricca, insomma una ventina di omicidi. Con la prima elementare e la terza elementare, dove mai potevano arrivare? De Falco, infatti aveva la prima elementare e Bidognetti la terza. Queste persone non sono nati criminali – notava Diana in un interrogatorio -, ci sono diventati per mancanza di cultura. Quando li vedevo parlare con qualche imprenditore, mi dovevo allontanare perché mi veniva da ridere”. Diana alludeva al fatto che i due non sapevano dire una parola in italiano. Infine in un altro interrogatorio, Diana ha parlato di un tentativo di uccidere i figli di Bidognetti, che poi saltò. Ed è in questa occasione che salta fuori il nome di Peppe Setola. “Mastro Paolo, cioè Paolo Bortone – raccontava Diana - si era recato a casa di Michele Zagaria e gli aveva detto: E' venuta la moglie di Bidognetti e ha affermato che quest’ultimo mandava a dire che qualora gli avessero toccato i figli lui si sarebbe pentito.” Una minaccia che, evidentemente, fece breccia, al punto che nel gruppo Zagaria si cominciò a ipotizzare un cambiamento di obiettivo. “A questo punto – dice ancora Luigi Diana - cominciarono a ipotizzare di uccidere Peppe Setola, malvisto in particolare da Michele Zagaria e da Carmine Schiavone, in quanto aveva picchiato il figlio di quest’ultimo, Maurizio. Un episodio che aveva scatenato la reazione di Walter Schiavone, che punì Setola con la “pena leggera” di tre schiaffi. Non solo: ma questo Peppe Setola aveva picchiato anche Sebastiano Ferrara, colpendolo con il calcio della pistola. Era uno scostumato e uno squilibrato – conclude il pentito Diana - che non guardava in faccia a nessuno.” Una definizione che uscendo dalla bocca di uno che si è macchiato di decine di omicidi, fa rabbrividire. Se Diana, infatti, afferma che Peppe Setola, nella considerazione di altri camorristi e di altri assassini, era uno squilibrato e uno scostumato, figuriamoci cosa sia questo soggetto in termini assoluti, nella considerazione media che ne può fare una persona normale.