sabato 31 maggio 2008

Caiazzo, il Convegno odierno ha dato i suoi verdetti: Raffaele De Marco candidato alla Regione Campania, Stefano Giaquinto alla Provincia!

E Riccardo Ventre...
E’ inutile nascondersi dietro un dito, le sorti della Regione Campania, se sapranno lavorare bene sono nelle mani del PdL. Calcisticamente parlando, le elezioni le possono perdere solo loro. E questo è il sunto dell’incontro avuto Venerdì pomeriggio in quel di Formicola tra Sandra Lonardo Mastella e Riccardo Ventre pezzi da novanta dei rispettivi schieramenti, ovvero Udeur e PdL e soprattutto presidente del Consiglio Regionale campano la prima ed Europarlamentare il secondo. La signora aveva le funzioni di vero e proprio ambasciatore politico del Clemente nazionale, lustrato come non mai dal nostro Riccardo “internazionale” (Europarlamentare uscente), il quale ha rimarcato soprattutto i punti di condivisione politico che la vecchia Dc li accomunava. Con Mastella alla presidenza sostenuta da un PdL in gran spolvero, c’è la seria, anzi quasi totale probabilità che il collegio caiatino faccia la parte del leone, annoverando il sindaco di Piana di Monte Verna e presidente della Comunità Montana “Monte Maggiore” tra i candidati per un posto in Consiglio. Ma c’è di più, poiché il PdL sembra voglia fare un’operazione di recupero a 360 gradi (nei limiti del possibile) per cui oltre a De Marco, è più che mai reale la possibilità di un altro sindaco di candidarsi alla Provincia di Caserta, ovvero Stefano Giaquinto, il quale coi soli 2578 voti potrebbe correre tranquillamente da solo, ma in questo la benedizione gli è arrivata direttamente da Nicola Cosentino e Riccardo Ventre. Con un De Marco alla Regione, un Giaquinto alla Provincia, altri due tasselli vanno a fare il paio nell’ambito della Casa delle Libertà, o meglio Popolo delle Libertà, cioè Sandra Lonardo Mastella a Bruxelles, supportata da Riccardo Ventre e questi a Caserta, presso la nuova sede della Provincia, con la vecchia e rimpianta carica di Presidente! E un’altra presidenza attende Riccardo, ovvero quella della Comunità Montana “Monte Maggiore” di Formicola che non sarebbe più incompatibile con la presidenza della Provincia, contrariamente allo Status di Europarlamentare. Questo perché Piana di Monte Verna è fuori dall’organismo montano, mentre Formicola resta a pieno titolo. La restante parte politica del collegio, leggi Angelo Di Costanzo sindaco di Alvignano e consigliere provinciale uscente è destinata a fare i conti col proprio elettorato, ovvero con l’elettorato di Forza Italia che si è sentito tradito dal passaggio di Di Costanzo nel Partito Socialista. Ultima chicca, la città di Caiazzo era ben rappresentata ieri a Formicola, vista la presenza dello stesso Stefano Giaquinto e degli assessori Angelo Fasulo e Antonio Di Sorbo, nonché del ragioniere Fabio Sgueglia e dei consiglieri comunali Stefano Mennillo e Antimo Cerreto. Questi, almeno, i politici caiatini di peso presenti al congresso.
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Piedimonte Matese, i Carabinieri sequestrano un fabbricato ad uso abitativo abusivo

Operazione di servizio, svolta grazie all'acume del capitano Salvatore Vitiello
Operazione dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, diretta dal Capitano Salvatore Vitiello, finalizzata a contrastare il fenomeno degli abusi edilizi e degli scempi di zone paesaggistiche come quella del Parco Regionale del Matese. E proprio nella zona di San Gregorio Matese i militari della locale Stazione al comando del Maresciallo Giuseppe Grasso hanno scoperto un fabbricato da adibire verosimilmente ad abitazione civile, in corso di realizzazione in luoghi soggetti a vincoli paesaggistici e in assenza delle previste concessioni edilizie. Pertanto all’intervento dei Carabinieri ne è seguito l’inevitabile sequestro dell’immobile e la denuncia dei proprietari, due commercianti della zona, alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Con questo blitz, dall’inizio del 2008, salgono a dieci le strutture, in alcuni casi veri e propri “ecomostri”, finiti nel mirino dei Carabinieri e a cui sono stati posti i sigilli in varie località del Matese, mentre undici sono invece le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria, per reati contro l’ambiente e in materia di abusivismo edilizio. Il valore complessivo degli immobili sottoposti a sequestro si aggirerebbe intorno ai due milioni di euro.

Caiazzo sta cedendo e in maniera preoccupante parte della piazza che ospita il Monumento ai Caduti.

Non si sa come sia potuto avvenire, ovvero se tale fenomeno è riconducibile ai lavori di realizzazione del nuovo parcheggio negli ex giardini pubblici di Caiazzo, fatto sta che la piazza che ospita il monumento ai Caduti di tutte le guerre, meglio conosciuta come Parco della Rimembranza, sta cedendo terreno e pericolosamente sotto gli occhi di tutti. Infatti alcune crepe vistose nel muro che regge la piazza, nonché anche all’asfalto sottostante della strada che una volta conduceva proprio ai giardinetti, fanno bella mostra di se e preoccupano non poco anche alcuni residenti. In ogni caso la situazione dovrebbe essere sotto controllo da parte dei tecnici che operano anche alla costruzione del parcheggio, atteso che i lavori non sono stati interrotti. Molti caiatini pensano che il cedimento del terreno sia dovuto anche alla rimozione di alcuni gabbioni di contenimento, fatti aggiungere negli anni ottanta alla robusta palificazione realizzata per fronteggiare una grave frana che si verificò a valle dello stesso parco. All’epoca dei fatti anche alcuni episodi di cronaca fecero abbastanza scalpore, visto che durante quei lavori, una notte saltò in aria un mezzo d’opera. Tale azioni fu ricondotta all’azione della malavita del tempo che, evidentemente aveva a pretendere qualche gabella dai lavori di contenimento dell’area. Fu convocata anche una seduta consiliare d’urgenza alla quale intervennero molte personalità parlamentari. In ogni caso, tornando al discorso della presunta frana, l’area investita, soprattutto i fine settimana è molto frequentata da bambini e giovani, visto che è rimasto l’unico fazzoletto nel centro di Caiazzo, adibito per attività di tempo libero per gli adolescenti. E questa circostanza crea altrettante non poche preoccupazioni nei genitori, atteso che vorrebbero saperne di più dai preposti alla sicurezza delle infrastrutture comunali. Lo stesso sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto sta indagando in prima persona, per cercare in tempi brevi di fornire le giuste risposte alla cittadinanza.

Mastella candidato alla presidenza della Regione. Parte da Formicola la crociata del centro –destra per le elezioni dell’anno prossimo

Ventre non ha mancato di eloggiare all'inverosimile Clemente e Sandra Mastella, la quale ha ricambiato con Raffaele De Marco. Investitura ufficiale?

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Se tanto da tanto, si può tranquillamente affermare che l’Udeur o ciò che ne resta, è divenuta una vera e propria costola del PdL in Campania. Tante indicazioni vanno in un’ unica direzione. A livello locale prima tra tutte è la nomina di Tommaso Ventre figlio dell’Europarlamentare Riccardo a revisore dei conti presso l’Azienda Ospedaliera San Sebastiano di Caserta. Certo è solo una goccia nel mare se vorremmo definire tale mossa come un accordo politico sancito tra Sandra Lonardo Mastella coi vertici del PdL campano. Ieri il presidente del Consiglio Regionale era a Formicola ricevuta con tutti gli onori da Ventre appunto e Raffaele De Marco presidente della Comunità Montana “Monte Maggiore” e sindaco di Piana di Monte Verna, pronto a cimentarsi in prima persona anch’egli alle prossime regionali. Si è parlato di tutto e di più, ma soprattutto si è parlato di uno tra Clemente Mastella e proprio la di lui moglie Sandra come candidato unico sotto l’egida del PdL alla presidenza della Regione Campania. Insomma ciò rappresenterebbe implicitamente anche una sorta di ringraziamento al leader di Ceppaloni per aver fatto cadere il Governo Prodi, da parte di Silvio Berlusconi, anche se Mastella i voti ha dimostrato ancora una volta che li ha in Campania eccome. Per la verità altri segnali di forte collaborazione tra Udeur e PdL ce ne sono e da tempo. In primis, a livello locale, il legame tra Fabio Sgueglia e Raffaele De Marco, con quest’ultimo che ha nominato l’ex consigliere comunale di Caiazzo, assessore alla Comunità Montana. Ma poi anche nell’agro aversano, il PdL stesso andrebbe a rafforzarsi grazie ad una serie di accordi incrociati tra le ex correnti facenti capo a Nicola Ferraro e Pier Paolo Ferrajuolo con quella di Nicola Cosentino leader regionale del partito. Ultime spigolature da limare riguardano anche le prossime elezioni provinciali, che, se come si vocifera al pari delle regionali, dovrebbero anticiparsi anch’esse al 2009, allora per l’alto casertano c’è la forte possibilità di fare un vero e proprio en –plein che vedrebbe Raffaele De Marco candidato alla Regione e Stefano Giaquinto sindaco di Caiazzo, candidato alla Provincia. Di clamorosi ritorni all’ovile, almeno per il momento non se ne parla proprio, vedi la posizione di Angelo Di Costanzo sindaco di Alvignano rimasto ancorato al Ps di Gennaro Oliviero. E dire che proprio Di Costanzo è il consigliere provinciale in carica, eletto nella fila di Forza Italia lo scorso 2005.

Piedimonte Matese, arrestato giovane pusher 26enne

Manette per Michele Raucci, sorpreso a spacciare droga dai Carabinieri
Trovato in possesso di varie dosi di hashish, finisce in carcere dopo l’intervento delle forze dell’ordine che lo fermano mentre cedeva la sostanza narcotica in pieno centro cittadino. Nel corso della notte tra giovedì e venerdì, intorno alla mezzanotte, in piazza Carmine a Piedimonte Matese, i militari del Nucleo radiomobile presso la locale compagnia dei carabinieri, guidati dal maresciallo Giuseppe Calabrese, hanno tratto in arresto un ragazzo per detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di Michele Raucci, ventiseienne di Piedimonte Matese, già pregiudicato per reati di droga, il quale si trovava nella summenzionata piazza e stava attendendo l’arrivo di qualche cliente. Gli uomini della Benemerita, nel corso di una operazione predisposta dal comandante della locale compagnia, capitano Salvatore Vitiello, stavano effettuando degli appostamenti nella zona, al fine di cogliere il malfattore in flagranza di reato. Da qualche tempo, infatti, erano arrivate delle segnalazioni da parte di cittadini preoccupati per la presenza di giovani che acquistavano sostanze narcotiche nel centro cittadino. Così anche l’altra sera le forze dell’ordine hanno effettuato l’appostamento – con uno dei militari ad osservare i movimenti dell’arrestato, da sopra un albero. Allorché Raucci ha cominciato ad effettuare il deprecabile e illegale commercio, gli uomini dell’Arma sono intervenuti e hanno sottoposto lo stesso agli accertamenti di rito, compresa una perquisizione personale. Nel corso di tali operazioni, i militari hanno rinvenuto centotrentasette grammi di hashish divisa in dosi, la quale è stata prontamente sottoposta a sequestro. Il malvivente è stato tratto in arresto e rinchiuso nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione della competente autorità giudiziaria.

venerdì 30 maggio 2008

Formicola. Interviene il presidente del Consiglio Regionale Sandra Lonardo Mastella al Convegno sui Pir

I Pir sono una misura valida per il rilancio dei nostri territori, lavoriamo tutti insieme
Questo il discorso di Sandra Lonardo Mastella al Convegno sui Pir e le sue impressioni:
"Ringrazio di cuore gli organizzatori di questo convegno, una vera e propria `due giorni´ di lavoro, di analisi dello stato dell´arte ed anche di verifica costruttiva. Un´iniziativa che si tiene - non a caso - nel cuore della Comunità montana `Monte Maggiore´. Ci si è voluti riunire qui per discutere, per `valutare insieme´ il PIR (il progetto integrato rurale) denominato `Fa´ della tua terra una reggia´. Quest´incontro si rivelerà prezioso per evidenziare gli aspetti ostativi dell´intero programma, per indicare eventuali necessari correttivi, per sollecitare in termini propositivi, costruttivi, tutti i soggetti pubblici e privati direttamente interessati al migliore utilizzo dei fondi europei. Inoltre, con questa iniziativa, si dà anche conto, direttamente, alla gente, si dialoga con le comunità locali, facendo un´opera meritoria di informazione, di comunicazione istituzionale, di concertazione sociale e di valorizzazione territoriale.Nel 2004 la Regione Campania ha promosso 15 PIR proprio per riuscire ad utilizzare nel migliore dei modi i fondi europei a vantaggio delle tante comunità rurali presenti nelle cinque province. Sono stati individuati, appunto, 15 ambiti regionali nei quali avviare azioni `coerenti e collegate´, in grado di favorire lo sviluppo dei territori rurali, per incentivare la nascita e la crescita delle attività produttive (fino ad interventi in grado di sostenere programmi di riconversione produttiva) e per costruire, nel tempo, una `rete´ a vantaggio del sistema economico rurale inteso nel suo complesso. Oggi, a quattro anni di distanza, è davvero importante fare un primo bilancio. Questo convegno vuole servire per far capire a tutti, con chiarezza e con particolare riferimento alla realtà rurale casertana interessata al Pir, che cosa è stato fatto, che cosa ancora si può fare e che cosa ancora si deve fare, anche in prospettiva, considerato che ci sono da investire anche i nuovi fondi comunitari dell´agenda 2007-2013. Stasera parliamo dell´unico Progetto integrato rurale che interessa la provincia di Caserta e che raggruppa 10 comuni rurali: Caiazzo, Dragoni, Formicola, Giano Vetusto, Liberi, Piana di Monte Verna, Pontelatone, Roccaromana, Riardo, Rocchetta e Croce. La popolazione interessata è di 20mila abitanti. Il primo soggetto responsabile del programma è la vostra Comunità montana.Da presidente del Consiglio non entrerò nel merito. Posso però assicurare che le vostre voci saranno ascoltate e che le istanze, i rilievi, le proposte saranno trasferite agli organismi istituzionali interessati, a partire dalle Commissioni consiliari competenti. Io sono una sannita e in questi anni credo di aver dimostrato quanto mi stiano a cuore i problemi delle aree rurali, delle tante zone interne della nostra regione, che certo (continuo a ripeterlo anche in riferimento al problema dello smaltimento dei rifiuti) non possono continuare ad essere penalizzate dalla pur evidente necessità di far fronte agli immensi bisogni di Napoli. Le aree rurali, le aree interne non sono territori di serie B ed i cittadini che le abitano meritano la stessa attenzione riservata alle popolazioni dei grandi centri urbani e delle aree metropolitane e costiere. Questa iniziativa, come dicevo, si prefigge lo scopo di informare, di fare un primo bilancio sullo stato dell´arte. Da quanto ho potuto apprendere, c´è da valutare perché, malgrado le 800 manifestazioni di interesse pervenute in seguito alla pubblicazione del bando, alla fine, nel concreto, non sono stati presentati molti progetti da parte dei privati. Le 800 manifestazioni d´interesse avevano fatto immaginare la presentazione di progetti per 90 milioni di investimenti. Invece, all´atto pratico, sono stati presentati progetti per un solo milione di euro. Questo dato, già da solo, mi impone di lanciare, per quelle che sono le mi e competenze, un appello: occorre fare ogni sforzo per realizzare la migliore sinergia possibile tra il sistema delle imprese private ed il sistema delle Istituzioni pubbliche. Pubblico e privato devono camminare di pari passo, devono LAVORARE INSIEME. C´è bisogno di avviare un´esperienza di `governance locale innovativa´, che veda affiancati l´imprenditoria privata e le Istituzioni pubbliche, locali e regionali innanzitutto. Solo questa virtuosa, trasparente, lungimirante alleanza potrà dare risultati utili, consentirà di spendere bene ed in tempi rapidi i nuovi fondi europei 2007-2013.L´economia agricola in Campania rappresenta quasi il 4% del Pil regionale ed il 7% in termini di occupati. Si può fare e si deve fare certamente di più, anche perché la globalizzazione imporrà un radicale cambio di rotta e richiederà di rivedere nel profondo le politiche agricole nazionali, che acquisteranno sempre maggiore peso. La Campania deve farsi trovare assolutamente preparata a questo appuntamento, ormai ravvicinato. Infine, colgo l´occasione per ricordare che anche il governo regionale si è mosso per immaginare una nuova organizzazione delle Comunità montane della Campania.Il disegno di legge dovrà essere esaminato dalle Commissioni consiliari.In ogni caso, ritengo che il nostro intervento legislativo non potrà prescindere da una attenta opera di ascolto delle comunità locali. Sono certa che verranno tenute da conto le proposte, le indicazioni, anche i rilievi, dei sindaci, degli amministratori delle stesse Comunità montane. La politica deve certamente avere la capacità di decidere, ma deve anche avvertire il dovere di giungere a scelte ampiamente condivise, effettivamente rispondenti ai reali bisogni. Credo si possa riuscire a conciliare l´ottimizzazione delle risorse, l´efficienza operativa e la tutela e la promozione del territorio con una valida azione di accompagnamento, sin dalla fase di progettazione, finalizzata al migliore utilizzo delle risorse regionali, nazionali ed europee destinate all´agricoltura, all´agroalimentare. Il processo di riorganizzazione delle Comunità montane deve vedere protagoniste innanzitutto le stesse Comunità montane, specialmente quelle più virtuose, quelle che hanno dimostrato di saper interpretare correttamente il principio della responsabilità dal basso, dell´effettivo decentramento dei poteri".
GUARDA IL VIDEO INTERVENTO DELLA PRESIDENTESSA MASTELLA

Guardia di Finanza, arrestato 35enne di Latina per detenzione finalizzata allo spaccio di droga.

Ancora un blitz di Over, il formidabile cane antidroga delle Fiamme Gialle
Sempre in prima linea i militari della Guardia di Finanza di Caserta nell’attività’ di repressione del traffico di sostanze stupefacenti.
In questo ambito, i Finanzieri del Gruppo di Aversa, nel corso di un controllo della specie presso la barriera autostradale Napoli Nord, con l’ausilio del cane antidroga “Over”, hanno subito notato l’atteggiamento nervoso del conducente di un’Alfa 156 che veniva quindi fermato ed invitato a fornire le proprie generalità. Poiché i militari si erano insospettiti dalla situazione hanno fatto controllare l’auto all’unità cinofila che nell’immediatezza ha segnalato al proprio conduttore la possibile presenza di sostanza stupefacente. Il cane insisteva a segnalare la zona posteriore dell’auto, in prossimità della ruota di scorta ove, attraverso lo smontaggio della stessa, venivano scoperti 50 grammi di cocaina pura, abilmente confezionata ed occultata.
Il conducente dell’autovettura P. B. di Latina del 72, è stato arrestato con l’accusa di detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti ed è stato accompagnato presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’A.G..
L’arresto è maturato nel corso di uno dei frequenti controlli effettuati dai Baschi Verdi di Aversa nei pressi di luoghi di maggior transito della provincia. La droga era destinata al mercato dello spaccio delle dosi e, quindi, avrebbe consentito di moltiplicare in maniera rilevante i guadagni dei trafficanti.

Sigilli alla Caserma dei Vigili Urbani. I Carabinieri hanno riscontrato gravi irregolarità. Caso davvero singolare

Il blitz effettuato dai militari a Macerata Campania, su disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere
Blitz dei carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere in un cantiere edile di Macerata Campania. I militari dell’Arma hanno posto sotto sequestro il cantiere dove è in costruzione uno stabile che dovrà ospitare la nuova biblioteca comunale e la sede del nuovo comando dei vigili urbani di Macerata, comune alle porte della città capoluogo. I carabinieri, al momento del controllo, hanno riscontrato e contestato alla ditta esecutrice dei lavori varie irregolarità in materia di normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. La gravità delle irregolarità riscontrate ha portato al sequestro del fabbricato. Il blitz dei militari rientra nell’ambito di uno speciale servizio di prevenzione degli infortuni sul lavoro.All’operazione hanno collaborato anche i militari del nucleo Ispettorato del Lavoro ed il personale del servizio Ispezione Lavoro della Direzione provinciale di Caserta. I responsabili del cantiere sono stati denunciati alla Procura di Santa Maria Capua Vetere per violazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro.
campaniareport

C’era una volta Caiazzo n’copp’ a tre Mazz’…

Chissà se le nuove leve ricordano ancora quella famosa e divertente filastrocca famosa forse in tutta la Regione Campania. “ Ci sta Caiazz' n’copp’ a tre mazz’ scrocca na mazza e va n’terr' Caiazz'!” Più o meno era questo l’antico adagio, che improvvisamente è ritornato d’attualità dopo lo smottamento verificatosi al Parco della Rimembranza, zona centrale della città. Solo che in questo caso le tre mazze che reggevano Caiazzo erano i gabbioni fatti sistemare negli anni 80’ dall’allora Amministrazione Comunale. Sembra che per via della costruzione del nuovissimo parcheggio nell’area sottostante il Parco, quei famosi gabbioni siano stati rimossi e, per quanto si vocifera, sarebbe stata la causa del cedimento del terreno. Per carità nulla da dire sulla questione del parcheggio che forse è sacrosanto ed è anche un toccasana per la stessa Caiazzo. Ora però i tecnici pare stiano per fare apporre dei pali in cemento per sopperire appunto a questa piccola frana. Una domanda sorge spontanea, ma non ci potevano pensare prima?

Piedimonte Matese. Processo per i dipendenti della Comunità in tre dovrebbero restituire 77mila euro

Tre dirigenti apicali della Comunità Montana del Matese saranno processati dalla Corte dei Conti, sezione giurisdizionale di Napoli. L'accusa é quella di aver sperperato danaro pubblico. Il presunto danno erariale ammonta a 77mila euro, di cui sono stati chiamati a rispondere con il proprio portafogli, deriva dall'erogazione illegittima al personale dipendente di compensi incentivanti la produttività ed il miglioramento dei servizi per l'anno 2006. Ad essere stati citati in giudizio dal sostituto procuratore generale, Antonio Buccarelli, sono il segretario generale, Antonio Ciorlano, di anni 55, il responsabile del servizio amministrativo-finanziario, Ferdinando Santagata, di anni 61, ed il responsabile del servizio Forestazione e Bonifica, Riccardo Ferraro, di anni 64. I tre convenuti dovranno comparire il prossimo 27 settembre davanti al collegio giudicante, presieduto da Enrico Gustapane. Ecco il fatto, Il segretario generale Ciorlano ha liquidato, con determina dirigenziale del 13 febbraio del 2007 e con riferimento all'articolo 37 del contratto collettivo nazionale di lavoro del 2004, i compensi ad impiegati ed operai. Con il provvedimento, é stato riconosciuto il 30 per cento sulla base della presenza e per il 70 per cento sulla base dell'apporto qualitativo. E' stato un esposto sindacale ad informare della vicenda la Procura della Corte dei Conti. L'organo inquirente ha subito acquisto progetti e relazioni finali conseguenti che hanno permesso la liquidazione dell'incentivo contrattuale. Acquisita la documentazione richiesta e dopo l'invito a dedurre notificato ai tre dirigenti indagati, il Pm Buccarelli ha notificato l'atto di citazione in giudizio. Il circostanziato atto di accusa del magistrato contabile afferma che l'erogazione della produttività incentivante non sarebbe avvenuta nel rispetto della vigente normativa di settore.

Piedimonte Matese, Alessandro Ottaviani, le chiavi del mistero

Trovato un mazzo di chiavi di una Bmw nel capannone in uso ad Alfredo Carini, ultimo ad averlo visto in vita
di Rosaria Capacchione*
Un mazzo di chiavi seminascosto in un angolo del capannone, tra attrezzi da lavoro e parti meccaniche. Chiavi di auto, com’è quasi normale che sia in una officina meccanica. Forse quelle della Bmw di Sandro Ottaviani, ritrovata un paio di giorni dopo la scomparsa dell’imprenditore, vuota: senza traccia alcuna del proprietario, senza traccia di affetti personali che potessero spiegare la sua sparizione. L’anno scoperto, quel mazzo di chiavi, i carabinieri della compagnia di Piedimonte Matese che stanno presidiando il capannone della Omc 4x4 durante lo sfratto, diventato esecutivo durante le ricerche di Ottaviani. Era in locazione da anni ad Alfredo Carini, l’ultima persona ad aver parlato con l’imprenditore di Piedimonte Matese, il 23 aprile scorso, e che stava cercando una mediazione per non perdere il diritto d’uso dello stabile. Trattativa che la scomparsa di Sandro Ottaviani ha interrotto per sempre e che ha portato all’esecuzione dello sfratto. Quelle chiavi potrebbero essere il grimaldello per arrivare alla soluzione del giallo. E infatti la Procura di Santa Maria Capua Vetere, dopo l’inventario degli oggetti recuperati a Dragoni, ha chiesto l’intervento del Ris per un sopralluogo approfondito all’interno del capannone. Gli specialisti potrebbero intervenire già nelle prossime ore, estendendo le indagini scientifiche anche al pezzo di campagna circostante. Si cercano impronte, orme, macchie di materiale organico, qualunque cosa possa contribuire alla soluzione del mistero. E sono invece gli uomini della Forestale a cercare, in queste ore, Alessandro Ottaviani, vivo o morto. Ricerche approfondite nei boschi e lungo i sentieri del Matese, già perlustrati nelle scorse settimane senza esito alcuno. Così come senza esito sono state le ricerche effettuate dai sommozzatori nei corsi d’acqua, fino ad Alvignano. Alessandro Ottaviani, imprenditore edile di 50 anni, è scomparso nel nulla la mattina del 23 aprile, un mercoledì. La sua sparizione era stata denunciata dai familiari nella serata stessa. E i carabinieri, già nella notte tra il mercoledì e il giovedì mattina, avevano avviato le ricerche scandagliando palmo a palmo, con l’ausilio di unità cinofile, la strada che l’uomo avrebbe percorso uscendo da casa, ad Alife, e fino al capannone di Dragoni, struttura che aveva dato in fitto da tempo all’azienda napoletana di Alfredo Carini che produce pezzi di carrozzeria per camion. Nessuna pista è stata sinora esclusa dagli investigatori: dall’allontanamento volontario di Ottaviani, magari per una vacanza all’estero - come era avvenuto in passato - a una fuga per ragioni economiche. Ma i parenti non sono stati in condizioni di avallare alcuna di queste piste, escludendo anzi preoccupazioni di natura economica. Con il passare dei giorni nessun elemento nuovo è stato raccolto dai carabinieri, e più forte diventa il timore di un epilogo tragico della vicenda.
*Giornalista de Il Mattino

Trafugati numerosi quadri sacri. Arriva Striscia la Notizia.

L'Agro caleno terra di nessuno. Predoni e tombaroli la percorrono in lungo e largo.
La notizia non poteva passare sotto silenzio. Le due cappelle rupestri calene dell’XI sec., derubate dei propri affreschi. Una notizia che non poteva lasciare indifferenti quanti credevano e credono nella storia come insegnamento per il futuro. “Un popolo che ignora il proprio passato – ha scritto Indro Montanelli – non saprà mai nulla del proprio presente”. E così è stato: i Caleni, (quelli di Calvi, ma anche quelli di Pignataro Maggiore), si sono fatti sfuggire dalle mani un patrimonio immenso, fatto di affreschi rubati e scippati dalle pareti. Una Cappella di origine eremitica cassinese ed una Cappella di origine funeraria, abbandonate a se stesse e ridotte a colabrodo, a scrigni vuoti senza più i loro tesori. E così si è fatta viva “Striscia la Notizia”. Venerdì scorso è arrivato nell’Antica Calvi, Luca Abete, di Striscia La Notizia con una troupe di Canale 5, proveniente direttamente da Roma e ha fatto il suo servizio che sarà trasmesso nei prossimi giorni. Ha girato per le grotte affrescate dalle 11 di mattina fino alle cinque di pomeriggio e poi si è recato a Caserta per chiedere spiegazioni alla Sovrintendenza ai Monumenti. Come mai, si è chiesto Luca Abete, la Sovrintendenza non si è accorta dello stato di completo abbandono in cui versano le due cappelle bizantine? Una condizione che lascia senza parole. Non uno, ma tutti gli affreschi della Grotta delle Formelle sono spariti dalla parete. Tutti stracciati con il motosega , ad uno ad uno: cinque spariti dalla parete sinistra, sei dalla parete centrale e due dalla parete destra. Affreschi che, sebbene in cattive condizione, qualche anno fa, stavano ancora al loro posto. Sono spariti la bella Madonna col Bambino, il ritratto di S. Giovanni Battista , S. Elena, S. Giovanni Evangelista, S. Nicola, S. Pietro, S. Michele, S. Donato, Santa Caterina, S. Benedetto e S. Giuseppe. Praticamente tutti: anche la bellissima Madonna Orante, l’Ascensione di Cristo, il banchetto di Erode, la Natività e la decapitazione di S. Giovanni Battista. Ormai della Grotta affrescata delle Fornelle, ossia della preziosa Cappella funeraria del Conte Pandolfo e della Contessa Gualferata dell’XI sec. d. C., non rimane che un antro vuoto, sporco ed inaccessibile. Come se non bastasse l’abbandono, qualcuno ha anche gettato materiale di risulta per impedirne del tutto l’ingresso, nonostante il cancello spalancato ed in gran parte divelto. Proprio un mese fa, in occasione della X settimana della Cultura, l’Archeoclub caleno si era recato sul posto per accompagnarvi una trentina di soci dell’Archeoclub di Acerra e diversi visitatori provenienti da Capua, Pastorano e Pignataro Maggiore. Eppure questa importante cappella funeraria, dove vennero tumulati il Conte Pandolfo e la Contessa Gualferada, il cui sarcofago è custodito in Cattedrale, e la stessa cappella dei Santi, meritavano ben altra attenzione da parte delle amministrazioni locali e dalla Sovrintendenza ai Monumenti. I visitatori provenienti da Acerra, Marigliano e Mugnano, sono rimasti senza parole nel vedere lo stato di completo abbandono in cui sono state lasciate le due grotte. “Non si poteva far finta di niente – ha spiegato la Presidente dell’Archeoclub di Acerra Rosa Anatriello - col passare degli anni le Grotte affrescate, sono rimaste sempre più abbandonate a se stesse, da permettere ai ladri d’arte di rubare quasi tutto gli affreschi bizantini strappandoli a forza con il motosega”.Un danno irrecuperabile. Nella cappella delle Fornelle, per esempio, sono spariti gli affreschi e sono rimasti 13 grandi buche alle pareti. Striscia la Notizie non ha potuto far altro che documentare l’ultimo atto della Calvi Bizantina che muore. Forse ci potrebbe essere ancora qualche speranza per salvare il salvabile alla “Grotta dei Santi”, ma chissà se Striscia riesca a fare il Miracolo di restaurare e portare gli affreschi superstiti al sicuro in cattedrale; così come è stato fatto per gli affreschi della Madonna della Stella a Riardo. Anche su questo i caleni, (i pignataresi) e la Sovrintendenza ai Monumenti di Caserta hanno ancora qualcosa da imparare.

Lo scandalo dei 25 arresti. Assunte persone per non farle lavorare! I Giudici stanno setacciando le carte

Emergenza rifiuti: nelle carte dei pm tutti gli sprechi del commissariato. Le soste dei camion pagate due volte.Rendiconti falsi e assunti per non lavorare.
Soste dei camion negli impianti pagate due volte. Operai interinali assunti a tempo indeterminato ma senza alcun compito da svolgere. Rendicontazioni disinvolte, con somme dirottate arbitrariamente. Quello degli sprechi del commissariato straordinario per i rifiuti è un altro dei temi scottanti affrontati dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo nell'inchiesta che martedì scorso ha portato all'arresto di 25 persone, tra cui il subcommissario Marta Di Gennaro. Tra i reati contestati, infatti, ci sono il falso e la truffa. È nel 2006 che le spese aumentano in maniera vertiginosa e uno dei motivi è l'assunzione a tempo indeterminato di personale addetto agli impianti di cdr. Personale che, in realtà, non serviva.

Su richiesta dei sindacati, tra marzo e maggio del 2006 gli addetti alla gestione degli impianti di cdr che avevano raggiunto un'anzianità di 12 mesi si videro riconosciuto il diritto di modifica del regime contrattuale da tempo determinato a tempo indeterminato e da interinale a tempo determinato, con un incremento del costo di circa 500.000 euro al mese interamente a carico del commissariato. Nel corso di quell'anno il personale era inoltre aumentato di un centinaio di unità, ufficialmente per assicurare il quarto turno negli impianti e lavorare la più grande quantità possibile di rifiuti. Eppure, hanno accertato i pm, proprio nel 2006, ad eccezione di quelli di Pianodardine e Casalduni, in nessuno degli impianti di cdr furono portati rifiuti in eccesso rispetto alle potenzialità. Anzi, il processo produttivo si era ridotto solo alla tritovagliatura, mentre le altre sezioni, tra cui quella in cui si sarebbe dovuto fare il trattamento aerobico della frazione umida, erano state disattivate.
L'inerzia dei dipendenti era evidente soprattutto nell'impianto di Caivano, come si evince da una telefonata tra Giuseppe Iavazzo, responsabile dell'ufficio flussi del commissariato, che è tra gli arrestati, e Ciro Turiello, ex braccio destro di Bertolaso poi diventato, per un breve periodo, direttore generale dell'Asìa. Turiello si lamenta: a Caivano non si lavora come si deve. La situazione è «esplosiva », dice, anche perché gli operai vengono pagati ma non lavorano. Poi c'è l'imbroglio dei camion che sostavano negli impianti in attesa di scaricare. Gli autisti lasciavano i rimorchi in sosta e si allontanavano con le motrici: poi veniva presentato un conto doppio. Quando alla Fibe si viene a sapere che sulla vicenda sta indagando la Procura, si cerca di correre ai ripari. Vengono allontanati due dirigenti, entrambi arrestati nel blitz dell'altro giorno, ed è avviata un'inchiesta interna: l'amministratore delegato Massimo Malvagna, parlando al telefono, spiega che, in media, un autotrasportatore guadagna circa 700 euro al giorno tra soste e trasporto: una cifra troppo alta, secondo il suo interlocutore; 500 euro sarebbe accettabile.
Le verifiche dei pm sui conti fanno paura, dice Malvagna in un'altra telefonata, ma l'interlocutore la pensa diversamente: «Uno lo può vedere con il terrore, ma... siccome è una s.p.a. che funziona a 360 gradi, quello che ne sa se tu metti delle spese per l'avvocato o per fare un lavoro a Palermo?». Ieri, intanto, primi interrogatori del gip Rosanna Saraceno alla presenza dei due pm. Sono stati ascoltati i sette responsabili degli impianti di cdr, assistiti dall'avvocato Ilaria Criscuolo

Sandro De Franciscis presenta l'osservatorio provinciale sui rifiuti alla presenza di Ganapini

"Mi contestano il silenzio, ma io non sono Masaniello!" Afferma il presidente della Provincia di Caserta.
"Questa Amministrazione non è mai stata inerte rispetto al problema dell'emergenza rifiuti. Parlano per noi gli atti e le iniziative poste in essere. Abbiamo semmai sofferto, come classe dirigente cui è toccato il compito di misurarsi con la gestione della cosa pubblica in questa fase storica, l'inerzia di chi ci ha preceduti non avendo ereditato uno straccio di programmazione in materia". Lo ha affermato in mattinata il presidente della Provincia, Sandro De Franciscis, aprendo i lavori del convegno di presentazione dell'Osservatorio provinciale sui rifiuti, l'organismo nato con l'obiettivo di raccogliere, analizzare ed elaborare dati sulla produzione e gestione dei rifiuti, alla presenza dell'assessore regionale all'Ambiente, Walter Ganapini. "Una iniziativa – ha detto De Franciscis parlando dell'Osservatorio – che giunge a maturazione nei tempi previsti e che si propone d'essere uno strumento al servizio di cittadini ed Istituzioni". Il presidente della Provincia si è però soffermato su quanto è stato prodotto dall'Ente negli ultimi due anni in materia e sulle ragioni delle scelte adottate. "Mi preme riaffermarlo in questa sede – ha premesso De Franciscis – per onore di verità e perché noto che alla luce del mutato quadro politico a livello nazionale vi sono tentazioni di mettere in mora le persone sbagliate. La verità – ha quindi aggiunto il presidente della Provincia – è che prima di noi in questo Ente non c'era un assessorato ad hoc e che noi abbiamo dato impulso all'intero settore, così come abbiamo restituito dignità professionale al corpo di Polizia provinciale che espleta adesso anche compiti di polizia ambientale". De Franciscis ha fatto quindi accenno all'insediamento della task force di tecnici e di esperti della materia "perché vi fosse un approccio finalmente scientifico verso la materia tenendo conto delle peculiarità morfologiche del territorio", alle iniziative prodotte per dare impulso alla raccolta differenziata e alla scelta "decisa e coerente", di collaborare sempre con tutti i livelli dello Stato a prescindere dal colore del Governo nazionale. "Una scelta che confermiamo oggi – ha detto – assieme a tutti i sindaci della provincia". "Mi viene spesso anche contestato il silenzio – ha tra l'altro detto De Franciscis – ma se mi chiedono di travestirmi da Masaniello io vi rinuncio: i Masanielli non risolvono il problema dei rifiuti". Quanto alle imminenti iniziative, De Franciscis ha rinnovato l'appello perché scatti il necessario "meccanismo di solidarietà nella scelta dei luoghi destinati ad ospitare gli impianti del ciclo dei rifiuti". "Diversamente – ha concluso – corriamo il rischio che altri continueranno a prendere decisioni sulle nostre teste".

Compleanno speciale per una persona speciale di Piana di Monte Verna

Oggi compi 39 anni. Non sono poi tanti…ma nemmeno sono pochi! Sarebbero tanti per farti capire che hai un figlio splendido e che un’intera Comunità ti invidia? Non credo! Sarebbero pochi per cercare di capire quanto tu abbia potuto sbagliare nella tua vita? Nemmeno ci credo! Allora che siano tanti o che siano pochi, gli anni che una persona ha vissuto deve cercare di valorizzarli al massimo! Non fosse altro, proprio per i propri principi che quello stesso soggetto, in forma caparbia, porta avanti ed ai quali vuole dimostrare di crederci a tutti i costi... sia quel che sia! Allora credici! Credici fino in fondo, soprattutto per ciò che hai fatto, però non coinvolgere chi proprio non centra nulla. Intanto ti auguro con tutto il cuore di trascorrere al meglio l’ultimo capitolo degli “enta”. Sei quasi arrivata negli “anta” però ti posso assicurare che si sta molto bene! Buon compleanno, con immutato affetto!
Lettera firmata

giovedì 29 maggio 2008

Caiazzo, ex mercato coperto di via Giovannizzi. La minoranza presenta un’interpellanza scritta. “La situazione è grave!”

Dell’area dell’ex mercato coperto ubicata in via Giovannizzi, ce ne siamo occupati tantissimo nelle ultime settimane, visto che anche alcuni episodi di cronaca hanno portato alla ribalta lo stato che vigeva all’epoca delle discariche chiuse. Infatti qualche settimana fa una mole impressionante di rifiuti era stata data alle fiamme, sprigionando nell’aria a ridosso del centro storico veleni e quant’altro immaginabile. A tal proposito, la minoranza consiliare ha depositato in questi giorni presso gli uffici comunali, una interpellanza scritta all’assessore all’ecologia Antonio Chichierchia, con la quale i cinque consiglieri comunali, Ciro Ferrucci, Stefano Mennillo, Amedeo Insero, Francesco Perrone e Antimo Cerreto chiedono di: “conoscere, con urgenza, quali provvedimenti intende adottare l'assessore all'ambiente circa la grave situazione che perdura oramai da mesi nell'area dell'ex mercato coperto, divenuta ricettacolo di materiali pericolosi ed inquinanti di ogni genere, assolutamente nocivi per la salute dei cittadini tutti ed in particolare degli abitanti della zona”. Lo stesso gruppo della minoranza per ciò che attiene anche l’Unità di crisi creata dal sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto ha ha partecipato su invito dello stesso assessore all’ambiente ad una riunione per la promozione di un tavolo di crisi in materia di gestione R.S.U. (rifiuti solidi urbani). Nel corso della riunione l’Opposizione ha manifestato la massima e fattiva disponibilità a collaborare per i problemi della Città, significando però, che tale partecipazione all’ “Unità di Crisi” non opera il coinvolgimento delle responsabilità dell’attuale amministrazione e di quella uscente in merito alla gestione dei rifiuti e dell’ambiente nella nostra Città, nel mentre in molti comuni viciniori già la raccolta differenziata è la regola con risultati soddisfacenti. L’Opposizione ha inoltre precisato che parteciperà e contribuirà con propri rappresentanti ed esperti, come già , di fatto, ha fornito indicazioni concrete e linee programmatiche per la costituenda “unità di crisi”, all’interno della quale ciascuno conserverà le proprie responsabilità e dove sarà necessario la presenza del segretario verbalizzante. L’Opposizione, peraltro, ha preannunziato verbalmente all’Assessore del ramo che è stata formulata una interrogazione da parte dei consiglieri del gruppo “Caiazzo Città Viva” sul punto, richiamando i vari inviti ed ammonimenti rivolti dal commissario delegato per l’emergenza rifiuti al Comune di Caiazzo. Ci si attende, quindi, una risposta in tempi rapidi e, finalmente, l’adozione dei provvedimenti necessari al varo della tanta auspicata differenziata, che nel corso della campagna elettorale molti davano per avviata ma moltissimi ne avvertivano solo il miraggio.
(Nella foto un'immagine di...repertorio di come quindici giorni fa era la situazione rifiuti a Caiazzo)

Piana di Monte Verna, dopo lo scioglimento del Consorzio Acsa CE/3 c’è molta apprensione tra alcuni locali dipendenti.

Si sta creando uno stato di apprensione nei dipendenti dell’Acsa CE/3 che lavorano in paese per il prosciolto Consorzio. Infatti se proprio a Piana di Monte Verna la raccolta differenziata è in stato avanzatissimo da quattro anni ed ha toccato picchi molto alti, vicini al 70%, molto si deve anche a loro, ovvero gli operai tutti locali che smaltiscono i rifiuti per il Consorzio Rifiuti. Adesso però il problema se lo pongono prima loro, poiché se è vero come è vero che tutti i Consorzi dei rifiuti sono stati assorbiti dal Consorzio Unico voluto da Guido Bertolaso, gli operai pianesi di punto in bianco si ritrovano in un calderone inimmaginabile fin d’ora. Da molte parti, vedi la Geoeco, viene chiesto allo stesso Bertolaso e più segnatamente al suo vice che si occuperà di gestire il Consorzio Unico, ovvero Marcello Fiori, di fare chiarezza sulla sorte dei molti operai che gestivano i vari Consorzi e nella fattispecie l’Acsa CE/3. Il cambio di gestione ha richiesto dalla sera alla mattina tra l’altro, il passaggio di cantiere degli oltre 1500 lavoratori dei 4 consorzi. Ma i timori di molti degli stessi operatori del settore riguardano anche l’eventuale rallentamento nell’attività di raccolta differenziata. Senza contare il pagamento degli stipendi: “Se il soggetto consorzio non esiste più, chi pagherà i salari ai lavoratori?” si domandava ieri un funzionario dell’Acsa Caserta 3. Intanto il paese è lustro come non mai a differenza di altre comunità circostanti, che sebbene hanno dovuto dare il via anch’esse e per legge alla raccolta differenziata, in ogni caso sono costrette a fare ancora i conti con una mole impressionante di rifiuti da smaltire, rimasti ancora in zona centrali, nonostante le varie discariche siano iniziate a funzionare a pieno regime. E tutto ciò, perché in molte zone dell’alto casertano, proprio l’Acsa CE/3 è stata molto inadempiente coi Comuni.

Alto Casertano, presentata oggi la Gran Fondo del Volturno

E’ stata presentata Giovedì mattina alle ore 11.30 al “Centro Commerciale Campania” la “Prima Gran Fondo del Volturno”, la gara che avrà luogo il 15 giugno prossimo. La manifestazione è stata organizzata dall’associazione “Centoeventi”, in collaborazione con l’Asd Volturnia Bike e con i quotidiani “Corriere di Caserta” e “Cronache di Napoli”.
Presenti oltre ai vari appassionati delle “due ruote” anche il Prof. Pino Cutolo, Presidente Campano FCI, i professionisti della “Miche” Pasquale Muto e Nicola D’Andrea, oltre agli Assessori allo Sport Michele Farina per la Provincia e Ferdinando Piscitelli per il Comune. A prendere la parola inizialmente è stato Fabio Santoro, direttore del Centro Commerciale Campania, che ha rivolto un saluto ai presenti, evidenziando la sinergia che si è creata tra il mondo dell’impresa, delle associazioni e dello sport.
Poi è stata la volta del numero uno del ciclismo regionale: “Un ringraziamento a quanti hanno voluto questo evento promozionale, ne abbiamo bisogno sia come ciclismo che per i luoghi attraversati, per i quali puntiamo allo sviluppo. Un plauso agli organizzatori, non è semplice preparare una “Gran Fondo” in soli tre mesi, ma è stato fatto un lavoro da gara nazionale”.
L’assessore provinciale Michele Farina ha evidenziato, invece, il gioco di squadra tra le componenti politiche, delle associazioni e dell’editoria “al fine di valorizzare le zone della Provincia di Terra di Lavoro. Per questo motivo - ha detto – la Provincia è voluta scendere in campo per sostenere questa splendida iniziativa”.
Pasquale Muto e Nicola D’Andrea invece si sono soffermati sul percorso di gara, ed entrambi hanno evidenziato che il tragitto non ha nulla da invidiare ad una tappa del Giro d’Italia. “Il nostro augurio - hanno riferito - è che tale manifestazione possa fare da prologo ad un ritorno, sulle strade del Matese, di una tappa del Giro d’Italia, oppure rappresentare il ritorno del Giro della Campania per Professionisti”.

Piedimonte Matese, clamoroso sequestro di droga effettuato dalla locale Tenenza della Guardia di Finanza

Arrestato anche il corriere che la trasportava. Sette chilogrammi di hashish pronti per lo smercio. Duro colpo per l'organizzazione malavitosa
Prosegue l’impegno della Guardia di Finanza di Caserta nel contrasto di traffici illeciti delle organizzazioni criminali. Da tempo gli uomini del Nucleo Mobile in forza alla Tenenza di Piedimonte Matese, guidata dal Luogotenente Liliano Liberato si erano messi sulle tracce dei cosiddetti “signori della droga”, ovvero non i soliti pusher che si limitavano a fumare qualche cannetta o a distribuirla nel ristretto giro di appartenenza, bensì hanno puntato molto in alto andando a monte del problema, mettendosi sulle tracce di coloro che con molta probabilità la droga la diramavano nelle piccole realtà come appunto Piedimonte Matese e l’alto casertano. In tale ambito, i Finanzieri della Tenenza di Piedimonte Matese, nel corso del controllo economico del territorio, hanno individuato una Smart con alla guida un soggetto che ha destato da subito dei sospetti. Dopo un preliminare riscontro della targa dell’auto attraverso le banche dati, è stato rilevato che l’intestatario della vettura era gravato da precedenti di polizia e, pertanto, si è ritenuto opportuno approfondire la sua destinazione, mediante pedinamento. In prossimità dello svincolo autostradale in direzione Salerno, i militari procedevano a fermare il mezzo rilevando da subito uno stato di agitazione del trentaquattrenne siciliano alla guida, risultato tuttavia non il proprietario del veicolo, ma con precedenti penali. Le circostanze riscontrate hanno suggerito ai Finanzieri di effettuare più approfonditi accertamenti all’interno dell’autoveicolo al cui esito è stato possibile rinvenire circa 7 Kg. di hashish, divisi in 35 “panetti” abilmente confezionati ed occultati in un’intercapedine ricavata all’interno del portellone posteriore della vettura. Il corriere, C.C., originario della provincia di Agrigento, è stato dunque condotto presso la caserma della Guardia di Finanza per gli adempimenti di rito e, successivamente, tradotto nel carcere di Poggioreale a disposizione della Magistratura. Importante il risultato raggiunto: la sostanza stupefacente sequestrata, verosimilmente destinata al mercato dei più giovani, avrebbe potuto infatti fruttare illeciti guadagni per circa € 70.000. Sequestrato, inoltre, il veicolo utilizzato per il trasporto che, alla luce della normativa vigente potrà essere confiscato e destinato all’impiego per ragioni di giustizia. Il risultato conseguito testimonia il continuo impegno profuso dalle Fiamme Gialle di Caserta nella lotta al fenomeno dello spaccio e traffico di sostanze stupefacenti.
Gian Marco della Paolera

Bassolino ha i giorni contati. Presentata al Senato la mozione di sfiducia da parte del PdL

Alla fine il Pdl ha varcato il Rubicone. Rotti gli indugi, Nicola Cosentino ha mobilitato i senatori campani che oggi hanno presentato al Senato una mozione che chiede lo scioglimento del Consiglio regionale della Campania. Un'istanza che parte dalla considerazione di una ormai conclamata delegittimazione del governo regionale. Prima l’inchiesta con il rinvio a giudizio poi la procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea, La mozione reca la firma dei senatori Antonio Paravia, Vincenzo Fasano, Pasquale Giuliano, Sergio de Gregorio, Cosimo Izzo, Diana De Feo , Carlo Sarro, Sergio Vetrella, Sergio Compagna, Cosimo Sibilia , Barbara Contini , Vincenzo Nespoli, Maurizio Saia, Gennaro Coronella La mozione è stata presentata stamattina.Al momento della sua redazione era presente anche il segretario regionale del Partito Repubblicano, Carmine Bevilacqua che ha contribuito alla sua stesura.
Prospero Cecere
Questo il testo integrale della mozione:
Premesso che la pessima gestione del ciclo dei rifiuti nella regione Campania ha portato, in data 29 febbraio 2008, il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Napoli, Marcelle Piscopo, a decidere il rinvio a giudizio del suo attuale Presidente, on. Antonio Bassolino, già Commissario straordinario per l'emergenza rifiuti dal 2000 al 2004, e di altre ventisette persone. La Commissione europea, già il 27 giugno 2007, ha avviato una procedura d'infrazione contro l'Italia per la crisi cronica dei rifiuti che coinvolgeva Napoli e il resto della regione Campania; i danni arrecati, direttamente e indirettamente, al sistema economico, anche nazionale, ammontano a vari miliardi di euro;considerato che: il deflagrare dell'emergenza relativa allo smaltimento dei rifiuti in Campania ha duramente intaccato l'immagine e la credibilità nazionale; già nel corso dell'ampio dibattito svoltosi nella seduta antimeridiana di giovedì 17 gennaio 2008, in questo ramo del Parlamento, sulle comunicazioni del Governo sull'emergenza rifiuti in Campania e sulle relative proposte di risoluzione, sono stati più volte sottolineati la gravita della situazione, i danni ed i rischi ad essa connessi per la salute dei cittadini campani, la disgregazione del tessuto sociale e l'invadenza della criminalità organizzata, le conseguenze economiche, specie per il calo di fiducia dei consumatori nei confronti dei prodotti dell'agricoltura e dell'allevamento, la compromissione dell'immagine a livello mondiale che sta producendo effetti devastanti sul turismo e sulla commercializzazione dei prodotti tipici regionali; la situazione attuale frutto di oltre un decennio di omissioni, inadempienze, clientelismo e malaffare degli amministratori regionali, provinciali, locali e di discontinue gestioni commissariali; le misure emergenziali adottate dal dimissionario Governo Prodi rappresentano una vera e propria dichiarazione di resa di fronte all'ordinaria catastrofe che i cittadini campani sono quotidianamente chiamati a subire da un decennio, impegna il Governo a proporre, ai sensi dell'ari. 51 della legge 10 febbraio 1953, n. 62, lo scioglimento del Consiglio regionale della Campania e la rimozione del Presidente della Giunta, secondo quanto previsto dall'art. 126 della Costituzione.

Gli arresti per i rifiuti. Parla il Gip Saraceno: "al Commissariato non "sopportavano" i Carabinieri.

"La discarica è piena di liquido se sale sarà come un Vajont"
Il commissariato all'emergenza rifiuti mostrava "insofferenza" verso "lo zelo e il pericoloso spirito investigativo dei carabinieri". Così scrive il gip Rosanna Saraceno nell'ordinanza di 643 pagine con la quale sono stati posti agli arresti domiciliari 25 tra funzionari e dipendenti del Commissariato per l'emergenza rifiuti in Campania. A tale proposito sono significative alcune conversazioni intercorse tra Marta Di Gennaro (NELLA FOTO), responsabile del settore sanitario del Dipartimento della Protezione Civile e già vice di Guido Bertolaso quando l'attuale sottosegretario era Commissario ai rifiuti e un dirigente della protezione civile: Al centro delle conversazioni, alcune relazioni effettuate da un appuntato dei carabinieri sulla discarica di Villaricca, che denunciavano il pericolo di "tracimazione del percolato" e, documentata anche da fotografie, la "fuoriuscita dai pozzi di getti di percolato" dovuta alla natura del materiale conferito ovvero "frazione organica solo tritovagliata, in nulla trattata - si sottolinea nell'ordinanza - e dunque costituita da materiale eccessivamente umido con conseguente e naturale produzione di un enorme quantitativo di percolato", il tutto con "il concreto pericolo di produzione di danni ambientali da contaminazione". "La conoscenza di tali circostanze - scrive il gip - come evidenziate dall'appuntato nelle sue annotazioni da parte della protezione civile e segnatamente da parte di Marta Di Gennaro e Michele Greco (dirigente della Regione Campania, già dipendente della protezione civile, ndr) è resa evidente dal contenuto di alcune conversazioni telefoniche". La Di Gennaro, si legge in una delle intercettazioni contenute nell'ordinanza, parla al telefono con un dirigente della Protezione Civile al quale spiega di avere ricevuto dal Noe l'esibizione di documenti riguardanti rapporti interni al dipartimento su Villaricca. Ecco una parte della conversazione del 7 luglio 2007: "Il giorno 2 ho ricevuto una richiesta dal Noe di esibire documenti riguardanti rapporti interni al dipartimento su Villaricca, allora io l'ho detto a Guido e gli ho detto che questa è una cosa stranissima perchè questi non sono...ti ricordi che Guido ha smesso di autorizzare le missioni dei Carabinieri...". Nonostante però le missioni non fossero più autorizzate "hanno continuato ad arrivare - prosegue la Di Gennaro - questi appunti su sopralluoghi fatti, alcuni dei quali esordivano dicendo 'questo sopralluogo viene fatto in periodo di ferie dal sottoscritto con mezzi propri'". "Bisognerebbe capire questo che vuole...", dice il dirigente e Di Gennaro risponde: "Non lo dicono...quando coso glielo ha detto...loro sono riservati, capito...quindi dovrebbe essere allegato a quel malloppetto di roba che ti ho mandato...la richiesta di tre righe di questo Masi...che cosa vuole, vuole quelli...vuole quei pezzacci di carta che ti vedi lì...che dobbiamo fare?...Forse li dobbiamo dare ma così li suffraghiamo...". L'interlocutore commenta: ...Io se do una disposizione ad un chicchessia, anche fosse un carabiniere ma funzionalmente dipendente da me, di non fare e quello mi dice 'io sono andato in ferie', io gli farei subito una nota di contestazione dicendo 'io non ti ho chiesto niente'...". La Di Gennaro risponde: "Io non gliel'ho fatta questa nota...ma noi questa cosa, in realtà, non l'abbiamo potuto fare per quella famosa mancanza di chiarezza che si concretizzò nel momento in cui Guido aveva detto che questi sono tutti fuori quindi per noi non contavano più...quindi questi hanno continuato a fare quello che facevano...quella era la ragione per cui ce li volevamo togliere di mezzo". "Eloquenti ed emblematiche - scrive quindi il gip - le considerazioni svolte dai due interlocutori sull'opportunità o meno di aderire e dar seguito alla richiesta del capitano Masi, nella consapevolezza, del tutto evidente ed esternata, che le ridette relazioni, in cui erano state pedantemente evidenziate e riferite tutte le sostanziali anomalie riscontrate, avrebbero potuto 'suffragare' accertamenti investigativi l'ipotizzazione di precise responsabilità". "Ma - aggiunge il gip - soprattutto stupisce la logica, parimenti esternata, conclamata da numerose ulteriori risultanze di una pretesa facoltà e/o diritto di controllo sull'attività degli organi di polizia giudiziaria preposti ad attività di verifica, sino a giungere alla stesura, come da ordine superiore direttamente impartito, di una lettera con cui si disponeva il rientro immediato dei militari distaccati per 'cessate esigenze'."
E QUESTE ALCUNE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE INTEGRALI
E' imperniata su decine di intercettazioni telefoniche l'inchiesta della Procura di Napoli sulla gestione dei rifiuti che ha portato martedì all'emissione di 25 ordinanze di arresti domiciliari. Dialoghi riportati nelle oltre 650 pagine firmate dal giudice Rosanna Saraceno e sulla cui interpretazione gli indagati potranno replicare negli interrogatori che inizieranno oggi in Tribunale. "Il Vajont di percolato". Maggio 2007, la discarica di Villaricca è diventata "una piscina di percolato". Due dirigenti Fibe (ora ai domiciliari) Angelo Pelliccia e Sergio Asprone, ne parlano al telefono. Asprone: "Mò cosa succede? se stanotte io vado e ce metto altre 2200-2300 tonnellate, non faccio altro che fare il Vajont, vado sopra e spingo". Pelliccia: "Certo, quello sale ed esce". Asprone: "E sparo fuori stà roba. Dato che è previsto pure pioggia, noi ci siamo attivati in tutto e abbiamo fatto tutto il possibile". In un successivo passaggio della stessa conversazione, i due interlocutori aggiungono: Asprone: "Oltretutto rischiamo di brutto perché qua la patata è veramente pericolosa e bollente. Vabbò che mo' viene Malvagna (amministratore delegato di Fibe, ndr)" Pelliccia: "Anche perché quello che dice lui è: ma scusate, allora perché non ci mettiamo del materiale inerte sopra, così almeno la cosa appare visivamente più pulita?". Asprone: "E ce l'ho, avrei qualcosa come 500 metri cubi di legnetti da biofiltro che sò secchi e assorbono acqua". Pelliccia: "Ma lui parlava di sabbia, no? Ci metti sabbia, terreno, quello si asciuga, ricopri così, si vede meglio". "Villaricca è nostra". Sul rischio tracimazione del percolato verranno intercettate telefonate anche fra altri interlocutori. Il 23 maggio 2007 ne parla Marta Di Gennaro, all'epoca vice di Guido Bertolaso al commissariato per i rifiuti, con il dirigente Michele Greco.
Di Gennaro: "Senti una cosa, vedo un messaggio che mi manda una fotografia di Villaricca che sta tracimando il percolato". Greco: "Ora lo verifico un attimo". Di Gennaro: "Vuoi vedere? È veramente impressionante l'immagine, mancano solo pochi centimetri al bordo". Nel corso del dialogo, Di Gennaro chiede poi a Greco di inviare una relazione sul caso al prefetto Alessandro Pansa. Di Gennaro: "Lo devi fare per iscritto, Michele, perché Villaricca è nostra. Greco: "Va bene". Di Gennaro: "Perché hai capito? Se poi succede qualcosa, eh ma quello era un problema di Bertolaso. No, finché c'era Bertolaso funzionava, ok?" Greco: "Va bene, la preparo subito". L'episodio del percolato di Villaricca viene citato dai magistrati fra quelli dai quali emergerebbe una "comune e consolidata vocazione alla gestione dei rifiuti del tutto abusiva e non giustificata dal richiamo a una situazione di emergenza". Gli schiaffi di Bertolaso. In molte intercettazioni compare l'amarezza di Bertolaso per gli ostacoli incontrati nell'attività di commissario straordinario. Il 30 maggio 2007 parla con Marta Di Gennaro (ora ai domiciliari) della situazione legata alla discarica di Ariano Irpino. Di Gennaro: "Stiamo facendo l'ultimo punto della situazione perché quando andiamo lì questi ricominciano i soliti giochini... allora abbiamo trovato lì, abbiamo trovato qui, che avete trovato, che avete fatto, quanto è andato, quanto non è andato. E io sono costretta a relazionare". Bertolaso: "Tu fai una relazione molto semplice, dici abbiamo portato 17mila tonnellate o quante ne avete portate. Questa sera finisce tutto. Bertolaso l'altro ieri si è preso schiaffi, prima da quelli di Parapoti, poi da quelli di Acerra. Non ha più guance da offrire per queste vicende e quindi alternative non ne abbiamo, abbiamo sondato tutto il territorio, le altre ipotesi non stanno in piedi. Sulla Romania sapete meglio di me come hanno risposto le autorità locali, comunque mi pare che qualcuno non demorda... ma noi stiamo davanti alla finestra, cosa altro c'è da dire". La bocciatura. Il giudice Rosanna Saraceno ha accolto in massima parte le tesi dei pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, coordinati dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara. Il giudice ha però ritenuto sufficienti gli arresti domiciliari (la Procura aveva chiesto il carcere) e ha rigettato la richiesta per il reato di associazione per delinquere. Questa contestazione, ha spiegato, è "frutto di ipertrofia accusatoria".

Piedimonte Matese, tre arresti dei Carabinieri guidati dal capitano Salvatore Vitiello

Nell’ambito di una vasta operazione dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, finalizzata a contrastare il fenomeno della criminalità, tre pregiudicati sono finiti nei guai. Il primo a cadere nella rete tesa dai militari è stato un pregiudicato di origini asiatiche, con vari precedenti per reati contro il patrimonio e in materia di immigrazione clandestina. Si tratta di G. N., 27enne, il quale è stato sorpreso nella periferia della cittadina pedemontana, mentre probabilmente era intento a portare a compimento qualche attività illecita. Sul suo conto i Carabinieri hanno scoperto che pendeva un ordine di espulsione emesso dalla Prefettura di Caserta e pertanto hanno proceduto al suo arresto in flagranza di reato. Il pregiudicato è stato trasferito presso la Casa Circondariale in attesa del processo a suo carico che si terrà davanti ai Giudici del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Nei confronti di altri due pregiudicati A.G., 28enne di Dragoni, con precedenti per reati in materia di stupefacenti, furto e rapina e D.V., 33enne di Piedimonte Matese, con precedenti per reati contro la persona e in materia di stupefacenti, i Carabinieri hanno dato esecuzione ad una misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per la durata di due anni emessa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. In pratica a causa dei reati commessi dovranno osservare una serie di obblighi tra i quali la detenzione domiciliare nelle ore serali e notturne, il divieto di allontanarsi dal comune di residenza, la sospensione della patente di guida e la presentazione nei giorni prestabiliti presso le Autorità di Polizia. Tali attività volte a garantire tranquillità e sicurezza per i cittadini saranno ulteriormente intensificate da parte dell’Arma con l’approssimarsi del periodo estivo.

Arrestato tenente dei vigili urbani di Aversa e il di lui marito per spaccio di droga

Nel pomeriggio di ieri, nell'ambito di una serie di perquisizioni domiciliari effettuate sul litorale domizio da personale della squadra mobile di Caserta, diretta dal vice questore Rodolfo Ruperti, del commissariato di Castelvolturno e del reparto prevenzione crimine Campania, sono stati tratti in arresto il pregiudicato Luigi Di Grazia di anni 53 da Aversa e la sua convivente Anna Maria Perfetto 54 anni, tenente dei vigili urbani in servizio presso il comando di Aversa.Nel corso della perquisizione dell'abitazione, ove il Di Grazia si trovava agli arresti domiciliari, gli agenti hanno infatti rinvenuto circa 300 grammi di hashish nonche' una piantagione di cannabis ricavata sul terrazzo del secondo piano dell'abitazione in Castelvolturno al viale della vecchietta.Nel corso dell'operazione sono state sequestrate cautelativamente tre pistole e alcune munizioni regolarmente detenute dalla Perfetto Anna Maria. I due sono stati associati presso la casa circondariale di S. Maria C.V. e di Pozzuoli a disposizione della Procura della Repubblica di S. Maria C.V..

Guardia di Finanza, arrestata donna spacciatrice. Aveva 3mila dosi pronte per lo spaccio!

Operazione antidroga della Guardia di Finanza di Benevento. I militari delle Fiamme Gialle hanno intercettato una giovane donna che circolava a bordo di uno scooter, nel Rione Libertà di Benevento. La ragazza, nota ai finanzieri per la sua presenza in luoghi della città frequentati da spacciatori e consumatori di droga, è stata trovata in possesso di nove dosi di cocaina pronte per lo spaccio e sei grammi di hashish. Antonietta Caprio, 21 anni, originaria del napoletano ma residente da diversi anni a Benevento, dopo l’arresto è stata condotta presso gli uffici del comando provinciale. Durante la perquisizione della sua abitazione, i finanzieri si sono trovati di fronte ad un vero e proprio bazar della droga. Infatti, abilmente occultati, le Fiamme Gialle hanno rinvenuto e sequestrato 700 grammi di hashish in panetti da cento grammi ciascuno e 66 dosi di cocaina già singolarmente confezionate per lo spaccio. L’operazione, significativa per le quantità di stupefacenti rinvenute, si è conclusa con il sequestro complessivo di oltre 700 grammi di hashish, da cui si potevano ricavare circa 3mila dosi e di 64 grammi di cocaina già suddivisa in 75 dosi. La donna è stata associata alla locale casa circondariale, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
campaniareport

mercoledì 28 maggio 2008

Caiazzo, dramma per una famiglia con cinque figli senza casa. Sgomberati da una banca dall’attuale abitazione.

Quello che sta avvenendo a Caiazzo per un nucleo familiare con cinque figli rappresenta un vero e proprio dramma. Parliamo di una famiglia che con ben cinque figli che vivono in uno stato di bisogno davvero reale. A tal proposito già la settimana scorsa alcuni siti telematici, anche nazionali, furono tempestati di email che denunciavano questa situazione disdicevole. Questa una lettera giunta anche a noi e racconta i fatti come attualmente stanno: “Una storia che ha realmente dell'incredibile. Siamo nel 2008 raccogliamo fondi tramite televisione e radio da destinare all'estero a persone meno fortunate di noi, a bambini sofferenti, ma non pensiamo alla povertà in Italia! Vi voglio raccontare una storia che sta accadendo proprio adesso a Caiazzo, una famiglia formata da marito, moglie e ben cinque figli, sono ridotti alla fame. Non hanno lavoro, non hanno di che sfamare i cinque bambini, non hanno un tetto sulla testa, sono italiani! Ripeto sono italiani ! Come è possibile che in una cittadina come Caiazzo, con un sindaco realmente attento alle problematiche sociali possa accadere ciò? Informiamo i servizi sociali pregandoli di intervenire! Siamo certi che la solidarietà dei caiatini e dei casertani tutti, non mancherà a farsi sentire.” Ed in effetti qualcosa è iniziato a muoversi, atteso che dall’intero alto casertano si è fatta avanti la Caritas Diocesana retta da don Alfonso De Balsi, che non dispera di trovare una soluzione a questa famiglia in piena crisi assicurando un tetto soprattutto ai cinque innocenti bambini, di cui qualcuno, pare, anche seriamente ammalato. La famiglia in questione ha occupato un’abitazione libera, ma questa deve essere urgentemente sgombrata perché oggetto di una procedura espropriativa da parte di una banca la quale dopo una serie di compravendite, ha visto l’ultimo acquirente non in grado di far fronte al mutuo. Abitazione che, peraltro, era stata già sgomberata da una parente acquisita dell’attuale “inquilina”, che a sua volta ha occupato un alloggio comunale contiguo ad un altro, occupato abusivamente, e per il quale ugualmente il Comune ha dovuto imporre lo sgombero. Della vicenda, in ogni caso, pare stia per essere investito anche l’attuale assessore del Comune di Caiazzo alle politiche sociali, Tommaso Sgueglia, il quale, sicuramente non si farà sfuggire l’occasione per confermare quanto di sensibile ha finora prodotto per le fasce deboli.

Accoltella il vicino per futili motivi: arrestato rappresentante che per tanti anni ha lavorato anche a Caiazzo e nell'agro caiatino

L'altro ieri mattina, alle 10.30, gli agenti della "squadra volante" dell'ufficio prevenzione generale della Questura, hanno arrestato un uomo, Eugenio Ambrogi, 47 anni, residente a Caserta, che poco prima, senza motivo, aveva aggredito e ferito con un coltello a serramanico un conoscente mentre questi si trovava nel negozio dove lavora in Piazza Matteotti. L'uomo ha lavorato per tanti anni nella zona dell'agro caiatino, consegnando prodotti cosmetici per parrucchieri e barbieri, ed era molto conosciuto anche a Caiazzo. Nel pomeriggio di domenica scorsa la vittima aveva gia' denunciato l'Ambrogi, persona affetta da problemi psichici, per minacce telefoniche. Ieri mattina Ambrogi si e' recato nel laboratorio del giovane e, senza motivo apparente, lo colpiva con l'arma da taglio nella regione retro auricolare destra provocando, fortunosamente, solo una ferita superficiale giudicata guaribile in 7 giorni. La vittima, ripresasi dalla sorpresa, reagiva e, grazie anche all'intervento di un passante, disarmava l'aggressore che si allontanava, mentre alcuni soccorritori, richiamati dagli schiamazzi, avvisavano il "113". Una "volante" in pochi attimi ha raggiunto il posto e mentre gli agenti ricostruivano insieme ai testimoni l'accaduto e raccoglievano indizi per individuare l'aggressore, questi, improvvisamente, sbucava dal portone di un edificio e, profferendo minacce verbali, aggrediva e percuoteva violentemente uno dei poliziotti che, pero', lo atterrava e ammanettava immediatamente. In seguito si accertava che i due protagonisti si conoscevano, infatti l'Ambrogi abita a breve distanza dal negozio del ferito, che riteneva, inspiegabilmente, responsabile del furto della sua bicicletta. Secondo quanto riferito da alcuni abitanti della piazza l'Ambrogi da qualche giorno importunava passanti e residenti con frasi sconnesse e senza senso. Ambrogi Eugenio e' stato arrestato per lesioni aggravate, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Eleonora Bellavalle

Piedimonte Matese. Clamorosa richiesta di Ferrante che chiede il rinvio del consiglio comunale: "Motivi di illegittimità!"

"Il sottoscritto Giovanni Ferrante, consigliere comunale e nella qualità di capogruppo

PREMESSO
che è stato convocato il Consiglio Comunale in prima convocazione per giovedì 29/05/2008, con quattordici punti all'ordine del giorno, tra cui l'approvazione del Bilancio di previsione annuale e del bilancio pluriennale, oltre all'esame ed all'approvazione di ben cinque regolamenti comunali; che la documentazione relativa è stata messa a disposizione dei consiglieri comunali di minoranza solo nella giornata di mercoledì 28/05/2008; che la conferenza dei capigruppo, organo consultivo per la programmazione consiliare, così come previsto dallo Statuto Comunale, è stata convocata per il giorno 28/05/2008 alle ore 17,00; che la commissione permanente preposta all'esame sia del Bilancio pluriennale che di previsione annuale, nonché delle deliberazioni inerenti i tributi comunali, non rispetta il criterio previsto dallo Statuto e dal Regolamento di rappresentanza di tutti i gruppi consiliari, in quanto il consigliere comunale Alfredo De Rosa, eletto in seno alla predetta commissione in quota alla minoranza ha, da tempo, formalmente aderito al gruppo di maggioranza;che, più volte il sottoscritto ha evidenziato tale situazione sollecitando il rinnovo della composizione della commissione permanente;
CONSIDERATO
che quanto innanzi esposto, non rispettando i dettami dello Statuto Comunale e del Regolamento ed impedendo, di fatto, il regolare espletamento delle funzioni di controllo e garanzia proprie dei consiglieri comunali di minoranza, configura una evidente illegittimità tale da inficiare la validità della seduta del Consiglio Comunale convocata per il giorno 29/05/2008 e delle deliberazioni in quella sede assunte. Pertanto con la presente
CHIEDE
disporsi il rinvio della seduta del Consiglio Comunale, provvedendo alla rimozione dei motivi di illegittimità innanzi evidenziati. In mancanza saranno, senz'altro, adite le competenti autorità amministrative e giudiziarie ai fini del ripristino della legalità".
COMMENTO
Arde come il fuoco la circostanza che alcuni della minoranza siano fuggiti in maggioranza. Arde ancor di più il fatto che Ferrante e company hanno la memoria corta...Cortissima!

Bertolaso si sfoga con Silvio: così è impossibile, tentato dall'addio!

«A ogni risultato un attacco». La Di Gennaro era con lui anche al Consiglio dei ministri.
Adesso la tentazione forte è quella di mollare tutto. Perché Guido Bertolaso ne fa una questione personale e l'ordine di arresto per Marta Di Gennaro è come se l'avesse ricevuto lui. Quando lo hanno informato del provvedimento contro il direttore generale che è sempre stata al suo fianco, il sottosegretario ai rifiuti, non poteva crederci. Poi è esplosa la rabbia. Ha parlato con il premier Silvio Berlusconi e a lui avrebbe manifestato l'intenzione di lasciare. «Appena cominciamo a vedere qualche risultato, arriva un attacco. Così non è possibile», si sarebbe sfogato.
«Avvertimento», è questa la parola che risuona negli ambienti della Protezione civile. Così viene vissuta la decisione della magistratura napoletana di far scattare le manette proprio adesso, quattro mesi dopo la richiesta dei pubblici ministeri. «Se è passato tanto tempo — si commenta — forse non era così urgente procedere e rischiare di sfasciare tutto». In quel «tutto» pronunciato con enfasi c'è la trattativa condotta da Bertolaso e dal prefetto Alessandro Pansa, con i manifestanti di Chiaiano, cercando di accontentare l'ala dura e di soddisfare quella più dialogante. C'è la mediazione con i sindaci che hanno ceduto alla minaccia di commissariamento dei loro comuni. Alla fine il presidio che faceva paura è stato rimosso, i tecnici sono entrati nella discarica senza conseguenze e il governo ha potuto ostentare la vittoria. Anche in questa fase Di Gennaro è sempre stata al fianco del suo capo, ne ha condiviso strategia e obiettivi. Il giorno del Consiglio dei ministri che ne ha decretato la nomina, era con lui sul treno partito da Roma e poi sulla macchina blindata che a Napoli lo protegge da possibili intimidazioni.
Si conoscono da quando insieme erano alla cooperazione internazionale, entrambi medici, entrambi convinti di dover fare «qualcosa di buono per il Paese».
Uno Stato per il quale ha sempre lavorato anche suo padre, il giudice Giuseppe Di Gennaro. Era dirigente delle carceri quando, nel maggio del 1975 fu sequestrato dai Nap, i nuclei armati proletari. E diventò il primo procuratore nazionale Antimafia dopo la strage di Capaci nella quale morirono Giovanni Falcone, sua moglie e gli uomini della scorta. Chi la conosce bene ne sottolinea il carattere accomodante, ma anche il piglio deciso. Per il ministero degli Esteri è stata in Guinea Bissau, Zaire, Eritrea, Senegal, Mozambico. Nel 2001 ha ricevuto la medaglia d'oro al merito della Sanità Pubblica, riconoscimento di un impegno che l'ha portata ad affrontare emergenze vere come la Sars e lo tsunami, i terremoti e gli incendi.
È una donna forte Marta Di Gennaro e i suoi amici sono convinti che reggerà anche questo colpo, il più duro della sua carriera. Ma forse a non reggere, nonostante le insistenze di palazzo Chigi e del Quirinale, sarà la struttura, perché la convinzione espressa da Bertolaso negli ultimi giorni sembra definitivamente crollata. «Questa volta possiamo farcela», aveva detto mentre i vigili del fuoco rimuovevano le barricate di Chiaiano. Ieri mattina ha capito che forse non sarà così.

Ecco la «Pompei rom» di Ponticelli! Terra di saccheggio anche per altri nomadi

Critica del cardinale Sepe sui temi degli alunni: «Episodio spaventoso: in quel quartiere i bambini sono cresciuti troppo in fretta»
Radiografia dell'unico campo rom di Ponticelli rimasto in piedi. I nomadi sono stati costretti a fuggire dal proprio accampamento dopo le proteste, alcune delle quali criminali, che hanno agitato il quartiere a nord di Napoli alcune settimane fa. Si notano baracche costruite con una certa perizia, ora terreno da caccia per i ratti, in cui restano oggetti di vita quotidiana sistemati in bell'ordine o in completo caos. Quaderni, videocassette («Palermo Milano solo andata», «Il Tagliaerbe», «Titanic»), un vangelo in romeno; i tavoli da cucina spesso infiorettati. Sulla tettoia in lamiera di un tugurio fa bella mostra anche una parabola satellitare. Il campo è stato nei giorni scorsi anche saccheggiato da altri nomadi, soprattuto perchè si è aperta la «caccia» ai filamenti di rame, strappati anche dai phon e dalle televisioni. Un campo «congelato» al momento della fufga che somiglia a una sorta di moderna e malinconica «Pompei rom».
Intanto continuano, sempre sulla vicenda di Ponticelli, le polemiche sulle esternazioni e sui temi degli alunni di una scuola elementare che nei componimenti hanno dato in molti casi piena adesione alla rivolta contro «gli zingari». Il fatto è stato apertamente stigmatizzato dall'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, che ha definito «spaventoso» l’episodio dei temi. Il porporato è interventuto alla presentazione del libro «Il caso zingari» presso la Pontificia università Agostinianum. «Questo episodio è spaventoso perchè fa capire che c’è un certo estremismo ideologico che riesce a colpire anche nelle menti dei bambini». Ai giornalisti, poi, il cardinale ha confidato: «Quelli di Ponticelli non sono bambini, sono adulti cresciuti improvvisamente». «L’unica presenza nei campi rom dell’area di Napoli in tutti questi anni - ha poi denunciato il cardinal Sepe - sono state unicamente quella della Chiesa e quella della Comunità di S.Egidio».
(Nella foto il campo rom di Casoria nei pressi dell'Aeroporto di Capodichino)

Formicola, domani vertice di Forza Italia alle “Campole”. Arriva il sottosegretario Nicola Cosentino.

Si riunisce a Formicola lo Stato Maggiore provinciale del PdL, ovvero tutti i politici appartenenti alla corrente di Forza Italia. A fare gli onori di casa, ovviamente, il Parlamentare Europeo Riccardo Ventre, il quale accoglierà alle “Campole” il neo sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Nicola Cosentino (nella foto), che torna dopo le elezioni nella zona dell’alto casertano. Insieme a Ventre ci sarà anche il presidente della Comunità Montana Monte Maggiore Raffaele De Marco, per il quale si potrebbe registrare nell’occasione anche l’investitura ufficiale alle prossime elezioni regionali. Ovviamente non dovrebbe mancare all’appuntamento il consigliere regionale uscente forzista Paolo Romano. L’incontro vertice, durerà due giorni, ovvero domani e dopodomani per chi legge, ed avrà anche lo scopo di riallacciare le fila del PdL nelle cittadine a ridosso dell’area caiatina e matesina. Infatti, fattore attualmente inspiegabile, a Caiazzo tanto per fare un esempio, non si sa più chi è il responsabile di Forza Italia, sebbene gli azzurri siano abbondantemente il primo partito del collegio provinciale numero 5, che fa capo appunto alla città caiatina. E, la sonora batosta rifilata tre anni orsono alle provinciali proprio a Cosentino dall’attuale presidente della Provincia Sandro De Franciscis, induce non solo i vertici del partito di centro destra a riflettere, ma anche a fare in fretta nel riaffasciare le varie correnti. Su questo ad esempio, Alleanza nazionale a Caiazzo ha già fatto un passo avanti ed i vertici locali del partito finiano puntano addirittura ad includere alle prossime regionali un loro uomo nel famoso “listino” del candidato presidente. Impresa impervia, ma molti in città auspicano che vada in porto, così come dovrebbe andare in porto anche la candidatura del sindaco caiatino Stefano Giaquinto alle provinciali, prendendosi il posto del suo amico di sempre Angelo Di Costanzo sindaco di Alvignano e consigliere provinciale uscente, eletto proprio tra le fila del PdL, sebbene oggi transitato nel Ps di Gennaro Oliviero. Tante risposte a tanti interrogativi potrebbero uscire nella due giorni organizzata domani e dopodomani a Formicola. Una su tutte la reinvestitura dell’Europarlamentare Riccardo Ventre a segretario provinciale del PdL.

Sciolti dal 24 maggio i Consorzi dei rifiuti. Nasce il Consorzio Unico guidato da Marcello Fiori

La Geoeco chiede di fare chiarezza intorno alla vicenda dello scioglimento dei Consorzi
I consorzi di bacino per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti sono sciolti ufficialmente da sabato 24 maggio, ossia da quando è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto legge del Governo sull’emergenza. Ma al momento nessuna comunicazione è pervenuta ai vertici di tali enti che continuano a navigare a vista, non sapendo bene quali attività svolgere. Per questo, ieri pomeriggio, Isidoro Orabona (foto), presidente del consorzio Geoeco (Caserta2), ha preso carta e penna inviando una missiva a Marcello Fiori, il collaboratore di Bertolaso scelto per guidare il consorzio unico in cui confluiranno i nove soggetti delle province di Napoli e Caserta (i cinque consorzi partenopei più i quattro di Terra di Lavoro). «Tenuto conto dell’estrema delicatezza e rilevanza delle funzioni svolte e delle responsabilità connesse all’uso distorto delle stesse, sarò grato - scrive Orabona - se potrò ricevere ad horas definitive e risolventi indicazioni circa la correttezza delle interinali iniziative gestionali assunte e le modalità con le quali si intende procedere al trapasso gestionale senza incappare in rallentamento e/o incertezza operativa alcuna». Il cambio di gestione richiede tra l’altro il passaggio di cantiere degli oltre 1500 lavoratori dei 4 consorzi. Ma i timori di Orabona riguardano anche l’eventuale rallentamento nell’attività di raccolta differenziata e, nel caso del Geoeco, nella gestione di Ferrandella. Senza contare il pagamento degli stipendi: «Se il soggetto consorzio non esiste più, chi pagherà i salari ai lavoratori?» si domandava ieri un funzionario dell’Acsa Caserta 3.

Emergenza rifiuti e inquinamento Lo Uttaro. Indagato anche Guido Bertolaso.

Intercettate alcune sue telefonate con la De Gennaro.
"Liberateci dai rifiuti". Questo l'appello di numerosi cittadini napoletani invocato durante il primo consiglio dei ministri svoltosi a Napoli. La passerella non poteva essere delle migliori. Approfittare dello stato di degrado e dell'emergenza rifiuti per farne una strumentlizzazione politica e mediatica è risultato fin troppo facile per il Premier. Sollevare dall'incarico il commissario straordinario De Gennaro per 'scegliere' il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso è risultato altrettanto semplice, potendo contare il cavaliere anche sulla non opposizione dei veltroniani. A pochissimi giorni dalla nomina ecco però cadere una pesantissima tegola sul precedente operato proprio di Bertolaso. Il potere mediatico, si sa, è immenso. Ai 25 ordini di custodia cautelare per emergenza rifiuti tra Napoli e Caserta bisogna aggiungere la non irrilevante situazione del capo della Protezione Civile. Lo stesso Bertolaso, infatti, risulta tra gli indagati in quanto compare in alcune intercettazioni in cui parla con Marta Di Gennaro, il dirigente del Dipartimento finito agli arresti domiciliari.Quella che veniva considerata la bomba chimica, pare essere finalmente esplosa. Lo Uttaro è diventato negli anni lo sversatoio illegale di rifiuti tossici, rifiuti diversi da quelli per i quali l'impianto era stato autorizzato.

Pino Daniele: “Sui rifiuti sto con il governo e la Lega Nord”

"Il problema va risolto e giustamente se non viene fatto adesso non lo si farà mai più e poi incendiare un cassonetto inquina più di un inceneritore"
Pino Daniele sta con la Lega Nord sulla questione dei rifiuti in Campania. Il cantautore napoletano condivide la linea dura sostenuta dai Lumbard e prevista nel decreto legge sull’emergenza rifiuti approvato dal governo Berlusconi. “Hanno preso delle decisioni e secondo me hanno fatto bene. E' la prima volta che sono d'accordo con la Lega e le loro dichiarazioni" ha detto l’artista partenopeo intervistato su Radio R101. Quella di Pino Daniele è sicuramente una dichiarazione sorprendente dopo che il leader del Carroccio Umberto Bossi, in passato aveva querelato per diffamazione il cantautore che aveva definito, in una canzone, la Lega “una vergogna”.Pino Daniele invita il governo “ad andare avanti” e sottolinea come “molte cose vengono anche esagerate dai media, le persone non hanno una corretta informazione sulla funzionalità di questi siti. In realtà incendiare un cassonetto inquina più di un inceneritore. Poi comunque il problema va risolto e giustamente se non viene fatto adesso non lo si farà mai più”. Il cantautore precisa di parlare come “musicista e cittadino” e che è sua intenzione “dare alla mia musica un indirizzo sociale”. “Per un concerto che stiamo organizzano – aggiunge Daniele - abbiamo contattato anche l'associazione degli industriali campani che ha acquistato dei biglietti che andranno distribuiti nelle società di volontariato. In cambio di questi biglietti, verrà chiesta la raccolta differenziata dei rifiuti. Lo facciamo per sensibilizzare la popolazione, realizzando un grosso evento con la musica napoletana dandogli un indirizzo sociale”.
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Carabinieri e Guardia di Finanza sequestrano un distributore di carburante

Carabinieri e Guardia di Finanza hanno sequestrato, in via Avezzana, a S.Maria Capua Vetere, un distributore di carburante e deunciato ,con l'accusa di ricettazione e trasporto senza documentazione di provenienza, prodotti soggetti ad accisa, il gestore dell'impianto e due pregiudicati del napoletano. Gli investigatori sospettano che il carburante in vendita venisse allungato con diluente. I tre sono stati, infatti, sorpresi all'interno del garage di proprieta' del gestore del distributore mentre scaricavano da un'auto, intestata ad uno dei napoletani, 18 taniche in metallo da 20 litri ciascuna contenenti diluente. Una tanica ed altri 28 recipienti in metallo e 7 in materiale plastico sono stati trovati dai militari all'interno del deposito lubrificanti. Sono in corso accertamenti per verificare l'eventuale adulterazione dei carburanti mediante diluenti. L'autovettura ed i recipienti sono stati sottoposti a sequestro preventivo insieme con l'impianto ed il deposito.