mercoledì 31 ottobre 2007

Si fa ancora più vibrante e incisiva la protesta del medico trasferito. Solidarietà anche dall’altro collega anch’esso trasferito da Caiazzo.
L’ha fatto per davvero il gesto clamoroso di incatenarsi di fronte alla sede ove lavora, o meglio lavorava, l’Asl di Caiazzo in via Caduti sul Lavoro. Parliamo del dott. Mariano Pontecorvo 60 anni (nella foto a sinistra con il collega Francesco De Luca) originario di Piana di Monte Verna, trasferito in data 10 Ottobre presso l’Asl di Maddaloni insieme ad altri suoi colleghi spostati d’autorità dalla direzione di Caserta. “Non ritengo sia un atto giusto quello che è stato fatto dall’Asl. Trasferire una serie di lavoratori dalla sera alla mattina e anche a oltre 40 km da dove questi abitano è controproducente sia per l’Azienda e soprattutto per il cittadino – utente!” Inizia senza fronzoli e senza giri di parole, la disamina di Pontecorvo, il quale fa inoltre notare: “ Noi siamo medici impiegati in prima linea, ovvero sull’autoambulanza, per cui necessitiamo di tutta la calma e la tranquillità opportuna per svolgere tale lavoro! Immaginate voi che un medico si sobbarchi 50 km per arrivare a Caserta da Piedimonte Matese (è il caso di un altro medico trasferito,ndr) e debba montare su un’ambulanza per soccorrere un ferito grave. Ci arriva già stanco, perché ha già effettuato mezza giornata lavorativa solo per giungere alla sede!” Pontecorvo poi puntualizza un aspetto che non va sottaciuto: “ Il nostro lavoro si impronta sulla qualità e sulla professionalità, per cui andrebbe salvaguardato ad ogni costo e non con provvedimento che non stanno ne in cielo ne in terra!” Infatti il medico tiene a ribadire che non vi era assoluta necessità di adottare questi provvedimenti da parte dell’Asl: “ Fossi stato in esubero non avrei avuto dubbi nell’accettare la nuova sede, anzi ci sarei andato volentieri. Ma visto che a Caiazzo comunque devono inviare altri medici da altra zona, non riesco a comprendere l’utilità di questi trasferimenti!” Giova rcordare che insieme a Pontecorvo è stato trasferito anche il dott. Francesco De Luca e più precisamente a Marcianise. De Luca presente durante la protesta, non ha rilasciato commenti se non esprimere la piena e totale solidarietà al collega Pontecorvo e quanti altri insieme a lui sono stati trasferiti in altre sedi. Del caso se ne stanno occupando i media nazionali che ieri hanno inviato sul posto un loro referente.
GUARDA LE DUE INTERVISTE A SINISTRA CORRELATE CON QUESTO ARTICOLO
Piana di Monte Verna, corto circuito e il paese resta al buio per l’intero pomeriggio.
La solita pioggerellina che nell’alto casertano, soprattutto tra Piana di Monte Verna e Caiazzo fa scattare i contatori dell’energia elettrica e che invece ieri proprio a Piana ha fatto saltare un’intera cabina. E’ così il piccolo paese è rimasto senza elettricità per l’intero pomeriggio e solo verso le 19.00 quando è intervenuta un’unità speciale dell’Enel da Napoli si è appurata l’origine del guasto, una cabina elettrica che è saltata a causa di un corto circuito, forse dovuto ad infiltrazioni d’acqua o forse ad un fulmine. In ogni caso non sono stati pochi i disagi vissuti dai residenti, soprattutto gli anziani e in particolar modo una persona che ha bisogno costantemente di essere alimentata con l’ossigeno, la quale pur avendo in casa un gruppo di continuità questo dopo qualche ora cede e sono iniziati i problemi. Fortunatamente la stessa famiglia è riuscita a reperire un altro gruppo di continuità e tirare avanti fino alle 19.00 quando poi l’elettricità è ritornata. Ma non solo la luce, anche i danni registrati ad allarmi ed elettrodomestici vanno computati nel danno prodotto dal black – out, che purtroppo è risultato davvero difficile da scoprire ove fosse avvenuto. Da qui, come detto, l’intervento di un furgone specializzato dell’Azienda elettrica nazionale ed il problema fortunatamente si è risolto.
Caiazzo, gli inviano un’assicurata al cui interno c’era un assegno e la consegnano ad altra famiglia. Continua il disservizio postale

Ci risiamo, non bastavano le bollette di luce, gas e telefono consegnate in ritardo, ora anche le assicurate seguono lo stesso iter. Un cittadino di Caiazzo, titolare di un accorsato esercizio pubblico è stato anch’egli vittima dei disservizi postali che si stanno verificando in città negli ultimi tempi. Infatti questi stava aspettando da tempo un assegno, speditogli con tanto di assicurata e quindi era tranquillo che nel giro di qualche giorno gli sarebbe arrivato. Dopo qualche settimana però, il nostro ha contattato direttamente chi ha emesso l’assegno per chiedergli spiegazioni su un eventuale mancato pagamento e qui gli interessati sono trasaliti letteralmente, atteso che l’assegno in parola era stato spedito già da parecchi giorni e con tanto di assicurata! Alla fine, al cittadino caiatino non è restato altro che recarsi all’ufficio postale diretto da Michele Ferrajuolo, il quale però e bisogna sottolinearlo, non c’entra più nulla con il recapito della corrispondenza perché la gestione è stata affidata ad altri. All’ufficio caratino comunque risultava arrivato l’assegno e già consegnato da qualche giorno, solo però che non è stato affidato nelle mani del titolare bensì ad un suo parente che non è neanche omonimo eccezion fatta per il cognome. Il cittadino nella stessa giornata di ieri veniva comunque contattato da chi aveva ricevuto l’assegno, il quale spiegava che non c’entrava nulla, ma che era stato lasciato a sua volta nelle mani dell’anziana madre. Insomma un “piripacchio” del quale non ci ha capito nulla nessuno. Qualcosa o stanno capendo però decine e decine di residenti che nella bolletta pervenutagli questo mese, hanno trovato interessi di mora da pagare per via dei ritardati pagamenti nelle precedenti fatture. Addirittura oggi, si rischia di essere immessi nel circuito della famigerata CRIF (Centrale Rischi Finanziari) in maniera tale che un utente risulti addirittura cattivo pagatore. Morale della favola risulta ancor più a questo punto “Cornuto e Mazziato”.
Ruviano approvato il progetto dei DE.CO. (Denominazione dei Comuni) dalla Camera dei Deputati.
Luciano Di Meo, Carmine Coppola; Antonio Zambella (Castel Campagnano), Angelo Russo (Vitulazio). A loro, unitamente a tutti gli altri produttori tipici locali, nonché all’amministrazione comunale ed alla Pro Loco di Ruviano, che ci hanno creduto sin dal primo momento, va il grosso merito se ben presto il Comune di Ruviano potrà fregiarsi del marchio “DE.CO.” (denominazione di origine comunale, per i prodotti presentati l’altro giorno a Roma (caso peruto, vini e maialino nero) dove l’ente locale era rappresentato dall’assessore all’agricoltura Mario Petrazzuoli. Al riguardo riportiamo il comunicato ufficiale: “DE.CO.: si può. Trionfo delle Denominazioni Comunali. Ribadita alla Camera dei Deputati la legittimità delle De.Co. Trasparenza, tracciabilità e valorizzazione di territorio e cultura, tutto in una sola sigla. Il comune, nel paese dei comuni, in prima linea nella promozione e difesa dell'agricoltura e dell'artigianato locale”. A fare parlare di DE.CO. ancora una volta Riccardo Lagorio, Presidente di ASSODE.CO., l'Associazione Nazionale per la Denominazione Comunale, definito da Luigi Veronelli "il mio primo missionario". Il noto gastronomo con il vizio della ricerca storica che da anni promuove i Comuni che hanno adottato la Denominazione Comunale, non pago di avere realizzato la prima Guida ai Comuni DE.CO., il 24 Ottobre ospite della Vicepresidente della Camera, l'Onorevole Giorgia Meloni, ha riunito a Roma oltre 60 Comuni DE.CO. provenienti da tutta l'Italia. L’On.le Meloni, con il suo intervento, ha evidenziato l’importanza e la validità delle denominazioni comunali e le potenzialità che possono avere certificazione di questo tipo non solo sulle economie locali, ma anche sull’economia nazionale preservando da una completa globalizzazione. Potenziare le tradizioni locali è stato l’auspicio del Presidente Meloni che per la loro non duplicabilità e riproducibilità possono difendere la nostra identità ed essere al servizio del nostro futuro. L’On.le Osvaldo Napoli in qualità di Vice Presidente dell’ANCI, dopo aver fornito indicazioni sul numero dei prodotti tutelati, ha sottolineato le potenzialità delle DE.CO quale strumento di aggregazione per aree omogenee di prodotti locali che potrebbero costituire un volano per le economie locali risvolti positivi anche occupazionali e quindi una grande opportunità che gli amministratori locali dovrebbero cogliere. (Nella foto il sindaco di Ruviano Roberto Cusano)

Caiazzo, giornata all’insegna delle visite guidate e della degustazione dei prodotti tipici. Riuscita in pieno.

CAIAZZO Il tempo è stato clemente, nonostante il periodo, ed ha consentito lo svolgimento ottimale dei vari eventi programmati per l’ultima domenica di ottobre grazie alla sinergia fra Amministrazione comunale, Regione, Pro Loco, Provincia, Camera di Commercio, Ferrovia Alifana, Unpli Caserta, Associazione italiana Città dell’Olio e comitato festeggiamenti patronali. Impegno sinergico per rendere davvero indimenticabile la prima domenica appena trascorsa con l’ora legale per le diverse centinaia di turisti attratti nella città del buon vivere, partendo dalla Stazione del Gusto, esposti, degustati e apprezzati i prodotti tipici locali,poi si è tenuta l’ultima tappa dell’anno de “La Ferrovia dell’arte e dei sapori” (itinerari naturalistici ed enogastronomici sulle rotaie della Ferrovia Alifana), la Caccia all’Olio, una sorta di caccia al tesoro con premi in natura, cioè olio extravergine di oliva “caiazzana” e la serata si è poi chiusa con la rievocazione storica di un miracolo operato nell’anno mille da Santo Stefano Menicillo patroo di Caiazzo. L’articolato programma attuato dalla Pro Loco invece prevedeva una visita con le guide per la città, ove durante il percorso i turisti sono stati accolti presso lo storico palazzo Mazziotti e subito i gruppi hanno fatto delle visite guidate nel Centro Storico percorrendo i vicoli e il decumano maggiore e avendo cognizione della storia di Caiazzo coi suoi aneddoti, usi e costumi legati alle credenze popolari. Poi nella tarda mattinata è partita la caccia all’olio e al termine i gruppi si sono ritrovati in Piazza Porta Vetere per essere trasportati presso le aziende agrituristiche. Numerosi locali hanno partecipato all’organizzazione, mettendo a disposizione colazioni a base di prodotti tipici. I ristoranti "Il Generale", "Al Vicoletto" e "Covo del Brigante". Le aziende Agrituristiche: "Fattoria dell'Uliveto", "La Selvetella". Infine ma non da ultimo è stata la volta della visita all’estemporanea di pittura "Caiazzo nel costume e nel paesaggio”, al Museo “Kere” ed alla mostra fotografica itinerante su Benedetto Croce.

martedì 30 ottobre 2007

Caiazzo mentre si scaldano i motori, c’è chi resta all’ombra e aspetta il momento propizio

La battaglia per conquistare il voto da domani entra nel vivo, perché ogni festa è buona è il primo Novembre coincide soprattutto con il ritorno in città di molti “emigrati” che però hanno ancora il diritto di voto a Caiazzo. Al momento l’unica lista che scenderà in campo, con tante, tantissime e auspicate varianti, è quella del sindaco uscente Stefano Giaquinto, mentre si sa che in ambito Pd qualcosa si sta muovendo attese le fitte riunioni politiche. Il grande dilemma, è inutile nascondersi dietro al classico dito, riguarda l’ex consigliere comunale Antonino Puorto, al momento unica figura che potrebbe “affasciare” intorno a se le anime del centro – sinistra. Fabio Sgueglia continua a ripetere fino alla noia che i Puorto sono ad esso vicini e che se non scende in campo “Antonello” lui sarà costretto a “sacrificarsi”. Ebbene dopo l’accordo tanto repentino, quanto inaspettato tra lo stesso Sgueglia (Fabio) e il sindaco- presidente di Piana di Monte Verna Raffaele De Marco un dato inizia a certificarsi tra tante illazioni e riguarda proprio Antonello Puorto che quasi sicuramente non si candiderà, visto lo stato attuale delle cose, atteso che non è conveniente andare a buttarsi in una mischia che potrebbe coinvolgere proprio figure che fino ad oggi con questo tipo di politica non hanno avuto a che fare e soprattutto vorrebbe dire firmare cambiali in bianco. Ed ecco che entra in gioco il “Ragioniere Nazionale” come ormai è divenuto Sgueglia (Fabio) a Caiazzo. Con l’appoggio di De Marco ma soprattutto di Riccardo Ventre (nella foto l'inscindibile duo), il segretario cittadino dell’Udeur potrebbe provare ad imbastire una lista che comprenda l’attuale dissidente dal gruppo di Nicola Sibillo il medico Stefano Mennillo, qualche assessore attualmente in carica al Comune di Caiazzo (pare siano due in auge) e molti ex candidati del 2003 oggi scontenti dei nuovi accordi intrapresi, prima fra tutti Tommaso Pannone, ma anche qualche altra personalità che oggi potrebbe apparire altrimenti impensabile candidata vicina a Fabio Sgueglia. Molti salti della quaglia sono stati fatti nella lista del sindaco Giaquinto, basti pensare ad Antonio Di Sorbo e Franco Musco ma altri ancor più clamorosi sono all’orizzonte. Per cui tenetevi forte che le danze sono iniziate!
Caiazzo, rischia di essere investito davanti al Bar Campania. Le strisce sono impercettibili e la gente chiede sicurezza!
Sta diventando molto pericoloso attraversare la strada nel pieno centro di Caiazzo, ed in particolar modo in via Cattabeni e Piazza Portavetere. L’altra sera una persona anziana per un miracolo non è stata investita mentre usciva dal Bar Campania e si stava recando nei prospicienti giardini pubblici. Una vettura il cui autista, vuoi l’oscurità, vuoi che non sono presenti nemmeno i dissuasori della velocità, non si è avveduto che un signore stava attraversando sulle strisce pedonali, diventate nel frattempo impercettibili e per pochi millimetri non lo metteva sotto. Oltretutto la velocità del veicolo sembra non fosse nemmeno confacente per la zona ove circolava, ossia in pieno centro appunto. La gente chiede sicurezza, visto che la zona è attraversata dalla Strada Provinciale 336 che da Caserta conduce a Piedimonte Matese e nel beneventano, per cui è la percorrenza dei veicoli, soprattutto mezzi pesanti è densissima. E ogni tanto un po’ a causa dei marciapiedi che sono divenuti obsoleti, un po’ perché non sono presenti attrezzature di sicurezza quali dissuasori di velocità o meglio qualche semaforo pedonale e chi attraversa rischia l’osso del collo. Anche una madre che passeggiava col bimbo in carrozzina, per un miracolo non lo ha visto trascinare da un camion che circolava in pieno giorno anch’esso a velocità sostenuta, per quanto è stato affermato da alcuni testimoni. Insomma si chiede un minimo di sicurezza senza attendere necessariamente che ci scappi la tragedia. Per la cronaca durante questo periodo festivo i ciclomotori e motocicli hanno continuato imperterriti a tenere scacco ai pedoni impennando coi loro veicoli e mettendo a repentaglio la sicurezza di molti avventori giunti dai paesi limitrofi, che sono rimasti a bocca aperta nel constatare le acrobazie di giovani centauri in maniera impudente e soprattutto impunita.
Piana di Monte Verna rinasce la Pro –Loco. I giovani la guidano!!!
Può dirsi e si deve dire solo bene del nuovo organismo rinato a Piana di Monte Verna, ovvero la Pro-Loco al cui vertice è stato insediato il giovane Stefano Savocchia il quale abbastanza emozionato per l’importante incarico ottenuto sul campo, non ha voluto non rimarcare le polemiche nate intorno a tutta la vicenda. Come si sa, e come giustamente bisogna ammettere, le cronache non davano proprio un esito favorevole intorno a questa elezione, poiché ogni cosa che tocca da vicino la cosa pubblica da queste parti è politica, secondo un'antica voce di popolo. Ed invece politica a parte, stavolta sono loro, i giovani ad andare avanti in maniera caparbia e per i quali c’è solo tanto bisogno di sostenerli in ogni forma. Il giovane presidente ha nominato suo vice Rosanna Luciano, mentre Irlandina Palazzo è la nuova segretaria. Del comitato direttivo sono risultati eletti: Sabino Di Martino, Antony Ferrara, Ramona Anna Giglio, Gaetano Cervera, Filomena Di Monaco, Salvatore Gilardo ed Antimo Russano. Al collegio dei revisori dei conti sono stati eletti: Serena Sangiovanni, Luisa De Matteo ed Anna Striano. Alla seduta assembleare in rappresentanza del Comune di Piana di Monte Verna che è membro di diritto era presente anche il Vice-Sindaco Raffaele Santabarbara, il quale ha esortato i giovani a proseguire con fermezza e tenacia in questo bellissimo progetto volto al sociale lasciando cadere qualsiasi contestazione e/o polemiche mirate ad ostacolare o affondare tali iniziative. Ha inoltre rassicurato la costituenda Pro-Loco che l’Amministrazione Comunale è stata e sarà sempre favorevole a sostenere iniziative di carattere sociale che coinvolgono l’intera popolazione pianese, confidando soprattutto nei giovani e nel loro spirito innovativo. Inoltre era presente anche la capogruppo di minoranza Maria Carmela Mastroianni, che a sua volta ha espresso la sua stima e fiducia nei confronti dei giovani ed ha augurato un buon lavoro a tutto l’organo direttivo. La nuova Pro-Loco va a sostituire così l'organismo del compianto Giulio Farina dalla cui scomparsa, anche l'Ente subì un grosso impasse. Ma nel giorno dell’insediamento del nuovo organismo non è mancato un pizzico di amarezza da parte dei nuovi dirigenti. Questo il loro primo comunicato: “Diario del giorno: Durante questa prima giornata sono state poste le basi per un nuovo progetto che dovrebbe far rifiorire il nostro paese agli occhi dei cittadini, Ovviamente si sapeva che non era una cosa facile, si era pensato a delle critiche, ma non pensavamo, che si sarebbero trasformati in veri e propri attacchi alla capacità e perfino all'intelligenza di noi ragazzi. Ci hanno attaccati perla nostra inesperienza burocratica, che può essere anche giusto però a noi non pare un problema così insormontabile. La cosa che più ci ha toccato e offeso è stata la mancanza di rispetto nella nostra buona volontà di creare qualcosa di buono per Piana, con l'accusa che la nuova pro-loco è uno dei tanti strumenti politici del paese e che noi ragazzi non siamo in grado di portarla a vanti se non aiutati dalla legislazione vigente. Noi ragazzi rispondiamo che innanzitutto la Pro-Loco è apolitica, e dev'esserlo in quanto essa è aperta a tutti e sicuramente non si è mai chiesto a chi ne fa parte e chi ne farà parte il proprio orientamento politico, ma solo la propria motivazione nel voler far qualcosa per il paese. Purtroppo se si ragiona così Piana non andrà mai avanti. In quanto si rimane ancorati a vecchie questioni non solo politiche ma anche personali, che fossilizzano il paese senza dargli scampo per il futuro. Inoltre nella Pro Loco non esiste alcuna discriminazione né politica e nemmeno anagrafica, poiché la parola giovane, non è solo un dato di fatto anagrafico, ma è anche un aggettivo che indica la freschezza dell'animo di una persona, e soprattutto chi si sente, data la propria esperienza di voler e saper dare ancora qualcosa a questo paese. Concludo dicendo che è vero che abbiamo poca esperienza, ma non è giusto non darci fiducia per nulla, spinti da pregiudizi e stereotipi, in quanto anche la persona più saggia e esperta è partita sempre da zero”. Noi ci permettiamo due considerazioni, restando sempre aperti al dialogo coi ragazzi della Pro –Loco. Innanzi vi sosteniamo e vi sosterremo in ogni dove per ciò che merita considerazione. Però permetteteci di farVi notare che la Pro-Loco per costituzione è organo anche politico! Chiedere all’Unpli se stiamo sbagliando. Ma poi che ve ne frega di chi vi ha attaccato? Andate avanti e fate cose utili per il paese che ne ha davvero bisogno! Piana di Monte Verna deve andare avanti e solo attraverso Voi giovani può farlo! Il resto è passato! Questo sito è a Vostra completa disposizione se ritenete opportuno servirvene!!! Forza e Coraggio, caro Savocchia, giovane e apprezzato presidente!

lunedì 29 ottobre 2007

Caiazzo. Caso lapidi. Tremano i colletti bianchi?
Comincia a tremare qualche colletto bianco dopo il blitz operato dalle “Fiamme Gialle” in via Guadanelle? Secondo attendibile fonte, da alcuni giorni più di un personaggio che si riteneva al di sopra di ogni sospetto non dormirebbe sonni tranquilli in seguito al sequestro operato presso l’ex fondo (oggi Fondazione) Mormile dai militari della Guardia di Finanza che avrebbero trasmesso tutti gli atti in Procura con espressa richiesta di procedere a 360 gradi. Bisogna però precisare che le preoccupazioni maggiori di qualche mammasantissima non riguarderebbero tanto i rifiuti speciali, pericolosi o addirittura nocivi scoperti o che potrebbero affiorare in seguito ad approfonditi scavi, si vocifera già predisposti, ma l’enorme complesso immobiliare sorto al posto di una modesta cascina rurale sulla base di una semplice DIA, Dichiarazione di Inizio Attività che, secondo i più autorevoli tecnici, avrebbe consentito esclusivamente la ricostruzione nell’ambito della preesistente volumetria. Un cavallo di battaglia del capogruppo consiliare Udeur Fabio Sgueglia “prima versione”, quello cioè che all’inizio di questa legislatura occupava l’aula consiliare, organizzava manifestazioni per la legalità, denunciava imbrogli elettorali, voti di scambio e speculazioni edilizie, ma dopo l’incendio della sua macchina, per voce di popolo, sembra essersi convertito alla cementificazione. All’epoca Sgueglia avrebbe denunciato ai preposti comunali, ai Carabinieri e alla Magistratura non solo il grave abuso edilizio da più parti contestato, ma anche il presunto occultamento di rifiuti speciali e/o nocivi nell’area oggetto di sbancamento per costruire il nuovo “mostro”. Dai vari sopralluoghi operati dagli inquirenti non sarebbe emerso nulla di irregolare tuttavia questo non autorizza alcuna illazione, anche perché l’esito negativo dei blitz sarebbe suffragato da adeguata documentazione fotografica, segno evidente che i rifiuti speciali o nocivi ed in particolare le lapidi sono finite nel sottosuolo successivamente. Quanto alla cementificazione con DIA, invece, si sarebbero già registrati i primi distinguo, nel senso che più d’uno avrebbe ammesso di aver relazionato negativamente già all’epoca.
FONTE TELERADIONEWS.ALTERVISTA.ORG

Antonio clochard per scelta, caiatino per nascita!

Antonio nome di fantasia, 45 anni, vive da dieci e forse più anni "Addò Dio Vò!" Questo non avviene a Nairobi o a Mombasa, oppure Pucket, no avviene a Caiazzo, città del buon vivere 5.000 e più abitanti che conoscono poco o nulla la miseria nera, mentre quella quotidiana si, diversa dalla povertà, fatta semplicemente del non poter apparecchiare tavola. Antonio è uno dei tanti "bamboccioni" (come dice un famoso politico nazionale) sparsi per l'Italia che a differenza dei suoi "colleghi" è sfortunato da un lato perché il papà e la mamma lo hanno ripudiato, però è fortunato da un altro lato, perché come dice lui: " in alcuni giorni ma soprattutto quando ci sono le notti di luna piena, riesco ancora a dare del Tu all'immenso, che per me è semplicemente l'Universo!" Ecco Antonio si ritiene fortunato rispetto a molti altri perché riesce ancora oggi nel 2007 a dare del Tu all'immenso, ma soprattutto si ritiene fortunato perché Caiazzo implicitamente l'ha adottato, non per compassione, non per carità che non guasterebbe da queste parti, bensì, forse, perché lo sotto sotto lo invidiaaaa! Soprattutto in virtù del fatto che è uno dei pochi ancora in grado di valutare attraverso le stelle ed il firmamento l'indomani se vale o meno la pena aprire le porte della sua automobile -casa - mobile. Un' ultima considerazione, guai ad andare vicino al clochard tutto caiatino e offrirgli gratuitamente soldi, guai! Vi risponde male e magari vi manda anche a quel paese! Antonio è un genio dell'elettronica, come pochi! E come quei pochi geni è la incompreso da tutti e tutto. Forza Antonio che siamo con te!!!!!

P.s.: avremmo piacere che commentaste questa storia, per un semplice fatto. Girare i vostri suggerimenti ad Antonio!


Caiazzo, tra tanto turismo si registra anche lo scorazzamento selvaggio di tanti cicli e motocicli taroccati.
Se il week-end caiatino è stato davvero intenso, soprattutto per le visite che si sono susseguite in città da parte di moltissimi turisti, non si può dire altrettanto per le serate di sabato e domenica. E’ inutile a dirlo e a scriverlo il problema è antico e annoso, i ciclomotori e motocicli che in pieno centro storico tra via Cattabeni, via Latina e via Roma sfrecciavano a velocità davvero impressionante. In molti casi pareva più che altro una gara a chi impennasse di più, col rischio che si poteva verificare tra le auto incolonnate di rovinare addosso a qualcuna di esse. “ Sono venuto da Napoli con la mia famiglia, per godere di un po’ di verde e tranquillità”, ha affermato un signore di Casoria che poi ha aggiunto: “Ma qui mi sembra di ritrovarmi al centro storico della mia città, non è cambiato nulla se non il fatto che qui è forse anche peggio!” E infatti le manovre degli spericolati centauri, alcuni di essi anche giovanissimi, hanno lasciato a bocca aperta e soprattutto destato una sensazione del tutto negativa nella gente che basita guardava. Le gare si sono susseguite dalle 20.00 fino a notte inoltrata, con buona pace di chi voleva tentare di riposare, soprattutto per via delle marmitte taroccate, non ci è proprio riuscito. La gente del centro storico non sa più a chi Santo votarsi, atteso che molti sono arrivati all’esasperazione. Ciò che si notava nell’ultimo week-end sembrava davvero una scena da film, con il branco riunito in un angolo della piazza a bordo dei rispettivi ciclomotori e, a turno, sfrecciavano e sfoggiavano impennate fino a toccare come si suol dire con il parafango sull’asfalto. Con buona pace delle persone miti e tranquille.
Piana di Monte Verna, avvisato il consigliere comunale Nicola Caruso: “Caro Nicola fai attenzione che ti fai male…un amico!”
Intanto ieri mattina i Vigili Urbani si sono recati presso l’abitazione di Mastroianni. Non li hanno fatti entrare!
Ad un post (così definiti gli articoli telematici sulla rete), pubblicato su alcuni blog locali che parla delle recenti diatribe tra il sindaco di Piana di Monte Verna Raffaele De Marco e il consigliere comunale Nicola Caruso dissociatosi dal gruppo di maggioranza per via di alcune situazioni da lui definite non chiare, alle quali però lo stesso De Marco replicava durante la seduta consiliare che non era assolutamente vero, ha fatto seguito un commento anonimo che pare dia più l’impressione di un avvertimento nei confronti dello stesso Caruso che altro. “Caro Nicola, fai attenzione che ti fai male…un amico!” A giudicare dal contesto verrebbe da pensare che non si tratti solo della discussione avvenuta in aula consiliare, ma l’avvertimento sia riconducibile anche ad una ulteriore “tappa” che lo stesso Caruso avrebbe successivamente fatto presso la Caserma dei Carabinieri di Caiazzo. Infatti, è venuto fuori che la Stazione dell’Arma competente su Piana di Monte Verna, avrebbe (il condizionale è d’obbligo) convocato in Caserma Caruso per chiedergli spiegazioni sul tenore delle dichiarazioni fatte in Aula e rese pubbliche anche dal Comune di Piana di Monte Verna, attraverso la pubblicazione della delibera del Consiglio Comunale. Altro non è dato sapere, vista la delicatezza che riveste l’argomento. Intanto Lunedì mattina 29 Ottobre, i Vigili Urbani nella persona della Responsabile unitamente al Tecnico Comunale, si sono recati presso l’abitazione dell’ex’assessore comunale Michele Mastroianni il quale risiede con la madre intestataria del procedimento amministrativo per presunto abuso edilizio, scaturito da una lettera anonima. Ebbene nei Vigili, ne il Tecnico sono stati ricevuti dalla proprietaria dello stabile, che si è rifiutata sia di farli entrare in casa e soprattutto di firmar loro alcune carte che gli sarebbero state presentate dai “controllori comunali”. Insomma la diatriba anche sulle lettere del “Corvo” continuano e a questo punto la gente auspica che l’autore di queste missive venga se non altro scoperto.
Alvignano, Angelo Di Costanzo gioca a fare il Ventre e intanto fa isolare Stefano Giaquinto!
Tremila e oltre voti con Forza Italia ( poi il salto della quaglia nello Sdi), sindaco e consigliere provinciale, Angelo Di Costanzo (nella foto primo a destra con De MArco al centro e Giaquinto a sinistra) c’ha creduto o forse ci crede ancora nel volersi auto referenziare come erede di Riccardo Ventre, mister 100.000 voti alle scorse elezioni per l’Europarlamento e più che mai Deus ex Machine del collegio nr. 5, Caiazzo – Alvignano – Formicola. Il problema grosso però (per il consigliere – sindaco Di Costanzo) consta nel fatto che un erede è tale laddove c’è un lascito o un defunto (politicamente parlando) ma la famiglia Ventre questo discorso non vale, per cui l’arrabattamento che lo stesso Di Costanzo sta compiendo è fine a se stesso, visto anche che grazie ai seguaci dell’Europarlamentare oggi è in auge nel suo Comune d’origine, in virtù del fatto che Di Meo e company sono amici dello stesso presidente Ventre. E come andare a fare le compere coi soldi del padrone, ma la lista della spesa la si vorrebbe scrivere da se. Cotanto comportamento, implicitamente ha fatto si che il sindaco uscente di Caiazzo Stefano Giaquinto venisse isolato da tutti i colleghi nell’ambito della Comunità Montana, atteso che sabato scorso alle “Campole” di Formicola, grazie allo “stratega” Di Costanzo, proprio il Comune capofila del collegio era totalmente assente e per cui tutti i presenti hanno o stanno per puntare l’indice contro il sindaco Giaquinto, guidato “sapientemente” da Di Costanzo (complimenti!) suo pigmalione. Chi entra nel merito di questa vicenda è il consigliere comunale Fabio Sgueglia caiatino doc e aspro nei confronti del duo Di Costanzo – Giaquinto. “ Il modo di fare che ha adottato il sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto, unitamente ai suoi tre “discepoli” sta portando la nostra città ad essere esclusa da ogni iniziativa utile e idonea a rilanciarla!” Afferma Sgueglia che poi aggiunge “ Giaquinto sta pagando i suoi debiti politici con le monete degli altri! I due milioni di euro per l’acquedotto di cui uno già speso, li deve solo all’interessamento del sottoscritto e non certamente perché sia intervenuto qualche Santo dall’alto!” Insomma Di Costanzo politicamente parlando spende, e Giaquinto sempre elettoralmente parlando sta pagando! Intanto all’ombra di tutto ciò proprio Di Costanzo vorrebbe insediare il “sessano” Gennaro Oliviero, che di Caiazzo conosce forse solo a mala pena il monumento ai Caduti.

domenica 28 ottobre 2007


Caiazzo, oltre le lapidi c’è altro! La gente all’indomani afferma: “piena fiducia nelle fiamme gialle!”
Non solo lapidi, ma anche amianto come vociferavano ieri mattina in piazza Portavetere i cittadini di Caiazzo in merito al sequestro dell’area prospiciente una nuova costruzione in via Guadanelle nel cui ambito vi sono diverse centinaia di nicchie provenienti da qualche Cimitero della provincia. “Speriamo davvero che le fiamme gialle riescano laddove in molti non sono riusciti!” Era il commento “lapidario” di alcuni residenti della zona ove le lapidi sono state poste sotto sequestro, ovvero via Guadanelle. “E’assurdo che tale situazione sia venuta fuori solo oggi, mentre si sapeva da tempo che in quell’area erano state scaricate diverse tonnellate (ovvero decine di quintali!) di materiale da risulto di ogni tipologia!” Va registrato che anche una diatriba tra lo stesso attuale proprietario della zona sequestrata, ovvero la Curia Vescovile e i discendenti del vecchio proprietario, ovvero Gregorio Mormile, è oggetto di contenzioso innanzi al Tribunale sammaritano, atteso che un’erede del Sacerdote che lasciò l’area per far si che venisse adibita a casa per i bisognosi, ha intentato causa già due anni orsono perché le volontà del parroco Mormile non sarebbero state rispettate. Un residente della zona ci tiene a specificare: “ Abito a poco più di 200 metri dall’area sequestrata dalla Guardia di Finanza. Ebbene da qualche anno ho notato che in detta zona venivano camion scaricare ogni tipologia di materiale che a me, oggettivamente, sembrava dannoso, visto che lavoro nel ramo edilizio! Eppure fino all’arrivo dei finanzieri nulla era stato fatto e sono trascorsi diversi anni!” In ogni caso la patata bollente è passata nelle mani della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che con questa informativa pervenutagli da Piedimonte Matese, può fare il paio con le denunce del consigliere comunale di minoranza Fabio Sgueglia che già nel 2004 aveva fatto presente in Consiglio Comunale che secondo lui sarebbero state commesse delle irregolarità amministrative e penali.

sabato 27 ottobre 2007

Caiazzo, interviene la Guardia di Finanza e sottopone a sequestro l’area ove sono spuntate le lapidi!






di Carlo Molitierno*
L’area ove sono state rinvenute le lapidi nei giorni scorsi, ovvero via Guadanelle è stata sottoposta a sequestro preventivo dagli uomini della Guardia di Finanza di Piedimonte Matese, coordinati dal Luogotenente Liliano Liberato (nella foto), dietro impulso del Colonnello Francesco Mattana Comandante provinciale e del Capitano Leonardo Brandano Comandante la Squadra Operativa di Caserta. Venerdì mattina le fiamme gialle sono intervenute all’alba ed hanno espletato un minuzioso sopralluogo laddove sono state ritrovate un centinaio di lapidi, anche intere, provenienti da qualche Cimitero della provincia. Il luogo di provenienza indiziato è quello di Caserta, ma sono in corso gli accertamenti da parte degli investigatori, mirati soprattutto a capire se oltre le lapidi vi sia la fondata probabilità che emerga qualche cosa di più sostanzioso. Il tutto ebbe inizio ad alcuni rilievi fotografici pubblicati attraverso queste colonne e su alcuni siti web locali. C’è da dire però che anche il consigliere comunale di minoranza Fabio Sgueglia formulò un’interrogazione in Consiglio Comunale qualche anno fa, paventando appunto il fatto che nella zona si sia potuto scaricare qualche tipologia di materiale da risulto, speciale. Furono anche espletati una serie di accertamenti, secondo la cronaca dell’epoca, ovvero tra il 2003 e il 2004, ma nulla di serio emerse. E Venerdì mattina i finanzieri, sono riusciti a scoprire l’arcano ed hanno provveduto a sequestrare tutto ed informare l’Autorità Giudiziaria, la quale ha disposto indagini a 360 gradi. Addirittura in un primo momento si era portati a pensare in merito alle lapidi rinvenute che potessero essere nell’ordine di 3 – 400, ma la stima è destinata a triplicare, poiché secondo qualche fonte attendibile nei pressi di una nuova costruzione, pare ne siamo state disseminate qualcosa come 1.500! Ma non solo per le lapidi sono intervenute le fiamme gialle, atteso che potrebbero venir fuori dagli scavi anche materiali pericolosissimi per la salute umana, quale l’amianto ad esempio, visto che alcuni testimoni hanno visto scaricare anche blocchi di ethernet negli ultimi anni. In ogni caso grazie all’intervento della Guardia di Finanza, un altro mistero tutto caiatino pare sia destinato a terminare con buona pace di un’intera cittadina che si sente così sollevata.
*Giornalista Professionista
Caiazzo, e dopo le lapidi rinvenute in via Guadanelle depredata anche la Chiesa del Cimitero caiatino.
CAIAZZO Non bastavano le lapidi dei morti abbandonate in via Guadanelle, ci voleva anche che i ladri si occupassero del Cimitero ufficiale di Caiazzo, quello ubicato in via Madonna delle Grazie per intenderci, laddove alcuni malintenzionati hanno scollato il portale in marmo dell’antica Chiesa prospiciente il luogo sacro. E dire che il furto in un certo qual senso è stato anche preannunciato da un’interrogazione consiliare qualche anno fa da parte sempre di Fabio Sgueglia, che lanciò un allarme affermando appunto che l’antico sito era lasciato in balia delle onde, ovvero al libero arbitrio di tutti, soprattutto i malintenzionati. E alla fine così è stato, atteso che tutto il portale in marmo dell’antica Chiesa Santa Maria delle Grazie è stato scollato da qualche mano delicata e chissà in quale palazzo signorile andrà a fare sfoggio. Insomma la cronaca di una morte preannunciata che però non è fine a se stessa, atteso che ultimamente sono stati fatti ulteriori ritrovamenti in pieno centro storico, piazza Verdi per essere precisi e la paura che anche qui i tombaroli possano intervenire è alta. La zona dell’alto casertano ed in particolar modo l’agro caiatino - formicolano è letteralmente infestata dalla piaga dei tombaroli. Non più tardi di due settimane fa abbiamo dato conto del clamoroso furto al Cimitero di Castel di Sasso, laddove furono asportati i pavimenti antichi della cappella gentilizia, unica presente nel sacro luogo e unica idonea a raccogliere le spoglie dei defunti prima della loro tumulazione. Anche in questo caso è stata fatta man bassa di tutto con buona pace di vivi e defunti.
Piana di Monte Verna, le vittime del “Corvo” avvisano il Comune: “ Non vi lasceremo accedere nelle nostre abitazioni!”
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Le vittime designate del Corvo, ovvero colui che ha inviato lettere anonime al Comune nelle quali si evincerebbe o meglio accusa che l’ex assessore comunale Michele Mastroianni e un altro cittadino pianese, avrebbero commesso presunti abusi edilizi, hanno scritto al Comune di Piana di Monte Verna e per conoscenza ai Carabinieri di Caiazzo chiarendo che in alcun modo sarà concesso al Tecnico Comunale e ai Vigili Urbani di accedere all’interno dell’abitazioni, in quanto non vi sono cantieri di lavoro e/o DIA presentate all’Ente. Ma non è tutto, perché dalla richiesta di verificare i presunti abusi edilizi da parte del Comune pianese non si evince per nulla nella missiva che il Comandante dei Vigili ha inviato presso l’abitazione dei due, le motivazioni e da cosa e/o chi è scaturito detto accertamento. Lo stesso Mastroianni a questo punto auspica un intervento dei Carabinieri e nel rispondere per iscritto all’Ufficio Tecnico, invita quest’ultima articolazione a fare richiesta alla Magistratura se vuole accedere presso l’abitazione privata di proprietà della mamma dello stesso Mastroianni, così come previsto dal Codice di Procedura Penale. A questo punto sarebbe d’uopo un chiarimento da parte dello stesso Comune, che dovrebbe entrare nel merito dell’avviso di accertamento notificato alla madre di Mastroianni e all'altro cittadino pianese e verificare se vi siano incompletezze nell’atto, atteso che comunque è un pezzo di carta ufficiale, con tanto di protocollo. Insomma il clima infuocato non si stempera in paese e viene continuamente mantenuta alta la tensione da botta e risposta per iscritto da parte di tutti i protagonisti di questa annosa vicenda. Anzi si vocifera che a breve si potrebbe verificare un qualche cosa di veramente clamoroso. Noi restiamo a guardare, serenamente distaccati.

Caiazzo, ristrutturata la facciata della Cattedrale. Ma si dimenticano di rimuovere le scritte offensive sul portale antico.
























Si tratta di una mera dimenticanza, di un atto di vandalismo fresco, oppure sono ancora in corso d’opera i lavori? Parliamo della ristrutturazione della Cattedrale di Caiazzo, da mesi in più parti avvolta nelle impalcature delle ditte che lavoravano per restituirla agli antichi splendori, e in parte l’opera è riuscitissima, ma in parte no. Infatti sui portali in marmo antico sono rimaste a fare bella mostra di se i mini – murales lasciati a mò di souvenir dai ragazzi che frequentano l’attiguo istituto per Geometri e che non danno un’immagine confacente per il luogo, oggetto dopo il rinvenimento della tomba di Santo Stefano di numerose visite dei fedeli. Insomma un lavoro alacre per far risplendere l’antica Cattedrale, che presto potrebbe anche diventare Santuario, reso vano proprio da disegni e scritte oscene che compaiono all’ingresso di alcuni portoni della stessa.

venerdì 26 ottobre 2007

Caiazzo, questione lapidi rinvenute. Qualcuno avrebbe riconosciuta quella di un suo parente sepolto a Caserta!
di Michele Molitierno*
CAIAZZO Tiene banco in città la questione delle lapidi venute fuori nella zona immediatamente adiacente al centro di Caiazzo. Pare infatti che qualcuno avendo guardato le lapidi (nella foto) pubblicate su giornali e siti web locali, abbia riconosciuto quella di un suo congiunto che era sepolto al Cimitero di Caserta! Ma questa vicenda non è nata solo sulla (ri) scoperta di qualche giornalista che ha ricevuto le foto, anzi. Qualche anno fa l’attuale consigliere comunale di minoranza Fabio Sgueglia presentò una circostanziata denuncia e soprattutto alcune interrogazioni su questa vicenda. E da anni che si vocifera che in alcune zone di Caiazzo siano state scaricate non solo le lapidi ( pare che ora siano arrivate alla considerevole cifra di circa 1.500!) ma addirittura anche Ethernet in amianto! Furono svolti dei rilievi all’epoca dei fatti , in molte zone della città, ma pare che non sia stato rinvenuto nulla di importante. Oggi improvvisamente quelle lapidi, come una bomba ad orologeria sono spuntate fuori e rischiano sempre come la bomba ad orologeria precitata di scoppiare tra le mani di qualcuno, anche del posto, che sapeva forse ed ha taciuto. Intanto in città è un continuo chiedersi come mai siano arrivati quelle lapidi e soprattutto perché proprio qua e non nei posti ove queste avrebbero dovute essere smaltite, ovvero quei siti particolarmente idonei a raccogliere materiale da risulto classificato speciale. C’era già il sentore che qualcosa non funzionasse per il meglio, soprattutto per ciò che attiene lo smaltimento dei rifiuti pericolosi, ma adesso si rafforza sempre di più nella gente quella che prima era una mera ipotesi mentre sta oggi diventando pian piano una semi certezza, ossia che a Caiazzo, così come nell’alto casertano in generale, sia stato abbandonato di tutto, con buona pace soprattutto dei bambini e delle persone che vi abitano. Ovviamente parliamo di voci e tali restano, se non suffragate da provvedimenti che potrebbero risultare tanto immediati e tempestivi, quanto clamorosi.
*Giornalista Professionista
Caro Amico,
mentre Ti scrivo per far aprire gli occhi a tutti coloro che visitano e leggono questo blog, mi viene da pensare se è giusto quello che io e te facciamo tutti i giorni, e nell’essere convinto di quello che ho fatto e che continuerò a fare, allo stesso tempo, mi metto nei panni di mia madre, una signora che non ha mai avuto problemi, e che a 74 anni, per “ colpa mia “, si ritrova prima denunciata per un muro di recinzione fatto con lunghezza superiore, su presunto terreno comunale, situazione già smentita, acclarata e sanata ( la maggiore lunghezza ) nell’anno 1999, il tutto perché il sottoscritto si era opposto ad un regime di cui è succube la nostra amata Piana.
Non avendo ricevuto quello che volevano, ( la mia resa incondizionata ), hanno insistito recapitando a mia madre ( sempre lei ), una lettera di accertamento per la nostra casa, oggetto di lavori 20 anni fa, asserendo che avremmo compiuto “ Presunti Abusi edilizi “.
Dato che il Responsabile dell’Area in prima persona risultava essere il firmatario, il sottoscritto nei modi e nei termini di Legge tenne a precisare che non poteva arrogarsi il diritto di ciò, ebbene non ci crederai ma nella stessa giornata, il Sindaco ha dato mandato al Comandante della Polizia Municipale di effettuare il sopralluogo insieme al geom. Riccio.
Prova a pensare, di quali reati dovrà rispondere mia madre, colpevole solo di essere la madre di Michele Mastroianni, una persona onesta.
Mentre Ti scrivo, nella strada adiacente all’abitazione di mia madre, via Progresso ancora oggetto di lavori (lo ha dichiarato il tecnico ), c’è una fila di auto parcheggiate, i cui occupanti stanno tranquillamente ad onorare il palato in un ormai famoso Ristorante il cui titolare, è evidentemente “amato” dall’Amministrazione (come si usa dire dalle nostre parti ), e non ha patito ciò che è capitato al mio amico "omissis". Che mi resta da dire, ho fatto ciò che ho fatto e lo rifarei senza pensarci, spero nella giustizia, che trionfi, per avere ancora qualcosa in cui credere.
Un saluto Michele Mastroianni (nella foto)
Caiazzo, iniziano le girandole di voci sulle prossime elezioni. Sembra che la famiglia Puorto si tiri fuori e appoggi dall’esterno Fabio Sgueglia. CAIAZZO Ancora non si è capito bene chi sarà il principale attore che calcherà lo scenario politico, in vista delle prossime elezioni amministrative che designeranno il sindaco di Caiazzo. Al momento è scontata solo la candidatura dell’uscente Stefano Giaquinto, e addirittura si vocifera che in città debba prepararsi lui stesso una lista per “contrastarsi”. Ovviamente in tale situazione, chi vorrebbe fare un pensierino ad una candidatura ci pensa non una ma cento volte, visto che i nodi da sciogliere sono molti. Anzitutto c’è da capire se verrà calata dall’alto la candidatura a Caiazzo, dando come detto già scontata quella di Giaquinto. Per assurdo lo stesso Fabio Sgueglia agganciatosi mani e piedi al sindaco di Piana di Monte Verna Raffaele De Marco, che è presidente della Comunità Montana “Monte Maggiore” di Formicola (e quindi a Riccardo Ventre), potrebbe rappresentare proprio lui tale figura oggi, proprio perché ha i due soggetti politici alle spalle. Quindi non più espressione locale al 100%, ma un buon 50%, atteso che il dazio da pagare al duo Ventre – De Marco comunque c’è politicamente parlando. L’alleato di sempre dell’attuale consigliere comunale di minoranza Sgueglia, ovvero Dario Puorto, continua in ogni caso a sostenerlo, anche se in un primo momento era stato indicato anche lui tra i papabili alla candidatura. Esclusa, almeno per il momento e salvo ripensamenti la candidatura dell’ex consigliere comunale di maggioranza Antonello Puorto, fratello di Dario, sul quale sicuramente sarebbero convenuti tutti gli esponenti del centro – sinistra, così come da loro affermato, visto che la sua figura rappresenterebbe un vero e proprio collante fra le varie anime politiche e quindi aggregatrice. In ogni caso al momento si registra la certezza della candidatura di Giaquinto, come sopra scritto, che incassa l’appoggio di Nicola Sibillo per il tramite del consigliere provinciale Angelo Di Costanzo, nonché registra l’ingresso nella lista anche di Antonio Di Sorbo, Franco Musco (quota Enzo Natale), Geppino De Biase e Francesco Perrone, affiancati dai confermatissimi Angelo Fasulo, Tommaso Sgueglia, Salvatore Fasulo, Vito De Filio, Rosita Fazzone e molto probabilmente si registra anche l’ulteriore ingresso di professionisti che gravitano nell’ambito caiatino e potrebbero rappresentare la ciliegina sulla lista di Giaquinto. Fronte opposto invece, Fabio Sgueglia incassa l’appoggio di Tommaso Pannone (nella foto) ex sibilliano doc e Enrico D’Agostino già candidatosi nel 2003 con discreto successo. Restano da vagliare le posizioni che adotteranno Nicola Sorbo, Stefano Mennillo, Gennaro Principe e qualche altro probabile escluso eccellente dalla lista dell’attuale maggioranza.
Castel Campagnano installati i dossi salvavita, migliora la viabilità in centro.
CASTEL CAMPAGNANO Buoni risultati sta dando il progetto realizzato dal consigliere comunale delegato alla Viabilità Angelo De Filippo (nella foto) che, affiancato e supportato dal vice sindaco Giovanni Aldi, ha ben pensato di posizionare dossi artificiali meglio conosciuti come dissuasori di velocità e nuova segnaletica stradale su alcune strade comunali, in particolare via Antonio Marino e via XIV Ottobre. In molti casi sono i cittadini a richiedere i dissuasori per evitare che le-macchine o i motorini transitino a velocità troppo alta soprattutto in alcune zone del paese. "La sicurezza delle strade è, tra i nostri obiettivi, uno dei più importanti - ha dichiarato il consigliere De Filippo - e, all'uopo, ci sono in cantiere una serie di progetti di intervento su diverse arterie, che rientrano sicuramente tra le più insidiose. In un futuro non troppo lontano, auspichiamo la realizzazione di strade sicure su tutto il territorio comunale". Proseguiranno quindi a pieno ritmo gli interventi sulla viabilità nel territorio tesi a garantire maggiore sicurezza agli utenti della strada, ma anche la necessaria riqualificazione di alcune zone della città. "Questa tipologia di interventi seppur in piccolo - ha aggiunto il vice sindaco Aldi - ci permette di rendere un grande servizio ai cittadini dal punto di vista della sicurezza delle strade e di un notevole miglioramento della viabilità. Quindi è sempre con grande piacere e soddisfazione che comunichiamo queste notizie alla città". I limitatori di velocità dovrebbero ora servire a rendere più disciplinati gli automobilisti ed i centauri che altrimenti potrebbero rappresentare un pericolo per i cittadini e per i pedoni in generale.
Caiazzo. Poste, ancora disservizi: bollette scadute ma non ricevute. E pantalone paga, non solo la mora.
Ma, grazie al servizio “Punto Enel”, è possibile ottenere gratis un duplicato delle bollette presso il Comune.
CAIAZZO Continuano a registrarsi disservizi nel recapito della corrispondenza postale nonostante le rassicurazioni del direttore dell’ufficio postale di Caiazzo Michele Ferrajuolo, rammaricato come gli utenti che sempre più spesso si recano in ufficio per protestare, ignari che il (dis)servizio non rientri più nelle sue competenze. Per ragioni (visti i risultati) imperscrutabili, infatti, anni addietro i super pagati manager delle poste decisero di scindere il servizio di recapito della corrispondenza dalle altre incombenze d’ufficio, inventandosi un centro di smistamento che per il comprensorio caiatino inizialmente avrebbe dovuto essere istituito proprio a Caiazzo. Purtroppo però, a quanto è dato sapere, gli amministratori dell’epoca nulla fecero per assicurarsi il servizio, finito così a Piedimonte Matese. Da qui tutte le mattine, dopo lo smistamento, la corrispondenza dovrebbe essere inoltrata agli uffici periferici, dove i portalettere dovrebbero essere pronti a scattare per recapitarla nelle residue ore lavorative. E qui nascono i problemi in quanto non si è mai capito il motivo per cui, da diversi mesi, si registrano lamentele e disservizi, in particolare con le bollette da pagare. In seguito all’interessamento del sindaco, nei mesi scorsi si è registrato qualche miglioramento, ma in poco tempo la situazione sembra nuovamente precipitata poiché molti lamentano il mancato recapito della corrispondenza e in particolare delle bollette dell’Enel, nel frattempo già scadute. Sulla prossima bolletta, quindi, gli utenti si vedranno addebitare anche le maggiori spese di ritardato pagamento, ignari che un duplicato della bolletta Enel poteva essere richiesto gratuitamente presso lo sportello “Qui Enel” di recente attivato presso il Comune di Caiazzo, come, d’altronde, tanti hanno già fatto. Lamentele sempre crescenti si registrano anche per la mancata ricezione di lettere, assegni, stampe, rubriche telefoniche e quant’altro, nonché per il fatto che i portalettere cambiano sempre, nonostante l’importanza che per tale lavoro rivesta la conoscenza della zona e dei destinatari, ma il direttore dell’ufficio postale non ha colpe, essendo stato sottratto alle sue competenze il recapito della corrispondenza.

giovedì 25 ottobre 2007


PAESE SPORCO? MA QUANDO MAI!!! MENZOGNE DEI SOLITI DENIGRATORI!!!

Piana di Monte Verna, cittadini contro. Chi sostiene che il paese è pulito e chi sostiene di no. Ecco le foto pervenuteci.
PIANA DI MONTE VERNA “Da più parti Piana di Monte Verna viene descritta come un paese abbandonato e trascurato dai propri amministratori ma ciò è ingiusto per due motivi: perché è falso che sia abbandonata e perché il nostro paese, in cui siamo onorati di abitare anche se non abbiamo votato gli attuali amministratori, è sempre stato un esempio di pulizia, ordine e decoro, perché composto di persone serie e laboriose anche se, com’è noto, ogni eccezione conferma la regola. Per fortuna qualcuna delle eccezioni più deleterie non risiede più a Piana, ma continua a tirare calci come tutti i somari invidiosi degli altri quadrupedi meno stupidi. A qualcuno che si ostina a buttare fango sulla nostra amata cittadina vogliamo ricordare che è stata la prima della provincia, con Valle di Maddaloni, in cui è stata attuata, ormai da diversi anni, la raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta, per cui, mentre le strade di tutti gli altri Comuni sono ciclicamente invase da cumuli enormi di spazzatura, con il serio rischio di epidemie, la nostra Piana è sempre stata un esempio di pulizia senza neanche gli antiestetici e maleodoranti cassonetti che assillano perfino i residenti in qualche vicina “città del buon vivere”. Inizia cosi la difesa d’ufficio su un blog locale di Piana di Monte Verna che ha raccolto le lamentele di alcuni cittadini che asseriscono a chiari lettere che il paese è pulito. A tal proposito interviene anche il vicesindaco Raffaele Santabarbara ( nell’articolo del blog ) che a sostegno dei cittadini che affermano una pulizia unica in paese conferma: “Al riguardo abbiamo interpellato il vice sindaco Raffaele Santabarbara che, nel confermare tutti i benefici conseguiti all’attuazione della raccolta differenziata porta a porta sin dagli anni novanta del secolo scorso, compreso un risparmio rispetto a quanto verrebbe a costare la raccolta indifferenziata, considerati i continui aumenti, nonché il riconoscimento di Comune pulito per eccellenza, precisa con orgoglio che ciò è stato possibile solo grazie alla massima disponibilità dei cittadini, sempre disponibili a collaborare, anche se, come in ogni comunità, è sempre possibile trovare la cosiddetta pecora zoppa, che abbandona ovunque tutti i tipi di rifiuti, anche ingombranti, e naturalmente chi vede solo il pelo nell’uovo e, per concludere con un altro paragone “bestiale” chi si è specializzato nel fare il galletto sopra l’immondizia, criticando tutto e tutti, ma non guardandosi mai allo specchio”. Noi senza commentare quanto sopra riportato pubblichiamo le foto che ci sono pervenute, e che mi sembrano una risposta chiara ed inequivocabile all'articolo sopra riportato . Un fatto però è inconfutabile quella monnezza là, sotto la piazzetta, non è un buon biglietto da visita per il cosiddetto "paese pulito".
Piana di Monte Verna, il segretario cittadino dell’Udeur sugli ingombranti: “Qualcuno ha le fettine di prosciutto davanti agli occhi!”
PIANA DI MONTE VERNA E a proposito di rifiuti ingombranti e di paese pulito, parla il segretario cittadino dell’Udeur di Piana di Monte Verna, Mario Bruno (nella foto), il quale afferma: “ E’ evidente che nonostante tutto, si cerchi ancora di prendere per il naso la gente! Delle due una, o l’area mercato del paese ubicata in pieno centro storico è diventata Comune a se, magari Piana di Monte Monnezza suggerisco anche il nome, oppure la gente che parla di paese pulito si riferisce a qualche Comune di altra Regione!” Va giù duro il segretario Bruno che senza peli sulla lingua non la manda a dire a nessuno e rincara la dose: “ E’ ora di finirla col cercare di distinguersi a forza da altre Comunità, che invece cercano di risolvere i problemi. A Piana di Monte Verna c’è un cumulo di rifiuti ingombranti che fa paura. Se volevano creare un’isola ecologica i nostri amici amministratori, dovevano farlo coi sacri crismi della legge e non “arronzando!” Bruno fa chiaramente il riferimento alle foto e alla situazione creatasi nell’area mercato. “ Ci manca solo il Minculpop locale e stiamo apposto!” Afferma Bruno, facendo riferimento al Ministero Culturale esistente nell’epoca del ventennio che emanava bollettini ove si evinceva che era tutto in regola e tutto filava liscio. “Infine, e non voglio spingermi oltre” prosegue Bruno “è vero che di immondizia in giro non se ne trova, parlo dei rifiuti urbani, perché quelli almeno un terzo del paese li va a smaltire in altri Comuni limitrofi, con la differenza che la Tarsu non è diminuita, anzi è relativamente aumentata, mentre sono aumentati giorno per giorno anche i rifiuti ingombranti sparsi per il paese. Chi nei prossimi giorni si reca al circo, faccia un giro turistico anche a dieci metri da dove è ubicata la struttura circense. Magari avrà un quadro completo della situazione, basta che sposti le fettine di prosciutto davanti ai propri occhietti!”

Caiazzo, gli rubano la macchina nel garage dopo che si sono intrufolati nella sua casa. Il titolare della famosa pizzeria Pepe depredato.

Anche il bancario Antonio Merola ha subito nella notte la stessa sorte!
CAIAZZO Ritornano a colpire i soliti ignoti a Caiazzo. Stavolta a finire oggetto delle mire di malviventi uno dei titolari della famosa pizzeria Pepe, ubicata in piazza Portavetere e il bancario Antonio Merola. Massimiliano Pepe, fratello di Franco e Nino, stava dormendo a casa sua unitamente alla moglie figlia del compianto tecnico comunale Tommaso Rossetti quando alcuni ladri sono penetrati dalla finestra della loro abitazione e hanno iniziato a razzolare tutto ciò che capitava loro a tiro. Tra il bottino, la borsa della moglie di Pepe, nella quale c’erano la carta di credito della donna e le chiavi dell’Audi A4 che era di proprietà del marito. I ladri, non curanti di nulla sono ritornati sui loro passi ed hanno aperto il cancello e la porta del garage ove era parcheggiata l’auto, mettendola in moto e andando via indisturbati. Questa vicenda ha destato scalpore in città, non solo per i numerosi attestati di solidarietà pervenuti alla famiglia Pepe, composta da persone stimate e molto apprezzate, ma anche e soprattutto per la modalità stessa del furto, atteso che un’orda barbarica ha avuto tutto il tempo di intrufolarsi in un’abitazione, razziarla e portare via la vettura di famiglia come fosse una semplice passeggiata ai giardini pubblici. Al proprietario della vettura non è restato far altro che recarsi dai Carabinieri e denunciare l’accaduto. Stessa identica sorte ha subito anche il bancario Antonio Merola, funzionario presso la locale Agenzia del Banco di Napoli di Caiazzo che al pari di Pepe si è ritrovato i ladri in casa e gli hanno sottratto le chiavi e rubato l’auto. Anch’egli ha sporto regolare denuncia all’Arma. C’è da sottolineare però che l’opera della benemerita in città è meritoria, atteso che in molti casi, gli uomini del Maresciallo Aiutante s.Ups Giuseppe Oliva (nella foto a destra), sono riusciti in tempo a sventare numerosi furti e laddove già perpetrati hanno recuperato il maltolto e restituito tutto all’avente diritto. Per cui nel caso specifico, e non è retorica, ci sono ottime possibilità che la Stazione dei Carabinieri di Caiazzo possa riuscire ad individuare i malviventi e spedirli al fresco. E stavolta non c’è indulto che tenga!

mercoledì 24 ottobre 2007


LO SCANDALO DEL GIORNO!











Caiazzo, ecco le foto scandalo. Lapidi sparse nella periferia della città!
CAIAZZO Le immagini parlano chiare e qualsiasi commento riuscirebbe solo nell’intento di sminuirle. Lapidi di chissà quale Cimitero disseminate in una zona periferica di Caiazzo. Saranno un centinaio, ma qualcuno azzarda anche di più, atteso che potrebbero essere state utilizzate anche per riempire le fondamenta di qualche abitazione. La scoperta infatti, finora tenuta segreta, l’hanno fatta alcuni operai nel momento in cui è stata concessa l’autorizzazione a una DIA (Dichiarazione Inizio Attività) presentata per l’inizio di alcuni lavori. Ma c’è di più, visto che la zona antistante l’area segnalata da alcuni lettori sarebbe divenuta una vera e propria discarica abusiva. Infatti oltre alle lapidi si ha modo di notare la presenza di ferri vecchi, molti residui di lavori fatti ( le cosiddette “cascarene”) e chi più ne ha più ne metta. Sembrerebbe anche che nel momento in cui sono state fatte queste foto, l’autore si stato addirittura rincorso da due – tre energumeni che hanno inveito contro di lui di tutto. Al momento l’unico dato certo sono le foto che ci sono pervenute in redazione, con una breve descrizione. Insomma, è davvero preoccupante quest’ultima scoperta, poiché potrebbe significare seriamente che Caiazzo e più segnatamente l’alto casertano siano divenute le pattumiere a cielo aperto dei rifiuti degli altri. Rifiuti nella fattispecie che sarebbero dovuti essere smaltiti da apposite ditte che vengono per altro pagate profusamente dallo Stato. Nella mente di molti cittadini locali è sobbalzato l’episodio occorso al Cimitero di Caserta, laddove per effettuare lavori di ristrutturazione ad alcune cappelle gentilizie e per abbatterne altre, sono spariti letteralmente decine e decine di salme, con annesse lapidi. A Caiazzo, molti si augurano fervidamente che si tratti solo di una mera coincidenza e nessuno vuole pensare che ci possano essere anche i titolari delle stesse lapidi.

I funerali di Fabio Lombardi

ADDIO FABIO!



Castel di Sasso, Chiesa colma
all’inverosimile per i funerali di Fabio.
CASTEL DI SASSO Non è era un funerale ordinario e lo sapevano tutti, che lo strazio si tagliasse a fette, anche per molti sconosciuti che si sono soffermati basiti a guardare quella bara bianca, era impensabile. Solo oggi Castel di Sasso si è resa effettivamente conto che un pezzo del paese è crollato improvvisamente. Quel pezzo era un ragazzo per l’età, Fabio Lombardi, appena 22 anni, ma un grande uomo per ciò che nella sua breve vita era riuscito a compiere. Fabio è morto Lunedì scorso schiacciato dal suo trattore (nella foto), che ribaltandosi in un solo colpo ha schiacciato un corpo trovato esamine e i sogni di una vita, quella che lo stava lanciando nel panorama internazionale grazie alla sua passione per la terra, che l’ha portato a riscoprire il “cacio peruto romano” lanciato sui media nazionali Rai e Mediaset e sulle principali testate Veronelli e Gambero Rosso. Per non girarci tanto intorno e per rendere l’idea, il cacio di Fabio lo stanno assaggiando a New York, Londra e perfino la Russia! Era la sua passione dicevamo, la riscoperta degli antichi sapori. Ad appena 22 anni, coadiuvato da una immarcescibile Liliana, l’amata madre, dirigeva l’Agriturismo “La Campestre” oggetto di visite da parte di palati fini, da tutto il territorio regionale e nazionale. Aveva creato un binomio formidabile con il suo cacio e il suo paese che al pari amava Castel di Sasso, che fino all’avvento di Fabio, nemmeno i migliori navigatori satellitari conoscevano e ora grazie a questo “Uomo” con la “U” maiuscola, conoscono in tutto il mondo. Provate a digitare su Google la parola cacio peruto Castel di Sasso per avere un’idea della portata di questo prodotto. Fabio ora non c’è più e noi non possiamo fare retorica, bensì raccontare un evento che mai nessuno avrebbe voluto fare, la morte di un giovane. Le parole del sacerdote celebrante don Agostino Secondino hanno in un qualche modo provveduto a rassicurare amici, parenti e soprattutto quelli più stretti di Fabio Lombardi, nel senso che oggi si trova lì dove merita di stare, nel paradiso dei grandi ad appena 22 anni. La gente presente oggi in paese, forse non la si rivedrà più nemmeno nella remota ipotesi di una visita di qualche Capo di Stato. Moltissimi sono riusciti a piangere Fabio all’interno della Chiesa, ma altrettanti erano fuori in religioso silenzio, ascoltando le parole proferite dall’altare che erano vere e proprie pugnalate al cuore.
TUTTI QUI!!!


Castel di Sasso, intervenuto il sindaco e l’assessore provinciale Mimmo Dell’Aquila alle esequie. Anche altre personalità tra la folla.
CASTEL DI SASSO E’ stato uno dei primi ad arrivare presso la Chiesa di Castel di Sasso, in località Strangolagalli. L’assessore provinciale Mimmo Dell’Aquila non è voluto mancare a donare l’ultimo saluto ad uno dei fiori più preziosi che questa terra sia riuscita a produrre e un trattore ha reciso. Visibilmente commosso Dell’Aquila non ha voluto rilasciare interventi, anche perché conosceva bene il giovane Fabio, avendo questi partecipato sotto l’egida della Provincia a numerose manifestazioni pro- Agricoltura che hanno donato lustro al settore. Il sindaco Nunzio Valentino era visibilmente scosso ed è riuscito a tratti a ricordare Fabio: “ L’ha ucciso quella passione alla quale lui mai e poi mai avrebbe rinunciato. Era un punto di riferimento, sebbene giovanissimo, per tutti e per tutto. Oggi è venuta molta gente semplice a salutarlo, perché Fabio non si è mai distaccato da quella che in fondo in fondo era la sua realtà e continua ad essere oggi la nostra, con un coltello nel cuore, l’Agricoltura, l’amore per la terra!” C’era un striscione bianco che i suoi coetanei hanno portato alla testa del corteo “ Il patto è stringerci di più prima di perderci. Forse ci sentono lassù, urlando contro il cielo!” Questa è la reazione composta che i giovani di Castel di Sasso, tutti amici di Fabio loro idolo per essere quello era emerso, hanno avuto. Ma tra tutti quei giovani tanti ne emergeranno ancora, perché paesi come questi danno solo buoni frutti. Adesso toccherà più di tutti a Manuel, uno dei soci dell’affermatissimo negozio di Caiazzo “Shadow” prendere in mano la redini e soprattutto incamerare e realizzare i sogni incompiuti di Fabio. Almeno questo era il commento tra i più stretti alla famiglia Lombardi, una famiglia perbene, che ha dato la vita per il lavoro e purtroppo, oggi amaramente constatiamo anche un suo figlio.
LA NONNINA VOLANTE GIOVEDÌ 25 OTTOBRE A RAIDUE
Piedimonte Matese Ancora un passaggio televisivo, per Anna Salomone-arzilla e vulcanica nonnina casertana oggi protagonista assoluta a Piazza Grande, trasmissione cult di Raidue, ideata dall’inossidabile Michele Guardì, condotta da Giancarlo Magalli, con Monica Leofreddi e Paolo Fox. L’ennesima storia casertana scovata e portata in Rai da Giuseppe Sangiovanni, giornalista freelance di Caiazzo, collaboratore del programma televisivo. Una grande storia d’amore, a lieto fine- raccontata oggi (tra le 11:00 e le 13:00)- nella piazza televisiva più “frequentata” della penisola. Neanche il “Buddha” degli sceneggiatori, verosimilmente avrebbe saputo fare meglio. Siamo alla fine degli anni trenta. La giovanissima Anna incontra Mario. I due s’innamorano. Scoppia il grande idillio, ma anche la guerra. Mario costretto a lasciare la sua amata, destinazione il fronte. Anni durissimi. Si scrivono bellissime epistole d’amore. “Ma un giorno- ricorda la nonnina di Piedimonte- arriva una lettera di Mario che dice: “ Anna, ho avuto un incidente, non pensare più a me, trova un brav’uomo e sposalo. Ma io l’amavo tanto, ero disposta a tutto. Dopo tempo -Mario torna dalla guerra, lo incontro e mi accorgo che gli manca un braccio. Lo rassicurai, gli dissi stai tranquillo, ti voglio troppo bene, ci sposeremo. Non fu facile, i miei genitori-non volevano. Io però ero convintissima. Ci sposammo contro il loro volere. I miei non parteciparono nemmeno al matrimonio. Un matrimonio felice il nostro- rafforzato dall’arrivo dei nostri cinque figli: Carmine, Marianna, Clotilde, Giuseppe e Vincenza. Tanti sacrifici per portarli avanti. Facevo di tutto: Operaia per anni, in un cotonificio della zona, infermiera-ostetrica all’occorrenza, ed altri lavori. Ho preso la patente a sessant’anni suonati. Lui guidava, io inserivo le marce”. Ci siamo amati fino alla fine(Mario è scomparso dodici anni fa). L’ottantanovenne nonnina volante, è un personaggio forte, pieno di vita-salito agli onori della cronaca per la sua grande passione: andare a zonzo tra le nuvole con il deltaplano. Negli ultimi mesi ha coronato il suo sogno- incontrando Silvio Berlusconi che l'ha premiata con una medaglia d'oro. Ospite nei giorni scorsi del Panathon Club di Caserta, ha ricevuto una targa dal colonnello Carmelo Burgio, comandante provinciale dei carabinieri di Caserta. La supernonnina ha ancora quattro desideri: provare il lancio con il paracadute, girare qualche spot pubblicitario (magari lo spot Ace, quello della candeggina), andare in motorino-(ma stavolta sono i figli a proibirle di scorrazzare in motorino) e conoscere il presidente americano George Bush.

martedì 23 ottobre 2007

CIAO FABIO!







di Manuela Piancastelli *

E' uscito un attimo di casa per andare a fare dei lavori in campagna e non è tornato mai più. Fabio Lombardi (al centro nella foto tra il giornalista del Tg5 e la mamma Liliana), il più giovane casaro d'Italia, l'erede della tradizione del conciato romano, se ne è andato in un attimo, rovesciandosi con il suo trattore nella sua campagna, fra le sue pecore, a poco più di vent'anni. Si è portato via sotto le ruote del trattore il sogno de "La Campestre", strappando il cuore dal petto di mamma Liliana e papà Franco, del fratello Manuel che ha scelto di vivere lì con la moglie, sotto un tetto che accoglie anche i vecchi nonni, i loro cani, i loro gatti, le loro pecore e i loro ciuchini, nel paradiso violato di Castel di Sasso, frazione Buonomini. Lo avevamo incontrato sabato scorso, Peppe ed io eravamo andati a fare una passeggiata a Castel di Sasso dove stiamo impiantando una nuova vignarella. Si era fermato con la macchina e con il solito coinvolgente entusiasmo ci aveva raccontato che aveva fatto la sera prima il servizio da sommelier - si era appena diplomato all'Ais - alla manifestazione "Delle vigne e della seta " e che era capitato alla postazione dei bianchi e aveva servito con orgoglio i nostri vini: "Io dovevo offrire tutti i vini ma a chi mi chiedeva un consiglio io dicevo che i vostri erano i più buoni!". Ci aveva invitato a casa sua per mangiare insieme: "Venite che ci siamo tutti, oggi c'è pure Manuel", aveva aggiunto dando un valore in più all'invito perché sapeva dell'affetto che abbiamo per tutta la sua famiglia.
Fabio aveva un entusiasmo antico, era il solo ragazzo che mi sia capitato di incontrare che voleva fortemente lavorare la terra, che credeva nella forza culturale del suo lavoro di ricerca, di produzione di alta qualità. E voleva percorrere la strada tracciata dai genitori - la riscoperta di uno dei più antichi formaggi d'Italia - con competenza e con coscienza: perciò aveva voluto diventare sommelier Ais e assaggiatore di formaggi Onaf Si era lamentato prima dell'estate del fatto che gli stessero costruendo una strada proprio sotto l'agriturismo: "Non hanno capito che non ci servono i bus coi turisti ma per noi sono importanti quelli che si arrampicano fin quassù per cercarci" - diceva. Era orgoglioso della sua terra, delle sue viti di casavecchia, delle sue pecore, dell'orticello curato dalla mamma, del fatto che gli ospiti de La Campestre impazzissero per quelle verdure croccanti e spettacolari. E quando ti porgeva una piccola anfora con il suo formaggio gli luccicavano gli occhi per la soddisfazione, per la gioia di regalare qualcosa di prezioso e raro.
A vent'anni era diventato uno dei simboli dell'eccellenza di Terra di Lavoro, perciò "Il Mangiastorie" gli aveva dato nel suo video su Caserta un ruolo di protagonista nella rinascita del territorio. Lo meritava tutto.
Ciao Fabio, mi sembra impossibile che non ci sia più e non ci voglio credere.
*Già Direttore de "IL MATTINO"
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"Conciato romano, formaggio estremo"
pubblicato su Ex Vinis nel marzo 2006.

C’è un grosso equivoco dietro uno dei formaggi più buoni e rari della provincia di Caserta, in Campania, il conciato romano. Tutte le guide specializzate, da Formaggi d’Italia dello Slow Food alla Garzantina dei prodotti tipici, riportano come comune d’origine di questo straordinario formaggio Pontelatone, paesino salito negli ultimi anni alla ribalta golosa grazie al Casavecchia, un vitigno autoctono di gran razza della zona. In realtà, anche se il conciato romano è tipico di tutta l’area del medio Volturno (Pontelatone, Formicola, Castel di Sasso, Piana di Monteverna) l’unico produttore – anzi produttrice – esistente, grazie alla quale il conciato romano non è finito nell’inventario dei sapori perduti, è di Castel di Sasso. L’equivoco è un classico pasticcio all’italiana. Quando una decina di anni fa si ricominciò a parlare di conciato romano, si fece avanti un personaggio che comprava il formaggio dal produttore e si spacciava per tale. Dopo qualche anno l’equivoco – per non dire truffa – fu svelato ma nell’immaginario collettivo il luogo di produzione del conciato romano è rimasto solo Pontelatone. Potenza dei qui pro quo a suon di grancassa mediatica.
Castel di Sasso è un piccolissimo borghetto senza pretese artistico-architettoniche ma particolarmente affascinante perché costruito a picco su un enorme sasso, appunto, di granito. Da Castel di Sasso, immersa in oliveti secolari, boschi pieni di cinghiali, vigne a spalliera alta dove il casavecchia si arrampica con i suoi grappoli pesanti e scurissimi, si gode una vista arcadica, fuori dal tempo. In questo paesino dove le frazioni sono costituite da gruppi di tre-quattro case, nel sito di Buonomini vive Liliana Lombardi con la sua famiglia. E’ lei, Liliana, la vestale del conciato romano. E’ soltanto grazie a lei se alcuni di noi hanno avuto il privilegio di assaggiare questo formaggio. Liliana ha raccolto il testimone dai suoceri, Lombardi anche loro (il marito porta il suo stesso cognome anche se non sono parenti) che allevavano pecore, capre e le ormai rarissime mucche bianche. La suocera faceva da sempre, in casa, il conciato romano - tradizione, appunto, della zona - e per Liliana continuare è stato naturale. Anche lei e il marito hanno il gregge, 160 pecore meticce che, mentre parliamo nella piccola cucina-laboratorio, s’inerpicano lungo i sentieri dei boschi. Li vedo davanti a me dalla finestra della cucina del loro piccolo regno, “La Campestre”, un agriturismo con solo tre-quattro stanze, entrato nei circuiti internazionali proprio grazie all’eccezionale formaggio di Liliana che ha trasmesso la sua passione per la tradizione anche al figlio Fabio, vent’anni, il più giovane “casaro” d’Italia.
Nel conciato romano la straordinarietà è nell’affinamento più che nella tecnica di produzione. Liliana, che ha appreso l’arte soprattutto da una vecchia cugina della suocera, lo racconta così: il latte appena munto si mette in bagnomaria tiepido con il caglio di capretto o di agnello (ndr: per chi non lo sapesse, il caglio è la sostanza prelevata dallo stomaco di un capretto o agnello da latte subito dopo che ha mangiato, quindi è latte fermentato dai succhi gastrici). Si lascia un paio d’ore a rapprendere, poi si rompe (rottura della cagliata) e lo si tiene in acqua tiepida per un’altra mezz’ora. A questo punto si mette la rottura nelle fuscelle (canestrini un tempo di giunco e oggi, per obbligo sanitario, di plastica!!!) per consentire al siero di colare. Nasce così la forma di formaggio. Si sala da un lato e, dodici ore dopo, dall’altro. Poi si leva dalle fuscelle e si mette ad asciugare nel “casale”, un semplice mobile aperto composto da mensole di listarelle di faggio riparato da una zanzariera, per dieci-quindici giorni, a seconda del tempo e della stagione. Il periodo migliore è tra novembre fino a maggio-giugno. Finita la fase dell’asciugatura, comincia quella più impegnativa e tipica: le forme vengono lavate con l’acqua di cottura delle pettole (pasta fresca fatta in casa), quindi ricca di amido, si fanno asciugare su un telo di lino e successivamente vengono poste in orci di terracotta con una conciatura di olio, aceto, peperoncino e pimpinella, un’erba aromatica selvatica. Il formaggio, in questo modo “conciato”, viene messo nell’orcio e sigillato. Resta così, in una situazione anerobica, per un periodo variabile da sei mesi a due anni durante i quali si svolge la sua maturazione.
Della storia del conciato romano si sa molto poco: secondo alcuni, potrebbe essere l’antico formaggio trebulano, di cui parlano autori latini (Trebula baleniensis era una colonia romana vicino a Pontelatone) ma in effetti di come e quando sia comparso per la prima volta si conosce poco e niente. Si sa solo che il risultato di questo lungo e paziente lavoro di affinamento è un formaggio particolarissimo: la superficie esterna diventa leggermente cremosa, l’odore è intensissimo, quasi pungente. In bocca è un arcobaleno di emozioni, tutte violentissime eppure armoniche. Se dovessi usare un solo aggettivo, direi che è un formaggio estremo: mi ricorda insieme formaggi di fossa e erborinati stravecchi. Difatti è praticamente impossibile tentare un abbinamento con qualunque tipo di vino. Lo abbiamo provato con il casavecchia, pure molto robusto e concentrato, che ne viene però totalmente oscurato. Fabio suggerisce un possibile abbinamento con un passito: non lo abbiamo ancora provato, vi faremo sapere.
“Prima il conciato diventava grigio scuro, ora ho imparato a farlo rimanere chiaro”, spiega Liliana mentre mostra orgogliosa le poche pezze di formaggio rimastele. “Io il conciato romano lo faccio da trent’anni, lo facevo anche in Belgio dove ho vissuto per tanto tempo con mio marito, lo facevo per la famiglia, per parenti e amici. Lo vendevo a quattro lire: poi, nel ’97, tornata in Italia, feci un corso per aprire l’agriturismo e mi accorsi che i docenti, tutte persone competenti, erano estremamente interessate al conciato romano”. Alla fine degli anni ‘90 anche Vito Puglia dello Slow Food si appassionò al conciato romano al punto che nel 2000 diventò presidio. E mito virtuale. Perché tutti parlavano di questo conciato ma il formaggio non si trovava. “E certo – spiega Liliana – io in un anno oggi riesco a farne al massimo 2-300 chili, io lavoro esclusivamente il latte delle mie pecore, so quello che mangiano, dove lo mangiano, pascolano allo stato brado in montagna”. Così il conciato ha corso il rischio di essere penalizzato dalla sua stessa notorietà mediatica. Perché un prodotto che non si trova all’inzio incuriosisce il consumatore, poi lo allontana. L’obiettivo di Liliana e del giovane Fabio è di arrivare al massimo a 4-500 chili l’anno che significa il latte di di 3-400 pecore. “Oltre non possiamo andare, non ce la facciamo”. Va da sé che, dopo Liliana, in tanti si stanno cimentando con il recupero di questa antica tradizione. Perciò Fabio ha pensato di mettere tutti insieme nell’Associazione Amici del conciato: sono già una decina di soci, quattro i produttori. “L’importante è non derogare dal fatto che bisogna lavorare solo il latte prodotto con le proprie pecore, altrimenti facciamo la fine della mozzarella che nessuno ha tutelato e ora la fanno anche in America”, dice Fabio. “E poi stare insieme ci serve a chiedere, come è accaduto per il lardo di colonnata, deroghe alle norme comunitarie: ad esempio, dobbiamo riuscire a far passare l’utilizzo dell’orcio di creta e del caglio naturale (al momento è proibito in favore di quello chimico, ndr). Ma anche tra noi – continua – dobbiamo darci delle regole”. Sì perché da quando il conciato romano è diventato un formaggio cult, sono in tanti a improvvisarsi casari senza neanche avere una pecora. Come quelli che fanno vino senza vigne. Una bestialità. Eppure ci sono. E in tanti stanno copiando la tecnica dell’affinamento in terracotta anche con latte di mucca o di bufala: “Va bene tutto – dice Fabio, consapevole che ogni azione pioneristica si porta dietro una schiera di imitatori - ma avere i capi propri è importante, essere certi che pascolino nei boschi, che mangino quelle erbe: non si può fare un buon conciato romano da latte di bestie che non escono dall’ovile”.
E’ difficile far capire che ostinarsi a fare il formaggio come le nonne e le nonne delle nonne non è una moda, non è per compiacere questo o quel gourmet, ma una scelta di vita che solo venendo qui, tra i boschi di Castel di Sasso, si può capire, guardando i due pastori maremmani che dormono stesi al sole, i gattini che giocano tra i panni stesi, guardando il sorriso solare di Liliana mentre ti regala un preziosissimo cacio, orgogliosa di poter dire alla gente che si meraviglia del fatto che costi caro (ma molto meno di un buon parmigiano): non lo vuoi, non lo capisci? Lascia stare, va’ a prendere il galbanino al supermercato e non mi seccare.