CAIAZZO, PIAZZA VERDI ANCORA SOTTO SEQUESTRO L'IMPIANTO LUMINARIOdomenica 30 settembre 2007
CAIAZZO, PIAZZA VERDI ANCORA SOTTO SEQUESTRO L'IMPIANTO LUMINARIO
PIANA DI MONTE VERNA, ANDREA MASTROIANNI SI DIMETTE. LARGO A FRANCO MAZZARELLA
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CAIAZZO, RICORDATE I MANIFESTI: "PRENDITELA CON ME!!!" E UN CITTADINO CAIATINO SCRIVE A DE FRANCISCISLettera "pepata" al presidente della provincia: "Ma lo sa quanto costa un litro di benzina?"
CAIAZZO "Grazie presidente, perché amministrandoCi, ha permesso che in due anni di Sua gestione, venissero moltiplicate le opportunità di lavoro per i disoccupati!Grazie presidente per i manifesti che paghiamo e coi quali Lei afferma: "Prenditela con Me!" Grazie presidente per aver rilanciato l'Alifana, (quello strano trenino colorato di azzurro che sembrava il treno della Lazio o del Napoli e che Ella prese, per la "passeggiatina" elettorale del 2005) Grazie presidente per aver fatto si che la nostra provincia (Enti inutili affermano i media nazionali e sono pienamente d'accordo!) dal 90° posto scalasse all 89° posto!" Inizia cosi la letterina che un cittadino di Caiazzo ha inviato al presidente della Provincia Sandro De Franciscis (nella foto), dopo due anni dal suo insediamento. La lettera poi prosegue: "Presidente avrei piacere ed onore incontrarLa pubblicamente e chiederLe: "ma Ella sa quanto costa un litro di benzina, oppure un kilo di pane?" So, presidente che non siamo in campagna elettorale, per cui Ella con tutto il daffare (chiedo scusa che non ho scritto dafare, sono ignorante!) che ha, non si degnerà di risponderMi! Però sappia presidente che colui che Le scrive è una persona perbene, disgustata da tutta la politica (Evviva Dio, ancora non ci avete trasformato in un popolo bulgaro, con tutta
LETTERA FIRMATA
Gentile signore, comprendo la sua rabbia da cui deriva il fervore della sua lettera, ma devo dirle che mi sembra ingeneroso imputare a me e all'Ente che guido la responsabilità di tutto ciò che in questa provincia da decenni non funziona.Come vede, anche se a distanza di un po' di tempo, le rispondo come cerco di fare con tutti quelli che partecipano alla community sul sito. I temi da lei affrontati, seppure ironicamente, sono invece cruciali e meritano una risposta. Per quanto riguarda le opportunità di lavoro per i disoccupati, come Provincia abbiamo affrontato le crisi industriali del territorio (Ixfin, Finmek...) e abbiamo firmato lo scorso 20 giugno a Palazzo Chigi il protocollo d'intesa per le reindustrializzazione in Terra di lavoro, che avrà presto i suoi effetti. Per quanto riguarda i trasporti forse lei è distratto: non solo stiamo per bandire una gara europea (undicesima provincia in Italia che tenta questa strada coraggiosa, prima in Campania) per riorganizzazione il trasporto pubblico locale, ma stiamo continuando a valorizzare l'Alifana con l'iniziativa "Il treno dell'arte e dei sapori" che ha fatto tappa proprio nella sua città, a Caiazzo, e porterà gratuitamente i visitatori alla scoperta delle aree interne del Casertano, delle bellezze e dei prodotti tipici. Era proprio questo il mio obiettivo quando salii a bordo del trenino in campagna elettorale. Come vede stiamo lavorando e quel piccolo posto scalato nella classifica del Sole 24 ore (che lei cita) è un timido, ma concreto, segnale di ripresa. Non possiamo fare miracoli, non possiamo risolvere con la bacchetta magica gli errori e la sciatteria del passato, ma possiamo impegnarci. Noi continueremo a farlo e mi auguro che lei ci sia vicino. Cordialmente. (Sandro De Franciscis)
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Castel Campagnano Consiglio Comunale di domenica. Prova sperimentale del sindaco Di Sorbo
CASTEL CAMPAGNANO Il sindaco di Castel Campagnano, Giuseppe Di Sorbo, ce la sta mettendo davvero tutta per coinvolgere la cittadinanza locale alle sedute consiliari. E così, stasera per chi legge, si terra il Consiglio Comunale con ben dieci punti all’ordine del giorno. Oltre all’approvazione canonica dei verbali precedenti, si discuterà delle variazioni al bilancio di previsione, la salvaguardia degli equilibri di bilancio, l’approvazione nuovo regolamento comunale per lavori, forniture e servizi in economia; individuazione Commissioni ed Organi collegiali ritenuti indispensabili per i fini istituzionali dell’Ente, nomina Commissione sostitutiva del C.T.R.. il decentramento catastale, il Piano di Insediamenti Produttivi, modifica articolo 14 del disciplinare, la presentazione linee programmatiche della nuova amministrazione che ribadiscono ed integrano il programma elettorale del gruppo di maggioranza ma al tempo stesso confermano la fiducia del neo sindaco al segretario comunale Felice Giordano. Il primo cittadino ha anche predisposto l’istituzione di uno sportello catastale in loco, mediante adesione al progetto della Comunità Montana del Monte Maggiore, in alternativa all’Agenzia del Territorio.
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sabato 29 settembre 2007
LAVORO NERO E BUSTE PAGA DIMEZZATE. QUANTA EVASIONE ANCHE NELL'ALTO CASERTANO!Spesso e volentieri collaborano gli stessi dipendenti per non perdere quell' "Unicasperanza" di portare un pezzo di pane alla famiglia. E' gli speculatori ingrassano...
di Luigi Bassolino (nella foto l'immagine per eccellenza che rappresenta i lavoratori)
CAIAZZO La nostra inchiesta parte da Caiazzo, ma si estende da Piedimonte Matese a Vairano Patenora, passando per Alvignano, Dragoni e tutto l’alto casertano. Parliamo del lavoro nero, altrimenti definito “Sommerso di lavoro”. Tanta, ma ancora tanta gente che pur di tirare avanti si accontenta di lavorare dalle 06.00 di mattina fino alle 20.00 – 22.00 in alcuni casi, per poco meno di 800 euro! E il risposo settimanale lo si usufruisce a metà, come nel caso di qualche esercizio pubblico ubicato su una Stazione di servizio che resta chiuso solo il mercoledì pomeriggio, magari per riposo forzato e a malincuore per gli stessi titolari. Insomma si fa un criticare dei cinesi, ma noi poco ci manca che li raggiungiamo, se non altro nel livello di sfruttamento. Eppure combattere il Sommerso può sembrare facile in un primo momento, basta chiedere il libro matricola o libro degli assunti e se non compare il nome di chi in quel momento sta lavorando, sono i primi 15.000 euro di multa previsti! Ma la furbata che molti stanno attuando consta nel fatto che i lavoratori nella maggior parte sono assunti, e vengono assicurati regolarmente per otto ore al giorno con tanto di riposo settimanale e stipendio con busta paga che arriva anche a 1.500 – 1.800 euro! Il lavoratore però, innanzi tutto vedrà si e no la metà di ciò che è scritto sulla busta paga, ed anzi firma pur di non perdere il posto che ha ricevuto cotanta somma. In compenso però, e qui viene il bello, come premio per tanta collaborazione e soprattutto tanta evasione da parte del datore di lavoro, lo stesso lavoratore invece di otto ore canoniche lavorerà fino a quindici e perché no nei periodi di punta anche sedici ore! Ma purtroppo in questo specifico modus operandi, poco o nulla si può senza la collaborazione del dipendente che dichiara invece che è tutto a posto. Incredibile ma vero, ci piangiamo addosso per il periodo di crisi e i primi poi a rubare sono alcuni di quelli che protestano per le tasse (che non pagano e paghiamo noi) e per i contributi!!!
CAIAZZO PIANGE LA SCOMPARSA DI SALVATORE MATARAZZO, ISTRUTTORE CHE FECE CONSEGUIRE L'ABILITAZIONE ALLA GUIDA A MIGLIAIA DI CITTADINI NEL COMPRENSORIO AGRO - CAIATINO
Divenne famoso in tutta Italia per le sue 200 sigarette al giorno che fumava e furono oggetto di un articolo su Libero nel 2003, di cui diamo conto integralmente.
La città si cinge intorno alla famiglia.
di Brunella Bolloli*
CAIAZZO Assapora la sua sigaretta e si lascia andare a lunghe boccate di fumo. Cento, duecento, anche trecento volte al giorno. Trecento “bionde” che si porta alla bocca nell’arco di una giornata. Comincia alle 7 del mattino, appena sveglio, e va avanti fino a sera. La media è una ogni cinque minuti. A volte ne accende tre contemporaneamente. Oltre un milione «gustate» finora. Abbandona il viziosolo quando dorme: può restare al massimo cinque ore senza l’inseparabile compagna di una vita. E, come ci spiega, «da anni, ormai, mi corico tardi e mi alzo prestissimo. La sigaretta non mi lascia mai». La storia (vera) di Salvatore Matarazzo, 54enne geometra di Caiazzo (provincia di Caserta), ha due soli protagonisti: lui e la sigaretta. Un connubio che nessuno può scalfire. Resiste incurante delle campagne proibizioniste e degli appelli dei medici. A Matarazzo fumare piace. Anzi, se fuma sta meglio. Di più: se smette di aspirare a pieni polmoni c'è il rischio che si ammali. Due volte ha provato a dire basta e gli è venuto un febbrone da cavallo. Dopo tre giorni ha ricominciato a pieno ritmo. Senza non può stare. Anche perché, ne è convinto, tutto il tabacco aspirato in oltre cinquanta anni di “professione” gli ha fatto un gran bene. «La sigaretta mi ha salvato la vita», non ha dubbi. «Devo al fumo il fatto di avermi tenuto sveglio in auto nei miei lunghi viaggi notturni in autostrada. Se non mi fossi acceso una sigaretta dopo l’altra mi sarebbe venuto sonno, avrei fatto degli incidenti e forse, adesso non ci sarei più. Invece, eccomi qua. Sano come un pesce». Su Matarazzo ci sarebbe da scrivere un libro. Ultimo di quattro figli, l’incontro magico con il fumo avviene quando Salvatore ha solo sei anni. Il fratello maggiore Luigi, classe 1929, era andato in Svizzera a fare il lavoratore stagionale. «Ogni volta che Luigi faceva ritorno a Caiazzo», ci racconta il fumatore record, «mi portava una certa quantità di tabacco e due macchinette per caricare le sigarette nelle relative cartine con filtro già preparate. Si riempivano queste macchinette di tabacco e si facevano le sigarette. Lavoravo per mio fratello: nel tempo libero gli preparavo le “bionde”». Così, nel lontano 1956, sboccia l’idillio tra il geometra caiatino e la “bionda” che pizzica il palato. Comincia ad accenderla e non la molla più. L’anno da Guinness dei primati è il 1969. Matarazzo è alle prese con l’esame di maturità. Studia e fuma, mangia e fuma, beve e fuma, parla e fuma. Esce con gli amici e fuma. Boccate lunghe, corte, convulse, di tutti i tipi. Il ragazzo arriva a consumare la bellezza di 12 pacchetti al giorno. Una volta un amico gli offre una sigaretta, lui la prende nella mano sinistra e l’accende senza accorgersi che tra indice e medio della destra ne ha già una che sta bruciando. La madre non ce la fa più. L’odore di tabacco impesta le camere e gli abiti. In casa c’è la nebbia. L’Humprey Bogart campano non ci fa caso. Alle ragazze piace così. Per lui è una passione senza precedenti. Alla fine del 1978, la prima tragedia. L’anziana madre è ricoverata in ospedale e l’ultimogenito le resta accanto tutta la notte. Alle 5 del mattino vengono a dargli il cambio e lui sente che prima di tutto deve fumare. Il pacchetto è vuoto. «All’epoca non c’erano distributori automatici né tabaccherie notturne», racconta, «non c’era speranza e io cominciavo a sentirmi male. Mi sono messo in macchina e sono andato fino a Napoli alla disperata ricerca di una sigaretta. Trovai un tabaccaio aperto: mi sembrò un’oasi in mezzo al deserto. Non lo dimenticherò mai». Da allora, il geometra caiatino ha deciso di essere più prudente. «Cerco di avere con me sempre un po’ di provviste, ma il problema è quando vado all’estero». «All’aeroporto non c’è volta in cui non mi fermano», aspira. «Ma io spiego che tutte quelle stecche sono solo per me e alla fine riesco a spuntarla». Matarazzo tiene a precisare di non essersi mai rifornito dai contrabbandieri. «Su questo sono rigoroso», sorride in mezzo a una nuvola di fumo. «Acquisto solo dal Monopolio». Viene da pensare a quanto deve avere sborsato finora. «Il calcolo non l’ho mai fatto», il titolare dell’agenzia di pratiche automobilistiche di Caiazzo non vuol parlare di soldi, «di certo mi sarebbe venuta fuori una bella villa, ma io sto bene così». E ha ragione, perché problemi di salute, questo omone di un quintale e 18 chili di peso per un metro e ottanta di altezza sembra non averne. «È come se tutto il fumo che ho nel corpo avesse creato in me una pellicola protettiva di catrame che non mi fa avere malattie». «Se smettessi», e qui il fumatore record ci spiega la teoria che azzera ogni previsione medica, «sentirei che un pezzo se ne va. Come se da una strada si staccasse una placca d’asfalto e il manto si sgretola». Salvatore Matarazzo ha una moglie (fumatrice), tre figli (non fumatori) e un cane Pluto che sta sempre con lui (fumatore passivo). Alla Marlboro, di cui è il maggiore contribuente italiano, ha chiesto di avere un riconoscimento, un premio fedeltà da esporre nel suo ufficio. Al vescovo di Caiazzo, invece, vuole chiedere di fare diventare fra Pacifico, il beato del posto, santo protettore dei fumatori. «Io ho massimo rispetto per chi non fuma», Matarazzo parla con la sigaretta stretta tra le labbra, «ma ritengo che anche i fumatori, adesso tanto demonizzati, debbano avere qualcuno che li aiuta».
*Giornalista di Libero, quotidiano diretto da Vittorio Feltri.

Come ogni nuova iniziativa, anche questa nei primi due giorni di sua modesta attività ha dovuto fisiologicamente affrontare dei problemi. Per la sezione Commenti, a quanto è dato capire ci sono problemi. Purtroppo abbiamo verificato anche noi e siccome il blog richiede una registrazione a Google per scrivere direttamente i commenti, chi non è intenzionato giustamente a registrarsi a Google può inviare il proprio commento all'indirizzo sopra riportato, ovvero
rosato_francesco @libero.it .Nel ringraziare tutti per la cortese collaborazione vogliamo anticiparVi che dalla prossima settimana il blog, diverrà un vero e proprio sito. L'indirizzo sarà http://www.caiazzorinasce.com/ A presto e continuate a scriverci attraverso la mail sopra citata.

(Il sindaco De Marco) (Mone assente ieri) (Matarazzo nominato in Comunità)

CAIAZZO NON E' DESTINATO A PLACARSI IL FENOMENO MEDIATICO!Giuseppe Sangiovanni


venerdì 28 settembre 2007

ALVIGNANO DOPO L'ISTITUZIONE DEL DISCO ORARIO, CENTRO STORICO PIU' SNELLO. ALL'ORIZZONTE LA RIVALUTAZIONE DELLO STABILIMENTO "MOCCIA"giovedì 27 settembre 2007
SCANDALO A CAIAZZO! E AMMISSIBILE TUTTO CIO?
SAN GIOVANNI E PAOLO CONTINUANO LE POLEMICHEGiuseppe Sangiovanni
ROCCAROMANA QUALE VERITA' ? CANALE 5 AFFERMA CHE E' PULITA, MA NON SI DIREBBE!!!
mercoledì 26 settembre 2007

PIANA DI MONTE VERNA Se qualche mese fa, precisamente nel periodo antiestate qualcuno avrebbe preannunciato ciò che è diventato cronaca negli ultimi 40 giorni a Piana di Monte Verna, sicuramente lo avrebbero rinchiuso presso qualche Ospedale per un trattamento S.O. (trattamento sanitario obbligatorio). Ed invece, come anzi scritto, è cronaca quotidiana succedutasi in un paese che fino a pochi momenti prima di quanto avvenuto era noto solo per la tanta tranquillità. Ma tornando ai fatti, domani sera si terrà la seduta consiliare post –estate, intorno alla quale c’è da giurare che per svariati motivi dovrebbe registrarsi il pienone di gente, vuoi per i consiglieri comunali che vi parteciperanno (c’è tanta attesa nel rivedere tra i banchi i membri dell’assise tutti insieme!) vuoi per le dichiarazioni tanto attese del consigliere comunale di maggioranza, Nicola Caruso (nella foto), “dimesso” (e non dimessosi) dalla Comunità Montana “Monte Maggiore” di Formicola, il cui presidente è lo stesso sindaco di Piana di Monte Verna Raffaele De Marco. Le dimissioni di Caruso infatti hanno una chiave di lettura tutta particolare. Infatti lo stesso aveva presentato la lettera di dimissione, non al Comune di appartenenza, bensì direttamente all’Ente formicolano, come è stato annunciato dalle colonne del Corriere di Caserta, domenica scorsa. Ebbene tale mossa ipotizzava semplicemente un braccio di ferro tra lo stesso Caruso e il sindaco De Marco, il quale come un “Over the Top” non l’ha mandata a dire all’interessato è si è portata la pseudo lettera all’ufficio protocollo del Municipio pianese, ufficializzandola. A questo punto lo stesso Caruso, vedendosi spiazzato dalla contromossa a sorpresa del suo sindaco, domani per chi legge pare abbia intenzione di annunciare la sua indipendenza dal gruppo di maggioranza. In considerazione di tutto questo, il sindaco Raffaele De Marco dovrà surrogare lo stesso Caruso con un altro consigliere in seno alla Comunità. Se è vero come è vero che l’indipendenza di Caruso avverrà anche dalla maggioranza, il gruppo di opposizione può trarne un significativo vantaggio, atteso che adesso sulla carta la maggioranza sarebbe composta da sette elementi e la minoranza potrebbe accordarsi con il dissidente e ritornare al numero di quattro, atteso che di Remo Mongillo, non se ne ha più notizia, politicamente parlando. Ma c’è di più, perché pare che un altro consigliere comunale di maggioranza ha manifestato l’intenzione di dissociarsi. Se ciò avvenisse davvero, sarebbe uno smacco incredibile per l’Amministrazione guidata da De Marco e dal suo delfino Raffaele Santabarbara. Ma bisognerà vedere effettivamente i fatti che diranno domani sera.
"SAN GIOVANNI E PAOLO - CAIAZZO - Non volevo perdere il mio tempo prezioso per rispondere al geometra Stefano Giaquinto, sindaco professionista del comune di Caiazzo, alla ricerca di pubblicità. Mi costringe a farlo dopo gli ultimi due inquietanti comunicati stampa pubblicati negli ultimi tre giorni, figli di una terribile delusione(di tutta la sua claque)- percepita alla fine della trasmissione “Terra”, che secondo Giaquinto, l’assessore Rosetta De Rosa, e il suo fidato addetto stampa, avrebbe dovuto “impallinare” il quotidiano Libero e il sottoscritto. Così non è stato. Non c’erano i motivi per farlo. La comunità caiatina doveva rappresentare l’esempio di controtendenza a Casal di Principe. Amen. E questo è stato fatto bene o male. Secondo i punti di vista. Andiamo con ordine. Mercoledì 19 settembre, la corrispondente del Tg5, decisa a realizzare un servizio sulla città di Caiazzo, contatta il sindaco Giaquinto. Un delirio di gioia attraversa come uno tsunami le stanze di Piazzetta dei Martiri Caiatini sede della casa comunale. E’ il grande momento. Per demolire quell’articolo pubblicato dallo scrivente su Libero- che denunciava i disservizi nella frazione San Giovanni e Paolo. Un’occasione d’oro, destinata a sfumare miseramente nonostante gli sforzi immani, il vorticoso giro di telefonate, e il reclutamento di comparse- che avrebbero dovuto dire all’intervistatore tv- che tutto funzionava nel paese dei senza. Vestito buono, una corsa dal parrucchiere, e via con la claque ammaestrata davanti alle telecamere per cancellare quanto era stato scritto su Libero.Via alle riprese della commedia. Pronti gli attori. Una giovane donna –dichiara che- nella frazione tutto funzione bene. Un solo problema, quella donna abita nel comune di Castel Campagnano, distante dieci km da San Giovanni e Paolo! A seguire due testimonianze, che si dissolvono nel nulla. Scambi di battute con l’inviata Mediaset. Le speranze sembrano buone di portare a casa il colpaccio. Poi il d-day. Sabato tutti davanti alla tv- due ore prima della trasmissione. Non si sa mai. Con il collegamento da Casal di Principe, l’apertura della trasmissione, manca poco. L’ora fatidica, venti minuti dopo la mezzanotte(è la migliore collocazione per l’addetto stampa del comune, considerazione unica al mondo, considerando che era l’ultimo servizio del programma). Inizia il dramma, sfilano il sindaco, l’assessore De Rosa, e i figuranti. Si spera nel commento della giornalista. E’ la fine. Il cuore in gola. Del giornalista denigratore neanche l’accenno. Tutti a nanna con l’amaro in bocca. A nulla servita la pantomima messa in atto. A nulla valsa l’intercessione del curato. Il colpo di teatro non riuscito. The day after, la rabbia è tanta, per la vendetta non consumata. Il sindaco di Caiazzo passa al contrattacco. Scriverò a Feltri, per invitarlo a San Giovanni e Paolo, per verificare le falsità scritte. Ed io aspetto con gioia il direttore Feltri. Il problema è per il sindaco Giaquinto. Come farà a dimostrare un paese efficiente, se facendo un giro nella frazione si può vedere che, non c’è: l’ufficio anagrafe, l’ufficio postale, un vigile urbano, i mezzi pubblici, una cabina telefonica, l’ambulatorio medico, i marciapiedi, il metano, con “l’acquedotto” che funziona malissimo, con i frequenti black-out- elettrici”. Perché è insorto solo lui, e non la Telecom, l’Enel, l’Asl o Poste italiane? Paese dei senza trasformato da Giaquinto in paese delle meraviglie! Ora non rimane che attendere il direttore. Andrò a Capodichino a prenderlo. Spero vivamente di accoglierlo! Un’ultima considerazione. L’assessore De Rosa, solo tre mesi fa voleva persino donarmi una targa, per aver veicolato nell’intera penisola con l’umile cicoria, il nome di Caiazzo. E’ bastato denunciare gli innumerevoli disservizi- patiti nella frazione per definirmi in malo modo. Amministrazione che con questa vicenda ha scritto la più brutta pagina nella storia politica di Caiazzo. In tutto il mondo civile, sono i giornali, che giudicano l’operato dei politici, in nome e per conto dei lettori- informare, per le autorità di Caiazzo, diventa un crimine. Giaquinto dovrà dare tante risposte. La meno difficile per ora: Perché non mi ha mai denunciato, visto che da anni parlo sui giornali locali della frazione dei senza?
Giuseppe Sangiovanni








