giovedì 27 novembre 2014

CAMORRA E DROGA. VENTI ARRESTI STANOTTE IN TUTTA LA PROVINCIA. In azione la Squadra Mobile coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia / I NOMI DEGLI ARRESTATI

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Caserta, hanno riguardato la fazione del clan Belforte attiva in Caserta, S. Nicola la Strada e aree limitrofe al capoluogo, svelando come i referenti dell’organizzazione camorrista gestisse le forniture di cocaina, crack ed hashish delle varie piazze di spaccio operative sul territorio, imponendo anche il pagamento di una percentuale sui proventi della vendita...
E’ in corso un’operazione della Polizia di Stato di Caserta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, finalizzata alla esecuzione di 20 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone gravemente indiziate per associazione per delinquere finalizzata al traffico, alla detenzione ed allo spaccio di ingenti quantitativi di stupefacenti, del tipo cocaina, crack ed hashish, con l’aggravante di avere agito al fine di agevolare l’organizzazione di stampo mafioso denominata Clan BELFORTE detti I Mazzacane, attiva in Caserta, Marcianise, San Nicola la Strada, Maddaloni e comuni limitrofi. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Caserta, hanno riguardato la fazione del clan Belforte attiva in Caserta, S. Nicola la Strada e aree limitrofe al capoluogo, svelando come i referenti dell’organizzazione camorrista gestisse le forniture di cocaina, crack ed hashish delle varie piazze di spaccio operative sul territorio, imponendo anche il pagamento di una percentuale sui proventi della vendita. Secondo quanto appurato dalla Polizia di Stato l’approvvigionamento dello stupefacente avveniva prevalentemente tramite esponenti del clan Mazzarella di San Giorgio a Cremano mentre la vendita al minuto era affidata alla capillare gestione di piccoli gruppi, a cui erano assegnate determinate e strategiche “aree di competenza”. Nel corso delle indagini erano operati 15 arresti in flagranza di reato per detenzione e spaccio di stupefacenti e sequestrati, complessivamente, oltre 1,5 kg. di cocaina. L’operazione di questa notte segue quella analoga del maggio 2012, ad epilogo della quale furono arrestati altri 20 affiliati al medesimo gruppo criminale responsabili di associazione mafiosa, plurime condotte estorsive e reati inerenti le armi, delitti aggravati dal fine di agevolare l’organizzazione di stampo mafioso denominata clan Belforte. L’operazione della Squadra Mobile di Caserta, diretta dal Vice Questore dr. Alessandro Tocco, ha posto fine ad una complessa vicenda giudiziaria scaturita a seguito del ricorso presentato al Tribunale del Riesame di Napoli dai P.M. della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, all’indomani del rigetto da parte dell’Ufficio del G.I.P. di Napoli della richiesta di applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti dei sopra citati, indagati nel contesto dell’Op. c.d. Officina del Crimine, ad epilogo della quale, il 17.05.2012, la Squadra Mobile di Caserta aveva eseguito un’O.C.C.C. nei confronti di 20 affiliati al citato sodalizio camorristico, indagati per estorsione continuata, aggravata dal metodo mafioso; detenzione e porto illegale di armi da sparo, comuni e da guerra; associazione finalizzata al traffico, alla detenzione ed alla cessione di stupefacenti, aggravati dal fine di agevolare il clan BELFORTE. Le indagini traevano spunto da un tentativo di estorsione perpetrato dagli emissari del clan in danno di un imprenditore edile che aveva avviato nel capoluogo un cantiere per la realizzazione di abitazioni ad uso civile. La immediata identificazione di uno dei responsabili, Massimo Belgiorno, nato a Caserta il 10.02.1977, dava ulteriore impulso alle indagini. Infatti, i servizi di intercettazione ambientale attivati presso l’officina meccanica gestita dall'indagato in San Nicola la Strada permettevano di documentare lo svolgimento all’interno della stessa di veri summit operativi di camorra, nel corso dei quali venivano accuratamente pianificate le attività estorsive condotte sul territorio, poi riscontrate dal sequestro del “libro mastro” in cui erano annotati i nominativi degli imprenditori vessati e le quote che essi dovevano pagare al clan. Contestualmente era ricostruito anche l’organigramma di una parallela ed articolata organizzazione dedita al traffico di ingenti quantitativi di stupefacenti del tipo cocaina, crack ed hashish, acquistati prevalentemente tramite esponenti del clan Mazzarella di S. Giorgio a Cremano. Secondo quanto appurato, la vendita al minuto dello stupefacente era affidata a piccoli gruppi autonomi, a cui erano assegnate determinate e strategiche “aree di competenza”, i quali erano tenuti a pagare mensilmente “una tangente” sui ricavi ai referenti dei Belforte tra i quali Gaetano Piccolo, detto Tavernello, Antonio Della Ventura, alias O’ Cuniglio, referente dei Mazzacane a Caserta, Antonio Bruno, alias Carusone e, dopo il loro arresto, Fulvio Della Ventura e Concetta Buonocore, rispettivamente figlio e moglie di Antonio Della Ventura, e lo stesso Massimo Belgiorno, poi divenuto collaboratore di giustizia, tutti destinatari della misura cautelare eseguita nel maggio 2012. Nel corso delle indagini sono stati operati 15 arresti in flagranza per reati inerenti gli stupefacenti e sequestrati, complessivamente, oltre 1,5 kg. di cocaina. Dopo le formalità di rito, gli arrestati sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere a disposizione dell’autorità giudiziaria. 
GLI ARRESTATI 
ALOIS Giovanni, nato a Caserta il 09.08.1984, ivi res., pregiudicato; 
BERNARDI Antonietta, nata ad Arienzo (CE) l’01.11.1967, pregiudicata, detenuta; 
BISCARDI Andrea, nato a Caserta il 17.11.1982, ivi res., detto “lampadina” o “Biscotto”, pregiudicato; 
BRUNO Pasquale, nato a Caserta il 07.02.1986, ivi res., pregiudicato; 
CRISCI Adriano, nato a Caserta il 16.12.1986, ivi res., pregiudicato; 
DELLA VALLE Antonio, nato a Caserta il 20.11.1977, ivi res., detto “O’ vecchio”; 
DI STEFANO Giovanni, nato a Caserta il 28.08.1981, ivi res., detto “Ciaccia Ciaccia”, pregiudicato; 
FIORILLO Domenico, nato a Caserta il 14.03.1962, ivi res., pregiudicato; 
IADICICCO Vittoria, nata a Marcianise (CE) il 26.04.1975, ivi res., pregiudicata; 
MAIELLO Giovanni, nato a Maddaloni (CE) il 12.07.1977, ivi res., detto ‘‘O’ Russ’’, pregiudicato, detenuto; 
MAIETTA Arcangelo, nato a Maddaloni (CE)l’ 08.08.1987, pregiudicato, detenuto; 
MANDATO Pasquale, nato a Maddaloni (CE) il 10.12.1966, detto “Chiavariello”, pregiudicato, detenuto; 
MICCOLO Giuseppe, nato a Caserta il 18.03.1949, res. a San Marco Evangelista (CE), detto “Peppe ‘o popolo”, pregiudicato; 
PALMIERI Salvatore, nato a Caserta l’ 08.07.1971, ivi res., detto “O’ cocco”, pregiudicato; 
PICILLO Carlo, nato a Maddaloni (CE) il 15.04.1972, ivi res., detto “Carluccio”, pregiudicato; 
PRINCIPIO Giovanni, nato a Caserta il 03.09.1971, ivi res., pregiudicato; 
TARTAGLIONE Antonio, nato a Marcianise (CE) il 24.01.1960, ivi res., detto “O’ Fattore”; 
TREPICCIONE Augusto, nato a Caserta il 27.01.1977, ivi res., unico sottoposto agli arresti domiciliari,

SAN PIETRO INFINE. Ladri non stop in paese. Ieri sera un altro colpo messo a segno dai malviventi in pieno centro ed alle 19,00!

In un'abitazione sono stati asportati, approfittando della momentanea assenza dei proprietari di casa, un computer, oggetti di bigiotteria, un salvadanaio ed un orologio, sembra, utilizzando la federa di un cuscino come sacco...
Ennesimo furto messo a segno ieri sera a San Pietro Infine. Intorno alle 19 i malviventi si sono introdotti in un’abitazione in pieno centro approfittando della momentanea assenza dei proprietari di casa, riuscendo a portare via un computer, oggetti di bigiotteria, un salvadanaio ed un orologio, sembra, utilizzando la federa di un cuscino come sacco. Oltre al furto, il danno: i ladri hanno forzato e rotto diverse porte che erano chiuse a chiave. Al rientro di uno dei proprietari i ladri, due, o forse di più sono fuggiti facendo perdere le proprie tracce. Sul posto sono intervenuti i carabinieri ma i residenti non ne possono più. Si sta infatti diffondendo la psicosi da ladro: gente che non dorme ed ha paura anche del minimo rumore in casa o chi non riesce più a chiudere occhio nell’abitazione dove si è subito il furto. Proprio per evitare questi ieri sera una ventina di residenti sono rimasti a sorvegliare le vie del paese fino a tarda notte, tra la rabbia e l’impotenza di poter contrastare i furti. Ma quando terminerà quella che ormai sembra diventata una sfida tra ladro, stato e cittadino?

ALIFE. Lunedì prossimo giornata di aggiornamento professionale in Accademia, totalmente gratuita. L'appuntamento è presso la scuola parrucchieri "Charme by Marilù"

Il corso biennale (o triennale) si svolge ad Alife presso l'Accademia sita in via Roma numero due Porta Napoli dal lunedì al venerdì...
Proseguono da qualche settimana sia il corso per parrucchiere e sia il corso di Accademia, presso la nuova Accademia "Charme by Marilù" ubicata in Alife in via Roma numero due a Porta Napoli. Il primo corso ha durata biennale ed è spalmato in 900 ore per anno. Alla fine del biennio, vi sarà l'esame finale in sede con commissione della Regione Campania che permetterà il conseguimento dell'attestato di qualifica professionale di "Parrucchiere" con il quale è possibile esercitare la professione presso terzi (lavoro dipendente) in tutti paesi della comunità europea. C'è ancora qualche opportunità per coloro che fossero interessati a costruirsi il futuro con le proprie mani, diventando Hair stylist e magari aprire anche un attività in proprio. Si tratta quindi di un'occasione unica. Ma c'è anche un'altra occasione, ovvero dopo il corso biennale (è facoltativo però) si può proseguire per un altro anno e quindi il periodo diventa triennale e permette addirittura a coloro che hanno frequentato il corso, di aprire in proprio un negozio. Il corso biennale (o triennale) si svolge ad Alife presso l'Accademia sita in via Roma numero due Porta Napoli dal lunedì al venerdì. Poi c'è il secondo corso accademico che dura invece un anno e le lezioni si svolgono il lunedì, mercoledì e venerdì. In questo caso, è possibile richiedere la partecipazione in ogni momento. Entrambi i corsi sono autorizzati dalla Regione Campania che alla fine rilascerà titolo abilitativo per le qualifiche professionali conseguite. Lunedì prossimo primo dicembre, ci sarà una giornata di aggiornamento presso la scuola totalmente gratuita. C'è ancora tempo per iscriversi ed è sempre valido lo sconto del 30% anche per chi si iscrive a dicembre. Per qualsiasi informazioni si può telefonare ai seguenti numeri 0823 783510 -3274341099 e chiedere del direttore dell'Accademia Vittorio Martino. Vai anche al profilo Facebook della scuola clikka qui

CAIAZZO. Oggi sia la Gazzetta dello Sport e sia Fernando Alonso formulano in bocca al lupo al giovane caiatino acquisito Lello Marciello per il suo esordio in Formula Uno

Debutto ok per il 19enne, il primo italiano su una rossa in una sessione di prove ufficiali da Rigon nel 2013: si è adattato con rapidità alla monoposto con buoni riscontri cronometrici. "Volevo dimostrare di essere bravo e sono soddisfatto di come è andata" 
Un italiano torna sulla Ferrari e fa subito spuntare il sorriso. Raffaele Marciello, 19 anni, talento emergente della Ferrari Academy di Maranello ha debuttato ieri al volante della rossa di F.1 facendo davvero bella figura. Marciello ha stupito per la capacità di adattarsi in fretta a una monoposto che non conosceva - sua caratteristica anche in GP2 e nelle categorie inferiori - e ha ottenuto subito riscontri cronometrici interessanti. Ma soprattutto ha dimostrato maturità e costanza, completando ben 91 giri con il secondo tempo di giornata (che è anche la seconda prestazione assoluta dei test di Abu Dhabi) alle spalle del tedesco Pascal Wehrlein, altra giovane promessa ma del vivaio Mercedes, e davanti a Max Vestappen, 17enne fenomeno della Toro Rosso.
FELICE — Se si considera la differenza fra i mezzi a disposizione dei due e il fatto che Marciello abbia girato in condizioni simili a livello se non più velocemente del titolare Kimi Raikkonen, si può ben capire che il ragazzino alla fine fosse felice. E non solo lui. "Volevo fare bene, dimostrare di essere bravo e sono soddisfatto di come è andata - dice Marciello, che è il primo italiano a tornare sulla rossa dopo Davide Rigon, che l'aveva guidata nei test di Silverstone 2013 -. Ho fatto molti chilometri, tanto lavoro per la squadra e in quanto ai tempi avevo ancora 4-5 decimi di margine, considerando che era la prima volta su una F.1. Neppure la mia alta statura alla fine è stata un problema, visto che dopo qualche adattamento non ho avuto difficoltà nell'abitacolo. Aver guidato la Ferrari è stata ovviamente una grande emozione e un sogno realizzato. Se potrò diventare terzo pilota della rossa? Ci spero, ma non dipende da me".
PER JULES — Per Marciello, a logica, sarebbe il prossimo passo. Fermo restando che nel 2015 proverà a prendersi quel titolo di GP2 che al primo anno era difficile conquistare. Intanto, il campione europeo di F.3 del 2013 si gode una giornata comunque memorabile. Con la spinta via Twitter di Alonso (sopra) e un pensiero speciale: "Se ero qui oggi è perché Jules Bianchi (in coma dopo l'incidente di ottobre a Suzuka; ndr) non poteva esserci. Ho pensato a lui, sono certo che avrebbe spinto e dato tutto come fa sempre e così anch'io ho dato il massimo per lui".
Nelle foto. Sopra Marciello a Caiazzo lo scorso dicembre 2013 quando ha ricevuto la cittadinanza italiana. Al centro le prove di Abu Dhabi e sotto i messaggi di incoraggiamento di Fernando Alonso

PONTELATONE. Rivolta degli immigrati a Treglia. Privilegi agli stranieri, quante bufale Ecco la verità e alcuni miti da sfatare

I quaranta euro al giorno per i migranti, le assegnazioni delle case popolari, il credito agevolato. Analizziamo una ad una le ragioni di conflitto tra italiani e stranieri in reportage di Michele Sasso. Spesso sono strumentalizzate...
Privilegi agli stranieri, quante bufale Ecco la verità e alcuni miti da sfatare "Gli italiani non hanno lavoro e ai rifugiati diamo quaranta euro al giorno. Per non fare nulla". È questa una delle argomentazioni più frequenti nello scontro che vede opposti 
i ceti più bassi italiani agli immigrati. Ma è fondata? Vediamo. Intanto, per i centri di accoglienza i fondi messi a disposizione vengono direttamente dall’Europa e girati al ministero dell’Interno e ai Comuni. Dopo la fase dell’emergenza per via delle guerre civili in Nord Africa del 2011, quando sono stati spesi più di un miliardo e 300 milioni di euro ospitando 60 mila persone per mesi in alberghi, baite e strutture inadeguate, il Viminale ha cambiato strategia. Oggi c’è una quota di 35 euro al giorno di rimborso spese per ogni ospite che non viene data all'immigrato ma alle cooperative, alla Caritas e alle associazioni i cui piani sono approvati da una commissione formata da rappresentati di enti locali, ministero dell’Interno e agenzia Onu per i rifugiati. Con questi 35 euro a immigrato, le associazioni devono coprire i costi per vitto, alloggio, pulizia e manutenzione dello stabile, mediazione culturale, assistenza legale, visite mediche e, in alcuni casi, per l’iter burocratico per diventare rifugiati. Per gli immigrati in quanto tali invece c’è il “pocket money”, cioè 
un buono per le spese quotidiane da due euro e cinquanta al giorno. Tutt'altra questione riguarda altri tipi di “privilegi” veri o presunti degli immigrati, che vengono lamentati in questi giorni. Ad esempio, gli stranieri residenti e con permesso 
di soggiorno hanno spesso redditi più bassi e nuclei familiari più numerosi, che quindi consentono loro di avvantaggiarsi nelle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari. Altro problema ancora è quello derivato dalla liberalizzazione degli orari dei negozi, che 
ha consentito a comunità molto organizzate al loro interno (soprattutto asiatiche) di tenere i loro negozi sempre aperti, sottraendo clientela alle botteghe di italiani. Infine c’è la questione del credito: spesso nelle comunità straniere (cinesi in testa) esistono sistemi di finanziamento interni e informali che permettono ai piccoli imprenditori di questi gruppi etnici di non doversi rivolgere alle banche, mentre in questa fase di 
stretta creditizia gli italiani vengono respinti quando chiedono qualche migliaio di euro 
agli sportelli. Non è un “privilegio” stabilito da nessuno, tanto meno da una legge: 
è una diversa usanza dovuta a culture più fortemente claniche. Ma diventa un’oggettiva condizione di disparità che crea tensione tra italiani e stranieri.

mercoledì 26 novembre 2014

PIEDIMONTE MATESE/ALIFE. Eurospin ritira dagli scaffali le farine di mais Albatros "tostato per impanatura" nella scatolada 375 grammi

Il cereale è prodotto dal Molino Nicoli e reca scadenza 15 novembre 2015. Eurospin invita i clienti a riconsegnare il prodotto nei punti vendita della catena dei supermercati...
I supermercati Eurospin ritirano dagli scaffali dei punti vendita le confezione di FARINA DI MAIS TOSTATO PER IMPANATURA nella scatola da 375 g . Il prodotto riporta sulla confezione il marchio Albatros del produttore Molino Nicoli. L'IMPANATURA DI MAIS 375 grammi a marchio Albatros, solo della scadenza sopra indicata, è stata ritirata dalla vendita perché contiene una sostanza inquinante. La farina di mais per impanatura è un prodotto utilizzato dalle persone che soffrono di celiachia per preparare cibo destinato ad essere fritto in padella. Il termine minimo di conservazione sulla confezione indica il 15.11.2015. Il problema riguarda solo questo lotto venduto in tutti i supermercati Eurospin con esclusione di quelli situati in Friuli Venezia Giulia, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo. Pertanto Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, invita i consumatori a riportare la confezione nel punto vendita per la sostituzione o il rimborso.

ALIFE. Si introduce nella fabbrica dell'Italcarta per asportare confezioni cartacee destinate alla custodia degli alimenti. Arrestato Antonio Imperato, 55 anni

La refurtiva recuperata ammonta a circa euro 3000 che sarà restituita all’avente diritto. L’arrestato sarà giudicato con la formula del rito direttissimo. Il furto è avvenuto presso la Italcarta di Alife che è in amministrazione straordinaria...
In Alife i Carabinieri dell’aliquota radiomobile della locale Compagnia hanno proceduto all’arresto di Imperato Antonio, cl. 1959, di Ercolano. Nella circostanza il prevenuto è stato sorpreso mentre asportava da un ditta del luogo, la Italcarta, per altro in amministrazione straordinaria, materiale cartaceo destinato alla confezione di alimenti. Nell'occasione veniva posta sotto sequestro anche l’autovettura in uso allo stesso. La refurtiva recuperata ammonta a circa euro 3000 che sarà restituita all’avente diritto. L’arrestato sarà giudicato con la formula del rito direttissimo.

PIEDIMONTE MATESE. Antonio Fiano incassa un'altra assoluzione. Era indagato per violazione degli obblighi di sorveglianza speciale

Stamattina, la giudice Di Bartolomeo ha assolto Antonio Fiano, difeso dall'avvocato Paolo Raimondo, con formula piena per non aver commesso il fatto...
Antonio Fiano, 41enne (nella foto), era imputato per aver violato la sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno, a cui era stato sottoposto per due anni, fino al gennaio 2013, ricevuta dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il 13 luglio 2012 Fiano, infatti, l’uomo fu denunciato dai militari dell’Arma di Piedimonte Matese perché, secondo l’informativa degli inquirenti, si trovava nella città pedemontana, in compagnia di due pregiudicati, quindi non nel paese dove aveva l’obbligo di soggiorno, nonostante il permesso ricevuto dal tribunale di sorveglianza per motivi lavorativi. In data 12 novembre il giudice monocratico, ritenuta chiusa l’istruttoria chiese alle parti di concludere: il pm, nella sua requisitoria, invocò la pena, per Fiano, di un anno, e la difesa, invece, rappresentata dall’avvocato Paolo Raimondo, l’assoluzione. Il giudice, però, anziché emettere la sentenza emanò un’ordinanza attraverso la quale dispose di acquisire altra documentazione: cioè i casellari delle persone che, il 13 luglio di due anni fa, erano in compagnia del Fiano e gli atti portati dal difensore con i quali di dimostrava che l’imputato aveva avuto anche altre autorizzazione dal tribunale di prevenzione successiva alla denuncia di luglio dei carabinieri (della quale il tribunale ne era stata evidentemente notiziato) e che e quindi non aveva ritenuto quel provvedimento rilevante. Dopo la presa d’atto di questi documenti Il Pm ha riformato la sua richiesta chiedendo l’assoluzione. Stamattina, la giudice Di Bartolomeo ha assolto Antonio Fiano con formula piena per non aver commesso il fatto

PIEDIMONTE MATESE. Scandalo Intramoenia. Parla l'avvocato Angelo Insero, decano dei legali in provincia di Caserta: "Bisogna prima di tutto verificare se questi professionisti abbiano commesso o meno il reato!"

La Corte dei Conti è chiamata a pronunciarsi il prossimo 17 dicembre in merito al ricorso per regolamento di competenza inoltrato dalla Procura Regionale...
"L'azione intrapresa dalla Procura Regionale della Corte dei Conti è una azione di natura contabile. La Corte dei Conti - Sezioni Unite dovrà pronunciarsi il prossimo 17 dicembre in merito al ricorso per regolamento di competenza inoltrato dalla Procura Regionale". Queste le parole dell' Avvocato Angelo Insero (nella foto a dx con il Procuratore della Repubblica di Isernia Paolo Albano a sx) che, all'indomani del ricorso per regolamento di competenza, spiega la situazione processuale relativa ai 13 medici dell'Aorn e della Asl indagati per il reato di peculato. "Innanzi tutto -spiega Angelo Insero- bisogna accertare se effettivamente questi professionisti abbiano commesso il reato di peculato. Per il momento l'Amministrazione chiede la restituzione di 810mila di euro ripartiti fra gli indagati in vario modo a seconda del tempo e a seconda della misura dell'aliquota che essi avrebbero dovuto versare alla Asl". Il procedimento in corso, dunque, è di natura contabile mentre l'udienza penale per il reato di peculato- processo di I grado- è prevista per il prossimo 13 marzo presso la Seconda Sezione Penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. L'azione penale era iniziata nel 2009, prima del procedimento amministrativo ed è stata impiantata dalla Guardia di Finanza di Piedimonte Matese. I 13 medici avrebbero intascato somme che avrebbero dovuto invece versare alla Asl in base al protocollo di intramoenia allargata che prevede una aliquota compresa tra l'8 e il 15% a carico del personale ospedaliero che decide di lavorare anche in studi privati. Questi i nomi degli indagati per danno erariale: Fabrizio Ferraiuolo rappresentato dagli avvocati Antonio Santillo e Luigi D'Amore-Antonio Pontieri rappresentato dagli avvocati Francesco Pontieri e Leda Rossetti- Luigi Bergamin difeso dall'avvocato Salvatore Scala-Giovanni Di Tommaso rappresentato dall'avvocato Luigi Adinolfi-Giovanni Italiano rappresentato dagli avvocati Giuseppe Di Fratta e Paolo Falco- Alfonso Marra difeso dagli avvocati Angelo e Amedeo Insero- Antonino Puorto rappresentato dagli avvocati Giuseppe Pacifico e Giuseppe Cecere-Giuseppe Mastrobuono difeso da Pietro Ronga e Luigi Battaglino-Guido Pane e Francesco Della Corte -Stefano Mennillo difeso da Alessandro, Eduardo e Antonio Romano-Angelantonio Caso rappresentato da Adele Ferraro-Armando Volpe difesa da Fabrizio Perla. Nello scorso mese di settembre, l'Avvocato Insero aveva chiesto ed ottenuto dalla Corte dei Conti la sospensiva del procedimento contabile in attesa della definizione della causa penale. "La situazione degli indagatidice- va chiarita a livello penale. Ci sarebbero elementi idonei ad escludere la loro responsabilità". Attualmente il ricorso della Procura Regionale è al vaglio delle Sezioni Unite. Se dovesse essere accolto il ricorso il procedimento contabile dovrebbe andare avanti: in caso contrario sarebbe convalidata la sospensiva in attesa dell'udienza penale del 13 marzo. A questo punto non ci resta che attendere il fatidico 17 dicembre.

SANT'ANGELO D'ALIFE. Primo memorial "Rosalia Folco" svoltosi presso la Casa del Parco. Toccante la testimonianza resa dal padre: “Non ho più mia figlia ma ho tutti i bambini della mia comunità”

L’evento, organizzato dal Comune di Sant’Angelo d’Alife in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “G. Falcone” di Piedimonte Matese e il Parco Regionale del Matese, è stato dedicato a Rosalia Folco, figlia del sindaco Vittorio Folco scomparsa prematuramente...
“Il Pappo e i Dindi – Cosa c’è dietro il linguaggio dei bambini: attese, crescita, difficoltà, bisogni”. Questo il tema della due giorni dedicata completamente ai bambini che ha visto l’alternarsi di numerosi momenti formativi lo scorso 24 e 25 novembre presso la Casa del Parco Regionale del Matese a Sant’Angelo D'Alife. L’evento, organizzato dal Comune di Sant’Angelo d’Alife in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “G. Falcone” di Piedimonte Matese e il Parco Regionale del Matese, è stato dedicato a Rosalia Folco, figlia del sindaco Vittorio Folco scomparsa prematuramente. Ed è proprio ricordando lei che il primo cittadino di Sant’Angelo ha dichiarato: “Non ho più mia figlia ma ho tutti i bambini della mia comunità”. Ospite della giornata inaugurale anche il presidente regionale dell'AIDO, Guglielmo Venditti, che ha ricordato che proprio grazie agli organi di Rosalia vivono 6 persone. Giuseppe Castrillo, il dirigente scolastico istituto comprensivo G. Falcone, parlandoci dell’importanza dell’evento ha puntualizzato quanto, lavorare sulle difficoltà dei bambini, sia fondamentale da un punto di vista pedagogico prima ancora che medico. “Da parte mia la massima disponibilità ad accogliere momenti del genere, - ha dichiarato Umberto de Nicola, presidente del Parco Regionale del Matese – i bambini sono il nostro futuro e dobbiamo seguirli soprattutto nei momenti più delicati della loro crescita”. Numerosi gli esperti del settore e gli ospiti intervenuti: Vincenzo Romano, dirigente ambito territoriale di Caserta - USR Campania; Lucia Ranucci, Ept Caserta; Alfonsina Natale, dirigente scolastico; Maria Grazia Guarino, ufficio sostegno U.S.P. Caserta; Luigi di Cosmo; Elisabetta Petruccio; Eleonora Palmieri, centro ITARD; Michela Visone; Michela D'Ambrosio, dirigente scolastico e Roberto Ghiaccio, ASL Benevento. Importanti gli interventi di Piero Crispiani, dell’Università di Macerata, e Pasquale La Cerra, direttore del Dipartimento Materno – infantile di Caserta. “Le difficoltà dei bambini nello sviluppo del linguaggio” il tema trattato da Piero Crispiani che, anche attraverso il contatto diretto con i bambini in aula, ha parlato delle possibili condizioni di rischio rispetto alla dislessia, intesa come disprassia cioè come un disordine funzionale che interessa molteplici aspetti. In merito agli effetti dannosi dei videogiochi sui bambini ha aggiunto: “Si avvicina il Natale, non regalate videogiochi ai vostri bambini”.

LIMATOLA. Ecco perchè il sindaco Mario Marotta è corso con tanto di fascia al Castello durante l'inaugurazione del mercatino! Le dichiarazioni emerse in Consiglio sono inequivocabili: Col servizio parcheggio, le casse comunali respirano

Il duro j'accuse del consigliere comunale di opposizione Pietro Di Lorenzo che nel suo comunicato porta a conoscenza che mancano all'appello 720mila euro di ruoli idrici afferenti l'annualità 2013. Ma più di ogni cosa anche il "cadeaux" che arriva dagli eventi del Castello, fa ben sperare l'Amministrazione Comunale...
Argomenti importantissimi trattati in poco più di mezz’ora. Si scopre che il comune deve incassare almeno 720.000 euro per ruoli idrici fino al 2013. La solita riunione mattutina del consiglio comunale di Limatola, orfana, come al solito di pubblico, ma ricca di notizie, a volte brutte proprio per i limatolesi. Si comincia con la ratifica della terza variazione di bilancio assunta dalla Giunta Comunale la settimana scorsa. I numeri sono terribili, con l’assessore al ramo che riesce a leggerli, anche se con imbarazzo. Nel settore idrico si passa da 240.000 a 393.000 euro. Per l’indennizzo all’Istituto Diocesano Sostentamento Clero da 30.000 a 641.000 euro. Il ritocco c’è anche per l’addizionale IRPEF. La parola passa quindi alla minoranza. Parisi si dilunga nella vana richiesta di chiarimenti sulla mancata indicazione delle somme che si prevedono di incassare grazie al servizio parcheggio organizzato dal comune in occasione dei mercatini di Natale. L’iniziativa del Castello di Limatola, che porta migliaia e migliaia di visitatori nel nostro piccolo comune. La maggioranza risponde che la somma delle entrate si conoscerà dopo la conclusione dell’evento. Pietro Di Lorenzo chiede chiarimenti sull'anticipazione di cassa, sull'addizionale IRPEF e soprattutto sulla somma ancora da incassare per i ruoli idrici. A questo punto l’assessore alle finanze si allontana dall'aula per rientrare dopo cinque minuti annunciando: “al 31 dicembre 2013 il comune deve ancora incassare per ruoli idrici la somma di 720.000 euro”. Di Lorenzo chiede ed ottiene che tale dichiarazione sia inserita nella delibera. Per l’assestamento di bilancio la maggioranza presenta le dichiarazioni dei responsabili di servizio che certificano l’assoluta inesistenza di debiti fuori bilancio. Anche il revisore dei conti conferma tale circostanza. Parte della minoranza sembra contestare la cosa. Ma alla fine anche quest’altro argomento passa a maggioranza. Il piano triennale delle opere pubbliche viene invece rinviato su proposta della maggioranza. Si chiude qui il consiglio mattutino e nel mentre ci si prepara alla pacifica invasione dei turisti per il “cadeaux al Castello di Limatola” nel fine settimana, apprendiamo che il comune deve incassare altri 720.000 euro per i ruoli idrici fino al 2013.

PONTELATONE. Tensione altissima alla frazione Treglia. Gli immigrati hanno bloccato la Provinciale Barignano - Dragoni.

Vogliono i soldi di arretrato e soprattutto i documenti, ovvero il permesso di soggiorno. Minacciano di bloccare la provinciale tutti i giorni... 
Alta tensione a Treglia di Pontelatone, per l'ennesimo blocco della provinciale Barignano - Dragoni che prosegue dalle 9.00 di stamattina, indetto dagli immigrati extracomunitari arrivate con le carrette del mare mesi fa (nella foto sopra e sotto alcuni momenti della protesta). I "profughi di guerra" albergati nel "Villaggio Le Campole" pretendono la carta d'identità italiana ed i soldi arretrati che "gli spettano", altrimenti minacciano blocchi stradali ogni giorno. Sul posto è intervenuta anche la Polizia di Stato che sta man mano riportando la situazione alla normalità. Ma l'aria che si respira da queste parti è alquanto pesante, perchè gli immigrati non ce la fanno più a vivere in condizioni che loro stessi, stamani pubblicamente, hanno affermato essere invivibili. Su questa vicenda non più tardi di qualche mese fa, il consigliere dell'Agepir della Comunità Montana del Monte Maggiore, Roberto Civitella, per dare un segnale chiaro e di protesta si dimise dalla carica. L'unica cosa che suo malgrado, riuscì a smuovere, fu la meraviglia di qualche altro politicante che non credeva ai suoi occhi che ancora oggi, in Campania, ci sia qualcuno che minaccia le dimissioni e poi le attua davvero.

SANT'ANGELO D'ALIFE. Commisero un abuso edilizio e ricevettero ordinanza di abbattimento. Si sono rivolti al Presidente della Repubblica due coniugi del posto

Il ricorso straordinario al Capo dello Stato da parte dei coniugi Franco Folco e Giovannina Ferrazzano è stato rigettato dal Consiglio di Stato... 
Due coniugi di Sant'Angelo d'Alife, Franco Folco e Giovannina Ferrazzano costruiscono in maniera abusiva alcuni manufatti e gli viene notificata l’ordinanza “abbattimento di opere eseguite in difformità agli strumenti urbanistici e di ripristino dello stato dei luoghi”. Ma andiamo con ordine. Con nota prot. 5148 del 02.10.2009, i coniugi Folco Franco e Ferrazzano Giovannina chiedevano l'autorizzazione per la sistemazione del terreno circostante il proprio fabbricato e la realizzazione sul medesimo fondo di opere di contenimento. Veniva autorizzato dal Comune di Sant'Angelo d'Alife il solo ripristino del muro di contenimento e, contestualmente, si chiedeva la trasmissione del nominativo della ditta esecutrice dei lavori e del relativo DURC. Successivamente, a seguito di un sopralluogo, richiesto in data 12 dicembre del 2009, con ordinanza n. 55 del 17.11.2009, i lavori venivano sospesi nelle more della trasmissione del DURC. I coniugi Folco e Ferrazzano provvedevano all'inoltro dei documenti richiesti e chiedevano la revoca dell’ordinanza. Con provvedimento n. 56 del 24.12.2009 veniva revocata l'ordinanza di sospensione dei lavori e si ordinava l'esecuzione dei lavori di messa in sicurezza del sito mediante opere provvisionali, nelle more dell'acquisizione dei prescritti pareri sulla richiesta di permesso a costruire. A seguito del sopralluogo effettuato in data 29.12.2009 dal responsabile U.T.C. municipale, unitamente al Comando di Polizia Locale ed alla Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Piedimonte Matese, i predetti lavori risultavano in contrasto con il Piano territoriale Paesistico del Massiccio del Matese, con le norme di salvaguardia del Parco regionale del Matese e con il Piano stralcio per l'assetto idrogeologico dell'Autorità di bacino dei fiumi Liri-Garigliano-Volturno. Conseguentemente, con ordinanza n. 11 dell’ 11.03.2010 il Responsabile dell'Area Tecnica del Comune di Sant'Angelo d'Alife ordinava ai ricorrente “l'abbattimento delle opere eseguite in difformità agli strumenti urbanistici ed il conseguente ripristino dello stato dei luoghi”. Avverso tale provvedimento, i ricorrenti hanno proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, chiedendo l'annullamento del provvedimento impugnato. motivando le seguenti censure: genericità dell’ordinanza per mancata indicazione delle opere oggetto di demolizione; infondatezza dell’ordinanza. Nello specifico, i Sigg. ri Folco e Ferrazzano avanzano due distinte ipotesi interpretative dell’ordinanza impugnata, dimostrando in entrambi i casi l’infondatezza del provvedimento. Ritenendo che l’ordinanza abbia ad oggetto il “riparto del terreno”, ne conseguirebbe la nullità del provvedimento per difetto di legittimazione passiva, in quanto il terreno in questione, come riferito, nello stesso verbale del sopralluogo, si trova sul fondo del Sig. Nino Ferrazzano e non su quello di proprietà dei ricorrenti. Qualora, invece, l’ordinanza avesse ad oggetto i lavori di messa in sicurezza, la stessa risulterebbe parimenti illegittima perché in contrasto con un precedente provvedimento, n. 61/2009, con il quale il Sindaco del Comune di Sant’Angelo d’Alife, disponeva l’esecuzione dei suddetti lavori. Con memoria del 27.07.2010, il Comune di Sant’Angelo d’Alife, in persona del sindaco p.t., contesta la fondatezza della richiesta di annullamento dell’ordinanza impugnata. In particolare, circa la lamentata genericità del provvedimento censurato, si obietta che dal raffronto dell’ordinanza con le relazioni relative ai sopralluoghi effettuati, si evincono chiaramente le opere oggetto di demolizione, nonché la normativa violata. Inoltre, con riguardo all'infondatezza per contrasto della disposizione impugnata con la precedente , si precisa che l’esecuzione dei lavori da quest’ultima autorizzata si riferisce esclusivamente a “opere provvisionali”, e non “abilitative”. Nel frattempo il Ministero riferente ha fatto pervenire al Consiglio di Stato una dichiarazione di rinuncia al ricorso, sottoscritta dal legale dei ricorrenti, il quale ha fatto presente che, nelle more del ricorso, si è provveduto alla sanatoria delle opere ritenute abusive e che, pertanto, è ormai cessata la materia del contendere. Di conseguenza, non può che prendersi atto di detta rinuncia e quindi, viste le motivazioni addotte da parte ricorrente, della sopravvenuta cessazione della materia del contendere. Conseguentemente, il Consiglio di Stato ha espresso il parere che il ricorso venga dichiarato improcedibile.

ALIFE. Pignorata e confiscata la casa nonché due conti correnti bancari intestati a Pietro Sansone./L'ELENCO COMPLETO

Il pronunciamento definitivo della Corte dei Conti che ha respinto il ricorso prodotto dall'ex funzionario comunale, difeso dall'avvocato Biagio Molitierno. Casa e soldi passano allo Stato che deve recuperare 300mila euro di danno erariale prodotti, secondo l'accusa, dallo stesso Sansone al Comune  di Alife... 
La Corte dei Conti si è pronunciata nel giudizio di responsabilità promosso dalla Procura Regionale della Corte dei conti presso la Sezione giurisdizionale per la Campania, nei confronti dell'ex funzionario comunale di Alife, Pietro Sansone, rappresentato e difeso dall'avvocato Biagio Molitierno, chiamato per essere condannato al pagamento in favore del Comune alifano della somma di 287.379,60, euro oltre interessi, rivalutazione monetaria e spese di giustizia, per il presunto danno erariale derivante dalla illecita emissione nel corso degli anni dal 2007 al 2010 di mandati di pagamento. L’organo requirente nell’atto introduttivo ha rappresentato che con nota del primo marzo 2012 del Segretario Comunale pro tempore, del Comune di Alife (CE), erano stati denunziati fatti dannosi perpetrati dal responsabile del Servizio Finanziario, Sansone appunto. In particolare si segnalava che il predetto responsabile aveva illecitamente disposto dall'anno 2007 al 2010 l'emissione di mandati di pagamento, con percezione arbitraria di somme di denaro, per un importo presunto del danno di 317.633,14 euro. Nell'atto di contestazione degli addebiti al dipendente datato 17 febbraio 2012, erano analiticamente indicati, per singola annualità, i mandati irregolari con evidenziazione delle relative anomalie. Con successiva comunicazione del sindaco pro tempore del 5 marzo 2012 veniva trasmesso alla Procura contabile l'atto di costituzione in mora del citato dipendente che venne poi licenziato definitivamente il primo ottobre dello stesso anno. Nel contempo a Sansone gli veniva comunicato che, a seguito di ulteriori verifiche effettuate, l'importo del presunto danno riferito agli anni 2007/2010 era ammontante a 287.379,60 euro, essendo stati ritenuti accettabili i chiarimenti fomiti in merito a due mandati di pagamento. La Guardia di Finanza di Piedimonte Matese con nota del 19/10/12 trasmetteva gli atti riguardanti l'attività illecita in esame e relativi al sequestro preventivo del settembre 2010 disposto dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE) nei confronti del Sansone e in tale ambito ha proceduto al sequestro complessivo della somma di 37.609,71 euro, di cui euro 28.186,53 sul conto corrente 99681 e 9.423,18 euro sul conto corrente 89881 accesi dallo stesso imputato presso la Banca di Credito Popolare di Torre del Greco, Filiale di Piedimonte Matese. Infine, la Procura contabile in considerazione dell'elevato importo del danno erariale, al quale vanno sommati gli accessori, ha reputato necessario procedere alla richiesta di misure cautelari nei confronti del dr. Pietro Sansone per 300mila euro. Con ordinanza 55/2013 del giudice designato è stato disposta: “la conferma del sequestro in favore del Comune di Alife, sino alla concorrenza di euro 300mila euro nei confronti di Sansone Pietro, dei seguenti beni: 'Immobile sito in Alife (CE) via Stazione, piano 1, foglio 20, particella J 82, sub 3, cat. Al2, classe 3, vani 7,5, rendita €. 581,01, proprietà 100%, riportato l'immobile al Catasto Fabbricati dell' Agenzia del Territorio della Provincia di Caserta. Somma di 28.186,53 euro sul c/c 99681 presso la filiale di Piedimonte Matese della Banca di Credito Popolare e somma di 9.423,18 euro sul c/c 89881 presso la filiale di Torre del Greco della medesima banca. La revoca delle misure cautelari autorizzate sulle restanti poste patrimoniali.” Tuttavia Sansone ha rappresentato che non aveva percepito in toto la somma di 287.379,60 euro che, invece, riguarda il totale dei mandati liquidati e contestati. In particolare è stato precisato che la somma personalmente percepita dal dott. Sansone Pietro è stata pari ad 119.409,79 lordi euro, mentre la restante cifra sarebbe stata liquidata per euro 124.960,78 al personale dipendente, per spettanze stipendiali, contrattualmente previste, euro 8.646,50 ed euro 32.806,53 a terzi, per prestazioni di servizi. In particolar modo. l'avvocato Molitierno nel riportarsi alle memorie depositate anche in sede di procedimento cautelare, ha illustrato l’eccezione di nullità dell’atto di citazione per omessa specificazione degli addebiti ed ha ribadito che parte della somma è stata versata ad altri dipendenti del comune e non già al suo assistito Pietro Sansone. L’eccezione però è stata ritenuta infondata dai magistrati. Infatti in tal senso, hanno osservato che gli accertamenti svolti dalla Guardia di Finanza di Piedimonte Matese e le risultanze del procedimento penale compendiate nell’ordinanza applicativa di misura cautelare della custodia in carcere adottata nei confronti di Sansone Pietro dal GIP presso il Tribunale di S. Maria Capua Vetere e depositata in data 19.02.2014, sono probanti la sussistenza del nocumento patrimoniale subito dall’erario essendo emerse condotte illecite e dannose del convenuto negli anni 2007, 2008, 2009 e consistite nelle predisposizione e riscossione di mandati di pagamento intestati a se stesso privi di riscontro. In ordine alla quantificazione del danno, si ritengono prive di pregio le argomentazioni difensive del dott. Pietro Sansone volte a distinguere nell’ambito della somma di euro 287.379,60 contestata, la quota parte da lui percepita da quella da lui erogata ad altri soggetti. Si rammenta, infatti, che il danno erariale è da commisurare al nocumento subito dall’amministrazione pubblica e non ad una quota parte di esso corrispondente al vantaggio eventualmente tratto dal danneggiante. Per cui la Corte dei conti, Sezione Giurisdizionale per la Campania, definitivamente pronunciando, ha respinto l’eccezione di nullità dell’atto di citazione formulata ai sensi dell'art. 163, n. 3) cpc; respinge l’istanza di sospensione del giudizio ai sensi dell’art. 295 cpc; respinge l’istanza formulata ai sensi dell’art. 106 cpc e condanna, il sig. Sansone Pietro per l’addebito di responsabilità amministrativa di cui all’atto di citazione in epigrafe, al pagamento in favore del Comune di Alife (CE), della somma di 287.379,60 euro. Si trasforma in pignoramento ai sensi di quanto previsto dall’art. 686 c.p.c., fino alla concorrenza della somma di euro 300.000,00, oltre alle spese del giudizio i beni fin qui sequestrati

CONCA DELLA CAMPANIA. Domenica 30 novembre si svolgerà il "Mercatino di Natale". Si potranno visitare anche le cascate grazie alle associazioni di volontariato

Accensione dei falò in piazza “Chiesa San Pietro” e piazza “Chiesa Maria SS. della Libera”, riscalderanno i cuori dei convenuti che parteciperanno anche ad una ricca tombolata. Sul finire della giornata, gli organizzatori a cui è già andato il plauso dei residenti, premieranno i fautori dell’addobbo natalizio più bello e caratteristico... 
Mercatino di Natale, i giovani della Pro-Loco impegnati a trasformare il caratteristico centro storico in un paesaggio uscito da un libro di fiabe. La casetta del mugnaio, la zampillante cascata, i falò, gli scorci storici del piccolo paesello, abbelliti dalla gara dell’addobbo di portoni, arco, vico e balconi, saranno le location che daranno vita al programma fiabesco che, consentirà a tutti i visitatori di assaporare la magica atmosfera natalizia. I rappresentanti dell’Associazione Pro- Loco hanno organizzato l’evento culturale ed economico, per Domenica 30 Novembre, lungo le stradine del centro storico che, si trasformerà in un grande presepe, infatti gli artigiani posizioneranno i loro banchetti, in portici, cantine, sottoscala e tanti altri anfratti. I facenti parte del sodalizio: Stefania, Giuseppe, Barbara, Caterina e Pina, con il Patrocinio dell’Ente Comune di Conca e della Comunità Montana Monte Santa Croce, hanno inteso promuovere una giornata dedicata alla rivalutazione dei prodotti tipici locali, contrassegnati dal lavoro manuale degli artigiani di tutte le categorie, ed inseriti in un contesto natalizio volto a favorire il decollo delle tradizioni del borgo antico di Conca della Campania. Il programma prevede apertura stand - degustazione di prodotti tipici locali ore 10.00, inizio visite guidate alle “cascate” (nella foto), curate dall’associazione work in progress di Roccamonfina alle ore 12.00. Nel primo pomeriggio farà la sua comparsa Babbo Natale con tanti doni e sorprese per i più piccoli, a seguire musiche e canti popolari, daranno vita a degli emozionanti spettacoli itineranti. L’accensione dei falò in piazza “Chiesa San Pietro” e piazza “Chiesa Maria SS. della Libera”, riscalderanno i cuori dei convenuti che parteciperanno anche ad una ricca tombolata. Sul finire della giornata, gli organizzatori a cui è già andato il plauso dei residenti, premieranno i fautori dell’addobbo natalizio più bello e caratteristico. 
 Anna Izzo

CAIAZZO. Fitti dovuti dai locatari di immobili di proprietà comunale all'Ente. La pratica va a finire sulla scrivania del legale per recuperare i crediti.

Investito l'avvocato Antonio De Crescenzo della vicenda che dovrà recuperare le somme dovute al Municipio... 
Il Comune di Caiazzo, con atto di Giunta del 19 maggio scorso, dichiarato immediatamente eseguibile, ha deliberato di dare mandato al Responsabile degli Affari Generali e Contenzioso dell'Ente di nominare un legale per procedere al recupero dei crediti vantati dal Comune nei confronti dei locatari di immobili di proprietà comunale risultati allo stato attuale morosi. A tal fine, il Responsabile del Settore amministrativo, dott. Franco Della Rocca, su indicazione del Responsabile del Servizio, Sergio De Luca, ha determinato di affidare l’incarico di procedere al recupero dei crediti vantati dal Comune nei confronti dei locatari morosi, dando mandato conseguentemente all’avvocato Antonio De Crescenzo con studio in Via delle Ville in Caserta, per il recupero dei crediti vantati dal Comune nei confronti dei locatari morosi, per l’esame e la regolarizzazione di ciascuna posizione locativa degli immobili comunali, sia sotto il profilo contrattuale che normativo, nonché al recupero delle somme arretrate a carico dei predetti morosi, con l’espresso impegno da parte del professionista di relazionare periodicamente sullo stato e l’esito della procedura, nonché di fornire all’Ente ampia ed esaustiva documentazione. E' stato altresì stabilito che al succitato professionista incaricato, venga riconosciuto un onorario pari ad 1.500 euro esclusa IVA e CPA, oltre ad un fondo spese iniziali pari a 1.300 euro, pagando un acconto, a valere quale rimborso spese, di mille euro.