giovedì 18 dicembre 2014

SANT'ANGELO D'ALIFE. Ritrovata la lapide antica scomparsa nella villa romana con la scritta: "Horani Pollion". Brillante operazione di servizio dei Carabinieri in un'abitazione privata

L'opera era ricercata dagli anni Cinquanta ed è stata oggetto nel tempo di pubblicazioni e saggi da parte di studiosi. La lapide è stata sequestrata dai carabinieri che hanno denunciato quattro persone... 
Custodivano nel giardino di casa una lapide marmorea di epoca romana proveniente dalla villa di Sant’Angelo d’Alife, denunciate dai Carabinieri quattro persone di Ercolano, in provincia di Napoli. La scoperta è avvenuta in una abitazione di via IV Novembre ad Ercolano da parte dei Carabinieri della locale Tenenza che hanno denunciato le 4 persone ritenute responsabili di omessa denuncia del rinvenimento e della custodia di beni culturali. I militari dell’Arma sono intervenuti nell’abitazione dei 4 su via IV Novembre, accertando che detenevano da tempo indefinito nel giardino di casa una lapide marmorea delle dimensioni di 100 x 0,70 m. con l'iscrizione “Horani Pollion”, risultata risalente all’epoca romana, come certificato dal personale della Soprintendenza Archeologica di Pompei - Ercolano e Stabia fatto intervenire sul posto. L'opera era ricercata dagli anni Cinquanta ed è stata oggetto nel tempo di pubblicazioni e saggi da parte di studiosi. La lapide è stata sequestrata dai carabinieri che hanno denunciato quattro persone Inoltre, nonostante la detenzione da tempo, avevano omesso di comunicare alla Soprintendenza il ritrovamento e la custodia. Il bene archeologico, come detto, proveniva dalla villa romana di Sant'Angelo d’Alife, ed è stato sottoposto a sequestro.

ROCCAMONFINA. Come era prevedibile si dimettono i consiglieri che sostenevano la sindaca Letizia Tari. ma in paese affermano: “Et' perz' a Filippo e... ru panaru”

L'opposizione commenta: “In merito alla questione, c'è una responsabilità politico amministrativa di tutta la maggioranza, in quanto anche con il silenzio si possono avvalorare scelte scellerate che, cosi come nella fattispecie hanno pesato sui contribuenti che, si sono trovati a pagare dei tributi maggiorati”.
L’arresto della capolista Letizia Tari (nella foto), ha inabissato la sua maggioranza amministrativa che, in ritardo sui tempi si è dimessa . Lo scoglio del carcere, ha fatto naufragare gli ex amministratori : Vittorio Santantonio, Fiorentino Bevilacqua, Italo Di Biasio e Gabriele Gallo. Invece l’ex Vice Sindaco Vittorio De Filippo, non è stato minimamente sfiorato dall’acqua alta in quanto estraneo ai fatti contestati alla Tari verificatisi nel 2012. Il Prefetto Carmela Pagano di Caserta, nel più breve tempo possibile indicherà il Commissario Prefettizio che si occuperà della gestione dell’Ente Comune di Roccamonfina. I sopracitati amministratori Santantonio, Di Biasio, Bevilacqua e Gallo, avendo avvalorato le decisioni della Tari, in merito al suo operato contestatogli dai Magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, sono chiamati a dare spiegazioni ai cittadini visto che non esistono documenti in cui si siano dissociati dalla questione targata Grillo (Ecosystem 2000). Gli stessi anche ieri, nella battuta di arresto, hanno evidenziato la loro carenza decisionale, infatti se avevano a cuore gli interessi dell’intera collettività avrebbero potuto dimettersi nel momento in cui, la Tari decise di scegliere una ditta per la raccolta dei rifiuti che, a differenza delle altre chiedeva cifre astronomiche e altresì di intascare una somma di denaro per la Pro-loco. I Cittadini onesti di Roccamonfina, in questo momento hanno capito che quasi tutti i consiglieri ed assessori dei due mandati amministrativi della Tari, hanno dimostrato di essere bravi ad ubbidire al Sindaco, ma certamente di non volersi dissociare, nel momento in cui alcune decisioni compromettevano la gestione legale dell’Ente. In merito alla vicenda che, ha confermato la sussistenza delle interrogazioni ed interpellanze presentate dall'opposizione ogni volta che, nell’ambito amministrativo si profilavano determinate anomalie, il Consigliere d’opposizione Michele Cestrone ha riferito: “In merito alla questione, c'è una responsabilità politico amministrativa di tutta la maggioranza, in quanto anche con il silenzio si possono avvalorare scelte scellerate che, cosi come nella fattispecie hanno pesato sui contribuenti che, si sono trovati a pagare dei tributi maggiorati. Da anni, io personalmente ho sempre evidenziato la poca trasparenza della gestione dell’Ente”. Intanto se l’intera maggioranza della Tari, si sarebbe dimessa nel momento dell’arresto, forse agli occhi di una parte dei cittadini, certamente avrebbero guadagnato punti, invece hanno perso come sol dirsi a Roccamonfina “Filippo e ru panaru”. In anticipo sull'anno nuovo, i roccani possono contare già da oggi, sul nuovo (commissario prefettizio) che, sicuramente accoglierà nella casa comunale tutti e non solo i preferiti”.
Anna Izzo

CAIAZZO. Il 26 dicembre presso la Cattedrale si svolgerà il concerto di natale da parte del Coro Polifonico Santa Maria Assunta

Il repertorio spazierà dagli autori classici Beethoven, Bach, Perosi, ai canti religiosi e ai canti celebri natalizi con qualche piccola novità...
Il 26 dicembre, ore 19.30, la Basilica Minore Santa Maria Assunta e Santo Stefano Vescovo di Caiazzo farà da suggestiva ed importante cornice del concerto di Natale del Coro Polifonico Santa Maria Assunta diretto dal soprano Virginia Cimino. Il repertorio spazierà dagli autori classici Beethoven, Bach, Perosi, ai canti religiosi e ai canti celebri natalizi con qualche piccola novità. Sotto la guida di Virginia Cimino, che dirige con grande professionalità ed esperienza il sodalizio canoro e che ha sempre posto grande attenzione all'interpretazione dei brani ed alla cura dell'esecuzione, la Corale caiatina si è fatta apprezzare in tutte le sue esibizioni che l'hanno vista protagonista nelle chiese del territorio. Dalle sue origini fino ad oggi, infatti, il coro ha partecipato alle principali celebrazioni liturgiche nella Basilica Minore di Caiazzo, oltre a svolgere una propria attività concertistica e promuovere gratuitamente la formazione di coloro che si avvicinano al canto e alla musica sacra. Nel concerto ci sarà anche l'intervento solista del soprano Virginia Cimino con un omaggio a Giacomo Puccini. Per l’occasione il coro si avvarrà dei musicisti Anna Mastroianni al pianoforte e il maestro Fernando Ciaramella al violino e viola. A far gli onori di casa ci sarà il parroco don Antonio Di Lorenzo.

mercoledì 17 dicembre 2014

PIEDIMONTE MATESE. E' allarme sull'Imu che sta per arrivare per i terreni agricoli. In alcuni casi si tratta di "mazzate" davvero esose per terreni che valgono pochi soldi

Il presidente della Comunità Montana del Matese, Fabrizio Pepe, chiede a tutti i sindaci orbitanti nell'Ente di via Sannitica, di inserire nell'ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale, una richiesta specifica e far voti affinché il governo intervenga...
Ordine del Giorno sul decreto ministeriale per l' esenzione dell'Imu dai terreni agricoli nelle zone montane e collinari. Questo è un punto all'odg richiesto dal Presidente della Comunità Montana del Matese, Fabrizio Pepe, ai sindaci dei diciassette Comuni che rientrano nell'orbita dell'Ente di via Sannitica. Tutto ciò al fine di scongiurare una tremenda "mazzata" a quei cittadini che sono proprietari di terreni agricoli. Pepe ha scritto quindi una lettera spiegando tutta la vicenda e chiedendo che tutti insieme si faccia qualcosa per arrivare al Governo. Questa la lettera indirizzata dal presidente ai sindaci: 
"Premesso che - L’articolo 22 DL 66/2014 stabilisce che il Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell’Interno, riprendendo il comma 5-bis dell'articolo 4 del decreto-legge 2 marzo 2012, deve emettere un decreto con il quale individuare i comuni nei quali, a decorrere dall'anno di imposta 2014, si applica l'esenzione di cui alla lettera h) del comma 1 dell'articolo 7 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, sulla base dell'altitudine riportata nell'elenco dei comuni italiani predisposto dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), diversificando eventualmente tra terreni posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola, e gli altri ed in maniera tale da ottenere un maggior gettito complessivo annuo non inferiore a 350 milioni di euro a decorrere dal medesimo anno 2014; 
- L’importo dovuto a titolo di IMU sui terreni di cui trattasi sarà calcolato secondo le regole di cui art. 13 comma 5 e comma 8 bis DL 201/2011 e smi: per i terreni agricoli, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all'ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al primo gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento ai sensi dell’articolo 3, comma 51, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, un moltiplicatore pari a 135. Per i terreni agricoli, nonchè per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola il moltiplicatore è pari a 75. 
I terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, e successive modificazioni, iscritti nella previdenza agricola, purchè dai medesimi condotti, sono soggetti all'imposta limitatamente alla parte di valore eccedente euro 6.000 e con le seguenti riduzioni: 
a) del 70% dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente i predetti euro 6.001 e fino a euro 15.500,00; 
b) del 50% dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente euro 15.501 e fino a euro 25.500,00; 
c) del 25% dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente euro 25.500 e fino a euro 32.000,00. 
CONSIDERATO CHE 
Fino ad oggi ha fatto fede l’elenco allegato alla circolare 9/1993 con cui erano individuati i Comuni montani 
VISTO CHE 
Il Decreto individua tre fasce altimetriche con cui i terreni dei Comuni con altitudine del centro sopra 600 metri saranno esenti; i terreni dei Comuni con altitudine dal centro compresa tra 281 metri e 600 metri saranno esenti solo se di proprietà di coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali; i terreni dei Comuni con altitudine dal centro fino a 280 metri saranno tutti oggetto di imposta. Sono esenti dall’Imu i terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile. 
CONSEGUENTEMENTE 
Solo 1.578 Comuni fruiranno dell’esenzione totale IMU rispetto ai 3.524 attuali; ben 2.568 avranno invece un'esenzione parziale, che si limita ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali. I restanti contribuenti, 3.912 Comuni, dovranno pagare entro il 26 gennaio 2014 tutta l'imposta sui terreni relativa al 2014. 
IL CONSIGLIO COMUNALE DI…. : RITIENE CHE 
- sia opportuno avviare un percorso partecipato tra il Governo e le Istituzioni affinché sia concertato un metodo di individuazione delle zone montane e collinari esenti da IMU, non ritenendo sufficiente il mero posticipo al 26 gennaio 2015; 
- non si possa riferirsi alla solo altimetria come strumento di selezione dei Comuni montani esenti da IMU perchè vi sono altri fattori quali l’orografia, il deficit infrastrutturale, la densità di popolazione etc riconosciuti anche a livello europeo; 
SOSTIENE CHE 
- non si possa procedere all'attuazione di un decreto inerente l’introduzione di una nuova forma di tassazione per i Comuni fino ad oggi esenti, anche considerando la difficile situazione economica che sta vivendo il settore agricolo nel nostro Paese, in particolare nelle aree montane. 
E PERTANTO CHIEDE AL GOVERNO DI 
- Stralciare l’articolo del Decreto di cui all’art. 22 del DL 66/2014; 
- Sospendere immediatamente per l’anno 2014 l’attuazione del Decreto di cui all’art. 22 del DL 66/2014; 
- Attivare un tavolo di concertazione con gli enti locali e le associazioni di rappresentanza, ANCI e UNCEM, per confrontarsi sulle modalità di attuazione dell’art. 22 del DL 66/2014; 
- Avviare l’iter per un disegno di legge che riconosca l’importanza della ricomposizione fondiaria, aggiornando il catasto, sull'esempio di quanto fatto in altri Paesi UE. 
- Riconoscere, tramite apposite leggi, l’attività agricola anche non professionale, nonchè la gestione forestale attiva, come forma di tutela, protezione, difesa delle aree montane del Paese, a vantaggio dell’intero territorio italiano, secondo quanto sancito dalla Costituzione, in particolare all’articolo 44.

PIANA DI MONTE VERNA. Rubano il bancomat ad una infermiera pianese e vanno a fare shopping. Scoperta e denunciata la ladra, era una sua collega!

La donna, 45enne originaria di Piana di Monte Verna, condivideva l'armadietto con una sua collega. Insieme lavorano presso una Casa di Cura sannita. La ladra è stata scoperta grazie al sistema di videosorveglianza delle postazioni bancomat...
Furto, truffa, sostituzione di persona e falso in scrittura privata. Sono questi i reati di cui dovrà rispondere una 46enne di Benevento, denunciata dai Carabinieri della locale Stazione a conclusione di indagini. La donna, impiegata presso una casa di cura della provincia, si sarebbe impossessata della carta di credito di una 45enne originaria di Piana di Monte Verna, G.C., anche lei impiegata presso la stessa struttura sanitaria, approfittando del fatto che condividevano il medesimo armadietto dello spogliatoio. Successivamente, la denunciata avrebbe effettuato acquisti presso alcuni esercizi commerciali del capoluogo per un importo complessivo di 200 euro, tentando, inoltre, di prelevare contanti, senza riuscirci, presso un bancomat delle Poste Italiane. I Carabinieri, una volta raccolta la querela, hanno dato luogo agli accertamenti anche mediante l'acquisizione di immagini estrapolate da apparati di videosorveglianza che, comparati successivamente con i dati delle ricevute delle transazioni di credito e da alcuni testimoni, hanno permesso il rintraccio e l'identificazione della 46enne che è stata segnalata all'autorità giudiziaria.

CASTEL CAMPAGNANO. Convegno ambiente e salute, l' assessore provinciale all’agricoltura Stefano Giaquinto: “Puntiamo sulla formazione delle nuove generazioni”

È partito da questo semplice assunto il convegno “Ambiente e salute” che si è svolto a Castel Campagnano, nella frazione Squille, lo scorso 13 dicembre. Organizzato dal presidente dell’Associazione “Paese Vivo” di Squille Tommasino Cerreto...
Migliorare la qualità dell’ambiente per preservare la salute. È partito da questo semplice assunto il convegno “Ambiente e salute” che si è svolto a Castel Campagnano, nella frazione Squille, lo scorso 13 dicembre. Organizzato dal presidente dell’Associazione “Paese Vivo” di Squille Tommasino Cerreto, il convegno, che ha visto il saluto del sindaco di Castel Campagnano Giuseppe Di Sorbo, si è dipanato lungo l’asse ambiente-salute, un binomio inscindibile e fondamentale per la salute ed il benessere dell’essere umano, anche se le interazioni tra la qualità dell’ambiente circostante e la salute umana sono ancora oggetto di studi e valutazioni. Tuttavia è ormai pacifico tra gli studiosi che elevati livelli di inquinamento atmosferico ed elettromagnetico, la scarsa qualità dell’acqua, la precarietà delle condizioni igienico-sanitarie possono avere un grave impatto sulla salute. Un problema particolarmente sentito nella nostra provincia, alle prese con una condizione ambientale che in alcuni punti del territorio assume caratteri di criticità, ma che può essere migliorata con una corretta educazione ambientale dei cittadini, comportamenti virtuosi e tanti piccoli accorgimenti che posso aiutare a mantenere pulito l’ambiente e salvaguardare la popolazione da un elevata incidenza di patologie collegate all'inquinamento. “Sono tre i punti importanti per migliorare e prevenire l’inquinamento della nostra terra e delle nostre acque – ha affermato l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Caserta Stefano Giaquinto, intervenuto nel corso del convegno – in primis i Comuni devono dotarsi di impianti di depurazione, poi bisogna incentivare ed estendere capillarmente la raccolta differenziata ed infine puntare sulla formazione e sull’educazione dei bambini, con la scuola e l’educazione civica che devono avere un ruolo primario. Ma le vere sentinelle della qualità dell’ambiente e del territorio devono essere gli agricoltori, dobbiamo incentivare i giovani a riscoprire questo settore ed a valorizzarlo, i nostri terreni in passato hanno dato sostegno economico e lavoro ad intere famiglie per generazioni, mentre oggi molti terreni vengono lasciati incolti. L’Alto Casertano – ha concluso Giaquinto – come buona parte della nostra provincia, è ricco di storia, cultura e tradizioni e sono convinto che riscoprire la potenzialità della nostra agricoltura può rappresentare la chiave di volta del nostro futuro”. Nel corso del convegno, oltre all’assessore Giaquinto, sono intervenuti Francesco Gazzillo, Presidente dell’Osservatorio Ambientale, la cardiologa Maria Pia Popolizio, Michele Santoro, Presidente Provinciale Astroambiente ed il magistrato Paolo di Marzio.

PIEDIMONTE MATESE. Cerimonia nel segno dell'integrazione al Comune. Il sindaco Vincenzo Cappello concede la cittadinanza ad una signora di origini ucraine

La donna,madre di un bimbo, è già da tempo ben inserita nel tessuto sociale della città di Piedimonte, dove la rappresentanza ucraina è viva e numerosa ormai...
Una bella cerimonia sotto il segno dell’integrazione quella che ieri si è tenuta nel Municipio di Piedimonte Matese, dove il sindaco Vincenzo Cappello, assieme al responsabile dello Stato Civile Giancarlo Scappaticcio, ha consegnato la cittadinanza italiana a Liliya Yehorova, che oggi a tutti gli effetti può dirsi parte della comunità nazionale e in particolare piedimontese. La donna, di origini ucraine, madre di un bimbo, è già da tempo ben inserita nel tessuto sociale della città di Piedimonte, dove la rappresentanza ucraina è viva e numerosa ormai, ed ora il processo di integrazione nel suo nuovo Paese ha finalmente raggiunto il traguardo importante della cittadinanza. Ieri è stata dunque accolta in Comune per ufficializzarla nero su bianco, alla presenza di familiari e amici, e con il piacere degli amministratori comunali. Liliya arricchisce così la sua esperienza di vita in Italia, confermando come la cittadinanza possa essere strumento di valorizzazione dell’appartenenza a una comunità e di abbattimento dei confini culturali con l’obiettivo di creare coesione sociale, come ha sostenuto il primo cittadino anche in occasione delle scorse cerimonie simili: “La comunità ucraina, impegnata nel lavoro e sempre pronta a offrire il proprio contributo alla città,è ben presente e numerosa a Piedimonte Matese, e con essa abbiamo da sempre intrattenuto buoni e amichevoli rapporti. Per Liliya comincia adesso una nuova fase della sua vita,di certo troverà nella nostra città un luogo accogliente per sé e per crescere il suo bambino”.

CAIAZZO. Tenta di sgozzare un uomo con una lama seghettata durante una serata danzante. Arrestato Flavio Bortolin 32enne che ha vissuto e lavorato nella cittadina caiatina per diversi anni

L'uomo risiedeva in località San Pietro fino al 2009. Lavorava con un artigiano caiatino e poi emigrò a Latina...
Tenta di sgozzare un uomo durante una festa danzante. Per questo motivo, il 32enne di Latina, Flavio Bortolin (nel riquadro), originario del Venezuela ma dimorante anche a Caiazzo per diversi anni, è stato arrestato con l’accusa di omicidio. I fatti risalgono a Marzo scorso e sono avvenuti all’interno di un circolo ricreativo di Latina durante una festa danzante organizzata da alcuni giovani del luogo. Poco dopo le due di notte si sarebbe scatenata una violenta lite durante la quale, uno di essi, sarebbe stato aggredito al collo con un coltello seghettato riportando anche profonde ferite in punti vitali. Immediatamente soccorso e trasportato in ospedale, i medici sono riusciti a salvargli la vita. Nel frattempo i carabinieri di Latina hanno iniziato una lunga indagine per risalire all'aggressore e arrivare al 32enne arrestato oggi con l’accusa di tentato omicidio. Bortolin lavorava con un artigiano di Caiazzo e fino al 2009 ha vissuto nella cittadina, in località San Pietro. Ha avuto anche qualche precedente per reati minori, ma non ha mai destato alcun sospetto sulla sua natura omicida.

VICENDA ASI. Parla la dirigente provinciale Raffaella Zagaria: “E’ da giorni che cercavamo di far cambiare rotta al PD Provinciale; ora occorre un cambio di passo per permettere di recuperare la dignità che ci contraddistingue”.

La Dirigente Provinciale Raffaella Zagaria in condivisione delle dichiarazioni della Senatrice Rosaria Capacchione...
“Il fare di questi giorni ha esposto il Partito Democratico Provinciale su un piano politico che francamente non meritavano tutti gli iscritti, i militanti, gli elettori di questa Provincia - si esprime così Raffaella Zagaria (nella foto) Dirigente Provinciale del PD, tra le prime firmatarie del documento della Segreteria, di rottura rispetto alle scelte intraprese, che continua – avevamo la necessità di definire un percorso di sviluppo per la nostra terra, per il futuro dei nostri figli e si è dato maggior peso al corporativismo rispetto allo sviluppo produttivo nella sua sostanza e al rafforzamento della democrazia. Corporativismo che ha già dimostrato, più volte, di rappresentare il fallimento gestionale degli interessi di questo territorio. Noi dal canto nostro, abbiamo cercato in questi giorni di fare in modo che si ritornasse sul percorso giusto, sul percorso che merita realmente questo Partito e questa provincia, un percorso di eticità, legittimità, legalità, trasparenza; non siamo purtroppo riusciti fino ad oggi nel nostro intento.Troppo spesso, come in questo caso, è mancata, una strategia politica di condivisione e troppo spesso le decisioni, molte delle quali si sono poi rivelate sbagliate, sono state prese senza tener conto del parere di tutti quanti. Ora è troppo semplicistico prendere le distanze da ciò che è stato, come a voler chiudere la stalla dopo che i buoi siano fuggiti;occorre una riflessione profonda, va preso atto degli accadimenti, vanno tratte le conseguenze politiche e l’Assemblea di sabato pomeriggio permetterà di andare proprio in questo senso. Oggi ancora di più, vi è la necessità incombente di sgomberare il campo da tutti quei convincimenti che ci hanno portato a pensare che così è sempre stato e non potrà essere diversamente.Confermo pertanto ribadendo, come abbiamo già fatto in questi giorni e stanno facendo in queste ore nostri autorevoli rappresentanti istituzionali, la mia posizione concernente la mia più forte avversione e il mio più totale disconoscimento rispetto a quanto accaduto.”

GIOIA SANNITICA. Da Fossolagno continuano a spuntare capannoni di amianto. L'Asl segnala l'Azienda NAT.ALI e il Comune emana ordinanza di bonificare due capannoni interi!

Dopo lo scandalo delle Foreste Molisane e l'arresto di Giuseppe Gravante, a pochi passi da quel sito inquinato ne spunta un altro con due capannoni formati tutti ed interamente in eternit... 
Blitz dell'Asl di Alvignano che durante un controllo ha scoperto e segnalato due capannoni composti interamente in eternit, adibiti alla custodia di animali. Il controllo è stato effettuato presso l' Azienda NAT.ALI codice, ubicata in Gioia Sannitica (CE) in località Fossolagno, nei pressi di un'altra Azienda sequestrata qualche mese fa dal Corpo Forestale dello Stato, la "Foreste Molisane", che portò anche all'arresto del titolare, Giuseppe Gravante, sempre nel Comune di Gioia Sannitica. Il personale dell'Asl ha notato che i due capannoni della predetta azienda hanno copertura in Eternit forse contenente amianto, così come affermato anche dal detentore degli animali ospitati all'interno, ovvero il signor Liparulo Antonio. Il personale dell'Asl, quindi, ha preso atto che si tratta di manufatti verosimilmente in cemento amianto,non confinanti, ubicati in area occupata agricola, verosimilmente classificabili come "Materiali integri suscettibili di danneggiamento" cosi come previsto dalle normative vigenti e che questi potrebbero nel tempo, in caso di deterioramento, costituire potenziale elemento di rischio per la salute della popolazione. Per cui il personale operante ha ritenuto che il proprietario della suddetta struttura ha comunque l’obbligo di far eseguire da professionista abilitato del settore la "tipizzazione" del materiale in presunto cemento- amianto, ad esito positivo, predisporre un " Programma di manutenzione e controllo" teso a verificare lo stato di conservazione delle coperture in questione. La segnalazione è stata inviata ai Carabinieri della Stazione di Piedimonte Matese ed al sindaco di Gioia Sannitica, Michelangelo Raccio, che ha ritenuto, a sua volta, che il potenziale pericolo segnalato, induce lo stesso ufficiale di governo all'emanazione di un provvedimento teso a scongiurare eventuali pericoli per la salute pubblica. Per cui il primo cittadino, quale Autorità Sanitaria Locale, ha emanato nei confronti della Società NAT.ALI Azienda Agricola ubicata in Gioia Sannitica(CE) alla località Fossolagno, nella persona del Legale rappresentante p.t., ordinanza a far eseguire immediatamente, da professionista abilitato del settore, la tipizzazione del materiale in presunto cemento - amianto e la valutazione dello stato di conservazioni delle coperture dei due capannoni entro e non oltre 15 (quindici) giorni dal ricevimento del documento, nonchè l'eventuale bonifica del sito, ove necessaria, che dovrà essere eseguita con immediatezza, a cura ed onere del proprietario previa messa in atto di Programma di "manutenzione e controllo".

***CASO DI MUCCA PAZZA NEL SANNIO.*** Una 84enne è stata ricoverata urgentemente, trasportata dal Rummo, all'ospedale Cotugno di Napoli

La donna è residente in un piccolo centro della provincia di Benevento. E' il secondo caso solo quest'anno...
Il sospetto è che sia stata colpita dal ‘morbo della mucca pazza’. Una probabile encefalite spongiforme, sulla cui natura è però possibile avere certezze solo con una biopsia celebrale; quindi, non quando, come in questo caso, la persona è in vita. Una ottantaquattrenne che abita in un centro della provincia di Benevento non lontano dal capoluogo. Da ieri è al Cotugno di Napoli, trasferita dall'ospedale Rummo, dove è stata posta la diagnosi della temibile patologia. Era già accaduto nell'agosto dello scorso anno con un 50enne irpino, al quale i medici del reparto di Neurologia avevano riscontrato la malattia al termine di una serie di accertamenti specifici. Una diagnosi non semplice, confermata ulteriormente dall'esame liquorale, con ricerca della proteina prionica, effettuato presso la Seconda Università di Napoli. Agli stessi accertamenti è stata sottoposta anche la paziente sannita, che presentava alcuni sintomi che hanno allarmato gli specialisti. Costretti a fare i conti con un quadro clinico complesso. Come sempre in questi casi, inevitabile l’attivazione di un protocollo costellato, oltre che dalla segnalazione al Ministero della Salute, all’Asl ed all'assessorato regionale alla Sanità, anche e soprattutto dall'attuazione di precise direttive. Con adempimenti ai quali ha provveduto la Direzione medica di presidio. Prima dell’attuale e di quello di un anno fa, altri casi sospetti di ‘mucca pazza’ erano stati registrati nel 2011, quando un pensionato della provincia era arrivato al Rummo con i sintomi del morbo, e nel 2003, con la morte di una donna e la successiva autopsia che aveva restituito la fondatezza dei sospetti.

PIEDIMONTE MATESE. Comune, Provincia e Regione tutti insieme a chiedere i finanziamenti allo Stato centrale per la ristrutturazione dell'Agrario, colpito dal sisma dello scorso anno/LA LETTERA

Occorrono 650mila euro per rimettere in sicurezza il plesso e permettere quindi agli studenti di rientrare nella storica sede dell'Istituto matesino. I sei sindaci dei Comuni colpiti dal sisma, hanno inviato un'accorata lettera alle Autorità preposte e premono affinché si faccia presto. Anche il presidente della Provincia Zinzi interviene su questa annosa vicenda...
Parte dai sei sindaci dei Comuni colpiti dal sisma, l'accorato appello affinché si intervenga al più presto possibile, ad un anno dal terremoto, per risollevare le sorti dello storico Istituto Agrario di Piedimonte Matese. Lettere e appelli continui che sembra abbiano sortito i loro effetti. Infatti, per l'adeguamento sismico del plesso, qualcosa si muove.Il progetto per la ristrutturazione vale 650mila euro e per reperire i fondi la Provincia ha fatto richiesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per ottenere quella cifra dal fondo dell'otto per mille. A fine novembre i rappresentanti di istituto avevano annunciato una mobilitazione. Ad un anno dal terremoto a seguito del quale l'edificio dello "Scorciarini Coppola" era stato dichiarato inagibile, costringendo gli oltre duecento studenti a seguire le lezioni in due differenti plessi, arriva la comunicazione della Provincia di Caserta che ha annunciato di aver fatto richiesta del contributo a valere sulla quota dell’otto per mille a diretta gestione statale. "La domanda, firmata dal presidente Domenico Zinzi - si afferma in una nota- in qualità di legale rappresentante della Provincia, e correlata da una relazione tecnica redatta dal dirigente del Settore Edilizia della Provincia, Paolo Madonna, è stata inviata al Dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri". I lavori progettati hanno ottenuto il nullaosta dei tecnici della Soprintendenza ai Beni culturali per le province di Caserta e Benevento, in quanto l’immobile sede dell’Agrario, è un fabbricato risalente al 1577. "La spesa dei lavori di ristrutturazione, miglioramento,messa in sicurezza, adeguamento sismico ed efficientamento energetico dell’Istituto ammonta a 651mila euro" si legge nella nota. Il problema, a questo punto, non riguarda più la Regione dalla quale si riteneva dovessero arrivare i finanziamenti. Si attende, quindi, che la Presidenza del Consiglio dei Ministri si esprima in merito alla richiesta. Solo dopo potranno essere cantierati i lavori. Impossibile, dunque, stabilire i tempi entro i quali gli studenti potranno rientrare nell'edificio inserito in una grande azienda agricola al centro della città. Commenti positivi da parte del presidente Zinzi:"Gli studenti,i genitori, il corpo docente e il personale dell’Agrario di Piedimonte ancora oggi subiscono le conseguenze del sisma che ha colpito l’Alto Matese, affrontando i disagi relativi all’inagibilità della sede storica dell’Istituto. Voglio rassicurare loro - ha aggiunto-che la nostra attenzione è sempre rivolta alla completa risoluzione della problematica". "Nonostante le sempre minori risorse messe a disposizione dal livello centrale- ha dichiarato l’assessore provinciale all'Edilizia scolastica, Francesco Zaccariello - la Provincia di Caserta cerca sempre sistemi per tutelare il settore della formazione e in specialmodo le esigenze legate alla sicurezza degli studenti".
LA LETTERA DEI SINDACI DEI COMUNI COLPITI DAL SISMA

martedì 16 dicembre 2014

ALIFE. Ecco le ragioni del Vescovo Mons. Valentino Di Cerbo in merito agli ultimi eventi verificatisi nella Diocesi. Il suo editoriale sul mensile "Clarus"

Il Pastore rivolgendosi a tutti i fedeli spiega: "Come si può essere autentici padri nella fede, quando si è preoccupati di apparire soprattutto amiconi e piacevoli convitati?"
Questo l'editoriale del Vescovo della Diocesi Alife - Caiazzo, Mons. Valentino Di Cerbo (nella foto) pubblicato sul mensile Clarus, il giornale diocesano ufficiale, con il quale motiva le sue decisioni. Ovviamente è destinato a creare un dibattito, soprattutto dopo l'ultimo episodio verificatosi, in merito al trasferimento di don Ovidio da Totari. Ma giova anche sottolineare che un Vescovo, se tale, deve pur sempre nella sua autonomia, adottare decisioni che ritiene opportune e sempre nel rispetto dei ruoli, tali decisioni, vanno rispettate.
"""Nei giorni 10-13 novembre, i Vescovi italiani hanno celebrato ad Assisi la loro sessantasettesima Assemblea generale, per riflettere sulla vita e la formazione dei presbiteri e riproporre, secondo le indicazioni di Papa Francesco, una figura di prete più adeguata al nostro tempo e più attrezzata per la nuova evangelizzazione. Punto di partenza di tale riflessione è stata l’affermazione che il sacerdote non è una persona chiamata a svolgere un ministero solitario, ma a realizzare la propria missione a partire dalla comunione ecclesiale. Infatti, in virtù del Sacramento dell’Ordine sacro, egli è inserito in una “squadra”, in una famiglia, cioè nel presbiterio, dove ci sono il Vescovo – principio di unità della diocesi – e i Confratelli, con i quali è chiamato a vivere in fraterna collaborazione e a condividere l’ansia per il Vangelo. Per tale motivo, ogni prete, durante il rito dell’Ordinazione, fa al Vescovo solenne promessa di obbedienza, che non è sottomissione al potere di un altro uomo, ma totale disponibilità a unirsi ai Confratelli e al Pastore della Diocesi per annunciare e testimoniare insieme il Vangelo. Pertanto, solo un prete capace di “fare squadra”, risponde pienamente alla sua Vocazione, collabora alla missione della Chiesa e fa crescere il Popolo di Dio nella fede e nella carità. Come a dire: nella grande “partita” dell’annuncio del Vangelo, ciò che porta alla vittoria finale più che l’estro del singolo calciatore, è l’intesa del “collettivo”, che il mister è tenuto a promuovere e a garantire, anche di fronte alle tifoserie scomposte… 
La “comunione per la missione”, pertanto, deve essere il primo criterio per valutare l’opera di un Sacerdote. Purtroppo, talvolta – e spesso in buona fede – si corre il rischio di esaltare preti che, anche se dotati di buone qualità, “ballano da soli”, fuori dalla comunione diocesana, ignorando le linee programmatiche della Chiesa locale, esaltando sé stessi a discapito dei Confratelli, senza preoccuparsi di aiutarli, accontentando le richieste della gente senza educarla e incrementando la propria popolarità con iniziative estemporanee ed estranee alle regole della Chiesa. Con questi comportamenti, che non portano ad una comunione più grande, ma alla divisione e all'isolamento delle comunità, tali sacerdoti nuocciono al Popolo di Dio. Infatti, quale crescita nella fede e nella vita cristiana si promuove, celebrando Sacramenti a buon mercato e – persino in minuscole parrocchie – Messe a volontà, solo per accontentare le richieste della gente, rendendo il Sacrificio di Cristo quasi un omaggio ai defunti, più che un’esperienza di incontro con il Signore, che trasforma la vita? Quale incontro con il Mistero di Dio si realizza, inserendo nei riti – in barba alle direttive del Papa e dei Vescovi – elementi folkloristici ed estemporanei, che snaturano lo spirito della Liturgia? Come si può essere autentici padri nella fede, quando si è preoccupati di apparire soprattutto amiconi e piacevoli convitati? Come ci si può ritenere legittimamente nella fede della Chiesa, quando di fatto si inducono i fedeli a minimizzare il ruolo del Vescovo, a rifiutare i suoi interventi e, invece di scegliere la via maestra del dialogo e attenersi al “gioco di squadra”, persino a tollerare che venga diffamato, attraverso media gestiti da gente senza scrupoli e senza volto? Quando un prete opera fuori della comunione con il Vescovo e i Confratelli, lega la gente a sé e non alla Chiesa, che sola ci annuncia Colui che dà senso, gioia e salvezza alla vita dell’uomo. A che è servito, allora? È bello invece vedere tante comunità che, pur addolorate per il trasferimento del parroco, sentendosi parte del “collettivo” impegnato nella “partita” del Vangelo, accolgono con fede il nuovo pastore, soltanto perché è ministro di Cristo, e riprendono il proprio cammino, ringraziano il Signore per la ricchezza che ha portato chi è andato via e attendono fiduciosi altri segni di amore di Dio dalla presenza del Sacerdote appena arrivato. Forse dovremmo ricordare di più che il Vangelo continua a raggiungerci ed a salvare le nostre vite, soprattutto grazie a tanti preti e cristiani che, mettendo Gesù al centro della propria esistenza, non senza sacrifici, si sono preoccupati di “fare squadra” perché la Parola di Dio potesse correre, essere glorificata (cfr. 2Ts 3,1) e continuare a recare speranza al mondo."""
+ Mons. Valentino Di Cerbo

PIEDIMONTE MATESE. Noto imprenditore nel settore dei taglia boschivi, incappa nelle maglie della Guardia di Finanza. Sequestrati beni per 700mila euro!

L'uomo opera con la sua azienda prevalentemente nel periplo del Matese. Secondo l'accusa ha omesso di dichiarare al fisco ricavi per oltre un milione e mezzo di euro...
I finanzieri di Agnone hanno condotto un' indagine fiscale nei confronti di un imprenditore di Bagnoli del Trigno, A.T. 50enne, originario di Piedimonte Matese in provincia di Caserta ed operante nel settore dei tagli boschivi accertando che l’impresa, vincitrice di diversi appalti concernenti interventi selvi colturali in boschi di proprietà comunale e di altri enti locali, non aveva contabilizzato gli incassi derivanti dalle vendite del materiale legnoso ottenuto dai tagli boschivi, omettendo di dichiararle al Fisco. Inoltre l’imprenditore per evitare la ricostruzione del volume d’affari realizzato negli anni, ha fatto sparire tutta la documentazione contabile. Complessivamente, la ditta bagnolese, negli anni 2011 e 2012, ha occultato al fisco ricavi per oltre un milione e mezzo di euro. Il responsabile dell’impresa, e’ stato deferito all’Autorità Giudiziaria di Isernia per i reati di “occultamento e/o distruzione di documentazione contabile” e “omessa dichiarazione”, con contestuale richiesta di sequestro preventivo dei beni, anche per equivalente, fino alla concorrenza di 700mila euro, corrispondenti alle imposte evase.

ROCCAMONFINA. Vicenda arresto del sindaco Letizia tari. Parla il suo legale, l'avvocato Gianluca Di Matteo: "Ricorreremo in ogni caso in Cassazione."

Nell'attesa di acquisire la motivazione della decisione del Tribunale del Riesame, la difesa è già pronta a ricorrere in Cassazione”. Il professionista è deciso a portare la tesi difensiva della sua assistita che si proclama estranea ai fatti...
L’avvocato Gianluca Di Matteo, si prepara a ricorrere in Cassazione per la difesa della sua assistita Letizia Tari (nella foto). “Sussistenza della gravita indiziaria per il delitto di corruzione, i giudici pur escludendo l’art 7 della legge 203/91, a carico della mia assistita Letizia Tari, hanno commutato l’arresto in carcere alla misura restrittiva degli arresti domiciliari presso la residenza in Via Torano del Comune di Roccamonfina. Nell'attesa di acquisire la motivazione della decisione del Tribunale del Riesame, la difesa è già pronta a ricorrere in Cassazione”. Questo il commento dell’avvocato Gianluca Di Matteo, difensore di fiducia della Tari che, ieri mattina nel dibattimento conseguito brillantemente, è riuscito a portare a termine l’obiettivo prefissatosi ossia quello di consentire alla propria cliente di poter lasciare il carcere. All’udienza era presente anche l’altro avvocato Gabriele Gallo, il quale non ha potuto fare altro che ascoltare le parole esaustive del suo collega Di Matteo che, con un arringa degna di un principe del Foro, ha conseguito l’ennesimo successo personale e professionale. Il trasferimento della Tari, è avvenuto l’altra sera, dopo che i responsabili della casa circondariale hanno provveduto ad espletare tutte le formalità del caso. I Carabinieri della Compagnia di Sessa Aurunca, agli ordini del Capitano Antonio Ciervo, in particolare quelli della locale Stazione di Roccamonfina di cui è Comandante Pietro Salvo, sono chiamati ad espletare i controlli dettati dalla prescrizione inerente gli arresti domiciliari inflitti alla Tari, infatti la stessa non può assolutamente uscire di casa; non può sentire o vedere nessuno al di fuori dei familiari residenti nella sua stessa casa. I giudici del Tribunale del Riesame di Napoli, ieri mattina pur accogliendo la difesa discussa egregiamente dall’avvocato Gianluca Di Matteo di Sessa Aurunca che, è riuscito a fare escludere l’articolo 7, hanno ritenuto procedere per i gravi indizi relativi al reato di corruzione, contestato alla Tari, dai Magistrati Luigi Landolfi, Giovanni Conzo e Annamaria Lucchetta che si stanno occupando dell’inchiesta partita a seguito dello scandalo Asl di Caserta che, ha portato all’arresto di imprenditori, politici ed amministratori. 
Anna Izzo

QUESTIONE ASI. Interviene la Senatrice Rosaria Capacchione: "Abbiamo perso un'occasione unica per dimostrare la volontà di cambiamento!"

Una bocciatura che riguarda l’Asi di Terra di Lavoro, di cui ci stiamo occupando oggi, ma anche altri enti simili che già da tempo, in altre realtà territoriali, coma la Basilicata o la Sicilia, hanno avviato le procedure per la definitiva dismissione...
Una scelta sbagliata - Una premessa e una domanda: l’Asi nasce per promuovere e progettare una via per lo sviluppo industriale del territorio, indicando una strada e una scaletta di priorità capaci, l’una e l’altra, di indirizzare scelte di programma capaci di creare occupazione e ricerca; ma, negli anni, ha tradito il suo mandato, fallendo sia nei programmi sia negli indirizzi e trasformandosi, con differenti responsabilità, in un carrozzone gestito al solo fine di convogliare finanziamenti che non hanno creato né sviluppo né occupazione, diventando esclusivo pretesto per la gestione, che peraltro si è rivelata fallimentare per le casse pubbliche, di un ente inutile e la spesa di risorse che avrebbero dovuto essere impiegate in ben altra maniera. Una bocciatura che riguarda l’Asi di Terra di Lavoro, di cui ci stiamo occupando oggi, ma anche altri enti simili che già da tempo, in altre realtà territoriali, coma la Basilicata o la Sicilia, hanno avviato le procedure per la definitiva dismissione. Valutazione fatta già da anni anche dal Pd della Campania che, in più occasioni, ne ha proposto la chiusura. In questo contesto, la scelta fatta dal Pd provinciale di Caserta di farsi parte attiva nella nomina dei nuovi organismi dirigenti dell’Asi è anacronistica e non è condivisibile sul piano politico e gestionale. Dal punto di vista politico non è comprensibile l’apparentamento con Forza Italia, partito che ha rappresentato e continua a rappresentare interessi e posizioni nella società di Terra di Lavoro non sovrapponibili a quelli del popolo e dei militanti del Partito Democratico. Il Pd è nato per rinnovare contenuti e metodi dell’azione di rappresentanza e di governo e per trasformare la società, e tale compito è tanto più urgente nella nostra provincia. L’impoverimento del tessuto produttivo, l’assenza di crescita economica e il mancato inserimento di centinaia di migliaia di giovani e donne nel mercato del lavoro sono stati senz'altro favoriti, in questa provincia, da una gestione della cosa pubblica lassista, priva di etica, che ha sprecato risorse e opportunità per favorire clientele e malaffare. Tutto ciò non consente alcuna condivisione con le forze politiche che in questi ultimi anni hanno così mal gestito gli interessi di Terra di Lavoro. Tale preoccupazione è ancor più acuita dalle note vicende che hanno interessato e interessano molti gangli della Pubblica Amministrazione, partendo dalle aziende sanitarie e finendo a molti enti locali, con evidenti infiltrazioni della camorra nella gestione attraverso appalti e affidamenti di lavori a imprese che non hanno mai nascosto il proprio interesse per le aree industriali e per la loro eventuale vendita o un proficuo cambio di destinazione d’uso. Quindi la domanda: perché avallare l’esistenza in vita dell’Asi di Terra di Lavoro? 
La questione morale - La questione legalità - e il caso recentissimo dell’indagine su Roma capitale ne è la dimostrazione - diventa il discrimine obbligato per la collocazione politica del Pd, con nettezza e senza tentennamenti, per garantire le condizioni minime per lo sviluppo e la crescita del nostro territorio. Che, lo ricordiamo, sta anch'esso pagando il prezzo delle commistioni tra classe politica e camorra proprio nella gestione di enti strumentali e di comparti influenzati dalle varie emergenze che affliggono questa regione: dai rifiuti all'occupazione. Con il voto espresso in occasione dell’assemblea Asi si è, dunque, persa un’occasione. Il declamato rinnovamento non ha certo riguardato la formula politica e le alleanze in seno al consiglio di amministrazione, che ha seguito nella sua composizione una logica spartitoria in perfetta continuità con quanto si era inteso condannare della precedente gestione, per cui anche le professionalità espresse non possono essere valutate al di fuori di questa prioritaria cornice politica. Cda che, vale la pena di sottolinearlo, si è insediato sotto l’alea di una grave illegittimità: l’Anac, nel 2013, aveva già chiarito che i sindaci, di qualunque Comune, anche di poche centinaia di abitanti, non possono far parte degli organismi di gestione degli enti strumentali. Gravi, inoltre, risultano le argomentazioni di chi, tra noi, giustifica quanto accaduto facendo riferimento a un accordo quadro tra le forze politiche provinciali per il governo di tutti gli enti strumentali. E ancor più ingiustificabile è il maldestro tentativo di attribuire valutazioni di merito politico agli amministratori locali, tra l'altro non tutti appartenenti al Partito Democratico: una cosa è l'autonomia nelle scelte gestionali, altra è l'intestazione delle linee politiche. Chi dalla linea politica che, lo ribadiamo - e lo ha ribadito lo stesso Matteo Renzi nell'assemblea di domenica - mette la questione morale al primo posto, con la cesura netta e irreversibile rispetto alle tentazioni affaristiche di talune componenti dello stesso partito, non dovesse sentirsi rappresentato non è obbligato a militare nel Pd. 
Le prospettive - Per operare una seria discontinuità bisogna rivedere profondamente la funzione degli enti strumentali e avviare una seria verifica della loro utilità. Da questo punto di vista appare chiaro anche a un osservatore distratto di quanto questi luoghi siano stati improduttivi di scelte strategiche in grado di tutelare un interesse collettivo, nel caso dell’Asi la promozione dello sviluppo industriale. Dire che vanno aboliti non basta, anzi risulta un’affermazione vuota di significato e contraddittoria, essendo la continuità con il passato non nei nomi (o almeno non in tutti i nomi) ma nel metodo consociativo che ha impropriamente avallato il ruolo autonomo di alcuni sindaci, iscritti o meno al partito, in rappresentanza dell’intero Pd provinciale. Segnali di questa male interpretata autonomia già si erano visti in occasione di altre decisioni simili degli ultimi mesi (una per tutte, a livello regionale, le nomine Gori), e forse hanno incoraggiato a proseguire sulla stessa strada, fino al disastro attuale. Tutto ciò rivela una carenza di direzione strategica preoccupante, in un’assenza perdurante di confronto e condivisione. E in questa occasione qualcuno ha inteso portare avanti il suo disegno, e su quell'accordo ha scelto di forzare la mano, nonostante la contrarietà di ben sette componenti della segreteria provinciale. A posteriori si può affermare ciò che si vuole circa le intenzioni e le motivazioni di chi era contrario, ma alla fine contano gli atti. E l’atto della votazione è un fatto da superare, per non impantanare il Partito Democratico in una questione che altrimenti rischia di avere rilevanti riflessi anche sulle imminenti elezioni regionali. Pertanto, alla luce di quanto espresso la conseguenza unica possibile è quella del ritiro della presenza del Pd dagli organi di gestione dell’Asi senza infingimenti e con determinazione; l'impegno da parte della rappresentanza politica del PD ad assumere tutte le iniziative, anche legali, per l'azzeramento della situazione; una chiara ed inequivocabile presa di posizione dei vertici del partito di completa distanza da quanto accaduto, così come già assunto dalla segreteria regionale, al fine di consentire il riposizionamento della prassi del Partito Democratico nel naturale alveo della legalità e della trasparenza. 
Sen. Rosaria Capacchione