mercoledì 23 luglio 2014

SAN POTITO SANNITICO. Gianluca Pascarella per l'arresto di Giggino a Purpetta solleva la questione morale e si dimentica di Enrico Fabozzi

Come ovvio che sia, ognuno guarda alla parte politica e soprattutto alle disgrazie che avvengono nei "giardini altrui" dimenticando che in casa propria... ngè mal!!!
E’ Gianluca Pascarella del Partito Democratico a prendere la parola dopo la notizia della richiesta di misura cautelare dell’Antimafia nei confronti dell’ex presidente della provincia e deputato di Forza Italia, Luigi Cesaro, trasmessa alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati. 
“Gli accadimenti e gli arresti di questi giorni siano un monito, anche per il PD per la scelta della futura classe dirigente. Apriamo una profonda questione morale per riflettere su ciò che è stato e ciò che dovrà essere dei nostri territori, della nostra provincia, della nostra regione. Bonifichiamo la classe dirigente di questa terra. Mai più il collaudato metodo feudale dei benefici e dei territori assegnati ad una vasta clientela di vassalli e valvassori che ha avviato negli ultimi anni un processo di volgarizzazione della cultura politica meridionale. Non più clientelismi, non più ingiustizie ma giustizia, non più malaffari ma “affari” per i cittadini, i nostri territori, per il Mezzogiorno, per il Paese e l’Europa stessa. Mai più giornate buie come oggi, mai più giornate buie per questa terra già troppo mortificata, spogliata di valori e rappresentanza. Cogliamo questo momento – conclude l’esponente del Pd da sempre in prima linea a sostegno del progetto di rinnovamento di Matteo Renzi- come una grande opportunità nei confronti dei cittadini di questo territorio che hanno nelle loro mani il più efficace degli strumenti: la libertà di scegliere da chi farsi rappresentare”.
CAIAZZO RINASCE: Con tutto il rispetto dovuto a Gianluca Pascarella, che è uno dei politici emergenti della nostra provincia e gli auguriamo ogni bene, ma le questioni morali o le si sollevano sempre oppure mai. Se vogliamo buttarla sulla moralità, gli vogliamo solo ricordare che Giggino a Purpetta ha fatto affari anche con rappresentanti del suo partito, tutt'oggi ancora in sella. Per non parlare dell'affaire Malinconico e di tanti altri "piddini" della prima ora citati (Natalizio - Bassolino etc. etc. etc.). Per cui caro Gianluca, non bisogna avere una visione a 180 gradi ma a 360 se uno vuole erigersi a "moralizzatore". Abbi quindi il coraggio di parlare anche dei malaffari del Pd, partendo anche dai presunti "brogli" in occasione delle primarie, laddove a Napoli avete fatto votare anche e addirittura i cinesi. Praticamente i "comunisti" li avete importati dal loro paese di origine...
Nella foto un simpatico Gianluca Pascarella con gli occhi ricoperti da una fettina di...prosciutto!

PIEDIMONTE MATESE. Dai botti sparati per Cosentino, passando per gli arresti eccellenti di Romano, Polverino e Scialdone che gironzolavano spesso nel Matese, alla richiesta di arresto per Cesaro. E' iniziato il "tracollo" di Forza Italia

L'indimenticabile sfarzo per il plurindagato Nicola Cosentino è ancora ben impresso nella mente dei matesini. Botti e Hurrà, tre mesi prima che se lo "portavano". Polverino omni presente a Piedimonte Matese, soprattutto nelle campagne elettorali e Paolo Romano che ha fatto si che l'attuale presidente del Parco Regionale Umberto De Nicola fosse nominato. Per Scialdone e la gestione del C.U.B. e delle società satelliti ad esso collegate è storia nota. I magistrati stanno smantellando il cerchio magico di Forza Italia in Campania...e non finisce qui!
Il tracollo di Forza Italia parte laddove ebbe inizio la sua ascesa, ovvero dalla Campania. Con la richiesta di arresto del deputato Luigi Cesaro, conosciuto in tutta Italia con l'appellativo di "Giggino a' Purpetta" - accusato negli anni 80' di essere vicino al boss Raffaele Cutolo, tanto da esserne diventato anche l'autista personale - per il partito oramai nelle mani della "Calippo Girl" Francesca Pascale, fidanzata di Re Silvio, è partito il conto alla rovescia. Adesso bisognerà capire se riuscirà a restare in piedi almeno fino alle prossime elezioni regionali, oppure il tracollo sarà quasi immediato. Infatti venendo meno Cesaro, anche il suo factotum messo alla guida di Forza Italia in Campania, Domenico De Siano, perde il suo personale paracadute. E Pascale o non Pascale, "lì voti" si conquistano sul campo, soprattutto chi sui campi della Campania ha voce in capitolo nell'economia e nella gestione 'florida' del potere finanziario. Nel giro di pochi, pochissimi mesi, magistrati hanno dovuto sopperire, come al solito, alla politica eliminando dallo scenario personaggi che definire "discussi" è un vero e proprio eufemismo. Dai botti sparati a Piedimonte Matese, tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013 per Nicola Cosentino, che di lì a poco sarebbe finito a Secondigliano (in carcere), passando per gli arresti di Alfonso Papa, Angelo Polverino, Paolo Romano, Antonio Scialdone che con la sua signora Pontillo creò il partito Adp (Alleanza di Popolo o una cosa del genere...) che qui a Piedimonte Matese vide candidato alle ultime provinciali anche un certo Franco Iannotta, fratello dell'attuale assessore comunale Marcellino, il cerchio magico di Forza Italia in Campania è stato letteralmente scardinato. E stante alcune indiscrezioni, l'opera dei magistrati non sarebbe finita qui. Resta solo una riflessione da fare: Chi ha votato questi soggetti? Chi ha appoggiato la loro politica? Intanto tornando ad oggi ecco il comunicato stampa della Procura in merito alla richiesta di "Giggino a Purpetta" 
IL COMUNICATO DELLA PROCURA: Nelle prime ore della mattinata odierna, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Caserta, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso in turbata libertà degli incanti ed illecita concorrenza con violenza e minaccia aggravati dall’aver agevolato il clan “dei casalesi” – fazione Bidognetti (art. 110, 81, 513 bis e 353 c.p. aggravata art. 7 D. L. 152/91). L’indagine, avviata nel novembre 2008, ha acclarato l’esistenza di una collaudata e duratura connivenza di alcuni dei massimi esponenti della criminalità organizzata locale (quali BIDOGNETTI Raffaele, figlio del noto BIDOGNETTI Francesco detto Cicciotto ‘e Mezzanotte, capo indiscusso di una delle più importanti fazioni del clan “dei casalesi”) con esponenti e funzionari di una locale amministrazione comunale (Comune di Lusciano), e con soggetti di elevata statura imprenditoriale, complicità finalizzata a garantire agli imprenditori compiacenti, previo illecito guadagno da parte di tutti i soggetti interessati, l’aggiudicazione di gare d’appalto (o di assegnazione di lavori pubblici attraverso altre procedure) violando il rispetto delle più elementari norme di lecita concorrenza e di procedura di assegnazione degli appalti e delle commesse pubbliche. L’indagine rappresenta uno dei filoni che sono scaturiti dalle dichiarazioni di GUIDA Luigi, collaboratore di giustizia, che è stato il reggente del clan Bidognetti fra il 2000 ed il 2005 ed in questa veste ha tessuto i rapporti con esponenti della politica e dell’imprenditoria nella provincia di Caserta, ed in particolare nei territori controllati dal suo gruppo criminale, come Castelvolturno, Villa Literno, Lusciano, Parete e Casal di Principe. Le sue dichiarazioni hanno già trovato riscontro nel processo ed. Normandia che ha condotto alla condanna, anche in appello, per concorso esterno in associazione camorristica, di Nicola Ferraro, già consigliere regionale, e collettore dei rapporti fra il clan e la politica. Le informazioni del collaboratore sono state poi utilizzate nei processi nei confronti dei Sindaci di Castelvolturno e di Villa Literno, ancora in fase di giudizio di primo grado. Di estrema rilevanza sono le risultanze scaturite dall’attività investigativa, supportata da acquisizione di documentazione amministrativa nonché di attività tecnica di intercettazione telefonica ed ambientale, effettuata anche in uffici pubblici del Comune di Lusciano (CE), corroborata da dichiarazioni di collaboratori di giustizia, che hanno consentito di: - dimostrare la connivenza della criminalità organizzata locale con l’apparato politico -amministrativo luscianese che estrometteva volontariamente imprenditori edili dalle principali gare d’appalto – tra cui i lavori del P.I.P. – relative alla realizzazione di opere pubbliche da compiersi nel Comune di Lusciano poiché già destinate illecitamente proprio a ditte indicate dal clan camorristico locale. - accertare l’illecita agevolazione per l’aggiudicazione della gara relativa alla concessione per la progettazione, la costruzione e la gestione delle opere nella zona del P.I.P. – del Comune di Lusciano, dell’impresa “CESARO COSTRUZIONI GENERALI” di Sant’Antimo (CE), di proprietà dell’omonima famiglia di noti imprenditori casertani a cui appartiene anche l’On. Luigi Cesaro, attualmente deputato della Repubblica, tra i destinatari del provvedimento insieme ad altri due suoi fratelli. Le indagini hanno evidenziato la volontà del clan “dei casalesi” di attribuire il già citato remunerativo appalto all’impresa “CESARO”, che ha effettivamente poi ottenuto l’aggiudicazione della gara violando in maniera evidente e consapevole le norme di legge che regolano le procedure di controllo ed aggiudicazione degli appalti. L’intervento della criminalità organizzata, in tal senso, si è concretizzato attraverso una serie di azioni volte a turbare il regolare andamento della gara, arrivando finanche a disporre, per volere del clan, la sostituzione del capo Ufficio Tecnico del comune di Lusciano con un soggetto ritenuto più capace di garantire il perseguimento degli illeciti interessi perseguiti. L’impresa dei fratelli Cesaro poi, dopo essere stata dichiarata vincitrice della gara nel giugno del 2004, ha più volte sollecitato il Comune di Lusciano, minacciando anche di procedere a rivalsa di natura economica, per farsi affidare l’area delle operazioni per iniziare i lavori. I Cesaro, venuti a conoscenza della acquisizione documentale operata dalla polizia giudiziaria presso il Comune di Lusciano e dopo la pubblicazione di stralci delle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia, hanno rinunciato all’affidamento dei lavori. Rilevanti, ai fini di prova dell’ipotesi accusatoria, appaiono le dichiarazioni di Vassallo Gaetano e di Guida Luigi che hanno ricostruito un incontro dell’onorevole Luigi Cesaro con capi ed affiliati del clan Bidognetti per discutere della vicenda; anche il collaboratore di giustizia Diana Tammaro ha riferito in ordine al patto fra il clan ed i fratelli Cesaro. - evidenziare le agevolazioni realizzate dagli amministratori comunali a favore dell’impresa “CESARO” anche per un bando relativo alla progettazione esecutiva, la costruzione e la realizzazione di un centro sportivo nel Comune di Lusciano, ai danni delle altre imprese interessate tra cui quella di un imprenditore che successivamente ha anche inteso collaborare con la giustizia. Il Gip ha rigettato le richieste del pubblico ministero di arresto di altri sette indagati per carenza di attuali esigenze cautelari

PASTORANO. Sequestro record della Guardia di Finanza nei confronti di Nicola Palladino, il re del cemento. Sotto chiave beni per un valore di quindici milioni di euro!

Gli accertamenti eseguiti hanno permesso di raccogliere sufficienti indizi per ritenere che Palladino fosse un imprenditore organicamente inserito nel “clan dei Casalesi”, quale braccio imprenditoriale delle famiglie Schiavone e Zagaria...
Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere riguardante beni, aziende e disponibilità finanziarie riconducibili a Nicola Palladino, imprenditore 58enne dell’agro caleno, attivo nel settore della produzione e vendita di calcestruzzo ed in quello della costruzione ed alienazione di immobili. L’operazione costituisce l’esito di indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, che incaricava il G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli di svolgere specifici approfondimenti investigativi circa la situazione patrimoniale del citato imprenditore. Gli accertamenti eseguiti hanno permesso di raccogliere sufficienti indizi per ritenere che Palladino fosse un imprenditore organicamente inserito nel “clan dei Casalesi”, quale braccio imprenditoriale delle famiglie Schiavone e Zagaria. Numerose e convergenti, in tal senso, sono anche risultate le dichiarazioni di vari collaboratori di giustizia. Proprio grazie al vincolo con il clan, nel tempo l’imprenditore aveva assunto nella provincia di Caserta una posizione preminente nel mercato della commercializzazione del calcestruzzo, unitamente ad altre imprese operanti nel medesimo settore, anch'esse riconducibili al predetto sodalizio. Infatti, attraverso tale “cartello” di società, tra cui la “CLS s.r.l.” di Pastorano (sottoposta a sequestro in quanto riconducibile al PALLADINO), il clan riusciva a influenzare, a proprio vantaggio, il prezzo di vendita del prodotto e, nel contempo, ad aggiudicarsi le forniture per importanti opere nel settore degli appalti pubblici. Parallelamente, PALLADINO versava al clan, periodicamente, somme di denaro a titolo di contropartita dei benefici economici ottenuti grazie all'aggiudicazione delle forniture. Nel corso delle investigazioni sono stati accertati, altresì, rapporti di frequentazione, per motivi conviviali e di lavoro, dell’imprenditore e dei sui diretti familiari con personaggi di spicco del “clan Belforte” di Marcianise (sodalizio ritenuto subordinato a quello casalese). In definitiva, come emerge dall’eseguito decreto del Tribunale sammaritano, l’imprenditore in argomento può essere inquadrato nella figura dell’“imprenditore colluso”, ossia di colui che è entrato in un “rapporto sinallagmatico con la cosca tale da produrre vantaggi per entrambi i contraenti, consistenti per l’imprenditore nell’imporsi nel territorio in posizione dominante e per il sodalizio criminoso nell'ottenere risorse, servizi o utilità”. Le indagini economico-patrimoniali svolte hanno permesso di appurare, conclusivamente, come Nicola PALLADINO e i suoi più stretti congiunti abbiano accumulato, nel corso del tempo, un patrimonio (costituito da beni mobili, immobili, aziende e disponibilità finanziarie) assolutamente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati od alle attività economiche lecite poste in essere. Accogliendo la proposta avanzata dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, il Tribunale di Santa Maria C.V., in data 9 luglio 2014, ha pertanto emesso apposito decreto di sequestro di prevenzione, ai sensi degli articoli 18 e ss. del D.Lgs n. 159/2011 (Codice Antimafia), nei confronti di PALLADINO e dei suoi familiari. Il sequestro eseguito ha riguardato i seguenti beni: 3 società, con relativi patrimoni aziendali; 2 ditte individuali; quote societarie di 3 società; 36 fabbricati; 3 terreni; 36 automezzi; 12 rapporti bancari, per un valore complessivo stimato a circa 15 milioni di euro.

ORDINE DI CUSTODIA CAUTELARE PER LUIGI CESARO. Depositato alla Camera dei Deputati questa mattina dai Carabinieri della DDA

Stessa procedura adottata per Galan e Cosentino. Giggin' a' purpett' rischia di finire in galera entro settembre. Tremano i colletti bianchi della Campania... 
Una richiesta di arresto nei confronti del deputato di Forza Italia Luigi Cesaro, ex presidente della Provincia di Napoli, è stata inviata alla Camera dei Deputati dalla Dda di Napoli. Cesaro è al centro di un'inchiesta su presunte irregolarità nella concessione di appalti del Comune di Lusciano (Caserta) a ditte legate al clan dei Casalesi. L'inchiesta si basa, in particolare, sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Luigi Guida, che ha guidato per lungo tempo la fazione Bidognetti del clan dei Casalesi. Secondo l'ipotesi accusatoria, numerosi appalti pubblici sono stati assegnati illegalmente a ditte vicine al clan, con l'estromissione forzata di imprese concorrenti. Tra gli appalti sospetti c'è quello per la costruzione di un impianto sportivo a Lusciano. Nell'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto di Napoli Giuseppe Borrelli e dai sostituti Antonello Ardituro, Giovanni Conzo, Marco Del Gaudio e Cesare Sirignano, sarebbero coinvolti ex amministratori pubblici, l'ex consigliere regionale Nicola Ferraro e alcuni fratelli del deputato Luigi Cesaro.
SUL SUO CAPO PENDEVA L'ORDINE DI ARRESTO DA DUE ANNI!!!

CAIAZZO. E' Stato un vero e proprio "Fantastic Day" con l'Agenzia di Spettacolo di Paul Tascillo che si è impegnato nell'organizzazione in occasione dell'arrivo di Hugo Maradona in città

L’Agenzia con i numerosi eventi che sta organizzando sul territorio sta diventando sempre di più punto di riferimento non solo nell'alto casertano ma anche al di fuori della provincia di Caserta. Durante le tre serate caiatine, i visitatori della Fiera hanno potuto assistere a degli spettacoli che hanno intrattenuto grandi e piccini con esibizioni di artisti di successo come il soprano di fama internazionale Elisabeth Hanna Heich, il duo musicale Guido Tazza – Teresa Mastroianni con la partecipazione della danzatrice del ventre Angelica Caiazzo e lo spettacolo di magia e illusionismo che ha lasciato senza fiato i presenti...
Grande successo di pubblico in Piazza Portavetere a Caiazzo venerdì 18, Sabato 19 e Domenica 20 Luglio grazie agli spettacoli organizzati in occasione della Fiera della Maddalena dall'Agenzia di Spettacolo Fantastic Day di Paul Tascillo. L’Agenzia con i numerosi eventi che sta organizzando sul territorio sta diventando sempre di più punto di riferimento non solo nell'alto casertano ma anche al di fuori della provincia di Caserta. Durante le tre serate caiatine, i visitatori della Fiera hanno potuto assistere a degli spettacoli che hanno intrattenuto grandi e piccini con esibizioni di artisti di successo come il soprano di fama internazionale Elisabeth Hanna Heich, il duo musicale Guido Tazza – Teresa Mastroianni con la partecipazione della danzatrice del ventre Angelica Caiazzo e lo spettacolo di magia e illusionismo che ha lasciato senza fiato i presenti. Sul palco allestito sotto il monumento dei caduti, il Maestro Lucio Maioriello ha allietato le orecchie degli amanti della musica con il suo repertorio che ha spaziato dalla musica classica alla moderna. Fantastic Day non ha sottovalutato l’intrattenimento per i più piccini, infatti, durante le tre serate trampolieri, animatrici e mascotte della Disney hanno fatto divertire i bambini. Anche l’aspetto estetico non è stato sottovalutato dall’Agenzia in quanto grazie agli effetti psichedelici del service Valentino e Maisto e grazie alla collaborazione dell’atelier Formichella e la Beauty Nails Accademy di Rosaria Grieco con la partecipazione della referente caiatina Antonietta Almaviva hanno presentato la realizzazione del trucco sposa e fatto sfilare modelle dell’agenzia in abito nuziale. Grazie al servizio di noleggio auto l’ospite d’onore del Museo allestito dal Club Napoli Caiazzo, Hugo Maradona, fratello di Diego, è stato accompagnato lungo il tragitto che ha attraversato il centro storico dalla Excalibur esposta per l’occasione della Fiera accompagnato dalle Hostess del team Fantastic Day. Insomma, un regalo che Fantastic Day ha voluto fare ai visitatori della Fiera per proporre parte dei servizi che può mettere a disposizione, infatti l’agenzia promette di allestire prossimamente altri eventi che possano attirare a Caiazzo turisti in cerca di sano divertimento in modo da far conoscere il paese e le sue naturali bellezze e potenzialità.

FORMICOLA. Torna al culto la Chiesa parrocchiale di Santa Cristina. Terminato il restauro durato un anno

Il programma prevede la celebrazione della Messa, alle ore 18.30, presieduta dal Vescovo della Diocesi di Alife-Caiazzo Mons. Valentino Di Cerbo. A seguire la relazione tecnica del restauro con gli interventi del Vescovo; del parroco di Formicola Mons. Alfonso Caso; del responsabile dell’Ufficio diocesano Arte Sacra e Beni Culturali don Antonio Sasso; e degli architetti che hanno seguito il restauro dell’edificio: Gaetano D’Alessio, Amedeo Giordano, Gianmarco D’Alessio...
Domani, Giovedì 24, a Formicola verrà riaperta al culto la chiesa parrocchiale di Santa Cristina dopo il restauro che per un anno ne ha impedito l’accesso ai fedeli. Per l’occasione sarà ricollocata nell’edificio sacro la tela dell’Annunciazione (1714, autore in corso di identificazione) presa in carico dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Caserta nel 2010 ed oggetto di accurato restauro oggi riconsegnata alla Parrocchia per il diretto interessamento del Sovrintendente dott. Salvatore Buonomo e della dott.ssa, funzionaria del settore storico artistico, Lucia Bellofatto. Il programma prevede la celebrazione della Messa, alle ore 18.30, presieduta dal Vescovo della Diocesi di Alife-Caiazzo Mons. Valentino Di Cerbo. A seguire la relazione tecnica del restauro con gli interventi del Vescovo; del parroco di Formicola Mons. Alfonso Caso; del responsabile dell’Ufficio diocesano Arte Sacra e Beni Culturali don Antonio Sasso; e degli architetti che hanno seguito il restauro dell’edificio: Gaetano D’Alessio, Amedeo Giordano, Gianmarco D’Alessio. Presente all’evento l’Impresa esecutrice Mastio Restauri S.r.l (Telese Terme). Il restauro della chiesa, progettato nel 2011, è stato approvato e finanziato nello stesso anno dalla Conferenza Episcopale Italiana (con una compartecipazione della Diocesi e della Parrocchia) nell’ambito di quei progetti di conservazione periodicamente ammessi a finanziamento tra i beni artistici di proprietà delle Diocesi italiane. La chiesa di Santa Cristina risale ad una costruzione di inizio ‘700 completata in via definitiva – nell’edificio che si presenta oggi – solo nei primi anni del XX secolo anche se una prima datazione di cui si ha notizia risale al 1523. Il recente lavoro di restauro, ha reso necessari i seguenti interventi: revisione del sistema di coperture; realizzazione del nuovo sistema di smaltimento delle acque meteoriche;consolidamento e risanamento delle murature; ricostruzione parti mancanti fregi stucchi; rimozione rifacimento intonaci esterni ed interni ammalorati; pulitura del basamento della chiesa in pietra; rifacimento sagrato chiesa; rimozione e sostituzione di infissi con vetrocamera e vetro bassi emissivi a taglio termico;stuccattura e tinteggiatura. Per la presentazione dei lavori in programma giovedì sono state stampate tre cartoline raffiguranti la facciata, l’interno e la tela dell’Annunciazione; su di esse verrà apposto l’annullo filatelico concesso da Poste Italiane: realizzazione resa possibile grazie alla collaborazione del partner solution Mapei, fornitore anche dei prodotti utilizzati per i lavori.

ROCCAROMANA. Si animano le serate del piccolo Borgo del Monte Maggiore. Al via la tre giorni in onore del grano. Appuntamento domenica, lunedì e martedì prossimo in Contrada Schiena

Una kermesse che ha lo scopo di far conoscere soprattutto ai più giovani, come avveniva un tempo la mietitura del grano. Da qui l'iniziativa "C'era una volta..."
L’associazione “C’era una volta” con il patrocinio del Comune di Roccaromana organizza la prima edizione di “Andiamo a mietere il grano”. Un tour di tre serate atte a rievocare la mietitura e la trebbiatura nei campi, e a riscoprire i sapori delle pietanze contadine di una volta consumate proprio in occasione della raccolta del prezioso e indispensabile cereale. La manifestazione si svolgerà il 27, 28 e 29 luglio a Santa Croce di Roccaromana, in località Contrada Schiena. Alle ore 19 ci sarà la rievocazione della trebbiatura del grano ed esposizione di trattori e macchine agricole d’epoca e moderne. Alle ore 20.30 ci sarà l’ apertura degli stand gastronomici con pietanze contadine di una volta a cura dello chef Girolamo Di Fusco. Le serate saranno allietate dai gruppi folkroristico –popolari.

TRAGEDIA IMMANE SU UN CAMPO DI CALCETTO!!! Muore a nove anni un bambino colto da improvviso malore

Morire a 9 anni per una partita di calcetto. Un bambino è stato colto da malore nel bel mezzo della partita che stava giocando con i suoi amici...
Morire a 9 anni per una partita di calcetto. E’ successo a Villa Literno, dove un bambino è stato colto da malore nel bel mezzo della partita che stava giocando con i suoi amici. Suo padre lo ha immediatamente soccorso ma la corsa è stata inutile: si è spento poco dopo l’arrivo Pineta Grande di Castel Volturno. I sanitari hanno tentato di rianimare il bambino, ma dopo mezz'ora hanno dovuto constarne il decesso. La salma sarà traslata presso l’istituto di medicina legale di Caserta per l’esame autoptico, a disposizione dell’autorità giudiziaria, informata dell’accaduto dalla stazione dei carabinieri di Villa Literno.

CAIAZZO. Scandalo Cantile e arresto di Amedeo Fasulo. Il legale di un imputata assolta ci scrive/LA LETTERA

Si è celebrato il primo processo a carico degli imputati nel processo Cantile, tra i quali figura anche Amedeo Fasulo, caiatino doc e fratello dell'ex assessore comunale alle attività produttive Angelo. Il legale della signora Bovenzi assolta subito precisa...
Proprio in questi giorni presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si è celebrata l’udienza preliminare per il “caso Cantile”, udienza conclusasi con il rinvio a giudizio di tutti gli indagati. Il caso come si ricorderà riguardava un brutta storia di adulterazione della mozzarella costellata da una serie di contestazioni penalmente rilevanti compresa l’associazione per delinquere. Quando la vicenda ebbe inizio , seguita anche da un ampio clamore mediatico, tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare vi era anche un giovane donna, Bovenzi Clorinda, che lavorava come segretaria presso il caseificio di Cantile.
La donna venne sottoposta agli arresti domiciliari insieme agli altri indagati. Fortunatamente in soli due mesi Bovenzi Clorinda è riuscita a dimostrare la propria totale estraneità ai fatti contestati e anche grazie all'annullamento del provvedimento di arresto innanzi al Tribunale per il riesame di Napoli, lo stesso P.M., che aveva chiesto ed ottenuto l’arresto della donna , ha chiesto l’archiviazione senza neppure domandarne il rinvio a giudizio innanzi al G.U.P.. L’Avvocato Salvatore Piccolo, solitamente restio a commentare provvedimenti giudiziari, che ha difeso la sig.ra Bovenzi Clorinda dal momento dell’arresto ad oggi, ha spiegato come il caso in questione rappresenta perfettamente l’esempio di come il sistema giudiziario, quando ben usato, dimostri di funzionare anche con tempi rapidi.
Non deve trarre in inganno la circostanza di fatto che lo stesso P.M.,che ha chiesto l’arresto, dopo qualche mese, ha chiesto l’archiviazione – ha spiegato il legale. Anzi tale condotta processuale del P.M., la dr.ssa Federica D’Amodio, rappresenta proprio un esempio di come un pubblico ministero debba condurre le indagini preliminari in presenza di condotte meritevoli di essere trattate con lo strumento della custodia cautelare.
Nel caso in esame la dr.ssa Federica D’Amodio che ha il merito di aver svolto un’inchiesta giudiziaria particolarmente delicata e complessa come quella del “caso Cantile”, si è accorta nel corso delle indagini preliminari, ad arresto già eseguito, di essere stata tratta in inganno, da quelle che sembravano evidenze istruttorie, e anche alla luce dell’esito favorevole per l’indagata Bovenzi del riesame ha deciso di chiedere l’archiviazione. Un provvedimento giusto che chiude, in solo due mesi, la vicenda processuale di una giovane donna mettendo fine a quello che ha avuto tutti gli estremi di un vero e proprio incubo. Basti pensare all’arresto eseguito di buon mattino, al successivo interrogatorio di garanzia, ed all'udienza del riesame. Nella prassi forense una vicenda come quella descritta non sempre si verifica e spesso anche un innocente , una volta subito un ingiusto arresto, subisce un lungo e tortuoso iter giudiziario attraverso processi che certamente non sono rapidi. Anzi quando l’innocente si trova coinvolto in una inchiesta con diversi indagati accade che risulta difficile per il P.M. distinguere le diverse condotte già nella fase preliminare anche per evitare che l’intera inchiesta possa risultare inficiata. Quando invece accade il contrario ovvero che lo stesso magistrato inquirente , melius re perpensa, decida di ripensare e domandare l’archiviazione rispetto ad una richiesta di arresto (ottenuta) solo pochi mesi prima, non si può fare altro che fare i complimenti al magistrato in questione , ribadire la fiducia nella magistratura ed anzi sottolineare come la fiducia fosse stata ben riposta sin dall’inizio anche quando si subiva una misura cautelare. Il sistema ha funzionato alla perfezione, avendo fatto emergere in soli due mesi elementi di non colpevolezza, così evidenti, da evitare all’indagato ( per 15 giorni sottoposto alla custodia cautelare) il processo e finanche l’udienza preliminare. Lo stesso magistrato ha potuto chiedere ed ottenere il rinvio a giudizio per tutti gli altri indagati.
L’avvocato difensore, al quale capita di trattare un caso del genere, deve avere la sensibilità di favorire per il proprio assistito una soluzione rapida ed efficace comprendendo anche le ragioni di un errore giudiziario quando la complessità e l’importanza di un’inchiesta giudiziaria portano a verificare condotte di decine di indagati e dove distinguere le posizioni da subito può essere un aspetto che solo l’ausilio dell’avvocato difensore può fare emergere.

PIEDIMONTE MATESE. Tavolo con i sindacati stasera per affrontare la crisi delle tre Comunità Montane della Provincia di Caserta

Per l’occasione interverranno anche i segretari provinciali di CGIL, CISL e UIL, rispettivamente Camilla Bernabei, Giovanni Letizia e Antonio Farinari. Il presidente della Comunità Montana del Matese, Fabrizio Pepe, ha convocato l’incontro alle ore 19.30, per dibattere insieme sulla continua declassazione del territorio...
Conferenza dei Sindaci convocata in Comunità Montana del Matese questa sera, con la presenza dei primi cittadini, presidenti della Comunità Montane di Santa Croce, di Monte Maggiore e del Parco del Matese. La volontà è quella di fare il punto della situazione sul progressivo processo di impoverimento istituzionale del comprensorio che ha preso piede da diversi mesi. Per l’occasione interverranno anche i segretari provinciali di CGIL, CISL e UIL, rispettivamente Camilla Bernabei, Giovanni Letizia e Antonio Farinari. Il presidente della Comunità Montana del Matese, Fabrizio Pepe, ha convocato l’incontro alle ore 19.30, per dibattere insieme sulla continua declassazione del territorio, attuata con la soppressione di importanti Uffici e Organismi, e per individuare strategie utili ad indirizzare una rinnovata attenzione sulle aree più interne della provincia di Caserta, e scongiurare così ulteriori soppressioni e privazioni a danno delle comunità locali, su cui ormai pesano sempre più disagi di carattere sociale ed economico. Saranno diversi i temi sui quali si dibatterà, a cominciare dalle questioni relative al sistema dei trasporti, la sanità, il mondo del sociale, gli organismi territoriali di interesse collettivo (come Inps e Agenzia delle Entrate), ma anche sugli effetti della riforma sulla razionalizzazione della spesa pubblica, e dei tagli alle risorse da parte del governo centrale.

PIEDIMONTE MATESE. Il Prefetto di Caserta, Carmela Pagano, convoca il sindaco del capoluogo matesino Vincenzo Cappello, sull'emergenza dell'Ambito C/4

L’incontro è stato programmato per la mattinata di giovedì 24 luglio, e vi prenderanno parte oltre, a Vincenzo Cappello e al Prefetto Carmela Pagano, rappresentanti della Regione Campania, responsabile dei lunghi ritardi nell'erogazione dei fondi agli Ambiti territoriali campani...
Il Prefetto di Caserta incontrerà il sindaco Vincenzo Cappello in merito alla grave crisi di risorse che sta pesando sull'Ambito sociale C4. E’ stato dunque accolto, così come notificato ieri dalla Prefettura, l’invito del presidente del Coordinamento Istituzionale e primo cittadino di Piedimonte Matese, comune capofila dell’Ambito, che solo pochi giorni fa ha sollecitato l’attivazione di un tavolo tecnico per affrontare con spirito collaborativo le problematiche che, trascinandosi da mesi, stanno mettendo seriamente a rischio il buon prosieguo dei servizi socio-assistenziali. L’incontro è stato programmato per la mattinata di giovedì 24 luglio, e vi prenderanno parte oltre, a Vincenzo Cappello e al Prefetto Carmela Pagano, rappresentanti della Regione Campania, responsabile dei lunghi ritardi nell'erogazione dei fondi agli Ambiti territoriali campani. E’ infatti l’Ente regionale che pur avendo ricevuto le risorse, cifra che tocca i 1.700.000 euro (Fondo per la non autosufficienza e Fondo Nazionale per le Politiche Sociali), ancora non ha provveduto alla liquidazione relativa ai servizi sociali resi negli anni 2011, 2012 e 2013. Una situazione che ha messo in allerta gli amministratori locali dei 31 comuni afferenti all'Ambito, e che provoca disagi non solo ai circa 1500 utenti che usufruiscono dell’assistenza, tra disabili, anziani, disagiati psichici; ma anche gli stessi lavoratori che da mesi non ricevono stipendio, avendo ben 15 mensilità arretrate. Vista la centralità che il sociale dovrebbe rivestire tra le scelte di un governo regionale, si è resa quindi necessaria la convocazione di una riunione che possa porre fine alle condizioni di incertezza vissute da cittadini e operatori, all’insegna di una sinergia istituzionale, ma anche per richiamare l’attenzione della Regione verso un territorio sempre più messo da parte dalle Istituzioni, con i cittadini a pagarne le conseguenze più tangibili. L’auspicio del sindaco di Piedimonte, che già ha sollecitato l’Ente regionale in più occasioni, è quello di riuscire in maniera collaborativa a risolvere un’emergenza che rischia di minare il sistema dei servizi sanitari e assistenziali del territorio.

NASCE OCCAM. Associazione "Omessessuli Cattolici Casertani e AMici". No all'omofobia pronta una lettera da consegnare al Santo Padre il prossimo 26 luglio a Caserta

Lo scopo di Occam è costituirsi come voce critica interna al mondo cattolico, principalmente in opposizione a quella parte di esso che sostiene l’assunto antiscientifico – nonché lesivo della dignità umana – che l’omosessualità sia una malattia e che le persone omosessuali debbano essere sottoposte alle cosiddette “terapie riparative”
L’associazione Occam nasce nell’occasione, particolarmente simbolica, della visita pastorale di S.S. Papa Francesco alla città di Caserta, prevista per il 26 luglio 2014, oltreché in reazione ai recenti convegni in tema di omosessualità tenutisi nel Seminario diocesano (tra l’altro con l’attiva partecipazione del Vicario Generale della Diocesi di Caserta Mons. Antonio Pasquariello e del Vescovo di Aversa S.E. Mons. Angelo Spinillo), «La trappola delle leggi anti-omofobia» e «Omofobia o eterofobia?»: convegni ambedue organizzati da Alleanza Cattolica e Giuristi per la Vita, e finalizzati alla propaganda di pregiudizi che l’associazione Occam recisamente deplora. Lo scopo di Occam è costituirsi come voce critica interna al mondo cattolico, principalmente in opposizione a quella parte di esso che sostiene l’assunto antiscientifico – nonché lesivo della dignità umana – che l’omosessualità sia una malattia e che le persone omosessuali debbano essere sottoposte alle cosiddette “terapie riparative”. Piú ampiamente, l’associazione sostiene la necessità che la Chiesa cattolica corregga la propria dottrina nel senso di ridefinire l’amore omosessuale come fenomeno pienamente rientrante nell’ordine naturale e divino. Esistono già molti gruppi di omosessuali credenti simili a questo, in Italia e nel resto del mondo. Occam intende operare in particolare nel territorio della provincia di Caserta, in dialogo costruttivo con le Curie e con il popolo dei fedeli delle sei diocesi locali (Arcidiocesi di Capua, Diocesi di Alife-Caiazzo, Diocesi di Aversa, Diocesi di Caserta, Diocesi di Sessa Aurunca, Diocesi di Teano-Calvi). La denominazione «Occam» vuole essere contemporaneamente l’acronimo di «Omosessuali cattolici casertani e amici» e un omaggio al filosofo cattolico Guglielmo di Occam (1285-1349), celebre per il principio metodologico noto come rasoio di Occam, alla base del pensiero scientifico moderno. La desinenza in -i ricorrente nella denominazione estesa non indica limitazione al genere maschile: «omosessuali» vale «gay e lesbiche». Sono logicamente incluse anche le persone di orientamento bisessuale. Inoltre, come «e amici» sottintende, la partecipazione è aperta a qualsiasi persona che pur non essendo né omosessuale, né cattolica, né casertana, condivida gli ideali di base dell’associazione. Per contattare quest’ultima, telefonare al 3477841695 o scrivere ad "associazione_occam@libero.it". Il primo atto ufficiale di Occam consisterà nella pubblicazione di una lettera aperta a S.S. Papa Francesco.

martedì 22 luglio 2014

PRATELLA. Arrestato il pluripregiudicato Domenico Adinolfi. Nonostante ai domiciliari continuava a spacciare droga. Coltivava la droga sul balcone!

Nonostante limitato nella libertà, a casa sua era un andirivieni. I Carabinieri lo hanno denunciato e chiesto l'aggravamento della misura cautelare...
Da alcuni giorni l’abitazione di un pluripregiudicato in regime di detenzione domiciliare, Domenico Adinolfi di anni 53, era particolarmente frequentata nonostante il particolare regime di limitazione della libertà a cui l’uomo doveva sottostare. Questa mattina i carabinieri della Stazione di Prata Sannita hanno deciso di procedere ad un controllo approfondito e dopo aver proceduto alla perquisizione dell’abitazione e delle sue pertinenze, rinvenivano su un balcone, abilmente mimetizzate tra altre piante di innocui fiori, due rigogliose piante di cannabis indiana. Le piante dell’altezza di circa un metro erano “amorevolmente” accudite dal pregiudicato che si trova in regime restrittivo della libertà per reati specifici in materia di stupefacenti. Dopo il sequestro delle piante, per l’uomo è scattata la denuncia alla Procura di Santa Maria Capua Vetere con richiesta di aggravamento della posizione nella considerazione che nonostante il regime detentivo l’uomo ha continuato nell’attività illecita, per cui sarebbe più opportuno un periodo di regime carcerario.

PIEDIMONTE MATESE/FORMICOLA. Disastro forestazione. Ci scrive un Operaio a tempo determina fornendo nome e cognome alla situazione attuale che è tremenda/LA LETTERA

Il nostro lettore affronta e spiega in cinque punti i malesseri che vigono tra gli operai a tempo determinato e a tempo indeterminato. Politica, Istituzioni. Sindacati e gli stessi lavoratori. E' tutto un "fottersene" del prossimo...
Questa la lettera giunta al nostro portale da un operaio a tempo determinato impiegato presso la Comunità Montana.
Chissà se siamo davvero giunti all’ ultimo atto della ormai dolente “commedia”sulla forestazione in Campania. Di certo siamo al tutti contro tutti. Enti contro enti nella corsa per aggiudicarsi i soliti fondi (straordinari EUROPEI) , operai a tempo determinato contro operai a tempo indeterminato nell’ elemosinare il numero di giornate lavorative e i soliti noti a temporeggiare nei loro uffici ovattati. DI CHI E' LA COLPA DI TUTTO QUESTO? Chi sono gli attori della commedia di cui sopra? Proviamo a fare il punto della situazione: 
Al primo posto troviamo la REGIONE, ebbene non si capisce ancora perché gli operai forestali ,tutti con lo status giuridico di addetti alle pubbliche amministrazioni ed enti delegati, non siano coperti da spesa annuale prevista nel bilancio regionale, come avviene per tutti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni e come recita la legge 11/96. 
Al secondo posto troviamo gli enti (Comunità Montane, Provincie etc. etc.) ebbene questi sanno solo piangersi addosso e scaricarsi responsabilità a vicenda, senza mai fare nulla di concreto per arrivare alla risoluzione del problema, se è vero che i soldi che arrivano sono fondi europei su cui sono previste procedure molto rigide per assegnarli, è pur vero che, le strutture tecniche-amministrative di questi fanno acqua da tutte le parti, e i vari progetti, le varie rendicontazioni, la gestione del personale ecc. subiscono dei rallentamenti molto discutibili, al limite della complicità istituzionale. Perché chi è deputato ai controlli non interviene con le procedure previste dalla legge? E cioè: commissariamento, rimozione di capi area, di funzionari negligenti, chiusura di uffici tecnici completi per incapacità ecc? 
Al terzo posto poi vi è la politica, tutti o quasi si sono espressi sull’ argomento facendone campagna elettorale, con interventi, articoli ed altro ma la verità e che le lotte seriamente non si vogliono fare, perché una volta raggiunto l’obbiettivo si perderebbe un “ENORME BACINO DI VOTI”. 
Al quarto posto troviamo il sindacato che anche nel settore della forestazione per non smentirsi, ha dato e dà l’immagine se non la certezza di essere accomodante e sornione, nell'avanzare richieste e nel rappresentare gli operai. Infatti oltre ad avere la grave colpa di non essersi opposto per niente all'ultima modifica della 11/96, che di fatto ha portato gli O.T.I. prima a 181 giornate e poi alla cassa integrazione e gli O.T.D. costretti a dipendere ogni anno dalla quantità di fondi rimasti dalla rendicontazione di eventuali progettazioni, senza mai controllare come vengono spesi i fondi della forestazione.
Ed infine ci siamo noi operai, anche noi abbiamo le nostre colpe, per vari motivi : Innanzitutto non siamo consapevoli della grave situazione che attraversiamo, ci culliamo sulla speranza che prima o poi tutto si risolva, o ci affidiamo a soggetti che ci dovrebbero rappresentare al meglio, ma che di fatto lavorano per secondi fini e che non siamo in grado di contrastare. Non si sa bene perché poi ma molti di noi , preferiscono stare in silenzio, questo non fà che dividerci e farci perdere di vista il vero 'obbiettivo principale' che è preservare e migliorare il posto di lavoro, al contrario non dobbiamo più delegare ad altri, ma essere protagonisti in prima persona e denunciare le irregolarità, se vogliamo davvero cambiare un pò le cose….

ALIFE. Forum dei Giovani che esempio per tanti politicanti!!! Inizia il progetto "S.O.S. Compiti" rivolto a quei bambini meno abbienti e dar loro una mano a fare i compiti

Ci sono esempi che dovrebbero dare i più grandicelli, ma il più delle volte le belle notizie arrivano proprio da loro dai nostri giovani dell'Alto Casertano. Un progetto studiato per aiutare chi è più debole...
Il Forum dei Giovani di Alife ha realizzato un progetto denominato "S.O.S. Compiti", con l'obiettivo di garantire, ai bambini ed ai ragazzi, sostegno nello svolgimento dei compiti assegnati durante le vacanze ed aiutare coloro presentino particolari difficoltà in alcune delle materie scolastiche studiate durante l'anno. L'Adesione al progetto è completamente gratuita ed avrà durata per tutto il mese di Agosto, in particolare il sabato dalle 16.00 alle 18.00; abbiamo intenzione (se vi sarà ampia adesione e partecipazione) di estenderlo per l'intero anno accademico 2014/2015 per sostenere i bambini ed anche le famiglie che non possano permettersi di pagare un insegnante privato.

TELESE TERME. TelesèBellissima, per la quinta edizione arrivano gli Avion Travel che ci parlano del loro "Re Tour"

L'appuntamento domenica 27 luglio alle ore 22.30 sul Viale Minieri presso il largo antistante la Banca Nazionale del Lavoro... 
Saranno gli Avion Travel i protagonisti della quinta edizione di TelesèBellissima, la manifestazione promossa e organizzata dal Forum Giovani di Telese Terme in collaborazione con l'amministrazione comunale cittadina e la Pro Loco Telesia. L'appuntamento è per domenica 27 luglio alle ore 22.30 nel largo antistante la Bnl. A quasi dieci anni dall'ultimo tour insieme si riunisce la formazione storica casertana composta da Peppe Servillo, Fausto Mesolella, Mario Tronco, Mimì Ciaramella, Ferruccio Spinetti, Peppe D’Argenzio che li ha fatti conoscere ed amare dal grande pubblico. Gli Avion Travel proporranno un concerto che includerà i loro brani più celebri con cui hanno saputo incantare le platee di tutta Italia, e le sorprese non mancheranno. «Re Tour – raccontano gli Avion Travel – è un piccolo ritorno condotto senza enfasi e celebrazioni, è la verifica di un'idea di canzoni che ambiscono a durare, non perché hanno scalato le classifiche, ma perché serbano in se il desiderio e la presunzione di essere sempre attuali, smuovere il cuore e il pensiero, provocare un'assemblea di sensazioni e senso che si ritrovano dopo dieci anni a cominciare da noi Sei…! » Una serata dedicata alle particolarità e le bellezze della cittadina termale. Musica, tradizione, cultura, teatro di strada animeranno per una notte il Viale Minieri. Un'iniziativa che si inserisce nel progetto Viaggiando s'incontra, il piano integrato tra i comuni del circondario telesino per rilanciare l’attrattività dei territori. L’iniziativa ha preso forma da Telese Terme che ha esteso la partecipazione ad altri quattro comuni del distretto informagiovani numero nove, Cerreto Sannita, San Lorenzo Maggiore, Amorosi e San Salvatore Telesino concretizzato dalla stipula di un protocollo d’intesa ammesso al finanziamento nell’ambito della programmazione promossa dall’assessore regionale al turismo Pasquale Sommese titolata Conoscere la Campania. "Un progetto questo – come sottolinea l'assessore alle politiche giovanili del comune di Telese Terme Carmine Covelli – che pone le basi per una collaborazione più ampia tra le diverse realtà presenti in Valle Telesina. TelesèBellissima rappresenta per noi un enorme contenitore di idee, proposte, immagini. La vera impresa sta nel sapere recepire quelli che sono i messaggi provenienti dal mondo dei giovani. L'approvazione da parte delle istituzioni regionali rappresenta il giusto riconoscimento per coloro che hanno speso il loro tempo nell'organizzazione di eventi e manifestazioni caratterizzanti il progetto TelesèBellissima con l’unico scopo di far conoscere, esaltare ed esportare le peculiarità della nostra cittadina e dell’intero comprensorio. Un ringraziamento particolare va poi al forum dei giovani telesino, al presidente Ernesto Cusano e al suo direttivo che nel corso del loro mandato hanno sposato la linea portata avanti dal mio assessorato".

L'ARRESTO DI SCIALDONE. Se l'ex direttore generale del C.U.B. parla "inguaia" qualche politicante dell'Alto Casertano

In galera per una vicenda di clientelismo politico, Antonio Scialdone dalla sua potrebbe essere a conoscenza di ben altre situazioni che potrebbero scoperchiare il classico vaso di pandora...
Nelle prime ore della mattinata odierna, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri della Stazione di Vitulazio hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare applicativa della misura coercitiva degli arresti domiciliari, emessa dall'Ufficio GIP presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di 2 indagati, gravemente indiziati, a vario titolo, del reato di concorso in voto di scambio, con l’aggravante dell’aver agito avvalendosi della forza di intimidazione del sodalizio camorristico “clan dei casalesi”. 
Gli arrestati si identificano in: 
- SCIALDONE Antonio, classe ’70; 
- FUSCO Maurizio, classe ’81, già ristretto presso la casa circondariale di Prato. 
Il provvedimento scaturiva a conclusione di articolata attività’ investigativa, che permetteva di accertare che Scialdone Antonio (foto a sx), all’epoca dei fatti direttore generale del Consorzio Unico di Bacino delle province di Napoli e Caserta, durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative comunali di Vitulazio (CE) del giugno 2009, prometteva a Fusco Maurizio (foto a dx), referente di zona del clan “dei casalesi-fazione Schiavone”, in cambio del voto e dell‘"apporto elettorale” a sua sorella Scialdone Giovanna Lina -foto sotto (risultata poi vincitrice prima eletta), iscritta nella lista “vivi Vitulazio” che vide poi eletto il proprio candidato sindaco, l’assunzione di alcuni familiari in società di vigilanza privata e in società operanti nel settore della gestione dei rifiuti tutte a lui, a vario titolo, riconducibili. Assunzioni poi effettivamente avvenute.

ARMI E RAPINE. Arrestato un 36enne di Calvi Risorta trovato in possesso di una pistola con matricola abrasa. Perquisizioni anche a Vitulazio e San Vitaliano

In azione i Carabinieri di Isernia, Vitulazio e San Vitaliano. Il 36enne è stato condotto presso il carcere di Santa maria Capua Vetere...
Nella mattinata di ieri i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Venafro (IS), supportati da militari delle Compagnia Carabinieri di Capua (CE) e Castello di Cisterna (NA), nell’ambito di complesso servizio di polizia giudiziaria, coordinato dal Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Isernia D.ssa Andricciola, eseguivano una serie di perquisizioni locali e personali in Vitulazio (CE), Calvi Risorta (CE) e San Vitaliano (NA) onde rinvenire elementi di prova in merito alla efferata rapina effettuata il 09/10/2013 in Venafro in danni dell’Agenzia Aci, nella quale un dipendente della stessa fu violentemente percosso. In Vitulazio, nel corso della perquisizione nell’auto di N.M., trentaseienne di Calvi Risorta, i carabinieri di Venafro rinvenivano, abilmente occultata all’interno della plancia, nel vano ricavato sotto lo stereo, un revolver tipo Bulldog a tamburo, funzionante, di calibro imprecisato e privo di matricola, mentre durante la perquisizione effettuata in San Vitaliano, venivano rinvenute e sequestrate due repliche di armi in metallo, identiche alle reali, una di una Beretta 92FS in dotazione alle forze di polizia ed una di una Walter PPK, entrambi provviste di munizioni e senza tappo rosso. La prima di queste due repliche è identica all’arma descritta dalla vittima della rapina avvenuta in Venafro. Al termine delle formalità di rito N.M. veniva dichiarato in stato di arresto per il possesso di un’arma da fuoco clandestina e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, veniva associato alla Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere (CE).