sabato 25 ottobre 2014

FONTEGRECA. Orgoglio matesino!!! La prof.ssa Antonella Marandola è nella rosa dei nomi per entrare a far parte della ristretta cerchia dei Giudici della Corte Costituzionale.

E' stato Silvio Berlusconi in persona a fare il nome della docente al Premier Matteo Renzi. La Marandola fu una dei professionisti che espresse un parere sulla decadenza del Cavaliere. CARO SINDACO/IMPERATORE CAVALIER MONTORO LA VOGLIAMO INSIGNIRE SI O NO, CITTADINA ONORARIA DI FONTEGRECA??? 
E' davvero il caso di scriverlo a quattro colonne: la prof.ssa Antonella Marandola è l'orgoglio del Matese. E non si tratta di incarichi politici o altro, ma si tratta di un riconoscimento alla sua attività di Giurista di rinomata fama. La stessa infatti rientra tra la rosa di quei pochissimi nomi che saranno proposti per entrare a far parte della Corte Costituzionale. Lo ha scritto anche il Corriere della Sera a pagina nove ieri in edicola. Il nome della docente universitaria balzò lo scorso anno alle cronache per essere stata una dei giuristi chiamati a dare un parere "pro veritate" sul caso Berlusconi, se doveva o meno decadere dalla carica di senatore. La professoressa Marandola è la figliola del Cavalier Domenico e della signora Antonia Cantone, entrambi di Fontegreca, i quali si trasferirono alla fine degli anni 60' a Trieste, poichè il signor Marandola intraprese la carriera militare, congedandosi con onore e con il massimo grado previsto nel ruolo dei sottufficiali, Maresciallo Maggiore Aiutante carica speciale. Appena i coniugi Marandola/Cantone giunsero in Friuli Venezia Giulia, nacque il 6 ottobre del 1968 la dott.ssa Antonia Antonella, iniziando gli studi con profitto, abnegazione e tanti sacrifici, come ci spiega il papà Domenico, nostro fedele seguace (è un onore anche per noi) ed i risultati sono arrivati eccome! Infatti all'età di 46 anni gode di un curriculum professionale di tutto rispetto, occupando tra i tanti prestigiosi incarichi finora ricoperti, il ruolo di Professore straordinario di Diritto processuale penale (Ius 16) presso la Libera Università del Mediterraneo Jean Monnet di Casamassima (Bari). E’, inoltre, componente della Commissione ministeriale per l’elaborazione di una proposta di interventi in tema di processo penale. E’ membro dell’Associazione italiana fra gli studiosi del processo penale. E’ componente del comitato scientifico della Rivista Archivio Penale, dell’Aracne editrice. E’ componente del comitato scientifico della Rivista La Corte d’Assise, dell’ESI editore. Svolge, attualmente, lezioni sotto l’egida del Ministero dell’Interno, presso la Scuola Superiore di Polizia (Roma) e per il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, presso la Scuola Forestali dello Stato; nonché, presso la Scuola Allievi Ufficiali dei Carabinieri (Roma). Insomma uno dei massimi giuristi che l'Italia annovera, ed è balzata alle cronache sui quotidiani nazionali, in prima pagina, per essere uno dei sei giuristi che dato il parere sull'effetto retroattività della legge Severino ed in particolar modo se deve o meno essere dichiarato decaduto Silvio Berlusconi. Un'altra parente della prof.ssa Marandola è l'ex consigliere comunale e avvocato, in Fontegreca, Elisabetta Cambio. La famiglia Marandola, come ci ha confidato il papà, si riunisce periodicamente a Fontegreca, allorquando sia il cavalier Domenico e sia la signora Antonia Cantone vi ritornano per trascorrere qualche giorno nel paese natio con tutti i parenti. Da ultimo, un suggerimento al Sindaco/Imperatore di Fontegreca, il cavalier Montoro: Non sarebbe il caso di insignire la dottoressa Antonia Antonella Marandola del titolo di "Cittadina Onoraria" di Fontegreca? Ai posteri l'ardua sentenza...

CAIAZZO. Strage di Monte Carmignano. L'avvocato Angelo Insero vuole portare in Tribunale il Cancelliere Tedesco Angela Merkel! La Germania potrebbe essere citata in giudizio per gli orrori dell'ottobre del 43'

La Corte Costituzionale ha sancito che si può citare in giudizio la Germania per le viltà e gli orrori commessi dai nazisti durante la seconda Guerra Mondiale, allorquando furono trucidate in città ventidue (ventitre perchè una vittima era in attesa) inermi persone. Quel vigliacco di Emden non ebbe pietà nemmeno per i bambini...
Il braccino della piccola Elena Perrone, di appena tre anni, venne trovato nel granaio da un contadino alcuni giorni dopo l’eccidio. Quando l’agricoltore aveva aperto la botola della botte per versare giù il grano, scivolò anche quell'arto piccolo e bianco. Quell'arto fu il simbolo di un eccidio che coinvolse ventidue (ventitre perchè una delle vittime era in attesa) persone, tra cui undici bambini. Il boia non aveva nemmeno 18 anni quando ordinò di fucilare gli italiani di Caiazzo dopo la dichiarazione di guerra. A raccontare il silenzio di quegli innocenti che ancora grida vendetta, ora, è Angelo Insero (nella foto a dx), nipote di una delle vittime, la signora Angela Insero, morta con suo marito, i suoi quattro figli e la suocera in un giorno di ottobre, quando l’Italia e il Volturno attendeva l’arrivo degli americani. Morirono tutti rimpinzati di piombo di baionette e poi vennero gettati in fondo a una fossa fatta scavare dai tedeschi al marito di donna Angela. "Quando seppellimmo i corpi una o due persone respiravano ancora", dirà nel 1994 uno dei soldati che eseguì gli ordini del temibile sottotenente Wolfgang Lehing - Emden. "Ora che la corte Costituzionale ha deciso che si possono citare in giudizio gli Stati, non escludo che potremmo pensare di citare la Germania in giudizio", ha dichiarato Insero, già sindaco di Caiazzo negli anni 80' ed ora avvocato civilista, nonché presidente dell'associazione che ricorda i martiri del 13 ottobre del 1943. Due giorni fa, infatti, c'è stata la storica sentenza emessa dalla Consulta che ha sancito la incostituzionalità delle norme italiane che impediscono alle vittime del nazismo di agire in giudizio, in sede civile, contro la Germania per ottenere risarcimenti. Quindi il principio dell'immunità degli Stati non opera se questi si sono macchiati di crimini di guerra e contro l'umanità o di atti lesivi dei diritti fondamentali inviolabili garantiti dalla Costituzione. Ma resta il fatto che i familiari delle vittime si sono già costituiti parte civile per processo al tribunale di Santa Maria Capua Vetere che terminò con la condanna all'ergastolo di due gerarchi nazisti e del risarcimento simbolico di una lira per la morte dei ventidue martiri. L'allora pm Paolo Albano (nella foto a sx) inchiodò i soldati alle loro responsabilità. I fatti sono stati ricostruiti anni dopo. Un gruppo di quattro uomini, quel maledetto giorno d’autunno, venne processato sui margini della fossa comune scavata al centro di una collina di Caiazzo, solo che i tedeschi non parlavano italiano e gli italiani non conoscevano il tedesco.Si processò alla meglio degli innocenti. E per completare l’opera, i soldati uccisero anche le due donne che imploravano pietà e un ragazzino di 12 anni che, incuriosito,aveva seguito i militari e il gruppo di persone sotto minaccia. Poi, il boia tedesco minorenne si diresse verso un altro gruppo di persone, composto da un paio di famiglie che poco prima avevano fatto da mangiare a quei soldati e gli avevano anche lavato gli abiti. I tedeschi sganciarono una bomba nella casa colonica dove le due famiglie si erano nascoste, in quello scoppio saltò in aria il corpicino della piccola Elena. Tutti gli altri, donne e bambini, uscirono piangendo all'esterno della casa dove li aspettava un commando con mitragliatrici spianate. Morirono tutti. L'unica che riuscì a fuggire fu una ragazza diciannovenne che venne però raggiunta da una punta di baionetta che le oltrepassò la spalla: venne poi finita con un due colpi dietro la nuca. Il massacro,ora,potrà essere portato sul banco delle vittime in un processo con imputato la Germania.

PIEDIMONTE MATESE. ECCEZIONALE RINVENIMENTO ALL'ISTITUTO AGRARIO. Nei laboratori trovata una collezione di semi risalenti ad 80 anni fa ben conservati!

E' il "tesoretto" dell'Itas! C'è perfino il seme del pomodoro della Regina Margherita, utilizzato per condire la famosissima pizza. Trovati anche i semi di grano che oggi non esistono più, tra i quali le qualità "Rieti" "Gentil Rosso" "Falerna" "Mentana" "Odessa" "Dauno" e tanti altri ancora. Sugli scudi il dirigente scolastico Nicolino Lombardi e i suoi docenti per la passione e l'abnegazione riposta nella ricerca...
Una collezione di semi di oltre cento varietà diverse risalente quasi per intero all'era fascista è ancora conservata nel laboratorio di scienze dell’Istituto Tecnico Agrario di Piedimonte Matese. I semi sono conservati con naftalina in piccoli contenitori di vetro sigillati con ceralacca, stipati in due armadietti con ante di vetro. L’etichetta riporta la scritta della varietà eseguita ad inchiostro con un pennino ed in tutto in ogni contenitore è conservato poco più di un pugno di semi. Si tratta di centinaia di contenitori all’interno dei quali c’è un po’ di tutto, dalla cipolla al peperoncino, dal fagiolo bianco cannellino al pomodoro regina margherita (uno degli ingredienti di quella che oggi è chiamata pizza Margherita, dedicata appunto alla regina ), dal grano Rieti al trifoglio, su alcuni contenitori l’etichetta non è più presente e ciò rende momentaneamente inutilizzabili i semi in quanto non classificabili, altre etichette sono parzialmente riconoscibili ma… fra le tante specie e varietà sicuramente riconoscibili ve ne sono molte di grano. Avrete sicuramente sentito parlare della varietà di grano Rieti e dei grani ottenuti da Nazareno Strampelli in epoca fascista incrociando questa varietà con altre, avrete sentito parlare del Gentil Rosso, del Falerna, del Mentana, dell’Odessa duro, del Dauno, della segale, dell’orzo nostrano, dell’avena delle Puglie, ebbene queste varietà sono parte della collezione. E’ straordinario perché se riusciremo a farli germinare, come è probabile, questi semi avranno saltato 80 generazioni e potranno essere conservati per almeno altrettanti anni anche con la tecnica semplice come quella già utilizzata, fra l’altro ci sono già candidature di aziende ed Enti che vogliono impegnarsi a custodire queste varietà coltivandole seguendone per nostro conto la coltivazione. Sulla germinabilità qualche speranza c’è, i semi sono sani e mi raccontano che già tre anni fa è stata sperimentata la germinabilità su una varietà di pomodoro aprendo e chiudendo il piccolo contenitore e prelevando alcuni semi. 
Ebbene, non ci crederete,questi semi ultraottantenni, contrariamente a tutte le aspettative, sono germinati dando una pianta e un frutto e il pomodoro regina margherita è riuscito a sopravvivere ben 80 anni. L’idea è quella di far germinare le varietà di grano in modo da rinnovarne i semi e conservarli per almeno altro 80 anni e di produrne quantità sufficienti per la divulgazione senza escludere la possibilità di produrne a sufficienza per panificare presso il convitto per uso interno.E qua, il forno costruito con vecchi coppi frantumati e la planetaria sono pronti da tempo. La ricerca in archivio deve essere ancora portata a termine, ma la collezione è riportata in un libro dell’inventario redatto fra il 1938 e il 1942 fra i materiali del laboratorio di scienze e probabilmente risale ad un periodo antecedente al 1938 ed in particolare agli anni della Battaglia del Grano, combattuta a partire dal 1925. Quindi per quest’anno l’obiettivo è semplice: far germinare e coltivare alcune varietà di grano per garantire la riproduzione di seme nuovo per poi arrivare a produrne quantità accettabili per la semina. Nell'azienda di Alife quest’anno a fine giugno abbiamo raccolto grano della varietà detta francese e per il prossimo anno abbiamo seminato segale di Letino il cui seme è stato selezionato con una antica svecciatrice e in futuro, si mira a riprodurre le varietà del tesoretto. … disponibilità dl terreno permettendo, vista la scellerata delibera di G. P. n. 24 del 1 aprile 2014 consultabile sull'albo pretorio della Giunta Provinciale di Caserta (http://www.provincia.caserta.it/it/web/albo-pretorio/delibere-di-giunta) che sostanzialmente sottrae all’Istituto Tecnico Agrario tutto il terreno fertile dell’Azienda di via Fontanelle e lo affida al comune di Alife …delibera che l’Istituto si accinge a contestare con ogni mezzo in tutte le sedi possibili. Intanto presso l’Istituto Agrario, come al solito si cerca di andare al sodo, per cui a costo zero, si sta realizzando la serra necessaria ed i professori Massaro Antonio e Lombardi Antonio, insegnanti competenti in materia, stanno curando questa prima fase di classificazione delle varietà ed il tentativo di germinazione del grano, per passare in futuro alla semina di quest’ultimo e alla germinazione delle altre specie e varietà in collaborazione con partner che ne sappiano apprezzare il valore.

CAIAZZO. Lottizzazioni e abusi edilizi per le case al mare. Indagato un professionista caiatino ed altri quattro costruttori della provincia di Caserta.

Operazione di servizio congiunta dei Carabinieri e del Corpo Forestale dello Stato. Sigilli a venti appartamenti costruiti a Sperlonga. Tra gli indagati risultano anche i "palazzinari" De Paola, Motti, Quarto e Iuliano della provincia di Caserta. Insieme al caiatino è indagata anche la moglie per falso ideologico... 
Operazione congiunta di Carabinieri della Stazione di Sperlonga e Nucleo Investigativo della Forestale di Latina questa mattina, sabato, in località Santilli a Sperlonga dove hanno posto i sigilli a venti appartamenti. L’indagine prenderebbe il via dalle rivelazioni di un imprenditore nell’ambito dell’indagine per abuso d’ufficio e corruzione definita “Sistema Sperlonga” in carico ai sostituti procuratori della Repubblica di Latina Valerio De Luca e Giuseppe Miliano ma troverebbe conferma anche in un’altra inchiesta condotta dal sostituto procuratore Simona Gentile per difformità nei lavori realizzati: in via Tiresia sarebbe infatti dovuto sorgere un albergo. Nel registro degli indagati sono finite 28 persone con l’ipotesi di reato di lottizzazione abusiva: Antonio Faiola e Massimo Pacini entrambi responsabili in periodi diversi dell’ufficio tecnico del Comune di Sperlonga, il primo fino al primo dicembre 2009, Luca Faiola, 30enne del posto, nella qualità di progettista e direttore dei lavori del cambio di destinazione d’uso, Raffaele Iuliano, 40enne residente ad Aversa, amministratore della Truglia srl, amministratore di fatto e di diritto della società Immobildi (società proprietaria e committente dei lavori), amministratore della Idea srl, ditta esecutrice sia dei lavori di trasformazione del piano sottotetto inabitabile, nonché proprietario di una delle abitazioni poste sotto sequestro; Giovanni De Paola, 46enne di Aversa, in qualità di sottoscrittore per conto della Immobildi dei rogiti di vendita; Fabio Motti, 31enne di Aversa, in qualità di amministratore della Immobildi e sottoscrittore dei rogiti; Giuseppe Quarto, 46 anni residente ad Aversa, nella qualità di legale rappresentante della Giulia Immobiliare sas acquirente di alcune abitazioni a seguito del recesso dalla società Immobildi. Venti infine, sono gli acquirenti degli appartamenti: diciassette campani, tra cui un noto professionista di Caiazzo che risulta indagato insieme alla moglie anche per il reato di falso ideologico e poi ancora, due gaetani ed uno della provincia di Varese.

TEANO. Quell'incontro senza pace tra il Re e Garibaldi. E nei diari del celebre Crispi spunta nuovamente come località dell'incontro anche Caiazzo!

Il capoluogo sidicino festeggerà l'evento per conto proprio e così come sarà festeggiato anche a Vairano Patenora. Una recentissima scoperta fatta da alcuni studiosi, sui diari del celebre Crispi spunta anche il luogo di Caiazzo...
A 150 anni dall’incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II, si ripete lo spettacolo di due celebrazioni parallele: a Teano e a Vairano Patenora. Ma sulla scena irrompe una scoperta in grado, secondo i ricercatori, di mettere fine alla sfida dei campanili. Si tratta del rinvenimento di eccezionali documenti, atti, testi e carte topografiche militari che "dimostrano in maniera inconfutabile che lo storico incontro è avvenuto a Borgonuovo di Teano", come rivela Giuseppe Lacetera, ricercatore, appassionato di storia locale e presidente della Pro Loco Teano e Borghi. Una massa di prove, acquisite da un gruppo di studiosi, tra cui lo stesso Lacetera, con una lavoro iniziato due anni fa. Prove capaci ora di demolire i capisaldi della tesi di Vairano: il diario di guerra del Comando in capo e la celebre frase di Crispi su Taverna Catena. Proprio sul diario di guerra, per esempio, è stato scoperto e risolto un giallo storico. "Accade che nel 1909 il Capitano Del Bono, feroce avversario della tesi a favore di Teano - spiega Lacetera - pubblica un piccolo saggio in cui cita il diario del Comando in capo facendo apparire dal nulla due righe, sotto la data 26 ottobre, in cui si parla di Taverna Catena. Due righe incredibili, perché il diario originale, nel 1891, era già stato analizzato a fondo dal colonnello Cavaciocchi, su incarico del Ministro della Guerra, Carenzi. Il diario con la frasetta è scritto tutto, cosa molto strana, in bella grafia e sempre della stessa mano. La cosa non quadra, perché fino al 5 ottobre 1860 il Diario è stato compilato dal Colonnello Bertolè Viale. Quindi, ci saremmo aspettati di rilevare almeno due grafie differenti, una fino al 5 ottobre e un’altra a partire dal 6 ottobre. Invece: la mano che scrive è sempre la stessa. Una scoperta che fa il pari con la nota dattiloscritta nella quale il capitano Manfredi dell’Archivio dello Stato Maggiore, afferma di avvertire il dovere di mettere per iscritto che il diario è una copia e che il piccolo inciso nel quale si parla di Taverna Catena è da ritenersi dubbio e non supportato da nessuna altra informazione". C’è anche una risposta per la frase di Crispi che "da politico e non seguiva da vicino la spedizione dei Mille. Quando scrive dell’Incontro non aveva notizie di prima mano e, infatti, nel suo diario prima scrive che l’Incontro è avvenuto a Formicola, poi corregge il tiro e sposta tutto a Taverna Catena, dietro altro suggerimento". L’incontro verrà da altri anche collocato a Bellona, Cascano e Caiazzo.
LE RICERCHE.- Le ricerche sono state condotte presso gli Archivi di Stato di Roma e Napoli, dello Stato Maggiore dell’Esercito di Roma e Napoli e nelle biblioteche di riferimento. Dei risultati esiste solo una "Relazione" poco nota edita nel 2012. L’opuscolo svela anche la terza scoperta dirimente: la localizzazione topografica del punto dell’incontro, Montecroce di Roccamonfina che digrada a Monte Lucno, e quindi a Borgonuovo di Teano.

TORA E PICCILLI. L'ex sindaco Angelo De Simone snocciola i numeri dell'Amministrazione guidata da Natascia Valentino: "I conti non tornano e sono state affermate parecchie sciocchezze!"

"Negli ultimi mesi ho letto sui giornali e sulle testate on line tante dichiarazioni di questa "nuova" amministrazione Valentino sulle quali ho preferito non intervenire, ma quando si gioca sulle persone allora la cosa diventa totalmente diversa..." Così l'attuale consigliere comunale di minoranza snocciola i dati di questa Amministrazione Comunale...
Negli ultimi mesi ho letto sui giornali e sulle testate on line tante dichiarazioni di questa "nuova" amministrazione Valentino sulle quali ho preferito non intervenire, ma quando si gioca sulle persone allora la cosa diventa totalmente diversa. Il primo disaccordo serio con la maggioranza c’è stato il mese scorso quando è stato approvato il regolamento sulla TARI, sul quale non influiscono presunti debiti o avanzi di amministrazione essendo una voce del bilancio indipendente, che va cioè coperta al 100% dai contribuenti. Rispetto allo scorso anno il costo effettivo di raccolta e smaltimento è rimasto praticamente invariato! Il metodo adottato dal Comune, se pur ricalcando per grosse linee quello previsto dallo stato, era completamente sballato nei modi di applicazione e poteva essere non applicato per i comuni sotto i 5.000 abitanti Mi fu detto che non ero più il Sindaco e che così andava fatto. Alcuni giorni fa sono arrivate le prime cartelle di riscossione della TARI, con pensionati ed esercizi commerciali che dovrebbero pagare somme esorbitanti pur arrivando a stento a fine mese. Ma a loro non importa, sta bene così:l’importante è aver aumentato il compenso per i consulenti! Avevamo poi attacco come gruppi di minoranza l’istituzione della TASI sulla Prima Casa. Ogni volta che apriamo questo argomento mi viene rinfacciato un mancato incasso da parte dello stato per l’IMU 2013 di 33.000 euro circa,che la nuova amministrazione vede come “situazione debitoria enorme per il comune”. Sulla scorta di ciò la Valentino (Sindaco e Responsabile dell’area finanziaria) ha diramato il bilancio di previsione 2014, dove al capitolo entrate tributarie abbiamo visto l’enorme cifra che graverà su tutti gli abitanti di Tota e Piccilli: 116.000 euro di tasse in un anno, di cui solo 60.000 dalla TASI. Un incremento delle tasse di circa 120 a testa se includiamo i bambini!!!!! Nello stesso consiglio hanno pensato bene di raddoppiare l’aliquota IRPEF dallo 0,2 allo 0,4%, per un gettito di 40.000 euro. Tutto questo sempre per i 33.000 euro di “debito” che lo Stato mi ha lasciato. Mi sono permesso di far notare che per sanare quei soldi si potevano usare coefficienti più bassi e che l’innalzamento dell’IRPEF era ingiustificata. A questo punto il Sindaco ha tirato fuori le famose fatture non pagate che sommate facevano 40.000 euro; ma cosa sono queste fatture, questi sprechi della mia (in cu la Valentino è stata in maggioranza e per due anni assessore…)e della precedente amministrazione? Mi sono permesso di far sgombrare le strade dalla neve tra anni fa, quando rimanemmo bloccati ed isolati da tutti, quando a lavorare e spalare la neve sulle strade eravamo in sei persone, e delle sei nessuna fa parte di questa nuova maggioranza. Tale somma, tra l’altro, fu inserita el rimborso che la Protezione Civile Regionale e da questa correttamente valutata. Hopoi addirittura osato far sgombrare le strade dalle frane, tonnellate di fango che ostruivano le strade. Queste le due maggiori voci di spesa di quelle fatture. Se penso a ciò che ho dovuto pagare nei miei 5 anni di amministrazione, andando spesso a sanare debiti di oltre venti anni fa, mi viene da sorridere, ma mai ho pensato di caricare in un solo anno tutte quelle spese (ed erano, vi assicuro,altissime)sui miei cittadini. Mai ho pensato di portarle in consiglio per giustificare azioni fatte dalla mia amministrazione. Ma quando ho fatto notare alla maggioranza che 116.000 euro è una somma molto di più alta di quanto raccontato da loro, c’era chi sorrideva, chi pensava probabilmente che stavamo solo perdendo tempo. Guardando il bilancio di previsione fino in fondo sono venute fuori le vere ragioni di queste tasse esorbitanti: aumento delle spese del personale ed aumento delle consulenze. Ed allora mi sono tornate in mente le parole dette dal palco da questo nuovo e rivoluzionario gruppo dirigente ed ho pensato che effettivamente alcune promesse fatte le vogliono proprio mantenere!

EVENTO LIETO. Le gemelline Letizia Teresa ed Elena Grazia Schioppa compiono otto anni

Festa grande oggi in casa delle due gemelline. Anzi...festa doppia!
Oggi,sabato 25 ottobre 2014 le gemelline Letizia Teresa ed Elena Grazia Schioppa compiono otto anni. Il giorno di festa sarà vissuto in Maddaloni. Auguri alle due splendide bambine da Papà Michele e dalla mamma Vincenza Moniello nonché dalla sorellina Francesca Marica. Auguri anche, dai nonni, dagli zii, dai cugini, da parenti ed amici.
CHIUNQUE VOGLIA FARE UN AUGURIO O RICORDARE UN ANNIVERSARIO E ALTRO ANCORA PUÒ' SCRIVERCI ALLA SEGUENTE EMAIL:
caiazzorinasce@alice.it oppure info@caiazzorinasce.com - IL SERVIZIO E' GRATUITO!

ALIFE. Tragedia in casa del dottor Giuseppe Aiale. E' deceduto il figlio Armando di appena 22 anni

Armando Aiale si è spento al Policlinico di Siena. La sua salma giungerà domani ad Alife presso l'abitazione della frazione San Michele da dove alle 15,00 inizierà il rito funebre presso la Chiesa di San Michele Arcangelo...
E' venuto meno a soli 22 anni il giovane Armando Aiale, figlio del dentista Giuseppe, meglio conosciuto in città come "Peppino". Il ragazzo era ricoverato al Policlinico di Siena e domani la sua salma tornerà nella frazione di San Michele ove abitava per la celebrazione delle esequie alle ore 15,00. Michele lascia il padre, la madre il fratello Simone e la sorella Antonietta.

FRATTURA AL PIEDE PER LADY CEPPALONI! Sandra Mastella ricoverata e operata in ospedale per un brutto incidente...agricolo!

Alessandrina si era recata in un terreno adiacente la sua maestosa villa per controllare le olive ed ha messo un piede in fallo. Già operata tornerà a breve a casa...
Si è distratta, fortemente amareggiata com'era, non appena ha visto le sue olive sparse quasi tutte a terra e quindi praticamente inutilizzabili e così ha perso l'equilibrio, forse scivolando proprio su quelle drupe ed è caduta rovinosamente a terra. Il risultato è stato di una triplice frattura al piede. Questo è quanto capitato ieri pomeriggio a Sandra Lonardo Mastella (nella foto) che è ora ricoverata all'Ospedale "Rummo". Era in casa a Ceppaloni parlando appunto, con un suo collaboratore, della raccolta delle olive, di quelle poche, pochissime che sono ancora sugli alberi di quasi tutti i produttori sanniti (anche quelli piccoli ed a livello familiare). A questo punto, si è deciso di andare sul posto della raccolta, la collinetta accanto all'abitazione, per organizzare il da farsi. Ed è stato proprio a questo punto che è successo l'incidente agricolo. "Ho sentito proprio il crack ha riferito Sandra Lonardo, ed un dolore immenso." Trasportata in Ospedale è stata subito operata dal primario Gabriele Falzarano del Reparto di Ortopedia e Traumatologia. Sarà dimessa tra qualche giorno, ma ne avrà per tre mesi per la completa guarigione.

PONTELATONE/SANT'ANGELO IN FORMIS. Rapinarono e uccisero un albanese. Sentenza da riformulare per Michele Marchi e Antimo D'Agostino

D'Agostino fu condannato in primo grado a 24 anni, ridotti a 20 per l'omicidio di un albanese, mentre Marchi è stato condannato a tre anni per il solo reato di rapina...
Il 19 agosto del 2009 avevano rapinato due albanesi sulla Strada Statale 7 bis di Santa Maria Capua Vetere, nei pressi della casa circondariale, uccidendone uno: Malay Xhervay, di ventisette anni. In primo grado i due presunti responsabili della rapina erano stati condannati: Antimo D’Agostino di Sant’Angelo in Formis a 24 anni di reclusione e per rapina Michele Marchi di Pontelatone era stato condannato a 3 anni. In secondo grado la pena per D’Agostino, difeso dall’avvocato Mauro Iodice, era scesa a venti anni, ma ieri la corte Suprema di Cassazione ha annullato la condanna con rinvio degli atti alla corte di Appello. Tutto, dunque, può ancora succedere. La conferma della pena nel terzo grado di giudizio non c’è stata e ora gli atti dovranno essere inviati a una diversa corte di Appello per una quarta valutazione. Antimo D’Agostino, fermato la sera successiva all'omicidio, venne poi rilasciato e arrestato nuovamente con il complice. Adesso, la sua posizione è al vaglio di un altro collegio di giudici dopo la sentenza di condanna emessa due anni fa dalla seconda sezione della corte di Assise di Napoli, presidente Elvi Capecelatro.

CAIAZZO. Domani presso la Cattedrale nell'ambito dei festeggiamenti del Patrono Santo Stefano ci sarà la prima della Lauda "Habemus Papam Franciscum"

Si tratta di un testo poetico che il dirigente scolastico Raffaele Mone ha inviato a Sua Santità Papa Francesco...
Domenica 26 ottobre 2014, alle ore 19:00, nella Basilica minore (Cattedrale) di Caiazzo, nell’ambito delle festività in onore di S. Stefano, protettore della città, ci sarà la prima della Lauda "Habemus Papam Franciscum" tratta dal testo poetico inviato dall'autore a Papa Francesco. Autore del testo, in versi in italiano, è il Dirigente scolastico Raffaele Mone di Caiazzo, alla sua prima esperienza in campo poetico. Il brano è stato scritto in occasione della elezione del Papa. Mone ha tratto ispirazione dalle immagini in televisione delle persone in attesa prima che si affacciasse il neo eletto pontefice venuto "dalla fine del mondo". La musica è stata scritta dal professore Vincenzo Cioffi, docente di strumento musicale (chitarra classica) presso la scuola secondaria di primo grado "A.A. Caiatino" di Caiazzo. La composizione sarà eseguita per la prima volta nella cattedrale caiatina dal soprano, Virginia Cimino, e dalla pianista, Anna Mastroianni. Seguirà il concerto della banda musicale di Formicola diretta dal maestro Paolo Cotugno. Il dottor Raffaele Mone ha pubblicato due testi in prosa: "La scuola del primo ciclo di istruzione" e "La vigilanza sugli alunni". Attualmente è in pensione, ma è impegnato a portare la sua quarantennale esperienza nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, attraverso conferenze e convegni su argomenti di didattica.

venerdì 24 ottobre 2014

PIEDIMONTE MATESE. Istituto Agrario, lavori al palo. I sindaci di sei Comuni del Matese sono sul piede di guerra e scrivono al governatore Stefano Caldoro

La nota, che fa riferimento anche al sollecito inviato al governatore Caldoro dal presidente della Provincia di Caserta Domenico Zinzi, porta la firma dei primi cittadini di Piedimonte, Alife, Castello del Matese, Gioia Sannitica, San Potito Sannitico e San Gregorio Matese...
I Sindaci del matesino insieme per richiamare l’attenzione della Regione Campania sulle gravi condizioni in cui, dopo il terremoto, versa lo storico edificio che ospita l’Istituto Agrario a Piedimonte Matese, e per chiedere lo stanziamento di risorse volte alla sua messa in sicurezza. La nota, che fa riferimento anche al sollecito inviato al governatore Caldoro dal presidente della Provincia di Caserta Domenico Zinzi, porta la firma dei primi cittadini di Piedimonte, Alife, Castello del Matese, Gioia Sannitica, San Potito Sannitico e San Gregorio Matese. Provengono infatti da tutto l’Alto Casertano i circa 800 studenti che ogni giorno si ritrovano non poter seguire le lezioni nella sede della propria scuola, e vengono perciò accolti nei locali di altri istituti con turnazioni, anche pomeridiane, che mettono in difficoltà i ragazzi così come le loro famiglie. Gli effetti del sisma del dicembre 2013 si sono abbattuti fortemente sull'edificio risalente al 1490, sede della prima Scuola Agraria dell’Unità d’Italia a partire dal 1888. E così la struttura è da mesi in condizioni di inagibilità, oggetto di una necessaria ordinanza sindacale che ne ha imposto lo sgombero e l’inibizione temporanea, ordinando allo stesso tempo alla Provincia di Caserta di provvedere alla sua ristrutturazione. L’Ente provinciale, che ha preparato un progetto di recupero,ha a sua volta comunicato alla Regione l’esigenza di accedere a finanziamenti che permettano di procedere con gli interventi. “E’ mortificante dover riconoscere che mentre sono stati finanziati i lavori per il ripristino statico e antisismico di altre scuole locali e di immobili ecclesiastici di alto pregio artistico, l’immobile che ospita l’Agrario è ancora oggi inagibile”. E’ quanto lamentano i sindaci del territorio, i quali hanno pertanto sottoscritto la nota in cui invitano il presidente Stefano Caldoro a farsi carico di questa urgenza che sta compromettendo la funzione formativa da sempre svolta dal prestigioso Istituto, ed escludendo tanti studenti dalla possibilità di seguire un sereno percorso di studi.

SAN PIETRO INFINE. Ladri penetrano all'interno di un'abitazione e malmenano due anziani per depredarli. A San Vittore invece sono stati presi a sassate due balordi

I due episodi si sono verificati due giorni orsono. E' allarme furti tra le zone al confine della provincia di Caserta con quella di Frosinone...
Mettono in fuga i ladri a sassate. È accaduto ieri sera a San Vittore del Lazio dove una anziana signora, rientrando in casa, vi ha trovato un uomo. Prima che il malintenzionato potesse far qualcosa, la donna ha urlato facendo accorrere il figlio che abita nella casa a fianco. Vistosi scoperto il ladro non ha potuto far altro che cercare una via di fuga raggiungendo il complice che fungeva da palo all’esterno diventando, entrambi, bersagli della fitta sassaiola generata da madre e figlio. Nella zona, la stessa sera, altre case al confine tra la provincia di Frosinone e quella di Caserta, sono state visitate dai malviventi. A San Pietro Infine infatti i malviventi hanno messo a segno tre furti riuscendo a portare via anche un’automobile. Una coppia di anziani però non è stata così fortunata come la signora di San Vittore. Dopo essersi accorti che in casa c’era qualcuno hanno avuto una colluttazione con i ladri che, senza scrupoli, li hanno legati e malmenati. La paura è che questa ondata di furti non conosca limiti come quella dello scorso anno.

GIOIA SANNITICA. In trasferta con un suo "cumpariello" di Faicchio nel Basso Lazio con un arsenale. Denunciati due soggetti dalla Polizia.

Avevano l'auto piena di arnesi da scasso e guidavano in maniera spericolata. Scatta anche il foglio di via... 
E’ accaduto la scorsa notte durante i servizi di controllo del territorio eseguiti dalle Volanti per la prevenzione dei reati contro il patrimonio. Erano circa le 22 quando un’auto con a bordo due persone alla vista della Volante della Polizia imbocca Corso della Repubblica contromano. La manovra viene notata dall’auto della Polizia che interviene per bloccare l’azzardata traiettoria. Il veicolo viene bloccato e si procede al controllo degli occupanti. Si tratta di due cittadini campani, uno originario di Gioia Sannitica in provincia di Caserta e l'altro di Faicchio in provincia di Benevento, con diversi precedenti alle spalle. Il nervosismo sale ed i due mostrano insofferenza. Si decide di estendere il controllo sull'autovettura al cui interno vengono rinvenuti un bastone, pinze ed otto coltelli di varia foggia e lunghezza, tutto materiale sequestrato. I due, sia il cittadino di Gioia Sannitica e sia il suo "cumpariello" di Faicchio, erano sospettati di voler mettere a segno qualche colpo in zona e quindi sono stati, pertanto, denunciati per porto illegale di armi e proposti per la misura del foglio di via obbligatorio.

PIEDIMONTE MATESE. Arriva la fibra ottica in città. Il capoluogo matesino apre le porte all'aggiornamento della rete telefonica

L’aggiornamento della rete telefonica a questo nuovo sistema di telecomunicazione permetterà di godere di uno slancio considerevole nella rapidità a cui si è abituati per la navigazione in internet, andando probabilmente a risolvere anche quei limiti tecnici che spesso provocano differenze di performance della linea da un punto all'altro dello stesso paese...
Piedimonte Matese apre le porte alla modernità e alla velocità delle più recenti tipologie di connessione alla rete, grazie alla diffusione sul territorio comunale dei primi collegamenti a fibra ottica, con interventi di installazione che i tecnici della Telecom hanno già cominciato da pochissimo in varie zone della città. L’aggiornamento della rete telefonica a questo nuovo sistema di telecomunicazione permetterà di godere di uno slancio considerevole nella rapidità a cui si è abituati per la navigazione in internet, andando probabilmente a risolvere anche quei limiti tecnici che spesso provocano differenze di performance della linea da un punto all'altro dello stesso paese. La tecnologia della fibra ottica, essendo basata sulla trasmissione di impulsi luminosi attraverso sottili filamenti di vetro o di polimeri plastici, apre infatti a tutta una serie di vantaggi che si traducono innanzitutto in un incremento vertiginoso della velocità di invio e ricezione dei dati, rispetto a quella possibile sui tradizionali cavi in rame su cui viaggia l’attuale linea Adsl. E allo stesso tempo, per via delle sue stesse caratteristiche, consente di aggirare gli inconvenienti delle interferenze e dispersioni del segnale. L’installazione di questa nuova infrastruttura su tutto il territorio comunale conferma per Piedimonte Matese l’immagine di città aperta alla modernità, e va ad aggiungersi infatti alle altre nuove tecnologie di cui il paese si è dotato di recente. A questa linea ultra veloce vanno affiancati anche i progetti per gli hot spot wi-fi per la navigazione pubblica in rete senza fili, e per il preciso sistema di videosorveglianza presente nei punti nevralgici della città con occhi elettronici ad alta definizione, entrambi predisposti dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Cappello.

CAIAZZO. Aprono un locale e non pagano il fitto dal momento dell'insediamento. Una società in cui gravita anche un appartenente alle forze dell'ordine lascia i "buffi" alla proprietaria.

La stessa è decisa a rivolgersi agli avvocati per recuperare gli affitti fin qui mai percepiti che ammontano a circa 10mila euro. Pronto anche l'esposto alla Guardia di Finanza... 
"Lo Stato non ci tutela, ma viene a bussare a soldi quando dobbiamo pagare le tasse!" Così una 30enne caiatina in preda alla disperazione e all'angoscia per via di una Società che sette mesi fa affittò alcuni locali per aprire un'attività commerciale e, da allora, non ha mai corrisposto un euro di affitto. La donna si rivolgerà all'avvocato di fiducia e se non caverà un ragno dal buco, è pronta a rivolgersi alla Guardia di Finanza per far valere i suoi diritti. "Se una persona affida l'unico bene che gli sta a cuore, in questo caso l'abitazione che mio padre ha costruito con sudore e sangue, lo fa già a malincuore. Ed io se ho preso questa difficile decisione è stato per valorizzare quel bene e, soprattutto, trarre qualche euro per tirare avanti. Invece non sapendo con chi avevo a che fare sono rimasta con un palmo di naso e fregata due volte perchè non solo non percepisco nulla di fitto e devo in ogni caso pagare le tasse anche su quell'abitazione come giusto che sia, ma il locale è finito in mano a terzi e non oso pensare come lo lasceranno, perchè lo lasceranno." La Società che ha fittato i locali, è composta da due soggetti molto noti in città, i quali pare, secondo quanto emerge da alcune indiscrezioni, si avvalgono anche della consulenza di un appartenente alle forze dell'ordine, sempre presente nel locale e soprattutto prodigo nel dare buoni consigli. In pratica sembrerebbe si tratti del "socio occulto" di questo sodalizio che lavora e ottiene profitti, ma dimentica di pagare gli affitti!

ROCCAMONFINA. Scuola chiusa e i lavori di ristrutturazione non sono nemmeno iniziati. Il Consigliere Comunale Ludovico Feole: "Il sindaco e l'assessore delegato sono due incapaci!"

Il sindaco Letizia Tari ha chiamato in ballo il preside e la segreteria e non è stata in grado di fornire una risposta decente sulla data di inizio lavori...
Riunione con i genitori dei circa 60 alunni del plesso scolastico di Garofali, il Sindaco Letizia Tari “scivola” sulla domanda dell’inizio lavori al plesso di Roccamonfina che, ad oggi non sono ancora iniziati, ne tantomeno è stata posizionata la cartellonistica prevista. La Tari, dopo aver apostrofato gli intervenuti “ospiti”, facendo intendere che lei era la padrona della casa comunale, ha chiamato in ballo il Preside e la segreteria nel momento in cui non ha saputo rispondere alla semplice domanda postagli ripetutamente ossia l’inizio lavori della scuola di Roccamonfina centro, motivo per il quale gli alunni sono stati trasferiti. Nel manifestare, la propria solidarietà alle famiglie degli alunni che stanno vivendo questo particolare disagio tra cui anche la perdita delle lezioni visto la chiusura della scuola di Garofali, il Capogruppo Ludovico Feole (nella foto) del gruppo consiliare “Ricominciamo dal Futuro”, è intervenuto nella questione. “Ennesima dimostrazione di incapacità amministrativa, da parte del Sindaco e dell’Assessore competente sulla gestione della problematica relativa al trasferimento della scuola del centro a quella di Garofali. Il notevole ritardo, con il quale l’amministrazione si è preoccupata di creare le condizioni perchè questo trasferimento non si rivelasse traumatico e pieno di disagi , è venuto subito a galla nel momento in cui, stiamo assistendo alla confusione più totale ed a una condizione di particolare disagio per i bambini e famiglie. L’edificio di Garofali non è stato preparato in tempo giusto dal punto di vista dell’igienicità, staticità ed adeguamento alle norme di sicurezza visto che gli stessi Vigili del Fuoco hanno imposto all’Ente di fare immediati interventi a tutela dell’incolumità degli scolari. Il fatto sorprendente, e che nonostante il lungo tempo che è stato impiegato per appaltare i lavori per la scuola del centro, ad oggi non è chiaro se la consegna dei lavori all'impresa aggiudicataria sia stata effettuata a distanza di mesi. Per cui ribadiamo che, l’amministrazione ha completamente sbagliato la metodologia di questo problema in quanto i lavori della scuola del centro, andavano appaltati all'inizio del 2014 ed effettuati nel periodo estivo anche lavorando giorno e notte per farsi che all’apertura dell’anno scolastico l’edificio poteva essere utilizzato. Stiamo seguendo, attentamente l’evolversi della situazione e provvederemo a presentare apposita interrogazione per la prossima seduta di Consiglio Comunale, affinché si faccia chiarezza sull'iter burocratico che riguarda l’esecuzione dei lavori , le verifiche dello stato di sicurezza dell’edificio di Garofali, la collocazione della dirigenza scolastica per la quale abbiamo più volte in Consiglio Comunale, chiesto della sua dislocazione in altri posti, ma la Tari ha sempre smentito questa eventualità”. 
Anna Izzo

ALVIGNANO. Il consigliere regionale Angelo Di Costanzo chiede di "spostare" i fondi destinati alla funivia del Faito per l'acquisto di quattro vagoni sulla linea dell'Alifana.

La proposta è stata formalizzata all'assessore regionale ai Trasporti Sergio Vetrella. "Aumentare il traffico passeggeri sulla linea Piedimonte Matese - Napoli creerebbe i presupposti per un serio rilancio dell'Alto Casertano..." 
"Destinare i fondi assegnati alla funivia del Faito per l’acquisto di quattro treni diesel per l’ex Alifana in modo da potenziare il parco mezzi, migliorare il servizio e ridurre i disagi per i viaggiatori del matesino". A lanciare la proposta è il consigliere regionale di Forza Italia Angelo Di Costanzo (nella foto a sx con il presidente della Regione Caldoro) che mantiene la guardia alta sul trasporto nell’Alto Casertano." Con questa operazione si recupererebbero due milioni di euro che sono stati assegnati per un servizio che è fermo dal 2012, quando, in un anno, si è registrata una perdita di esercizio di un milione di euro – ha spiegato Di Costanzo – i quattro treni acquistati consentirebbero di aumentare enormemente il traffico nell’Alto Casertano mettendo a disposizione un numero maggiore di corse che viene incontro a quelle che sono le esigenze di un comprensorio vasto. Quanto alla funivia del Faito si potrebbe mettere a gara il servizio, così come è previsto dalla normativa vigente, consentendo l’ingresso dei privati nella gestione". La proposta di Di Costanzo rappresenterebbe la ciliegina sulla torta di un ragionamento che in questo momento vede al centro l’ex Alifana. "Per dotare le carrozze dei treni della linea che collega il Matese con il resto della provincia e della Regione sono, infatti, stati stanziati 2.612.517,64 di euro che saranno utilizzati per l’acquisto di apparecchiature di controllo che saranno installate nei singoli vagoni – ha spiegato – un altro passo importante è stato compiuto per migliorare la qualità dei servizi per i viaggiatori dell’alto casertano".