mercoledì 23 aprile 2014

CAPUA. La minoranza consiliare accusa: "sindaco e assessori si sono aumenti l'indennità mensile nonostante il dissesto!" Il sindaco: "non è vero prendo 700 euro al mese e li do in beneficenza!"

Secondo Carmela Del Basso e Antonio Minoja, il sindaco Antropoli percepirà 2800 euro al mese. Il primo cittadino replica: "Tutti stì soldi non li ho mai visti, prendo 700 euro al mese e li destino agli indigenti..."
“Nonostante il dissesto finanziario aumentano le indennità degli amministratori”: questa la denuncia dei consiglieri comunali di opposizione Antonio Minoja e Carmela Del Basso che hanno portato a conoscenza dei cittadini i soldi che sindaco, assessori e presidente del consiglio percepiranno ogni mese.“La dichiarazione di dissesto, praticamente il fallimento del Comune di Capua, ha ulteriormente aggravato la già difficile situazione economica dei cittadini, infatti, non solo le tasse locali sono aumentate notevolmente ma le stesse addizionali comunali previste nelle buste paga dei lavoratori Capuani unitamente alle addizionali sulle utenze, come luce e gas, hanno raggiunti livelli massimi come segnalato ultimamente da alcuni cittadini. Aggiungiamoci che ad oggi il modo di gestire le entrate comunali, non registra nessuna variazione di tendenza. Lo sperpero viene limitato solo perché le risorse sono limitate, ma non esiste una vera razionalizzazione delle spese”. L’aumento delle tariffe e il dissesto perà porta un beneficio per gli amministratori comunali: “Questo dissesto ha portato aumento delle tariffe solamente per i cittadini. Chi invece oggi gode - continuano Minoja e Del Basso - saranno i nostri amministratori. Infatti le indennità di carica verranno rideterminate dopo la verifica di rispetto del Patto di stabilità. Al sindaco andranno circa 2800 euro al mese. Mentre da altre cariche istituzionali arrivano segnali totalmente diversi, i nostri amministratori insabbiano le proposte dell’opposizione e si preparano ad incassare indennità aumentate che riteniamo non meritino affatto”. Il sindaco Antropoli afferma che “tutti quei soldi non li ho mai visti. Ed i consiglieri comunali lo dovrebbero sapere bene. Prendo 700 euro con cui pago le bollette agli indigenti”.

PIETRAMELARA. CAMORRA DEL GAS. Gli arrestati, accusati di estorsione all'imprenditore dell'Alto casertano negano ogni addebito: "Nessuna minaccia il debito lo avevamo ma ci era stato chiesto di pagare di più!"

"A Pietramelara solo per riprendere una cisterna!" Così dichiara al Gip carola uno degli arrestati. La versione degli indagati...
Nessuna estorsione, solo una questione commerciale. In questo modo, Tommaso Nuzzo, imprenditore di Casagiove, arrestato sabato scorso con l’accusa di estorsione aggravata ha spiegato i rapporti intercorsi tra lui e quella che, secondo la Procura di Napoli, è la sua vittima. Davanti al gip Pietro Carola ieri mattina anche Pasquale Nuzzo, figlio di Tommaso, Attilio Pellegrino, di Villa di Briano, e Francesco Sparago, di San Prisco. Tommaso Nuzzo, assistito dai suoi legali Enzo Domenico Spina e Angelo Raucci, ha chiarito la sua posizione, ammettendo di aver contratto un debito con l’imprenditore di Pietramelara, ma sostenendo di aver avuto intenzione di pagare il dovuto e di non aver messo in atto alcuna pratica estorsiva. Il casagiovese ha dichiarato, infatti, di aver saldato parte del debito contratto e di essersi trovato in difficoltà in quanto il suo creditore avrebbe preteso da lui più del dovuto. Nuzzo si sarebbe lamentato della cosa con Pellegrino, anche lui operatore del settore dei carburanti, ma di non avergli chiesto alcunchè. Stessa versione è stata sostenuta dal figlio, Pasquale, anche se il 25enne ha dichiarato di non essere a conoscenza dei dettagli della vicenda, ma solo di essersi recato a Pietramelara a prendere la cisterna del padre. Anche Sparago, assistito dall’avvocato Nicola Leone, ha parlato a lungo con il giudice per le indagini preliminari Carola. Ha dichiarato di aver fatto una cortesia ad un vecchio amico, Nuzzo. Avrebbe accompagnato Pasquale Nuzzo e la moglie del padre dall’imprenditore dell’Alto Casertano. Sparago sarebbe stato convinto che i due dovevano chiudere una transazione commerciale già definita, senza essere a conoscenza di quanto sarebbe avvenuto prima e di quali sarebbero stati gli sviluppi della vicenda. Sparago avrebbe capito di essere finito in una situazione ‘complessa’, secondo quanto da lui dichiarato al pm, quando, recatosi a Pietramelara per la seconda volta, è stato fermato dai carabinieri. In base alla sua versione, era tornato dall’imprenditore a chiedere quanti ‘vuoti’, ovvero contenitori per il gas, aveva disponibili affinchè Nuzzo li riempisse a saldo di parte del debito. Sparago ha dichiarato, infine, di non aver mai proferito minacce all’indirizzo dell’imprenditore. Nella giornata di oggi verrà accompagnata dinanzi al gip di Napoli Anna Annunziata, moglie di Tommaso Nuzzo.

CHE UOMO! Minaccia a 48 anni la nonna 84enne per farsi dare i soldi. Sembra che cotanto comportamento da 'pappone' lo avesse attuato anche in precedenza!

A quasi mezzo secolo di vita, se uno ha il coraggio di tali azioni e quando lo recuperi più? "L'uomo" è stato arrestato dai Carabinieri e sarà giudicato per direttissima...
Nel corso della notte i militari dell’aliquota radiomobile del locale Comando Compagnia hanno tratto in arresto, per estorsione, Agostino De Rosa cl. 66 del posto. L’uomo è stato bloccato dai militari dell’arma proprio nel mentre minacciava l’84enne nonna convivente per ottenere del denaro. L’uomo, che non è nuovo a tali episodi era stato, già in passato, denunciato dall’anziana donna per analoghi episodi. Questa volta per il 48enne sono scattate le manette. L’arrestato sarà giudicato con rito direttissimo.

CASERTANO "AMERICANO" IN TOSCANA! La Guardia di Finanza sequestra tre immobili di lusso ad un 55enne commerciante di automobili. Evasione fiscale da oltre 4 milioni e mezzo di euro

Il provvedimento trae origine da una complessa indagine di polizia giudiziaria, a conclusione della quale i rappresentanti legali “pro-tempore” della ditta “La Marina s.r.l” furono arrestati per truffa ai danni dello Stato...
La Compagnia della Guardia di Finanza di Mondragone ha sottoposto a sequestro cautelativo tre immobili di lusso, ubicati in Toscana, del valore di oltre un milione di euro, nella disponibilità di un imprenditore residente in Mondragone, tale D.A. di anni 55, operante nel settore del commercio di automobili. Il provvedimento trae origine da una complessa indagine di polizia giudiziaria, a conclusione della quale i rappresentanti legali “pro-tempore” della ditta “La Marina s.r.l” furono arrestati per truffa ai danni dello Stato. I predetti, infatti, operavano le c.d. “frodi carosello” attraverso fittizie società cartiere create al solo scopo di evitare il versamento dell’I.V.A. nelle casse dell’erario. Gli elementi ed i dati raccolti nel corso della suddetta operazione di servizio sono stati analizzati nel corso di una articolata attività di polizia tributaria, che ha consentito alle Fiamme Gialle di accertare che la società sottoposta a controllo ometteva di dichiarare ingenti somme di denaro, ponendo in essere un’evasione fiscale per un importo superiore a 4,5 milioni di euro e sottraendo alle casse dello Stato oltre 900 mila euro di imposta sul valore aggiunto. Al termine della predetta attività ispettiva, i finanzieri hanno segnalato il responsabile alla locale Autorità Giudiziaria, per i reati penalmente rilevanti di omessa presentazione della dichiarazione, che prevede la reclusione da uno a tre anni per coloro i quali, al fine di evadere le tasse sui redditi o l'Iva, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni annuali relative alle citate imposte, quando l'importo dei tributi evasi è superiore a 30.000 euro, nonché quello relativo all’omesso versamento dell’Iva, che prevede la reclusione da sei mesi a due anni. Considerato l’elevato valore probatorio degli elementi raccolti nel corso delle indagini, al fine di inibire il consolidamento del vantaggio economico derivante dall’evasione fiscale, i militari della Compagnia di Mondragone hanno posto sotto sequestro i tre immobili nella disponibilità del responsabile, fino al raggiungimento delle somme corrispondenti all’imposta sottratta alle casse dello Stato. L’operazione di servizio svolta costituisce un’ulteriore testimonianza del costante presidio economico-finanziario esercitato dalla Guardia di Finanza di Caserta per il contrasto all'evasione fiscale.

CASTEL DI SASSO. Ahiaiaiaiaia Perinella! Iniziamo male! Se inizia una campagna elettorale scrivendo puttanate, la verità poi viene a galla! La replica della maggioranza sulla questione del finanziamento della Regione

Il candidato a sindaco e consigliere comunale di minoranza Giuseppe Perinella scrive che il Tar ha condannato il Comune in merito al finanziamento di 710mila euro che sarebbe stato bocciato. Ed invece il Tar non solo ha accolto il ricorso del Comune, la lo stesso Ente di Sasso si è appellato al Consiglio di Stato per vedersi riconfermata la sentenza...
Lo abbiamo scritto sempre, diamo a Cesare quel che è di Cesare. Ed allora iniziamo subito con la questione del finanziamento del campo sportivo di San Marco a Castel di Sasso bocciato dalla Regione Campania e di seguito il Comune si è rivolto al Tar contro tale decisione. Secondo il consigliere comunale di minoranza Giuseppe Perinella il Tar avrebbe condannato il Comune e non accolto quindi il ricorso. Ed invece arriva la replica proprio dal Comune a stretto giro lettura, da cui apprendiamo quanto segue: "Il TAR Campania, con sentenza 230/2014 ha accolto il ricorso del Comune di Castel di Sasso ed ha condannato la Regione Campania, in persona del suo legale rappresentante protempore, al pagamento delle spese processuali, munendo la sentenza di esecutività. La Regione Campania, a mezzo dell'Avvocatura Generale Regionale, ha appellato la sunnominata sentenza davanti al Consiglio di Stato. Il Comune di Castel di Sasso si è costituito per vedere riconfermata la sentenza del TAR Campania per il definitivo riconoscimento del finanziamento del progetto de quo per un importo complessivo di euro 710.000. L' udienza al Consiglio di Stato non è stata ancora fissata." Ora, caro Perinella, con tutto il rispetto e l'equidistanza dovuta alle parti politiche in campo, constatiamo che lei ha letto forse il dispositivo del Tar al'incontrario. O lo hanno letto al Comune all'incontrario? Se inizia una campagna elettorale sotto l'egida delle puttanate, stiamo messi davvero male...

QUATTRO RAPINATORI SERIALI ARRESTATI. Erano il terrore dei supermercati in Provincia di Caserta. Pistole in pugno hanno depredato gli MD e i negozi di cinesi/VIDEO

Gli arrestati sono Giuseppe Petito 27 anni, Vincenzo Schiavarello 25 anni, Rocco Emanuele Mele 19 anni e Pasquale Grimaldi 40 anni. Ad agire i Carabinieri...
I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Marcianise, congiuntamente ai carabinieri della Stazione di Sant’Arpino, hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto, nei confronti di quattro soggetti ritenuti responsabili di due rapine in supermercati di Sant’Arpino e Sant’Antimo, verificatisi lo scorso 14 marzo, e di una rapina in danno di un negozio di generi vari gestito da cinesi in Sant’Antimo il 5 marzo. 
Gli uomini fermati. I fermati sono: Giuseppe Petito, 27enne domiciliato a Sant’Antimo; Vincenzo Schiavarello, 25enne domiciliato a Melito di Napoli; Rocco Emanuele Mele, 19enne residente a Melito di Napoli; Pasquale Grimaldi, 40enne residente a Melito di Napoli. 
L’indagine e la videosorveglianza. La serrata attività di indagine, coordinata da Giovanni Corona della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, ha consentito di ricostruire nel dettaglio i singoli eventi grazie alla visione e l’analisi dei filmati estratti dalle telecamere di videosorveglianza dei negozi. Sono stati vagliati i minimi particolari e ciò ha consentito di ottenere utili elementi per la individuazione dei responsabili e la localizzazione del veicolo utilizzato per la commissione delle rapine. Tutte le catture sono avvenute tra la zona 167 di Melito di Napoli e Sant’Antimo (Na). Tra gli indagati il Grimaldi, avuta notizia della cattura dei complici ha cercato di sottrarsi alle ricerche rendendosi irreperibile, ciononostante nell’arco delle successive 24 ore è stato anch’esso catturato. 
La pistola giocattolo. Significativo l’evento in ordine al quale, all’atto della cattura, uno degli indagati raggiunto all’interno dell’abitazione, veniva sorpreso con al seguito la replica di una pistola nella cintola del pantalone. Alla domanda degli investigatori in merito al possesso dell’arma riferiva che la utilizzava generalmente solo per giocarci con il figlio di due anni. Invero, dalla visione dei filmati si appurava che l’arma in questione era stata utilizzata per la commissione dei fatti criminosi. 
Le ordinanze. Gli arrestati sono stati tradotti presso il carcere di Napoli – Poggioreale dove la competente autorità giudiziaria, concordando con le risultanze investigative raccolte dall’arma, ha confermato per tre la permanenza nel citato istituto penitenziario, mentre per il quarto ha disposto la misura degli arresti domiciliari. Con l’operazione odierna salgono a 10 le rapine perpetrate nei confronti di esercizi pubblici e successivamente scoperte dagli uomini della compagnia carabinieri di Marcianise in ordine ad un piano di prevenzione e contrasto articolato in due fasi, la prima quella preventiva attuata attraverso la dislocazione di pattuglie in punti strategici del territorio per un’azione di controllo nell’arco delle 24 ore; la seconda fase, quella repressiva, attuata attraverso l’attività investigativa svolta dal Nucleo Operativo e Radiomobile ed il ricorso ad attività tecniche.
 IL VIDEO

CASTEL DI SASSO. E' iniziata la campagna elettorale in paese. Il geometra Perinella, consigliere comunale di opposizione e candidato sindaco passa all'attacco: "Comune sciupone! 22mila euro per un avvocato!

Il Comune nella vicenda del campo sportivo di San Marco, paga 22mila euro di parcella al legale D’Angiolella di Napoli per il giudizio contro la Regione Campania, a seguito del mancato finanziamento di un Por. Così Perinella si inalbera contro la maggioranza...
La Commissione Europea, con decisione dell’11 settembre 2007, ha adottato la proposta di Programma Operativo Regionale Campania che “si prefigge lo scopo di realizzare strutture per la diffusione dello sport, attraverso i Piani di Zona Sociale di cui alla L. 328/2000, al fine di favorire l’accessibilità e la qualità dei servizi educativi e di incentivare il loro uso per promuovere le occasioni di aggregazione sul territorio. Il Bando richiedeva un punteggio minimo di accesso di 60 punti in base ai requisiti richiesti nel bando. Il comune di Castel di Sasso aderì al bando della Comunità Europea, tramite la Regione Campania “Città solidali e scuole aperte”, per il completamento di impianto sportivo polivalente e l’ampliamento del campo sportivo Comunale di S.Marco,con la presentazione di un proprio progetto che fu ( redatto da un tecnico fiduciario del Comune, dichiarava che il campo sportivo apparteneva all’ambito C/4). Il progetto presentato alla Regione, da parte dal Comune di Castel di Sasso, risultò ammissibile, ma non idoneo a collocarsi utilmente in graduatoria, poiché non raggiungeva il punteggio minimo previsto dal bando di 60 punti, (art. 8 del bando). La Maggioranza di Castel di Sasso, alla comunicazione dell’esclusione al Bando, decide di intraprendere azione legale avverso la Regione Campania con ricorso al Tar (con incarico all’Avvocato D’Angiolella con un anticipo di 2.000,00). A gennaio 2013 il Legale di fiducia del Comune D’Angiolella ,comunicava che all’udienza del 10 gennaio 2013 il Giudice adito aveva cancellato la causa dal ruolo delle sospensive, trattandosi di una pubblicazione provvisoria e non definitiva. La Giunta Comunale contro la sentenza del Giudice, decide di proseguire il Giudizio con ricorso al Tar Amministrativo contro La Regione Campania per il mancato inserimento, con nuovo incarico allo studio legale dell'avvocato D'Angiolella, con onorario, per l’importo di Euro 13.010,08. oltre IVA e diritti. Con sentenza del TAR Campania – Napoli n. 230 del 2014 Il Comune di Castel di Sasso è soccombente nella causa contro la regione Campania e viene condannato al pagamento delle spese. La Giunta comunale imperterrita, il 28/3/2014 conferisce un nuovo incarico allo studio legale dell'avvocato D'Angiolella per proseguire col ricorso di costituzione dinanzi al Consiglio di Stato avverso la sentenza del Tar N°230 del 2014. Per il nuovo incarico legale, la Giunta Comunale anticipa all' Avv. D'Angiolella altri 5mila euro per le spese. Per Perinella dovrebbe intervenire la corte dei conti,sulla gestione del Comune, non è possibile che il comune per aderire a un Bando della Comunità Europea tramite la Regione Campania, ha pagato fino ad oggi € 22.000,00 di solo parcelle professionali, per un giudizio che fino ad oggi e risultato soccombente. La maggioranza ha preferito anticipare € 22.000,00 per spese di giudizio al Legale,anziché destinarli come contributo alla Società Polisportiva di Castel di Sasso che avrebbe provveduto, come ha sempre fatto alla sistemazione e manutenzione del Campo sportivo e della scuola calcio.
Nella foto il sindaco uscente Nunzio Valentino e il candidato sindaco Giuseppe Perinella

LIMATOLA. Nell’attesa che le indagini della Guardia di Finanza facciano il loro corso don Giuseppe “business man” è stato spedito a casa.

Sospese le funzioni da sacerdote di Giuseppe Giuliano il prete che staccava la luce ai derelitti e che dispensava soprattutto cazzotti… 
Ci sono volute non una ma ben due trasmissioni televisive nazionali e l’intervento della Guardia di Finanza per indurre il Vescovo Mons. Angelo Spinillo a mandare a riposo Giuseppe Giuliano, il prete che Le Iene, trasmissione di Italia Uno hanno ribattezzato “don business man”. La notizia era molto attesa dalla Comunità di Limatola, piccolo Comune sannita ai confini con la Provincia di Caserta e amministrato da quest’ultima Diocesi e ieri pomeriggio è arrivata l’ufficializzazione: don Marco Fois, trentaduenne parroco della Chiesa di Santa Maria degli Angeli a San Nicola la Strada, è stato nominato amministratore della Chiesa di San Biagio a Limatola. Don Fois sostituirà Giuseppe Giuliano, che è stato sospeso dalle sue funzioni. Il provvedimento è stato deciso da monsignor Angelo Spinillo, vescovo di Aversa e amministratore apostolico della diocesi di Caserta, che mercoledì scorso ha firmato il decreto di sostituzione. Nonostante Giuseppe Giuliano fosse stato invitato più volte da monsignor Spinillo a lasciare la parrocchia di San Biagio la cui casa canonica è stata perquisita l’11 di aprile dalla Guardia di Finanza anche a seguito dei due servizi televisivi realizzati dalla trasmissione «Le Iene» tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, il prete non ne ha voluto sapere. All’indomani della perquisizione della Guardia di Finanza, la curia casertana emise un comunicato nel quale esprimeva “preoccupazione per quanto può ricadere sulla vita della comunità cristiana e in attesa che le indagini facciano il loro corso, ha espresso fiducia negli organi preposti alla giustizia accompagnando con attenzione e preghiera il confratello coinvolto in tale indagine”. 

SCANDALO ASL. Dopo gli arresti bis susseguitisi a quelli di Grillo e Polverino, oggi il riesame analizza la posizione di Pio Affinita e di Ernesto Savinelli rispettivamente tecnico e assessore comunale a Santa maria a Vico

Questa indagine non è altro che una costola dell'inchiesta principale per gli appalti ASL e per altre turbative di gara nelle quali è coinvolto anche il noto politico casertano Angelo Polverino...
Oggi il Tribunale del Riesame di Napoli, Dodicesima Sezione Penale, Presidente dott. Luigi Esposito, è chiamato a pronunciarsi sulle richieste di riesame proposte dai difensori di Pio Affinita e di Ernesto Savinelli, rispettivamente il dirigente dell'ufficio tecnico del comune di Santa Maria a Vico ed il secondo vicesindaco e assessore all'ambiente dello stesso comune, difesi dall'avv. Italo Madonna. Domani dinanzi alla stessa sezione, verrà discusso il riesame relativo anche alla posizione del col. Angelo Piscitelli difeso dall'avv. Raffaele Gaetano Crisileo. Per la cronaca i tre vennero arrestati nella notte tra l'8 ed il 9 aprile scorso dagli uomini del comando provinciale Carabinieri di Caserta, agli ordini del col. Giancarlo Scafuri in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli, dott.ssa Isabella Iaselli , su richiesta dei pubblici ministeri antimafia dott.Giovanni Conzo, dott. Luigi Landolfi e dott.ssa Annamaria Lucchetta. Nell'operazione vennero tratti in arresto anche altre persone tra cui il titolare della ditta FARE L'AMBIENTE, Grillo Angelo, suo figlio Roberto Grillo nonché Alessandra Ferrante, dipendente della stessa ditta. Questa indagine non è altro che una costola dell'inchiesta principale per gli appalti ASL e per altre turbative di gara nelle quali è coinvolto anche il noto politico casertano Angelo Polverino. Anche nella vicenda di Santa Maria a Vico è ipotizzata una turbativa di gara il cui valore dell'appalto ammonterebbe a circa 5 milioni di euro. Mentre l'indagine e le investigazioni continuano, pare che stanno emergendo sviluppi nuovi e di rilievo che porteranno di qui a poco ad una svolta in quanto si sta indagando su altri appalti truccati e su altre ipotesi di corruzione poste in essere da Angelo Grillo nei confronti di funzionari pubblici pagati con ingenti tangenti o con altre utilità, come viaggi o prestazioni da parte di escort. 
Nella foto da sx Lazzaro Luce, Angelo Polverino, Franco Bottino e Angelo Grillo

martedì 22 aprile 2014

VAIRANO PATENORA. Assalto armato in casa di un avvocato. Minacciati i suoi familiari con una pistola. “Dacci i soldi oppure tua figlia la portiamo via!”

Ore di terrore in casa di un noto professionista di Vairano Scalo. Cinque individui sono penetrati in casa quando la famiglia era riunita e con le armi hanno minacciato i presenti… 
Una banda di rapinatori, composta pare da cinque individui, ha fatto vivere una sorta di arancia meccanica alla famiglia di un avvocato di Vairano Patenora, penetrando nella serata di domenica scorsa nell’abitazione dell’avvocato e, minacciando tutti i presenti con le armi, proferivano frasi minacciose anche nei riguardi della figlia dello stesso legale, una bambina, facendo capire chiaramente che se non venivano tirati fuori i soldi, la piccola se ne sarebbe andata con i delinquenti. Almeno tre gli individui armati che insieme ad altri due hanno fatto irruzione nell’abitazione del legale ubicata in Vairano Scalo e soprattutto in pieno centro cittadino! Ciò la dice davvero lunga su quanta paura abbiano questi delinquenti di penetrare in casa della gente in prima serata. Appena dentro manifestavano esplicitamente ciò che era il loro intento: “Tira fuori i soldi, altrimenti portiamo via tua figlia con noi!” Avevano il viso travisato da passamontagna e brandivano in modo deciso le armi. Alla fine ottenevano il loro bottino, circa 5mila euro tra contanti e preziosi. Su questo incredibile episodio stanno indagando i carabinieri della Stazione di Vairano Scalo.

SAN GREGORIO MATESE. Se la cavano con un “cazziatone” i cinque insorti di ieri sera che hanno assalito la Caserma dei Carabinieri.

Obbligo di dimora fino al prossimo 27 maggio, quando si svolgerà il processo a Santa Maria Capua Vetere… 
Sostanzialmente e pragmaticamente un assalto alla Caserma dei Carabinieri oggi vale un obbligo di dimora. Questo è quanto ha stabilito il Giudice di Santa Maria Capua Vetere oggi, nel rito svoltosi per direttissima, ha esaminato i fatti accaduti ieri a San Gregorio Matese, allorquando cinque individui dopo essere stati fermati ad un controllo a bordo di un veicolo che era sprovvisto di assicurazione obbligatoria e già sottoposta a fermo amministrativo per analoga vicenda hanno iniziato a dare in escandescenza con l’aiuto di altri loro compari accorsi a dare man forte. 
I Carabinieri della locale stazione coadiuvati da quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Piedimonte Matese e delle stazioni di Alife (CE), Ailano (CE) e Capriati al Volturno (CE), hanno arrestato, quindi, per i reati di danneggiamento a struttura militare e violenza e resistenza a pubblico ufficiale i pregiudicati napoletani: 
• Salierno Concetta, cl. 1990; 
• Rusciano Francesca, cl. 1976; 
• Miano Antonio, cl. 1970; 
• La Monica Mario, cl. 1985 
• Borrelli Salvatore, cl.1959, residente a Melito di Napoli (NA) incensurato. 
I FATTI. - I cinque, alle ore 21,20, di ieri, in San Gregorio Matese (CE), sono stati fermati a bordo di un autovettura in uso e condotta dal La Monica Mario, a seguito di un controllo alla circolazione stradale effettuato dai carabinieri della locale stazione che gli hanno contestato che autovettura suddetta era sprovvista di assicurazione obbligatoria e circolante nonostante sottoposta a fermo amministrativo. In seguito gli occupanti del mezzo sono stati accompagnati presso la stazione Carabinieri di San Gregorio Matese per gli adempimenti del caso. Nel frattempo un nutrito gruppo di conoscenti dei cinque, sopraggiunti sul luogo, esagitati, inveiva nei confronti dei militari operanti lanciando anche sassi contro la struttura e danneggiando il cancello di ingresso. Il supporto dei Carabinieri del locale Nucleo Operativo e Radiomobile, nonché dei militari delle stazioni di Alife, Ailano e Capriati al Volturno ha consentito di sedare gli animi e di bloccare i facinorosi. In conseguenza dei succitati fatti i prevenuti sono stati dichiarati in stato di arresto e su disposizione dell'Autorità Giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere, sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza della stazione di Piedimonte Matese ed Alife. Stamani il rito per direttissima durante il quale il Giudice ha convalidato gli arresti, stabilito la data del processo, il 27 maggio e comminato l'obbligo di dimora a Scampia per i cinque imputati che hanno scelto il rito abbreviato.

ALVIGNANO. Dopo circa trenta anni risorge il club Napoli in città. Iniziativa dei tifosissimi Dario Barbiero e Daniele Ianniello. Domani l'Assemblea costitutiva

Dopo la meravigliosa stagione 1989-1990, chiuse i battenti il "Club Napoli Alvignano" allora presieduto dal professore Giovanni Parillo. Erano i tempi di Diego...
Dopo circa una trentina d’anni anche Alvignano avrà il suo "Club Napoli". Era, infatti, appena dopo la meravigliosa stagione 1989-1990, quando chiuse i battenti il "Club Napoli Alvignano" allora presieduto dal professore Giovanni Parillo. In quell’anno in panchina a Ottavio Bianchi succedeva Albertino Bigon, fresco vincitore della Coppa Uefa. Che vinse il massimo torneo nazionale con una formazione composta da Giuliani, Ferrara, Francini; Crippa, Alemao, Baroni; Fusi, De Napoli, Careca, Maradona, Carnevale. Ci riprovano ad Alvignano, un gruppo di baldi giovani, a ricreare lo spirito di allora, anche perché la squadra azzurra, essendo in auge, ha ancor più rinfocolato il tifo per la compagine più seguita nel meridione d’Italia. A prendere l’iniziativa Dario Barbiero e Daniele Ianniello che hanno riscontrato diversi consensi da parte di un nutrito gruppo di supporter della squadra ubicata all’ombra del Vesuvio Da Dario Barbiero l’augurio che "possa crearsi un bel gruppo di amici, prima che tifosi, al fine - ha riferito Barbiero - di condividere non solamente la comune fede calcistica, ma anche quel rapporto umano che tanto abbisogna ai cittadini tutti di Alvignano". L’assemblea avrà luogo, comunque il prossimo 23 aprile, nel centro polivalente, ubicato in via Iacobelli, alle ore 20,30 e tutti i tifosi del Napoli sono invitati a partecipare.

CAIAZZO. Traffico di cardellini e altri uccelli da canto. In città segnalate orde di napoletani e dell’agro aversano tra le due e le quattro del mattino a fare razzie nei nidi.

Grazie a scale retraibili, questi trafficanti che perlopiù alimentano anche il business della malavita organizzata, arrivano fin sopra le vette degli alberi e depredano i nidi. Una volta presi gli uccelli venduti al mercato nero… 
C’è un traffico nella zona dell’Alto Casertano, non solo sottovalutato, ma anche sconosciuto ai più. Si tratta del traffico di uccellini da canto, ovvero cardellini, usignoli, ma in alcun casi anche dei passeri che vengono utilizzati vivi da dare in pasto ai rapaci nelle voliere clandestine. E a Caiazzo, si sta verificando un caso strano e per certi versi assurdo. Infatti sono stati notati nelle ultime festività pasquali, a cavallo tra le due e le quattro del mattino, ovvero quando la stragrande maggioranza dei cittadini dorme, alcuni soggetti che sono penetrati con scale retraibili nei giardini pubblici di Caiazzo ed inerpicarsi fin sopra la cima degli alberi per depredare i nidi di uccellini che da decenni vengono qui a costruire la loro “casetta”. Nell’Alto Casertano questo fenomeno non è insolito, sebbene come abbiamo spiegato prima, è sconosciuto a molti. Qualche mese addietro i Carabinieri della Stazione di Caiazzo, compirono un blitz in un garage della case popolari di Piana di Monte Verna, scoprendo che uno degli inquilini aveva una decina di gabbiette con tanti uccellini da canto, pronti per essere venduti (nella foto). E proprio il traffico di questo volatili, aumenta anche il business della malavita organizzata, del resto come ogni traffico illecito che si rispetti. Infatti i cardellini, usignoli e altri uccellini catturati vengono poi rivenduti al mercato nero, soprattutto la domenica mattina nei vari mercatini rionali delle province di Napoli e Caserta. Ma vi è di più! Infatti a molti questi biechi bastardi, gli bucano gli occhi perché secondo una leggenda metropolitana gli uccellini canterebbero con più vigore. Mentre ad altri, vedi i passeri che non valgono quasi nulla nella scala del mercato nero, ma hanno un valore immenso in natura, la sorte riservata è peggiore, ovvero vengono immessi vivi nelle voliere “private” ed “illegali” e dati in pasto ai rapaci, anche questi catturati illegalmente. Ci rendiamo conto che combattere anche questo fenomeno è davvero un’impresa per le forze dell’ordine. Ma se ogni tanto si facessero un giro nei mercatini rionali ove vengono commercializzati, magari si porterebbero avanti con il lavoro. Come potete vedere nel servizio de “Le Iene” un cardellino a mercato nero può valere addirittura fino a 50mila euro. 
Nella foto l'ultimo sequestro e la conseguente liberazione dei cardellini ad opera dei Carabinieri di Caiazzo

VAIRANO PATENORA. Chi è la vera bestia? Il povero cagnolino ucciso a pallettoni da un essere umano o quest'ultimo che lo ha sparato? E chi lo protegge questo essere immondo? Parlate!

clikka sul manifesto per ingrnadirlo
Su una cosa possiamo essere tutti d'accordo, riusciamo ad impersonificare lo schifo assoluto quando capita di apprendere notizie del genere. Quel verme che ha sparato un cagnolino indifeso si sente ora un uomo? O magari è un cornuto frustrato che scarica la sua rabbia sugli animali indifesi? A voi l'ardua sentenza. A te cornuto che hai ucciso, l'augurio che possa essere quanto meno identificato. Almeno stavolta davvero verresti sputtanato a vita... 
Un essere immondo, magari uno di quei tanti cornutacci che solo per il fatto di impugnare un'arma si sentono dei Rambo, la notte tra il 15 ed il 16 aprile ha aperto il fuoco su un cagnolino indifeso. Un randagio. Gli ha sparato un pallettone sulla spalla facendolo morire dissanguato. La notizia l'abbiamo appresa dai colleghi blogger di Vairano News, sempre molto attenti sul territorio a sensibilizzare l'opinione pubblica su fatti ede eventi di rilevanza sociale. L'auspicio ora è che questo frustrato, magari uno di quei cornuti che scaricano la loro rabbia su esseri indifesi, sia assicurato al più presto alla Giustizia. E' vero che sarebbe solo denunciato a piede libero, sebbene la sua vita vale molto meno di quella di quel cagnolino che ha ammazzato. Ma in questo caso l'impegno di pubblicare foto, nome e cognome di questo schifoso è imperativo!

CAIAZZO. Le vicissitudini di una famiglia caiatina con Telecom che si ribella e decide di rivolgersi al legale per denunciare.

Ci scrive il legale della famiglia caiatina, spiegando circostanze davvero assurde. Addirittura la negazione dei servizi effettuati… 
Questa la letterra giunta dall’avvocato Domenico Carozza che tutela gli interessi di questa famiglia di Caiazzo, vittima della Telecom, al pari di tanti altri cittadini della Provincia di Caserta che non ne possono davvero più. 
"""Chiedo la vostra ospitalità per segnalare un chiaro episodio di disservizio pubblico da parte di Telecom sottopostomi da una famiglia di Caiazzo che da oltre un anno è vessata dai tantissimi guasti che si verificano alla linea telefonica e a internet. Le vicissitudini sono quelle comuni (ma così deve essere normalmente dal punto di vista strettamente tecnico commerciale?) a tante altre famiglie e così i disservizi che ne seguono sul piano dei rapporti sociali e professionali. La speranza è che non sia, invece, comune il livello di illegalità raggiunto dalla Telecom. Infatti, ho potuto riscontrare che, ai tanti disservizi non risolti dai tecnici della Società, si è aggiunta la menzogna, e cioè la scoperta che di due interventi tecnici, che Telecom aveva comunicato alla malcapitata famiglia di aver realizzato negli ultimi due mesi, ne risultava reportato soltanto uno. Inoltre, quando ho provato a contattare, in loro vece, nel giorno di Pasqua, il call center tecnico, ho trovato la risposta stizzita e infastidita di un’operatrice che “consigliava” di rivolgersi al “commerciale”. Quale senso avesse doversi rivolgere al commerciale per disservizi tecnici, se non soltanto quello di liberarsi dell’interlocutore, non mi è chiaro. Pertanto, ho ritenuto di consigliare a questi amici di cambiare gestore nella speranza che un operatore privato possa essere meglio organizzato nonché di denunciare alla Procura della Repubblica per truffa e associazione a delinquere i dirigenti responsabili della Telecom nonché i tecnici che avevano dichiarato il falso e l'operatrice call center. Ma si rende necessario, dinanzi alle illegalità di cui ho potuto avere diretta conoscenza, e grazie a quanto definito dalla legge 241/90 che garantisce ai cittadini l’accesso ai documenti amministrativi, verificare se anche in precedenza siano stati dichiarati interventi non effettuati o se, già in altre occasioni, da parte del servizio call center vi siano state altre risposte di pari grado di infastidimento. Ma ciò non basta: credo sia importante diffidare gli Organi amministrativi di Vigilanza sull'attività della Telecom per verificare se la Società è in grado di rendere un servizio pubblico così importante per la comunità e non realizzi, invece, unicamente interessi commerciali ed economici a scapito di quelli degli utenti in favore dei quali si richiederà la corresponsione del giusto risarcimento danni. Sono convinto, infatti, che non debba esserci spazio commerciale per le Società di cui si scoprano livelli di inefficienza dei servizi, mancata trasparenza e comportamenti illeciti. E, approfittando della vostra ospitalità, vorrei invitare quelle famiglie e imprese che hanno avuto e stanno avendo esperienze simili a non accettare con passività tali disservizi e sopraffazioni reagendo per far rispettare la legge ed i propri diritti. Gli strumenti esistono, e richiamare le autorità pubbliche a esercitare correttamente le proprie funzioni è uno dei primi passi di impegno civico utili a far funzionare meglio la nostra società."""
Avv. Domenico Carozza

ARRESTATI DUE MINORENNI PER SPACCIO E DETENZIONE DI DROGA. Operazione di servizio della Guardia di Finanza, grazie all'ausilio dei cani anti droga "Patti" e "Paghen"

Uno dei minori guidava un veicolo senza patente. Il duo aveva con se diciassette dosi di marijuana e oltre 2mila euro in contanti...
I militari della Guardia di Finanza del Gruppo di Aversa hanno tratto in arresto due minorenni di Casapesenna (NA) per detenzione e spaccio di droga. Le Fiamme Gialle, impegnate nell’ambito della missione “strade sicure” in attività di controllo straordinario del territorio, in concorso con i militari del 32° Reggimento Carri di Tauriano (PN), nel corso della notte tra domenica e lunedì, hanno intimato l’alt ad una Citroen C3 che si aggirava in corrispondenza del territorio del comune di San Marcellino (CE). Alla guida del veicolo vi era uno dei minori – chiaramente senza patente – e come passeggero un altro coetaneo. L’ispezione dell’autoveicolo consentiva di rinvenire, già pronte per la vendita, 17 dosi di marijuana e oltre 2.000 euro in contanti provento di spaccio. I due ragazzi sono stati tratti in arresto e tradotti presso il Centro di Prima Accoglienza di Napoli, a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni. Per il conducente è scattata anche la denuncia per guida senza patente. Le attività sono state supportate dai cani antidroga “Patti” e “Paghen”, in dotazione al Gruppo di Aversa, che, grazie al loro infallibile fiuto, hanno reso possibile l’individuazione ed il sequestro della droga. L’operazione di servizio testimonia, ancora una volta, il consolidato impegno della Guardia di Finanza sul territorio casertano, rivolto alla prevenzione e repressione di reati di grave pericolosità sociale, quali quello dello spaccio di sostanze stupefacenti.