martedì 31 marzo 2015

PONTELATONE. Un altro sospiro di sollievo per gli utenti di Poste Italiane. Il Consiglio di Stato sancisce lo stop definitivo alla chiusura degli sportelli di periferia

I giudici: "Il punto di accesso all'ufficio postale non deve superare la distanza massima di cinque chilometri dal luogo di residenza per il 92,5% della popolazione. Le strade che portano a Poste Italiane devono essere percorribili in condizioni di sicurezza materiale ma devono essere altresì servite da mezzi pubblici, in maniera che l'accesso non sia condizionato dalla disponibilità di mezzi privati" 
Non è consentito chiudere gli uffici postali nei piccoli centri se non vengono rispettate le distanze in rapporto alla popolazione e se la scelta non viene adeguatamente motivata in relazione ai disagi che arreca. La sesta sezione del Consiglio di Stato segna, con la sentenza n. 1262 depositata l'11 marzo, un ulteriore tappa nella saga che vede contrapposti i Comuni, spalleggiati dall'Anci, e Poste Italiane, che da più di un anno si sta aggrovigliando a suon di ricorsi e sentenze, non sempre favorevoli alle amministrazioni locali. Questa volta il giudice amministrativo riconosce le buone ragioni dei primi cittadini, i quali hanno in massa alzato le barricate contro il piano industriale presentato da Poste Italiane che dal prossimo 13 aprile dovrebbe condurre alla chiusura di 455 uffici postali sul territorio nazionale e alla riduzione di orario di apertura in altri 608. L'occasione è fornita da un piccolo Comune del salernitano che si è opposto alla chiusura dell'ufficio postale sito in una frazione a causa della anti economicità della gestione. Poste ha vinto la partita in primo grado, ma Palazzo Spada ribalta radicalmente il verdetto e dà ragione al sindaco. 
Le motivazioni di Palazzo Spada – La decisione della sesta sezione si fonda su due motivi, il primo dei quali è legato al criterio di distribuzione degli uffici nella distanza massima di accessibilità al servizio espressa in chilometri percorsi dall'utente, fissato dal Dm 7 ottobre 2008. La novità della sentenza sta nella puntigliosa e millimetrica analisi del rapporto popolazione/distanze grazie alla quale arriva alla conclusione che, dati alla mano, non viene soddisfatto il parametro che vuole il punto di accesso entro la distanza massima di cinque chilometri dal luogo di residenza per il 92,5% della popolazione. Altra singolarità è che la sentenza basa le conclusioni su una verifica sul campo effettuata dal prefetto, contenente anche dati forniti dal direttore territoriale dell'Aci, in cui, oltre alle distanze, si è valutata l'effettiva percorribilità della strada principale e di quella secondaria, le cui condizioni sono risultate disagevoli. Secondo il Consiglio di Stato, l'espressione "accessibilità al servizio" utilizzata dal Dm "non può prescindere dall'effettiva e normale percorribilità delle strade di accesso agli uffici postali in termini di reale e conveniente fruibilità da parte dei cittadini". E rincara: non solo le strade devono essere percorribili in condizioni di sicurezza materiale ma devono essere altresì servite da mezzi pubblici, "in maniera che l'accesso non sia condizionato dalla disponibilità di mezzi privati". La seconda considerazione, che trova fondamento anche in altre pronunce favorevoli ai Comuni, riguarda le motivazioni su cui è basata la chiusura dell'ufficio postale, che nel caso specifico hanno avuto riguardo al solo profilo economico e gestionale. Poste Italiane, adombrano i giudici, non può fare spending review sulle spalle dei piccoli Comuni, determinando disservizi e disagi soprattutto alla popolazione anziana e a quella priva di strumenti tecnologici, perché le chiusure devono tenere conto della dislocazione degli uffici postali, con particolare riguardo alle aree rurali e montane, ma anche delle conseguenze che la relativa presenza produce sull'utilità sociale. Consiglio di Stato, sentenza n. 1262 depositata l'11 marzo dell'anno 2015
Domenico Iodice

PIEDIMONTE MATESE. Controlli caldaie: il sindaco Vincenzo Cappello chiede alla Provincia la sospensione e l’apertura di uno sportello informativo presso il Municipio

Ati Sea Ambiente annuncia che a partire dal 13 aprile prossimo essa procederà con i controlli per i possessori di impianti, già preavvisati via raccomandata...
A fronte di una nota pervenuta in Comune da parte di Ati Sea Ambiente, incaricata dalla Provincia di Caserta di eseguire i controlli sugli impianti termici dei cittadini, il sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello ha voluto scrivere sia alla ditta che al presidente dell’Ente provinciale Domenico Zinzi, per chiedere di sospendere i controlli alle caldaie. Nella nota ricevuta il giorno 26 marzo 2015 è stato infatti anticipato dalla Ati Sea Ambiente che a partire dal 13 aprile prossimo essa procederà con i controlli per i possessori di impianti, già preavvisati via raccomandata. A questo proposito sono state già registrate proteste per l’ulteriore tributo da versare, in un momento di crisi come quello attuale, accompagnate da richieste di chiarimenti da parte dei cittadini, soprattutto in merito al periodo di riferimento (biennio 2009-2010). Comprendendo quindi le difficoltà che numerosi cittadini oggi sono costretti ad affrontare quotidianamente, tanto da chiedere in molti casi sussidi economici al Comune, il primo cittadino ha avanzato la richiesta di interrompere gli annunciati controlli e, nel frattempo, di organizzare un incontro per definire alcuni aspetti che risultano poco chiari, anche relativamente alla legittimità del tributo, che si riferisce a un periodo già trascorso. Allo stesso tempo Vincenzo Cappello ha manifestato la disponibilità ad offrire spazi della Casa comunale per creare uno sportello informativo dove ogni cittadino potrebbe facilmente ottenere ogni informazione e chiarimento, così come avvenuto in altri comuni.

PRATELLA. Non gli bastava una prima denuncia ed il sequestro delle armi, ha continuato a perseguitare la ex moglie. Arriva una nuova denuncia di stalking per un 54enne del posto

A nulla sono valsi i ripetuti ammonimenti fatti dai Carabinieri della Stazione di Prata Sannita affinché l’uomo desistesse da comportamenti ormai inutili e pericolosi, tant'è che la in questi giorni la donna è stata costretta ad un ulteriore denuncia...
La vicenda ormai risale al maggio 2013 quando per la prima volta la donna, L.C. di 46 anni, ha trovato il coraggio di denunciare il coniuge, B. G. di 54 anni. Entrambi di Pratella e, sebbene a seguito della prima denuncia ormai vivano in abitazioni diverse, all’uomo le modalità attuali di vita della donna e la gestione dell’abitazione non è gradita. Per cui ha continuato a “vigilare” sulla vita della ormai ex coniuge, sia con la sua costante presenza che con atteggiamenti violenti, mai sulla donna, ma spesso su oggetti e suppellettili dell’abitazione, in cui tra l’altro vive anche uno dei due figli, entrambi maggiorenni, insieme alla madre. Il ritiro delle armi ed il divieto di detenzione di qualsivoglia altro strumento atto ad offendere, ha fatto sì che gli scatti d’ira non culminassero in episodi di maggiore pericolosità, però non hanno evitato le reiterate azioni dimostrative di una situazione di gelosia e disagio per lo stato di “soccombenza nel procedimento civile instaurato. A nulla sono valsi i ripetuti ammonimenti fatti dai Carabinieri della Stazione di Prata Sannita affinché l’uomo desistesse da comportamenti ormai inutili e pericolosi, tant'è che la in questi giorni la donna è stata costretta ad un ulteriore denuncia. L’ulteriore atto sarà valutato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere unitamente al primo ancora nella fese istruttoria.

MIGNANO MONTELUNGO. Il Professore Giovanni De Luca a Retequattro certifica scientificamente il miracolo avvenuto al Frate Stefano Mastrippolito

Il direttore di Villa Floria è stato invitato nella nota trasmissione condotta da Paolo Del Debbio "Quinta Colonna". Il Frate secondo i medici è guarito in maniera miracolosa dopo essersi recato a Medjugorje...
Guarigione miracolosa del Frate Stefano Mastrippolito, il conduttore Paolo Del Debbio della trasmissione televisiva di Rete 4 “Quinta Colonna”, andata in onda Lunedì 23 Marzo, ha ospitato il Prof. Giovanni De Luca Direttore Sanitario di “Villa Floria” sita nella frazione di Campozillone del Comune di Mignano Montelungo che, certificò l’avvenuto recupero della salute del monaco. L’altra sera, sulla rete ammiraglia di Mediaset il Giornalista Del Debbio, ha annoverato tra i suoi ospiti: Fra' Stefano ed il Professore De Luca, protagonisti di una guarigione strabiliante o per meglio dire miracolosa, avvenuta a Medjugorje, località dove Don Stefano si recò per alleviare le sue sofferenze dovute ad una ciste sacro- coccigea (neoplasia apparentemente maligna) prima di riprendere le cure prestategli precedentemente dal Prof. De Luca specialista in Chirurgia Oncologica. La testimonianza di Don Stefano, è stata seguita dalle centinaia di telespettatori che ogni Lunedì sera seguono il programma di approfondimento di attualità e politica condotto da Del Debbio, nonché dagli ospiti in studio tra questi Paolo Brosio, Katia Ricciarelli, Pippo Franco ed altri. “Stefano sei guarito, Stefano sei guarito, Stefano sei guarito”, questa la risposta della Madonna di Madjugorje, data a Fra' Stefano Mastrippolito sul monte Kriscevaz, nel momento in cui gli comunicò la sua guarigione, è riferita in primis alle telecamere di Mattino Cinque e otto giorni fa a Quinta Colonna. Nel corso della puntata che ha riguardato testimonianze di fede e miracoli, il Presentatore Del Debbio hanno accolto nel suo salotto Fra Stefano Mastrippolito,il Direttore Sanitario di “Villa Floria” Giovanni De Luca ed il Giornalista Paolo Brosio. La dichiarazione del Professore Dott. De Luca, ascoltata in diretta da milioni di telespettatori che seguono la fortunatissima trasmissione è stata la conferma dell’evento miracoloso che ha concesso al Frate, di riappropriarsi della sua salute. "Rimasi stupefatto allorquando – ha raccontato il Prof. De Luca, Specialista in Chirurgia Oncologica - Fra' Stefano venne da me per un controllo deciso prima del suo viaggio a Medjugorje, asserendo di essere guarito miracolosamente. Nell'effettuare la visita, ho potuto constatare che non solo era sparita la massa (neoplasia apparentemente maligna) ma addirittura la ferita segno delle diverse operazioni a cui il Frate si era sottoposto, per debellare le sofferenze dovute ad una ciste sacro-coccigea molto profonda, dopo esser stato visitato da decine di chirurghi in diversi Ospedali negli anni 2008-2009”. La testimonianza di De Luca ha confermato il fatto miracoloso successo a Fra Stefano dell’Ordine Carmelitano che, ha toccato il cuore di tutte quelle persone che ogni giorno si affidano alla preghiera, affinché Nostra Signora di Medjugorje li faccia risorgere a nuova vita. “Il 30 luglio sono partito per questo pellegrinaggio a Medjugorje. A dir la verità, all'inizio più che andare a pregare volevo andarmi a divertire, volevo trovare un po' di gioia e di allegria - ha raccontato Frate Stefano - Ma quando sono arrivato dopo il lungo viaggio, appena sceso dal pulmino, ho sentito che dovevo mettermi a pregare, ho capito che non ero lì per divertirmi. Quella sera ho fatto diverse ore di preghiera intensa: rosario, Messa (era la seconda della giornata) e adorazione. Potrei dire che quella sera è iniziato il mio vero pellegrinaggio, un “pellegrinaggio di rinascita”, come amo chiamarlo. Ho pianto tanto in quei giorni... mentre non mi era mai successo di piangere nei pellegrinaggi precedenti; era da 10 mesi che non riuscivo ad inginocchiarmi, e quella sera per la prima volta mi sono inginocchiato. In quelle ore di preghiera ho chiesto a Maria: "Cara Regina della Pace, sono venuto qui da te! Non voglio vedere niente di strano, non voglio sentire nessuna voce, ma ti chiedo di aiutarmi a guarire... non voglio più soffrire. Grazie!". In quei giorni trascorsi a Medjugorie mi alzavo alla mattina molto presto, e salivo scalzo sul monte delle apparizioni per chiedere la guarigione. Il 4 agosto, giorno in cui la Chiesa ricorda S. Giovanni Maria Vianney, mio grande protettore, sono andato a casa della veggente Marjia e le ho chiesto se durante l'apparizione potevo mettermi dove appariva la Vergine Maria. La notte tra il 4 e il 5 agosto, intorno alle 2.00, sono voluto salire sul monte Kriscevaz; nel salire ho recitato tutti i misteri del Rosario e ho pianto tantissimo. Arrivato alla grande croce, mi sono inginocchiato. Sono stato lì diverso tempo, piangevo e pregavo, e ho di nuovo chiesto alla Regina della Pace la mia guarigione. La notte successiva (era l'ultima notte che trascorrevo a Medjugorie) sono salito di nuovo su questa montagna, sempre intorno alle 2.00. Questa volta c'erano tantissimi giovani. Insieme a un gruppo di amici abbiamo iniziato la Via Crucis. Dopo la terza stazione mi sono sentito male, mi sono venuti crampi fortissimi alle gambe e mi hanno fatto sdraiare a terra. Ai miei amici ho detto: "Io scendo, non ce la faccio più", ma dentro di me sentivo che dovevo salire. Proprio in quel momento mi si è avvicinata una signora che non conoscevo, che mi ha dato il suo bastone per continuare a camminare. Ho ripreso la salita, anche se ci ho messo tantissimo tempo; crampi fortissimi, un continuo lacrimare... sono arrivato in cima intorno alle 4.30! Alle 5.00 c'è stata la Messa. È stato bellissimo celebrare la Messa sul monte il giorno della Trasfigurazione! Finita la Messa, sono voluto andare a pregare vicino alla Croce. Mi trovavo in ginocchio e piangevo. Allora ho sentito una voce di donna che mi diceva: "Stefano, sei guarito!". Mi sono spaventato e ho detto: "Che cosa... che cosa?". E di nuovo: "Stefano, sei guarito! Stefano, sei guarito!". È difficile dire cosa ho provato in quei secondi... piangevo dalla gioia, così tanto che delle persone vicine mi hanno chiesto se stavo male, se avevo bisogno di qualcosa. Sceso dalla montagna, non ho detto niente a nessuno; ero scioccato da quella voce che avevo sentito. Sono arrivato alla pensione, mi sono ritirato in stanza, mi sono toccato la ferita senza guardarla perché non avevo il coraggio... ma ho potuto notare che tutta l'infezione era uscita. Domenica 9 agosto avevo l'appuntamento per fare il laser a Torino. Appena sono entrato nello studio del dottore Giovanni De Luca, ero di una allegria fuori dal normale. Nessuno sapeva ancora cosa mi era capitato. Al dottore ho detto: “Io sono guarito, non vengo più a fare il laser!”. Mi ha visitato: la ferita era ed è del tutto chiusa; niente pus e nessuna traccia d’infiammazione. Sono guarito!!! Il 6 settembre ho fatto un secondo controllo dopo un mese, e tutto era a posto: ferita chiusa, niente pus, io stavo benissimo. Nel mese di ottobre, precisamente il 4, sono tornato per fare un altro controllo a distanza di due mesi: non era cambiato niente, era tutto a posto. Il dottore quel giorno mi ha lasciato una dichiarazione che diceva così: “Io certifico che al paziente Stefano Mastrippolito, di età 25 anni, da me visitato, è scomparsa la ferita rettale, senza spiegazione scientifica. Prof. Dott. Giovanni De Luca”. Nella mia vita è successo qualcosa di veramente grande, difficile da spiegare. Solo Gesù lo sa. La mia vita è cambiata. Pregate per me, che possa mantenere vivo questo regalo che mi è stato donato, e che non mi sia mai tolto. Ho capito che i migliori chirurghi del mondo sono Gesù e sua Madre Maria! Grazie Gesù! Grazie Maria! Amen”. Nel riferire la sua vicenda Fra Stefano ha messo a nudo la sua anima raccontando anche di come si era allontanato un pò da Gesù, dopo la morte del suo amato padre e delle sofferenze patite nel decorso della sua malattia. 
Anna Izzo

CAIAZZO.Il cambiamento della Giunta Comunale del Sindaco Sgueglia non brilla per imparzialità e trasparenza! LA LETTERA

Dopo gli ultimi avvenimenti, avvenuti al Comune di Caiazzo, un gruppo di cittadini ha inteso scrivere alcune considerazioni e lanciare un appello al sindaco Tommaso Sgueglia, affinché la trasparenza sia la base della sua ripartenza amministrativa, ad appena tre mesi dal cambio di governo locale...
Il cambiamento della Giunta Comunale del Sindaco Sgueglia non brilla per imparzialità e trasparenza! Queste le ultime critiche mosse da alcuni cittadini di Caiazzo all'indomani di alcuni deliberati di Giunta Comunale, che hanno visto affidare incarichi a persone vicine a due assessori comunali, per altro presenti in Giunta e li hanno anche votati. "'Nulla questio' - prosegue la missiva che proponiamo integralmente - sulla legittimità di taluni adempimenti, ma è appena il caso di ricordare la richiesta di annullamento di atti ritenuti illegittimi e sollevata dal gruppo "Uniti per Caiazzo". Oggi, i cittadini che seguono la politica locale, chiedono agli stessi di verificare la legittimità di altri atti ancora emanati dalla Giunta e dai Responsabili comunali, questi ultimi meri esecutori, perchè ricevono, ovviamente, solo un chiaro indirizzo politico. La solita voce di piazza di queste susseguitasi in queste ultime ore, riguarda i vari affidamenti di lavori a ditte dell' agro aversano ed gli incarichi legali che si stanno registrando in questi giorni prepasquali e pre-elettorali. Incarichi a parenti e/o persone che in qualche modo, risultano sulla carta, in rapporti stretti con gli amministratori. Ad aprire le danze sembrerebbe sia stata l'assessore Rosetta De Rosa, con un legale che cura, professionalmente parlando, i suoi interessi personali. Poi è stata la volta del vicesindaco Antimo Cerreto (nella foto), con una nomina da parte del Responsabile della segreteria ad un diretto congiunto ovvero il nipote dello stesso vicario del sindaco Sgueglia. Nulla da obbiettare per ciò che attiene la professionalità degli incaricati, ma in paesi piccoli come Caiazzo, la gente e abituata a porsi degli interrogativi, ed un sindaco che si autoproclama sentinella della legalità dovrebbe pur comprendere che la trasparenza e il primo tassello di questa meravigliosa parola di cui ci riempiamo la bocca, considerato inoltre che si sono dovuti annullare degli atti per illegittimità, chissà che non sia il caso di provvedere anche in questa circostanza. I cittadini inesperti e inconsapevoli si chiedono con quali criteri si fonda la scelta di un professionista, nella fattispecie un avvocato. Magari con l'acquisizione di curriculum? Oppure direttamente con l' acquisizione di conoscenze personali, insomma per "Intuiti Propri"? Il gruppo Uniti per Caiazzo si svegli e non faccia come i predecessori che dai banchi della minoranza, sono assurti all'onore delle cronache solo quando si è presentata l'occasione per occupare posizioni di "Comando".

***CAMORRA*** Arriva la condanna a sette anni e mezzo nei confronti del pregiudicato Luigi Messuri, accusato di appartenere al clan Ligato Lubrano nella zona tra Vitulazio e Pignataro Maggiore

Messuri durante un blitz sfuggì alla cattura, mentre vennero arrestati due suoi compari, Vincenzo Sellitto e Antonio Cuccari. Catturato successivamente oggi becca sette anni e mezzo di carcere...
Il 7 agosto del 2014 i Carabinieri della Compagnia di Capua eseguivano un decreto di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia, presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, a firma del Dott. Antonio D’Amato, per i reati di tentata estorsione in concorso. Il provvedimento in questione venne emesso nei confronti di Vincenzo Sellitto, classe ’88 (foto a dx), Antonio Cuccari, classe ’68 (foto a sx) e Luigi Messuri cl. 71, quest’ultimo, inizialmente sfuggito alla cattura ed arrestato successivamente dai carabinieri in Napoli Bagnoli. Bene, premesso che solo un mese fa, il 27 febbraio, Sellitto Vincenzo ed il Cuccari Antonio sono stati condannati, rispettivamente, alla pena di anni 6 di reclusione ed alla multa di euro seimila ed alla pena di anni 5 e mesi 6 di reclusione ed alla multa di euro seimila, questa mattina, è stata la volta del Messuri Luigi, il quale è stato condannato alla pena di anni 7 e mesi 6 di reclusione, nonché alla multa di euro 7.000,00. I tre, come noto, sono riconducibili alla criminalità organizzata locale di tipo camorristico, con riferimento specifico alla famiglia “Ligato -Lubrano” ed al clan “dei Casalesi”. L’attività investigativa che ha permesso di raccogliere elementi di colpevolezza nei loro confronti, è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile del citato Comando Compagnia e da quelli delle Stazioni di Pignataro Maggiore e Vitulazio, emersi a seguito delle denunce presentate da tre distinti imprenditori, animati dalla voglia di non sottostare alle leggi “camorristiche” e fiduciosi dell’operato delle istituzioni.

PIEDIMONTE MATESE. Finanziamento ulteriore per altre tre Chiese del capoluogo matesino colpito dal terremoto del 2013 e del 2014

Si tratta delle chiese di San Tommaso D'Aquino, della Madonna del Carmine e Ave Gratia. Importo finanziato un milione e 200mila euro...
"Sono stati ammessi a finanziamento tre nuovi interventi di messa in sicurezza e risanamento conservativo di tre chiese danneggiate dal sisma del Matese del 29 dicembre 2013 e del 20 gennaio 2014 appartenenti alla Diocesi di Alife-Caiazzo." Lo rende noto l'assessore regionale alle Opere pubbliche e alla Protezione civile Edoardo Cosenza."Si tratta delle chiese di San Tommaso D'Aquino, della Madonna del Carmine e Ave Gratia di Piedimonte Matese. Gli interventi, per un valore complessivo di 1,2 milioni di euro, sono resi possibili grazie alle misure di accelerazione della spesa introdotte dalla Giunta Caldoro e rientrano nel protocollo d'intesa sottoscritto tra Regione Campania e Diocesi di Alife per l'adeguamento statico e conservativo dei beni ecclesiastici ricadenti nelle zone colpite dal terremoto." I decreti del direttore generale dei Lavori pubblici sono stati pubblicati sull'ultimo Bollettino ufficiale della Regione Campania. "Questi decreti - ha sottolineato Cosenza - si aggiungono ai numerosi altri già firmati nei mesi scorsi dallo stesso dirigente dei Lavori pubblici e a quelli finanziati dagli altri Assessorati sempre attraverso le misure di accelerazione della spesa. La Giunta Caldoro prosegue nella straordinaria azione di accelerazione della spesa: grazie alla pubblicazione dei decreti, che si aggiungono ai tanti altri già finanziati dalla Regione, i soggetti beneficiari potranno far partire subito gli interventi."

***CAIAZZO. L'ARRESTO DEL 30ENNE PER TENTATIVO DI ESTORSIONE***I genitori non ne potevano più e si erano rifugiati nel capoluogo caiatino. Ed anche qui l'uomo li ha raggiunti

Era diventato uno stillicidio, quello posto in essere dal 30enne D.D. nei confronti dei suoi genitori. Il nucleo familiare viveva a Caserta, ma alla fine il padre e la madre dell'arrestato erano venuti a Caiazzo per vivere tranquilli, fuggendo dalla loro abitazione...
Non ce la facevano davvero più i genitori del 30enne D.D. che, quotidianamente e con ogni mezzo, cercava di spillare quattrini ai familiari che a loro volta, subivano pressioni, violenze ed anche danni ai loro effetti personali. Tanto che stremati e non sapendo più a chi Santo rivolgersi, si sono recati in Caserma dai Carabinieri di Caiazzo, cittadina dove avevano riparato per sfuggire appunto alle ire del figlio. Il nucleo familiare viveva a Caserta, ma la situazione era divenuta davvero difficile. Richieste, urla, pressioni nei confronti dei genitori, D.D. cercava soldi in continuazione. I genitori sulle prime lo avevano accontentato, ma successivamente le richieste non erano più tali, erano divenute pretese e basta. E se non veniva accontentato, D.D. iniziava a porre in essere il suo comportamento violento. Alla fine i genitori hanno adottato una soluzione, quella ritenuta estrema. Lasciare la casa di Caserta e andare a vivere a Caiazzo. Per un pò di tempo le cose erano iniziate ad andare meglio, finché il 30enne non riusciva a scoprire la nuova abitazione dei suoi genitori. E per nulla intimorito, li raggiungeva anche a Caiazzo, dove ripresentava il solito 'leit motiv', ovvero richiesta di soldi e violenza. A quel punto i genitori di D.D. si recavano in Caserma, dal Maresciallo Capo Michele Fioraio che raccoglieva la loro denuncia e apprendeva che i due anziani genitori erano davvero sfiniti. Stamani l'arresto del 30enne, in attesa della convalida degli atti da parte del Magistrato di turno.  

ACCADDE OGGI/ PONTELATONE 31 MARZO 2008. Si schianta con la propria vettura contro quella guidata da Giovanni De Marco. Muore sul colpo l'ex pugile Adriano Offreda di Alvignano

GRAVISSIMO INCIDENTE OCCORSO AL PRESIDENTE DELLA COMUNITÀ' MONTANA RAFFAELE DE MARCO. COINVOLTO CON UN'ALTRA VETTURA CONDOTTA DAL 38enne di ALVIGNANO. 
La vettura era condotta dal figlio del sindaco di Piana di Monte Verna, Giovanni, in osservazione al San Sebastiano di Caserta insieme al padre.
Uno schianto tremendo nella tarda serata di Domenica sera, verso le 23.30 circa, all'altezza di Barignano, frazione di Pontelatone, all'altezza dell'Hotel Madama. Due le vetture coinvolte nell'impatto, la Bmw serie 7 condotta da Giovanni De Marco, assicuratore e figlio del presidente della Comunità Montana "Monte Maggiore" di Formicola, Raffaele che è anche sindaco di Piana di Monte Verna è la Fiat Punto di Adriano Offreda 38enne di Alvignano ex-pugile che da qualche tempo lavorava nel ramo dei fiori. La dinamica dell'incidente è tuttora al vaglio dei Carabinieri, intervenuti sul posto insieme ad ambulanze e Vigili del Fuoco per estrarre le persone dai rispettivi abitacoli. A bordo della Bmw di Giovanni De Marco oltre a lui che si trovava alla guida, c'erano anche il padre come detto e la madre Marianna, nonché la stessa moglie di Giovanni, Filomena Luongo consigliere comunale a Castel di Sasso e la di loro figlioletta di appena qualche anno di vita, fortunatamente sembra uscita illesa dall'incidente. Il presidente della Comunità Montana sembra invece abbia riportato alcune fratture, mentre Giovanni subirà un intervento chirurgico all'Ospedale in settimana. Sua madre Marianna e sua moglie Filomena non lamentano grossi danni. Purtroppo per l'altro automobilista, Adriano Offreda, non c'è stato nulla da fare. Indiscrezioni vogliono che la vettura dei De Marco rientrava da Castel di Sasso e si recava in direzione Piana di Monte Verna, allorquando giunta all'altezza di Barignano si ritrovava di fronte il veicolo di Offreda che gli rovinava frontalmente addosso. In giornata si saprà qualcosa di ulteriore e daremo conto con foto e resoconto più dettagliato. Offreda lascia la moglie che gestisce un negozio di fiori in pieno centro ad Alvignano e due figli minori, in tenera età.
AGGIORNAMENTI ORE 15,30:
In merito all'incidente occorso al presidente della Comunità Montana "Monte Maggiore" di Formicola Raffaele De Marco (anche sindaco di Piana di Monte Verna) che ha visto la morte dell'ex pugile di Alvignano Adriano Offreda, emergono nuovi particolari. Innanzi tutto De Marco era in compagnia come detto della moglie Marianna, della nuora Filomena Luongo e del figlio Giovanni marito di quest'ultima e che si trovava alla guida del Bmw di famiglia. Con loro in auto anche la piccola figlia di Giovanni e Filomena che è uscita praticamente illesa dall'incidente. L'incidente è avvenuto verso le 22.00 di domenica sera, appena dopo l'incrocio tra la provinciale 330 e la provinciale che conduce a Pontelatone e Formicola. La vettura dei De Marco procedeva verso Piana di Monte Verna e improvvisamente Raffaele De Marco riusciva a scorgere dall'altro lato la Fiat Punto alla cui guida c'era appunto Offreda che procedeva a velocità folle. Giovanni De Marco ha avuto il tempo di accostarsi tutto sulla sua destra, ed anzi per poco non finiva nel fossato prospiciente la provinciale, ma tutto era inutile, poichè la Punto di Offreda già aveva totalmente invaso la corsia opposta e come un missile è schiantata contro il Bmw della famiglia De Marco. Offreda moriva sul colpo mentre, successivamente, ambulanze, carabinieri e vigili del fuoco dovevano estrarre i corpi feriti dei De Marco dall'abitacolo della loro vettura, facendo uso della fiamma ossidrica. " E' avvenuto un vero e proprio miracolo" ha affermato De Marco parlando nel letto d'Ospedale ove è ricoverato con ritrovata serenità. Ha avuto una costola rotta, ma tutto sommato se l'è cavata. " Oggi se non eravamo a bordo della Bmw, bensì dell'altra vettura di nostra proprietà, ovvero la Panda, ci saremmo trovati tutti all'obitorio. E' stata un'esperienza orribile!" Anche il figlio di Raffaele De Marco è ricoverato nello stesso Ospedale ove si trova il padre. Ha una caviglia rotta e in settimana subirà un intervento chirurgico, mentre la moglie Filomena ha avuto viva Dio solo dei punti di sutura alla fronte per fortuna. La moglie di Raffaele De Marco è a casa sua molto scossa ovviamente per quanto occorso. All'Ospedale di Caserta è una processione di amici, parenti e soprattutto politici vicino al sindaco di Piana di Monte Verna, in primis Fabio Sgueglia assessore alla Comunità Montana, Antonio Carusone sindaco di Pontelatone, il suo vice Alfonso Cutillo ed è preannunciata anche la visita dell'Europarlamentare Riccardo Ventre. La salma del povero Offreda è tuttora allocata presso l'obitorio dell'Ospedale di Caserta a disposizione dell'Autorità Giudiziaria che in questo week-end incredibile dovrà esaminarla autopticamente insieme ad altre sei perite in vari incidenti stradali lungo tutta la Provincia di Caserta. Un'ecatombe che passerà agli annali della cronaca nera purtroppo. Ma anche il miracolo che una piccola e fragile vita, come quella della giovane bambina di Giovanni e Filomena De Marco sia uscita praticamente illesa dal groviglio di lamiere di Domenica sera.
Nella foto a sx Offreda e a dx Duran, battuto dal pugile alvignanese nel corso della sua carriera...

***PAZZESCO! HA 15 ANNI E VA IN GIRO CON UNA PISTOLA CON MATRICOLA ABRASA***Il ragazzo è stato arrestato a Vairano Patenora, fermato durante un controllo dei Carabinieri

L'arma era perfettamente funzionante e pronta per essere usata. Il ragazzo è stato trasferito al Centro di prima accoglienza per minori, in viale Colli Aminei a Napoli... 
Sicuramente saranno rimasti di sasso anche loro, i Carabinieri della Stazione di Vairano Scalo, quando hanno scoperto che un ragazzino di appena 15 anni circolava in giro per il paese, con una pistola, pronta all'uso e, con matricola abrasa, segno tangibile che un'arma del genere, circola solo negli ambienti della malavita. Il ragazzo, G.A. dovrà spiegare agli inquirenti dove ha rimediato quell'arma e, soprattutto chi è quell'incosciente che gli l'ha ceduta. In attesa del prosieguo delle indagini, il minorenne è stato trasferito al Centro di prima accoglienza per minorenni, ubicato ai Colli Aminei a Napoli.

***CAIAZZO. PICCHIAVA RIPETUTAMENTE I GENITORI***ARRESTATO UN 30ENNE. Tra poco tutti i particolari

Il giovane è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Caiazzo, in esecuzione ad un ordine di custodia cautelare, emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere...
Picchiava in continuazione i suoi genitori per estorcere loro il danaro e fare la sua vita i comodo. Così stamani è stato arrestato un 30enne D.D. dai Carabinieri di Caiazzo, che lo hanno prelevato di buon'ora. Fra poco forniremo ulteriori dettagli su questa tragica vicenda

CAIAZZO. Il Ministero dell'Ambiente risponde al quesito formulato dal Comune sui mezzi di raccolta delle bottiglie di plastica presso le attività commerciali: "Non sono a norma e va fermato il servizio!"

Stamani la Polizia Municipale, coordinata da Pietro Del Bene, si è recata presso i punti vendita ove sono stati predisposti i raccoglitori della bottiglie di plastica, sospendendo di fatto il servizio. Dal Ministero fanno sapere che: "Abbassa anche la soglia di raccolta differenziata dei Comuni, questo servizio." Caiazzo è stato l'unico e finora il primo Ente a far emergere questa importante novità...
La notizia è di quelle destinate a far rumore e non solo a Caiazzo, l’unico Comune in Italia che si è reso parte diligente ed ha posto il problema al Ministero dell’Ambiente. Ecco i fatti. Il comune di Caiazzo nel mese di gennaio 2015 ha inoltrato un quesito al Ministero dell’Ambiente in merito alla legittimità della installazione, da parte di soggetti privati presso alcune medie strutture di vendita del territorio, di macchinari eco-compattatori per la raccolta delle bottiglie in plastica. Il funzionario del Comune che ha posto il quesito ha ribadito, nella nota citata, che seppur a prima vista la questione sollevata sarebbe potuta apparire di poca rilevanza, in sostanza essa rappresentava un serio problema per la pubblica amministrazione, la quale si vedeva sottratta buona parte della plastica prodotta su territorio comunale, anzi la migliore parte, con grave conseguenza per la Raccolta Differenziata sia in termini di percentuale di raccolta che di ricavi economici. “Non oso immaginare, scrive il funzionario, il disastro che provocherebbe una simile iniziativa qualora venisse assunta per altre frazioni di rifiuti quali la carta, il cartone, il vetro, il ferro ecc. ecc. Sarebbe la fine della raccolta differenziata per gli Enti Locali”. Il Ministero dell’Ambiente, nel mese di marzo, risponde al Comune di Caiazzo ed invia la nota anche al Comando Carabinieri NOE di Caserta. “Occorre premettere, scrive il Direttore generale del Ministero dell’Ambiente, che i rifiuti costituiti da bottiglie di plastica sono rifiuti di imballaggio ai sensi dell’art. 218, comma 1, lettera f), del Decreto Legislativo 152/06. In particolare si tratta di rifiuti che derivano da imballaggi primari ovvero quelli concepiti in modo da costituire nel punto di vendita un’unità di vendita per l’utente finale o per il consumatore ( art. 218 lett.b) . Essi costituiscono pertanto rifiuti domestici ai sensi dell’art. 184 comma 2, lett. a del Decreto Legislativo 152/06 in quanto provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione. Dal momento che i rifiuti domestici sono classificati come rifiuti urbani ai sensi del medesimo articolo 184 comma 2 lett.a) essi sono gestiti dai comuni in regime di privativa, ai sensi dell’art. 198 comma 1 del medesimo decreto e risultano indispensabili ai fini del raggiungimento da parte dei comuni delle percentuali di raccolta differenziata e riciclaggio. Inoltre le operazioni di gestione dei rifiuti, ivi incluse lo stoccaggio, la raccolta ed il trasporto, devono avvenire nel rispetto delle norme dettate in materia del Decreto Legislativo 152/06 ed in particolare delle disposizioni in merito all’iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali ( art. 212,) alla tenuta dei registri di carico e scarico (art. 190) ed alla compilazione del formulario di identificazione rifiuti (art. 193). Anche lo stoccaggio dei rifiuti, ancorchè avvenga su suolo privato, è soggetto ad autorizzazione da parte dell’autorità competente.” Ecco quindi che il Ministero dell’Ambiente riconosce i rifiuti prodotti sul territorio comunale quali indispensabili ai fini del raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata e riciclaggio che devono necessariamente essere gestiti esclusivamente dai comuni in regime di privativa. Così conclude il Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente: “Pertanto l’installazione di macchinari per la raccolta di rifiuti presso strutture di vendita ed il trasporto e la gestione dei rifiuti raccolti effettuata da soggetti privati, diversi dal Comune, dal gestore del servizio pubblico o dai soggetti autorizzati ai sensi della normativa vigente quali Consorzi di recupero di imballaggi o sistemi collettivi io individuali di recupero di pile ed accumulatori o Raee ecc. …, costituiscono violazione della normativa vigente in materia di rifiuti. Fermi restando gli obblighi di autorizzazione, l’attività di che trattasi potrebbe essere svolta solo previo consenso del Comune proprietario dei rifiuti in questione, ad esempio mediante la stipula di un’apposita convenzione”. E’ questa una questione che farà molto discutere in tutta Italia poiché da qualche tempo all’ingresso delle medie strutture di vendita si notano queste macchinette che raccolgono ogni sorta di rifiuti in cambio di un buono sconto da spendere, ovviamente, in tale esercizio commerciale. Il Ministero ha detto chiaramente nella nota sopra citata che i rifiuti sono proprietà del Comune per cui a questo punto lo stesso dovrà essere risarcito dei danni economici ricevuti. Intanto si è appreso che la Polizia Municipale di Caiazzo nella mattinata di oggi ha provveduto a verificare la legittimità degli eco-compattatori installati nei pressi delle due medie strutture di vendite ubicate sul territorio comunale alla luce delle direttive del Ministero dell’Ambiente, determinando di fatto la sospensione del servizio. Altri sviluppi si attendono nelle prossime ore.
Remo Borrelli

ALIFE. Domani i rappresentanti del Comitato Cittadino per la Tutela della salute e dell'Ambiente accompagnati dal deputato Carlo Sarro, incontrano il Governatore Stefano Caldoro

L'appuntamento è a Palazzo Santa Lucia, laddove il deputato matesino, già noto per una battaglia tanti anni orsono per impedire il sorgere di una discarica a Piedimonte Matese, introdurrà da Caldoro i membri del Comitato...
Appello del Comitato Cittadino per la Tutela della salute e dell'Ambiente alle istituzioni affinché venga scongiurata la realizzazione del digestore anaerobico nell'area ASI del territorio alifano. In una lettera aperta indirizzata a diversi organi politici ed istituzionali, il Comitato civico sta chiedendo l'attivazione di tutta una serie di iniziative istituzionali utili e necessarie a bloccare il progetto teso a costruire un impianto di trattamento rifiuti e proposto dalla General Construction. Un sito dove trattare circa 75mila tonnellate l'anno di rifiuti, che dovrebbe sorgere nella zona periferica del capoluogo alifano, all'interno dell'area ASI Matese e contro cui si sono schierate un pò tutte le forze politiche e le istituzioni del territorio. Il rappresentante del Comitato, Mariano Ginocchio, a nome di tutti, chiede di intervenire per "sostenere le ragioni che vedono le nostre comunità impegnate in una forte azione di opposizione a tale devastante iniziativa imprenditoriale. L'impianto, infatti, oltre ad avere tutta una serie di impatti ambientali, sociali ed economici negativi sull'intera area dell'Alto Casertano appare in netta contrapposizione con quella che è la pianificazione e la vocazione del nostro territorio, improntata alla valorizzazione naturalistica, agricola e turistica". Già domani, mercoledì 01 aprile, è previsto un incontro tra il Comitato ed il Governatore della Campania Stefano Caldoro, fissato per il tramite del senatore Carlo Sarro, per ribadire le posizioni della comunità locale e nei prossimi giorni saranno rese note tutte le ulteriori iniziative che il Comitato ha messo in campo con i diversi interlocutori politici ed istituzionali.

PIEDIMONTE MATESE. Il capoluogo matesino ha fatto scuola, prevedendo l'ingresso in Giunta di due donne. Ora arriva il sollecito per diversi Comuni dell'Alto Casertano ad adeguarsi

Il difensore civico regionale per la Campania, rinnova l'avviso lanciato a settembre dell'anno scorso, invitando i sindaci dei Comuni, laddove non vi sia rappresentanza di sesso opposto a provvedere, pena lo scioglimento dell'Amministrazione Comunale. Ecco alcuni dei Comuni che dovranno ottemperare. A Formicola il caso curioso...
Sollecito del difensore civico regionale della Campania a diversi sindaci dei comuni dell’alto casertano per garantire le pari opportunità nelle giunte locali, pena il commissariamento ad acta. A distanza di qualche mese dall'avvertimento lanciato lo scorso settembre da Francesco Bianco che, in una circolare fatta recapitare a tutti i comuni del Matese e del Monte Maggiore interessati dal rinnovo dei rispettivi consigli comunali nell'ultima tornata elettorale di maggio dello scorso anno, aveva intimato il rispetto della legge in materia di composizione degli esecutivi e di nomina degli assessori, le cui ultime modifiche introdotte dal legislatore nazionale erano tese ad assicurare le quote di genere nelle amministrazioni locali, nelle scorse settimane l’organismo regionale è tornato a sollecitare il rispetto della parità di genere negli esecutivi. Un tema che si sta facendo strada anche nelle aree interne come insegna il caso Piedimonte dove il sindaco Vincenzo Cappello ha fortemente voluto l’introduzione delle donne in giunta, oltre che un obbligo che riguarda, specificatamente, le giunte dei comuni tornati al voto nella primavera scorsa, quindi Gioia Sannitica, Piana di Monte Verna, Formicola, Fontegreca, Capriati al Volturno, Ciorlano, Valle Agricola, Ailano, Prata Sannita e Pratella. Fatta eccezione per Gioia, dove il neo sindaco Michelangelo Raccio ha nominato due donne nell'esecutivo, la vice sindaco Luciana Cappella e l'assessore Paola Damiano, e Piana, dove il nuovo primo cittadino Giustino Castellano ha designato quale sua vicaria la consigliera ed ora assessora Carla Massaro, il problema si pone per tutti gli altri comuni, a cominciare da Formicola laddove la fascia tricolore Michele Scirocco ha nominato in giunta due uomini, Pasquale Acurzio e Francesco Franco, mentre le quattro consigliere elette tra le fila della maggioranza Loredana Palma, Monia Pagano e Clara Di Rubba e Giovanna Ruggiero siedono tra i banchi del civico consesso, unitamente ai primi due non eletti nella lista Amore per Formicola Domenico e Carlo Ricciardi, subentrati nei mesi scorsi proprio ai due assessori dimessisi per fare spazio al resto della squadra. Un doppio problema, quindi, per Scirocco che dovrà non solo sacrificare uno tra Acurzio e Franco per far entrare una rappresentante del gentil sesso in giunta, ma dovrà giocoforza estrometterlo dalle cariche amministrative atteso che il prescelto, a pochi mesi dall'elezione, dovrà dire addio al posto nell'esecutivo e allo scranno in consiglio comunale. Una patata bollente vera e propria, una matassa difficile da sbrogliare ed anche in fretta se si considera che il difensore civico regionale ha fatto tempo si sindaco di adeguarsi alla legge e rispettare l'obbligo della partita di genere entro 10 giorni, decorsi i quali arriverà i poteri sostitutivi con tanto di nomina del commissario. Analogamente, dovranno nominare un assessore donna in giunta anche i sindaci di Pratella Romualdo Cacciola, di Prata Sannita Domenico Scuncio, di Fontegreca Antonio Montoro, di Ailano Vincenzo Lanzone, di Ciorlano Mauro Di Stefano dove gli assessori sono tutti di sesso maschile, mentre a Valle Agricola c'è un assessore in gonnella nella persona di Francesca Aurecchia, analogamente a Capriati al Volturno dove c'è la delegata Anna Meloni. Nei giorni che verranno, dunque, i primi cittadini dovranno mettersi all'opera, avviare consultazioni e convocare riunioni delle rispettive maggioranze per scegliere le consigliere da promuovere in giunta, laddove siedono rappresentanti del gentil sesso nei consigli comunali, oppure ricorrere a figure esterne scegliendole nella società civile. Qualora i propri statuti non dovessero prevedere la possibilità di nomina di assessori esterni, il difensore civico Bianco è chiaro e categorico, andranno avviate le procedure di modifica per l'inserimento nelle carte comunali della facoltà per il capo dell'amministrazione comunale di nominare all'esterno almeno un componente in gonnella, sulla scorta di quanto fatto dal consiglio comunale di Piedimonte Matese nelle ultime settimane.
Enzo Perretta

CAIAZZO. Alloggi popolari. Il Municipio detta i tempi e stabilisce che saranno assegnate effettivamente alle persone bisognose. Il sindaco Tommaso Sgueglia, emana un avviso alle famiglie

L’iniziativa è rivolta a quei cittadini che non hanno un’abitazione di proprietà, in fitto o in assegnazione e con un reddito annuo complessivo convenzionale del proprio nucleo familiare non superiore a 14mila euro...
Le case popolari che si dovessero liberare nel prossimo futuro, saranno assegnate ai cittadini più bisognosi in base ad una graduatoria del Comune. La decisione è stata assunta presso il Municipio di piazzetta dei Martiri Caiatini che, su disposizione, dell’amministrazione retta dal sindaco Tommaso Sgueglia, ha emanato un avviso rivolto alle famiglie più indigenti interessate dalla problematica della casa e che versano in condizioni economiche particolarmente disagiate, procedura finalizzata all’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica che dovessero eventualmente rendersi disponibili nell’ambito del territorio caiatino. L’iniziativa è rivolta a quei cittadini che non hanno un’abitazione di proprietà, in fitto o in assegnazione e con un reddito annuo complessivo convenzionale del proprio nucleo familiare non superiore a 14.038,63 euro. Il 10% degli alloggi disponibili sarà riservato ai soci assegnatari delle cooperative anche non residenti e ai cittadini residenti da prima del periodo del 17 dicembre 1998 nei comuni rientranti nella zona rossa ad alto rischio vulcanico dell’area vesuviana. Le domande devono essere compilate utilizzando esclusivamente il modulo di istanza – dichiarazione predisposto dal Comune, devono essere sottoscritte e presentato unitamente ad una copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore (o documento equipollente) in corso di validità, e spedite al Municipio esclusivamente a mezzo di raccomandata entro i prossimi 45 giorni. Successivamente, l’amministrazione comunale provvederà, attraverso l’apposita commissione, alla istruttoria delle domande, completata la quale la commissione esaminatrice comunale trasmetterà le domande con le relative documentazioni e le schede con i punteggi a ciascuna attribuiti, alla “Commissione provinciale per l’assegnazione alloggi di edilizia residenziale pubblica” che provvederà alla formazione della graduatoria provvisoria che verrà affissa all’Albo pretorio comunale per 30 giorni naturali consecutivi.
Enzo Perretta

SEMINARIO SULL'APPRENDISTATO. Strumento fondamentale per preparare le future classi al lavoro. Se ne è parlato all'Asips

L'azienda speciale della Camera di Commercio di Caserta e Confapi hanno organizzato la kermesse, che ha visto la partecipazione di diversi professionisti che hanno illustrato gli ultimi cambiamenti nel mondo del lavoro giovanile...
Apprendistato, uno strumento fondamentale per lanciare le generazioni future nel mondo del lavoro E ieri si è svolto, promosso dall'Asips azienda speciale della Camera di Commercio di Caserta e da Confapi, un seminario "ad hoc" per illustrare i convenuti quanto sia importante per far si che appunto proprio loro i giovani, necessitano di un'adeguata formazione. Presso l'ente camerale, ieri mattina, sono intervenuti: Umberto D'Alò, vice presidente dell'ordine dei commercialisti di Caserta; Gianpaolo Dello Vicario, assessore al lavoro della Provincia di Caserta; Elpidio Sorbo, componente della commissione di studio "Diritto del Lavoro" sempre dell'ordine dei commercialisti di Caserta; Sergio Di Meo, componente della commissione di studio in «Rapporti Sindacali » dell'ordine dei commercialisti di Napoli Nord; Claudio Buono, consigliere ordine dei consulenti del lavoro di Caserta; Domenico Orabona presidente Confapi Caserta e infine i segretari di Cgil, Camilla Bernabei, e della Uil, Antonio Farinari. Ha coordinato i lavori del seminario Luigi Rao direttore dell'Asips. Un convegno dal profilo tecnico, che ha affrontato l'argomento dell'apprendistato in tutte le sue luci e ombre. Differenti gli aspetti emersi nei vari interventi. Finalità, normative, sgravi per le imprese, questi alcuni degli aspetti discussi. L’apprendistato nasce come strumento per "formare", un contratto che serve a introdurre, principalmente i giovani, nel mondo del lavoro e delle imprese.Un percorso di formazione professionale pensato per il giovane, con il beneficio, per l'azienda che lo utilizza, di una serie di agevolazioni fiscali. Panoramica sul mondo del lavoro e le sue riforme che ha visto passare la legge Bassanini, la legge Treu, Biagi, Fornero fino al recentissimo Jobs Act voluto dal governo Renzi.

***ASSUNZIONI FITTIZIE DA PARTE DELLE NUOVE AZIENDE SORTE***I Carabinieri ne scoprono una inesistente che sulla carta aveva assunto 49 dipendenti in pochissimi giorni!

Nonostante sgravi e contributi che permettono per tre anni alle ditte di poter assumere ricevendo anche vantaggi, il confronto tra operai a nero e quelli assunti è di uno ogni due! In provincia di Caserta un caso eclatante...
E’ leggermente inferiore al 50% il confronto fra lavoratori regolari e dipendenti “in nero”. Il dato emerge dalla statistica trimestrale del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Caserta (NIL) che dall’inizio dell’anno hanno sottoposto a controllo 120 aziende – nei confronti delle quali sono stati applicati 49 provvedimenti di sospensione imprenditoriale - e verificato 328 posizioni lavorative (nei settori calzaturiero, tessile e edile). Tutto questo nonostante l’entrata in vigore della legge 190/2014 che permette ai datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato – dal 01 gennaio 2015 - di ottenere sgravi contributivi per tre anni. In tale contesto il neo Direttore della Direzione Territoriale del Lavoro Ing. Rossano FESTA – proveniente da Salerno e da poco insediatosi a Caserta - ha affidato ai Carabinieri il monitoraggio delle aziende che ha riservato non poche sorprese di cui si dirà innanzi. In aumento le violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro con ben 39 soggetti denunciati all’Autorità Giudiziaria e 7 sequestri di aziende i cui requisiti di sicurezza non erano conformi alle vigenti disposizioni. Come precedentemente accennato i militari del NIL stanno verificando la posizione di aziende – da poco sorte – in relazione a nuove e numerose assunzioni. Il caso più eclatante a S. Maria a Vico, dove un’azienda tessile di recente costituzione aveva assunto ben 49 dipendenti tutti con contratti a tempo indeterminato. Sulla carta un modello di imprenditoria, ma con un piccolo grande neo la sede operativa era inesistente. Non vi era nulla ne un locale ne una macchina. Il dato “colorito” della vicenda è che il presunto imprenditore aveva la sede operativa a pochi metri di distanza dalla Caserma dell’Arma. L’azienda è stata segnalata agli organi competenti per la cancellazione e l’annullamento dei rapporti di lavoro. Altre indagini sono in corso su aziende dell’agro aversano.

PIEDIMONTE MATESE. Vicenda arresti ospedale. Domani mattina saranno interrogati Orlando Cesarini e Domenico Ferraiuolo

In carcere del 21 gennaio scorso, entrambi gli indagati di proclamano estranei ai fatti ed hanno tutta l'intenzione di rispondere alle domande loro poste dai magistrati...
Domani mattina sono attesi dai magistrati che li interrogheranno in merito alla vicenda dello scandalo ospedaliero verificatasi a Caserta lo scorso 21 gennaio è che portò all'arresto ed alla emissione di diverse misure cautelari nei confronti di 24 indagati, di cui dieci in carcere e 14 ai domiciliari. Tra questi figurano i nomi di tre cittadini di Piedimonte Matese, Gabriele D'Antonio, Orlando Cesarini e Domenico Ferraiuolo. Questi ultimi due, difesi dall'avvocato Ercole Di Baia, saranno ascoltati appunto domani dal magistrato, che potrebbe propendere anche per conceder loro la domiciliazione degli arresti, soprattutto per Cesarini, che non verserebbe in uno stato di salute ottimale.