venerdì 30 gennaio 2015

RAVISCANINA. La Pro Loco "Rupecanina" sigla un accordo con la Provincia di Caserta per la valorizzazione del territorio

A sottoscrivere la convenzione il presidente dell’Ente, Domenico Zinzi, e il presidente della Pro Loco, Costantino De Cristofano...
Valorizzare le iniziative di sviluppo del territorio e delle risorse culturali e turistiche attraverso le attività della Pro Loco: questo l’obiettivo del protocollo di intesa siglato stamani, presso la sede della Provincia di Caserta in corso Trieste, tra la Provincia e la “Pro Loco Rupecanina” di Raviscanina. A sottoscrivere la convenzione il presidente dell’Ente, Domenico Zinzi, e il presidente della Pro Loco, Costantino De Cristofano. L’accordo prevede la realizzazione di forme di collaborazione tra le parti finalizzate alla programmazione e all'attuazione di interventi di promozione turistica, culturale e sociale. La collaborazione ha notevole interesse pubblico perché ha lo scopo di valorizzare e rendere fruibile il patrimonio di quel territorio. Il protocollo di intesa è finalizzato anche ad attrarre l’attenzione dei giovani e degli studenti, anche di altri Comuni, sui valori culturali e ambientali e sulla necessità di conservarli per farne poi oggetto di programmi educativi. La Provincia di Caserta, sulla base della convenzione stipulata stamani, si impegna a concedere alla Pro Loco Rupecanina il patrocinio per le iniziative, legate a storia, arte e tradizione locale, previste dalla Pro Loco e a fornire alla stessa tutta la collaborazione occorrente a promuovere tali attività. L’accordo, della durata di un anno, non prevede oneri economici diretti e indiretti per la Provincia di Caserta. “Attraverso questa stipula rafforziamo - ha dichiarato il Presidente Domenico Zinzi - il legame tra la Provincia di Caserta e le realità locali che operano per la promozione del territorio. La nostra storia e le nostre tradizioni vanno sostenute e valorizzate”.

giovedì 29 gennaio 2015

PIEDIMONTE MATESE. Ora è ufficiale, l'Agenzia delle Entrate inaugura lo Sportello il prossimo lunedì 2 febbraio. Ecco orari e compiti che avrà l'articolazione

Dopo la chiusura dell’Ufficio Territoriale, avvenuta il 24 novembre 2014, dal 2 febbraio 2015, presso i locali messi a disposizione dalla Comunità Montana Zona del Matese...
Torna l’Agenzia delle Entrate a Piedimonte Matese. Dopo la chiusura dell’Ufficio Territoriale, avvenuta il 24 novembre 2014, dal 2 febbraio 2015, presso i locali messi a disposizione dalla Comunità Montana Zona del Matese, Strada statale sannitica 112, frazione Sepicciano, apre lo Sportello di Piedimonte Matese presso cui sarà possibile ricevere servizi relativi a: rilascio, variazione, duplicato di codice fiscale, tessera sanitaria e partita Iva; rilascio codice PIN, abilitazione Entratel, Cassetto fiscale; assistenza su comunicazioni d’irregolarità, cartelle di pagamento relative al controllo automatizzato delle dichiarazioni (art. 36 bis DPR 600/73) e su rimborsi; compilazione e invio della dichiarazione dei redditi modello Unico; registrazione atti privati e pubblici (contratti di locazione e atti non registrabili telematicamente); informazioni e assistenza su contratti di locazione e su dichiarazioni di successione; richiesta e rilascio di certificati. Lo Sportello è aperto lunedì, mercoledì, venerdì dalle 8.30 alle 13; martedì e giovedì dalle 8.30 alle 12.45 e dalle 14 alle 16. Chiuso l’Ufficio, apre lo Sportello - La trasformazione in sportello è stata possibile grazie all’impegno della Comunità Montana del Matese che ha messo a disposizione i locali in comodato gratuito. L’Agenzia delle Entrate, infatti, nell’ambito del piano di riorganizzazione di alcune strutture periferiche, per razionalizzare l’impiego del personale ed economizzare i costi di gestione ha disposto la soppressione di alcuni uffici territoriali in Campania, tra i quali l’Ufficio Territoriale di Piedimonte. Per la particolare conformazione del territorio del Matese e per rispondere alle esigenze della cittadinanza rappresentate anche dalle istituzioni locali, l’Agenzia delle Entrate mantiene un presidio in loco con i principali servizi di assistenza e informazione fiscale. Per tutti gli altri servizi, l’ufficio di riferimento è l’Ufficio Territoriale di Caserta della Direzione Provinciale di Caserta, da cui dipende funzionalmente lo Sportello. Per la maggior parte degli adempimenti, i cittadini possono comunque utilizzare comodamente da casa i servizi fiscali telematici disponibili all’indirizzo www.agenziaentrate.gov.it nella sezione “Servizi on-line”. In alternativa è possibile recarsi in qualunque sede dell’Agenzia delle Entrate: gli indirizzi e gli orari di apertura sono disponibili sul sito Internet regionale dell’Agenzia delle Entrate all’indirizzo http://campania.agenziaentrate.it nella sezione “Uffici”. 
È possibile infine prenotare un appuntamento chiamando il call center al numero 848.800.444 oppure collegandosi al sito internet www.agenziaentrate.gov.it nella sezione “Contatta l’Agenzia - Prenotazione appuntamenti”.

CAIAZZO. I residenti che posseggono terreni agricoli, dovranno pagare l'Imu. Altra "mazzata" alle tasche dei caiatini. Entro il 10 febbraio la scadenza!

Il capoluogo caiatino è stato dichiarato "Comune non montano". Saranno sborsati circa 160mila euro in Imposte per i terreni agricoli...
Anche i cittadini residenti in città ma proprietari di terreni agricoli saranno chiamati a pagarvi l'Imu entro il prossimo 10 febbraio. Lo fa sapere il Comune all'indomani del recente provvedimento del governo nazionale che ha dichiarato il capoluogo caiatino non montano, quindi non esente dal versante dell'importanza municipale unica sui terreni agricoli. Accertamento convenzionale dell'Imu 2014 per i terreni agricoli, la tanto odiata imposta municipale unica anche sui fondi agricoli, fino ad oggi esentati soprattutto se ricadenti in aree montane o di collina, tra i quali rientravano anche quelli ubicati nel territorio di Caiazzo. Ora che il privilegio è stato perso per fare cassa a livello di stato centrale, il comune è stato costretto ad avviare la quantificazione degli introiti da incassare per l'anno 2014, pena un ammanco in bilancio visto il corrispondente taglio di risorse a valere sul fondo di solidarietà. Un atto dovuto alla luce del decreto del Ministero dell’economia e delle Finanze del 28 novembre scorso che, all’art. 2 ha individuato diverse fasce di esenzione per i terreni agricoli, prevedendo una esenzione totale per i terreni ubicati ad una altitudine di 601 metri ed oltre, una esenzione per i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola per i Comuni ubicati ad una altitudine compresa tra 281 e 600 metri ed infine escludendo ogni esenzione per i Comuni ubicati ad una altitudine inferiore a 281 metri. Atteso che il Comune di Caiazzo appartiene alla terza fascia, per cui non beneficia di alcuna esenzione, e che nel predetto decreto è previsto un maggiore gettito complessivo per i Comuni, derivante dalla rideterminazione delle esenzioni per i terreni agricoli, di 350 milioni di euro, di cui euro 160.272,53 di maggior gettito da IMU terreni agricoli per il capoluogo caiatino, comune di Caiazzo di euro 160.272,53, una somma determinata per l’anno 2014 tenendo conto dell’aliquota di base, ed alla quale corrisponde, per un equivalente importo, la riduzione del Fondo di solidarietà comunale, come pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno. Pertanto, il settore finanziario dell'ente di piazzetta dei Martiri Caiatini ha preso atto della riduzione del fondo di solidarietà comunale per l’anno in corso per un importo pari pari al contestuale accertamento convenzionale del maggior importo, derivante da IMU sui terreni agricoli, per oltre 160 mila euro.
Enzo Perretta

ROCCAMONFINA. Il sindaco di Teano Angelo Di Benedetto eletto presidente della Comunità del Parco Regionale Foce del Garigliano

Il primo cittadino sidicino, subentra a Letizia Tari, decaduta dalla carica di sindaco di Roccamonfina dopo il suo coinvolgimento nello scandalo Ecosystem. Galluccio vicepresidente...
Presidenza della Comunità del Parco Regionale Roccamonfina Foce Garigliano, i Sindaci dell’area ieri sera hanno votato all’unanimità il collega Nicola Di Benedetto del Comune di Teano (nella foto). Il primo cittadino Di Benedetto, è subentrato alla decaduta ex Presidentessa Letizia Tari che nell’affrontare il cammino giudiziario di carcerazione (attualmente arresti domiciliari), ha perso ogni carica assegnatagli prima del ciclone Ecosystem legato allo scandalo ASL di Caserta. Alla seduta della Comunità del Parco, erano presenti il Presidente del Parco Giovanni Corporente i Sindaci e loro delegati: Carmine Calderone (Marzano Appio), Barbara Valente (Tora e Piccilli), Gagliardi Francesco (Sessa Aurunca), Giuseppe Galluccio (Galluccio); Alberico Di Salvo (Conca della Campania) ed infine il nuovo eletto Di Benedetto. Contestualmente, i presenti hanno assegnato la carica di Vice Presidente al Sindaco di Galluccio. Alla riunione, tenutasi nella sala consiliare della Comunità Montana Monte Santa Croce, se pur invitata non era presente il Commissario Prefettizio Vittoria Ciaramella, che si sta occupando di portare avanti la gestione dell’Ente Comune di Roccamonfina. Nel corso degli anni, i Sindaci di Roccamonfina hanno sempre fatto carte false, per riuscire a detenere lo scettro della Presidenza della Comunità del Parco, oggi possiamo affermare che forse qualcosa sta cambiando? Oppure Di Benedetto fa parte di quella frangia di destra che i vertici politici intendono tenersi dalla loro parte, per andare comunque avanti? Tutti i cittadini, che tifano per il Parco Regionale Roccamonfina Foce Garigliano, sperano che l’attuale Presidente Di Benedetto non faccia come i suoi predecessori, che stando ai risultati hanno solo tenuto stretta la carica senza fare alcunché per la Comunità del Parco. 
Anna Izzo

PIEDIMONTE MATESE. Domani sera presso il Seminario Vescovile si terrà, in ricordo di Mons. Pietro Farina, la presentazione di "Quaerite" La rivista dell'Issr

La rivista periodica dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Pietro” di Caserta, è dedicata – nell'uscita di dicembre 2013 – a Mons. Pietro Farina, scomparso il 24 settembre 2013...
Venerdì 30 gennaio alle 19.00, presso la sala multimediale del Seminario Vescovile in Piedimonte Matese, si terrà la presentazione di Quaerite, la rivista periodica dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Pietro” di Caserta, dedicata – nell'uscita di dicembre 2013 – a Mons. Pietro Farina, scomparso il 24 settembre 2013. Non si tratta di una “pubblicazione celebrativa” come si legge nell'editoriale a firma di don Nicola Lombardi (direttore dell’ISSR) che apre la Rivista, ma il “primo tentativo di riflessione sistematica sul ministero” del vescovo Pietro: un quadro abbastanza completo del suo ministero apostolico nella Chiesa campana, alla guida della Diocesi di Alife-Caiazzo (1999-2010) e della Diocesi di Caserta (2009-2013); e nella Chiesa italiana, per l’impegno e la responsabilità profusi per l’8xMille. A presentare Quaerite ci sarà lo stesso don Nicola Lombardi che ne ha curato la redazione nonché la supervisione; don Emilio Salvatore, direttore Editoriale di Clarus e S. E.Mons. Valentino Di Cerbo, vescovo di Alife-Caiazzo, promotore dell’incontro. Il corposo testo è strutturato in due parti: nella prima sono raccolti alcuni articoli a firma di Mons. Farina che rivelano di lui tutta la passione pastorale ispirata al Concilio Vaticano II; nella seconda sono raccolti documenti che costituiscono il suo magistero (omelie, relazione, interventi). Una delle prime intuizioni di Mons. Pietro Farina, nella Diocesi di Alife-Caiazzo è l’istituzione del periodico Clarus, accompagnata dall'entusiasmo delle iniziative per il Giubileo del 2000; poi l’impulso all'associazionismo diocesano, l’organizzazione del Congresso Eucaristico diocesano e in ambito culturale la riapertura della Biblioteca diocesana San Tommaso d’Aquino cui si aggiunge la valorizzazione del pregiato patrimonio librario del Fondo antico. Il passaggio alla Diocesi di Caserta è altrettanto denso di fervore pastorale: il lancio della rivista Quaerite, il potenziamento dell’offerta formativa dell’Istituto superiore di Scienze Religiose; convegni, pellegrinaggi, viaggi spirituali. L’apertura dell’Anno della Fede indetto da Benedetto XVI coincide per il Vescovo Pietro con l’ultimo periodo della sua vita terrena; la malattia che affronta con serenità, lo conferma uomo di Dio appassionato al ministero affidatogli, pastore attento, partecipe e protagonista della vita della Chiesa.

PIANA DI MONTE VERNA. A.A.A. Sacerdote cercasi! Don Giulio Farina lascia la Parrocchia dello Spirito Santo dopo oltre 45 anni di servizio ininterrotto.

Il Parroco ha raggiunto l'età della pensione, 75 anni. E così il paese perde l'ultima "pietra miliare" della sua storia... 
Lo scorso anno si organizzava il "Giubileo" dei suoi cinquant'anni di sacerdozio, ed ora la voce che si è susseguita in paese lascia molti cittadini di Piana di Monte Verna nel profondo dolore. Scriviamo di don Giulio Farina (sebbene sia stato elevato al rango di Monsignore già da anni), parroco del paese che quest'anno compie 75 anni e lascia il "servizio attivo", ovvero va in pensione e abbandona quindi la carica di Parroco. Dopo Caiazzo, lo scorso anno, che ha visto la pensione per il suo quarantennale Parroco, Mons. Antonio Chichierchia, anche la vicina Piana di Monte Verna si accinge a salutare colui che ininterrottamente da quel fatidico 1971 fu nominato da Mons. Tommaso Leonetti, amministratore dell'allora Diocesi di Caiazzo, Parroco di Piana di Monte Verna. Caso curioso, ad accogliere il nuovo Pastore del paese, il compianto sindaco dell'epoca, Bernardino Castellano. Ed oggi, a distanza di 44 anni chi gli consegnerà il messaggio di commiato, il figlio del sindaco pro tempore, anche egli sindaco oggi del paese, ovvero Giustino Castellano. E' inutile scrivere che don Giulio lascia un vuoto che difficilmente che sarà chiamato a sostituirlo riuscirà a colmare. Ci vorrebbe un libro diviso in capitoli, per descrivere la vita privata e sacerdotale di questo incredibile e per certi versi unico personaggio del paese. Don Giulio, (perciò ci siamo permessi di scrivere vita privata) è originario del paese e conosce tutto di tutti, quindi anche virtù e debolezze dei suoi parrocchiani che spesso non ha mancato di bastonare duramente, richiamandoli all'ordine, ma sempre lo si è avuto vicino nel momento del bisogno ed a qualsiasi ora del giorno e della notte. Si può quindi, tranquillamente e senza alcun tema di smentita alcuna, che egli è stato il punto di riferimento per tante generazioni di giovani pianesi. Ma più in generale la sua famiglia è stata un vero e proprio "perno" della vita sociale a Piana. 
Ancora oggi infatti, è ricordato il compianto fratello del sacerdote, Mimì Farina, sindaco per diversi anni, così come è ricordato un altro suo congiunto e omonimo, Giulio Farina, che diede vita ad una Pro Loco che per quei tempi era un vòlano formidabile per le attività socio -culturali a Piana. Insomma una famiglia al servizio del paese, con lui, "don Giulio" sempre in prima linea a portare la bandiera. E negli anni 80', quando soprattutto era vivo il mai dimenticato Vescovo di Caiazzo, Mons. Angelo Campagna, il nome di don Giulio prese quota nei piani alti del Vaticano, tanto da vederlo nominare al più presto Vescovo. E' stato lì per diventarci se non fosse stato che anche negli ambienti curiali, specie nei piani alti, una guerra "silenziosa" non lo ha visto arrivare alle sue legittime aspettative. Ma in fondo don Giulio è stato lo stesso Vescovo. Infatti con il susseguirsi dei Pastori nella appena nata circoscrizione vescovile di Alife e Caiazzo, il Parroco di Piana di Monte Verna è stato per diversi anni il Vicario Generale della Diocesi. Formidabile la sinergia con Mons. Angelo Campagna prima e Nicola Comparone dopo. Ma l'avvento di Pietro Farina alla guida della Curia matesina, diede lustro anche all'attività di "don Giulio". Il nuovo Vescovo, Mons. Valentino Di Cerbo, lo sostituì nominando un nuovo Vicario, Mons. Alfonso Caso e quello, stante quanto emerso dalle persone a don Giulio più vicine, fu il segnale che era l'ora di lasciare il passo alle nuove generazioni ed accettare così come il Diritto Canonico esige, la volontà dei Superiori con spirito di collaborazione. Si dice, ma non lo si saprà mai, che il compianto Vescovo Pietro Farina, appena nominato alla Diocesi del capoluogo Terra di Lavoro, lo volesse al suo fianco per proseguire quel percorso magnifico fatto insieme a Piedimonte Matese. Ma don Giulio ebbe a declinare quell'invito, consapevole che aveva ancora tanto da dare sia a Piana di Monte Verna e sia alla piccola frazione di Marcianofreddo, ad Alvignano, dove pure si recava per celebrare la Santa Messa. Non sarà certo un addio, quello tra il Parroco più longevo della Parrocchia di Piana dopo don Domenico Negri che esercitò il sacerdozio per quasi sessant'anni in paese a cavallo tra l'800' e il 900', ma certamente il paese non sarà più lo stesso, sapendo addirittura che don Giulio lascerà anche la Casa Canonica per decenni fulcro di tantissime attività, cinema, teatro, manifestazioni etc. etc. etc.. Senza scadere nella retorica, auguriamo a don Giulio un lungo e meritato periodo di benessere e riposo, auspicando di ritrovarlo di tanto in tanto, in giro per la sua Piana di Monte Verna. Grazie di tutto...Padre!

PIEDIMONTE MATESE/RUVIANO.Non c'è stata nessuna promozione a Monsignore di don Lucio D'Abbraccio. L'uscita ufficiale a Ciorlano dello scorso anno con l'abito talare era per una cerimonia "cavalleresca".

Il giovane sacerdote ha partecipato in qualità di appartenente all'Ordine di Malta. L'abito talare da Monsignore, secondo quanto ci spiega era indossato perchè si trattava di una cerimonia alla cui presenza vi era anche il rappresentante di un altro Stato, ovvero il pronipote di Francesco II a cui è stata intitolata la piazza...
Molti, notando che il Sacerdote della Parrocchia di Ruviano aveva indossato l'abito talare in uso ai "Monsignori" per l'affetto che nutrono nei confronti dello stesso giovane prete, avevano pensato ad una sua promozione, ovvero elevato appunto al rango di Monsignore. Ed invece la precisazione che ci è giunta dallo stesso don Lucio, vuole che quell'abito è si di rango elevato, ma è un privilegio che viene concesso ai sacerdoti come nel suo caso, appartenenti all'Ordine di Malta, in occasione di cerimonie cavalleresche. Quindi nessuna promozione e/o elevazione al rango, ma semplicemente, l'equivoco è nato e si è chiarito per noi profani, perchè l'abito era in uso solo per quella manifestazione. Chiarito quindi l'arcano, ciò non toglie che al nostro giovane sacerdote non possiamo e non dobbiamo augurargli in ogni caso di arrivare davvero al balcone più famoso del mondo, ovvero quello del Sommo Pietro!
Adele Fenusti

TELESE TERME. Controllo a tappeto dei Carabinieri. Due persone denunciate all'Autorità Giudiziaria e tre soggetti napoletani allontanati dal territorio

Le denunce sono scattate nei confronti di un 31enne per furto di energia elettrica e di un 45enne per non aver custodito le armi in suo possesso in maniera adeguata...
Nell'ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio predisposti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Benevento, i militari della Compagnia di Cerreto Sannita hanno denunciato due persone e proposti tre pregiudicati napoletani per il Foglio di Via obbligatorio. I militari della Stazione di Telese Terme, a conclusione di accertamenti e con l'ausilio di tecnici dell'Enel, hanno denunciato per furto di energia elettrica una 31enne di Castelvenere la quale, utilizzando un ponticello, ha bypassato il contatore allacciandosi abusivamente alla rete elettrica. Sono in corso ulteriori accertamenti per capire il danno economico subito dalla società. I Carabinieri della Stazione di Solopaca hanno segnalato all'autorità giudiziaria un 45enne del centro il quale, a seguito di un controllo scaturito da una precedente segnalazione per divieto di detenzione di armi, non ha adottato le dovute cautele nella custodia di alcune armi. Nella circostanza, i militari hanno proceduto al sequestro di due fucili da caccia ed una carabina. I Carabinieri della Stazione di Pontelandolfo hanno proposto per il Foglio di Via obbligatorio tre pregiudicati provenienti da Napoli sorpresi senza giustificato motivo nei pressi di alcune abitazioni isolate di Pontelandolfo a bordo di un autocarro.

***CAIAZZO*** Volano gli stracci nell'Amministrazione Comunale. Giaquinto, Merola, Ponsillo e Di Sorbo al sindaco: "La minoranza ti ordina di tagliare le indennità e tu esegui? Te lo chiedemmo in tempi non sospetti!"

L'ex gruppo di Giunta Comunale rivendica di aver richiesto subito al primo cittadino di Caiazzo, di tagliare le indennità o azzerarle. Ma non fu presa in considerazione dallo stesso Sgueglia quella stessa richiesta che oggi, invece, fatta dalla ex minoranza sarebbe stata accolta...
Sono trascorsi esattamente venti mesi dalla elezione amministrativa svoltasi a Caiazzo il 27 maggio 2013 e sembra già un secolo. Tutto è cambiato e gli animi si sono inaspriti da allora ad oggi. E davanti a se l'Amministrazione che si è rinnovata nei quadri di Giunta ha ancora quaranta mesi da affrontare. Intanto dopo il cambio dell'organismo locale di governo, volano gli stracci tra gli ex alleati di ferro. Stavolta i consiglieri comunali rimasti fuori dalla Giunta, Stefano Giaquinto, Antonio Ponsillo, Antonio Di Sorbo e Patrizia Merola, attaccano Sgueglia sulla riduzione delle indennità di carica con un comunicato al fulmicotone. Eccolo.
"""Egregio Sindaco, avendo appreso che la nuova giunta da poco formata, grazie al ribaltone politico con il quale Lei ha tradito la volontà popolare, sarebbe prossima a deliberare la riduzione o la totale rinuncia delle indennità di carica, siamo rammaricati ed offesi, in quanto tale determinazione era stata più volte prospettata nelle riunioni di gruppo da diversi componenti senza mai essere presa in considerazione. Solo oggi e solo perchè costretto dalla volontà dell'ex gruppo di minoranza, Lei acconsente a tale richiesta, esclusivamente per continuare ad occupare una poltrona senza averne più la legittimazione popolare. Accogliamo con favore tale deliberazione ed esprimiamo la nostra soddisfazione nei confronti del gruppo che, al momento, La sostiene, per come sia stato in grado di farle cambiare idea, anche se tale atteggiamento denota, ancora una volta, quanto sia altalenante la sua condotta e la sua linea politica. Siamo convinti che tali fondi saranno destinati per la realizzazione di opere o servizi utili alla cittadinanza, e gestiti sempre nel pieno rispetto delle norme e di quanto contenuto nel piano per la prevenzione della corruzione e che sicuramente non saranno un “mero salvadanaio” per poter gestire a proprio piacimento fondi, destinati comunque alla collettività."""
Stefano Giaquinto, Patrizia Merola, Antonio Di Sorbo e Antonio Ponsillo

PIEDIMONTE MATESE. All'indomani dell'aggressione al medico nel Pronto Soccorso dell'ospedale, qualcuno inizia a interrogarsi: "Urge un presidio armato di polizia!" Era stato già chiesto lo scorso anno. Parla il dottor Antonio Cantelmo, vittima dell'aggressione

Danzi, commissario dell'Asl invita il direttore dell'ospedale di Piedimonte Matese a fare richiesta di un impianto di video sorveglianza. Il medico aggredito: "Ho ricevuto sette calci e cinque pugni..."
All'indomani dell'aggressione subita dal medico di guardia del pronto soccorso dell’ospedale di Piedimonte Matese inizia il solito canovaccio, ovvero si poteva fare così, si doveva fare colì, etc. etc. etc.. Erano le 12 e 45 circa quando al presidio d’urgenza del nosocomio del matesino è arrivata l’ambulanza del 118 con a bordo un uomo, Pasquale Cancelmo di Sepicciano, frazione di Piedimonte Matese, il quale, stante quanto si è appreso sul posto - appena attraversata la porta d’ingresso del reparto di primo soccorso, si è avventato contro il dottor Antonio Cantelmo che era intento, come spiega la stessa vittima, a visitare un altro ammalato. " Stavo visitando un’altro paziente e senza motivo alcuno - ha riferito il dottor Cantelmo - mi ha aggredito con sette calci e cinque pugni". Il tempestivo intervento di un infermiere e di un ausiliario ha fatto in modo che la cosa non degenerasse ulteriormente, atteso che, come spiega lo specialista "non ho avuto neanche il tempo o la possibilità di difendermi, perché è stata tanto fulminea quanto inaspettata l’azione da non permettermi di poter pensare di reagire almeno per tutelarmi". L’intervento dei carabinieri della compagnia di Piedimonte Matese, al comando del capitano Giovanni Falso, poi, ha fatto si che la cosa avesse fine. Il dottor Cantelmo, intanto, è stato costretto a sua volta alle cure del pronto soccorso dell’ospedale che attualmente è proprio diretto da lui, atteso che non è ancora stato nominato un primario di quel presidio d’urgenza. Il medico, che è specializzato in psichiatria e medicina interna, è stato sottoposto a diverse indagini al fine di scongiurare lesioni o particolari contusioni gravi. Da una prima analisi pare che il sanitario, che è originario di Pratella ma residente ad Alife, sia stato trovato in condizioni piuttosto buone. Certamente in lui è rimasta "un’angoscia e soprattutto la preoccupazione, più volte paventata, - ha sottolineato ancora il dottor Cantelmo - perché l’ospedale di Piedimonte Matese, e conseguentemente il pronto soccorso annesso, si trovano in un comune e in una zona particolarmente periferica, per cui facilmente potremmo andare incontro, in particolare quando siamo in servizio di notte, ad aggressioni. Più volte si è pensato al ripristino del servizio di polizia presso la sede del pronto soccorso, com’era circa una ventina d’anni fa. Quando la presenza dei carabinieri in loco, h24, ci dava serenità e ci consentiva di operare con maggiore tranquillità. Anche perché il nostro pronto soccorso ‘ospita’ quotidianamente pazienti di tutte le specie come drogati, minorati o malati psichici o scompensati in genere - ha ancora riferito Cantelmo - per cui facilmente possiamo andare incontro a intemperanze varie. Anche perché, con la chiusura dell’ospedale di Roccaromana e del pronto soccorso di Teano, i nostro è l’unico punto di riferimento - ha concluso Cantelmo - per quanto riguarda il pronto soccorso della parte Est dell’Alto Casertano". Dal Dottor Gaetano Danzi, direttore sanitario dell’Asl casertana, la "meraviglia perché consideravo Piedimonte Matese un’isola felice - ha riferito Danzi - atteso che l’utenza è sempre stata rispettosa e poco propensa ad atti vandalici. E’ chiaro che la presenza di un presidio di polizia nel nosocomio matesino sarebbe comunque un servizio utilissimo anche se, pur avendone fatto richiesta, non sono riuscito ad averlo nemmeno all’ospedale di Aversa dove atti delinquenziali sono all’ordine del giorno. Mi aspetto che il direttore sanitario di Piedimonte me ne faccia richiesta e provvederemo a un servizio di video sorveglianza,- ha concluso Danzi - visto questo primo sentore delinquenziale anche a Piedimonte". Pare che già lo scorso anno sia stata avanzata una richiesta di un presidio armato di polizia. Attualmente solo al SE.R.T. è presente una guardia giurata armata, mentre l'ospedale matesino, a detta di qualcuno che all'interno vi lavora, molte volte di notte ad una prima impressione sembra del tutto sguarnito.

DRAGONI. Furto di rame al campo sportivo. Rubato tutto il tracciato elettrico. Un danno per svariate migliaia di euro.

L'Ufficio Tecnico Comunale sta vagliando il da farsi. Chi ha agito ha dimostrato di sapere bene dove mettere le mani... 
Ancora un furto di rame, o meglio un danno ingente per risalire al rame, è stato perpetrato nell'Alto Casertano. Stavolta i ladri hanno agito a Dragoni, laddove nella decorsa notte è stato asportato l'intero impianto elettrico per poi ricavare il famoso "oro rosso" che finisce sul mercato clandestino con ricavi anche abbastanza "pingui". Purtroppo questo episodio è solo uno dei tanti di una lunga serie di furti di rame che vede cimiteri, aziende private e pubbliche, scuole, linee ferroviarie e quant'altro finire all'attenzione di bande specializzate dell'est che si aggirano in continuazione per queste aree e identificare poi la preda da "spoliare" del rame al fine di rivenderlo. Il rame, come si è erroneamente indotti a credere, non finisce sul mercato nero campano, ma viene ripulito e spedito alle fonderie del nord, dove secondo alcune indagini anche giornalistiche, si è creato un vero e proprio cartello tra alcune aziende vicine ai clan, che grazie alle loro fonderie lo rimettono pulito e pronto a sua volta per essere rubato nuovamente!

ALIFE. Proseguono gli incontri tra il Comitato contro il digestore anaerobico e la cittadinanza. Domani sera alle 20,30 un'altra riunione aperta a tutti nella Sala Consiliare del Comune

“Giù le mani dalla nostra terra!” è lo slogan che i ragazzi del Comitato hanno scelto per rendere bene l’idea di quali vogliono essere le intenzioni di chi non vuole nella maniera più assoluta la presenza sul territorio alifano di un impianto così grande, per la precisione da 75.000 tonnellate/anno...
A quasi una settimana dal primo incontro del “Comitato Cittadino per la Tutela della Salute e dell’Ambiente” aumentano a dismisura le adesioni e prende forma la protesta. Fissato per venerdì 30 gennaio alle ore 20:30 presso la Sala Consiliare del Comune di Alife il prossimo incontro voluto per discutere del progetto che online sembra essere già una realtà. “Giù le mani dalla nostra terra!” è lo slogan che i ragazzi del Comitato hanno scelto per rendere bene l’idea di quali vogliono essere le intenzioni di chi non vuole nella maniera più assoluta la presenza sul territorio alifano di un impianto così grande, per la precisione da 75.000 tonnellate/anno. La pagina facebook del Comitato è in poche ore arrivata a circa 400 followers e l’attenzione dei cittadini è alta, tutti coloro che sono pro o contro vogliono cercare di capire quale saranno le intenzioni della General Construction s.r.l. A partire dall'indomani della prima riunione, tenutasi lo scorso venerdì nell'affollatissima Sala Consiliare del Comune, si sono verificate le prime reazioni da ogni fronte. Un manifesto del primo cittadino Giuseppe Avecone ha informato la cittadinanza dichiarandosi “meno solo” in questa lotta. Reazioni anche dalla General Construction s.r.l. che ha divulgato una lettera aperta dal titolo “Dialogo ed ascolto reciproco per un Progetto Partecipato” dove oltre che a ribadire la loro posizione, sottolineando che si tratta di un grande progetto, lo presenta attraverso un sito ad esso dedicato: www.generalife.it. Il Comitato che si riunirà in assemblea venerdì sera procederà con la lettura del verbale della seduta precedente, la distribuzione dei moduli per le nuove adesioni, la lettura dello Statuto e poi si darà il via al dibattito. L’obiettivo è di informare e coinvolgere tutte le Associazioni del territorio e in virtù di ciò sono stati invitati anche i rappresentanti di “Legambiente Matese”, mentre al prossimo incontro porteranno la loro preziosa testimonianza i rappresentanti del “Comitato Contro il cementificio e le Cave” di Pietravairano, nella persona del presidente Maria Acquaro, e i ragazzi dell’Associazione “Rena Rossa”, promotori del progetto “I Love Matese”. Numerosi i giornalisti invitati affinché si dia la giusta rilevanza alla mobilitazione. A moderare il dibattito i promotori del Comitato: Mariano Ginocchio e Gianfranco Di Caprio.

SCANDALO ASL/ Dopo l'arresto di Angelo Grillo e dell'ex consigliere regionale Angelo Polverino, proseguono i sequestri dei Carabinieri. Trenta milioni di euro in patrimonio immobiliare sotto chiave!

I beni oggi sequestrati erano già stati sottoposti a sequestro preventivo in data 17 dicembre 2013 ed includono 24 società, 68 veicoli, 6 terreni, 7 appartamenti, 2 ville, 7 autorimesse, 3 fabbricati industriali e beni aziendali...
In Caserta, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo hanno eseguito un decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di Grillo Angelo,cl. 1950 (nella foto), affiliato clan “Belforte” operante nel comune di Marcianise, imprenditore, già detenuto presso il carcere di Melfi (PZ) in regime del 41bis. I beni oggi sequestrati erano già stati sottoposti a sequestro preventivo in data 17 dicembre 2013 ed includono 24 società, 68 veicoli, 6 terreni, 7 appartamenti, 2 ville, 7 autorimesse, 3 fabbricati industriali e beni aziendali, insistenti nei territori di Caserta, Roma, Livorno, Sassari ed in Lussemburgo. Il valore complessivo è di circa 30 milioni euro. Al riguardo si ricorda che in data 17 dicembre 2013 oltre ai citati sequestri preventivi fu eseguita, sempre da parte dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli - Direzione Distrettuale Antimafia, una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 10 indagati, tra i quali lo stesso Grillo Angelo, già colpito da provvedimento cautelare per vari reati, tra cui quello di concorso esterno nell'associazione camorristica “Belforte” di Marcianise. Alle persone colpite dal provvedimento fu contestato il delitto di intestazione fittizia di beni e società per conto del predetto Grillo, commesso al fine di agevolare il sodalizio dei Belforte. L’attività investigativa, si sviluppò attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, riprese video, servizi di osservazione e pedinamenti, nonché riscontri di natura documentale ed approfonditi accertamenti patrimoniali e scaturì da una pregressa attività investigativa, che vedeva il suo culmine nella ordinanza cautelare eseguita in data 07.11.2013 a seguito della quale venivano tratti in arresto un Consigliere Regionale, imprenditori e dirigenti della Asl e dell’ospedale di Caserta.

PIEDIMONTE MATESE. Sinistra Matesina interviene in merito agli ultimi episodi di cronaca che hanno portato all'arresto di tre cittadini del capoluogo matesino: "Subito aderire alla S.U.A.!"

Il gruppo consiliare, rappresentato in assise da Luigi Del Monaco "Interveniamo volutamente in ritardo perchè eravamo in attesa di una presa di posizione da parte del Pd..."
In merito alle vicende giudiziarie che in questi ultimi giorni hanno frastornato la nostra città, il gruppo consiliare Sinistra Matesina vuole chiarire la propria posizione ed esprimere il proprio disappunto sull'intreccio politico/camorristico che ha umiliato un’intera città a reti unificate. E' da tempo che i nostri consiglieri comunali, rappresentati da Ranieri Vitagliano prima, e da Luigi Del Monaco (nella foto) oggi, chiedono al Sindaco e a tutta la giunta comunale di aderire alla SUA (stazione unica appaltante) per evitare che anche a Piedimonte Matese, come è accaduto in altre città, potesse esserci un’infiltrazione camorristica sui progetti che la giunta si appresta a portare avanti. Come non detto arriva la batosta. Arrestato un ex amministratore del comune di Piedimonte Matese nonché segretario del PD del capoluogo matesino. Non diamo sentenze in merito all'operazione “Croce Nera” portata avanti dall'antimafia, sarà la giustizia a fare il suo corso. Certo è che vedere il segretario del partito Democratico immortalato in felice compagnia di persone direttamente collegate con i peggiori ambienti della malavita casertana, ha suscitato perplessità e sdegno. Di certo non ci meravigliamo se questo intreccio affaristico tiri in ballo il primo partito della città, ovvero il PD. Già dal secondo mandato del sindaco Cappello denunciavamo come, un partito formalmente di centro-sinistra potesse schierare nella propria lista un uomo vicino a Sarro e Cosentino. Ci chiamarono inesperti e incoscienti, qualcun altro ebbe il barbaro coraggio di definirci “Sarriani” solo perché ragazzi ventenni si rifiutavano di percorrere un progetto politico con gente poco affidabile. Oggi ci ritroviamo di fronte ad uno scenario a dir poco raccapricciante. L’azienda Odeia, posta sotto sequestro dalla magistratura, si appresta a realizzare il nuovo Asilo aggiudicandosi un importo superiore ai 400.000 euro. Tutto regolare! Interveniamo con voluto ritardo, aspettavamo invano una nota ed una presa di posizione da parte del PD cittadino e da parte del Sindaco visto che questa storia tira in ballo non solo lui ed il suo partito, ma tutti i piedimontesi onesti. Di certo questo silenzio non ci sorprende. E’ lo stesso silenzio assordante con il quale è stata affrontata la vicenda dell’ing. Macchione (ex responsabile dell'area lavori pubblici del comune di Piedimonte) il quale non è stato sollevato dell’incarico dal sindaco dopo la condanna a 4 anni di reclusione in sentenza di primo grado, ma si è dimesso di suo spontanea volontà dopo le dichiarazioni di un pentito; come se le parole di quest’ultimo avessero più peso di una sentenza da parte dello stato! E capiamo pure un certo imbarazzo da parte della minoranza di centrodestra, la quale può vantare per l'ennesima volta il coinvolgimento in queste losche storie da parte di importanti esponenti come Polverino e Cosentino. Di certo il Matese non è più la “piccola Svizzera,” come qualcuno osava dipingerla. Siamo di fronte ad un attacco speculativo dove la politica fa il gioco della camorra. Noi giovani di Sinistra Matesina potremmo aver commesso tanti errori, potremmo avere tanti difetti...ma di sicuro abbiamo la coscienza a posto. Qualcuno no!

AGRO AVERSANO/ Blitz dei Nas in un caseificio di San Cipriano d'Aversa. Sequestrati 5mila litri di latte bufalino mal conservato e pronto a diventare mozzarella

Proseguono senza sosta i controlli dei militari del Nucleo Antisofisticazione dei Carabinieri. E si continuano a scoprire "inghippi". La colpa del calo delle vendite dell'oro bianco di chi è?
Proseguono i controlli dei Carabinieri dei NAS alle industrie casearie e di lavorazione/ trasformazione del latte di bufala in Campania. Il NAS di Caserta, con la collaborazione del servizio veterinario della locale A.S.L., nel corso di un’ispezione ad un caseificio di mozzarelle di bufala della provincia casertana, ha rinvenuto e sequestrato 5.000 litri di latte bufalino, conservato in una cella frigo abusiva, che veniva sottoposto a processo di congelamento senza l’utilizzo delle attrezzature necessarie a garantire la sicurezza del prodotto. I controlli hanno permesso di stabilire che non erano state rispettate le norme a garanzia della tracciabilità del prodotto per cui risultava ignota la provenienza e l’origine del latte nonché le date e le modalità di congelamento. Nel corso degli accertamenti, inoltre, i Carabinieri hanno accertato che nel caseificio da diversi mesi non si effettuavano le prescritte analisi di autocontrollo sulla salubrità del prodotto, che i locali erano in carenti condizioni igienico-strutturali per la presenza di estese macchie di umidità e cumuli di rifiuti non rimossi da tempo. Per tali ragioni l’attività produttiva è stata sospesa e sono state elevate sanzioni amministrative per diverse migliaia di euro.

ALVIGNANO/CAIAZZO/RUVIANO. Premiate le eccellenze dell'agro caiatino dalla Camera di Commercio di Caserta. Spiccano "Pizzeria Elite", "Pepe in grani" e "La Colombaia".

Le tre attività sono state insignite e riceveranno la certificazione “Ospitalità italiana” promosso dalle Camere di Commercio in collaborazione con Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche) e riconosciuta anche dal ministero del Turismo...
Venerdì, 30 gennaio 2015, presso la Camera di Commercio di Caserta, saranno premiate le strutture, tra alberghi, ristoranti, pizzerie ed agriturismo, che si sono distinte per i servizi di qualità offerti ai clienti. Sono 31 le imprese della provincia di Caserta che saranno certificate con il marchio “Ospitalità Italiana”. La cerimonia di premiazione si svolgerà venerdì 30 gennaio alle ore 15.30 presso il salone consiliare della Camera di Commercio di Caserta. A premiare le aziende, che sono state selezionate attraverso un articolato e complesso disciplinare sarà il presidente della Camera di Commercio di Caserta, Tommaso De Simone, insieme ai componenti del consiglio camerale. Ai partecipanti saranno consegnati attestati personalizzati e targhe in plexiglas che le strutture esporranno presso le proprie sedi. Il sistema di certificazione “Ospitalità italiana” promosso dalle Camere di Commercio in collaborazione con Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche) e riconosciuta anche dal ministero del Turismo, per valutare l'offerta ricettiva e ristorativa di qualità in Italia. Di seguito i nomi delle imprese: La cavea (ristorante tipico regionale); Il ritrovo dei Mille (ristorante Gourmet); Costanzo-Mini caseificio Costanzo srl (ristorante classico italiano); La Colombaia a Porta Carrese-Aversa (ristorante classico italiano); Ristorante Leucio (ristorante tipico regionale); Ristorante vicolo cieco (ristorante classico italiano); Antica hostaria Massa dal 1848-Caserta (ristorante classico italiano); Il Menalino (ristorante pizzeria); Ristorante Mastrangelo (ristorante tipico regionale); San Domenico city (ristorante Gourmet); Antica Locanda (ristorante tipico regionale); La Colombaia (agriturismo); Masseria gio Sole (agriturismo); Masseria Cardilli (agriturismo); La Palombara (agriturismo); Masseria delle sorgenti Ferrarelle (agriturismo) Hotel Europa (hotel); La locanda del Borbone (ristorante pizzeria); Villa Maria Cristina (ristorante classico italiano); Pepe in grani (ristorante pizzeria); Ristorante Plana Resort (ristorante classico italiano); Elite Rossi (ristorante pizzeria); L'Antica Osteria del 1918 (ristorante tipico regionale); La Locanda del Falerno (agriturismo); Selvanova (agriturismo); Hotel Jolly Caserta (hotel); Villa Maria Cristina (hotel); Plana Resort (hotel); Hotel Plana Hotel (hotel); Hotel the Queen (hotel); Hotel Ristorante Guardanapoli (hotel).
Nella foto a sx Pasqualino Rossi titolare della pizzeria Elite e a dx Franco Pepe titolare di "Pepe in grani"