venerdì 28 novembre 2014

PIEDIMONTE MATESE. Gli studenti dell'Itas (Agrario) ospitati all'Istituto Tecnico Commerciale, per salire e scendere utilizzano pericolosamente e inappropriatamente la scala di emergenza. E regolare tutto ciò? LA LETTERA

Non è proprio un periodo tanto felice per l'Istituto Agrario "Scorciarini Coppola". Dopo la vicenda irrisolta dei danni al plesso scolastico, ora anche la circostanza che gli studenti dell'Itas, ospitati all'Istituto Tecnico Commerciale, per entrare e uscire dalla scuola utilizzerebbero, inappropriatamente, le scale di emergenza del plesso. "Se qualcuno si fa male, la responsabilità di chi è del Preside dell'Itas o del Preside dell'Itc?" 
Questa la lettera che un nostro affezionato lettore ci ha inviato, portando a conoscenza una situazione che è abbastanza complessa seppure nella sua apparente semplicità.
"""Spesso per motivi di salute cammino a piedi per Piedimonte Matese, principalmente nel tratto di Via Salvo D’ Acquisto, dal Centro per l’Impiego verso la rotatoria vicino la villa comunale. Ho quindi notato che poco prima della cabina di distribuzione del metano, sempre sul lato sinistro nello scendere, da sotto un ponte per accedere alle cooperative SALUS, scorre un vallone di scarico di acque reflue con eventuali acque piovane. Proprio qui il naturale alveo di scolo al lato del palazzo della suddetta cooperativa edilizia, è stato ristretto della metà della sua larghezza e, non vi è presente alcun parapetto di sicurezza, per evitare che in caso di aumento della portata l’acqua possa tracimare. Il tutto, visibile tranquillamente dal marciapiede a pochi metri di distanza dal cavalcavia per accedere alla Caserma dei Carabinieri. Fatti i debiti scongiuri ma siamo sempre sotto al cielo, incuriosito dalle recenti alluvioni , per mia conoscenza decidevo di vedere come era stato regolamentato tale scolo naturale nel passaggio in via Caso , tra le palazzine I.A.C.P e le Scuole. Recatomi nel tratto dopo la mensa del convitto della Scuola Agraria, ho quindi notato che l’alveo è stato rispettato come portata prevista e ben riparato da eventuali aumenti del livello dell'acqua. Ma proprio mentre ero davanti all Istituto Tecnico Commerciale (Industriale, ndr) ho sentito e visto diversi alunni della scuola suddetta che scendevano per la scala di emergenza metallica, esterna al plesso scolastico. Pensavo si trattasse di una esercitazione di evacuazione, per cui incuriosito e trovandomi sul posto chiedevo ad alcuni alunni il perché dell'uso della scala di emergenza. Mi dicevano che loro erano degli studenti dell'Istituto Agrario e che siccome avevano la loro sede dichiarata inagibile da inizio anno scolastico erano stati trasferiti in questa sede e gli era stato detto di usare la scala esterna per accedere o scendere dall'edificio. Al momento non focalizzavo il fatto, ma il giorno dopo a casa, mi chiedevo del perché di tale decisione che a mio modesto giudizio trovo non conforme alle normativa vigente per accedere ad un edificio, per di più pubblico. Da pensionato, ho partecipato al progetto 'Scuole Aperte di Alfabetizzazione Informatica' nel 2007 finanziato dalla Regione Campania, quindi anche con i miei soldi. L’ anno successivo ad un ulteriore corso sempre di informatica riservato agli adulti, di cui non ricordo la dizione precisa, ma praticamente per almeno cinquanta volte sono andato come allievo alla sede della Ragioneria e non sono mai entrato o uscito per la scala di emergenza. Siccome di mestiere ho fatto il commerciante di sostanze alimentari ed avevo un laboratorio , ho dovuto come titolare di azienda partecipare, pagando, ai corsi organizzati dalla Camera di Commercio di Casera dai funzionari dell'ASL Ce 1 per il decreto legge 155/97, nel 1999 per l’HACCP . In quella occasione ebbi anche una infarinature sulle norme che regolamentano la sicurezza del posto di lavoro. Tanto premesso pur non essendo in grado di giudicare , ne è mio compito farlo, mi chiedo se per ipotesi un alunno si fà male nello scendere la scala metallica, chi è responsabile la scuola ospitante con il suo responsabile specifico per la sicurezza, o la staff della scuola ospite che non ha proibito tale comportamento?"""
LETTERA FIRMATA

GIOIA SANNITICA. Lunedì pomeriggio la vicenda di Giovanni Capozzo condannato a dieci anni per la morte dell'albanese che andò a rubare in casa sua, approda a "La vita in diretta" su Rai Uno

La troupe Rai, oggi si è recata ad intervistare il 44enne presso la sua abitazione, dopo che lo scorso 10 novembre è stato condannato a dieci anni di carcere per ucciso e occultato il cadavere di Dashamir Xhepa, l'albanese che nel luglio di due anni fa, fu sorpreso a rubare in casa sua...
E' arrivata la troupe di Rai Uno ed in particolar modo della nota trasmissione "La vita in diretta" per intervistare il 44enne di Gioia Sannitica, Giovanni Capozzo, condannato lo scorso 10 novembre a 10 anni di carcere per aver causato la morte e successivamente occultato il cadavere di un albanese, Dashamir Xhepa, il quale, a sua volta non si era recato nell'abitazione del cittadino gioiese per una visita di cortesia, bensì stante le risultanze delle indagini per derubarlo. Questo caso ha avuto un risvolto eclatante sia a livello locale ma anche a livello nazionale, laddove, con questo ulteriore tassello, sarà portato alla ribalta lunedì prossimo sulla rete ammiraglia della Rai a partire dalle ore 18,00, allorquando sarà mandata in onda l'intervista integrale rilasciata da Giovanni Capozzo nella quale spiega finalmente la sua verità. Ad assistere Capozzo durante l'intervista, il suo legale di fiducia, l'avvocato Ercole di Baia di Piedimonte Matese che, insieme all'altro difensore dell'imputato, avvocato Luigi Iannettone, hanno già preannunciato appello alla condanna di primo grado da parte dei giudici di Santa Maria Capua Vetere. 
LA STORIA. - Capozzo, 44enne di Gioia Sannitica, la notte tra il 5 ed il 6 luglio sorprese l'albanese che era penetrato in casa sua col chiaro intento di ripulirla. A quel punto prese il fucile e intimò allo Xhepa di allontanarsi. Sembra che questi era in compagnia di almeno due, forse tre soggetti ed avevano quindi formato una vera e propria gang (in ogni caso non li aveva chiamati il proprietario di casa). Xhepa uscì dalla casa e si soffermò sull'aia adiacente all'abitazione. Secondo la tesi della difesa, intimò all'uomo di andare via, sparando due colpi di fucile in aria. Alla fine impazzito dalla paura e per difendere i suoi familiari, decise di fare fuoco contro Xhepa e lo uccise. Successivamente, secondo l'accusa, avvolse il cadavere dell'albanese e lo buttò in un fiume. Dopo alcuni giorni e solo per caso, a seguito della denuncia di scomparsa fatta dalla moglie ai Carabinieri, i militari della Compagnia agganciarono l'ultimo segnale del telefonino di Xhepa che risultava appunto emanato nell'area dove Capozzo viveva. Appena i Carabinieri si presentarono a casa dell'imputato, sempre secondo quanto emerge dalla tesi della difesa, Capozzo esclamò: "Finalmente! Ho un peso sullo stomaco da giorni!" E confessò spontaneamente quanto avvenuto, facendo rinvenire anche il cadavere dell'albanese. La parte civile si è detta contraria alla mitigazione del reato di omicidio volontario in eccesso colposo di difesa, l'avvocato Giuseppe Stellato si è opposto. Mentre la difesa, composta dall'avvocato Ercole Di Baia e Luigi Iannettone, ha calato l'asso che potrebbe risolvere il processo in favore di Capozzo. Infatti l'artico 52, comma 2 del Codice Penale recita chiaramente che in caso di penetrazione nella proprietà privata da parte di soggetti estranei alla stessa, l'eccesso colposo di difesa viene meno, ovvero non deve essere considerata la proporzione all'azione la reazione del proprietario. Ora si attende la replica delle parti, prevista per martedì prossimo, sciopero degli avvocati permettendo e, con molta probabilità si arriverà anche a sentenza. A Gioia Sannitica, è inutile dirlo, tutti fanno il tifo per Capozzo, persona mite e tranquilla che si è ritrovato in un vortice non per sua volontà, ma per difendere i suoi beni ed i suoi affetti.

CAIAZZO. Operatori sociali dell'Ambito C/4 all'esasperazione. Non ricevono lo stipendio da dodici mesi. Il vicesindaco caiatino Stefano Giaquinto: " E' seriamente a rischio l'assistenza alle persone anziane ed alle fasce deboli!"

Giaquinto che riveste anche il ruolo di assessore provinciale spiega: "E' incredibile che i Comuni versano le quote all'Ambito e la Regione non sblocchi questa indecorosa e indegna impasse..."
Situazione insostenibile. E’ arrivata ormai al limite l’esasperazione degli operatori sociali dell’ambito C4 (ex C6) di Piedimonte Matese, che sono in attesa delle spettanze lavorative da più di 12 mesi, nonostante l’impegno profuso dal Comune Capofila e dagli amministratori del territorio matesino che hanno più volte portato le loro rimostranze alla regione Campania, strappando promesse che, alla prova dei fatti sono state più volte e continuamente disattese, anche nei confronti della stessa Prefettura che ad agosto si era fatta carico di interagire con la Regione. Adesso il rischio reale è quello di un collasso dei servizi. Sulla questione è intervenuto l’assessore provinciale all’Agricoltura e vicesindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto che ha ricordato “che il servizio garantito dagli operatori è rivolto alle fasce deboli della popolazione: anziani e persone e che necessitano di assistenza domiciliare, un servizio necessario e che non può essere sospeso. In tale contesto è encomiabile il comportamento degli operatori che pur senza ricevere le spettanze stanno garantendo il servizio a proprie spese dimostrando grande senso di responsabilità nei confronti degli assistiti ed alla comunità locale, a differenze delle istituzioni regionali troppo spesse lontane dalla realtà territoriale. L’ambito C4 – continua Giaquinto – copre un’area di 32 comuni in un territorio già svantaggiato per la mancanza di servizi. Adesso occorre chiarezza, perché la verità è che dopo la beffa del decreto regionale 35 che avrebbe dovuto sbloccare i fondi non solo per il pagamento dei servizi per gli ambiti sociali, l’approvazione del rendiconto 2013, il raggiungimento del tetto di spesa ed il patto di stabilità hanno di fatto azzerato le possibilità di pagamento. Adesso tocca alla Regione fare chiarezza, assumersi le proprie responsabilità, in primis nei confronti degli assistiti e poi degli operatori sociali delle loro famiglie, e dare una risposta che sia anche un segnale di speranza per tutti quelli che attendono le loro spettanze. I sindaci del territorio – conclude Giaquinto – stanno versando le loro quote e facendo, mi auspico, il loro dovere che consentirà forse di pagare qualche mensilità ma la parte sostanziale in questa vicenda spetta alla Regione. Fornire servizi essenziali in ambito sociale e garantire i giusti emolumenti agli operatori sono doveri ai quali le istituzioni non possono sottrarsi”.

PIEDIMONTE MATESE. Vicenda Istituto Agrario. C iscrivono i neo rappresentanti d'Istituto "Scorciarini Coppola". "Vogliamo risposte concrete altrimenti tra quindici giorni adotteremo iniziative di protesta!"

"Noi con questa lettera cerchiamo di difendere il nostro Istituto, i nostri diritti e di tutti i ragazzi che rappresentiamo compresi i ragazzi dell’Istituto De Franchis che necessitano dei loro laboratori che noi abbiamo “requisito” loro per la mancanza di una sede propria..." Questa la missiva indirizzata anche alla Presidenza della Provincia di Caserta...
Questa la lettera pervenuta al nostro portale da parte dei neo rappresentanti d'istituto dell'Agrario di Piedimonte Matese "Scorciarini Coppola" a firma di De Rosa Vincenzo, Francesco Marrazzo e del rappresentante alla Consulta, Giuseppe Diana.
"""Siamo i neoeletti rappresentanti d’istituto dell’ITAS “Scorciarini Coppola” di Piedimonte Matese (CE) abbiamo deciso di scriverle questa lettera per ricordarle la triste situazione in cui si trova il nostro Istituto. Dal Gennaio 2014 non abbiamo più una sede; a seguito del sisma che ha colpito Piedimonte Matese il 29 Dicembre 2013, il nostro Istituto è stato dichiarato inagibile e noi alunni abbiamo perso il nostro riferimento. Come nella storia del popolo ebraico stiamo vivendo una specie di diaspora, sbattuti da un Istituto all’altro e senza prospettive di una soluzione a breve termine. In questi mesi, dall’inizio del nuovo anno scolastico siamo “alloggiati” presso l’ITC De Franchis la cui Dirigente Scolastica prof.ssa Isabella Balducci, ci ha gentilmente offerto un intero piano della sua scuola. Pur essendo trattati con grande gentilezza (e di questo ringraziamo tutto il personale e tutti gli alunni dell’ITC De Franchis), ci sentiamo comunque ospiti e sentiamo di aver perduto la nostra identità. L’Istituto Tecnico Agrario è una scuola molto particolare (questo penso lei lo sappia); noi saremo futuri periti agrari ed abbiamo bisogno di praticare il nostro sapere teorico in un’azienda. La nostra azienda, però, dista almeno un quarto d’ora a piedi dalla sede in cui siamo alloggiati ora e, quindi, la possibilità di frequentarla assiduamente è impossibile, soprattutto durante il periodo invernale. Ma i disagi a cui siamo sottoposti da ormai quasi un anno non finiscono qui: per effettuare l’ora di attività fisica dobbiamo uscire dall’Istituto De Franchis e raggiungere la sede dell’ITIS che è attigua ma che, comunque, ci costringe ad uscire all’aperto, sudati, con tutte le conseguenze del caso. Inoltre nel piano che ci ha concesso l’Istituto De Franchis mancano due aule, anche in questo caso ci era stato promesso un intervento imminente per la riparazione di un aula dove doveva essere eretto un tramezzo per ospitare appunto le due classi disagiate ancora poste presso l’ITIS. Il giorno 31 Ottobre 2014 abbiamo indetto la prima assemblea d’istituto dell’anno in corso e ci siamo confrontati su questo grave problema. A seguito di ciò abbiamo deciso di scriverle perche vogliamo un colloquio con le autorità competenti che ci diano risposte chiare, sicure e precise su quello che sarà il futuro della nostra scuola. Noi con questa lettera cerchiamo di difendere il nostro Istituto, i nostri diritti e di tutti i ragazzi che rappresentiamo compresi i ragazzi dell’Istituto De Franchis che necessitano dei loro laboratori che noi abbiamo “requisito” loro per la mancanza di una sede propria. In questo ultimo periodo emergono altri gravi problemi come quelle delle iscrizioni, per il nuovo anno di studio, che ormai sono alle porte, noi vorremo poter dare delle risposte chiare ai genitori degli alunni che probabilmente si iscriveranno nel nostro Istituto ma purtroppo non le abbiamo. Speriamo sinceramente che questa nostra lettera non cada nel vuoto in tal caso, però, se entro 15 giorni non avremmo avuta nessuna risposta inizieremo una serie di manifestazioni che rendano visibile anche a livello nazionale il disagio che stiamo subendo da quasi un anno."""

PIEDIMONTE MATESE. Stazionarie le condizioni dei fratelli Borrozzino, coinvolti oggi nello scoppio della cucina causato da una perdita di gas.

Luigi 80enne e il fratello Raffaele 77enne sono ancora in prognosi riservata. Tuttavia non sarebbero in pericolo di vita. La deflagrazione potrebbe essere stata causata da una perdita di gas... 
Sono ricoverati all'ospedale Cardarelli di Napoli, presso il Reparto Ustionati, i fratelli Luigi e Raffaele Borrozzino, 80enne il primo e 77enne il secondo, quest'ultimo proprietario della casa ove stamani si è registrata una tremenda deflagrazione probabilmente riconducibile ad una fuga di gas. I due, infatti, stavano allestendo una cucina nuova nell'abitazione di Raffaele Borrozzino, ubicata in via Pizzone, tra la frazione Sepicciano e via Aldo Moro e quando stamani si sono recati per riprendere i lavori, sono stati investiti da una violenta fiammata di gas e successivo scoppio. Due sono le versioni che tutto sommato non cambiano la sostanza dei fatti. La prima sarebbe riconducibile ad una fuga di gas che avrebbe riempito l'ambiente ove era posizionato il piano cottura e nell'aprire la porta, accedendo la luce, una scintilla avrebbe causato il disastro. La seconda invece, sempre riconducibile al piano cottura, su cui i due stavano lavorando per agganciarlo alla rete che porta al bombolone installato fuori l'abitazione. Un violento ritorno di gas li avrebbe investiti entrambi, deflagrando nella stanza. Il boato è stato udito da diverse centinaia di metri, tanto è che qualcuno ha addirittura pensato ad una scossa tellurica. Le prime frammentarie notizie descrivevano le condizioni dei fratelli disperate. Poi man mano è emerso che erano si in condizioni serie ma non in pericolo di vita. Tutta la città è in apprensione per i due germani, molto conosciuti nella zona.

PONTELATONE. Segnalati cinque ospiti extracomunitari per l'allontanamento dalla struttura ove alloggiano. Il sindaco Antonio Carusone dal Prefetto Carmela Pagano per farli cacciare

Roberto Civitella, ex consigliere dell'Agepir plaude al provvedimento adottato dal primo cittadino: "I sobillatori devono andare via!"
Saranno allontanati quanto prima dal villaggio turistico "Le Campole" gli extracomunitari che hanno guidato la rivolta dell'altro ieri mattina con tanto di blocco stradale fino al primo pomeriggio lungo la provinciale Dragoni-Barignano. Il gruppetto di 5 rifugiati individuati dalle forze dell'ordine e ritenuti i sobillatori delle decine di immigrati che si sono riversati in strada per rivendicare una serie di diritti non riconosciuti dallo Stato Italiano, sarà presto trasferito in un'altra sede, in un centro dove i capi della protesta potranno essere meglio tenuti sotto osservazione e sorvegliati per evitare che creino ulteriori problemi di ordine pubblico. La richiesta di allontanare da Treglia quei 5 rifugiati era stata avanzata dal sindaco di Pontelatone Antonio Carusone nel corso dell'incontro urgente chiesto ed ottenuto l'altro ieri pomeriggio con il Prefetto di Caserta Carmela Pagano a seguito del secondo blocco stradale attuato dagli immigrati ospitati sopra le Campole in meno di un mese, un'istanza subito esaminata con attenzione dal massimo rappresentante del Governo in Terra di Lavoro anche alla luce delle diverse segnalazioni fatte dalla proprietà del complesso turistico sul comportamento ostile e da fomentatori assunto dal gruppetto e della relazione di servizio depositata dalle volanti della Polizia di Stato e dai Carabinieri di Formicola intervenuti sul posto per cercare di riportare subito la situazione alla normalità tramite la rimozione di un blocco che è tardata ad arrivare, se non dopo 5 lunghe ore di discussione, proprio per la ferma opposizione dei capi rivolta. L'allontanamento dal villaggio sopra il Monte Maggiore dei 5 rifugiati ed il loro trasferimento in Imundi centro di accoglienza più attrezzato e sicuro è il primo passo che la Prefettura e la Questura, su insistenza dei sindaci Carusone e della cucina Formicola Michele Scirocco, sono pronti a fare per riportare la calma è la serenità non solo tra gli immigrati, ma anche e soprattutto tra le popolazioni locali, i cui sentimenti di intolleranza verso le proteste eclatanti messe in atto dai rifugiati stanno crescendo sempre di più, preoccupando non poco le autorità locali che temono scontri e reazioni violente da parte dei cittadini se si dovessero ripetere blocchi stradali e disservizi vari in un territorio abitato da persone oneste e perbene, fin troppo accoglienti e tolleranti in questi mesi ma ora anche esasperate dalle prese di posizione degli stranieri che incidono negativamente sulla tranquillità di un'intera zona. "Noi dobbiamo tutelare la sicurezza e la tranquillità dei nostri concittadini ed evitare loro disagi e disservizi di ogni tipo, - dichiara il primo cittadino Carusone - per cui è necessario intervenire con determinazione. Perciò abbiamo chiesto al Prefetto di Caserta l'allontanamento di alcuni soggetti che sobillano tutti gli altri e la sensibile riduzione del numero complessivo di extracomunitari attualmente presenti a Le Campole. Per noi si pone ormai un problema di ordine pubblico di fronte al quale nessuno, in primis le autorità e le istituzioni dello Stato, possono più fare finta di nulla". A tal proposito l'ex consigliere dell'Agepir Roberto Civitella ha così commentato la presa di posiione del primo cittadino di Pontelatone: "Plaudo e porgo la mia solidarietà personale e politica al Sindaco di Pontelatone, nonché presidente della Comunità Montana del "Monte Maggiore", Antonio Carusone per aver avanzato, alla signora Prefetto di Caserta, richiesta di allontanamento coatto di cinque immigrati ospitati presso il "Villaggio Le Campole" di Treglia di Pontelatone e sobillatori delle proteste sfociate nei blocchi stradali della provinciale Barignano-Dragoni."

NO TAX DAY. Da domani e fino a domenica sera Forza Italia scende in piazza per dire no all'aumento spropositato della pressione fiscale imposta dal Governo

Il coordinamento provinciale ha messo a disposizione un gazebo per le famiglie in piazza Margherita a Caserta.“Con l’iniziativa del No Tax Day, Forza Italia riprende la sua storica battaglia sul tema fiscale e torna tra la gente a difendere la prima casa per sottrarla da ogni tipo di tassazione e di azione esecutiva.Così il deputato Carlo Sarro, commissario provinciale del partito...
Tutto pronto per il No Tax Day che sarà realizzato domani sabato e dopodomani domenica anche da Forza Italia in provincia di Caserta per chiedere la cancellazione della tassa sulla prima casa e sugli immobili destinati a fare impresa e a creare nuovi posti di lavoro. Ad ospitare la due giorni tesa a ribadire la contrarietà del partito alle politiche fiscali del centrosinistra ed informare i cittadini sui diversi tributi introdotti negli ultimi tre anni, sarà la centralissima Piazza Margherita, a Caserta, con tanto di gazebo dove le famiglie potranno ritirare tutto il materiale informativo, tra tabelle, schemi e depliants esplicativi, sulla tassazione relativa alla abitazione principale. Ad illustrare i contenuti dell’iniziativa, nel corso di una conferenza stampa svoltasi stamani presso la sede del coordinamento di via Mazzini, è stato il Commissario Provinciale di Forza Italia Caserta, On. Carlo Sarro, affiancato nell’occasione dal Consigliere Regionale e Responsabile Entri Locali On. Domenico Ventriglia, dal Vice Coordinatore Regionale Dott. Pietro Smarrazzo, dal Sindaco della Città di Caserta, Dott. Pio Del Gaudio, e dal Coordinatore Provinciale di Forza Italia Seniores, Dott. Domenico Ciaramella. “Con l’iniziativa del No Tax Day, Forza Italia riprende la sua storica battaglia sul tema fiscale e torna tra la gente a difendere la prima casa per sottrarla da ogni tipo di tassazione e di azione esecutiva. – dichiara l’On. Sarro, che sarà presente domani mattina alle 11 in piazza Margherita - La prima abitazione rappresenta per milioni di famiglie italiane l’unico e più importante investimento della loro vita, ed è nostro dovere proteggere questo bene, in primo luogo eliminando la massa di imposizioni fiscali introdotta dai Governi Monti, Letta e Renzi. L’accoglienza entusiastica che l’iniziativa sta registrando in queste ore, ci dice che siamo sulla strada giusta per cui dobbiamo riprendere il filo diretto con i cittadini, parlando sempre di temi concreti che interessano la loro vita quotidiana”.

PIEDIMONTE MATESE. Bomba carta davanti alla Caserma del Corpo Forestale dello Stato. Indagano gli inquirenti. Si tratterebbe di una squallida goliardata

La misura in ogni caso è colma perchè quattro forsennati che si danno al tracannamento non dovrebbero arrivare a tanto...
Una bomba carta deflagrata stanotte davanti alla Caserma del Corpo Forestale dello Stato e che ospita anche la sede dei Vigili del Fuoco, ha creato panico nei residenti della zona. Sul posto sono prontamente giunti i Carabinieri della locale Compagnia i quali da subito si sono resi conto che si trattava dell'opera di un grosso petardo, piuttosto che di un ordigno atto a chissà quale intimidazione nei confronti degli uomini della Forestale. Prova ne sia che lo scoppio della cipolla ha causato la rottura di uno solo dei doppi vetri di una finestra senza aver causato ulteriori danni. Ma il gesto di per se inqualificabile, sembra che abbia in ogni caso indotto gli stessi Carabinieri a porre un giro di vite su quella frangia di adepti della cosiddetta movida matesina che, tradotta in termini semplicistici, rappresenta solo ed esclusivamente una gara a chi tracanna di più fino all'alba, orario che guarda caso, ha registrato l'evento verificatosi questa mattina. Dagli ambienti investigativi emerge infatti che si sia trattato di un gesto posto in essere da qualche manipolo di giovanotti in preda ai fumi dell'alcol. Certo è che a questo punto, bene farebbero le forze dell'ordine in città, Carabinieri, Forestale, Guardia di Finanza e Vigili Urbani a dare una "stretta" al tenore di vita fin troppo lascivo ed esuberante che qualche soggetto, uscendo da uno dei locali "in" matesini sta ponendo in essere ultimamente. Magari non perdendo di vista anche chi, pur di guadagnare l'ultimo "due euri" non si pone il problema di aver innescato una mina, anzi una testa "vacante".

TRAGEDIA A PIEDIMONTE MATESE. Scoppia una bombola di gas in via Pizzone. Due fratelli gravissimi trasportati al Cardarelli. Sul posto Carabinieri, Ambulanza e Vigili del Fuoco

Al momento che non sono chiare le dinamiche e i fatti perchè lo scoppio si è verificato circa cinque minuti fa (ore 11,50). L'ambulanza sta trasportando i due germani a Napoli al Centro Ustionati. L'equipaggio dell'auto medica è intervenuta tempestivamente ed ha recuperato le due vittime dell'incidente...
Tragedia in via Pizzone, prolungamento di via Aldo Moro a Piedimonte Matese, zona periferica della città. Uno scoppio improvviso, pare adducibile ad una bombola di gas, ha letteralmente devastato un appartamento e ferito gravemente due persone, sembra siano due fratelli. Le notizie che ci giungono, grazie alla testimonianza di alcuni passanti che si sono trasformati in "occasionali reporter" sono frammentarie. Si sa solo che i due feriti sono in fase di trasporto in codice rosso all'ospedale Cardarelli di Napoli, presso il Centro Ustionati. L'equipaggio dell'ambulanza, intervenuto immediatamente sul posto è riuscito a trarli fuori dal luogo dello scoppio e caricarli a bordo per soccorrerli. Sul posto sanno giungendo i Carabinieri e i Vigili del Fuoco. Tra poco sapremo qualche notizia in più. A presto...

SANT'ANGELO IN FORMIS. Sequestrati quasi 80mila litri di gasolio di contrabbando. Sei arresti da parte della Guardia di Finanza.

Due camion sono stati intercettati in tenimento Sant'Angelo all'altezza dello svincolo di Santa Maria Capua Vetere. Seguiti i due articolati, le fiamme gialle hanno sorpreso in flagranza tre polacchi e tre napoletani a stoccare gasolio pronto per essere immesso nel mercato parallelo...
Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Caserta, nell’ambito dei controlli sulla circolazione finalizzati al contrasto alle frodi nel settore delle accise, dopo una preliminare attività info investigativa, ha intercettato e pedinato, lungo l’autostrada A1 in direzione Napoli, all’altezza del casello di Santa Maria Capua Vetere, tre autoarticolati telonati provenienti dalla Polonia che terminavano la propria corsa in un’area sita in Piazzola di Nola (NA). L’immediata irruzione da parte dei finanzieri ha consentito di sorprendere, oltre ai tre autisti di nazionalità polacca, K.M. di anni 52, P.M. di anni 45 e W.A.M. di anni 47, tre soggetti italiani, I.A. di anni 29 e C.M. di anni 30, entrambi residenti in Ottaviano (NA), e G.M. di anni 42, residente in Giugliano in Campania (NA), che erano pronti allo stoccaggio e alla successiva commercializzazione del prodotto presente nei tre mezzi, pari a 78 mila litri di gasolio per autotrazione, racchiusi all’interno di contenitori di polietilene (di forma cubica) da litri 1.000. I sei soggetti sono stati tratti in arresto e quattro di essi giudicati con il rito direttissimo. Oltre al capannone presente all’interno dell’area della superficie di 700 mq., dopo la perquisizione dei veicoli presenti nell’area pertinente adibita a parcheggio, i militari hanno sequestrato complessivamente 78 mila litri di prodotto, 5 automezzi, tra cui i tre autoarticolati polacchi, 36 mila euro in contanti, 3 autopompe per il travaso del gasolio, altri 53 cubi di polietilene da 1.000 litri già svuotati e documentazione varia. Dai primi accertamenti, è emerso che il gasolio, peraltro di bassa qualità, proveniente dalla Polonia, veniva introdotto illegalmente nel territorio nazionale in grosse quantità, come testimoniano i numerosi contenitori rinvenuti vuoti, per sottrarlo al pagamento dell’accisa gravante sui prodotti energetici. Continua incessante l’attività di controllo economico del territorio da parte del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta per contrastare il sempre più diffuso fenomeno del contrabbando di prodotti petroliferi. Solo nell’ultimo mese di novembre, in quattro distinti interventi, sono stati sottoposti a sequestro 111.500 litri di gasolio, 1.200 litri di oli lubrificanti, un deposito di 1.500 mq., un capannone di 700 mq., tre autoarticolati, due autocisterne e sette automezzi, nonché 52.000 euro in contanti. Nello stesso periodo, dieci sono state le persone arrestate e una denunciata a piede libero.

GIOIA SANNITICA. Anche il Centro Democratico di Tabacci vuole essere nella competizione per le regionali. Carlo Marotti ad Avellino per studiare le candidature

Il consigliere comunale gioiese, coordinatore di Cd, sicuramente se ci sarà una lista del movimento sarà candidato alla prossima tornata elettorale. Ieri l'incontro con tutti i coordinatori della Campania. Cd si offre come alternativa ai sostenitori del Pd che non vogliono spostarsi troppo a sinistra...
L’intento è di colmare un vuoto, quello dei moderati che non vogliono stare nel Pd. Il Centro Democratico capitanato a livello regionale dall’ex deputato Michele Pisacane si presenta in buona forma ad Avellino con Pasquale Giuditta, sindaco di Summonte a fare da coordinatore provinciale. Non ci sono dubbi sul dove stare: a centrosinistra, con il candidato governatore che sarà. All’incontro prende parte tutta la struttura partitica regionale: Carlo Marotti e Carlo Guadagno, rispettivamente coordinatore di Caserta e Salerno, tra i presenti in sala Mario Pepe di Benevento, l'ex sindaco di Nusco, Giuseppe De Mita, l’ex di Taurasi Antonio Buono e l’ex di Montemiletto Valerio Capone. Ha portato un saluto anche l'ex senatore Enzo De Luca del Pd. Seppur una conferenza stampa, le truppe “giudittiane” ci sono. Sulla scelta di dove stare l’esplica Giuditta: “Dopo l'adesione del Pd al Pse si è creato un vuoto. Noi vogliamo rappresentare chi si sente distante dai democratici ma si riconosce nel centrosinistra. Vogliamo riavvicinare la gente alla politica, cominciando a delineare una nuova classe dirigente che sappia stare a contatto con le comunità. Non c’è più neanche quel voto di protesta di una volta, abbiamo visto che alle ultime regionali in Emilia e Calabria i grillini che fine hanno fatto. La stagione del leaderismo si è chiusa, come ammette Giuditta, dopo aver fatto emergere tutti i suoi limiti di fronte all'assenza di un progetto. Bisogna ripartire con proposte e progetti concreti”. Ma il piatto forte, il sindaco di Summonte lo serve nel demolire Stefano Caldoro: “Regione disamministrata, non ha determinato nulla, i finanziamenti che arrivano con tanto di attestazione e stretta di mano di un politico (non lo nomina ma chiaro il riferimento all'attuale europarlamentare Fulvio Martusciello ndr) dimostrano tanta debolezza: sono soldi dei cittadini non suoi. Mandare fondi così vuol dire che non c’è un indirizzo strategico”. Caldoro non sta simpatico neanche a Michele Pisacane, il coordinatore regionale, stesso vale anche per Martusciello e anche per Giancane (assessore regionale ndr). “Quest’ultimo è stato spedito da Roma da Tremonti, non conosce il territorio. Contesto poi il metodo dell’accelerazione della spesa, nel mio comune sono arrivati 19 milioni di euro per ristrutturare una zona dimenticata, ma che rimarrà comunque tale. Oggi ci vogliono azioni da buon padre di famiglia, evitare spese inutili”.

TEANO. E' entrato in funzione il cloratore automatico installato sulla condotta di adduzione al servizio del serbatoio di Casafredda

Per l'impianto, costato ben oltre il normale cloratore, si è reso necessario l’acquisto di un dispositivo dotato di un sofisticato misuratore della portata d’acqua che si interfacciasse con il cloratore stesso. Servirà le frazioni di Casafredda, Furnolo, Gloriani e Tuoro...
L’Amministrazione comunale informa che è finalmente operativo il cloratore automatico installato sulla condotta di adduzione al servizio del serbatoio di Casafredda, che serve le frazioni di Casafredda, Furnolo, Gloriani e Tuoro, adducendo le acque delle sorgenti di Tavola e Garofali. D’ora in poi, la clorazione dell’acqua pubblica nell’area indicata sarà quindi calibrata automaticamente sulla quantità di acqua erogata dalla sorgente, senza correre più il rischio di clorazione eccessiva lamentata dall'utenza fin dai tempi di installazione del serbatoio stesso. Tale importante e risolutivo intervento permetterà finalmente alle popolazioni servite di accedere agli stessi standard qualitativi delle acque erogate dagli altri pozzi comunali. L’impegno di spesa affrontato per l’intervento, di euro 4.337,10, è stato dieci volte superiore a quello necessario per l’installazione di un semplice cloratore per pozzi, in quanto si è reso necessario l’acquisto di un dispositivo dotato di un sofisticato misuratore della portata d’acqua che si interfacciasse con il cloratore stesso. L’installazione si inscrive nell’ambito della più vasta campagna di ottimizzazione della qualità delle acque pubbliche lanciata dall’Amministrazione Comunale fin dal suo insediamento, che ha annoverato tra i suoi interventi, finora, anche la riattivazione dei pozzi in località S. Reparata chiusi per eccessiva presenza di arsenico e l’introduzione della prassi (secondo legge) delle analisi chimico-fisico-batteriologiche periodica delle acque distribuite su tutto il territorio comunale. Sempre in località Casafredda, inoltre, sono stati sostituiti 180 metri lineari di condotta in prossimità della S.P. 111 per Roccamonfina, bypassando la vecchia condotta che insisteva su cavità naturali, dove risultava difficile rilevare le ingenti perdite idriche presenti. Tale sostituzione ha consentito il recupero di ulteriori risorse idriche per caduta, garantendo un risparmio energetico correlato al minore sfruttamento dei pozzi attraverso le pompe.

giovedì 27 novembre 2014

ALVIGNANO. Dal primo gennaio costerà meno viaggiare in bus. Il consigliere regionale Angelo Di Costanzo: "Una risposta concreta per i pendolari del Matese"

Il provvedimento arriva a poche settimane dall’incontro promosso dal consigliere regionale di Forza Italia Angelo Di Costanzo con i sindaci del Matese e l’assessore Sergio Vetrella...
Dal primo gennaio 2015 costerà meno viaggiare con i mezzi pubblici. La giunta regionale della Campania, infatti, ha deliberato la rimodulazione delle tariffe e l’introduzione di sconti significativi per gli studenti e le fasce deboli. Il provvedimento arriva a poche settimane dall’incontro promosso dal consigliere regionale di Forza Italia Angelo Di Costanzo con i sindaci del Matese e l’assessore Sergio Vetrella. «Si tratta di un risultato importante dal momento che costituisce una risposta immediata per i tanti pendolari che si spostano con i mezzi pubblici e che sono costretti a pagare tariffe alte – ha sottolineato Di Costanzo – dal prossimo primo gennaio sono previste agevolazioni per gli studenti e per tutte quelle persone che non hanno un reddito alto. Quotidianamente sono centinaia le persone che dai Comuni del Matese si spostano con gli autobus all’interno della provincia e della regione per motivi di studio e di lavoro. Di questo problema, ci siamo fatti carico con i colleghi sindaci della zona, e abbiamo investito l’assessore Vetrella». La risposta non è tardata ad arrivare e, così, dal primo gennaio, gli studenti sino a 26 anni, coloro che hanno superato i 65 anni di età, i diversamente abili, avranno diritto a delle agevolazioni sul costo dell’abbonamento significative. Inoltre, è stata stabilita una griglia con i redditi in base alla quale sono previste delle riduzioni per i pendolari. I nuovi provvedimenti sono stati presentati questa mattina nel corso della seduta della commissione trasporti alla quale ha preso parte lo stesso Di Costanzo.

PIEDIMONTE MATESE. Il sindaco Vincenzo Cappello esprime solidarietà per il delittuoso gesto subito dal suo omologo di Casapesenna, rapinato ieri sera. Intanto arriva anche la scorta.

Gli inquirenti sono indotti a battere le pista dei clan. I delinquenti hanno atteso De Rosa e lo hanno percosso: "Questo è quello che ti meriti e non finisce qua..." I particolari...
“Manifesto tutta la mia vicinanza alla famiglia del collega sindaco Marcello De Rosa, per questa brutta esperienza avvenuta tra le mura domestiche, che immagino sia difficile da dimenticare. Auspico al più presto l’identificazione dei malviventi da parte delle forze dell’ordine, e soprattutto una rapida ripresa dal trauma causato da questa spiacevole disavventura”. Solidarietà dal sindaco Vincenzo Cappello al suo collega Marcello De Rosa, sindaco di Casapesenna rapinato in casa da delinquenti Esprime solidarietà il sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello, Presidente dell’Assemblea Provinciale del Partito Democratico di Caserta, nei confronti del primo cittadino di Casapesenna Marcello De Rosa, che due notti fa assieme alla sua famiglia è rimasto vittima di un vergognoso episodio di delinquenza nella propria abitazione.
LA RAPINA E TUTTI I PARTICOLARI CHE STANNO EMERGENDO. Non è stata una comune rapina con aggressione quella avvenuta ieri sera ai danni del sindaco di Casapesenna Marcello De Rosa e della sua famiglia. Tre uomini armati, col volto coperto da inquietanti maschere in silicone, hanno fatto irruzione nella serata di ieri nella villa di De Rosa e sequestrato per diverse ore le due figlie di 5 e 10 anni le quali si trovavano in compagnia della la babysitter. Mentre effettuavano razzia di preziosi oggetti all’interno dell’abitazione e dopo aver più volte rivolto la domanda “a che ora torna il Sindaco”, hanno puntato una pistola alla testa della Babysitter obbligandola a chiamare la moglie di De Rosa per rassicurarla sulle condizioni delle figlie e chiederle quando sarebbe rientrato il marito, ma la signora De Rosa si è subito resa conto che qualcosa non andava ed ha cercato di raggiungere a piedi la villa. Intanto la babysitter, dopo aver nascosto il cellulare sotto la maglietta, ha chiesto di recarsi in bagno dov’é riuscita a mettersi in contatto con le forze dell’ordine, i malviventi si sono però accorti della telefonata ed hanno colpito la donna al volto provandole una lesione. Pochi minuti dopo, i malviventi hanno notato l’auto di De Rosa rientrare: si sono quindi precipitati all’ingresso della villa, hanno bloccato la vettura e scaraventato fuori De Rosa costringendolo ad inginocchiarsi, hanno concluso l’aggressione dicendogli: "Questo è quello che ti meriti e non finisce qui...". Sono poi fuggiti a bordo della sua auto. Le indagini sono attualmente in corso e presto verrà fatta luce sull’accaduto, intanto il sindaco ha denunciato l’accaduto alla DIA che ha immediatamente provveduto a mettere sotto scorta De Rosa e la sua famiglia. A poche ore dalla manifestazione “Vento di Legalità” – che si terrà a San Cipriano d’Aversa e vedrà la partecipazione delle più grandi personalità impegnate nella lotta alla mafia e alla camorra - l’aggressione e le intimidazioni rivolte a De Rosa e alla sua famiglia non sembrerebbero casuali. Potrebbe infatti esserci una relazione poiché la manifestazione vede impegnati oltre i sindaci di San Cipriano e Casal di Principe anche De Rosa, sindaco di Casapesenna.

UN PO' DI BUON SENSO!!! Accusata di aver evaso i domiciliari è stata assolta. Stava correndo dal padre che era in fin di vita!

Anna Procaccini il 28 maggio dello scorso anno era ai domiciliari a Foglianise ed aveva chiesto e ottenuto un permesso per recarsi dal padre che stava morendo. Tuttavia la notifica non arrivò in tempo e la donna decise di andare lo stesso dal genitore che però non fece in tempo a salutare per l'ultima volta...
Era accusata di aver evaso gli arresti domiciliari per correre dal padre morente, ma è stata assolta perchè il fatto non sussiste. E’ la sentenza pronunciata dal giudice Romano al termine del processo a carico di Anna Procaccini (avvocato Raffaele Scarinzi), di Foglianise. La vicenda risale al 28 maggio dello scorso anno, quando l’imputata, che si trovava agli arresti domiciliari, aveva saputo che il padre Giuseppe, ricoverato al Fatebenefratelli, era sul punto di morte. Il gip Sergio Pezza aveva subito accolto la richiesta di un permesso che le consentisse di fargli visita: un sì che il difensore aveva comunicato alla sua assistita, che non aveva atteso la notifica del provvedimento e si era precipitata in ospedale, dove aveva trovato il genitore già deceduto. La Procaccini era stata denunciata dai carabinieri della Stazione di Vitulano, da qui il giudizio nei suoi confronti che si è concluso ieri mattina. Il giudice ha accolto le argomentazioni dell’avvocato Scarinzi, che aveva sottolineato come la violazione fosse stata commessa senza volontà di porsi contro il precetto normativo: l’imputata aveva già saputo del permesso che le era stato rilasciato, impossibile chiederle, dal punto di vista umano, un comportamento diverso. Impossibile resistere alla voglia di abbracciare un genitore che non si vedrà più. 

SAN POTITO SANNITICO. Ricordate la vicenda di Sonia Fragola, la titolare di un centro estetico condannata solo per aver fatto causa ad un'attività che le aveva copiato il nome? La Corte d'Appello le restituisce il maltolto

La donna, oltre dieci anni fa scoprì che a Vairano Patenora esisteva un centro estetista che aveva il nome della sua attività a San Potito. Fece causa, ma il Tribunale di Piedimonte Matese, incredibilmente la condannò a risarcire le spese! Ora la Corte di Appello di Napoli le ha invece dato ragione. LA LETTERA: "Giustizia è fatta!"
Vi scrivo perchè già qualche anno fa e più o meno in questo stesso periodo avete pubblicato, sia Caiazzo Rinasce e Gazzetta di Caserta, quello che è successo a mia moglie. Ora vi spiego: nel 2002 mia moglie FRAGOLA Sonia, estetista con studio estetico a San Potito Sannitico, era direttore e responsabile tecnico della società Vanity, che si occupava di estetica, in Vairano Scalo. Scaduto il contratto nel Luglio 2003 non venne più rinnovato a mia moglie ma la citata società continuò ad esercitare la propria attività sino al mese di Giugno 2004 utilizzando, arbitrariamente, il titolo e il nome di mia moglie. Venuti a conoscenza di tale comportamento mia moglie citò in giudizio la società Vanity per "esercizio arbitrario di nome e titolo altrui". Nell'autunno del 2010 uscì la sentenza di I° grado emessa dal Tribunale di Piedimonte Matese e l'allora giudice condannò mia moglie al pagamento dei danni per circa Euro 4000 perchè, motivava la sentenza, la Sig.ra FRAGOLA Sonia non aveva svolto alcuna attività lavorativa e quindi con quella sentenza tutti potrebbero aprire un'attività artigianale o uno studio professionale utilizzando il nome e il titolo altrui. La Vanity, difesa dall'Avv. Carlo Grillo chiese subito il risarcimento a mia moglie difesa dall'Avv. Carmela AMATO, nonostante fosse stato presentato ricorso in appello. Ora in data 25 Novembre 2014 è uscita la sentenza della Corte di Appello di Napoli la quale ha riformato in "toto" la sentenza di I° grado condannando la società Vanity al pagamento dei danni e spese legali a Euro 8000 circa e con grande soddisfazione è stata accolta la sentenza soprattutto dal legale Carmela AMATO che ancora una volta, con caparbietà e professionalità, è riuscita a far prevalere la giustizia e la verità.
LETTERA FIRMATA