Qualora vi fossero ancora dubbi sui propositi che alcuni soggetti hanno nello svolgere la loro carica istituzionale in Parlamento, con questo atto, sono del tutto fugati. Questo tipo di provvedimento spalancherebbe immediatamente le porte del carcere a tutti coloro che sono accusati o condannati di associazione esterna mafiosa o camorristica. Queste per loro sono le priorità del paese, oltre a frenare anche sulle intercettazioni telefoniche chiaramente e sanare gli abusi edilizi 258mila commessi nella sola Campania. Compagna è stato eletto in Campania...
Una modifica del codice penale che rende piu' soft le pene relative al concorso esterno in associazione mafiosa: un disegno di legge, targato Pdl, prevede infatti una riduzione delle pene e in particolare dimezza gli anni di carcere dagli attuali 12 anni ad un massimo di 5 nei casi di favoreggiamento di associazioni di tipo mafioso. Inoltre, niente carcere per chi fornisce ospitalita' o vitto ai mafiosi. Il ddl e' stato presentato dal senatore Luigi Compagna (Pdl) ed assegnato in commissione Giustizia al Senato. Il provvedimento sara' esaminato "probabilmente" la prossima settimana dice il relatore Giacomo Caliendo. L'obiettivo di fondo, spiega lo stesso Compagna, e' quello di 'tipizzare' una norma finora non prevista nell'ordinamento. Occorre quindi, dice Compagna, "restituire certezza" sulla rilevanza penale di determinate condotte; "evitare arresti ingiustificati e ingiuste impunita'"; porre fine a polemiche "che danneggiano fortemente le riforme necessarie e urgenti" per una giustizia "efficiente e rispettosa delle garanzie individuali". Il testo depositato da Compagna prevede l'introduzione di due nuovi articoli nel codice penale: il '379-ter' e il 379-quater'. Il primo, che riguarda il favoreggiamento di associazioni di tipo mafioso, stabilisce che chiunque, "fuori dei casi di partecipazione alle associazioni di cui all'articolo 416-bis, agevoli deliberatamente la sopravvivenza, il consolidamento o l'espansione di un'associazione di tipo mafioso, anche straniera", e' punito con la reclusione da uno a 5 anni. Il secondo, relativo all' 'assistenza agli associati', stabilisce che chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato o di favoreggiamento, "dia rifugio o fornisca vitto, ospitalita', mezzi di trasporto, strumenti di comunicazione a taluna delle persone che partecipino a un'associazione di tipo mafioso, anche straniera, al fine di trarne profitto", e' punito con la reclusione da 3 mesi a 3 anni. La proposta, inoltre, prevede l'abrogazione dell'articolo 418 del codice penale. E se il reato di concorso esterno dovesse uscire dall'orbita del 416-bis, questo comporterebbe anche uno stop alle intercettazioni, consentite in caso di reati per i quali sono previste condanne superiori ai 5 anni. Per chi fornisce supporto ai componenti dell'associazione mafiosa, la pena fissata nel ddl va dai 3 mesi a 3 anni. Questo significa che chi commette questo reato non andra' in carcere, che scatta quando la pena prevista e' di quattro anni. Infine, affinche' chi da' supporto possa finire in carcere, occorrera' dimostrare che questi abbia tratto un profitto dalla sua attivita'. Sono tanti i nomi eccellenti finiti nelle maglie del reato di concorso esterno in associazione mafiosa, di cui ora il Pdl chiede un dimezzamento della pena. Una vicenda su cui sono tuttora accesi i riflettori e' quella di Marcello Dell'Utri, ex dirigente Fininvest, fondatore con Berlusconi di Forza Italia, deputato, eurodeputato, senatore fino alla scorsa legislatura: il 25 marzo scorso e' stato condannato a 7 anni di reclusione dalla corte di Appello di Palermo. La sua storia giudiziaria iniziata nel 1994 con l'iscrizione nel registro degli indagati per concorso in associazione mafiosa, e' passata per due condanne in primo e secondo grado, un annullamento con rinvio da parte della Cassazione ed e' poi tornata in secondo grado. Ora la parola spetta nuovamente entro la Cassazione: se non si pronuncera' entro il 2014 scattera' la prescrizione. Attualmente imputato di concorso esterno al clan dei Casalesi Nicola Cosentino, ex numero uno del Pdl in Campania, deputato per quattro legislature consecutive dal 1996 al 2008. Il 15 marzo scorso e' stato arrestato, dopo essersi costituito presso il carcere di Secondigliano. E' stato invece assolto dall'accusa di concorso esterno in mafia, ma non da quella per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra, per la quale e' stato condannato a 7 anni, Salvatore Cuffaro, che ha militato nella Dc, nel Cdu e poi nell'Udc, e' stato presidente della Regione Sicilia e senatore: l'assoluzione e' legato proprio al fatto che era gia' stato condannato per il gli stessi fatti nel processo per favoreggiamento. Anche un altro ex governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, e' invece imputato per concorso esterno. Altro caso importante e' quello di Calogero Mannino, politico siciliano che milito' nelle fila della Dc: nel 1994 fu aperta un'inchiesta nei suoi confronti dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa: il 14 gennaio 2010 Mannino e' stato assolto definitivamente dalla Cassazione. Sorte diversa per l'ex numero tre del Sisde, Bruno Contrada: arrestato il 24 dicembre 1992 sulla base delle dichiarazioni di diversi pentiti tra cui Buscetta e e Mutolo, e' stato condannato a 10 anni di carcere nel maggio 2007. A rapporti con la mafia e' legato anche il nome di Giulio Andreotti, morto il 6 maggio scorso, che in realta' ricevette nel '93 un avviso di garanzia per concorso esterno, accusa poi modificata in partecipazione ad associazione mafiosa: il 28 dicembre 2004 la Cassazione confermo' l'assoluzione.