sabato 1 novembre 2014

ALIFE. "Silvy la truffa" è indagata per alcune 'sole' che ha propinato in lungo e largo per il territorio matesino. L'ultima in ordine dei tempo nella città delle mura.

Non è dato sapere se la commerciante che ci ha rimesso un "Bimby" e un assegno falso sia stata dai carabinieri a denunciare. Ma è certo che le forze di polizia stanno indagato su questa novella "Margot" degna compagna di uno squallido "Lupin" denojartri che invece nella serie televisiva la vera coppia ha avuto molto successo... 
Alla fine tanto tuonò che piovve! "Silvy la truffa" ovvero la 40enne matesina che da sola ne ha combinate tante e poi tante, arrivando a vendere anche un appartamento che non era suo, è oggetto delle indagini delle forze dell'ordine per le scorribande "piratesche" che ha combinato in lungo e largo per il territorio matesino. Ultima vittima, in ordine di tempo, una commerciante di Alife che non solo ci ha rimesso il suo "Bimby", ma ha incassato anche un assegno "cabrio" ovvero scoperto, emesso benché la stessa "Silvy la truffa" era a conoscenza che in banca non c'erano danari. E così un pò i media e un pò l'opinione pubblica giustamente si è chiesta ed ha chiesto che chi di dovere intervenisse. E così è stato, le forze di polizia operanti sul territorio hanno prodotto apposita informativa all'Autorità Giudiziaria che, prossimamente, potrebbe pronunciarsi sulle gesta di questa vera e propria "artista del tarocco". Occhio alla penna e, nel caso, chiamate subito i Carabinieri se riconoscete la famigerata "Silvy la truffa".
LEGGI L'ULTIMA IMPRESA DI SILVY LA TRUFFA E STAI ATTENTO...
SILVY SEI GRANDE!!! (IN TUTTI I SENSI)

PIEDIMONTE MATESE. Vanno alla ricerca di tartufi in periodo vietato. Beccati dalla Forestale. Multa di 8900 euro per quattro matesini

Valore della merce, una volta sottoposta al mercato "nero" circa 4mila euro. Ovviamente il tutto è stato sequestrato e, ai quattro cacciatori di tartufo, è stata comminata una durissima sanzione...
Proseguono i controlli del Corpo Forestale dello Stato di Isernia a tutela del tartufo, con particolare riferimento a quello bianco, di cui è iniziata la raccolta ormai da qualche settimana. Ieri pomeriggio è stata fermata "l'allegra famiglia" di Piedimonte Matese in provincia di Caserta, ovvero padre, figlio e due nipoti che aveano quasi riempito un cesto del prelibato tubero. Valore della merce, una volta sottoposta al mercato "nero" circa 4mila euro. Ovviamente il tutto è stato sequestrato e, ai quattro cacciatori di tartufo, è stata comminata una sanzione complessiva di 8900 euro! L' obiettivo è colpire i raccoglitori di frodo, ovvero coloro che operano senza tesserino, di notte e spesso con vanghelli fuori misura arrecando gravi danni all'ecosistema in cui il tartufo vive. Dall'inizio della stagione sono stati individuati unitamente ai quattro di ieri, complessivamente quindici trasgressori: l’illecito più frequente è la raccolta in periodo di divieto. Complessivamente sono state applicate sanzioni amministrative pecuniarie per 38.500 euro, oltre al sequestro dei tartufi raccolti, che vengono poi consegnati all'Amministrazione provinciale.

ALVIGNANO. Una settimana di calvario sulla Telesina. Senso unico alternato per consentire ai tecnici i rilievi sul viadotto "Volturno 2"

L'arteria ad alta percorribilità sarà oggetto di lavori proprio in tenimento del Comune di Alvignano e ciò imporrà forti rallentamenti alla circolazione...
L'Anas comunica che da lunedì 3 novembre a venerdì 7 novembre 2014, nella fascia oraria 8,00 – 16,30, sarà istituito un senso unico alternato sulla strada statale 372 "Telesina", tra il km 26,100 e il km 26,350, nel Comune di Alvignano, in provincia di Caserta. Il provvedimento si rende necessario per consentire i rilievi e le indagini di laboratorio sull'impalcato del viadotto "Volturno 2". Durante la limitazione, il traffico sarà regolato da un impianto semaforico. L'Anas raccomanda agli automobilisti prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web http://www.stradeanas.it/traffico oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione `VAI Anas Plus`, disponibile gratuitamente in "App store" e in "Play store". Gli utenti hanno poi a disposizione la web tv www.stradeanas.tv e il numero 841-148 'Pronto Anas' per informazioni sull'intera rete Anas.

PIEDIMONTE MATESE. Scarcerato Valerio Cappello. Il giudice ha convalidato l'arresto ed ha disposto per il 40enne l'obbligo di firma

L'uomo era accusato d aver truffato un 22enne di Guardia Sanframondi ed era stato arrestato dai Carabinieri di Amorosi. Torna libero con il sol obbligo della firma in caserma...
E' stato scarcerato Valerio Cappello (nella foto) il 40enne sottoposto al regime degli arresti domiciliari a cui era stato sottoposto dal Giudice di Benevento dopo che aveva cercato, secondo l'accusa, di aver truffato un 22enne di Guardia Sanframondi. L'accusato truffatore dovrà ora recarsi alla Caserma dei Carabinieri di Piedimonte Matese ad apporre una "firmetta" quotidianamente. L'arresto è stato in ogni caso convalidato dal Giudice che ha disposto la remissione in libertà con obbligo di firma per Cappello. ma andiamo ai fatti.
QUESTO IL COMUNICATO DELL'ARRESTO DA PARTE DEI CARABINIERI DI BENEVENTO. - I Carabinieri della Stazione di Amorosi, nella tarda serata di ieri, hanno tratto in arresto, a conclusione di articolate indagini, Valerio Cappello un 40enne pluripregiudicato residente a Piedimonte Matese, originario di Ailano, con l'accusa di estorsione, millantato credito e truffa. L'uomo, spacciandosi per un importante ed affermato produttore di mozzarella di bufala campana, infatti, prometteva posti di lavoro in cambio di denaro. Le indagini sono partite in seguito ad una denuncia presentata ai militari dell'Arma di Amorosi da un 22enne di Guardia Sanframondi, a cui era stata richiesta la somma di 800 euro quale frutto della mediazione necessaria per una assunzione in un istituto di vigilanza privata della capitale. L'uomo, approfittando dello stato di necessità della vittima, prometteva il posto di lavoro in cambio di soldi e lo stratagemma utilizzato era quello di prospettare la sicura assunzione, millantando influenti conoscenze politiche. Il giovane, dopo aver consegnato la somma iniziale di 300 euro, quale prima rata della somma complessiva di 800 euro pattuita, iniziando a navigare su internet, però, ha scoperto la reale identità del truffatore, noto per analoghi raggiri, quindi si è recato in Caserma, raccontando l’accaduto. Cappello che attendeva l'ulteriore saldo della "parcella", visto il rifiuto del giovane, non ha esitato a minacciare di morte il disoccupato e la sua famiglia. Preoccupato degli sviluppi, il 22enne ha dato appuntamento presso il parcheggio di un noto supermercato della Valle Telesina all'estorsore il quale, per essere più convincente, si è recato all'incontro con una tanica piena di benzina ed una mazzuola da carpentiere. A quel punto, il giovane, per evitare ulteriori e più gravi conseguenze, ha consegnato altri 300 euro. Dopo la consegna, sono intervenuti i militari dell'Arma che hanno bloccato il truffatore, trovandolo in possesso del danaro. Accompagnato in Caserma, è stato dichiarato in arresto con le accuse di estorsione, millantato credito e truffa. Il danaro è stato restituito alla vittima, mentre sono state sequestrate la tanica di benzina e la mazzuola rinvenute nelle disponibilità del pregiudicato. Sono ancora in corso le indagini per fare piena luce su eventuali ulteriori vittime raggirate ed eventuali complici della persona fermata. L'uomo, dopo le formalità di rito è stato posto agli arresti domiciliari a disposizione della autorità giudiziaria. Non è la prima volta che in Valle Telesina si verificano vicende simili: già qualche mese fa i Carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita hanno arrestato un pensionato di Solopaca di 68 anni che, con uno stratagemma simile, aveva truffato diversi giovani della zona, promettendo posti di lavoro presso il Ministero della Salute, in cambio di soldi.

ALIFE. Oggi pomeriggio i funerali del giovane Pierluigi Simonelli. L'autopsia ha sciolto i dubbi, la morte è sopraggiunta per sfondamento della cassa toracica

Il ragazzo era a bordo del suo trattore, in compagnia della sua fidanzata. Tamponato da una Fiat Panda il mezzo è finito nel fossato al confine tra Alife e Sant'Angelo d'Alife...
La salma di Pierluigi Simonelli è stata restituita dall'Autorità Giudiziaria alla famiglia per permetterne oggi pomeriggio le degne esequie. L'esame autoptico, qualora ve ne fosse stato bisogno, ha chiarito che la morte del ragazzo è sopraggiunta per il peso del mezzo agricolo che guidava e che, è stato tamponato da una Fiat Panda, condotta da un'insegnante di Capriati a Volturno, la 61enne Antonietta Rao, la quale non riusciva a frenare il suo veicolo che impattava contro il mezzo agricolo. A bordo oltre a Gianluigi vi era anche la sua fidanzata che invece è riuscita a salvarsi, rimanendo praticamente quasi illesa. I Carabinieri, intervenuti sul posto, hanno spiegato che: "a seguito dell’urto, il conducente della trattrice agricola ha perso il controllo del mezzo che si è rovesciato precipitando nella scarpata posta sul lato destro della carreggiata. Nell'impatto il Simonelli Pierluigi è deceduto sul colpo, mentre la donna alla guida dell’autovettura che ha tamponato il trattore è stata trasportata presso il pronto soccorso dell’ospedale di Piedimonte Matese dove è stata ricoverata." La salma del Simonelli è stata trasportata presso l’Istituto di Medicina Legale di Caserta per il successivo esame autoptico. Espletate le formalità di rito, la salma ha fatto rientro ad Alife, laddove saranno celebrati i funerali del giovane 21enne.

venerdì 31 ottobre 2014

CAIAZZO. Il sindaco Tommaso Sgueglia afferma che non saranno settanta ma solo due richieste per altrettanti rifugiati che potrebbero essere ospitati in città. Bontà sua noi gli crediamo.

La notizia dei circa settanta rifugiati che dovrebbero giungere in maniera "SCAGLIONATA" in città è emersa dagli stessi ambienti prefettizi e dalla Provincia. Certamente in città saranno contenti i residenti, ma non per una questione di razzismo, ma solo per una questione di logistica. Il tempo è galantuomo...
Questo il comunicato del sindaco di Caiazzo Tommaso Sgueglia, col quale spiega che ha ricevuto al momento la richiesta per la disponibilità di soli due ospiti da accogliere in città e non settanta "scaglionati" (cioè poco alla volta), come era emerso dagli stessi ambienti prefettizi e dalla Provincia di Caserta. Ovviamente il primo cittadino (e lo capiamo) non si limita solo a specificare il 'quantum' delle unità che dovrebbero a Caiazzo, ma ci mette del suo, additando il portale Caiazzorinasce di procurato allarme. Ci scusi sindaco, posto che Lei potrebbe anche avere ragione (prevedere le intenzioni dell'ufficio Immigrazioni della Prefettura non è da tutti), restiamo tuttavia basiti sul fatto che preannunciare l'arrivo di una settantina di rifugiati per lei una notizia del genere potrebbe creare allarmismi. Insomma da un lato spiega che non avrebbe nulla in contrario, dall'altro per dare qualche bacchettata al blog, lo taccia di procurato allarme. Comunque, per dovere di cronaca pubblichiamo integralmente il comunicato pervenuto dal sindaco di Caiazzo Tommaso Sgueglia ricordando, in occasione del trentesimo anniversario della morte del grande Eduardo De Filippo avvenuta il 31 ottobre del 1984 che " Il tempo è galantuomo". 
"""In riferimento all’articolo pubblicato sul blog “Caiazzorinasce” in data 27 ottobre u.s., dal titolo "Regalo della Prefettura di Caserta alla cittadina caiatina. Arrivano una settantina di rifugiati dai paesi dell'Africa!", in cui tra l’altro si affermava testualmente che “il Comune sta cercando alcune abitazioni ove allocarli”, il Sindaco della Città di Caiazzo, dott. Tommaso Sgueglia, ritiene doveroso chiarire alcuni punti fondamentali della vicenda. "Circa dieci giorni fa sono stato contattato dalla Prefettura di Caserta in cui MI SI COMUNICAVA che presso un ex-agriturismo di Caiazzo sarebbero stati trasferiti n.2 rifugiati (e non 70 come allarmisticamente affermato da Caiazzorinasce). - spiega il primo cittadino caiatino - Ignorando completamente che in Città potessero esistere tali strutture, ho predisposto una serie di accertamenti sul territorio comunale e sull'edificio ospitante, venendo a conoscenza successivamente dai proprietari che MAI tale ex agriturismo era stato adibito a struttura recettiva per accogliere persone di alcun genere. Alla luce di tutto ciò, posso affermare che, allo stato, sul territorio caiatino non risulta nessuna struttura ricettiva disponibile ad accogliere rifugiati. Fermo restando che è dovere di ogni essere umano, e non solo di chi abita in una “città del buon vivere”, essere disponibile verso gli altri creando un clima di accoglienza e di solidarietà, non mi è sembrata buona informazione quella fornita dalla testata “Caiazzorinasce”, visto che dai commenti si è generato un vero e proprio panico nella popolazione che addirittura pensa di armarsi per difendersi. Gradirei in futuro che le notizie venissero verificate direttamente alla fonte prima di essere pubblicate al fine di evitare di procurare inutile allarme sociale tra i cittadini. Tanto per amore della verità"."""

ROCCAMONFINA. Questione scuola, il sindaco Letizia Tari convocata in Prefettura. Presenti anche il Provveditore agli studi ed il dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo "Galluccio - Roccaminfina"

Secondo alcune indiscrezioni, il primo cittadino si preparava a requisire gli immobili dei privati, gli organi prefettizi, gli hanno chiesto spiegazioni sul perché non abbia preso in considerazione la struttura comunale che ospita il Centro Anziani, sita in via Cicioni del Comune di Roccamonfina...
Il Sindaco Letizia Tari, mentre si preparava a requisire gli immobili dei privati, gli organi prefettizi, gli hanno chiesto spiegazioni sul perché non abbia preso in considerazione la struttura comunale che ospita il Centro Anziani, sita in via Cicioni del Comune di Roccamonfina. Questa mattina, nel corso di un incontro tenutosi tra i responsabili della Prefettura di Caserta, il Provveditore agli studi di Caserta, il Preside dell’Istituto Comprensivo Galluccio–Roccamonfina, ed il Sindaco Tari, finalizzato a risolvere la problematica scaturita dal trasferimento di circa 60 alunni nel plesso scolastico di Garofali, da indiscrezioni reperite nell’ambito del Palazzo Governativo, sembra che il Prefetto da eccellente governatrice ha voluto conoscere il perché non era stato preso in considerazione l’utilizzo del Centro Anziani. La prima cittadina, dopo aver collezionato delle magre figure, unitamente all’Assessore Italo Di Biasio, ha cercato come al solito di girare la frittata a suo favore, ma sta di fatto che il Prefetto ha indicato la sopracitata struttura come possibile alternativa. L’altra sera, i genitori dei bambini che da oltre una settimana sono costretti a non frequentare la scuola, hanno partecipato al Consiglio d’Istituto, facendo conoscere la loro istanza “Per Lunedì, ci aspettiamo che i nostri figli riprendano le lezioni, in una struttura idonea, nel caso in cui si dovrebbe verificare che la collocazione sia inadeguata , allora siamo disposti anche ad occupare nuovamente il plesso di Roccamonfina, in quanto i lavori non sono iniziati. Se dovesse sussistere, un comportamento anomalo da parte di chi non ha saputo gestire la situazione, allora stiamo valutando l’ipotesi di trasferire i nostri bambini nel Comune di Marzano Appio”. Sulla questione , diventata oramai un caso eclatante, in quanto il Sindaco Tari pur avendo a disposizione l’intera estate, per fare effettuare i controlli e relativi lavori alla scuola di Garofali , ha preferito far muovere la macchina amministrativa all’ultimo momento, è intervenuto il Capogruppo Ludovico Feole del Gruppo Consiliare “Ricominciamo dal Futuro” che insieme al collega Michele Cestrone si adoperano per far rispettare i diritti dei cittadini in questa fattispecie quelli degli alunni e famiglie. “Siamo nel caos più totale per l’incapacità dimostrata nella gestione di questa vicenda. Come gruppo d’opposizione, riteniamo che l’unica cosa sensata da fare e quella di rassegnare le dimissioni da parte del Sindaco e dall’Assessore alla pubblica istruzione. I danni che si stanno procurando ai bambini ed alle famiglie, sono diventati insopportabili e per tanto è necessario che gli amministratori si assumano le proprie responsabilità e se ne tornino a casa”. Intanto i genitori degli alunni della scuola chiusa, aspettano che la Tari emani un avviso o ordinanza per far conoscere la risoluzione del problema scolastico. La prima cittadina seguirà le direttive della Prefettura? O continuerà a chiedere ospitalità ad albergatori e privati cittadini?
Nella foto il Prefetto di Caserta Carmela Pagano
Anna Izzo

PIANA DI MONTE VERNA. Venghino signore e signori, venghino! Spuntano antenne telefoniche come funghi. Posti liberi in platea e in tribuna!

In località Capitolo installato un altro ripetitore pronto ad ospitare quante più padelle possibili... 
C'è un dato di fatto inconfutabile che contraddistingue la cittadinanza mite e tranquilla di Piana di Monte Verna. Sul territorio di questa piccola comunità puoi andare a impiantare di tutto, compresi ripetitori telefonici e puoi stare tranquillo che casino non ne fa nessuno. Non lo fa il sindaco Giustino Castellano e la sua Amministrazione, così come la minoranza consiliare, perchè la situazione così com'è l'hanno ereditata ed hanno quindi dovuto prendere solo atto. La gente non protesta e non si chiede cosa possa causare quell'impianto posizionato in località Capitolo, a pochi metri da una masseria ed a circa duecento metri in linea d'aria da un noto resort, pronto ad ospitare altre e chissà quante "padelle". In pratica avviene che i padroni sono coloro che arrivano da fuori, mentre gli ospiti sono i residenti. Ed a dirla tutta è il secondo palo posizionato nel giro di qualche anno, sempre lungo la provinciale che da Piana di Monte Verna conduce a Capua. Infatti, un altro è stato posizionato proprio nel nuovo campo sportivo, dove attualmente quasi quotidianamente si recano giovani under 14 perchè è stata insediata una scuola calcio. Ci sarebbero tante ma proprio tante cose da scrivere su quello che è capitato e soprattutto è stato abbandonato sul suolo comunale, in molti casi puntualmente segnalato. Ma ci vorrebbero non uno ma dieci articoli e molto probabilmente ci dedicheremo alla causa.

PONTELATONE. Lo sapevate che anche nell'Alto Casertano esiste il "Ponte dei Sospiri"? Precisamente lungo la provinciale all'altezza del Comune latonese.

Si tratta del ponte in costruzione perenne, che dovrebbe collegare i paesi del Monte Maggiore all'altro lato del fiume Volturno all'altezza di Gradilli... 
Oramai tra Pontelatone, Liberi, Castel di Sasso e Formicola i quattro paesi ubicati ai piedi del Monte Maggiore non ci credono più. Parliamo della ultimazione del ponte (nella foto) che dovrebbe collegare la provinciale, all'altezza di Barignano Comune di Pontelatone, con la provinciale 336 all'altezza di Gradilli, permettendo così al traffico veicolare di usufruire di una bretella che elimini la congestione sul Ponte Annibale. Il nuovo ponte è stato progettato e reso cantierabile dalla Giunta Provinciale targata Riccardo Ventre e dall'assessore pro tempore Angelo Di Costanzo. Faceva parte di un progetto lungimirante e molto più ampio che prevedeva una super strada che collegasse l'Alto Casertano al Molise. Poi ci furono delle sostanziali variazioni e rimase in piedi solo il progetto del ponte che, a quanto pare è stato realizzato ed ultimato, ma al di la da essere collaudato sono trascorsi anni. Anche un ex consigliere comunale di Castel di Sasso, ha letteralmente "rotto l'anima" a tanti media chiedendo che questa storia venisse portata a conoscenza. Ma tornando all'opera in questione c'è da dire che essa, da molti cittadini è oramai denominata il "Ponte dei Sospiri" come quello celebre di Venezia che, a differenza di questo enorme mattone di cemento, lì nel capoluogo veneto, attrae miriadi di turisti. E se proprio nessuno vuol saperne di andare a collaudare quell'opera, perchè non inserirla in una sorta di guida turistica "all'incontrario" ovvero l'eterna e tanto decantata "ennesima incompiuta"? L'appello, ovviamente, è rivolto al bravissimo e professionalissimo ingegnere Nino Del Prete, Responsabile dell'Ufficio Tecnico della Provincia che pure tanto ha fatto per dare il "la" alla realizzazione di molte opere pubbliche (quasi tutte targate Ventre): Ingegnere lo facciamo questo ennesimo miracolo?

CAIAZZO. Qualcosa (ma non troppo) si muove per la provinciale franata lo scorso 8 settembre. La Provincia stanzia 105mila per mettere in sicurezza l'arteria

Il progetto di sistemazione del tratto di strada provinciale ex Anas n. 336, all’altezza della Cappella nel comune di Caiazzo, è stato approvato oggi dalla giunta della Provincia di Caserta. Intanto il divieto di transito dei mezzi pesanti è puntualmente e vergognosamente disatteso quotidianamente...
Lo smottamento lo scorso 8 settembre (nella foto). Da quel giorno, quel tratto di strada, è stato transennato e munito di segnali luminosi per catalizzare l'attenzione degli automobilisti e invitarli a moderare la velocità. Grazie all'interessamento e all'impegno degli assessori provinciali Stefano Giaquinto e Francesco Zaccariello, delegato alla viabilità, entro l'inizio del prossimo anno saranno avviati i lavori di recupero di un'arteria che tornerà ad essere percorribile totalmente e in sicurezza. Il progetto di sistemazione del tratto di strada provinciale ex Anas n. 336, all’altezza della Cappella nel comune di Caiazzo, è stato approvato oggi dalla giunta della Provincia di Caserta guidata dal presidente on. Domenico Zinzi. Un progetto redatto da tecnici interni che costerà all'ente di corso Trieste circa 105.000,000 euro e che consisterà nella realizzazione di un muro di contenimento su pali in cemento armato, regimentazione delle acque meteoriche e sistemazione del manto stradale. “Nuova tappa nel percorso di 'riabilitazione' della trafficata arteria – commenta il delegato provinciale all'Agricoltura e vicesindaco di Caiazzo Giaquinto – i passi successivi saranno il cottimo fiduciario per l'affidamento dei lavori e il deposito presso il Genio Civile per la dovuta autorizzazione”. Dall'inizio dei lavori l'impresa avrà 30 gg di tempo per l'ultimazione dell'opera. Intanto c'è da registrare che a seguito del divieto imposto ai mezzi pesanti di transitare lungo il tratto di arteria franata, l'obbligo non è stato quasi mai e quotidianamente rispettato. Segno tangibile che in questo nostro territorio, legge o non legge, obbligo o non obbligo ognuno fa quello che c...o gli pare!

SESSA AURUNCA. Arrestato il boss Gaetano Di Lorenzo, 54enne reggente del clan Esposito.

Un blitz messo a segno dagli uomini della benemerita guidati dal Capitano Antonio Ciervo. Esposito reggeva i Muzzoni nell'area Aurunca. Torna in cella dopo due anni...
Operazione di servizio dei Carabinieri della Compagnia di Sessa Aurunca. E' stato arrestato poche ore fa il boss latitante Gaetano Di Lorenzo, 54 anni. L’uomo era considerato il reggente del clan Esposito nel comprensorio aurunco. Fra poco tutti i dettagli del blitz.
AGGIORNAMENTO. - In Sessa Aurunca (CE), i Carabinieri della locale Compagnia, unitamente a personale del locale Commissariato di P.S., hanno arrestato in esecuzione all’ordine di carcerazione (emesso a seguito di sentenza definitiva), per il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso, Di Lorenzo Gaetano cl. 1960, attuale reggente del clan camorristico “Esposito” denominato “dei muzzoni” operante in Sessa Aurunca e zone limitrofe, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di p.s.. Il Di Lorenzo dovrà ora scontare la pena della reclusione di 4 anni e 6 mesi. Il provvedimento scaturisce da una complessa e articolata attività di indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sessa Aurunca a seguito di una estorsione posta in essere dall’arrestato in data 31.08.1999 in Rocca d’Evandro (CE), ai danni di un 70/enne del posto, imprenditore, a cui venne imposto di pagare la somma di 5 milioni delle vecchie lire. Il provvedimento è stato notificato all’esito della procedura di estradizione, attivata unitamente a personale del locale Commissariato di P.S., con la Spagna (ove e’ stato tratto in arresto, latitante, in data 07.04.2004). L’arrestato, pertanto, è stato accompagnato presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere e posto a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.
LEGGI IL PRECEDENTE ARRESTO

ALIFE/PIEDIMONTE MATESE. Sei persone indagate per svariati reati. Dallo spaccio di droga alle lesioni. Notificati gli avvisi di garanzia.

Vittima delle attenzioni di alcuni soggetti di Alife e Piedimonte, un commerciante di Gioia Sannitica, Nicola Marinelli a cui fecero saltare in aria anche una casetta in legno in via Baden Powell... 
Sei persone sono indagate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere a seguito di articolate indagini iniziate nel 2011 dalla Compagnia dei Carabinieri di Piedimonte Matese. 
I militari stanno notificando la chiusura delle indagini e il consequenziale avviso di garanzia nei confronti di: 
  1. Annibale Catalano; 
  2. Antonio Corrado; 
  3. Arman Aurel Vlad. 

Tutti originari di Alife, accusati di aver fatto esplodere con un rudimentale ordigno la casetta in legno di un commerciante di Gioia Sannitica, Nicola Marinelli, ubicata in via Baden Powell, già via Canneto il 4 giugno del 2011. E sempre nello stesso periodo si registra un'altra violenta aggressione nei confronti di un altro soggetto di Piedimonte Matese. Arman Aurel Vlad è un soggetto molto noto alle Autorità, essendo stato arrestato lo scorso mese di settembre dai Carabinieri per inosservanza degli obblighi imposti dall'Autorità Giudiziaria. Infatti lo stesso nel dicembre del 2011 fu coinvolto in un altro procedimento penale, stavolta a Benevento, che lo vedeva protagonista in un giro di prostituzione nei confronti di alcune sue connazionali. 
E, tornando alla fattispecie odierna è grazie al rumeno, criminale incallito, accusato di aver fatto uso e di aver spacciato cocaina che gli inquirenti, vengono ricondotti con il classico filo di "Arianna" ad altri tre soggetti del Matesino, ovvero: 
  1. Giuseppe Leggiero di Piedimonte Matese; 
  2. Antonio Russo di Castello Matese; 
  3. Camillo Giammatteo di Alife. 

Ritenute queste persone responsabili del reato di spaccio di cocaina. A tutti gli indagati, come sopra scritto, è stato notificato l'avviso di chiusura delle indagini e l'informazione di garanzia. Toccherà ora al Gip accettare o meno la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

MORI' FOLGORATO UN OPERAIO DELLA PROVINCIA DI CASERTA. Due rinvii a giudizio decisi dal Giudice nell'indagine sulla tragedia avvenuta nel 2011 nel Sannio

Nicola Varone, 38enne dipendente di una ditta di illuminazioni, morì il 17 agosto di tre anni fa mentre cercava di collegare il banco dei panini di un 56enne di Maddaloni all'illuminazione. Il Gup ha rinviato a giudizio un 48enne e lo stesso 56enne...
Due rinvii a giudizio sono stati decisi dal gup Flavio Cusani nell’indagine sulla morte per folgorazione di Nicola Varone, 38 anni, di San Felice a Cancello, dipendente di una ditta di illuminazioni, avvenuta il 17 agosto del 2011 alla frazione Luzzano di Moiano. Dovranno affrontare il processo, che inizierà il 16 febbraio, un 48enne, di San Felice a Cancello, datore di lavoro, e un 56enne, di Maddaloni, titolare di un banco vendita di panini e bibite. Secondo la ricostruzione che ne ha fatto la Procura, il dramma si sarebbe verificato mentre Varone stava collegando il banco del 56enne alle luminarie installate per la festa di Sant’Antonio da Padova. Gli imputai sono difesi dagli avvocati Cipriano Ficedolo, Giacomo Buonanno e Domenico Ferraro, mentre le parti civili sono rappresentate dagli avvocati Vincenzo Pasquarella, Clemente Crisci e Alfonso Vassallo.

PIEDIMONTE MATESE. Un modo davvero originale per festeggiare un Halloween che coinvolge grandi e piccini. Si inizia alle 17,00 alla "Nave della Gioia" e si prosegue a notte fonda al "Cotton Food"

Nel bel mezzo dell'evento alle 19,15 ci sarà anche la proiezione del film per tutta la famiglia "Un fantasma per amico" al Cotton Movie...
Una giornata che si protrae fino a tarda sera e promette di essere coinvolgente per grandi e piccini, quello che il Cotton Village ha organizzato per oggi in occasione della festa di "Halloween". La struttura ricettiva ubicata in via Baden Powell si prepara ad una serie di eventi che inizieranno fin dalle 17,00 presso la Ludoteca "La Nave della Gioia", laddove le bravissime animatrici e gli artisti che intervengono hanno organizzato un pomeriggio da "brividi" con spettacolari giochi a tema, una sfilata di maschere con l'ausilio del truccabimbi e, ovviamente dolcetti e scherzetti per tutti gli intervenuti, ai quali, sia per i più piccini, ma anche e perchè no per i più grandi sarà offerto anche uno spettacolo organizzato dai Melaclown, un gruppo di artisti unico nel suo genere. Alle 19,15 poi si passerà al Cotton Movie, il Cinema di Piedimonte Matese, laddove ci sarà la proiezione del film "Un fantasma per amico" il film di "Halloween" per tutta la famiglia che non può non rimanere affascinata dagli occhioni del fantasmino, per il quale è impossibile resistere, sia che splenda il sole sia che brilli la luna. Il finale è in crescendo, perchè alle 22,00 inizia l'evento "Halloween Night" al Cotton Food, allietati dalla musica dal vivo della "Sara's Band". Nell'occasione si terrà anche il concorso per la maschera più bella della serata. Insomma un percorso in nome della serata da "brividi" durante il quale nulla è lasciato al caso, musica, giochi, intrattenimento e soprattutto ottimo cibo nella struttura del "Cotton Village" una solida realtà divenuta punto di riferimento dell'intero alto Casertano.

PIEDIMONTE MATESE. Denunciato un 48enne del posto per furto. Ha derubato attrezzatura agricola a Filignano in Molise. Recuperata la refurtiva

Operazione di servizio ad ampio raggio dei Carabinieri del Comando Provinciale di Isernia. Il matesino aveva rubato materiale dal valore di diverse migliaia di euro...
A conclusione di una serie di attività di indagine predisposte dal Comando Provinciale Carabinieri di Isernia, al fine di contrastare la consumazione di reati predatori, con particolare riferimento ai furti, che creano maggior allarme nella popolazione, dieci persone sono state denunciate alla competente Autorità Giudiziaria e recuperata refurtiva di ingente valore. Nel dettaglio, a Filignano, un 48enne di Piedimonte Matese nel Casertano, è stato denunciato dai militari della locale Stazione per il furto di attrezzature agricole del valore di svariate migliaia di euro, asportate da un’azienda di Pozzilli. La refurtiva è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario. A Rionero Sannitico, i militari della locale Stazione, hanno invece denunciato un 17enne resosi responsabile del furto di una somma contante pari a circa duecento euro asportate da una borsa di una donna, sottrattale in un momento di distrazione. Il denaro è stato recuperato e restituito alla proprietaria. A Montaquila, i militari della locale Stazione, hanno denunciato un 30enne ed un 37enne della provincia di Bari, identificati quali autori del tentato furto commesso ai danni di un distributore carburanti, mediante tentativo di effrazione di una colonnina self-service. Ad Isernia, i militari della locale Stazione, hanno denunciato un 50enne del luogo per il furto di alcuni monili in oro, orologi e altri oggetti di valore, asportati dall'interno di un’abitazione. Anche in questo caso la refurtiva è stata recuperata e restituita all’avente diritto. Sempre ad Isernia, un 30enne del luogo, è stato denunciato per inosservanza alle prescrizioni di una misura di prevenzione cui è attualmente sottoposto per furto ed altri reati contro la persona ed il patrimonio. Ancora nel capoluogo Pentro, una donna 30enne di origine rumena, è stata denunciata per aver sottratto uno smartphone ad una ragazza di Pettoranello del Molise, mentre un 30enne del luogo è stato denunciato per essersi appropriato indebitamente di un ciclomotore ricevuto in prestito da una giovane donna di Napoli. Infine a Venafro, i militari del locale Nucleo Operativo e Radiomobile hanno denunciato una 49enne ed una 24enne del luogo, le quali con l’utilizzo di arnesi atti allo scasso tentavano di forzare una porta di ingresso di un appartamento di proprietà dell’Istituto Autonomo Case Popolari, verosimilmente con l’intento di occuparlo abusivamente. Le attrezzature sono state sottoposte a sequestro.

giovedì 30 ottobre 2014

CAIAZZO. A proposito di razzismo e dell'arrivo di circa settanta rifugiati in città. La disamina di un giovane studente caiatino sul fenomeno immigrazione

Si tratta di un laureando che è intervenuto sul posto riguardante la rivolta di Treglia, frazione di Pontelatone: "Noi gli vendiamo di tutto nei loro paesi e ci fa comodo che vivano in quelle condizioni. E poi vengono da noi e li priviamo della loro dignità. E' una vergogna come ci comportiamo da italiani..."
Questo l'intervento di un giovane laureando di Caiazzo, che ha voluto fare una disamina molto interessante sulla questione dei rifugiati nell'ambito dell'operazione "Mare Nostrum". Oggi a Treglia si sono ribellati una cinquantina di quelli che sulla carta dovrebbero essere ospiti ma in effetti sono letteralmente imprigionati. E a Caiazzo ne stanno per arrivare un'altra settantina.
"""Ovviamente c'è da aspettarsi questo ed anche peggio, ignoranza (sia celebrale che linguistica), razzismo e ottusità! A voler fare un ragionamento serio se ne perderebbe di tempo e conoscendo i personaggi come voi forse sarebbe del tutto inutile. Quello che posso augurarvi è che vostro figlio nasca nelle condizioni in cui magari quei migranti sono nati. Noi mandiamo gente di merda in divisa, pagata dallo Stato con i soldi di tutti, in qui territori per militarizzare aree dove si vive sotto gli spari e nel terrore. Finanziamo Noi ( o meglio lo stato Italiano che tanto amate ) Guerre e Conflitti in quei territori vendendo armi, carburante, veicoli ecc ecc. Acuiamo inoltre i conflitti locali solamente perchè CI CONVIENE, ci conviene che esistano al mondo dei territori come quelli anche perchè poi l'occidentale imprenditore di turno va lì e si apre la sua fabbrichetta dove mettere a lavorare un operaio "Nero" non costa un cazzo! Allora andiamo a produrre lì con la nostra bellissima industria tessile, andiamo a produrre lì il fantomatico made in Italy, andiamo e sottopaghiamo sputando sulla vita di povere persone che non hanno un emerito cazzo perchè c'è qualche altro, straniero, ( noi nel caso ) che si è già pappato tutto riempendosene le tasche. Allora a quel punto è lecito, tra lo sfruttamento ed i colpi di mitra, che si pensi di partire, magari di venire nella democraticissima italia, investendo TUTTO quello che si ha per poter permettersi un viaggio in un barcone da pagare alla criminalità locale ( molto spesso composta da noi occidentali ) con il rischio di non arrivare mai e di morire in acqua. Poi arrivare qui e vedersi leggi come la Bossi-Fini, leggi razziste a tutti gli effetti. Leggi che legano il permesso di soggiorno all'occupazione, alla prestazione lavorativa, così che i negri in questione sono costretti ad accettare qualsiasi lavoro di merda sottopagato, senza sicurezza e quotidianamente a rischio. Oltre tutto questo dovrebbero anche subire LA VOSTRA IGNORANZA espressa comodamente da dietro lo schermo ? Perchè mai dovrebbero subire l'ignoranza di qualche paesanotto che mai ha messo il naso fuori l'uscio di casa e mai si è immedesimato nelle situazioni di estremo degrado come questa ? Bah io vi consiglio di rifletterci, vi consiglio di cambiare idea e mi auguro questo avvenga, in caso contrario mi auguro che questi uomini e queste donne, discriminati perchè neri, mettano a ferro e fuoco le vostre terre, con la differenza che loro lo farebbero per rivendicare la DIGNITÀ di cui li stiamo privando, mentre noi lo facciamo, nelle loro terre, solamente per la sete di profitto!"""