F

martedì 30 giugno 2015

ALIFE. Caso Pietro Sansone. I conti non tornano! Secondo gli accertamenti della Guardia di Finanza mancano all'appello altri 108mila euro al Consorzio Metano 25.

Sansone lavorava anche presso l'Ente presieduto all'epoca dall'ex sindaco di Alife Roberto Vitelli. Con l'arrivo di Giuseppe Avecone sarebbe finita la "cuccagna". La Guardia di Finanza segnala tutto anche alla Corte dei Conti... 
"I conti non tornano! E si sa la matematica non è una opinione...". Almeno questo avranno pensato gli inquirenti della Guardia di Finanza di Piedimonte Matese, che hanno chiuso un altro filone di indagine a carico di Pietro Sansone (nella foto), il dirigente comunale presso il Municipio di Alife, sotto processo perchè accusato di aver intascato centinaia e centinaia di migliaia di euro indebitamente, quando era a capo dell'articolazione comunale nel settore finanze. E non è sfuggito, parlando di finanze, alla Finanza (scusate il gioco di parole) il ruolo di Sansone anche al Consorzio Metano 25, presieduto all'epoca dall'ex sindaco di Alife Roberto Vitelli. Pietro Sansone rivestiva l’incarico di responsabile finanziario del consorzio intercomunale "Campania 25" dal primo gennaio 2003, fino all'agosto del 2010, peraltro, secondo l’accusa, in violazione dell’art. 53, d.lgs. 30.03.2001, n. 165, in tema di incompatibilità per i dipendenti pubblici. Le fiamme gialle del Matese hanno eseguito, durante la lunga fase delle indagini, una disamina dei mandati riscossi da Sansone negli anni 2008, 2009 e 2010, da cui emergeva un’eccedenza di somme riscosse a titolo di spettanze, rispetto a quelle previste dalla delibera del Consiglio di Amministrazione numero due del quattro febbraio 2008, la quale fissava un compenso unico, mensile, pari ad euro 1.920,00 lordi. E invece è emerso che Sansone avrebbe percepito indebitamente una differenza tra quanto spettante e quanto effettivamente incassato, pari a 108.772,21 euro. A seguito delle incongruenze rilevate, soprattutto nelle liquidazioni in favore del Sansone, i revisori dei conti, in sede di parere al bilancio consuntivo espresso nel gennaio del 2010, diffidavano l’ente dall’emettere ulteriori mandati di pagamento e solo allora il Consiglio di amministrativo deliberava di introdurre l’obbligatorietà del visto – del Presidente o Vice Presidente – su tutti i pagamenti effettuati. Ora arriva una ulteriore verifica dalla quale sarebbero emerse somme “sospette” per oltre 100mila euro. La Guardia di Finanza ha segnalato anche questa fattispecie alla Corte dei Conti e, oltre ai rilievi penali, non sono esclusi anche ulteriori rilievi economici, visto che la stessa magistratura contabile ha già condannato Sansone a risarcire 300mila euro al Comune di Alife. Ora bisognerà vedere in questo caso cosa avverrà.

ROCCAMONFINA. Rinviato il processo a carico di Letizia Tari e altri imputati nel procedimento penale a carico di Angelo Grillo. Se ne parla il prossimo 14 settembre

In aula anche il legale del Comune che si è costituito parte civile nei confronti della Tari, ovvero l'avvocato Bernardino Lombardi...
Procedimento penale a carico di Ferrante Alessandra ed altri, tra questi Letizia Tari (nella foto a dx), il Giudice di pertinenza ha rinviato l’udienza prevista per il giorno 29 Giugno al prossimo 14 Settembre 2015. Nel formulare il rinvio, il giudice ha fatto slittare alla data prossima anche il deposito dell’atto amministrativo emanato dalla Commissaria Prefettizia Vittoria Ciaramella, inerente la costituzione di parte civile, per affermare le buone ragioni dell’Ente Comune di Roccamonfina e per ottenere il risarcimento dei danni morali, materiali e d’immagine da esso subito. Questa mattina, il legale Bernardino Lombardi che dovrà occuparsi di difendere il buon nome dell’Ente Comune, non ha potuto assolvere al suo compito di deposito dell’atto in quanto l’udienza è stata rinviata per problematiche inerenti la non completa relazione del perito che si sta occupando della trascrizione delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, dove sono impressi i colloqui della Tari intercorsi con gli altri imputati finiti nello scandalo ASL e Ecosystem 2000. Entro il 29 Giugno, il perito era chiamato a depositare l’intera documentazione recante il lavoro di verifica delle bobine dove sono registrati le conversazioni che hanno inchiodato tutti gli imputati che si sono asserviti al potere dell’imprenditore Angelo Grillo (nella foto a sx), ma cosi come riferito dal legale Gianluca Di Matteo che porta avanti la difesa della sua assistita Tari, questa mattina si è appreso che la relazione non era ancora completa, per questo motivo il Giudice ha deciso il rinvio. 
Nel portare a compimento il suo egregio compito istituzionale, il Commissario Prefettizio Vittoria Ciaramella, deliberò l’atto che tutela l’intera collettività di Roccamonfina. Nella delibera si evince: 
“Oggetto: Procedimento penale a carico di Ferrante Alessandra e altri- Autorizzazione a costituirsi parte civile - Il Commissario Straordinario: Approva la seguente proposta di deliberazione: Considerato che, da informazioni assunte, risulta pendente procedimento penale (procedura con giudizio immediato) nei confronti di : Baldassarre Elpidio, Ferrante Alessandra, Grillo Angelo, Grillo Roberto, Mincione Assunta, Tari Maria Cristina, e Valente Pasquale - Baldassarre Elpidio e Grillo Roberto risultano poi aver presentato richiesta di giudizio abbreviato come da avviso di procedimento in camera di consiglio notificato in data 24 aprile 2015 - per il reato di cui agli artt. 110, 81 cpv, 319, 319 bis e 321 c.p. ,7 Legge 203/91 perché, in concorso e previo accordo tra loro, con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi, Grillo Angelo, Grillo Roberto, Mincione Assunta e Finelli Antonio, quali gestori di fatto della società ECOSYSTEM 2000 s.r.l. e della società Fare L'Ambiente S.p.A, intestata formalmente al 70% a Mastroianni Andrea ed al 30% a Marra Patrizia, in concorso con i propri dipendenti e persone di fiducia Baldassarre Elpidio, Ferrante Alessandra, Luciano Sergio e Valente Pasquale, Patriciello Stefano, quale intermediario tra Grillo Angelo e Tari Maria Cristina, davano a Russo Silvio, dirigente dell'Ufficio Tecnico del Comune di Roccamonfina e Responsabile Unico del Procedimento, e a Tari Maria Cristina, Sindaco del Comune di Roccamonfina, denaro o altre utilità, consistite nell'assunzione presso la suddetta ditta ECOSYSTEM e poi presso la ditta Fare L'Ambiente (subentrata alla ditta ECOSYSTEM) di Grella Romilda e di CIANCI Gaetano, nonché nella consegna della somma di denaro di 1000 euro , a titolo di contributo a favore della Pro - Loco di Roccamonfina, dopo aver compiuto atti contrari ai doveri del loro ufficio, consistiti nell'assegnazione in via temporanea, per un periodo di circa mesi 6, mediante affidamento diretto, del servizio di raccolta, trasporto e spazzamento dei rifiuti solidi urbani nel Comune di Roccamonfina, alla ditta ECOSYSTEM 2000 s.r.l. di Caserta e poi alla ditta Fare l'Ambiente (subentrata alla ditta ECOSYSTEM), per un importo mensile di 25.000,71 Euro, nonostante la ditta non avesse i requisiti necessari, in quanto non in regola nei versamenti contributivi, previdenziali e delle imposte e tasse (art. 38 comma 1 lett. g) e i) e comma 2 del Decreto Lgs 163/2006), e tale affidamento fosse stato fatto ad un canone mensile superiore a quello versato alla ditta SMALTIMENTI SUD s.r.l. di Isernia, (circa 22.900 euro), alla quale precedentemente era stato affidato il medesimo servizio, con l'aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare l'organizzazione camorristica denominata "clan Belforte" a cui appartiene Grillo Angelo, operante prevalentemente in Marcianise, Maddaloni, Portico di Caserta, Macerata Campania e paesi limitrofi; in Roccamonfina, dal mese di giugno 2012 al mese di marzo 2013, presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Sezione Penale Seconda, Collegio B 2 F, prossima udienza prevista per il giorno 29 giugno 2015, che vede questo Comune quale persona offesa del reato; Rilevato che dalla descrizione dei fatti di cui all'imputazione riportata in precedenza, questo Comune ha subito notevoli danni sotto il profilo materiale, morale e d'immagine quale conseguenza delle condotte contestate ai pubblici ufficiali in concorso con i privati; Ritenuta, pertanto, la necessità di costituirsi parte civile nel procedimento penale, prima indicato, per affermare le buone ragioni dell'Ente e per ottenere il risarcimento dei danni morali, materiali e d'immagine da esso subiti; Ritenuto pertanto, di autorizzare il Sindaco - e oggi il Commissario Straordinario - in qualità di legale rappresentante dell'Ente, a costituirsi parte civile nel procedimento penale prima indicato e dato atto, ai fini della designazione per l'affidamento dell'incarico di difensore delle ragioni del Comune, che sono stati presi gli opportuni contatti con l'avvocato Bernardino Lombardi da Caserta - che si è dichiarato al riguardo disponibile - dando atto che risulta demandata al Responsabile del settore amministrativo l'adozione degli atti per l'affidamento dell'incarico con conseguente impegno di spesa, in conformità alle prescrizioni di cui al comma 4 dell'art. 9 del decreto legge n. 1 del 2012, convertito in legge n. 27 del 2012; Visti gli articoli 6 comma 2 e 50, comma 2 del decreto Lgs del 18 agosto 200, n. 267 Per quanto indicato in narrativa: di autorizzare il Sindaco - e oggi il Commissario Straordinario - in qualità di legale rappresentante dell'Ente a costituirsi parte civile, quale persona offesa dal reato, nel procedimento penale a carico dei sigg. Ferrante Alessandra, Grillo Angelo, Mincione Assunta, Tari Maria Cristina e Valente Pasquale per il reato di cui agli artt. 110, 81 cpv, 319, 319 bis e 321 del codice penale e dell'art. 7 della legge n. 203/1991, come meglio precisato in premessa; di designare per l'affidamento dell'incarico di difensore delle ragioni del Comune in detto giudizio l'avv. Bernardino Lombardi da Caserta; di fornire direttiva al responsabile del settore amministrativo, affinché provvedere alla stipula di apposita convenzione, che tenga anche conto di quanto stabilito dal comma 4 dell'art. 9 del decreto legge n. 1 del 2012 convertito in legge n. 27 del 2012 con il legale incaricato,demandando alla stesso responsabile la determinazione del compenso professionale da corrispondere al medesimo, alla stregua del principio previsto dalla norma ora citata; di dare atto che l'eventuale complessiva spesa va imputata all'intervento che sarà previsto con il n. 1010303 con la necessaria disponibilità del bilancio c e f in corso di formazione, gestione competenza; di trasmettere la presente deliberazione al professionista incaricato per gli adempimenti di competenza, stabilendo che egli restituisca copia vistata in segno di accettazione. di dichiarare la presente deliberazione, immediatamente eseguibile ai sensi dell'art. 134 - comma 4° del Decreto Lgs n. 267 del 18 agosto 2000/267 Delibera COMMISSARIALE n. 12 del 05-05-2015”.
Anna Izzo

CAIAZZO. L'Avvocato amministrativista Pasquale Marotta intervistato dal quotidiano nazionale "la Repubblica" parla di appalti pubblici

Sono state introdotte norme procedurali che vanno a semplificare l'iter burocratico per le procedure e gli affidamenti di contratti pubblici. Le novità...
Vi sono novità legislative in ambito di appalti pubblici. """L’articolo 39 - “Semplificazione degli oneri formali nella partecipazione a procedure di affidamento di contratti pubblici”- della legge 114 dell’11/08/2014, va a superare le incertezze interpretative e applicative del combinato disposto degli articoli 38 e 46 del Codice degli appalti pubblici""", spiega l’avvocato Pasquale Marotta (nella foto), caiatino doc, alla giornalista di "Repubblica" che lo ha intervistato il 26 giugno scorso, patrocinante in Cassazione e Specializzato in Diritto Amministrativo e Scienza dell’Amministrazione, titolare dell’omonimo Studio Legale con sede in Caserta . """E lo fa mediante la procedimentalizzazione del soccorso istruttorio - che diventa doveroso per ogni ipotesi di omissione o di irregolarità degli elementi e delle dichiarazioni rese in gara - e la configurazione dell’esclusione dalla gara come sanzione unicamente legittimata dall'omessa produzione, integrazione, regolarizzazione degli elementi e delle dichiarazioni carenti, entro il termine assegnato dalla stazione appaltante, e non più da carenze originarie"""

lunedì 29 giugno 2015

PIEDIMONTE MATESE. Domani mattina l'udienza davanti al Gip per lo scandalo della camorra in ospedale/TUTTI I NOMI DEGLI IMPUTATI

Dei trentuno, tre sono del capoluogo matesino e solo ad uno, Gabriele D'Antonio, sono stati concessi gli arresti domiciliari a Terni. La Cassazione per Orlando Cesarini e Domenico Ferraiuolo ha rinviato gli atti al Riesame... 
Inizia domani mattina l'udienza preliminare per i 31 indagati nell'ambito dello scandalo scoppiato all'ospedale civile di Caserta, dove, secondo la Procura della Repubblica, a gestire appalti e in qualche caso anche vicende amministrative erano impegnati direttamente ed in prima persona, esponenti del clan Zagaria. Per molti, quindi, l’accusa è di aver favorito i clan della camorra. Lo scandalo dell’ospedale di Caserta arriva, all'epilogo per quanto attiene le indagini preliminari. Tutto nasce dagli accertamenti svolti dall'Antimafia che a gennaio scorso portò, nelle provincie di Caserta, Napoli e Verona in carcere 10 indagati e agli arresti domiciliari per altri quattordici, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso (art. 416 bis); corruzione (art. 319 c.p.), turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (art. 353 bis c.p.), abuso d’ufficio (art. 323 c.p.), con l’aggravante del metodo mafioso (art. 7 L. 203/91). Altre persone, invece vennero indagate a piede libero. 
Questi i nominativi di tutti i coinvolti nella maxi inchiesta che ha decretato anche lo scioglimento ed il commissariamento dei vertici dell'Azienda Ospedaliera Sant'Anna e San Sebastiano: 
  1. Bottino Francesco Alfonso classe 1942, ex Direttore Generale AORN Sant' Anna e San Sebastiano; 
  2. Cangiano Vincenzo classe 1982, imprenditore, socio Odeia Srl; 
  3. Cesarini Orlando classe 1946, imprenditore, socio Odeia SrL; 
  4. Cioffi Salvatore classe 1948, imprenditore individuale; 
  5. D’Amico Remo classe 1957, nullafacente; 
  6. D’Antonio Gabriele classe 1968, amministratore unico Odeia SrL; 
  7. Della Mura Antonio classe 1958, imprenditore individuale; 
  8. Donciglio Raffaele classe 1967, imprenditore, socio R.D. Costruzioni; 
  9. Ferraiuolo Domenico classe 1975, imprenditore, socio Odeia SrL (e segretario cittadino del Partito Democratico a Piedimonte Matese); 
  10. Festa Bartolomeo classe 1949, Direttore Uoc Ingegneria Ospedaliera; 
  11. Franchini Roberto classe 1960, consulente Ivs Italia SpA; 
  12. Frese Nicola classe 1948, dipendente Aorn Sant' Anna e San Sebastiano; 
  13. Gasparin Giuseppe classe 1950, ex Direttore Amministrativo Asl CE; 
  14. Iannone Luigi classe 1977, imprenditore individuale; 
  15. Maddaloni Antonio classe 1977, dipendente Aorn Sant'Anna e San Sebastiano; 
  16. Magliulo Antonio classe 1953, ex consigliere provinciale Caserta – gruppo PDL- Forza Italia; 
  17. Martino Paolo classe 1968, dipendente Aorn Sant' Anna e San Sebastiano; 
  18. Palombi Mario classe 1963, imprenditore individuale; 
  19. Polverino Angelo classe 1957, ex consigliere regionale gruppo PDL- Forza Italia; 
  20. Porpora Giuseppe classe 1969, imprenditore, socio KOME’ SrL; 
  21. Ranfone Rocco classe 1970, dipendente IVS ITALIA SpA; 
  22. Raucci Giuseppe classe 1956, dipendente AORN Sant'Anna e San Sebastiano; 
  23. Signoriello Umberto classe 1969, dipendente AORN Sant'Anna e San Sebastiano; 
  24. Zagaria Elvira classe 1965, casalinga; 
  25. Giacinto Basilicata, 57 anni, di Caserta; 
  26. Gerardo Covi, 48 anni di Casoria; 
  27. Alfonso Cutillo, 51 anni di San Nicola la Strada; 
  28. Ida De Palma, 50 anni di San Bartolomeo in Galdo (Benevento); 
  29. Giuseppe Piccolo, 35 anni, Casapesenna; 
  30. Domenico Silvano Ricciuto, 51 anni di Caserta; 
  31. Nicola Tufarelli, 49 anni di Pompei. 

L’indagine, durata più di due anni, è stata supportata da intercettazioni telefoniche ed ambientali audio - video eseguite anche all’interno dell’ dell’Azienda Ospedaliera Anna e S. Sebastiano di Caserta, informazioni testimoniali e acquisizioni documentali. Secondo l’impostazione accusatoria, condivisa dal G.I.P., dalle attività investigative sono emerse la piena operatività, all’interno della predetta struttura sanitaria, del clan Zagaria (fazione operante nel Comune di Casapesenna del clan dei casalesi) ed una pervasiva e consolidata rete di connivenze e collusioni venutasi a creare – sotto la regia dei boss della camorra casertana – tra appartenenti al mondo della pubblica amministrazione, della politica e dell’imprenditoria attraverso le quali il sistema degli Zagaria è riuscito a controllare e gestire, in regime di assoluto monopolio, gli appalti e gli affidamenti diretti di lavori all’interno dell’Ospedale casertano. Il sodalizio mafioso, negli ultimi anni, si era infatti gradualmente infiltrato nel tessuto politico amministrativo della struttura sanitaria casertana, trasformandosi in un complesso apparato in grado di gestire gli affidamenti dei lavori pubblici in assoluta autonomia, potendo contare sul potere derivante dalla preminente matrice mafiosa. Quanto agli elementi sintomatici della sussistenza dell’organizzazione mafiosa, è stato ritenuto centrale il ruolo svolto da Elvira Zagaria, sorella del noto boss ed ex primula rossa casalese, Michele. A quest’ultima, infatti, a seguito dell’arresto di tutti i membri maschi della famiglia e dopo la morte del marito Francesco Zagaria, negli ultimi due anni era toccato il compito di gestire gli ingenti capitali illeciti derivanti dalle attività delle imprese del clan. Il sodalizio criminale oggi disarticolato nasce nell’anno 2006, quando Francesco Zagaria, cognato dell’allora latitante (e, per tale motivo, in quel momento uno dei capi del clan dei casalesi) Michele Zagaria, supportato politicamente il segretario politico dell’Udeur Regionale dell’epoca, succeduto a Nicola Ferraro arrestato nel 2008 e poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa per aver supportato “politicamente” il clan Schiavone di Casal di Principe) – riuscì a far nominare un suo uomo di fiducia quale Dirigente Generale del “S. Anna e S. Sebastiano”, il Dr. Luigi Annunziata – recentemente scomparso. Da quel momento, secondo l’ordinanza cautelare, Francesco Zagaria, assunse il controllo delle assegnazioni dei lavori pubblici nell’Ospedale, dando vita ad un cartello di imprese mafiose, ancora oggi operante. Sempre secondo la ricostruzione condivisa dal G.I.P., nell’anno 2006, vi fu, peraltro, un duplice avvicendamento politico-mafioso all’interno dell’Ospedale di Caserta. Centro nevralgico delle attività criminali a cui si è posto fine con la presente operazione è stato ritenuto essere l’ufficio del Dirigente dell’Unità Operativa Complessa di Ingegneria Ospedaliera, Ing. Festa Bartolomeo, in carica dal 1 gennaio 2006 anch’egli per volere di Francesco Zagaria. Quest’ultimo, coadiuvato da gran parte degli impiegati del suo ufficio, aveva il compito di truccare i bandi di gara e gli atti ad essi equipollenti, per favorire gli imprenditori del clan, i quali, a loro volta, periodicamente dovevano versare parte dei guadagni così ottenuti nelle mani degli Zagaria. Per quanto concerne invece la posizione dei tre matesini colpiti da ordine di custodia cautelare, ricordiamo che Gabriele D'Antonio ha ottenuto i benefici dei domiciliari a Terni, in Umbria, mentre per Orlando Cesarini e Domenico Ferraiuolo, la Corte di Cassazione ha rispedito gli atti al Riesame, chiedendo di riesaminarli

PIEDIMONTE MATESE. Si fidanza con una “meretrice” che poi lo ricatta e lo perseguita. Ieri mattina l’ha fatta arrestare dalla Polizia di Stato.

Per ben sette anni un 33enne del capoluogo matesino ha dovuto subire vessazioni ed ogni tipo di ricatto. Ieri l’epilogo con l’arresto di una 23enne… 
Tutto è iniziato nell'estate del 2008 su una spiaggia marchigiana dove si era consumata quella che doveva essere la classica storia d’amore estiva tra un giovane originario di Piedimonte Matese P.D.M. 33enne, trasferitosi a Macerata per lavoro, all'epoca ventiseienne, ed una sedicenne ragazza ciociara. Ma la storia non finì. Gli incontri continuarono presso la casa della ragazza dove, però, l’uomo capisce di non essere l’unico della sua vita. La giovane, infatti, intrattiene più relazioni contemporaneamente dietro lauto compenso. A questo punto il “fidanzato” decide di lasciarla e per troncare del tutto cambia anche le sue utenze telefoniche. Sembra essere tutto finito, ma, dopo circa tre anni, l’uomo comincia di nuovo a ricevere telefonate sul suo nuovo numero e scopre che era stato aperto un “profilo” a suo nome dove erano state pubblicate foto “osé” della relazione e nel quale lui risultava, falsamente, sposato e con prole. Scatta la denuncia, il profilo viene oscurato e lui cambia di nuovo il numero di telefono. Altri tre anni di silenzio fino all’inizio del mese di giugno quando, pensando che la storia fosse ormai archiviata, l’uomo apre una sua pagina su Facebook. Ricominciano i contatti: sms, telefonate e minacce di diffondere materiale esplicito e compromettente risalente ai tempi della loro relazione se lui non le avesse consegnato 5mila euro. Lui risponde che è rimasto senza lavoro e che non può pagare, ma lei insiste dicendo anche che avrebbe messo a conoscenza del tutto la sua attuale compagna ed i suoi amici. L’uomo, ormai disperato, si rivolge alla Polizia di Stato di Macerata. I poliziotti ascoltano tutto e gli dicono di fissare un appuntamento per la consegna del denaro. Lui ricontatta la donna e le dice che l’avrebbe raggiunta a Frosinone per consegnarle i soldi. Gli investigatori della Polizia di Stato di Macerata prendono contatti con la squadra mobile di Frosinone ed organizzano l’incontro. Ieri mattina alla stazione di Frosinone il cerchio si è chiuso: per la donna, oggi ventitreenne, sono scattate le manette e dovrà rispondere davanti al giudice di estorsione. Per P.D.M. è finito un incubo che durava da ben sette anni

***ISTIGA PIÙ VOLTE LA MOGLIE AL SUICIDIO***Denunciato dai Carabinieri un pregiudicato irresponsabile

La donna era oltre la ringhiera del suo balcone e il marito la invitava a lanciarsi da un'altezza di cinque metri a seguito di un violento litigio. E' intervenuta una pattuglia che l'ha tratta in salvo, denunciando il marito violento...
I Carabinieri della Stazione di Gricignano d’Aversa, retta dal Maresciallo Aiutante s. Ups Giuseppe Oliva (nella foto) nella serata di ieri hanno deferito, in stato di libertà, un pregiudicato di Carinaro (CE) ritenuto responsabile di istigazione al suicidio nei confronti della moglie convivente. Il deferimento da parte dei Carabinieri è scaturito a seguito dell’intervento effettuato nel corso di un dissidio in atto tra i due coniugi. Nella circostanza la donna, con mossa fulminea, si portava al primo piano dello stabile di residenza e scavalcando la ringhiera del balcone tentava di lasciarsi cadere nel vuoto dall'altezza di metri 5 circa. L’insano gesto, però, veniva bloccato dall'intervento dei Carabinieri che, dopo averla afferrata, la trascinavano all'interno della abitazione. Gli ulteriori accertamenti, hanno consentito di accertare che la donna, ad ottobre del 2014, aveva già posto in essere, riuscendo a lanciarsi, un analogo tentativo di suicidio, riportando gravi lesioni con prognosi di 30 giorni e l’asportazione della milza. In quella situazione, il marito presente, anziché intervenire in suo favore, l’aveva incoraggiata a lanciarsi. In entrambe le circostanze, i motivi del tentativo di suicidio sono stati verosimilmente ricondotti allo stato di esasperazione della donna dovuto ai continui litigi con il proprio marito.

CAIAZZO. La Giunta Comunale scrive alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per dichiarare lo stato di calamità naturale nel settore olivicolo e vitinicolo.

Secondo gli amministratori comunali ci sono i presupposti per dichiarare l’emergenza, atteso che la vocazione naturale della Comunità caiatina è prettamente votata proprio alla coltura delle olive e del vino… 
Alla fine la Giunta Comunale ha fatto proprie le esigenze degli agricoltori e dei coltivatori caiatini, decidendo di chiedere al Consiglio dei Ministri, lo stato di calamità naturale per la crisi della campagna olivicola e vitinicola dell'annata 2014 e 2014/15. Nella deliberazione di Giunta Comunale si evince che: l'economia del territorio di Caiazzo ha come caratteristica portante l'agricoltura, basata essenzialmente sulla produzione e la vendita dell'olio extravergine d'oliva e del vino; le aziende che producono nel territorio olio e vino, sia per proprio consumo e sia come principale componente della loro attività economica di vendita, hanno raggiunto numeri ragguardevoli e le cui produzioni hanno raggiunto oramai livelli di estrema qualità e pregio alimentare. Tuttavia la stagione olearia 2014, nell'agro del caiatino, come in tutta la Campania e/o in altre regioni, è stata totalmente compromessa dalla infestazione da mosca, provocando la perdita dell'intero raccolto di olive e comportando conseguenzialmente nei confronti delle tante aziende agricole e frantoi la perdita quasi totale dei ricavi presunti per la vendita dell'olio e la molitura delle olive. E come se non bastasse tutto ciò, la campagna olivicola e vitivinicola per l'anno 2014 e 2014/15 è stata fortemente penalizzata dall'anomalo andamento climatico e dall'attacco di fitopatie ed altri componenti patogeni che mai come nella passata/corrente stagione hanno compromesso il raccolto dei prodotti anche del territorio caiatino e dell’alto casertano. Pertanto lo scarso rendimento olivicolo e vitivinicolo, a cui si è accompagnato una bassissima produzione dell'olio di oliva, ha comportato un pesante contraccolpo per l'intera economia del territorio, traducendosi in gravi perdite per i frantoi e per le aziende agricole operanti nel comparto. Ciò ha comportato e comporta tuttora che la stragrande maggioranza delle aziende agricole del nostro comune sono in serie difficoltà finanziarie per poter proseguire l'attività in un intero settore di fondamentale importanza per la locale agricoltura ed economia. Quindi sussistono, ad avviso di questo Organo di governo locale, i presupposti di fatto e di diritto per richiedere all'On. Presidente del Consiglio dei Ministri, all'On. Ministro dell'Interno, all'On. Ministro delle Risorse Agricole e Comunitarie, alla Regione Campania, nonché al Signor Prefetto della Provincia di Caserta ciascuno per le proprie competenze istituzionali, la dichiarazione dello stato di calamità naturale che ha colpito il territorio di Caiazzo. Per quanto sin qui citato, tenuto conto che è intenzione dell'Amministrazione comunale di formulare rituale richiesta di dichiarazione dello stato di calamità naturale per il territorio di Caiazzo, attraverso l'attivazione di interventi compensativi a favore degli impianti di molitura, delle aziende agricole e dei coltivatori che hanno subito un danno economico a causa della diminuzione del quantitativo di olive trasformato, nonché di non applicare le eventuali penalità previste dai contratti commerciali sottoscritti con le imprese agricole singole e associate, in caso di mancata o ridotta fornitura di olio, l'inserimento di punteggi aggiuntivi nelle graduatorie dei tre prossimi bandi del nuovo Piano di Sviluppo Rurale (PSR 2014/2020) a favore degli olivicoltori che hanno subìto il danno economico per la perdita del prodotto ed ogni altra azione positiva al bisogno per fronteggiare il suddetto calo di produzione, nel caso anche con l'attivazione di apposite misure sul PSR di pertinenza. In sintesi, con votazione favorevole unanime espressa nei modi e forme di legge, la Giunta Comunale delibera di richiedere all'On. Presidente del Consiglio dei Ministri, all'On. Ministro dell'Interno, all'On. Ministro delle Risorse Agricole e Comunitarie, alla Regione Campania, nonché al Signor Prefetto della Provincia di Caserta, ciascuno per le proprie competenze istituzionali, la dichiarazione dello stato di calamità naturale che ha colpito il territorio di Caiazzo per l'effetto del drastico e drammatico calo della produzione di olio e di uva per l'anno 2014 (campagna olearia 2014/2015) e l'attivazione di ogni atto, anche di natura finanziaria, conseguente e pertinente al caso, ovvero di ogni azione positiva volta a risarcire, ovvero tenere indenni, le aziende, i frantoi ed i coltivatori per i danni subiti dai fatti esposti in narrativa e che qui si intendono integralmente riportati e trascritti ad ogni effetto di legge.

VAIRANO PATENORA. Chiusa la strada senza alcun preavviso, si crea un forte disagio per gli automobilisti/LA LETTERA

"C'erano le bancarelle della Fiera e nessuno ha ben pensato di apporre qualche segnale che indicava la chiusura dell'arteria. E se invece di un auto avevamo un camion?" Così la lettera sfogo di una nostra lettrice...
Questa la lettera pervenuta al nostro portale da una nostra lettrice di Vairano Patenora che ha subito disagi, a causa di una "dimenticanza" da parte dei preposti comunali.
"""Egregia direzione di Caiazzo Rinasce, sono una vostra lettrice e vorrei mettervi al corrente di un disagio vissuto ieri a Vairano Scalo, così se lo pubblicate sul vostro blog lo potrebbe leggere qualcuno di competenza. Ieri mattina mentre mi recavo con la mia famiglia a fare una gita fuori posto, abbiamo scelto il percorso che prevedeva il passaggio per Vairano Scalo, così poi da prendere la strada Casilina. Come sicuramente voi sapete il paese di Vairano é molto frequentato dalle autovetture, dai camion ma soprattutto dalle persone che si recano la domenica mattina presso la fiera settimanale. Ebbene le persone competenti dell'amministrazione comunale potrebbero mettere un segnale che indica la chiusura della strada proprio a causa della fiera e potrebbero segnalare anche la strada alternativa da prendere. Tutto questo non avviene e ieri, non essendo mai stata li in coincidenza con la fiera e quindi non sapendo che la strada é bloccata dalle bancarelle, lo abbiamo potuto constatare solo quando, arrivati alla fine della strada, quest'ultima era chiusa proprio per la presenza delle bancarelle. Ovviamente le autovetture erano parcheggiate su entrambi i lati della strada per cui le manovre per tornare indietro hanno richiesto tantissimo tempo altrimenti rischiavamo di danneggiare le autovetture parcheggiate e la nostra. Mi domando: se la nostra autovettura fosse stata più grande o se fossimo passati con un camper come saremmo riusciti a fare la retromarcia in una piccola porzione di strada? Mettere due segnali stradali non credo che sia una cosa dispendiosa o che richiede tanto tempo; tengo a ribadire che quel paese é una zona di passaggio per tante persone che non sono del posto quindi non devono dare per scontato che tutti sappiano della fiera domenicale o del percorso alternativo. Mi piacerebbe che pubblicaste la mia lettera per poter essere d'aiuto anche a persone che probabilmente si sono imbattute nella stessa mia piccola disavventura. Cordiali saluti, Una vostra lettrice."""

CAIAZZO. Pericolo scansato! Il Comune rinnova con la ditta Traffitek per il noleggio dei rilevatori di infrazioni al semaforo.

Molti automobilisti pensavano che li togliessero ed invece il sindaco ha accolto i loro desideri. Restano per la modica cifra di 36mila euro all'anno! 
Finita la trepidazione e la fibrillazione per i caiatini e non che transitano sotto il semaforo del Foro Boario a Caiazzo. Il Comune infatti ha rinnovato la convenzione con la ditta "Traffitek srl" di Santa Maria Capua Vetere, per il noleggio dei due rilevatori di infrazioni semaforiche, ossia quelli che fanno scattare "automaticamente" l'invio a domicilio di cartoline "cadeau" indirizzate agli automobilisti che incappano nelle maglie di questi meccanismi meglio conosciuto come "spenna contribuenti". E' anche vero però, che tali misure, soprattutto qui in provincia di Caserta si rendono necessarie, visto che molti non sanno autogestirsi, ovvero guidare con senno e rispettare la segnaletica stradale. Il costo per i cittadini di Caiazzo, che gentilmente offrono il servizio a tutta la Comunità degli automobilisti in transito sulla strada provinciale 330 che da Caserta conduce a Piedimonte Matese, è di 36mila euro l'anno, iva compresa, cioè 3mila euro al mese per permettere al Comune di fare "cassa". Ovviamente, almeno per il momento, di ristrutturare le strade ancora non se ne parla, viste le condizioni di via Roma ad esempio, che sarà pure una strada provinciale, ma in ambito comunale, tocca al Municipio competente la manutenzione. Quindi facendo una ultima considerazione, si spendono 3mila euro cioè cento euro al giorno, per "catturare" automobilisti indisciplinati, ma ad oggi neanche uno scudo risulta stanziato per il manto di asfalto almeno nelle principali arterie cittadine, via Roma appunto è una di queste. Che dire, vige il famoso motto dedicato agli automobilisti che transitano per Caiazzo: "IN CULO VOBIS!"

PIEDIMONTE MATESE. Il sindaco Vincenzo Cappello diffida l'Asl a lasciare immediatamente i locali di via Monte Muto adibiti a Sert

Conferito incarico legale all'avvocato Achille Falivene, affinché assista il Comune nelle procedure legali...
Prosegue il braccio di ferro tra il Comune di Piedimonte Matese e l'Asl per il rilascio a questo ultimo Ente in uso, degli immobili in via Monte Muto (nella foto), attualmente adibiti al Se.r.t., ovvero l'articolazione che assiste le persone che hanno avuto problemi di dipendenza. Il Comune affidò detti locali in comodato d'uso all'Azienda Sanitaria Locale che vi insediò il Servizio per le Tossicodipendenze. Ed ora si passa alle vie legali. Infatti oggi il sindaco del capoluogo matesino, Vincenzo Cappello, ha firmato l'ordinanza sindacale, con la quale intende chiedere il rilascio dei locali di proprietà comunale siti in Piedimonte Matese alla Via Nuova Monte Muto (edificio ex frantoio) attualmente in disponibilità dell’ASL CE1 e adibiti appunto a sede del S.E.R.T., nominando l'avvocato Achille Falivene, con studio legale in Piedimonte Matese, alla Via Immacolata, affinché assista l’Amministrazione Comunale di Piedimonte Matese relativamente alla messa in mora e richiesta di rilascio nei confronti dell’ASL CE1 dei locali oggetto di comodato d’uso scaduto. Nel contempo il sindaco ha demandato all’Ufficio Affari Legali per la competente proposta deliberativa e la conseguente elaborazione di convenzione disciplinante l’incarico conferito secondo lo schema attualmente in uso.

ALIFE. Lo Sporting Club Jolly Blue ha fatto da cornice alla manifestazione "Karate & Relax"

L'evento è stato organizzato dai Maestri Antonio Grasso di San Tammaro, Alberto Boccia di Capua e Francesco Ruzzo di Pietravairano...
Grande successo per la manifestazione dal nome “Karate & Relax” organizzata dai Maestri Antonio Grasso (San Tammaro), Alberto Boccia (Capua) e Francesco Ruzzo (Pietravairano) presso il noto Sporting Club Jolly Blue di Alife. La manifestazione ha visto la partecipazione di oltre 70 persone tra atleti, genitori e accompagnatori. L’evento, all’insegna dell’amicizia e della non-competizione, è durata ben nove ore, dalle ore 9.00 alle ore 18.00 di Domenica 28 Giugno. La mattinata è stata interamente dedicata alla disciplina del Karate, ad una “gara” di Kata, a seminari tecnici diretti dai Maestri Grasso e Boccia ed altre attività inerenti. Dopo la pausa di fine mattinata la manifestazione è ripresa senza indossare il Karategi, il famoso capo d’abbigliamento bianco giapponese, e ci si è dedicati tra ombrelloni, gonfiabili e campetti di calcetto al divertimento, allo svago e al relax. Bellissima la cornice dello Sporting Club Jolly Blue di Alife alle pendici del Matese, le ottime condizioni atmosferiche hanno accompagnato l’intera giornata organizzata in occasione della chiusura della stagione sportiva 2014/2015. “Sicuramente – hanno dichiarato i tre maestri organizzatori di questa prima edizione – verranno organizzati altri eventi e manifestazioni sportive e ricreative presso la struttura alifana. I ragazzi e i genitori hanno passato una Domenica diversa all’insegna dell’arte marziale, dello svago e del relax, ingredienti perfetti e ideali per mettere le basi per grandi progetti futuri”.

CAIAZZO. Dovranno essere ripresentate al Comune le richieste già avanzate in passato per ottenere i contributi per la manutenzione delle strade vicinali d'uso pubblico.

A stabilirlo una nota di rettifica emanata dall'ufficio tecnico dell'ente di piazzetta Martiri Caiatini a pochi giorni dall'entrata in vigore del nuovo regolamento recentemente approvato dal Consiglio comunale su proposta dell'assessore delegato Arianna Ponsillo...
Dovranno essere ripresentate al Comune le richieste già avanzate in passato per ottenere i contributi per la manutenzione delle strade vicinali d'uso pubblico. A stabilirlo una nota di rettifica emanata dall'ufficio tecnico dell'ente di piazzetta Martiri Caiatini a pochi giorni dall'entrata in vigore del nuovo regolamento recentemente approvato dal Consiglio comunale su proposta dell'assessore delegato Arianna Ponsillo (nella foto). Le istanze che erano state protocollate al comune prima dell'adozione del disciplinare fortemente voluto dall'amministrazione del sindaco Tommaso Sgueglia, dovranno essere nuovamente prodotte così da essere prese in esame e valutate, unitamente alle nuove in arrivo in questi giorni, dall'ufficio tecnico, cui la giunta comunale ha demandato il compito di determinare il contributo da concedere per ogni intervento di riparazione delle strade rurali. L'amministrazione Sgueglia intende compartecipare alla manutenzione delle strade vicinali d'uso pubblico con l'erogazione di un contributo ai frontisti che si sostanzierà nella fornitura di conglomerato bituminoso per la sistemazione delle strade stesse. I cittadini che hanno interesse ad ottenere il contributo del municipio, dovranno presentare la domanda, su apposito modello predisposto dall'amministrazione, entro il prossimo 6 luglio. "Come stabilisce espressamente la normativa in materia, il Comune è tenuto a concorrere nella spesa di manutenzione, sistemazione e ricostruzione delle strade vicinali soggette al pubblico transito, - dichiara il sindaco Sgueglia - in misura variabile da un quinto sino alla metà della spesa secondo la diversa importanza delle strade. Un disposto di legge questo che noi abbiamo recepito nel regolamento approntato e approvato dalla maggioranza di Caiazzo Bene Comune in una delle ultime sedute consiliari, in cui abbiamo previsto l'erogazione di contributo strade vicinali di uso pubblico". Nei giorni scorsi, tra l'altro, il settore Lavori Pubblici ha provveduto ad aggiudicare i lavori di fornitura e posa in opera di conglomerato bituminoso, atteso che "le strade vicinali ricadenti sul territorio comunale ed utilizzate dai cittadini - conclude il primo cittadino - necessitano di manutenzione".
Enzo Perretta

FORMICOLA. Il 14 luglio prossimo si svolgerà, se tutto va bene, il Consiglio Generale della Comunità Montana del Monte Maggiore

Il presidente dell'Ente, Salvatore Geremia, ci riprova a convocare l'assise dopo che in prima battuta si era registrato il flop a causa di alcuni vizi procedurali. Ci riusciranno i nostri "eroi" ad 'accocchiarsi'???
È stato fissato per il prossimo 14 luglio il Consiglio generale della Comunità montana del Monte Maggiore (nella foto la sede) saltato all'ultimo momento la scorsa settimana e convocato per approvare i bilanci di precisione 2013 e 2014 ed il conto consuntivo 2013. La seduta è stata così indetta per metà luglio dal presidente Salvatore Geremia, che continua a mantenere la doppia carica anche di capo dell'assemblea montana, dopo che era stato proprio lui a disdire ed annullare la precedente con la motivazione di un "mero errore formale", ma in realtà per una serie di irregolarità procedurali che vanno dalla mancata messa in visione degli atti dei bilanci ai sindaci e ai consiglieri delegati dei 9 comuni nei 20 giorni antecedenti l'assise, alla mancata notifica a qualche componente il consiglio dell'avviso di convocazione dello stesso. Tutti vizi procedurali che avevano indotto e consigliato al presidente Geremia di rinviare a data da destinarsi la seduta, senza contare che oltre a lui e al delegato alla Forestazione Antonio Feola di Giano Vetusto per la maggioranza, erano assenti tutti gli altri, mentre erano presenti i diversi esponenti della minoranza guidata dai sindaci Antonio Carusone di Pontelatone, Antonio Diana di Liberi e Michele Scirocco di Formicola, con Silvio Lavornia di Dragoni che neanche stavolta ha ricevuto l'avviso di convocazione del consiglio come accaduto allorché fu varata l'attuale amministrazione comunitaria. "A pochissimi mesi dalla sua nascita - dichiara l'ex presidente Carusone - già non esiste più la maggioranza che sostiene il presidente Geremia, ormai lasciato solo e abbandonato dalla sua stessa squadra. A ciò si aggiunge la confusione e la superficialità con cui stanno amministrando la Comunità Montana che vive mille difficoltà ed è afflitta da gravi problematiche puntualmente scaricate tutte sui lavoratori e su un territorio abbandonati a se stessi".
Enzo Perretta

RUVIANO. La Pro Loco "Raiano" e l'Associazione Culturale "Nodo d'amore" presentano la diciannovesima edizione della festa della "Cultura Contadina"

Quest'anno alla kermesse è abbinato anche il premio nazionale letterario di poesia e narrativa "La Torre". L'evento è patrocinato dal Comune di Ruviano...
I presidenti delle associazioni organizzatrici e gli amministratori locali incontreranno domani martedì 30 giugno, alle ore 18,30 presso la sala consiliare del Comune di Ruviano, i mass media per la presentazione ufficiale dell'annuale edizione della importante manifestazione che quest'anno si arricchisce del concorso poetico-letterario, articolato nelle sezioni Poesia in lingua italiana, Narrativa in lingua italiana e Poesia a tema speciale. Tradizioni, rievocazioni di antichi mestieri e degustazioni di prodotti locali animeranno il centro storico ruvianese che si trasformerà in una vetrina ideale per le tipicità enogastronomiche e manifatturiere dell’alto casertano e dell’intera Terra di Lavoro. Non mancheranno momenti folkloristici e ludici sempre nel rispetto della tradizione e della storia locale, con costumi tipici e musiche popolari che allieteranno le due serate.

***FORMICOLA 200 CARTE DI IDENTITÀ PRONTE E NESSUNO TRA I MIGRANTI LE HA RITIRATE***Il bordello di due settimane fa era strumentale?

Gli extracomunitari che sono alloggiati in paese bloccarono la strada tra Pontelatone e Formicola perchè rivendicavano il documento di identità. La Prefettura dopo la loro "pacata" e "civile" protesta li ha 'accontentati' ma i documenti non li ha ritirati ancora nessuno. Per cosa protesteranno la prossima volta per la Coca Cola al posto della Pepsi Cola?
Sciolta, pochi giorni fa, la riserva in ordine al rilascio delle carte d'identità ai migranti, grazie anche ad un chiarimento della Prefettura di Caserta che - di fatto - ha autorizzato il Comune di Formicola a procedere all'iscrizione anagrafica degli stranieri, ospitati nel villaggio "Le Campole", nessun richiedente asilo politico risulterebbe, invece, essersi presentato in Comune per ottenere l'atteso documento di riconoscimento. Sono pronte già duecento tessere, ma finora "nessuno, tra istanti e intermediari, ha fatto - come ha evidenziato il sindaco Michele Scirocco - formale richiesta di rilascio. Il documento, di cui i migranti hanno potuto fare richiesta a partire dalla giornata di venerdì, costituisce un ulteriore atto anagrafico che si aggiunge al permesso di soggiorno, già in loro possesso". La carta d'identità non sarà valida per l'espatrio e avrà una durata ed una efficacia limitata nel tempo, pari a quella del permesso medesimo. Se i migranti non potranno valicare i confini della nazione, con l'iscrizione anagrafica possono, invece, accedere a tutta una serie di servizi, come un cittadino italiano. La protesta dei migranti, scoppiata - qualche giorno fa - sulla Provinciale al confine tra Formicola e Pontelatone, è sorta proprio per la rivendicazione dei diritti anagrafici, acquisiti dai richiedenti asilo politico grazie alla perdurante presenza sul territorio. La polemica, nata sul filo del diritto, tra migranti e Ufficio Anagrafe del Comune, ha coinvolto indirettamente anche il complesso di accoglienza "Le Campole", soprattutto sotto il profilo prettamente tecnico-giuridico. Se, da una parte, la municipalità considerava come non ammissibile la richiesta dei migranti, essendo il centro "Le Campole" inquadrato come villaggio turistico, dall'altra gli stranieri hanno fin dall'inizio gridato con forza il proprio diritto ad un riconoscimento ufficiale, anche sotto l'aspetto residenziale. Sebbene, a rigor di legge, i soggetti ospitati in strutture alberghiere non possono ottenere l'iscrizione anagrafica al pari dei cittadini residenti, la Prefettura di Caserta ha sciolto ogni riserva in merito alla destinazione urbanistica del villaggio "Le Campole", che - come ha chiarito l'ufficio prefettizio coinvolto per competenza - va inquadrato e qualificato come un vero e proprio centro temporaneo di accoglienza. Dunque, il caso almeno sul piano formale appare risolto. In settimana, sicuramente, si accederà ai documenti che nel frattempo la municipalità di Formicola ha posto in essere in base alle direttive.

ALVIGNANO. A quattro anni dalla tragica scomparsa di Antonio Vitelli, oggi inizia la quarta edizione del Memorial di tennis organizzato in suo onore

Il giovane morì il 13 giugno del 2011 in un tragico incidente. Aveva appena 22 anni. La testimonianza del padre a quattro anni dalla tragedia...
Al via da oggi la quarta edizione del Memorial "Antonio Vitelli" (nel riquadro) organizzato dal Tennis Club di Alvignano. Una manifestazione che vede la partecipazione di oltre cento tennisti provenienti da ogni parte della Regione. Da tempo, l’organizzazione del circolo tennistico alvignanese, presieduto da Giuseppe Di Meo, ha fornito tutte le informazioni necessarie per la partecipazione e le modalità di iscrizioni. L’evento acquista un valore affettivo notevole per tutti i cittadini di Alvignano che ricorderanno la scomparsa di Antonio Vitelli, venuto a mancare il 13 giugno 2011 a soli 22 anni a causa di un tragico incidente stradale. Tra i promotori dell’iniziativa anche i familiari, il papà Giovanni che fa parte del direttivo del Circolo Tennis di Alvignano, la mamma Mariarosa ed il fratello Giuseppe. "La scomparsa di un figlio ti fa sentire impotente – dichiara il papà Giovanni - inutile, rimani incredulo di fronte a tanta ingiustizia, ti ritrovi in un baratro, il mondo ti crolla addosso, perdi l’interesse per la vita e cominci a chiederti perché è successo tutto questo. È importante però reagire e ritrovare un equilibrio interiore che possa ridare la forza di riprendere il cammino. Nessuno potrà mai darci una risposta e anche se ne avessimo una non saremmo certo in grado di comprenderla e tanto meno accettarla. Giorno dopo giorno dentro di noi, si è rafforzata la convinzione che anche dalle esperienze più terribili e dolorose si può trarre insegnamento: abbiamo deciso che la generosità di Antonio doveva avere un seguito". Il programma prevede una cerimonia di apertura, prevista per le ore 18 di oggi pomeriggio con i saluti del presidente del circolo tennistico Giuseppe Di Meo e dell’assessore allo Sport del comune di Alvignano, Franco La Vecchia. Le gare di qualifica, gli ottavi, i quarti e le semifinali si giocheranno entro la fine di luglio. Prima della finale sarà celebrata sul campo da tennis una messa in suffragio di Antonio Vitelli da don Pasqualino Rubino.