sabato 22 novembre 2014

BANDA DI LADRI SGOMINATA NELL'ALTO CASERTANO. Tutti liberi i quattro autori dei furti nell'area ai confini con il Basso Lazio. Patteggiata una pena a diciotto mesi di reclusione

Una legge che fallisce su tutti i fronti con i delinquenti, mentre con qualche povero diavolo riesce ad essere durissima, consentirà magari già da stanotte a questi tre zingari di ritornare a rubare. Tanto solo quello sanno fare...
Patteggiano la pena di un anno e sei mesi e tornano in libertà. La notizia certamente non farà piacere ai cittadini di San Vittore del Lazio che nella notte tra mercoledì e giovedì, sono riusciti finalmente a mettere le mani (a dire il vero non solo quelle) sulla banda di ladri che, poco prima, avevano tentato il furto in una casa. Da tempo il territorio al confine con l'Alto Casertano era preso di mira da scorribande che i carabinieri non riuscivano ad arginare. Ci hanno pensato i cittadini. Non proprie ronde, ma un occhio vigile su ciò che accade fuori dalle porte delle loro case, gli ha permesso, quella notte, di notare una vettura con degli uomini a bordo, riconosciuti come coloro che avevano tentato il furto in una abitazione. Diciamo la verità, le botte sono arrivate se non fosse altro per convincerli a fermarsi, rimanere là e aspettare i carabinieri per l’arresto. Ebbene dei quattro fermati dalla gente, tre, i maggiorenni, sono stati arrestati e oggi hanno patteggiato la pena a 18 mesi tornando subito liberi. Il minorenne è a disposizione del tribunale dei minori, gli altri due fermati dalla polizia stradale della sottosezione di Cassino sull’A1, hanno visto l’arresto convalidato e rimarranno in carcere fino al processo. Anche per loro, però, i tempi non saranno lunghissimi e, come quelli scarcerati oggi, presto potranno tornare alle loro attività. Se con il sorriso beffardo saluteranno la galera, certamente lo stesso sorriso si cancellerà dalle loro facce ricordando la giusta accoglienza riservata loro dai residenti di San Vittore del Lazio.

venerdì 21 novembre 2014

ALIFE/CAIAZZO. Chi vuole intendere intenda! Queste le parole di Papa Francesco: "Parrocchie eliminino le liste dei prezzi dei sacramenti"

Il messaggio vale per la lista che fu creata a suo tempo dalla Diocesi, ma anche e soprattutto per qualche "pretino" di campagna "Ci sono due cose che il popolo di Dio non può perdonare: un prete attaccato ai soldi e un prete che maltratta la gente..."
"Quante volte vediamo che entrando in una chiesa ancora oggi c'è lì la lista dei prezzi: per il battesimo, la benedizione, le intenzioni per la messa. E il popolo si scandalizza". Sono parole di Papa Francesco nell'omelia della messa alla Domus Santa Marta. "Le Chiese - ha scandito il Pontefice - non diventino mai case di affari, la redenzione di Gesù è sempre gratuita". "Io penso - ha spiegato - allo scandalo che possiamo fare alla gente con il nostro atteggiamento, con le nostre abitudini non sacerdotali nel Tempio: lo scandalo del commercio, lo scandalo delle mondanità". Francesco ha fatto sentire forte il suo anatema nei confronti della Chiesa affarista. Una Chiesa che pensa solo a fare affari fa "peccato di scandalo". Poi il Pontefice ha commentato il Vangelo in cui Gesù caccia i mercanti del Tempio perché hanno trasformato la casa di preghiera in un covo di ladri. "La gente buona andava al tempio; cercava Dio, pregava ma doveva cambiare le monete per fare le offerte". Come di consueto il Santo Padre ha riferito di un episodio a cui ha assistito appena era stato fatto sacerdote: "Ero con un gruppo di universitari e una coppia di fidanzati volevano sposarsi. Erano andati in una parrocchia ma volevano farlo con la messa e lì, il segretario parrocchiale ha detto 'non si può' perché ci sono altri turni. Di fronte all'insistenza della coppia che voleva celebrare il matrimonio con una messa, ha riferito Papa Francesco, quel segretario di parrocchia ha intimato loro 'pagate due turni'. E per sposarsi con la messa hanno dovuto pagare due turni. Questo - ha denunciato con forza Francesco- è peccato di scandalo". Un peccato talmente grande che, come ha ricordato: "Noi sappiamo quello che dice Gesù a quelli che sono causa di scandalo: 'Meglio essere buttati nel mare'". Il comportamento denunciato da Papa Bergoglio, come ha ricordato lui stesso, investe anche i laici. "Se io vedo che nella mia parrocchia si fa questo - ha denunciato nel corso dell'omelia -, devo avere il coraggio di dirlo in faccia al parroco. E' curioso: il popolo di Dio sa perdonare i suoi preti quando hanno una debolezza, scivolano sul peccato... sa perdonare. Ma ci sono due cose che il popolo di Dio non può perdonare: un prete attaccato ai soldi e un prete che maltratta la gente". Papa Bergoglio ha spiegato perché Gesù ce l'ha tanto con i soldi: "Perché la Redenzione è gratuita. E quando la Chiesa o le Chiese diventano affariste, si dice che non è tanto gratuita la salvezza". Più tardi anche il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei ha condiviso le parole del papa: "I sacramenti non sono pagati in nessun modo - ha detto Bagnasco -non ci può essere un commercio tra le cose sacre. Le offerte che i fedeli intendono dare in forma libera sono un modo per contribuire alla necessità materiali della Chiesa".
LE OFFERTE "LIBERAMENTE OBBLIGATORIE". LEGGI IL POST PUBBLICATO LO SCORSO MESE DI SETTEMBRE...

PIANA DI MONTE VERNA. Fermato e denunciato un bracconiere a Pozzilli in provincia di Isernia. Nei guai, insieme a lui, anche un suo complice di Limatola

I due sono stati sorpresi dal Corpo Forestale dello Stato, all'interno di un'oasi protetta, ed erano a caccia di uccelli...
Continuano i controlli degli uomini del Corpo Forestale dello Stato volti al contrasto del bracconaggio nel territorio provinciale. A finire nella trappola, questa volta, sono stati due bracconieri di origini campane, uno originario di Piana di Monte Verna, con precedenti specifici e un altro di Limatola, sorpresi dagli Agenti del Comando Stazione di Forlì del Sannio in località San Sisto in agro del comune di Montenero Valcocchiara. Dopo un lungo e meticoloso pedinamento, i Forestali hanno individuato e fermato i due bracconieri che erano a caccia di uccelli all’interno dell’oasi di protezione faunistica, interdetta all’attività venatoria così come previsto dal Piano Faunistico Venatorio vigente nella Regione Molise. Dai controlli effettuati, inoltre, è emerso che uno dei due residenti nella regione Campania, non era autorizzato ad esercitare la caccia in alcun Ambito Territoriale del Molise, secondo quanto stabilito dal Calendario Venatorio 2014/2015. Ai due sono stati sequestrati i fucili e le cartucce e sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per esercizio illegale della caccia. Gli agenti del Comando Stazione forestale di Forlì del Sannio stanno svolgendo ulteriori accertamenti, giacché le persone controllate sono risultate in possesso di autorizzazioni per l’esercizio della caccia all’interno dell’area contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, attività questa che però è riservata ai soli cacciatori residenti nei comuni ricadenti all’interno dell’area medesima

PIEDIMONTE MATESE. Scoperti gli autori di una truffa via internet ad un imprenditore matesino.

Gli avevano affittato la classica casa fantasma a Gallipoli. L'imprenditore aveva anticipato 500 euro e con tutta la famiglia si era "sciroppato" un viaggio a vuoto in Puglia... 
Affittavano su internet case al mare, si facevano pagare una caparra e poi sparivano, ma sono stati identificati e denunciati dal personale del Commissariato di Polizia di Vasto, diretto dal Dr. Alessandro Di Blasio. Nei giorni scorsi personale del Commissariato di Vasto ha denunciato tre persone in stato di libertà per il reato di truffa. Si tratta di due uomini rispettivamente di 43 e 44 anni, entrambi napoletani e di un giovane di 27 anni, di origini marchigiane. I tre non avevano alcun legame, non si conoscevano perciò hanno agito singolarmente, ma certamente avevano in comune le conoscenze informatiche che hanno usato per mettere in atto la ormai collaudata tecnica della truffa telematica: ovvero proporre sui siti internet, preposti alla vendita, appartamenti o case singole in affitto a prezzi assolutamente vantaggiosi. Tra le vittime, scoperte anche grazie alla denuncia che fu presentata ai Carabinieri di Piedimonte Matese, quando si verificò la truffa, anche un imprenditore matesino, a cui fu affittata un'abitazione a Gallipoli e gli fu chiesta una caparra di 500 euro. L'imprenditore accettò, anche è perchè via fax gli fu spedita una carta d'identità (risultata falsa) e pagò i 500 euro. Ma oltre al mero danno economico, la famiglia intera dell'imprenditore si sciroppò il viaggio in Puglia e, soprattutto quando scoprirono la truffa, i componenti non poterono più usufruire di alcuna struttura perchè era tutto pieno. L’indagine è iniziata, in seguito alle denunce presentate da alcuni turisti che si accorgevano del raggiro solo quando, giunti nella località prescelta per godersi la vacanza, si accorgevano che le abitazioni erano inesistenti oppure occupate dal proprietario stesso che non le aveva assolutamente messe in affitto, arrivando perfino ad incontrare altre persone incappate nel medesimo raggiro. Gli investigatori hanno accertato che in tutti e tre i casi i truffatori avevano attivato un account un noto sito web da dove attiravano gli ignari clienti. La tecnica usata era la stessa: i truffatori inserivano le foto dell’appartamento da affittare, naturalmente ad un prezzo vantaggiosissimo, inserivano un contatto telefonico con un numero di cellulare, corrispondente ad un nome di fantasia o spesso intestato a qualche cittadino straniero irrintracciabile sul territorio e infine richiedevano una caparra come anticipo da versare su un determinato conto corrente. Tutte procedure che facevano apparire gli annunci assolutamente regolari. Dopo aver ricevuto il denaro però, i truffatori si rendevano irreperibili e ai malcapitati non rimaneva che rivolgersi alla Polizia per denunciare l’asta truffaldina. Le indagini esperite hanno permesso di accertare i diversi numeri di conti correnti bancari su cui erano confluiti i pagamenti e risalire così ai responsabili. I tre sono stati identificati per C.S., con precedenti di polizia per danneggiamento, lesioni, percosse e ricettazione, A.N. con precedenti per stupefacenti e ricettazione, e G.G. Tutti e tre avevano a carico diversi precedenti specifici per truffa. Il primo dei tre indagati citati, C.S., è l'autore materiale della truffa all'imprenditore di Piedimonte Matese, ma anche al altre decine e decine di ignari soggetti della Campania che erano cascati nella sua rete.

PIEDIMONTE MATESE. Ci voleva un Tribunale per stabilire che un minore disabile ha gli stessi diritti dei suoi coetanei? Condannato l'istituto "G. Falcone" per la mancata assistenza ad un'alunna disabile

Cara Preside o Preside che dir si voglia, chi dirige gli uomini del futuro e impartisce loro le nozioni basilari del buon vivere, dovrebbe sapere che tutti i bambini sono uguali. Non esistono quelli meno uguali! Soddisfazione dei genitori del bambino disabile per la sentenza del Tar...
Il Tar Campania, con il dispositivo 6014 del 2014, pur respingendo la domanda di risarcimento danni, accoglie il ricorso di un padre di un' alunna disabile che non veniva assistito adeguatamente, secondo il contendere ed ha condannato l’Istituto Autonomo Comprensivo “Giovanni Falcone” di Piedimonte Matese (Ce) a garantire, con assiduità, imponendosi anche delle assunzioni in deroga, l’insegnamento di sostegno ad una minore portatore di handicap. I genitori di una minore, portatrice di handicap, si erano rivolti all’avvocato amministrativista Pasquale Di Fruscio per impugnare la determina della scuola e del Provveditorato, che negava l’insegnamento di sostegno, per mere ragioni “economiche” ovvero per la mancanza del numero sufficiente di insegnanti. Dopo la discussione in pubblica udienza, la difesa dell’avvocatura dello Stato sosteneva, in base al rapporto docenti-alunni, l’impossibilità di aggiungere altro personale a quello già in organico, ma ha dovuto soccombere alla tesi difensiva sostenuta dall’avvocato Di Fruscio il quale, sulla base di principi costituzionali e di direttive Comunitarie, ha illustrato ai Giudici che il diritto all'istruzione e all'integrazione prevale sempre su ogni altra esigenza, pure apprezzabile, di contenimento della spesa pubblica. Il Tar, con la sentenza sopra citata, ha recepito integralmente la soluzione prospettata dalla difesa dei due genitori, ovvero che deve ritenersi consentito all’Istituto scolastico, per le superiori esigenze di educazione, formazione ed integrazione scolastica dei minori – che sono garantite dalla costituzione – assumere con contratto a tempo determinato altri insegnanti di sostegno, in deroga al rapporto docenti-alunni, così come aveva indicato la Corte Costituzionale con la sentenza numero 80 del 2010, ovvero tramite aggiornamento del piano educativo individualizzato e tenuto conto delle esigenze educative e di istruzione del minore. Grande soddisfazione esprimono i genitori per avere visto affermato il loro diritto ad avere dallo Stato una istruzione adeguata per il proprio figlio senza che possono valere, in queste situazioni, esigenze di risparmio della spesa pubblica. 
Ed ecco il dispositivo del Tribunale Amministrativo Regionale. 
Il T.A.R. sul ricorso numero di registro generale 1267 del 2014, proposto da: Maurizio De Cristofano e Giovanna De Cristofano quali genitori esercenti la potestà sulla minore -OMISSIS-, rappresentati e difesi dall’avv. Pasquale Di Fruscio, con domicilio eletto presso Pasquale Di Fruscio in Napoli, via dei Fiorentini,21c/o St.Girardi; 
contro: Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca, in persona del Ministro p.t.; Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Ambito Territoriale di Caserta Csa, in persona del Dirigente p.t.; Istituto Autonomo Comprensivo Giovanni Falcone di Piedimonte Matese (Ce), in persona del Dirigente p.t. rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli, domiciliata in Napoli, via S.Lucia,81; per l’annullamento del provvedimento prot. n. 271 del 31.01.2014 dell’Istituto Autonomo Comprensivo “Giovanni Falcone” di Piedimonte Matese (Ce). Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca, e dell’ Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Ambito Territoriale di Caserta Csa; 
Viste le memorie difensive; 
Visti tutti gli atti della causa; 
Visto l’art. 52 D. Lgs. 30.06.2003 n. 196, commi 1, 2 e 5; 
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 22 ottobre 2014 la dott.ssa Renata Emma Ianigro e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; 
PREMESSO che con il presente ricorso parte ricorrente agisce per l’accertamento del diritto della minore -OMISSIS-, nata a Piedimonte Matese il 21.01.2005, quale soggetto affetto da disturbo dell’apprendimento, disturbo del linguaggio espressivo e inibizione emotiva-affettiva, portatrice di handicap ai sensi dell’art. 1 comma 3 della legge n. 104/1992, iscritta per l’.a.s. 2013/2014 presso la III Classe della Scuola primaria dell’Istituto Autonomo Comprensivo “Giovanni Falcone” di Piedimonte Matese, ad ottenere l’assegnazione di un insegnante di sostegno per un numero di ore corrispondenti alla frequenza scolastica o comunque adeguate alla patologia; che con il ricorso si contesta che l’amministrazione scolastica ha riconosciuto alla minore ricorrente per l’anno scolastico 2013/2014, a fronte di una frequenza settimanale di 22 ore, un insegnante di sostegno per un orario di frequenza scolastica settimanale di 12 ore; 
RILEVATO che l’art. 12 della legge quadro 5.02.1992 n.104, nel riconoscere pari dignità sociale al soggetto disabile e rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il piano sviluppo e l’effettiva partecipazione alla vita sociale, politica ed economica del Paese, come sancito dall’art. 3 Cost., riconosce il diritto del bambino disabile all'educazione e all'istruzione nella scuola materna, nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nelle istituzioni universitarie, ed affida all'integrazione scolastica l’obiettivo di assicurare lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione; che, a sua volta l’art.40 affida agli enti locali ed alle aziende sanitarie locali l’attuazione, nelle rispettive competenze, degli interventi sociali e sanitari volti ad assicurare la frequenza scolastica del soggetto disabile attraverso la collaborazione di tre figure specialistiche quali: l’insegnante di sostegno, l’assistente educativo e/o alla comunicazione di pertinenza dell’ente locale, e l’assistente all’igiene quale collaboratore scolastico statale; 
CONSIDERATO che la questione proposta rientra pacificamente nella giurisdizione del giudice amministrativo adito trattandosi di controversia riguardante attività e prestazioni rese nell’espletamento di pubblici servizi devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 33 del d.lgs. n.80/1998 ora trasfuso nell’art. 133 comma 1 lett.c) del c.p.a. (Cass. civ. S.S.UU ordinanza 19.01.2007 n.1144; C.d.S. sez. VI, 21.03.2005 n.1134); che all’individuazione dell’alunno come soggetto disabile provvede, ai sensi dell’art. 2 del d.p.r. 24.02.1994, lo specialista, su segnalazione ai servizi di base, anche da parte del competente capo d’istituto, ovvero lo psicologo esperto dell’età evolutiva, in servizio presso le UU.SS.LL. o in regime di convenzione con le medesime, che riferiscono alle direzioni sanitaria ed amministrativa, per i successivi adempimenti, che, alla diagnosi funzionale, ai sensi dell’art. 3 d.p.r. cit., provvede l’unità multidisciplinare composta: dal medico specialista nella patologia segnalata, dallo specialista in neuropsichiatria infantile, dal terapista della riabilitazione, dagli operatori sociali in servizio presso la unità sanitaria locale o in regime di convenzione con la medesima.; che, ai sensi del d.p.c.m. 185/2006 l’unità multidisciplinare di cui al precedente articolo redige un verbale di individuazione dell’alunno come soggetto portatore di handicap recante l’indicazione della minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, nonché la specificazione dell’eventuale carattere di particolare gravità della medesima, e l’eventuale termine di rivedibilità dell’accertamento effettuato; che la diagnosi funzionale va trasmessa all’istituzione scolastica presso cui l’alunno è iscritto ai fini della tempestiva adozione dei provvedimenti conseguenti; che alle indicate attività fa seguito la redazione di un profilo dinamico funzionale a cura dell’unità multidisciplinare di cui all’art. 3 d.p.r. cit., con la collaborazione altresì dei docenti curriculari e degli insegnanti specializzati della scuola nonché dei familiari dell’alunno, e tale profilo indica in via prioritaria, dopo un primo periodo di inserimento scolastico, il prevedibile livello di sviluppo dell’alunno in situazione di handicap nei tempi brevi (sei mesi) e nei tempi medi (due anni) sulla base della diretta osservazione ovvero in base all'esperienza maturata in situazioni analoghe,; che il profilo dinamico-funzionale, ex art. 12 comma 8 della legge n. 104 cit., è aggiornato a conclusione della scuola materna, della scuola elementare e della scuola media e durante il corso di istruzione secondaria superiore. che, ai sensi del comma 5 del predetto art. 12 della legge n. 104/1992, un Gruppo di Lavoro costituito congiuntamente dagli operatori sanitari individuati dalla Asl e dal personale insegnante curriculare e di sostegno della scuola e, ove presente, con la partecipazione dell’insegnante operatore psico-pedagogico, in collaborazione con i genitori o gli esercenti la potestà parentale dell’alunno, redige il Piano Educativo Individualizzato ove vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra di loro, predisposti per l’alunno in situazione di handicap, in un determinato periodo di tempo; che il predetto Gruppo di Lavoro “in sede di formulazione del piano educativo individualizzato, elabora le proposte relative all’individuazione delle risorse necessarie, ivi compresa l’indicazione del numero delle ore di sostegno (art. 3 comma 2 d.p.c.m. 185/2006)”; che nell’ambito dei P.e.i. con frequenza, preferibilmente, correlata all’ordinaria ripartizione dell’anno scolastico o, se possibile, con frequenza trimestrale (entro ottobre-novembre, entro febbraio-marzo, entro maggio-giugno), sono verificati gli effetti dei diversi interventi disposti e l’influenza esercitata dall'ambiente scolastico sull'alunno in situazione di handicap; che, nel procedimento sono coinvolti con funzioni consultive, di collaborazione e di intermediazione familiare altresì i gruppi di lavoro per l’integrazione scolastica istituiti, ai sensi dell’art. 317 del d.lgs. n. 297/1994, presso ogni Ufficio Scolastico provinciale, e presso ogni circolo didattico, scuola media ed istituto di istruzione secondaria superiore; che il riconoscimento del diritto alla piena integrazione scolastica dell’alunno in situazione di disabilità grave risulta condizionato dalla effettiva disponibilità del personale docente di sostegno in organico che, a livello normativo, è passato attraverso una serie di interventi orientati a programmare anticipatamente la dotazione organica degli insegnanti per lo più nell’ottica del contenimento della spesa pubblica, e della che pertanto, in ordine alla dotazione organica degli insegnanti di sostegno la normativa statale ha nel tempo fissato rigidi parametri proporzionali a partire dall’art. 319 del d.lgs. n. 297/1994 che prevedeva un posto di sostegno per ogni quattro alunni portatori di handicap, modificato dall’art.. 40 della legge 27.12.1997 n.449, che aveva previsto un insegnante di sostegno per ogni gruppo di 138 alunni complessivamente frequentanti gli istituti scolastici statali della provincia, ulteriormente modificato dall’art. 1 comma 605 della legge 27.12.2006 n.296 che rimandava ad uno o più decreti ministeriali correttivi l’adozione di interventi di sostituzione del criterio di cui al predetto art. 40 con l’individuazione di organici corrispondenti alle “effettive esigenze rilevate”, poi rideterminato ai sensi dell’art. 2 commi 413 e 414 della legge 244/2007 nella misura non superiore al 25% del numero delle sezioni e delle classi dell’organico di diritto dell’anno scolastico 2006/2007 in modo da non superare un rapporto medio nazionale di un insegnante ogni due alunni diversamente abili; che da ultimo l’art. 15 del d.l. n. 104 del 12.09.2013 conv. in l.n. 128 dell’8.11.2013, nell’integrare l’articolo 2, comma 414, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dopo il primo periodo ha inserito il seguente: “La predetta percentuale è rideterminata, negli anni scolastici 2013/2014 e 2014/2015, in misura pari rispettivamente al 75 per cento e al 90 per cento ed è pari al 100 per cento a decorrere dall’anno scolastico 2015/2016”; che in presenza di handicap con connotazione di gravità l’art. 40 comma 1 della legge n. 449/1997, nella sua originaria formulazione, prevedeva la possibilità di assumere con contratto a tempo determinato insegnanti di sostegno in deroga al rapporto docenti-alunni indicato al comma 3 della stessa norma. Ai sensi dell’art. 35 comma 7 della legge n. 289/2002 la competenza al rilascio dell’autorizzazione all’attivazione dei posti di sostegno in deroga è demandata al Dirigente preposto all’Ufficio scolastico regionale; che al fine di evitare la formazione di personale precario la legge 24.12.2007 n.244, all’art. 2 comma 414, aveva abrogato la facoltà di assunzione di docenti di sostegno “in deroga” al rapporto docenti alunni fissato dalla normativa; che la Corte Costituzionale, con sentenza 26.02.2010 n.80 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2 comma 413 della legge n. 244/2007 nella parte in cui fissava un limite massimo al numero di posti degli insegnanti di sostegno, e dell’art. 2 comma 414 della legge n.244/2007 nella parte in cui escludeva la possibilità, già contemplata dall’art. 40 della n.449/1997, in presenza di studenti con disabilità grave, di assumere insegnanti di sostegno in deroga ritenendo le dette disposizioni in contrasto con il nucleo indefettibile di garanzie poste a tutela ed a protezione dei diritti dei disabili, ai sensi dell’art. 38 Cost. e dell’ordinamento internazionale, che, secondo la giurisprudenza della Corte, costituisce limite invalicabile all’esercizio della discrezionalità del legislatore. ( Corte Cost. n.251/2008; n.226/2000); che la scelta legislativa di sopprimere la riserva che consentiva di assumere insegnanti di sostegno a tempo determinato in deroga al rapporto insegnanti alunni è stata ritenuta dalla Corte del tutto ingiustificata dal momento che essa costituisce uno degli strumenti attraverso cui si è reso effettivo il diritto fondamentale all’istruzione del disabile grave destinato a trovare applicazione una volta esperite tutte le possibilità previste dalla normativa vigente; che in seguito alla predetta pronuncia di incostituzionalità è intervenuto nuovamente il legislatore prima con il d.l. n. 78/2010 conv. in l.n. 122/2010 che, al comma 15 dell’art. 9, ha fatto nuovamente salva la facoltà di autorizzare posti di sostegno in deroga al contingente previsto per l’anno scolastico 2010/2011 esclusivamente in presenza di handicap gravi, e successivamente, con l’art. 19 comma 11 del d.l. 6.07.2011 n. 98 conv. in l. 111/2011, ha stabilito che l’organico dei posti di sostegno è determinato secondo quanto previsto dai commi 413 e 414 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, fermo restando che è possibile istituire posti in deroga, allorché si renda necessario per assicurare la piena tutela dell’integrazione scolastica. La norma ha altresì statuito che: “L’organico di sostegno è assegnato complessivamente alla scuola o a reti di scuole allo scopo costituite, tenendo conto della previsione del numero di tali alunni in ragione della media di un docente ogni due alunni disabili; la scuola provvede ad assicurare la necessaria azione didattica e di integrazione per i singoli alunni disabili, usufruendo tanto dei docenti di sostegno che dei docenti di classe. A tale fine, nell’ambito delle risorse assegnate per la formazione del personale docente, viene data priorità agli interventi di formazione di tutto il personale docente sulle modalità di integrazione degli alunni disabili”; che, come ribadito dalla Corte Costituzionale nella citata pronuncia n. 80/2010, il diritto del disabile all’istruzione si configura come diritto fondamentale la cui fruizione è assicurata attraverso misure di integrazione e sostegno idonee a garantire la frequenza del disabile agli istituti di istruzione, con la precisazione che la sua partecipazione al processo educativo con insegnanti e compagni normodotati costituisce un rilevante fattore di socializzazione e può contribuire in modo decisivo a stimolare le potenzialità dello svantaggiato (Corte Cost. n. 215/1987); che, pertanto, il diritto all’assegnazione di un insegnante di sostegno “in deroga” non comporta automaticamente il diritto del disabile ad ottenere un insegnante di sostegno per l’intero monte ore di frequenza settimanale. Si è infatti chiarito che una siffatta conclusione è da escludersi, innanzitutto alla luce della normativa vigente secondo cui gli insegnanti di sostegno, una volta assegnati, assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano, e partecipano alla programmazione educativa e didattica al pari degli altri docenti ( comma 6 art. 13 della legge quadro n.104/1992). Sicchè non può sostenersi che la designazione dell’insegnante di sostegno sia destinata in via esclusiva alla specifica docenza di un alunno individuato. Inoltre occorre tener presente la non necessaria coincidenza del monte ore di frequenza settimanale dell’alunno con l’orario – cattedra settimanale del singolo docente, che potrebbe rivelarsi insufficiente a coprire l’intero orario di frequenza dell’alunno, specie ove quest’ultimo abbia optato per il tempo pieno. V’è da aggiungere ancora che un’interpretazione volta a ravvisare un automatismo nell’assegnazione “in deroga” estesa all’intero orario di frequenza dell’alunno con disabilità grave tradirebbe lo spirito della normativa che, come evidenziato a più riprese dalla Corte Costituzionale, non comporta un intervento individualizzato, ma è prioritariamente volto a favorire l’integrazione del disabile con gli alunni normodotati quale imprescindibile fattore di arricchimento e di incremento delle sue stesse potenzialità; che, alla luce di quanto sopra, in presenza di disabilità grave, l’assegnazione in deroga di un insegnante di sostegno deve essere volta a volta commisurata alle specifiche difficoltà riscontrate nell’area dell’apprendimento, e tali difficoltà possono variare da soggetto a soggetto in relazione al tipo di handicap, al suo livello di gravità, alle connotazioni ed alla possibile evoluzione della malattia, anche rispetto ad eventuali effetti migliorativi riscontrabili nel corso del tempo per il decorso della malattia oppure grazie agli interventi attuati (cfr T.a.r. Campania Napoli sez. VIII 4.11.2009 n.6869; C.d.S. sez. VI 23.03.2010 n. 2231) 
RITENUTO che, con ordinanza cautelare n.671 del 23.04.2014 è stata accolta la domanda di sospensione cautelare ai fini della revisione del monte ore di sostegno sulla base della quantificazione da operarsi nel p.e.i. e si è disposta contestualmente la produzione agli atti del giudizio della ultima versione aggiornata del p.e.i. entro il termine ivi assegnato; che l’amministrazione non risulta aver ottemperato al predetto incombente istruttorio per cui al suo comportamento va attribuita la valenza probatoria di cui all’art. 64 comma 4 c.p.a.; che dalla nota prot. n.271 del 31.01.2014 a firma del Dirigente Scolastico dell’istituto Autonomo Comprensivo “G. Falcone” intimato, si ricava che il monte ore di sostegno assegnato alla ricorrente risulta essere ridotto poichè nella predetta scuola sono molto numerose le assegnazioni con rapporto di 1 a 1 per diagnosi di assoluta gravità; che, pertanto, non risultando comprovata l’adeguatezza delle ore di sostegno assegnate al ricorrente rispetto alla patologia accertata, merita accoglimento il ricorso con conseguente obbligo per l’amministrazione di determinarsi sul numero di ore necessarie per la patologia del minore, tramite aggiornamento del piano educativo individualizzato, tenuto conto delle esigenze educative e di istruzione del minore; che restano salve le ulteriori e diverse quantificazioni del numero di ore di sostegno che dovessero essere effettuate dagli organi competenti con riguardo agli anni scolastici successivi a quello in corso, all’esito delle verifiche periodiche sull’andamento del programma cui è sottoposto il disabile, tenuto conto delle peculiarità della patologia, dell’incidenza sulle capacità di apprendimento, della dinamicità e suscettibilità di evoluzione o involuzione della patologia medesima, della maggiore o minore efficacia degli interventi attuati, nonché del modificarsi delle esigenze nelle varie fasi di crescita dell’alunno; che, ove occorra, all’integrazione dell’orario di sostegno l’amministrazione provvederà anche attraverso l’assunzione di insegnanti di sostegno in deroga con contratto a tempo determinato come consentito dall’attuale normativa a seguito della pronuncia Corte Cost. n. 80/2010; che va respinta la domanda di risarcimento del danno avanzata in carenza di adeguate allegazioni probatorie in ordine alla sussistenza e consistenza del danno asseritamente patito per effetto dell’assegnazione di un numero di ore di sostegno inferiore a quello ritenuto adeguato (Cfr C.d.S. sez. VI n.2373/2013); che, da ultimo, le spese processuali seguono la soccombenza e vanno liquidate come da dispositivo. 
P.Q.M. 
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Ottava) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi di cui in motivazione; respinge la domanda di risarcimento del danno. Condanna l’amministrazione intimata in solido al pagamento delle spese processuali sostenute da parte ricorrente nella misura di complessive € 1000,00 (mille/00). Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa. Ritenuto che sussistono i presupposti di cui all’art. 52, commi 1,2 e 5 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, manda alla Segreteria di procedere, in caso di diffusione del provvedimento, all’annotazione di cui ai commi 1,2 e 5 della medesima disposizione. Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 22 ottobre 2014 con l’intervento dei magistrati: Ferdinando Minichini, Presidente; Renata Emma Ianigro, Consigliere Estensore; Olindo Di Popolo, Primo Referendario.

FORMICOLA. Il presidente della Pro Loco Gaetano Libertino bacchetta l'Amministrazione Comunale: "Le elezioni sono finite, ma amministrate in maniera ostile nei confronti di metà del paese!"

Il massimo esponente della Pro Loco formicolana spiega senza voler fare polemiche che ogni qual volta l’Associazione Pro loco Formicola decide di organizzare un evento vengono organizzati in contemporanea altri eventi in altre aree del paese...
Le elezioni sono finite da più di cinque mesi ormai, ma a Formicola si respira un’aria di perenne campagna elettorale e ciò a mio modesto avviso, è molto fastidioso nonché improduttivo per i formicolani. Io Gaetano Libertino (nella foto), Presidente dell’associazione Pro loco Formicola, voglio esprimere un pensiero che non vuole essere una polemica, ma solo un chiarimento su alcune ultime vicende. È noto a tutti i cittadini del nostro paese che la nostra associazione è molto attiva nell'organizzare attività di ogni genere, attività che hanno come obiettivo quello di passare dei momenti produttivi e divertenti tutti insieme, ma la cosa che voglio sottolineare maggiormente è la seguente: sono attività rivolte a tutti i formicolani. È altrettanto noto che in concomitanza con le nostre iniziative sono stati organizzati altri eventi, ora io non voglio assolutamente dire che sia stato fatto in mala fede, dico solo che tutte queste coincidenze fanno riflettere e non sono affatto piacevole per chi, come noi, con impegno e dedizione cerca solo di attivarsi per proporre qualcosa che possa coinvolgere il paese. Come dicevo all'inizio, le elezioni sono finite, chi ha vinto ha il dovere di amministrare il nostro paese, ma a mio avviso un concetto basilare di democrazia non è chiaro: chi vince deve amministrare per tutti, si amministra per i formicolani, non solo per chi la pensa in un certo modo. Ciò per dire che, quello che accade ogni qual volta l’Associazione Pro loco Formicola decide di organizzare un evento, non è che il sintomo di una patologia che affligge Formicola: un’acuta divisione che chi amministra non si cura di sanare , anzi, sembra che l’obiettivo sia acuire le divergenze, spaccare il paese, e tutto ciò noi cittadini non lo accettiamo. Parlando a nome di tutti i soci della nostra Associazione posso dire che noi continueremo ad organizzare tutto ciò che riteniamo possa essere creativo per il nostro paese, non importa se le autorizzazioni arrivano dopo tanti giorni, non importa se qualche minuto dopo ci sarà un controevento, noi vogliamo rivolgerci a tutti, vogliamo che partecipino tutti i formicolani. Da parte nostra c’è tutta la buona volontà affinché le cose cambino, infatti come dicevo all'inizio il mio vuole essere un chiarimento, a noi interessa Formicola e i Formicolani, speriamo altresì che questo pensiero possa essere condiviso da tutti , perché a quanto pare , almeno per ora, non è così.
Gaetano Libertino

ALIFE. Forza Italia si da le cariche. Angelo Giammatteo, consigliere comunale di maggioranza nominato coordinatore cittadino del partito da Carlo Sarro

Giammatteo da tempo si sta attivando sul territorio per formare un gruppo omogeneo di giovani al fine di dare nuova linfa a Forza Italia...
Con la nomina del Consigliere Comunale, Sig. Angelo Giammatteo, a coordinatore cittadino del circolo “Forza Italia di Alife”, avvenuta il 18/11/2014, a firma del Commissario Provinciale di Forza Italia, On.le Avv. Carlo Sarro, si è formalmente ufficializzata la nascita del circolo alifano. Per la verità, il predetto coordinatore si era già adoperato per formare un gruppo di giovani, al fine di dare un nuovo impulso propulsivo alla politica alifana, ancorata a vecchi ed ormai desueti schemi. La felice sorpresa è stata la risposta dei giovani e delle donne, alle prime esperienze, che hanno aderito con entusiasmo e slancio, per cui si spera in una ventata di novità e di iniziative che possano favorire lo sviluppo socio-economico della nostra cittadina ed, in senso più ampio di tutto il territorio matesino, necessitante di essere rivalorizzato. L’impegno che sarà profuso, come nel carattere del coordinatore, sarà costante e costruttivo ed egli sarà coadiuvato dagli altri assessori comunali, Palmieri Enrico e Sasso Pasquale. Non senza sottacere del contributo che sarà assicurato dai componenti del consiglio direttivo, già formato dai Sigg.ri De Cristofano Angelica, Grillo Antonella, Di Marco Antonio, Sasso Alberto, Melillo Antonio, nonché dal gruppo giovanile di Forza Italia, coordinato dal Sig. Amato Pietro, Tartaglia Sisto.
Nella foto l'inaugurazione del Circolo di Forza Italia ad Alife
cs

ALVIGNANO. Era accusato di aver minacciato un vicino con una pistola giocattolo. Assolto Luigi Vitelli per non aver commesso il fatto

E' la seconda assoluzione che Vitelli incassa dal Tribunale sammaritano. La prima arrivò a maggio per un'altra grottesca vicenda, ed ora arriva la seconda per un'accusa di minacce...
Assoluzione bis per Luigi Vitelli di Alvignano, imputato in ben due processi dinanzi al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Già lo scorso 8 maggio il cittadino alvignanese era stato mandato assolto dal Giudice monocratico dott.ssa Carmela Sorgente dopo che, nel corso del dibattimento, si era accertato che il Vitelli mai aveva commesso il fatto. Una vicenda che sembrava uscire dalla favola di Esopo del lupo e dell’agnello. Un concittadino alvignanese, che dominava dall’alto dei monti Trebulani, attribuiva la sua mancanza dell’acqua in montagna al Vitelli secondo cui avrebbe provocato una riduzione della sua portata a monte, rubando l’acqua a valle! Assurdo ma vero: la tesi del denunciante prevedeva che il Vitelli, con un allaccio abusivo a valle, avrebbe provocato danni alla portata idrica che si trovava ad una quota sopraelevata di oltre 100 mt. L'avv. Francesca Mastracchio, difensore dell'imputato, aveva prontamente sollevato l’eccezione di inammissibilità della costituzione di parte civile, accolta dal Magistrato sammaritano, stante l’evidente difetto di legittimazione del denunciante ed i difetti dell’atto di costituzione a giudizio. Ma, contrariamente al finale della favola di Esopo, Vitelli non si è fatto sbranare dal Lupo, risultando assolto per non aver mai commesso il fatto di cui era stato falsamente accusato. Qualche giorno fa, è arrivata anche la seconda sentenza che scagiona l'imputato alvignanese, sempre difeso al suo legale Mastracchio, dall'accusa di aver minacciato, con una pistola giocattolo, un vicino che procedeva ad un ampio spandimento di letame all’una del pomeriggio del 14 agosto del 2010. Ad emettere il verdetto di assoluzione per non aver commesso il fatto il giudice dott.ssa De Bellis, poiché l'accusa non aveva fondamento e contro la quale Vitelli si è dovuto difendere per anni, riuscendo a dimostrare che mai l’arma giocattolo aveva esploso colpi e mai il fatto narrato dal denunciante si era verificato. È stata finalmente resa giustizia al cittadino alvignanese che ha sempre proclamato la sua innocenza dalla ingiusta accusa che gli era stata rivolta, pertanto la sua fiducia nella giustizia è stata premiata. Ora si attende il deposito delle motivazioni che faranno luce e definitiva chiarezza su tutti gli aspetti della vicenda. Nel frattempo, Vitelli si gode le sue meritate vittorie.
Enzo Perretta

CAIAZZO. L'Amministrazione Comunale stanzia 40mila euro per mettere in sicurezza la Chiesa delle Monache e l'annesso ex Museo delle Kere

I due stabili rientrano nelle proprietà delle Opere Pie Riunite. In pratica il sindaco Tommaso Sgueglia si sostituisce all'Ipab...
Pronti 40mila euro per la messa in sicurezza della chiesa delle Monache e l'annesso ex Museo Kere di proprietà delle Opere Pie Riunite. Ammonta a tanto la somma che l'amministrazione comunale terra dal sindaco Tommaso Sgueglia è pronta a stanziare, sostituendosi all'Ipab, per superare la situazione di empasse creatasi a seguito della chiusura di via D'Ettorre decisa dal primo cittadino, con propria ordinanza, a metà agosto dopo che l'ufficio tecnico del municipio aveva riscontrato il rischio di crolli del complesso sito nel centro storico con conseguenti pericoli per la pubblica e privata incolumità. La decisione di assegnare le risorse è stata anticipata dal sindaco e dell'intera maggioranza nel corso della seduta del consiglio comunale dell'altro ieri sera allorché è stata approntata una variazione al bilancio di previsione per l'anno in corso con la apposta ione di una cifra pari proprio a 40mila euro per la messa in sicurezza della struttura allestito della verifica delle condizioni statiche della chiesa e dell'ex museo avviata proprio negli ultimi giorni, su atto di indirizzo fornito dalla giunta Sgueglia al responsabile dell'ufficio lavori pubblici Dario Giovini. Il tecnico dovrà ora eseguire un controllo strutturale e redigere un progetto volto ad individuare gli interventi urgenti ed indifferibili per l'eliminazione del pericolo derivante dallo stato in cui versano gli immobili di proprietà delle Opere Pie Riunite. “L’Amministrazione intende perseguire l'obiettivo di evitare pericolo per la pubblica e privata incolumità, - dichiara il sindaco Sgueglia - sostituendosi alle Opere Pie Riunite per gli interventi urgenti di manutenzione, di consolidamento, di recupero e di restauro, ecc. che dovessero rendersi necessari al fine della messa in sicurezza dei manufatti per rendere transitabile Via D'Ettorre, attualmente inibita al traffico”.
Enzo Perretta

***SANTA MARIA CAPUA VETERE***Presto la Quinta Edizione del Corso di Alta Formazione in Criminologia Forense e Criminalistica del Formed di Caserta

L'evento è organizzato in convenzione con il Dipartimento di Giurisprudenza della Seconda Università degli Studi di Napoli. Interverrà il giornalista Salvo Sottile...
Presto la Quinta Edizione del Corso di Alta Formazione in Criminologia Forense e Criminalistica del Formed di Caserta in convenzione con il Dipartimento di Giurisprudenza della Seconda Università degli Studi di Napoli. Il 13 gennaio 2015 ci sarà la inaugurazione del corso con un convegno in cui interverrà il giornalista-scritto Salvo Sottile, il prof. Giuliano Balbi, il prof. Leonardo Abazia,l’avv. Raffaele Gaetano Crisileo. Presso l’Aula Franciosi della II Università degli Studi di Napoli, nello storico Palazzo Melzi in Santa Maria Capua Vetere, il 13 gennaio 2015, alle ore 16.00, avrà inizio la Quinta Edizione del Corso di Alta Formazione in Criminologia Forense e Criminalistica del Formed di Caserta in convenzione con il Dipartimento di Giurisprudenza della Seconda Università degli Studi di Napoli. Testimonial d’eccezione all’evento il giornalista scrittore, noto alla cronaca del giallo, Salvo Sottile che terrà un suo intervento sui principali casi di omicidio trattati nella conduzione dei programmi televisivi condotti, da Quarto grado in poi, nonché presenterà, in anteprima nazionale, il suo nuovo libro “Cruel”. Il Formed, nella persona della sua direttrice, la prof. Vittoria Ponzetta, quest’anno ha voluto rivoluzionare l’intero assetto didattico ed organizzativo del Corso di Criminologia; ciò a partire dalla durata della intera formazione non più semestrale, ma annuale con l’esame finale da tenersi presso il Dipartimento di Giurisprudenza della Seconda Università, dinanzi ad una Commissione presieduta dal prof. Giuliano Balbi, ordinario di diritto penale alla S.U.N. nonché direttore scientifico del corso.Il coordinamento didattico del corso, quest’anno, è affidato ad un noto penalista l’avv. Raffaele Gaetano Crisileo. Altra grossa novità dell’evento di inaugurazione del corso è la presenza del giornalista scrittore Salvo Sottile, che sostituirà il prof. Alessandro Meluzzi che è stato testimonial l’anno scorso. In questo modo il Formed ha voluto dare un nuovo ed un diverso taglio operativo sia all’evento di presentazione che all’intero corso di criminologia forense: ovvero si è voluto prendere spunto dai maggiori casi di cronaca nazionale, trattati da un punto di vista giornalistico per poi analizzarli da un punto di visto non più psichiatrico, ma appunto giornalistico e criminologico senza incorrere nel processo show e senza omettere interessanti trattazioni sulla scena del crimine e su problematiche processuali penali e psicologiche. Di qui l’innesto significativo ed importante del giornalista scrittore Salvo Sottile, con una lunga esperienza alle spalle in questo ambito, del prof. Leonardo Abazia, presidente dell’Istituto Psicologico Giuridico Campano, nonché docente universitario alla S.U.N. di psicologia, al fine di analizzare il criminal profiling da un punto di vista psicologico e dei mass media invece che solo penalistico e psichiatrico, come è avvenuto per gli anni precedenti Il corso di alta formazione, con frequenza settimanale obbligatoria, per un totale di 210 ore di lezione s’innesta di un collaudato programma, quest’anno particolarmente arricchito ed intensificato, che ha avuto un enorme successo negli anni precedenti sia per le attività didattiche con lezioni ex cathedra di noti giuristi, psicologi, criminologi e psichiatri che hanno destato un vivo interesse nell'uditorio sia per l’alto numero di corsisti che vi hanno partecipato ed ha avuto (ed ha) lo scopo di conferire competenze investigative per la risoluzione di crimini complessi e per lo studio della scena del crimine e delle tecniche investigative con l’analisi delle tracce comportamentali. Le lezioni ex cattedra di particolare interesse ed attualità che saranno tenute riguarderanno i delitti contro la vita, i reati a sfondo sessuale, lo stalking, i crimini informatici, internazionali, economici; l’omicidio seriale, il profilo criminale, lo studio della vittima, dei resti umani ecc... Con la discussione della tesi finale scritta, presso l’Università,i corsisti conseguiranno “l’Attestato di Alta Formazione in Criminologia Forense e Criminalistica”, spendibile nel mondo professionale. I partecipanti delle Forze Armate hanno diritti a permessi retribuiti per partecipare alle lezioni e per gli insegnanti il corso da diritto ad un punteggio nella graduatoria interna d’istituto. Le iscrizioni (per 40 posti soltanto) sono ancora aperte ed i riferimenti per iscriversi sono presenti sulla locandina del corso, nel sottostante link.
formed.in@libero.it
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PIEDIMONTE MATESE.Istituito il servizio di polizia ecozoofila sul territorio della comunità montana del Matese.

Con delibera adottata nei giorni scorsi, la giunta esecutiva dell'ente montano presieduto da Fabrizio Pepe ha dato il via libera alla nascita del l'importante servizio di vigilanza e sorveglianza nell'area di montagna, affidando lo stesso all’Anpana – Oepa sezione di Caserta...
Istituito il servizio di polizia ecozoofila sul territorio della comunità montana del Matese. Con delibera adottata nei giorni scorsi, la giunta esecutiva dell'ente montano presieduto da Fabrizio Pepe ha dato il via libera alla nascita del l'importante servizio di vigilanza e sorveglianza nell'area di montagna, affidando lo stesso all’Anpana – Oepa sezione di Caserta. Di concerto con l'Associazione Nazionale Protezione Ambiente Natura Animali – Organizzazione Europea Protezione Animali-Ambiente, l'Ente Montano ha anche proceduto alla nomina a guardie per la protezione degli animali della natura e dell’ambiente di alcuni soci volontari, affidando la gestione alla stessa organizzazione. Attraverso l’indicazione degli Ufficiali, dei Sottufficiali e degli Agenti, la Polizia Ecozoofila garantirà la salvaguardia del patrimonio ambientale ed espleterà il servizio delle Guardie da nominare. Un servizio che riveste particolare importanza e utilità che non graverà sul Bilancio comunitario. Saranno nominate guardie per la protezione degli animali, della natura e dell’ambiente, con gli operatori che ogni anno verranno indicati, che opereranno a titolo volontario e gratuito per lo svolgimento dei servizi di prevenzione e repressione dei reati e degli illeciti amministrativi, concernenti leggi e i regolamenti generali e locali in materia di protezione degli animali, della natura, dell’ambiente, sul patrimonio zootecnico, sul controllo del rispetto delle norme per la protezione ella fauna selvatica omeoterma ed il prelievo venatorio, nonché la vigilanza ittica, nautica e attività di protezione civile sul patrimonio zootecnico ed ambientale, da esercitare in questo territorio. Gli operatori per questi compiti rivestiranno la qualifica di ufficiale o agente di Polizia Giudiziari, nonché di Polizia Amministrativa, indossando le divise con i suoi distintivi, utilizzando gli automezzi, la modulistica e quanto altro necessario per l’espletamento del servizio di istituto. L'Amministrazione montana, per il tramite dell’Organizzazione A.N.P.A.N.A. – O.E.P.A Sezione Provinciale di Caserta, rilascerà e convaliderà o riconoscerà una speciale tessera di servizio e di riconoscimento per le Guardie Ecozoofile. I Comandanti della Polizia Municipale dei comuni montani potranno richiedere l’utilizzo occasionale delle Guardie Ecozoofile, per necessità operative particolari, quale ausilio per l’ordine pubblico, feste patronali, manifestazioni culturali, sportive.
Enzo Perretta

CAIAZZO. Nasce la squadra amatoriale di Calcio Over 35. Il Team "Decò Caiazzo Amatori" pronto a dare battaglia. L'unica nota stonata il campo sportivo. L'impianto in via Astolfi non è agibile

Le gare interne, la squadra le gioca ad Alvignano. Il team auspica che per l'anno prossimo l'impianto caiatino sia disponibile...
“Solo chi ama lo sport sa quanto sia bello competere. Chi ama il Calcio, inoltre, conosce anche la bellezza di praticare uno sport di squadra” questo lo slogan dei “giovani” caiatini della squadra “Decò Caiazzo Amatori”. A Caiazzo, un bel gruppetto di "ragazzi" quarantenni, ha pensato che non fosse giunto ancora il momento di "appendere le scarpette al chiodo", e hanno così allestito una squadra amatoriale di Calcio. Hanno deciso di incontrarsi, di prepararsi atleticamente e tatticamente con l'entusiasmo e la passione da teenager, e hanno approfittato dell'opportunità di iscriversi al Campionato Amatoriale Caleno Over 35. Ogni domenica quindi si parte per i vari campi della provincia per incontrare squadre di pari età e mettere in campo l’entusiasmo mai esauritosi. Per realizzare questo entusiasmante obiettivo hanno avuto l'aiuto di alcune persone e di alcune aziende. Abbiamo incontrato i ragazzi della squadra “Decò Caiazzo” ed ecco il messaggio che volevano lanciare: "Noi ragazzi del Decò Caiazzo Amatori, ringraziamo Barbiero Elio (Decò Caiazzo), Milano Stefano (Officina Milano), Sangiovanni Gianluca (Taverna Degli Amici), Giaquinto Stefano, Ponsillo Antonio, Saudella Roberto (Dentista) per il sostegno economico che ci ha permesso di partecipare al Campionato Amatoriale Calcio Caleno. Grazie al loro contributo siamo riusciti a coprire una buona parte delle spese sostenute. Siamo contenti che alcune persone di Caiazzo hanno a cuore lo sport e siamo sicuri che dopo questa prima esperienza, molte altre persone saranno contente di sostenerci. È bello per noi al ritorno dal lavoro, preparare borsone e scarpette e correre al campo per l’allenamento. Questo anno per le gare casalinghe abbiamo affittato il campo di Alvignano. A riguardo ringraziamo il sig. Sgueglia, il custode del campo, per la sua disponibilità. Ci auguriamo, per l'anno prossimo, di poter giocare sul nuovo campo di Caiazzo in via Astolfi." L’auspicio è quello di riportare al campo sportivo i caiatini appassionati di calcio per rivivere calde ed entusiasmanti domeniche sportive!

ROCCAMONFINA. Consiglio Comunale volano gli stracci in Assise. La minoranza è furibonda con il sindaco Letizia Tari e chiede l'intervento del Prefetto

“Siamo stanchi - ha riferito l'ex sindaco Ludovico Feole, oggi consigliere comunale di opposizione- dei soprusi e delle risposte disattese, ed anche delle nostre interrogazioni rimandate all'infinito, per questo motivo, chiederemo al Prefetto di intervenire ulteriormente per conoscere la verità dei fatti che, ultimamente hanno prodotto danni agli scolari e famiglie”.
Consiglio Comunale privo di legalità, l’opposizione chiederà al Prefetto di Caserta di istituire una commissione d’inchiesta che, faccia finalmente luce su tutti i risvolti (poco chiari) che, riguardano l’appalto dei lavori della scuola del centro, il trasferimento degli alunni, la documentazione rilasciata dall'ufficio tecnico che dava ampia garanzia di staticità, rivelatasi non attendibile, ed il controllo sui i personaggi (imprenditori, tecnici, politici e faccendieri) che gravitano intorno al comparto degli edifici scolastici del Comune di Roccamonfina. “Siamo stanchi - ha riferito Feole - dei soprusi e delle risposte disattese, ed anche delle nostre interrogazioni rimandate all'infinito, per questo motivo, chiederemo al Prefetto di intervenire ulteriormente per conoscere la verità dei fatti che, ultimamente hanno prodotto danni agli scolari e famiglie”. Il Sindaco Letizia Tari, in barba al regolamento che disciplina le sedute di consiglio, ha abbandonato l’aula nel momento in cui il suo amico- nemico o ex Sindaco degli anni in cui la stessa ricopriva incarico di Vice Sindaco,relazionava sulla problematica delle scuole. Al comportamento discutibile della Tari, hanno assistito i presenti nell'aula consiliare, i quali sono rimasti scioccati dalla leggerezza con cui ultimamente, vanno in onda le Assise Comunali. Il Consigliere Ludovico Feole, ieri pomeriggio nel corso del Consiglio Comunale, da loro richiesto e disposto anche dalla Prefettura di Caserta, con una nota inviata alla Tari, mentre ripercorreva gli eventi che hanno contrassegnato i disagi degli scolari, trasferiti prima nella scuola di Garofali, poi nell’edificio della scuola media ed infine nel centro anziani, la prima cittadina Tari, senza che il Segretario Comunale intervenisse, con fare arrogante e indispettito , e riferendo frasi di scherno all’indirizzo del relatore, si è alzata ed ha lasciato la seduta. Contestualmente, l’Assessore Vittorio Santantonio, in preda all’ ira ha incominciato ad attaccare verbalmente l’opposizione, i quali constatato che la seduta oramai era priva di legalità, hanno preferito non commentare,ma il Consigliere Michele Cestrone, con l’obiettivo di far conoscere all’intera cittadinanza ed ai presenti, il fare discutibile della maggioranza del Sindaco Tari, ha lasciato definitivamente la seduta di consiglio. La Tari, nonostante sia stata il braccio destro dell’ex Sindaco Ludovico Feole, dopo ben sette anni di mandato amministrativo, ancora continua a scaricare le colpe di tutte le problematiche di Roccamonfina su Feole, dimenticandosi di se stessa e del suo consorte, o per meglio dire dell’ex Assessore esterno Giacomo Criniti. Tutti e tre, a suo tempo formavano un bel terzetto affiatato, tanto che ancora oggi la Tari, cosi come affermato da lei in CC, si serve del solito ingegnere Antimo Zannini, per le verifiche ed altro. Solo nel momento in cui, la prima cittadina ha relazionato sul lavoro che porta avanti l’inossidabile Zannini, sul suo viso è ritornato il sorriso, viceversa nelle menti di alcuni cittadini si è insinuato il sospetto. A tal proposito, i Consiglieri d’opposizione Ludovico Feole, Michele Cestrone e Vittorio De Filippo, firmatari della richiesta del CC, targato Prefettura di Caserta, sono pronti a chiedere nuovamente l’intervento del Prefetto, affinché istituisca una commissione atta al controllo dell’operato amministrativo riguardante il settore scolastico. "I pochi cittadini presenti alla seduta - ha sottoscritto il Consigliere Cestrone - hanno potuto assistere ad uno spettacolo degno del miglior cabaret, dato che gli interventi di noi consiglieri di minoranza regolarmente prenotati a parlare venivano continuamente interrotti senza che alcun provvedimento da parte del presidente della Assemblea (il Sindaco) venisse preso. Gli animi si sono surriscaldati, quando Feole ha elencato passo passo le lacune amministrative. Il Sindaco Tari, indispettita dall'intervento di Feole, ha abbandonato l’aula, dopodiché Feole nel bel mezzo del suo discorso veniva "assaltato" anche verbalmente dall'assessore alle Finanze Santantonio che, preso dai soliti attacchi di ira, gli addebitava la colpa di tutto nonostante non governi più da sette anni. Dalla discussione è emerso comunque che gli edifici sono sprovvisti dei certificati sismici, per cui noi della minoranza abbiamo chiesto con un documento ufficiale che ciò venga immediatamente posto in essere dall'Amministrazione al fine di garantire la sicurezza e l'incolumità degli alunni”. 
Anna Izzo

ALVIGNANO. Seduta di Consiglio Comunale stasera alle 18,30. Un solo punto all'ordine del giorno: l'associazione dei servizi fondamentali.

Non essendo intervenuta alcuna ulteriore proroga dopo l'ultimo slittamento dallo scorso 30 giugno, entro lo scorso 30 settembre i comuni più piccoli al di sotto dei 5 mila abitanti, avrebbero dovuto necessariamente mettersi insieme per gestire almeno 3 funzioni...
Consiglio comunale monotematico oggi pomeriggio sui servizi associati, l'obbligo che tutti i comuni al di sotto dei 5 mila abitanti sono tenuti a rispettare entro fine anno. D'intesa con il sindaco Angelo Di Costanzo, il presidente Giovanni Maiorisi (nella foto) ha convocato per le ore 18,30 una seduta ad hoc sull'associazione dei servizi fondamentali che ogni comune deve garantire nell'ambito delle proprie attribuita d'istituto ed erogare ai propri cittadini. Non essendo intervenuta alcuna ulteriore proroga dopo l'ultimo slittamento dallo scorso 30 giugno, entro lo scorso 30 settembre i comuni più piccoli al di sotto dei 5 mila abitanti, avrebbero dovuto necessariamente mettersi insieme per gestire almeno 3 funzioni, mentre entro fine anno gli stessi municipi dovranno obbligatoriamente portare a regime l'associazione di tutti i servizi previsti dalla Legge 42/2009, tra cui le funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo, nella misura complessiva del 70 per cento delle spese come certificate dall'ultimo conto del bilancio disponibile alla data di entrata in vigore della presente legge, alle funzioni di polizia locale, passando per istruzione pubblica, ivi compresi i servizi per gli asili nido e quelli di assistenza scolastica e refezione, nonché l’edilizia scolastica, viabilità e trasporti, gestione del territorio e dell’ambiente, fatta eccezione per il servizio di edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia nonché per il servizio idrico integrato; fino alle funzioni del settore sociale. Una novità questa che ha colto impreparate sia per tempo che per competenza un pó tutti i comuni che sono all'anno zero, difficoltà operative che hanno provocato ritardi che potrebbero essere sanzionati dagli organi di controllo, con il commissariamento ad acta al fine di accelerare e favorire l'aggregazione tra comuni. Nelle ultime settimane, però, i comuni del caiatino si sono incontrati più volte a Castel Campagnano

DRAGONI. La raccolta differenziata tocca una quota ragguardevole: il 74%! La soddisfazione degli amministratori comunali

Il sindaco Silvio Lavornia: "un paese pulito è una conquista di tutti". Il suo vicario, delegato all'ambiente Pierino Piucci fa affiggere dei manifesti...
Tocca la percentuale record del 74% la raccolta differenziata dei rifiuti in paese dove, tra il 20 luglio, data di entrata in vigore del nuovo calendario, e fine settembre, il "porta a porta" è schizzata in alto grazie ad un aumento esponenziale. Un traguardo straordinario che l'amministrazione comunale del sindaco e consigliere provinciale Silvio Lavornia ha voluto condividere con l'intera cittadinanza perché "un paese pulito è una conquista di tutti", da qui il titolo del manifesto firmato dal primo cittadino e dal suo vice e delegato all'Ambiente e all'Ecologia Pierino Piucci. "Cari Concittadini, è con grande soddisfazione che Vi comunichiamo che la raccolta differenziata dei rifiuti nel nostro comune ha raggiunto la percentuale del 74% circa, un risultato davvero straordinario reso possibile solo grazie al Nostro senso civico ed impegno nel rispettare il nuovo calendario che, unitamente al coordinamento di questa Amministrazione e alla gestione del “porta a porta” da parte della ditta affidataria, hanno consentito al servizio di igiene urbana di toccare un livello di efficienza ed efficacia mai visto prima. - si legge nello stampato - L’introduzione del nuovo calendario della raccolta differenziata dallo scorso 20 luglio ha permesso di separare meglio e con maggiore incisività i rifiuti nelle nostre case, ma ora c’è bisogno di continuare su questa strada e di impegnarci ancora per raggiungere percentuali di differenziata sempre maggiori e mantenere, così, sempre più pulito il nostro territorio". Un ottimo viatico per raggiungere un altro risultato molto atteso dai contribuenti, la riduzione della tariffa sui rifiuti solidi urbani atteso che "ad un aumento della differenziazione dei rifiuti, corrisponderà una diminuzione dei costi di smaltimento in discarica della stessa e, quindi, un abbassamento della Tari che già per l’anno in corso, quest’Amministrazione ha inteso mantenere inalterata, senza alcun rincaro a carico dei cittadini". 
Dal comune arriva l'invito ai dragonesi ad impegnarsi ancora di più e a mantenere alta l'attenzione sulla differenziata perché "se è vero che molto è stato fatto in questi mesi, molto resta ancora da fare con la collaborazione preziosa di tutti Noi dragonesi, a partire dalla eliminazione di alcune criticità che pure si registrano in talune zone. È fondamentale continuare a rispettare il calendario con i giorni di raccolta, i sacchetti da utilizzare e le frazioni da conferire al loro interno per garantire l’espletamento regolare del servizio ed evitare l’insorgere di spiacevoli inconvenienti che, comunque, se dovessero perdurare, saranno sanzionati a termine di legge. A seguito dell’adozione del Regolamento di Igiene Urbana da parte del Consiglio Comunale, con deliberazione n. 3 del 10/05/2014, sono state introdotte specifiche sanzioni amministrative previste dall’art. 192 del D. Lgs. 152/06, in combinato disposto con l’art. 255, che saranno comminate ai trasgressori all’esito dei controlli della Polizia Municipale sull’intero territorio comunale". Infine, il manifesto dell'amministrazione si chiude con una considerazione che rappresenta il senso dell'attività sin qui messa in campo per mantenere il paese pulito: "Rispettare scrupolosamente il calendario della raccolta differenziata significa salvaguardare l’ambiente evitando qualsiasi forma di degrado, effettuare una gestione dei rifiuti efficace, efficiente ed economica tesa al riciclo ed al recupero dei materiali, e mantenere pulita la nostra amata Dragoni! Facciamolo tutti insieme, facciamolo bene".
Enzo Perretta

GIOIA SANNITICA. Quattro milioni e centomila euro per lavori scolastici e prevenzione del dissesto idrogeologico. La cittadina "baciata" dalla Regione Campania

Tre milioni e 700mila euro saranno destinati per le scuole cittadine ed i restanti 400mila euro invece saranno utilizzati per prevenire laddove vi sono situazioni di criticità idrogeologiche...
Dalla Regione Campania al Comune di Gioia Sannitica un finanziamento di quattro milioni e centomila euro. Si tratta di Fondi Fesr 2007/2013 secondo le voci di spesa previste dal manuale di attuazione del Por Campania.I finanziamenti saranno utilizzati per locali scolastici, per 3 milioni e 700mila euro. Mentre serviranno per il dissesto idrogeologico, i restanti 400mila. Sono erogazioni che si riferiscono a fondi del dopo terremoto che lo scorso dicembre ha colpito l'intera area matesina e che "il comune di Gioia Sannitica ha deciso, per sua scelta, - ha riferito il sindaco, Michelangelo Raccio (nella foto), - di destinare a opere pubbliche usufruibili dalla stragrande maggioranza dei nostri compaesani. L'intervento denominato messa in sicurezza edifici pubblici, che comprende la somma più cospicua, -ha ancora aggiunto il primo cittadino del piccolo centro del Parco Regionale del Matese- ci metterà in condizione di risolvere definitivamente il problema della Scuola Secondaria di primo grado e della Scuola Materna Statale, entrambe ubicate in quei locali che già abbisognavano di adeguamenti e riattazioni varie, che l'ultimo sisma aveva acuito ancor più. Per tali motivi ringrazio il presidente della Giunta, Stefano Caldoro, e tutti i componenti l'esecutivo regionale. In tal modo,dopo che lo scorso settembre inaugurammo, risistemati, i locali della Scuola elementare, accingendoci a riattare i locali della Media e Materna, perfezioniamo definitivamente le sedi scolastiche del nostro Comune". Per quanto riguarda gli altri 400mila euro, Gioia Sannitica diventa in un certo senso precursore, atteso che probabilmente è tra i primi in Italia ad attuare una concreta azione per il dissesto geologico. "Si tratta di una vera e propria prevenzione quelle che porremo in atto - spiega Raccio -,atteso che abbiamo pensato di destinare una consistente somma per prevenire quei fenomeni che in questi giorni stanno flagellando diverse zone della nostra Nazione". In dettaglio il primo cittadino dei gioiesi ragguaglia sulla utilizzazione di tali fondi che "saranno impiegati per evitare quel dissesto idrogeologico specialmente in conseguenza di smottamenti vari- ha concluso Raccio -principale causa di un'azione distruttiva".