venerdì 24 ottobre 2014

PIEDIMONTE MATESE. Istituto Agrario, lavori al palo. I sindaci di sei Comuni del Matese sono sul piede di guerra e scrivono al governatore Stefano Caldoro

La nota, che fa riferimento anche al sollecito inviato al governatore Caldoro dal presidente della Provincia di Caserta Domenico Zinzi, porta la firma dei primi cittadini di Piedimonte, Alife, Castello del Matese, Gioia Sannitica, San Potito Sannitico e San Gregorio Matese...
I Sindaci del matesino insieme per richiamare l’attenzione della Regione Campania sulle gravi condizioni in cui, dopo il terremoto, versa lo storico edificio che ospita l’Istituto Agrario a Piedimonte Matese, e per chiedere lo stanziamento di risorse volte alla sua messa in sicurezza. La nota, che fa riferimento anche al sollecito inviato al governatore Caldoro dal presidente della Provincia di Caserta Domenico Zinzi, porta la firma dei primi cittadini di Piedimonte, Alife, Castello del Matese, Gioia Sannitica, San Potito Sannitico e San Gregorio Matese. Provengono infatti da tutto l’Alto Casertano i circa 800 studenti che ogni giorno si ritrovano non poter seguire le lezioni nella sede della propria scuola, e vengono perciò accolti nei locali di altri istituti con turnazioni, anche pomeridiane, che mettono in difficoltà i ragazzi così come le loro famiglie. Gli effetti del sisma del dicembre 2013 si sono abbattuti fortemente sull'edificio risalente al 1490, sede della prima Scuola Agraria dell’Unità d’Italia a partire dal 1888. E così la struttura è da mesi in condizioni di inagibilità, oggetto di una necessaria ordinanza sindacale che ne ha imposto lo sgombero e l’inibizione temporanea, ordinando allo stesso tempo alla Provincia di Caserta di provvedere alla sua ristrutturazione. L’Ente provinciale, che ha preparato un progetto di recupero,ha a sua volta comunicato alla Regione l’esigenza di accedere a finanziamenti che permettano di procedere con gli interventi. “E’ mortificante dover riconoscere che mentre sono stati finanziati i lavori per il ripristino statico e antisismico di altre scuole locali e di immobili ecclesiastici di alto pregio artistico, l’immobile che ospita l’Agrario è ancora oggi inagibile”. E’ quanto lamentano i sindaci del territorio, i quali hanno pertanto sottoscritto la nota in cui invitano il presidente Stefano Caldoro a farsi carico di questa urgenza che sta compromettendo la funzione formativa da sempre svolta dal prestigioso Istituto, ed escludendo tanti studenti dalla possibilità di seguire un sereno percorso di studi.

SAN PIETRO INFINE. Ladri penetrano all'interno di un'abitazione e malmenano due anziani per depredarli. A San Vittore invece sono stati presi a sassate due balordi

I due episodi si sono verificati due giorni orsono. E' allarme furti tra le zone al confine della provincia di Caserta con quella di Frosinone...
Mettono in fuga i ladri a sassate. È accaduto ieri sera a San Vittore del Lazio dove una anziana signora, rientrando in casa, vi ha trovato un uomo. Prima che il malintenzionato potesse far qualcosa, la donna ha urlato facendo accorrere il figlio che abita nella casa a fianco. Vistosi scoperto il ladro non ha potuto far altro che cercare una via di fuga raggiungendo il complice che fungeva da palo all’esterno diventando, entrambi, bersagli della fitta sassaiola generata da madre e figlio. Nella zona, la stessa sera, altre case al confine tra la provincia di Frosinone e quella di Caserta, sono state visitate dai malviventi. A San Pietro Infine infatti i malviventi hanno messo a segno tre furti riuscendo a portare via anche un’automobile. Una coppia di anziani però non è stata così fortunata come la signora di San Vittore. Dopo essersi accorti che in casa c’era qualcuno hanno avuto una colluttazione con i ladri che, senza scrupoli, li hanno legati e malmenati. La paura è che questa ondata di furti non conosca limiti come quella dello scorso anno.

GIOIA SANNITICA. In trasferta con un suo "cumpariello" di Faicchio nel Basso Lazio con un arsenale. Denunciati due soggetti dalla Polizia.

Avevano l'auto piena di arnesi da scasso e guidavano in maniera spericolata. Scatta anche il foglio di via... 
E’ accaduto la scorsa notte durante i servizi di controllo del territorio eseguiti dalle Volanti per la prevenzione dei reati contro il patrimonio. Erano circa le 22 quando un’auto con a bordo due persone alla vista della Volante della Polizia imbocca Corso della Repubblica contromano. La manovra viene notata dall’auto della Polizia che interviene per bloccare l’azzardata traiettoria. Il veicolo viene bloccato e si procede al controllo degli occupanti. Si tratta di due cittadini campani, uno originario di Gioia Sannitica in provincia di Caserta e l'altro di Faicchio in provincia di Benevento, con diversi precedenti alle spalle. Il nervosismo sale ed i due mostrano insofferenza. Si decide di estendere il controllo sull'autovettura al cui interno vengono rinvenuti un bastone, pinze ed otto coltelli di varia foggia e lunghezza, tutto materiale sequestrato. I due, sia il cittadino di Gioia Sannitica e sia il suo "cumpariello" di Faicchio, erano sospettati di voler mettere a segno qualche colpo in zona e quindi sono stati, pertanto, denunciati per porto illegale di armi e proposti per la misura del foglio di via obbligatorio.

PIEDIMONTE MATESE. Arriva la fibra ottica in città. Il capoluogo matesino apre le porte all'aggiornamento della rete telefonica

L’aggiornamento della rete telefonica a questo nuovo sistema di telecomunicazione permetterà di godere di uno slancio considerevole nella rapidità a cui si è abituati per la navigazione in internet, andando probabilmente a risolvere anche quei limiti tecnici che spesso provocano differenze di performance della linea da un punto all'altro dello stesso paese...
Piedimonte Matese apre le porte alla modernità e alla velocità delle più recenti tipologie di connessione alla rete, grazie alla diffusione sul territorio comunale dei primi collegamenti a fibra ottica, con interventi di installazione che i tecnici della Telecom hanno già cominciato da pochissimo in varie zone della città. L’aggiornamento della rete telefonica a questo nuovo sistema di telecomunicazione permetterà di godere di uno slancio considerevole nella rapidità a cui si è abituati per la navigazione in internet, andando probabilmente a risolvere anche quei limiti tecnici che spesso provocano differenze di performance della linea da un punto all'altro dello stesso paese. La tecnologia della fibra ottica, essendo basata sulla trasmissione di impulsi luminosi attraverso sottili filamenti di vetro o di polimeri plastici, apre infatti a tutta una serie di vantaggi che si traducono innanzitutto in un incremento vertiginoso della velocità di invio e ricezione dei dati, rispetto a quella possibile sui tradizionali cavi in rame su cui viaggia l’attuale linea Adsl. E allo stesso tempo, per via delle sue stesse caratteristiche, consente di aggirare gli inconvenienti delle interferenze e dispersioni del segnale. L’installazione di questa nuova infrastruttura su tutto il territorio comunale conferma per Piedimonte Matese l’immagine di città aperta alla modernità, e va ad aggiungersi infatti alle altre nuove tecnologie di cui il paese si è dotato di recente. A questa linea ultra veloce vanno affiancati anche i progetti per gli hot spot wi-fi per la navigazione pubblica in rete senza fili, e per il preciso sistema di videosorveglianza presente nei punti nevralgici della città con occhi elettronici ad alta definizione, entrambi predisposti dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Cappello.

CAIAZZO. Aprono un locale e non pagano il fitto dal momento dell'insediamento. Una società in cui gravita anche un appartenente alle forze dell'ordine lascia i "buffi" alla proprietaria.

La stessa è decisa a rivolgersi agli avvocati per recuperare gli affitti fin qui mai percepiti che ammontano a circa 10mila euro. Pronto anche l'esposto alla Guardia di Finanza... 
"Lo Stato non ci tutela, ma viene a bussare a soldi quando dobbiamo pagare le tasse!" Così una 30enne caiatina in preda alla disperazione e all'angoscia per via di una Società che sette mesi fa affittò alcuni locali per aprire un'attività commerciale e, da allora, non ha mai corrisposto un euro di affitto. La donna si rivolgerà all'avvocato di fiducia e se non caverà un ragno dal buco, è pronta a rivolgersi alla Guardia di Finanza per far valere i suoi diritti. "Se una persona affida l'unico bene che gli sta a cuore, in questo caso l'abitazione che mio padre ha costruito con sudore e sangue, lo fa già a malincuore. Ed io se ho preso questa difficile decisione è stato per valorizzare quel bene e, soprattutto, trarre qualche euro per tirare avanti. Invece non sapendo con chi avevo a che fare sono rimasta con un palmo di naso e fregata due volte perchè non solo non percepisco nulla di fitto e devo in ogni caso pagare le tasse anche su quell'abitazione come giusto che sia, ma il locale è finito in mano a terzi e non oso pensare come lo lasceranno, perchè lo lasceranno." La Società che ha fittato i locali, è composta da due soggetti molto noti in città, i quali pare, secondo quanto emerge da alcune indiscrezioni, si avvalgono anche della consulenza di un appartenente alle forze dell'ordine, sempre presente nel locale e soprattutto prodigo nel dare buoni consigli. In pratica sembrerebbe si tratti del "socio occulto" di questo sodalizio che lavora e ottiene profitti, ma dimentica di pagare gli affitti!

ROCCAMONFINA. Scuola chiusa e i lavori di ristrutturazione non sono nemmeno iniziati. Il Consigliere Comunale Ludovico Feole: "Il sindaco e l'assessore delegato sono due incapaci!"

Il sindaco Letizia Tari ha chiamato in ballo il preside e la segreteria e non è stata in grado di fornire una risposta decente sulla data di inizio lavori...
Riunione con i genitori dei circa 60 alunni del plesso scolastico di Garofali, il Sindaco Letizia Tari “scivola” sulla domanda dell’inizio lavori al plesso di Roccamonfina che, ad oggi non sono ancora iniziati, ne tantomeno è stata posizionata la cartellonistica prevista. La Tari, dopo aver apostrofato gli intervenuti “ospiti”, facendo intendere che lei era la padrona della casa comunale, ha chiamato in ballo il Preside e la segreteria nel momento in cui non ha saputo rispondere alla semplice domanda postagli ripetutamente ossia l’inizio lavori della scuola di Roccamonfina centro, motivo per il quale gli alunni sono stati trasferiti. Nel manifestare, la propria solidarietà alle famiglie degli alunni che stanno vivendo questo particolare disagio tra cui anche la perdita delle lezioni visto la chiusura della scuola di Garofali, il Capogruppo Ludovico Feole (nella foto) del gruppo consiliare “Ricominciamo dal Futuro”, è intervenuto nella questione. “Ennesima dimostrazione di incapacità amministrativa, da parte del Sindaco e dell’Assessore competente sulla gestione della problematica relativa al trasferimento della scuola del centro a quella di Garofali. Il notevole ritardo, con il quale l’amministrazione si è preoccupata di creare le condizioni perchè questo trasferimento non si rivelasse traumatico e pieno di disagi , è venuto subito a galla nel momento in cui, stiamo assistendo alla confusione più totale ed a una condizione di particolare disagio per i bambini e famiglie. L’edificio di Garofali non è stato preparato in tempo giusto dal punto di vista dell’igienicità, staticità ed adeguamento alle norme di sicurezza visto che gli stessi Vigili del Fuoco hanno imposto all’Ente di fare immediati interventi a tutela dell’incolumità degli scolari. Il fatto sorprendente, e che nonostante il lungo tempo che è stato impiegato per appaltare i lavori per la scuola del centro, ad oggi non è chiaro se la consegna dei lavori all'impresa aggiudicataria sia stata effettuata a distanza di mesi. Per cui ribadiamo che, l’amministrazione ha completamente sbagliato la metodologia di questo problema in quanto i lavori della scuola del centro, andavano appaltati all'inizio del 2014 ed effettuati nel periodo estivo anche lavorando giorno e notte per farsi che all’apertura dell’anno scolastico l’edificio poteva essere utilizzato. Stiamo seguendo, attentamente l’evolversi della situazione e provvederemo a presentare apposita interrogazione per la prossima seduta di Consiglio Comunale, affinché si faccia chiarezza sull'iter burocratico che riguarda l’esecuzione dei lavori , le verifiche dello stato di sicurezza dell’edificio di Garofali, la collocazione della dirigenza scolastica per la quale abbiamo più volte in Consiglio Comunale, chiesto della sua dislocazione in altri posti, ma la Tari ha sempre smentito questa eventualità”. 
Anna Izzo

ALVIGNANO. Il consigliere regionale Angelo Di Costanzo chiede di "spostare" i fondi destinati alla funivia del Faito per l'acquisto di quattro vagoni sulla linea dell'Alifana.

La proposta è stata formalizzata all'assessore regionale ai Trasporti Sergio Vetrella. "Aumentare il traffico passeggeri sulla linea Piedimonte Matese - Napoli creerebbe i presupposti per un serio rilancio dell'Alto Casertano..." 
"Destinare i fondi assegnati alla funivia del Faito per l’acquisto di quattro treni diesel per l’ex Alifana in modo da potenziare il parco mezzi, migliorare il servizio e ridurre i disagi per i viaggiatori del matesino". A lanciare la proposta è il consigliere regionale di Forza Italia Angelo Di Costanzo (nella foto a sx con il presidente della Regione Caldoro) che mantiene la guardia alta sul trasporto nell’Alto Casertano." Con questa operazione si recupererebbero due milioni di euro che sono stati assegnati per un servizio che è fermo dal 2012, quando, in un anno, si è registrata una perdita di esercizio di un milione di euro – ha spiegato Di Costanzo – i quattro treni acquistati consentirebbero di aumentare enormemente il traffico nell’Alto Casertano mettendo a disposizione un numero maggiore di corse che viene incontro a quelle che sono le esigenze di un comprensorio vasto. Quanto alla funivia del Faito si potrebbe mettere a gara il servizio, così come è previsto dalla normativa vigente, consentendo l’ingresso dei privati nella gestione". La proposta di Di Costanzo rappresenterebbe la ciliegina sulla torta di un ragionamento che in questo momento vede al centro l’ex Alifana. "Per dotare le carrozze dei treni della linea che collega il Matese con il resto della provincia e della Regione sono, infatti, stati stanziati 2.612.517,64 di euro che saranno utilizzati per l’acquisto di apparecchiature di controllo che saranno installate nei singoli vagoni – ha spiegato – un altro passo importante è stato compiuto per migliorare la qualità dei servizi per i viaggiatori dell’alto casertano".

BAIA E LATINA. Scuola tempo pieno e servizio mensa. Non è partito nulla nonostante si è giunti alla fine del mese di ottobre. Molti genitori protestano anche per "scelte campanilistiche"

"Inaccettabile e preoccupante" così bollano il "modus operandi" dell'amministrazione scolastica locale ed anche dell'amministrazione comunale. Ma anche sui trasporti c'è una vibrante protesta. I genitori invocano il Provveditore agli Studi di caserta Vincenzo Romano e il dirigente regionale Luisa Franzese. Caiazzo Rinasce: "Caro sindaco Michele Santoro se ci sei batti un colpo!"
È preoccupante ed inaccettabile la gestione dell’amministrazione scolastica e comunale,nei plessi di Baia e Latina,per quanto concerne tutte le questioni legate alla pubblica istruzione, all’offerta formativa collegata ed all'edilizia scolastica. Purtroppo siamo arrivati a fine ottobre ed il servizio mensa nel plesso di Latina (unico plesso a tempo pieno del Comune di Baia e Latina) così come sancito dalla sentenza del TAR Campania n.2973/2014 non è ancora partito, con inestimabile danno per le famiglie sotto il profilo organizzativo, sociale ed economico. Ed invero, inspiegabilmente dopo l’annuncio di martedì, da parte dell’Autorità scolastica, che il tempo pieno nel plesso di Latina sarebbe partito lunedì 27 ottobre, ieri vi è stata un’oscura ed incomprensibile rettifica, secondo la quale “per motivi organizzativi non dipendenti da questa Istituzione scolastica il tempo pieno non verrà più avviato nella data stabilita, ma a data da destinarsi”. Orbene, a questo punto legittimo è il dubbio che è il Comune a non voler dar avvio al servizio. Ed infatti, nonostante sia stato aggiudicato l’appalto, stipulato il relativo contratto e la società aggiudicatrice abbia dichiarato la piena disponibilità a dar immediato avvio alla mensa, sembrano trovar riscontro quelle “voci” secondo le quali la concreta volontà comunale è quella di impedire il regolare svolgimento del tempo pieno nel plesso di Latina se lo stesso non verrà concesso anche in quello di Baia. Nonostante ciò possa apparire bizzarro, ha naturalmente una sua giustificazione. All'uopo si evidenzia che a partire dal mese di giugno, ovvero dopo la pronuncia dei Giudici Amministrativi, vi è stata da parte dell’amministrazione e di alcuni velenosi esponenti della comunità locale, una vera e propria campagna volta a garantire l’attivazione del tempo pieno anche nella frazione di Baia, al fine di evitare la formazioni di pluriclassi in detto plesso e soprattutto impedire il trasferimento di insegnanti, tra l’altro attualmente in soprannumero rispetto all'orario dettato dall'Ufficio Scolastico Provinciale di Caserta. Il comportamento dell’amministrazione comunale, attualmente in stato di dissesto economico, appare del tutto illogico e soprattutto antieconomico. Difatti, noncurante dell’aggravio di spesa per tutti i cittadini e soprattutto di quanto stabilito dall'Autorità scolastica, si è resa disponibile all'attivazione della mensa in entrambi i plessi, distanti pochi chilometri l’uno dall’altro, tanto che i genitori che avessero ritenuto opportuno per i propri figli il tempo pieno, ben avrebbero potuto optare per il vicino plesso di Latina. L’atteggiamento campanilistico del Comune, inoltre, si è riverberato anche nel trasporto scolastico! Non ci crederete ma il trasferimento degli alunni della scuola primaria è stato garantito solo per gli alunni residenti in via Case Sparse della frazione di Baia, “dimenticandosi” di quelli residenti nell'altrettanto disagiata via Case Sparse della frazione di Latina! Tale evidente inefficienza è comunque dovuta anche all'atteggiamento dei dirigenti scolastici, incapaci di assumere e far rispettare una chiara ed univoca disposizione! Alla luce di quanto precede si invoca il buon senso di tutti i relativi superiori uffici preposti ed in particolare del dirigente dott. Vincenzo Romano e della Dott.ssa Luisa Franzese, affinché riescano con responsabilità e competenza a riportare il tutto alla normalità così come deciso nell'approvato organico di fatto. In ogni caso si resta con gli occhi ben vigili, volti a verificare non auspicate ulteriori anomalie, pronti alla loro tempestiva denuncia ed alla relativa soppressione nelle aule giudiziarie civili, penali, amministrative e soprattutto cantabile!
LETTERA FIRMATA
CAIAZZO RINASCE: Caro sindaco Michele Santoro...se ci sei...batti un colpo!

ALIFE. Consiglio Comunale "beffa". La minoranza non si presenta in Aula per non sanare i difetti nelle procedure di convocazione dell'Assise.

Ci saranno sviluppi su questo ennesimo ed increscioso episodio di vita amministrativa alifana. Il Gruppo Insieme per Alife non si presenta in Aula ed i motivi sono ben precisi: la seduta non andava articolata e convocata "ad capognam".
Questo è l'intervento che ci è pervenuto dal gruppo consiliare "Insieme per Alife" in merito alla clamorosa assenza dei quattro consiglieri ieri in Assise.
"""Nel Consiglio Comunale di ieri sera non ci siamo presentati in quanto non ha più senso discutere con questa maggioranza di “conti pubblici”. Tutto è fuori controllo, i numeri più che rappresentare delle previsioni, assumono la forma di speranze, quando si parla di residui attivi, e di cose continuamente rimandate, per i residui passivi. La documentazione non presentava neanche uno straccio di dichiarazione da parte dei Funzionari per quanto concerne i debiti fuori bilancio, nonostante essi fossero già stati segnalati in fase di consuntivo 2013 (come tra l’altro richiamato dal Revisore dei conti). Siamo di fronte ad un bilancio che si pareggia solo grazie al ricorso ad oltre 7.500.000 euro di mutui, 5.000.000 di euro di anticipazione di cassa e quasi 1.500.000 di euro di accertamenti per evasione fiscale da emettere entro la fine dell’anno (anche questa cifra viene considerata praticamente irraggiungibile dal Revisore dei conti nel suo parere finale). Senza voler entrare nel merito della forma, ancora una volta trascurata: la legge impone che i documenti di Bilancio previsionale debbano essere messi a disposizione dei Consiglieri sulla base di quanto disposto nel Regolamento di Contabilità comunale. Il nostro Regolamento prevede una tempistica chiara e ampia invece il tutto è stato presentato solo 13 giorni prima del Consiglio comunale (la nota è del 10/10/2014 ma i documenti sono stati consegnati materialmente il 14 ottobre). Poi doveva arrivare il riscontro alla nostra interrogazione sulla questione biomasse: la richiesta chiedeva risposta scritta ma nessun problema per noi a discuterne in Consiglio. Peccato che il nostro Statuto ed il nostro Regolamento sul Consiglio comunale prevedono che il Bilancio non possa essere discusso insieme ad altri argomenti e che l’eventuale presenza di tutti i consiglieri avrebbe sanato qualsiasi difetto nelle procedure di convocazione (situazione che non ci potevamo permettere per quanto sopra esposto). Questo mentre il Consiglio di Stato ci bastona sulla questione dell’esproprio Marra e la Maggioranza gioca a fare nuovi gruppi consiliari (è nato il gruppo Giammatteo - Sasso – Palmieri di “Forza Italia”)."""

DEPOSITATE LE MOTIVAZIONI DELL'ERGASTOLO A BUSICO. L'uomo accusato di aver ammazzato barbaramente il 16enne Enrico Di Monaco, è stato condannato all'ergastolo

L'avvocato della mamma di Enrico Di Monaco, Raffaele Gaetano Crisileo: "Sono soddisfatto che la Corte di Appello abbia riconosciuto i passaggi da me fatti durante la fase processuale..." Gli indizi che hanno inchiodato l'assassino Busico uno per uno...
Dopo la condanna all’ ergastolo e dopo la condanna ad una provvisionale immediatamente esecutiva di 250 mila euro, emessa, nei confronti di Salvatore Busico (foto a dx mentre viene portato in galera), l’11 luglio scorso, dalla Prima Sezione Penale della Corte di Assise di Appello di Napoli, presidente la dott.ssa Maria Monaco, giudice a latere, la dott.ssa Loredana Di Girolamo e sei giudici popolari, perché Busico venne ritenuto responsabile dell’omicidio del giovane sedicenne sammaritano Enrico Di Monaco (foto a sx) e dopo che la stessa Corte, qualche giorno dopo, su richiesta del Procuratore Generale, il dott. Francesco Iacone, emise l’ordine di carcerazione, Salvatore Busico, il 15 luglio scorso, venne tratto in arresto da uomini della Polizia di Stato di Santa Maria Capua Vetere che fecero irruzione nella sua casa e lo arrestarono portandolo nel carcere della città, dove è tuttora detenuto. Contro quell'ordinanza in carcere i suoi difensori fecero ricorso al Tribunale del Riesame che, però, confermò il carcere nei confronti dell’agricoltore sammaritano, ritenuto responsabile dell’assassinio del giovane Enrico di Monaco in quanto sarebbe potuto fuggire.vista la condanna all’ergastolo datagli. Ora i difensori di Busico Salvatore sicuramente presenteranno il ricorso in Cassazione contro la motivazione della sentenza che, in ben 8 punti, smonta completamente la sentenza di assoluzione di primo grado accogliendo le richieste del Procuratore Generale dott. Francesco Iacone e del difensore di parte civile, l’avv. Raffaele Gaetano Crisileo (nella foto sopra); così è stata completamente ribaltata la sentenza di primo grado della Corte di Assise sammaritana che, nel 2010, aveva assolto Salvatore Busico. 
Ecco i punti salienti della sentenza di condanna della Corte di Assise di Appello di Napoli che inchiodano Salvatore Busico:
PRIMO INDIZIO: l’essere stato il Busico Salvatore, l’ultima persona con cui la vittima è stato visto “in vita” ed è stato vista allontanarsi la notte della sua scomparsa. La sentenza di condanna, in una lunghissima motivazione, di circa cento pagine, evidenzia la credibilità di tutti i testimoni. 
SECONDO INDIZIO: Enrico aveva rapporti illeciti con Salvatore Busico in cambio di denaro avendo commesso un incendio su suo mandato. 
TERZO INDIZIO: La vittima (Enrico di Monaco) stava "estorcendo" del denaro a Busico.
QUARTO INDIZIO: La morte di Enrico avvenne entro due ore dall'ultimo pasto e poco dopo il momento dell’allontanamento della vittima con l’imputato Salvatore Busico il 25 aprile 2005. QUINTO INDIZIO: la telefonata intercorsa tra Busico Salvatore e B.G. il 18 maggio, alle ore 7.48 e la deposizione di B.G. in relazione al tentativo dell’imputato di nascondere la conoscenza del luogo del delitto. 
SESTO INDIZIO: la conversazione captata in ambientale tra Busico salvatore ed un ignoto l’11 giugno 2005. 
SETTIMO INDIZIO: il mendacio de il fallimento dell’alibi di Salvatore Busico. 
OTTAVO INDIZIO: L’aver fatto segno all'albanese Mullamenti Nderim di tacere durante la convocazione in Commissariato. Per la cronaca, la Corte di Assise di Appello partenopea, dopo ben otto ore di camera di consiglio, l’11 luglio scorso ha completamente stravolto la sentenza assolutoria, nei confronti di Salvatore Busico, emessa nel 2010 dalla Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere ed in secondo grado sono state completamente accolte le richiesta del Procuratore Generale il dott. Francesco Iacone e dell’avvocato della famiglia di Monaco, la parte civile, rappresentata dall’avv. Raffaele Gaetano Crisileo che avevano chiesto ed ottenuto la nomina di un nuovo perito fonico, diverso da quello nominato in primo grado, e la successiva audizione della registrazione ambientale. Ciò per capire il senso di quella frase "Dovevo uccidere io, là Tatatatata …", insieme ad altre frasi interessanti, dette da Busico l’11 giugno 2005, quando era intercettato, in ambientale, in auto. 
Il ricordo di questo efferato fatto di sangue, risalente a circa dieci anni fa, è vivissimo nei sammaritani. Per la cronaca Enrico di Monaco, all’epoca sedicenne, scomparve tra il 24 ed il 25 aprile 2005 e venne ritrovato morto dopo 23 giorni, in una masseria di campagna a Santa Maria La Fossa, Località Marzella, il 23 maggio 2005 con il volto irriconoscibile, colpito da due colpi di fucile sparatigli, a bruciapelo, ad una distanza di poco più di un metro, dal suo assassino. Abbiamo sentito telefonicamente l’avv. Crisileo che ci ha dichiarato : “Ho letto la motivazione della sentenza della Prima Sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli nel processo contro Busico Salvatore in cui ho svolto la funzione di difensore della parte civile per la sig.ra Olimpia Di Monaco, madre di Enrico, ucciso nella notte tra il 24 ed il 25 aprile 2005. Con piacere ho constatato che la Corte ha ripercorso, in numerosi passaggi, le tesi, in punto di diritto e di fatto, da me sostenute sia nell’atto di appello scritto che nella discussione. Ora la Giustizia continuerà a fare il suo corso naturale. Aspettiamo l’ultimo gradino, la Cassazione e, una volta superato quest’ultimo scoglio - fino ad allora non fermeremo la macchina che abbiamo messo in moto- trarremo le nostre conclusioni e considerazioni ".

FRASSO TELESINO. Nel paese di Mons. Valentino Di Cerbo, Vescovo della Diocesi Alife - Caiazzo i Carabinieri e l'Arpac scoprono un immondezzaio indescrivibile

Pneumatici, materiali da risulta, plastiche date al fuoco e cento scatole di medicinali scaduti. Le scoperte sono state fatte in località "Malpasso" e località "Calzaretta". Indagini in corso da parte dei Carabinieri...
Nell'ambito delle attività di contrasto ai reati in materia ambientale, i Carabinieri della Stazione di Frasso Telesino, in collaborazione con il personale dell'Arpac di Benevento, nella giornata di ieri, hanno rinvenuto, in una zona demaniale montana di località "Malpasso", su di un'area di circa 300 mq., numerosi rifiuti abbandonati costituiti prevalentemente da materiale edile di risulta, pneumatici e plastiche combuste. Nell'ambito della stessa operazione, in località "Calzaretta" su alcuni terreni incolti, su cui sono in corso accertamenti per risalire ai proprietari dei fondi, sono stati rinvenuti circa 100 confezioni di medicinali scaduti. Il personale dell'Arpac ha provveduto alla campionatura di tutto il materiale per le successive analisi di laboratorio. Tutte e due le aree sono state poste in sicurezza e, dopo le analisi circa la tipologia e composizione dei rifiuti, il Comune provvederà alla rimozione ed alla bonifica dei terreni. Sono in corso indagini da parte dei militari dell'Arma per giungere all'identificazione dei soggetti che hanno abbandonato i rifiuti.

ALIFE. Il Comitato Anticamorra si occupa della richiesta di estorsione fatta nei confronti dell'imprenditore Giuseppe Marotta titolare della MG Wiring e svela dei retroscena incredibili

Nella vicenda che vide l'imprenditore alifano, vittima di una richiesta di estorsione da parte di Gaetano Cerci, assume una valenza fondamentale l'operaio Adamo Filippella che informò proprio il ras dei rifiuti Cerci, che Marotta stava per incassare 19mila e quindi doveva "posare" la metà, ovvero 9mila e 500 euro...
L’appalto per il conferimento della frazione organica umida proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani del super-vigilato Comune di Casal di Principe, mentre era in carica la Commissione straordinaria prefettizia, fu vinto il 17 aprile 2014 da una società, “GE.S.I.A. Spa”, rappresentata in sede di gara da un soggetto, Adamo Filippella, “cumpariello” del famigerato Gaetano Cerci, quest’ultimo esponente storico dell’affare monnezza per conto del “clan dei casalesi” e di articolazioni della massoneria. A delegare Adamo Filippella per presenziare alle operazioni di gara a Casal di Principe fu un personaggio molto ben conosciuto, il dottor Francesco Passaro, amministratore unico di “GE.S.I.A. Spa”, la società con sede legale in Pastorano di proprietà – come la “Esogest ambiente srl” – della famiglia Sorbo. Lo stesso dottor Francesco Passaro che contemporaneamente ricopre la carica di liquidatore, dopo esserne stato amministratore unico, del carrozzone mangiasoldi “Pignataro patrimonio srl” di proprietà dell’Ente Comune di Pignataro Maggiore. Per completare il quadro, va detto che fino al 21 settembre 2014 pure il Comune di Pignataro Maggiore – per il quale la raccolta dei rifiuti viene effettuata dalla municipalizzata “Pignataro patrimonio Srl” – ha conferito la frazione organica umida alla “GE.S.I.A Spa” (a seguito di cessione del ramo d’azienda di “Esogest ambiente Srl”). Un bell’intreccio. Lo scenario sopra descritto si è precisato a seguito di una investigazione giornalistica da parte del Comitato Anticamorra, cominciata all’indomani del 24 luglio 2014, quando si diffuse la notizia dell’arresto per tentativo estorsione di Gaetano Cerci – sicuramente uomo della fazione “casalese” facente capo al superboss Francesco Bidognetti, ma secondo fonti giornalistiche vicino anche al clan Belforte di Marcianise – unitamente ad altre tre persone: Mirco Feola, Francesco Fiorinelli e, appunto, Adamo Filippella. "Ma come, si è chiesto il Comitato Anticamorra, il potentissimo Gaetano Cerci si è fatto arrestare per una “semplice” tentata estorsione nella periferica città di Alife?" La versione ufficiale – che, chi segue il Comitato attraverso il proprio blog di opinione di Pignataro Maggiore, possono approfondire con una ricerca in Internet relativamente al nome di Gaetano Cerci – è la seguente: "Un imprenditore di Alife, Giuseppe Marotta, titolare della “MG Wiring”, aveva appena incassato un assegno di 19.000 Euro emesso dalla “Esogest ambiente Srl” come corrispettivo per il noleggio di compattatori per la raccolta dei rifiuti quando fu vittima di una richiesta estorsiva di 9.500 Euro, la metà esatta dell’assegno." Sempre secondo la versione ufficiale diffusa dalla stampa "ad informare la banda del versamento dell’assegno fu un dipendente della “Esogest ambiente Srl”, il più volte citato Adamo Filippella. La vicenda già sarebbe inquietante se Adamo Filippella fosse un qualsiasi “dipendente” di una società della famiglia Sorbo, ma così non è. Adamo Filippella è qualcosa di più nel “sistema Sorbo”. Come si è visto, infatti, quando si è trattato di delegare una persona di assoluta fiducia per assistere alle operazioni di gara per un appalto del Comune di Casal di Principe (la città del “clan dei casalesi” e di Gaetano Cerci) l’amministratore unico di “GE.S.I.A. Spa”, dottor Francesco Passaro, ha scelto proprio Adamo Filippella. Non solo. Come si evince dalla visura storica di “Esogest ambiente srl” che pubblichiamo – unitamente a quella di “GE.S.I.A. Spa” – in coda a questo articolo, Adamo Filippella è stato consigliere d’amministrazione della società della famiglia Sorbo dall’11 novembre 2008 al 22 gennaio 2010. Pubblichiamo in coda a questo articolo anche la determinazione del Servizio tecnico-Ufficio ambiente del Comune di Casal di Principe numero 211 del 28 aprile 2014 del registro generale, determina interna numero 74 del 17 aprile 2014 del registro particolare, riguardante la gara d’appalto per il conferimento della frazione umida; vi è citato Adamo Filippella. Per ora è tutto.Ovviamente terremo informati i lettori del blog del Comitato Anticamorra sulle eventuali reazioni – per motivi evidentemente diversi – anche delle Amministrazioni comunali di Casal di Principe e di Pignataro Maggiore."
Gaetano Cerci (in basso a destra), Mirco Feola (in alto a sinistra), Francesco Fiorinelli (in alto a destra), e Adamo Filippella (in basso a sinistra)
Rosa Parchi

PIEDIMONTE MATESE. Da venti a cinque gradi. Arriva la neve sul Matese. E arrivano anche 370mila euro per il ripristino di alcune infrastrutture montane

Imbiancati il Miletto, la Gallinola e anche Bocca della Selva. Una spolverata che comunque non ha portato disagi alla circolazione veicolare ma che è servita a indicare che la stagione invernale è in arrivo...
Come preannunciato dai meteorologi, anche sul Matese la perturbazione è puntualmente arrivata. E quel detto "non esistono più le mezze stagioni" anche nell' Alto Casertano ha trovato il suo riscontro. Atteso che si è passati dalla camicia a manica corta al cappotto con un calo repentino delle temperature di circa quindici gradi. E i conseguenti primi fiocchi ad imbiancare la splendida montagna che padroneggia sulla meravigliosa valle del Volturno. Quasi a dominarla con la sua amena spavalderia. Imbiancati pertanto il Miletto, la Gallinola e anche Bocca della Selva. Una spolverata che comunque non ha portato disagi alla circolazione veicolare ma che è servita a indicare che la stagione invernale è in arrivo. Conseguentemente a picco anche le temperature. A Piedimonte Matese si è passati in un giorno da una minima di 20 gradi ai 5 dell'altra notte; a Gallo Matese la colonnina di mercurio è scesa a fino a 3 gradi, come a San Gregorio Matese; a Valle Agricola la temperatura si è abbassata fino a due gradi. E in linea di massima hanno seguito tutti gli altri centri del Parco Regionale del Matese, resi ancor più accattivanti a incorniciare quella coltre di bianco che annuncia il prossimo Natale Per quanto riguarda il Matese ci si aspetta che possa riprendere la stagione turistica invernale, al fine di dare ossigeno a quell'occupazione che latita ormai da tempo. Si spera che il graduale aggravarsi dello stato di abbandono che ha caratterizzato l'area turistica di Bocca della Selva negli ultimi tempi, grazie al Comune di Piedimonte Matese che si è riappropriato della gestione di Bocca della Selva, possa iniziare un trend diverso. È stato interrotto, infatti, il contratto di concessione con la Impianti Scioviari del Matese, che era previsto fino al 2017. Intanto oggi si conclude la gara di "EcovillaggioMatese-il Sentiero", progetto ideato dal Comune di Piedimonte per ridare slancio turistico alla sua località montana, garantendo allo stesso tempo una migliore fruizione da parte dei visitatori. "Finanziato per 370mila euro - riferisce il sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello - il progetto prevede due tipologie di interventi. Da un lato il ripristino e la sistemazione dei manufatti già presenti, situati a monte del sentiero del Vallone Cusanara, per il quali, visto lo stato di degrado, è necessaria una ristrutturazione. Dall'altro la messa a nuovo del sentiero del Vallone Cusanara, indicato come 15M nei sentieri del Cai. Per il quale si procederà -rivela ancora Cappello - con il ripristino del percorso naturalistico migliorandone la fruizione e l'accessibilità."

CIORLANO. Arriva la nuova Centrale Idroelettrica sul fiume Volturno. Quattro giorni di tempo per opporsi alla costruzione in corrispondenza di Ponte Reale a Torcino

Il 5 novembre prossimo il primo sopralluogo. È quanto stabilisce una determina della Regione Molise, Servizio sviluppo attività industriali ed estrattive, con riferimento all'impianto previsto in territorio di Venafro, a poche decine di metri dal tratto del fiume ricompreso nell'oasi protetta de Le Mortine che insiste sui territori comunali di Venafro e Capriati a Volturno...
Quattro giorni, da oggi, per opporsi alla concessione per realizzare una nuova centrale idroelettrica sul fiume Volturno il cui rilascio delle acque sarà in corrispondenza di Ponte Reale, nella frazione Torcino del comune di Ciorlano. Il 5 novembre prossimo il primo sopralluogo. È quanto stabilisce una determina della Regione Molise, Servizio sviluppo attività industriali ed estrattive, con riferimento all'impianto previsto in territorio di Venafro, a poche decine di metri dal tratto del fiume ricompreso nell'oasi protetta de Le Mortine che insiste sui territori comunali di Venafro e Capriati a Volturno. Il progetto è della Società sviluppi industriali di Ospitale di Cadore, presentato in concorrenza ad analoga domanda da parte dell'impresa Costruzioni generali srl. La concessione consentirebbe di derivare una portata massima di 4500 litri al secondo e media di 3510 litri al secondo di acqua pubblica. Sull'istanza si è già espressa in favore l'Autorità di bacino dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno ed è stato concesso il nulla osta, per i soli riflessi idraulici, del Servizio difesa del suolo, opere idrauliche e marittime. L'iter dell'istruttoria, a questo punto, prevede la ricognizione e l'acquisizione al procedimento di tutti gli interessi pubblici, privati e diffusi coinvolti. I tempi, tuttavia, sono stretti. La determina è datata 6 ottobre e i quindici giorni durante i quali è stata resa pubblica nell'albo del Comune di Venafro e, in realtà, anche in quello di Ciorlano, decorsi dallo scorso 8 ottobre, sono scaduti ieri. Mentre è il prossimo 27 ottobre il termine ultimo per associazioni, comitati, enti locali per opporsi alla realizzazione della centrale. In pratica possono muovere obiezioni i titolari di interessi diffusi qualora ritengano che l'eventualità di un tale impianto possa pregiudicarli.

SAN POTITO SANNITICO. Prevenzione dissesti idrogeologici. Prosegue l'attività per prevenire e preservare i cittadini dai rischi naturali

Dalla progettazione generale, riguardo la sistemazione idrogeologica dell’intero territorio comunale, si è proceduto allo stralcio di due lotti funzionali che debitamente finanziati risultano regolarmente eseguiti e collaudati...
Continuano senza sosta le attività dell’Amministrazione Imperadore. Un’amministrazione sempre particolarmente attenta alle problematiche che riguardano il territorio comunale e perciò interessata ad intervenire anche con opere connesse alla prevenzione dei dissesti idrogeologici. Si procede con il progetto esecutivo dei lavori di prevenzione dissesti idrogeologici del territorio comunale. Un intervento finanziato in attuazione del POR FESR Campania 2007-2013 (Delibera di Giunta Regionale n.100 del 10.04.2014) legato alle iniziative di Accelerazione della Spesa e dunque al Protocollo d’Intesa tra la Regione Campania e i Comuni matesini maggiormente colpiti dal sisma del 29 dicembre 2013. Approvato dunque il progetto definitivo legato agli interventi di messa in sicurezza di edifici pubblici e prevenzione dei rischi naturali. Dalla progettazione generale, riguardo la sistemazione idrogeologica dell’intero territorio comunale, si è proceduto allo stralcio di due lotti funzionali che debitamente finanziati risultano regolarmente eseguiti e collaudati. Adesso si procede sulla via della prevenzione. “Quella della prevenzione dei rischi naturali è una priorità assoluta che va tenuta in considerazione. Un argomento purtroppo sempre attuale quello dei danni provocati dai dissesti idrogeologici, i recenti fatti di cronaca verificati a Genova ne sono la triste conferma. Questo tipo d’interventi ritengo siano di fondamentale importanza e perciò l’impegno dell’Amministrazione in tal senso continua ad essere costante”. Questa la dichiarazione del sindaco Francesco Imperadore. Con Delibera di Giunta n° 57 del 20.06.2014, l’Amministrazione Comunale di San Potito Sannitico ha previsto la realizzazione dell’intervento denominato “Prevenzione dissesti idrogeologici del territorio comunale”, relativa a lavori non previsti nel progetto generale per la “sistemazione idrogeologica del territorio comunale” innanzi citato. Tali interventi, che prevedono una spesa complessiva di euro 400.000,00 già prevista in bilancio, saranno resi possibili grazie a fondi POR FESR Campania 2007-2013, di cui l’Ente è stato già ammesso a finanziamento. Il progetto definitivo è stato presentato in Consiglio Comunale lo scorso 16 ottobre durante il quale è stata deliberata l’approvazione del progetto definitivo presentata dal geometra responsabile del procedimento, Giuseppe Sisto. E’ stato dunque deliberato di provvedere alla predisposizione del progetto esecutivo in seguito a tutte le procedure che richiede il caso.

ALIFE. "Don Ovidio non deve lasciare Totari!!!" Ci scrive una signora dall'estero ove da qualche tempo ha trovato lavoro ma non dimentica le sue origini/LA LETTERA

"La Parrocchia di "San GiovanGiuseppe della Croce" grazie a don Ovidio è rinata. Perchè qualcuno vuole allontanarlo dalla nostra frazione?" Così la nostra lettrice vuole sapere cosa effettivamente stia accadendo nella frazione di Alife...
Questa la lettera di una nostra affezionata lettrice che ci scrive da un paese estero ove si è recata per motivi di lavoro ma in ogni caso non dimentica le sue origini ed i suoi affetti. Ecco la missiva.
"""Una lettera da lontano….Grazie! 
Da dieci mesi seguo la mia piccola comunità dal web, il lavoro mi ha portata lontana e purtroppo solo così posso sentirmi ad essa vicina, partecipando seppur in modo passivo a tutte le piccole ed efficaci iniziative intraprese dalla giovane Parrocchia “San GiovanGiuseppe della Croce” al cui capo vi è l’esplosivo Don Ovidio. Forse qualcuno ha già sentito parlare della mia frazione, Totari. Nelle ultime settimane infatti forte è stato il mormorio nei suoi riguardi visto che il nostro parroco dovrà andar via… Ecco io, da lontano, non so con precisione quali siano le accuse e quali le difese, ma cerco di analizzare i fatti nel modo più obbiettivo possibile. La nostra è una piccola comunità, composta per lo più da persone anziane, gli stimoli son pochi, i ragazzi oltre alla piazzetta e al pallone non hanno altro da fare; i bambini vanno a scuola e poi chi ha la possibilità svolge attività nei paesi vicini e chi no è costretto ad ore di tv in inverno e ad ore in mezzo alla strada in estate. Nulla è cambiato dai tempi della mia infanzia perché in passato non c’è mai stata una SINCERA e CONCRETA volontà di aggregare le persone. 
Da qualche anno a questa parte invece le cose son cambiate, la Parrocchia ha iniziato a prender vita, è rinata, la Chiesa si è fatta di Cristiani e posso dire che solo ora mi sentivo di chiamare la mia Chiesa tale (con la lettera maiuscola), cioè una Chiesa fatta di persone attive e non di cemento freddo e sterile, proprio come mi hanno insegnato alle elementari! La Parrocchia in men che non si dica è cresciuta, le persone si sono avvicinate, un po’ per curiosità all'inizio, ma poi perché attratte dal carisma e dall'affetto sincero che il parroco dimostrava ai suoi fedeli e alla terra che lo ospitava. Infatti lui sempre ha ben sottolineato di essere solo un ospite in quella Chiesa, un servitore, mentre la vera “proprietaria” è la nostra Comunità. Vi assicuro che il nostro Don da ospite mai si è comportato, il primo a rimboccarsi le maniche e lavorare, sì lavorare affianco ai giovani con martello, trapano, terra tutto quel che c’era da fare per migliorare, abbellire, restaurare, per costruire la nostra storia. Seppur giovane la nostra parrocchia è stata sempre un po’ abbandonata, per chi non ne ha avuta gran cura e chi invece meno tenace si è poi alla fine stancato di lottare con burocrati e scartoffie ed ha mollato. Quanto è bella ora la nostra chiesetta! Ha voluta adornarla non solo con i nostri patroni, San GiovanGiuseppe della Croce e la Madonna del Carmelo, ma con quelli di Alife e quelli della Diocesi, sì perché le parole costanti che si udivano in Chiesa erano Famiglia e Comunità. Ci ha insegnato che la Diocesi è un’unica grande famiglia ma no con le parole bensì con i fatti!!! Ma come in tutte le famiglie anche nella nostra si è insidiato il maligno, son nate invidia e gelosia da cui a loro volta son nate critiche su critiche tanto da potar ad ordinare l’allontanamento del nostro Don. Io, ripeto, son lontana, ma non ci vuol tanto a capire come stanno le cose, la storia ce lo insegna che il mondo, in particolare quello ecclesiastico è fatto di potenti e di meno potenti, invidie e supremazie, non si guardano le perdite ma solo i fini! Non è stato così con le varie guerre!? E se vogliam parlare in campo religioso per le Crociate e la lotta alle eresie!? Forse i confronti son troppo forti, ma voglio far capire che a volte si è accecati, o ci accecano, ci annebbiano la vista con chiacchiere infondate ed inutili e perdiamo di vista l’essenza delle cose e soprattutto delle persone. E’ quest’uomo capace di trasmettere il Messaggio Evangelico!? E’ quest’uomo capace di avvicinare le folle e portare la Parola di Dio nelle piazze, nella campagne senza usare parolone e latinismi!? E’ quest’uomo capace di dare conforto a chi ha la croce della malattia!? Le folle che riempiono la nostra Chiesa e le nostre manifestazioni sono la risposta!!!! 
Ma ora mi chiedo, PERCHÉ allora deve esser mandato via quando altri ministri del Signore (volutamente uso la lettera minuscola) pur infangando il Suo nome molestando bambini, tacendo delitti mafiosi, rubando soldi ai poveri son lasciati ai loro posti!? PERCHÉ lui che non si è macchiato di peccati così gravi deve essere punito!? PERCHÉ noi dobbiamo essere puniti!? Nessuno me ne voglia per questo sfogo….chi lo leggerà con attenzione e senno saprà cogliere il messaggio. Voglio però ringraziare il nostro Don Ovidio per aver donato alla mia Comunità spazi nuovi e utili ma soprattutto tanti momenti belli, unici e commoventi di cui io, purtroppo, ne ho goduti troppo pochi."""
LETTERA FIRMATA
Nella foto a sx don Ovidio con il Vescovo della Diocesi Alife - Caiazzo Mons. Valentino Di Cerbo

CAIAZZO. "Come non detto!" Assolti gli esponenti del clan di Zagaria che erano accusati di aver estorto e usurato soldi a Roberto Battaglia

Il Gup di Napoli ha emanato la sentenza di assoluzione "Perchè il fatto non sussiste". Battaglia: "Non conviene denunciare i clan. Ora subirò sicuramente delle ritorsioni!"
Estorsione aggravata dal metodo mafioso, tutti assolti i nove indagati tra i quali spiccano i fratelli Zagaria. I giudici non hanno creduto all’imprenditore Roberto Battaglia e il Gup del Tribunale di Napoli, Carlo Modestino ha assolto con formula piena "perché il fatto non sussiste" i tre fratelli Carmine, Pasquale e Antonio Zagaria, nonchè anche il quarto, il superboss Michele, attualmente detenuti. Il processo è partito dalla denuncia dell’imprenditore di Caiazzo, Roberto Battaglia, titolare di un caseificio e noto alle cronache per il fatto di essersi esposto in prima persona contro la criminalità organizzata, tant'è che lo stesso Battaglia era anche parte civile costituita contro gli indagati. Insieme ai tre fratelli del boss dei Casalesi sono stati assolti anche gli altri otto imputati, che costituiscono i vertici del clan Zagaria di Casapesenna. Si tratta del nipote del capo clan, Filippo Capaldo (figlio di Beatrice, sorella di Michele Zagaria), i cognati Francesco e Raffaele Capaldo ed il cugino Pasquale Fontana. Assolti anche i due concessionari di auto Nicola Diana e Ciro Benenati. Queste le prime dichiarazioni "a caldo" di Battaglia: "Dopo questa sentenza gli imprenditori non avranno più il coraggio di denunciare ed ormai la situazione sembra essere più favorevole alla malavita. Personalmente vivo nel terrore e sicuramente subirò ritorsioni". A parte i fratelli di Zagaria e di Fontana gli altri imputati sono tutti liberi. Il pm della Dda Giovanni Conzo aveva chiesto pene tra i 10 e gli 11 anni di carcere. Parla anche l'avvocato dell'imprenditore Battaglia, ovvero Gianluca Giordano: "È una sentenza che mi lascia senza parole anche perché l’ordinanza di arresto del Gip Maria Vittoria Foschini del 13 novembre 2012 era stata anche confermata dal Riesame, segno che c’erano i gravi indizi di colpevolezza. Ora non resta che attendere le motivazioni, ma già preannuncio che faremo appello." 
L'INIZIO DELLA VICENDA. - Roberto Battaglia cominciò a parlare con gli inquirenti pochi giorni dopo l’arresto di Michele Zagaria, avvenuto il 7 dicembre 2011. "Avevo terrore e paura di essere ammazzato", aveva detto ai magistrati della DDA di Napoli. Dopo neanche un mese e mezzo due emissari del clan fecero visita alla sua azienda bufalina di Caiazzo intimandogli di tacere, ma l’ imprenditore aveva confermato le accuse a carico del fratelli del boss, che furono arrestati nel novembre 2012. Il racconto di Battaglia partiva dal 1998, quando l’imprenditore chiede e ottiene da Benenati un prestito di 50 milioni di vecchie lire, pattuendo un interesse mensile del 15% e quindi del 180% annuo. Per far fronte agli interessi, Battaglia si rivolse ad un altro usuraio di Maddaloni, ma il debito crebbe fino a raggiungere la cifra di quasi 300 milioni di lire. Fu a questo punto che subentrarono gli esponenti del clan dei Casalesi, prima Nicola Diana, titolare di un’altra concessionaria (già posta sotto sequestro dalla DDA) cui Benenati girò gli assegni di Battaglia. A fine giugno 2000 gli affiliati del clan Zagaria, che rispondono ai tre fratelli del boss allora latitante, si presentarono a Battaglia come i nuovi titolari del credito. L’ imprenditore chiese una dilazione non concessa, e fu costretto a vendere le bufale e molti macchinari della sua azienda consegnando in pochi giorni 80 milioni di lire. Fu malmenato nell’ ufficio di Pasquale Zagaria, e continuerà a pagare fino alla fine del 2005 andando anche in protesto per alcune cambiali non onorate. In totale l’ imprenditore, tra il 1998 ed il 2000 avrebbe corrisposto per il debito originario di 50 milioni di lire una somma pari ad 1 miliardo e 300milioni delle vecchie lire. Un vero e proprio calvario anche con la burocrazia quello vissuto da Battaglia. Qualche mese dopo il Ministero dell’Interno gli ridusse la scorta entro i confini della Regione Campania, ma il Tar del Lazio ripristinò la vigilanza su tutto il territorio nazionale. " Resto ancora in attesa di circa 800 mila euro di risarcimento dal Fondo Antiracket. Denunciare il pizzo e la camorra in Italia non conviene!" Così amareggiato, chiosa Roberto Battaglia

VICENDA OSPEDALE PIEDIMONTE MATESE. Indagato il sindaco di Pratella, Romualdo Cacciola in qualità di presidente del CRAL. Si tratta di un atto dovuto. Insieme a lui anche il gestore del bar Gerardo Sorrentino/VIDEO

Il primo cittadino da noi interpellato si è detto tranquillo: "Sono presidente del CRAL, ma i locali sono stati dati in concessione gratuita dalla vecchia Usl alla fine degli anni 80' quando c'era Antonio Langellotti..."
Tra i tredici indagati nell'operazione odierna portata a termine dai Carabinieri per le presunte mani del clan su tre ospedali gestiti dall'Asl, figurano anche il sindaco di Pratella, Romualdo Cacciola e il gestore del bar dell'ospedale di Piedimonte Matese, Gerardo Sorrentino. L'indagine riguarda appunto una serie di presunti illeciti nell'affidamento dei locali al CRAL da parte dei tre presidi ospedalieri. Abbiamo interpellato il sindaco Cacciola, il quale seppure amareggiato per tanto clamore, si dice tranquillo, atteso che c'è un carteggio che parte dalla fine degli anni 80' con una serie di delibere dell'allora Usl che implicitamente certificano la sua estraneità ai fatti odierni."Io in questa vicenda c'entro come i cavoli a merenda - afferma  il primo cittadino di Pratella spiegando - Sono presidente del CRAL ed ho ereditato questa situazione di delibera in delibera, dalla fine degli anni 80', quando all'epoca dei fatti c'era Antonio Langellotti e poi passò in mano al compianto Enzo Magnetti fino ad arrivare al sottoscritto. I locali ci furono dati in comodato d'uso gratuito e non c'è stato mai scopo di lucro. In ogni caso mi sento sereno e credo che questa vicenda mi veda coinvolto solo perchè attualmente rivesto il massimo incarico nel CRAL, quindi un atto dovuto. Con i clan non c'entriamo assolutamente nulla, perchè siamo persone semplici e ci interessava fornire solo un servizio al nostro territorio. Per quanto è accaduto oggi, continuerà a mancare un servizio che era destinato all'utenza dell'ospedale ed al personale stesso. Questo servizio con grosse difficoltà, veniva garantito dal CRAL, attesa la distanza dell'ospedale dalle attività commerciali."
E queste sono le persone coinvolte ufficialmente nell'inchiesta. Tra i nominativi spiccano anche i tre arrestati, ovvero Antonio, Giuseppe e Salvatore Petruolo.
Maria Argenziano di Capodrise 54enne 
Vincenzo Apollonio di Campobasso 57enne 
Francesco Alfonso Bottino di San Severo Foggia 72enne 
Romualdo Cacciola 60enne sindaco di Pratella
Antonio Della Valle di Maddaloni 48enne 
Giuseppe Floriano di San Felice a Cancello 46enne 
Alessandro Glorioso di Marcianise 39enne 
Antonio Petruolo di Marcianise, 46enne (Arrestato) 
Giuseppe Petruolo di Marcianise, 75enne, (Arrestato) 
Salvatore Petruolo di Marcianise, 42enne (Arrestato) 
Lorenzo Rivetti di Maddaloni, 62enne 
Vincenzo Senneca di Maddaloni, 59enne 
Gerardo Sorrentino di Piedimonte Matese, 44 anni.