domenica 20 aprile 2014

CAIAZZO. Presto in città sarà intitolata una strada al compianto Geppino Campana, consiglieri comunale negli anni 80' e 90'. L'impegno di Stefano Civitella che sta raccogliendo le firme

Il sindaco Tommaso Sgueglia si è detto subito disponibile a variare il nome della Traversa di via caduti sul Lavoro in via Geppino Campana...
Una strada da intitolare a Geppino Campana (nella foto), il compianto ex consigliere comunale scomparso nel 2000 lasciando un ricordo indelebile nella popolazione caiatina. A formulare la proposta, tramite una petizione popolare promossa dal gruppo di amici del noto avvocato guidato da Stefano Civitella, sono stati i residenti della zona interessata al cambio toponomastico, ovvero la traversa che da via Caduti su Lavoro conduce all'area delle case popolari Iacp e al complesso immobiliare residenziale posto accanto dove insistono diverse villette a schiera. La richiesta di dedicare quella strada, attualmente senza nome se non un generico "Traversa di via Caduti su Lavoro", all'importante e popolare figura di Campana, è stata già consegnata nei giorni scorsi al Comune nelle mani del sindaco Tommaso Sgueglia, anch'egli molto legato all'ex esponente della Democrazia Cristiana prima e di Rinascita Caiatina dopo, da colui che è stato un grande amico ed un fedele seguace dell'avvocato, qual è Civitella, anche egli consigliere comunale ed assessore cittadino insieme a Campana. Il primo cittadino, a nome dell'amministrazione comunale, ha garantito che avvierà presto l'intero iter procedurale, che interesserà giunta, Prefettura di Caserta ed Istituto di Storia Patria, per l'intitolazione toponomastica del tratto di strada al compianto rappresentante politico, vero leader ed ispiratore di diverse maggioranze susseguitesi alla guida del municipio a cavallo degli anni ' 80 e '90, non ultima quella targata Rinascita Caiatina e guidata dall'ex sindaco Nicola Sorbo ai tempi del suo primo mandato dal 1994 al 1998. "Penso che intitolargli una strada sia il minimo che la Città di Caiazzo possa fare per ricordare per sempre la figura ineguagliabile di Geppino Campana - dichiara il sindaco Sgueglia - per l'opera professionale, politica e amministrativa messa in campo in circa un ventennio ad esclusivo beneficio della comunità locale. Ringrazio Stefano Civitella e gli amici tutti del caro Geppino per aver proposto il varo di un toponimo che ci vedrà da subito impegnati, così come un grazie va rivolto ai residenti della zona attigua a via Caduti su Lavoro per aver sostenuto e dato il primo assenso ad una iniziativa encomiabile e doverosa".

PIANA DI MONTE VERNA. Per dirla alla Mike Bongiorno: "Colpo di scena! Torna in pista il sindaco uscente Raffaele Santabarbara!"

L'attuale sindaco sta rinnovando la lista. Degli uscenti dovrebbe farne parte solo Rocco De Crescenzo. Salvatore Farina starà a guardare?
Una lista completamente rinnovata composta da giovani professionisti e nuove leve finora mai impegnate nell'amministrazione cittadina, con l'obiettivo di ridare slancio ed entusiasmo al governo locale ed affrontare con maggiore impegno le sfide del futuro. E’ questo l'ambizioso progetto al quale sta lavorando alacremente in queste ore il sindaco uscente Lino Santabarbara che, dopo un iniziale momento di riflessione sull'opportunità o meno di ricandidarsi per un secondo mandato alla guida del municipio, pare aver sciolto le riserve pur legando comunque la decisione finale su una nuova candidatura a primo cittadino alla concretizzazione del suo piano per un ricambio generazione della sua squadra, reso tra l'altro necessario anche dalla volontà di non ricandidarsi espressa un po' da tutti gli assessori ed i consiglieri di maggioranza rimasti fedeli al sindaco, fatta eccezione per Rocco De Crescenzo che dovrebbe essere l'unico a trovare spazio nella nuova lista. Il gruppo formatosi intorno a Santabarbara è pieno di ragazzi e ragazze, adulti ed esponenti della società civile pianese pronti ad impegnarsi seriamente nella conduzione amministrativa dell'ente, garantendo anche un diverso approccio alle problematiche che attanagliano il territorio comunale, proprio per non commettere qualche errore di troppo e le sfasature della maggioranza uscente che, dopo tanti anni di guida amministrativa sotto l'egida dell'ex sindaco ed attuale capogruppo Raffaele De Marco, chiamatosi da settimane fuori dalla disputa elettorale dopo decenni di potere incontrastato, ora punta a rilanciarsi su basi programmatiche e idee diverse per il futuro. Resta da capire a questo punto se l'attuale vicesindaco uscente Salvatore Farina, appoggerà il suo (ex) alleato Raffale Santabarbara oppure suo zio Angelo Santabarbara capolista con un altro movimento civico.

GIOIA SANNITICA. Le opposizioni provano a serrare i ranghi. Vertice tra aspiranti sindaci e consiglieri avversari politici della maggioranza uscente

L'incontro c'è stato giovedì scorso. C'è un tentativo di riuscire a costituire un unico gruppo che vada a contrastare l'altro candidato sindaco Michelangelo Raccio...
Vertice giovedì sera per il fronte opposto alla maggioranza uscente per trovare un accordo in vista dell'imminente presentazione delle candidature prevista per sabato prossimo. Su iniziativa di alcuni rappresentanti del gruppo storico capeggiato dal compianto ex sindaco Roberto Landolfi, si sono ritrovati intorno ad un tavolo i maggiori esponenti dei vari gruppi che non si riconoscono nella compagine dell'attuale primo cittadino Mario Fiorillo e che si pongono in antitesi rispetto alla lista che il gruppo di Rinascita Gioiese sta allestendo con la candidatura al proprio interno dello stesso Fiorillo e la candidatura a sindaco dell'assessore al Bilancio Michelangelo Raccio. Un incontro che, almeno nelle intenzioni del medico Nino Barone, da sempre ispiratore di liste e alleanze ad ogni appuntamento elettorale, dell'ex assessore Stelio Iannotta, del figlio dell'ex sindaco Landolfi, Alessandro, e dell'architetto Vittorio Massaro, già candidato alle ultime provinciali con la sinistra radicale ed ora in pole per essere il capolista, e di altri rappresentanti di piccoli gruppi che da settimane stanno tentando di formare autonomamente una lista, doveva servire a ricercare i motivi di un'intesa complessiva per unire le forze ed avviare un percorso che, nei pochi giorni ormai rimanenti, potesse portare alla composizione di un fronte solido con la presentazione di una lista unica da contrapporre a quella dell'amministrazione uscente. Al vertice hanno partecipato anche i consiglieri comunali di minoranza, ma non il capogruppo Diego Barone per problemi di famiglia, gli ex consiglieri di opposizione Angelo Di Chello ed Ettore Pellini dimessisi un anno e mezzo fa e legati da rapporti di parentela con il noto imprenditore Imperadore, ed il figlio dell'ex primo cittadino alla fine degli anni '90 Francesco Pennella, Michele, da più parti considerato come il nome nuovo e la persona giusta per guidare la lista, salvo la smentita da parte del diretto interessato ad avere una tale aspirazione.
Nella foto a sx Vittorio Massaro e a dx Carlo Marotti

VERSO IL VOTO 2014. Un tour nei Comuni dell'Alto Casertano chiamati ad eleggere il sindaco. Roccaromana e Pietravairano

A Roccaromana Emilio Russo completa la lista con Borzacchiello e Cunti. Il sindaco uscente Anna De Simone punta al tris. A Pietravariano prove d'intesa tra Alfonso Sica ed Eraclio Montanaro...
ROCCAROMANA. - L’avvocato Emilio Russo (nella foto) ha completato la lista con cui si presenterà alle prossime amminstrative del 25 maggio. Gli aspiranti consiglieri sono Silvy Argenziano, Maria Borzacchiello, Ernesto Giacomo Cunti, Pietro De Felice, Dorino De Fusco, Sergio Di Muccio, Eros La Villa, Angelo Perrotta e Brigitte Smaldone. La lista di Russo si chiama “Rinnovamento libero per Roccaromana”. Con il sindaco uscente Anna De Simone che tenta la riconferma per il terzo mandato consecutivo sono candidati l’assessore uscente Vincenzo Argenziano, Angelo Nocera, Nicola Pelosi, Domenico Tommasone, Pietro Attanasio e Giuseppina Mazzacane. Con il capogruppo di minoranza uscente Maria Rosa Lombardo che tenta come cinque anni fa la conquista del Municipio ci sono Luca D'Andreti, Clemente Carusone, Vittorio Nigro, Roberto Di Nuzzo e Giuseppe Biasucci. Non ci saranno due esponenti politici molto noti sul territorio: l’assessore uscente Antonio Borzacchiello e il consigliere di minoranza Elio Cunti. Pare che non prenderà parte alle prossime elezioni nemmeno la due volte vicesindaco Maria Zarrillo, che ha rivestito inoltre anche la delega alle Politiche sociali. Manca al momento nella rosa degli aspiranti consiglieri anche l’assessore uscente Gilormo Di Fusco.
PIETRAVAIRANO. - Prove d’intesa tra il candidato sindaco Alfonso Sica (nella foto) ed Eraclio Montanaro, ma al momento non è stato ancora raggiunto l’accordo. Non c’è stato al momento invece alcun incontro tra Sica e l’entourage dell’ex sindaco Dario Rotondo. Tra i due nelle scorse settimane c’erano state delle frizioni che hanno portato a un raffreddamento dei rapporti politici: il gruppo che fa capo a Rotondo dovrebbe appoggiare il capogruppo di minoranza uscente nella corsa alla massima carica dell’Ente. In via di completamento invece la lista del sindaco uscente Francesco Zarone: molte le riconferme in lista e qualche nome nuovo su cui c’è il massimo riserbo. Non ci sarà invece l’assessore allo Spettacolo uscente Maurizio Cappello, presidente della Pro loco.

ALIFE. Arriva la replica alle polemiche innescate dalla minoranza consiliare nell'ultima seduta di Consiglio laddove il gruppo guidato da Cirioli ha abbandonato l'Assise

Il vicesindaco Pasqualino Sasso: "Eravamo chiamati a votare un importante progetto 'La Porta dei Parchi' e ci saremmo aspettati dalla minoranza più responsabilità..."
Il Comune di Alife entra a fare parte del progetto “La Porta dei parchi”, attraverso il quale quattro Comuni, in particolare Alife, Rocca D'Evandro, Calvi Risorta e Francolise (con quest'ultimo Ente capofila), si sono messi in rete. La decisione è stata presa nella seduta di consiglio comunale cittadino, convocata dal presidente del Consiglio e sindaco di Alife Giuseppe Avecone. Questa volta, dunque, è stato il territorio ad attivarsi, ed i sindaci hanno fatto squadra tra loro indipendentemente dalle diverse colorazioni politiche e appartenenze partitiche: quando questo riesce, ne viene fuori decisamente qualcosa di buono per il territorio. Le amministrazioni comunali di questi quattro Comuni hanno, in pratica, costituito associazioni temporanee di scopo, nell'ottica della valorizzazione del territorio, e soprattutto per accedere ai finanziamenti europei che la Regione Campania mette a disposizione. Con il progetto “La Porta dei Parchi” la Regione Campania ha assegnato risorse per nove milioni di euro, grazie alle quali sarà possibile valorizzare la filiera dei beni culturali e quella dell'agro-alimentare nei Comuni di Alife, Rocca D'Evandro, Calvi Risorta e Francolise, investendo sul turismo considerato settore chiave dell'economia locale. "Nell'ambito di questa convenzione il Comune di Alife sta lavorando su un progetto di due milioni di euro per il recupero di metà del Castello Normanno” conferma il Sindaco della Città di Alife, Giuseppe Avecone. Ad inizio seduta, durante la quale si sarebbe dovuto discutere di questo, ed unico argomento, il gruppo di opposizione consiliare ha abbandonato la seduta, lasciando al segretario comunale un documento, in segno di protesta poiché il sindaco non aveva concesso un consiglio comunale straordinario, richiesto proprio dall'opposizione, per discutere di Tares, nuova imposta sui rifiuti, e Cinema Volturno. “Ma sono due cose distinte e separate - rincara il vicesindaco Pasquale Sasso - Una cosa è il progetto 'La Porta dei parchi', altra cosa è il consiglio straordinario richiesto. Credo che da parte mia e dell'intera maggioranza consiliare su argomenti così importanti ci si aspettava dall'opposizione una maggiore responsabilità, senza polemiche”
Nella foto a sx Pasqualino Sasso e a dx Daniele Cirioli

VERSO IL VOTO 2014. Da Torre del Greco a Ciorlano i 189 Comuni chiamati ad eleggere il sindaco. Ma c'è l'emergenza consiglieri comunali. Manca la voglia di scendere in campo

Il Comune in provincia di Napoli è il più grande fra quelli chiamati al voto, mentre l'altro ubicato sui Monti del Matese è il più piccolo con appena 440 residenti. E poi in provincia di Caserta si vota in tre "polveriere" Casal di Principe, Casapesenna e Castelvolturno, le cui amministrazioni sono state sciolte per infiltrazioni camorristiche...
Due giorni di tregua dovuti a pastiere e casatielli, poi rush finale: si sta per cominciare l’ultima settimana utile alla composizione delle liste per le elezioni amministrative. Con 86mila abitanti Torre del Greco, è il comune più grande della Campania chiamato al voto nella prossima tornata elettorale del 25 maggio. Sono 189 in tutto le amministrazioni che andranno rinnovate, nessun capoluogo di provincia, ma 17 comuni sono sopra i 15mila abitanti. Otto in provincia di Napoli: Casalnuovo, Marigliano, Nola, Pompei, Sant'Anastasia, Sant'Antonio Abate, Somma Vesuviana e Torre del Greco. Cinque in provincia di Salerno, Baronissi, Mercato San Severino, Nocera Superiore, Pagani e Sarno. Nota particolare per la provincia di Avellino: oltre ad Ariano Irpino al voto anche Montoro per la prima volta dopo l'unione tra i comuni di Montorio Superiore e Inferiore. In provincia di Caserta, invece allerta ordine pubblico per le amministrative di Casal di Principe, Casapesesenna e Castelvolturno, reduci da uno scioglimento per infiltrazione camorristica. E proprio in Terra di Lavoro c’è il comune più piccolo chiamato al voto: Ciorlano, 440 anime sui monti del Matese. Ed è proprio nei piccoli comuni che occorre confrontarsi con le novità introdette della legge Delrio che riforma gli enti locali. Anche dove si arriva appena a tremila abitanti i consigli comunali saranno formati da dieci consiglieri. Un’impresa, per molti, reperire gli ultimi candidati per rispettare i nuovi limiti. Diciassette sono i comuni che andranno ad elezioni anticipate rispetto alla naturale scadenza del mandato. Per quelli sopra i 15 mila abitanti la legge prevede l'eventuale ballottaggio fissato per l'8 giugno. Le elezioni amministrative si terranno nella stessa data in cui si svolgeranno le Europee. La scelta tiene “conto dei principi di riduzione della spesa pubblica” , per evitare di mettere in moto per due volte la dispendiosa macchina organizzativa. Le votazioni si svolgeranno in un'unica giornata dalle 7 alle 23

PIETRAMELARA. Attilio Pellegrino il ras arrestato per estorsione nei confronti di un imprenditore del posto era attivo in due clan

Insieme a Pelleggrino sono stati arrestati nell'operazione di servizio di venerdì scorso Tommaso e Pasquale Nuzzo, Francesco Sparago e Anna Annunziata. Un pentito spiega: "Era estorsore per conto degli Schiavone e poi è passato alle dipendenze di Zagaria..."
Attilio Pellegrino sarebbe passato da una famiglia all’altra, rivestendo in entrambe le cosche un ruolo di primo piano. Nelle parole dei collaboratori di giustizia emergono nuovi dettagli sulla figura di Pellegrino, di Villa di Briano, arrestato venerdì insieme a Tommaso e Pasquale Nuzzo, di Casagiove, Francesco Sparago di S. Maria Capua Vetere e Anna Annunziata di San Prisco. Il pentito Eduardo Di Martino, ex affiliato della frangia Schiavone del clan dei Casalesi, così ha riferito agli inquirenti: “Intorno agli inizio del 2000 ho avuto diretta cognizione del fatto che Attilio Pellegrino insieme a… si occupavano in maniera monopolistica della gestione del gioco clandestino per conto del gruppo Schiavone. Intorno al 2004-2005 ho saputo che era passato alla famiglia Zagaria. Questo sia perché Pellegrino non ha mai nascosto la sua militanza criminale e la sua appartenenza all'una o all'altra fazione dei Casalesi, sia perché la circostanza mi è stata più volte confermata in carcere dal nipote di Michele Zagaria”. Pellegrino, a detta del pentito, si sarebbe occupato di diverse estorsioni per conto della cosca, impegnandosi attivamente nella ‘promozione’ dei gadget pubblicitari dei Casalesi. “Ho saputo nel corso della mia attività di raccolta delle estorsioni ed in particolare di imposizione del materiale pubblicitario in occasione delle festività natalizie del 2012 che questa attività era stata effettuata a Villa di Briano da Pellegrino nell’anno precedente” - ha raccontato Di Martino. Pellegrino, secondo il collaboratore, si sarebbe dato parecchio da fare a Villa di Briano. “Un altro imprenditore che vende materiale edile mi ha confermato la circostanza che nel 2011 l’imposizione della pubblicità per Natale era stata effettuta da Pellegrino, specificando che aveva addirittura lasciato detto che per qualsiasi problema si poteva fare il suo nome. Sempre nel 2012 ho avuto a che fare con il geometra della ditta che aveva vinto l'appalto per la costruzione della costruzione della palestra comunale”. Il tecnico si sarebbe sorpreso della richiesta estorsiva di Di Martino perché “sapeva che a Villa di Briano bisogna rivolgersi a Pellegrino”. Gli interrogatori degli arrestati avranno luogo martedì e mercoledì. Nel collegio difensivo gli avvocati Enzo Domenico Spina, Nicola Leone e Angelo Raucci.

PIEDIMONTE MATESE. L'estremo sacrificio di una famiglia matesina, originaria di San Potito Sannitico. Muore a 52 anni e la famiglia dona gli organi

La donatrice, una signora di poco più di cinquant’anni, originaria di San Potito Sannitico, ma residente a Piedimonte Matese è deceduta a seguito di un’emorragia cerebrale...
Prelievo plurimo di organi nella notte del "Venerdì Santo" all’Azienda Ospedaliera "Rummo". La donatrice, una signora di poco più di cinquant’anni, originaria di San Potito Sannitico, ma residente a Piedimonte Matese è deceduta a seguito di un’emorragia cerebrale. Si tratta di una signora di 52 anni. Una volta completato il lungo e laborioso iter dell’accertamento di morte cerebrale, e a seguito della straordinaria disponibilità dei familiari, si è dato avvio alle lunghe pratiche previste dai protocolli internazionali. Infatti, l’intera organizzazione, coordinata dal dottor Giuseppe Rivellini, responsabile dell’accertamento della morte cerebrale e per i prelievi d’organo dell’Azienda Ospedaliera, è una procedura complessa e delicata che ha coinvolto circa 100 persone tra medici, infermieri, tecnici, autisti e forze dell’ordine. La fase di preventiva valutazione della idoneità degli organi è stata eseguita dai diversi specialisti del "Rummo" (rianimatori, anatomopatologi, cardiologi, oculisti, radiologi, laboratoristi, medici di direzione sanitaria) che hanno manifestato, ancora una volta, un bell’esempio di intesa professionale e collaborazione multidisciplinare. Dopo il prelievo delle cornee, inviate al Nuovo Pellegrini di Napoli, dove è sita la banca di raccolta, nella nottata, sono giunte in città le diverse équipe che, in collaborazione con gli operatori sanitari del "Rummo", dopo attenta valutazione sulle condizioni dei diversi organi, hanno prelevato fegato e reni, organi salvavita. Il fegato è stato prelevato da una équipe giunta in città in aerotaxi da Bologna; un rene è stato trasferito a Salerno e l’altro è stato prelevato dall’équipe proveniente dal II Policlinico di Napoli. Al fine di sensibilizzare sempre più la popolazione, il Direttore generale del "Rummo", Nicola Boccalone, ha assicurato il suo sostegno ad ogni iniziativa istituzionale per favorire e migliorare la "cultura della donazione di organi" ed ha ricordato come la disponibilità dei familiari che hanno acconsentito al prelievo di organi del loro congiunta, debba rappresentare "un esempio tangibile di come poter trasformare un momento di dolore in un gesto di amore e sensibilità". Ora da una tragedia che purtroppo ha spento una vita altre persone potranno sperare di recuperare un’esistenza migliore con gli organi ricevuti grazie alla grande generosità dei familiari della donna.

sabato 19 aprile 2014

PIANA DI MONTE VERNA. E' tutto pronto per il primo trofeo di calcio primaverile. Conto alla rovescia per il Torneo Coppa Volturno

L’appuntamento quindi è per Sabato 26 e Domenica 27 Aprile 2014 nell'ex campo sportivo di Piana di Monte Verna, e, dopo la fase preliminare che si svolgerà dalle 9:00 alle 12:30 ci sarà l’intermezzo del pranzo dove sia le Società calcistiche sia coloro che vorranno restare sul posto, mangeranno un gustoso pranzo presso i ristoranti locali...
Manca ormai poco alla seconda edizione dell’attesissimo Torneo “Coppa Volturno”, l’ evento calcistico più importante dell’alto casertano, nonché il più rilevante del calcio pianese. Il Torneo, organizzato dall’ Asd Rinascita Fulgor 2005, con il sostegno della Pro loco Pianese, dell’Acli, dell’Azione Cattolica, nonché di tanti volontari, accoglierà circa 250 giovani calciatori appartenenti alle categorie primi calci 2006, pulcini 2005, pulcini 2004 ed esordienti 2001/’02 e si svolgerà nelle giornate 26 e 27 Aprile 2014 presso l’ex campo sportivo comunale sito in via Laurelli a Piana di Monte Verna (Ce). Sabato 26 Aprile concorreranno i primi calci ed i pulcini, mentre il 27 vedrà gli esordienti contendersi la vittoria. Quest’anno la rassegna calcistica ospiterà ben undici scuole calcio provenienti da tutta la provincia di Caserta: Intercasertana, Nino Gravina, Gravina Calcio, Progetto Calcio Caserta, Real Alife, Pietramelara, Castel di Sasso, Real Alvignano, Oasi Giovani Carinola, Calatia Maddaloni e l’Associazione ospitante Asd Rinascita Fulgor 2005. “Fair play, spirito di gruppo e voglia di divertirsi attraverso lo sport” è quello che sottolinea il Presidente dell’Asd Rinascita Fulgor 2005 Rocco De Crescenzo, entusiasta dei progressi acquisiti dall'Associazione durante questi anni, grazie alla cooperazione raggiunta con prestigiose e stimate scuole calcio che onoreranno il Torneo con la loro presenza. L’appuntamento quindi è per Sabato 26 e Domenica 27 Aprile 2014 nell’ex campo sportivo di Piana di Monte Verna, e, dopo la fase preliminare che si svolgerà dalle 9:00 alle 12:30 ci sarà l’intermezzo del pranzo dove sia le Società calcistiche sia coloro che vorranno restare sul posto, mangeranno un gustoso pranzo presso i ristoranti locali (Locanda Carpe Diem, Mister Poldo, Agriturismo Le Ghiandaie, Taberna Felix) che in occasione della manifestazione proporranno anche menù turistici a prezzi modici. Il Torneo riprenderà alle ore 16:00 con la fase finale e terminerà con la premiazione ed i saluti alle ore 18:00. 
Angela De Matteo

PIEDIMONTE MATESE. Riprende il processo a carico dei due presunti stupratori della donna russa avvenuto a San Pasquale. La vittima sarà escussa come teste in Aula

Si chiude il cerchio su una vicenda che fece scalpore poco meno di un anno fa, la notte tra il 4 e 5 giugno del 2013, allorquando furono arrestati Vincenzo Vinciguerra e Pasquale Barbieri con l'accusa di stupro nei confronti di una donna di 29 anni. La stessa sarà escussa il prossimo otto maggio...
Si svolgerà il prossimo 8 maggio l'udienza giudizio per gli imputati del reato di stupro Vincenzo Vinciguerra e Pasquale Barbieri difesi dagli avvocati Giuseppe Massarelli e Antonello Fabrocile, i quali la notte del 5 giugno scorso a Piedimonte Matese, secondo l'accusa, abusarono sessualmente, nei pressi del Santuario di Santa Maria Occorrevole, di una giovane donna di origini russe, che in questa procedimento è rappresentata dall'avvocato Paolo Falco per la costituzione di parte civile. Il fatto ha destato un clamore tale da spingere l’ambasciata russa ad interessarsi molto seriamente dell’accaduto. Infatti, la stessa, tramite il responsabile Sergyei Patronov, ha attenzionato il processo iniziato lo scorso 7 marzo presso la Prima Sezione del Collegio "A", il quale è in stretto contatto col difensore della donna, l’avvocato Paolo Falco. Sono stati ascoltati anche i testimoni tra cui i medici che per primi visitarono la donna violentata. Quattro testimoni si sono avvicendati all'udienza del 20 marzo dinanzi al giudice Orazio Rossi del Tribunale Penale di Santa Maria Capua Vetere, al fine di chiarire e ricostruire la dinamica dei fatti per i quali, secondo la Procura, la notte tra il 4 ed il 5 giugno del 2013, Vinciguerra e Barbieri di Cerreto Sannita, avrebbero stuprato E. A. la giovane russa. L'udienza si aprì appunto con l’escussione testimoniale dei due Carabinieri, i quali, chiarirono che nell'immediatezza del loro intervento i due uomini erano stati sorpresi a dormire in auto e che, di notevole importanza, gli stessi erano assolutamente lucidi, pertanto non presentavano alito alcolico e non pronunciavano frasi sconnesse, circostanza che è stata chiarita anche in merito alla donna, la quale, secondo i Militari era sotto shock, ma non era assolutamente alcolizzata o drogata. Confermavano inoltre le lacerazioni e le tumefazioni al viso ed al corpo della ragazza. Furono poi in quella sede, escussi il medico che la notte del delitto era di turno presso l’Ospedale di Piedimonte Matese, il dottor Bergamin. Il Ginecologo dichiarava di aver visitato E.A. attraverso l’esame ispettivo e speculare e che la stessa presentava zone di tumefazione vaginale tipica di chi aveva avuto un rapporto sessuale molto recente, oltre che ad escoriazione e lividure lungo tutto il corpo. Anche l’oculista, il dottore Marra, dell’ Ospedale di Caserta rappresentava al Giudice la fortissima contusione all’occhio sinistro della donna, tale da poterle cagionare addirittura la perdita della vista stessa. Il processo riprenderà il giorno 8 maggio, data in cui sarà sentita come testimone proprio la vittima del presunto reato di violenza sessuale.

PIANA DI MONTE VERNA. La relazione della Giunta Comunale sul conto consuntivo 2013. In cassa ci sono 27mila euro

Prossimamente l'approvazione del conto sarà portato all'attenzione del Consiglio Comunale che dovrà pronunciarsi se approvarlo o meno...
L'articolo 151 del decreto legislativo 267/2000 (sesto comma), dispone che al "conto consuntivo è allegata una relazione illustrativa della Giunta che esprima le valutazioni di efficacia dell'azione condotta sulla base dei risultati conseguiti in rapporto ai programmi ed ai costi sostenuti". Nel relazionare sull'attività amministrativa dell'anno 2013, come primo punto, la Giunta Comunale espone i seguenti dati riepilogativi dell'attività contabile dell'Ente, che si concretizzano come segue: 
  1. Entrate: fondo iniziale di cassa, 38.815,68 euro; residui attivi, 1.027.716,86 euro; competenza, 1.609.628,55 per un totale di 2.676.161,09.
  2. Uscite: residui passivi, 997,990,67 euro; competenza, 1.650.934,28 per un totale di 2.648.924,95.
  3. Fondo di cassa al 31 dicembre 2013: 27.236,14 euro.

Gli orientamenti generali sono stati quelli di realizzare, anche per l'anno 2013, una più incisiva politica di responsabilizzazione degli amministratori e dei responsabili dei servizi, con una accurata analisi della gestione in termini di entrate e spese correnti. Infatti si è lavorato ancora al fine di precostituire un sistema orientato all'incremento delle entrate proprie mediante una idonea manovra tributaria e tariffaria e, quindi, di una dotazione organica di finanza in linea all'autonomia impositiva, armonizzare le esigenze (in costante espansione) con necessità della spesa pubblica, con preciso riferimento ed obiettivo al principio dinamico di equilibrio del bilancio che impone il contenimento della spesa nei limiti dell'entrata, di tal che è l'entrata che condiziona la spesa e non il contrario. Pertanto, anche nell'esercizio 2013, le entrate sono state introitate in forma sufficiente e conformemente alla copertura prevista dalle vigente disposizioni in materia. Per quanto attiene alla spesa "corrente" è da evidenziare che, oltre alle spese fisse e obbligatorie, la gestione è stata interessata ed estesa a tutti i servizi esistenti sul territorio, con particolare riguardo al potenziamento dei servizi a domanda individuale e con particolare riferimento a quelli sociali. E' da rilevare che la tutta la gestione è stata improntata al contenimento dei costi di gestione e pertanto della spesa pubblica. Anche durante l'esercizio finanziario 2013 è stato attivato un programma di investimenti, al fine di dotare la popolazione di elementi più confacenti alle attuali esigenze e per uno sviluppo economico-sociale della popolazione, e di tali opere pubbliche alcune risultano attuate mentre altre, di maggiore entità, sono ancora in fase di ultimazione. 
E' da evidenziare, altresì, che la gestione economica ed amministrativa del Comune può così sintetizzarsi: 
- a) ogni azione è stata improntata al criterio dell'efficienza, funzionalità ed economicità; 
- b) i pagamenti sono stati effettuati in virtù di provvedimenti adottati conformemente alle vigenti disposizioni ed esecutivi; 
- c) le spese, già estinte e impegnate, sono state effettuate con la relativa copertura finanziaria. 
Per quanto sopra brevemente esposto la Giunta Comunale ritiene che nell'esercizio finanziario 2013 l'azione amministrativa del Comune può essere valutata in modo positiva, volta ad una azione sempre crescente in campo sociale ed economico e con particolare riferimento ad un maggiore gettito d'entrata e riduzione dei costi di gestione.

DELITTO ENRICO DI MONACO. Il 23 aprile inizia il processo di Appello contro la sentenza di assoluzione a carico di Salvatore Busico e Mullameti Nderim

La Corte di Assise presieduta dalla dott.ssa Elvi Capecelatro assolse i due imputati.  La sentenza, però, venne impugnata dalla costituita parte civile, l’avv. Raffaele Gaetano Crisileo, che rappresentava la signora Olimpia di Monaco, madre della vittima, il giovanissimo figlio Enrico e dalle due Procure inquirenti...
Dopo quasi quattro anni dalla sentenza di primo grado, emessa il 3 giugno 2010, dalla Prima Sezione Penale della Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere, approda in secondo grado, il processo contro Salvatore Busico e Mullameti Nderim, imputati dell’omicidio del ragazzo diciassettenne Enrico di Monaco (foto a sx), avvenuto, probabilmente, nella notte tra il 24 ed il 25 aprile 2005, in Località Marzella, nel tenimento del Comune di Santa Maria La Fossa, in provincia di Caserta. La prima udienza dinanzi alla prima Sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli si terrà il prossimo 23 aprile. La Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere, allora presieduta dalla dott.ssa Elvi Capecelatro, giudice a latere dott.ssa Maria Francica, assolse i due imputati, Salvatore Busico (foto a dx) e Mullameti Nderim, difesi dall’avv. Giuseppe Stellato. La sentenza, però, venne impugnata dalla costituita parte civile, l’avv. Raffaele Gaetano Crisileo, che rappresentava la signora Olimpia di Monaco, madre della vittima, il giovanissimo figlio Enrico; dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, a firma del Pubblico Ministero che aveva tenuto la requisitoria, in Corte di Assise, la dott.ssa Alessandra Converso, ed infine dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli. Questo processo, nove anni fa, ebbe una eco straordinaria; anche la cronaca nazionale e televisiva se ne interessarono, in particolar modo la trasmissione in onda il mercoledì su Rai Tre, dal titolo “Chi l’ha visto”, con diversi servizi ed in più puntate, partendo dal momento della scomparsa di Enrico di Monaco, la notte tra il 24-25 aprile 2005, fino ad arrivare al momento del ritrovamento del suo cadavere, nel casolare abbandonato, nella masseria ubicata in località Marzella di Santa Maria La Fossa, il 18 maggio 2005, quando il suo corpo venne ritrovato in quel casolare di campagna, in un avanzato stato di decomposizione e venne riconosciuto soltanto per mezzo di un mazzo di chiavi che Enrico aveva in tasca e che aprirono la porta della sua abitazione nel Rione Sant’Andrea. Il corpo di Enrico – come scrisse il medico legale - aveva lesioni al torace ed al capo provocate dall’azione d’arma da fuoco a carica multipla, esplose probabilmente da due cartucce che lo attinsero alla regione anteriore della base del collo e sotto al mento, provocandone la morte istantanea. Venne da subito indagato Salvatore Busico, un agricoltore del posto, in quanto da una serie di testimoni oculari, era stato visto salire sull’auto di costui, un’Alfa 33, intorno nella notte, tra il 24 ed il 25 apr. 2005, tra l’una e trenta e le due, dopo che Enrico aveva mangiato una pizza con alcuni amici e stava attendendo Salvatore. Immediatamente scattarono le indagini da parte del Commissariato della Polizia di Stato di Santa Maria Capua Vetere, allora diretto dal Vice Questore, dott. Roberto Gentile e da parte dei Pubblici Miniseri della locale Procura. Dopo una lunga attività di intercettazione telefonica e di complesse indagini, Salvatore Busico venne tratto in arresto a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla dott. ssa Egle Pilla, Giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale. Il Tribunale del Riesame di Napoli, però, lo scarcerò per ben due volte e la Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere, alla fine di un lungo e faticoso processo, assolse sia Salvatore Busico che Mullameti Nderim, accusati di omicidio volontario così come assolse anche Daniele Santopietro, accusato di favoreggiamento per avere, quest’ultimo, dichiarato di aver visto, il giorno successivo alla scomparsa, Enrico di Monaco recarsi da lui per chiedere un prestito in denaro. Ora, a distanza di quattro anni da quella sentenza di primo grado, il processo riparte da capo, dinanzi alla Prima Sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli in quanto sia i Pubblici Ministeri che la parte civile non hanno condiviso le motivazioni sella sentenza di primo grado. Questo omicidio è ancora ricordato non solo in città, ma anche in altre parti perché la vittima aveva solo diciassettenne anni e, a distanza di ben nove anni dall’omicidio, non si riesce ancora dare un volto all’assassino e soprattutto a capire il movente di questo gesto efferato e al tempo stesso efferato. Durante il processo di primo grado ci sono stati scontri, su questioni giuridiche, tra l’accusa, la dott.ssa Converso e l’avv. Crisileo da un lato e la difesa, sostenuta dall’avv. Stellato. Si pensa che, anche in secondo grado, la situazione si ripeterà. Intanto la mamma di Enrico di Monaco attende giustizia e da nove anni aspetta di conoscere la verità.

CAIAZZO. Ricercatore di asparagi aggredito da un grosso cinghiale sulle colline caiatine. Salvo per miracolo lui, la moglie e il loro cane.

Antonio Riello ha rimediato tuttavia una ferita al polpaccio causata da una zanna del grosso suino selvatico che, nella furia ha cercato di sventrare anche il cane a seguito della coppia... 
Il cinghiale non attacca l’uomo, hanno ripetuto più volte gli esperti. Solo nel caso in cui la femmina avverte una minaccia per i suoi piccoli, può reagire. Non è più minimamente convinto di questa tesi Antonio Riello, cercatore di asparagi di Castel Morrone che quasi all'alba della domenica mattina, unico giorno in cui gli impegni di lavoro consentono a lui e alla moglie di trascorrere qualche ora di relax assieme, si reca a fare i consueti due passi lungo i sentieri collinari tra Piana di Monte Verna e Caiazzo. E proprio durante la ricerca di asparagi è stato aggredito da un cinghiale di grossa taglia, per giunta maschio. Ricordiamo inoltre che è proprio dall’Alto Casertano che molti agricoltori caiatini temono che arrivino i cinghiali che negli ultimi mesi hanno provocato ingenti danni nella zona. Ma torniamo al racconto di Riello. "C’era con noi anche il nostro cane, che ho prelevato da un canile otto anni fa, il quale ad un certo punto è salito fin dinanzi a un ammasso di rovi e si è messo ad abbaiare con insistenza – racconta Riello – . Ho pensato che avesse individuato qualche animaletto selvatico e, visto che i miei ripetuti richiami non avevano effetto, sono salito per prenderlo. All’improvviso dal cespuglio è sbucato un bestione di almeno un quintale, sicuramente un maschio, che ha tentato di azzannare il cane e per poco non gli squartava il ventre. D’istinto ho cercato di riprenderlo, ma il cinghiale si è avventato su di me facendomi cadere all’indietro. Ho sentito un dolore lancinante al polpaccio e con l’altro piede sono riuscito a sferrare un calcio sul grugno dell’animale con tutta la forza che avevo". Colpito da uno scarpone rinforzato, il suino selvatico ha mollato la presa e si è dileguato nel bosco. "Di solito per cercare asparagi o altri ortaggi selvatici indosso scarpe da tennis – riferisce il malcapitato cittadino di Castel Morrone – ma nell’occasione ho indossato scarpe più pesanti per via delle condizioni meteo instabili. Direi che i miei scarponi da montagna sono risultati provvidenziali, perché una scarpa da tennis avrebbe fatto solo solletico a un cinghiale di quella stazza". La moglie di Riello, che ha assistito paralizzata alla scena a una decina di metri di distanza, è tuttora scioccata. Il cane invece, spaventatissimo, è stato portato in braccio dal padrone fino a casa e qui il veterinario consultato gli ha curato una piccola ferita di striscio che se centrava il ventre glielo apriva. A quel punto Riello ha controllato la sua gamba sinistra: "Fino a quel momento, forse a causa dell’adrenalina, non avevo più pensato al morso del cinghiale: ho sollevato il jeans bucato e mi sono accorto che la ferita provocata da una tagliente zanna era profonda. In ospedale mi hanno medicato, ma per un po’ di giorni era come se qualcuno mi martellasse continuamente l’osso. Ora, per fortuna, i dolori peggiori sono passati. Ma penso anche alle tante altre persone, bambini compresi, che nelle belle giornate frequentano i sentieri collinari delle nostre zone nell'Alto Casertano.
I DANNI CAUSATI DAI CINGHIALI QUANDO ATTACCANO L'UOMO

ALIFE. Continua il "muro contro muro" tra la maggioranza consiliare e la minoranza che nel Consiglio Comunale di ieri ha abbandonato l'aula in segno di protesta.

Daniele Cirioli esponente dell'opposizione riferisce: "il sindaco Avecone uscendo dall'aula ci ha definiti una 'Bad Company' segno che si è visto la telenovela...
Questo è il comunicato/post di Daniele Cirioli esponente della minoranza consiliare che illustra come è andato il Consiglio Comunale ieri 18 aprile.
"""Si è svolto stamattina il Consiglio Comunale. Un solo argomento all’Ordine del Giorno: approvazione di una convenzione con altri Comuni per il progetto “Le Porte dei Parchi”. Invece non era stato previsto alcuno dei temi da noi sollecitati, quali la Tares e l’ex Cinema Volturno, per i quali abbiamo chiesto da tempo un apposito Consiglio Comunale. Il Sindaco, prepotentemente, continua a non convocare! Il Consiglio è durato in tutto una ventina di minuti. Noi non abbiamo partecipato al voto in segno di protesta per la mancata convocazione del Consiglio Comunale: sono passati 2 mesi dalla nostra prima richiesta, e pensare che Legge fissa un termine di 20 giorni entro cui il Sindaco deve ossequiare alle richieste dei Consiglieri. Sempre in segno di protesta, inoltre, abbiamo abbandonato l’Aula al momento del voto. Prima di lasciare l’adunanza, il Capogruppo Gianfranco ha letto una nostra Dichiarazione (vedi sotto) fatta allegare al Verbale di Seduta. In essa, peraltro, abbiamo chiesto al Segretario Comunale di segnalare a Prefetto e altri Organi competenti il “grave inadempimento” di cui si è reso colpevole il Sindaco per la mancata convocazione del Consiglio comunale richiesto dai Consiglieri. Ah, dimenticavo. Mentre ci alzavamo e uscivamo dall'Aula s’è udita la voce del Sindaco: “….Bad Company…”. Segno che la Telenovela l’ha vista e, speriamo, gli sia anche piaciuta! O no? Allora appuntamento a martedì prossimo con la terza puntata! Auguri di una Santa Pasqua a tutti. 
ECCO IL TESTO DELLA NOSTRA DICHIARAZIONE LETTA IN AULA E FATTA ALLEGARE AL VERBALE DI SEDUTA.  Oggi 18 aprile 2014 ci troviamo riuniti per un Consiglio comunale che ha come unico punto all'Ordine del Giorno l’approvazione della convenzione con altri Comuni per il progetto “Le Porte dei Parchi”. 
Il 31 gennaio 2014 abbiamo presentato istanza per la convocazione di un Consiglio comunale per discutere due argomenti: 
a) Tares 2013; 
b) Ex Cinema Volturno, stato di pericolosità, Verbale Asl. 
Il 18 febbraio 2014 abbiamo corredato la predetta istanza delle nostre Proposte di Deliberato. Nel merito abbiamo chiesto di discutere sulle seguenti questioni: 
a) abrogazione della Tariffa Tares, al fine di permettere ai Cittadini di continuare a pagare anche per il 2013 i vecchi importi della tassa (cioè pari a quelli Tarsu, già pagati fino al 2012), con la sola eccezione della maggiorazione introdotta dallo Stato; 
b) introduzione di una “regolarizzazione Tarsu/Tares” a favore di chi non risulta iscritto nel Ruolo Tarsu/Tares e quindi non paga questa tassa. Sono tanti i Cittadini che non pagano o che pagano meno di quanto dovrebbero. Abbiamo anche avuto un incontro con il Revisore dei Conti che si è mostrato favorevole all’iniziativa; 
c) valutare lo stato di pericolosità in cui versa l’ex Cinema Volturno, come segnalato continuamente dai Cittadini e soprattutto come denunciato da un Verbale dell’Asl. 
Oggi 18 aprile 2014 ci troviamo riuniti per un Consiglio comunale che non vede all’Ordine del Giorno nessuno dei suddetti argomenti, quando sono passati più di 2 mesi e, precisamente, 76 giorni: cioè 56 giorni in più rispetto ai 20 giorni previsti dalla Legge e dal nostro Statuto comunale quale termine per la concessione del Consiglio comunale richiesto dai noi Consiglieri. La ragione di tale evidente inadempimento da parte del Sindaco, in qualità di Presidente del Consiglio Comunale, è stata più volte fatta ricadere sulla struttura amministrativa e, in particolare, sulla mancanza dei pareri da parte dei Funzionari. Come dire: “è colpa della cattiva burocrazia!”; che, tuttavia, è diventata “buona” per l’odierno Consiglio comunale. Chiediamo al Segretario Comunale l’immediata segnalazione di quanto accaduto al Prefetto e agli Organi competenti. Per i suddetti motivi riteniamo doveroso di non partecipare al voto, per rispetto alla Cittadinanza che attende una definitiva risposta, positiva o negativa che sia, in merito al “problema Tares” creato da questa Maggioranza amministrativa. Abbandoniamo l’Aula in segno di protesta."""
Nella foto a sx il sindaco Giuseppe Avecone e a dx il consigliere comunale Daniele Cirioli

TRAGEDIA DELLA STRADA. E' Girolamo Petriccione il finanziere morto stamani all'alba a San Nicola la Strada.

La salma della giovane fiamma gialla è stata trasportata all'obitorio di Caserta. La Polizia Stradale sta cercando di risalire alla dinamica dello schianto...
È morto sul colpo Girolamo Petriccione, il Maresciallo della Guardia di Finanza 29enne di Caserta rimasto coinvolto in un incidente questa notte, verso le quattro, in via Speranza a San Nicola la Strada. Il ragazzo ha perso il controllo della sua vettura, una Citroen C3, lungo la curva, ed è finito con l’auto nelle campagne. Sul posto è intervenuta la polizia stradale, mentre il corpo del finanziere è stato trasportato all'obitorio dell’ospedale di Caserta. Non è dato ancora sapere la causa dell'incidente. Petriccione faceva servizio a Genova, presso il Nucleo di Polizia Tributaria dove era stato assegnato alla fine del corso per Ispettori lo scorso 2013.

CAMORRA DEL GAS. Parte tutto dall'omicidio di Baia e Latina l'operazione di servizio svolta ieri dai Carabinieri di Pietramelara e Capua che ha portato all'arresto di cinque ras dei clan

Storia di camorra, ricatti e minacce che sono avvenute non nella terra dei clan ma qui nell'Alto Casertano, un tempo considerata Oasi Felice, ed oggi, a quanto è dato sapere dai continui blitz delle forze dell'ordine Oasi Felice per i clan dei casalesi. "Ti sparo se non restituisci il rimorchio!" Queste e altre intimidazioni ai danni di un imprenditore del gas a Pietramelara...
Ha un inizio ben preciso l’indagine che ha portato ieri all’arresto di 5 persone per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il 12 gennaio scorso, piovosa domenica invernale alla caserma dei carabinieri di Capua si presenta un imprenditore di Pietramelara. Due giorni prima a Baia Latina era stato ucciso Giuseppe Cantile, ritenuto il capozona dei Casalesi per l’alto Casertano. Ventiquattro ore prima i presunti assassini erano stati assicurati alla giustizia. La visita dell’imprenditore ai carabinieri però si rivelerà decisiva per un’altra indagine quella culminata nel blitz. All’alba di ieri, infatti, i carabinieri della compagnia di Capua, agli ordini del capitano Giovanni De Risi, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 5 indagati (quattro in carcere ed uno agli arresti domiciliari) per una tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso. I cinque, secondo la Dda, avrebbe agito per conto della fazione dei Casalesi riconducibile al boss Michele Zagaria. I fatti contestati sono stati commessi a partire dal 2013 e fino agli inizi di questo anno. L’ordinanza è stata emessa dal gip presso il tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. E’ stata riconosciuta l’aggravante del metodo mafioso per le presunte pretese estorsive. A finire in manette sono stati l’imprenditore di Casagiove, Tommaso Nuzzo, attivo nel settore della distribuzione di gas e carburanti suo figlio Pasquale Nuzzo, e sua moglie Anna Annunziata, l’unica a finire agli arresti domiciliari. Arrestati anche Francesco Sparago ed Attilio Pellegrino, ritenuto dagli investigatori l’attuale reggente del gruppo Zagaria. L'indagine, avviata con la denuncia della vittima, un imprenditore dell'alto casertano operante nel settore egli idrocarburi, è stata condotta dal nucleo operativo di Capua e dai carabinieri della stazione di Pietramelara attraverso metodi tradizionali, servizi di osservazione, controllo, pedinamento e riscontri di polizia giudiziaria. L’attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale della Procura di Napoli, ha consentito di individuare alcune azioni portate a termine dai cinque che, secondo i magistrati, in concorso tra di loro, avrebbero compiuto “atti idonei a procurarsi un ingiusto profitto di circa 42mila euro”, corrispettivo non pagato alla vittima a fronte di una fornitura di gas effettuata a beneficio della società di fatto conducibile ai Nuzzo nonché ad indurre la vittima stessa ad accettare l'estinzione del debito mediante la restituzione di un quantitativo di gas del valore commerciale molto inferiore al dovuto (circa 9mila euro).
UNA QUERELA DEI NUZZO PER SVIARE LE INDAGINI. - Tommaso Nuzzo ed il figlio Pasquale, temendo di aver commesso un errore nel chiedere a tante persone di accusare falsamente il suo creditore avrebbero tentato di alterare la raccolta di elementi di prova a loro carico. Per questo Pasquale Nuzzo si sarebbe presentato al comando dei carabinieri di Pietramelara per presentare una denuncia. Il giovane ha raccontato ai militari che l’imprenditore di Pietramelara si era appropriato della cisterna di proprietà della Nuzzo Trasporti e che il padre, recatosi presso il deposito di Pietramelara, era stato minacciato con una pistola nel tentativo di costringerlo a farsi saldare il debito. Il titolare della ditta dell’Alto Casertano avrebbe, quindi, trattenuto la cisterna senza restituirla al casagiovese. Nuzzo, infatti, impaurito dopo essere stato minacciato, sarebbe scappato con la motrice. Secondo quanto riferito nella denuncia, Pasquale Nuzzo si sarebbe recato presso un’agenzia pratiche auto di Casagiove per denunciare la perdita di possesso del semirimorchio. Qualche giorno dopo, Nuzzo sarebbe stato contattato dalla stessa agenzia che l’avrebbe informato che l’imprenditore di Pietramelara aveva telefonato per chiedere informazioni sullo stato della pratica relativa all'atto di vendita del semirimorchio. Nella circostanza, l’agenzia avrebbe constatato che l'atto era falso e che era stato stipulato in un giorno non lavorativo. Per questo motivo, avrebbe provveduto a denunciare il fatto all'autorità giudiziaria. Secondo la Procura questa ricostruzione dei fatti sarebbe stata ideata per sviare le indagini.
UN FINTO ATTENTATO SIMULATO DA TOMMASO NUZZO PER LIBERARSI DEL CREDITORE. - Tommaso Nuzzo avrebbe deciso di sbarazzarsi del creditore organizzando un finto agguato. Secondo quanto contenuto nell’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli XXII sezione, dottore Pietro Carola, l’imprenditore di Casagiove avrebbe escogitato un piano per liberarsi del titolare della ditta di Pietramelara. Coinvolgerlo, a suo insaputa, in un finto tentato omicidio ai danni di un altro operatore del settore. Nuzzo avrebbe avvicinato per primo un altro imprenditore del settore del gas riferendogli che il ‘collega’ di Pietramelara gli aveva fatto una ‘scortesia’, ovvero, che si era preso un semirimorchio e per questo voleva ‘cautelarsi’. In particolare aveva architettato di fingere un agguato nei suoi confronti, mediante esplosione di colpi d'arma da fuoco verso la sua auto. Il piano prevedeva di coinvolgere falsi testimoni per che riferissero che l'autore dell'agguato era il cuo creditore. Lo stesso Nuzzo avrebbe rassicurato il suo interlocutore sostenendo che avrebbe provveduto lui a fornire un'auto di colore grigio, danneggiata da colpi d'arma da fuoco. Nessuna delle persone contattate da Nuzzo, però, avrebbero dato la propria disponibilità a simulare il finto agguato. Alla fine, quindi, l’imprenditore di Casagiove avrebbe deciso di soprassedere e avrebbe sostenuto con il suo interlocutore di essere intenzionato a chiudere il debito, con il rilascio di quattro assegni a scadenza, a firma della moglie. La presunta vittima del piano di Nuzzo sarebbe venuta a conoscenza delle intenzioni dell’uomo di metterlo nei guai dalla stessa persona contattata per fare da esca. L’imprenditore di PIetramelara ha portato agli inquirenti a prova della sua tesi una serie di registrazioni delle telefonate ricevute che attesterebbero la sua versione.
SPARAGO AL RIVALE: SE NON RESTITUISCI IL RIMORCHIO CI METTIAMO UNA BOMBA SOTTO!" - “Ho un’imbasciata per conto di Casapesenna, se non ci restituisci il semirimorchio entro due giorni ci mettiamo una bomba sotto sia al nostro che a quello sul piazzale”. Sarebbe stata questa la frase proferita, il 21 gennaio scorso, secondo i magistrati dalla Dda da alcuni degli indagati, arrestati ieri dai carabinieri di Capua. Secondo la ricostruzione dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Pasquale Nuzzo ed Anna Annunziata, rispettivamente figlio e moglie di Tommaso Nuzzo, si sarebbero presentati, insieme a Francesco Sparago, al cospetto dell’imprenditore vittima dell’estorsione. A fronte del rifiuto opposto dall’operatore economico di Pietramelara alla proposta di Anna Annunziata di considerare estinto il debito di 42mila euro, attraverso il pagamento di una fornitura di gas di soli 9mila. La frase finita all’interno delle 39 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare sarebbe stata proferita da Sparago. Al momento della minaccia, però, i militari erano già sulle tracce del gruppo tanto che quella stessa mattinata procedevano alla perquisizione dell’Audi Q3 di uno degli indagati. Il giorno dopo nell’azienda di Pietramelara giungeva una persona che aveva appuntamento con il titolare proprio per parlargli dell’affare della cisterna di Nuzzo. Durante l’incontro, la cui registrazione è finita al vaglio dei carabinieri, l’interlocutore si rivolge all’imprenditore dicendo che Nuzzo gli stava preparando un tranello. Un contesto, quello dell’indagine molto delicato, al punto che l’imprenditore vittima della presunta richiesta estorsiva si reca a denunciare la vicenda dai carabinieri due giorni dopo l’omicidio di Giuseppe Cantile, avvenuto a Baia e Latina. Lo stesso Giuseppe Cantile che il 19 dicembre si sarebbe presentato nel deposito dell’imprenditore ufficialmente per consegnargli un panettone natalizio. In realtà anche per parlare della controversa vicenda della cisterna, poi divenuta oggetto di indagini.
QUEL RIMORCHIO E' DI MICHELE O' SCERIFF'. - Il mezzo entrato in possesso dell’imprenditore di Pietramelara sarebbe appartenuto ad un elemento di spicco del clan di Michele Zagaria (nella foto a destra). Anche questo è nero su bianco nell’ordinanza del tribunale di Napoli che ieri ha portato in carcere Tommaso Nuzzo e suo figlio Pasquale. Sarebbe stato lo stesso imprenditore casagiovese a rivelarlo. Quel mezzo, che secondo la Procura di Napoli sarebbe stato dato in garanzia, sarebbe stato di proprietà, in base a quanto si legge negli atti di indagine di “un soggetto sottoposto al regime speciale detentivo, di cui all'art. 41 bis”. Il semirimorchio che l’imprenditore di Pietramelara avrebbe ricevuto dal casagiovese e che sarebbe poi stato trasferito in un deposito nel Napoletano, sarebbe stato dato in noleggio a Nuzzo, il quale corrispondeva mensilmente un canone di locazione. Il personaggio in questione sarebbe Michele Fontana (nella foto a sinistra), soprannominato Michele 'o sceriffo. Questo quanto si dice in un’intercettazione telefonica: “Il rimorchio è di Michele ’o sceriff, tiene il 41 bus…i rimorchi sono i suoi, lui gli da i soldi a fine mese me l'ha detto lui ed io gli ho detto: non voglio sapere niente, dobbiamo solo chiudere questa cosa in bellezza, per non uscire sopra al giornale”. Sarebbe stato meglio, dunque, chiudere la questione quanto prima. L’imprenditore di Pietramelara, tuttavia, non si sarebbe lasciato intimidire e avrebbe ribadito che si trattava di una questione commerciale da risolvere con il pagamento della somma pattuita oppure con il passaggio di proprietà di quel mezzo. Sarà proprio lui poi a rivolgersi alle forze dell’ordine per chiedere aiuto nell’auscire da una situazione che stava assumendo connotati piuttosto preoccupanti.